Sei sulla pagina 1di 291

ESEMPLARE

0 S I A

SAGGIO FONDAMENTALE PRATICO DI CONTRAPPUNTO

SOPRA IL CANTO FERMO


Dedicato all* Emincntiffimoy c KeverendiJ/lma

SIG. C A R D I N A L E

VINCENZO MALVEZZI
Arcivefcovo di Bologna, Prencipe del S. R. I . , e Prodatario

DI N. S. FELICEMENTE REGNANTE
DA F. GIAMBATTISTA MARTINI MINOR CONVENTUALE Accademico dell'Inftituto delle Scienie( e FUarm. PARTE PRIMA.

IN

BOLOGNA

MDCCLXXTV.

Per JLelio daila Vplpe Impreitore dell' IniHtuto delle Scieuze. Con licenza if Superior},

V.

\ &

u*

IMININTISSIMO FRINCIFE

Vefla mia, qualunqut' Jtafi, fatlca, che ho V on ore it raffegnare a VQSTRA EMINENZA, non avra a darji gran pen a per liberare il Jiio autore da Ha taccia dl troppa ardite^^a, onde Jorje tal uno a prima giunta caricar lo potrebbe per V ammo/a offerta^ ch% cgli ne fa all* EMINENZA VOSTRA. Mold motivi, e tuttt fortiffjmipo~ tret to qui recare^ che non Jolo incoraggire, ma esdandio obbligar mi douevano a prejentarle quejla mia Compq/i^ione, come co/a che a niuri altro piu di Lei ogni ragion voleva, che fijje dedcata, Varra per tutti, a dirittamente pen/are quejlo Jolo r'v> jPeJ].? she la noflra Accademia de Eilarmonici gode I' alt onor* , e

e h bella gloria <T aver VOSTRA EMINENZA per fuo Protettore, e Protettore, che non ojlante le continue Jite gravif Jime occupa^oni per le raqguardevolijfime Cariche, che si deco* rojamente fojtiene di Prodatario di NOSTRO SIGNORE fe> licemente Regnante, e di Arcivefcovo di quejla Jua amatijfima Dioceji, degnaji con la piu premuroja attenz^one di vegliare al Juo maggior accrefcimento, e Jplendore . Riconqfcendo ella per* tan to il maggior Juo luflro, e vantaggio dalV amorojijjimo Patrocinio di VOSTRA EMINENZA, era ben di ragione, che a Lei Ji conjecrajfe quejto EJemplare di Mujtca , come Opera d' uno che gode T onore d' ejjer membro della JleJJa Accademia f t che oltre a quejto carattere, viene da Lei con Jomma clemen* s^a , ed ajfez^one rifguardato . Tutto quejlo, Je mal non m avvifo , e piu che valevole a giujlifcare quejla mia rijpettofjfima ojferta, e Jalvarla da qualunque taccia , che Je le potejfe apporre i ma quan do pur cio ancor non bajlajje , bajlerd in ultimo il fepere y che quejla mia debole Jatica e Jlata da me intrapreja, e a fine condotta d* or dine di VOSTRA EMINENZA, onde V effer Juo riconofcendo da un autorevolijjimo di Lei comandamento , non doveva certamente comparire dinan^i agli occhi del Pubblico Je non Je Jregiata del gloriojo Juo Nome, c Jotto I' aura del poderofo Juo Patrocinio . Cio premejfb , rejfa or a Jolo che Voi EMINENTISSIMO PRENCIPE, vi degtiate d' accoglierla col Jolito Vojlro corteje aggradimento, come e umilmente ve nejupplico, e animojamente loJpero,Ju 7 riflejjo che, s ella non ha tl merito in Je JleJJa d* un tantofavore, ha quelh della prontiffima mia ubbidien^a ai ventratifjimi Vojfri Cenni, e del mio ardentiffimo defiderio di Jecondare le amorqfe indefejje Vojlre prcmure per lo bene della nojlra Accademia, che tneco col piu profondo ri/petto s inchina al baeio della Sagra Porpora

VJ

\<. * \

VmU'JJitno Devot'Jfimo Obhligatiflimo Strva F. Ciio; BattiiU Martini Minor Couventuale.'

PREFAZ10KE.

in da quando h Mufica Ecdefiaft.cain^Contrappunto comincio a feguire le tracce della Mufica Cancejtaja accompagnata dall'Organo, e da aim Strumenti, e pamcolarmente della Mufica Profana e Drammanca a^po'co a poco venne mancando .1 gufto, e ulo del Can to fermo, e in progreffo d. tempo dalla non curanza t paffato al pofitivo drlprezzo talmenteche a g.orni noftr vien confiderato come cofa affatto in ulfa e da Uommi fenza gufto, e cosl di fatto lo carattenzza Moni Rameau il qualS parlando del comporre fopra .1 Canto fermo non ha difficolta d elprimeifi in quefti termini (.): Non vedta- ,
mo, che degli Uomini fen^a gujh pien, d, regole d, quejti Antidh U verofenfo idle quali e ad ejfo loro ignoto , i quak J, applkano vanamente a formare una buona, e grata Armoma

JZra Zjafcrta di Canti; quindi e , che .1 far compar.re ilia pubblica luce un Libro, che tratta del Contrappunto fopra il Canto fermo, da tanti Maeftn e Compofitor. d. Mufica verra certamente riputato imprudente, e vano, anziche faggio, e vantaggiofo partite.Con tutto cio pero ne lo Vantaggiofo giud.zio, che del Canto fermo hanno formato quefti valenti Compofiton, ne la ftrma, benche grande, che loro profeffo hanno fopra di me fatta ta impreffione da fmovermi dal concepuo mro difegno A elporre in queito Libro ai Giovam Studiofi dell Arte di Contrappunto quefio mio fentimento : Che per apprendere,
c impoMarfi dell'Arte del Contrappunto e nectfmo comporre Jpra del Canto fermo. Se X unrco fine della Mufica tof
( i ) Traiti di I' Harmonie reduite tl fes Pri'ncipes ncitureh Li'v. i . Chap. 11. pttg. 147. Je veux parler du Plein -chant de 1' Eglife, qui fubfiftoit long-temps avant luy (cioe del Zarlino), & qu' il eft bien difficile de reformer, par rapport a 1" ufage ou a la dpenfe, quoiqu'il ne convienne a I'Harmonie, que dans les Tons coriormes au fyfteme parfait : Aufii ne voyons nous que des gens fans gout, pleu:s des Regies de ces Anciens , dont le vrai fens leur eft inconnu , qui s' attacheut vaitiemeut a former une bonne et agreable Harmonie fur ces fortes de Chants.

If
VI

fe il puro, e femplice diletto, e non aveffe a fervire che al Teatro, come fembra opinare Monf Rameau, poiche in tutte le fue Opere si di Pratica, come di Teorica ii fa vedere unicamente intefo, e applicato ad inftruire nello ltile della Mufica moderna ridotta appunto al Teatrale, e al puro dilettamento, farebbe piu foffribile la fua opinione, e quella de fuoi Parziali, intorno al Canto fermo. Ma il fine della Muiica e alTai piu nobile, e il fuo ufo alTai piu ragguardevole, menire ella e facta, anche per confeilione delf iiteiTo Monf Rameau (i), per cantare le lodi di Dio\ ond' e, che queita forta di Muiica, che ha per liio unico icopo il puro diletto del ienfo, troppo fconviene alio fpirito della Chieia, "la quale fino da' primi Secoli avendo introdotto un Canto ferio, femplice, e degno di lodare la Maeita del Signore, non pud tollerare un Canto molle, efFemminato, e lufinghiero, quaf e quello della noftra Muiica moderna (2). Convien per tanto, che chi vuol apprendere, e impofFelTarii del Contrappunto per fervire alia Chieia, fi addatti a comporre fopra il Canto fermo. Su di quelto efercitandofi, avra una Guida per imparare piu facilmente, e ficuramente X Arte di ben comporre, dove per lo contrario fenza quefta Guida procedera a Calb, e alia cieca formando e la Melodia delle Parti, (fingolarmente della Parte Fondamentale del Bailb), e X unione di elTe in Contrappunto, difordinate, e difguftofe. Chi ferve alia Chiefa fa duopo che fapia la Natura de1 Tuoni, la loro Eltenfione, Proprieta, Cadenze, la Serie delle Corde, o Voci
(1) Loc clt. Ce devroit etre cependant le fujet de nos veilles et de ncs travaux, la Mufique n' ctant faite-que pour chanter les loyanges de Dieu. It) S. Hieronym. Com. in Epifl. ad Ephef. Cap. 5. v. 19. pag. 651. Hoc eft quippe quod dicitur ; Cantantes et pfallentes in cordibus veftris Domino . Audiant hacc adolefcentuli : audiant hi quibus pfallendi in Ecclefia officium eft , Deo non voce , fed corde cantandum : nee inTragoedorum modum gutturet fauces dulci medicamine colliuiendas, ut in Ecclefia theatrales moduli audiantur & Cantica, fed in timore, in opere in fcientia Scripturarum. l.I.Rouffeau Dittion. de Mufique verbo Plain-Chant. Ce"ft le nom qu' on donne dans 1' Eglife Romaine an Chant Ecclefiaftique. Ce Chant, tel qn' il fubfifte encore aujourd' h,ii, eft un refte bien ddfigure', mais bien pre"cieux, de r ancienne Mufique Grascque, la quelle, apres-avoir pafle par les mains des barbares , n' a pit perdre encore toutes fes premieres beaute's II lui en refte afTez pour etre de beaucoup - preferable , meme dans 1' ^tat ou jl eft actuellement, et pour 1'ufage auquel il eft deftine , a ces Mufiques effemine'es et the'ativsles, ou maufTades et plates, q 1 * 011 y fubititue en qualques Eglifes, fans gravite", fans gout, fans convenance, et fans refpedl pour le lieu qu' on ofe ainfi profaner.

Vll

Voci delle quali fono compofti. Quindi vediamo, che fe gli Organifti, accompagnando interpolatamente il Canto Ecclefiaftico, ncn fono bene infhum nel Canto fermo, e in tutte le fue varie Parti, come fono i Salmi, gV Inni, & c , non poifono che malamente, e con increfcimento, e dif gufto degli Uditori, e molto piu de Cantori, efercitare il loro impiego. Molto piu poi richiedeii la cognizione del Canto fermo nei Compofitori, imperocche dovendo comporre Introiti, Antijbne, ed altre Opere obbligate al Canto fermo, come fuol praticarii nelle Chiefe Cattedrali, Collegiate, & c , fenza una tal cognizione le loro Compofizioni faranno parti moftruofi, piem di difetti, e infoffribili all' udito. Finalmente chi vuol comporre per fervizio di Chieia dee accomodarfi al fine, cli ella ha avuto nelf accompagnare le lodi di Dio col Canto. II fine della Chiefa altro cenamente non e ftato, fe non fe col moderato di lui allettamento eccitar V animo a fbllevarfi a Dio con affetti divoti, e religion", rendendo lodi alia fua infinita Maefta. Qual forta di Muiica per tanto ufar dovraffi per conformaifi a un tal fine? fe noi riguardaremo con diritto, e fpailionato animo la Mufica de giorni nofbi piena di tanti vezzi lufinghieri, di tanti paffi graziofi, di tanti fcherzi, e delicatezze, faremo forzati a confeiTare, che non ferve che per allettare, e dilettare il fenfo, e quanto piu viene preocupato il fenfo, altrettanto refta fopito, e oppreflb V animo; per lo contrario il Canto fermo dolcemente s inflnua neir animo, e con una mozione femplice, e breve del fenfo lo move, e delta in lui afletti di divozione, e di offequio ii> yerfo Iddio. E che ne fia il vero, bafta por mente alle Can* tileue della Benedizione del Cereo ufata dalla Chiefa Cattolica nel Sabbato Santo: Exultet jam Angelica turha Ccelorum, &c., e a quella del CanticcT de tre Eanciulli nel Sabbato delle quattio Tempora dell'anno: BehediStus es Domrhe Deus Patrum noflrorum\ &c , Quelle qualor fiano da Periti Profeflbri con tuna perfezione cantate, aliene perb da quei vezzi, grazie, e f'morfie, proprie fblo de moderni Canton, farmano nelf animo degli Uditori tal commozione, die ii a 2 fen-

BHi

m:

Vlll

fentono tutti accefi d'una tenera divozione, e d'un pronto fervore verfo D i o , e le cofe fagre, come ne pub far piena fede la fteffa fperienza . L' iileffb dobbiam dire di tante aitre Cantilene di varj caratteri, che ufa la Chiefa; dal che poiliamo dinttamente conchiudere, che fe al Canto fermo a tutta ragione attribuir fi dee una mozione d' affetti, non gia femminile, e lufinghiera, come quella della noftra Muiica, ma feria, compuntiva, e rifvegliante 1' animo a lodare, ed offequiare la Maefta di Dio ( i ) , fopra di eifo dee comporre chi ha per impiego il fervire alia Chiefa. II fin qui da me divifato intorno alia Muiica per fervizio di Chiefa, ficcome prova ancora, che deirifteifo carattere foife altresi la Mufica degli Ebrei, come ordinata anch' effa alle lodi di Dio, cosi abbaftanza dimoitra quanto infiiiliftente fia I' opinione del Sig. D. Antonio Eximeno, il quale nella fiia Opera (2) ftampata nell' anno corrente 1774., feguendo i veftigj del Sig. Saverio Mattei, fbltiene, che la Muiica degli Ebrei, da loro ufata nel Canto dei Salmi, foife dello fteilo ftile delia Muiica dello Stabat Muter a due Voci con Iftrument i , compofta dal Pergoleii. Quella Compofizione del Pergolefi, fe fi confronti con Y altra iua deif Intermezzo intitolato La Serva Padrona, fi fcorge aflatto fimile a lei, e dello fleffo carattere, eccettuatine alcuni pochi PaiTi. In ambedue fi veggono lo fteifb ftiie, gli fleili pafli, le ileife ilef fiilime delicate, e graziofe efpreilioni. E come mai pub quella Muiica, che e atta ad eiprimere fenfi burlevoli, e ridicoli, come quella della Strva Padrona, potra eifere acconcia ad efprimere fentimenti pii, devoti, e compuntivi, come quella degli Ebrei ? Quefti fentimenti fono troppo tra di loro contrarj, perche una fteiTa fleifiiiima Mufica poiia efprimerli entrambi. Oltre di che, fe ammettafi il fentimento di quefti due de(i) 5. Juguflinus_ Confefs. lib. 9. cap. 6. Quantum flevi in hymnis & canticis tuis , fuave fonantis Ecclefiae tux vocibus commotus acriter? Voces iliac iufluebant auribus meis, & eliquabatur Veritas tua in cor meum : & exacftuabat inde affeclus pietatis, & currebant lacrimx , & bene mihi erat cum eis. ( 1) Dell' Origine , e delle Regole della Mufica , alia Storitt del fuo progrefo , iecadenza , e rinnovaitone Part. x. Lib. z. Cap, 1. Num. i. pag. 391.

IX

degni Scrittori, converra accordare non folo agli Ebrei, ma ai Greci ancora la Mufica in Contrappunto, lo che e ftato da me loro negato nel Tomo primo della Stona della Muiica (i), con ragioni, che mi lufmgava fondate, e convincenti. Quelle perb lungi dal perfuadere il Sig. Eximeno, lo hanno anziche moflb ad aflerire tutto V oppofto nel fuo Libro citato (2). Sarebbe perb da deiiderarfi a mio giudizio, che ne aveiie ancora recate ragioni tali da foilenere con ugual fodezza la fua afferzione, e da moftrare infuififtenti ad una ad una le da me addotte a prova del mio contrario fentimento. Se le fue ragioni iieno di tal tempra, ne lafcio ai giudizioii Lettori il formarne il retto, e convenevol giudizio. Dirb folo, che fono perfuafo, che tanto il Sig. D. Antonio Eximeno, che il Sig. Saverio Mattei Uomini Hi gran talento, e fmgolar penetrazione, fe fi foifero dato tempo di piu internarfi nella natura del Canto fermo, avrebbero certamente fcoperto, e rilevato il di lui valore, e la forza, che egh ha, di eccitare 1'animo verfo Dio, che e il folo fine, che ha avuta la Chiefa in accordarne Y ufo, ne avrebbono si di leggieri attribuito agli Ebrei, e ai Greci il noftro Contrappunto. Occupato il Sig. Saverio co fuo grandiifimo decoro nello fludio della lingua Ebraica, nella traduzione Italiana in Verfi del Salterio,"e nello iludio delle Leggi civili; e il Sig. D. Eximeno per molti anni nelle Matematiche, e applicatoii alio fludio della Mufica folamente per il breve tempo di tre anni, non hanno avuto campo ne Tuno, ne V akro di rilevare, come la Muiica degli Ebrei, e dei Greci aveva dei mezzi fenza dubbio piu efficaci per allettare il fenfo, e muover l animo fenza il noilro Contrappunto. Io fono perfuafo, che fempre piu inoltrandofi il Sig. D. Eximeno nello fludio della Mufica, giugnera ad illuminarfi, e fcoprire quanto poco s'appoggi al vero, fra le altre fue propoiizioni, quella addotta alia pag. 362. Or i Filofofi Greci trattarono non Jo*
lo della Mufica , ma d" ogni altra materia con tnetodo diverjo : eglino creavano nella lor immaginativa i principj delle cqfe , e poi
( 1 ) Differta%hne Seconda Tom. I. pag. 165. feg. U ) P. i . Lib. 1. Cap. x. H. 7. p. 348.

KB

poi vokvano tutto ridurre a quejli ideali principj. Onde la loro teonca mujicale deve Jtimarfipoco o nulla con forme alia pratica,

Ogni qual volta avra il noftro Scrittore efaminata la Natura degli Strumenti de Greci, tanto da Fiato, che da Corda, non v ha dubbio, che egli fcoprira, come le Proporzioni dei Generi, e delle loro'Specie, che fbrmano la maggior parte della loro Teorica, fono per fe fteile reali r perche rilevate dalla varia natura degli Strumenti, e non gia da ideali prindpj\ Convien diftinguere nella Mufica due cofe, il Senfo, e 1 Intelktto. II Senfi e il primo, e principale oggetto della Voce, e del Suono, e I Intelletto ne e il reeolatore, e il giudice. Se F Autore della Natura non aveife ctato all'Uomo l'LTdsto, quefti non avrebbe potutoalpiu fe non concepire coll' Intelletto un idea in aftratto della Voce, e del Suono. Dali'altra parte, eifendo i\Senfi di fuaNatura fottopofto all' inganno, 1' Autore della Natura con una Sapienza infinita ha dato ali'Uomo 1' Intelletto, affinche nella Mufica flabiliTca le Mifure delle Voci, e le Proporzioni degl'Intervalli. Conobbe in qualche modo quefta verita Guido Aretmo, il quale, febbene eilenda vifluto in uno dei Secoli medii, cioe nel XL poco iliuniinato, e che non ii applicb, che ad inftruire nella fola Arte pratica, cib non oftante per afficuraie i fuoi Scolari nell'Ajte del Canto, affinche non veniffero ingannati dal fenfo dell' Udito, li configlib a feryirfi del Monocordo, accib loro fervifle di ficura icorta per ifcopnre, ed efeguire con perfetta intonazione le Voci del Canto (i). Se poi Y Intelletto, come potenza fpirituale , voglia eftenderfi fiiori dei limiti del Senfo, egii e certo, che lidurra la Muiica a Principj Ideali. Nel noftro cafo perb i Siftemi dai Greci ftabiiiti, flccome dedotti dalla Pratica, e percib fuiliftenti per fe fteffi, e nella maniera da loro adoprati, glimpedivano ufarli in Contrappunto; ficche il noftro Contrappunto non e mai flato, ne poteva effer praticato dai Greci. Vie( i ) Micrologus Cap. i. Ex Cod. Meiiceo Laufent. Sed quia voces que hujus artis prima funt fun-

damenta in Monocordo melius intttemur quomodo eas ibidem ars imitata naturam diyiiit vel diicernit pnmitus videamus.

si

Viene riferito iftoricamente da Gaudenzio (i), Plutarco (2), e Macrobio (3), come a fuoi tempi era gia perdutoT efercizio del Genere Enarmonico, che certamente non era ideate, ma realmente praticato da Greci; perche fe era perduto V ufo di tal Genere, per l'avanti dunque era ftato praticato . Non poteva praticarfi certamente in Contrappunto , perche il fecondo Suono, o Voce di qualunque di lui Tetracordo, cominciando dal grave all acuto, non poteva accordarfi ne in Terza confonante al di fotto, ne in Terza confonante al di fopra (4.), ficche quefto Genere, tanto pregiato dai Greci (5), elelude va il Contrappunto. Ne vale quanto adduce per prova del fuo fiftema il Sig. D. Eximeno, cioe, che praticando i Greci il Temperamento come uiiamo noi, poteifero con quefto mezzo temperare gl' Intervalli, e praticare il Contrappunto, come facciamo noi. Imperocche iarehbe neceifario, che egli ftabilifse quante forta di Temperamento fi diano, e pofcia determinaife quale di quelle varie fatta praticaifero i Greci. E fe io ho parlato di alcun Temperamento de' Greci, non ho mai attribuito ad eili un Temperamento confimile a quello della Mufica noilra, che non ammette alcun Intervallo nel fuo effer giu( i ) Harmon, XntrodutT. p. 6. Hoc enim folum (id. Diatonicum) ex tribus 111 is generibus eft quod frequentiilime cantatur. Reliquorum duorum ufus parum abeft quis obfoleverit. ( i ) De Mufica. Noftra: a?tatis homines pulcherrimum illud g e n u s , (Enarmonium) cui ob majeftatem antiqui maxime ftuduerunt, ita omnino repudiaverunt , ut plerique uullam harmooicorum intervallorum habeant rationem . Atque ed procerTum eft ignavia?, ut diefin harmonicam putent nullum fui ne indicium quidem fenfui praebere quidam , eamque e cantilenis c x t e r m m e n t , dicantque nugatos effc qui de ea aliquid fenferint, aut iftud mufica? genus probaverint. ( 3 ) De Somn. Scip. lib. z. cap. 4. Primum quidem (Enarmonium) propter nimiam fui difficultatem ab ufti receffit. ~^_cy ' f~ E' da notarfi, come la prima Terza mag^IIZ S'ore di quefto Efempio e Superflua, perche :c2=z=:"^: ?p- fupera la Terza confonante di quafi due-ComTerza maggiore Superflua . Terza rnin. mancante. ma moierni s e la Seconda Terza minore mancante ancor ejfa , perche e diminuita di piu di due Comma; Quindi ne viene, che ne I' una, ne V altra pojfano pfaticarfi in Contrappunto , fiantecche fa Is due Terze del Genere Diatono Diatonico non vengono amrneffe nel noftro Contrappunto, per effere 0 foprabbondanti, 0 mancanli d' un folo Comma moderno , e percib fcordanti, 0 infoffribili all' orecchio anche piu groffolano , molto piit non potrttnno ammetterfi le due Terze del Genere Euarmonico . He v' ha luogo alcun Temperamento , perche praticandoh verrebbe a diftruggerfi ajfatto il fecondo Grado di qualunque Tetracordo del fuddetto Genere . ( 5 ) Ariftides Qu'mtilianus de Mufica lib. 1. pag. 19. Accurati/Iimum eft Enarmonium quod pentiflimis tantum Muficis eft receptum . Multis autem eft impofllbile . Unde modulationem p e r d i e s in quidam non recepe"re ob fuam imbecillitatem intervalUm e(fe, quod &. prorfus cam nequeat, a r b i t r a t i . >1 r

xu

giufto, e precifo, fuori che l'Ottava, fupponendo 10, che 1 Greci non aveifero ridotto come Noi il loro Udito a fof frire gl' Intervalli imperfetti, come fono quelli dei noftn Organi, e dei noitri Clavicembali (i). Egh e perb certo certiffimo, che non fi da Temperamento, che poffa ndurre in Contrappunto il Genere Enarmonico; ne tampoco il Genere Diatono Diatonico, che per se e il folo dalla Natura conceduto all'Uomo; il che e flato da me comprovato, non folo nel primo Tomo della Storia della Muiica (2), ma ancora in una Diifertazione, che trovaii ne Commentarj dell' Accademia dell' Inftituto delle Scienze di Bologna (3); cosi neppure poteva ridurii in Contrappunto la Miftura dei Generi dai Greci praticata. Onde con quanto ho fin' ora efpofto, penfo di avere abbaftanza dimoftrato come gli Antichi, e fingolarmente i Greci, non avevano, ne potevano avere in tutta la ilia eitenfione il noftro Contrappunto. Vengo ora ad efporre in Compendio quegli Elementi, e quelle Regole, nelle quali neceilariamente deve effer inftruito il Giovane, che applicarfi voglia all' Arte del Contrappunto .

BRE(1) II fuono fopra tutto dei Tafli neri dell ' Organo , e del Clavicembalo ci prova cvidentemente , e fenfihilmente quanta fiano lontani dal giuflo , flantecche ferve e per il $ del Tajlo bianco profir'.o antecedente , e per b. del Tafto bianco profjimo fufseguente . II Mufico (intendafi quefto nome , come viene fpiegato da' primi Maeftri, fingolarmente dal Zarlino Infl. Harm. P. i. Cap. i t . ) per mezzo 'della Teoria comprende , qualmente il % creflcc il Suono un Semituono maggiore , e il b. cala un Semituono minore ; e ficcome fra quefti due Semhuoni vi corre un Intervalla di quafi due Commi y percio gli Accordatori ( / quali operano a tentone , come dice il Cav. Ercole Bottrigari Defider. ptg. 38.) accrefcano piii del giuflo il g quafi un Commr, , e calano quafi un Comma il b. , t " ' vengono * formare un unico Suono , che ferve di ft , e di b . ; il qual Suono rende le Compofizicni per )i fenfihilmente incitate , ed afpre ; e per b. deboli , e non poco htguide. Cio non lafcia luogo a perfuadermi, che i Greci, tanto efatti, e preci/t , che giunfero. a diflingnere con I' udito , e praticare con la voce il Genere Enarmonico , che divide il Semituono in due Intervalli, fofsero per fojfrire nella lor Mufica, oltre alls Alterazioni delle Quinte-, delle Quarte, delle Terze, e delle Sefte, anche quelle fopra tult* del Suono de' no/fri Tafli Keri. (z) Differtaz. II. pag. \6%. (i) Tom. V. Par. j . pag. 371.

siii

BREVE COMPENDIO
Degli Ehmemi, e delleRegole di Contrappunto.

' Unico fcopo, che ho avuto in pubblicare con le Stam..j. pe quefto Efemplare, e itato di efporre fotto gli occhi de1 Giovani, che deiiderano apprender X Arte del Contrappui.to, una Serie d'Efempj de piu eccellenti Maeftri Compofitori, che fieno ftati ne tempi andati, particolarmente nel XVI.Secolo, in cui F Italia divenne Maeftra deile akre Nazioni in queff Arte. E iiccqme le parti principali della Pittura fono il Difegno, e il Coiorko; cosi le parti principali della Mufica fono il Contrappunto, che tiene il luogo del Dijegno , e X Idea (o fia Inven^ione), che tiene il luogo del Colorito) quindi ne viene, che niuno fara mai perfetto Compofitore di Mufica fenza un pieno poffeffo deifArte di Contrappunto , ficcome niuno fara mai perfetto Pittore fenza il pofsefso perfetto del Dtfigno. Avrei potato difpenfarmi dall' efporre la Serie de' primi Elementi, e di quelle prime Regole di Contrappunto, nelle quali e necelTario fia inftruito chi vuole applicarii a quelf Arte: ma X efperienza fa conofcere, come non pochi Giovani, non avendo avuto il comodo d: initruirfi in tali Elementi , e Regole, al crefcere degli Anni, eceisando quel ruoco della Gioventu, (unico capitale, col quale vi ii iono introdotti) vengono pofcia a cadeie in una fopraggrande aridita, perche, privi deli'Arte, non pofsono foftenerii nel credits acquiilato nel fiore deila loro eta. II voler reilringere tutta I'Arte del Compofkore di Mufica alio ftile introdot* to nelia Muiica de'noftri giorni, e un' impoverite, e render troppo miferabile quefta Profefiione, la quale, quanto ncca dt varj Stili, ahrettarto richiede un gran pofselso deli'Arte, per potete con tutta periezione efeguire ognuno di li ro pj pcrtunamer te. Oltre di che, non avendo io akro fine , che tf iiiftrune 1 Giovani, i quali vogliono applicarfi aU'Aite di cornpoire Muiica Ecclefiaftica, efli non potranno mai renb derfi

I -

derfi capaci di efeguire diverfl St Hi, che richiedonil per fervire adeguatamente ad eifa, fenza una piena cognizione dell*'Arte di Contrappunto. I principali Stili, che ricerca la Mufica Ecclefiaftica fono, lo Stile a Cappelh fenza accompagnamento d' Inftrumenti, e dell' Organo fleifo, come praticaii in tante Chiefe Cattedrali, e principali; cosi pure in tutte le Chiefe ove e introdotto il Canto Figurato, ma che per ragione del Rito Eccleiiaftico in certe Soiennita, vien proibiro 1'ufo delf Organo. Praticanfi in oltre, lo Stile, che chiamafi Pieno, o a 4. Voci, o a 8. Voci; lo Stile Fugato', lo Stile Concertato, che divideii in varie Specie. In tanta diveriita di Stili, fenza gran poifeffb dell'Arte di Contrappunto, egli* e quafi impoiiibile, che uno poisa renderfi capace, e perfetto Compoiitore di tutti loro. Per la qual cofa con ogni poifibile brevita, e chiarezza vengo ad efporre gli Elementi, de quali e compoito il Contrappunto. Gli Elementi, de quali eiso vien compofto, fono le Voci, o Suoni, e di quefti fe ne formano gf Intervalli Lo fpazio, la diilanza, che pafsa fra un Suono e faltro, o una Voce e 1' altra ftabiliice gf Intervalli, che fono quefti, di Seconda, Terza, Quarta, Quinta, Sella, Settima, e Ottava; e tutti quefti, che fono entro 1' Ottava chiamanfi Semplici (1); tutti quelli che fono fopra la Ottava fino alia Decimaquinta, fono e chiamanfi CompoJIi, o Duplicati; e Triplkati chiamanii quelli, che fono fopra la Decimaquipta(2), come dimoftraci con tutta chiarezza X Efempio fegu^nte. In( 1 ) Tutti i defcritti Intervalli riferifconfi fempre a un dtto Suono, che e il piu grave, e che ferve di termine principle, al quale para^onanfi tutti gli altri Intervalli di Seconda , T e r z a , Quarta &c. Hon ho fatta menzione veruna dell' U ruff,.10 , ( abbenche, come nota il Zarlino Infl. Harmon. P. 5. Cap. 4 . , e Cap. 11. fia da' Pratici polo nel n.tmero de^V Interval* / ) , perchi ficcome non ammette alcuna bench} minima differenza di g r a v i t a , 0 acutezza pro' prie dell' Interval lo , percib non , He pud chiamarfi, che femplice S-'ono , e Voce. ( l ) Siccome per efprimere le Voci, e i Suoni, avanti che foffero introlotte le Nate, fi fervirono delle prime fette Lettere dell'Alfubetto A. B. C. D. E. F. G. , percio , oltre le Mote mil' efpofto Efempio, ho fegnate le Lettere, dalle quali rifcontrxfi, come I' hitervallo dell'Ottav.i , e de' feguenti Duplicati, .e Triplicati non fono, che una nuova replica dell' Alfabetto, in cui ogni Lettera corrifponde in Ottava, 0 in Decimaqulnta utile Lettere degl' Intervalli Scmplici . Per la qual cofa lodevolmente chiamarom i Greci I' Ottava , e la Decimaquinta Equiffona , perche equivalente, e quafi la fleffa cofa che V Unilfuno, fl 'tecche m eft Intervalli non ritrovafi altra differenza, che la Gravita, e I' Acutezza ( vedi Zarlrno Inftit. Harmon. P. 3. Cap. 4 . ) .

IfU

,5. ,. iv
Intervalli Triplicate ~
I
aar
8.

y
ou.
ii.
1

JO.

ii.*

*.
gg.
14.

ft?
9*

cc.
10.*

ee.
i2.

f
13

Intervalli Compojli 3 zt ZZZIZI - - - - ^ - " - E $ ~ Z ~ E ' Z I ~ I - I - : o Duplicati. ZZZI&ZZj$ZZl!?ZZr


H

a.
Suono princlpale.

t)
2

d. 3* 4-

e. 5

f.

g.

Intervalli Semplici. I^ZZlZZZIZZZZIZZI^ZZZ^ZZl.'-^-ZZS-

:Izz:$zz:z:?E:zEzEzz-zzzzjz
A. B. C. D. E. F. G. ( 1 ) .

Si dividono gl'Intervalli Semplici in Maggiori, e in Intervalli Maggiori

Minority.
:

:l:z$zz*z: ~:$zz?z:|:z$z:z[z:$z:zzE
2.maggiore. 3.* magg. 6.a magg. 7-a magg

Intervalli Minori.

:^fiZZZZIuZ:[__._^

_*zzfz:[z:*-~-2.* minore . 3.* min. 6S min. 7.* mm.

Dividonfi pure gl' Intervalli in Conjonanti, e Dijfmanti; 1 Conjonanti alcuni fono Perfitti, ed altri Imperjetft (3). * -0z:z$zzfz:zzzz > Intervalli Conjonanti J perfetti. rJlIZ$ZiZZZZZ: ZZ$LZZZZ z:zz::
Ottava. b 1
(i)

Quinta.

(j:

Quarta

In-

Nella pratica di quefti Intervalli, abhenche ufiamo un Duplicato , Triplicate- , I rome per ejempio la Decima , o la Duodecima ambidue Duplicati, cos) pure la Decimafeuima , o /* Decimanona ambidue Triplicati , cio non oftxnte , finmo foliti efprimere i fuddetti Interv .Hi co' vocaboli di Semplici, chiamtndo la D e c i m a , o la Decimafettima col nome di Ter/.a ; e la Duodecima, e la Decimano a tol nome di Q u i n t a . Viene perb eccettuato I' InterValla di N o n a , che e il Duplicato delist Seconda , flantecchi efferJo praticato nel Contrappunto diverjamente dalla Seconda , percio ritiene il propria nome di Nona , come in apprejfo verri dimoftrato . () Tutte le divifiani a'cennate degli Interval!! Semplici, ficcome fono comuni anche ai Duplicati, e ai T r i p l i c a t i , percie non occorre fame purlicolar menzione . ii) Diconfi Perfetti quegli Intervalli, che non ammettono mutaziane alcuna , e Imperfctti quel''> she ammettono mutazione, ferche alcuni Maggiori, ed altri M i n o r i .

XVI

Intervalli Confananti >i|-:!:ZZrZZtz:zrZ-5Z:J}Z.rZZiz *-Jimperfetti,


3.* maggiore. 3.' minore . 6.a magg. 6.* min.

ft?

Intervalli Dijfonanti. I63Z:ZZ::ZZ

z$zz_z: ~zzzzfc^zzzzfc
i

2.* maggiore. 2.* minore . 7.* magg. 7.* min.

Dividonfi ancora gl' Intervalli in Diminuiti, e in literati. Tutti gl' Intervalli Minori pofsono efsere Diminuiti \ e pofsono efsere Alterati tutti gl Intervalli Maggiori, e nonoilanteche i Conjonanti perfetti non fieno fbttopofti a mutazione veruna di Maggiore, o di Minore, fono perb foggetti ancor efsi ad efsere o Diminuiti, o Altera:i (1). Intervalli Minori jJ/'-raiZZZT::[~"-"::gA~ f~~T~ JSz;{Z ~ " f ~ minuiti. " J- 0 ifr ZI^ZZZZ.'. IZZZZZI 3:
2.* diminuita. 3.* diminuita.
i &

4.* dimi- 5.* diminuinuita. ta,oFalfa.

z:zzz:b~:
6.a diminuita .

tffrr

7." diminuita.

8." diminuita.

"artrx - K-$ ~t:z-z:^:$z:izzz:a0 B-ai - 9 a ' Intervalli maggiori I^}_IZZ"Z~"ZI 4---Alterati. Z X~"S~ ^"v~ :z*z:zzz:z$zzzz $z.E?:
2.a alterata . 3.* akerata. 4.* alterata, 5.* alterata. o maggiore.

:a=:zzz?*z.|zzzz:!:?zzi
:,jj Z:$ZZ^ZZ:JZZ$ZIZZZZ:
6. alterata. jm* alterata .

**
8.* alterata

Fa d' uopo avveiti^e, come gl v Intervalli mancanti vengono a convcrtirfi negl' Intervalli prollimi, e immediati,
. ( 1 ) Quejla tal Diminuzione , o Alterazione fa, the quefti due Intervalli dall' efser di Conl o n a n t i j ^ t M all'efser Oui./nanti, e vengono ambidue a ridurfi / T r i t o n o fra gl' Intera P'," 0 * 1 ^ 1 1 1 il i" dijpiacevole, twe fi dimoftrerd hecialmtnte alia tag. 107. di quefto Efemplare. * * * '
1

xvn

diatl, che fono al di fotto (i), come dal feguente Efempio: . ,L1 I $ j ^ - , 1 $ * $-

: i :z rfc-zzzziraz^zsz :fc z.$z:zz$r?5z!z$zzzz$zzzz


2.* minore , o fia TJniflbno. 3.* diminuita, o fia 2.a magg. 4." diminuita, ofia3.* magg.

5.* diminuita,ofia 4." alterata.

5.* diminuita, ofiaQuinta. ;

4$ :z:z:z3$z::l _. d _ zzz* yz:zzs:$ iztz r:zzzzb:z:zz:s:s:z * znfcrz z:z"$i:zz':z:|z:^z:zz::z:i:z:zzz;:lz$:izi:<izzzz::iz a


7." diminuita , o fia 8. diminuita , o fia ? maggiore. 7." maggiore.

Ai contrario gV Intervalli Alterati fi convertono neg^' Intervalli , che fono al di fopra ty, come dimoftra 1' Efempio feguente: M~m**A $Z2:zz$z::
2. alterata, o 2.a minore.
a

&

zrfizsrz^z *
-*-

arzarrr
5." alterata, o 6? minore .

si-*

3.* alterata, o Quarta.

4.* alterata , 05.* Falfa .


*

- f
8

IML -HM. :z$: :$zzzz:z$:zzzz:z:$

Jc>

!*

z:$zz

-flit:

tf. akerata 3 o 7.' minore. 7.* alterata , o Ottava . 8.a aiterata, o 9.* minore

Tre
_ , _ , " -1 i i utmi 1 *TTffT- 'iWfcw - 1 mil.

CO Per maggior rifchlaramenta^ di quanto prefenteniente

viene efpoflo , prendafi per ejem tfempio I'_ Intervallo di Settima diminuita, che volgarmente da' Pratici vien chiamata Settima ma m m "re,o r e ; Se noi confideriamo le lettere t delle quali vien compoflo quefto IriterVallo , the fono no B. C. D. . f. G. Ah. certamente j efsendo in numero di fette , ha tutta I' apfarenza,A di Settima Settima; fe confideriamo gl' Intervalli frappofli component! quefti* Settii ma fe ma , i qual! fono tre Tuon!, e tre Semituonl, che riduconfi a quatlro Tuoni , e un Semituono, tal nurnero d' Intervalli non ci di s che una Sella niaggioi'e, non gia una. Settima m i n o r e .

SVlll"

Tre fono i Mori delle Voci, e dei Suoni chePDoffii no accadere unirf in Contrappunto (,). ' '
I. Moto Contrario, in cui fe C ^ - v **r = f* - - : una Parte afcende, 1'altra di- jz fcende (2).

5EE*^-

ggy+Jtfc rz * - *=fl:
II. Moto Ohliquo, in cui fe una fParte fta ferma, X altra afcen- | z l z de, o difcende per grado o per falto (3).

II

*z$zzi:

III. Moto Retro, in cui le P ar ti affieme afcendono, o difcendono (4).

^^^^^^pS
l"Iz!zzz^I|z$z*z$zzzfj:
* ^ -

H Z

RE-

Moto contrario, , , * 4 ,

S L iSL ' f l ^ ^ *

' 1 '"

MotI

' ^ "

<7 &

Pfetto il

S**J 1'Harmoma H o m o S e di c f, ^ * b o n 0 P r o c e d . e . per movimer.tl P ofle lervare quanto p u fi p i l 0 t e / ;i U r w PP > e contrar e , per6 fi deve < ffu n ddls q,-ando parte fopra fa q n / c fiA -?r ^ oflervanze de gliAmichij che

m n molto ueceflaria , & kvargH 1 n o n A&* 'l , M u f , C 0 *?** Propofito ad una Cofa 1 " f 0 d e * cantarecof hani. d i p r 0 C e d e r C ( > 0 n S ^ K & *$' *

ntjv p '-h?r; be r a P k f f S s s $* ^ WfUi

? ^ ^ volte inneme af'e de a ' J? Cantilena, rei c he L r ^ " " '

OVvero

J # * f**' /*!* non fara errore fe . difcenderanno; < per accomodar le Panf d > /o

XiX

REGOLE
D I C O N T R A P P U N T O .

Ltre gli Elementi di Contrappunto, de* quali e neceffano fia inftruito il Giovine Compofitore, deve ancora pofsedere a perfezione almeno le Arti del Canto, e del Suono dell' Organo, fenza le quali due Arti non potra renderfi perfetto Compofitore (i). Pafsaremo dagli Elementi alle Regole del Contrappun* to, efponendole con tutta la poffibile chiarezza, e brevita, affinche non fi difanimi il Giovine per la quantita, e non fi confonda per la ofcurita di effe Regole; riferbandoci moke di effe a rifchiararle, e a dimoftrarne le varie eccezioni, che poffono praticarfi, fecondo le diverfe circoftan* z e , che accadono al Compofitore, nel progreifo del pre. fente Efemplare: avvertendo pero il Giovine Compofitore, che le Regole del Contrappunto non fono in molto nilmero, ma mokilfimo e il numero delle Eccezioni; e quelle certamente riievanfi piu facilmente, e con maggior chiarezza dagli Efempj pratici de primi, e piu celebri Maeltri, che da una faragine di Regole, e di Eccezioni fuori di propofito. I. Per prima Regola devefi cominciare, e terminare in Conlbnanza perfetta con tutti quegl' Intervalli, che lormano la perletta Armonia. che iono Terza, Quinta, e Ottava, o le loro compofte (2). II.
( i ) Hon v' ha du&bio , che ncn foife per efsere di gran vantaggio al Compofitore , fe egli fofse efercitato nelle varie fpecie del Suono degl' Inftrumenti da Plato , da Corda , particolarmen'.e del Vol'no, perche e quell' Inftrumento , che nelle Compofizioni de' noflri tempi rifdta fopra di tutti gli altri; Tuttavia non potrd il Compofitore afsolutamente, come ci avverte il Zarlino ( lnft. Harmon. P. 4. Cap. 3 5 . ) , efser privo del pofsefso non mediocre dell' Arte del C.into, e. del Suono dell' Organo, ftantecche privo della prima, riufciranno le Compofizioni fpogliate di quel pregi, che richiede la perfetta Melodia; e tfomito della fecondo, , non potra col di lei mezzo efaminare, fe fia ben ordinata , e grata la Melodia , cos 1 pure I ' Armonia , e fingolarmente la Modulazione , qualita tutte troppo necefsarie, affinche le Compofizioni riefcano grate agli Uditori, e atte all' efprefsh"e/ f-Ue t"*"1** :d all<l imozione degli nffetti. ( t ) Vedi jopra di eib quanto fi e notato alia pag. 177.

XX

II. Si proibifcono due UnifToni, due Ottave, e due


Quinte, di feguito per Moto Retto (i), HI. Si devono evitare in ciafcheduna Parte del Contrappunto i Salti dl Quarta alterata, o ?naggiure ; di Quinta falfa, o mancante; di Tritono; di Sefla maggiore; di Settima tantO maggiore, che minore; di Ottava diminuita, o alterata; e tutti quelli, che fono fopra X Ottava, come dl Nona, Decima &c. (2). IV. Unifbrmarfi alia proprieta, e natura degl Intervalli maggiori, che e di afcendere, e degl' Intervalli minori di di/cendcre. Quefti Intervalli fono le Ter^e, le Sejle, le Settime; le Qj.iarte maggiori, o alterate; e le Quinte JatJe, o mancanti (3). Sono pero elenti da tal legge li Vniffoni, le Otta* ve, le Quinte, eflendo libere di afcendere, o difcendeie come piu le converra (a).

< 1) Zarftno Inft. Harmon. T. 3. Cap. 10. Ediz. 1573. Vietavano dapoi gli Antichi Compofitori il porre due Conforanze perfette di uno fteffo genere, o fpecie, contenute nei loro eftremi da una proporzione ifteffa 1'una dopo 1' altra: movehdcfi le modulazioni per u u o , o per piu 1 radi; come il porre due, 0 piii Ur.hToni; over due, o piu Ottave; o veramente due, o piu Quinte, & altre fimili Conciofiache molto ben fapevario, che iHarnionia non pud nafcere, fe non da cofe tra loro diverfe, difcordanti & Ct ntrarie; & non da quelle , che in ogni cofa convengono. Laonde fe da tal varietanafce 1'Harmonia; fara di bif. g n o , che nella Mufica, non folo le parti della Cantilena fieno diftanti 1' una dall' altra per il grave & per V acuto; m* etjanqio che le loro modilatiori fiano differenti ne i movimenti: & che confcnghino varie Confonaize, contenute da diverfe proportion!'. Vedafi quanta abbiam dichiarat* fit quefto propofito alia pag. (58. ( * ) Q^eftt Salti furono giuftamente da' prim! Maeflr! proibiti, perche troppo difficili da intonarfi da Cantor! in quel primi tempi, ne' quali non era per anche introdotto I'ufo, che l'Organo acmmpagnafse li Cantanti . A' giorni noflri perb, oltre I' Organo, efsendo quafi maggiore ^ il numero degl' Inftrumenti di varj generi, t fpecie, che accompagnano di q.-ello fia il numtro delle Voci, riejeono efsi meno difficoltofi. Quindi dobbiamo uniform.irfi a quei Maeftri, ^ che fono piii efatti, e avveduti nella loro Arte , i quali fi aflengono dall' inirodurre fimili Salti nelle loro Compofizioni fenz' Organo a Cappella , 0 fopra del Cant* fermo; introducendoli perb nelle moderne Compofizioni, ogniqualvolta cadono opportun..mente, t le circoflanze li rickieggono. ( 3 ) Eftendc quefto precetto infegna.-oci piii tofto dalla Katura , che dall' Arte dovrd il Gi-ov'ne Compofitore cm ogni pofsibile efattezza praticarh; e fe alcuna volta accade , che la Compojixione oltrepafsi il numero delle quattro Parti, e per darvi luogo fia forzato il Compofitore a non ojservare un tal preceito. fi unlformera ai piu eccellenti Maeftri, i quali pongono tali inafservanze nelle Parti di mezzo, ma non mai nelle Parti eftreme, fingolarmente nelle Parti acute, perchi troppo per fe ftefse fenfibili fi rendono, e difpiacevoli agli Afcoltanti. ( 4 ) i tanto il numero dei pafsagg! dslle indicate Confonanze afsegnati da' Maeftri dell'Arte, e fono tanto varie le loro opinion!, che io penfo me^lio I' aftenermi dall' eiporli , per non confondere la mente del Giovine Compofitore ; infinuando loro piu tofto I' o,servare- h Compojiziont de' piii eccellenti Maeftri, che trovanfi nel prefente Efcmplare , da' quali potri con maggior faeiUt.l, e chi'arezza , feondo le circaftanze , apprendtre il fafsaggio di agnuna delle juddette Confonanze.

XXI

V Ci fa affegnata pet Regola da primi Maeftri di fchiv* quanto8 fia pUbile V ^ - V " V l r '^1 S S n t f (T)? come ^ t i o f t i a U (eguente Efcnpo:

A_.:v^._, z$z:z;:$z|zzz:zz:zzi_^ ^_ i_zz:zzrzzt :zzz:?z:zzz^z:$zhzz::z:::zz:lz^iz:^z[

Relazionedi 8.a Superflua,

rzzzzzzz!zzz:zzzzzjz:*zz$zz*z zr-z -Hz-z^zr-z Srizil?izrazr?z .A-2-SHfr. di Quarta


Mancante diTritono, di Quinta falia, alterata.

come fi voglia, fono molto dimcili da Cantace, & tanncL^ l H "*|-. j n a l c u n a dc41e parti raviglio di coloro, che non fi hanno punto ftkivato d ' . B 4 c g i n a r e j p e r q.ial ragione delle lor cantilene alcuno di quefti intervalli; ne .ai so. 0 h t I o n e t r a due mo1'habbiano fatto . Et ancorache Ga minor male ' f . 0 / " , J J j m a l c ifteflb , che fi alc n c dulationi, che udirlo nella modulatione di " \ P " | , f , fteIra offefa dell* Udito: perode in una parte, fi ritrova divifo " a due & e qjciia Uno , "che da molciocche nulla , o poco rileva 1.' eiTere offefo di uno l l t e f f o " ^ ? u { ^ u raro , in cui t i : quando il male non e minore . Incontrafi t *l ^ eccezione , e lodevok da qualche eccellcnte Maeflro del Secolo pajfato i fitta ujatx che anche a' giorni noftri vien praticata ; eccone I bjemfto .

.-P*t
_ rr. > -

I-JiHtiZairiJr~ 1 \* *

Igk? 'JUlSSCZZ2

4_H

= H^ - r*~ * "~ ~*-F^ 't ft ,_. j 1 - - O #T" 1 1tt (I r p i#-

b^^^^a

-#-

e per contrario il Baffo convien che cant, tal Voce col b , .per le ragioni c mo in apprefo parlando della Scala tanto pendente, the difceniente del Tuono ztt minore alia pag. n o . m . i$8. i<>9'.

!F

xxu

VI. Vien proibito il Mi contra del Fa ( i ) . V1L Che le Parti del Contrappunto non llano molto diftanti f una dall' altra; e che ftiano entro i limiti, e le Corde del Tuono (2 ). VIII.

il

i
r

* I

In due modi incontrafi il Mi contra del F a ; nel primo, quando tra due Parti vien formata una Voce, che ha I' ifteffo nome , ma in una delle due Parti i naturale, e fenza accidente , e nell' altra i fegnata col b. , o col % , come c! dimoftra il feguente Efempio: Nel fecondo modo , quando fra due Parti vengono formate due Voci di. Fa . Fa . verfe , fra le quali corre T lntervallo di Quarta , o di Quinta , in cui T una canta il Mi, e V altra il Fa , come J'egue : Fa . Mi. Nel primo cafo, egli per fe ftejfo chixro, edeviZ J *"[' " ""_, "f}~ * dente , come venga affblutamente proibito, perche - g - ..110 -^--O-jLj Mi. Mi, troppo repugnante all'Udito: E con tutto che a' - P ^"? ttgiorni noftri fiafi refo famigliare fuor di modo I' ufo delle Dijfonante , cib Mi . Fa . non oftante refta affatto bandita dalla Mufica tal Difsonanza , perche infoffribile. Nel fecondo cafo, efsendo gl' Intervalli, ehe accadono , nel numero delle Dijfonanze , fard d'uopo V attendere cio , che -fi dird in apprefso . (z) Quanto minore e la premurx , che richt'edefi nelle Compofizioni dei noftri giorni , altrettanto maggiore converrd , che fia I'efaltezza, che ufar dour a il Giovine Compofitore coll' uniformarfi it quefti avvertimenti nelle Compofizioni fenz' Organo a Cappella , e fopra del Canto fermo . In fatti , per cio che riguarda il primo Avvertimento , che viene prefcritto in quefto Num. VII. 1' efperienza c' infegna , che quanto piii vicine fra di loro fono le Parti del Contrappunto tanto piii perfetta , e di maggior forza riefce I' Armonia . E fe nelle moderne Compofizioni, non fempre vedefi praticato un tale avvertimento , cio proviene , perche non e fempre neeefsarlo; fiantecche I' Organo , ogni qual volta venga da Perito Profefsore fonato , il quale non tenga una mano a Levante , e I' altra a Ponente, viene coll' unione degli accompagnamenti a riempire quel vacuo , che accade per la diftanza, che incontrafi fra una Parte , e I' altra . Anzi tal volta in certi cafi, ne' quali il Compofitore , o per dar maggior rifalto alia Compofizione , o perchi le Parti non vengono ad avviluppxrfi aljieme , fara opportune , e produrra ottimo effetto far fbalzare in alto una delle Parti, affinche col difcendere di efsa , e coll' afcendere moderatamente delle altre, vengano ad unirfi, e formare un qualche gruppo di dolce, e grata Armonia , come ci dimoftra I' Efempio feguente

(1)

3fe

hste e-^ fKt-st^m- V+i

-I<rV-I M-

-Q

P~h0.
HI l i | 1_-u_

, H-1I-tt
r--\. I 1

-is II..O--H-

i...

-.,-_)i

-M-r

n
-H

U . C-

e-

1 It-

m^tW0f- HM-- l H I f
r- h '

I-

" H + i - H r- <-&-_ t I-i

tt
#.

. ]_0_

.J

|tt iit"H*^ ' 1 *"l ; Ne/ Contrappunto perb , di cui trattafi nel prefente Efemplare, e troppo chlaro , ~ e necelTarlo, che le Parti, per si 'ifolate , e pr'rve di qualunque rinforzo d ' Inflrumenti, ftiano fra di loro unite , 0-ffinche producano un' Armonia piii efficace , e I' una dia maggior forza all ' altra . Il Zurlino per tanto, fempre abbondante in fom'iniftrarci degli Avvertimenti . non folo fpettanti alia Teorica , ma fingolarmente alia Pratica fopra del Contrappunto , ci affegna qual diftanza pofsa praticarfi fra le Parti, e nell' iflefso tempo , fercib che riguarda il fecondo Avvertin-emo del pre-. fente Num. VII., c' inftrtrifce, come le Farti debbano ftar* entro i limiti, e le Corde del Tuono. Cost
f

* H^F^-lI 1 H--Q-M --H-II ! - r*t-*--i m i* 1I--?-* - tf IF--P'HI-HKJ " I 1 l - l - M _ W#-

--"'

mSm

XX111

't

VIII. Vien proibito il paffaggio di qualunque Confonanza ad una Confonanza perfetta per Moto Retro (i).
C 2

IX.

Cos) dunqut lafci'o fcritto il lodato Autore (loc. cit. P. 4. Cap. J I . ) . . . . . . Si de' awertire di fare, che le chorde eftreme del Ballb non fiano piu diitanti dalle'eftreme del Tenore che per una DiatefTaron (Quarta) , overo per una Diapente (Quinta): ancora che non farebbe errore , fe paffaffero anco piu oltra per un'altra Chorda: conciofiache pofte in tal maniera verranno ad eifer in tal modo ordinate; come fi e detto di fopra ; che r uno occuperebbe le Chorde del modo Autentico, & 1'altro del fuo Plagale . Srando poi in tal guifa legati il Baffo col Tenore, fara facil cofa difporre al fuo luogo & coilocar nella cantilena 1 altre part"; imperoche le chorde eftreme del Soprano fi porranno con le eftreme del Tenore diitanti per una Diapafon (Ottava) \ & cosl tanto il_ Tenore, quanto il Soprano verranno a cantare nelle chorde del Modo autentico. Simigliantemente fi porranno quelle dell'Alto con quelle del Baffo diftanti per una Diapafon; & faranno poi collocate quefte parti in tal maniera, che occuparanno le chorde del Modo plagale. Collocate adunque in tal guifa tutte quefte parti, il Soprano tenera il luogo piu acuto della cantilena, & il BafTo il piu grave; & il Tenore & 1' Alto faranno le parti mezane con q.iefta differenza perd, che le chorde dell'Alto faranno piii acute di quelle del Tenore per una Diateffaron, poco piu,, 0 poco meno. Et tanto faranno le chorde eftreme del Soprano lontane da quelle dell'Alto , quanto quelle del Tenore da quelle del BafTo. Et benche (come ho detto) tali Parti fi poffino eftendere alle volte per una chorda r.el grave & anche nell' acuto, & pjr due anco & piu ( fe fufle di bifcgno), oltra le loro Diapafon; tuttavia fi debbe cercare, che le parti cantino commodamente & che non trapaflino la Decima, overo la Undecima chorda ne i loro eftrenii , elfendo che verrebbono ad elfer sfor.'ate, faticofe & difficili da cantarfi per la lora a.cefa & difcefa . Si debbe.oltra di cio avertire, che '1 Baffo non fi eftenda molto fiori delle Chorde della fua Diapafon continent! il Modo nel grave : ne il Soprano medelimamente nell' acuto ; percioche quefto farebbe cagione di fare che la cantilena fi farebbe eftrema ; la onde ne feguitarebbe difcommodo grande alii cantaati. Debbe adunque fare il Compofitore , che computando la eftrema chorda grave del Baffo della cantilena, con la eftrema acuta del Soprano, non trappafli la Decimanona Chorda; ancora che non farebbe molto incomodo, quando ii arrivaife alia Ventefima; ma non piu oltra: percioche oflervandofi quefto, le Parti rvfteranno ne i loro termini , & faranno cantabili fenza fatica alcuna.
( I ) Affinche la mente del Giovine Compofitore non refti opprejfa dal troppo numero delle Regole , che non pub fe non generargli confufione , e fvogliatezza , fra i tanti Precetii , c flato da me rrfieretts' in un folo il prefente , che da' Maeftri viene divifo nel numero di quattro . V oggetto avutofi d.-.l medejimi in prefcrivere tali Precetii , non i ftato diretto , fe not affinche , non folo fi offervafse rigorofamente I' altro prefifso al Num. II. , ma per isfuggire ancora ogni ombra , ed ogni fofpstto , che potefse condurre alia trafgreffione di una tal Regola . Ma ficcome fonovi annejse per neceffita molte eccezioni, fingolarmente nelle Compofizioni a piu Voci , viene percio a ridurfi, come c infegna il Canonico D. Angelo Berardi ( Perche Mafic, pag. 8. ) , a doverfi offervare a due fole Voci ; che perb cost lajcio fcritto il citato Autore diligente raccoglitore delle Resole di Contrappunto de'primi Maeftri. Quefti, movimenti non fi devono ufare nel Contrappunto ofler-

vato a z. voci, perche ne nalce il fofpetto delle due ottave , e delle due quinte. Confor! intervaili :*.i..iti t * m.>^4.; me chiaramente ii vede neg. compefti

1
-41 I
5
-*~Hrr-i1

Lt=5

44- r~s- - 4 - 0 - 1 ~ - : - #

4 4

-|
-H-8

H-O-

il

e:_~ 4 '~~"

-a:

5 8 I_-3-1 o S3"
f
-(.-

*
4

Regola I. Nella quale apparifce 1' errore, che nafce volendo andare da una perfetta all' altra perfetta fenza il moto contrario .

I &-""ft'in - -H8 _44H-f . 8 -ti~.

~f~ --4! ^Ct^Z^ZZZ


H

S 41

4f4-HH- - # - 4 ^

Re-

Xxitf

I X . C h e il Centrappunto

Semplice, o fia Nota

contra

Nota, debba effer compofto di fble Confonanze; e di Figure d' ugual valore (i).
Regola II. Volendo procedere dall'imperfetta alia perfetta fenza moto contrario, ne nafcono fimilmente gli ftefii errori, e fofpetti di due ottave, e di due quinte, e fono niovi,menti poco grati all' udito a i. Voci nel Contrappunto offervato. Eccone la prova :
I :W ~ # zzzjtr f_ - "-; ^ 5 l -^zzzzz = T = 4 - I V ^ -44 A-

Sofpem di due
Quinte,

Avvertafi (i)

I
mm

- - ^ - 4 4 ^^ ' ~ 3 3 i ? z : ,fl tt_g

ztszp
44-

,_io

4f T - , tt 44-C3-" -44 leuit-CT-0"^M ;-i- 4 4 vr-*~z.rft I 1^

perb, fie quahtnque

degli accennati Piftxggi,

pojsano fratlcarfi

anche per Moto O b l i q u o .

Affinche il Giovane poffa abilitarfi ai apprendere perfettamente I'Arte del Contrappunto , porrb qui in rlftretto quanto a tal fine ne infegnb il Zarlino. Egli nelle Ir.ftit. Harm. P.^ 3. cap. 40. Ediz. 1 0 1 . inform al modo che Ji dee tene/e nel fare i Contrappunti Semplici * due Voci chiamati a Nota contra N o t a , cos) lafcib fcritto : Fa di bifogno di r i t r o v a r u r t T e n o r e di qual fi voglia Canto fermo , il quale fia il Soggetto della Compofizione : c i o e del C o n t r a p p u n t o . di poi hifogna efaminarlo con ogni diligenza: & vjdere__fotto qual Modo (0 Tuono) fia compofto ; per poter fare le Cadenze ai loro luoghi proprii con prop o f i t o : & conofcer da quelle la natura della compofizione; accioche facendole p e r i n a vertenza fuori di propofito , & fuori de i loro proprii luoghi , mefcolando quelle di un Modo con quelle di u n ' a l t r o , non venghi poi il fine ad effer diffonante dal principio ; & dal mezo della Cantilena . Siccome poi le Cadenze partlcolari , che richiede ogni Tuono , 0 Modo vengono dimoftrate in queflo noftro Eftmplare , qui folamente proporrb uni degli Ef'mpj di Contrappunto Semplice propofti dal lodato Zarlino fopra di un Canto fernti del primo Tuono , che e il feguente :
H-

Contrappunto.

y:z$:?Siirrj
B VH-7-3
-I

yjaz:itg:pqTr; H _LC2._|_.0_ o, - II r

--H- h

I -I r.-fc - H _-.(_

*-$&

;ri2_:rz:
-^&^^

Canto

fermo.

.Q-l-I

a: zzzzzzxsriO.
Q

(--

I
j

-14*-5 H -

i^&=2~
P

:^3~$::i3:zzz:

.. _

>
-44-H3if' -44 14

-1 H h - m - H 1 --,-S3 h

> 1G-

Vopo quefto cantinva I' Autore il fuo infegnamento cost. Onde porremo h prima fig'ira, o nota del Contrapunto lontana dalla prima del Soggetto in tal m a n i e r a , che fiano diftanti per una delle Confonanze perfette. Fatto quefto accompaguaremo la feconda nota del Contrapunto con la feconda del Soggetto diftanti V una dall' altra per una C o n f o n a n z a ; fia Perfetta, o'vero Imperfetta: purche ella fia diverfa dalla pri' T1a . . . . facendo che le parti della cantilena ftiano piu unite , che fia poiTibil e ; & che 1' una j & 1' altra non facino movimenti di grande ir.tervallo; accioche le parti non fiano tra loro molto lontane . . . . finiremo il Contrappunto per una delle Confonanze perfette. Dal fin qui efpofto , potra il Giovane, che defidcra impoffiffarfi di queft' Arte, efercitarfi in q'uefla femplice Contrappunto , il quale ejfendo privo della diverfita delle Figure, e delle Diffonanze , nen pub ricevcr ultra {regit fe mt> dalla retta colloeazlone dsl\e Confonanze.

DM

XXV

X. Come nel Contrappunto Diminuito, chiamato ancora Colorato, o Florida compofto di figure conibnanti di diverfo valore; poffono praticarfi le Diflbnanze in due modi; Y uno di grado, dipajpiggio, e alia sfogita ( i ) ;
( x ) Sebbene il Contrappunto Diminuito fi* compoflo di Figure Confonanti di diverfo valore, tra grvf-

fesa , fie ii? rfe F/^wre di minor valore contro di una Figura del doppio , o di maggior valore , come fono due Minime contro una Semibreve ; due Semiminime contra una Minima , due Crome contro una Semiminima , &c, , che la prima delle due indicate Figure fofse Comonante , e l' altra Difsonante ; o pure , che di quattro Figure contrappofle ad una Figura di quadruple valore , la prima , e la terza fofsero Confonanti, e la feconda , e la quarta potefsero praticarfi, non folo Confonanti, ma Difsonanti , come dal feguente Efempio ; il quale per maggior comodo i fig**' to con due lettere, che fono il b . indicante la buona , cioe la Confonanza, e il c. indicante la, cattiva , cioe la Difsonanza :
I - = -Hl H HI 1 44-1-1 i-H M p, r-hf- ~ ' . ; - i - H - 4 - - I H-H--H-- - * ^crj,
w

I -F\~ "f,'T' I 1I 1 o{ b . c . b. c. b . c . b . c .
STTI I <a 1)-l 1l-H-z-i 1 t-i- > 1

1I HHp b.c.b.c.b.b.b.c. b.c.


|

-K-H >J t'ntZ b.c.b.c.b.c.b.c. b.c.


44

b . c. b . C.
' 1'

H S - I - 0 ^ - - - - 4 4 - j H W ' Q P-i-^J--j-44-"*- J*rH+


- " ,._, | I I

1 41-j r-s H - 4 4 *- B t- v t t--ss--tf

H.-*-

6-o -f

hi-i >-44---r w ~ f i w '

/ - y ~ =;-

" y0 Con quefto perb fempre , che le Vifsonanze non pofsano mat praticarfi per S a l t o , o afcendente, fcendente, come c! dimoftra I'Efempio che fegtie... -py-. - "i-H -" - F
4

I zSz:z:s

+1-0-1-1 , - t - l H M H - 4 I - I M IH.HHfI I I r * i H^a --i 0__^.-0i_.4(. p ? -i Ij^j-H-H- - I 44-4-u^ HM-H


H -

*rR

1I i - t

1iI

44K^-

** "

b. c. b. c.

b. c. b. c.
ra 1 1

b. c. b. c.
1Il-H-H 4 1 - H I 1I-I 44 i - H H | - ( J1

"^i-3 --I --jMa-l I I I '

55

I F 1

_ _

t t

-hi StH

H-44 1-44

o di-

O-| -H-r4-H - M * - i i-iH W - H *

4-W ^ H 3 y5^ - H
-HH-4-

fa

1
r

- w t 4 -

. -E- z\zzzzz^zztz i_.


-1
-II (I I m0'

-I-

$E
H -

-Hzt.z\i\zrz"? 'ii ''*


-Fr*- -ftHrI
--

LU
HH

j-HH-H
H H^

M - " ^ 5 3 - HH-1
Vr

!-H#-rH--!-P-l-^-4--l- a -|--j-j-e--W- ; 'Blt


*fly^ h ^ 3 -"-Hlf

--4-HH---] g U j J-H-41-jH -I

5-444
.

r * JJ<i 5f/?< Efempio eftratto dal Zarlino (Infl. Harm. P. $. Cap. 4 1 . ) rilevafi, fowe <*//,* r / a C i fella, tanto la prima Semiminima, che la Seconda fono Confonanti, perche form am il Salto di Terza. Rilevafi in oltre, come ogni qual volta una Figura ha it Punto , ficcome tal Punto indica I' ifttffa Voce della Figura a cui e unlto, egli deve efser Confonante , c me rifcontrafi alia Seconda, e all' Ottava Cafella dell' ejpofto Efempio. Sontvl perb altune eccezioni tnfegnateci, e praticate da' Maeftri dell' Arte: I ' una fie, che fe dopo una Minima feguono due Semiminime; cosi fe dopo una Semiminima feguono due Crome -U. prima di effe pug efter Difstnante, purckt non faccitt Salto, mn U feconda deve efser

it^SZoJ^:

-!

fern-

XXVI

e V altro con legatura, o

colla Sincopa ( i ) .

fempre Confonante , come in quefto Efempio : Accade pur anche, che in luogo della Confonan- I - I - F - 4 I-F-Ii !t t --+-+* za pongafi alcuna volta la D!fsonanza, che vol- 5 1iI garmente chlamafi Nota cambiata : Cib fuccede in due maniere , la prima, che la Nota anitecedente pub efsere Confonante; e I' altra ma4 I-. I niera , che pub efser Dlfsonante; tanto nell ' 1-H - 44 tt uno, che nell' altro cafo vien permefso , che la v. " t1& d ~ " O 44 Confonanza fia in luogo della Difsonanza, e quefta in luogo della Confonanza , ab3 -ft benche nel fecondo cafo incontranfi due Difsonanze di feguito , onanza , abeccone I ' Efempio .;

<tr

!4t

,JIZC~ " Z t

H-H4 FB--J-5-HHr-l

St

- ! . -.H,-

-44

r|b.b.c.b.

b.c.c.b.

b.c.c.b.
-HI 1 1

44~ -H-

-O-b.b.c.b.
ii-44H-HI 1H 44-H ---1 4-44 1

b.c.c.b.
4i

-H-HHf-r-e
volta,

44cioe ritornano indietro , s fiant dimoftrx.

Convlen anche aftenerfi al'rpndenti Jl n

4a eert( J ""

-"i

Nn(e

^e flk*o / J

t
<
(i)

-ZtZ\z)li~9PmB-t-^-,
-Hi-jH-

--H-I-

# -"--rv H - -t44

H-

a -

-j-rr."" M ;{ P - - H H H ' H ~ HHHl

a
-H-

< g ! ,-44

Vevefi qui in ultimo ancora avvert re, che ficcome da' Pratici vien eonfiderata, e praticata' per Diifonanza la Quirta, abbenche per fe ftefsa fia Confonanza, come evidentemente ho dimoftrato in varj luoghi d'< quefto Efemplare, e fpecialmente nel Tomo primo della Storia della Mufica (pag. %-j6. feg.) , cib non oftante ho confiderata per Difsonanza la fuddetta Quarta per conformarmi alia Pratica di tutti i Maeftri di queft' Arte. L' altro modo con cui vengono praticate le Difsonanze, e di ufarle con L e g a t u r a , o colla Sincopa. La Legaura c compofta di due Figure d' un iflefso valore, ed efprimenti un iftefsa Voce , la prima delle quali e* nel fine della Battuta , e I ' altra nel principio; o pure I' una nel fine del battere, e I' altra nel principio del lev are, le quali Figure fono legate ajfieme , come da quefto Efempio:
M ' . 1 . . , /TV r , , Z_~. - = - ^ - I - 7 - r - a 1 -UJ*Hi,iHi 1 1 1i~\iH H

- H H i

1,.ifx::

%-HI I

rv f- t t "

44

d F! ra Sf1lL2fdJftL ' "nU fU " > l* 1**1' i pot* in maniera tale, che parteP* parte del lev are, e parte del battere, p l contrario parte del battere, \ pari del

leva'

<
XXV u levare , eo-me vedefi dall' Flfempio . Tre condizioni richiegonfi per ufare le Diffonan:3 : ze con Legatura, o colla Sincopa. L'una di Preparazione , / ' altra di Percufiione ; e la terza di Rifoluzione. La Preparazione confifte , che la prima delle due N o te legate , o il principio della Nota Sincopata fia Confonante . La Percu/fione confifte , che ftando ferma , e legata eon I' antecedente Figura , viene da una , o piii delle altre Parti, che muovonfi, ad urtare in Diffonanza con la Parte legata. La Rifoluzione richiede per legge immancabile , che difcenda al grado pit* vicino , o fia di Semituono , o di Tuono ; talmente che non le & permeffo nel rifolvere , ne" di afcendere di grado, o dt Salto, ne di difcendere di Salto, flanteche come vogliono i Maeftri dell' Arte , la Difsonanza con legatura non I che un ritardo della Confonanza . Da cib rilevafi, che la Quarta deve rifolverfi in Terza ; la Quinta falft in Terza ; la Settima in Sefla; e U Nona in Ottava , come dall' Efempio .

i zzfd5= ^f-

i i
r-y-^-_. \

-1

-,

^3=
43

- H I I

l=SSE3Fi* ~zq:

-_____ 9 J_JI J '

J>

,-H -41-4
&

-44 -

H4-

Accade perb non poche volte, che le Rifoluzioni dimoftrate in quefli Efempj non cadano nelle Confonanze ad ogni DSfonanza afsegnate ; cib fuccede, non per caufa della Parte, che Prepara, Percuote, e Rifolve, ma per caufa della Parte, che va a urtare contro la Parte legata, o Sincopata , perch} movendofi nell' atto della Rifoluzione, viene a variare^ la Confonanza; per la qual cofa , ogni qual volta la Parte , che lega ofservi le leggi prefcrittele , e incontrifi la Rifoluzione in Confonanza, quefto vien permefso, come piu chiaramente ci dimoftra il feguenti Efempio :
1 -M-it -HH
--{-j nsrpsi -*-H*H_ B H l -. H 4-H4-| - q -H 1 H 1 * 1 3 H - -- - | HI-1 a 1 Ht-.- PII 4" . H H h I 4- "

-_1- 1-1 ! 1

I-0-H-0-J3 - |t

r-t

-Z-zz^zzrzz-

1 -H

&OT^R-FiTt h ? - i : i i )
I 1 Appoftatamente * 1 1 1 1 1

7 3 B~ ~ H n i^_9 : a -H-4-hl-l

5_ _7_JJ_7_3

P-i-m

~ H - H -M - - - - H r-r

z==Z3ar^^!g^tH^-fe-Hfp:
ii E alcuna della I

fzzz$zVk

non ho fatta menzione Seconda Difionanle Intervallo , perchd ho creduto dl dover trattarne a parte , flanteche e troppo facile il confonderla con Itt Nona. Ogni qual volta dunque il Bafso , o Parte Fondamentale fa legatura, e che venga urtata da un altra Parte in Seconda, o Tritono , o fia Quarta alterata , o maggiore, convien che la Parte grave rifolva dlfaniendo alia Terza, fe la Difsonanza fara di Seconda , o alia Sefta , fe fara di Ouarta maggiore ; al contrario , fe la Parte acuta, o Superiore lega , e venga urtata da un altra Parte in Seconda , convien che rifolva all' Unifsono ; che perb quando la Parte grave forma la Legatura, o S i n c o p a , la ehiamarcmo di Nona, che rifolve all' Ottava, abbenche realmente fia Seconda, e in queflo modo verremmo ad evltare ogni confufione, ed equivoco, che facilmente nafcer pub nella mint* del Giovine Compofitore s eccone I' Efempio ;

f-rL _

AU

^, I
XXV111 gdbbiamo in fine un particolar avvertimento interna la Quarta L e g a t a , e Sincopata datoc} dal Zarlino (Inflit. Harmon. P. 3. Cap. 4 1 . Ediz. del 1573.) Ufaremo , dice egli, etiandio la Quarta Sincopata, dopo la quale fegua fenza alcun mezo la Semidiapente (cioe Quinta falfa) & dopo quefta immediatamente fucceda la Terza m a g g i o r e , percioche la Semidiapente e pofta in tal maniera, che fa buono effetto; effendo che t r a le parti non fi ode trifta r e l a t i o n e ; eccone I' Efempio: f Nelle Compofizioni a piu di due, e fingolarmente a tre Voci, ol=ZS$ tre le Difsonanze Legate , 0 Sincopate, i necefsario, che il Giovane Compofitore fia inftruito con qual' altro Intervallo pofsa accompagnare ognuna delle indicate Difsonanze . Che perb egli deve accompagnare con la Quinta la legatura di Quarta, la legatura di Quinta falfa con la Terza; la legatura di Settima con la Terza; la legatura di Nona con la Decima , 0 con la Terza; la legatura di Seconda formata dalla Parte grave con la Quarta, 0 con la Quinta; 0 pure ton la Quarta alterata, 0 fia maggiore; ed eccone I' Efem pio di ciafcheduna:

I III

4H

M-H-M-H

,-i-fi

(-1

t - H - H 'I I

=3=

4r-

9
1 1

7 6

r
JH -

z-zrzt<*-^zzpj:r
hih-M

R
i

--44;

~ i I ~.>

i-F- H - -141 1 -*j 1~ t

=1
4H-

rt*r* - - H fc-HT| hpa~

-^Q-44:

Praticanfi ancora le L e g a t u r e , 0 Sinccpe doppie, e fono la Nona con la Quarta, 0 pure la Nona con la Settima , cosl pure la Settima con la Quarta, la qual Quarta deve fempre efsere al di fotto della Settima, affinche non nafcano due Quinte; e quefte Legature devono ufarfi con le condizioni ajfegnate di P r e p a r a z i o n e , Perctiffione^ e Rifoluzie* c e , come ci dimoftra I' Efempio feguente t ..
_gjgi

4
.

3, 9 8 6 i
n j -H ^-11-1-

8-~^ 7 6 6 5

- -- ^ J -^ - H Effl-^

a^

::

srsx

4>

2~to>t fari inutile al Giovine , the defidera impofsefsarfi di queft' Arte , il ptrle fotto gli occht due Efempj a tre Voci de' primi, e piii ectellenti Maeftri, affinche pofsa inftruirfi del modo di pratiear le Difsonanze, ma ancora Ailla. condatta, che deve tenere nel maneggl.ue tre Parti.

ffeW*

XXIX

Efempio del Zarlino fopra V Inno di Pentecofte eftratto dalle Inft. Harmon. P . 3. Cap. 6S. Ediz. 1573.
Rifoluzione.

t:ztzz:jE:*z:$::
Camne alia Quinta fopra

z:!rj:fc:

1 1
.^.

J&Wfca p-:$~ Z I $ Z I Z A~ Z I X I I Z A Z ' "$-$-- &'' -&-> ^


. *
.5.

.*.-*
I

'-ft

tt-t

^pfcryqrs
E:?:E::iE?:Er

Ve

ni

Crc

' tor

Spi

$r.$:i:$:fi$

-ii:lt-ti:0:$:lii:i$i:-=:$: :f~ xz x z~x. zizzzzzztzzizx.


rt
- ^

zzL

:i:z1
'' q

x tu 0 rum

z:$zz:*:z r;*zzz$z: zzz:EHzzz


vi fi ta, im pie

::z:|
ACE

:
:$:

=rii"

jz|z:zlz|zzz^
:

Sfc

-Sit

~ttZ

fu

aa-= :z$:z:z .JA z::$z: E i c ^ t e f c i - : "" __I gra ti que per na d

tu

XXX

5Z

ut r

l-H
:

V=+ idbifHEIEap
ere a fti pe do

:zzs:
ra .

"!|k

Efempio di Giovanni Pier-Luigi da Paleftrina eftratto dal Cantico Magnificat del Secondo Tuono.
i '.-a J

EJEZJZE
De ' po fu it po ten tes

fc
"T De po fu it po ten

tes de fe

t:+TTF1=

szz:
-|4i wiiigpi I.III

:tzz:
~t

'--

---'
De ^

*~P
po -

to tc
de

$.* LZZZ""~"!r
_. ,. fe de po

I"S2Z""*^.A^I '"SA'A'I-A"!*)TS"Z. ' 3 4-V-Aak akATT-T


ten tes de fe de

Jar^zSEiS ||g|f|]|;:|:f-ijj:^=:^(g
T-i-#T*^'tT*-#-A-T-f I " X
tes de

'

de

po

ten

fe

de

- J - -* ->, * *- -%< -r-

i i

H?

i-

fu

it po ten

tes

de

fe

de

&

xxxi

atti

m
ex al

:=^zz:z$z: z i z z z z z :
ta
vit

EE!SE$|EEE!ZEtE!-:SSe
hu mi les & ex al -

4.-

& ex al

z;:tzz-z:ij
&

$:$:iz:
ex a ta

psfij|fE|:SsjjEEE
i:::f::".i~i:[tf---$l'TI-*-*-'
. vit humi les

fe

;~s;
u

Ira Eilffifli
vit hu

;H:
vit hu mi les fie

l:iliiiil|gilli!!pSi||EEEzE
ta mi les.

fel
& ex al ta - * v!t ^-.-+''hu
mi les.

ex al

ta

vit

hu

mi les hu

IPjjJPmi

ifl

les.

II Giovine, che defidera apprendere V Arte del Contrappunto uiar.deve tutto lo ftudio per ben impoiieiTarfi degli Elementi, e deile Regole efpofte in quefto Eiemplare, perche effendo quella la Bale, e il Fondamento di tutta I' Arte, e del poiTedimento di effa, verra a formarfi un capitale da poter comporre facilmente, e con gradimento in ogni fbrta di Mufica tanto antica, che moderna, e di qualunque Stile ella fia. Egli e vero, che ogni forta di Mufica, ed ogni ftile ha le fue particolari eccezioni, nelle quali conlifte tutta la different za tra una Mufica, e un'altra, e tra uno, e un'altro Stile j Quindi e , che una gran parte della Muiica moderna

xxxh

derna comparilce affatto diverfa dalV antica, e da quella propofta in quefto Efemplare; con tutto cio pero il Giovine Compofitore deve reftar perfuafo, che L Antica e la Bafe, e il Fondamento di tutti i Stili, e di tutte le varie forta di Mufica introdotte da principio lino a giorni noftri. Ogni forta di Mufica, come diceva, ha le fue particolari eccezioni, e la Mufica moderna confeguentemente ha effa ancor le fue, ma a ben riflettere, quefte fono dedotte dalle eccezioni della Mufica antica, onde fulTiftono fempre que primi Principj Fondamentali, che fono neceffariiiTimi j e fe piacera a Dio fpero di dimoftrarlo non folo nel progreuo della Storia della Mufica, ma fpecialmente nel profeguimento di quefto Efemplare. In quefta prima Parte ritrovera unite agli Efempj de piu celebri Maeftri, che fiano ftati, moke eccezioni, che fono adattate a quefto Stile, e fi accerti il Giovine, che le eccezioni ufate a tempo, e luog o , fono il piu bel pregio di queft' Arte; ne confifte la perfezione di qualunque Compofizione nell' offervanza rigorofa e fcrupolofa delle Regole, la quale rende le Compofizioni anzi che grate, languide, e ftucchevoli, ma nel faperfl adattare alle circoftanze, avendo fempre in vifta quel fine unico della Muiica, e che richiede la Natura, che e il dilettare, e muovere gli a fetti. Quindi e , che appoftatamente mi fono aftenuto dall adurre moltiilime altre Regole, che vi lono, contentandomi di qui regiftrare le puramente neceffarie.

sAa

SAGGIO FONDAMENTALE
PR AT I C O

DI C O N T R A P P U N T O
SOPRA

IL CANTO FERMO.

PRIMO

TUONO

AUTENTICO

La di cui corda finale e D la fol re grave.

i L primo Tuono e contenuto nella quarta Specie dell' Ottava divifa armonicamente , che fi trova tra le due corde eftreme D. d.y e fi compone della prima fpecie della Quinta D. a., c della prima fpecie della Quarta a. d. pofta fopra la Quinta ( i ) , eccone T efempio:

Quinta

-\

Quarta

:$

~zrz-$z=-z$-czz* -

Quefto Tuono ii trafporta per b molle alia Quarta di fopra come dal feguente efempio:

1 '" ' " '"

Quinta.

Qiarta. *
mim < ' ' " -

y_t J 7
-

A" -S . . --

. :^

$.

r_

Sei fono le corde , nelle quali hanno principio le Compofizioni di Canto fermo del primo Tuono, e fono CD.E KG. a. (2). Le Cadenze regolari di quefto Tuono fono D. a. ed F. (3). La Cadenza media dell' lntonazione, o Cantilena della Salmodia e in a. Le Cadenze finali Romane fono in JD. F. G. a. Alcunc d' altri Riti, oltre le fuddette , ritrovanfi anche in C. (4). TRl1

( X ) Zarlino In/tit. Harmon. Parte 4. Cap. t8. Edi$. del I558. 1562. P. Angela da Picitonv Fir Angelica di Mufica hb. 1. cap. 48. ( * ) ^5*' Aaron de Infill. Harmon, lib. \. cap. 34. P. Stephanuf Vanneug Rtcanct. de Mujic. lib. 1. cap. 50. ( 3 ) Zarlinu loc. cit. ( 4 5 Ved't nel pi into Tomo della Storia della Uajica Tavola II. pag. 381. , e Tavola V. pag. 39'

PRIMO

TUONO.

gmamai
I. Efempio .
In di

Del P. Cojlanzo Torta of

(i )

In di

In di

vir tu

tattjaa-

zzz^zzzzzzd^=3
In di

::^'&zz:zz:zz
'.Tecum princi pi um

fiiiiiilSii^^iiilfi
tu sp virtu
tlS
tU

EBSEQ
ri bus fan~

tis .in

di

e vir tu

tit

tu

x in fplendo ri

bus

in

vir tu tis

U$_ -0tu s

* ~
in fpleii

-$
do

No dobbiamo maravigliarji, /* / quefti Ejempj per lo piii non Ji trovino fegnati li accident! t y | , eta richiede necejffariamente il Contrappunto , perche ne' Secoli XV. XVI. Ji umformarono a' Secoli anterior!, ne' quali , o?ni qual volta la Confonanza imperfetta ajcendeva , i Cantor! avevano per regola Jlabile , <ii ^ r / a maggiore , e quando difcendeva , rfi // minore ) JI ante quel Principio , ojia Regola, la quale ci infegna , eta la Confonanza maggiore vuole afcendere , f / J wiKore difcendere. Fuori di quefti ca/i / C'ompo/i' tore doveva neceffariamente fegnare gli acei denti ove occorreva per evitare gV inconvenienti , che pojjbno accadere fra i Cantori. Cvietro Aaron . Aggiunta al To/can. in Muff.") O ) Piccola Fuga Reale , in cui le rifpofte a l l ' O t t a v a , e alls Quinta fono Reali. 11 Canto fermo obbliga I' Autore di cominciare la Fuga alia feconda del Tuono, il che vedefi praticato dal Paleftrina, e da altri Maeltri d e l l ' A r t e , i quafi in alcune circoftanze non hanno avuto difficolta di principiare la Propofta , o la Rifpofta della Fuga in qualfifia corda del T u o n o , come in appreflb vedremo ; tanto p'ni che co* m e fi e v e d u t o , il Canto fermo di quefto Tuono ha fei principj diverft. A 2

-N

-5E5!
u

ri bus ianttorum ex u

p**i*i
ex u t e te

te

ro

an te lu .

--

fto

rum

ro ex u

te

io

iiiii
fplendo ribus ii ci fe rum ge

CO i

fan

ftoruni

ex u

te

ro

an te lu ci fe*

zz$zz:$: zzzizfzzsziz-r*
bus fan &o

mm

-* I 0
ex u te ro

an

:^z-tS::z:zm^
nu i te

4 * E|E*
rum

ante luciferum genu i

il

+-*!-.
*

^^^^$^^3g|
te lu ciferum ge nu i te

te an

lli!lll^E|li|itS|p^5
ge - nu i te HE ci fe rum an t e lu ci fe rum ge un i te

:
l

EjfH>=
lu

"11 te

*
&e

EE^IESE?: m ZSZ-4-m
nu i te

O)

CO Emiolia m i n o r e , che corrifponde alia noftra Tripola di Semiminime. (2_) La prefente Autifoua , abbenche fcritta dall'Autore con le chiavi trafporrare , refltl p e r o , mediante la chiave di Baritono del Baffo, nelle corde natural! del primo Tuono , tanto piu che effendo imperfetto al di fopra il Tuono della prefente Antifona , non v' era alcuna neceflita di ufare il trafporto in altra chiave, effendofi uni* formato in queito modo ai Libri corali di Canto fermo , ne* quali trovafi fcritta nella Chiave di F fa. ut.

urn

mm - V -

**TW
- fta

II. Efempio. &i Gtoanni VievLuigi da Yalefirina .


Mftratto dalla terza Strofa dell' Inno per. la Fejia di tutti li Santi.

Cho

r i San

=S~3:

3:
Cho

JBzjSjE
San

ri

- fta

rum Vir-

ITT vr,
It
Cho r i ban-

| [|E^;P|iiaE!E|EZ?EM
Chori Sanftarum Virginum Cho1 A..|-M->.i--aii-a-iMi-t

CO. . f t

A A _ ~ _ 1 _.

zi^-^jifii^pfe
rum Vir
+

33Z-t
Mo -

S -zzizi
na-

gi

num

n_LZ_.l-i.. .-H.i

r ^ .

gi num

Vir

gi

num Mo - nachorumque om-

4 3fe$z:$zl:|z:Azjz:z 3B-J3~$: ZAZ:Z:I3: i l ^ z t z f zt: "A"" V"^~ t rum Vir gi num Mo - nacho rumqueomuida

.1

i.

CO -+-

zz zzzzi 'zz
Mo-

ii San da rum Vir

gi n u m

l e parole dell Inno prefente , t de1 fu fileguenti fono diverfe da quelle <?i cui Ji ferve cdiernamente la Santa Chiefa Romana fecondo la corre&one del Sotnmo Ponteficc Vrbano VIII. ( i ) Quefto Inno 6 del primo Tuono trafportato alia quarta fopra , come fi trova negli Antifonarj, anche anachi , benche di raro . Nella prefente Fuga il Baffo, e il Contralto rifpondono d' Imitazione al Soggetto compofto delle Note del Canto fermo formato dal Soprano, e dal T e n o r e ; il Soprano, perche fi rende piii fenfibile agli U d i t o r i , e il T e n o r e , perche egli e q u e l l o , che deve foftenere il Tuono , e confeguentemente il Canto fermo. ( 2 ) l m h a z i o n e , che meiita d' effer oifsrvata per il fuo artifizio, e naUtalczza.

. .. .. _- . -w--t-*

:^ZZK

5~
p

A-

tfhlt T :rT7^r=5
om in urn

.iM^rr

' ". A ~ ' i . . L

cho rum

que

fti
m um

co
Mo na

3fjpa 3q:
cho rum que um Mo na cho rum Mo

zfc
mm um

:i
:.X^AZ$

* *

nachorum que omni um ^ * -

fimul cum Sanftis

ipiipiiitgp
JU cho rum

Mo - na chorumquc o - nini urn

fimul

cum San

3S

-- rsr^r :_ft_._::_ft:_-*d-_
fi mul cum San ftis

^H'^| :, jj -*
omni bus

zas '$Z5Z
^ rf mul cum Sanctis fimul cum San ftis omnibus

"
1
a

'1[

I
1

ig||||ii|^jlg|ii ^^^^^^^iij|i
ix:z
cum San mnibus fimul cum ftis fi mul
j

ftis o - mni bus

fimul cum San

ftis

( i ) La rifpofta del Contralto da notarfi , perche rifponde alia Quinta fotto del Sopran o , con quefta avvertenza , che il Contralto diminuifce per meta il valore delle Figure ufate dal Soprano. Quefto fingolare artificio era ramigHare ai Maeltri di Contrappunto anterior! al Paleftrina, fingolarmente nei Canoni; e percio lafcid fcritto Ermanno Finckio ( Praftica Mufica lib. 3. de Canonib.} Crefcit, vel Decrcfcit in duplo, trtplo Wc. lfti Canonci admedum vulgaret funt, it/que pro arbitrio Symphontfttc utuntur.

i^^Hgpi^
cum San

/"*

:$z^zi:?="T=t-

I-

-_iEzzz|z~:ggrz:
cum San ftis o mni bus

mni bus
I , !

cum Sanftis
-

omni bus

con

- fortes Chrifti fa ci

te
A

:^^zl-t:t:fa:|zz:^ -Zf
fa ci te *
w

: r

__

t -^ t-"S i ^ -"zt:::^
. con for tes

=:

r :: ::

>

rrftiT znaf
fa ci

1
te con

t 3^ t-** rt-r*-r-x*--A""*IQ-~-J-M*

fortes for tes -

Chti

fti

fa
A

con

for tes Chri - fti fa


r

sm^M
for tes Chri

"
ci

"

te

:5zzSf:zzzEzzz|z?zzz$:z!:i
con fti

CO Dovendo levare il b molle a qualche Nota , praticarono i primi Maeftri dell* Arte in luogo delfc}di fegnarvi il $ . Cic* veniva da effi fatto , affinche , in occafione del trafporto, . non nafceffe equivoco, e contrario effetto. In fatti la feguente Nota s j ^ ^ i ~ C Z I p fe;nata col Q trafportandola alia Quarta fotto , oalla Quinta fopra , convien fegnarvi il t , acciocche il Cantore crefca la Nota un Semituono, come dal feguente efempio ;

Mi_;- Hp il che accaderebbe al contrario, fe in luogo del # fi fegnafle il If. v.2.)"opofta cosdotta eon gran maeftria,ove tutte le Parti eonfervano la realita del Canto fermo*

1
i I
g

-At I'i'i'x ft ' f f ' i ' i y " l > " " ' i v I1"*f

:S:zrzizzizhi zizizizjz bit


Chri fti ^

^^^^eyafryrr;f l i li ":lrt
ci te.

UM.

zfcfcbzgzztlzzz:
ft

fe5

t=EiElZf::f:fc!E$::fi:
ci
4Va

te

*
I I I I [III

tfrrft:
Chri

ES SS; fEi^MlEE:
fti fa ci te.
ci te .

con for tes

flJJJIXEjTOTJ
fa

Nil
III. Efempio. t)i Giorwni Fier-Lnigi da Tttlejlrina.
Eftratto dall'ultima Stroi dcir Inno Ave Maris Stell

3
Z^Z

4-sr

UHfafctpjc zszzftzz :zzz:z


Sit laus De o

m
-

:cz ^z|z:|zj:g
Pa

"5EEEI': m e5-:-br.ft^ft--.
I JTT Sit laus

De

_ j j j

& : r :

nzz zzi:

itzz::

m
i

n=c

===fc== =
Sit

-=- -prq_
la -

C O Notlfi, che l e tifpofte della prefente Fuga fonoReali, e quello che merita partico!" offervazioue si e , che le Parti , n e l confervare la realita delle rifpolte alia Quinta efcono fuori dell'Ottava del Tuono formando il falto alia Quinta della Quinta , il che rechera amrtiirazione a molti de' modern!, i quali per lo piu non ammettono che la fola Tuga del T u o n o ; al contrario gli Antichi perfuafi, che la Fuga Keale fofle piu ptegiev o l e , e piu comoda al Compofitore, praticarono piu qucfta, che q u e l U .

CunoK ad Sub-diapafon.

CO

^ EErEE;E|EEEiEEElEEEEZ|ZEEl &
l i Sit laus De o *'

zuiz$*:i:zz:if i i i r i l r a zgiizii^^i^tT^ip^-iizz:?-^!
' . iri

t:ti~:-IiT-t-"?
De o Pa

:*zz$zzH

fczzzf; ^TFM :i:*:


tri fit laus De o Pa tri

-ttRefiolutio. Sit
-H*

il

us

De

Pa

tri

-r~fea--2-T ~M7 Pa"


,*2 - _ .

zszzz:|:z
-""" I " "'""" *'" ---J|t;i

".
.,

zzzziyziziqzzSzz-zjiziz^jzSzzzz: zzz$z:
tri

zSi^zzz^
fum mo

rHf-bB-71s=rft^
us Oe

$ ~ -"=::

;ZAZ:*-

fit laus iu u us D o Pa m m hriDe e o Pa tri fum - mo mo < ( hri( i ) Deve avvertirfi, che in qualunque Canoue fi trova per lo piii notato un vocabolo, che indica in qual modo debba rifolverfi , cioe in qual voce debba cantarfi il Confeg u e n t e , fe all* Uniffono , alia Quarta, alia Quinta . all' Ottava &c venendo ufati pet lo piu i termini Greci, alia Diateflaron , Diapente , Diapafon , &c. Se quefti vocaboli fono femplici, in tal cafo s' inteude fempre al di fopra verfo 1' acuto ; fe poi ad alcuno de' vo caboli fi trova unita la iillabaywi, allora s' i n t e n d e , che il confeguente deve cantarfi al di fotto verfo il grave . CO Dice il Zarlino C *& Harmon. P. 3. cap. 69. Ediz. del 1562.) # colore (cioe ncro, 0 roffoj B Je-

gfc-y?":: '* Ifit^y-.^-f *.'EX: l:i-|:::~

_:.

. ! SEEI

io

riSEizztzzitziE _,_0-_4>-_0_
Lft fum mo

mw.

1.

_ft2:."A_

*=S-~
fto de

rz-Kr.

Chri

-4-

T"
fto de ^

r^-*^7-M:z=$Z<
cus fum - mo Chrifto de "I cus

Chrifto

de

cus

fum mo Chri fto de

-Aus
v

+ r

Sjffiffi^Ei^Bdy*?Sffl
fum - mo

turn-

t3|5^|^S3^^^^^^SI~
de cus

:zii :z-zF;
fum mo

: @ _ __^izzj__i1_.
r- -*r~
fum t u r n 1110 cus A

-SSpi

3
ri

IBZZZIZ^ZI
tu

izlizgzip

a z$zz$z ziam EE!EEIEE:iE=E|Z


Chri v.....
...^ - -r l -i

tu

at~
f
Z iZTTITiIZT "gf" 1 j X'lli i - t +-'ZZZIZZEZ .!jZI"4r.T".- [".
mo Chtiito de cus Spi- ri tu i San ftobpi-

I
Chri fto
_ de
J

a
cus .

rttS - ^
Spi*

iz

Chri fto de cus Spi ri tu i San* fto leva fempre la terza parte del Tutto alle figure fottopojle alia pcrfezione; ma nella im* pirlez'one (cemt ufar.o h Miderni j leva fempre la quarta parte, perci6 nel prefente cafo, e in altri confimili, la Figura quadra , che e Semibreve per effere legata con V antccedente , che ha la gamba, o coda al di fopra , viene ad effer compita unita a'la Serruminima , che le vien dopo immediatamente . 0 Le due Quinte per moto contrario fpeffo fi trovano pratkate non folo dal Paleftrina , ma da tutti i primi Matftri di quei tempi ; e la ragione e perehe due Quinte , e due Ottave per moto contrario non fono della lleffa fpecie, ma di dive fa , come nel prefente efempio , in cui la prima e Quinta femplice , e la feguente e Duodccima .

ffir-frfr'

4
~y ~ i cu i Sail T T I

A
w

fto

Spi ri

tu

i Saufto tri

~Hiq:;.-n
tu San fto
- : j

OJ

akEEEEESE]
I) Spi ri tu i _^aj H
Ut

. 4 ' C*>

I.5.

Hiiii*
fto Spi , tri bus ho nor u nus

- ri tu i San' - cxo rr^

-,"
bus

:. y.-zra =bfc=
ho nor u mis

zEE=:pfEz SHE
ft-a:
nus.

feaiiiS;
tri

95=
bus honor u

^ZZXjIZZfc. ZZRZZ

III
_feift L

Dus ho nor u

nus

tri bus ho nor

nus

z:zgz:z::$z
tri i_..A-V 2.-L-I.A-LLA bus ho nor nus.

tri bus h<,nor u m.s ( i ) Abbenche I* Inno faccia Cadenza nel prefente luogo un Tuono piu fotto della Finale, I'AuM ' tri - bus ho nor u nus tore pero , perche troppo aliena tal Cadenza dal Tuor.o della Cerr pofizior.e , ha vfato 1'Artifizio di condurre il Bafto , medianre una Cadenza imperfetta di Settima , e Selta alia Quarts fotto, die e 1' ifteffo che la Quinta del Tuono , e in quefto mc do sfwgge una Cadenza per fe fteffa troppo irregolare. C2) Hx da notarfi, ehe 1'Autore , con tutti gli altri Maeftri de'fuoi tempi , nelle legature formate dal Baffo, per lo piii in luogo di Seconda, Quarta, e Selta , praticarono di accompagnare con Seconda , e Quinta ; e la ragione e chiara , ed e v i d e u t e , ogniqualvolta riflettafij che in tal modo egli e un Rovefcio di vera Cadenza. B 2

55, H_A S_X,X4.+I -? ~. yf. bZ-g T_IIJIZJ ,

tu_ l 5-~_.

::$z

:dif-

12

m
*
c

fLlLH zzizz zzziz:


& '

IV. Efempio .
Di Gioanni Tier - Luig't ^ da Talejlrina .

=ftt

Z.'Z$Z _:$zz^
sh

Et

ex

ul

ta vit

ISlPiliEliii ir
:^:::{iz:zzite
vit
JL

Et

ex

ul ta -

ex

ulta-

m*

"C : i -l=:

_|:|ESlE|?
Et ex-

-Tgrif f F-BF*;f g
ex

co

ul ta

vit

fpi

ri-

te ex ul

ta vit fpi . ri tus

me

usex-

ZilZJ2ZZ.'IZl]lZII!$rZ!ZlIZlt-ttZZZZIIlZIZZIZltZI
\ -f fit ex-

vit fpi fpi

ri tus

me

us

& ex

ul ta

vit

&

z_

- ul ta vit fpi ri tus me us CO In quefto fecondo Verfetto del Canto Magnificat, che e trafportato alia Quarta fopra , vedefi formata una artificiofa Fuga, il di cui Soggetto e il principio dell' Intonazione del primo Tuono Fafol la, a cui corrifpondano le altre parti all' Uniffono, all'Ottava , c alia Quinta, o alia Quarta ; dal che ne viene, che la rifpofta alia Quinta comiacia nella Settima del Tuono, e percid & verifica quanto fi e detto ncH'Annotazione della pag, 5. num. CO

-l&
tus

: a i r xl - v "t'lyTTE 4;!;|||=izz ht
i
me us fpi ri tus me us fpi ri tus me-

m
vit
(a

-*i

"ul ta

fpi ri tus m e

- i.

^s

fp^

ul

ta ta

vit fpi - ri tus tus

me

us

fpi

titus me

ex

ul

ta vit

fpi - ri tus

meus

__

fpi

r i tus me

us

in

De

in D e

:|i|:.$i!Z$iz: i^:izz;azzzji$zi$:
ri tns me us
in

.Mzzt:zzQzztz:$ic:$i!:3
De A o > CO fa lu1

^T^^fffl'^"P^TTti S ^^:i^:|=:Ea:^:tr
me us in De o

T rtvT AT *r. fa lu ta

6,~2'T'i

" " , " " Z I Z ! $ " i " " *"


*

rifci:
-BCO

r:f:^[:i5_Z!Zi|E
us in D e , -

EESEEE

, fpi ri tus

me

.$r..4A+:_zgr: ._-U L 4

- a - z!zz$:
in

*-*
De o

IC

CO Cadenza media dell'Intonazione. CJJ Cadenza media Regolare in tutte le Parti del Contrappunto nella Qjtinta del T u o n o . CO H Contralto forma la Cadenza finale del primo Tuono La fol fa la fol fa mi re uel m c u t r c , che le altre parti ai Humeri CO formano un bel Contrappunto a due Vo-

ELSE
.ft '
t

illi^llllii'lill
+

(6)

J.

- x

fa

lu

ta

ri

me

I -

'z:_zz:zz::$
ta. ri .me o
i-

SB?
zzi:
o me-

= Z! F$I!Z!Z3 <
ri meo fa - lu tari

me

(a lu ta

ri me

t*

ufb=EL_.-+,

e-r.

-r~ ;~ .'."' f Y yY

T'AHJ*

fa lu ta I ri me II la luta ri me V o c i , che puo ancora chiamarfi Soggetto d'imitazione . II Soprano al num. fo\) ripiglia alia Quarta fopra la Cadenza Finale formata dal Contralto, e le altre Parii a vicenda ripigliano pure 1' accennato Contrappunto a due condotto felicemente lino alia fine del prefente Verfetto.

' (7) II Tenore , ficcome c quella parte , che fopra le altre deve uniformain , e ftar attaccata alia natura del Canto fermo , termina quefto Verfetto con la cadenza finale dell' Intonazione , e fta riftretta entro le Corde della quarta fpecie dell' Ottava di quefto Tuono di fopra accennate. CO Tanto nel prefente efempio , che nell' antecedente il Palettrina affieme con tutti gli altri Maeftri dell' Arte nelle Compofizioni a cinque, e piii Voci in Tuono di Terza mit K-: nore terminano con Terza maggiore , la quale, come dimoftra la Teor i a , e la Proporzioue degl' Intervalli, e fempre piu p e r f e t t a , che non e la Terza m i n o r e , e vuole, che fi termini la Compofizione in Confonanza perfetta , cioe in Uuiff o n o , O t t a v a , e Quinta. Q Vetr. 1 o Aaron de Injt. Harm. lib. 3. cap. x i . ) E cio vedeii praticato da'primi Maeftri nelle Compofizioni a due , a t r e , a quattro Voci . Ma ficcome nelli Contrappunti a c i n q u e , o piu Voci fono forzati i Compofitori a innel fine anche la Terza , hanno percio coltantemente praticato nelle Comtrodurre pofizioni di Terza minore di terminarle in Terza maggiore. Cio deve fervir d'efempio ad al cuni moderni , i quali piii per capriccio , che per ragione, hanno introdotto di rermmare le Compofizioni," e il fuono dell' Organo in Terza m i n o r e .

.a.

3C

aa -5
**=?
Efempio V. Di Giulio Cefare GabuJJi Bolognefe. U~- J!* -1
Si

-*a
Si cut e rat

^=b=:
X-+4-4-+
cut e rat

J2

r ~

ICO

zHzSzzzzbzi
Si cut e-

zM:tezz,:i::ziij:tSi - cut e rat fi-

:_J5
in prin ci I - pi o & nunc &

LU=
fern per ot in fx cu-

$1
rat in prin ci -#in priuci pi n & nunc 6. fern per & in pi o & nunc & c fern per

T3EB&
& in

m
la :fc la

pipzzznrz:

fa? cu

:zzz::t:
rat ~~C?j> ^ in piin ci pi Z~X o

az
& nunc &

z:*zzfc zrz&i
fern per
. ^ _ _ i _

is

&

in ix. cu

to 1 ,

-*> ~ $ -Z.--A 5 cut e rat in princi pi o ik in fae cu la CO Merita d' effer offervato quanto viene praticato dall' Autore della prefente Finale compnfta fopra 1' Intonazione del primo Tuono nei Silmo Dixit, che e tutto intier o , cioe non e fpezzato, come praticavali in que' t e m p i , ne* quali ufavano di comporre uu Verfetto in Contrappunto, e I' altro Verfetto o in Canto f e r m o , o pu-

iz;z$__;:|$.

xe

\6

z::_z]zzzzzzzzz
la fa: cu
A

lo /

rum A - menfaccu
A ,
^"

lo rum A

men.

""N

Rh
fa: cu la fa; cu lo rum A

Bmen.

HSilillilNl
fzculo ' r u m f x - cu lo rum rum A A

zza:
men.

it==fc3
fx cu

iazzzzfez
lo turn

PB= prar-a
men

zlzzzzlflzzzi:mi$zz$z z$zizzz zizzzziitzzazz l yizzzzzzzz:


-H H $
.

$-' &
A

V,

fs

cu lo

rum

men.

re 1'Organo da fe folo fonava , in tempo che il Coro recitava con voce bafla 1' altro V e r f e t t o . Ha avuto I* avvertenza 1'Autore, come fi e notato nell'antecedeute Eftmpio numero CO di| porre 1'Intonazione nel T e n o r e , p e r c h e , come ci avverte il Zarlino C lnltit. Harmon. P. 4. Cap. 18. ) Dovemo ez'andio fempre offervare di far le Cadenze principalmente nel Tenore: ConcioJJiache quejla parte e la guida principale delli Modi C Tuoni j , ney quali f compone la Cantilena: e da efja debba il Conf pq/itore pigliare la inver-zione delle altre Parti. ( 2 ) Propone 1'Autore nel Baffo un piccolo S o g g e t t o , a cu! d'Imitazione rifponde il Soprano, fenza che fi obblighiuo di rifpondervi il Contralto, c \' altto T e n o r e ; fopra di che deve offervarfi un bell' avvertimento, ed e di porre in viita cio che vi e di fmgolare, come nel prefente cafo, in cui l' Autore ha pofta nelle Parti eftreme, che di fua natura fono piu fenfibili, come fono il Baffo, e il Soprano, la Propofta, e la Bifpofta, accio poffano diltinguerfi piu facilmente di quello , che fe foffero pofte nelle Parti di mezzo. C3) Per far rifaltare la Sincopa , o fia, come ottimamente fi fpiega, e vien chiamata da Gio: Giacomo Rouffeau (Uiftion. de Mufique p<>g. 467. tdiz- in 4.) Nota di Contrattempo, perche partccipa parte del b a u e r e , e parte del levare, o al contrario della battuta ; 1' Autore ha avuta 1' avvertenza, che il Contralto faccia percuffione diveifa al num. CO affinche vi fia fempre un certo contralto affieme fra le P a r t i , come hanno fempre praticato i primi Maeftri dell' Arte \ i quali, o puntando qualche N o t a , o con la varieta delle F i g u r e , facevano nafcere quel Contrappunto chismato Florido , a differenza del Semplici, che e compofto di Figure confimili e di ugual valore. In quefto tal contralto fopra tutti fi e refo fmgolare il celebre Paleftrina, il quale per tenere fempre piu viva 1'Armonia, non contento della rctta collocazione degl' Intctvalli, che di fua natura producono negli Uditori la perfetta Armonia , voile ancora introdurvi la varieta del Moto per mezzo della diverfita delle F i g u r e , le quali, urtando in un certo modo 1' una contro 1' altra , vengono fempre piu a ravvivare, ed eccitar nell'animo degli Uditori maggior di; l e t t o . Da cio rilevafi, che nella Mufica il mezzo primario per muover gli affetti e V Armonia, e il fecondario e la diverfiti del M o t o .

'7

SECONDO TUONO

PLAGALE

La di cui corda finale e D la fol re grave.

L fecondo Tuono e contenuto nella prima Specie dell' Ottava divifa aritmeticamente, che fi trova tra le due corde extreme A. a., e fi compone della prima fpecie della Quarta A. D , e della prima fpecie della Quinta JD. a. poita fopra la Quar* ta ( i ) , come dall' efempio:
"\ r

Quarta,

Quinta .

*!

*=z

Quefto Tuono fi trafporta per b mollc alia Quarta di fopra, come vedefi dal feguente efempio :
Quarta,

" > r

Quinta,

A-

Cinque fono le corde, ove le Cantilene di Canto fermo del fecondo Tuono hanno principio , e fono A. C. JD. . F. (2) E le Cadenze regolari fono in JD. a. e F. (3) La Cadenza media dell' Intonazione e F. Le Cadenze finali Romane, e d' altri Riti fono in JD. (4), in qualche Introito anche in C. (5).
C
CO Zarlino In/lit. Harmon. V. 4. Cap. 19. delle Ediz. 1558. 1562. ( a j Franchinut Gajfurtus Ptaft. Muf. lib. 1. Cap. g. Piitro Aaron Tratt. de'Tuoni Cap. 2t. CO Zarlino loc. cit. (4) iitoria della Mitfica Tom. I . Tav. 2. pag. 381. CO Vcdi I' Introito: Lux fulgebit della feconda Mejja. di Nat ale.

SE-;/

della

Natura

SECONDO
I. Efempio Del P. Coftanzo Forta .
^4 Ec "c

TUONO.

i >e e ap

pro

- '

pin

qt quat'

--!r Ltvate ca pita veiiia He ce ap pto pin-

-*Ezz1=2
(.1J Ec I ce p i ap , pro ] pin-

- *

ce

ap pro

3r> i-,rn

nin mia

hit

ro

A.

_.:

....

/1-,

f
{4

*
^ q u a t re dem clem -

ES-:
pti Z te"^
ve w

na.

E Bzz^E^zJ:$z| If fi i|>33 I f f ^-Z !fjHT


*
blt

11

appro

piuqua

bit redem

ptio \ e

ftra.

_^

Q l

$i\. <*

J appro quat ire dem pti u o v ve ftra - - . quat " ~f t"" pin .ju.Ti * i u JJH H IH> t u ( O L Attacco tra il BafTo, e i l l enore e pregievole , perche e riftretto , e formato fopra la Fondamentale, e la Quinta del Tuono , abbenche il Canto fermo comincia nella Terza e quafi fino al fine dell' Autifona lontano dalle Corde del T u o n o , e fe il Soprano nonrifponde in alcun m o d o , oltre l* effer ftato cio praticato dal Paleftrina , e da altri Maeftri del Secolo anteriore 1400., non deve attribuirfia difetto dell'Autore , perche in tale circoftanza non poteva introdurvi alcuna Rifpofta coerente alia Propofta . CO Imitazione in parte di F i g u r e , e in parte di Sillabe, e d' Intervalli, perche il Tenore fui r ^ P r , n c i P i o r i f Pnde di F i g u r e , e pofcia d' Intervalli, e d i S i i l a b e . U ) La differenza , che corre fra la Cadenza Ordinaria , e la Plagale , e che quefta paffa dalla Quarta del Tuono alia Fondamentale, e 1' Ordinana paffa dalla Quinta alia Fondamentale , eccone 1" efempio : g ^ I ^ - j Z r z z ^ Z p 0 f t 0 c i 6 , non v ' e r a g i o n e , che perfuada Cad.Flag. Cad.Aut. cliere la Cadenza Plagale propria del folo Tuono Plagale, nc la Cadenza Ordinaria propria del folo l u o n o Autentico. In fatti dai primi Maeftri dell Arte ritrovafi praticata la Cadenza tlagaJe tanto ne' Tuoni Plagali, che negli Autentici. Oflervifi come il Paleftri-

'9
.{... _J

II. Efempio. D> Gioanni Tier-Luigi da Valeftrina.


Bftratto dall' Inno di Santa Maria Maddalena Fenitentc.

Pol' iv flu nu xx xx caniis carnig lfcaudala uuuau .

^|rEl:|:?~i|rj!HlJZ Efe

SPitlifelil
Polt fluxae car nis fcanda la polt

Polt

flux.-e car nis fcan Ha la

:zt xzitzzt 5jz:z:zz:Jzz:zz


MSH

:t:
toft flu-

:z:rzi:zz?zi7iiiji:i: llj|l||pSiilj|iE|| -_Fit_iiiiS_siiz.ziztii!ti.l_i_4. r>~s ^A S Aiiji. iixztziiziu r^j 31


ear I I nis 1 ^ fcan da lafOi fit

.+4.|

t +

jlft

SiL .

M fi r t t t J
I

rTTt T T , ,f

" s i T A Av &
a li." fit

car nis fcan

- da la

fit

ex lebete phi T -

*
(4 flu x. car nis fcan da la

>s * t.i3;
/ N

'
/ -^

fOj
. fit

_Z

"J " A T . , ~ ,77 " Z


xx car nis fcauda la

IZ_ 1

J..'

fit ex le be t e phi -

a la

ftrina nel Verfetto Depofuit potentet del Magnificat del primo T u o n o , nelle Strofe dell" Inno Sanilorum merit!/ , che e del terzo Tuono , e in altri luoghi; cosi il P . Coftaiizo Porta nell'ultima Strofa dell'Ave maris Stella : nell'Antifona ; Magnificatus eft CPc. Hodte Chri. Jius natusefi CPc. del primo T u o n o : Quando natuset del terzo T u o n o , VAgnurDei della lieata Vergine del quinto Tuono , abbiann ufata la Cadenza Plagale ne' Tuoni Autentici : 1' ifteffo pure ritrovafi in altri Aurori Claffici , i quali hanno ufata la Cadenza Plagale nei Tuoni Autentici, e al contrario la Cadenza Ordinaria ne' Tuoni Plagali . CO Bella Imitazione in cui Ie. Parti formano un'Attacco prefo dal Canto fermo , in cui il Contralto rifponde d' Intervalli, di Sillabe , ma non g i i rigorofamente di F i g u r e , per il chefiriduce alia Fuga d' Imitazione . CO Cadenza media del fecondo Tuono formata nella Corda Caratteriftica di tal Tuono. C$3 Nel tempo che il baffo canta fu le Note del Canto fermo del fecondo Verfetto della Strol fa, il Contralto forma un Contrappunto doppio, che al numero ( 4 ) fi rivoita nel Soprano all'Ottava del Baffo, e il Tenore all' Uuiffono del Contralto; cosi pure il BafTo all* Ottava bafta d e l Contralto, e del Tenore .

C *

10

fsllllillli iiiUP
e x l e be te phi a la in vas tran sla ta glo-

:::=<;:
: $ - e t le b e . te . phi a in vas Viimsla ta

rr

ex le be

- te phi a la phi ph a U

in vas

trau sla ta

ro
fit ex lebe t e phi a

^3j:!SSJjk|ES;|:]5
la in vas trausla ta glo-

ri

de vafe xt d

con

tume

li ae 1

_H_

C O

,i

0.0

glo

. ri x

1 1
glo ri a *

C8>

de vafe con

_Oo)

d e vafe con tu (9)

me

li

ae

de vafe con

V-v, /

, 1 * 1 T~l - U I

Z5.:z$zzi3
x de vafe cou-

ri

ac

de va fc con tumeli

C5) Al terzo Verfetto della Strofa, in cui il Canto fermo e fimile al primo Verfetto della medefima, coll' ifteffo Canto fermo propone un'altro Attacco diverfo dal primo,e termina pure nella Corda, che e la Caratteriftica del fecondo Tuono, formandovi la Cadenza media, come fi e dimoftrato al num. ( 4 ) . (J5) Nel quarto Verfetto, in cui il Canto fermo e confimile al fecondo Verfetto della Strofa , vedefi con il Contralto, c il Tenore un Contrappunto doppio a t r e . Oltre il Canto fermo nel Soprano al numero (6) evvi un Contrappunto al num. ( 7 ) , e num. (8) a cui il Baffo al num. ( 0 ) rifponde. Al num. ( i n ) il Tenore repplica I' ifteffo del num. (8) e il Baffo al num. (11) repplica all' Ottava fotto il Canto fermo del num. (~6) , e il Contralto repplica dopo il Soggetto dell' ( 8 ) . Al num. (17) il Tenore batte una Quarta alte* rata col Baffo, che forma una Settima col Soprano, la qual diffonauza chiamafi Notacambiata , perche in luogo della Confonanza v ' e la Diffonanza , e in luogo della Di'Tbnanza la Confonanza, ftantcche, (fecondo le prime Regole) le Note , che vanno di grac!o, la prima deve effere Confonante, e la feconda Di.Tonante. Bcrardi Mifiel. Mufu. P.ft.Cap. jo

21

de

va fe

con

tu

m me e

li

s.

1 x. *

Cu) y
A_ tu meli aT'de vafe con

z$:::ab:i|
,i <

va fe con

, i

ej) _ *

tumeliat^"

de vafe

contu

,-K,

me

5fcfc
tu me li x. de vafe con tu me li x .

:E~iE!zz:
Si cut lo tcu tus "eft

III.

Efempio.

ZZI:IZ-Z:ZZZ3 * Z : X ^ Z-'.ZZl ZZ-II IZ:ZZZ$Z::ZV-Z$ZI:


Si cut lo-

Di Gioanni Tier - Luigi da Tale Br in a .

33EEEE
- ^*

-&n

tirzr
^

2iSz^:ii:if .ii iii:tzzz:zzz 2


iff I 3
6i cut locutus elt

tm

z:inz
SiCi) Artificiofa, nobile, e dilettevole e la prefente Fuga , il Soggetto della quale vien compofto parte delle prime Note dell' lntonazione del Cantico Magnificat. Alia Propofta del Tenore rifponde alia Quinta fopra il Soprano, e il Contralto ripiglia la feconda Rifpofta all' Uniffono della Propofta, il Batfo all' Ottava fotto, e il primo Tenore all' Ottava fotto del Soprano . Dopo ripiglia 1' ifteffo Soprano la fua Rifpofta alia Quinta fopra , e il baffo all' Ottava fotto del Soprano, ed ecco in riftretto una Fuga condotta fecondo tutte le Regole dell' Arte, perche alia Propofta d e l l ' a n tecedente Tenore vi fono tutte le Rifpofte all'Uniffono, alia Quinta fopra, alia Q u a r t a , e all'Ottava fotto. Deve in oltte effer n o t o , che alia quarta Nota del Soggetto vi s'intende il b molle per due ragioni V una perche i Compofitori di quei tempi non hanno mai praticati i Salti di Quarta alterata, il che accaderebbe non can-

tando col b molle P Elami; 1' altra perche V Iutonajioae del Caatico di quefto Tuo Ro e " Do re do fa .

11

nk It
I H I fi cut lo cutus eft

: : : :: :

T i ^ 5 I-^;:EE?iiizi5:|:^

mm
) fi Cut

.A_i_$
fi
11

A:
lo il'
CUIUS

cut tUl

cutus eft: t u

jPfPi
IU LU a IU>

fi

cut

cut

lo

cutus

eft

E S P J 4 F B . - I J ' I '$&
lo cutus eft * $ 3 -
|I

lo to

cu CU

tus IUS

eft

ad i a

:Gz:
u 4l o c locu i tus tus

$zz,qzi,zzzsz:p
ad

lii^liiilzilliill
1eit licutlo .cu tus eft ad Panes no lttos ad Pa I ^

eft ( j )

EB:-rr^:|iS:!t!*5?l:lz!r- 3tEHrffifcr3=
14 fi cut lo cu tus eft ad Pa tres no ftros

CO Ma ficcome per I'Sncetifazione de'Miniftri dell'Altare fa duopo eftendere in Jungo i Verfetti del Cantico , cosi 1* Autore ha inventato un Soggetto per contrapporlo a quello del Tenore compofto fopia le Note della Cadenza media dell' Intonazione ; le altre Parti rifpondonochi all'uno , echi all'altro de'due Soggetti ConArtific; non inferiori a ' d e fcrittial numero antecedente . Queilo che deve avvertirfi in quefto Sogpetto dell'Autore fi e , c h e , ficcome nelie parole locutusejl v' e una Scala difcendente di Semiminime, c r s i , perche il prefente Soggetto compofto ancora effo di Semiminime fi diftiagua dall' a l t r o , haforrnata una Scala afceudente.

:d4Z5:fiz^fzzzGzzz:::$zci
i l - i ! L-r _'-.... !

mm
I Patrej no

tres no ftros ad

Pa

tres no

ftros

bra ham

& fe
-f

mini

e-

ftros

braham

& le mi ni e jus in

3C3t

g^g-.~p.^-d^-ip-|pq zz~sz;.
-*+<

A bra

ham

ot fe mi ni e jus in

aJ

Pa tres no 'uos A bra

ham

ad Pa

tics no

ftros

A bra

ham

III

*"*

r -

/us

in

fe

T -

cu

la

& fe mi

EIAZZ!

?^PzS?SllPi83lilEEffe
i i . cu la & femini e jus in fas cu-

Z ~"_zt~ ltiI!i-t'Xlt Xli2AZ!ZtlAlZ!Z!t

$3ptz$ :^z:$:$x:$Z~
:
& fe mi ni e jus in iV cu la
^y. . . . . v i ^tf i?& ._L, (JJW r f c ^ X | i- . I ^ im. .

i
&

fe

mi ni ejus in

fx cu la

CO Nella feconda Parte dell' Intonazione nella parola Abraham gluocano le cinque Parti con grazia ; po.faa nelle parole & f-nni jus due Parti fanno un Contrappunto , il quale fi repplica nel mentre che le altre Parti fnrmano la Calenza dell' Intonazione del Canto fermo, e al num. (2) forma la Cadenza alia Quinta del T u o n o , indi fi riduce alia Cadenza della Corda Finale, col terminate il Verfetto con terza maggiore, a tenore di quanto vien ftabilito nel primo Tuono all' Efempio IV. Anaot. num. {S) .

I
*4

(fPlllife
8 & fe mini e jus ~

*~*-At I r

PI
in 1
_

>

iii
Ce c u la .

Tt^Sr5
-TW ""T

Y la. , T

,1

4-l+-+4-4f8
-ft

(4

la

J _ . ' ^ I j . c . , , . 1% ot fe m i n i ejus . in fx ismii.;l/-~ _

_t

nw,

j _.i

t. 4

& femiui e jus in f* ctlemnu e us m >*

cu l a . '"

l-r -

_ _ _ _ _

, J i j

rf , .

U-ff~

*T-

g j

'

T*

iutx

cu la

[|L

ffl

t
IV. Efempio
Bftratto dal Magaificat tertii T o n i .

-H-fcr

"I

" "

-a

' _.

J.- ItJt

Si

cut

Ie

-pfc: "Ml I,,ft."'I r :;c


cut e Canon ad *ub Ji'P >fon
III r

-ta

D*' Tommafo Lodowco da | - g - p ( Vittoria Sfagnuolo. 1

la . r Z'.ZZZZ' ~_i_LZZ' Z!
Si

CUt

=143

cztix
+

zz:i:

zm:

tzz

"i

i?iS

zzi:

zziz a
M-

r
*

CO V Autore del prefente Verfetto a fei Voci propone una F u ? " " [ ^ ' X i ^ - ? " . ; ^ getto della quale e prefo dall* prime Note d e l ' tatonaz.c^e d e l O g ^ ^ U * nel meatre che il Contraito introduce un Contraffoggctto. 11 tecoauo v, __.

25

Jz5 z'^z^rizbi-ii&ziizl-^-""'"
rat in prin ci C*) .

^.}M^A*

* - *

pi o

zl liiEEz zzE 3zz?z| zf! | | 3E^i:z'^zi!|


in prin ci

zzt3z.z zzzE==zfc

:|3EE?E 1
cut

%^z^ifiz::^_i:L$il_t;|:l:t|:iZAZ.:i
e rat fi c u t e rat in prin ci pi o

^^i^i|i#il^ a
in

r*i
mBm j i

zlBs:
_..-iin n i" n

j-

cut

rat

ficut

rat in

prin ci pi o

in priuci

ripiglia il Soggetto del Canto f e r m o , e forma un Canone, o fia Fuga legata alia Quinta fotto col T e n o r e . , L ' intreccio dei due S o g g e t t i , del C a n o n e , e difle varie Imitazioni compongono un bel Contrappunto a fei V o c i , con un altro piccolo Soggetto al num. C2) fopra le parole in principio mojto dilettevole, e vago . Merita d effer offervato , come l e due Parti , che formano il Canone alia Quinta f o t t o , 1' Antecedente , che e il fecondo Contralto, e compofto delle Note dell'intonazione fu le Corde naturali del Cantico del fecondo T u o n o , e il Tenore rifpondendo alia Quinta f o t t o , viene a formare la fua Cantilena nella Quarta del T u o n o , piacchd la Quinta di fotto corrifponde in Ottava alia Quarta di fopra, tenendo quel Principio in Mufica, che tutti gl' Intervalli prendonfi ferrpre al di fopra, e ?i paragonano alia Fondamentale, che e la piii grave , e la Bafe. Al Segno ( * ) inc.ontranfi due Quinte di feguito per moto retto tra il Baffo , e il primo Contralto , giudicate, e cor.dannate come errore da tutti i Maeftri d e l i ' A r t e . Ne vale il d i r e , che V Alamire, ultima Semiminima della Cafella del Baffo, poffa falvarle , imperocche quel Precetto in Mufica , che la Nota nera , majftme cattiva , cioi dipfonante , come abbiamo nel prefente cafo, non falva Je due Quinte, o le due Ottave , o i due Uniffoni, non lafcia luogo a purgarle da e r r o r e . Se l'Autore non foffe quell' Uomo di tanta accuratezza , e diligenza nelle fue Compofizioni ch' egli e e fe un tal errore non mi foffe avvenuto d'incontrare, benche di raro , rariffimo , in tutte le Opere d e ' p i u eccellenti Profeflori dell' Arte, che mi fono paffate fotto degli occhi, potiebbe crederfi un trafcorfo di peuna sfuggito a quefto infigne ComD po.

prin ci

pi o

&

nunc

fit

fern

per

& nunc & fem-

BBffippg
pi o&nunc&t

ilzzirizibzte
per & nunc & fem-

a - zzzctz """trfzz' zzr?z' zmScsBc$lirzzszd


"

fem

&

nunc

&

fem

per

JI -a--
n ci pi

iHzz:zizzs:

-i- * .
&

z*zfc
nunc &

pi o & nunc & femper

& nunc &

fem

per

pofitore , ma vedendo cio praticato da altri di ugual m e r i t o , e di non minor credit o , fara piu ragionevole il d i r e , che tanto e g l i , che gli altri valenti Uomini fianfi prefa tal'ora qualche licenza contro i Precetti dell' A r t e , e qui abbian fatto quell e , che foleva dire il celebre Antonio Cifra riferito dal Berardi C Perche Mufic. pag. 29 ) in una lettera al Sig. Pier Francefco N. N . , cioe , che amava piu tofto di lafcitr correre le due Qjiinte in un paffo da Mar/iro , che falvarle con pregiudizio della Tejfitura . Una tale licenza p e r o , che in Uomini di tanto grido niuno ha corraggio di condannare, per effere ftati Maeftri, e Maeftri confumati nella Profeffione, farebbe intolerabile , e degna d' Infinite biafimo in chi non aveffe il capitale di m e r i t o , e di c r e d i t o , ch'effi avevano , fe a loro imitazione ufar la voleffe . CO Alia Cadenza media del Contralto corrifpondono le altre Parti con una Cadenza alia Terza del T u o n o . Pofcia proffeguendo il Tenore la Parte feconda dell'Intonazione, formano le Parti un piccolo Contrappunto, che contiene qualche forta d'Imitazione . Ognun ben v e d e , che quefta Cadenza media del fecondo Contralto per fe fteffa viene a cadere piii tofto in F fa ut, che in ti fi. Cid non oftante V Autore , come fi e notato nell'Efempio III. del p r i m o T u o n o N u m . f i ) pag. t i . , per non far Cadenza nella fetrima del Tuono per fe troppo Irregolare, conduce la Parte del fecondo Baffo pef mezzo d'una Cadenza Plagale a ca lere in B fa, affinche il Fa fa ut, in luogo di Notai finale, divenga Quinta del T u o n o , e in'quefto modo sfuggc una Cadenza alieniffima dal T u o n o . Ne vale 11 d i r e , che il Compofitore di Contrappunto debba uniformarfi, e ftar attaccato quanto fia poffibile alia Natura del Canto f e r m o , nelle Cautilene del quale fpeffo inconrranfi Cadenze o alia Settima, o alia Seconda di qualunque T u o n o , perche effendo compofte tali Cautilene di femplice Melodia, non fi reiidano taato feafibili, come readoafi quelle compofte d' Armonia, per raeioue

dc S r

27

" >

'

per

&

infxcula

&

in f s

cu

la

fae cuiorurn A-

itzxAii st-fc5~~-ioZZti*i$ i zz
D
T v VT

i <

___,

-i$z$z!3

&

in

fx

cu

la

degl' Intervalli, che la diftinguano dalla Melodla. Potrebbe alcuna opporre a quefta Dottrina , col dire c h e , fu '1 principio del prefente V e r f e t t o , il Soggetto propotto dal primo Contralto, che accompagna 1' Intonazione del Canto fermo dal Soprano formata. e fingolarmente la rifpofta del primo Baffo al fuddetto Soggetto , che accompagna 1'Intonazione del T e n o r e , fiano due Cadenze in F fa ut; onde non vciificafi quanto fi detto fopra la Cadenza media in quefto luogo. Al che ft rifponde , che ogniqualvolta trattafi di Soggetto , molte licenze vengono accordate , e praticat e da' primi Maeftri , che non fono permeffe fuori di tali circollanze , come a fuo luogo verra dimoftrato. tanto piii che tale Soggetto propofto non ha , a ben con. fiderarlo, il vero carattere di Cadenza. C O Nella Cadenza finale, fu le parole feculorum Amen introduce un Soggetto d' Imitatazione , che conduce fino al fine. Fa duopo avvertire , che quanto piu in qualunque Compofizione crefce il numero delle Parti, tanto piu crefcono nel Compofitore le difhcolta . Offervifi percio, che tanto il Palcftrina , che gli altri Maeftri di quei t e m p i , nelle Compofizioni a quattro V o c i , non fempre facevano cantare tutte le quattro Parti affieme, cosi pure nelle Compofizioni a cinque, fei , e piu Voci , facevano cantare ora quattro , ora cinque fole Parti; e quefto veniva praticato , in primo luogo per dar refpiro alle P a r t i , cofa tanto neceffaria , affinche' i Cantanti poffano prender lena , fingolarmente ripigliando il Canto ; e in oltre p e r c h e , volendo far cantare continuamente tutte le P a r t i , venivafi a formare una Compofizione piena di Note forzatamente i n t r o d o t t e , e confeguentemente difpiacevoli agli Uditori, e incomodc ai Cantanti ; percio merita d' effer confiderata , e imitata una tale prudente Economia, che da luogo opportunameiite alle Parti , accio formino una grata Melodia, cofa praticata, e ftudiofemeate voluta dai dotti Maeftri in queft' A r t e . D 4

28

4:-ff->;i'-B-

mm aa===:
men fx cu lorum A men -f-

zgzz :z$izi$: E32


-Ir"1'-*!
rum A men.

II

ziizzzi:

zgi

CO

L,

-,

|M_,-1

fc qoq=i
fx cu lo

rum A

mcu

4
fx culorum A men

144

U*

Ci) Merita d' effer ponderato, che in quefta Cadenza finale repplicata piii volte dalle due Parti in C a n o n e , abbenche una fia piii acuta dell' altra per una quinta, cio non oftante 1'Autore ha avuto 1' attenzione di condurre le Parti, del rontrappunto alia Nota finale del T u o n o , e fe nell'ultima Cadenza del Tenore le Parti cadono nella Quarta del T u o n o , cio fuccede affinche la nota ultima del Tenore eitefa fino al fine dia campo di fomiare la Cadenza Plagp.le a tutte le altre Parti . E* da notarfi in quefta Compofizione la diligenza ufata dall'Autore in isfuggire gli Uniffoni ("abbenche le Parti fiano fra di loro tauto u n i t e ) , 1' ufo , e frequenza de' quali per Precetto univerfale fono ftati proibiti da tutti i primi Maeftri d e l l ' A r t e , perche privano d' Armonia la Compofizione. C o non oftante, quanto piii crefce il numero delle P a r t i , fempre piii rendefi difficile al Compofitore il poterli evitare . Offervifi percio in quefto Num. (1), come eflendo sforzato per il Soggetto del primo Contralto, e la Cadenza finale dell'Intoiiazioue del fecondo Contralto d' incontrarfi in un'Uniffono, ufa V artificio di farlo fincopando il primo Contralto, accio non fi odano dagli Uditori le percuffioni contemporanee di tal Uniffono, ed ecco uno degli Artificj , the poffono ufaifi dal Compofitore ogni qual volta non fi poffa evitare un qualche Uniffono. Sopra di che lafcio fcritto il Zarlino, Clrtftit. Harmon. P. 3. Cap. 571 pag. 277. Edit. * 573 ) Quando occorrera poi di voler ufar gli \]nlffoni,n 0 p'r necejfild , 0 per altra cafione , fi potr.mno porre fopra la fecor.da parte della Semibreve ; j u r he" la parte del Sogf'tto, ed il Contrappunto nel battere, 0 nel levare, in ttn tempo non sy incontrfno a pro-

iii

>9

tepiU
fx cu l o r u m A

3Ct
:}:
men.

~MzE~ iifeiti Fii ife


men A

ataf
men. H

:3C

\. v-

St

ziiz-~ti Eaeae: :zazzzz4z: :zfi:|zi

frH* ;.

i = :

|3|l|l!{lii^El
fx cu lo rum A men. fx cu lo rum A

proferir I' Uniffono, concioffiachh pofto fopra la feconda parte di qual figura Ji vuglta, quafi non fi ode; awe Ji udirebbe, quando s' incontraffero infieme nella prima parte. Onde per quefta ragione fi potrd anco porre quando cafcherd fopra il punto della Semibreve , a della Minima, pofto in qual Parte fi vog.lia; purchd tal Parte fia diminuita . Et cib torna bene nelle Compofizioni di piu Voci; ejfeyido che quellf Uniffono viene a pigliare il luogo di quella Minima, della quale il punto tiene il Juo luogo, che non folamente quafi non Ji ode , ma tal punto alle volte da i Lantori fi tace: onde e cagione fpejfe fiate di fare, che V harmonia refla priva di alcuna delle fue Parti; cioe delta Quinta, o della Terza: come a/trove vedremo: G? per tal maniera re/la imperfetta. Cosi p u r e leggefi n e l P . Lodovico Z a c c o n i Agoftiniano ( P r a t , di M u f i c a ' P . 2. l i b . 1. C a p . 30. pag. 8 o . ) B?ncbe I' Uniffono, e V Ottava fiano confonanti perfette, e che come cafe pe'Jctte , fi pcJJino , o dovrebbono ufare a piii potere, e piu fpeffo che foffe mai pojfibile ; con tutto cib, per effer loro di natura conform nu-, e riducendo/i ad una ifleffa cofa ; tutta uolta che il Contrappunto w' havera manco , e V uferd piii dl raro , fara fempre piu vago, e piu hello . S perb fugga il Contrappunti/la di ufar I' uno e I' altro, C T " havendole da ufare I' ufi non in principio di tatto, ma nel levar della mam, fe vuol dat?

diletto,

e mojirar di faper pur

ajfai.


zjiSzitz:
CO

n
Da pa cem Do mi- ' mi ne in di -

: \ fs B*E 5$|--t fft if H ~ r


V. Efempio
Di Andrea Rota Bolognefe .
4 Da pacem Do

"Da pa CO Prenrfe I'Autore per Soggetto della prefente Fuga nel Contralto le prime quattro Not e dell'Antifona , dopo le quali introduce altre Note diverfe dal Canto f e r m o ; il Soprano rifponde alia Quinta fopra, ma dopo le tre prime Note della Propofta proffeguifce altte Note del Canto fermo , trafportandole alia Terza fotto , come ii pu6 riftontrare dalla Parte in chiave di Baritono, la quale foltiene tutto il Canto fermo dal principio fino al fine. La licenza prefafi dall'Autore nella Parte del Sopran o , che forma un Canone all'Ottava fotto col T e n o r e , non merita il nome d> lic e n z a , ma piu tofto d'artificio, ufato a imitazione di altri Maeftri anteriori , o coetauei ad effo ; tanto p i u , che fe il Soprano alia Quinta fopra ft uniforrnava alle Note del t a n t o f e r m o , veniva a formare una Cadenza irregolare in C fol ja ut Settima del Tuono , la quale repplicata dalla Parte in Canone del Tenore , fi rendeva troppo fenfibiln ente Icntar.a, e aliena dal Tuono di V la fol re, come altrove fi 6 dimoftrato. E fe tali Cadenze m d t e volte fi trovano nelle Cautilene di Canto fermo, efleudo tal Canto per fe fteno Uniffono, e non accompaguato dagl' Intervalli del Contrappunto, tali Cadenze non fi rendono tanto i n g r a t e , e fpiacevoli a l l ' u d i t o . Nel prefente Eferrpio a fei V o c i , convien diftinguere il Canto fermo di quefta Antifona, fopra di cui e forma to il Soggetto della prefente Fuga, dal Canto figurato ia Contrappunto fopia di eila . I primi Padri della Chiefa nell' introdurre in effa il folo Cant o f e r m o , ebbero la piemura d introdurvi un Canto femplice, ferio, pieno di grav i t a , e degno a lodare la Maefta di D i o , efcludendo qualunque ombra di Canto picfano, effeminato , e t r r p p o m o l l e . Percid fcielfero il Genere Diatonico, come quello il quale efieudo compofto principalmente di Tuoni per fentimento di Emanuel Brieuio Autor Greco ( Sect 7. pag. 387. ) gravem , robujiam , &> firmam indolent ofiet.tat, efcludeudo per tanti fecoli dal Canto Ecclefialtico il Genere Cromatic o , il quale ob nimiam mollit/em infamia: nota non caruit. 11 Canto figurato in Contrappunto effendo compofto di varie Melodie contemporanee compofte d T n t e r v a l l i , che formano una grata Armonia, neceffariamente e forzato ad ammettere alcuni Intervalli, che fono del Genere Cromatico ; quindi per comune fentimento di tutti i Sctittori, il Contrappunto e principalmente compofto del Genere Diatonico Sinto o , e Mifto di qualche Intervallo del Genere Cromatico. Tutta 1'Arte del Compofitoic confute in taper unite la Natura del Caato fermo con quella del Canto figu-

m^mm
Hi

5*

spar g a a ti:-2ii$: fejfaB

ilrbz-lftfpi^^ ^
in di ebus no * ftris

tzrznfczs! i_:E
ftris

z|^|s||||f||p|^
Vy~
da

SSIS^s:
pa cem Do mi ne in dv e bus no

pa ccm Do

mi ue

in

di

ebus no

- t -i-44 ,-T,,-4

s ftris A " ^

X
i ,

X
-

=:ztz::$ziiz$:z$iii:zil;
pa
A

cem Dori

_ <*y^

^^tJr=t=:^ cem Do mi ne in di e bus no ftris gurato. II primo non ammette ombra d' accldente di t , e non ammette alcun b molle, fe non che nella Corda di B fa b mi, a fine folo di evitare al di fotto il Tritono con F fa ut, e al di fopra la Quinta falfa con E la mi. II Canto figurato richiede per neceffita, e legge di Natura in qualunque Tuono la Seconda maggior e , la Settima maggiore, e la Sefta minore, fe la Compofizione e di Terza minor e , oltre molti altri Intervalli neceffarj per il trafporto de'Tuoni , e per la Modulazione. Non ammetteudo per tanto il Canto fermo alcun' aecidente fuori che il b molle aceennato, ci dimoftra 1' Autore in quefta Compofizione fopra il Canto fermo, come egli ha faputo unire con maeftria 1'uno con V altro , non ammettendo il % alia Seconda del Tuouo del Canto fermo , come pur troppo per abufo, e fingolas iucouveniente viene da quafi tutti i Cantori di Canto fermo praticato da due Secoli . E fe egli ha pofto il % al fegno (*) nelle Corde C fol fa ut, F fa ut, e G fol re ut, egli e ftato obbligato di cio fare per legge di Natura del Contrappunto. Cominciarono a ferpeggiare tali inconvenienti nel Canto fermo, allorche comincio a introdurfi il Canto figurato; fedotti i Cantori del Canto fermo da una certa vauita di farfi conofcere Maeftri nel Canto figurato, cominciarono a introdurvi quelle Voci lufinghiere, che lo deformavano. Se tal Canto fermo foffe ora efeguito nel pur Genere Diatonico, e con quella efattezza, e gravita, che fi deve, rinafcerebbe negli Uditori quella divozione, venerazione, e compunzione, che ne' primi Secoli della Chiefa produceva negli Afcoltanti. Che pero lafciS fcritto S. Bernardo del Canto fermo: ( Epiftola 398. ad Guid. Ab., & fratres Arremarens. pag. 359. ex edit.Paris Volum. I., Cantui ipfe,Ji fuerit , plenus fit gravitate ; nee lajciviam refonet , nee rufticitatem . Sic fuav:s , ut non fit levit : fie mulceat auTes , ut mivcat corda. Triflilitm levet , tram mitiget ; fenfum litter* non evetewt , fed facundct. Non eji levts ja&ura gratice fpintualis, levitate eantus abduci 4 fenJuum utihtate; & plut finuandit mtendere vocibus, quam infinuandis rebus. Ag-

giungeremo quanto riferifce il Card. Bona (De Diviaa Pfalmod. Cap. 17. pag. 46a. Edit,

. m
r in1

3*
M

lprMM.IMtMB(tWal.aaM.|lMMM

Ma,w>iM>

**

zjz^z)i^zx| WgfeEE
pa cem D o mi ne

I-^I33.--S
in di e

::$:: :: ta =:

+ t

bus no

H cem D o
mi ne in di e -

:!=
bus no

ife||ili|l
ftris in di e in di e bus no-

*:;: :piirp.;iB5irs:9* i-d$iFb?-~ t r r 7r$irfcr~*:p! J, - . ftris da pacem Do mi ne

.LI

Cf

._._._,U,

da
t LZ$Z:$ZZA-:

mi

ne

- ^ - t c i : ;E?::i::i:|~iZ|iz=?==;
in di e bus no ftris

mi

ne

$3=3=@3=r
da pa cem Do

feyyllfitei
mi ne in di e bus no llris

Edit. R o m e 1653. 4 O Idem (D. Bernardus. Si tamen ipfe eft, de inter, dotno cap. 51.) alibi cuntantium vitia fie redarguit. Sunt quidam voce difjoluti, qui vocis Juce modulatione gforiantur , nee tantum gaudent de dono gyati*, fed etiam alios fpernu^t . Tumentes elatione aliud cantant quam libri hubeant, tanta eft levltas vocis, .Jvrfitan CJ mentis. Cantant, ut placeant populo , magis quam Deo. Si fie cartas, ut ab ahis laudem quieras, vocem tuam vettdit, V facts earn non tuam , Jed Juam . Habes in potejtat* vocem tuam , habeto iff antmum. Frangis vocem, frartge CP volu> tatem. Setvns confonanttas vocum , ferva iff conco< d a .-i morum. Cave ne fiiut deleSlaris altitudme vocis, deleter's elatiopt mentis. Merita pure d' effer offervato quanto lafcid f c r i t t o , come degno di riprenfione, il Poutefice Gioanni XXII. (Extravag. Dodla SS. Patr. tra le coiriuni de Vita & honeft. Clericor.) . . . Antiphonari!, CP Graduahs fundamenta defpiciant , igr.orent fuper quo ted fieant, Tonos nefciant quos non dtfeernunt, imo conlundunt. Soggiunge Guido Aretino, Autore da tutti riconofciuto per eccellente Maeftro del Canto feimo ( Tra ft. Form. Tonor. ex Codice Mediceo Laurent. XLIX. Plutei X X I X . ) Surt praterea C? alia mtificorum genera al.-s mmjuris aptata, come fono il Genere Cromatico. ed Enarmonico. Sed hoc gerus n.uficee quod ncs expofuimus, che e il femplice Diatonico Diatoho , peritijfimorum nuficotum vtrorum rafliune fuoviori, Cr vcraciori , iff natural* modulaeione conjlat pcrJeElum. Scientijfimut (f. Saactifhmus) nam-

33
f>m

CO

4ar4a=4=n
qui Ci' a non eft a

H2

^ iill:fr:t::i::
ftris qui a non eft a ftris qui a non eit a li us

?:!:iEE
ii us

* fflt| Z ZZ :f:z: ZZXZZ Z*Z:?Z ?


qui -

=BEES-Bf=t:|}:f?
in di e bus no ^-^

^z'zzzzxzz
ftris *
IT

^z:9Z
a

-<0>--}W5C n eit a

-z:U:_{*

:zi:

=oE=B=a=3^EB|5ja^
" * ' j" W-t"_i . Ql^.w.j _..

li us qui a non eit namque Gregor'us eujus precepta in omnibus fiudiofijfimc faiJa obfervat Ecclefia hoe genere compojitum mirabiltter antiphonarium Ecclefia tiadidit. Suifque dfcipulii proprio labore infinuavit , cum nufquam legatur eum fecundum camalem fc'iertiam fiujus artis Jludium percepiffe , quam certijfime conftat omnem plenttud'-r.em fapientie divinitus habuiffe . Unde conftat quod genus mufice. dum SanSlo Gregorio divinitus datur . non folum humana . Jed iff etiam divina aufiaritatc Juhitur . S.:nth quoque Ambrofii prudent'JJimi in hac arte Simphonia ac qua quam ab hac d.foidat , regula. nifi in quibus earn nimium delictarum vocum pervertit lafcivia . f'xperimento namque didicimut quod plurimi difjoluti mente hujus modi voces htbentes nullum pene cantum fecundum veritatis regulam . fed magis fecundum propriam voiuntatem pronunciant. maxime inanis glorie eupidi. de qualibus dicitur . quia ignorata mufica decantare jocuiatortm facit. ra CO "^ '1 Soprano , e il primo Contralto ritrovafi un Contrappunto, il quale repplicato dal fecondo Contralto , e dal Tenore viene a formare un Contrappunto doppio all* Ottava di fotto, flanteche il Tenore canta un'Ottava g r a v e , nel temp> ihe il Contralto fecondo canta fu le fteffe Corde del primo Contralto . Tra gli Artificj piti rcconditi , c u t i l i , che abbia quett'Arte , non v'ha dubbio effervi quello del Contrappunto d o p p i o , del quale lafcio fcritto il P. Camillo Angleria ( R e g o . di Contrap. Cap. X X V . pag. 9 4 . ) Dopo che il Students fard arrivato alia eogmzione del comporre a quattro 1/aci con facility , G> armonia , accomod<*ndo bene te Parti, conforme al Soggetto che havrd pigliato , dico che gionto cheji- a quefto tetmine , e volendo poi entrare nel numero de* piu fubblimi di si nobile projijfwne , bifogna di novo far Jludio ne" Contrappunti doppj , con il fafre I' djffervaiion loro, iff come fi voltano per grave, t per acuto, accomodandofli elegant! , eantabili , Q? armomofi . . . dalli quali deriva ogni artificio mujicale. 11 Contrappunto doppio, come infcgna il Zarlino (Inftit. Harmon. P . 3. Cap; 56.) non d altro, che una Compofizione fatta ingegr.ojamente, che Ji pub cantare a piii modi, mutando le fue Parti, cioe le acute in gravr, e le gravi in a c u t e ; di maniera, che rephcata Ji eda diverfo concerto da quello, she nelle Jltfje primieramente Ji udiva. E Varj

3T

34
< I

3i fz Ez~:zjzz!Eli||Si!:?3
us qui pu gnet p r o n o bis q'ui pugnet pro

' tsBz$3t *I*"$I*]ZAZZZ^


. () qui pugnet pr 'o o no no bis qui

T?t
H a non n o n eft eit a I li us q u i pu pu qui -

iz!=? i~ 3",=
g n e t pro pro gnet no no

il. 'I HI

*=*5fe
T - a non eft i a li us

ZZi-A-AZlte
qui pu en et t pDn g ne ro-

as- ~$
|l' II

:z?zi$zr ; i^z:$: _A^_A-(_^__AZ^zznizz)z


pu g n e t prf.. no

liSilliii^ii'lii
q u i - a n o n eft a qui p u gnet pro no ' *' V a r j fono i m o d i affegnati , e praticati da Maeftri p e r r i v o l t a r e i C o n t r a p p u n t i d o p p j . P e r m a g g i o r chiarezza li r i d u r e m m o a cinque fpecie . La prima fara quella , che pofto u n C a n t o f e r m o , o E c c l e f i a l t i c o , o I d e a l e , o q u a l u n q u e C a n t o ad a r b i t r i o d e l C o m p o f i t . r e , fopra di quefto vi fia una P a r t e in C o n t r a p p u n t o , la qual e , ftando f e r m a fu l e fteffe C o r d e la P a r t e g r a v e , fi trafporti al di fotto la P a r t e acuta in varj m o d i , c i o e a l l ' O t t a v a , o alia Quinta , o a l l a T e r z a , o alia Sefta , o a l l e r e p l i c a t e d e l l e n o m i n a t e C o n f o n a n z e , o p u r e al c o n t r a r i o , ftando ferma fu l e fteffe C o r d e P acuta , fi t r a f p o r t i la g r a v e fopra 1'acuta in varj m o d i , c i o vedeli praticat o d i f r e q u e n t e n e l p r e f e n t e E f e m p l a r e , e fingolarmente dal P a l e f t r i n a , f e c o n d o P E f e m p i o d e l f e c o n d o T u o n o ai N u m e r i CO CO e C O > fopra l e p a r o l e : Pofl fluxcc car nis fit ex lebete iffc. _Q 53 _ _ j _ i
-nr_)_i_^_0-hp-p_(_-4It's ' H'y~> ~*~*

E^jgriffiE
--44-t

:?EEt
-4Q)-

SEKaaa ^J^
^-.-. ttf

^LlSt
*rli

p Contrap. in parte acuta.


-HI'i XZZJBC 4-

Coutrap. all' Ottava fopra . -ti J m-m

-eP-44-P

Parte g r a v e .

n~

Contrap. all' Ottava fotto t * f r !~ n

5 3 -H53: Z t Z Z ~ -ft
44

j .

Cj
1^~H_r S"d m^zz\zzrzzz\:z\

i i v i Contrap. alia Terza fotto . xa._|r_ : | - :

LP

-I

--

_jj 00..,. p_"F-4I I

Contr. alia Dceimaqairita fotto.

Contrap. alia Dctima fotto . La


/

35

zzttz
fi no ens . . ^
ni

BEm5
fi

IS

tu

De' -

"A"$"

z! =i|I:| % '^=B:i|*=r?|H -J bis ni fi tu D e


pu gnet pro no
(#)

g3: 4* fc$: w -I_ L...


..

us
- H *

qui pu

gnet pro no

bis

ni fi tu De us

: ::iziizrzzzlz zizz|zz:iz;ziz^ 3=iibi=3 A ,


Abis qui pu gnet pro no
bis

:t
ni

>Z1>I
-. fi

2tuSDfec-=
----
tu D e

35

ifcjzg

:"8fc^Ej&^g|E
bis
qui

pu gnet pro

no

tST * " bis

_^

I .f.j

^! T3Tt -ni fi

J&

.
-

H^

La feconda Specie quella , in cui fi trafporta tanto la Parte acuta , che la grave in varj mod!.

sz^s^Egzflttz
i * i i

1-

^ : | ^ ~ - z z r - ^ : - - - - r y . .Z^Z^ZJ: f F c ~ : 5 J - . ^ :
)

f?ZZZ53 *

-44-44-11

i ^ -

14

Parte acuta.
Q. --+-- -_-444s,

ft. Parte grave alia Decimaquinta fopra.


4 4_
1i Ht |H<)

i t

Parte acuta alia Terza fopra .


-.ri u.

i-tt-U

-44-H

1 ' - - W H - l l <-:-J-44-ft

Parte grave.

Parte acuta all' Ottava fotto.

Parte grave all Ottava fopra.

3
-.e:-

Q.-P^rav^z^Srrzzzztzztzzjzt 3=
f i 4 H

! I I lo-j
::cL:
_-

5^

)|I| I I

H I

f*8d:$zzf
J *

Parte acuta all' Ottava fopra.

Parte acuta alia Terza fo r P a

Parte acuta.all' Ottava , e alia Terza fopra .

zrzjizzzzzzzzztf-sjv*-t~=.
I

-__^i__.

:Z=|lEBE?l5s|3n;
Parte grave alia Terza fopta. a

->

Parte grave all' Ottava fotto.

II ul

zSE ZZI=1:ZZZ[Z:.ZHZ z
If '! !'

.^zzzz zv_;v:9:;_|^r n . i . i | ; f . -B-Htu De us no - "I iter.

fi"
" - _ .

_B

&

I-F
^

fter.

^i=EEiiiiiiiflJii=
tuDe us no

"EJ

Iter. La Terza fpecie , nella quale fi trafportano in varj mod! pure le Parti per mote contrario , or 1' una , or 1' altra , or ambidue .

fcr^ ^ssm^^m^^^~i?zi^u^
tt P Parte acuta, ZAlla Terza fopra per moto contrario. :53zzf:-

:|zzK=1Z-rt-=~

-4)t

*rfz4

4-44-

H4i)iti-

-c^-j-j-t-^ Alia Decima fotto.


I53ZZZ1
1

ZZZZZ^l
+-+

E=fft
1-44

-Dzz^r h e i z r ^ - ^ ^ f ' "


44
l i f t

-tt-rw:

fl-==
All' Ottava fopra .

Parte grave.

Alia Quinta fopra per moto contr.


I

^dzJzirWzf -_->--44-2
~ H _ _ _ ti
_!_

t1 t f - U _ _ P - . s - j - _ . _ -- 4 4 -t-lI4 hH'H-U -Sl-H-44-hF --7-l -I - f t

-=-- 1 I-11 -H I z^zfz|:zzzzz^zzzfz^zzizz__r-rT-|zz

zzzz!zrjzrzrr$rzzz5z!z-k
~-53 z -j : t E = z z 1 ="

Alia Terza fotto per moto I contrario.

za: :pzzzzzzzz^zztzzzzzzz-zzf - z_zzzzz__ zzi:zzzz zzz.zzzz|{: E

--C3ZZZtZZ(jyZZZT:Z# i i .I 1- + Parte grave alia Quinta fopra . . . , . ,-. , al cont.aTio. Amb.due le Part. all'Ott. fopra. -_. :^Z-Jgzzzg-|z^|Z53zzzzz 5 > j:zz^zzz53z:|: :

tk\

4 4

Alia Decima fopra per moto -" e " Parte grave alia Decimafeconda contrerio All' Ottava fotto . fopra per moto contrario . La qrta Specie 6 q u e l l a , in cui fi praticano li trafporti, come nella Seconda, c nella Terza S p e c i e , con la coi dizione , che vi fia un Baffo, che ferva di bafe , e di fondamento alle Parti fuperiori, fenza la qual Parte fondamentale on fi poffono cambiare

37
blare fra di loro le Parti fuperiori, e quefta Quarta Specie d d' inferior coadizionC delle due p r i m e , abbenche molto praticata, e piu facile da efeguirfi .

fzzz-zrzz5a.ziz>-3.^53:|zzzz53 nzzzzz S==SZ fzzzzzzzzzzztzzzr' 3=P . H~-zzzzzzzty: ZSL jjzzt 1I-1 14- -tr-~= 1 1 1 14-= r"> *4- =
- i i

3
I.= a
n

Parte acuta. fi Parte di mezzo all'Ott. fopra , p -44-!t i - t HZ-ZZZZS-! -_ -44-E zzzrzzz^Jz - - - ( - Q -ff~ t4-y Parte acuta alf' Ottava fotto .

Alia Quarta fopra

_ s - J - 0 - - 4 4 - H 3 3 H i i - H - J Szz. _ ZZZ

Parte di mezzo.

Alia Quinta fotto Ai


-4I4M-4>-dH TBJ

a:;

j^zazzzztozz&ZjZ: t W 5 h !rzzEEz?:SEz_^:z^z4ztzd
l=

i I - * -r-r-H

r P _.

"fe----!r".-n~tE?tzz53-l ft-u-53 izjss^^izH Jzyzzzzzz


Alia Quar.,e alia Sefta fopra. f\
H _ _

53ZIZZ

=3

zzizriizzzzzzzzz'zzzzzztzzzizz'zzzz :
.". Parte acuta alia Sefta fopra
jLZg #-n

Alia Sefta fopra .

*==^&*<*J&zzr+
4-V-3I-

j 1 hi 1_.^_|__,

1
4

44 t * 5 3 , _ , i-ZZJ-5__J 44-S J i - H - ' i

All Decimafeconda f o t t o . Alia

--P--

z{zzz*zzzzJtzSzz^
:
ft#i

:zzzzzzzz|z: zzz^zzzzE-^.-Z^z:
:

Alia Terza fotto

Parte di mezzo ail'Ottava lotto .

La quinta Specie (che e d'inferior condizione della quarta Specie,ma molto piii comoda al Compofitore), e quella in cui nel variar fra di loro le P a r t i , variafi qualche Figura , o qualche lntervallo, fempre pero foftenute da una Parte fondamentale. Quefta Specie di Contrappunto doppio viene ad alfomigliarfialle Fughe d'Imitazione , nelle quali la Rifpoita corrifponde alia Propofta , o di fole Figure , o di foli Intervalli, o di Sillabe f o l e . Se ne vede di quefta quinta Specie V Efempio praticato dal Paleftrina all' Efempio I I I . pag. 2a. fopra le parole ad Fatret noftro/ , cosi pure: iff fimmi ejus.
_ C |

:zzEz|eI: ~f" 5 3 : -44^-1. ^-irxdzzzzzzz5zzzzz_q__q:zzr!' -4-44 _ _ndzt_ +4 :p^zzzzz-zzz.]fzzz53zz]zzzpz-zz53_, Hj -4 1

P^.

- 4 - -

FEZZ-:

!zzz53.:t

IT

zzkzT: ZHzj-1

1 F-.

Hj -

ZZlJt U Z_ZZl"ZZZZi^H^LZtZZZZ4l

,_zzlzzz}-|:zz| J&
Parte acuta .

z|

$.

_-|ze.^i_ T

pp* 1

z%

|Zj Parte di mezzo all' O t t . fopra . p] Parte ac. alia fer. fopra.

z^zzzzzzzzzzz z:f:zzzz5zz^ 3 j g 3 = l i rz^^zzz:z|zpz-zzzzziTz5zzzz^z


Parte di mezzo.
-,
14 - ( I 1 f444

Parte acuta all' Ottava, e alia Sefta f o t t o .


_-F--) F(O P* 4-1 J

Parte di mezzo all' Uniff., e ilia Quinta fopra .


O * #-: 1 :53ZZZZZZZ| a# 1

=Lzfl^I^-^alz^ zzzzzz'zzzzt

3&
zfe
-l

1-1-3w' 4>

-5a_.
:J=\
- i -t

* ZZZ53 Z
4 Z=J

_fl.

flzzzzzzzz^

-o-j

zzt-H44-U-44-E 44-F

Parte di mezzo all' Uniff., e alia Terza fopra.

;?_.,ezzzzzzzrzz^zrz^zzf izEEEEEEI-EEl
& !--?J-< '---4~5=SS1 IOl 1-4-

3 P a r t e di mezzo sIl'OttavaQ Parte di mezzo ail'Ottava al contrario. acuta.

&

zlzrzS^
H4-

,+f_U - Q -( m -P-O-14-S " - O - H I H-H1 I j -h-a!

ff

igz^rr

Parte acuta all' O tava giave

Parte acuta alia Dec. grave Parte di mezzoalla Quin.fopra al contrario. al cor.tr.,eparte ac.all'Ott. fotto.
-44
-44

al

i)f_,^_

qEiz-^4^ 1-1 H
i--1

--14
*

,i(

i-l - j

-44

53. t : m-?-jv

r-ES

#
H

-H
i

-i

- 44

-44-

1-

ft* -P-4-
-I -( 1-4 +. 1-^ 1-

--

(Quanto fia utile , e neceffario a' Compofitori di Mufica 1'efercizio, e il poffcffo de' Con-

a :-

trappuati doppj, ajrileva dagli etfetti ael comporre Fughe di qualuaciue Com fopra dvl
Caatf

3*

Refolutio.

1-5fEfellBrE HES*:5 5
Si cut e

<%(.<
f i -

?M
Si cut e rat in prin-

rat

V I. Efempio.
I l l ll
:

=ppj|=fc=Z2 czxzrGz

H-r-H-

1^Cripfi,nMrtlci.'\-^S!mfiJ""'f"-

TO-~1( i ) Si

:.taz " f i
cut e

tea i.H-:Hitztnzi
rat

. "' '.

"' C O

&tr:.3t4 zz:
Si cut e rat

in

pun

cfcx4
in pnn ci pi o

5lteM:
Si cut e rat

C*)iu priucipi-

Caato fermo, Canoni, Madrigal!, ed altre Compofizioni, le quali non pofTono ridurfi a perfezione fenza la cognizione , e poffeffo dei fuddetti Contrappunti; e fe al giorno d' oggi ^ quafi perduta 1* Arte delle Compofizioni accennate , cio proviene dall' efferfi perduto 1" ufo de' Contrappunti doppj Di quefti Contrappunti pero piii opportunamente affignando le r e g o l e , che devouo offervarfi per praticarli, ne parlaremo altrove. ( O Su '1 principio del prefente Efempio ci fi offre un diverfo metodo tenuto dall' Autore di comporre fopra 1' Intonazione del fecondo Tuono del Cautico Magnificat. Dal Tenore vien ptopofto il principio dell'Intonazione del Canto fermo, formandovi fotto un Contrappunto il fecondo T e n o r e , e il Baffo; dopo di cui vi corrifponde il Soprano, che profeguifce fin' all' ultimo il Canone ail'Ottava fuperiore, e i due Contralti formano il Contrappunto quafi confimile a quello delle altre Parti g r a v i . Quefto modo di comporre tutte le P a r t i , o g r a v i , o acute da f e , fu chiamato da' Maeftri di quei tempi Contrappunto a Voci pari. Segue il Tenore una parte del Canto f e r m o , che profeguifce pure il Soprano; ma" le altre Parti vanno Contrappuntizzaudo con qualche Imitazione fu lo fteffo Canto fermo . Un tal fnetodo diveifo da quelli efpofti negli Efempj antecedenti ha il pregio fingolat e , che il Canto fermo viene compofto ad imitazione d' un' Eco all' Ottava a l t a , perche a piccoli pezzi viene difpofto, quafiche il Tenore fi fermaffe per afcoltaxe la rifpofta come in Eco del Soprano , il che non pud recare che p i a c e r e , e diletto all' Uditore. - < 0 Nelle parole in principio, per lo fpazio di fette Cafelle, tanto il T e n o r e , che il Soprano fono obbligati dal Canto fermo a fermarfi fu la Corda della Terza del Tuon o . Da cio ne nafce un fmgolare artificio; per fpiegare il quale, noto ai Maeftri dell'Arte , come una Nota ferma in una p a r t e , che fia fuperiore al Baffo, porta feco varj accompagnamenti, fopra tutto nella Parte del Baffo, che ferve di fondamento alle a l t r e . Qualuuque Nota pud aver per bafe e fondamento o u n ' O t t a v a , o una Quinta , ed anche una Terza , o una Sefta. Quindi da cid varie Armonie fi form a n o , nel t e m p o , che una Parte foltieae una N o t a , coiue chiarameate fi vcde dal

fe-

(Jfjt* nunc

.1

CO

CO & nunc 6c lera-

i^zXJ-XH'--4I
feguente efempio S*"H"^ o

"Q" i n c u i rilevafi, che il Cfolfaut,

abbenche

fi mutino gli accompagnamenti Armonici , refta fermo nella Chiave del T e n o r e . Percio 1' Autore di quefto Verfetto, ftando fermo il T e n o r e , e il Soprano vicendevolmente nella Terza , e nella Decima del Tuono , il Baffo al fegno f<) forma Terza al di fotto, al fegno (&) Quinta, al fegno (c) Ottava , e pofcia al fegno C O litorna alia Terza fotto, o fia D e c i m a ; e in quelto modo viene a variare 1'Armonia ftando ferma o 1' una, o 1' altra Parte in un' iiteffa Nota . Che fe avefie fatto diverfamente, cioe con reftar ferme tutte le Parti in un' ifteffa Armonia , e cogli ftefii accompagnamenti, ognun ben v e d e , eke in vece di recar diletto colla diverfita degl' Intervalli, avrebbe generata noja , e difpiacere. ( O i n quelto luogo forma la Cadenza media del Canto fermo il T e n o r e , cosi pure tutte le Parti del Contrappunto vengano a cadere nella Terza del Tuono ; indi al Num. C4) repplica per ragion del Canone il Soprano 1'ifteffa Cadenza del T e n o r e ; ma le Parti del Contrappunto mutano 1'Armonia, e col Baffo vengono a cadere una Terza f o t t o , formando c o i jatfo la Cadenza imperfetta di Settima, e Sefta, e con cio 1'Autore dimoftra in quanti modi fi pud variare un'ifteffa Cantilena. C5) Paffa di poi il Tenore unitamente col Soprano alia Cadenza finale del Canto fermo vicendevolmente con le due accenuate Parti del Canone, foltenendo la Terza d e l T u o n o , come abbiamo veduto qui fopra al Num. Qz), con quefto divario, che mutafi I ' o r d i n e , nel variare 1' Armonia tenutafi qui fopra. CO Forma il Tenore la Cadenza finale, e vi corrifponde il Soprano, variando il Baffo, ora con la Cadenza di S e t t i m a , e Sefta come al Num. C O ora con la Cadenza ordinariaf, come al Num- (j) fermuia in fine il Verfetto con una Cadenza Plagale , afliue di condurre il Soprano a terminare il Canone nella Terza del T u o n o , che gia deve effere m a g g i o r e , abbenche non fegnata , rifcontrandoli In quelto Autore, che alcuni volta nelle Stampe delle fue Opere trovafi fegnata col $ 1'ultima Terza , aobenche la Compofizione fia di Terza minore , e alcuna volta non trovafi fegnata per le ragioni indicate di fopra nell* Efempio IV. Num. ( 7 ) del primo Tuono. " *

0 1' 't 1 f M _ D . - ~ 4-4

5=fc=* fzl+fczxzzi iz!iiziz E 3 3 E zEEz:


t-l I tfii nunc & fem

<-_LL|- .1 _ r < -j:-|-f-uui"

izxzzfz:
_ * - * _

i-j-

ier ci nunc 01

I$:I:Z:.
per & in las cu

.
la

^z5zr:iteSr?
per .*. fem per , 1

fa:

it
W.

~ c* f e m ^ per '

Z*|?pl;|gg
& in 1* cu la (5) fe cuin '"

f -I:b-zS zzzQizztzzztzzzpiznz: Z$Z_$: HJUUiUJ


' & ft cu ^ la

-3
&" in fat cu

-1 ..__f|j Jt $ f !5ii?z f -J*? ?:i?;zz5zz


4 -*&

tt

azr-z.-n
__A:per (JJ & in fx cu ^ p cu

s / & - nunc fit fem fem &"-'iiunc&

/,-, C 4

A 1 - . - -x - w - r a &v nunc C * fem per & in i* cu-

:3
rum n

Per

frt~ynr

I
hi J < t

zd_t:i:.z5}zZ4Zjrzzizzz{ziz/z = t
la
r /

E=fci=ft=&
I'x cu lo rum (-^

T j A"t

Z-ZJEZZZ

S i I I I ' . S - I - . - I I I I I x ^ L - -[-.j^-.., lo . - 1
rneu

fj"

T -

lo rum <

men fa

cu lorum A

mcii fa:

cu-

14 la ^

r; , r ft
. fae cu

fSfi^
lo turn
I .

A
A.! . W

men

zBitzzt3.iziiz izij'z AZ$IZI| .yX X-j-'iIzxi


ZoZZZZZZ 1$ $Ii?I^I XZZZLIUX 5 i - i AIXl
f s cu lo run A -

~i+;:$: A ' ^
rum A-

tiieu f;c cu lo

:p:_= te$:i|z?|ziil
la fx cu lorunt

m
A

:t:
i . f6l (6)

-fi
mi men

m mm -:':_.. I

41

(z
H

M | . M W M ' '

" * l ^

'"izzzzizzzE -J=-.. ^ :t;.. -. p,


A men . f.r i:r

tz^zzfcr
, . cu cu io 10 ru 1 iu 1

-?^

:~>

fa;

cu

T lo - rum ,

A men

fx cu lo ^

Li

Io

rum

t l = :
cu lo rum A

"Sz~ zzzHzzz: zs
men

fx

men

ztbszizizi zpzz|zf?::i:
r-f C O
men
fx
CU c u lo * /-x

mm
, fas

ll=lliiiiIll^l=i=E|ili
cu * ' lo rum A men fx

:izzz_ziirzii:z:
men
* - *

__A-'-_-Afar cu

:$i
lo rum A

z@zzz$zzizifzzzi$iz: :*:$zz$i rum fct in fa: =s}^===*


in f;e la i t cu iuia

s-

:zzzzfirzvzi$:
iae , ^ c u lg r u m

cu la

|:zOz|i|pii|ii|-A_L
fx fx cu lo rum A

:prt j C tH
?
fav

Tmen"S-

a-f.
1 .

zzazz
fa:
Y*.

c u lo rum A ^

_ _ _

1 _

men

rizzrzzzz' T-.'Z^4ifit*xz!E_iii!Li]. .XILSZ izizfizi

=p=f
mA I lo raia

.I-A._4_;=:
& 1 . 1 -x_....
Hi

men
Jw^Li

<* r

:tzzzz$i
*

3t
men

z=fx
f-

cu

^2

Oil I

41

fzi4 1 5 1 =
i I
mtjm

^-~B-men /^:",,,
_y ;

1 IZZ

z>=$z d ^ ^ ! ^ f e [ : ^ ^ ^ ^
MP

*W
4kT

H/^v

fx I J cu iorum A

men.

Mum

ii T^i-T
cu lo rum

"*'
A men

fe*==8
- _
. * ;

ou lo

rum A

~ifez{ i S j s f f i i p i i iIZZE
__" J _ _$_jj. $ . 1 IL J i l
fx cu la let cu lo

TTTyATT}

y _ _
men

.V

Sty) DoDbiamo in oltre avvertire, che prima di far ufo della Cadenza Plagale, per lo piu praticarono i primi Maeftri dcil' Arte di formarc la Cadenza ordinaria nella Parte grave daila Quinta del Tuono con la Quarta rifoluta in T e r z a , e accompagnata dalla Q u i n t a , che cade nella Fondamentale, perche" quefta Cadenza, ( l a quale accid fia perfetta viene formata da tie P a r t i ) , coutiene in fe tutte quelle condizioni, che richiedonfi in effa , fecondo la Definizione data dal Zarlino ( lnftit. P . 3. Cap. 51. Ediz. 1573.), che cosi ft efprime: Li Ca.lenz* e un certo atto , che fanno le parti della Can.ilena cantando ivfieme , la qual dmota , 0 quiet* general* dell' Harmon! a , 0 la perfetione del ferf0 delle paroh- , Jbp>'a l-e qunli I* Cantilena c compqfta . O vtramente potiatno dire , che ella Jia una cert.i termination* di una parte di tutto 'l tonc-ento, CP quafi me^ina , 0 vog'nam dire finale tttminaUone, 0 diflintione del conttfio della Oratione . E lo confer ma pure il P. Gio: Maria Artufi. Arte del Contrap. Ediz. i$08. pag. 61. Cadenza dicor.o quefti Mufici e una certa finale Urminatiane di -tutto il cor.ccnto , ovvero contefto della oratione , C? $ a ft miglianza del punto fermo nella oratione, e non fi debbe ufre fe non quando la Jentcr.za perfetta delle parole . . . e terminata-. P. Athan. Kircheius Mufuxg. lib. V. Cap. XVI. J. 1. pag. 303. T o m . 1. C O In queft' ultima Cadenza tanto il primo Soprano, che il primo Tenore vengono a cadere in G fol re ut, Corda finale del fecondo Tuono trafportato alia Quarta fopra per b molle . Da quelio G fol re ut, che viene foltenuto per lo fpazio di tre Cafelle, affinche le altre Parti poffono condurfi alia Cadenza plagale, rilevafi come i Maeftri nelle Compofizioni a piii di quattro Voci , hauno fempre praticato di porre tali Corde pi h tofto in Ottava, che in Uniffono 5 perche (effendo per fe V Ur.iffono_ privo di Acutezza, e Gravita per effere un' i/teffo Su^no), won produce alcana varieta d' Armonia* come fa 1' O t t a v a , la q u a l e , abbenche Equifona., cioe *quiva!ente all' "Uniifhno, 'ha fe non altro la diverfui dell'Acutezza, e Gravita* cfce feue- l e qualisaj le guala coftiiuifceno I'lutervallo., ili CHI e privo V Uniffono*

SSEBH

43

TERZO

TUONO

AUTENTICO

La di cui corda finale e E la mi grave.

contenuto il Terzo Tuono nella quinta Specie dell' Ottava divifa armonicamente, che ritrovafi tra le due corde eftreme E. e., la qual' Ottava e compofta della feconda Specie della Quinta E. *1, e della feconda Specie della Quarta \ e. pofta al di fopra della Quinta ( i ) , come dall' Efempio:

Quinta

Qu uarta.
-A_.

B =

b=2Z2

-A-

= 8

:zz:

Quefto Tuono, abbenche di raro (2), fi trafporta p e r b molle alia Quarta di fopra, come qui in appreiTo.
Quinta. Quarta,

T=-*

rir=d= :8a

Le Compofizioni di Canto fermo del prefente Tuono hanno principio in una delle cinque corde I). E. F. G. (3). Le Cadenze Regolari di quefto Tuono fono E. 4 e G. Ma ficcome la Cadenza in t\, come avverte il Zarlino (4) non ha Quinta peifetta naturale, percio praticarono di farla in a. La Cadenza media dell' Intonazione e in c. Le Cadenze finali Romane fono in a. G., e quelle d' altri Riti in c. % E. (5).
F a (r) (2) (3) C4) C$) TERZarlino Inflit. Harmon. CF. 4. Cap. 20.) N,col.WolliciEnchirid. Mufic. lib. 3. Cap. 7. Zarlino loc. eit. F. Stephan. Vanncus Recanet. de Miifica lib. 1. Cap. 51. Zarlino loc. eit. Fed* nel prima Tomo della Storia dell* Mufica lav. II. pag. 381., e tav. V. pag 35,8.

44

I. Efempio
D<7 P. Cojlattzo Tort a.
Antifona, che la Chiefa canta nella left a della Purifieazionc '.

J
Et timora

Et ti mo-

tus

)i

'

'

C?)

'P'.'-'lftll

Zi

Hiftggg^5EZil _r4Jfti=?p:_-H:=zt=:!is
Ei timora - . tus ex-

3S-HSi m e on )u ltus.

<wm
tus U* ex pe * . * * JJW
Cll

eta bat .re U41 | E

Ci

d e m p t i o n e m l fra el

&Spiri-

|z$zr ZZZ::T;S|;i
ex pe - da bat r e ^ d e m pti o nem I fra

3fe=jC
el

sSv^Q
& Spi ^ ri tus

pecta

. bat re dem

pti

nem I f^a

el

& """ Spi ri tus""

tzzfcft
Ni
da

POE
bat re

Ei==
o

#t-=5====^pcg
I fra el & Spi-

dem pti

nem

I 1 II

. . . . . ( O l a prefente Antifona d del terzo Tuono mifto del quarto fuo Plagale, perche" fopra le parole JJl-ael il Canto fermo difcende alia Terza f o t t o ; ed e imperfetto il Cant o di queft'Antifona , perche non afcende a i l ' O t t a v a . CO Al foggetto dal Tenore propofto rifponde il Contralto all'Uniffono, e il Soprano in parte d' Imitazione alia Quinta fopra . Quefto Soggetto e vivace , e vien condotto felicemente con artrficio fmgolare, chiarezza , e'naturalezza. Xi) Ecco uno degli Artific; da'prim i Maeftri praticato, e che fpeffo s'incontra nel p r e fente Efemplare, cioe di cambiare in qualche giulta occafione il Tenore in BafTo, acciocdie vi fia fempre una qualche Parte la quale ferva di bafe , e fondamento alle altre P a r t i . Anzi alcuna volta incontrafi, che non folo il T e n o r e , ma il Cont r a l t o , e abbenche piu di r a r o , anche ii Soprano fanno 1' ifteffo ufficio. Sembrari Itrano ai Compofitori de*noftri tempi un tal anificio, perche affuefatti nei Contrappunti a piii Voci di tenere riftrette le Parti entro i limiti di poche N o t e , rijruardo '.'j. afcenuere, o difcendere, p o c o , o quafi nulla s'ingolfano nei Contrappunti artiftcio.i, ove le Parti coll*eftenderfi ciafcuna entro il corfo almeno di u n ' O t t a v a , vengoao per necefffti in alcuni cafi ad incavalcarfi Puna con P a i t r a .

Hll

zzzz:zzz
I-- ", tus San ~\ ban ftus e < rat ir ftus e rat cum e -3-

"T

San

ftus

rat in

mm
e o
: - "

Cgi-i|==gB--in e C4)
O.

* = = *
ri

=s*

-t-

=*=:

San rat ftus in tus o. C4) Avvertafi , che ogniqualvolta, che il Canto fermo vien pofto nella Parte del Baffo i Maeftri d e l l ' A r t e , per efprimere a dovere P ultima Cadenza, hanno variate le ultime Note del Canto fermo, le Cadenze del quale fono piii tofto proprie delle Parti fuperiori, che del Baffo, e cio fu da effi praticato, affinche la Cadenza fi rendeffe fenfibile alle orecchie degli Uditori, Confeguente, 0 rifpofta del B tfto *

:B"

:iizz
11. Efempio. Di Gittfepp* Zarlino . J - -_P. 3 . Cap. LXVL Harmon. lnfii. "

:iz:z

giZZlZIZ

zizztzzzz

zzz:-zlizzz:!^:^"^"^"'
contrarj.

Fuga legata , 0 Canone alia 1 3. per movimenti

CO Queft'Efempio fopra d ' u n canto f e r m o , o ideale d e l l ' A u t o r e , o prefo cia qualche Rito Ecclefiaftico, che egli non efprime , merita qualche fingolare offervaziane. Praticarono per lo piu i Maeftri nel comporre fopra il Canro fermo di qualche Antifona , o lntroito tutto iu una fola Parte efpreffo, di proporre con le altre Parti del Contrappunto un nuovo Soggetto diverfo dal Canto f e r m o , accio fempre piii da tal diveriita rifaltaffe l ' u n o , e P a l t r o . Praticarono alcuna volta diverfamente, cioe di prendere qualche Nota del principio del Canto fermo fervendofene per Soggetto della Fuga . Ora in quefto Efempio il celebre Autore ha voluto unire un ' metodo all' altro ; imperocche prende per Soggetto il Contralto le quattro prime Note del Canto fermo , a cui rifponde il Tenore col profeguire lino al fine il fuddetto Canto fermo. Al contrario il Baffo introduce un Soggetto tutto diverfo dal Canto fermo , a cui rifponde per moto contrario alia Decimaterza fopra il Sopran o ; ed ecco aflieme uniti i due modi defcritti di comporre fopra del Canto fermo. Que-

=t f i q t E ::_:!=r

i i irl t44" -ygA^ = ? ~ fr^Tf^TfjI t ffi rj-^il-i-$-p-^-5--=f-i-

(Z. J ZZ.*""--T-rT"~i""Z"Z"[ TT~$;'~A~f

A.'" **" &9

]z_zz_
j
3_
> i

If

II

Quefto Soprano , Tifpondendo al Baffo , forma , come dice P Autore C Inft. Harmon. P . Cap. 6'*. una Corfeguen%a per controrj movimenti, il quale nome di Confeguenza equivale all' altro vocabolo , di cui fi ferve P ifteffo A u t o r e , (loc. eit. cap. 5 1 . ) , ehiamandola Fuga legata , e fecondo la Scuola Romana Canone per moto contrario . Quefti aitificj , quefti labotiofi impegni fembraraano facilmente aiCompofitor! de* noltri giomi fatiche inutil!, e piii tofto conducenti a corrompere il buon gufto , t h e fi vuole fia counaturale, e intrinfeco alia noltra Mufica. Ma io penfo, che prefo ccn modcrazione un tal Efercizio da chi defidera di giugnere alia perfezione di quefta Prcfel'tone , poffa recare gran l u m e , e vantaggio , affine d' impoffeffarfi d e ' l t Regole piu cfeuziali del Contrappunto, e di vederne la loro amp'n eftenficne efercitandofi ad efempio dei Pittori , i quali con ogni applicazione well'Arte del Difegno, (che nella Pittura equivale all' Arte del Contrappunto nella M u f i c a ) , vengono a renderfi abili , e capaci al dipingere lodevolmente , e con factlita , die nella Mufica corrifponde alle Compofizioni o per Voci , o per Strumenti ; e ficcome i Pittori efprimono nel Difegno gli atteggiamenti piii fiugolari, e piii difficili delle F i g u r e , e delle loro parti, per fempre piii giugnere alia perfezione della loro Art e , cosi ancota hanno praticato i Compofitori piii eccellenti di Mufica di efeguire le maniere piu difficoltofe, perfuafi c gli uni , e gli altri di quel celebre detto: Arte peifziona natura.

/-H-S5"

III.

Efempio.
Quae vox qua: po te rit

Di Gioanni Pier - Luigi o{ da Falejlrina.


Eft rat to dall' Inno delVefpro di piu Martiri.

tB;
zzzjzzI3L._U
Qua: vox

r-riqua: vox po te

i||i|:J3:i3:
rit lin -7. .Juv-**Si

m
gua rete ^ lin gua

M
xe re lingua rete

zgzzzzz$i

iiSiiiltiiiSilfi
K " aVT

ziEizijziEzIzpiz^P
lin qua r e -

lingua r e t e

-1

xe re

qua:

po

te

rit

^^:^^^^?|!|p4z}3^:z*==ffr.
qus po

:z\: t e

lit

re

te

xe re

CO P e . r ben comprendere il merito della prefente quinta Strofa d e l l ' I n n o , eonviene in primo luogo confiderare con diligenza la iingolar qualiti del di lui Ca.ito f e r m o . che e il feguente :

Hitz^:
g_E_Ci.s--

at*
i-

I__I_^_HI 1
ri bus muncra pr^c paras

QvcCVuX qv* pot' rit Un fun rete xe re qua' lu Mar ty

, _sa_j w $u f bri* T*u.'n nam tui gi if do Sanguine iau r re is di tantur t itc n ne FZ*I g. w Ljvng.u* ne iuu e /J d ' tuniiiT ; /fui ' ^"' pidis. (US. Viene ufato dalla Cjjiefa fopTa tutte le altie Caiitilcue negl' Inni un Canto piii feftofo , e giulivo, non mai pero dify'unto da quella decenza , e ferieta , ehe richiedefi nel lod:ire la Maefta di D i o . il Canto di quefto Inno fopra molti altri, rifveglia negli Uditori , a chi ben vifklte , iraa ce<rra alles;rczza , innocente piacere , che muove gli anirni degli Uditori a lod'.ire con maggior fervore I d d i o , cd efultare j>er la diftiata g l o r i a , che godao in C i d o i Saati Martiri, Offervifi topic il Canta

m-+M

+ H

- |

Z""^

re

" q u T t i r mar ty

ribus

qui- tu"marWjy

ri "bus qua:"

tu mar

T.t\'

t-+ te

xe

--4 re qua: tu marty

'- .T*"* ri bus

_ qua: __ ttu ar tv u nl mar ty - ri bus

" 1 ' - 9 pe
' *~ quae tu marty ribus marty I ii bus . r> \ fti.."

T___ir

Z -}-"#_4+I>jT""t~i~rZ." mu ne ra prar

==d=====!Ii=t=
ri bus mu mu

nera pta.pa ras nera pis *" pa

mm
>J_ ^

izz:ii:z4:*::fi:*:
mu ne la prx

ras pt*

pa ras *r ne ra di quefto Inno rendefi grandiofo cominciando il primo Verfetto dalla Nota di fotto del?a Nota finale, e pit una fttic di cinque NoW profeguendo fino alU quarta del

Quarta fono fra di loro diverii per ragione di Terza m^wxe il primo e di Tuono di Terza maggiore, e il fecondo m Tuono ----, ; quindi per Puna , e per P altra ragionc veftono la Canti ena di una certa quanta, piccola che eccita , come fi e detto , nell' animodegli Uditori, (alva la f e n e t a , efperefultazione, ogni qual volta venga efeguito perd il prefente Inno da Canton ti nella loro A r t e , e fpogliati di quegli ormmenti, o abuh che pur ttoppo fentono introdotti ad in itarione del Canto figurato nel Canto fermo . Deve av tirfi, che la mozione degli affetti prodotta dal Canto fermo non e 1 ifteffa, t h e ^ " J prodotta dal Canto figurato; quefto non folo per mezzo della Melodia , ma lepra luii delP Armonia, della Modulazione, della varieta delle Figure, degli Strumenti, aeu mefcolaazafrequentediquakhe Corda del Genets Ctomatico, e di altte quanta, "

49

A- . .--. }TZZ^3!I5CA"""""* X I I
ru brmam flu i do flu i do

-:.zm:l IX ZZZ'Zffi filSIZI


~^z
San guiu'e lau re is

i3

9==3 fefc:
rubrinai flu i
1

do

San

gui ne lau-

r^

briram flu i do

San-

-B8

H~-t-

T T-Ttf-t-T-9!*- i jjifcra^AfAriiiti:^^
ru briuam flu i do rubrinam flu i do * * -

IS

tan-

*!|$Si:ipEk"Ziz~z
is 5?'* " . pui e lau ! re is di

noEgftbg

-z:
gui nclau re is OH tan

"2 J3 |**AZJ"Z2 5t* tur

4~

S * *

tur di tan V ha dubbio, che s1 infinua nell' a n i m o , e vi produce fingolar d i l e t t o ; il Cants fermo per mezzo della fola melodia, e della varia diftribuzione, e collocazioae degl'Intervalli o per ferie , o per falto difpofti, e fopra tutto la diverfa pofizione del Semituono Diatonico, ha forza di eccitare nell' animo degli Uditori mozioni d' affetto ferie , e conducenti alia pieta , come richiedefi in lodare il Supremo Creatore. A fine pofcia di fcoprire, e rilevare 1'Arte dell'eccellente Maeftro in condurre fopra del prefente Inno il fuo Contrappunto con tanta felicita > artifizio , e retta difpofizione delle quattro P a r t i , che a Verfetto per Verfetto , fempre attaccato al Canto f e r m o , ne forma tante Fughe di t u t t e le S p e c i e , o all' Uniffono, o a i l ' O t t a v a , o alia Quinta, o alia Quarta. La naturalezza , P eleganza propria di t a l e f t i l e , P Unique e retta difpofizione, e collocazione delle Parti, P ufo pru-Jent e delle paufe, acci6 fempre piu rifaltino le Propolte de'Soggetti prefi dal Canto fermo d' ogni V e r f e t t o , poffano fervire di fpecchio , e di raro efempio per i Giovani Compofitori, che afpirano alia perfezione di q u e f t ' A r t e . Diffi 1'eleganza propria di talc ftile , perche ogui! fpecie di quefto (che fono molte in quefta Profeffion e ) , ha i fuoi fingolari vezzi, e o m a m e n t i , li quali, quanto le fono p r o p t j , ahrettanto fi rewdono improprj imrodotti in altra diverfa fpeeie ; per efempio, afcoltia-

ma

jo

:Hzzrzzzrzzli:i t :7:ti:-t2z?A2-z f r:Tzrr?|:iT-zrt


H tur be ne fui gi dis T ^ . ^ tarbeTl ,

fulgidis di tan tur be ne

fulgidis

if;
i# be . ne '

f..t : ^:.

:i:

g:zziz:zzg~~f--B-j--na fui gi dis

jjBmTl i lz
na fui

ffiKjZEE
gi dis.
dis

be

ne

ful

gi

fui

vH

gi

dis.
^L
dij t

~ZZJI-ZZZZ~sri
ful gi dis ful . gi

SS

mo tutto giorno ? vezzi, e gli ornament! d' un' Aria da T e a t r o , o feria, o buffa fe VLT, Z'r Ir,ar?e,lte vogliamo introdurli in una Compofizione a Cappella obbli{C1U O T M P O non ^m*\Zu " C O W W f a t o di S t r u m e n t i , fingolarmente dell' U r g a n o , no v ha dubbio, che tal Compofizione fi renders fnervat*, c ituechevole tuor C U modo L Autore pero del prefente Contrappunto, infinuato dalla fciia, e W o dl l i S S d e l P r e f e n t e 9 a " t o f e r m o h a f a P u t col fuo Contrappunto, in *uo.So d oppr.merlo , fempre piu far rifaltar la fua bellezza . ' I T t t ^ i d e l C a 5 l ? r m o d i ^ u e f t a S t r o f a for > 1' Autore qualche piccola Fuf fono o r 1 r a d ^ T U 0 U ' r a d> Imitazione, ora alia Quinta , ora ilia Quarta f e r a D r e ' v L T v c o n d " t t I a n u n ' a r t i f i c i o e "'turalezza t a l e , c h e , col foftVnere Ut de S iiteffn r V , e l T e ' T T . r ' V ? ' e d e l l a Cantilena di quefto l a n o , f. raniola Strofa L t e m P d l l ^ t e v o l e a l l ' u d i t o , e forpreadente agli occhi ; ode quefta quelli She d e f i n d / r n d e r a t a ' 5 t r a f C r - V i r d l f P e c c h 5 o * r a r e un fiugolar lume a n Canto'fermo a P P r e n d e i c ' e impoffeffarii dell'Arte di comporre fopra del

Iv

IV. Efempio.
Di Gioanni Tier Luigi da Paleftrina. t
"Rfiratto dall' Marine. Inno di un FT Laus & perennis * glo ri a ~

J:z_zczJ

:$ziz$:z
Laus & ^ -2

Laus &

pe rennis g l o r i

en

rs

fe;

:n
Laus tk

, I j ^ ! ':iS?_tS J I S I A Aif-54$zi$ti5S-$^ziri?ii_t izizfczi zz_zz


ri a glo }
ri

.&:niz$::i fcpfcJgz

iz^EFl-^1-^-}^!-1)-^1
.ZBZZ:!EEZ:
pe ren nis glo ri

nis glori

laus & pe ren nis glo ri

3jp3==-t3!Ei3&
i k^_ pe rennis glo ri a glo ri a . L De o . Pa -I-I t n ix.Fi li o Ci) In quefta ultima Strofa d e l l ' I n n o , che e pure del terzo T u o n o , introduce P Autore un' altro metodo diveifo dal praticato nell' autecedente Efempio, confimile pero a q u e l l e dell'Efempio I I . del fuddetto Paleftrina, e dell' Efempio VI. di Criftoforo Morales ambidue del fccor.do T u o n o . E' da riievarfi nel Paleitrina , come egli avendo Itudiaro fu gli Efempj de'fuoi anteceflbri Maefiri non folo del Secolo X V I , in cui egli vifle , ma ancora del Secolo aistecedente , feppe porre in pratica tanta varieta di Artificj da efli introdotti, con quefto fuo pregio fingolare di pulirli, e

G z

pur-

5*

lllliliiliii
._ti ^ J A,;.^^. .

la^

t m **t*

a=(Z=i:
.

zli+z
San-

li

o &

Fi li

San

fto
A

fi

mul

pa ra cli.

h-{3=|- ~$& I

S3
Fi | li o

=$: 3Et$B
mul pa ra

Pa

^iiliililii^iiiil^i
tri or Fi San fto fi mul para cliDe o Pa tri 6t Fi li o ban fto fi mul pa ra cli t o fto fi mul pa ra cli to in fempi tcr ua

li o I / ^

San

do

fi

ziz?;|=izirEs:p:;B:|,r=HZlZZiif;f&|j_:i

|=fe=^iiMteilS=^
Izzz:? $i
IO

:f:rp
:: tcr - I

Saucto

fi

mul para cli to in t ._A_J

fem

pi

"~|zztEzrz3z!$:^
1^ .1--14L
|k_.-^..__ X I

fi rrul pa ra cli t o in fem pi tcr

fa:-

i*f =^==i=-=__
ra cli
-___w,

ftofimul pa
. .. -J-

to

Z-'-A-

zzziitiziiii

EzEESEEiE1-'3
T

San fto fimul para cli to in fem pi K* purgarli da una certa rozczza, e languidczza caufata non folo dal gufto alquanto fgradevole di q u t i tempi , ma fingolarmente dal pefaate amaffamento loro , ne quali fscevano tffi pom pa , lafciando quafi del tutto da parte quelli che cadevauo piu tofto fotto gli orccchj, che fotto gli vcchj . II Paleftrina perb feppe non fol purgare l'Arte del Contrappunto da tali impcrfczioni, e introdurvi la pientzza dell Armonia, la modefta vaghezza , c la melodia di ciafcuna parte veramente g r a " aoa ijiccmoda al Cautorc , e quindi forrr.aruc un tutto p e r f e t t o . W

^tSiB*=f!rt~&= dS ffas ^^t&ff*^ :z:zzz"z:iz::$j:A_$:||ii$ii:|i|j^ P = = = -4-1


cu la

==*=
pi ter

-*-

in

fem

na

fa;

cu

H na n na

fa;

cu

la

iu

. ,^ ~f e m

pi

ter t e r m lie ix

i,
-

,,
cu li li eu -

/-_ r,}

J. JL
in lem fem in

I
. i .p pt

Tt j r u a fx

*.
cu-

__SZ"

z*bfidS:
fem pi ter na far

na

cu

la in fempi ter

z :> na

::

:tzzz

"*[}" j"^"^*^1 JI"A "r"'T|^"~*^"Tl^"'t**ZiL' * x*'^1'"^ S ' j t f #A^A^y~ "f-* ZdZS"IITTT1T3T3_;J-!-3T2|~T yigZZZZ TZ"|E"flZ + j I T T T T"+--- ~~
f) la in fempitetna f s c u la in fempi ter na f^ 1 cu l a .

4 - cu

la

in fem

pi ter na fas

-I

cu

la.

zizz:^Z|Z$z:$z;z zz:

Zs z z c z - Z j z _ z z x J J u

g|^;s^ggE-^^gg^
in iem p>.

tt

.N

pi ter ter na na las cu cu la la iu iu fempi fempi icr na femi pi fas fx cu la . O ) II Baffo fu '1 Canto fermo dell' ultimo Verfetto forma u n ' A t t a c c o , che vien fe. guito dalle altre P a r t i , col quale ft riduce alia Cadenza di S e t t i m a , e Sefta nella Corda finale del T u o n o , e pofcia alia Terza del Tuono -, e fe nel tenure al Num. C3) fi trova fegnato il J! alia Corda F ft ut, ci6 vien dall' Autore praticato, non relativamente al Canto fermo , che non ammette tali accidenti di ft ma per rajrione del Contrappunto il quale facendo la Cadenza in Gfolreut, porta per neceffita la Settima m a g g i o r e .

^^^^_piSi ^s^_^=__^^^

ter

^s .

ix

cu

la.

CO Nell'ultima Cadenza perb, ia cui il Teaore term/iaa eolle Note del Canto fermo , egli

54

CO

s =
V. Efempio.
Di Gioanni Pier - Luigi da Paleflrina.

3= =X= 3=5=* t===t*=&B


Si cut lo cuSi cut lo cu . I * -

liiliipi^iilil
S cut lo cu - I tus eft lo cu tus T fi cut Io cu T- tus eft -r

tus

eft

P
fi cut io cu

tt

f-t

i
-

:_ A _ Z Z 3
tus

tus eft fi cue ioVcu

c u t l o cu Jts.

tus eit

ft -

izznz

egli fi e aftenuto di porre il j alia a Corda di F fa ut, perche prefentemente quefto Tenore efattamente foftiene le Note c a n t o fermo termo . Ui pi offervili , che V ulte del Canto Di piu tima Cadenza in luogo di cadere dalla Quinta, la q u a l e , oltre il J? al F fa ut , n la / . fl/ - i . re, . _ 71 U J Settima c_ f J Tuono di F. la mi, perhiederebbe ancora i \\ al I) perche del c!6 ha ufata la Cadenza Plagale per r evitare li due accenuati U, abbenche il Tuono fia Autentico. C O Propone un Soggetto il fecondo Contralto, a cui rifponde il primo Contralto, il qual Soggetto e formato dalle prime Note dell' Intonazione del Cautico Magnificat del terzo Tuono con un' oruamento di quattro Miuime aggiuntovi, il quale lo rende v a r o , e dilettevole, e l e c c o un beiiffimo Efemplare 'per condurre una Fuga, Che nell ifteffo tempo dia piacere , e contenga in fe tutte le condizioni, che i nou n p n m i Maeftri hanno prcicritto doverfi" offervare nella F u g a . Definifce Gio: Tia-

M.KJ

\~ *

'CIS

^ ^

V i\_

ad Patres no
<I .. A I U I ^ . ' S HV7

I-

ad Patres

no

ftros

*~.L

il I

fa L d tres 1 1 6 5 no 11U

f>W

> .
N

I I

ftros

A
_J

c^a ham
I *_

JfaSfff i ^IA:1:~I5Z-4 p i I r z _* A _
(4 cut lieu tus
-I-

ficut locu

ifliiil
A braham .1. u i.in.nil ,ta cu .la

eit d Patres ltros , eit ^ aad Patres no no ltros

tus eit ad Patres noitros

xzz IgZ

X-Z

zizrfi:

:A5A:s:rtAfi-.A?rii"^
-%&
* i - u n i n c

Bzzjzzz[$ii::AJ$::$ZAf:i^
A braham & femi ni e -

ni e . ui

|I jus in

fse. I

Abraham, . &.fe &,fe mi

ni

ius in fx cu la

. f -

^-^
i*

*_. 4--

.-_ 14- --4---4ham & femi ni e jus Tinftoris ( Definir, Muficx MS. Sxc. X V . ) Fuga eft idemptitas part turn cantus , quo ad valorem, nomen, formam , G? interdum quo ad locum not arum , 0? paujarum fuarum, e Giofeffo Zirlino Qa&. Harm. P. 3. Gap. 44. Edit, del 1573.) con pit! precifione dice : Fuga effer ft* Repplica , 0 Reditta di una particella , 0 vera di tutta la modulatione fatta da una Parte grave , 0 vera acuta della Cantilena ; da una parte. 9 vera dalle altre Parti del Concento , procedendo una dopo I' altra per alquanto fpacio di tempo per gl* iftejfi intervalli nello ifteffo Suono, 0 Voce; 0 veramente per una Diapafon, 0 ver Diapente, o pure una Diateffaron piu g'-ave, o piii acuta . T u t t e lecondizioni accennate dal Zarlino, nella prima Specie di Fuga da effo efpofta,

jus ^

bs!iham A bs^har

femini

IUS

braham u i a n in &

Jzzrrzzit: X _-LZAZZZ~

"fcontranfi nella prefente Fuga, le quali devoa dedurfi dalla Propofta del Soprano, perche

%6

f^M'f

'i* 1

i_=r

'---> i ham & t femini

"r"" ~". "T"*"*" e jus in f.-r

cu

la

in

fa?
-*-<

tt

-$I- in
{ cu

in fx

7 la la in in'fs - cu fa:
1

[* I

_*_

in lx

cu

la.

II

:1ZBI^III$II
CZ j;Zt:.--4in fa:

-A-

xzi:
_-.
~~'--Z in f "* ' ZnTi

_-4-r
cu la

* ? - + ir=jt
M I - T T C U.

fx

ci>

la

SPfftlli=^ii
atssqc
IMj ill
IT" i'u fx cu l a . perche quefto cominciando in Gfolreut, viene ad uniformarfi piii delle altre Parti all Intonazione del Terzo Tuono . per la qual cofa due Contralti rifpondono alia Quinta fott o , il Tenore all' Ottava fotto. I due Contralti ripigliano il Soggetto alia Quarta f o t t o , cosi le altre Parti a vicenda. Avvertafi pero che il ripiglio del Soggetto is D la fol re , non dicono Do re mi fa Jol mi, come fa la Propofta del Soprano, ma dicono Re mi fol fa fol la fa , e percio quefte Rifpofte non fono fimili che di F i g u r e , ma noa gia in tutto di Sillabe , ne d'Intervalli; e cib e ftato praticato dall'Autore , per non dare alia Corda di F fa ut il JI. Per la qual cofa rilevafi, ehe P Autore ha giudicato meglio di non rifpondere realmente , che ammettere il 8 . C) Nella feconda Parte dell' Intonazione propone un' altro Soggetto tutto diverfo dal Canto fermo. il quale con molta Arte conduce lino al ripiglio d'altro Soggetto dTrfU* tazione in qualche modo coereute alia Cadenza finale del Terzo T u o n o .
1

57

Ei|Z!^Eglr^^gZg
San OrflJ
CU

fti

t uJ, IU

i a

*-*.-

San-

VI. Efempio.
Sanfti tu i Do m i n e _ Saa

?v
^u .-. _._rp. ,
fti

Bi

Tlacido Fatconio.

-.4-M-r"-Tt
tu i Do mi neV

tntroito del Commune de1 Martiri nel Tetnpo Fafquale

S.4U

-A~A-

;zHizbiSZSz:
H3r~di

r
T

-*-A
be ne

fti tu

i Do mi

ne

be n e ^

Hi

tu

rtl

Do

mi

ne

be

ntdictnt fe

-/*<i

^_ A
ct.iit i e
be

zz:$z2!

tu
,e

i Do

mi ne

be

nedi

c cent

ce

CO T Compofizioni fatte da'Maeftri dell'Arte fopra del Canto f e r m o , fono fingolari quelle fopra d e g l ' I n t r o i t i , che vengono ufati, fpccialmente dalle Cattedrali, ed altre Chiefe nelle principali Solennita. In due modi praticarono quefta forta di Compofizioni, il primo fu che fopra del Canto fermo cantatj per lo piii dai Baffi , le a h r e paiti vi componevano all' improvvifo, formando una fola Melodia aflieme tutti i Soprani, P ifteffo tutti i Contralti, cosi pure tutti i T e n o r i , venendo a formare col Baffo un Contrappunto a quattro Voci, come con mio gran piacere , ed ammirazione intefi cantare? nel 1747. dai Cantori Pontifizj in Roma nella Bililica Patriarcale di S. Gio: I.arerano il giorno dell' Afceniione di N. S. G C , qual modo w di cautatc viea chiamato Contrappunto alia mente. Ritrovanfi elpofte le Regole

per

"" A"X!&ElX"AZAZ;IiZL~i;fi|!ZA rijfitzAlAlIIl! .tllZJZ. jfi


l-r i <4,J g l o r i am regnitu I i di cent

bc.ne di cem te glo ri am re gui tu

l^i

di cent

gio-

cent

te

tzzzi$z[i zI z$zizb l i i g j | z | i | jz.?z.;|:


1 elo riam resni tu I i di cen

liillrttziziztiitzi-iitiiz
glo riam re gui tu i di cent ~

II
fm\

A-A-Ariam regni tu i di

-A-A-..
rerii

EE!Z!r||gz||||g
gui tu

rr-T-~t~7tT

19 '(4

glo ri

JIU

re

tzrz

*i

zfczrszna di cent 3
,T

.-^

ztz:iAz|r$:z:^::ir5zzfz zz|iz zzgazz:


cent

cer.t alnam ree,ni ui I p e r comporre tal Contrappunto da Pietro Aaron ( Tofcan. Mufic. lib. 2. Cap. 21.) Zarlino ( Inft. Harmon. P . 3 Cap. 58 ) P. Lodov. Zacconi (Pratt, di Mufi. Lib. 2. Cap. 34.), e da a l t r i , ma fingolarmente da Gio: Maria, e Bernardino Nanini in un Tratt. MS, Quelle R e g o l e , apprcfe cfattamente dai Cantori, vengono a formare tanti Cmponimenti di Mufica all' improvvifo , e che devono fervire di Efempio , e ftimolo ai Maeitri di Mufica, e Compofitori a fempre piii applicarfi alio ftudio, e impoflef" farft delle vere Regole della loro A r t e . L'altro modo e quello, che rifcontrafi nel prefente Efempio praticato da quefto A u t o r e , e da altri, fingolarmente del P. CO" ltanzo Porta Minor Conventuale. Confiderando quefti Maeftri, che non e facile il provedcre l e Cappelle di Cantori tutti capaci di comporre P accennato Contrapp'-t^to alia

E t E f f S itil!!jEEE!Z:
;

&

59

le1^

lJUl|l,jps
lu ia -7 . ja
7

: ?z E H I Eii!i5
al le ^

~alie!u

al

le

lu

ja

ff$t
a i u : lu
- ^

A-tA~*~:
j.4

_5=:-5_i_=8_...$_
!u ,. s

1 3
le lu ja ~ al le lu - ja f T T

^:.i?i*:izzz

^7\

al

le lu ja

alia Mente, cosi chiamato per diftinguerlo dal Contrappunto f c r i t t o , che nominarono ad videndum (Giovanni del Lago Introdut. de Mufica), fi applicarono a comp o r l i , e darli alia luce colle Stampe per comodo d e ' C a n t o r i . Kcl principio del prefente Iiitroito non fi uniforma P Autore all'ufo praticato da effo negli altri Introiti, e dagli altri Compofitori fopra confimili Compofizioni, di lafciare cioe 1'Intonazione fcoperta fenza Contrappunto, ma incomincia a formare il Contrappunto fubito fu le prime Note del Canto fermo. Propone fu '1 principio un b e l l ' A t t a c c o , che felicemente conduce fino ad u n ' a l t r o fopra le parole benedicent te , a cui rifponde piii di Figure , che d' Intervalli , e Sillabe ; P ifteffo pratica pure fopra le parole gloriam regtii mi, e all' Alleluja, che termina P Introito. tofcia dopa P Intonazione della prima Parte del Veifetto del Salmo in Canto fer. H a mo

ztifei
z$z:
+ f

'A-

ES
cz$zz:
'Et ba-

:arz

1 2

^^Sifl^;^=EzE5S
,
r

^ a ^ ^ aea
E xalta - bo te De us me us Rex Et Et be-

tf-

:izzzzaz:z
ia,

10

j" n "ZZZZA Z 2

Et

be

ne ,di cam

no mi ni tu

ia fx cu-

:=*=:*:}-*=;
11

/-NT

I t

' "'

tU

1 ' n " e i C "

lum

<->

ne di

cam

' -f

no mi ni

tu

o iufxcu

lum

fic-^

zzi|zzzz::zj:{i5

in fx cu lum

x * di cam (.*) no mi ni tu o* iu fat mo . r i p i g l i a il Contrappunto imitando il Canto fermo si il Baffo , che il Soprano . Quefto ail'Ottava fopra, e il Baffo alia Quinta f o t t o , il qual Baffo ritorna come * a l f e g n o 00 a repplicare fopra le medefime parole G> btnedicam P Imitazione ifteffa, che non e ne di F i g u r e , ne d ' I n t e r v a l l i , ma di fole Sillabe , ftanteche, ftccome e propno deiP Imitazione ad effer fimile alia Propofta o di F i g u r e , o rt Interval I , o di Sillabe, quefta feconda Imitazione non e fimile, che di fole a i l l a b e , lc quali formano diverfi Intervalli, come vedefi nell' Efempio f e g u e n t e , I cui non imita , che le due prime Note della Propofta.

prima Rifpofta zz\\zz\^zzzzz^~


i_

fec

:onda Rifpofta

-&

i - ^ - Servono di fin-

ZZZ~Z~C2'

jolar tomodo al Compofitore quefte due Rifpofte, e b t t a t e kcoftwae fiamo forzati

l
fx i.t cu i u , n li & in ac in f e v." cu 'lum i<* " m fx i cu

6l

lum in fxculum fxculum ffium in l xcuium & ec in in u u i um

li.
H-

y^iiip|:T^IpT^tg.fgg ^^
V in f x c u l u m & in fx cu lum fs

"af9

cu
-l..2-_.

lum

fx

cu \, U

li I t .

: zl E^EI;!~Z! :! fe|z~| pt:z: :?;r:$: _ A. .x.


in fxculum fxcu li

&

t_Y
in

.TZ
l.t

'Z** _ 6, r rl cu lum lx

t a n

:i~

=r=*=*r
Si cut e rat in in priticipi P o & nunc

"g""A~v"|" ^""t|~A
Si cut e rat in

"A A!1 ifiA|I$4^$-A '" priuci pi o &

:$:: &

ffl

nunc 61 f t m p e r & nunc

Sicui e

rat in principio & iiunc

i & femper& nunc 6t fem per

z5z$= -*-*-
[Gloria &c. o 6t nunc

$I^IA!A
rat in princi pi o&nuucckTemper fit nunc zati a far ufo di fimili srtificj infegnatici, e praticati da'primi Maeftri percomporTe Fugato, fpecialmeute fopia del Canto fermo. In quefto Sicut erat il Soprano nell' ifteffo m o d o , che nell' antecedentc Verfetto, rifponde ail'Ottava fopra a'la Propofta del Tenore obbligata al Canto fermo. Nel contrappuntizarc , che fanno le Parti, il Baffo rifponde alle tre prime Note del Cant o fermo formato dal Tenore in quache modo di Figure, di Sillabe, e d' Intervall i ; e perche varia la feconda Nota al fegno ( * ) , la Rfpofta viene ad effere d'lmitaaione . E qui a da notarfi , uonoftanteche la Fuga d' Imitazione per fe fteffa fia d'inferior condizione della FugAReale, e del T u o n o , ella pero di grande u t i l e , e frequentemente ufata in tal forta di Compofizioni, come ognuno potri da fe rifcontrare nel prefente Efemplare , in cui le Rifpofte d' Imitazione, di qualun lunque forta fteno , foao ia maggior numero, che le Reali, c del T u o n o .

zgEferJ*!!?;?^
& femper & in l.e cu la & inlxculafx culo

L.:gl_

zt:
in lxcu ia i'\ cu loium A men

___. . per ci

z---tta -9^-1 Sfe|||^gEl[;gE|f|i|||i|piljS


& in l x c u la fx cu lo rum A men i x ^ culo

-a

i=S= =i=.
il'tm per &

-A-Aiii ix cu la fx

%t
cu

zl=iaz:itz?zk
lo rum A

tem

per
1V

&
-Ar1

in
W_

fxcula
-1

fa;

culo

rum

A m t u f a e ^ cu lo -

jfgJS
_ U

7* 4 t

3 = 3 3B l f I I I U E
U turn A * II.en.

fiiili
rum A

m'n

?m4

men.

Si diftingucno nel fine dl quefto Scut erat le Bifpofte d' Imitazione formate fopra le parole iff in fie cut a dal Soprano ail'Ottava fopra , dal Baff ail'Ottava f o t t o , dal Contralto alia Terza fopra, e dal Tenore alia Quarta f o t t o , le quali quatto Parti imitano il Tenore , che terminata la Nota Carateriftica , conduce la Cadenza partiColare del Terzo Tuono fino al fine. E qui e da notarfi , come quefto Contrappunt o , abbenche le Parti vicendcvolmente facciano alcune piccole paufe, ritrova fi perb pieno d' Armonia, il che e itato praticato dall'Autore a imitazione del Palcltrina. il q u a l e , ficcome fi e dimoftrato all'Annotaz. ( i ) pag. 50. 51. fu il p r i m o , fenza generarvi confudone, a introdurre tal plenezza d* Armonia nelle Compofizioni , affinche non fi rendeftero languide, come erano quelle de ! Maeftri fuoi Anleceflori.

*\

IzizEfeAziziJx-uI XIX-X- --- j j J H ' f t f c

=i=u

EiSpl
Si cut * e

EbEZE[EZt:
VII. Efempio . D; Crijloforo Morales .

-3^
Eftratto dal Magnificat Terzo Tuono. del t

^ Si cut

_H

___.I

r9

r.r_cz: t=r=.
B
r

|ElEe;lp||:^E||=4
Si cut e

llElglggiEE^: ziz-Qz:
Si cut e rat aVarie fono le offervazioni , che occorrono nel prefente Efempio a fei V o c i . L ' A u t o r e incomincia in A la mi re, perche terniinando il Verfetto antecedente del Gloria ( f e condo la Finale abbracciata dall' Autore) nell' ifteffa Corda a'A la mi re , quefto ferve affincne i Cantori piu facilmente poffano ripigliare il fuffeguente Verfetto . Cioficomprova, perche il Baffo con li Armonici del Tenore , e del Soprano cominciando in tal Corda , hanno avuto campo di paffare ad altra Corda , che fia coerente alia prima Nota dell* Intonazione, che e D la fol re, fecondo il di lui metodo ftabilito. Forma 1'Autore col Canto fermo una Specie particolare di Canone alia Quinta fotto propofto dal fecondo Contralto , al quale rifponde il primo Tenore in Gjol reut, che e la Corda , nella quale incomincia P Intonazione del terzo T u o n o ; quefto primo Tenore viene a formare le Note precife del Canto fermo, che fono Do re fa fa mi fi Col fa, quando che il Contralto nella Propofta varia le Sillabe, che fono Re mi fol fol fa fol la fa I; da cio n e v i e n e , che quefto non Canone rigorofo, perche fofteneuio la realita deile Fig u r e , non foftiene tutta la realita delle Sillabe, e d e g l ' I n t e r v a l l i . Che P A u t o r e , ttomo celebre di quei t e m p i , condifcepolo del Paleftrina, e aggregito in Roma fra i Cantori Pontificj P Anno 1535. abbia mancato , col non adempire tutte quelle condizioni, che richiedonfi nei Canoni all'Uniffono, a i l ' O t t a v a , alia Quinta e alia Quarta , n e ' q u a l i la Rifpofta deve effere rigorofamente fimile alia Propofta di F i g u r e , di Sillabe, e d ' I n t e r v a l l i , non v' e luogo di c r e d e r l o , attefoche efamiuate da m e quattro Edizioni dei Magnificat a 4. Voci del ^ 4 2 . , 15*5. , I57 1 )-, e 6t4., non trovafi fegnato il vocabolo di Canone fe non nell' ultima delle quattro indicate K.lu z i o n i , il qual vocabolo probabilmente vi fari ftato aggiunto da qualche irnperito, e contro la mente d e l l ' A u t o r e , tanto piii che e g l i , lafciando la Cappella Pontifi. cia , era g i i , come dice Matteo Fornari ( N a r r a z . lftor. della Cap. Pontif.), partito da Roma per la Spagna nell' Anno 1540., ficchti non fu affiftito da effo alia Stampa della prima delle indicate Edizioni, che fio fotto degli occhi. Conobbe egli non v' ha dubbio , che retramente non potevaft tal forta di Artificio chiamarfi rigorofa-

- _

7^

rat

__

faeatc Canone,ftahtecheasllc. tre prime Edizioni tanto nel Sicut trat di quefto Ma. gni-

II?!

6*4

f-T

rat

__

,__

ci pi o &

- - .

cut

rat

in

prin ci

pi

fit

nunc &

in

prin ci

pi-

ZEE|||gpE^{}}jiigp
in princi pi & nunc & fem

$=-:Z~ff:*IEtireEE! EEE~Ji}f=f!
cur e
rat

a=

in

prin ci

gnificat, quanto che negli altri del Q u a r t o , Q u i n t o , S e t t i m o , e Ottavo T u o n o , ne' quali ha fempre formato tal artificio, affinche ciafcuna Parte poteffe cantarfi con quegl' ifteffi Intervalli, e Sillabe, come dall' Autore erauo Hate compofte. Al contrario nei due Sicut erat dei Magnificat primi, G' ftcundi Toni forma nel primo uu 'Sanone chiufo , cioe fcritto in una fola le due Parti in Sub Diateffaron, e nel 1'ifteffo modo un Canon* ad Diapafon del fecondo T u o n o , e in ambedue trovana r.otati i fegni della Riprefa . $ . , e della F i n a l e s per regola del Confegueute , inditio per fe fteffo manifclto, che P Autore ha avuto intenzione di formare due cfatti Cancni Non v' e nenien luogo di dire , che P Antecedente del prefente artificiofo Componimento del terzo Tuono debba cantare il Fa col %, affinche le Sillabe , e g l ' I n tervalli del Confeguente fi uniformino a quelli dell' A n t e c e d e n t e , perche ognuno efaminando il Contrappunto, potra da fe fteffo facilmente riconofcere, che P accennato Fa uon deve in niun m o d o , ne pub cantarfi col U . E quando 1'Autore ha voluto che qualche Corda fi canti col $ , egli ve P ha fegnato, come fi vede nel Verfetto Sicut locutus ejl del Magnificat Quatti Toni. In r.Itre, ficcome nei Canon.! alia Seconda , T e r z a , Sefta, e S e t t i m a , e in tutti quelli al con'rari i , o Roverfi non fi offcrvino fempre gl' I n t e r v a l l i , fe non che a tenore che rich ede i' Tuono della Compofizione ; cosi P Autore del prefente Canone nou ftmprc li e o iblig no all' offervauza efatta degl' Intervalli. Servira di prova concludeme a quanto abb ;<m d e t t o , quanto lafcib fcritto il P. Ataiiafio Kircher (Tvlufurg. Univerf. lib. 5. Cap. 2o. pag. 38$. T . 3 . ) Canones . . .funtque duplicisgeneris ; primo foluti iff hben , ftcun-

auam vagandi pro libitu heentiam ob tint ant.

mSmm

*J

fEiiii-?:-it-?!-fEI?: fliEZ^l?Efiz!izi-11^" if $!f'ir?"ii!$*f:$ ? If iz


I
nunc & _ fem .

1 s
'
*M*

:_$__A_:.>_.
_tl fem per

is*
b. fem & fem

per

& nunc uuft & ct fem fem

per & per&

_i:=3
per be in f*cu la fx cu lo-

& nunc

rzz-Zzzrzi[-z$- cap EBzzrEz jzz$z 3E3E :i$:AZ|zzii zrzzElizzLzziiz^izi


& nunc per ^ 6c in

IHZ

:i:

0 Th^
& nunc & fem

^z$z
per
i-

-^

!__.*-A

__..-L

H per

^nunefctfemp'-r -f

__^
& nunc & fem

f*_
per

o & nunc & fem

per

in fxcu l.j

fx culomm culorim A

men

fx culorum A

men

#-!TOtfffall#
rum Amen fasculo - rum A men

3 3 ? 9 33 ZI:I?IZZ'5
far cu lo rum A

ixZu ir~ IIZII


& in fxcu la f I tt || cu cu

^zzitezzrgzz:;
Io rum A

-A:

zzi: zzx
.

zzzz.i
A -- - A fc cli

n en I

*2

ein far cu la

zz^zzjzzzrzzzj&i: # f

tt
A

4r

-En en

1* cu In rum

czj--i:iiAzyi=A zztjz zi zz$zzizzzzzi Z Z Z E z i


& in fxcu la *** f^ C u-

If
IW!

Il

45

E^^[rifzf-^f^^i
faeculorum A *

_ A A , f c . M < * - | - 4 - ~ ' * < " 4 - t - f - * * i ! ?""^-f * ; - ? " * T ~ T " f ;-"">*-**-

I I

jg=^^j==^E==^feE^g|
,j men -~ lae . cu lo rum A ^

l=|!E|=Elpi~p
far cu lo rum A men

t=S^S=:=-tt==;
4ff lo 10 rum rum A n men

zzczizz'zizzzizzxzz
.

isiiiiiapiiiiilii
4 T ^ fae cu lo turn A it lorum A

:E:zlz:z|El!?i3i E5zi|zEEIE:Fz5zE
men T~

^^^^5i^^3fSH^^^S
men A

$.Ag_A.-j~-L-1
men.

IIJllJEgjPP
u

z:ztzz:dzz =3

menA

= B

H
-H-

zzzttz

riEE^f^iEEEi^F fiB
fse

---=11-^?-

men

IZZJilZZ ZZZEIZZJ3I cu lo rum Z!ZZ A men.

B(

men

fx cu l o r u m

m
men

i-

ppisip
iaa f* cu lorum A mea

-s
A mea.

ui

*7

QUARTO

TUONO

PLAGALE

La di cui corda finale & E la mi grave.

L Quarto Tuono e contenuto nella feconda Specie dell' Ottava, le Corde eftreme del quale fono . tj, e fi compone della feconda Specie della Quinta E. *., e della feconda Specie della Quarta pofta fotto la Quinta, che b B. E. ( i ) , come rifcontrafi dall' Efempio feguente :
>
r

Quarta.
A

Quinta .
A

**J

IT

+ ..

x*-

.4

A
y '

A
V ____

n
" - ' t<

M M .

_ _____ ^'lli

Vien trafportato quefto Tuono per b molle alia Quarta fopra, come fegue:
Quarta. * f Quinta.

_s.J? __l
m

:*:

:-$zzzz$zzz:<_:zzt|_z:

4
_.

_,,.._ i f . _ .

Le Compofizioni del prefente Tuono hanno principio in una delle fei Corde , che fono C. I). E. F. G. a. (2). Le Cadenze Regolari fono E. ^ G. (3) s ma per le ragioni addotte nel terzo T u o n o , in luogo di tj vien praticata la Cadenza in a. > tanto piu che la Corda a. ferve di Cadenza media all' Intonazione , o Cantilena della Salmodia . Le Cadenze finali Romane fono in is. G. a. F Alcune d' altri Riti, ritrovanfi anche in D. (4).
12 QUARCO Zarlino Infiit. Harmon Parte 4 Cap. 21. P. Steph. VanntuS Recanet. de Mufica lib. 2. Cap. 5 r . f a ) N.co/. Wollicius Enchirid. Mufic. Lib. j> Cap. 8. P. Vanneut loc. eit. C O Zarlino loc. eit. (A) Storia della Mufica T. I. Tav. II. pag. 3 8 1 . , e Tav. V- Jpas. 3 5 8 .

6$

QUARTO

TUONO. : :r_i~:| )i5^3:3;-'???**

I. Efempio * Del P. Coftanzo Porta .

4
I'I
Quarta Antifona del fecondo Vefpro di Natalt.

p=Fftyp
Mi fe ri cor Mifericv di a

Mi

fe

ri cor di a mi-

S!f5=5=:3
di a

Eg|;|g|p||||E|l j
& co pi-

Zi}izz:zz:siz.jiE=?z
3-R ._

igizb^iizf^z^zf.-^*-

A -A.

-**

"

fe

ricor

di

& co

pi

fa

pud e

um

:l=:r;;:i:*$$s::*::l::3:Jc$:
fa a pud e

=!En5: "52
um a-

T:*^-Ti -

;v "*1s"Z""gzi:$muz *A-*~$~L $
~Z ZZ-ZZ Z$Zl!ZZ
e um fa a pud

~>

_zz!z$:zz$zp.zpi o

m
fa

t:

z5lEZ

=^Jfc
)ud um

-3?

( i ) Due piecole Fughe d* Imitazione trovanfi fopra il Caato fermo della prefente Antifona , Tuna fopra la parola Mifericordia , e 1'alrra apud eum condo'te con chiarezza, e brevita Merita finjolar ofTervazione ii Soprano al Num. (2> fopra le parole G> copiofa, che falva due Quinte col Batfo frapponendovi una fola Semiminima . Non fara inutile di nuovo rittoecare quel Precetto quafi u n i c o , e folo reflato nella ment e , e in bocca di molti Co.npofitori di Mufica, di non praticare per moto rctto le due Q u i n t e , le due O t t a v e , e li due Unifloni . Aatimo Liberati , uomo verfafimmo tanto nella Pratica, che nella Teorica di Mufica, in una fua lettera ad Ovidio Perfapegi ftampata in Roma 1' anno 1685. pa**. 45. lafcio fcritto : perche la vera harmonia najle dalla varieta* delle ConJ'onanze, e D.ffonaz*, e dalla mefcohnza del grave, e dill' acuto, percio due Diapafon contluvate con moto fimile, (non fiiccndo variation* veruna dy harmonia per effer veramente perfette fimi.ijfime') fono prohibite dalle buone Schole a farfi; e non perchi gli dta nocumento, 0 difttto V effer perfette, tome fiimana i Muficaftti ignorant! f

BKn_r*-i

69

a -Jz\L

I i

Zl-

g=^l|i=^^S=k^g==5=^=E
a pud e um re dem pti o.
1 '

'

- *

a pud e

um re

liiipE
dem pa

o.

|ZZ$ZI$Z{IZZ^Z
=!=-j$=i=:i
re dem

Et anche cosi fi deve interfere di due Diapente o giufte, a falfe per moto fimile . L'ifteiTo ci confermi il citito Autore in una fua Lettera fcritta a Gio: Paolo Colonna Mae;tro di Cappella in Bologna di S. Petrouio , in data di Roma li 3. Novcmbre 1685. fopra uu.i controverlia nata fra il celebre Arcangelo Corelli, c il fuddetto Colonna fopra un feguito di Q u i n t e , che eg;li pretefe foffero nella Soiuta terza dell* Opsra feconda del Corelli . Dice Atimo Li berati convien fare una rifiejjione , che nella Mufica in alcune cofe il fenfo prevale alia raglone , in alcune altre hi ragiane prevale al fenfo , iff in nwlte altre il fenfo, e la raglone s" accordant, e /' unifcono itfieme. Quando Ji fiaceffbro due, tie, quattro, p pM quinte giufte feguite , e continuate di grsda , o di faito , qufic vengono prohibit: untverfalm-nte da tutte le buone Scroll., non gia perche ripttgnino al fenfo la multiplieiti delle confonanze di dette quinte giufte, ma perch} in cib prevale la ragione al fenfo , la qual: i che tantt quints giufte continvate , non producendo varietd veruna , chi quello che fa V Armonia dilettevole, percid non Jlanno bene, ne Ji devono fare, e cosi la ragione prevale al fenfo . . . . e fe un mezzo fofpiro , e meno ancora, C? una Croma, Semicroma , e Bifcroma non foffero Jujficienti a falvare , e due Quinte, e due Ottave , li Compofilori di Mufica a piii voci havriano un campo molto angufto da fpandere la varietd della loro Armonia . Da quefta Doftrina di Antimo Liberati due avvertimenti rilevaufi, 1' uno che in virtu di quefto precetto , che proibifce due Q u i n t e , due Ottave , e due UnifToni di feguit o , e per moto r e t t o , fara piu grave 1' errore di praticare due Uuiffoai che due Ottave ; cosi pure due Ottave , che due Q u i n t e , e la ragione e per fe fteffa evidente, perche due UnifToni rifpetto alle Ottave non hanno in fe ombta di diverfita d' Armonia, e le O t t a v e , abbenche confimili in tutto agli UnifToni, hanno pero fe non altro la diverfita dell' acuttzza, e della gravita, e percio con grande avvertenza i Greci chiamarono 1' Ottava Equifona, p e r c h e , fuori deli' acutezza, e gravita in tutto e per tutto fi uniforma 'all' Uuilfono. Cosi pure devono efTer maggiorrnente proibite le due O t t a v e , che le due Q u i n t e , perche quelte per f e , oltre non effere equivalenti all' Uniffono come 1' Ottava, i due Suoni, che le compongono fono fra di loro diverfi. L' altro avvertimento e , che la Croma , e Semicroma pofTono falvare li due UnifToni, U l a v e , e Q u i n t e , ogni qual volta fiano frappofte a due Figure di valor del doppio di l o r o , molto piu fe fiano in mezzo a Figure di ugual valore; da cio fi d e d u c e , che fara loclevole fe il Compofitore ftara lontano di frapporle a Figure di piii del d o p u i o , perchd I* impreffione che fi eccita nella mente di chi ode Figure di grande valore>

noa viene diurutta da Figura frappoita eft pochiflimo valore.

zazn
11. Efempio.
Di Gioanni Pier - Luigi da Palcftrina . *
Terza Strofa dell' Inno della Tt asfigui azionc . U ' " Hie il le Hie

ziifcEE 3Ei$=j|z! 3-3 :fz_,ziji_f


Rex eft

'__ . itJp5

le

Rex eit gen sren

ti ii

u | mm u ..

po pu y><~' ! li -

e n

" /-.ti

um

po pu

li

que _,

feg_^E^p_!_^^^E|^_^
Hie il le Rex eft gen ti um

32.
ti um Rex eft gen ti um

.L* Autore di quefta terza Strofa dell' I n n o , che la Chiefa canta nella Solenniti della Trasfigurazione ci porge un bell' Efempio di comporre fopra il Canto fermo del Quarto T u o n o . II cominciare di quefta Cantilena in F Ja ut feconda minore del T u o n o , quanto era facile a que' prirni Maeftri, altrettanto ii reude difficile ai Compofitori de' tempi noftri; lmperocche effendofi fino dal principio del fecolo paffa to introdotro il coftume, che le Compofizioni vengono aecompaguate dall' O r g a n o , che ferve on folo di guida, e foftcgno d e ' C a n t a n t i . ma aucora per ben imprimere nelle orecchie l o r o , e degli Uditori la n a t u r a , e le qualita" del T u o n o , fu di cui e ftabilita la Compofizione, chi non vede in qual imbarazzo, e difficolta ritrovifi il Compofitore nel dar principio alia Compofizione accornpagnata con I' O r g a n o , cosi pure 1'Organifta nel far qualche Preludio coll'Organo f o l o , prima di Cominciare la Compofizione obbligata ad un confimile Canto f e r m o , ogni qual volta che il Canto fermo incomincia nella Corda di F fit ut , e la Compofizione e fondata nella Corda E la mi? II P. D. Adriano Banchieri ( O r g a n o fuonarino Ediz. 1605. pas:. 77. Ediz. i 6 n . pag. 7 3 . ) ia quefto Inno propone de' Verfetti per l u r p a n o , i quali eomiuciano in F fa ut eon gli accompagnamenti di T e r z a , e Quinta; e pofcia palfano, e vanao a termiaare ia S la mi, ftla potremo ai gior-

- que Rex ju da

gmiHiUii t=^m
Rex Jo da i ci promiffus.

d^nr^rgg
po pu li que Rex ju da i ci pro mif fus A b r a h * popu li que Rex ju da
ci

pro mif fus A bra hae

3 A bra b e

pa

tri A

bra ha:

pa

tri

A brahx patri pro mif fui Abrahx


w

'-m pa

tri .

c-

_,
i

?; - ~

1 ''

Z~ZCZAZI ZZIZ.Z" ~ELZ_.ZZZZ _ I I t I I " X l Z ^


pa tri
f-

promiffus A bra hae

pro mif fus A bra hae pa*

E3E?E
pa tri

:
pro mif fus A

z'^zi
bra

ISS 'Zr""T"z:zrpa T tri

hae

giorni noftri tenere un confimile metodo nelle Compofizioni a piii Voci obbligate al Canto fermo, accompagnate dall' O r g a n o , e da altri Strumenti, fenza recare difpiacere all' udito de' Profeffori di Mufica, e degli Afcoltanti? Certamente che nelle loro orecchie fi formera una confufione ftraordinaria, non potendo effi com' prendere di qual Tuono fia la Compofizione. In si fatta difficolta ragion non vuol e , che lafci imbarazzati i G i o v a n i , che ft applicano a tal A r t e , fenza dar loro qualche l u m e , a mifura della mia debole capaciti . Un bell' Efempio per tanto , che mi porge uno de' miei Maeftri Gio: Antonio Riccieri, proporrd loro per norma a ben regolarfi in quefto affare. Egli nel Salmo "Dixit Dotni*ius compofto a 4. Voci con Strumenti in D la fol re Terza minore eon 1* obbligo dell* Intonazione di Canto fermo del primo T u o n o , incomincia un piccolo Ritornello in D ia fol re, coa i Violini UnifToni col BafTo, il qual Ritoruello pofcia replica alia Terza fopra , e in quefto modo viene a introdurre 1* Intonazione del primo T u o n o , che incomincia in F fa ut, e a condur-

*e eon fmgolare artificio, e piacere degli Afcoltanti il primo Verfetto del Sal-

7*
A-M-.--mkiMUmmd

rs

+-rf+-i

-zzzfczz
e

2:
uf fuf

"Z^"i5<--izii-i-Ii--:-"
que v u m f e m i ni in x que in m a arvum.-..

vuru

ZilZlZ^ZIIIlJ
f. \\ :./ ..., ; mi ni c juf que in juf que in arvum fe te mi m * ;"* M _^ atvum fe mi ni 4-+f+. f-"

-~n~""^""*" o / l ' Ul 4- _

1 tri tri

I I.

P
e

iuf JU1

I 1

que in ae vum fe
l

-I-*

gr-j^i^^^^|l5I%:^^^ ^^ :izzzl
ZIIZA""Il
e"

j u f que in x vum fe mi ni e

jufque i

X-

3^7

Um

-X*41 f"'**'"l* *f""' t - ~* "t

I **""

r**i

--

"

")

I ' '* * ' ***" * " ^~

mi

ni.

<-.,

"" _

iu

-. *

vu

I ->f t

::z::z?fifezi:zE-:u
mi ni fe mi ni

!zz:ztazz:|
vum

ES|EEEEEEEtE5EEjEtEE5Z
fe mi fe mi ai. c . e qualunqu r dot-

Salmo. E perche 1' Efempio ferve di piu chiaro l a m e , trina, eccone lc tie Parti pricipali. ^

* j_JS_!_S3^

. . . _ ^>.-h-.<vH:r|:jrn^^Tiii^ii?ii:i

HFe:

h11 1 1 . I l_t~ :r?__t-s-B"-F >->^^-t_:ki---Di xit Do mi nus D o mi no me o .

p^ti^iflfei^|fp!#
'fl t - i r t l

7*

zzzczjznzz: ::?'4J::_5-~g
I I I . Efempio. Di Diego Ortiz.
Quarto Verfetto del Cantico Magnificat.

ma gna

mi hi magna qui potens eft mihi magna

qui

potens eit qui

XJYEA"

4~zziziiz4"T'i"i~^z --'zir''
hi ma gna qui potens eft

mi

r|3==H:i3^!E|E?E||EE
hi ma

C*J

(*} Per ben comprendere la natura del Quarto T u o n o , s\ rifpetto al Canto ferm o , che al Canto figurato in Contrappunto afiieme uuiti, dobbiam riflaitcie, che febbeue egli fia fondato nella Corda di Ja mi, non deve pcro eiier eoudotto nell'ifteffo m o d o , e con le ifteffe qualita , con le quali veugon eondotte le Compofizioni ia Contrappunto del Tuono di E la mi. Le Corde dei Quarto Tuono fono E , F, G, a, !}, c, d, e ; al consrario le Corde d' E la mi per ii Co.itrappunto fono E, J J F , <?, a , k, c, Ec. lid, e. A bsu rfletterc conviea d i r e , die ft Quarto Tuono fia un mifto del Tuono di E la mi, e di A la mi re, perche in quelto non richiedefi il g , ne alia Corda di F fa ut, f c o m e feconda del Tu >no di E la mi, che deve efTcr m a g g i o r e ; ) ne a quella di D la fol re, corns Settima del Tuono d i / * m i , ) che effer deveancor effa maggiore ; ma uaicjunente il $J deve porfi alia Corda di G fol re ut ; e nel Tuono pofcia di E la mi non deve porfi il n alia fuddetca Corda di G fol re ut , ma bensi alle Corde acceunate; onde uncuHofi 1' uuo con 1' a l t r o , fenza ufare alcun dielis ne viene a for. mrfi il Quarto Tuono di Canto f e r m o , il quale , ficcome nella Intonazione, o fia Cantilena del Salmo , fempre fi ragira fu la Cjrda di A la mi re, cosi anche l i m e le a l n e Cantilene di Canto fermo fpeilo vanno ritoccando la Corda fuddetta. Abbiamo in oltre un' altra r a g i o n e , la quale ci dimoftra, K perche

=p:|iiJ|Sr=ES^: |=^^i=
potens eft ot Sanftum nomen e jus & Sanctum nomen e jus otSau&unt n o m e n

(4

& Sanctum nomen e

jus -V

_,

U Sanctum uomea e

jus

men
-I

e
e->

jus

e-\

& Sandum

nomen e

3_~tH_t f Hiziz'zzzBipitilii iij|z-;-Ziz^zi_z._


* &SanQum no * meu c jus. perche il Quarto Tuono frequent! piu tofto la C r.la di A la >nt re, che quella di E ia mi , cio e perche ficcome il Terzo Tuono ragirah p i l di frcquente fu la C >rda di C fol fa ut, che di E la mi, come rilevafi negli Efemp; delle Inton*zioni del faddetto Tuono pag. 54- <5o. 61. 6i cosi per 1'ifteffa ragione il Quarto Tuono piii di frequente fi eitende fu la Corda di A la mi re , che di fi la mi. Cie nem oftante deve pero il Compofitore di Contrappunto di quando in quando, tanto nel Q u a r t o , che nel Terzo T u o n o , fare la Cadenza in E la ml, effendo quefta la Corda finale, e fondam-.ntaie di quefti due Tuoni. Nel fare tal Cadenza 11011 hanno ufato i primi Maeftri il modo iHeffo, che fuol praticarfi oidinariamente nelle Cadenze, cioe di accompagnare la Quinta del Tuono , che trovafi nel Biffo, o parte fondamentale con Qimra rifioiuta in Terza maggiore da una delle Parti del Contrappunto, e da un' altra Part e con Quinta, alle quali T e r z a , e Quinta dovendov.fi nece-'fhriamsntc per
ZcxZ.&<?Z I -

legge di Natura aggiungeie il 8 nel feguente

modo

__E__^_Z

PerCl"

fine di sfug^ire tali accident!, fecero la Cadenza di 7 . , e 6. alia Corda di F fit ut ca ieiido in quefto modo alia Corda finale la mi, eome rifcontratt ia varj luoghi al fegno C*J

/"f

;,UH-'. ==3tt-p*2=
IV. Efempio.
Qi Gioanni Pier-Litigi da Paleftrina.
Terza Strefa dell* Inno per Ja Fefta de' Senti Apoftoli Pietra, * Taolo .

i^EEfe^EiEJE|i|
:zcz:
Canon ad Diamemti

izir

XI

$i
O fe lix Ro

:GZ:
ri ma

SlpillpJllgjilE^I
o fe lix Ro ma qua: tanioroai prin ci-

zjBIiS^
rr ma o fe lix Ro ' ma

:iz?zi': :i
[I ifflflfl

c : n* tan

o rum

-t-

Ro ma qvac Propone 1'Autore in quefta Strofa un Soggetto a 5. Voci, rieavato dal Canto fermo ridotto con quelle F i g u r e , che piu li riefcouo c r m o d e p e r formarne le Rifpcrte, e vi introduce iii oltre un Canone alia Quinta fopra tra il Tenore , e ii fecondo Contralto obbligato al Canto f e r m o , che foftiene fino al fine. Cade opportuno in quefto Efempio, e nei due fcguenti di proporre una dottrina praticata da' primi Maeftri, 1' efpofizione della quale con fari eke di Tingolar l u m e , e comodo per quelli, che s* appticano ad apprradere 1' Arte dl comporre Fugato , fingolarmente fopra del Canto f e r m o . E noto a tutti i Profcflbri di Mufica tre efferc lo Proprieta" del C a n t o , V1 una ehiamafi K a Vre-

a*

1 it
pum
H- - '

quae tan tt rum pun


i f~ " ^ ~ " A

, ci p pum ci um s

=8zjg5i|*|b54 g
pri ci .
pum

1g
"ZZ
A--

zzzfcite
es pur pu-

=_=Hb

-ft

-fi~-eB=r
tan

:$a.
ci
r

ZZ!Z " * $ZZ' ZZ HZZfa


_A.-_. -,

to -A^__

rum

pria

pum

:--$: ._ , to rum

prin

zi$zz$rz:
ci pum

es

pur

pu

ra

;
tm to rum prin _ '." . | ci pum :_g ;

J3Z
z. pur pu ra ia

Z1JZIAZ:$ZI|ZZ:-- z r
Z J Z I _ _ Z ~ Z I I Z $ I =ZV i pur ;vi
ia ra

r=_Es=
p' ti o fo

:2

ta

$1
ta es pur pu ta

3$I'?.ZZIIZZ Jz..z:fT:z:!iz;
ta pra; l i o fo San

^EfiEEEEiEiEE
pn ra fa

zizzz "" :: z^' : :zzt :: zz :c:: "zi


prse

ra

Eia

ZZIII

zizz^z: ::Hz: ~fr pne


. !_
O -

. JLJ

I1XIIEZE^Z!Z_!E
es pur pu
ra
ta

Proprieta di Natura g r a v e , che incomincia G fol re ut

E _ * CI " ? _ ^ ; Z " Do re mi fa fol -a.-2 "%P^~-ts _H_ la

HI

Proprieta di B molle g r a v e , che incomincia in F fit ut

Proprieta di B quadro aenta , che incomincia Gfol re ut

^zfiz&-^ Do

Do re m i fa fo! la
-

Jzz*z~*zzz~
JC

mi fa fol la A qua-

>n in

^"'iraiftte^wBsi

77 _ ! _ - _ * _ A Z*a

non

lau de

,-

feg_3E*_

fi$!zt:
n tu
-*4S^

; :[ZZ-*"t5-i-i"$ S I A Z I A ^ Z Z Z Z Z tiitz$z$:: zzK


a led i fo rum

:fc fed i
A

& pfo

IRZEZIAI^I
4 T -

'zzz'izt zz -z&:J5__Ww* " 'ICIZAZI icy T Ti _


,_.IJSlflZS
atu a fed i pfo rum me I

z:zzz izzz:z izzzz |:z:zzzz:gzzilz fczd


fed i' <^> pro -

*a
pip r n\

:
a non laude tu

EE|E?E~:pIEEEp
fed pfn rum

qualunque Propofta o S o g g e t t o , purche^ ftia entro i limiti del p u r o , e folo Genere Diatonico e uoii veuga trafporiata fuori di e;fo G e a e r e per mezzn degli Accident! " $ M, , e pnrche fia riftretta entro le fei Corde d' una delle t r e accennate Propri~ Proprie* , ty , potra I lari a n adequata adeouata rifpofta, mutando la Proprieta della delia Propofta Prooolta in una deld < le altre due Proprieta. Per e f e m p i o , fe la Propofta fara compofta della Propria icti di Natora Grave * & ^ f > j B g " ^ ^ f u S f ^ m f ^ i

.. ._

>i

"z^.'zzztBzzKzz^zzzzzzz.tzz'zl}:

la RifpoftaJ potra formarfi nella Fro-

D o fa mi la fol fa mi te do

1%
ir_Lj_4-T'f

iIIWfTttf^^r^^ii^^^
P rum mc I ri tis ex eel lis om I tis fed i pfo rum me ri tis ex eel lis om nom

f-44-1?*%:** t ~ ' - * - ~ 4 * ~ 4 - 4 - t - " , - , " " , w ^ ? " T * A T * * ' " ' t 4 ' f"~*

^p^^^ljlz^^^^ir^^i^^fii^^^^^ff
excel I is

~Arum me n

::tt
tis

x
ex

zsssz -*a
ctl

-_-A~
me rt.

zaz:
tis

zzzzx
.

ElEEg

izteptzp
lis

-AZ=.Z_$_ me ri
tis

ittz

.H- . -[..- -..,.,'$*-]^91-t-Hi


ex eel lis om nem

astt

_ JZZ
3 nem

i _ t tliZIZAt_$_Ii{l_ "* A -ZZ$jflGSCZfcTI Y " | A T " T ZZZj^-jbJJS


excel lis om nem mun di pul ehiitudinem ' ' , cm-

ztJ_^zSil_zz_^^tz3^z5!fiirzzz 5EfE*= i;zizzzlzzizzizi}zzzzi.1: z


, vT

ZEEZgEJEgEEjgS
om n em mun di

pul

chri tu ,di nem *

ex eel _ lis

om

nem,,

zBzzlEiz!:zi_izz:|z$z;zz{
lis om nem mun

;dtfc:,zrzfi
di ^ pul

:Eizz : A Z $ Z : 2
^chri tu- - ,

:_s_:

-h

cm

B ' - *

= 3 3 = Z-A_i$_:L$z^:::^a
chri tu

nem mun

di

pul

_:+z\
ex eel

"ZTZZZ"

Zi:
lis om nem mun di
i

h
Purc acuta.

pul

chri tu cinem excel lis om

Proprieta di B quadro acuto, o grave ^ - ^ z come pratieavano _-e per Io piu gli

^zfz^''^i::~-t.ZZZ.zf

Do fa mi la fol fa mi re do Autichi , in quella di B molle


OCCorse

SE_:-3

D J fa mi la fol fa mi re do

-zzrzzz ztzzz. z\zzzz :

j _ L t ^ jf o n

far mer,;ione delle Rifpofte all* Otta-

19

f-|jiz:=?=it=?::i=r$ iil^i
nem raundi pul chri tu di

_==":f
nem

ElEZ|:ff=BE!E|EE;ilf{pSEE=S
"""Z A " _.Z X ^ A Z " Z . Z Z ZZZ_i_.ZZtZZ_t._Z! Z ^ x Z ' Z ZIEZ^X X?SA.fiJff _Z. . 9 1
mun di pul chri tu -* di nem .

AA zzazz $=3= = p A Z|__:$ZIA_ = 5 **!'.,. .;-']l irdi nem

zEz:_z*z :rj=*
I"ff-IeA_I$:
nem mun

AAdi

nem

'3=

:Bzzl

= ziAZZAZz:zz=zzt=Bzz[: I chri J=$ZL-Z$l ZZ 4 g. ZlJ. pul di tu di nem<

Ottava, perche" quefte nen hanno altra varieta, che mutare Ia Proprieta Grave ir A c u t a , o 1' Acuta in G r a v e ; molto meuo occorre far meuzione delle Rifpoite all* UaifTono, perche ombra di varieta non conteneono in fe fteffe. Ritrovanfi perd alcune Propofte , le quali mifte fono di due Proprieta , come rifcontrafi n e l l ' F f e m p i o Terzo del Primo Tuono alia pag. 8., il q u a l e , eftendendofi fino all' O t t a v a , comincia nella Proprieta di N a t u r a , e fubito paffa a quella di B q u a d r o .

^ o T zzzzzzzzzzzzzz'zzz _

-'~2fDa ci6 ne v i e n e , che la Rifpofta comincia nella Pro-

H Re re mi do re mi fa fol .. _._. pfieta di Q m o l l e , e paffa alia Proprieta di Natura. H ^ Z a ^ t o ^ J ^ - 2 Z T l ~ | :

p. a '

.--r^rr*

Re re mi do re mi fa fol Ma qui nafce una difficoHa, che convien dilucidare, e fciogliere, affinchd non produca ofcurita, e confufione nella mente di chi a que'ta Profeffione fi applica. La difficult^ e quefta : Perche 1' Autore abbia formata la Rifpofta piii tofto nella Proprieta di B m o l l e , che in quelia di 8 quadro, la qual Propriety di B quadro viene a uniformarfi a quanto praticar fogliono i Compofitori di Mufica , fingolarmento de'uoflri tempi di rifpondcre alia Quinta, e non alia Quarta? A cid fi rifponde, che la Proprieta di B molle viene nel prefente cafo piii a uniformarfi a quella di N a t u r a , di cui e f rmata la Propofta, che a quello di B quadro. Che fe I* Autore avefle ftabilita la Rifpofta p u tofto nella Proprieta di B quadro, che in quella di B m o l l e , farebbe ft-ato forzato a introdurre nella Rifpofta ( o g n i qual volta I' aveffe fiffata Reale, e non del T u o n o ) non pochi accidenti di $ , come dal fegucn-. te Efempio

:-_3=r s

_.a

_ i ?__

-r-~-j; * *c^e
---

noa

u trova

ptaticato dagli An

Re re mi do re mi fa fol ticlii Maeftri, per non iicoftarfi dal Genere Diatonico, e introdurre una Mufica Finta , e TrafpoTtara , per fe troppo alicua dal Canto fermo. Che fe qualche volta introduffero alcuu'accidente di U, o di b , forzati furouo a cio fare, o per caufa del Contrapp u n t o , il quale per neceffita in t a m e occorrenze lo richlede, come piu volte fi e" dimoftrato nel prefente Efemplare, o per caufa di qualche impegno di Canone, com e nel cafo dell'efpofto Efempio IV. fopra le p a r o l e : fed ipfornmt in cui la Propofta

Id

>-*=? AI
Si cut e

**i

V. Efempio Di Gioanni da Pakjirina.

z==ifc dbj_^=g!9ffE|E
_ | r i Ir

Si - cut Canon ad Diopente , iff Diapafon

l l=^-^El||p|EE:
Si cut e rat fi cut e

r i j.

L__*

. - - f _M

&

B--~}aP

=ZII

xzz
Si
-4-

pofta del T e n o r e , effeado diiB quadro

-+.(

4-_v-I 1 -|

A e_h_?___pffl
4-

sforza a

rifpondere

Do una Quinta fopra per ragion del Canone

re
-i -i

fa la fol
1 1

_--r-4--3-1-

3 3 - H dal che ne v i e n e ,

che quefta Rifpofta del Contralto, abbenche apparifca della Proprieta di Natura, ella d perd trafportata un Tuono piu alto della Natuiale, perche fe la Rifpofta foffe della Proprieta di Natura , non verrebbe ad effere alia Quinta fopra , ma bensi alia Quarta fopra; percio, effendo alia Q u i n t a , corrifponde ; e ii rende fimile ia quanto agli Intervalli alia Proprieta di B quadro nel feeuente m s d o :

t-.

^ _ . 0 . w..

_+_

Propriety di Natura un Tuono piii alto. ^ e 3 Z ^ " * S r ^ . r C S _ _ : Proprieta di B quadro nel fuo efTer natu- ~ { y t y - ZZZZ1ZZZZZZZ]Z tale. Lo re mi fa fol la Tutta la qui efpofta dottrina appartiene fpecialmente alia Fuga Reale , la quale per cojmun fentimento dei Maeftri, cfienrio la piii degna, la piii pregiabile , e la piii "praticata da' primi ProfelTbri, richiede che la Rifpofta corrjfponda efattameute alle Figure, agl' intervalli , e alle Sillabe della Propofta , ne potra mai corrifpouder-e alle Sillabe, ogniqualvolta non fi rr.uti da una Proprieta ad un' altra; e fe qualche volta fi muta ( p e r le ragioni adotte) in una Proprieta aliena, cioe trafportata fuori delle tre Proprieta natuiali , cio fuccede di r a r o , e folamente perche forzato dalla aeceflita. Offervifi ancoia, che fe la Rifpofta della Fuga Reale e fimile alia Propofta

311

=zS=ii:t: z:=zz:lH: zrzfcz =$=*z z:zfc z5zz|z


Si cut e rat in prin ci - ,, t !

B~
Si

_$zzz=zz:
cut e rat

3 tE=Hsti3=5=$ H w

::::j:
rat in prin ci

4=S:i!Iz!lEzglEi|f
H - * rat fi - cut e ^ Si cut c rat

_c
.

ZA_=-XII^Z-:^ 33EZS! !ztz$Et_!


in prin ci pi

i]z^zzzlfjz:|?z ^z5z]ii?_:
rat -= in prin ci pi -

-t.__. z$z:
rat

zz?iziizzazzl==ziz:$zr: J.~ *:fe


fi cut e rat in p u n ci pi

pofta d' Intervall!, viene anche ad effer fimile di Sillabe, perche* ogni Proprieta}, avendo il Semituono in mezzo a due T u o n i , tanto al di f o t t o , ch; al di f o p r a , viene necelTariamente ad effer fimile e d' Intervalli, e di StUabe ( purche la Rifpofta incominci dall' ifteffa Sillaba della Propofta), come chiaramente pu6 tilcontrarfi dal feguente Efempio: Propriety di B quadro . I g l " " - I _ : ~ r i _ : s a _ _ ^ ZZZtZL fZ-ZZZZ-ZZZZZZ\ Do re mi fa fol la Proprieta di B m o l l e . 3 = ~ Z ~ r , i r S E _ _ ? _ _ 3 zf^Z^-ZZl H Do re mi fa fol la Proprieta di Natura.

7i-.zzz~iz~msy *~tz\
ZZIZCLZ^Z^ZZZZZZ-'Z-^ Do re mi fa fol la

E qui cade in acconcio 1' avvertimento del Canouico D . Angelo Berardi ( Docum. Armon. Docum X V I . cap. 3 7 . ) il quale parlando delle Fugiie Reali , cosi lafcio f c r i t t o : Quefte Fughe non hanno la formazione del Tuono, puiche il Tuono khn Ji pud formare di due Quinte, ni di due Quart e. Merita d' elTcr offervato, come per lo piii i prhni Maeftri dell' Arte hanno r ifpofto a qualunque Propofta piii tofto alia Quarta del T u o n o , che alia Quinca , e cio fu da L efti

II!
T T pi o fe nunc & fem per

:!=$z 6ES-$E::EZ0=$= ZI$IZ*ZI


m princi pi o

z=izz:s
_.;_A:

}** HU

pilllilllll
:fep!3
zl
-n_-~"
I ' pi o" * r> & nunc !< fem-

==F*=
,-,

_A-J=_-Q ='=iz ^z:$=z -"x ~s7* nunc

& fem - , per

n
ia

_zz r o
o

ijfci-Az: _A___.
=1

_-^ --i=5=|ff^ f t f f i^
& nunc & fem

t _..__._.0..__^-A-^ 1 s -- ; ~ t ^

i*z z_zz$z
ZZ$=|
& nunc & fem

Cii-zzzBzrz

ZZ=Z*ZZHZZ|
per

I |
>ih

effi praticato, per ftar loutani dalle Proprieta trafportate, e per ftar lontani dall' introdurre i fegni accidentali d i g . , e di b ; il chefipuo rifcontrare dagli Efempjfinora efpofti, e che fiamo per efporre in appreffo . Ogni qual volta perd la Rifpofta fia del T u o n o , cioe che ftia entro 1 limiti dell" Ottau va , la qualefidivide in una Quinta , e in una Quarta -fl*"El_C_ t o pure i in una
^

Zifk-ZZZ1ZZZZJEE.Z Qu3a , e in una Quinta, -~-ZZCS.ZZZZ

Perc'

non

P o t r a ftare entro i limiti

della Proprieta, perche fono in parte diverfi gl' Intervalli; c'6 non oftante, amm e t t e anche effa qualche corrifpondenza delle Propiieta, ogniqualvolta perd la Natura della Propofta lo permette , come fi veds dal feguente Efempio : Piopofta . Q - ^ i ^ J M ^ Z *

p_r. S _ _ W T C ? = 3 E ~ _
< 1 4 l-l I 1 - - M - - I- J-5--4* h V-

~_-\|Z\

P Sol do re mi fa fol la fol fa

mi re d o

Hifpofta del Tuono. j S 5 5 4 ^ g ff7{ T l ^ i g 3 S i i = E

Isj I I
:

Fa do re mi fa fol la fol fa mi r e do Da; quefta Rifpoftafirileva , eiie ecccttuata la prima Nota della Piopofta, che dice J,
<; la

B^zzzzzzizz^zziz^z-zzzzzzzz^zLfztzzzlz-zt- -

Hill ItUli

Is
r
J_-.4."*<-. )-".--

_...,...,*--: A-A~-~- t -f "f 1"""*"+' --n*'- + ' + - > * T &j"***

rz
& in fs ' cu la -r
A H ^ A ~ r - -$A =zzzB:=z$z*

~$=rz =zzc=z

rI$I
& (*)

_, &

nunc & (*) fem per

Z^ZI$I|=:QI=
& tn

i"

per

&

in fx

-.'.

cu

' Ia

XEZ zzizz: z^z^ZjfEi


fe
f l i t I

in

Ce

^^lil^i-_Ei^-^-Z^ Prf
per & in fae cu la & in fJB * -**

X
ZZ$Z
fe in

-fx cu

_g=i_f ZZtt".=
la *

fe

ii

e la prima Nota della Rifpofta, che dice fa, t u t t e le altre corrifpondono, perche eifendo la Propofta della Proprieta di B m o l l e , ne viene la Rifpofta della Propriety di Natura . Dalla corrifpondenza della Proprieta tra la Propofta , e la Rifpofta reftano eccettuate le Fughe d' Imitazione, perch^ quefte ripigliano la Rifpofta ove piii le torna com o d o , ora con le Sillabe, ora con tX lutervafli, ed ora con le F i g u r e , e non poche volte unite le Sillabe con gl' Intervalli, o pure le F i g u r e / e gl' Intervalli , ed anche le Sillabe, e gl' Intervalli y di quefte Fughe d' Imitazione fparfi fono Ii piefcnti E f e m p ; , come ognuno da fe potra rifcontrare . Il feguente jfcfempic V I . , ultimo di quefto Quarto T u o n o , che incomicia alia pag. 8 8 . , ci propone l' i.-.fempio d ' u n Canone, quanto artificiofo, aUrcttanto arduo da efeguirfi, in cui Ja Rifpofta, che e alia Sefta fopra, proceie per moto contrario. In due modi praticarono i Maeftri dell' Arte di rifpondere per movinienti contrarj, fia nelle Fughe l e g a t e , o Canon!, ccme A prefente; o nelle fciolte , nelle quali il folo Soggeiro o Propofta obb-liga il Compofitore nella Rifpofta a i olfervare il moto contrario. il primo modo e , che fa Rifpofta venga fatta all' Unifiono , a i l ' O t t a v a , o Quinta, o Quarta, o Terza , o Sefta, o Seconda, o S e t t i m a , o alle loro repplicate , tanto al di fopra, che al di fotto, con quefto a r v e r t i m e n t o , che non fia obbligato il Compofitore alia precifa collocazioue, e corrifpondenza degl' Intervalli , come dal feguente Efempio rifcontrafi. L % Cano*


84
t~. j
A - - . . ---'-"'

zfiz&zzzzx:

IZZZ - f -

J_J

rsifc*
in fa?

.-A-A -(-->-------

cu

la

Ex::z!z5i:EiSipf? EEKJfliE
in fa; cu la

TF :t
" fX

^-f_j_iSffi" '"il -.->-_ b cu

ffifz
& in fx

in in (*)..

fx

fc*32l3

(*)

la

3iH

-ftLi

$"$"AZZId"= I AllSI-rt* 3 txI_IS!EZI__=I.-_I_.-$(--fa:


i Li.
cu la

fe in

z|==3i^
& in fs cu la

Ttf-TTZZt!
Ft T T Y'_j cu la fe in

=fcrz4ifse

!i= ,i
t
cu la

=q3__.=z$p
CU'

_A_1_I[_

~ga'"f'S . IZ" x t t T t I q f l = ZZZ: =IXZ__I.|^iS_t.ci f Z "Z


f* Canon per m o t oJ j moto mntrarioal \ la Quinta

tf

~r
* TI

rzi
f
if

n -ry_^H-^--t-H-t : : 4*--- e - H-H-H

te-tEfrnTi

~i m a^. 'Hi
i-i H--4

1 P B - I - H ^ - 4 H ^ n^ 4-H-I

"-"H
t;_j?

ig__*_d_;_:=r_ ' 115*:

^i^_X-p-_W^-I >o- H I - P F 4-H-I

* 1 1 -yan^n ' .-?-M

* ^ i ^ 3 : * -

In quefta Rifpofta , abbenche corrifpondono per moto contrario le Figure , non corrifpondono peto gl' Intervalli, ed eccone la dimoftrazione dalla quale ft v e d e , come ia coliocazioue dv' Semkuoui della Parte fuperiore noa corrifpjade a quella della Parte inferiore
-.h :i=-CE__:____: -S"__y-o*-

11*

mzzzzzzz^-cLz^

:f zzz.zrzz.zmz: J&.ZVS In

Contrario alia Quarta fopra.

*l

pliillilllliil
men

ItZIil &^i\:'*

:z

x-

ZPZ$I$Z_!z' IZZItIZZZ[ZZIII=-. E^EzizizzS


- cu la ^ fae cu lo fi.' Cli rum A-

fse

cm lo rum

men

_.S=..-JIZIZ=;-.AEl|ll0l-izi^l|lA
'' fx cu lo rum A men

zizz
i-..

:izz

iztzzz =-_==iizi 1 .$:ri&z_zlz$zzi |z=-zzU


.<_.-

faeculo

rum A

men

r-

:_z:$z

:$=':

lo rum men In quefto modo di rifpondere per moto contrario fe ne vede V Efempio di Giofefio Zarlino qui fopra efpoito alia pag. 45. L' altro modo di rifpondere per movimemi contrar; e q u e l l o , in cui non folo conifpondono neila Rifpofta le Figure , ma ancora gl' Intervalli , e petcia lafcio fcritto il P. Camillo Angleria (Regola di Contrappunto Cap. X X I . ) Li proprj Roverfcj fon quelli, che ramtnano con li Semituorli giufti, confirm: alia Fuga ; e quefto rifcontrafi nel feguente Efempio V I . in cui il Contralto nella Rifoluzione del Canone prop ifto del T e n o r e , rifponde alia Sefta per moto contrario , nella qual Rifpofta vedefi non folo la corrifpondenza delle F i g u r e , e d e g l ' I n t e r v a l l i , ma fingolarmente la efatta corrifpondenza dei Semituoni; e quefta forta di Fus;a (a differenza della prima, che altro nome non h a , che di Contraria ) ha il panicolare, c diftintivo vocabolo di Roverfcia , come ^ E _ ^ t r ^ r i E l ~ ~ ~ E F : i t dal feguente E f e m p i o : -H ^~-^-<hrm-t

-Q-rnz-*-

r~TZZ~zzi Un

0
85 )\0

fa:

cu lo

rum A

men

fz

cu lo-

Ml
II Li ''''

E^-pZZl^ZX=Ed^^EIZ_^_gfE___i
rum A - m e n fx
f

cu lo

rum A

-H-SS *men

I . - . . . .

ZZIZZZ

rma"^ zrz?z_-*=fz
fs cu Io rum A m e n men fxcu l o -

^.J_i_ + ^ . _ _ _ ! _ . _ . _ _ - . I _ - . _ - _ - _

-4-~

gj-Z-^-E^felf^l^fefe
zzZzSz:
far cu lo rum A men

ElEErtEJEE^iE^Efc'

E|i^;^igig:|gi^S==^^^[i
"T fae cu-

- V-+-+- j w-+~zr~z

1$=;: A--Z--

\zrz
fs cu lo rum A men

Un fimile Efempio ne propone Giofeffo Zarlino (Inftit. Harmon. P . J. Cap. 6 ) compofto dal di lui Maeftro Adriano N v illaert. Di quefti C nitrappunti Contrarj, e Rev:rjcj ne trattano Gio: Maria, e Gio: Bernardino Nanini ( T r a t t . di Contrap, MSS. alia Reg. per fare Contrap. che rivoltino in divetfi m o d i ) D. Pedro Cerone Kelopeo lib. X I I I I . cap. XXXI. pag. 791. feq. Antonio Bruneili ( Reg. de Contrap. doDpii. Cap. 6.) Rocco Rodio ( R e g . di Mufi. con I' ajjgiunta di D Gio: Battifta Oiifante pag. 53.) Can. D . Augelo Bciardi ( Perche Mufic p . g . j o . ) G o : Maria Bononcini (Mufico Pratico P . a. Cap. 10. pag. 84.; Gio: Giufeppe Fux (Grad. ad Parnaff Exerc. V. Left. VII. pag. ao4- feq.) Nel Canone alia Quinta fopra, e all' Ottava fopra cfpofto in quefto quinto Efempio a fette Voci del Paleftrina , rilevafi come nella rifpofta del primo Contralto alia Q u i n t a , 1' Autore ha teuuto 1'ifteffo metodo dimottrato nell' Efempio VII. del Terzo Tuono di Criftoforo Morales alia pag. 6 5 . , c del quale (i e pari at o nell' Annotazioue dell" Efempio IV. del Quarto Tuono alia pag. 80. Si e fervito 1* Autore in quefta particoiar forta di Canoae di quegli arbitrj foliti praticarfi nei Caua-

-.z-inj-ig-ifiz rEterriEEEZ|EEEEliiEE|Er=Ef A=i:?zj=_;ziz'9


rum men men

-A-f.~~men men

-B-- 4 - i - e
ss
_ H

EEEZE|EE'E^|EEE!EEE|EiEJ;fi|!y^|ElEEElE5E
Y-

|_U

[z$z .zi j|:ii:ii :Eiz_=::=


lo rum A men

iE?l=lEiil|iIlfe
fae cu lorum lorum A A cu men. Canon, a j Roverfcio, al Contrario, alia Seconda, alia Teraa , alia Sefta, alia s e n i m a , e alle loro R e p p l i c a t e , ufaudo piii tofto quee!' Intervalli, che rlchiede la natura del T u o n o , che ia rigorofa efattezza degl' Intervalli, che rich.edonfi nei Canon! all' Uniffono, alia Qwarta , alia Qui?a, all' O t t a v a , C ane ) 0 r 0 R e p p l i c a t e , il che ogiumo potra da fe rifcoutrare nel primo Contralto di quefto quinto Efempio alia Corda di F / ; / , , tal fine contraffegnata coll Afterfco ( * ) , accid pofTa diftingucrfi quando vada fegnata col 8 e quango n->. Che fe il Canone foffe efattamente alia Q u i n t a , converrebbe che la fuddetta Corda di F fa ut foffe fempre fegnata col R affinche corrilpendefTe efattamente alia Q u i n t a , per uniformarfi alia Propofta del T e n o r e . Ua tutto cio rilevafi, come il prefente Canone viene ad effere del fecondo

tato alia pag. 6 3 . ) , che 1' Autore di quefto Efempio non" ha'"avuto'7atea^lole

88
_ vA--U-

:izz

It*
III I
Wife

V I . Efempio. Di Antonio Cifra.


Efiratto dalla Ueffa intitolata: Conditor alme fyderum dclV inno dell'Avvento .

_3_fl 1 zfTi^zzE.-:j-

*
A !


A A
M
IJ

ffftttfffl
,n -

! *x;7-r-

fXC .* * Mka , [ J * M f

^H.

.J_i >nfcm'^ ^ . X w * .

gnus D e

III

gu'us

De

zzti

1
Hi.,

di darci una rifpofta efatta, e formare un Canone rigorofo, (* H e * ^ A t aJVXJttava fopra nella Parte del fecondo Soprano, ma non gia alia Quinta t o p " nella Parte del primo Contralto. Propone V Autore in quefto VI. Efempio an Canone compofto fu '1 Canto fermo dell* I n n o : Conditor Alme Jyderum , nel qual Canone la Rifpofta e alia Sett P J ed e Uavrr/fi- della Propofta; e ficcome di tal. Rifpoke Roverfc.e, fe ne parlato alla'pag. 85. tralafciaremo ora di piii patterns , iuppoaeado che na Daan t e quanto abbiamo detto a chi defidera apprendere quelt' A r t e . Merita d' effer a v v e r t i t o , che 1' Aria di q u e f t ' I n n o , fopra di cm Antonio Cifra compofe quefto Efempio, a tenore del gufto della Mufica de noftri t e m p 1 compariffe quafi tutta del Tuono di C fol fa ut, e poco del Quarto T u o n o , di cui e fenza alcun dubbio l'acceunato I n n o . Per dimoftme evidentemente effere P Inno del Quarto Tuono , dobbiamo rammerno' rarci , che la Specie d e l l ' O t t a v a , di cui e compofto il Quarto T u o n o ,

^3m
II

fe

gnus De-

gnus De i

Agnus De Rtffulutio per Oppo/itwn .

zzizzt:?:i:^|=:=_r= =z:znz=t=r ==t=z::z:tzz:zz=ii=r:?i=.S:z:;_*


A
* ,

gnus De
. . Ol

^-\

A gnus De

>

4
Canon ad Sextant.

~$
,$. Agnus De

v7"
=EZ

8
gnus De

=Q-= 3Q

__kz

ZZ&

:=zzz$:
gnus De

Mif
N

?$.

HES

W
-

AgnusDe

feconda Specie divifa Aritmeticamente, come alia pag. 67. fi e notato, il che inutile non fara qui repplicarla per maggior comodo.

r
Quinta .

Quarta

~fil-

&

~t
M Ofief-

po
*- . - a . t i , . J f a . . _ , _ * - - _ i - _ . u . A - . A - A . _ - 1 .

~ - . t 4 . .4.. ....-j.4-..

3
i qui tollis pecca ta mun di qui tol lis qui tol lis pec ca

zi:zz_Z2$zh' !

$::

'3
f4

1+ qui tollis pec ca ta pecca

::f***

lit a====z::=;::::SstEE fc5


ta mun di qui tol lis

~o

$~"

itv
tol lis pee ca ta mun di -fOffervinfi ancrra le Note del Canto f e r m o , fopra del quale il Tenore fa Ia Propofta del Canone :

CO- t _

5s~B_ZZB:

!_H_A_I_|

pes:

--H - 4 - 1 1-

Cre a tor al me Ji de rum , a ter na lux ertdth ti um , Je fu Kedenptor s mm um , (4)

E_!=aF B = ? l ~^ , - H ^" 1
*" ten devo tis ^
Ue Ca to fe mo

fuppluum.

ir.,. ? F P*"goafo eon la Specie dell* Ottava fovrappofta , ft rileva enerc rm^erfetto, t a m e verfo il G r a v e , che vexfo 1' A c u t o ; imoerfetto verfo il

9*

z: ZZS=AZ zzsmJf zzzzzz zzzzzz zisl=*z: zc$iit iiAiri ~pec ca ta m un di

cxi'zi=iz(iii$:A:$j^:Aiz|=i:iz:
qui tol lis pec
/ ^

ca ta mun di

dona no bis -r

z=zz_zz$z zzzzSz: zzxtzz


rt
ca ta mun di

ifr ~z~iziz'z=z " S>


m' * - - i w-

A_.

i~~j_^~"
IT

T~ v

ZZZxE-iZI'' X I + % XI., _.zt Z i Z _ Z Z _ Z ^ ZllZl


do na no bis pa cem

z^^i|:|:jiJ:|Ej:*z^z^j:g
do na no bis pa cem -r ._:i_ na no bis
. . - _ J ...

zz~zz=iz "z'szpa

'*a

ilt

[=::|^|:J:tf-4IJ|f-t+l!

=Z_I{YZ$E|Zj

do na no bis no bis il G r a v e , perche non giunge al B mi, che e la prima Nota grave della QtiM ta al di f o t t o ; imperfetto verfo 1' Acuto, perche non giunge al b che e la Nota acuta della Quinta al di fopra. Sice h e , ne per una p a r t e , ne per 1' altra forma il corfo inriero dell' O t t a v a : e abbenche, come fi e detto alia psg. 4 3 . , il Terzo Tuono ( c o m e Principale, e Autentico) non ammetta Cadenza in B mi, ma piu tofto in A la mi re, o in C fol fa ut ; e che il Quarto Tuono ( P l a g a l e del T e r z o ) , come alia pag. 73. fi e dknoftrato, non ammetta Cadenza in ml, ma p i i tofto in A la mi re ; ammette perd quefto Inno la Cadenza in G fol re ut fegnata (1) , e la Cadenza in C fol fa ut fegnata ( 3 ) , oltre le altre due Cadenze in 8 la mi fegate ( 2 ) , "e ( 4 ) . Per le quali ragioni non e inverifimile, cite a tenore del fenfo, c del gufto della Mufica di Canto figuiato de' noftri t e m p i , non pofia eflere da qualcheduno, piii tofto giudicato quefto Inno del Tuono di C fol fa ut, che di la mi, che e la vera Corda Finale, e Fondameurale del Quarto T u o n o , e per tale riconofciuta in quefto Inno dato in luce con li altri lnni da Adriano Willaert, Dieso O r t i z , Giacchetto da Mantova , Gioanni Navarro, Gio: Pier- Luigi da Paleftrina, P. Coftanzo P o r t a , e da a l t r i , i quali tutti terminauo il Contrappunto da efii compofto fopra quefto lano ia la mi fua vera Corda Finale. M 2 Noa

/ _ M -r

.wik-M- r.A X-X._,_..,i.....,.f - . i a t ^ M i i

_4._4_-

-i.

na no

t-+-~i 1 bis pacem do na no bis do

$$5Z*EEfS?E!EjE!EE
na no bis pa
f :

cem
f T--f-

V-*
III '"

mm

*fclr=:r=i
#, t ' I, " , = 4 S =
***

Z_ZZ_*Z

v~T~

H -

:=i:
-t-

:tzz

z^z[z$zz$ziz?zz$zlz@Q=
9 A - -Z -* EEfZXI__X(XlX.
do na

H*

. ,

1 M - - $ + " - II-II*H
pa . cem *

Non v ' ha dubbio, come diffi, che 1' Aria di quefto Inno, fuori della Corda Fin a l e , non fia tutta del Tuono di C fol fa ut, ftabilito, e determinato dalle
tC.nrAe. n ,: n.1 Ii: i:...:r :i U-i._-..._ J ._... _:.! .4.'-

<

HiN

.,^...v.a ^ v . t y t jjnucip; acu nrmon. nviii-:. j . t n c ai inaeun aei secoio / w i . non toffe noto quefto Principio efpreffo perd con termini diverii, e pofto in eivcrfo afpetto da quello ritrovafi oggi giorrw) , io non ho il corraggio d' af. feriTlo. In quanto alia Teorica , baft a difaminare le Opere del ZarfinO, fopra tutto 1 lmvre/a del fuddetto dichiarata , e fubblicata ,(,' P. D. Gio: Mar. ArI * * , ove fa nlevano i Vrincivj tell' Armonia , i quali furono difottcrrati, e ua lcll e S J T A V* ? f lcc da Bftrtelorrteo Rami Spagnuolo nel 1481., e non poco j wiuirrati da Loriovico Fogli.-mi Mod"ncfe nel ^ 2 9 , e faremo p. rfinfi non effere J r t c e a t . e ' in quanto all* foftirza, la fcopertt dei primi Ekiticm, e del Princimo l T T ? ? f * i J l q U a h fi * diftlngdcre, noa folo le due Progre.fi. mi G a r n e t ri" he d e r l ' ' i n t n ^ E 2 7 * & c > a < ' ; i o a t e d,i' G r e c i . ma di p.u | , c i , propor/i i i W a a U ^ K S i 1 ^ ^ , t t S t S , C ?*"* c f,a d i Daodiclm. , " e Decimafettima, fenz. quali Interval!. am F * naicere, ne fsi&fteie il noftro Contrappunto. Non voglio

91
.

fzizzi

__&_

""I J :-i
cem

._g
' na no bis do na ~ no bis _ja cem pa

- B-r
cem i

x=
Z g__==Z_ +
rr

_s___=a: _ _ _
do na no bis pa cem.

=:!: | : 1 $z$z' + t-^-^S^t-*_. zzzz.1; izzzEzzEziszzfc:. zzzzzgiz~z MZZ= --5gl dona no bis pacem pa cem.
cem do na no bis

A__.

'#r=~t
pa cem.

fjSEJrfe^
do na ae bis pa cem,

:Uzzajcc8
ao bis pa

iiiT'TT
-

!:
cem pa

^""
cem.

"

glio perd con cio derogare punto alia gloria, e al merito dei due inftgni, e valorofi Profelfoti di Mufica, Mr. Rameau, e Sig. Giufeppe T a r t m i , il primo de' quali fu le veftiggia di Mr. Sauveur , e del P. Merfenne, feppe ridurre a til fegno il fuo fiftema , che poco o quafi nulla vi rimane, che non fia. dimotffato., e comprovato ; if fecou L > pofcia, cioe il big. Giufeppe Tart i n i , rilcvar feppe da] Violino, di cui fu inftgae Profelfore , quanto occorreva per ftabilire ua Siftema, il quale, fe cou maggior chiarezza foiTe efpofto, fempre p i i maggior deeoro recherebbe al fuo Autore".' Viene pofcia, oltre. la T e o r i c a , com. prowvo dalla Pratica, cioe dall' A n e del Contrappunto., di cui ne abboada d* Efempj de' pin eccellenti Maeftri il prefente Efemplare, gli Artificj del quale ben ponderati , e giuftatrtente comprefi , mi lufingo , che' difpomuno il Giovine,_ cho s' a plica a queft' A r t e , e che e perfuafo non effervi nell* Arte del Contrappunto ii folo ftile moderuo, ma effervi il paffato, niente inferiore alP odieruo, difporranno diffi i! Giovine a render^ , per quanto fia p ffibile perfetto in que ft' A r t e . Di tutto ci6 fi comprende con tutta chiarezza, 150U effer fola la .iodulazione alia Quinta fopta , cftiamata Domina'te, come fi vuole oggi giorno, ma effervi ugu:dniente, ( fe aon piu comprovata dsll' ifteffa Natuia , e daila P r a t i e s / , la Modulazione alia Quiata l o t t o , ciiiamata Soito.lumi'"*ntc. QUIN-

94

QUINTO

TUONO

AUTENTICO

La di cui corda finale d F fa ut grave.


ien formato il Quinto Tuono della fefta Specie dell' Ottava armonicamente divifa , le di cui Corde eftreme fono F J\, e fi compone della terza Specie della Quinta F c., e della terza Specie della Quarta c.f. pofta fopra della Quinta ( i ) , come dall' Efempio:

Quinta

Quarta.

:$zzzz
-A~
*

Si trova trafportato quefto Tuono alia Quinta fotto col b (2), come nel feguente Efempio : i
Quinta.

Quartu.

--

__=_fcs J * .

fr*

Secondo il Glareano (3), e il Zarlino (4), fi trovano ancora alcune Cantilene di Canto fermo trafportate alia Quinta fotto in C Jol ja ut. Hanno principio le Compofizioni di quelto Tuono in una delle cinque Corde, JD. F. G. a. c. (5). Le Cadenze Regolari fono F. c. a. (6) . La Cadenza media dell' Intonazione e in c. Una fola Cadenza finale Romana in a. ha quefto Tuono, e quelle d' altri Riti ritrovanfi in F. G. fcj.

*- (7)QUINZarlino irfi. Hxrmon. P. 4. Cap. 2i. Ediz. delist. , e I562. Zarhna he. ctt. Gio: Maria , e Gio: Bernardino Nanini Arte di Contrap. MSS. Uodtcachtrdo lib 2. cap. 20. pag. I16. 117, Tnftit. Harmon. P. 4. Cap. 18. kdif dei 1573. f. V.onavent. de Briria Venturtna MSS. S*ca XV. de Frincip. Tertii Anient. Fietro Aaron della Natura de' Tuoni Cap. 2 j . ( 6 ) Zarlino loc. Cit. P. Frane* Man Vallara Siuola Coral: P. a. Cap. XV. pag. 105. K7) Vedi nel primo Tuono della Star, della Mujiea lav. ii. pag. *, l*. V. pug. $98, (1) (2) ( i) (4J U)

9f

Q^U I N T O
I. Efempio.

TUONO.
CO. (2). | , in *

/ _ < 5 y _ ^ 4 - . + + + -T-Af+ -"T'tt' jV"T~"""*f~""'

Qui pacem po

- ait fi

Del P. Cojlanzo Porta.


Antifona , ch: la Chiefa canta nella Stlennita del Corpus Domini.

Qu> pacem po nit fi-

BsB^-^EC_" P
a

ElrEEferEEZEJE?Ei:
po
lilt

zpfc=$=

cem

fi

nes

11=1
ec cle

~": :::'"~r:^]A= f ~*~r" ~ f i a :|zz=t=

f:s?;zz:xzzz: :xzzt =CgEz]e::

SzSEE
fi a?

fru

mea

ti a

ZDZ^xlYlX XiI$EBE_A_.<_i_X^
C i -neseccle fi ae fru men ti a di pe ~

^a

ZZ=?Z(=_=:$E:Z_ZZ$::

;*.#\__-.
Propone 1' Autore nell' efpofta Antifona un Soggetto nel Soprano alh Quinta del Tuon o , a cui rifponde il BalTo alia Sella, ed il Contralto nella Fondamentale. e . L Rifpofta del Contralto e del T u o n o , perche, ficcome il Sopiano dalla Quinta difeeside alia Fondamentale, come dal Num. ( l ) ai (x) , cosi il Contralto dall'OrtaJ _ I I _ Foadamenule r. i _ i _ difcende J:JV ]. _ l i _ r\. J _ i Num. UT . . . al .1 ( s4 . \) . La r _ Mifpo <va della alia Q.;..-_ u i n t a , come &A Ci) fta poi formata dal Baffo alia Sefta, viene ad uniformarfi a c i o , che fu queifto prapofito lafcio fcritto i! P. Camillo Angleria ( R e g . di Contrap. Cap. 20 pag. pa 78. )
t\r\%rf> n nei rviflo ,-*#.. iff M t *'*** #./ .-. 1 -t f t n .- .1 v\*l! 0 It* & lrw/1& iiLi.i..id ri .- } ~i - j , . , . - , ..

uiitn a - "i: di
D e pe

fa

at Do tti ia t nnos o s Do

mi

n " uss. If

T-rr.
n

fa

ti

at nos Do

mi nus nus Do

mi

nus.

zijzz=Ejpzg=^L^zz=fr
ti at

_,,
nos Do

v
- . a

T~ZZZit

r ZAEZ$zjz$=$ztri= i=:zz -A-l-A

fa

ti at nos

Do nu nus .

come molte Cantilene di Canto fermo tante v o l t e , oltre le praprie Specie di Q u i n t a , e di Quarta, fono tramifchiate da alcune Specie d* altri Tuoui , come noia il Zarlino ( I n k . Harmon. P. 4. Cap. 1 4 . ) , e perci6 fi girano fu alcune Cord e , che relativamente al Contrappunto veng oao ad eifer a l i e n e , e lontane dal T u o n o , perci5 e foczato il Compofitore a formar gli Attacchi , o Kifpoite delle Fughe in qualunque Corda, che le fia pul comoda . e quindi a porre in pratica quanto c' infegua il mentovato P. Angleria . Viene inoltre ful principio I' rtutore di queita Autifona a uniformarfi ad uno dei due Modi deforitti alia pag. ^5. An not. ( * ) cioe, che nelle Compofizioni fopra del Canto feimo efeguito da una fola P a r t e , le altre Parti del Contrappunto propongano un nuovo Soggetto diverfo dal Canto fermo, acci6 fempre piii da tal diverfita rifulti si il Canto ftrmo che il Contrappunto. Fa duopo offervare, come il Canto fer-no di quefta Antifona, fi diftingue non poco fopra quello deile Antifone antiche, e anterioti all* iutroduzione dell" Offizio del Corpus Domini. In primo luogo fi diftingue, perche fu '1 principio forma 1' Ottava col paffare dalla Corda priucipale F fia ut alia Quinta compofta , e dalla Quinta alia Quarta compofta . Si diftingue in oltre per la fua Melodia , perche" tal Canto fi rende all' orecchio piii vivace, e piu fonoro del Canto di tante altre Antifone a quefta anterior!. La ragione di cio e perche, l' Offizio della Solennita del Corpus Domini, effendo ltato introdotto dopo la m c t i del X I I I . Secolo, come fi rileva dal P. D. Bartolomeo Gavanti ( T e faur. Sacr. Kit. cum Not. P- D- Cajet. Mar. Merati T. I. P. i. ex bdit. Vatic. Romac pag. 1217. ) Feftum Corporis Chrifti cum Otlav* ex irfiituto Vrbani tV. Ia6a. ab Eugenia IV. 1453. confirmatum ob caufam quern rtddit S. Thorn, in Officio ejujdem Fefii , cujus Officii iff ipfe Juit autor , ut in ejufdem Opufculo si- LeodtenJet pi imo celebniunthoc Feftum. Bzovius Anno 1230. n. 17. Ed effendofi gia in tal tempo introdotto qualche forta di Contrappunto, quefto tal Contrappunto eccito, c rifvegH6 ne' CompofitoTi di Canto fermo maggior vivacita, e fonorita nella Melolia di tal Canto, col di p i u , che quafi tutte le Antifone s' eftendeflero all' Ottava , cofa rariffima nelle Antifone anter.ori . E che cio fia vero riflettafi non folo al Canto dell' Offuio del Corpus Dovnini , ma di tanti altri ancora introdotti dal!a Chiefa, fingolarmente nei due primieri Ordini Kegolari Mendicauti di S. Domenico, e di S. Francefco, e vedraffi quanto fia piii viv a c e , ed eftcfo, affinche il Tuono li renda Verfetto, col fcorrere i Gradi della Specie d e l l ' O t t a v a , in cui egli viene compofto E abbenche in alcuni Officj poiteriori non li ritrovino le particolarita accennate, cid C accaduto, perchd ael comporre fopra le pamle il Canto, fi f. no ferviti delle Note antiche d' altre Antifone, coll' addauarle alle nuove p a r o l e , come ognuno potra rifcoflw trare nell' Antifonario Ecc.leftaffico, in cui vedra molte volte l'ifteffo Canto C le fteffe Note poke fopra diverfe p a r o l e .

VjH

BBSS*

97
/ * - / Q . -i JJ -.-< .

1 * z$=z:
Le gi

=S_3_:==3:
pio phe Ue

:*=
&ra ti

11. Efempio *
Frefo dalV Inno di S. cefco . Fran-

. ^ .(+ * . fA t-A * -- T 'A # ~ " "~ """"* -* /* Jk#-~*"V

A fiL> ?

nliprae Le gi prophetse

=fi:=:i f:|:!iif fcf= z:iz:jli:i:ipiir:zzrf=


era gra ti-

i l

Di Gioanni Pier- Laigi da Palejlrina.


Bfetnpio a Voce pari.

nJJL

ti x le

Le gi prophe tar gra

_S.fi __A-:~
Le gi prophet* gra ti 8

:$=:=l:z:z.zzziz=;=zj=

ae

pro

phe

tx gra

ti ae gra

turn gercus

ob

fe

:~ Z=:AZ:IZ:$_=
gi pro phe tae gra ti as

::^5_fclj|:|z?: :*2
4-

gratum gratum gerers obfequi u n

A.
e

?:=:=H:
s gratum gertns ob le -

gi prophe ta: gra ti

Merita particular ofTervazkme quefto Efempio per effer compofto di fole Voci a c u t e , che i noftri Maeftri chiamarono Contrappunto a Voci pari: il quale e di due f o r t a , cioe compofto per Voci pari aiute, come quefto Efempio, e Voci pari g^avi, delle quali due Specie ne abbiarao molti Efempj de'Maeftri antichi Ragolartneata di D. Matteo Afula . I Contrappunti di Voci pari acute erano compoiti per i Contralti nafurali , per i Falfetti, e per i Fanciulli di C o r o , che fervivano per Soprani, fin' a tanto che coufervano la Voce puerile , giacche prima del Secolo XVlI. n^n erano per anche ftati introdotti i Caftrati, come trovafi notato in un D'fcorfo di Pietro della Vallc rifcrito da Gio: Battifta Doai ne' fuoi Tratt. di Mufica T . a. p:*g. 256. Quelli delle Voci gravi erano per gli U o m i n i , i quali non avendo il comedo di Voci p u e r i l i , o Falfetti, fi fervivano di Contralti naturali, di Tanori , e di BafQ, e in quefto modo avevano una partleolar Mufica , ora di fole Voci g r a v i , e ora di fole Voci a e u t e , c con tale Taneti venivaao ancae a recae piacere agli Uditori <

Re*

98

""Eza.EzIzzzElzIrz^zzSz:^

of fi i urn

of fi ci

um

fe

Recliera non poco vantagggio ai Giovani Compofifori 1* efercitarfi nelle due accennate forta di Contrappunto; ftauteche, per la vicinanza delle P a r t i , dovendo gnuna itare riftretta entro i proprj l i m i t i , facilmente vengono a iucontrarfi tY ^ " ' " O " 1 , e a incavalcarfi fra di l o r o , e quindi viene a fconvolgcrfi tutta la natura della perfetta Armonia, iatroducendo quei Roverfci d' Armonia , l a n y a M P r a t l C a t " f u r d i l u o S ' d i trr >po> e di frequente rendono la Compofixione languiaa, e pnva di fondamento. In prova di che oflervift, come nelle d m p n m i Mae foZ Z I U ' f t i " r o , anzi rariffimo trovafi praticato da effi I'Aec o m p , g _ i a r a t a t or , dd_ Qp ,, f u o r i d i c e n . e S e f t a . prch(_ UEa f a i Armonia otto t tait ale Arm-, Accompagaameuto nel fuo vero effere di perfetta lM t e m v i ! * ^ l ' o v o c e , che dovrebbe effere collocata al di fopra, wieae ao e f l e r e a e i gnrCt hiaramentc e soji fuoj. de, ^ e n t r o . comc rile-

*?
i f f n f <*
_ ~-t ,_U _L j - ^ J , .,* M - M jam ~~t+*.mm*mom^im*t^i

2-iJ-A

*
fo

:_==$::

zA$_z I j i l ^ I - x T'. :___*_j_fc_fj


le mni ce le

T.f"" ---A- - * p . , *vl*a*ar-*w-

- M *

brat

rjfjj I "t : |'11"' ZESS^rBFlZiBft | J


mm ce le but fe .
e-\

IL

fto

"io -

_ pL=, E^^H^^^^^^^^zj |jig ^


fe fto fo "A la mni ce le brat fe fto

ilEESEEEEE:
&

Z $ Z ^ [ I | | ^ : : $ Z : { A Z $Z:A jzEz||z:z
le b r a t .

fo

le

mm

T ZZ2xTt;'

::fz:$zz;
"ZZ
mni ce ' le brat

~~
fo lemni cele b r a t .
i

rilevafi

dal feguente

Efempio;

ir.&

Roverfcio di Quarta , Armonia retta di Terza , . . . e Sefta. e Quinta. Quindi ridotto tal Roverfcio al fuo vero effer r e t r o , fi eonofce effer bensl accompagnamento roverfeiafo di C fol fa ut, ma non gia di G fol re ut r e t t o . Si deduce da quanto fi e d e t t o , che quei Maeftri fi aftenneio da tali accompagnamenti per uon generare equivoco nelle oreechie degli Afcoltanti, e per non indibolire la forza dell' Armonia, il che non fi pud negare da chi efamini bene la natura di tale Roverfcio; tanto piu che non eifendo le Compofizioni del Secolo XV'T. aocompagnate con 1' Organo fempre piii veniva * lcuoprirfi quanto foffe equivoco, e percid d e b o l e , e Iaaeuida 1' Ai Armonia d i Quarta , e Sefta . N a Ko

III.

Efempio

FJlratto dall' Inno di S. An- J


/o*o < < Fadova.

D* Gioanni Pier-Luigi I""" / < * Pakftrina.

1 '' :t

;- a -a-y?
_ _ _ _ _ i - _

Hi

u_zz._4::
na ti g e n't tor
-a - -

hoc g e

i-

to

---

,.

/\

$30-'
hoc

:tz=:r=lt:t-tit;:=!ni :$:| tus


ge ni to n s e

r=zzztxXEi il=_>*

J5||3=Sj^_^!E=i_5r5
' ti ge ni
. J J"

-fti

*-;

1~r4Bs

=1'$= rS-Dacf
hoc ge ni to ris ge-

tesffi5^Slr^|_E^=iS~|=^^=S?
ti g e . ra*
. ., toi K t- are?il t h c gc Ri

to

ns

IZZZZZIZiZZZZZZ_Z= Zf^_^

.A_. t - : .. T . r A__ : !

^-\

Ijgp^^rr ~=gF ~zz _ _ z fj z=z ^^ff~~h

--*-?&i.--I*p *s -~-A -*~ liYA"" s

*""# ,Ta~ T S ^ l a t o i . "h ~ g e t " o~T= ' ' ""hoc gen-no o n -dobbiamo trafcurar di ril-evare le quaJUa nngolati, che <ha nel Canto fermo II Quiuto T u o n o , le quali fono anche comuni al Sefto l u o n o fuo &lt . & note a tutti i Compof.tori di Mufica, che <,ahn.qac Tuono di Canic. deierm g u m o ha i Gradi s di c*i c xcmpoHa la propria Ottava fiffi, e "\tl alette mutando uno *li dfi, -viene a inn tar fi asnchc d I u o n o , come *** nella feguente .Scada did T M ^ f J* * * . * fono *ff>ofti, ^ j j ^ "

*OI

/--Pft {---*--*P *-.~""-r"z=_zzjzit=1= "^lli^t+EZtZZtZZr ...Z== JZ &ws A$" "75

:g$i$$p$-^- ~+-+
JSse L-I ' .-

ariKifc r~rHE \izfzti


M* que *

(.-_>..2-- lX-Vl ni tus tus ni

_.l_i__V-4-V-*-v ac par a tri t__ & ac par u tri

=fl=b^=5i-=ttS'$f+t+f T+^
hoc geuitricis ge

"g^... gL
que

JL T s

ai tus

ac pat u tri

j-L^Jfafc; ?#i 0
^f< . . _ _ , _ >

Vz__. t z-i.__. : :

z-z=:i:=i: ==_=?=

:zAac par u tri que

ho: i;cni _=- = t -

to

" zili8te
..-..-A. ns ge m tus ge

|:

ni tus

4-4-+t =wit~ :f
ac pi. a tri

~*-VKT

A"-#-v- r
q

.Sw '

i''i

~ :z$zr~!|ZZE$Z
ris

".osrszf -'guiu tus


. * * * . . > ,

Zi

-A
ac par u tri que ac par u >

z=Z'1

*""

:#zzzS:| :|::z:z:
i-. di tor

5zz
pa

ra

|- ', rr 'TTj

ztt
cle -

"4-T

zffznl:1 zrsiiijJLwziifiti"

__$A-r{
hoc Spi ri tus

Mi :$:_z
> t

H-l-Z_ _.i..._- ___l.--_


i^Mt. l i r a , QI
l(

q'ie con

di

tor J

pa ra cletus

:iz:

ZO_T__AT~

-B
pa

=:gz= ZZHZlES
ra -

^fcim 8 3 =3_____ * r=_zitlHiiit4.i== :_==B!?:i2_i=: ac par u t v i cm ditf^f para


;Ue C

* __ 4- 14F con di tor

cle

us

ftoc

Spi ri tus

^ que con di tor pa ra cle tus hoc ** Ul Terza maggiore per fe fteffa naturale, tutti gli altri Gradi di cui a compofta r t Ottava di tal T u o n o .

i ,E
---o--

t;

:T

0.X,_:

B-

t^.=z=EEzaz

-0..__..
JGL-

Z33ZZZZZZ.ZZ. ^ZZZZZZZ

"ZZZZSZZZZZZZZ^IZ

^ondamenisJje. . jrnaj..

3. mag.

Quarta.

Quinta.

6. mag.

7.. mag.

Ottava <Qu

102

f ,

J^=3E_|^St^S^^ScS__ii=:
tus hoc Spi ri tus pa ra cle tus r hoc Spi ri tus. A Q$*A Q
/ X

" XJL_LJ

iz=t=az zfi
tus hoc .- *-Spi ri tus,

h
l
" Spi ri

pa raele

tus hoc

SEES
tus pa racletus hoe Spi ri

|zz$zzz:zjz!?f ffjzzszzt r B
tiis hoc Spiritus.

.1

"t

Qualunque Grado di quefta Scab , che fi muti coll' aggiungervi qualche aceidente di b m o l l e , o di $ , non v' ha d u b b i o , che viene a paffare da un Tuono ad un' a l t r o . In. fatti, fe fi altera la Quarta, levandovi il b m o l l e , fi mura il Tuono di f fa ut in quelfo di C fol fia ut; fe fi aggiunge il b molle alia Settima, fi paffa dal Tuono di F Ja ut a quello di B fa: onde dall' alterazione di qualunque Grado componente 1' Ottava , viene eonfeguentemente a variarfi il T u o n o . La f'efta Specie dell' Ottava Armonicamente divifa, della quale nel Canto fermo e compofto il Quinto T u o n o , ha pure aneor' eflii gl' ifteffi iHteffffimi G r a d i , de' quali e compolta la Scala del Tuono di F fa ut nel Canto figurato, come rilevafi dal Quinto Tuono Autentico efpofto alia pag. QA,. Quefto ^ *' ""ico Tuono del Canto fermo, che ne' Gradi, di cui e compcfta la fua O t t a v a , in t u t t o , e per tutto e unifotme ai Gradi del Tuono di F fa ut del Canto Figurato. E nonoftanteche la fefta Specie dell' Ottava relativamcnte al Canto f e r m o , non porti per fe fteffa il b molle alia quarta Corda della Scala, perche ( c o m e riflette rettamente il P. Domeniso Scorpioni Minor Convcntuale liiftruz. Corali Cap. XX. pag, 7 8 . ) ogni qual volta fi vol effe che ftabilmente della Proprieta di b molle foffe il Quinto T u o n o , non farebbe piii T e r z a , ma Quarta Specie dell' Ottava; tuttavolta per le ragioni note ai ProfefTori di Mufica , e da me dimoftrate nella Storia della Mufica T o m o primo alia Differtazione p r i m a , a fine di evirare il I r i t o n o , richiedc per lo pitl il b molle alia fuddetta quarta Corda, e percid in tal modo viene ad uniformarfi il Quinro Tuono del Canto fermo al Tuono di F fa ut del Canto figuv*io. Che cio fia v e r o : offervifi la quarta Specie dell' Ottava dimoftrata alia pag. i., di cui e compofto il primo T u o n o . Quefta in niun modo ammette la fettima Corda, che e C fol fa ut, alterata col J| come neceffariameme riclilede nel Canto figurato il Tuono di D la fol re terza m i n o r e . Offervifi purs la quinta Specie dell' Ottava efpofta alia pag. 43., di cui e compofto il Quarto 1 uono. Qusfta non ammette il $ al F fit ut feconda Corda ne il 8? a! D la fol re fettima Corda, come richiede neeeffaiiamente il Tuono di E 1* mi Terza minore del Canto figurato, come di gia fi e dimoftrato nel Quarto Tuono alia pag. 73. L* ifteffo rifcontrafi r.egu altri T u o n i , come oguuno da fe potra facilmente conofcere. Ed ecco dimoftrato, come il Quinto Tuono di Canto fermo in t u t t o , e per tut-

M\

<.^a,---,.v-_i-..-.f.*,-|,-*<.-.->

z=z=zb:5=::|:=:flrz|z:z^ z:zEzzi=z=:ziz::z:z
E fu
ri

2
-

en

EEEE|E=Ei=||:|5||pr
I V. Efempio
Efirjitto dal Magnificat a 5.

-i
fu i3-3Z_ ri en

AW .

{ 4--4

Dt Gioanni Pitr - Luigi da Palefirina.

^Epg|=5p__=^^iEq_d
jj tes im pie vit bo nis
_i .

:E~$=
i. ms wL(.;

im pie

vit bo

-H-arx-A-J
tes

:Ei=zf:z_zz:
fu

zizz
ri

\ zk E 2 3 E =E:"?|=?z F * _1=
en tes im pie vit bo ni

==_

.#_

:AZ
im pie vit bo-

ft

tes

implevit bo

nis ms

im

pie

>:z :$z
E

' $E:]fer

* per maggiormente dilucidare la prefente materia de' Tuoai, tanto per fe fteffa ae-

fu ri en tes im plevit bo nis im tutto fi uniforma al Tuono di F fa ut relativamente al O n t o figurato, e percio fi rende piii facile affieme col fuo Plagale fopra degli altri T u o n i di Canto fermo per comporvi qualunque forta di Contrappunto a p'ucere del Compofitore.

z$z:jz::::::$z:fc

X04

g 1V -_<- * " * * ] ' A -A w l t $


im plevit plevit bo bo im

tA f g S g ^ ^ = ^ ^ ___=_zz
lS *> _, _.

s
-*-T

j~Z a }$ A - V"\ZlZ_xZ_Z-5-. IZZIZZZZZZ J+ZJ. 1 ""


en tes tes im i m ppie l e vvit i t bo bo

r-x-"A""!A"AZ35'"ZE$z iAZi'.: Z.-A-- ,-- 5rzfc : _ZZZZ+"Zx. ZZ ~" plevit im

-^ ,

im

bo plevit .--+*

E:t===t:=-:=i:?^"'Eil:?
U M "l
,11,

ts-.-2_.aT:5
r

l~ 4 - + t ^ t T * T "

nis nis

^plevit implevit

bo BO

nis M.

E|=f{EIE ____i^__^_=^__8S=_-^
L

\l L}
mm

v i t bo bo Vit

nis n

implevit bo immev.i u

nis -

implevit bo

l=5fi=== plevit bo nis im pie


_ to

:_!
vit bo '

!..+., T+4~T-ft1jA"**_Z ~ * t l ' A W f f i f i i - r

~i""fi -3?

M!

feE?$lEfE?E
p } Z + - + 1{ ^bo 1_X.~ 4l

-^--- -:j^plgEjggEEj=
++1

1 * Z s! di' mi mifit viit . tc' -H T f;i ^jdX iv sd St . i na


f nis ms "zzlzZliEZZEl 1 Z"'"-t---$ : $ : -t : "
He di vi-

".11.1 impTevit implevit bo bo

""lEErE

fl2S=E_sE^
HZ,-.-<

?^_ttriai==5?^__^^ff^ 47._x^-i
& U di vi tes di mi " i del U im pie plev i t bo * l " *Z " , c o n ! p o r l 8 f o p * <fl vit b . e c c n a r i . al Compofitore di Mufica . ^f<**Z* ^maggioTXez fijwj Cantd f e r m o , non fara fuor di P J f J ? ^ 0 , ^ ^ ! ! * % $ InogVi, l f**$L oechi del Giovane Compofitore U d.nereuia > " " < j * " acc ioccU * J tra i T u o n i del Canto fermo, e i l u o m del Canto ng i . d e i iuegli illuminato di quanto richiede uoa folo ciafcua det due o B0,

IOJ

ii

,J
ui

L. *"

EZEEI2
mi fit in " " na ne*

di vi tes di r""~*

:$_$z:*z:
nes ^ Iits
A

;=*"$::
_ _ _ _

ot di m ui

vi vi tes i t s Ji JI
A

mi nu
T

fit in.

" ^ - T A A

=_!z:*:z z=zi:==
t tes di mi fit in na nes & di vi tes di-

^^""^r^ftQ^-JvTT
fei di \ i tes di mi fit in na nes

___E__0ties

P 0 = --"-!--Z-W *
di mi fit in 1 na nes & di vi-

rr^zzjArAZA^AZAZ^z:

fcz:
,, bt di vi tes di mi

~-irz*-\.
fit

M _ J-fcJj=jE$E!i=;
na nes -A nes

|zz$zzzzt:E.A"A;:i*AEAz:$z:tz$z$ziAztz:A: ::zzz?z
nes _. & di v i t t s di mi iu in na

pa

= : = = $ =
mi

_._0;Z .AZ - _. __!__s__jfi._-sLfi_ =!=3fcz.fc zfzzxz


in na nes -=

fij.__!_:AZ0:.:^
I *

-H-A-- ~

fit A

_00~ ,~-Ar-- S r f H - i z:^= f zz

I ZIJ2

>zizz$z: ZZZZZZ0 : : = - = z$zfcri fi3fizzts zzzzzz jz$zzz=: z:izz:= ZZE


tes di mi fit in na nes. & tii vi ics di min o , ma ancora delle loro S p e c i e , e fingolarmente della modulazlone, che in ^ o^iuuio richiedefi. Per riievare la natura dei Tuoni del Canto f e r m o , prenderemo una Serie di 14. Voci, o Corde comincisndo dall' Alamire grave fino al G fei re ut acuto: Entro di quefta Serie ritrovaufi ftabilili tutti gli otto Tuoni , dal Grave com inciando ora da una Corda , ora da un' altia , e profeguendo in ogni Tu,,no vejfo 1' acuto il corfo degl' intervalli d' un' O t u v a iutiera de' quali vien eompofto. O Pri-

HRS^^H

1 0 6

, I . - - . _ . A ^

_.,

.ja

_n

1- wmBtA

_j

di mi

fit

in

*-/

na nt s . _ w

*
& d i v i t e s d i mi fit in na

h_B=:
nes.

:z:i:l:tlizz:zAZAt$:Azz:izzz
:0z=EZiz
& di v i t e s di

"-T-AI-I
mi fit in na nes.
--....

- E #-

==**:
fi di v i t e s d i mi fit in na

z_!zz$: -anes.

~^~A~A~$E
*

===: =$==:$
in
33 ~ j 0.
#

--i
na
. IO.
.

azi^;[z^zp=r0= =gzz^^p di mi fit


fiit in na

ES);
_12.

~_rzzca::
1.

:^:_a_z___=__-__:
2.

;

_.w

3.

4.

5.
.

6.

7.

8.

II.

13. I 4 .

F r i m o T u o n o Auten. Q ?

p ~ ~ o * a H ~ ~ ~ : ~ Z Z Z Z Z Z ~ r .'
*

. ZZZZ&ZZZ^ZZZZZZZZZZZZZZZZZZBZ&ZZZ^ZZZZZ^ZZ'L:}'

zBizrzz-zzzzz.
C5" S

es

^__,ca

__.

__.

t i

o-H

j '-i1

Secondo Tuono Plagale.

Terzo Tuono Autentico. ^ ; Z :


:_:zcrzz_"_ZZ_uZZZZZZ_-Z

_.

1^_L

Z ^ | Z Z Z Z Z Z Z Z - Z Z Z ^ ^ ~ - Z r Z ^ Z Z Z Z ^ - f : Z Quarto Tuono Plagale


Quinto T a o n o Autentico. g ; * 0 _ - C 2

t-

:zzz-zzz^zzzj3:lz _:zzz^zzzzz=z_:

;d.

-^

_ Sefto Tuono Plagal 3 3 - - : - Z - CSZZZ:ZZZHZZZZZZZZ:[: i~4. . 5Z_?ZZ'*'

Settimo Tuono Autentico. 3 * o : ~


. . . . . .

Z ..' ' " " Z _ ZTZ"

S3

,_ 1

ii

..

EPI=^^_z_E___r:'

TZyzZZZZZZZZZZZZZflzOttavo Tuono Pla.

: is sazr_:zzzz-_{:i gale.
Da

I0

Da auefto Speechio chiaramente rilevafi come fopra la efpofta Serie Dlatonlca di 14.
Voci, fi r.trovan ltaoiliti li otto Tuoni del Canto f e r m o , c che tutta a loro ditterenza non confute, fe non nell' effer 1'uno piu acUto, o piii grave dell altro , ma le Voci, o Suoni de'quali fon compofti quefti T u o n i , reftano fiffi, e imn.utabili a tenore delle 14. Voci della Serie indicata , e fe alcuna volta mutaii la uona Corda della Serie col porvi in luozo del fcj. il b . , cio aviene , perche fiamo forzat, cli farlo per le ragioni di gia accennate , reftando perd fempre immutabUi t u u e ie altre Voci o SUoui . |?er dirtinguere pofcia la Natura de' T u o n i , che fervono al Contrappunto, e quale fia la differenza che pafla fra effi , e i Tuoni del Canto fermo, prima d" ogni aitra cofa convien fapere , effer due le forta di quefti T u o n i , alcuni di Terza maggiore altri di Terza minore . Per efempio le Corde di C fol fa ut , F fa ut. e (? fol re ut, le Terze di ciafcuna e naturalmente maggiore , come puO rifcontrarfi nell' efpofta Serie di 14. Corde; le altre C o r d e , che fono D la fol re, E la mi, A la ij* re, e t), hanno naturalmente la Terra minore. In feguito di cid ne v i e n e , che la Terza maggiore conduce ftco la Sefta m a g g i o r e , e la Terra minore la Sefta m i n o r e , ftanteche effendo ambedue Confonanze imperfette, perche foggettc a mutazione, I' una fegue la natura dell' a l t r a , e fono o ambedue Maggiori, o ambedue Minori. Gli altri Intervalli, come la Quinta, la Q u a r t a , e la Seconda, non fono foggette a veruna mutazionc, e fono fempre coitaatemente ognuna di ugual valore,- e nonottanteche appreffo de' Pratici fiano confiderate due forta di Q u i n t a , 1'una Perfetta, 1'altra Falfa, e due forta di Quarta 1 una Minore, I'altra Maggiore, abufivamente cosi chumate , quefti due vocabofi di Falfa, e di Maggiore e'faminati coi principj della T e o r i c a , e della retta Pratica, ci dimoflrano con evider.za, in primo l u o g o , riguardo alb T e o r i c a , c t m e ognuco potra da fe riconofcere , da cid che fi 6 dimoitrato nel primo Tomo della Storia della Mufica ( Differt. II. p3g. 155) quanto fia lontana la Proporzione delle due accennate Confonanze p e r f e t t e , dalla Proporzione delle medefime a l t e r a t e , come fi vede dalle Proporzioni delle une , e delle altre 3 : a Quinta . 64 : 45 Quinta falfa , o diminuita . 4 ; 3 Quarta. 45 : 3 2 Quarta m a g g i o r e , o alterata. i a : 6 Ottava compofta 2880 : 1440 Ottava compofta d' ambedue . a : 1 d' ambedue . 2 : 1 In quanto poi alia Pratica fondata fu gli Strumenti, particolarmente ftabili, come Organ! , Clavicembali, e confimiii , ella ci dimoftra che tanto la Quinta diminuita o falfa, che la Quarta alterata, o maggiore li riducono come ad un ifteffo Intervallo
_ 3

diffonante . In fart! , fe noi confideriamo il feguente Intervallo di r?-~>

Quarta maggiore. (chiamato anche Tritono , perche compofto di tre Tuoni naturali per f e r i e ) , o rivolgiamo i di lui t e r m i n i , ponendo i' Acuto al di / o t t o dei Grave prende altro n o m e , e viene chiamato - S z ^ ' ^ ~ 1'ifteffo rifcontrafi pure nelle Corde trafQuinta falfa . portate dagli Accideati fuori del Naturale come le feguenti _ ^ _ j k - ., Effjnz

le qi;ali rivoltate fi convertano in _ Z _QZ 5:"t

s^zzz:tE-t
So- f Z33ZZ

Qiiarte maggiori. confiderate per6 nel fuo vero effere ,

Quinte falfe . non fono che Intervalli a l t e r a t i , o perche mancsno, o perche* oltrepaffano 51 gi U fto, e percio devono chiamarfi ( c o m e altrcve fi e dimofhato ) , o Mancanti. come con la Quinta falfa , o Superfiui, come la Quarta maggiore, licche* non poff< b n o , ne devono chiamarfi Confonanze P e r f e t t e , nemeiio Imperfette, ma affolutam tamente foMr>

A -. _. -,

_/T*

. _ / l

. .

10S
. & _ - . . . _ _ a _ M | 4 t a a ~ > M ( .^ ._.I-..-,". - . f - *

: ^ ^ E E 3 ^ E z^=gz4:zaa^pg
:zj:z :a:
Si

V. Efempio.
jyiraVo dal Meatus Vir, Quinta Tuono.

cut

3fo
v

=d
- * _ .

:f:_3

rat

S=5=5=:

iu

pun-

I l

Di Bonifazio Pafyuale da Bologna.

u.j-$:==:
"t Si cut

Si

cut e

ra in prin ci-

zta=;=z:.
zi
-3
- Si

zz;z*z:
Si

~& e A rat in princi pi o or nunc & ' . _ W . i . V r cut e rat in princi pi o ZLT-ArA ! 1 : A = _ = ; :2

-*-0_,

.A.A

p*

cut e

rat in princi pi

us
pi o H femper

fcjbt*
nunc & fem per & in fse cu

=$z:
_=j::__J4.4--===t=
la fae cu lorum

. ci pi o ot

to

I l l iffiS*! i
_^=A_rf:z?jz:
& " fem * & nunc

E|:iE| :E?E~| ESE "


per & in fae cu la
4 +

fae-

E=sE| 4jS==j|Ea=f Ef:i== =E$Ei=


_ <st

ZT8-A1in ftecu t

"+f -

fa: cu lo-

-H-t+*Tt'T"T-tf-ff !
fer+4-A-r -4++-+Tr& nunc &

f r i 4 t tt"-t'tf

ta

if =3]^g[^|gj_=^g||{Ja|||=^E^=:
fem per ci in fc cu la fae cu -

i---r + - A - A * X J~ 4- A

X - - I A A *

-..rT.-0...0.|AAi_ ^=^::::*:s;z~ ttqpfctfc===::::i


" & nunc & fem per & iu ia fae -

cu U

j-.
fae cu-

talmentecke fe la Terza fara maggiore. anche la Sefta fara maggiore; e fe la Terza fara* minore , anche la Sefta fara minore. Ogniqualvolta perd che la 1'crza, e la Sfta arabidue fian > minori, nafce una difficdta , 1^ quale fa'duopo rifchiarare, affinche i Giovani. che fi appiicauo ad appreudere 1' Aite del Contrajjpunto, fiano uluminati, per non uitare in qualche fcogtio. Per meglio farci iute*idere difp rremo

@:"""""*""iz$ ---- ^52fA-A-~A---'7%-?


A men

cu

lo

rum A ,-. men

itt *:=t

fx

,cu lo . rum A

^__f|E_3E=_: =|_=:=il_=:l====
men.

_4 -5=Z-f#t_-rum A

:_=:$=
men fae cu lo rum

-B--

tiiliiiiiiiiPiig
"+ lo rum A m e n -f.

A - es m e n .

:iEi|EEEE3EEO;*iii JfiZrEEE
lorum A rerao una Serie

mea
d ' Intervalli

fae ca lo del Tuono

rum

men.

II
"e~~

di D Ja fol re Terza miaore. Interv. di 5. min.

z Jzzzzzzzzzzzz-

R-

: EEElE: r- sa: zzzzzzzsa zzzzzzz^zzzz

-*=' "' E3__E

Fondamentale . 2 min. 3. min. Quarta . Quinta. 6. min. 7. mag. Ottava. Offervifi che fra le due Corde b fa, e C fol fa ut %, fra le quali Corde nafce tutta la difficolri , vi corre un'Intervallo per fe fteffo difficiliffimo a intonarfi perfettamente dalle Voci umane . In oltre quelto tal Intervallo non e come tutti gli altri della efpofta Serie , i quali fono fempre o diftanti I* uno dall' altro per un T u o n o , o per un Semituono, ma egli e" diftinto per 1' Intervallo di Terza m i n . , che e compofta di tre Semituoni nel feguente m o d o . : - ^ - h Quefto tal 4r Semit. Semit. Semit. Intervallo, benche introdotto nella Mufica de' n< Itri giorni, fingolarmente negli S t r u m e n t i , e pero di fua natura non poco difaggradevole all' udito , c percio difficiliffimo a intonarfi, onde deve dal Compofitore evitarli nelle Compofizioni, maiiime a piii V o c i , e fingolarmente fopra del Canto fermo. I n due modi poffiamo eviiarlo, o col far maggiore la Sella , o col far minore la Settima. Se dalla Nota fondamentale del Tuono afcenderemo per Serie fino a i l ' O t t a v a , fi fara maggiore la Sella; al contrario fe dall' Ottava difcenderemo alia Fondamentale del T u o n o , fi fara minore la S e t t i m a , come dal feguente Efempio:

izfcazzzz!

3H+

E|zEzzZz7E=zEZ'- - ~ = o : z : l ^ Z c - | : ! = - ^ Z f e z ~ ~ = _ z E = = = ~ r l E
Serie afcendente . Serie difcendente. fcd ecco , come tanto nell' afcendere, mutando la Sefta, di minore facendola maggior e , quanto nel difcendere , mutando la Settima, di maggiore facendola m i n o r e , viene a levari! i'inconveuieute dell'Intervallo compofto delli tre Semituoni, troppo per fe difaitrofo, e iucomodo, e relta compofta la Serie d* Intervalli, ognuno de'quali confta o di un folo T u o n o , o di un folo Semituono. La ragione pofcia , perrhe nell'afcendere facciafi maggiore la Sefta, e la S e t t i m a , e nel difcendere fi faccian minori 1' una_ e 1' altra si < * perche , come aluove H e dirnoftrato, la proprieta,

lid

Q-

za:
Si

9 ,.-9_|.i_9.A. 5% T -r

zzz=~i^ii - f * 5
H.

cut e rat fi Canon ad Sub- Diattff ron . 1

1-,

._-d--=i=z=.:=E=
V I . Efempio.
Bftratto dal Magnificat Quinti Toni .

D* Crijloforo Morales.
Si cut c rat f -

-e-5*- ~**-!M--i-$i!i** ? 5b
T

ii!"

p r i e t a , o fia legge di Natura degl'Intervalli maggiori e di afcendere, e degli Intervalli minori 6 di difcendere in competenza delle due leggi di N a t u r a , e d e l P A t t e , deve fempre prevalere la prima alia feconda, tanto piii che quefta non e fondata che nelle leggi di quella. Stabiliti tutti gl' Intervalli, che trovar.fi uel corfo dell'Ottava di ciafcun T u o n o , fia di Terza maggiore, che di Terza minore, nel mutarfi il T u o n o , ora col fiffarlo in una Corda piii g r a v e , ora piu acuta, non ft confervano tutti quegl' Intervalli che fono nella fopraccennata Serie delle 14. Voci, come fi pratica n e ' T u o n i del Canto fermo, ma in quefta mutazione di Tuono fi riducono ad una confimile mifura tutti g l ' I n t e r v a l l i , che richiedonft in qualunque Tuono di Contrappunto, come per efempio vedefi nel Tuono di F Ja ut Terza maggiore, in cui tutti gl' Intervalli de la di lui Ottava, devono trafportarft a proporzione che e * trafportata la Corda fondamentale. Tuono di* F fa ut nelle Cor- Z^ZZZZZZZZZZ

de Naturali.

zBzzZ^ZZZZZazZZZZ^IZZZZ-?:

.
A-

aC2

Q.-+
+-4-

V ifteffo Tuono trafportato lizZZZZZZZZZZZZZZZZ-ZZZZ~ ~ZZ33ZZZZ:ZZzf ? zzzs:zzzzzsazrzz:zz: una Corda piu alta . zBzZZJQZZ V ifteffo Tuono trafportato zp~ZZZZ~" * : Z~~~g^rjg23 una Corda pid baffa. zf\ ZZZr^ZZZzIsazZZZl-tZZZ- --

-X
V

g"jZ

Fondamcntaie. 2. mag. 3. mag. Quarta. Quin. 6.mag. 7-mag. Ottava. E ficccme il Tuono di Terza m i n o r e , come fi e dimoftrato , non folo in rigiiardo all* bclta , e alia Setrirna , ma ancora in riguardo ai Tuoni di Canto f e r m o , e di Canto figurato, porta feco alcune varieta, pcrcid per maggior chiarezza ne daremo V Efem-

p Ij % .

III
jf_ t_J _-.._.-. >- T - l f i f f - ' " "
1

HWIMM* I - - ] - K i m i

cut

rat

ficut

'St\
-__ZZE_ :
pi priu ci

-2

zzzrz:
rat

BEES
in

Rfffoutio

z_tz: zz_t=z zz:i_=dzz:rz=: r s =z_fz zzzz=zz Z z=:z:l=z=:

_. '

in princi pi o in

in

prin ci

pi o in

prin

ci pi

g___^^z^=p_<r=ji^^teE?^___:3g
' Si cut e rat fi cut e " ru V Efempio tanto dell' uno , che dell' altro , e tanto afcendeate, che difcendente . M Afcendente. Terzo Tuono del Canto fer- Zg: zzzzgzzrzzsa: mo afcendente. frzz-zzz^z_z^z^^EzE?EEE!zz:Ez^zzEzz:E:E
+t

rat

ft

cut e

- _,

hcut

Tuono d' R Ja mi Terza mi- Z=? ZZZZZZZZZZZZZZZ nore afcendente .

L' ifteffo Tuono trafportato una Corda piii a l t a . -R~Z^ZZZ33ZZ:ZZZZ,ZZZZZZZZ_rZZZZZZ~~$ L' ifteffo Tuono trafportato ZBZZZZZZZZZZZZZZZZt una Terza piii alta . ZnZIZ33ZZZZZ_: Terzo Tuono del Canto fer- __| mo difcendente .

44 zEzzzsa rzzl^EEzzzEzz: i i zyzZZZZZZZZZZZZZZZtZZZrz^ZZZZSIZZZZeiZZZZ^rzzZZZ3"*

:ZZZZCEZZZ#Z

:zz_1t

$o._

:z*

jzz-g

if

Difcendente .

- zzzzzsa zzzzz^zz: - zzzrzzzzzzz_zzzzzzzzzzzz4f


_E__?E_z_tiEE_Q""*

Tuono d' E la mi Terza m i Z^ZZZ^IZrZZZBCZZZZZSlZZZZ nore difcendente . Z ~IZZZZZZZZzEz~ZZZZZZz a

=~r-=ra|S=-: =B3

E3
--4f -44-

V ifteffo Tuono trafportato z|zZ_Z?ZZZZ^?Z:zzz:ll33ZZzr^:zzuna Corda piii alta . zEzZZZZZZZ


-

=__ZtEfcfe_E

EE?EE_r_t
Ti

L' ifteffo Tuono trafportato iezZZZTZZZ~*~ZZ^r* C5I ;=r 1 # 1 una Terza piii a l t a . E ZZZZZZ .ZZZI:zzzbcEZZZZ0.ZZZZ_,_iJ quefto Specchio attentamente coiifiderato da chf defidera di "Zppr"eZdere~TZAri te

Z?zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

1 1 2

'-s

t T #_____,._

KX ft tt 9- v-A- A a *

rat in princi pi

& nunc & fem

Per

tt

in

fx

E^:_ElE:z=EjEE_^3:z :n::
& nunc & fem per A

ta

-A0nunc &

BZ

XI

>

&

_H

__, J_.J

I_J

j.

ElEEsZE JiEfa: __e_tflf $ f c ^3R BE


SZ_= .-..l ZZ Z__=ZtZZZZ-XtlxZ?=. o fct nunc S* fem per & nunc St fem
es =*: o *-, r> per

= z

fem

per T $

:iz5=!=:--ffi:i:i:t=:*=i:
rat in princi pi & nunc ot fem per

AEA:=:::_$

ti:

-Ti

tit nunc

fem

per

&

in

fa: c u -

31

-M

t e del Contrappunto, fingolarmente per fervire alia Chiefa, rilevafi quanta diligenza, quanta deftrezza richiedafi per unire affieme quelle differenti qualita , che contengonfi ne' Tuoni di Canto f e r m o , e di Canto figurato. In fatti , ogniqualvolta vengono con ogni efattezza efaminati li efr-olii bfcmpj, fi fcoprira quali Aitificj fiano ftatt ufati dai loro Maeftri per sfuggire quelle Corde aliene dal Canto fermo , e cou quanta parfimonia abbiano praticati quegli accidenti richielli dal Canto figurato. E a tal fine, feguendo la traccia del Canto fermo nei Tuoni T e r z o , e Q u a r t o , in vece di modulare aila Corda di B mi Quinta del T u o n o , come coftantemente praticaft ai tempi noftri, 'hanno modulato alia Corda di A la mi re , come fi * dimoftrato nel Quarto Tuon o , o alia Corda di C fol fia ut, come fi e dimoitrato nel Terzo Tuono, e in tal modo hanno faputo unire artificiofamente le qualita diverfe de' Tuoni del Canto fermo, con quelle del Canto figurato. I n quefto fefto F.fempio fi e fegnato in varj luoghi l'alterifco ( * ) , il quale indica dove gli antichi Maeftri ammifero nelle loro Compofizioni una Licenza contro la Regola , la quale c' infegna , che la diflonanza ufata di paffaggio debba procedeic per Grado, come afferiffe il Zarlino ( Inftit. Harmon. P. 3. CapT 43.), non mai per Salto Quefta ifteffa lictr.z" , che rifcontraii pure in varj luoghi degli antecedent! Efempj, fu praticata dai Maellri del Secolo XVI. ad imitazione dei Maeltri dell j \ antecedente Secolo XV. A ragione pofcia fu proibita nel Secolo paffato, com* vien notato dal V. Camillo Angletia diligent* raccoglitore di tutte le reite Regolet Che richiede il Contrappunto ojjervato .

n3

-Hr=fe=;"|:=;:rpj:|=|===af:arp$=-p:::;:
la

fae

cu lo rum A

men

=z:z:r:
_l=. & in fae cu

ZZgi:=
{ r-j fem , | per , I'tT (# ^# > > & . 111 ill

___?zzz$z
fae
. . . . . cu V

.!.

&

in fas

cu

la

K.

y fem

per

6c

tT

in

'.

1x

:ZL=:__::_[:_:::; z_$:J
ia

&

iii

fae

cu

$ -i:t:::i-4_zzz: :=
ia fae
cu

: ? ti-?- zz$zz_'z:z

$-_,-$_$.!_ A_

l^_^

BESEj

,A

fae

cu

lo

rum A

.. men es

:izz:
" 2

= $ : = =
(ae

= Ei___3__E_s==r
cu lo rum A men

fx-

-a4
la

Z_0__i_l0_
ZI:Z:Z:S:$:A
Ik cu lo rum A

:d

co
faev

fae
A

cu-

cu

lo rum

!z?zi:1z_$:
~\t ""la
fas cu lo rum A
I

Amen

ZZ$ZZlAZZt=

$zzz:H:
lo rum

f
f*

zizzzzzzzz$:
cu

zizzzz:z$zzz
lo rum

'Mil

114 r-1

.i._:
fae

-a~*~t~-~a- f ....
cu lo rum

M ' ' -1~""$.-J-!jp

men

{x -

m i <n

4\

EE^niiliiii m^*?=m its


_ _
w

13:32

cu lorum

z=s~r=zr-^
lo lum

A A

men

fae Cu

lo

men

far

cu lo rum

3
i.,

"

A T-

men T

-^

:$z_;z_:
men fxcu lo rum

f^Ez=Epf^^z=:^
fa: *_ cu \ \.i To rum v m M i l l A < men fae

zz$z:$zzf3
?
fae /s cu " .

*~'>*"
lo mm ^ A

~
men la: cu -

cu lorum A fl H fc
M

zHzzzfci:zlzz!ZE__z:
rum

,_, men .

u--~-&-=

_Q.

a - afi j a
_. men .

Hi
"
fas T T

men.

ci. i" rum A

:-AZ

a--!a
lo rum A men.

1" j _

3r^
fV >

cu

r-A-*lo rum A

-tw-w

men.

"a7""

"5

SESTO
i

TUONO

PLAGALE

La corda finale del quale e F fa ut grave.

S
'L O
A -

I conticne il Sefto Tuono nella Terza Specie dell' Ottava divifa Aritmeticamente, le di cui Corde eftreme fono C. e., ed e compofto della terza Specie della Quinta F. c. ,-e della terza Specie della Quarta porta fotto la Quinta, che e C. F. ( i ) , come dal feguente Efempio:
Quarta.
"""
A

Quinta .

..__. ,^..~

" " A"' y -"

w-

-$- ?
-.

'*

# 1

Trovafi trafportato quefto Tuono per b molle alia Quarta fopra come fegue:
'

Quarta.

Quinta.
= * = _ _ *

-1 r

* - 1 . . _

_ _ * :

II principio delle Cantilene di quefto Tuono ritrovafi in una delle feguenti fei Corde C. D. F. G. a. b. (2). Le Cadenze Regolan fono F. c. a. (3). La Cadenza media dell' Intonazione e in F. Una fola Cadenza finale Rornana ha la Salmodia del prefente Tuono , che e in F , e fecondo altri Riti ritrovafi anche in G. (4). \
k

Pj

SES-

(1) Zarlino Infi. Harmon. V. 4. Cap. 23. Ediz- del Z ; ; 8 . kj6*. P. Bonav. de Brixia Bteviloq. Mzeftc. de 6. TOKO. \ ( a ) Idem P- Bonav. Venturina d: princ. 3. Plug. MS. S<c. XK P. tllummato Aijguim Tefor. lllumin. de Tuoni di Cant. Jig-ur. P. iietro Cinci\rino. Introd. Abrev. di Mufi. Fietro Aaron della Nat. de iuoni Cap. 2j. F. &t\ph. Vanneut Rccanet. de Mufica Lib. 1. Cap. LU. C3) Zarlino loc. eit. (4.) Storia della Mufica T. 1. Tav. U. pag. 3 8 l . l a y . V. pag. 3^8.

ni

SESTO
I. Efempio.

TUONO.

Del T. CoBanzo Porta.


Ex or Jlntifona che la Chiefa canta nella Fefia ddla FHafcita della * Beat a Vergine Maria. - -.
N

gF=a=~

ta re ful

^_.0.i_

IN *

Ex or

aat^Es^a'^^EB
Re ga li ex progenie Ma ri a .

s.teEiEl3EE?EiEIEEEsEj5
bx or ta

l .

ta

-r

re ful

* -.

|EE|pJg{p
get

~ t e . rui

ta

re

ful

get cu-

_______*:
re fti ful

Z0z:0Zjz::^:z::0z:zzz$zzz0=|z^
get cu jus pre ci

* i*

Effendo C o l l a t e r a l , e Plagale del Quinto quefto Sefto T u o n o , gode delle fteffe prerogative , che gode il fuo Principale, e Autentico , fopra tutto d' effere omogeneo al Contrappunto . Vien propofto iu quefto Efempio al Num. ( i ) un piccolo S o g g e t t o , o fia Attacco dal Contralto alia Quinta del T u o n o , a cui rifponde all' Uniffono il Tenore al Num. ( a ) , e alia Quarta fopra il Soprano al Num. ( O , la Rifpofta del quale e del T u o n o , perche ita riftretta entro i termini dell' Ottava divifa Aritmeticamente C. F. c. Altro Attacco vien propofto dal Tenore al Num. C O > a c u l r ifp"de al Num ("0 il Soprano all' Ottava fopra, e il Contralto d' Imitazione alia Quarta fopra al Num. C6) ; 1' uno , e 1' altro di quefti due Attacchi vengono condotti con vivacita" , ufando di molto le Semiminime. Nel Tempo tagliato, o fia a Cappella, le Semiminime vengono a equivalere alle Crome del Tcm+o Ordinario de' noftri giorni. Ed affinche

ii7

HI

fc

jus pre ci bus

fisiigi"
1
rT _ me nrt

get

re

ful

s /

get get

cujus cuius pre pre -

'?"AZZ__=fczz"i$rA"AZZzzctz"z5_?
" ZliZIIT"
nos a dju va

dju

va

ri

i^z^^i^^^^^^ss
va n men te 61 lpi-

1
n

zi:ttzilzz:A:)::x:iAiz):::iizii ml* mfz H ::i:z:z:t ;J:'- i f i * ii&:x r :izz:


ci - bus nos a dju * va ri mente S5*

m T"T'z'T>~i~lliit tt f-fT'Z'^-ffff-F
men
te

& fpi

ri tu

X
men te

_i
:$=:

:==Z0z:jzz$:

EEfiizzzlz:
&

-A
fpi

0.
ri

:$zz$:
tu

Z2

finche ! Giovani Compofitori fiano inftrutti come cio fucceda , rlferiremo quanto lafcio fcritto il P D. Gio: Maria Artufi ( A r t e di Contrap. Ediz. 2. pag. 6 8 . ) Tagliavano , die' egli , gli Ant chi il Circolo, o il Semicircolo , fecondo che loro parea , una, due, e tre volte, C? fie a quefto fegno t andava una Semibreve per battuta j tagliandolo ve ne andava due, &c." Cio conferma Gio: Maria Bononcini (Mufico Prat. P. i . Cap.7.) 11 Circolo, e Semicircolo femplici vJ. d . vengono alle volte traverfati per diminuire le figure la met a del loro primo valore , come per efempio, dove andava una Semibreve alia battuta , per tal traverjb n" anderanno due. L' ifteffo ci afferifce Orazio Scaletta (_ Scala di Mufica Cap. 8.) Diverfi fono i Jegni quali fi mettono ne" principj delle Compofizioni . . . . ma quelli, che hoggidl piu. fi ufano, fono quefti* *_T il primo di quefti due fa la Longa valer quattro battute , la Breve duet 5 ^5" la Semibreve una, come communemente Ji fanno valere j il fecondo feS gno poi fa la Breve diventar Semibreve, la Semibreve Minima, QP cosi X difcorrendo dove Ji Jo I dire cantare alia Breve . Cio poito praticavano i

Mae-

tiS

4H-W& fpi

ti tu

de

vo

tif li

me

DO

ri

tu

de

votif

'-

fi

me

de

vo tif

fi me mente

&

fpi

ri

tu

de vo

z^:z.z:$zz:z:
de vo tif

=$:z*=z zz*:z=*:
fi me
| | M I ^ M

tif-

BiE#^E*EE
fei mus

__^_^3
po fei mus

Maeftri, nel diriggere con la Mano il Tempo tagliato, di porre una Semibreve divifa in due parti nel b a t t e r e , e nel levare un'altra Semibreve divifa in due p a r t i , e in quefto modo veniva a dimidiarfi il valore di tutte le F i g u r e . ( Dobbiamo perd avvertire col P. D. Adriano Banchieri ( Cartella Mufic. edit, del 1614. pag. 28. 2 9 . ) che al giorno d' oggi, per modo d' abufo eonvertito in ufo , vengono amendui i tempi accennati praticati I' ifteffo Cantando, ? faufando fott*'il valore della Semibreve, iff battendo il perfetto maggiore 2J_ prefto {per effere di Note bianche') iff il minor perfetto Q adagio effendo Q di Note negre. V ifteffo P. Banchieri nell' Opera intitol. Bianchierina. ( Do--j- cum. 1 4 ) coslIafci6 fcritto . . . . il tempo venendo fignato con un Semicir-* colo tagliato, ./' intende , che il canto 4 facile, e fi dovriano cantare due Semivrrvi alia battuta. Da tutto cio rilevafi, che era general coftume de' prim! Maeftri nei loro Contrappunti, come in quefto Efemplare in varj luoghi rifcontrafi, c h e , oltre la Semiminima, paffavano anche Ia Minima (andando perd fempre di g r a d o ) , per cattiva, o fia diiTonate, e cio perche* tal Figura confiderando t a | i a t o ,a ,J.trPpo g Breve del valore di una Battuta, veaiva a equivalere la M.imm ad una Semiaiiaima.

u*

z3:g:=nz==zx:= z=:izz:
I I . Efempio.
Eftratto dal Salmo Laudate Do mi num omnet gentcs .

Si
Si
"o ~~*-

:$=$=: r*:
cut e rat

EJEEEEllfipIJE:
in princi pi Canon in Diateffaron .

Di Adriano

Willatrt.

zii_:3z:_iz:zz=i: ~
^^t~l~"5r
Si RefTolutio. ^

=-_8ia =t!cut e rat in pria-

^^^^_^^^^^.^^g
cut e tt o fi cut e rat in prin ' ci ' pi o

K
H Si cut e .5. rat
A

in

prin ci

pi

- h-f +-1 +-JUf-W-.- .-.... t_,...4.-..._>.l ! _ , U y ci pi o fi cut c rat in Due avvertimenti ci occorre di dare in quefto Sicut erat del Sefto T u o n o . II primo fi e , come fu detto qui fopra in alcuni luoehi , che in due modi II pud comporre fopra del Canto fermo, nell* uno efattamente efeguendb il Canto fermo da una Parte con Figure d' ugual valore, come Semibrevi, o Brevi, nel mentre che le altre Parti contrappuntizzano con Fughe, o Attacchi di varie forta, il che e itato praticato da' primi Maeftri fingolarmente nelle Antifone, e negl' Introiti. Nell' altro prendendo parte per parte ciafchedua Cautante il Canto fermo, e formandone tante Fughe , come praticato vediamo dall' Autore di quefto Efempio ai fegni (#) dai primi Maeftri, e fingolarmente dal Paleftrina negl' Inni, e nei Salmi, e fopra tutto nelle Me fie, nel comporte le quali, prendevano per Soggetto una qualche Cantilena, come nota il Zarlino ( Inftit. Harm. P. 3. cap. 16., e cap. 6 6 . ) , o di Canto fermo y o compolta da altri, o Sagra, o Profaaa, o l d e a l e , cioe dall' ifteffo Compofitore immagiaata , e fopra tal Cantilena divifa ia tante Parti, forma va ao

^jPpp^^p_|Eg^gg
Z=k "fi"S""AZ""if"""i
IT

- * - tft""'Z'

+-++ --5

Mil

in

prin

pi

zizittiiiifExEjzitiiiiia-i: :1 iEzitztzzz :YZ:z=i:_z::=


'

& nunc &

. ,.

fem

per

-iA-0- f t |g

z=zzzz|zzziz=i==i t=1 zzzx


& nunc & fem

fcr__ - - r
"II

pnnci pi

.J

/ _

B _

" P

:$ZAiZ=Gzz: zzzrzzz z z = r z r j :z$


H fem per

: s

=jrP^|=j=3gg=^^i^^__^
J Vf nnnc & fem per & in fx cu la fae fa: cu-

EF- ~^zizzz =z
& '. '.a;z ZZAZ A ZZ]XI!!.!.Z A Z

fazt^fcm^^^
in fa: cu la fa: - cu lo rum

z$z ::3
A-

(*)

nunc fee fem

per

&

in

taecu la

no tanti S o g g e t t i , come rifcontrali nei Compofitorl fingolarmente dei Secoli X V . X V I . , e in parte del Secolo XVII. Dobbiamo offervare , come i Maeftri , componendo in quefto fecondo m o d o , non furono fempre cosi efatti, e rigorofi nel fervirfi delle Note del Canto f e r m o , ficche alcuna volta non variaffero qualche N o t a , o non ne introduceffero qualche piccolo, ma difcreto Orn a m e n t o , fecondo che dalla teffitura del Contrappunto venivau condotti, come rilevafi da varj luoghi del prefente Efemplare. Tali licenze, fu 1' autorita d' Uomini nell* Arte tanto eccellenti, poffano dai Giovani p r e n l e r i i , ogniqualvolta dal Contrappunto vengauo forzati a cio fare, ufando pero tutta la diligenza, che la variazioue tale e tauta non fia, che a diformare venga, fe non anche a diftruggere affatto il fenfo della Cantilena di Canto fermo. Avverta pero il Giovane Compofitore , che tali licenze non vengono permeffe nelle Compofizioni del primo modo qui fopra accenuato, in cui il Canto fetmo venga di feguito pofto in una fo'a Parte del Contrappunto. I n quefta forta di Compofizioni non trovafi ufata che una licenza, la quale ft e , che forman-

CO

z?=$z:jzA=_*z S z f i j ?:$[||:
fje cu la f* cu lo rum A men A I -

z:.' tz$i$Eixxi|xZi_ZExif |z_!zr$zizr&'$"jp.Ep2ziz's= ZHZ = z z


lorum A men fe cu lo rum A men

14

men A

4-

men

fx cu lorum A

J,

men .

-S-r
1 rum A men A men fa: cu lo men rum xnandofl col Canto fermo un qualche Canone , fi permette qualche paufa prudentemente introdotta, come vedefi praticato neg;li Efempj alia pag. 24. 38. 63. Permettefi pure qualche mutazione di F i g u r e , ma di raro ufata, come rifcontrafi dagli Efempj alia pag. 8. 75. 80. . _ 11 fecondo avvertimento e , che trovandofi in quefta Compofizione al Num. i ) fra II S o p r a n o , e il Tenore due Quinte , la prima delle quali e falfa, o fia m a n c a n t e , (perche la Sefta del Tenore deve effere m a g g i o r e ) , e 1' altra e buona, cioe confonant e , quefte due Quinte non vengono affolutamente proibite , ma in alcuna circoftanzas praticate da' Maeftri deil' A r t e , e fpecialmente dal Paleftrina . La ragione e pes fe chiara chiariffima; Imperocche, ficcome le due Quinte perfette fono p r o i b i t e , come fi e notato alia pag. 68. , perche" , la vera Armonia nafce dalla varieta della Confonanze, percio, ogni qual volta una delle due Quiato e b u o n a , e 1'altra d falfa , di fua natura rendano una fenfibile varieta , e non fono foggette ad aJcunai proibizione . Avverta pero il G b v a n e Compofitore a non ufar troppo di frequents tali Quinte di diverfa natura nelle fue Compofizioni, ftantecche v ' e , e deve effervi non poca differenza tra la legge pofitiva, la negativa, e la permiffiva. Non fara fuori di propofito il notare qui alcune cofe praticate dagli Antichi, che d a ' M o derni , c fingolarmente da'Cantori coudaiitiate vengono per difetti affai notabili. WHO di quefti attribuitn agli Antichi, e che fpeffo incontrafi non folo in quefto E f e m p i o , ma negli altri antecedent! ancora, d qtiello di formare dei Paffaggi di piu Note fopra le Vocali U , 1 , come ancora fopra 1'O , maffime ftrerto , perche dicono i M o d e r u i , che i Paffaggi in quefte vocali riefcono fuordi modo ofcuri, e difaggradcvoli all' udito. Un' altro difetto da lor notato negli Antichi, e che le vocali a c u t e , o luughe in vece di effer pofte fu '1 principio del battere , 0 d e l l e v a r e , tante volte lo fono nel flue dell' lin o , o dell' a l t r o , come hanuo ufato di fare fpeffe volte gli Antichi, e vedefi praticato ancora in quefto Efemplare . A ben riflettere pero quefti tanto dccantati difetti, o now fono difetti, o fe lo fono , non fono t a l i , che meritano d" effer tanto efagerati, e che U debba ufar molta premura per emendarfene . I noftri antichi Maeftri, ehe ci hanno infegnato colle loro Opere 1'Arte piii fina di comporre , e che certamente non e daeretferS che aveffero le orecchie ottufe, e meno delicate de' modcrni noftri Compofitori, o Cantanti , non fi fono recati a cofcienzi si fatti peccati, e non hanno avuta difficolta d'uaiformarfi al Canto fermo, i cui libri Corali fono pienidi tali Paffaggi, e la loroautorita d e ve certamente anteporfi alia fcrupolofa delicatezza de'Moderni Critic!. Rapporto poi all* altro difetto, s' egli e" tale , e per tale vien condannaro negli Antichi, e perche introdurlo nella Mufica moderna col porre la vocale lunga , o accentata in luogo della breve , e proferire Domlne in vece di Ddmin: , come vedefi in tante moderne Compofizioni ? E fe non e" difetto nella Mufica moderna , perche riprenderlo come tale nella Mufica degli Antichi? Meglio farebbe ,in vece di condannare negli Antichi per difetti certe cofe, che non hanno di difetto, che la pura apparenza, V emendarfi da un difetto v e r o , e reale , cho regna al giorno d'oggi ne'Signori Cantori, che e quello di rtorpiare le parole, e di uoo. proferire fchiettamente tutte le Sillabe, talchenonfi fentono che degli A , degli E , e degli O , difetto a mia giudizio ben grave , e che merita d' effere onainamente e o u e t t o Q_

122

EiE^==^=_=^E_iSi
_ _-. -^_^--

Gau dent,

in

l.s

111. Efempio.
Antifot, fbna del fecondo VefproJ nelle Fefte di piu piu Martiri .\ lie Fefie

-h-f-n
3 fr ,

(i)

z;&$zfcSf:i!!:| i

Hfc'-"ii3S f

Di Pier-Luigi da Paleftrina.

^i=-__rSlfe_L*
Upzztzr.

. J.L\.XXiiGaudeutinCae

H2

(2)

Gau dent in

m,
-Hi
& lis, Zz gaudent in Cc- I , !-+-..._ .! X. f . - A. " *->i>- .< --*i-**-~.~*-*-*-*A ( A T * * s***T i t

|liiifflli=ii3l?ir
lis gau
Cae

rf,!Wfiii
lis 4

dent in Cae

w
:tz:
Z Z I C Z Z PA
A

^iH-A - Ba
in
Cx

=zp

Gau

dent

AffincTie* piii riffalt! it pregio fiagolare di quefta Antifona, e che il Giovane Compofitore rilevi gli artificj, e la foavita della Melod'u del Canto f e r m o , e dell' Armonia del Contrappunto, efporremo fotto gli occhi la Cantilena di Canto fermo di queft'Antifona, affinche pofto in confronto 1* uno con 1'altro, ferva d' inftruzione , e illuminazione a battere una ftrada ficura, che conduca alia perfezione di queft* A r t e .

_ _

_ _ ^ _ _ _ _ ^ _ _ ^ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ j
-fc-B-r i lis a ni m<e San c7o rum qui Chujli

$s*z*zzzz*i
Gaudent in Cct

-1

ve

Jti

gi

tip * futit fe z
*
'J:

I^jlEBE^HEi:
re fanguinem fu um Jit derunt

cu ti

- '(" * q'u a

- i - - '
pro e rf_ a xul tant Ji ne Ji -hi ne. Offerjus a mo

|^Ht B ^E%:B-i:'_ii?i^i;
de o^cum. Chri Jto
H

HI " i
r* h

l.

i' :

12

/"-H-ftT+T'T'r
H . lis

" * * " " " * """""""-f--"fi__T""*""*'*1"*'A"$ZAT_?


^ gau dent in Ca;

H"
f

lis

gaudeut in Ca*
i

lis

gaudent

in -**

ZZ(=IxZSEiiSE$" A Z IZZJZY.Z $=JZ $ Z Z 0 Z I = ? = = Z I = Z Z Z = U , f 1


gau ga" dent in

--U-L-A

z: :b|zfi E |:g:=-z: :Z?Z:0Z: z-z:0zi=$zz$z z=zzxz J I xz. ]zz_=i_!={=zzz=!z_.z=zt=zzzzz:


* **' . lis r% -;.-#--' <s

fi 1

1-

----+

3>-|;i

_?

/ / ;; \ \)

il

'

i*

I . j 1.1

San

o{ U ci

lis

a ni

m i Sanfto

> rum

ni

14=-'0Ii>^gaudent in Cx lis

_,

i33i ii9zzz! EEjE


gaudent in Ca: lis

S.-JL

' = = _ $ = :

Offervifi prima d' ogni altra cofa, che il Canto fermo di queft* Antifona e del Sefto Tuono perfetto, ftautecche fcorre tutta la fua Ottava divifa Aritmeticamente, difcendendo dalla Finale F fa ul alia Quarta fotto , che e C fol fa ut g r a v e , e afcendendo alia Quinta fopra, che e C fol Jit ut acuto. Ne fente in oltre 1'udito una certa fonorita, la quale partecipa non poco del gufto delle Cautilene de' noftri t e m p i , proprieti fingolare di quefti due Tuoni Q u i n t o , e Sefto di gia qui fopra accennata alia pag. 100. L'Autore di quefto Contrappunta fu le parole : Gaudent in Cecils: al Num. ( 1 ) propone col Contralto un Sogeetto alia Quarta del T u o n o , che imita il Canto f e r m o , a cui rifponde il Tenore al Num. ( 2 ) nella Corda finale del T u o n o , nel mentre che il Soprano al Num. ( 3 ) propone un Soggetto con le Note precife del Canto f e r m o , a cui rifponde il Baffo al Num. ( 4 ) all' Ottava f o t t o . Nel progreffo fi cambiano le P a r t i , ripigliando il Soprano, e il Baffo il Soggetto introdotto dal Contralto, e dal Tenor e , nell' ifteffo tempo che quefti ripigliano il Soggetto del Soprano, e del Baffo. Di nuovo fu le parole: Animo: Sanclorum: colle Note del Canto fermo , propone il Soprano un S o g g e t t o , nel mentre che il Contralto al Num. (6) propone un Contraffoggetto, il quale va framifchiandofi col p r i m o , come ai Q_* Num.

124

Wf

rs

z$zi: E$=_EzE|i
rum a ai m x San fto rum

a fto)

nima?

San fto

- 0

=z!z:z;|zizz$z: ~"~H fa^

"T^ .zd UT
1
. ' .

:0Zzz5z:xErz:z:

r >
III,-?*

'

EEEEiEEi:l:S!EEEitEfEElEEiZE p3g2 EEEf1:?EiE=EEE .X__iX


U.
I Oaa . . . I . >1,. fto

j..l_,

.-..

qui

Chri fti vef

4.

rum

_..: qui

Chrifti ve fti

gi

qui

:0:I=#A

I l l XX
rum1

w _ '> . . i l ' J ( l . W l . * i I - _

qui

Chrifti

ve

fti

gi

| I
i II

Numeri ( 7 ) , e f 8 ) . Di queft! due Soggetti ai Numeri C o ) , (*) e (11) ne forma un' artificicfo Contrappunto doppio della Quarta Specie mifta della Quinta Specie dimoftrata alia pag. 36. 37 Sopra le parole: qui Chrifti veflig:a: il Soprano al Num. ( 1 2 ) ripiglia il Canto fermo, e il Tenore al Num. (13) col BafTo, e il Contralto ai Numeri ( 1 4 ) , e ( I J ) I formano un nuovo S o g g e t t o , le di cui Rifpofte fono a i l ' O t t a v a . Alle parole: funt fecuti: il Te1 ore al Num. ( 1 6 ) introduc< ce un Soggetto imitante il Canto f e r m o , a cui rifponde il Soprano al Num. . (17) alia Quinta f o p r a , e al Num ( 1 * ) il Contralto all' Ottava fopra. Di nuovo il Soprano al Num. ( zg) ripiglia il e il Contralto Canto fermo fopra le parole: iff quia pro ejus amore, *. .. uum>.<i. al Num. ( 2 0 ; propone un' altro S o g g e t t o , a cui rifpondono il Baffo al Num. ( 2 1 ) , e il Tenore al Num. (22) d' Imitazione, finche giunti alle parole: Sanguinem fuum. fuderunt: il Baffo al Num. ( 2 3 ) propoae ua S o g g e t t o , che imi-

>.

**s

-HzzzzlzzE EiZEzzzz zEz?zEEE :I:fE p : : i :z$z |


3 ve fti gi a funt fe cu -

Z'A&-4

-,$:Y:x:_f
ti gi a i ve fti gi a ^ ^

i?:ff:?Ei:
ft"T t" "fit-iti gi a funt _ _ _ $ qui Chrifti ve iligi a fe cu

zQ:zz:$zz:z zzz::zz = $ = : $ : : :
&

lii
fe cu ti

f"*o) qui

& qui

s
a

=:z|_S=Sr. 3=s=: t=
a pro

pro

jus a

mo -

,
"I .fe cu -

___.
ti .

OO -v

Z 3_.-_=-5Z$_L ZIZ ZIZZJZZZZI

smita il r a n t o fermo, a cui rifpondono il Contralto al Num. ( 2 4 ) , e il T e aore al Num. C3* ' * n tempo che il Soprano al Num. ( 26) di nuovo ripig+ia il Canto fermo. Pofcia fu le parole: ideo cum Chrifto: il Soprano at ( 2 7 ! fu lo fteffo Canto f e r m o , nel mentre che le alire Parti Contrappuntizzano ccn ^tialche imitazione profeguifce, fin' a tanto che giunto all' ultime par o l e : exultant fine fine al Num. (28) mutando il T e m p o in Tripola - - r j aranno le quattro P a r t i , fu la traccia del Canto ferrao, fcher- "TTZFTNIV' zaudo fino al fine con Imitazioni non folo artificiofe, ma fingo- ISES!_Z laim"re dilettevoli per ragione del T e m p o T r i p l o , il q u a l e , per IEl__i~_fe fteffo feftofo, e ftato inrrodotto dall' Autore a fine di rifvegliare uegli

Uditori in parte il gaudio % ed efulttzioae, che godano ia Cielo i Santi Martin.

Ji6

^^^ip^^&f^m^^^ ^x=^^^^^^^^.
3 tus a mo (

-.^^-.. ^ -

'ifi a.lli > U,

_E=$ZZZ=BZ=:=
re

1 1

ri :Ff f'ff~X|T~TTT
re pro e
lilt*

--|=Fa
jus a m o re

^xx^^^!-_^-^^-^^^
;
14 reV pro ejus a mo -

Vr "

z.0zz;zz(::3
re

re a-

&

qui a pro e

jus a
(26)

mo

z_0: : A - =S_=E=t-=
,

_____=fpi
San
i t

San ,ui ^ nem 0 < . ,UI

fu .

um

*Efc$3zi'
runt San

guinem fu um fude(_^-) - . gi

gui nem fu, um fu -

llsH
-f 2,\ I

* = :
mo re

EZ*|=lE?El:Ji^t|E
. . sanguinem Sanguinem lu fu um fu de de 1 I fu de runt

=5
runt Sanguinem lu -

f
H ri
i,

s=arf r^~5~ifT"t i~tz 1~;3 T't b j-^^^^T-fj---|^ ^-j -J-6&^| !,y. 4=:^-g !!Lp
San guinem fu um

|tZJ%^^,j^E^=lEg^^^Eg|^^g
, fu tu de de runt runt
.

San fu ban gui gui nem nem i


-k

PPSf
-f Oe . ' 1 i

tin
runt
JUIJl

_g
fu um fu
L UJll i u

um fu de

zzzKzzz
. de
i vie

Sanguinem
.JUllgwiUWIli

runt
XU11.

Sanguinem fu um fu de

runt

Sanguinem fu um

fu

de -

!i

um

San eui nem fu um

fu

de

T fi

I27

''^zzzzz\^z$!zzz^zzz^E^zzzz^
1fl runt runt , , i 1 d d ee 1 I o 1 1
c u m cum tChri ,hn

"

4 .

de .

s-

runt

J
de $ = dc (28)

o cum Chri fto cum I


o

ze
o ffo o cum cum Chri c a n it Acum

1'"

|EEEEEE|E|fEEEEfe
cum.

runt

ET
-3t
.

fizi0: zz::fl:
H i fto

TZA*z$__:zi:zfl=_=z" _ v T z|=_zzz$z:
e xul tant fi

rf

II

rr

Chri

_.

ftp

ex

ul

tant

ft

J 28

_.-[--- 4_-~ x t f-~*rtZ=!EE : ::


Z 4=-A: P f v i ^ A "~

WMi. I 1"

M ,i*.i.i.'l...i<i.ii>in.w.|

zfl:z
ne

z . *-.z:i.i=l:=EzE$:'
m

E-J:
ne

Ez:E::_:zj:E$=z:!:
i _ _ j .

ex

ul

a ' ""ex "iir B J

tant (i

''EgpSEEEEjr^rerr ~_=:_=

i_z$:
e fi e

:?:
ex ul

=z*z$z:H=:^
tant fi

__H" tz"" 1= =Z="Z


ZB:=Z::I:=Z$ZE

3 *

ESlEiEfE-EJS
ne ex ul
X

"
1

fi

"
<""1 ***

>;

I:
-W a

A..-,*,

:!.=...-.&.-f--*-=-'r"Tr;r
jf ntV fi ne a ne ex

"i t t

35 ex-

= :HZ__. =-EZZ $ .
tant fi -, n

*E_fc*E

2 n

-"*-"

*~" _ - '

"

ex

ul

_.

-X-7Z$ZYZ

=*:::$ZE:

zzqz:z. t 2

i z =gz:= z = J l J L ^ z z^^|~ tant fi -

ra~s=

"ftva.l . y
-*?"-

EEElfE5EiEiEE:
ex
ul

' 1 -

taut

ex

ul "tant ' ft ne fi

a* n-+- _pte in v'^


M M mm 1 "*'

tant

fi

ne

ne

=fp=a=y^^l^Si^E=l:
Tr li itzsEi:
ne fi ne fi ne . 3EA-

"^^S

Hzzzg: !EEE=EEEl:E_:i:l:_:-": -w
ne .

B- .

>

'3tl4zjt

:<=:*:

ul tant fi ne n

V?. ff;

E__t

ifs

B_B

ESirEgEEaEE E=1E5E=|E|3||E|]:||E|||| j ^
A gnus De

::_t

IV. Efempio.
r~V
Eftratto dalla Meffa a quattro intitolata Gaudent in Cxlis. <

E_E_
gnus

:|.E|]|:{t=_tEJ
rv D'e

Di Giovanni Animuecia

=23*2=3

zzzc zzzizzz: zzzx zz:=z:lz=i=ztz=Hzzt=


gnus gnus

-SEZZ&--'
'""^r" "" " * " "

ZZ3

BE3E

=_=2__ts=: in=_13

Non fari inutile quefto Efempio, abbenchd il Soggetto dall* Autore prefo per comporvi fopra la Meffa , fia lo fteffo Canto fermo del Gaudent in Ctclit dell' antecedente terzo Efempio. Fu Giovanni Animuccia uomo fmgolare , e ftimato, non folo per la fua Arte, ma ancora per la morigcratezza de'coltumi, e fervl di Maeftro di Cappella la Bafilica di S. Pietro in Vaticano di Roma, e dopo la di lui morte ebbe per fucceffore nel decorofo impiego Gio: Pier-Luigi da Paleftrina. Vedra percid da quefti due Efempj il Giovane Compofitore lo fteffo Soggetto diverfamente condotto da due valorofi Compofitori, effendo coftume di quei t e m p i , che un' ifteffo Canto fermo , o altra Cantilena ferviffe di Soggetto ai Maeftri per comporvi fopra qualche Meffa . In prova di che, verfo il fine del XV. Secolo, e fu '1 principio del feguente trovafi il Canto d'una certa Canzone Provenzale , detta Lhomme ar i, il quale lcivl di Soggetto per comporvi fopra una Meffa , fra gli altri, da quefti Compofitori, Jufquin del Prat o , d e O r t o , Pippelare, Brumel, Pietro de la Rue, Criftoforo Morales, e Gio: PierLuigi da Paleftrina, i quali garreggiando fra di loro, fecero conofcere quanto eccellente foffe in loro in tutte le fue parti P Arte del Contrappunto. Altri confimili Efempj di Cantilene di Canto fermo , fpecialmente della Meffa de' Morti, trovanfi, che fervirono di Soggetto a tanti Autori per comporvi fopra il Contrappunto in varie maniere . Da cid rilevafi quanto diverfamenre poffa condurfi un' ifteffo Soggetto, e quanto da quefti Efempj apprender poffano i Compofitori per fempie piii perfezionarli in queft' Arte. Oltre il Soggetto del Canto fermo fopra le parole: Agnus Dei di quefto IV. Efempio propofto dal primo Soprano, a cui rifpondono il Contralto, il fecondo T e n o r e , e il fecondo Soprano, altro diverfo Soggetto vien propofto dal Baffo, a cui*rifponde il primo Tenore, e profeguono cambiando fra di loro le Parti i due Soggetti _ fin' a tanto che, fopra le parole: Q" tollis peccata mundi vengono introdotti altti Soggetti , che fra le parti fi vanno cangiando . L' ifteffo pure rifcontrafi fopra le parole: dona nobis pacem, in cui alcune Parti imitando in qualche modo il fine del Canto fermo, altre Parti contrappongono diverfo Soggetto , che in qualche occafione viene a formare alcun Contrappunto doppio della Quinta Specie dimoltrata qui fopra alia pag. 35.

WESSSBBL E

z:zE$:
A.

*-;*::$:

zz:W:

=$ZZ'Z

,AA gnus

lie t t

::?*|i[-jS?|i EEEElEESEiSz'ptJJl
A -, gnus De

:ZZZZA
i

ES :f !]z?:iEEEE
z:l:zzz::l z:,:zzgz:i?i
De

j=sft_=

fer.

a-

=_& gnus

RI

S: St5h
' De,^ ^ V ^

.__0
_= . 2 ~i 1 , I, ,_

Ztt__ ESZZfA XX I A =H_tZ'Z=ZiZX4lj.H5fi ZZSti^.ii SI it -0 " z e z z 2 z f i i $ i =zzizjz. z zj4.1xrSzjE5__.z_i_.z1.rx ?


"

15

De"

*
"A<" *

~i$

~"

T"
A

V
!i*X A ;; "!:!_::$AZ

- t ~ A - A ~f-f

>-=;: = * _ _

pSe
i'l .

33== z_33zi:

_!i_>hS_! _=a: :z0=zzz:


4~i

is:
Z

gnus
- j -

De

1! E'ii;
zt:
:

? __

E-

feEE zzEz

ac
A' Z f ^
, I

:i:|:0r|||A^

5
>

*t*l*T"**"" o *> -.A" "l-p4* A * *^gau$ De

-*'3i

(Z

I X A v ? "--

$z:i
qui tol

!A : P* :
mun-

li 5 n '-c c i ta

xZZJIZZZEEZIE^' '
, qui tol lis pecca ta m u n

ZLEfZZSZ j- X -0- %

--a-z
i ~V" qui

ZSZIAEA
tot

I * _ A

s*
lis pec ca ta pe c

4 -IT

Agnus D e

-X

H * S B f l fE=E|EE?EEJEZ:
1

__C_-*

qui tol

-,t:_:_';i:_::_z::iE.TE0::
qui tol

illiiilili
p e c ca nPr n * i ta mun fa mil n
di

di

'iH'"

lis

pec -

H:Ht::-i:

-t~:
pec ca ta

:rzzs$z:zz<zzz$z: i-_b_G5Lz: f z f zj
mun di qui tol lis i.ec

HAZ

I.

=$::': qui

tol

teij

; : r&

jzgiz"z;z"z^"tz|i^r'ti'"'Z" z" pzzzi^ ^-- r ^ ^zpz:z=E^


I H pecca ta m u a di ^" , pec -

rj

ca

ta

qui

tol lis pec-ca

ta m'un

z|iz:::zzzzz

IZZZZXZz
_=$_. qj|
......

4.:
- pec ca ta

0 -[-a
num.., .

tol

. - 4 - t-1

lis

::=:_!ca T ta mun di Ra

-I

4 ei s - ^

(____

H HflB^HNiSBSflHH

E;^^_4|S^4^VH^
- j caiamun H . caiamun f* t* I " " d " * t I lis pecca ta mun di peccatamun [i di. . pec ca ta mun di do na

do na do na

^gg)i^_^|gi^^S^j^^^'[g^^i

;illlililgiili!p!lil
4 ca ta mun di Qdo na

no

-H::~-A--=_zt=--1=H pec pec

_!;t:f0X00[=kfci_3i--s
ca 1.1 . i ia ta mun mi di

\-

r*

zziEfiit|gk|jp ^iEEEElEZir""'"
-._,4.__x^.x-Xj-* 0-

trfctet:
~&
no r_^

. b i s pa

cem

Ezz_Ez l :4
d o no na bis > na ju_. iii-^ ois |

Ti A pa P 1 . -\

5
cem

:$=z:iz

zi=:z: a
,

jEi=i__i^fel^^^_rE-_5i^_B5
bis pa cem *

Ezzf3*i^
r*T M''l _

zs

$-<s ~T'~ z t

i~i
he

z t
pa r\ft
f*frr%

i Z" zzzizz"* = z iz~ z * z


. .

b.s

cem . .-L d'jia no _

V I-*Abis pa

$z jjj
-Tt'"

do aa ao

bispacm

HI lip

in

n\
C

zzrz$_-iiz?...$J zrE$i?iiz?:$:: B_.z^=-z=iz=:z4....-t4^tJfl4+


H T 7, , . do na na no no oo bis ui . es \ . rs -r '

z |Jzz?:g | z?i ::||zizA:g|||::0. p ; ^ - _ , ^ ^ ^ ^ ^ ^


li

ft*

na no

3fes|N_5_Sg_g_3__3_Ea!aBi^
EEEEEEEEEZ
-I-

do

na na

no no

bis

pa

- 1

tr-

zzn

"^"T
cem no bis pacem :& na no bi* do

A-Z:

fee

-Z-U
nanobis pacem no
bis

CHir-r=-=:fg^= _ i:z:zA=z_Zz
g ,
"do*

:^IJEp|!|j[ESEj==
pu cem.

E|E=*EE*E:tE?!::|qK: :=i'=:S_.A_:::::~ '.'..=f:= 0 4- E g -|-._|B-:: zz:$: =nz:a; :f:::s:i::?f.::


do na no bis

_^=*$$A$XXX

=!.=: _ft.2

-j

:=-=::

*s
4-

zft=z
do"*"

:!43=:zzz$zz0z:
t-

P
-

pa

cem.

4*

na

no bis
-*-*-.. , MI.

pa I I

com.

za: a
pa cem

ZJ.Z:L -

if

B"

*34

fzai|:z:z=::
al

i a , _ , _ h a t f a p M ^ i _ . | i - ...... |
I

-N W-'>--4-1_> _

. _

ai:

ve

Re

!Ei|EEEE[==.===3:
J.
A Z,

WzZitz
ve

E^E|EI~IE|E3E=E
V. Efempio.
Di Tommafo Lodorvico da Vittoria.

11

EltlEiEE
14
____ 1 ,_-r,,M-
r

.1
-.
L, m

SO

W-lHp1

=:zr .
. .

......-

Varia fu la condotta tenuta da'Maeftri nel comporre a otto V o c i . Da alcuni furono difpofte le otto Parti nell' ifteffo modo da effi tenuto nelle Compofizioni a cinque, a fei , o a fette Voci, unendo prima affieme i Soprani, pofcia i Contralti, i T e n o r i , e i Baffi , fecondo P ordine delle Parti, che fi vede raddoppiate al Compofitore dall' acuto al g r a v e . 11 Zarlino ci defcrive un* altro modo introdotto dal fuo Maeftro Adriano "Willaerr (Inft. Harmon. P . 3. Cap. 66. fecondo le quattro Edizioni pofteriori alle due prime ) . /Iccaderk alle volte, dice e g l i , di comporre alcuni Salmi in una maniera, fi

J !lr "

ro tra le parte) di fare in tal maniera la Compofizione, che ogni Chora fia confonante: cioe che U parte dt un Chorofiano ordinate in tal modo, quanto fuffero compofte V**"" Voctfemphc: , fenza confidcrar: gli altri Chori ; havendo perb riguarda var rerfZet *^ che tra loro infiemement: accordino , iff non vi fia alcuna diffunanza : *Z I r cTPf'r' P r ' in, "tal maniera, ciafcitn da per se Ji pctid cant a* e che nonji udira cofa alcuna, che ojfendi 1 Udito. Quello avertimento non e da fprezZare jerciocche e di grande commodo ; CJ fu ritrovato dall'Fccellentifs. Adriaro RifC . n i J " i ' $ me que"ftTs;i"mi dY'Adriano Wiilaert citati dal Zarlino, cosi pure d'altri Auton di qu e i t e m p i fingolarmente di Jachet, di D. Matteo Afula , l i ^ & J f c ' i due

*31
L ..zf| .$::$M p 3 $ =
na Carlo X W.lt1 iBte_i.

==*::$: :$!?:fzzz ZEZZSZZ:


rum

EifefejEEIEEE
7 C* lo i rum

a nz:z Ml zzzzszzz. zz H_ z:z zf=:_=

due forta; In u n a , ! Verfetti del Salmo fono fuperati, e ftaccati 1'uno dall' a l t r o , e quefti fono dal citato Autore chiamato. a Coro fpezzato n e l l ' a l t r a , fono uniti in tal m o d o , che alia Cadenza del Verfetto d ' u n C o r o , vien ripigliato il feguente Verfetto dall'altro C o r o , eon quefto pero , che nel Sicut erat s' iinifcono li C o r i , e fi forma un Contrappunto a otto Voci realmente fra di loro diverfe. Altra maniera di comporre a otto Voci fu introdotta, in cui tutt' i Verfetti de' Salmi trovanfi difpofti in due Cori , 1'uno de'quali di quando in quando (oltre le Fughe, e gli Attacchi, che alcune volte piace al Compofitore d' iutrodurvi ) con qualche Propofta per lo piii di p u r o , e femplice Contrappunto, provato 1'altro Coro a vicendevolmente fra di loro rifponderfi ; dal che ne nafce un certo combattimeuto, che dai Compofitori vien chiamato Sbattimento di Cori. Uuo de'primi a introdurre quefto modo di comporre a otto Voci, fu il P. Coftanzo P o r t a , Scuolaro del fuddetto Adriano Willaert, come vedefi da una fua muta di Salmi ftampati nell'Anno 1605. Quefto ftile di comporre a Cori battenti non folo Salmi, ma Meffe , ed altre forta di Ecclefiaftiche Compofizioni, nel Secolo paffato fu ridotto a tal perfezione, fingolarmente in Roma da D. Bonifazio Graziani, Virgilio Mazzochi, Antonio Cifra, Paolo Agoftini, e da tanti a l t r i , e fopra tutti da Orazio Benevoli ; cosi pure in altre Citta

M-f' ,il

feErZ;ElZEEEE
.-.,--""""

E
te **'"'

IWw

-..--1

3l3^3_^Si^^E ?
" "

-r

"D"O

tHz_=:zlz:zez:z zd-=. :zEz:i:A:t=*=^-5 !*


_4.

ml

A . ^ fj>

rum

Au

ge

- lo :

!-+-1
na An ge lo
it. .,.. wm _ _ _ - 4 - - r _ . _ _ ^ ~ _ ,

ve

iDo

mi

_ u X . - _ - X - l - - - 4-*-T" ~H I-I.>II-I

Do

mi

aa

*An

s^e lo ge lo

rum

z:lzz\gaz= "'" "" * '""^-C-igzzqzz's


Do
mi

Ah

ge

lo

ve

na

An ge

d Z i %-%_.P-. ^ d i&^^fl^^rrUs'S: N
liano diviie in u *,u.. , . . . - - .
v o l t a l e o u u *. - ,, j jji i._ n e v e c o n oSf.nl " u u
p i 0 cura

sfr.rii

Mi

<e i Zarlino, l, ** * ^ " * ;o ^ avere . ^per ibaft l U Il Compofitore If 1F 0 *. * " J J ^* n , ^ i n % fiSjR e f t 2 2 ^ j - - n r j ^ f f ^ , 4 : C S ^ T l , ? i o K , P che ferva dl Hrfo : < g a i circoltanza n l e u u i t , * ' . / Bon a",. propr.o Baffo, e ia _\" i i a i o n e v o l e , che a ben rifletiere ,

atssra S r v s-* & www <

1
E|g=E=Z|^E_-^^^~=itea
ve

fal

lilpHliiilii liillil

ra

dix fan -

vc

efatti in praticare nelle loro Compofizicni una tal L e g g e , che da'Maeftri piii fon dati nell'Arte fi giudica del fingolar merito, e fapere d'un Compofitore a d u e , ed anche a piu Cori dall'effere condotta la propria Compofizione fu tal Regola. Per quanto fia retta t e neceffaria 1' offervanza di quefta Regola , cid non oftante dai alcuni Compofitori, anche di qualche grido, del Secolo palfato, e da quali tutti del Secolo prefente, non vien curata, anzi affatro trafgredita, appoguiandofi efli ad una ragione per fe lteffa troppo debole , e falfa. Dicono effi, che oguiqual volta in qualunque Compofizione a due, e piii Cori vi fia un Baffo fopra di c u i , come fondamento reftano appog^iate tutte le altre Parti, quefto effer fufriciente per reggere tutte le altre Parti della Compofizione, e cio coraggiofamente effi affcrifecno fondat! fu P Efempio delle Compofizioni a f e i , e fette Voci ( d i cui abbian. parlato fu 'l principio di quefta Annotazione > nelle quali dal Compofitore fi no flatj raddoppiati i Baffi, come negli Efemp; a fei Voci.di An<lrea Rota, e di T< mrnafo Ludovico da Vittoria efpofti alia' pag. 24., e 30. ne'quali fopra d'un folo Bafro fono appoggiate le altre Parti. Altri pofc'ia fi perfuadono di nou doverii obligare alia defcritta Legge , perche troppo laboriofa riefce ia fe iteffa y tanto pi* S (vjnc

lh'|N'

W
Il

_ _ _ ,T

._,

, j I

*"j

n_

fan

cU

lEfeEiZE
ex qua mun """ -"
ex

qua

mun

i
A,

:: S _ _ 3 - = =r.=c== -':_Ez E E A = ! = : ' "-=

$ : :

:3

- - "

qua

mun-

**

_~

_ 11 >

- . , ! * si

m ') I I 11 1 (- IT1 .

frimoCoro.

ite.e a noun 6 , u "" " -- . r>-Z,P co l Zarlino, A cio ft rifponde in quanto alia puma Parte: co f - R - il Quale, dopo il qui di fopra nfer.to, fWfe peri Gig:: ITCH ft rfndi ^ ^ f t f c J X i * * ' *

Secondo Coro. =:_IfffSMtttM cor*.

J &c> , a cui agg.un^eremmo .1 ^ J 1 " ma a tre, altri, rra ^ ^ f j f - o l i , ^ J - M ^ j * & ' 2f W ft


fecoada Parte ft nfroade, che il Roveicio ai v a >
ft-

-;lux eft i r

liKZEEEZE

lux

eft

{B

do lux

eft or

ta

lux

tit

or

"*' " " - '

" ^

a ta
ftratoalla pag. 98. 00. non folo e languido, e debole , ma equivoco , in tal modo , che dalla Nota grave dimoftra un T u o n o , e dagli accompagnamenti fuperiori un' altro , perche' tali accompagnamenti non fono nel fuo centro , ftantecche li accompagnamenti di Terza , Quinta , n Ottava devono effer collocati verfo il grave , e i Roverfci di Quarta , e Sefta verfo I' acuto : In fine deve avvertire il Giovine Compofitore di non lafciarfi fedurre a imitare alcuni Compofitori , i quali nelle loro Compofizioni notano le feguenti parole , a 5., a 6., a 7., a 8,, a 10. Voci; efaminate quefte Compofizioni, ritrovanfi a pena compofte a quattro fole Voci, perche nell' unirfi tutte affieme le tante decantate Voci, i Soprani cantano all* Uniffono, cosi i Contralti, i T e u c r i , e i Bafti, Heche tali Compofizioni non fono che in apparenza a molte Voci , ma foftanzialmente fi riducono a quattro fole. Egli e vero , che quefto tal^ modo di comporre a molte Voci, e a P R ,C"ri in apparenza, Fu introdotto fii '1 principio del Secolo paffato, eflcndo gia introdotto lo ltile Concertato ; ma egli e altrest vero , che lo fecero con qualche moderazione. In fatti il P. Lodovico da Viadana Minor Offcrvante nell' Opera

S a

di

==___[

p-

14

ta.

-E-bsifiiBE
.lJ.....F.Sj|i_- H -.-

J.E:$E=: =E=*: :||E:Eq=H==:j--ZE: EEZEEd


jfV

E g

fJ *=f)t' f . Z h
|E?ElEEE!:S!}

.^li^^||^"T^Z_<E
lux eft or
ta.

li Salmi a quattro Cori da effo data alle Stampe nel 1612., per evitare la taccia d'impoftore, in un' avvifo al L e t t o r e , fa la feguente protelta . Quefti Salmi Ji poffono cantare a due Cori foli, cioi Primo e Secondo Chore . Chi volt fie poi fare una bella moftra, come hoggidi il Mondo fi compiace di fare a 4. a 5. a 6. a 7. a 8 . Chori , raddoppi il Secondo , Terzo, e Quarto Choroy ehaverd 1'intento fuo, fenza pericolo niffuno di far' errore ; perche tutto il negotio fid in cantar bene il detto Primo Coro a Cinque. Sicche quefti Salmi fi riducono nel folo primo Coro a 5. Voci, con P a g giunta di altri tre Cori , che a g!orni noftri vengono piii giuftamente chiamati col nome di Hipieni, e come altri li chiamano di Rinforzo , c i o e , che i Sopraui cantano all'Uniffono, come pure i Contralti, i Tenor!, e i Baffi, affinche in certi pezzi della Compofizione, rinforzando la Melodia, e I'Armonia , vengano piii a rifaltare. Procur! dunque il Giovine Compofitore con tutto lo ftudio, e fatica d' imitare i buoni Maeftri, i quali con fommo loro o n o r e , e immortal gloria , fi fono aftaficati a ridurre P Arte del comporre a piii di quattro V o c i , e a piii Cori , e che le Parti fiano rcalmcate diverfe fra di l o r o , come fopra tutti praticd Orazio Benevoli.

SETTIMO T U O N O

AUTENTICO

Compofto il Settimo Tuono della fettima Specie dell' Ot* tava, che fi trova tra le Corde G. g.y la quale divifa Armcnicamente li compone della quarta Specie della Quinta G. d.y e della prima Specie della Quarta d. g. pofta fopra la Quinta ( i ) , come dal feguente Efempio:
Quinta "\ f
. i m. a m fci

Quarta.
i pi a a a ^ i

>

.^.
A

$z

-Af-

tt

Ritrovafi trafportato alle volte quefto Tuono alia Quinta, fotto per b molle nel feguente modo:
Quinta,

Quarta.

*t5
:$=

=iEEE:_*_EzE_E

A T T ~Z * Cinque fono le Corde, in cui le Compcfizioni di Canto fermo di quefto Tuono hanno principio, e fono G. a. tj c. (2). Lc Cadenze Regolari fono in G. k- d., in luogo pero della Corda ^.y per le ragioni adotte nel Terzo, e Quarto Tuono, ft fervirono della Corda c. (3). La Cadenza media dell' Intonazione , o Cantilena della Salmodia e in e. Le Cadenze final* Romane, e d' altri Riti, fono in G. a. *J. c. d. (4).

SET{i) Zarlino Irfl. Harm. P. 4. Cap. 24. Fdiz. del 1558. , e del 1561. Franchinus Gaffurius Pratt. Mufi, lib. I. Cap. XFV. E' d" avvertirfi, che quefiaSpecie della Quarta, di cui i compojto il Settimo Tuono , bensl prima Specie relativamtnte alia collocazione del St mituono , ma non gid in quanto alle Corde delle quali e) compofta , perche quelle della prima Specie della Quarta fono A. fa. C. D., e quelle della Quarta del Settimo Tuono fono D. E. F. G. ( a ) Petrut Aaron de In/lit. Harmon. Lib. I. Cap. XXXIV. Il P. Stefi Panneo Agoftiniano CRecan. de Mufi. Lib. 1. Cap.? 3.) ne affegna fette , e fono O. F. G. a. C J c. e., e cio per la diver/itd de' Riti , i quali prima della rifbrma del Breviario Romano fatta dal Sommo Pontefice S. Pio V. ufavano varie Cantilene non adattate pofcia dalfuddetto S. Pio. ( 3 ) Zarlino loc. eit. {4) Storia della Mufisa Tonto prima Tav. JI. pag. 381. lav. V. pag. $98.

142

SETTIMO

TUONO.
:>-$:
tern be

^g:^z;=:z:z=
Cum ju cun di ta te .

"-A_zi=AZz$: '
Na ti vi ta

33
a tae

I. Efempio.
c

" r"i ""^" **" ~" *~ "

"' mifiiiiii
Na ti vi ta tern be
CO__

Del P. Cojianzo Porta.


=tt=
/ntifona, che la Chiefa canta nella Fefta della Nafcita delta B. V. Maria .

a txMa

ri

ae

ESSE
ft
Na tivi ta tern

iilliillililllEl
ag ^
- ^
Ma ri ae -.e

Na t i X ta

tern

be -

zz_=z*= zg^c-^^^:=z=zdi^^:|z_fciz3g
le bre mus _ ut i pfa pro ,

It2
be *a ta; Ma ri ae ce le bre mus ut i c

E^|__||g^^^^^
tae Ma r i ae ce -_,' le bre - , mus ut 'P"-*> a tae Ma ri as ce i le i bre mus Z ' ce iTi La Propofta del Soggetto al Num. (I) coa le Rifpofte all* Ottava fotto al Num. ( 2 ) , e all'Uniffono al Num. (3) riefce molto naturale , grata , e felicemente condotta , e fa fempre piii rifaltare il merito d e l l ' A u t o r e , particolarmente in comporre fopra del Canto fermo. Non deve paffarfi fotto filenzio quanto occorre al Num. ( 4 ) , in cui trovafi il Soprano in T e r z a , ofiaDecima col Baffo , nel tempo ifteffo che il T e n o r e , legata la Quarta , rifolve pofcia in Terza. Sopra del qual paffo , che appreffo di alcuni Maeftri incontra non ordinaria difficoltd , e dubbieta , fe poffa praticarfi, non m ' e venuto fotto gli occhi Scwttore alcunodi Regole di Contrappunto , che ne dia p r e c e t t o , e ragione, abbenche da'primi Maeftri qualche volta praticato. Ritrovo bensi fra i primi Rudimenti di Contrappunto, che le Diffonanze , qualunque fianfi , o Seconda , o Quarta, (che e Diffonanza non per fe fteffa, ma per ragione della Quinta, che con effa Quarta forma UJia Seconda al di fopra), o Settima, o N o n a , effendo l e g a t e , e quindl obbligate alia Rifoluzione , quefte legatuje vengono da molti Maeftri chiamate Ritardo della Confonanza proffima difcendente ,'in cui rifolvonfi, come abbiamo da Gio; Giufeppe Fux , che cosi lafeid fcritto (Grad. ad Parnaf. pag. 131.) eat nempe concordantias, quatfublata ligatura petunt ,Jibi pcftulare, ob ratioitem ibidiftam, quod ligatura nil aliud'jitt quam rctardatio Jcaucntit not*. Onde per tal >

Mi

^E'zz=_S
bis

E:AZ:$:E =$__$
in ter ce -^ dat

ZZ$ZZ$Z
ad Do

: * = : * = mi num

:n:jr.^:i=||;:it!
fa p"io no no || bis ois

*4*
bis "' in ter

SE34i Sf3ti^Slifflz
C^zzzzrz
Z=_EE=t
.1 J e turn . Chri . ltum
w w

prO|iio_ proiiiPi

^:E5j!r:|tt4t=~~ii|?~: dat ad bis in ter ce

H
*\

t-p

pMllftlliiili
Lciwiaa uuinh.uii, |c cedat ad Dominum Je f liiiuv.nu fum Chri _ _

dat ad Do iidi a n u o

j _ - ^

r\_

i milium JU in in ii J >et;

T_

fum h r i _ ltum lum C Liiri^^ Jium

/-..__ / L

Hum

ltum.

^^g=^gS|yE$E|^ZE-^
II D o m i n u m Je fum Chri ftum. tal ragione p a r e , che fe una Parte forma delle nominate Diffonanze , niun'altra Parte debba nel tempo iiteffo della Diffonanza introdurre la Confonanza in cui deve tifolvere la Diffonanza , e per parlare con piii chiarezza , non debba praticarfi nell' ifteffo tempo la Quarta con la Terza , ne la Seconda con la Terza , ne la Settima con la Sefta , ne la Nona con l' Ottava . E fe tal volta trovafi dai primi Maeftri nell'ifteffo tempo praticata la Diffonanza con la Confonanza in cui deve rifolvere, lo fecero con tre condizioni, c i o e , che la f a r t e , che va ad incontrare la Confonanza , in tempo che un altra Parte lega la Diffonanza , lo faccia per moto contrario . La feconda condizione , che piii tolto fi ufi la Confonanza al di fotto , e verfo il grave , e la Diffonanza al di fopra verfo 1' acuto ; oppure anche al contrario ( ma piii di raro ) , che la Diffonanza fia al di fotto verfo il grave , e la Confonanza al di fopra verfo P a c u t o , talche, o in un m o d o , o nell' altro , le Parti fi trovino lontane Puna dall'altra , come vediamo nel cafo notato al Num. (4) praticato dall* Autore di quefto Efempio , in cui il Soprano trovafi in Decima , che la compofta della Terza , e il Tenore trovafi in Quarta femplice ; offervano , come diffi, le due Parti fra di lor-

difficolti praticabili nell'Orgaao.

944

F53__3=FA=*
II. Efempio
Di Giovanni Pier-Luigi !~ti"*^ da Paleftrina. <-W-,
Antifona, che Ja Chiefa can ta nella Fefia delle Vtrgini.

:g:2z:z=:z=*z==z =a
Ve

mm
i$z5:=tjs_ft:52Zj|3

jq_=3=5fc x-4--**"$*?}?
ni Soon fa Chri .

WW ' WWW.i ij,

ZBZ^XZ

EZ Z-Z'ZIZI =!*_! '.

i|llSz __SEZEl!~=?i_!TE?EJ
i-
_ .
T

zw
"Z, '""""

lii 0)__

. .

,,

~Ve

"ai

J
\

Spoa" "fa Chri Spoa (4)

T*

*-

=_zziz:z:jz:z:iEz
Ve ai Spoa fa Chri

J~"

La fomiglianza del Canto fermo di queftT Antifont con V A n t e c e d e n t e , e la feguente dell* Efempio VI. comprova quanto abbiamo detto nell' Efempio primo del quinto Tuono pag. (fi, cioe che molte volte la Chiefa fopra P ifteffo Canto fermo ha adattate varie parole, e fe rifcontrafi qualche piccola variazioae , o repplica di alcuna N o t a , ci6 non e ftato praticato, fe non per le p a r o l e . Kon trafcuri il G i o v i n e , che defidera d'impoffeiTarft dell* Arte del Contrappunto, fingolarmente fopra del* Canto fermo, di pon.lerare con diligenza queft' Efempio. La naturalezza, e artifizjofa condotta delle Propolte, e Rifpoile dei Soggetti trite tutte dal Canto fermo, e fparfe per tutta V Antifona, ft rendono aramirabili, compfovando fempre piii quel detto degli eccellenti Compofitoii, che un buon Soggetto . in mano d'un Pcrito Marftro fempre piu rifalta , e ft rende degno d' ammirazione . Nel primo Soggetto fopra le parole Veni Sponfa Chrfii, la varii difpofizione , condotta , e rivolti di effo S o g g e t t o , che cenftttono in mutare V ordine delle Rifpoile, facendo che le prime divengono feconde, come rifcontrafi al Num. f ) . in cui ij Soprano p r o p o n e , e al Num. ( 6 ) rifpondr ; c si il Contralto al Num. ( 2 ) , e al Num. ( j ) p r o p o n e , cip chiamafi da*.Maeftri R vfciar la Fuga. Tal Rovefciamea-

MS

ni

Spon fa

Chri

fti

z|zz:zzp:ii:z:z:zzz: Z:.zz:Az:fc:ti:=:z=:$:

ve

:=_= rii Spon fa Chri

f:=:-$:::s=::rt:=|=r:

S___3=_Jr__S__
fa Chri

"H~I"TTT ~"'~1~*~~T "fj$ftT "'t~*


ve ni Spon
i

.
i

fa

-H z|z:zz50z:

-f

z: ;z:z z zzzzz[zz$zzzzz:j=::z
:z:=Hz=
ve ai

ac

- ci pe co _

A
:*=: Spon fa = * _ Chri fti ac

iilr

to in due modi vien praticato, o col variar la Corda, o variar P ordine. Per il variar la Corda deve iutenderfi allorche una P a r t e , avendo formata la Propofta, o R i . fpofta nella Corda fondamentale del T u o n o , o fua O t t a v a , nel ripigliar il Soggett o , lo ripigli nella Quinta, o nella Quarta del T u o n o , e cosi al contrario. Ma ficcome accade molte v o l t e , che tale e la natura del S o g g e t t o , che mutando l a ' C o t d a , verrebbero le Parti ad ufcire dal numero delle Corde in cui devono ftat riftrette, fia verfo il g r a v e , che verfo P a c u t o , percio non potendo variar la Corda, variafi P O r d i n e , e quella Propofta, o Rifpofta, che era anteriore diviene pofteriore , e quefto e' il fccoudo modo di Rovefciamento infegnatoci, e praticato da' Maeftri dell' Arte . Sopra le parole Accipc coronam l1 Autore ci porge 1' efempio di rovefciare la C o r d a , ltantecche il Soprano al Num. ( 7 } il Soggetto prefo alia Quinta del Tuono al Num. ( 9 ) , lo riprende a i l ' O t t a va del T u o n o , cosi pure al Num. (d) il Soggetto del Baffo nella Fondamentale vien riprefo alia Quinta del Tuono al Num. ( 1 0 ) . Li fteffi Rovefciamenti del Soggetto rifcontranfi fopra le parole quam tibi Dominus, cosi pure fopra le altre parole preparavit in eetemum.

i+c?
C7)^

_Zpp|E'==ElEl[||p|!|f!E3Eg
ac , ci pe co , ro rej ,

==:$= zz$z::zz:
Chri fti ac ci pe co ro nam

E=EE=E5_f_=t:: T ru n<wn T ,
4 ro nam -r fC" pe co ro

II

es

* = * :

]y" : ||-njfeg
_. ac j ci pe co ro nam ci pe pe co co ci ro ro nam nam ac ac

nam

ac

ci pe Co

ro

nam

::='.-:=::: ac

E|=*
ci pc Co

ci pe ci pe

co ro ro co

_gzz_z::zz[z:,:z ztij:
II

4-a
u

'
t

tt
ae

ci

pe co

ro nan. ""-"Tr f-r xm

**A- -<

z=xz
, r

I
. .

$:_z~~ i~~^vA
ac Cl

5
-

i
H tr

ro ro

nam nam

at at

. .

_ A.

nam nam

_ _,

ac ac

ci ip pe ec co o ro ro c

nam co co nam

A ( x0o\ ) r o -

ci

< _ . _ _ ^ . J _ _ j * , - t - - -._.'<- i

jggiiMl zi '..i:mb
... llM.tl I f

1 1 1 iMa*A""a

'47

5^g_^__p_M_^iffipp

i pe CO ne co

ro ro

-I-

nam nam

* .

quam u _ * _ _% , .4113111 n j^< .auam n ^ i ' " *

liii m
-M :.of.- -TT= ::=$=:
v *-* pe co /AS+ ro 1 + ,_i Do mi nus Do

quam ti bi

Do mi nus

Do

nam

',f|M=
quam ti

bi Do mi

nus Do

aam

cr

ilp||i||||||i|g|=!|E^iE zzzzt=*=r4zzz:z itElilil^ I


mi nus
-*

mi

nus .

. , . . . . . _.

_.,.....--

mi nus

Do

mi

quam ti bi Do mi

nus

Do

illl

11US

:gzz:;zt:J:^
j, quam ti bi Do mi nus quam ti - ' I bi Do mi au*

quam

t^

bi Do

mi

nus

pre pa -

zfczzzih
nus quam ti bi Do mi

-5*

zzzzi:

zzzx

E^gEpipEiEEE
T a quam ti bi Do mi nus

148
/-/5V """

l-4 .."*- _ . I n | * M I

_ , - I W M . > - * . !..

I j
pre pa ia vit in a:

z:?=iz|z:_=z:z:{_z=zz!:
t;r num
,JI.
V*

_,

ra vit

in

ter

- '

num

Pre.-\

j -j
nus

f V1A

ZEZCEZZ

ZiZfcZ.

;=$=

pte pa ra \ it in

m*"' I,

_ZIZ.Z:I__Z;_AEZ:
f

4-

z:iz:_ZEiz:$ZE!zz
* ter num

>-A

pre

pa ra vit

r|ZA:5:^g=$i:[z:;:izg
m'
-I

|ggg|p
rum 11 u 111
-^

=izzte

ravit iin u

a j^ ,*. ter a i u

pre ra f * - pa p" *** vit * *.

21 $ =_Z=$rSZExE'XE5tZ$IiZlAZ|iZXXZZZ Z==ZIJ*Z!EZ
pi ra vit in ae ter num pre pa

fc|j;|

1 - iA~zz
U

B
li f"M>

a;

ter

num in

as t c r

num

"^"zzzrzzj
iu

lin
a. t- r
-

zi'z
num .

ZA.Ai_!zp:$-A-jz:E$_.'4Z^z=Zj.
i t \ ii in * - : "-* ter num in x

*w f" -

ter nurr

:z=:z=lz:z_z

z:?z_zlzd:
1 1 1 x ter num

It
*

pre pa n v i r

*ff
I

::3z
in * tes

aum

twta

149
ULMM-._^B^f.i*-^A"--.5-i--(*i*.l--^-<--5*|f-J __, _ ""T-T A _X tt *

:S:S=!=x=:: :$:$Z_Z1E==
_ 4-p-..-f-_7"Zo~
Glo ri a Reffolutio. Pa tri

&

li

I I I . Efempio. Di Giovanni Navarro <//' Siviglia Spagnuolo. }_


Eftratto dal Sahno Laud a Jerufahm a j . Voci.

ri a

P
Pa
fc i n
-in

3 E EpftZ=fiLZJ
tri & Fi li

w
a Pa Glo ri Canon in Diapente.
.. i i . .I, I .I ,

tri & Fi

li

f~~->

:$:z$z|z:$zz_!:z
Fi

Glori a

Pa

tri

&

G l o ri a

Pa tri ec Fi

==F li
A

-h&

ftw ft; r;r JE


Sft
~ _.. o

C?Z_= = Z Z = J Z Z Z.Y.. t Z x !_!


ri tu
*

-r

& Spi

San

fto

& Spiri tu - ,
- M *

.-VI- :!z:$z:l::5:z w &; Spi ri


O &

tu i

San

fto

-r

Spi ri :$=$: & Spi

tu i San

fto

:=..:_.:
ri tu

:A:Z::
i San

~; == f=E: r
fto & Spi

SI
~1

^ H

zizzzEzzz; : J S f-..c z^^^^i:^^E _nnz_.uz^ 1E 5Z4.-3s=4.:$_._


o & bpi ri tu i San Saa

fto

&

Alcuni avvertimenti particolari richiede 1' Intonazione della Salmodia del Settimo Tuono molto neceffarj a chi deudera apprendere queft' A r t e . 11 primo fi 6 , Che la Settima Corda di quefto T u o n o , effendo di fua Natura m i n o r e , come tilevau dalla Settima Specie dell' Ottava dimoftrata alia pag. 141. porta feco

la Terza minore alia C^uiata del Tuono. Qjtiudi i , che tal notabile diverfita

it_^^
i San fto.

-Ftt iH _ _ : ==^=.
tfiwll ift I i

,*-*. . m n . . .

======_ =====: _ _ = _ _ . _ - _ =

| *

jB ;.' r; ":

'-

=ES==fiffg____3
B~
ri tu i San

. .'.-- --> - . --

J
LV

L'[ ;,.+.Bpi
ta i san fto.

-fi

H_I " - " '!

'-

Spi i

di maggiore , e minore, richiedefi nel Compofitore graade accortezxa in eodurre il Contrappunto fopra del Settimo Tuono. Fa duopo avvertire in fecondo luogo, che tal' Intonazione diverfa, e varia in quanto al principio, effendo di quattro forta c i o e , Fefiiva, Feriale, del Cantico , e dell' lntroito% come ftato dimoftrato nel primo Tomo della Storia della Mufica alia a P S- 378. 379-, ove rifcontrafi nella Tavola feconda pag. 38r. , che P Intonazione di quefto terzo Efempio e Feriale. In terzo l u o g o , che fra le varie Cadenze finali di quefto Tuono, una termina ( c o m e vedefi nell' Efempio III. I V . , e V.) in A la mi re, che e un Tuono fopra la Corda Fondamentale GJbJ re ut del fettimo Tuono Sicche nel comporre fopra la Intonazione della Salmodia, non folo di quefto Tuono, ma di qualunque altro Tuono, conviene per neceffita uniformarfi, e coa ogni efattezza terminare il Contrappunt o nella Corda, ove termina la Cadenza finale dell' Intonazione; tanto piA che le Cadenze finali dei Salmi hanno una certa correlazione all* Antifona, o Introito, che obbliga il Compofitore ad uniformarfi efattamente ad effe. In fi* ne deve avvertire, che ogni qual volta la Finale termina in A Ja mi re, tutti 1 primi, e phi eccellenti Maeftri di quell' A r t e , in luogo di Terza minore , come praticafi da alcuni modern! fenza ragione, e fenza efempio, hanno fempre terminato in Terza maggiore, come rifcontrafi nel Magnificat del Settimo Tuono del Paleftrina, e di tanti altri di quei tempi. L' ifteffo pure ritrovafi oraticato da efli Maeftri nella Cadenza finale dell' Intonazione del Quinto Tuono, la quale terminando anch' effa in A la mi re, viene fempre accompagnata dalla Terza maggiore, non gia dalla minore; e quello che e piu notabile, vien praticato, nonoftantecche il ripigliare delP altro Verfetto, che immediatamente f e g u e , si nel Quinto, che nei Cantici del Settimo Tuono ripugni la Terza maggiore dell' ultima Nota del Verfetto antecedente con la prima Nora del fuffeguente Verfetto. Su quefto propofito non fo che i r e , fe non che i meglio errare eon pocht, e che nell* Arte di Contiappunto, certamente fapevano pid di N o i , c che foao ttati i aoftti Maeftri, the eon la turba di quelli, ch$ non fanno.

*S'
2

-CMP*
>i cut

_- -r

F
A

_t_V4^-c*-A4--I-'

*V *

e rat in

princi pi

in,~>

I V. Efempio.

S02. -y-e
Si cut

^E^||.||5|EE^|?
e rat in princi pi o ia cut e rat in princi p i _ o ia prin-

D/ Bonifacio Pafqaale J Bolognefe.


Eftratto dal Salmo fum a 5. Voci . Latatut

j z; :|ZJ&=__: f f U U f 1 7 4 Si

:3:=:|z:^=[zEi=

zz=~=jzzzz$zl=zzz=l zzzS:Siz
rat ia princi-.

:Szi:i:|:|: rziEzIz: =$=53: :i:?_iz:5: ziz-zl


n prin ci pi o & nunc & fem oer >er & in in fae cu la fae,

z: x=$ A:A:i:z$_xz$:|z:$=c:fc:|:z:z A:_$Z1:_$Z:^Z|X:A


per < _ L - C - ! & in fat cu la fas -

ci pi o & nunc & fem


* mm ~ # M * W , _ _ T ^ - ^ .^A> * " -

per

iu fae cu &

&

nuuc

& fem

f
&

:___g_iS5
per &
in

**

pi o

& nunc

fem

per

&

iu fae cu

V Autore di quefto ultimo Verfetto del Salmo l*tatut fum, fi ferve ora del principio dell' Intonazione Fefliva , ed ora del Cantico (fecondo per6 alcuni R i t i , come vedremo in appreffo), la quale Intonazione del Cantico non vien praticata dalla Chiefa nei Salmi femplici; cio non oftante, effendofi quefto Autore uniformato a quanto hanno praticato altri Autori contemporanei ad effo, o anterior!, come ha fatto fopra tutti il celebre Adriano Willaert, non v' & Jaogo a condaaaare la loro coadotta. abbenche la Chiefa dopo la prima Intoaa-

llllliig
um A men,

*.,**-*

ma, JtXmMm

iflll
I
la fae cu

c u l o rum A meu fae cu lo rum A fae cu lo rum A

^JiiigEilii
men. rum

lo

QH
A

- t ZI_t
men.

:izz$zz!_:i
lo _ . r u m A

[plilillfEliMII
l .

mm
men.

il la fae cu lo rum A meiiH tonazione, (fuori dei Cantici) ripiglia i fuffeguenti Verfetti dei Salmi dalla Corda CaTateriltica dell" Intonazioiie , non mai dalla prima Corda dell' Intonazione feftiva , avendo P Autore di quelto Efempio dato principio, ora fecondo un R i t o , ora fecondo un' a l t r o , fempre pero fu le veitigia d' altri Aut o r i , percio non abbiamo di che rinconvenirlo ; tanto piii che quefta diverfita di Eiti introdotta produce variety negli afcoltanti, e' comodita nei Compofitori^ Quanto abbiam detto fi rendera piu chiaro dalle Iatonazioni di quefto Tuono afate dalla Chiefa, ehe qui efponiamo, fecondo la diverfita dei R i t i . Iatonazioni del Settimo T u o n o . F ESTIVA. Principio. Cadenza media . Cadenza fin a'e .

zfc?B:
Di

:j^EBE$EJBEM-I_E=!jEtfz|EEBEll_EBEir^ZZi:Z
-- Se de a dcxtris me is. Cadenza finale . HI xit

Ho mi nus Do mi no me o * FERIALE. Principio. Cadenza media .

rfctzEr
Di Principio. xit

ffZlEZ*

:_Z5ZBE*: :BEBIBE":

uDo mi nus Do mi no me o * Sc de a dcxtris me is . CANTICO. Cadenza media. Cadenza finale.

g-^dj
Be ne

iBEEBEi_l|IlEB*z"E"EBEl-f:
diclus Dominus us if ra el* INTR01T0. Cadenza m e d i a . De qui a vifituvit Cadenza Vc. tu <c if ra finale. el.

Principio.

5P4Do mi nut il lu mi na ti me a* iff fa lus me a quern ti me bo. Nel

i |

JI
Nel Canto cotldiano de' Salmi pratica la C h i e f s , dopo I' Intonazione foftiva del primo Verfetto, di ripigliare il Secoado, e gli altri fucctflivi Verfetti col Caato Feriale, come dimoftra il feguente Efempio.

FRIMO
Principio.

VERSETTfi

FESTIVO.
Cadenza finale.

radenza media.

=1
Lau da te pu e ti Do Principio. SECONDO Cadenza media.

=B

Z*=Jr?Zj=
ni.

mi num * Lau da te no men Do tni VERsETTO. Cadenza finale.

=___!_
Sit no men Do mi ni be ne diilum* ex hoc nunc Cr u fqucinftc cu lum.

B E E z$E-_::{xfii:f:S:z=Ez~ 5
Si cut e - rat

V. Efempio.

wedel

!.EZZ: z
- *.# -.......

Di Giovanni Pier - Luigi ZEEcLZIIZZZ V r da Paleftrina.


Eftratto dal Magnificat Settimo Tuono.

:xzz z=zizz=lzzzf=z=
ZIZ=
CO

::

C3)_^

'iM5
Si

=li=l__l3:Siii
Si cut
( e 2 ) ^

i:

t-

ii"""

_ y . __

j _

Cut

II Soggetto dall' Aarore prefo fu M principio di queft'Efempio e ia parte compofto dall'Intonazione del Cantico di Settimo Tuono, e in parte arbitrario. Merita d'effer offervata la naturalezza, chiarezza, e artiriziofa difpofizione delle Rifpofte , ora ail'Ottava fotto al Num. (i), or alia Duodecima fotto al Num. ( a ) , or alia Quinta fotto al Num. ( 3 ) ; il Soprano pofcia introduce un Canone al Num. ( 4 ) , a cui rifponde alia Quinta fotto il primo Contralto al Num. C5). Per dar pero campo al Canone, van no conrrappuntizzando le Parti , fin' a tanto che al Num. (6) il primo Contralto fopra le parole Cf nunc U> fempcr termiaa la Cadeaza media dell, V Ifta

54

. 1 . JL Al.Xt^a^^^i"Ar>-A-4..M..Miiii>i|M.Ar-'.-' '" i
J ^P' 1 1 I 1 .1 J a i l . -I,, ,r

mmm im

- n W M M H w * ! B . ^ - * I I ^

illliliiiESil^i
Si cut c rat Rt-ffolutio .

Canon in Subdiapente

ft

cut

rat

=n
:*==*=:

:iz:

:: i .1" ' . rtta".L^


i
rat

=g=r====::
cut c
cut e

rat

:fEJ^f;|EjEE=E|EEp|
.1
tat

4--+-X ii wut

ntonazione. Avvertafi come al Segno ( * ) , abbenche . . * * * ^ " " / d e v t Xnt dell, Quinta d e l l u o n o , cherelativamcnte a 1 C a n t c \ ^ ^ ^ ^ S S ^ i i ** d porii il b molle alia Corda B * . , .1 che v ^ a U Autore c cmprorate,, ^ ^ nato al Num. ( 7 ; . ' ragione e per fe fteffa chian , P C R R. . f c i a a minore, hanno ancora Sefta minore, come fi ^ " r g ^ o n e l a P t l c o L pane glia in feguito il fecondo Soprano, che fa la Propofta deI Canone^ a lecoa F Sell' latonaaione .1 Num. ( 8 ) con qualche var.aa.one, o f u ornameato e J feconda parte dell' Intonazione, ne ^ " ' ^ g ' S ^ d e l ' hTonado... contrappuntizzare delle Parti conduce fiao all ultima U M M f o T m i i n o il CaQueft' ultima Cadenza replicata piu v olte daU d Part ,, en tJ ^ g j u o a e , viene ancora introdotta in alcune altre Harti, j c o 1 rr *PP N u m e r i (V), Contr'appunti . E da notarfi con qualche fiagolar^ at enz.one^ a. N " W ^ ( r o ) , come le due Parti vengono a formate con T ^ ^ X c c o m p i m e n t o , Vo legnata Num. 1 ) Terza maggiore, .e Sefta ^ ^ ^ ^ " T q S o tal' Che aile mie orecchie riefce non poco ...grata e - ' a c e v o , e t " a b b e n . accompagnamento trovafi repplicato a. Numeri ( * ) A g J ^ M ^ fuppone, l che at Num. (13) non trov.fi fegnato il S , "oaoitaate vi cmpa. come ognuuo puo da fe fteffo conofcere. Quefto * aao di quegi ^ gnamenti, che^ di quando in quando incontrafi ' ^ " X T o S . " fe troptrovo praticato quafi fino al fine del Secolo P / ^ t o M l * PJJfii Madtri, po miPfono avanzato, col ,ion S S S ^ T t ' J ^ J ^ ^ ^ 5*

-5J
- . , _ . - . . - - - . J-jjhi-TW.---- J*..I.. T .J.-.1.J.*I~.-. r

feE|_Mt?^^^lg
t-TZ"H"T""2 X '*&
j_y ^^^__, _ , ^, ' *_. 1^ J ^ I j ^L w i ^ II .. -.'i T^- | r _ _ _ .X. L i 1 ^L j i

in p. pii nc i in in LI

pi

-r _A__A__

=!_:
..A-,

EEE_E:__ZEZ_|;
in prin ci pi

-t--

a zz:_b:z:zzzizzzzzz:tz=zzz-z::=|z_i
tn pun-

rat _ - _ A-A,-*? ._ _|_J fi cut e rat '_, in princi

liaiiiiiiaisi^iliii
P* . # rat ^ in princi pi o in prin ci

3P

"5zE:_zz

ZZiZI
in princi Ipi o

13

gfe=|ta#=*=_fc =1=1= mtt_^_=|):_* A|||rfflgT-W:^,


in prin ci pi o

s na *

zz:*~
& nunc & c fem

(6)

rz;zzz:p

3E:i_z
o

*=&r S:
x fA-$Z nunc & fem

per

,)

h = * = = , = :

zS

cr

pi

per t? _^ nunc & f e m -

-_ZS

:_.==:4._4-:^|ill p. In ci pi

E'EifEEE :zzzz$:
6; iiunc & pi o A & nunc
&

ztz z:_=:_zz Z:_ZE;Z$:

SEES:
/- \ ftm per _ _ _ U _ & ^-_f_3.<_ tcr *

ppii

:izz:
& V *

z|=*zz**z:
nunc 6t fem

in
*\* CA._X-***-*""~4"'f*n*"-I-.._!..,.* JL-~.-._..-j(j1--

_? Tit"^ it.

m'
'<- Hi V M

nunc & fem

per &

in

far cu la fse

cu

lo

rum A

=iZE|3
44 in fae cu la -,

-z=|z:;:zzz;:$:^:j:5:|:^z^

:zi:
fto)

mt

iiife mm*
& in fae
cu

l.i

-.

HSA-S

per c*

iu

fxcu

la

J*

in fae cu la fa.- cu lo -

t
fct in fae cu b "& in fx cu la far cu

ziz.:=Z'=_
&

Sfp^lEE'EEJEEZ
" in fse cu la

-.ia.-*-+

fjjLjii" *.' * I *j-zE^_n_.i'^j-T


men f e cu li rum A men j_. ^ f*
cu

t-f-Ar-jit A t

-Ut-*ta

'_%

fae

cu

lo

rum A

Z (*))
ftA ci I'** rum A - men

z u z z . z : I _ I - _ - _ A j-A.A.$
'Z

m m rum

fae c a lfi_ fse cu lo,

zdzz^za$z
4 Io rum fas

-0- -Acu lo

1 rum

men

fa; -

rum

(M)

;::$=jz:zz:z:zi:izz=[zz::tizil::A: ~t;zzz:z~iz:?z:z:z^
*4 fat cu lo rum A mea I *

I ' . A M * M . | M . 4 < J . t - 4 * ' <m ' 4--|-"1- -A

.lo

- rum A

men fae cu _, lo rum

1
^__gi_tM_i iv f '*_
culo rum A
= : $ :

1-

men fae cu

_|EE^JpE|||^iEj| |^E^^| =:E=TZZ:: E|pE|ffi


fx
cu lo rum A men fx cu lo rum A

lo rum

:::AZ.
fx

1 $ fx

ca

|XA15X___ lo" ruin

men

ca

lorum A-

Z5Sz
men
-.-_..

E
fa-

Af;Z-yEZ|_ZZ-R-ZgrtZZZ=
A men,

cu lorum

:i!=__zz$z
-V9rum A

-Amen

_
_..

fx cu lo rum A

=a:
men .

j
m

=ztzzAZz[:AiAZ$= .z:z:z
K
II

-B-

-9men.

- & -

' III

fx

cu lo

rum A

A -/-

men

ZTenZ men.

ZE=Z$:
me*

pEpEEEjJEEEJE^iJlEEiEE
fx cu lo rum A

-H-AI

. =g-fc;:^::j=._zv-Z

men.
v"

=$zzzz
mea.

'""V

> * * ir

i i~*aw iaw

pzzzptr;

-9-

IJt

:pz=i_zzzzzc=
v^y r -

I .11

if

zzzzx

m
H - M f l g^ .

V I. Efempio.

Di Giovanni Pier-Luigi da Paleftrina.


%/iratto dalla Meffa intitolata Tu es Petrui deJXU. libro.

= 1 ^ = 3z:z = zfl z=G== zzzizzzk


gnus De

z_azz
A gnu Oe

Tre Soggetti vengono propofti dall' Autore in quefto fefto Efempio. II fecondo Tenore propone il primo Soggetto fu * 1 Canto fermo dell' Antifona: Tu et Tetrut fegnato Num. C O , a cu rifponde all* Ottava fopra il Soprano al Num. C5)- Dal primo Tenore vien propofto il fecondo Soggetto al Num. ( a ) , a cui rifponde alia Quarta fopra il fecondo Contralto al Num. < 4 ) , Propone il terzo Soggetto come al Nurm C3) 1 Baffo, a cui rifponde il primo Contralto ail'Ottava fopra al Num. (6). Ed ecco formata una Fuga con tre Soggetti condotti con chiarezza, e fiugolar Artificio, pofciacch* ognuno d' efli Soggetti e di carattere diverfo dall* altfo, acciocche fra di loro riffaltino -Sono poi cosi ben concatenati fra di loro , che uao non confoadc 1* altro , ficche poffano fervire di raro, e ficuro efempio per il Giovine Compofitore , ogniqualvolta fia per introdurre in qualche fua Compofizione tre Sog. g e t t i . Propone pofcia altro Soggetto d* Imitazione fopra le parole: qui tollit feccata mundi , col qual Soggetto va contrappuntizzando COB le Parti, nel meareche coftantemente il fecondo Tenore foitiene il Canto fermo, quafi fempre fervendofi della Figura della Breve, affinche fempre piii venga a rifaltare lpra le altre Parti il fuddetto Ganto fermo . In fine fopra le parole: dona nois pacem introduce alcuni Attacchi, i quali, fcherzande fra di loro, vengano a formare ua Contrappunto, che condotto ftao al fine, riefee dilcttcvole, iag e g a o f o , c pieno di grata Armonia.

Fee

"Wi

.a|a s_a=ri____fci

.* |Tf'T||-f*^[ *i fp
Li

A-

'-

qui tol lis

xzz: =z:i
-U

zzzaz a

Ep^EEzz$zzz=
De

qui tol IU

Per inftruzione del Giovine, c t e delidera giungere alia perfezione di queft' A r t e , e da faperfi, come da tutti i primi , e ptil celebri Maeftri di Contrappunto fu '1 fine di una Meffa , d' un Salmo, d' un' Inno, P ultimo Verfetto di ciafcuna Compofizione a piu Voci, viene compofto con qualche fpecfale Artificio, fempre pero coerente al Soggetto prefo, che ferviva di guida alia Compofizione. Nelle Meffe a quattro V o c i , gli Antichi componevano P ultimo Agnus Di, a cinque, o a fei V o c i , o vi introducevano qualche Canone, o vi ageiungevano uno, d u e , e anche tre Soggetti, o vi aggiungevano qualche altro ingegnolo lavoro con maeltria condotto, affinche fempre pit} fpiccaffe il loro valore nell* Arte L' ifteffo pure vien praticato ai giorni noftri dai piii valoroii Maeftri nel fine della Gloria in excelfit Deo, del Credo, di un Salmo, iyc., introducendovi una Fugga ben condotta con varj Artific;; effendo preniurofi queili che fanno, di far conofcere il loro valore in ogni genere di Muiica pratica. Quanto abbiamo fin qui notato, rifcontrafi nei varj Efempj addotti,' ma fingolarmente in quelto Agnus Dei, che potra fervire di norma al Giovine, che brama d' impoffeffarli con ogni poftibile perfezione di queft' Arte; avverteudo pero di ridurre tali Artific; a quella paftofiti , c foavira, che richiede la Mufica de' noftri tempi. Chi defidera d' inftruirfi di tali Arti c f . offervi fra tanti Autori, che ne hanno trattato, il Canonico D. Angelo Berardii ( D o c u m . Armon., ed altre di lui O p e r e ) , Gio; Mar. Bononcini (Mufico Pratico) P. Zaccaria Tevo Min. Conv. (Mufico Teftore) Gio: Giuf. Fu* CGradus a d Paraafs.) Monf. Marpoarg. (Traile de Ia Fugue, & du Cuntrc-

15 fi

;=A_~
qui tol lis pec pec ca tol ta mun di

-(a! |j!#U.

qui tol lis pec ca ta

mun di

qui

tol** lis pecca ta

'

maa-

tol lis pecca

jjjjglli
ta ta I T I mun _, _. di qui tol lis pec ca ta

-g a,

+-*+<

1 ai J' -C!~Aca ta

=|==E3K======EW^Hffii_^g
|4 pec ca ta mun lis i pec pec

:=: :$=_$=z=: ~B-

g =

lmun

" di'

|EE%p|p|=E
toL. ii i w i r A \ ! awa -r- afB' BBf ---A- -*r

r zzzaz=:izzziz: zzzzczz .-____


di

pec ca

ta

mua

5E=_1EEI=EE=1K^
H " * ft

Z$ - _ | - J
' L*B
ta niun .-A__A. mun di
m

s>

PE-

A-_I
^ di

I. f . ]
qui tollis pecca -

zzopzat
di

-ite-

do na

=:===::
qui tol

*z*z___z
lis pec

:$zz$=
ca ta

Ezzzrzz-^
aOEtt
di do na

_ . m ->,! .,, m ajpan^pi ~-WA ^aueMa>l>--w.->*i'~**|^i-.j^ l Aa|l

: w z I ;zz zzz$ztz:zt"+itfci=-T^*t^~-*=zSzz mua di qui tol lis pec ca ta mun


;.*-"-*--1

3z:zzc=:tzzzizz:

i_ - - ( -^ry --

zi:

:M=:z:E
do-

:=:zz:iz=
X-+-+I
T qui tol lis pec

l+-f
ca u

.4.$ r f-itl
urn*

.-.|_-AA-.H* do aa

4.

..;

I6i

3Ef|E=z|pjfe|p=E:
, na no bis pa cem

zz;z:$zz : = : * =
do na no bis pa

-n

nobis pa'

cem do

na

no bis

pa

cem

VR^fi
do n a no bis J

-a-* ztpfcj;:te

no bis

pa

cem

Ililli
-__Q___
t

pa

,%A

cm

do_.ua n o -

z=zzz:B
'-4 - * v

:zwz:
bis

zzz=-z-te

na

$zz$:
pa cem

1-

A_ZA:
do na no

no bha

-__A|

=az
bis

5ll"|li
pa cem

A-,
cem <? -LZ*^. I

dona no bis pa

;:J:z$z:
bis pa
V I r**m

11

cem

d.T na no bis

=^___=^__i|S^^__=|^i^_^__fe
4 do na nobis pa cem do na no bis pa
1*6 1

li.ii.-

CT I [T
H - -

=B=2:*i=:r:,

ll fc=ft
na

cem do

BS

do na no bis pa I ^

cern

=B

3Ep|p=E

-B

F zr=|EEi;|Ei=fl
do na no bis |a

iszzzk
""""""Z. "V" I t e e m "do" "na no t ' . p - c*ui do r.a ). l is . _ _ _ j - - , JJ ,J,J do :_$__A_Z_,

ZZ=, Z 1 ZZ_1 J.4U|4


J

cem
V J 1

do ".a" no
4

bls

:|EEEE!EEE!E?E!E3l=EEE5ZtEi=:0=t:=
14 do na no bis pa

Z' r ZE_=AZ.jziZ A .ZI$Z ?XXZZ= Z!$ZEzti-X_ X-A-4


na ^4 no bis pa cem oo na ii J* bis pa-

-n
'1.,

ff ri ~h~
-fi"

Z:gzzzjz:r-H Z^ZE$Z ::rJ-:zz-H


do* aa no _, bis pa ~> c e m . r>
T>

< * " " ZiZZES ::_=: zzzfc: -a

-S-

=9_X-t;i
mi

B5 P
-B
FT

~^z{:=zH==jz:0=
t ^

do I a no - bis pa

Izfizzzt E=ZiZ =$ZxE EXl-fI


I
~ bis , . na no

1
r-^m .

1
-.-+

Z* pa

'

'

~ CC==2=:B==:!= =Hr_t=:H=: cem .


f. .-

!=M~r~===:t===!=:==:
V * cem do** Z r nobis ** pa cern. >*

OTTAVO

TUONO

PLAGALE

<4

La di cui Corda finale e G fol re ut grave.

E
-u

Contenuto Y Ottavo Tuono nella quarta Specie dell* Ottava divifa Aritmeticamente, che trovafi tra le due Corde eftreme X). d., e fi compone della prima Specie della Quarta JD. G. pofta fotto la Quinta, e della quarta Specie della Quinta G. d., pofta fopra la Quarta ( i ) , come dall" Efempio:
Quarta. Qum ta

:$=z
= t i_,

-*--

Trafportafi quefto Tuono per b molle alia Quarta fopra, nel feguente modo
D

r .. TZ '$-_
v_.

Quarta,

-A
V

..
: * / " . . .

. . , , . , ,,,. Q.,m . Quinta,


"

_A__

>

" "

1 "

Le Cadenze nelle quali hanno principio le Compofizioni di Canto fermo dell'Ottavo Tuono, fono cinque fecondo Pietro Aaron ( i ) , JD. F. G. a.c., e fecondo il P. Stefano Vanneo (3) fono fette, C. D. F. G. a. ^. c.Le Cadenze Regolari di quefto Tuono fono JJ. G. fc| d. (4). Le Cadenze finali Romanc, e d' altri Riti fono in G. c. a. (3).
X a O T( r ) Zarlino Infiit. Harmon. P. 4. C. 1$, delle Ediz- '5S*- t ^ . Nctifi, che quefta quattu Specie dell' Ottava , abbenche per region: della collocation: dei Semituoni fia confimile alia Specie , di cui iformato il primo Tuono , eomeji dimoftrato alia pag. a., cii> nonoftante , 1 ffendo la Sped: d:l primo TuOHo div'fa Armonicament: , e quejta dill' Ottavo Tuono divifa Aritmeticamente , ne viene ad ifjere anche divcrja V Ottava di cui e compofto 1 ' Otta. avo Tuono, moho piu che quefta Qxat\ a i diverfa per fefiefja della priwa Specie della ijuarta di cui i compofto il Secondo Tuono . Cid rendefi piu chiaro dal I feguente feguente Efempio Efmpio : \ Specie dell' Ottava del 1'rsmo Tuono.

Quinta,

u-

Quarta .
-*--

Sped: d:lV Ottava deli' Ottavo Tuo4 Quarta. no. > 1 mm 1 1 in * ( ) De Harmon. Irjlit. (i) Redact, d* Mujica lib. x. cap. JJ. ( 4 ) Zarlino loc. eit.

zizzEAZizr-rri

ZE_EZEE_Z:::|:Z
Qui utntit

(s> Storia della Mufica T. x. Tan. 2. pag. 381.

lff 4

OTTAVO
nt'Fr-*?--.

TUONO.

, I. Efempio.
t #>

Del P. Coftanzo forta.


jlntijbna , che la Chiefa canta n el Giorno di Pafaua.

"B B M -

'

-==?5I^3I^
An gelus autem~Do~ m i ^ n i "

||ESEl!E-%^-:3E|EiE3El5

fi...

i .

!ft-*-z.v - --"te- -.* J.'L. ' l * - - 4 ~ + - ! -

!i|s=i=E^^
2 ditde CaIo

pfetppiilftigiiM
&(6)ce+ T H I---T-X4-

ZMIA
' H aC

At
c

A
=

Lil. i
d"ZZ~^ dcns

!!
3

re

vol vlt

ia

ZZZ.EZi=.'ZZ"'Z vol vit la -

"

'

^ " d l * d - ^ ^ ^ W * * * * * Canto f e r m o , datamente dall' acmo al l v ? " I L ? I a J . * * * " " * * > " grapondono alia Quinta f t t o a C o n S l t o . 1 * ? ^ P "fVa ? a Cui C o r r i f * O ) ; anzi quefto T e n o r e , S t i S S a a ^ l & ' . ? ? ? V V ! l T e n o r e a l N u m P grave predendo il luoeo d S Ra1?n ? f f d r - f o t t o , viene a -farfi -> P a r t , anche praticato d a ^ n t / a l t o V T I e' n A d o a r tc, f i c , 0 0 . C a m e n t e ' come - vedefi J e cinque Semibrevi del Canto fermn ? - V , variare 1' Armonia tutre fu al Num. ^4). Vien ornnn(t fu c <' un' tfteiTa Corda. come S g Ctto fo ra ,e Contralto al Num r o ,, ' " " r / P P 3 1 *: & / , / dal a r, ndo P o al N u m ? r t Si' m n * f P , U Tenore al Num. (6), e il So fe parole: cS y S ; , S , ^ 7 ^ ' ^ ^ M- ^ t l f r a , t 0 U t e r z o S o g g e J o fopra al Num. C P ) , % rifponde r e a l m e n t e ' a l P o ^ r , r P r f e . , * Imitazionl il TenSre eaimente all Ottava fopra il Soprano al Num. (xo). Quan-

tj . :

s? -Bvolvit la *pi dem &

=*:
fu per

-1+

pi

dem

J1}=

SifSfiflp
um

& fe de - bat

A,*--

pidem

& fede

bat fuper e

-"

um

fu

per e-

dem

&

fe

de

fu per

um

al

!-

-^A- - - * ^v
A - t'T-

~rrz'Z*
fc
A;

ft*

um

al

le

lu

ja

*-

- al le

Iu

ja_.

Quanto fiano vivaci , artificiofi, e con naturalezza condotti gl' indicati Soggett i , potra facilmente rilevarfi, ogni qual volta con diligenza venga conliderato il t u t t o , ed ogni fua parte. Fra tutte le Antifone del P. Coftanzo Porta efpofte nel prefente Efemplare, non v' ha dubbio, che queita fi rende diltint a , e fingolate fopra tutte le altre, facendo conofcere in efla con quanto fludio fi folTe applicato, ed efercitato, fpecialmente in queft' Arte di comporre fopra il panto fermo , e nell' ifteffo tempo diede fingolari prove in ogni altro genere di Compofizione fecondo lo ftile introdotto ne* fuoi tempi, e quanto feppe approffittarfi degl' infegnamenti ricevuti dal fuo inftgne Maeftro Adriaao Willaert, e quali pregievoli frutti diedero tanti difcepoli, come rilevafi dalle O p e r e , che ufciroao dalla Scuola aoa tanto del fuo Maeiko , che fua propria.

166

I
11. Efempio.
D/ Giovanni Pier-Luigi da Paleftrina.
ii 4

Ejtratto dall* Inno della Pentecojle.

f,

-*_.,_ -to

-Tzfczzzflg
Ho Item re

ifcrr*
pel las

A__i
Ion gi ut

z?zz:z$z::"z.= t-

<z$z=

z ::=*==:

HiS_p
us Ho Item re pel -

za:z:==SE:z:i=$z:zp:::S:=^^
longi

Quefto Ottavo Tuono, a ftmiglianza del T e r z o , e del Quarto modula anch' etfo alia Quarta piu tofto che alia Quinta, e cio a fine d* uniformarfi al Caufo f e r m o ; e nonoftantecche P antecedente Settimo Tuono in parte moduli aucor eflb alia Quarta, e in parte alia Quinta, perchd la Corda caraterittica dell Intonazione del Settimo Tuono e D la Jol re Quinta del Tuono, e tal Corda non poche volte aelle Cantilene di Canto ftrmo frcquentata, da cio ne v i e n e , che anche la Corda di C fol fa ut Quarta del Tuono di quando in quando aucor effa fia frequentata. Noa fara per6 inutile il ricercare, fe oltre il vantaggio della varieti, che producono quefte due divetfe Modulazioni di Quarta, e di Quinta, e oltreccae la Natura del Canto fermo tante volte sforza il Gompofhore a modularc ora alia Quinta, ed ora alia Quarta, qualche altro lume polliamo ricav3rne. d a piu volte fi e dimoitrato, che roverfciando la Quinta fi coaverte ia Quarta,
m

wirrf

"T ~ f ~f" T

*$"

_,

pa cemqu. .10

BH__t 2
nes pro
'^k^;

pa c cemquedo ccmque do

nes s ~* _,
A f-

zlElii^J} IEIZJIJ IEEIEEI 1ZE:IEEE


las . Ion _ . _ gi , . us , pa

=zz
pa cem

*S_b_=S_
que do cem que do nes

zzzzfcz _3::=f:iz=5z.=',' %'" =z=z~z: =zzz==zbs

ti nus

-r+:Hif---::f:-:fc-:;
i %

du

z:$=:=tz:E:z=$=tz$~z-ziz=z:zz:
j*. 4.-X A.

*= ZiZ A:!-I=OZ-A*t= ::z,a_!z:i ::$=_=:! a p

ti

nus

=:ZZZ:1Z^:ZE?::: z *'
I; ' pa cem que

=:

$-r jr
pro

do nes

-*!-+ -"-I -jjy-4 Quarta. Seltamin. Sefta mag. Settima min. Settima mag. Quinta fill fa . Sella min. D a quefto dimoltrato Rovefciamento u n ' a l t r o vantaggio potiamo ricavarne, il quale Ii e , che rovefciando tutta la Scala afcendente dell' Ottava del Tuono di Terza m a g g i o r e . fe a e fcopre la Scala difcendente dell'Ottava del Tuono d i Terza minore divifa pero Aritmeticamente; e fe mai a qualche Giovine Compofitore i.iiziato nell* Teorica Muficale piaceffe di rifcontrare anche le Proporzioni cianamente corrif-

e cosi rovefciando la Q u a r t a , fi eonverte in Quinta. Quefta c una proprieta evidente di tutti eV Intervalli, che rovefciandoli fi convertano in altri I n t e r v a l l i , fempre pero della ftefla S p e c i e . In fatti la Q u i n t a , e la Quarta effendo Confonanze p e r f e t t e , una fi eonverte nell' altra ; cosi iuccede nelle Confonanze imperfette , imperocche la Terza maggiore fi eonverte in Selta minore ; la Terza minore ia Sefta maggiore ; 1'ifteffo fuccede pur anche nelle Diifoaaaze, il che piii facilmente fi vede dal feguente Efempio: Quinta mag. o alterata Quinta . Terza mag. Terza min. Seconda mag. Seconda min. _ oTritono. --4-- \z gjis:: f>: cs. _ ."-_.g: -(
''* * I r-\~ __} I

( 1

:-E-S3:-

Z\ZZZZZZ~ZZZZ-hZZZZZZZZZZZ?L&Z_ZZZ

?E^El=E

UMl

if*
1..

21*' II ,M i i<?8

^H

Jli'i

S
LI

_,

A^A

fto

re

fie

te

on *TT +

+4

(jz=zz:

le

Prx

'

fS

vi

H
BBBWRI it
fto re fie

:!==:_=*= z=K__
11 du fto

=|=3EEiEEEEEE_
re fie

sje
te prae*

t e prae vi o

zz;z5zzj_^=$zjz__z^
du
cto
1-

re

fie

te

zHzzft

ZIIZEZ: :z:-lz:
VI

I- * A te

. -.4,,_,,., ,.,_,

st

____. __=;=<
um

-Z3

* = f jz&z~zzzzz=:lz''A^t^.zzzlz^zzizh=:zz
"\ tT Prse " Vi o vi te mus

Si
-

mus

omne uoxi

.ZZZfZZZ

Sz
VI -

l_|i_El_EEl|iz_

z:$zzr={zz=:==t EZE-ZZSZ _ & _._.


te

Prae VI O v i te em mu us to nim .. prae I vi o riit no xi um rifpondenti, fi fono pofti adogni Intervallo li Numeri proporzionali ad effi , curie fi pud vederedai due efpofti Efempj, ne' quali la Figura di Breve iadica la Corda fondamentale del T u o n o . , mi,.,, ,,. ..., -^ f m | s r Quinta. Quarta. Nota fondamentale. Tuono. T u o n o . Semit. T u o n o . T u o n o . T u o n o . Semit. Scala afcendente del Tuo- -^ z ao di CfolJ'a ut Terza mag- _3(i_~_:ZZ&ZZZZ~9ZZZZZZ*ZZZZZZZZZ^ZZZZZZZ: ~ _ g i o r e divifa Armonicameu- ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ .ZZZZZZZ~ZZ~ - - - -i - J t e O 9 l6 p io 9 J... -.. _ ? 8* i7 -* 9 $ il -(3. L _ Nota fondam. '

f pra? &

vi

vi

m_

om

E_5=5:_:A.:fctJ::5:zE__:

-[ ;-T^f ^. _rV

= : : fZE-.SESiCi^-r-TZf:-:-:.::--

s>

Scala difcendente del s?__:z_:___=_______:___c-_~r-a_:--t--:__t______r_$: Tuono di _ \/_ r Terza mi- 7 t ' T ' ~ Z 7 T ~ ~ ~ ^ : T ~~~*^-Wv--}nore dfftfa Aritmeticamen .__.. T " V -__ .,_
te>

T u o n o . T u o n o . Semit. Tuono. Tuono. l u o n o . -emit. Quinta . Quarta .


S i - in i
' S i
II

in

Ma ficcome la Scala del Tuono di Terza minore difcendente, oguiqual volta difcen'de , porta feco qualche mutazioae di alcuni Intervalli, percio fa duopo dimoftrare qualj, fiano

te

mus -'

iprii

ne

no

xi um

lEE_E_'
lie no

xi

um

VI -

zz:z^zi=$ :z:i= 1Z?Z:$ZIZ=Z:E|Z _=_=

vi

te

nun

om

ne

no

xi um

fiano quefte mutazioni , che paffano tra P u n a , e P altra . Gia altrove fi e dimoftrato corne ia Settima di qualunque T u o n o , fia di Terza m a g g i o r e , che di Terza minor e , deve per fe iteffa eflere m a g g i o r e ; ft e pur anche dimoftrato, che la Sefta del Tuono di Terza minore e per fe Itefla minore. Ma ficcome tra la Sefta minor e , e la Settima maggiore vi c o n e u n ' I n t e r v a l l o , che non e di T u o n o , ne di Semituono, come richiecTe la Serie per grado degl' Intervalli della Scala dell'Ottava , ma vi corre un Salto, o fia Intervallo iacom pofto di Terza m i n o r e , come dimoftra u Terza min. quindi nella Scala difcendente, a tenore della Proprieta" P Efempio: -R-tM Sefta min. Sett.mag degl' Intervalli minori, che per natura vogliono difcendere, fi pratica minore la a t i t t m a , e la Sefta; e nella Scala afcendente, a tenore pure della Proprieta degl* Intervalli maggiori, die per natura vogliono afcendere, ft pratica maggiore la Sefta, e la Settima , e tutto cid vien fatro , affine di ev'uare quel Salto di Terza min o r e , il quale (oltre che rompe la Serie per G r a d i ) appreffo degli Antichi era di-

zUzi~.zzrt

fag-

170 faggradevole all' orecchio, e difficile da efeguirfi dai Cantori; a noftri giorni pero. fi e refo famigliare, non folo ai Soaatori, ma anche ai Cantori, abbenche da quefti rare volte perfettamente intoaato. Li fegueati due Efempj readeraano piu chiara P efpofta dottrina . Scala afcendente del Tuono di Terza Scala difcendente del Tuono di Terza minore. minore. ;:_:_:__::_i t - - i5-__--H-__E__r_:=f_z-z_:-__=_:_:_i--:^i:-C-ii-~_:}}_:i , __e u * Ecco p t r tanto quali vantaggi riceva il Giovine Compofitore di Mufica, fpecialmente ai giorni noftri, dal Kovefciamento degl'Intervalli , il quale ufato con ogni avvedutezza , fecondo che le circoftanze del tempo, e del luogo lo richieggouo, recar polfono e al Compofitore, e alle Compofizioni di lui un fingolar pregio.

CO
ZZL_=
I,.

f -

ZS.

I I I . Efempio.
Di Giovanni da Paleftrina _X-_ X-fi-A--X
Eftratlo dal primo libro de' Mulct ti a 5.

E* teffuta coa fingolar artificio dalPAutore quefta Antifona, il Canto fermo della quale fi diftingue per la grandiofita, e foavita della Melodia, ficche merita che fian pofti in vifta al Giovine Compofitore, fe non tutti, almeno i principali, e piii ragguardevoli artificj di Contrappunto, de'quali e foprabbondante. Propone fu '1 principio il Contralto alia Quinta del Tuono al Num. ( 1 ) un Soggetto ricavato dal Canto fermo , a cui rifponde il primo Tenore al Num. ( 2 ) nella Fondamentale del Tuono; cosi pure al Num. C3) il Soprano ail'Ottava fopra rifponde al primo Tenore , e dopo un bell' intreccio di Contrappunto a tre Voci entra alia Quarta fotto de) primo Tenore il Baffo al Num. f 4 ) , e dopo un' altro non men bell' intreccio di Contrappunto a Quattro Voci, entra il fecondo Tenore al Num. (5) , il quale con le Figure di Breve mantiene efattamente il Canto fermo fino all'ultimo. Vien pofcia ripigliato al Num. (fi) il Soggetto dal Soprano, cosi pure dal Baffo al Num. ( 7 ) , e dal primo Tenore al Num. (8) , con qualche divario n 1 5 ..^a"" Perche in vece della Quarta fotto, come al Num. C4) fi * indicato , ri. piglia il Soggetto alia Quinta fotto, e il Tenore con una Rifpofta totalmente d'imitazione , viene. a far F; ndamento, fervendo di Baffo a tutte le altre Parti. Alle parole orabat dicc.t conduce il Baffo al Num. ( 9 ) nella Corda di B fa a fine di dai

ade-

1-71

^z&z^zzkt^
tus

?=l|:|j3ii=||ife|il}p-E||;i
ti
A T* T

Lau
A. OS V

iCu
*k.i A.

us
T V ^ V

I T

n>

bat

ren

ti us o ra

bat

di

T T "

.xjz:__=:f{z:^zE-z:
ra bat di cei.s

._.i^__z|3pq---fi t o ri bat di -

'EZtHEZiEH w T

zi:
C4)_

EE;E]EEi_ziz|zE^z_[EEE^~|E:=^ z f__3ziS
Be iu. Lau ren ti ^L

=_=:E__ZZ =
H di ceus

:?

=z ::_lz_=l:z?z"|::i
Be a tus Lau

I *rrraa Z:_ZLZ.^Z__ =E
ren

_:__X_.A__

sifiiiiiiilijiii IP
C8> "-4$A Be a ceus

t__!

11

C$)

:zzzaz==tz=tzz: J4----H - - j H Z z~~-Ie Z - _ z = Z : Z . H = : = zzza:


B He a tus "lau""'

-B

=_:B__=!5
ti -

xz.
"

-^

us

adequata efprefiione alle p a r o l e , finattantoche g i u u g e alia Cadenza Reale di G fol re ut c o m e al N u m . ( r o ) . Sopra le parole Gratiis tibi ago vien propofro dal Contralto al N u m . ( n ) un S o g g e t t o , a cui rifponde all' Uniffono il T e n c r e al N u m . ( i a ) , e all' Ottava fopra il Soprano al Num. VtjY, il qual S o g g e t t o r p i g l i a t o dall* ifteffo Soprano al N u m . ( 1 4 ) 1 vi rifponde il Bado al N u m . (15E alia D u o d i c i m a , o fia Quinta f o t t o ; e per dar campo al fecondo "Tenore di profeguir. il Canto f e r m o , vanno ripigliando le Parti il propofto S o g g e t t o , linaranrocchd giungano alle parole quia januat tuai, fopra l e quali parole propone il Soprano Ya

yt?
3 ra t,_t o ra

i
tat

!
A-iiH>
di

z:$zz zzziZ35Zi:z5-E_^z-A:j-U-J-V-A !zzzzzzz;;=


~"ti _T lli o c ra J.r di ceus tt =!E:EEE!EESEEL fEErz-_|f:^ tus Laureati us o ra bat i cei;S

ziz;.$zzzzz|:AZ$:

z:$z:$ :

g_

_ _ ""^

_ ;

[ _ _ .

"EF
(ft

-B
_(

~ZZZ E'Z'E _j
-raH

J.
bat

ta
1,1

c?
. i
(10}

us

CO (9)

ra

.J. ***

3$EEEEz
_.v _._es -^1-IM' 'v--i :j:_ _ft _!_=__~r__=bat J _ E [_-._~i
o , ra batV di

ZdZE=|
...

===E|!4=_=:cp^
gra ii n as as tii t bi DI a go D;> mi

=8EEE?Ej|EiEj|J|{e||f
era ti
as
(,2)

-I

C v l ) gens

ne

SSESfiSfiSn
eo
A

ti

bi

1 1
_C

_== E!E=EHE~E=_a:| =!*. ES


era ttii gra as ti bi a -

z=*zfl:|r*

go D o mi g<i

2&ZZZZ

1 4

lzz='*'"z=!"Z_z: z" "ztzrzflz.iHI **' zzzizz: = z s = z


j_j

r* di

gra .i

ri 5 )

Utzzzizz:
C-liS

-E3-

!___.._.._._

zz==zzi:zzzz$z:j_?
gra-

no al Num. ( 1 6 ) un nuovo S o g g e t t o imitante il Canto f e r m o , a cm rifpondono le altre Parti ai Numeri " ( 1 7 ) . < 8 ) , * ( x 9 ) * profeguendo con quefto Sog-getto, ne propone un* altro fu l e parole mgredi merui, 1 qua" due Soggetti affieme ineftati in varj modi v e n g o n o maeftrevolmente c o n d o m lino al f i n e , e formano una Fuga di due S o g g e t t i c o m p o f t a . e inftruito il Giovine Compofitore in quefto Efempio al S e g n o (*) di due m o di fingolari di praticare la Quarta. Che quefta fia Confonanza p e r f e t t a , e per tale fempre liconofciuta da' f e o r i c i , da' P i a t i c i , da* G r e c i , da' L a t i n ' s e da

-73

it*fjjj> ] Pv::::1 ::__::$: fate-a ,',,fe-#A-J ry t{' titttgan


_u A--A,oP A-i-A0

/-*

mi a, ne gra ti -

;+|;

t==:_:
a go Do mi ne =:,:::_: gra

St,
11 s

1EEE5E|ESE[3:EEEE
Do mi ne

izzz:_::
E
ti

as

ti

:I

=:$:: :ft:~|= i==irt==ftr~=::: :S!:i=:^l:=ft==r=:(==::_j8C[:2


ti as

ti

Li

go

Do

mi

ne

gra

^ziik^^
as ti

-T-d-::i:__:

, bi A--A

go Do

-\ZX

m mm
mi ne

-AEAEAXft___ZiZ$tit5__-2at mi ne

Do

I-

gia*'

ti as

ti

bi ago

Do mi

ne

go

zz::nzzzz::__=zf_:

idzzz:
go Do mi

IBS
ti as

~zzz$;
ti bi

ZE$ZZ:=

_=5_3SZ=
a go Do mi
ut:

zazz
,-._.t_.

noftri primi Maeftri , fingolarmente dal Zarlino C Inftit. Harmon. P. 3. Cap. 5 . ) , * da Andrea Pappio ( de Confon. feu pro Diateffaron ) , io penfo d' averlo abbaftanza dimoftrato nel Tom. 1. della Storia della Muiica (Diflert.II. pag. 275. feq.). E ficcome tutto il fondamenro, che pretendono di avere un gran numero dei Pratici di porre nel numero delle Diffonanze la Quarta, egli e unicamente, perche, ogniqual volta fia ufata con legatura, e urtata dalla" Quinta, effa viene praticata con tutte quelle l e g g i , e condizioni, che fogliono praticarfi nelle Dilfoaaaze, cioe di Preparation Fercuftone. e Rifoluzione, come vedefi dall'

I74

f 16 )

tt

mi

"'5_3_rs:
mi ne
*

ne qui a* via 07)

nu as

tu

as tu

qui

1 izzzzzz A=._EZJ:__:XZ=Z:

:_=:|=$zz$z:|
a ja. __, ,nu as tu

zfcfcfzzfc
Mi I I
H Do -Tine mi

0Z:_:J=ZZ_:$_:|-A:Z:,
~qui a ja

ne

nu as tu

iSli
-.
qui

t*

Bzzziz::

Z=:IZEE
(18)

zzrzczz:
i

_ _ _ _ _ - _ . f _ ^ _ . 4--t 7-

^ L.$_A-
ja

z$=___z zz_zzi___:
qui a nu as tu

$.__
as.

__

_.:=i|:z;:zz:zjz::^zz$=..|:A-^Z-^Z-:g
qui a ja nuas tu

__g_^---=|E_-ap^-^g__^

feifiirpipi's

s=*=s
as

-atu

- " " - 1 |W|

qui

ja

nu as tu

as

dalP Efempio

cosi ^ _ 3 s _ | _ _ - 5 . - _ ^ t _ = _ Ho . dimoftrato

_ 6

-^r_3>---

nel citato luogo, che

tali l e g g i , c condizioni non fi praticano, perch- per fe fteffa la Quarta fia Diffonanza , ne fono concludenti p.r provare , che cfla lia lale, perch- fe tali foffero, verrebbero anche a comprovare , che 1' Oitava, e la Quinta foffcro auch' effe Diffonanze, ftantecehe in alcune circoftanze conviene ufare le JtcTe leggi

'-;.' H K -.

r _L

i_JELE_zf_-^^
as in gredi 4 in gre di me *

-_*--$

T!""f-t-T~t-*T""T"f""T
me ru i

QrU'a.

T~T"ri~I"*if'~!

ESfe
qui a ru i in g r e d i rneru i

**;r''M

'

in gtedi me

in gre di meru

me ru

in gre di m e r u i

qui

leggi di Preparazione, Percujfione , e Rifoluzione, che fi praticano nelle Diffonanze, come dimoftra ii feguente Efempio del Paleftriaa nel Madrigale del fecondo libro a 4 Voci : Deh fufs' hor qui Madonna CPc. 11 che quanto lontanofiadalla ragione, e dal ret. j-! 1 1 __L _, M topenfare, egli e per fe fteffo chiaro, e maui| ~ j _ | _ | ^ f r ^ _ _ _ 3 _ F _ _ f - i t felto. Venghiamo ora all' Efempio propofto -1 -tt In due modi 1'Autore di quelto Ter'zo Efempio ufa la Quarta. 11 primo e , non folo fento Ch'avan tial tuo bel vol za le condizioni folite praticarfi nelle Diffoi^ff nanze, ma ne meno coll' accompignimeuto | 5 ^ t _ - ; | _ r t ^ z Z _ ; Z _ l | : T H _ : ^ 4 della Sefta, (nel qual cafo ella viene uniP~ Ch'avantTalTuo"be"l vol to"* verfalmeate approvata, e praticata per Confonanza) , ficche vedefi la Quarta nuda , e ZUZZZffZZftZ^zllftZZfLZZftz^zl'^ZtjIZ^ col folo accompaguamento d e l l ' O t t a v a ; dal : | "n_tZ_X___z'ZtZZlZZZfZZ_d_3__$ c h e rilevafi, che I'Autore non P Ufa nel modo 4__ 1 -5 _ # ifteflo, ne con quelle l e g g i , che pratica nelle 'd i__ k. L i ? 4 4 ? f Diffonanze. 11 fecondo modo e , come fi veZ^EE^Z^'PEIE-^:&E3z d e d a I f e c o n d o C*. fenza le l e g g i , che ri^-^+~-pZZ-ZZ_:^\z.\ZZZ\ZZZZ\zt chiedono le Diffonanze, abbenche ella formi legatura, tanto la Preparazione, (che dovrebbe effer Confonante > quanto la Percujftone fono Diffonanti, cofa che non fi trova praticata da' primi Maeftri nell' ufare le Diffonanze . E qui utile fara al Giovine Compofitore di ben comprendere quale fia la Natura della Q u a r t a , affinche fappia il perche di quefta Confonanza vengano a nafcere tanti dubbj , e tante eccezioni. La Quarta, ficcome e P ultima delje Confonanze perfette, ella e in qualche a t uultime r a , chedelle fono Confonanze le due Sefte, cioe 1* rnaggiore, e la mmodo i n o r e , della che ifteffa fono N le imoerfette.
IV 1- r i \ . -. _V. _ m _-.__ riflt4,,.._ _K _._. __ A _1 1 . . S a . _" _ _.

tuobelvoUoanuoT_r7ort7"* 1 S e c o " d a c \Q."'"**, ma nel formate la

v e ; anzi la Terza minore ( i n confronto della m a g g i o r e ) , di fua natura fta verfo 1 a c u t o . Da tutto quefto rilevafi, che la Quarta di fua natura e Confonanza perfetta , ma di ordine inferiore alia Quinta , il luogo della quale _ di itare verfo il g r a v e , e fotto la Quarta, come per lo contrario il luogo di quefta e di ftare verfo 1* acuto

I7CJ

ii'1

A-f-A4~+-

_fc=:_=
1 1m
"ii

:_=

m 2-A-S
tu

4.-V qui a

-A-*--4- :
as

_iizsz$z ____.

ja nu as

in gredi m e

0 _ ~ ( ~

1g

j.4-*^.--.'.

_ EEEq|Z:=EE|EEJEEpE|xf[=|:|:|:ft
H ja nuas tu ,->, as in gre di me ru i I H qui a ja nu as tu as
a . nrra H in gredi

W:
m .. '

__=E_
.
m P *MI 1 meru i

J_^E^a-F*:^^filB___^^^Si^^E=

in fc:

giedimeru

A : Bzz_$_z:5_4__ZEZ<_Z

--.4-- 4---

"BE ru
I I 14 H

Silliillili
:

==!z_ ? ziz_E"
1

qui qui a a ja ia

nu nu as as

tu iu

a,

as

.in, ->i.-

gre di

me -

ru -

S:M===B====-:
I ^ 'me ru i in gre di m e n

zi-raa
$--+ir.gredi -

-WZZ-Z=AZ-1-

ZZ$*ja

9A:
nu as

z^zzr
tu as

:$ZJA:

==__:= z__rz_-z:_!
in gre cu me ru -

i:r_;:=:i=ii-$=]==z:i=__Jz=zz:|ZE=zzz}= AA

perfette ; cio non oftante le Sefte fono in qualche modo inferior, alle l e r z e . per. che" quefte ltanno verfo il g r a v e , e quel'e veifo 1'acuto. In fine il perche nin B Compofitore comincia, o termina alcuna Compofizione con 1 accompaguamento di Terza ,

1
., tt

l_l___._.,_.-.__.l_

____,_

/S

T^

77

B
r -.-l-.-j.

~ f r

=g=

_=

r_=w=_fl=______~
' i n gredi me ru i.

=fc||||: :|JriE =OEp~


ru i.

B===__~-=z = =:
-

- U

,11
o

4.=r^.f_f

*:__:

=*=:*= ru

m gre di me

i- - B - _ . i.

" 0 , 1 0 II] de^^op'r^centVo 6 5 f c {If i e ^ M P C f c W ""> , ' ' c h c ' * la pag. 9 8. 99. tanto pPi_ ^hT,'a e ' h fa r S S S ? ! _ _ ? C m e * i Jr tat a l " -iu uen rmette , l accompagnameato di Terza, c Sefta manca della fua bafe, e fondamento, - i - S _ _ E _ _ f l = c V accompagnameato Nota fondamentale . * QLuarta, Sefta , in luogo di u Tuono , ce ne fa f^tire un'altro 3 _ _ _ = f = g | :

I!

~r?~|4:
aC Pa n a, enti U ,a Seft ma ft pero nel loro've/o e legittirno I a . feguente ? ?*" "* te conofce. Bmo luogo uogo, come come dal Efempio chiaramenConfonanze perfette. Confonanze imperfette

<?

"__>e__________c_ _t__:z:z__:3a_=_: t z r z z n z i r _ - _ : 1
Ottava. Quinta. Quarta. Terza mag. Terza min. Sefta min. Sefta mag.

lecompagnamento 3 , 5- e 8.

E perche p Efempio perfuade molto piu dei Precetti, pongo fotto gli occhi del Giovine Compofitore varj modi ufati dal Paleftrina , e da altri eccellenti Maeftri nel praticarc la Quarta, dai quali potra riievare, come ella viene 3 ufata

jtf
ufata in varie maniere, le quali per* aoa la privano del pregio di Confonanza perfetta. Mottetto del Paleftrina a 4. Mottetto del Paleftrina a 4.
lib. r. l i b . 1.

f f-_ :_ = =-" = " TJ a^:^____t__=-_j t _p .._ ,__--} H _^_3_j_ 0 q:___i_.


^:_~Pzftf-:^-Hi-,-i_j-_:i?-^i_r__:i
1 1

-&zzzzZzzZz

(-- _ 3 't--^S>-"-*

P _-t_-_?-----r-

Magnum herediu tis my - fte ri

um

HCongratulamini mi

hi.

^ 5 _ _ - _ a - : - - : - - p - ^zzz\z^z\r _d:

~
, -

:.4zs~ftz^ztsz^zz\:z^zzzzzzt^zzzz\zzz._
_

III!
m *

Magnum he

re di ta tis my fte rium

fe_=__z_i ^
-1

jr= h_--__f
5 4 4 3

Congratulamini mi hi
- H - - _ - 4 - - j _ i

-i_t_!_----j_:=:t . - ^ 1
1 1 1 r

Congratulamini
1_.

|_e--E-!=-:-- pro-Epg--v
Ma gnum

t : -CrJ-aEjE
Congratulamini .

03

"^

X XZX

It-

" I
Si cut e rat in prin ci pi

I V. Efempio. D/ Ttetrs fontio Parmigiano .


EJtratto dal primo libro de' Magnificat a 4. Wi .

zznzz: lazzzizz

Si
;1

cut

rat in

prm ci pi

Tiene introdotto dal Soprano al Num. ( 1 ) Canto fermo del Cantico Magnificat di quelto Ottavo Tuono, fotto del quale contrappuntizzano il Contralto, c il Bailo, il qual metodo fu praticato qualche volta da' primi Maeftri, come Ii pu6 rifcontrare dall" Efempio VI. del Secondo Tuono di Crittoforo Morales pag. 3 8 . , e dall'Efempio VII. del Terzo Tuono dello fteffo pag. 6 3 ; cosi pure dall' Efempio IV. del Terzo Tuono del Paleftrina pag. $i. Dopo quefto Contrappunto il fecondo Tenore nelle proprie Corde introduce il principio dell' Intonazione del fuddetto Tuono, formaudo un Canone col primo Tenor* alia Quinta fopra, che efattamente conduce fino al fine. L'Au-

*19

^^!:g|=__^gP^^^g=^^g
o

ft

cut

rat

in

*=:z iEIE_ipEEiEi4;3fTEEiEjE?Ef:: z|=__:_:l-f=--z:--z: __3- I zrzzzc


Refolutio. prm ci pi o

IJ > \ l f y f i - _EiE_i$=_EFj:
Z=K: 1~*Z__Z=ZZ*"'
rat cut

z=:n=:z=Hzz
Si

f t

+
Hi
A EI
iu prin-

=a

Canon in Diapente .

zHZz|z=__:z=
bi
cut

:iz::
rat

I _ *.

z|: zz=j::zzA:j:A--:^zf:A :iiJt-==-4 : :*z

;|iil=i ::_z_>:|si
in prin.

IBB
^ .
ct nunc & fem o

Is *
^

per -

__ 4

. y t^

& nunc & fem per

jffi__t_35_pE
CO
& nunc & fem -

S_

in

princi pi

_A_E$_
& nunc & fem per

Sn
:i pi oT_ nunc -t " 'nunc i& 'ci pioT_ _t fem l e m . per & &"*""nunc fem p e r ^ L' Autore per confervare la realitd della Rifpofta del Canone , ficcome il fecondo Tenore al Num. ( O canta per la Proprieta di b quadro 5* [j '" f'. j ! ' cosi il primo Tenore al Num. ( 2 ) canta per la Proprieta di Natura trafportata un Tuono piu alto nel feguente modo f/nijZjZlf^ E' ifteffo rifcontrafi pure al Num. ( 0 ael fecondo T e a o r e 7* a a cui

", w

,_

h*

& in fa;

CJ

la fie cu lo

rum A

LA_:
in fae cu la fae cu io rum A men fae cu lorum A men _

__zz_tzi tSzSz

it
II
1

- . i f Per

If

>->

&

iufaecu

la

(3)

(x

z EzEE? IzOz z__zE:|=Ez!zz:j=z=i^^


__rj fct in fae cu la "'icv-uia jae
cu io ium

&^' i n Tap r n

l ! i < " <~.. lr. ^ . j x j

fa; cu J'iri'm A

ate

ft

**^

men f s ) f -

I ' (.)

~-e~
ruin r uni0

fas culonum A men A_.

- Z - A A

z:z|_z=: ZZZB:
raes

.cu lo lo _^cu

z^zp zzzzzjz=:iz|]HiH| zzz$zlzz:az:ziz;=Ez?|?i.i$!z; :rz:_>z:izaz:zzzz _th z?.z A n en . _- v_>


A~ * cu lo rum A men <. t|. c. _. G. , . ... , ., a CU1 fi.m .fa.re,do. n l p o n d e il p n m o Tenore fu '1 fiftema tcnuto al N u m . (d)
Jfi. wi.fia.re.d".
C e Da c

f|:=__=t$*-:-=-=:=F:
'
rile prcf n C

v a f i , che nel Contrappunto, ogniqualvolta la necefliti Io

S i T "J I l C a f n > P e r r a * i o n della Rifpofta del Canone, i Maeftri fo al Kum feV'^T * V , d i b " T r v a f l P u r a c h * f e S l l a t 0 el ContralC 0 P C S e t . l W H^'i - _*' P e r f u a f o l ' Autore, che la Quinta di quefto T u o n o , e del Terza J ' l u ' A h u f e t l c . come g i i fi . n e t a t o all'Eftmpio III. pag. M 0 . r'chiede la prooTia d e l V , " e d u t 0 P P o r t u n o d i ^ - " ^ v i P ace ideate B, per u' altra Rego? c o m . ou6 J i n r / a p P ^ , n r ' n t a , n o n f o , a i Compofitori modern!, e antichi lfp C-Xarfrp! 1 , C ' a l m e n t e n e l P a eftrina, ma ancora agli Organifti, ( F r a n c m0n a, N e i - del Baffo c h P l r a r ' 1 C i n \ b < Z ^ p . 6), la qual Regola ilifegna . c h e L dl Q a r t B

Wm^^^hS^^

> difceadoao di Quinfa fi accom-

It

It I

i si
>,

:@zzz:
A rs

V. Efempio.
A gnus De

Di Giovanni Animuccia.
Eftratto dalla Meffa intitola- - " ' ta ad C ten am Agni Providi.

f=zz_i=zz|=

\x

z:ii:=Atz^A$?AE;2f^
Agnus De * . '.

rt

lZ:[EEZEEE[EE3aE||plEj
A gnusDe

-t3-

zEzgzzzjzzZH:
^ I , *,

'OX
I _A

tZZZaZZZEt!
E I ^---4-4-4^XT ,,:'

I J.X L_I_I J " T I " , * *

P-

/-y

A .

^ _

Agnus

Agnus D e

Due So iggetti propofti vengono dall'Autore in quefto E f e m p i o , in cui il Soprano forma il Canto C Breve. fernio dell' Inno con Nnte per lo piu del vah re o di Lunga , o di Breve Quefta Fuga e c o n pofta coa metodo confimiie all' Effmpio .IV. del Se'to Tuono clallo ftello Autore. Dal che viene a confermarfi quanto fu detto all' Efempio VI. del Settimo Tuono ; c i o e , che nell' ult.rno Agnus Dei della Meffa, praticarono i primi Maeftri d' introdurvi q u d c h e fingolare artifizio, come praticarono ancora alcun i , benche pochi MaeJiri de' noftri t e m p i , o nel cum Sa-tto della Gloria in excelJit, o nei Et uttatn. del Credo % e ne' finali de' Salmi.. I I Tenore propooe il prima

Sog-

tt

Z
, __
A

*xi u

__Hil4_
BBBM 11 .'III: a
BI i

E|=M_=__=[=gg__|fc^PlliSPffF!
4)_T
_!_:_=::=
gnus De .

__!" E = Z Z Z A Z ZZAZESLXI XXEZEZtxZ=-Z_xl-X'X|lJ7XXZxtZZ=Z

__ _.i2__x,l...S_ _______
i qui

Agnus De De |

- 0 * 1

qui tol

lis pecca

~$=;z:4
-E
M*

|~_ILZ3ZZZZZ1EZ._-Z-=--!S^i~_.'-_
:IH

=Z|E_EE_EF:_EEE

-_
ca

It-tlfi. 1

ii

tol

it
':: tol lis
I ' 1 4

m
pec ca ta tol

Mi
mun' di pec ca

lis

:.$z
:Hz
ta mun

qui tollis pecca

NiiP '

ta mun di
4 '!

II
::$=':

EiE=={=-_--:|:|[ii:i:izi Z-AZ
di ta mun pec ca S o g g e t t o , a cui rifpondono i due Contralti, il primo de'quali ripiglia I'altro Soggetto dal Baffo propofto ; 1' ifteffo pure fa il fecondo Contralto, fin' a tanto c h e , col mutarfi le par de , mutanfi i Soggetti. Alle parole dona nobis pacem, nel temo che il Soprano profeguifce il Canto fermo dell' ultimo Verfetto , aveiidone per revita tralafciato il terzo Verfetto, propone due Soggetti , l'uno de'quali imita il Canto fermo, e I'altro tutto all'oppofto iu qualche modo rifponde per nu to contrario all* altro Soggetto. Non fara inutile al Giovine, che defidera IrnpofTtffaifi di q u e f t ' A r t e , il dimoftrarli la ragione, per la quale P Autore abbia ael Soggetto qui lis pec ca

m\

z i _?:$:zzz

ITU-

**!

&ZZZ
f _

_ j M y . . i i nf.iiii i

. - _ _ i _ _ _ a.

_ =

H _
ta

:=za:=

.--

..

:C3i
mun

:z:$_:z_=: =
0

T:$:5:ti:$z$ZA:tz:ftZi :*_:_L$::i::i
qui tol lis pec ca ta

-aW1*

IL__
do
tin

_JL__ 1
^

mun

" E||l:||JEp||E|||=g|S;
na no bis pa
n o hi* na

l*H

I
\

--

_*" ;=_::<

na

"__-"VEi$"A_EZ:EI=Z=-'-

do na

z=z3:IIz|_E?zj=E::E:
no bis pa * cem do

:=

_ _ _ _ _ t _ _ _ _
:

Szfcl
na

ta mun di do na no bis

*e :Z-z:zzi:

x
,r*>
= $ = ! _ _ = :=*=:=$=:
_ _ _ na no bis pa

-e

:::az:=
do - _,

zi"z __>zzEzbz::l:
-4 di do

i"TTC_r_*1*
cem __ %

4 :Hl:IIifjE_EEH|-^_--iEl^iE_^^ES^E^
:A$::

pHI
~r-?i

"'

-r

do na
5

EZ$_ZZ -_EZ:do

-&$-

na no bis pa

ar-=*=

:=z:$:
A

no bis pa cem do na no imitante il Canto fermo fempre fegnata la terza Nota Col b molle, come vedefi dall'Alterifco ( * ) . Offervifi per tanto, che le Sillabe delle Note del Canto fermo

formate dal Soprano fono le feguenti

gtti^ro&itff: < * * " *

... . re mi fa mi re mi re do. ' accio Ja Rifpofta fia fimile alia Propofta di Sillabe, the fono della Proprietd di

A
.

/-\

pi

-->_-Wn _--| 0 na i n M p a * a i M l | | W . a

zzzzfl:
,_t,
"

-Q
/_,
na

--

__.tt_.d~ - g
no

= t t
bii

Z ~ ~X~"Z~~T"
,,

~TT^~^~

* ~ A T V"X"TT1"IT-T"--*~T~A~ na no bis^

A$E_ Z J Z 2
A

. d o

I=i_li|l_EEiEElllEi
cem ,-, do .

D*

Z. . . I r_l I i _. _I$I$ExAllxzi Z=Z]ZZZ_ttZZ= = = t Z = " =

i >

cem

A*ta" z:_=_zz_5-z
'III

=:E_:_::::_
do /-N
-*

::z:l:zzzz:z:|:z$:z:__:zt:=z
do na

A~__-_-{=Z:Z: -d_. - X Z A Z _ Z , - Z ! _ ! Z = Z E =-k-Z_A__-I


"do . aa
A

no bis pa cem = J Z Z A Z = E Z I ZAZE_ISZ[Z3

_ _ i=_S_t_-ZZ__Z|__.
no na no -

no

bis

pa

cem

a_5:_2_CA_t ^.:___^r__:r^:_! , *-e mi / mi re. ed ora per la Froprittd, di b. molle -U- . - - - . - _ _ 4 E in tal modo rilevafi, , r^ re nu fa mi re. some il Canto Figurato viene ad uniformarfi per quanto e poffibile alia natura del Canto fermo, sac non ammette fe aoa che le tre accennate Proprieta . Reckeri

ii \ , rifpendc ora per !a Troprietd di Natura , come nel Baffo g>_T

'1

!
i5

3EEEEE

:=i==::zz___==:t
.ri'

<

r'A _l, ._; r2"S;AEAELAEZZ_=Z! Z-EaaEZ-U Zl ZZ_ZZZZ_=ZXZX-?-S4-SZ4A-_$ EHEXE E


, na no bis pa - * cem.

_ _

no

bis

pa cem

iz=j_nz

11

_ia pa ni bis

cem .

Rechera ancora non poco vantaggio al Giovine Compofitore il porgli fotto gli occhi un'Avvertimento, affinche le fue Compofizioni, di qualunque g e n e r e , o (tile fian o , riefcono meno difettofe, che fia poffibile, il farle avvertire c h e , ogniqualvolta oceorre nel corfo di una "Compofizione , che una Parte debba paufare , ufar deve particolar diligenza, che la P a r t e , prima della Faufa, termini con Nota di valor t a l e , che venga a equivalere , non folo al principio del Battere, o del Lev are, ma anche al finire d e l l ' u n o , e d e l l ' a l t r o , in maniera che dimottri effere terminato il fenfo del C a n t o , o del Suono; e la ragione di tale Avvertimento fi rende per fe fteffa chiara, ed evidente, perche terminando con Nora , che non accordi con tutto il Battere, o tutto il Levare del Baffo, fe i! Cantante , come accade per lo piu, foftiene P ultima Nota piii del precifo v a l o r e , viene a fentirfi una Diffonanza, che offende 1'udito , come dal feguente Efempio notato con l'Afterifco chiaramente fi concfee. ._ _^ L. __(*) |_ Deve offervare in oltre il Compofitore, che nel - - ^ j - ;^~_3"^-}~ : ^,"_, E Paufare, non ft trouchi il fenfo delle p a r o l e , in-3 1 i-t-I-l~ZZZ~~~ }~ '"egnandoci il detame della ragione di termhnre , h R ' fe non tutto il periodo, almeno la propofizioue g ) , i - intiera . Potra pero in qualche urgente circoftan_____!__a Mji-^TTr za , come a cagion d ' e f e m p i o , per isfuggire due i____:__s-zX:3X: *____: ZZ\Z Uniffoni, due Ottave , due Quinte di feguito , o perch, la Parte non canti male , o per far rifaltar maggiormente una qualche Rifpofta , o RipigHo di S o g g e t t o , potra diffi in quefti cafi prenderfi oualche licenza con quella moderazione p e r o , o accortezza ufata da alcuni celebri Autr>ri citati in quefto Efemplare, e fpecialmente dal Padre Coftanzo Porta all' Efempio I. di quefto Ottavo Tuono al Num. ( r o ) , che e il feguente fegnato con l'Afte:__* -T -)^i : p - _ |^ i ~' __ - ^^ = _ _r ^ .~ .| ^ j_h _H H rifco fjO . Sebbene in quefto fi fcorga , 1i'^ i-j_ che il fenfo della Mufica non _ tcrmiH~ fie de nato , ad ogni modo la Paufii e si brev e , che appena fi lavvifa , che il fenfo non fia compito , . e dall'altra parte :\zzzzz&:zzzz quefta piceiola Paufa ferve mirabilmen v--t-ZZZZZZ 1. te a dare un maggior rifalto all' Rntrata Side bat fu per c um del Sopranofcpraie parole; Elfedebat.

ji" "1

--E

Aa

.Stf

fg $z _. _ -g-e-- -*-$-- ^ - f f f f - f f n

_-._--I-_-_, -_-_..

CO,

VI. Efempio.
i,

D/ Giovanni Pier - Luigi da Paleftrina .


Eftratto dal Libro de' Magnificat .

gzr=:
_ . i

:rzz _=_
, .

zxzz:
- . . I

-B-C- : - -Us

_2 **

I ZIXZEJ_z_xz: L-4z:zzz:|
__i - _ . % ~ - - . - . . _,

j _ . _ _____ _ .__
r w-i.i-_.-rr.i- HIT

._-___.__... _._

Sul principio di quefto Efempio ai Num. ( i ) , e ( 2 ) ci fi prefenta la Quarta nuda, e a fole tre V o c i , e da quefto dobbiamo fempre piii perfuaderci di quanto e ftato da noi dimoftrato qui fopra nell' Annotazione all'Efempio I I I . pag. 172., cioe che la Quarta fu da' primi Maeftri, e particolarmente dal celebre Paleftrina praticata con quella l i b e r t a , e frequenza , che non trovafi da lor praticata nelle vere Diffonanze . Nou devo perd mancar di far avvertito il Giovine Compofitore , come la Quarta , effendo Coiifouanza perfetta, che di fua natura richiede di flare pin tofto verfo P a c u t o , che verfo il g r a v e , nell'ufarla hanno avuto 1'avvertenza quei primi Maeftri, che ftia meglio (mafiimt n u d a , e fenza alcuu accompagnamento d' altro Int e r v a l l o ) nella feconda parte del battere , e del levare , che nel principio. Ritrovafi pur anche al Num. C3) l a Sefta C CO( ne fi e notato nell' antecedente Efempio I I I . pag. 175. La quale urtando contro la Quinta al Num. ( 4 ) , abbenche fia Confonanza perfetta , e sforzata a rifolvere a tenore delle Diffonanze ufate con le legafure-. In fatti, fe noi prendiamo quefte due Parti da fe fole, fenza P accompagnamento delia P a r t e , che ferve loro di flaffo, verremmo a fcoprire non effer quefto Paffo, fe non fe una legatura di Seconda, la quale , fecondo le leggi delle Diffonanze, rifolve in Terza, come chiaramente dimoftrafi nel feguente E f e m p i o . ^ 9 - 3 ~ ^ ~ l { _ r ~ ~ : ~ I _ } : Dobbiamo in fine couchiudere (come fi vede appreifo dei -w"_**.'.._~2_fc_ & '-h v e r i , e fondati Maeftri di Contrappuuto anche de'noftri ' r- t e m p i ) , che la Quarta e" Confonanza perfetta, o fia ac_ D Z , * J*_ft__? , compagnata dalla Sefta, o da fe fola , e fenza alcun _rEr___.'^__r_!_}_Jz_^_js_3j~__*z*- a c eompagnamento, ma che ufata fuori del fuo c e n t r o , ~P i-j 1-i- - r{ _ cioe di effer collocata verfo il grave , richiede efia qual- - - - - " - . _ . .. C . . . V . , 1 _,__.8__l__ _ _ _fir ' * che particolar avvertenza, e rifferva , Noa

i87

zmati

_ _ J

_f?=fc:?E.y :$_;$__!_ _ > f

Ifffi *i_"P=lz z_-=_-Z: :


ma gna

3fe
eit mi hi ma gr.a mi hi n a gna \

t=z: zz=i:

:EzE-P
Qui

M"!H

._-. * a _M-_-W *

!*

Z=E_:ZZ|ZZ=IE
___._- i. _ _ < * - - _ _ .

=z_5z= '
Qui
^

z=zj_tzzz =_>$;:

it;
.*

Non fenza ragione, tanto nel prefente Efempio, che In varj altri di quefto Ottavo T u o n o , cosi pure alcuna volta, benche di r a r o , nel Settimo T u o n o , trovafi fegnato il b molle alia Corda di B mi, perche, effendo di fua natura la Corda di F fa ut naturale, si in effo Ottavo Tuono, che nel Seitimo di lui Autentico, ed effendo di frequente ufata la Corda di B mi, ne viene molte volte a nafcere il T r i t o n o , mafhme nel prefente Ottavo T u m i o , che ha la Corda di F fa ut al di fotto vicina alia' Corda finale, ch- _ G fiol re ut. Qiiindi , ad efempio del Canto fermo, che di quando in quando obbliga i Cantori di effo ad ufare il b molle alia Corda di B mi, hanno voluto anche i Maeftri di Contrappunto far ufo del b molle alia fuddetta Corda, abbenche V Ottavo Tuono per fe ftelfo fia di Terza m a g g i o r e . Tanto p i u , che ficcome la Quinta di quefti due T u o n i , S e t t i m o , e Ottav o , richiedendo per ragione del Canto fermo la Terza minore, cosi anche la Sefta deve effere m i n o r e , accio fi uniforrai alia T e r r a , come fi d dimoftrato alia pag. 107. feg.

A aa

rt

I I 11.

w
__ '

HOI h

,__I4X_._+ f :_>:. - A - _ A mi hi

S 3 * ^;Hiz:__Ez|z!=i=!
ma
; A

2.4.4.
gua
3

ife
po .
eit

,-,

qui

ZZ?E_>zi
gna l

_E_E
1"'^

5 r _ ^ = = |2
P
Ien

jzzz|zzzizzzlzzztzzz|:zE: I Z Z ^ - Z ^ E zBzzz:_zzztzzz_zzzjzzz:zzz}:zE_::z:_>=:lz_5ZE?__:: M a qui.


J . a H cTt"mi"hi"n,a T gua qui p o t e n s

fe eit mi hi

eft

EEE5EE=_;=ESSE_r|==_=:=!=Et=a=.==
fe eit mi hi " ma gna

...

_ _

I'T

m
aui po* "

t__

:._r|:f|f$||z__z
qui po * tens

Beit

^zzi
P tens eft ~T _ * ' qui

!=$ZAE

EZZSZZZIS
* eft

-1 po tens

zSzzrzz:

qui po

SH-H
"tens eft mi tens eft

_*-*hi ma gna qui potens eft &

=i=5=:-,:=t:5:_=^=5c|:?=*=1:: -4-4
ma

_.A-.. 4-4-:
tens eft

is
a *

+ -qui + gna po ^

qui po^

=:*:
|4 qui a fe

IEES5E|:
-

_=_*=
^

yH

& fanflum

hi /-> ma gna qui po tens eit mi h

^iEi=|_i tz:E!E$E?z=t
_ _ > . _ _ _ . _ _ _ % ; _

__ eft & fanftum

IT

tens eft

qui

po tens eft

zz=*z |:t:jz:$zzzz I E1ZZ_Z-_Z?E?:_:|Z:$=]:IZ1: i:jz___zzzz_j=$: i


qui a fe eit mi hi ma gna qui p po oit- s eft

f f4A"A"l

_iz!ziz: 5
jus

z$zt-$|*fAE:zjz^z=5!j^
&

6t faiidum nomen e

|Cs)

zjjz$:$E$:A|:*#|zi:$:|z.fcz:jE";Ez:
L fan-turn nomen e jus

s__!
*

& fanctum nomen e

jus

-^
H2

ZMEAA:=:
nomen e ' (4)

^E:

jus -A^t_.,_

fan (turn nomen e

E|:|Z__Z E 4 Z | E S
nomen fanftum nomen e jus 4A2&fanftum no men

L'Slg
_t fa_ftum ncmcn

?iA

"

"

tern

;E$: :==
IUS

"If

fctfauttu m nomeu e

$A_4Z:A_:_-:U
& fanrftum nomen e jus

-ti-_rt:i::!A zyzjzzE=:j_2$z:__:
fifanflumno

teyfef
o,mene
/->

z$zz__z zzzE-Z-rt-Ba-f
nus

=A:
$=

=X=i==_=:-: _-i^:J|il_|:J_5j_5_5
fan ftum no men e " jus

zyzz*E$EA^E5:

i^^^tT1^Ti^y~"_-riiyt' fiitT^
men e

{'

jus _t fandtum no

HfsHS
ius . .

ZiZfrElZZZ
e ius

:xz:>z: __|5lW&= zzz$:$ zz_zz_!z :=Z:LZE


~A_.

:a:
r\

rHttz:
TN

11

& f.inctum no

men

. i____i_____t___
ftum no men e jus . -A-I-_._-_+_4.+i._.5. ao . men ejus.

fan

l90
-

_?'*a*'"'^','*J-''*}"-''^*",-,'

Ma-V-tat _t *.___

_= = _ = _

?h=r*
Glo -

El^|_=ll_lEE|Siil
a Pa

Iiiii
nil

VII.

Efempio.

Di Tomtnafo Lodomico da Vit toria. J


jkftratto dal Libro de* Magnificat a 4. Feci .

--Glo
tt

1=__
a Pa _-4~

:iz
Canon in Diapente.

_s_zzzzz'

zzxzz

=.ztz=

' - . - . - f _-"_-_-_,-- _ _ _ 4

H^==:i:
Glo -

" d 9 ] a r r * * v . a n t a ? S ! s f o . -1 Giovine Compofitore I'apprendere quanto rilevafi U e U L m o ^ T t l icur l ^ T E ^ f t m ^ ' f t " " i o dei Canoni, quanto a j 10 1 1 , \-r } ?t0 J " " n o f t n -Itrettanto fu praticato dai Maeftri per 1 feC H C n er ffi nelP Arte d ^ r J" * ; ^ 4 u a l vantaggio , e qual poffeffo Un d a Un aon o n . l a d B F " " i f ^ " ^ " i ' * * P cfercizio, e f* C pSfizioni nerfu.f d S ? i f ' ' _*,* l n c o n t r a f i i n eeguire tal forta d, P Comdel vama t ^ n n ^ F i ^ M c ^ " , - ? : i o che ne viene di acuire P in_ ! _ ? ' d , , m P f f ^ r f i di tutti li Artificj pi_ fingolari dell'Arte , e delle e c ile r in c he 01 W ? ' - / " f . P . ] r - ^ a o a trafcuraroao ne la fatica, il dM,i P C q t t U , r e Un ArtC t a n t 0 , a b o o f a ma e r o ' ddi i ' T gran r a n vantagg.o, t___jf , " per il 5 Compofitore. ' " - in ma ^ pero e lume Non fiamo pero

Pi che* Ha STa?;, 2 A T " ^ f o f f e all/ , ,*. ^ ^ ^ ^ ^ 0 ^

lfar in una m a t e r i a ta de C a n r e f e D t e m e n t e d ' ing < vafta, comeP quel a e ? fi r !n tore ?r;rZ4%r iCaraen l _. *?' fn a dirnoftrare per qua ragioneaTA10 P 0 f r m a t a ,a R i f t a a,la

<^ * t ^*f

191

^^^^^^^ES^S^^^^^
ri a Pa tri c_ Fi

J(L__JU

~z$=;::z
U . O

lib.

.<%

-^Z"^r^~A|jr*JiL ^"I
tri

* T^ff' *TTTTI'I" IT'-"


&/~.Fi

;_|_5::_ff5
-4-- - 4-'^

l_rz.igzzz.jz::. :_gz:zz[:__=:C
tri Fefoluth.

zzz/,
~n

xz

:ZE2Z=: |z=ziz:=z:zz_flz
Glo ri >/a tri

ZE

E&Z
W Git* \

B EtZEZEHEEZZlIZ: __
ri
_+-

-A~-APa tri

:iz:

:izz:

znz:z:z$z r ,
d - . g-.__f-_f.Y-t.Z_,.
f_-fc

_:$ :$:$*z$zj:z:_!-=::zz:f:z:zf::z:
-i..
tn' Refiolutio . -l|l--lin( & Fi >'.

--__ rr-^_qt_-~E"-h^=~^=^=4t-r_--=~t: j _ | 1 _ . Zfzzzzzzzztzz:__zzzzzz\zzzzzzzz1_t__~__fith^il~_*____ H_?Z_z_rHz_r_-__:_rZ__'


RefiAut-.o -1K. '
hH,H

g^-=_r_t____:___
l_j Canon ad Diateftaron -R-*5 --O -I Canon ad Diapafon s-~!~__3__;^: "___^______;
w

:__*-[:-:
(-__.
I

1 - l>iateJfaron . ^ 'C3 1 - i &

-1-., ^
.., _ . 1 _ _ .

X I

-"__.b__?
1_
-ji -t-fv ii-f~

1 _ _ r __-_:

! htf-_-a-aiil -j _,

'-K-4-hPo-aH K-H-ea~-a-i

Mi
m

1_, i-n-i-t-

~ 'I

,i:______r__cbsd

k_

!
$_____

ar__^_q
1

~HSrf_B-J_-_-i_^
- 1 - 1 1 1

i_"____.^:r _-^r__ _ g _ :: -__r{_r:___r_r__:: i-S;*-** zi_r__,_!r^r_ :_____r___r


L-l

___).
"-_-)

.__!_.#_

____________!:_c_._^Pfergj _i__ __~:__ ""I -r 1 4-P*r| 1 HI


1
1 _

_Ju

i r _ j - _>~i-*-HHI w-

-^4_4______r \~zzzztzz! ^H^-

-fh - - _ a I,-f -4-4

Ml I

.+fk I 1- J4-1-1 H1-4I (---l-l ^ ^ _ _ _ . j t _ _ _ _ . D

-f _ -4

_ pZZ__B5fb-(.-Z-T^tr: h _'^-." + 'i_. tirzr


1 i , !___

___(__. _ _ . ) -3

| _ p
Ognun

t$t
1 _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ ___. A * A inin r 1 mm - I - r f l - ~ L f * ---*-f _J-Ut-_-PI*

&

Fi

li

&

4 IT? : ? fitv"A"$""":
li

" "$E_lA_Z=!t.AEiEAZZtxiE=ZA.! '^--tZ ZZ J-+J-T-T "TV "#~A~~__


_. Fi . li o

11

Ir

IZ3-Z
&

:jz_$_:-z;$:
li
f-

_=.|:_$zz;zz

=.lE=Eiz:_-ZIZ=

z:iz:

Z-ZZiZ
&

11

I -:

_S____E___=U__-_E
li o & Fi 1

::=:__=:.]:==:=::j:|::=====::
& Spi ri

Ul

f>

n _ n u n b e n v e d e , che la Rifpofta terrainando in C fol fa ut, termina alia Quarta S fopra della Finale, che _ G fol. re ut, il che non conv.ene per le ragioni a d o t t e , doveudo qualunque Compofizione terminare in O t t a v a , Quinta, e _<'rza. Al contrario effendo la Rifpofta alia Quinta f o p r a , ed effendo 1 ultima Corda ai tal Rifpofta D la fol r:, percift viene a terminare alia Qu.nta defla t i r a i e , come giudiziofamente ha praticato 1' Autore del prefente Gona Patri. Ucve pero avvertire il Giovine Compofitore, che fe foffe piacciuto all Autare di formare in altro modo il Canone alia Quinta f o p r a , avrebbe dovuto itabilire la Propofta del Canone in C fol fia ut , e in quefto m o d o , fonan do la Rifpolla alia Quiata fopra, cioe in G fol re ut, ven.va quel a a termmare nelia Corda finale del T u o n o , avendo tutto il campo la Propofta per mezzo della Coda del Canone, che e arbitraria, e non foggetta alia legge aw C - a o a e , di condurn alia Corda finale, o ad una delle Corde Armouiche del T u o n o , che fono Ottava , Q u i n t a , c in qualche cafo anche Terza, come chiaramente vedefi dall'Efempio che f e g u e , in cui la Ota fegnata p ) f*K comodo alia Propofta, e alle altre Parti di condurn alia Cadenza P a g a l e moi to adattata alia natura dell" Ottavo T u o n o , che modula piu tofto alia Quarta, che alia Quinta. Rf^-.

9_

@ESpgJ_-E-=|
Spi ri tu i' __u fto ix ..,nr.

t._-

fr
tu

:EGZZ:
= $ : i ~-u cio ot

'l"^i!tniit
Mfto TT
_ _ _ _ ' * . . . ' 4? _ r \ _ _c _pi ri _ tu i Sanfto

:_^ZX-ti-ZiitZ__-Ei_I#ALl$E ==-l.ZZAEAEA I $__=_! fAZ2-L_JZZ_J=

ptfjliulf? ;tf
--r T
__-___.___ St bpi ri _-.. tu

: * i

za$z ft I.MJ:!:
& bpi ri tu bau

_ t
do

.._.._- - _ _ _ !
Spi ri t u

~ *
__u

X=Z

z=ziz=z
:$:

EHzzzfz::
fto

tu

$= =5== !____== =_!EZ-:ZIZ:=zp:z


i Saa tkV
.
-_l -H

x
& Spi ri
4

tu i
1

Saa

*?

ii

Refalutio

-j-e-

4 - - = 4 _~-i-_-~ : j = - _ : : = _ _ j _ :4 !:
.

-ftr-jm*

'__ :z__=_i4-^r::
:__( 1-

, Canon ad Diafente

E-jS-____--=-^l ; : 7 T ^ ^ ^ = ^ 1 ~ ^ P =
i|=^-^-___{__j-"f_?f^_q1z:ri-~^^^^--z:4
I 1H i
~ti 1

1 _

1 ITML i -. _ - Q - j - x -4-HHI-4--

_=_?_:

1 --1H-i ^ i

1 i I P-4-_, FrH

'

-_._<$___._: !
J & -

i-ea-t-P-OHca
H H

P^PH+
1t-l 1 1 1 1 1i-

1 ,-H j|

>-+_-! )-| I

1 -_(-R-l-^ I4~W

E
<=N

rn

4-

-i

T-.4 3 ~ a

^p,

_p i

-"^_____t____~*

P|? - B f

---+-'

fl_. JEEE i
f

it !
*

-i _; j-EZ-_L-_a-tpi :_zr__t-i_-6a-----j-|:F| : ----=5^=rP_i^"4Z^:=^z ^zzz^zzzmzzzzz^zz^z^


-4-

1H1

e:r^z__-^-_-t^"t-"~-~=-t_:^--A;"=t=t- :=iql:~"--~:t~Er__.5 ________EP*EE '."~4~t^__"zz_:~r;r. Q~T? T h H E. f____j _x_4Et^_ogr_g____-_i ii .et* Bb tu-

11

194
.$..__ A-> *-._-_=:_____fc( A_$Z:Z_ =::. ji:=fil-iz$_= zJA-:4:s:i2 :ff__jj_:jj_r

Spi

ri

tu i

San

&

Spi

ti

tu i San

fto

&

__|z4z|ix:x5:izzz_.rf:tt-zi
M Saa

I#
w

fto

_t Spi ri tu

i .

San '

Riflettaft p e r o , che P antecedente Canone alia Quarta fopra, ftaatecche V Intonazione deli' Ottavo T u o n o , febbenj !ia form 114 in G fol re ut, quafi fubito come abbian.o detto paff3 alia Qjurta del T u o n o , che _ C fol fu ut , e in effa fi fcima fino alia Cadenza finale, quiudi fiegue per neceffita, che la Rifpofta viene a paffare alia Corda di F fa ut naturale , poco, o nulla ( percio che riguarda il Contrappunto) arnica della Corda finale G fol r: ut ; e viene acl introdurre il b. molle alia Corda di B mi per lungo tempo , cofa contiaria all' Ottavo T u o n o , il q u a l e , come abbiamo d e t t o , ha di fua natura la Terza m a g g i o r e , non gia m i n o r e , come puo offsrvarfi nel primo dei due efpoiii Efempj. Che fe alcuna v o l t a , come fi - dimoftrato nell' Annotazione d e l l ' antecedente Efempio, fiaii praticato d a ' primi Maeftri il b. molle alia Corda B mi, cio non _ ftato che alia sfuggita, e per le -ragioni ivi adotte. E affinche il Giovine Compofitore poffa evitare gl' inconvenient! accennati , daremo due particolari avvertimenti per c.afchedun Canone efpofto. 11 primo ch he intorao Canone alia poco -u c I U I U I U U al di \ _-iiuu_ a n a Quinta t^Miinta fopra, l.ipra , il 11 quale q-iaie viene v i e n e ad __ effer cuti _IULU diffi""" mile dal Canone alia Quarta f o t t o , fi comiuca la Modulazioae della Propofta piu tofto alia Quaita del Tuono, che alia .Quinta , affinche la Rifpofta, forza ta p e r la legge dei Canard a modulate alia fua Quinta , non efca fuori dei limiti del Tuono ; e da cio deve fempre pul reftar per fua fa il Compofitore quanto na utile l'adetrarli ila Modulazioae, non folo della Qiiiuta, ma ancora della Quar*?' J*I Cfl|r. "TreceS-li ^ in mohi cali tanto dei Canoni, che delle F u g h e , ci viea dimoHata dalla Pratica, come rilevafi dall'Efempio, che f e g u e ;

life-

1*5

pgzz

C'Mzz__tt

f"zQ:zzL

San

fto.
._. p

zz:z=z:izz=_.z{zz{_Ui San fto. r

ZZj_tZZ:tEZZ
.-_,

y.

...

fto

& Spi ri tu

Sun

fto.

V_-_=---__=rj^5-^

I zrf^ 77- 'HTi|-' _ { p"f};p' > | f

*TJ-.__XLL

i-

~_-_Ezl__ri*

/ P Canon: finito a du: alia Quinta fopra .

j _H_r _q--p^ti~i,_q$jq-4Ea" ?pc^rfRW^^=-p-__=-_c^-J:__?^_~ :___ft ! ^fi-_a-4R44-ppW-fp : ^F-^p=r|^^H!f{:{r^T- * ; - - ^ : i__l_ _E___F__?_l 4-E-f 1 44 il 4f \ZDzizzzlzz:zzlLzctiJzzzltt 14-i1 1 -Zfzzz^zzz - H J~ "2:

II fecondo Avvertimento fervira per il ranone alia Quarta fopra, che e * poco diffimile dal Canone alia Quinta f o t t o . In quelle altre due Specie di Canone deve regolarfi la Modulazione della Propofta tutta al contrario delle prime due accennate S p e c i e , col condurre la Modulazione della Propofta piii tollo alia Quinta, che alia Q u a r t a , affinche la Rifpofta venga a eontenerfi nelle Corde proprie del T u o n o , come chiaramente ci dimoftra il feguente Efempio:

-14-r-*ria - = ( * lzmZZ^ZZ^Zt^-4A.--

_,--+-3_i____

*-__.t +41-

3___|__f<xar.^ - f ^ Z t E f f i q : - ^
4-j1I

a *&&&
I

Canone infinita a due alia Quarta


J-f*-. 4-JT IF-M1

fopra.
41

* Bcrr a r:t _ *i-d B E =-j^E_EE__


1 4 -4 f

HH

B b 1

1 . I

I^

44_

H-~~-jfr

1 f ' j

J? I

lt)6

TUONO MISTO, O I R R E G O L A R E , fie

in

E opportune notizic incorno all' Antifona di Canto fermo j Nos qui vivimus, e al di lei Salmo , In exitu I/rael, trovanfi nel primo Tomo della Storia della Mufica alia DiiTertazione terza , dove fono defcritte I* origine, 1' ufo, e le varie opinioni degli Scrittori intorno al Tuono di tali Cantilene. Ma ficcome e necelTario al Giovine Compofitore, non folo la cognizione de' Tuoni di Canto fermo in genere , ma ancora la natura, la poflzione, e 1' eitenfione delle Corde di ciafcuno , affinche la Parte del Tenore, a cui fpetta nel Contrappunto di ftar dentro i limiti del T u o n o , cosi gli e necelTario ancora il fapere le ragioni, che hanno indotti gli anzidetti Scrittori a divider.! fra di loro, afTignando alle dette Cantilene chi il Secondo, chi 1' Ottavo, e chi il Settimo Tuono. E primieramente convien avvertire, che quefte Cantilene ritrovanfi fcritte in alcuni Libri Corali, o nella Proprieta di Natura grave, p nella Proprieta di B quadro acuta , talche quelle , che fono notate nella prima indicata Proprieta, vengono ad eiTere piu gravi una Quinta, e quelle indicate nella feconda Proprieta , fono piu acute una Quinta dell' altra, come ci dimoftra il feguente Efempio:
Proprieta di Katura grave

m *'

= S
Antiph. Nos qui v

?^Z_IEtj=
ZEZZZ_r-rtri mus b e n e d i ci mus Do mi n o .
r-

zAf_TJai. in Troprieth di fcj acuta. t mfIB


_

zzzVzzz
r+

e xi tu i fia el uc / g y p t o * l_>oinus Jacob ue po _ u iu bar _ ro .

BgB

f-p-

Antiph. Nos qui vi vi mus tie ne di ci mus D o m i n o


* :
^"-^ '

H=
K. ""H . I
_MM MJ MOB^^fl L ._ I i __*

1 . , _ . , , , ,

..^__~_Wto_A_k_^^___^_BP___^^______ _ _ ^ _ _ _ _

~=Z fau

In

' ' r= H e xi tu 1 fra el de __ gy pto * DomusJacob oe po pu lo bar ba r o .

Quefta diverfita di Proprieta in varie Cantilene Ecclefiafticbe,


i

tro

191

trovafi fpecialmente nel Canto dell'Inno degh Apoftoli, JEter* na Chrifti munera, il quale in alcuni Libri Corali ^ e fcritto nella Proprieta di fcj acuta, e in altri nella Proprieta di natura grave , come fegue :

EEfcE-^
JE ter na Chri fti ma

_________ ae ra _tc.

1 1 = -H-

__?__
JE ter na Chri fti mu ae ra &c

Da tal diverfita ne e venuto, che trovandofi fcritta 1 * Antifona. col di lei Salmo nella Proprieta di natura grave, furono giudicate quefte due Cantilene del Secondo Tuono , perche contengono in se le qualita , che contiene quefto T u o n o , il quale e compofto, come fi e dimoftrato alia pag. 17., della prima fpecie dell' Ottava tra Alamire grave, e Alamire acuta divifa Aritmeticamente. Ma perche non ifcorrono tutta la Specie intiera dell' Ottava , come fi puo rifcontrare dall' Efempio, che per maggior chiarezza viene efpofto :

Eftcnfione delle Corde del Secondo Tuono.

Eftenfione delle Corde dell'Antif. Nos qui vivimus _ e del Salmo In exitu. I

t
Perche mancano verfo il Grave delle due Corde A. J?., percio chiamafi imperfetto il Tuono dalla parte inferiore; egli e pero perfetto per la parte fuperiore, perche, oltre la Corda a., che e 1' ultima della Quinta verfo 1' acuto, trovafi aggiunta la fefta Corda b. folita aggiungerfi ai Tuoni Plagah, i quali, perche di fua natura tendenti al grave, godono il privilegio d' una Corda al di fopra della loro Ottava, al contrario dei Tuoni Autentici, i quali, ficcome tendono all* acuto, ammettano una Corda aj di fotto della loro Ottava,

I i

198
.''

*Wf4k'

lll-l

h,

va (1). Ma ficcome quefta Antifona Nos qui vivitnus, in vece di terminare in D la Jbl re Corda finale del fecondo Tuono, nei piu degli Efemplari termina in G Jo I re ut Corda finale del Settimo , e Ottavo Tuono 5 quindi n* e venuto, che quefta opinione che fia fecondo Tuono, nel progreiTo del tempo non ha avuto feguaci, che la foftengano. Ad ogni modo , fe rifletteremo all' autorita di Reginone (2) , che alfegna a quefte due Cantilene il fecondo Tuono, e il quale per effere de' piu antichi Scrittori, che abbiano parlato di quefta Cantilena, e de' quali le Opere fiano a noi pervenute, effendo viiTuto fu '1 fine del IX. Secolo, e fu '1 principio del X., merita maggior fede fopra degli altri i e- molto piu fe riflettafi alia Correzione dell'Antifonario Ciftercienfe fatta con tanto ftudio , e con tanta confideratezza d' ordine di S. Bernardo Abbate (3), che fiori nel XI. Secolo, la quale ftabilifce aflolutamente la terrninazione di quefta Antifona in JD la Jbl re, e non in G Jbl re ut, e confeguentemente affegna loro il Secondo Tuono, abbiamo tutto il motivo d' uniformarci al loro fentimento. Oltre di che, . fe confideriamo la ferie delle Voci di quefte due Cantilene, quefta appartiene al Secondo Tuono, imperfetto egli e vero dalla parte grave, perche mancante delle due accennate Voci re, mi, che mancano al compimento della Quarta al di fotto della Quinta j ma pero perfetto, o come altri vogliono, piii che perfetto dalla parte acuta, perche contiene fopra la Quinta la Voce Ja b. (4). E finalmente fe efaminaremo attentamente l'andament o , e f aria, tanto- della Cantilena dell' Antifona, che del Salmo, non potrerno che fempre piii confermarci in quefta noftra opinione. Imperocche fe fi rifguardi il principio dell' Antifona Do re Ja, Proprieta di natura grave, e quefto e fimile all' Intonazione del Secondo Tuono > o 1 - Intonazione del Salmo In exitu, si per la Cadenza media, che per la Finale , e quefta pure s' uniforma alle due Cadenze dell' Intonazio( O Prqfidoclmus de Betdemandis Trail. Plane Mufic. Cod. S<ec. XV. Franchinus Gajfuriut Praft. Mufc. lib. I. Cup. 8. Petrus Anton d: Infiit Harm. lib. I. Cap. 27. 2) De Harmonica 'lnjhtut. de _?. Tom. Mufic. Artis Cod. Lipf. Ci) Trail, de Cahtu, feu Correft. Antipb. inter Op. Divi Bernardi Ab. T. - pag. 703. Edit. Far if. C4) F. Stepk. iVanneus Recanct. de Mufica lib. t.

*9S.

nazione del fuddetto Secondo T u o n o , perche e la prima Ca-;: denza dell' u n a , e dell' altra termina in Ffa ut; e cost pure la feconda Cadenza d' ambidue termina in D la Jbl re. Siccome poi fra gli Scrittori altri vi hanno, come abbiamo toccato di fopra, i quali pretendono, che la Corda finale dell, Antifona fia G Jbl re ut, cosi a detta di quefti tanto 1'Antifona , che 1' Intonazione del Salmo giudicar fi debbono di Ottavo Tuono per la ragione fondata fulle Leggi del Canto ferm o , che affegnano la fuddetta Corda finale all' Ottavo T u o n o , perche contiene la Quarta al di fotto della Quinta A. B, C. D., che lo dichiara Plagale, e in oltre piucche perfetto, perche contiene una Corda di piu al di fotto della Quarta > c di quefta opinione fra gli altri furono Pietro Talanderio ( i ) , Prof docimo de Eeldemandis (2), Gioanni Tinc"toris (3), e P. Bonaventura da Brefcia (4), che fiorirono nel Secolo XV^ e la loro ragione vien riportata da Biagio Rofetti (5), che fiori nel principio del XVI. Secolo in quefti termini. Et Junt aliqui qui dicunt quod Antiphona de In exitu &c. eft de octavo Tono dicentes Jic : quod quia hcec Antiphona a Jine J110 non confurgit ujque ad Diateft Jaron erit plagalis, 8t de octavo Tono, rriaxime cum haheat ft' nem in g. gravi, A quefta opinione fi oppone particolarmente la Intonazione del Salmo, la quale per fe ftelTa e diverfa, dalle Corde folite praticarfi nelle Intonazioni de' Salmi, perche, malTune nella Cadenza finale, fi eftende piii tofto fopra le Corde gravi, che fopra le acute dell' Ottavo T u o n o . Offervifi che tutte le Intonazioni de' Salmi, non folo ftanno entro i limiti dell' Ottava particolare di ciafcun T u o n o , ma per lo piii pendono piii tofto verfo il grave. In fatti 1' In* tonazione del T e r z o , del Settimo T u o n o , cosi pure del Salmo delf Introito di primo T u o n o , eflendo tutti Autentici, afcendono fino alia Settima. Le Intonazioni dei Plagali, o afcendano fino alia Quinta ultima Corda della loro Ottava verfo f acuto, o almeno alia Quarta j e fra quefti non fi
trova
C 1 ) Left, Cant. Menfur. C? Immenfun Vatic* (2) Trail Plane Mufic: MSS. G ) De Toner. Mufic. natura MSS. (4) Venturina, feu Collet?. Ait. Mufic. Cap. 18. MSS. v>_ Rudiment a Mufic. De format. Toner. Edit.'an. 1.20.

.HI

SaSBH I

hi

leo trova altro che il Secondo T u o n o , il quale difcende una Corda fotto alia fua Finale j ma li altri Plagali non oltrepafTano verfo il Grave la loro Corda Finale j onde anche per quefta ragione pare non potTa ftabilirfi, che quefte due Cantilene fiano dell' Ottavo T u o n o , ma piii tofto del Secondo. Refta ora ad efaminare 1' opinione di quegli altri Scrittori, i quali vogliono, che tanto 1' Antifona, che 1' Intonazione del Salmo (iano del Settimo Tuono. Suppofto eh' elTi parlino della detta Antifona, e Intonazione fcritte nella Proprieta difcj.acuta , han tutta la ragione d' aflegnar loro il Settimo T u o n o , mentre prefe in tal afpetto vi fi fcorgono tutti i caratteri del Settimo Tuono . Di fatto fi eftendano quefte due Cantilene dalla Corda G Jbl re ut afcendendo fino alia fua Settima di fopra nel feguente modo:
Proprieta acuta di \ quadro.

Do , re i mi,

fa,

fol,

la , fa .

c pcrcib vengono a fcorrere le Corde della Settima Specie dell' Ottava propria del Settimo Tuono, come fi e dimoftrato alia pag. 141. Ma ficcome mancano dell' ultima Corda gJbl re ut, che compifce 1' Ottava, percio dovran chiamarfi ambidue quefte Cantilene del Settimo Tuono imperfetto dalla parte di fopra , cioe verfo V acuto(1). Offervifi, che XAndamento, e XAria della Cantilena di quefto Salmo In exitu paiTa per le Corde ifteffc per le quali patXa 1 * Intonazione del Settimo Tuono > anzi termina la Cadenza finale nella Corda a la mi re, come termina una delle Cadenze finali del fuddetto Settimo Tuono , come rifcontrafi dai due fegucnti Efempj:
Iutonazione del Senimo Tuono.

_ _
. 1

h___
. .
i "

'

_ _ = - mis .

Fjal

Be

a tus vir qui ti met. Do _u uuiu * mauda tis e jus vo let ai

Tritons7,ione dell' In exitu.

zzz2
-!/_/. la

p:

: * =

xi tu i f ra _i de M gypto *DomusJacob de p o p u l o bar ba r

Qui

( 1 ) F. Vanneus Rccanat. de M^ftea lib. I. Cap. 54.

201

Qui pero s' incontra una difficolta nell' Antifona Nos qui vivimus, che fara bene 1' efporre, e fciogliere per maggior lume, e regolamento de' Giovani Compofitori. Nafce quefta, perche la detta Antifona non termina nella folita Corda di GJbl re ut finale del Settimo Tuono , ma bensi in D la Jbl re finale del primo T u o n o . Per ifciogliere quefta dimcolta, convien avvertire, come gli Otto Tuoni del Canto fermo, oltre le Corde finali dei quattro Autentici, e dei fuoi Collaterali Plagali, che fono JD la Jbl re per il P r i m o , e Secondo j E la mi per il T e r z o , c il Q u a r t o ; FJa ut per il Quinto, e il Sefto > e G Jbl re ut per il Settimo, e 1' O t t a v o , ammettano ancora le Corde Confinali \ che fono la Quinta fopra delle accennate quattro C o r d e , come.ci dimoftra il feguente Efempio:
Primo, e Secondo Tuono. Terzo, e Quarto Tuono. Quinto , e Sefto Tuono. Settimo, e Ottavo Tuono.
h

_*________=
Finale. Confinalt. Finale. CouAnale. Finale.

t Coafinale. Finale.

Confinale.

Pofto cib, bench, la Corda JD la Jbl re in cui termina Antifona Nos qui vivimus non fia la Finale del Settimo T u o n o , -ella e pero Conftnale, come dimoftra 1' accennato Efempio, e quefto bafta, perche polTa ridurfi al Settimo Tuono . Egli _ vero, che la maggior parte degli Scrittori di Canto fermo non ammette la Conftnale del Settimo, e Ottavo T u o n o , per togliere, dicon' effi, ogni equivoco, ed occafione di sbaglio, che farebbe facile a prenderfi pofta la detta Conftnale, la qual effendo JD la Jbl re, coincide nella finale del primo T u o n o , ch' e anch' effa _D la Jbl re. Con tutto ci6, pero f autorita di quefti Scrittori non dee punto rimoverci dal noftro fentimento. Imperocche in primo luogo una tal Conftnale viene ammelTa da altri gravi Autori, come ne fanno piena teftimonianza varie Cantilene Eccleiiaftiche, che in vece di finire nella Corda Finale di ciafcun Tuon o , terminano nella Conftnale. In fecondo luogo qui non v' ha da temere a quell" equivoco, e pericolo di prendere abbaglio, che ha moffo gli accennati Scrittori a non ammetC c terc

i_

20 i

mi

Ri

\,

tere la Corda Conftnale del Settimo, e Ottavo Tuono, poiche la Conftnale di quefta Antifona e bensi _D la Jbl re, ma acuto, e la Corda finale del Primo, e Secondo Tuono e D la Jbl re grave, e per quefto non e da recare maraviglia fe quei primi Maeftri di Canto fermo non hanno avuta difficolta di terminare quefta Antifona in JD la Jbl re, benche quefta Corda fia propria del Primo, e Secondo Tuono (1).. Dal finqui detto pofliamo giuftamente conchiudere, che tanto cjuefta Antifona, quanto 1 Intonazione del Salmo, fcritte per b , come abbiamo avvertito di fopra, nella Proprieta acuta di B quadro, appartengano al Settimo Tuono. Finalmente, per non ommetter cofa, che in qualche maniera fpettar poffa a quefta materia, foggiungeremo qui il fentimento di due celebri Scrittori Enrico Glareano (2) , e Giufeppe Zarlino (3) j 1 quali vogliono che quefta Antifona, Jia Jtata guafta et trafportata fuori del Juo luogo da alcun Scrittore, che habbia voluto moftrarji piu fggio degli altri; fscome hanno fat to anche dell' altre; anzi ambidue quefti Scrittori (impegnati ad eftendere il numero degli Otto Tuoni fino al numero di Dodici) pretefero che quefte due Cantilene folTero del Nono Tuono, o fecondo le altre Edizioni pofteriori alle citate, folTero dt\X Undecimo T u o n o , e cib afferirono, non relativamente all'Antifona , ma precifamente all' ultima Corda della Cadenza finale di quefta Intonazione, la quale termina in a la mi re.
TUO(i) Scipione Cerreto Prat. Mufica Lib. i. Cap. 14. pag. 1$$. Sopra dell' ifteffo Settimo Alodo Ecclefiaftico i Gregoi'a-.ii hanno ufato altri finali , come chiaro fi vede nella fotto notata Antifona : Nos qui vivimus benedicimus Dominum : che finifce nella chorda confinaie , cioe una Quinta fopra del fuo principio, qual terminatione e irregolare : F. Dumenico Scorpion: In/truz.- Corali cap. 14. pag. 60. ( - ) Dodecachord. Lib. 2. Cap. XlflL Molio Modo. Earn rem mihi cogitandi f p i u s , nee facile quid veri eilet comminifcenti, tandrm in mentem venit peregrini denominatio Modi, quern cur ita vocatum p u t e m , non hercules habeo quod dicam , fed earn appelationem hujus etTe Modi & a vulgo ufurpatam noa d u b i t o , quippe qui hunc ignoraret Modum , cuius veftigium tamen viderct aottdum prorfus obliteratum . Porro cum Frauchini noitri de Antiphon i s : Nos qui vivimus benedicimus dominum, tarn prolixa prseter ipltus confuetudinem v e r b a , in negocio non adniodum arduo, l e g e i t m , nunc Ambronaiios, nunc Gregorianos commemorantis, nee tamea cantus. naturam exatfe expUcantis, video planiu? quod priore libro diximus , illi n o n , ut decuit, Modorum naturam perfpeftam fuifle . Antiphona euim ilia non Mixolydii funt Modi , ( id ft tr Jot re ut), ut ipfe exiftimavit, fed /Belli (ided 4 la mi t:), non fuo qui( " V [ e r n i l n a t a , o c o , fed iu quarta fupra fia.lem c l a v e m , ut omnes ferm_ T ~*r .JF ^ymblo Niceno. Nifi quis p u t e r . & his o u d a m decurtatam > quod r , \ V 1 /-? ,', f q u e c a n t i l e n i s hujus Modi accidiffe fupra teitati fumus. U) injut. Harmon. F. 4 . Cap. _6. Edit.. 1558. 1 5 . . .

>>*

I'M

2.

TUONO MISTO, O I R R E G O L A R E &c.

Be

ne

di

ci mus

I.

Efempio.

Di Matteo Olftani.

i
-& -i

ne

di ci mus Do :_.
ii

**TFffiff$ffi
Bei jtse i ne di ci mus ne ai ci mus

Do
J-W-

rz-fatS-E:
Nos qui vi

_e__S::
vi m u s .

* - - -::i__z:E:$E:.rz^E:z$: -*

Be

ne

di

ci

mus

Do

- L T-0--f-

mi

no.

Quefta Antifona fcritta nella Proprieta di Natura grave _ ftata compofta dall'Autore con qualche Artifizio ; imperocche fopra del Canto fermo, oltre la Propofta del Soggetto fatta dal Contralto al Num. CO a c u i rifponde all' Uniffono il Soprano al Num. (2), vedefi al Num. (3) la Rifpofta del Tenore alia Quinta fotto per moto contrario . Molte volte il Compofitore li move da fe a formate alcuna d-Ue Rifpofte per moto contrario; e qualche volta viene forzato di farlo , perch. obblig_to dal Canto fermo , come nel prefente cafo, in cui le circeftanze di quefta Antifona ,1a quale, perche breve, e riftretta , ha obbligato il Compofitore ad unire , e tenere poco diftanti T una dall'altra le Bfpojie. Tanto'piu , che non v'era luogo proprio d: fmmar .K;y>oJla , ne Reale , ne del Tuono , ne d' imitazione, a cagione del Canto fermo , come chiaramenteognuno ben vede . Da cio rilevafi quanto fia neceffario, che il Giovine Compofitore fia iaitruito delle varie Specie di Rfpojla, che c'infegua I ' A r t e , affinche i n c e r t e C c 1 ac.a.

2oa
occafioni poiTa far ufo di quelle , che faranno piuadatrate , e convenient fecondo le circoftanze, ehe incontraufi. Convien in oltre olfervare , che quando il Compofitore ftabi. lille, che la fua Fuga fia Contrario, e in liberta di prender quel S o g g e t t o , a cui (i adatti la Rifpofta Contraria, con ifcieglicrc quella diftanza tra la Propofta, e la Rifpofta , che li fia piii comoda , e quella Corda, che piii le convenga ; per lo contrario , nel cafo d' effere obbligatoal Canto fermo , e for.ato a uniformarfi con la Propofta , e la Rifpofta alia natura, e alia Cantilena dello IteiTo Canto fermo. Si conofce in fine , che 1'Autore fie uniformato all'opinione di quelli, i quali vogliono che quefta Antifona, perche termina in Gfol re ut, fia compofta in parte del Secondo , e in parte deli' Ottavo Tuono , mentre dalla prima Cafella fino al principio della terza, egli conduce il Contrappunto per le Corde del Secondo T u o n o , e dal fine di quefta Cafella lino al termine dell'Antifona il Contrappunto e formato fu le Corde dell' Ottavo Tuono .

~~-c
Mon tes ex _1 ta ftis

:$::$: fi cut a -

Di Giovanni S^agnuolo.

Navarro
Mon \ tes

=*:
ex ul ta ftis fi cut

Efiratto dal Salmo In exitu lfta el a quattro .

EP:-|EfEE!Efft!E!El:fz|:!$E_
rr Mon tes ex ut ta ftis fi cut a Mm tes ex ul ta ftis fi cut a -

vi um

fl--. |gy_E!^gf^|-:feS
v H" ri e tes & col lejs li cut agni o vi um .

->_____ -

_zi::z:I: ZEZZA: z.fez_. :z*: iiztJ-4: z:zzz:lz?z?:_


ri e tes _<. col

-fr-

les ficut a _JII o

_3r vi um .

rizzZ-QZZ
ri e tt, fit col les ficut a gm o vi um . Nella Compofizione di quefto Verfetto potra oflervare il Giovine Compofitore uno ftil< facile, e quali fimile al Contrappunto femplice di N^ta /or.tra tfota, col folo divan o , che l'indicato Contrappunto non e compofto, ch- di Figure di egual valore t e il prefente Efempio ( a imitazione delle Compofizioni chiamate F'aljo Bordone, praticate nel Secolo XVI..) ammette la varieta delle F i g u r e , e di raro qualche Diffonan-

_ ^ _ ^ ^ ^ ^ ^ _ _ _ s

205 za. E qui e da notarii, che ficcome per infegnamento di Cicerone nelle Compolizioni Oratorie tre diverli generi di ftile fi danno, cioe Sublime, Media, e Infimo, cosi pur anche nelie Compofizioni di Contrappunto tre diverfi ftili rifcoiitraufi , che porTbno anch' effi chiamarfi l' uno Sublime, 1' altro Medio , e hifi.no 1' a l t r o . Quelle Compofizioni diconfi di ftile Sublime, che fono piene di ragguatdevoli Artificj di Fuga, o R:ale , o del Tuono, o A' Imitaz'on:, o Contraria , o Rovefcia , o di Contrappunto doppio, le quali tutte trovanfi defcritte in varie Annotazioni del prefente Efemplare, e nell' Annotazione del V. Efempio del Secondo Tuono pag- 33. Di ftile Medio fon q u e l l e , che non fono lavorate can tanto impegno d' Artificj , ma fono unicamente fparfe di qualche Imitazione , e qualche femplice intreccio delle P a r t i . Di ftile Infimo finalmente poffono chiamarfi quelle di Contrappunto femplice di Nota contro Nota , ammetteudo anco ra varieta di F i g u r e , e di r a r o , e con le debite leggi qualche DiiFonanza. Di quefto ultimo ftile e la Compoliaione del propofto Verfetto In exitu. Di ftile Medio fono i Verfetti dell' Iutroito Sanili tu! del Terzo Tuono pofto alia pag. 60. Di ftile Sublime le Compofi-ioni di rutti gli ETempj da uoi efpofti fopra li Otto T u o n i , nelle quali fi fcorge quel quafi continuo maravigliofo Artificio, che forma quefto ftile, che noi chiamiamo Sublime, e dagli Scrittori di Mufica , Contrappunto offervato fi appella . Siccome poi , per atteftato del lodato Cicerone, in ogni uno degli accennati ftih , fi fono refi cel e b r i , ed eccellenti alcuni Dicitori, cosi pure anche nelle Compofizioui di Mufica di quefti tre differenti ftili, alcuni Compofitori. E con r a g i o n e , poiche ognuno di quefti ftili e perfetto nel fuo g e n e r e , e chi Ii pofliede a perfezione egli e ben di dovere , che fi abbia per Compofitore perfetto , ed eccellente. Che poi ognuno degli anzidetti ftili fia perfetto nel fuo g e n e r e , lo prova la giufta collocazione degl' I n t e r v a l l i . 1* unione delle Parti, la debita difpofizione delle Diifenanze, e la grata Melodia di ciafcuna P a r t e , che necefiariamente fi deve trovare in ognuno di l o r o , e dalle quali tutte ne viene poi a formarfi un' Armonia grata , e perfetta

l I

N'

______

ft

b":*E|zzz"i; 11. Efempio. Di Giovanni Nitrami.


-Gs Vi

Be

ne

dicimus Do *

_r~r-z$ :-eF-:,__::
Be

- : : - -

-__ra

EEI:!_t:|Si
. ne di cimus Do U

- B - t - ^Mfl-fr D.- ^_.-__


. {_!____, .

_
_.

__.

_-

li__i_______ii__
ne di ci mus Be ne di cimus Do mi no Be -

j-j_ -. _-

"I

Nos qui vi

vi mus-

JUtrovafi queft' Antifona trafportata per b . molle alia Quarta di fopra a tenore di quanto fi e avvertito parlando del Secondo Tuono alia pag. 17. Col dupplicare il valore della prima Figura , che e una Breve , quandocche t u t t e le altre Figure fono Semibrevi, ha avuto campo 1' Autore di formare una piccola F u g a , in cui alia Propolta del Baffo in G fol re ut al Num. (r^i rifponde il Contralto al Num. ( 2 ) alia Quinta, e il Soprano al Num. C j ) a ' l a Decimarjuinta . Alia breviti dell' Antifona, la quale non ha permelfo di formare alcim' Artificio di Propefte , e Rifpoite di alcuno dei generi di F u g a , ha fupplito V Autore con E unione , e movimento delle P a r t i , talche ha forrnato
ia

_o<5
-

* - 1 i __. . _ _

MP
mi no

liliSi!
Do

:ZZHZ:
no.

mi

^si=tapia
mi

-Bno.

?___$-_-_-$_
ne di ci mus bo mi

Bno.

in riftretto un' A r m o n i a , che per fe ftefla ha il fuo p r e g i o . E > piacciuto all' A u t o r e , in luogo di terminare in C fol fa ut, come termina ii Canto fermo di queft' Antifona trafportata per b. m o l l e , di dar fine col BafTo alia Quinta lotto nella Corda di F Ja ut . Tal arbitno non farebbe da praticarfi, perche qualunque Compofizione deve fempre terminare nella Corda finale, e fondamentale del Tuono di Canto fermo ; ma ficcome il Tuono di quefta Antifona, fra gli altri vocaboli, che le vengono dati , di gi_ accennati nel Primo Tuono della Storia della Mufica, chiamafi Irregolare, perche termina fuori del Tuono , p e r c i i non e da condannarli 1* Autore per efferfi prcfo una tal licenza.

:2_fcp__:"::__zi-^l~2_""__-|_i*-^-Tt r-_z____^
_S____-__ Di Bonifazio Tafquale Bolognefe.
--- - _

1.1
di

l-IEf IL?____${__,
_- r -_y.^.-___,-_______-^

Be

ne

xit

Domu i If

ra

Be ne dixit Do

mu

if

ra el

* * * * _ _
Eftratto dalV In e x i t u , che J 3 4__E__~ T__if__ __'____ "_."__ ~ J " " _ _ _ _ 3 ~~ trovafi dal Libro dei Sal- j ZX ZZ~T7Z^Z%jf J' Z* y g f c p " * ? . _$____*-$ Z_ mi a 5. Bc ne di xit Domu i If ra Be-^~ ra 1 el _i sc-

ne di

xit Do

3ft3=:

mu i 1 fra -

Be ue di xit Do mu i

If

ra el Domuj if ra

p.:t3

Ritrovafi compofto quefto Verfetto di uno ftile Mifto, che in parte partecipa del Mediocrt, e. ia p^arte dell* Infimo. Hiflettei deva il Gioviae Compofitore, eome la Parte

20f
r_CV-i.-.._--.--_--_-_-f-4.-4.

llElpEEE
vi U ron _._._-

$z:|zzaz:
Be ne dixit Domu i A ron Domu i A ron.

j&-_-^_ffif_p_i_-__
^ nedixitDomui DomuiA ton.

qEpil_E^gl|g,_-ij--__i
T el Be ne dixit Domu i A * ron.
I -I l
T)_ Be
_ _ J :

z |_fz_ftZA_!A: !H_3__^_itr i3H_-___z zzzzz:

nedi

_, xit -y

T"w._ D o

; mu i

4 A

roa.

Parte fondamentale del Baflb di quefto Verfetto per lo piii procede per falti di Quinta, e di Quarta, o Afcendenti, o Difcendenti ; e quefto modo di procedere ferve di gran vantaggio, e c o m o d o , a fine di dar campo al Compofitore, accio pofla difporre con ogni aggiuliatezza le Parti del Contrappunto, e darle quel l u o g o , che ad ognuna conviene. Al contrario le fuddette Parti Superior! procedono per movimenti per lo piu di g r a d o . Da cib ne v i e n e , che ciafcuna delle Parti del Contrappunto devono avere il particolar loro carattere. II BafTo, oltre i Salti accennati di Q u i n t a , e di Quarta , come anche di Sefta m i n o r e , non gia m a g g i o r e , e di O t t a v a , come bafe, e fondamento delle altre P a r t i , proceder deve con paffo piii tofto l e n t o , e grav e . II Soprano, come Parte Superiore, e a c u t a , e percib piii fenfibile all' orecchio delle a l t r e , proceder deve per movimenti vivaci, e folleciti. II Contralto per movimenti minuti , e delicati. II Tenore per movimenti alquanto ferii, ma ritfbluti, ftjrido perd fempre riftretto, come piu volte fi _ d e t t o , entro i l i m i t i , e la natura del T u o n o . E in quelto modo ic Parti foftengono il v e r o , e diftinto carattere di ciafcheduna , come fcherrevolm e n t e laicio fcritto il Poeta Latino P. D. Teofilo Folengo in quel fuo Poen a giocofo (Merlini Cocaii Macaronicor. lib. ao. M u f i c a ) . Quattuor in voces pofthuc cantare comenzant. Arvipit ut gracili Sopranum voce Rubinus , Fahhetti firmum fufcepit bocca Tenorem , Gorga tridans notulas prorumpit Cingaris Ahum . Trat Contrpbafum :xtra calcanea Baldus. P1us aujcultantum Sopranus captat orecchiar. S:d Tenor eft vocum reiior, v:l guida tQuorum Altus Apollineum carmen depingit CP ornat Bojfus alii voces, ingraffat, firmat, f_? auget,

irf'

ifk,
rm^t]>' !!!__ I

208

i_tg=_Ap__}^-y:

r_OM ad Subdiapafhn.

s - _ . l * - / - - l l - l

mi

I no

Tt

'

I.

I I I . Efempio.
D; Giovanni Mindrti.
Re ne _ _ di ,Be H t-i w ' ne di Refolutio.

Ke ti-

ct

ci n.us

cimus Do cimus Do

mi-

:i5::ft:iz
vi mus.

z:::::zB:~zzz::z
" T Nos qui vi

:_> EEiEE|EE:__iEJE_EiEiEE_Ej_!

roc

Be ne di ci mus D o /-fid--- 2 i_ft be

mils
mi 110

Be

ne

di

ci

mu;

Do

V-V-j
be n e -

steil
ne di ci
____, _

i:SE:::E
mus
i
,_J!

-ami no

""Do"

r4_-B=
be ne di
T

cimus Do
T v"" [ _A_^ ' ^S Y O

+-1 mi
7__F 5_ ___l

1ri no.

tiz:s^!=::^-~^-~-4__^*i:Ea_::
* * * ci mus Do
1

no

b e n e di'

mi
__ i_.

_ _ _ _ _ _ ___ft____j___33_
ft mi no. ^v

EiiziHjrlJriri-jiii i$f j-f tt ~i5zi: ZZ_EZZI zzzzzzr -Bzt Jti?:zzi:* JJ - H l t t t $ $1=~ =1=8
^ d? cimus bcnedi cimus D o mi no. Riefce facile, e naturale quefto Canone ail'Ottava fottV, P f ^ * - ^ 1 f g * J > * ' *J puto avvedutamente fceglierc e la Specie del Canone adattata al Canto fermo e 1 fro della Rifpofta, che fenza impedimenta, e con fehcit- fi .conduce fino al foe. Riporta ancora una riufcita felice la fcelta de' Soggetti istrodotti ia cflo, percae formano quefti una bea tcfluta, e grata Armonia . a-_

200 E affinch_ il Giovine Compofitore polTa petfuaderfi quanto I' Arte de' Canoni ricca , ed abbondante fia d'Artificj , porremmo fotto i di lui occhi altri m o d i , co'quali puo formarfene qualche altro Canone di diverfa Specie fopra il propofto Canto fermo. Refolutio .
+

\a"
Canon ad B_ ne Sub-Diapafon.

zzrr__-_:z

zc_._:_3_7H ________?__JF

~~r^r *-'.~~ ~ ttdi ci mus Do mi n o .


h _H-_V*--e-4-P

T___

I.

H-4-4-4 '.J Be Canon ad Diapafon .

1-1-4- , Itt

-f-3-l-_i_-l-_______= "__-
I 1 I-H1 ,-H1e

"5

4-_H 1-1 11 - -1

I H

1-1

\-f i-h

1-1

1 m 5- 44h_PFr~

-! _ _ , Domi 1__| H no ne di ci mus Domino --riI-

-tt- - 4 4 -

h_iHK=
I t~ 4- p.r 44-

Be ne
1-

di ci Refolutio.

mus Do

mi

no

Ql&zzzzzpr. l_____p_: :

H - - . ! - j - r H-O4

h-4--ca ar-.-44! -44l-tt44-

Domino. /^s s

(-|-t-l _-_P_RI-H _*^_.H_H

1i-i-F-i--II-M--P*- l-w-l1 -I 1I-HI 4-JH'4" !-"_(I H-1 41- (--

1 1 Accoppiato viene all' efpofto Be primo Canone - fu le Note pra , I'altro ail'Ottava fotto tra il Contralto, e il formato nil Canone doppio per fe fteffo natutale, e
Sanon ad Sub-Diapafon Canerizans feuRetrograditur:

ne Canto di ci mus Domi noOttava . del fermo all' foBaffo, e da tal'unione ne viene vivace.
-_ Q f t _ - H-C3-44HII II-1-41 44-

Qui poft me venturus eft, ante me faclus eft

Confe guente.

T-D-I

II.
Antecedente.

- 0 H__3-44irt_^^ F_^z__jr_qzp_^;_|zig:__!: - H-| 44r .p r vR_rji 1 j 1 _ | j f i Fff _> 1 j I Fr-l-rJ r


L

Do mus _a rfc ne

ci di ne d~ ~i f~nr

-I

(I 44I 44Be. D o m i n o .
i-1 H 4441-

:B=
Be ne

E_:
di

di cimus Do

mi

no.

-_zzzz\z
ci mus Do
-1

z~'
no.

*~

mi

1-44-

ne di c i m u s Do mi
__0__ftfc___
(

no
^
tt_

hfti~iPBFH
-H-I-H-IB H-HI

-t-H I j 1 hH

t - t ~ H F 1----444-1 1-1 h__j-+4-

l'

ne di ci mus D o m i n o Quefto Canone ail'Ottava fotto fu chiamato dagli Antichi col detto Enigmatic CancriZans, o pure RetrogradHur, perch, il Confeguente comincia dall'ultima Nota dell'Antecedente , e profepue alPindierro fino alia prima Nota (Herman. Finchius Pra&. Mufic. lib. 5. ) , ad imitazione de' Granchi, de'quali Plinio (Hiftor. Natur. Lib. 9. Cap. 31. trad, di M. Lodovico Domenichi ) cosi fcrive: Camminano all'indiet ro i Granchi quando hanno paura con V ifteffa pronteZZa ch: vanno innanzf . In o l t r e , a quefto Canone viene applicato per modo d'Enigma il detto di S. Giovanni Battifta fopra N. S. Gesil Crifto defcritto nel Vangelo dell* Apoftolo S. Giovanni ( C a p . i . v. 1 5 . ) , per denotarci, che 1' Ant:cedente, (cioe quella P a r t e , che forma la Propofta, e ferve di Regola alia Rifpofta, o fia ConJ~:puente), febbene fcritto pofteriormente al Confegu:nt:, e pero anteriose, perche da effo vien dedotta la Rifpofta del Confeguente. D d Cunon

210

Canon ad SubDiapente

cum Ditono: Contraria contrariis cur ant ur

E__s___._ t 1_ I -44-

nr

11 O . I I I

r-^-P_r-98-

l-l-F - 4 4 1-4-1 -jj4-1 f-

III.

_?7tt=tB_-=___:
Benedicimus Do mi

: P r _ r ___:__.

4SJ 4i
I

(-H 1H4 ran-Jl-t r 4-" "l * ^ ! -

1 I-H-

H~ 44-_--3___fc I -H-

no

Do

mi

no .

Refolutio
- i * _ * t

e-=-

_:__: i

E_E_E_z__ ___-*
Do
h h T -_, I|-H - H 4 1 I - H 44
1 - 1 I

E3-

Be n e dT C l mus ;I H-^-"-=_;~=--I=~PP^ . - i __d-g j_ H _ ^ - _ |_a


Q H hH -) H-i-H-H

mi

IV.

_--_r* =
#44

no .

fn

_ i0 - - 4 1_ S-5_--E_---^E^__.E|__^_E---z^

Bene di cimus Do Canon ad Exacordum min., (s* ad Sub Ditonum .

mi

no
L.

,_.F_,

.,:_
mus

[z

Be ne Refolutio.
-i -I -I -I

di

ci

Do mi

(-

no,
4444110 .

tzzizzziszzzzztsr

zczztzz^::
ci mus D o "
I 4

\i

Be
-fc-

ne

.__. di

_
II _

mi

vP-

*-H_;_; - H i
M I-I-- "-*

--PP-ii-R nPb- -_0


hih I-hH

tt

___=Lp_
mi

:_-*___
* no

Benedi ci mus

Bene dicimusDo

II propofto Canone ce ne dimoftra al Num. I I I . un' altro non meno artificiofo chiamato dagli Antichi coll' Enigma: Contraria contrariis curantur, col quile viene indicato, ch id Confeguente rifponde per moto contrario alia Decimi f o t t o , con di p i u , che quefta tal Rifpofta non e folamente Contraria, ma ancor Kovefeia o e r . che, come s' e accennato alia pag. 8 5 . , gl* Intervalli di T u o n o , e Semituono fi corrifpondono vicendevolmeute ; ed in oltre trovafi in queito Canone un Contrappunto doppio dtila feconda Specie accennata alia pag. 3 5 . , n_ch_ fi cambia la ' Propofta all' Otiava fotto, e ia Rfpjti all' Oitava -fopra coll' aggiutigervi di F i _ un' altra Rifpofta del Teaore alia Terza f o t t o , come rifcoatrail al Num. I V . Refit-

211 Refolutio.
,

(a) ' C i ~ ' - _? ne di ci


-r-

_Z _5~_7S-Z__. ~l"I - __Zt Be

~zz z'
mus

rz; zz~
Do mi

H---3

ft _-=|
44

no .

V.

4----H-i-e-a i-o. ?a |--_r-_- ~ - H 1 1I 1 r3 -31 -H-II-* 1I 1

~4-r!- 1 ).da -I 63H


-4-1-

l - H I ) - { - hl-l l-H ) II(I

tt tt

Be ne cli cimus Domino Canon ad Diapente .

Benedici

mus Do

mino.

-^:_?E5E__iF":?^:!
Be
Jf_.I

- i - . .

: _ _ _ _ _ = :z:l-i_ii_i-|:_E^_E_!
1-t
__ , | __ +4

ne
-h

di

ci

mus Do mi no -+# : PffI-i| - H4 - Hf - ^ - 1 . F_rE_ i i-i_i-l-l-l 11


-4-

Benedicimus Do
-

ztzz. Z-.:z^"z. ZT-jt itmi

-g-_- H

no

S:$z
1

-ir ^n*. ! r -

=lrP=F-

-*-_H -f-_,-_i_i I-I- i - - F a 0 * _q i i (_.__ _j I |_ ! ,_ppjr


-J-J i i -1i H H -

i - i f

i-iii-iiI

_ 1*.

al^>_a^^_-cE_E^-^_f^_&^E 1 ! - Ft" FF-II H-hr-H V1i 1i i i - h i| 1<- I"


1-4I
H

Bene

di cimus

Domino
1I

Benedicimus D o m i n o . rp.^jzz_;__3Z___S -i-Pa-i tI

ZZ

-t|

1-1I---i-1-1-4 (I

4-

4-

Beneiii ci mus Do mi no Be nediciiuus Do mi no. Rilevafi da quefto Canone , come la Propofta al Num. ( O , che vien formata dal Canto f e r m o , _ compofta nella Proprietd di Natura, e la Rifpofta al Num. (z) nella Pro' prietd di S quadro, per cui viene a formarfi l'uuione d e ' d u e diverfi rri'-di accennat i , nei quali trovafi fcritta queft'Antif na . Gli Attacchi delle altre quattro P a r t i , anche repplicati in varie g u i f e , compongono un tutto infieme, bench, riftrctto , di qualche valore. -.

:zi:
Ar -

Di Adriano VVillaert .
Eftratto dal Salmo In exitu Ifrael V. i a . Jfrapl V . r a .

_EL_i._. t
mu
-

la

era gen

ti um

_.H__5l_-_zj:_:iz__zj:iE:lE:i:. S Si mu la era gen ti .--. era gen ti um

_|-1_@__ :-!:$__
Si mu la

3 -
um

Contuttoche quelto Verfetto fia di Salmo fpezzato, e l u n g o , e p e r c i o , come abbiamo detto alia pag. 204. 205. non folito a com porfi di ftile Sublime , o Medio , ma piuttolto d' Infimo, e Breve eccettuatone pero il Cantico Magnificat* che fempre e itato compofto fu '1 Sublime per le ragioni addotte alia pag. ia. ) ; cid non oftante ritrovafi compofto fra lo ftile Medio, ed il Sublime, e partetipante piii tofto di quefto, che di q u e l l e Per la qual cofa fpinti namo dalla eiatte__a, e fingolar conD d a dotta

m
2-2

3urum

V gentum & a

k$h
t;! m

argentum & a

urum

z -|zz J:__;Z:(_,;'Z:Z:I jz

ty

K*

._._z_i:fi:_5:::__:.:. W -5-41
pe ra ma nu um ho mi n u m .

pe ra manuum hominum ho

-1-4-$_3EE=
ra ma nu um ma nu um ho mi num.

BE

dotta di quefta Compofizione a concorrere nel giufto fentimento del Zarlino , il quale lafcio fcritto del fuo Maeftro (Supplim. Mulic. Lib. 8. Cap. 13.) M. Adriano ( W i l l a e r t ) , quando egli compone , mette ogni Juo fiudio & ogni fiua indufiria , _>" penfa iff Jiudia molto bt-e qutllo, che abbla da fare, avanti che dia fine iff tnandi in lace una fua Compofizione : il perche* non per altre, che per quefto . riputsto il Primo de'noftri tempi. E nel Proemio delle lultit. Harmon, pag. 2 Ediz. del 1573. aggiunge t Adriano Vuillaert, veramente uno de" pJ* rari , che h bbia efercitato la pratt-ca della Mufica . . . CP ritrovandovi infiniti errOri, comincia a levargli, C? d ridurla verfo quell'honore if dignita , che gid ella riteneva, G> che ragioncvolmente doveria ritenere. DEI,

2i3

DEL

TUONO

DELL'

ANTIFONA

Haec dies y &c.


C n minori difficolta incontranfi in iftabilire di qual T u o no fia I' Antifona: Hccc dies, che la Chiefa Cattolica Romana canta nella Solennita di Pafqua>di quelle incontrate fianfi in filTare il T u o n o delf altra antecedente : Nos qui vivifnus. Ne efporremmo il Canto fermo di elTa, affinche col fame l' analifi, polTiamo fcoprire a quale degli Otto Tuoni poffa determinarfi.
(1)
(2)

%*l*;_li*z;E_^E,_-_?*fB?
Hie

.t-^B^t-fi

::**:
Do mi nus

di

<aft
e xul te

es quam fecit

'

l?_:l;-_E-:-;-iEi
mus

fct

_ _ _ _ _ _ ? *
1U

*----

'- .___ a
**___:

___CTi

I hi

Ha il fuo principio queft' Antifona, cosi pure il di lei fine, in A la mi re. Del principio non occorre fame menzione , perche, come fi e dimoftrato, ognuno degli Otto Tuoni ha il fuo principio in varie C o r d e , ne dal principio fi defume qual fia il T u o n o , ftantccche, alcune Cantilene degli altri Tuon i , fuori del T e r z o , hanno il principio in A la mi re. La fola Corda Finale dunque e quella, che detenrina il T u o n o . Ma ficcome la Finale di quefta Antifona e A la mi re, la qual Corda non e tale di alcuno degli Otto T u o n i , quindi, per iftabilire il di lei T u o n o , converra ricercare, fe quefta Corda fia Conftnale, o pure fe il T u o n o fia trafportato . Non potiamo determinare, che quefta C o r d a , ( a tenore di quanto fi e dimoftrato alia pag. 201.) fia Conftnale, ne del Primo, ne del Secondo T u o n o , perche niun' indizio, ri.un contraifegno ritrovafi , per cui poffa ftabilirfi di uno dei due accennati T u o n i . In fatti, la Corda di D la fol re, fopra di
CUI

214

cui fono fondati amendue, non mai fi fcorge in queft' Antifon a , e ne meno ritrovafi incompofta, o compofta la Specie
Incompofta. Compofta.

della Q u i n t a , che e

:B_HE ut -jz abbenche s' ini e , la , re , m i , fa, fol, la . h -V contri la Specie della Quarta compofta = SZiElE^_: cio non
re mi fa fol.

I! -I -*E__Lp_:

bafta per iftabilire, che la prefente Cantilena fia del Primo Tuono , perche la Specie della Quinta e quella, che aftolutamente e necelTaria per ftatuire qualunque T u o n o , fingolarmente Autentico . In oltre la Specie di Quarta accennata, perche A c u t a , cioe Superiore alia Quinta, non determina il Secondo T u o n o , ftantecche deve efifer Grave ; e di quefte Specie fe n' e fatta menzione alia pag. 1., e alia pag. 17. ficche per tali ragioni refta efclufa queft' Antifona, come ognun ben vede, dall'aver luogo nella determinazione del P r i m o , o del Secondo Tuono. Nei Libri Ecclefiaftici antichi, come fi e dimoftrato alia pag. 1 9 6 . , trovanfi alcune Cantilene trafportate da una Proprieta ad un' altra, cioe, o alia Q u i n t a , o alia Quarta fotto, o fopra. Tra quefte afferifce il Zarlino (1) d ' a v e r veduta Y Ave Maria > ed io tengo fotto gli occhi 1' Inno Pange lingua, gf Introiti Clamaverunt dei M a r t i n , e Terribilis della Dedicazione della Chiefa ; le quali Cantilene d a l ) la fol re vengono trafportate una Quinta fopra, o una Quarta fotto in A la mi re . Ritrovafi ben' anche 1' Introito Os jujli da Ffa ut trafportato una Quinta fopra in C fol fa ut, e v' e luogo a credere, che molte altre Cantilene, le quali nei Libri Corah de' noftri tempi veggonfi notate in A la mi re, fiano ftate trafportate dal Grave all' Acuto, o alia Quarta, o alia Q u i n t a , come fono alcuni Verfetti della MefTa del giorno di Pafqua, della Feria Seconda, T e r z a , Q u a r t a , Q u i n t a , Sefta . . . . . e cosi pure il Graduale con il feguente Verfetto della MefTa de' M o r t i . C16 pofto, fi nleva effer verifhmile,
che
(j.) tnftit. Harmon. P. 4. Cap. 16. Ediz, del i>5-. e 1568., e Cap. 28. delle Ediz. po/ter.

If

2I5

che anche queft' Antifona Hcec dies fia trafportata, e che il trafporto pofla farfi , non gia verfo Y A c u t o , perche ufcirebbe fuori delle C o r d e , in cui ftanno riftretti i Tuoni del Canto fermo, ma piu tofto verfo il Grave alia Quarta fotto, anzi che alia Quinta; perche nel trafporto alia Quinta, faremo forzati ad affegnare il b. molle alia terza Corda dell' Antifona nel feguente m o d o : g _ g ~ : b g ~ | : : t Z | - _ : i g " f c | 3 : | Z
' Haec di es .

e confeguentemente alia fettima Nota j onde ne nafcerebbero due inconvenienti, Y uno della Quarta alterata, T altro del Tritono , i quali Intervalli, effendo rovefci V uno dell' altro, come fi e accennato alia pag. 107., ugualmente fono afpri all' udito, e difficoltofi da intonarfi ; oltre ad un' altro difordine, il quale ne feguirebbe, cioe, che afTegnando il b. molle alia terza N o t a , fi efcirebbe fuori del Genere Diatonico, che e T unico Genere, in c u i , fecondo tutti i primi Maeftri,' e compofto il Canto fermo. Qualunque trafporto poi nel Canto fermo confifte in mutare una Cantilena, non folo da un Tuono in un' altro, ma ancora da una Proprieta in un' altra , purche gl' Intervalli , e le Sillabe corrifpondino tanto nell una, che nell' altra Proprieta , acciocche non efcano fuori del fuddetto Genere Diatonico . Nella qui fopra defcritta Antifona dal Num. (1), fino al Num. (2), deve cantarfi per la Propneta di b. molle grave, affinche venga evitato il T r i t o n o , come ci dimoftra il feguente Efempio : | l E | : ~ : _ 5 " g : ~ ^ : z Z S E : : | :
''.vii, re, fa,mi,re,mi,_o, mi,fol, &c..

Quindi trafportando noi quefto pezzo nella Proprieta di Natura Grave, vediamo efattamente corrifpondere gl' Intervalli, e le Sillabe dell' una, e dell' altra Proprieta. Da tal trafporto viene queft' Antifona a ftabilirfi nelje Corde del Quarto T u o n o . E per prova di cio efporremmo tutta 1' Antifona alia Quarta fotto, la quale paragonata con altre Cantilene di Canto fermo del Quarto T u o n o , verremmo a comprovare, che queft' Antifona Hcec dies poffa dichiararfi del Quarto Tuono trafportato .
Cori-

116

s_a_______B____-_-_---__;
e x u l te mus ec le

ise
ea

te -(_i_.

mur

in

zW

:_Z_E__**_._EZ"

_rzn*__

__*_53

I) Jj

Confrontifi quefta trafportata Antifona con gl'Introiti , Refponforj , ed altre Cantilene del Quarto T u o n o , e fi conofcera la corrifpondenza, che pafla tra quella in A la mi re, e quefta in E la mi. In quefta rifcontrafi la Quinta del Quarto T u o n o compofta in alcuni luoghi, e fpecialmente dal Num. (i) fino al Num. ( 2 ) 3 e non oftante che al N u m . ( 3 ) , e al N u m . ( _L) J per evitare il Tritono , fucceda d ' efTer forzati in alcun luogo ad ufare alia Corda di B fa b mi il b. molle, alio sforzo del quale nello fteffo luogo non s ' e coftretto nell' Antifona fcritta in A la mi re , per effer diverfa la pofizione delle Sillabe (*), e per cagione del paffaggio da una Proprieta ad u n ' altra j cib perb non impediffe, che 1'Antifona non poffa trafportarfi nel Quarto T u o n o > perche, c o m ' e noto ai Maeftri di Canto fermo, il b. molle e Accidente, che viene ufato fecondo le circoftanze, e obbliga i Cantori a fervirfene in varj luoghi de' citati Introiti, Refponforj, &c. , a fine di sfuggire il T r i t o n o , come fi e dimoftrato nel Primo T o m o della Storia della Mufica nella DifTertazione prima pag. 12-j., 125.
(*) Le due feguenti Scale ci dimoftrano quanto occorre nel trafporto di quefta Cantilena da un Tuono ad un' a l t r o . I . Eftenfioae d d i e Corde dell' Antifona fcritta nel Tuono di A la mi re . P . Eftenfione delle Corde dell'Auti- f S fona fcritta nel Quarto T u o n o . TritW. -| - - - " _:

-II!

*zzzr+~%zznzz!z:
Triton*.

Dalla varia collocazione del Semituono facilmente fi puo conofcere, non folo Ia diverfa pofizione delle Sillabe, ma ancora del T r i t o n o ; e per evitarlo, quando deb--ft far ufo del b. molle alia Corda B fa b mi.

I.

Efempio.

Del ?. Coflan%o Torta Min. Conv.

j i _ .
3"~~ KM

a.i____i_4c__ 7 Haec
--_ _

di
_

es.
<*

:fe mi nushaec

+=**
di es quam

:tz\
*

::z$:
mi nus quam f e c i t Do

_2

fe

eit

Do

mi

nus

L'eftenfione del Canto di queft'Antifona ha obbligato il Compofitore a fener fu 'I principio alquanto diitanti P uno dall' altro i Soggetti delle varie Propolte , per dar campo al Canto fermo di profeguire il lungo corfo delle N o t e , delle quali e compofto. Per non recar noja in tanta eftenfione col proporre un folo S o g g e t t o , e di un folo genere di F u g a , ne va introducendo 1'Autore altri parecihj, alcuni pochi . Reali , a l t r i , e piii frequenti d' Imitazione, ora di foli Intervalli, ora di f o e Sillabe , o fole Figure , i quali mifchiati fra di loro , conducono lodevolmente fino al fine quefta Compofizione . Non fara inutile al Giovine Compofitore il porle fotto gli occhi con piu chiaro l u m e , in che confilta nella Mufica a Cappella , e fu *1 Canto fermo lo Stile fublime qui fopra accennato . Oltre quanto e ftato ivi dichiarato intorno quefto Stile , varie fono le Qualitd, delle quali vien compofto, che , corrje principali, ridurremmo a t r e . La prima fi e 1 Unione delle Parti, che fra di loro ftanno congiunte, e riftrette, come per efempio al Num. ( i ) , in cui vedefi, come il Teaoxe rifolve la legatura e del

{r___-"-_-____E

:3z

:_h:$z:
e ' xul te mus

:a
_ >

rai nus

zzE"~zzzA!~zfzrii!"">A__A
Do minus c

:-j:$Z9!:ziz:z:iz:zi:
xul t e mus ex ul te - mus

di

es quam fe

eit

Do

mi

uus

e' -**

SZEZlZEE-ZZ^Z

_ _ -_ _ _ _ _ _
te

\ZL zzzzzz z:. zzzzzz


r

ex

ul

-zr^ts-sr^il te A

mus

& Ut te
<"S

mur m e

$~

:$E5_,

_zzz!zz]zazzf

b3
mus

fe

del Semplice Intervallo di Quarta rifoiuta in Terza; il Contralto ritrovafi i a Ottava 5 e il Soprano in Duodccima, o fia Quinta compofta . La feconda Quafta confifte , che le P a r t i , oltre it formare ciafcuna di loro in particolare una naturale, facile, e grata Melodia propria dello St le a Cappe'la, camp e g g i a n o , e ognuna d' effe fi e/iende entro il corfo alineno d un' O t t a v a . La terza Quali ta e , che le Parti con la loro eftenfi-ine vengono qualche volta a inneftarfi fra di l o r o , talche, il T e n o r e , e il BafTo fi cambiano fra l o r o , occupando I* uno il luogo dell' altro , cosi pure il Contralto col Tenore 5 e il Soprano col C o n t r a l t o , come rifcrntraii ai Num. ( _ i . ( 3 ) , (4), _ altrove. Da quefte efpoite Qualitd, oltre le comuni agli altri due Stili* viene a formarfi Io Stile da noi chiamato Sublime

_I?
:__ j-jqum le eit Do mi nus hate di I es ~ quam fe eit

in

hacw

di

es

quam

fe

' -

eit

ziU z?z z__z:zf_:


-- *+- + i-j__>______.j_____,_.. _y....

:_____3_3_~_t___4____i_:
di es quam fe c i t - , D o m i nus ,

1 -

a a

hacc hacc

E|EEEiiEEfEE|pEEjEEii
VH*'

zzfezzzlzrzzzzsz: z:z:z.zzz:iz: _ Mjij A T z"~r z_ z z ZEZZ

:_5~z$z:|^

:g___r___
T^ mi nus quam fe Do t

$z:
eit Do mi

:_Z:_A__
nus ex ul te

mi nus quam fecit Do mi

nus

ex -

.-x

quam fe

, -

eit quam

fe

eit Do

>

mi

nus

iznz~~$zzr^ z"

Z$ZZE_*Z:
lac

Z^zz
&

: _ * " _ te

l mus

'laste

iiiur

_.$z_::0:z.j:AEfz___z:z;_-_?

L-i _ _ _ t
_=______!
.
mur

ul te

mus & I z te

mur &

la:

te

mur in

_*__:
iex ul tc mus .-_.(_. j_,._,_._-. ~* -{--t_:" "'*""{__H
_-_ >.-,__>,

"-f4
,._,-!_,__

rK-ZZ-Et: eL__ zfeEz; ^--H"fa*--


in c E t a a

220

rE^zz__-z:$z:|z:zzz;zz
EEjaZZZ ZZEZE ZZ^EZZZZ,
in e

t\

IX

_J

tx u; ce

mus

=<=?=
-ii :x ul te mus ac ' te fc mur in C a x ul te mur mur & =__ lse

:a :a
I s te -

zQz::zzzr.^
t fct x te

&,

-.yj-^H-r " _i__>__^_3&r___= r_==5=|rl_g"f-_ Z:Z:ZJ


v -+ a.

&

J ae _ . t e

mur in

r_-*~
te mur in e _

. y : | _ ex

:z:$z:u_
ul te

I I

_llli
mui in
A

*?zz!;ziz:ri__::
e

:zz:i:
_:_zlg__z

z.z:;z:
ex 1~ , g
V.A -

:zz:z~:= i__=E4-*=^ z.$_:z_!_-

_ ^

ON

_ * _ _ _ _ :
e es a

44

:&in -\ e * -

4-

& lac te mur

a.
T\

fe

ECZ:Z:Z:J:Z:Z
1* te

Jjbzzzz
n;us

-H-r~ ~- A_

&

t:_fc mur m e
lse t e mur m e

-a-ria.

: ii"_j4i:i i _B__3___ir
ZZEEZZZ:

"H

tT*

zBEzz?::::t-Efe?E - B=

4 ui te mils ' ci ' ' - U - l 1 __.

;_6
a.

"Hr

221

II. Efempio.
Eftratto dal Libro intitohto Contrapunctus feu figurata Muiica fuper piano Cantu Miflarum Solemnium totius Anni.
In^in ft. _

-*.

__j_e@ii_______w___
ttHsec di

E__Ei_&___fe
ZJQuamZ--!-4--5-Z-Z-ZZZIE fe
/_-H

W3=*__:
mi nus

--,_ __jt,j

--.__..-_<,

fe eit Do

< w

-f ii

^1. cit

T-\

Do

mi nus

quam fecit Do

'

mi nus

Z n ZEZ! Z_ E ZZ ^ ZZZ~Ev" ZZZ!

^^Ej ""p^^^|T^-T pH_^^ a__J


t. _ _ _ _ 1 _

:::

Do

mi

-,___ _, _. nus

E!-:lliP:.tEEi
quam fe ' cit

$Z;s't'tU: _z_z_ztz: g r i I P
Do

Oltre alle qualit_ defcritte nell'antecedente Efempio, pi.icemi d' indicarne u n ' a l t r a , che ferve di grande brnamento a quefto Stile Sublime. Nafce quefta dalla diverfita, e dal vario movimento delle F i g u r e ; e confute non folo nel Contrapporre, o alcune Figure di minor valore ad un' altra di maggiore, o una fola Figura col Punto fegnata ad un' a l t r a , ma ancora nel Sincopar: qualche Figura col mezzo della legatura. In virtu percio di si fat to lavoro viene a formarfi un certo Ripercuotimento, che reca all' udito un fingolar piacere, e diletto: ed e uno de' piii diftinti pregi delle Compofizioni a Cappella . Da queilo Efempio con maggior chiarezza rilevar potrafti quanto ho ora efpolto. Ritrovafi al Num. ( l ) nel Soprano la Minima nel principio del batter e legata con una confimile del fine del levare della Cafella antecedente, la qual Minima formando Quarta col Baffb rifolve in Terza,* il Tenore al Num. C 2 )

te*Efi__E
Do mi nus
-.l__i__H_.

;>_-_(> -U-U i -___t-l_

ex ul te
H-

c ZZZZZZE?ZZ1EZIEEE^Z EZ^EZE$EZ)EE$EZ?ZE
ex ul te

[_ '

mi

BUS

ex

ul te

ex

ul

te mus

in e

a in e

-g:::$:r_

ZIZE

a-___. R

mus

--3

ZEZ)z;zdaZ_z Z$ZZSZ

_zz:z____tz$ZEzz__z:
mus
*

_f____3__8_ -ei " mus -f


:

zi:

Num. C_) col Canto fermo una S e m i b r e v e , nel tempo e h e i l BafTo aj Num. (}), dopo la Paula di Minima rleutra con una Figura di Minima ; c il Contralto al Num. ( 4 ) con Minima puntata, ed una Semlmiuima ripcrcuote le altre F i g u r e . Altro diverfo movimeiito rifcontrafi nel levare di quetta Cafella, in cui il Soprano, e il Teuore fofteugouo una Semibreve per eiafcheduno, ed il Baffo contrappoce ad ambedue uaa Minima puntat3 , che in fine ripercuote dopo II Punto con una Semiminima: altro diverfo eontrappofto, forma pur anche il Contralto con due S e m i m i n i m e , c pofcia cou una Minima. Da quefto Efempio potra meglio il DiofinV Compofitore lilevarne moltiffimi altri fparit nel prefente Efemplare.

223
__<*. fa*. _ _ r _ i j P _ _ _ - - - - 4 - i - 4 tm . > _ _ _ _ . j_- I-, * *

/">

zt ___:i_:?z-_E z?zz__EE__zz:zzz
_AZZZZZZ"E^ ZZ'AICZ

z:iz:$z:

!_?_-

zziz zz;
& la: te ZJEEEZZ

_*M-

$: mur

ZyZAZ_$_E. Z$ZZZZZ'
ex

c]___E__Es__
*>

ul *-*

:_$:_! tcmus

~ _ - & las

\Z

EZZZ:$:Z
ct 1_: te mur - > : I in
4

a _c

f-#

;:ffr-_-

4_- -

up
.____*

. _ . _ . . _

.. . . - . - [ V . - - , ; .

ZZ__ZZZZ$ZE ZIZE__ZZ
f f-f 5 > c l-r te mur in e

&

Is

$:fc.S__5!
tcmur in

II
>^ ut

1 zgzz0Zzz$zzzjz:z0EZ:zzz
te mur mur -_$-"_-__" ---. - _ _ _ _ ._ , m B" e

p:-_sf

_-_.
il

A z:zzir:$zz: :zi?zt*zz:!jzi:ltz:zzz la. te rnur

+*-

-n~:zzzzzl*^iz~~:lnz$
__*:
a

|:I|_?:|:|S|
+ ____-

zMz~

z.:.l3gzz
t#*r
A

zEpzzz---^ 1 fff iEiEjzizzzzE zzizr fciSzz

igTzft izz^zz.z_^_zzzz_i_#
* * " f _ f ' ~ * v ^ "p* **-_'_-_tw V i| _ ___-*r_. v .._^|r(.a->-i _____>______-,_. -*>lt

fill Jill

I f !i

in

- ~

~~

"

^ldEjzEg__-|EEE^|tfej"p
H Hsc di es quam fe cit

I I I . Efempio . Di Gio: Battifta Corvo.


Mfiratto dal primo Libro de' Mottetti a 5. Voci.

i_s____E
uam fe cit

M*

::|l-_-:_:::.__::

gzzzr

ZZZ_ZZZZ_5ZZ!ZZZ$ZZE_ZE
ll_c di

Le prime quattro N o t e del Canto fermo di quefto Efempio fervono all' Autore di Soggetto per formarne una Fuga a cinque Voci , rifpondendo in la mi alia Propofta del Soprano, che e in A la mi te. Da quefte rifpofte in E la mi viene a compiovarfi quanto abb amo efpofto nell' antecedente E f e m p i o , cioe effer piii venlimile il trafporto dell' Antif na alia Quarta f o t t o , che alia Quint a , e confeguentemente poterfi itabilire, che fia del Quarto Tuono trafportato alia Quarta f < psa. Prima di dar fine al prefente Efemplare fa duopo avvifare il Giovine Compofitor e , che uon di rado s' iucontra un Paffo , nel quale fi fcorge uua pratica effere frequenrememe quanto uf3ta dai primi Maeftri dei tempi andati, altretlanto stuggita dai Compofitori de' noftri g i o r n i ; poiche la r e p u u n o quefti per fe

2-5
1i..f._.

t f K ?= A =fcj-$ : l :Jzzf [z?:|zzz


D o m i nus

z:__zzt.;r*
TDo mi nus

3Sa^3^3Sm

z:zzz__zziz__zz$z

-x|I_:ElE!EEEE;lE!_=i_!En:iEiEEESiEE:j_! di rr u. _ _ zM=r_?-_:zz)ZE_zzz^zt-^-- z n r r f r t - - zr*trSi_-. es


CH.__ ---|_i_E._-.
,_*_ -_._,_._. i _-_-

di

es^

_J :_:$-::_-_jzij?z_.:zj:zzj:l_jz_.z$;-" es quam fe cit Do mi uus -r ' fe fteffa non poco wiolefta alle orecchie piii dilicate. Quei dunque, quallora s'inN o t e di tnZ AiS ? & i a d o -fceudenti, o difcende_ti nella Parte Fondamentale cici K-flo, davano a [tutte due P accompagnamento di Terza, e Quiata ; lad J: m aovc quelti in tal' incontro danno bensl ad una 1* accompa_namento --di T e" r--za, e Quinta, ma all' _ i t vi preftano quello di " Terza " , e Sefta, conforme apparifce etai feguenti Efempjj =_ ^%g;^g^EB-E_____gfc tizztz ~!_:____i ~__h-~ g ~o44 , f i ZMZM ~ 1:
-f - _ - I j44-

STX ___5Z_L~xr

S"x"

l ~
44

-f_ #-____:_____: I-QI._ -__:-__-|;__:_z_--_a'-ft=: ^:gr:-_.-__=.____:_--__=__?-


;T_-T~ j .

:0*

er a

:-;r|:_.-|=azlz
-

__.
JCT . / ^ -

-___ |
t

& e5 tzzz'r%Sr:~~ "~'.'g~ Sopta di che avvertir convienc, che i Maeftri avevano per Regola f~ dedotta dalla Pratica di Contrappunto, e T affegnavano anco agli Organifti C Galeazzo Sabbati,/, Regola per fonare il Baffo continuo Cap. I V . ) , che tutte le Note del Baffo c o n t i n u ( , devono avere per accompapnamento Terz* i Quinta, & Ottava ; ed eccettuayano q u e l l e , che afcendono , o difcendono un Semituono , o naturaje , o accidentale, l]e quali ftimavano doverft la Sefta iu luogo della Q u i n t a , in quella guifa , che il feg___,te Efempio n' efprime;

=:

44

- 4~_a-H 4 - 0 1 -H-O c_J ~~H ~"Tt_t-_t:~"'f-1-i___-H- -f JH 1 1 f ( - - -44

F f

!=fc2*

Pre-

22_*

Hare di

cs

quam

fe

cit

Do mi nus

[EEEEZZ^ZZ

i-^EZ__.ziEjz|E4^:|= ZZZEZZEE
Haec di es quam fe

Z0ZZE}E_
cit

__H___-

zl A-E.fZ:_pSZ_|_:_Ei4_z_;p:_::.zzizzi _-f ,^^______B-_-______F=^" E PZ_Z_._tZE_.__g ~ - j - = p | - t


fe cit Do

;
--

r!
_i - _ _ ,
H_c

_^_*t____j:
i A_
di

: :
csqua.nfe eit

di **

I I

_i._c

v qu_m te

t Do

uU

nus

1 I

Preteadevano poi effi fi doverfi in si fatto cafo ufare anzi la Quinta , che Ia Sefta , perche 1' accompagnamti :nto di Quinta e piu it-.-'uile , ed hi fe.ua panigone maggior forza dell'accompagnan,euro .merito di ai Sefta ,ie u , la quale, qua.*., <,. avvegnache .,.,.._*.... mancante ...^..^ della fua Bafe , e foudamento, viene d eifer per f _ fteffa initabile, e debolc . M a i Compofitori de'noftri t e m p i , netHiffo continvo, richiedono bensi che fi accompagui Quinta ] ia x\oia Fondamentale roniiamentaie de! oei T lu ia dl cu lei Qiiinta i^nnnta , e la ia Quarta, vi.ua na , ma ..: con _,._/->___.. uo n o , la a Koia per le ahre Note della Scala dei T u o n o , in luogo dsila Quinta, efigono la Selta
t -*_-* /">ti I r- \\ & I. \ _j-rct nunf-,,, n t. --N-..I f . - ' i *-*-> 1 1 ' <_ w-- _ > r^ll*. P -l"i'niTtm(r

Quarta. Laoncte giudicano, che nel prefente calo , le alie due Note cli giacio aicendeiiti , o difcendenti nella Parte Fondamentale del Biffo, fi deffe l'accompa. gnameuto di Quinta , fi vcrrebbe ad operare contro le Leggi della Moduiazione, che piefcrive di dover paffare per quel mezzi, che piu opporunamente conducouo da un Tuono ad un* a l t r o : come puo chiaramente conofcerfi dalle due feguciiii Scale diitanti un Tuono P u n a d a l l ' a l t r a .
11

im
II.
:e:

:Q.

I_fx_r|_

___:-______:

I.

I i
&.%, [ f 11

- r-#__ _ o ^ I C " -44--3ca. *_ O"" T J _J ~ Le due efpofte Scale fanao con chiarezza vedere quanto , ia alcuni de' loro Gradi tt_ eflenaiali, fiano diverfe. Imperocche la prima Sea a richiede il U al V fii ut, per. che St it ma del Tuono, che deve fempre effer Maggiore; or il Pfi oppov.e, e viene^a dutruggere la Fondamentale della feconda Scala. Quefta efige ii 0. molte or riVi K - ^ * ""' P e r c h a Quarta del Tuono, che deve femprceffer Minore, v e a e a t1iftru T_m H- 4 " 2;gerfi la Terza della prima Scala, che . d e l due Ni*! ^ f 2 ^ m a S S ' l 0 r e , -n gi_ minore. Reila percio corrtprovalo, come mentn Air, f e _ u l t o n c l f ^ 0 Fondamentale non ammerran.-. [' ac_ompagaa ai Quuna. In due madi potiamo evitaie tal' i n . o a . e u . e a i e , V uno fi i di

22

3t
mi nus Do nu nus iixc

zE^zz__zj:zzzzi:i:5 izizi |fz|z|Ei|o{ fzff ::f 3


fe cit Do "mi nus

|Z-_!-f?r|:z:
ZE.fezZZiZZ
,,;

1 -8zzz__az:zzb<_zzE zzhrr
B K-

EE$Z : __:

mi
.__

nus

iiz:_5->:z$z$z:zf:ii:_!E:zz
'xultemus&i la: te mur

'0
dl pa flare per un Tuono medio fra le due accennate N o t e ; e quefto mrzzo fa^a di afcendere, o difcendere, o di Q u i n t a , o di Q u a r t a , come dimofttaci il feguente
._-^_ ^-^_--41

Efempio:

__- _______
-p -

*~
tt-

e cn ara

'

**

la

ragione; poiche i Gradi della Scala

del Tuono Medio di C fol fia ut fono piii coerenti tanto all'uno , che all' altro de* due eiuemi Tuoni di F Ja ut, e di G fol r: ut, come dimoitrano le tre fegucnti S.alc;

I
TT

~T7i

ZZZZZZ

,=_

O T $ "^

ft

zzzzzzzzzzzzzzz^zz&z^zzzzzzzzz-

zzzzzzzzzzzzzzz.. jt:

___=_ii____|lE______F____$l
_ _ :
tt_

-O.

;; t-izzz

'S:~!3"~

_z

H"

III.

ZZZ^gZ^ZSZ^^ZZZEIZZE~=li

Da quefte due Scale chiaramcnte fi vede quan'o fia pi facile, e naturale il pnfTan-o-io dajla prima alia feconda Scala, e da quefta alia I t r z a ; o al contrario dalla Terza alia Seconda, o dalla Seconda alia Prima , che non e il paffatgio dalla Prima alia T e r z a , o da quefta alia Prima . Ufaroi.o perd i primi .\*aeiiri alcuna v o l t a , e P ufano coiidianamer.te i Maeftri de' noftri tempi un' altro mezzo per evitare il difpiaCere, che ne riceve 1' udito dal pa'Jaggio immediato di clue Tuoni vicini accompagnati con Quinta . Confute quelto in accempagnare Ia prima Nota c n Quinta , e pofcia mutare V a c e mpagnamento di Quinta inStftaalla iu fa Nota, e con cio viene a levaifi quella mol-itia , che pe
56 5

2 i L riceve I' udito n t l leguente m o d o : zOsZ^ZZ'ZZ^ t 3 < l u e i t 0 mezzo rilevafi, d i e la lcp:p;e della Mod'ilazione qui fopra defcrjtta , _ qu_Ha che rende giato quefto paflo, perche c o l l ' accompagnare dopo U Quinta con la F f Sefta

'!

li

' ' ''


'. II

22 8

Z jZZ__.Z-_-_5|*Z__ZZ{.
di es quam

'-.Z-ZZSZ ^ Z I Z X ' Z J A Z I I V _ A vfe cit D r mi mis

EYI$

Z3

e uxl t e r t . u s la: tcmur

"iz__Slf f I ::ZAZziz?ii::i"| |zt=iz^=|if:f: f ^^"z^'yi 5 1 -"


txulte n.us&t l s i t m u r in
A A A

e a

"

i
r I
1*.

zzfzzi:z!zEz$zfcizzzz zizEAzlzzzzsz - - Z-5Z..Z - A ~


A

R-i^
-1-

tt

xul

te

'. F

II

-J!___-:_._|-__:_._._ _
di es Haec quam fe cit Sefta Ia prima N o t a ,

di es quam f e e t L). mi nus

e xul te mus

Domi nu c

xultcm_s & I s te mur in e di Quarta afcendente, o di

II

viene a farfi il pafftggio

Quinta difcendente, come fegue : _ . - * # , . . Q-0--+4


t-o- - # -

C onviene in o l t r e , che il Giovine Cempofitore fia inftruito del modo di fuggire le Cadenze, che dal Zarlino nelle fue Inftituzioni Armoniche ( P . 3. Cap. 52.) ci vien propofto, e il quale quanto era frequentcmente da que' primi Maeftri praticato, altrettanto reca difpiacere agli Uditori de'neftri t e m p i . Dice il citato A u t o r e : che '/ Juggir la Cadenza fia . . . . un ceito otto, il qual fanno le parti, accennando di voler fare una termination: perfetta, fecondo / ' ur.o dei modi mofirat! di fopra, iff .fi rivolganu ahiove. Sopra di che foggiunge D. Nicola Vicentiuo ("Prat. Mufic. lib. 3. Cap. 24. pag. j r . ) Quejto modo di finger: di cancludere, iff nan conclude , tal modo pub paflare n:l tnez<.o delle Compofizioni imperoche fiano fiitte in propoftt'. , d di parole, . d' altro Suggietto. E" gia u o t o , c o m e , affinche la Cadenza fia compita, deve almcno effer compofta di tre Parti; una di quefte, che e la pi jrrave, cioe il Baffo, deve porfi nella Quinta del Tuono , pofcia da quefta Quinta difcendere, e cadere nella Corda Fondamentale del T u o n o .

-er~4r--E,=f
__3_ -__p_iJ_-jb 1 "i H
formare legatura

L' altra delle Parti deve ritrovarfi in Quinta fopra la Corda del Baffo, che fa Cadenza, e paflare difcendendo all' Uniffono, o all' Ottava della Corda Fondamentale . ~_ ^ _ ^ h 4-ea " 44- La terza delle Parti deve

.. _

-hFpHi44-

1 Q u a r t a , che rifolva in Terza fempre maggiore fopra la Corda del BafTo, chg f* Cadenza, e pofcia afcendere alia Corda Fondamentale, o in O t t a v a , O in Uniffono

_J ff-T-r

-i1t-11-

\zzzzzzztz

:t"-^

Da tutto cio fi rileva, come il Baffo dalla Quinta

III Hi

z pgs^F -Shtr * Aif-ri"-? zt'-f izlzrfi


in e a e
ii.us ck lse

E:EEEiEEEI:| _ _ _ _ _
zztzzziz. JzizZ__ZZ$ZE

_:gr_:!__=s

Iz:__?__: z.iz_$:z^

EEcI-Ca

1-------Az-Az

te mur in

e a &

Is

temur in

EiSE? EEii : H_
*'"*-+1
mur in

J f;"-Jf

Quinta cade nella Fondamentale, P altra Parte dalla feeonda Corda del Tuono cade nella Fondamentale, e la terza Parte dalla Settima del Tuono afcende alia Fi ndamentale , la quale e il centro a cui devono ridurfi tutte le auzidette Parti,- Quindi una delle tre Parti afcende, 1' altra difcende , e il Baffo pud difcendere, ed anco afcendere, pmchc eada nella Corda Fondamentale.

(-}z -__

+
1I 11

:S_z:
-g

-P--4--_a-+4,-4t|-_-

'-If:

- o - : I---*l

zzzfrzzz\zzzt.zz)4-tl i-4ft-

. v ioIjtt-Ii

l_5_=__FE==fc i _ _q__

Cio prefuppofto, i primi Maeftri d e l l ' A r t e , per evitare Ia noja -auOata dalla fiequenza delle Cadenze, e per non ufatle , fe non quando il fenfo delle parole lo richiedeva, fecero che la Parte del Baffo, in vece di cadere nella Fondamentale del T u o n o , o difcendeffe d' un T u o n o , o afcendefle d' un Semituono, e in tal modo venivano a deludere P orecchio, il quale fuppoae che cada ia n T u o n o , quando cade in a s ' a l t r o , come ri-, jfec-n-

Iti^" "
K

- _ - * - ! . . . , _ - _ _ i _ * } - - _ , _ . _ , . _

.-_ j * - , f - - - . - .

' i ir

mus

^^t=Eg|:T|i.H
te mur in e a e xul te

m
w

ia_E___g3-__^g$_gpH
a e xul te mus s_< & la: te mur in e f-ontrafi da' feguenti Efempj poili in quefto Lfempiare. A A- Feci. eftratti dalle Compofizioni
A K.

t__

del Paleftrina, e proFoci.

Et__S*__EE--____E
con lor tes
, -P- (J

-a-tt-i4_

p-_ __:
|_-

_ _ _ _ _
.

zz-' "z:zzzzz
--)e

zzz^z
44-

C3

nus

tii

bus

H
_y
_B

_z_rH ,I -J. Jo~5h.0-_^_^_e__,_tt_

H Chri

fti

fa
> 1 1

cite
4444# - 4 4 -

__l

,_*_

~o-^-7t_q |1_

nu __j : ,r_s-|*--, ~3 < <

P-.-fT

i- I ||

t i

--j /-- - - - - , - 44 f - ^ H - - _ 3 - - i - - 0 -44-I -I-4fi-

nus tri

bus

nus

tribus

-e: t_.- 3=
confortes

h I

Chri _

-4444-44-

______ 3zzzzz\zzzzzzz'^zzzzzztz. &inzzzzzi tri bus

._-

lti __-__-.#_
c

ei~ - ^zzzzz\zz~

_ S3"HF
tri bus

Quefto rnodo P e r 6 di fuggire le Cafen ze aon vien praticato da' Compofitori de' noitn t e m p i , perche troppo per fe fteffo vjolento , e difgradevble all' crecc m o , li.gdlarrnenre quaucio fono ace impagnate con P Organo , il q u a | e femPie piu rende feufibile il difpiacere , che recano. Praticanfi pero a giorni noUn altre Cadenze, che chiamanfi _' ingauno, perche i a vece di cadere in un Tuono ,

_ * *

/>

_I r-%

ZZt ZZZZtZ!Z_AZZLZZZAJ EJ__XZ._!__ Z <Z'AEZZE..1YIZL ,$Z Z^EJsvLxZXZ ZZZ


Ix lemur in e a e xul temusjc I s te m ur

f_.A

-i'->* mus & 1* mur &t Is te

*i

zzs-Z* 3

mur in e

___A_._A._-

aA

-B;
te

A__A_.

Z-ZE^IZZZZZZEZ. z:zzzzz:!z:_.z:0:=!zzi
ia

le

mur

5 .._._i4s_

::|:_!EE:fzzz3-_zz]:?EZzr

kiEoES. |4::

&xz:
..SZ._EZ
e xul t e mus

T i f n o , vengono a condurfi ad un' a l t r o , le quail anzicche noja , e moleftii, recano un dolce inganno, e d i l e t t o . Quelle Cadenze altre foao afcendenti, ed altre difcendeuti. Le afcendenti fono del feguente t e n o r e .

-V -1

I f 1 -4- t i rI 1--4- i t

i _

sj p z_q i^-~i^_5'.^__q: i i
14 4 t~- i 1 _ - i -

4f-

iir i

____t__ci_
(_-tt-

feg^Ej

._i_r_3 t5_^__E-_^f____-pr ?_Uzt^5lg_Ql H hh


_:|_z _zz_izi "
-44_ ^
-4--

(-0_
i i i

V-t1H

^ r r __3_,_ H __P r i .

_ i _ _ ]_---$ _r&_f ft" i I - I - S l

t_r-a- = ^'Z _rV P^ ih- 4444-'-O-r--~K#m-F"-tI


4I-1itt

H*P-41i

44-44-

,7 i _0rS^~a^^^t_i-fe!_^_-___
V
-I-

-HM-(-4-Hf-jC __-.__j#_ -l-r-n 44-

-1 - d -____{_.

CO

CO

" C3i~

In quefto Efempio potr offervare il G'ovine Compofitore, che vi fono t r e Cadenze , la prina e la fegnata (i), c' e di fua natura eondur dovrebbe al T u o _o ..ndanieaieie di F fa ut, eoa u a dolce inganno conduce alia Cadenza di

'"Ill I

232
_._-__- _->-_->___-_, .___..-_-__-_

A
_!_$__:in e

rx:
_ _ _ - _^

'--1-

ZIZZ_JZ:$ZZ$Z:'
e xul

^$ ; -i_;z!r

fe
f m

te

' III

Ef_3_r*-M--4-^-* Z_S-.___ZZ4-|-A--$-~--$_.it, . X J _ __ A

fj

__ _ . A

'

.*

I
e
/**

^ A
__k - - _ -_-_)A__i__-- ^ ___._ _____

-jz:
te /">

a
r*, hi

in
s->

a
r\

xul fe

mus

fit

Is

J'Mil

i_te^ =F__r
e xul te

: _ - _ : :

:_________r_E __>.2_i_

^__a|3____)_-fap-fe=g

._, mus fit

Is

fc___-_:i___t^f:: +_ tc m u r in e a
fit

lx -

fit

Is

te

m u r e xul temus

fit

Is

te

mur

di G fei re ut Terza minore fegnata ( a ) , che _ la Seconda, la quale Rmilmente eon inganno conduce alia Cadenza di A la mi re Terza minore, che e la Terza , abbenche apparentemente quefte t r e Cadenze dimoftriuo di afcendere per Grado di Tuono in T u o n o , a ben riflettere, procedono per la via ordinaria, e naturale della Modulazione afcendente di Quinta ( o difceny dente di Q u a r t a , che e Io fteffo_) nel feguente m o d o .
-O-Ta f1M-S-!-r-,-44fefc-rif* QZfCZ? ggi-a-FJ-r_^- :_Pgffig*-fc fzzHl't__ _l~__;tt~ -41 M 4-)- i H 4 **[I1 1I lH-

-H

*.i

1-

1 - + > -

i.T:t-p:^?q^:ir_3ri:1:
_ll-___S_tzt: i i
_
-Ii1I

-=l__t-!__--?iIn:-Ebfr --Q:__p________pp__p___ HTil-4t~

__j

^
>-MfII 11-4t 1I 1(

- i - i - V - l 1 - 4F- 4-H111I-HH111

1(+-_--11 _4_S
. _ _ . _

I411

14-4t 44-

m.

O - - H 1 r->4j -

H .1

4_? __'I

4 . 3^ '

4__?f
1 - _ . _ # _ .

'

-fc-__j__fcji -g-a-*

sczzz\zzss:zz\zzzzzzzzzz^zzz

233
I_A__/_J^ SL ' ' - A-

mus

fit

I s te mur

ia e

xul te

z$r"->ZA:jzrEZ_zzt~zziiiAitz:__zz

__i__-iSff
te mus & late
a-* -__

a ex ul

^-1 -

Z J_ZZ AZ Z A Z ! Z | ! Z . ! $ Z Z Z Z Z 1 Z ZZZZZZ
:!:-;

$z -f- * -

_fc_i_SE_=E

i__j:'

-it

te mur fit Is temur in e

& la; te mur in e

-j

.|__.j.
ex ul te mus fit

A_

Is

te mur

Le Cadenze difcendenti fono le feguenti.

-zzk-zz^zzjz+rzzzezzzz:
+._--l-i__--1_

sng.0

_,.^

__r_4-j4 1

ti ___(___-_.- -44 t

-fe

-44-

-4t

.4-

~-zz0z~zl~zzzz=zzX^ fizzzztz , 1
_s_ e-S:IF_EE R___: I
_a-4-<
1-4--

,,Z\-

__~+a: *_t-

E t n a 7 - - - " i ^ - - ^3H~ "S" -_T


-HI,--"-> B H ' l-H 1 F-i11"i-i14-4 4 1 ( H - t H 1 1 1 t 3?

1 - 1 I -

-t

4444-

44-

:a.*pk_;-j: .A-1 i 4 Il-H_{>v H i - w t - j - a - i

I __________f__Z_______i zlQz 0~{--4


CO
-1 I ^_

a:

i_ J _ _ - M < 4 1 _ _ t T_3- 4
_

To

C3J)

a-

La Rifoluzione della Quarta in Terza minore, la quale effendo Settima del Tuono dovrebbe effer maggiore, e quella, che fa difcendere la Modulazione delle tre* Cadenze fegnate Num. (1), (2), ( 3 ) , perche quefta tal Terza, effendo minor e , non _ piQ Settirrn del Tuono, in cui vien foimata la Cadenza, ma diventa Quarta minore de! Tuono feguente, cioe la prima Cadenza al Num. (1? che fcmbra effere di C fol fa ut, difpone Ia feguente Cadenza di F fa ut al G g Num. (1) *

Ul
i'ii i

234

fzlzlzzrzs::

- - - - , * - - _ - * _ - - - -H-

In

|
mus fie I s

!
te

- 4 - . - I .

z$zzz-zz$zzzz:
tu

:zaz:
a.

mur

IU

ElEEIE_||:_E _=_
r
rr m u r

_=!:E~ S EEEE?ESIs

'T~T
in e a

"

&

_____ Z C Z__Z__
t e mur ia
>*>

1|

._._

a.

r-,jt

,.

TN
.

zkzz__zz$zz:z_-zzsz:zzz:
'Mil
-U

__::_^;^Ei^r^ V"^ "' r

a -,

! _ _

_-.

l^^r^TN

zz$z E:___:!9!~Es-f
in e a
I

izzzz: :I_:izzzzlzizzsr
te mar in e

g L--*-
a
^7>i

fit

Is
' -_J

ex ulte

mus _c

Ixtemur

in

Num. C O ' e quefta difpone V ultima Cadenza di B fia al N u m . (3}, ed ecco dimoftrato, come i Maeftri, e Compofitori de'noftri tempi f-nno ufo delle Cadenze d' i n g a n n o , con le q u a l i , piu tofto che difpiacerc, recano diletto all'Udito. X qui daro fine alia prima Parte dell' Efemplare di Contrappunto , dal quale fpero che il Giovine Compofitore, fu le v e f t i ' h degli Efempj d e ' piii eccellent i Maeftri, e Compofitori de' tempi a a d a t i , potra iultr'uirfi, e impoflefFarfi dell' A r t e piu perfetta di C o n t r a p p u n t o .

III

IN-

INDICE
DEGLI

11%

A U T O R L

N I M U C C I A (Gioanni Fiorentino) Agnus B a 6. Voci della MefTa Gaudent in Ccelis Sefto Tuono pag. 129. Agnus Dei a $. della MefTa Ad Caenam Agni providi Ottavo Tuono pag. 181. C I F R A (Antonio Romano) Agnus Dei a 7. Voci della MefTa Conditor almejyderum Quarto Tuono pag. 88. C O R V O (Gio: Battifta da Como) Hcec dies Antifona a 5.

Voci pag. 224.


F A L C O N I O (Placido d'Afolo) Sanai tui: Introito a 5. Voci del Terzo Tuono pag. 57. G A B U S S O , o G A B U C I O (Giulio Cefare Bolognefe) & cut erat a 5. Voci del Salmo Dixit Dominus Primo Tuono Pag- MM 1 N A R T I (Giovanni) Nos qui vivimus Antifona a 5. Voci del Tuono Mifto pag. 208. M O R A L E S (Criftofbro Spagnuolo) Sicut erat a 6. Voci del Cantico Magnificat Secondo Tuono pag. 38. Sicut erat a 6. Voci del Cantico Magnificat Terzo Tuono pag. 63. S/Vr/ -raf a 6. Voci del Cantico Magnificat Quinto Tuono pag. n o . N. N. Hcec dies a 4. Voci pag. 221. N A V A R R O (Giovanni di "Siviglia Spagnuolo) Gloria Patri a 5. Voci del Salmo Lauda Jerufalem Settimo Tuono pag. 149. Montes exultafis a 4. Voci Verfetto del Salmo In exitu Ifrael pag 204. N I T R A M I (Gioanni) Nos qui vivimus Antifona a 4. Voci del Tuono Mifto pag. 205. OLSTANI (Matteo) Nos qui vivimus Antifona a 4. Voci del Tuono Mifto pag. 203. O R T i Z (Diego Spagnuolo) Quia felt mihl magna a 4, Voci Verfetto del Cantico Magnificat Quarto Tuono Da G g P ^ . IB'

f i'.ul M|

i$6

In.' "!",

lii 1

i . '>>.

i- * i H

III

Da PALESTRINA (Gioanni Pier-Luigi) Chori Sanclamm Virginum a 4. Voci dell' Inno di tutti li Santi del Primo Tuono pag. 5. Sit laus Deo Patrl a 5. Voci dell Inno Ave maris Stella del Primo Tuono pag. 8. Et exultavito. 5. Voci del Cantico Magnificat Primo Tuono pag. 12. Pofl fluxes camis a 4. Voci dell' Inno di S. Maria Maddalena Secondo Tuono pag. 19. Sicut locutus eft a 5. Voci del Cantico Ma* gnificat Secondo Tuono pag. 21. Quae vox quce poterit a 4. Voci dellTnno di piu Martin del Terzo Tuono pag. 47. 'Laus 6. perennis gloria a 5. Voci dell' Inno di un Martire Terzo Tuono pag. 51. Sicut locutus cjl a 5. Voci del Cantico Magnificat Terzo Tuono pag. 54. Hie ille Rex eft gen* tium a 4. Voci dell Inno della Trasfigurazione Quarto Tuono pag. 70. O ftlix Roma a 5. Voci dell'Inno de Santi Apoitoli Pietro, e Paolo Quarto Tuono pag. 75. Sicut erat a 7. Voci del Cantico Magnificat Quarto Tuono pag. 80. Legi Prophe tee gratioe a 4. Voci dell' Inno di S. Francefco d' AiTifi del Quinto Tuono pag. 97. Prxftet hoc Nati Genit or a ^. Voci dell' Inno di S. Antonio di Padova del Quinto Tuono pag. 100. Efurientes a $. Voci del Cantico Magnificat Quinto Tuono pag. 103. Gaudent in Ccelis Antifona a 4. Voci del Sefto Tuono pag. 122. Veni Sponfa Chrifti Antifona a 4. Voci del Settimo Tuono pag. 144. Sicut erat a 6. Voci del Cantico Magnificat Settimo Tuono pag. 153. Agnus Dei a 6. Voci della MeiTa Tu es Petrus Settimo Tuono pag. 158. Hojflem repellas longius a 4. Voci dell' Inno della Pentecofte Ottavo Tuono pag. 166. Beatus Laurentius Antifona a 5. Voci dell' Ottavo Tuono pag. 170. Quia fecit mini magna a 6. Voci del Cantico MagatftcatOttavb Tuono pag. 186. P A S Q U A L E (Bonifazio Bolognefe) Sicut erat a %. Voci del Salmo Beatus vir Quinto Tuono pag. 108. Sicut erat a 5. Voci del Salmo Lcetatus fum Settimo Tuono pag. 1 $ 1. Benedixit Domui Ifael a 4. Voci del Salmo In exitu Tuono Mifto pag. 206. P O N T I O (Pietro Pannigiano) Sicut erat a 5. Voci del Canu : o Magnificat Ottavo Tuono pag. 178. POR-

37

P O R T A (P. Coftanzo da Cremona Minor Conventuale) Tecum princlpium Antifona a 4. Voci del Primo Tuono pa<*. 3. Levate capita vejfra Antifona a 4 Voci del Secondo Tiiono pag. 18. Simeon juf us Antifona a 4. Voci del Terzo Tuono pag. 44. Apud Dominum Antifona a 4. Voci del Quarto Tuono pag. 68. Qui pacem ponit Antifona a 4. Voci del Quinto Tuono pag. 95. Regali ex progenie Antifona a 4. Voci del Sefto Tuono pag. 116. Cum jucun-. ditate Antifona a 4. Voci del Settimo Tuono pag. 142. Angelus autcm Domini Antifona a 4. Voci dell' Ottavo Tuono pag. 164. Hxc dies Antifona a 4. Voci pag. 217, R O T A (Andrea Bolognefe) Da pacem Domine Antifona a 6. Voei Secondo Tuono pag. 30. W I L L A E R T (Adriano di Bruges in Fiandra) Sicut erat a j\ r Voci del Salmo Laudate Dominum omnes gentes Sefto Tuono pag. 119. Simulacra gentium a 4. Voci del Salmo In exitu Ifrael pag. 211. Da V I T T O R I A (Tommafo Lodovico Spagnuolo) Skut erat a 6. Voci del Cantico Magnificat Secondo Tuono pag. 24. Ave Rtgina Ccclorum Antifona finale della B. V. Maria a 8. Voci Sefto Tuono pag. 134 Gloria Patri a 6. Voci del Cantico Magnificat Ottavo Tuono pag. 190. Z A R L I N O (Giufeppe da Chiozza Maeftro di Cappella di S. Marco in Venezia) Contrappunto a 4. Voci fopra d' un Canto fermo del Terzo Tuono pag, 45.

IN-

1 ; W

_3_ BT'if"

I N D I CE
A
Cifra

DEJ.LE GOMPOSIZIONI.
Gnus Dei a 7. Voci Quarto Tuono di Antonio A pag. 88.

R 1'>

Agnus Dei a 6. Voci Sefto Tuono di Giovanni Animuccia pag. 129. Agnus Dei a 5. Voci Ottavo Tuono pag. 181. Agnus Dei a 6. Voci Settimo Tuono di Gio: Pier - Luigi da Paleftrina pag. 158. Angelus autem Domini a 4. Voci Ottavo T u o n o del P. Coftanzo Porta pag. 164. Apud Dominum a 4. Voci Quarto Tuono del P. Coftanzo Porta pag. 68. ,Ave Regina Caelorum a 8. Voci Sefto Tuono di Tommafb Lodovico da Vittoria pag. 134.

Beatus Laurent ius a $. Voci Ottavo Tuono di Gio: Pier - Luigi da Paleftrina pag. 170. Benedicimus Domino a 4. Voci Canon ad Sub -Diapafon, O fia all' Ottava fotto, _- ad Diapafon, 0 fia all' Ottava fopra pag. 208. Benedicimus Domino a $. Voci Canon ad Sub-Diapafon Cancrizjms , feu Retrograditur: Qui poft me veniet, ante mejaclus eft pag. 208. Benedicimus Domino a 5. Voci Canon ad Sub-Diapente cum Ditono, o fia Decima maggiore fotto: Contraria Contrariis curantur pag 210. Benedicimus Domino a 5. Voci Canon ad Exacordum minus, o fia Sefta minore, & ad Sub-Ditonumy o fia Terza maggiore fotto pag. 210. Benedicimus Domino a 5. Voci Canon ad Diapente, O fia Quinta pag. 211. Benedixh Domui IJrael a $. Voci del Tuono Mifto di Bonifazio Pafquale pag. 206. Chori

c
Chori Sanclarum Virginum a 4. VociPrimo Tuono di Giovanni Pier-Luigi da Paleftrina pag. 5. Contrappunto a 4. Voci Terzo Tuono di Giufeppe Zarlino Cum jucunditate a 4. Voci Settimo Tuono del P. Coftanzo , Porta pag. 142.

D
Da pacem Domine a 6. Voci Secondo Tuono di Andrea Rota pag. 30.

E
EJurientes implevit bonis a 5. Voci Quinto Tuono di Giovanni Pier-Luigi da Paleftrina pag. 103. Et exultavit a 5. Voci Primo Tuono di Giovanni Pier-Luigi da Paleftrina pag. 12.

G
Gaudent in Ccelis a 4. Voci Sefto Tuono di Giovanni Pier-Luigi da Paleftrina pag. 122. Gloria Patri a $. Voci Settimo Tuono di Giovanni Navarro pag. 149. Gloria Patri a 6. Voci Ottavo Tuono di Tommafb Lodovico d'a Vittoria pag. 190.

H
Hcec dies a 4. Voci del P. Coftanzo Porta pag. 217. Hcec dies a 4. Voci di N. N. pag. 221. Hcec dies a 5. Voci di Gio: Battifta Corvo pag. 224. Hie ille Rex eft gentium a 4. Voci Quarto Tuono di Giovanni Pier-Luigi da Paleftrina pag. 70. Hoftem repel/as Ibngius a 4. Voci Ottavo Tuono di Giovanni Pier-Luigi da Paleftrina pag. 166.

L
Laus & perennis gloria a 5. Voci Terzo Tuono di Giovanni Pier - Luigi da Paleftrina pag. 51. Legi^ Prophetce gratiae a 4. Voci Quinto Tuono di Giovanni Pier-Luigi da Paleftrina pag. 97. Leva-

24

Levate capita vefra a 4. Voci Secondo Tuono del P. Co-. ftanzo Porta pag. 18.

M N

i 1.'.

PI

Montes exultafis a 4. Voci Tuono Mifto di Giovanni Navarro pag. 204. Nos qui vivimus a 4. Voci Tuono Mifto di Matteo Olftani pag. 203. . Nos qui vivimus a 4. Voci Tuono Mifto di Giovanni Nitrami pag 20$. . Nos qui vivimus a 5. Voci Tuono Mifto di Giovanni Minarti pas;. 208.

f fftHil ,
>}%

Ofelix Roma a 5. Voci Quarto Tuono di Giovanni PierLuigi da Paleftrina pag. 75. Poftfluxce carnis fcandala a 4. Voci Secondo Tuono di Giovanni Pier-Luigi da Paleftrina pag. 19Prcefet hoc nati genitor a 5. Voci Quinto Tuono di Giovanni Pier-Luigi da Paleftrina pag. 100. Qiiee vox quce poterit a 4. Voci Terzo Tuono di Pier-Luigi da Paleftrina pag. 47. Quia fecit rnihi magna a 4. Voci Quarto Tuono Ortiz pag. 73. Quia fecit mihi magna a 6. Voci Ottavo Tuono di Pier-Luigi da Paleftrina pag. 186. Qiti pacem ponit a 4. Voci Quinto Tuono del P. "Porta pag. 95. Giovanni di Diego . Giovanni Coftanzo

Remli ex progenie a 4. Voci Sefto Tuono del P. Coftanzo Porta pag. 116. Sancli tui Domino a 5. Voci Terzo Tuono di Placido Falconio pag. 57.
Sicut

1
_4_

Shut erat a 7. Voci Quarto Tuono di Giovanni Pier-Luigi da Paleftrina pag. 80. Sicut erat a 6. Voci Settimo Tuono di Giovanni Pier-Luigi da Paleftrina pag. 153. Sicut erat a $. Voci primo Tuono di Giulio Cefare GabufTb, o Gabucio pag. 15. Sicut erat a 6. Voci Secondo Tuono di Criftoforo Morales pag. 38. . Sicut erat a 6. Voci Terzo Tuono di Criftoforo Morales pag. 63. Sicut erat a 6. Voci Quinto Tuono di Criftoforo Morales pag. 11 o. Shut erat a 5. Voci Quinto Tuono di Bonifazio Pafquale
pag. 108.

Shut erat a 5. Voci Settimo Tuono di Bonifazio Pafquale pag. 151. Shut erat a 6. Voci Secondo Tuono di Tommafo Lodovico da Vittoria pag. 24. Shut erat a 4. Voci Sefto Tuono di Adriano Willaert pag. 119. Shut erat a 5. Voci Ottavo Tuono di Pietro Pontio pag. 1 78. Shut locuws eft a 5. Voci Secondo Tuono di.Giovanni PierLuigi da Paleftrina pag. 21. Shut lecuws eft a 5. Voci Terzo Tuono di Giovanni PierLuigi da Paleftrina pag. 54. Simeon Juf us a 4. Voci Terzo Tuono del P. Coftanzo Porta pag. 44. Smuilacra gentium a 4. Voci Tuono Mifto di Adriano Willaert pag. 211. Sit laus Deo Patri a 5. Voci Primo Tuono di Giovanni PierLuigi da Paleftrina pag. 8.

T
Tecum principium a 4. Voci Primo Tuono del P. Coftanzo Porta pag. 3.

Veni Sponfh Chnfti a 4. Voci Settimo Tuono di Giovanni Pier-Luigi da Paleftrina pag. 144.
H

IN-

242

INDICE
\}m *

DELLE

MAT E R I E .

W'\

*,

Ccidenti di b. e di R, perche per lo piu non trovanfi fegnati nelle Compofizioni antiche pag. 2. 21. abbenche non fegnati, fi praticavano nel Contrappunto per evitare alcuni Salti irregolari 21. alcuna volta fegnati per uniformarfi alia Propofta di qualche Soggetto di Fuga 183. 184. Accompagnamento di Quarta, e Sefta per fe fteiTo equivoco, tanguido, e debole 139. di Terza maggiore, e Sefta minore per fe fteffo difpiacevole 154. Accompagnamento di Quinta a due Note, che vanno di grado nella Parte Fondamentale del BafTo, quanto praticato da Compofitori de tempi andati, altrettanto sfuggito a' giorni noftri 225. La Nota Fondamentale del Tuono, la Quinta, e la Quarta del Tuono richiedono i! accompagnamento di Terza, e Quinta; le altre Note del Tuono richiedono la Sefta m luogo delSa Quinta, ragioni per le quali fi praticano tali accompagnamenti 226. eccezioni di tal legge ibid. Accordatori da Organo, e Clavicembalo operano a tentone xii. Alterazioni degl' Intervalli in che confiftano xvi. xvii. Animuccia (Giovanni) Uomo fingolare, e ftimato, non Colo per la perizia dell'Arte, ma per la morigeratezza de coftumi 129. Antica Mufica e la Bafe, e il Fondamento di tutti i Stili, e di tutte le varie forta di Mufica xxxii. Antifona Nos qui vivimus di qual Tuono fia 196. feg. eftenfione delle di lei Corde 197. viene giudicata del Secondo Tuono da alcuni 198. dell'Ottavo Tuono da altri 199.* e del Settimo Tuono da altri 200. difficolta che nafce in qyefta Antifona 201. An-

*4_

Antifona del Terzo Tuono Autentico mifto col Quarto Tuono di lui Plagale 44. Antifone, il Canto fermo delle quali viene fcritto per lo piu dal Compofitore di Mufica fu la propria Chiave 4., che fi cantano nella Solennita del Corpus Domini, perche alquanto different! dalle altre nel Canto 96. quando folTero introdotte ibid, correlazione del Canto dell'Antifona col Salmo i;o. Antifonario Ciftercienfe corretto per ordine di S. Bernardo, di qual Tuono venga giudicata X Antifona Nus qui vivimus 198. Arbitrio praticato dall' Autore della Mufica fopra T Ar.tifona Nos qui vivimus 206, Aria delf Inno Conditor alme fydz-rum, abbenche fecondo i principj della Mufica moderna dimoftri d' eifer del Tuono di CJolJa ut\ ella e pero del Quarto Tuono 92. Armonia Muficale, o Principio Armonico conofciuto in diverfo afpetto dagli Antichi, e da Moderni 92. e il mezzo primario perrnuovere gli affetti 16. Artufi (P. D. Gio: IVlaria) vedi Principio Armonico. Attacco fra due Parti fole, e la Terza Parte Contrappuntizza 18. Autorita de'primi Maeftri, che prevale alia Regola 154. Autori che giudicarono V Antifona Nos qui vivimus del Secondo Tuono 198, dell'Ottavo 199. del Settimo 200,

B
B quadro non ufato dagli Antichi per levare il b molle, ma piu tofto li fervirono del H, perche cio faceftero 7. Benevoli (Orazio) eccellente Compofitore a due, e piu Cori 138. B molle perche alle volte ufato nel Settimo, e Ottavo Tuono, abbenche tali Tuoni fiano di Terza maggiore 187.194,

Cadenza nella Settima, o Seconda Corda del Tuono, come troppo irregolare deve evitarfi 26, Cadenza Plagale in certe circoftanze necefTaria 42. ufata nella Corda di E la mi fondamentale del Terzo Tuono, per H h 2 evi-

I
t.,"Vi|

ij ' * "
ttll'^H

S44

111|<

jl

evitare il s, che necefTariamente porta Teco la Cadenza Ordinaria 53. 54. Cadenze Regolari devono farfi nel Tenore 16. aliene dal Tuono, che fi trovano alcuna volta nel Canto fermo, fono ftate sfugite da Maeftri Compofitori ti. Ordinarie, e Plagali loro differenza 18: 19. Avvertenze che deve avere il Compofitore in praticarle, fingolarmente nei Canoni alia Quinta, e alia Quarta del Tuono &c. 28. Modo di fuggirle praticato dagli Antichi 228.fg. praticato da Moderni diverfamente 230.fg. Cancri^ans, o Retrograditur, detto Enigmatico di una certa forta di Canoni, che imitano i Granchi 209. Canone, nome particolare di cui fi e fervito la Scuola Romana in luogo di Fuga legata 46. Canone, o Confeguenza per movimenti contrarj 46. Canone alia Sefta per moto contrario quanto artifiziofb, altrettanto arduo 83. per moto contrario varie di lui Specie ibid, alcuni femplicemente Contrarj, altri Roverfci 84.85.86. Canoni, la Rifpofta de' quali viene efprefTa con vocaboli paiticolari 9. aH'UnifTono, all' Ottava, alia Quinta, e alia Quarta devono ofTervare efattamente, e rigorofamente gl Intervalli 63. alia Seconda, alia Terza, alia Sefta, alia Settima, e tutti quelli al Contrario oiTervano gf Intervalli, che richiede il Tuono 64. fono di due forta fecondo il fentimento del P. Kircher 64. loro efercizio praticato da'Maeftri per il corfb di quafi tre Secoli, quanto vantaggio porti al Compofitore 190. loro diverfe iliipofte richieggono panicolari avvertimenti ibid. Arte dei Canoni quanto ricca 209. Enigmatici quali fiano 209. Cantilena in quanti modi poiTa variarfi 39. Canto degl' Inni ufato dalia Chiefa piu feftofo 47. alcuni Canti della Chiefa qual commozione eccitano hetT animo degli Uditori vii. Canto fermo, Canto figurato, quant'Arte richieggafi nel Compofitore per fapeiii unire 30. 31. non ammette alcun altro Accidente, che il b. a B fa b mi per evrtare il Tritono ibid. Abufi quando cominciarono a intiodarfi nel Can-

_4?

Canto fermo ibid. Qualita, che richiegonfi in cfTo deicritte da S. Bernardo, dal Card. Bona 31. 32. da Giovanni XXfl. Papa, e da Guido Aretino 33. Canto fermo pofto dal Compofitore nella Parte grave del BafTo, richiede l aggiungervi nel fine del Componimento una Cadenza propria, e particolare del BafTo 45. Varj modi di comporre fopra di quefto Canto praticati da' Maeftri dell' Arte 4-;. 119. venne a mancarne il gufto, e 1' ufo al nafcer deila Mufica Concertata v. Chiefa, fine che ha avuto nell1 introdurre il Canto vii. Cifra (Antonio) fuo detto per falvare due Quinte di feguito per moto retto 26. Color nero, e roffo delle Figure diminuifTe il loro valore 9. Compofitori di Mufica, quanto fia neceflario 1'efTer inftruiti nel Canto fermo vii, nel Canto figurato, e nel Suono dell' Organo, cosi pure d' altri Strumenti xix. Comporre a 3. Voci; modi praticati da Maeftri xxviii.fg. per comporre a otto Voci 134. 135. Compofizione deve incominciare cogli Accompagnamenti di Terza, e Quinta, non gia di Terza, e Sefta, o di Quarta, e Sefta 176. 177. deve terminare in Ottava, Quinta, e Terza 192. Compofta, vedi Specie Compofta, e Incompofta.
Conditor alme Jftderum di che T u o n o fia 88.

Confeguenza, vocabolo di cui alcuni Maeftri II fono lervito in luogo di Fuga 46. Confonanze perfette,deve cominciarfi con effe il Contrappunto xix. Contrappunto Diminuito, chiamato Colorato, o Florido compofto di Figure Confonanti di diverfo valore xxv. diferenza che pafia fra I uno, e 1' altro ibid, in effo polTano praticarfi an* che le Difionanze in due modi ibid Contrappunto Semplice, o di Nota contro Nota deve effer compofto di Figure d' ugual valore 704. Contrappunto doppio, 19. 20. di lui pregio, e ilia definizione 33. Riducefi a cinque Specie 34. Jeg. quanto fia utile, e neceiiario l'ufo de'Contrappunti dopP] 3 7. Contrappunto alia mente qua! fia 57. $8. Contrappunto _ _, ad

i*

u
M0

Z-_f

fff--'/^zf^f

advldendum qualfia59. eflere compofto il Contraomwn

%S&SSit%
'1*1(1

e2 SrirrL7eXv!-Te^r 'di ciafcun T u o n di C a



D

fia 38. di due Z a 97' ^ " " W

a V ci

iS? q-al

Uiatomco Genere, unico adottato dalla Chiefa per lodare fu n a t U r a e refoe mif, ' 3 ' P ^ a Canto al Genere Cromatico D, fi nel fermo ma ,0 s

nirSotur5r

Diminuzione -eg]' Intervalli i che confifta xvi. xvii


D

in

n^e o iMir d evnn Tf S Confonanze 0t>Q n l o l v e r cnn a fi ' "> fe non che ,n cafi rati e t con ajcune particolan condizioni , 4 I . ,V, poffono nnri carfi d, grado di pafiaggio, e alla^fuggta f ma n o n ^ r ' Salto xxv. po/Tono anche praticarfi con Legatura con la Sincopa xxv,. Quali condizion, richiede fa Difibnanza z a n i e g a t " ' %4 W . ^ 9 d i Prancar la D , Z a n za dud. a piu di due Voci con qual'altro IntervalloP ooflono accompagnarfi le Difionanze xxviii. E J ^ E S A L ^ I V ^ V i?' fono il piu bel pregio dell Arte di comporre di Mufica xxxii. Quali eccezioni t E T r m o T o 6 P i l 0 n 0 " farfi n d c o m P o ^ o P , a dd Can!

d Salt X nanp Zr o L r : ^ * * * Antic,, Mae ft n"Vu po0 n VOn C m p a n a r f i c o n Ie

Fal-

247

Falconio (Placido) metodo tenuto da e/To nel comporre fopra il Canto fermo dell'Introito Sancli tui Domine 57. Falfo Bordone, forta di Mufica praticata nel XVI. Secolo 204. Finali, vedi Corde Finali. Fine di qualunque Compofizione come praticato da' primi
Maeftri 159. 181.

Fogliani (Ludovico) vedi Principio Armonico. Folengo (P. D. TeofTIo) deforive il carattere delle quattro Parti cantanti della Mufica 207. Fuga, fua definizione 5 5. Si divide in Fuga Reale, del Tuono, e d^ Imitazione ibid. Efempio di Fuga Reale 3. Fuga vedi Rifpofta. Deve ridurfi a quella paftofita, e foavita, che richiede la Mufica de'noftri tempi 159. Fuga del Terzo Tuono del Paleftrina quanto pregevole 34. Fuga legata, vedi Canone. Fuga, la di cui Rifpofta diminuifce per meta il valore delle Figure della Propofta 6. Fuga per Moto contrario, varie di lei Specie 83. cio che richiedefi per comporla 204. Alcune fono femplicemente Contrarie, altre Rovefcie 84. 85. Fuga con tre Soggetti, qualit a , che richiedefi ne' Soggetti 158.

G
Gaudent in Ccells, Antifona il di cui Canto fermo, e Contrappunto fi rendono pregevoli per la fonorita della Melodia, e dell'Armonia 122. fg. Glareano (Enrico) di lui opinione intorno 1'Antifona Nos
qui vivimus 202.

Gradi, o Intervalli dell' Ottava di qualunque Tuono fono ftabili, ne poflbno mutarfi fenza mutar il Tuono \oi.feg.

H
Hcec dies Antifona folita cantarfi nella Solennita di Pafqua di qual Tuono fia 213. e verifimile, che fia ftata traf portata verfo 1'acuto 215. pud dichiararfi dei Quarto Tuono trafportato 215. 216.

I
Imitazione, fpecie di Fuga, in quanti modi fia ftata prati-

U.'T

248

}!#

If

ticata 60. Quanto fia utile al Compofitore, abbenche* d'inferior condizione 61. e compofta in parte di Figure, in parte di Sillabe-, e in parte d'Intervalli 18. Imitazione aitificiofa, e naturale 5. . Impoftura di alcuni Compofitori, che compongono a piu di quattro Voci 139. Incompofta vedi Specie Compofta. In exitu Ifael. Intonazione di quefto Salmo di qual Tuo* no fia, vedi Antifona Nos qui vivimus. Inni, le parole de' quali fono quelle ufate dalla Chiefa prima della correzione fatta dal Sommo Pontefice Urbano VIII. $. Inno del primo Tuono trafportato alia Quarta fopra ibid Inno del Vefpro di piu Martiri, di lui pregi fingolari 47. fg. Intervalli fi deono prendere fempre al di fopra, e paragonark alia Fondamentale, che e la piu grave, e la Bale xiv. 25. i Maggiori vogliono afcendere, e i Minori difcendere n o . Intervalli dell'Ottava d'ogni Tuono, vedi Gradi. In <che coiififtano gl' Interval^ xrv. Intervalli de' noftri Organi, e Clavicembali, fuori dell' Ottava, fono tutti imperfetti xii. fi dividono in Semplici, in Compofti, o Dupplicati, e in Triplicati xiv. xv. fi dividono in Maggiori, e in Minori xv. in Confonanti, e in Diffonanti; in Confonanti Perfetti , e Imperfetti xv. xvi. i Minori in Diminuiti, o Mancanti, i Maggiori in Alterati xvi. come fi convertono i Mancanti, e gli Alterati xvi. xvii. Maggiori, e Minori loro proprieta xx. Intonazioni del Settimo Tuono, e del Salmo In exitu Ifacl, fcritta nella Proprieta di B quadro acuta, quanta fomighanza abbiano fra di loro 200. dali'Ottavo Tuono, che iul principio paffa alia Quarta del Tuono 194. Introiti, modo di comporre fopra il loro Canto fermo 57. ftampati per comodo de' Cantori non capaci del Contrappunto alia mente ibid. Legature doppie, come debbaao praticarfi xxviii. nella Parte del

249

del BafTo per lo piu accompagnate, in luogo di Seconda, Quarta, e Sefta, da Seconda, e Quinta, e perche n . Legge di Natura deve prevalere alle leggi dell' Arte n o . Liberati (Antimo) di lui dottrina nel praticare due UnifToni, due Ottave, e due Quinte per moto retto 68. Licenze, vedi Eccezioni.

M
Magnificat Cantico, i di cui Verfetti venivano eftefi in lungo 22. Compofto da'Maeftri di Stile fublime 212. Mattel (Sig. Xaverio) di lui opinione intorno al Canto degli Ebrei rifiutata viii. Merfenne (P. Marino) vedi Principio Armonico. Mi contra del Ea vien proibito xxii. come incontrafi in due modi ibid. Modulazione ci prefcrive certe leggi 226. 227. Modulare alia Quarta del Tuono quanto necefTario nel comporre fopra del Canto fermo, fingolarmente del Terzo, e del Quarto Tuono 73. 74. alia Quinta, e alia Quarta devono aver luogo nel Contrappunto fopra del Canto fermo 93. 166. Morales (Criftoforo) affieme col Paleftrina, ambidue tengon metodo diverfo nel comporre fopra del Canto fermo 38. 51., perche il Morales abbia cominciato ii Terzo Tuono in A la mi re 63. Canone da effo compofto con qualche licenza, e perche 63. 64. Movimento vario delle Parti ferve di grande ornamento alio Stile fublime 221. 222. Moto, o Movimento mezzo fecondario per muover gli affetti nella Mufica 16. Mufica, qual fia il di lei fine vi. de* noftri tempi poco adattata per lodar' Iddio vii. moderna ha i fiioi Principj dalla Mufica antica xxxii. Ecclefiattica quanto abbondante di diverfita di Stili xiii. xiv. tal abbondanza richiede maggior pofTeflb degli Elementi, e delle Regole ibid. Mutazione di Tuono richiede la mutazione de' Gradi, e Intervalli conifpondenti no.
1

1 i

Nona,

250

Nona, Diffonanza, che deve efTer confiderata a parte xxvn. la legatura di Nona richiede 1' accompagnamento della Decima, o della Terza xxviii. Nota cambiata qual fia 20. Nota ferma in una Parte fuperiore al BafTo porta feco varj accompagnamenti 38. Note che danno la volta devono elTer Confonanti xxvi.

o
Organifti de tempi andati terminavano le Compofizioni di Terza minore fempre con Terza maggiore 14. quanto e necelTario, che fiano inftruiti nel Canto fermo, dovendo iervire alia Chiefa vii. avevano per Regola di accompagnare con Quinta tutte le Note del BafTo, eccettuatene quelle, che afcendevano un Semituono, le quali accompagnavano con Sefta 225. 226, che nell' accompagnaie non tengono le mani una a levante, e 1' altra a poiiente xxii. Organo, quanta difficolta porti nel comporre fopra del Canto fermo, che incomincia in alcuna Corda diverfa dalla Fondamentale del Tuono 70. 71. Ottava, Confonanza nella quale praticavano di terminare le Compofizioni piu tofto che nell' Uniilono 42. due Ottave di feguito proibite xx. come poflano praticarfi 68. 69. Ottavo Tuono, di lui qualita 163.

P
da Paleftrina (Gio: Pier-Luigi) quanto abbia purgata, e condotta alia perfezione l'^Arte del Contrappunto 0.52. diverfo metodo tenuto da eflb alcuna voita nel comporre lopra del Canto fermo n . alcune licenze da ellb preie nel comporre il Canone alia Quinta, e all' Ottava 86. 87. Parole mai proferite, vedi Vocali. Parti eftreme della Compofizione, che fono il Soprano, e il BafTo, devono eflere diilinte fopra le altre, perche ii rendono piu femibili 16. loro cambiamento vicendevolmente praticato quanto lodevole in alcune circoftanze 44. Parti di mezzo meno fenfibili, percio in efie polibno praticarfi la-

Nil*,,,.
I.JL(!_

_$_

atcune licenze xx. Nello Stile a Cappella richiedefi, che fiano unite 217., che formino ciafcuna una naturale, facile, e grata Melodia 218., che vengano qualche volta a inneftaiii fra di loro ibid, che non fiano molto diftanti f una dall altra, e che fiieno dentro i limiti del Tuono xxiii. eccezioni di quefta Regola ibid. Parte Fondamentale del BafTo procede per lo piu per Salti di Quinta, e di Quarta; al contrario delle altre Parti fuperiori, che devono procedere per lo piu di grado 207. Parti del Contrappunto, loro particolar carattere defcritto dal P. D. Teofilo Folengo ibid. PafTaggio fopra le Vocali V. I. O. oggigiorno proibito, abbenche praticato dagli Antichi 121. railaggi delle Confonanze , loro Regoie da Maeftri alTegnate in molto Numero xx. -PafTaggio di una Confonanza, ad una Confonanza perfetta deve farii per Moto contrario xxiii. pud praticarfi ancora per Moto Obliquo xxiv. Paufare le Parti quanto fia necelTario, e prudente, fingolarmente quanto e maggiore il numero delle Parti della Compofizione 27. 62. deve farfi in tal modo, che dimoftri efTer terminato il fenfo del Canto 185, avvertenza, che deve averfi nella Nora ultima avanti la paula ibid. Porta (P. Coftanzo Minor Conventuale) Soggetto da eiTo propofto efprimente il fenfo delle Parole 164. 165. quanto* fofle eccellente nel comporre fopra del Canto fermo ibid. Primo Tuono di lui qualita 2. Principio Armonico dimoftrato fotto diverfo alpetto ne* tempi pafTati dal Rami, dal Fogliani, dal Za.lino, dal P. Artufi, e a'tempi noftri dal P.Merfenne, da Monf Sauveur, da Monf Rameau, dal Tartini, e da altri 92. 93, Proprieta del Canto, quanto neceiTarie nel comporre le Fughe i<.fg. particolarmente le Fughe Reali ibid, poco, o nulla curate nelle Fughe d'Imitazione, eccettuatene la Kilpofta di vSillabe 83. Proprieta alcuna volta trafportata per confervare la Realita della Rifpofta in alcuna Fuga 179. 180. Propried mutate, o trafportate, ciie incoa* I i_ tratv

252
|lH I,

tranfi in varie Cantilene Ecclefiaftiche 196. 197. 114. Quarta in legatura accompagnata nell* ifteffo tempo dalla Terza, come pofTa praticarfi 142. viene denominata Dif fonanza per effer accompagnata dalla Quinta ibid, riconofciuta da'Teorici, da'Pratici, da'Greci, da'Latini, e da* noftri primi Maeftri per Confonanza perfetta 172. 173., perche da'Pratici dichiarata Diffonanza 172. Jeg. di lei Natura 175. 176. praticata in varj modi dal Paleftrina 177. 178. rifoluta in Quinta falfa fecondo il Zarlino xxviii. Quarta Nuda, e verfo il grave praticata dil Paleftrina 186. di fua natura deve effer coilocata verfo X acuto ibid.^ Lega* tura di Quarta fi accompagna con la Qpinta xxviii. Quarto Tuono, di lui qualid 67. quanta particolari, che contiene ildi lui Canto fermo, e quanta rifleffione debba avere il Compofitoie nel Contrappuntizzare fopra di eflb 73. Quinte per moto contiario di leguito non fono proibite 10. per Moto Ret to come pofTono fcufarfi i$: 26. falvate da una fola Semiminima 68. due Quinte, due Ottave, due Uniffoni di feguito, come poffano falvarfi 68. 69. Quinta, e Quarta, ambedue Confonanze peifette loro differenza dalla Quinta falfa, o mancante, e dalla Quarta alterata, o maggiore 107. Due Quinte di feguito, una Confonante, Xaltra falfa, cioe Diffonante, non fono proibite l i t . Quinta, e Ottava in alcune circoftanze praticate come Diffonanze 174. 175. Quinta! falfa fi accompagna con la Terza, e con ia Sefta xxviii. Quinto Tuono, di lui qualita 94. aflleme col fuo Plagale Sefto Tuono, fopra degli altri fono coerenti al Canto fermo 100. feg. Quipqftme venturus eft, ante mtfaclus eft: forta di Canone 209.

.il:J

" I "

<

R
-_' ;l *

Rameau (Monfieur) vedi Principio Armonico. Sua poca ftima del Contrappunto fopra del Canto fermo v. Rami (Bartolomeo) vedi Principio Armonico. Reginone Autore del IX. Secolo, fiia opinione intorno all'Antifona Nos qui vivimus di qual Tuono fia 198. Re-

*s_

Regole di Contrappunto , non confifte la perfezione nell* offervanza rigorofa, e fcrupolola delle Regole xxxii. quanto neceiTarie al Compofitor di Mufica xiii. fono laBafe, e il Fondamento dell' Arte xxxi. Relazioni, che fi devono fchivare xxi. Eccezioni di quefta Regola ibid.
Retrograditur, vedi Cancriwns .

Ricieri (Antonio) fingolar artificio da effo ufato nel comporre fopra del Canto fermo del Primo Tuono 71. 72. Rifpofta, e Propofta della Fuga alle volte praticata in qualfisia Corda del Tuono 3. varie Specie di Rifpofta quanto necefTarie al Compofitore 203. 204. Rifpofte Reali corrifpondenti al Canto fermo 7. Rifpofte Reali, che efcono fuori de' limiti dell' Ottava del Tuono, piu praticate dagli Antichi, che la Rifpofta del Tuono 8. oltre le Rif pofte airUniifono, ail'Ottava, alia Quinta, alia Quarta del Tuono, pofTono praticarfi anche le Rifpofte alia Seconda , Terza, Sefta, e Settima, ovvero con li loro Rovefci $. 95. ragioni perche pofTono praticarfi tali RiTpofte 96. Rif pofta alia Settima del Tuono, perche praticata 12. Licenza, o Artificio praticato nelle Rifpofte della Fuga 30. Rifpofte, le di cui Figure crefcono, o calano la meta, o il Terzo &c. del valore della Propofta 6. Rifpofta alia Quarta del Tuono, perche praticata 79. Rifpofta per moto contrario, in alcuna circoftanza neceffaria 203. Rovefcio, e Contrario in che differifcono fra di loro 84. feg. Accompagnamento di Seconda, Quarta, o Sefta, fu praticato dagli Antichi con Seconda, e Quinta, che e un Rovefcio di vera Cadenza n . Rovefci d'Armonia con quanta cautela debbano praticarfi 98. 99. Rovefciamento degl' Intervalli quaf effetto produca 167. Roveiciare la Fuga in che confifta, e in quanti modi poffa praticarfi 144. 14$. Salmi fpezzati di quante forta foffero, e come praticati dagli Antichi 15. Salmi a 8. Voci in diverfi modi COLIIpoiti 134. 135. ii3 Sal-

Ik,,

>Wy

U>

*r

*J4 Salti proibiti xx. Sauveur (Monfieur) vedi Principio Armonico. Scala difcendente del Tuono di Terza minore, come debba praticarfi 168. mutazioni che richiedono la Sefta, e la Settima 169. Scala del Tuono di Terza maggiore roverfciata ci dimoftra il Tuono di Terza minore 168. Seconda Diffonanza, come deve efTer confiderata a parte xxvii. Legatura di Seconda fi accompagna con la Quarta , o con la Quinta j o pure con la Quarta alterata, o fia maggiore xxviii. Secondo T u o n o , di lui qualita 17. Sefto T u o n o , di lui qualita 11$. Settima fi accompagna con la Terza xxviii, Settimo Tuono, di" lui qualita 141. Intonazioni del di lui Salmo loro varieta fecondo la diverfita de Riti 1^0. 152. 153. dopo r Intonazione Feftiva del primo Verfetto, come debbano ripigliarfi i feguenti Verfetti .$3. Sincopa, o Nota di contratternpo quale ufo abbia nel Contrappunto 16. Sincopa nella quale puo praticarfi la Dif fonanza xxvi. in che confilta la Sincopa ibid. Sincope doppie come debbono praticarfi xxviii. Smoriie, grazie, e vezzi, quanto improprii nel Canto fermo vii, Soggetto di Fuga, molte licenze permette per confervare la Realita delia Rifpofta 27. prefo dal Canto fermo, in quanti modi venne da' Maeftri praticato 119. Jeg. alcune licenze da'Maeftri praticate 120. fi fervirono d'un'iftefTb Soggetto per comporvi fopra il Contrappunto delle Mef le *_n varj modi 129. Soggetto di Fuga, che f\ uniforma al fenfo delle parole 164. Soprano fra le Parti del Canto, per effere la Parte piu acuta, fi rende piu fenfibile agli Uditori 5, Specie Compofta, e Incompofta quale fia 214. Stili nella Mufica fono di tre forta a imitazione dell'Arte Oratoria, Stile Jublirne. Stile medio, e Stile infimo 205. ogni uno di quefti Stili puo effer perfetto nel fuo genere ibid. Stile mifto 206. Stile fib lime a Cappella, e lu

1 Canto fermo in che confifta 217. qualid delle quali vien compofto ibid.

T
Tartini (Giufeppe), vedi Principio Armonico; Temperamento, varie di lui Specie xi. Tempo tagliato, qual' effetto produca nella Mufica n&.fg. Tenore, Parte, che deve foftenere il Tuono, e confeguentemente il Canto fermo 5. 14. 16. devecontenerfl entro i limiti del Tuono 196. Terza deve farfi fempre maggiore nella Cadenza finale, abbenche la Compofizione fia di Terza minore 24. 23. 39. Terzo Tuono, di lui qualita 43. paragonato col Tuono di E la mi Terza minore i n . Tripola, forta di Tempo, che fi rende dilettevole, e feftofo praticato dai Paleftrina 125. Tuoni del Canto fermo, ferie delle Voci di ognuno di loro 106. del Canto fermo, e del Canto figurato, qual differenza pafTi fra di loro 104. fg. quanta deftrezza richieggafi nell' unirli in Contrappunto 112. Tuono Mifto, o Irregolare* qual fia 196. fg. Tuono Plagale, e Imperfetto qual fia 197. Tuono di Terza maggiore, di lui Scala,.o fia Serie degl'Intervalli dell' Ottava 101. di Terza maggiore, e di Terza minore, ognuno di efli conduce feco gli altri Intervalli componenti 1' Ottava 107. Tuono di Terza minore di lui Scala, o Serie degl' Intervalli dell' Ottava afcendenti diverfi de'difcendenti 109. richiede la Sefta cornfpondente alia Terza ibid. St 154. 168. Tuono di Terza minore rilevafi dal Roverfciamento della Scala del Tuono di Terza maggiore 168. Tuoni Autentici, e Plagali, Corda aggiunta a ciafcuno, oltre quelle deil' Ottava 197.

Union delle Parti, che richiedefi nello Stile a Cappella 217; Uniffono come deve ufarfi 28. 29. due di feguito proibiti xx. come pofTono in qualche circoftanza praticarfi 68. 69. Vocali V. 1. O. fopra delle quali pratica vano i paffaggi

*%6

gli Antichi, oggi giorno vengono proibiti 12.. Vocah lunghe protente brevi, e le brevi proferite lunahe difetto ne' Compofitori, e ne' Cantanti, non folo Antichi, ma ancora Moderni 121. Willaert (Adriano) Maeftro del Zarlino, e del P. Porta 165. lodato dal Zarlino 212. Zarlino (Gioferfo), vedi Principio Armonico, di lui opinione mtorno 1'Antifona Nos qui vivimus 202.

Cl 3 f i

'

4
11 , 1
Hi

Vidit

ill

FR. A L O Y S I U S M A R I A MARZONI
DE VICOMERCATO
Artium, & facrae Theologiac Do6tor, totius Ordinis Minorum S. FRANCISCI Conventualium poft Seraphicum Patriarcham Minil.er Generahs LXXXIX.

U m Opus , cui titulus Efemplare di Contrappunto: a P. Joanne Baptifta Martini de Bononia Noftri ejufdem Ordinis Sacerdote compoiitum duo Ordinis noftri Theologi juflu noftro recognoverint, & in lucem edi poffe tefta.i fuer i n t i facultatem impertimur, ut Typis tradatur, fi iis ad quos attinet, ita vid.bitur. In quorum fidem _ _ _ _ _ Dat. Romae in Conventu SS. XII. Apoftolorum die 19. Martn 1 773-

Fr. Aloyfus

Maria Marstoni Minifter


-

Genemlis

Ordinis,

IM.

"Wf

O.

fr. Aloyfiut Taolucci de Somneno Secret., & AJJiJlem Getter, Qrd., #c jfrovincialis Angli*,

Vidit

U IU
N_

"VI
m, "I.

25*

Vidit D. Aurclius Caftanea Clericus Regularis S. Paulli, & in Ecclefia Metropolitana Bononiae Pcenitentiarius pro Eminentimmo , ac RevercndifTimo Domino D. V I N C E N T I O Cardinali M A L V E T I O Bononix Archiepifcopo, & S. R. I. Principe.
;

Die 14. OSiobris 1773.

[cat ac referat pro S. O. A. R. P. M. F. Carolus Antonius Schivazappi Ordinis Min. Conv. S. Theologix ProfeiTor emeritus, ac S. O. Revifor affumptus.

Uftu Rmi P. Magiftri Petri Paulli Salvatori Inquific. Gencralis S. O. Bononix legi Librum hoc titulo pra.nota.um Efemplare di Contrappunto . In eo nihil omnino offendi , quod Catholics Religioni, & bonis moribus adverfeturj imEmo, quantum quidem judicio atfequi poflum, omnibus Mufices Profefforibus ita profuturum credo, ut minime dubitem nihil cite utilius ab ipfis expetendum . Quam ob cauilam plane dignum cenfeo i qui typis mandetur.

S. Tkeol. Mag. iff Trofif ewe mus.

Error*

t%9

Errori
r*s.
Lin. xi. Anntt. (j) 3. dies in xxxi. 4. effendo quefta 11. Annot. (1) 3. di ascompagnare 11. Annot. (1) 1. Verfetto del Cant* 19. Annot. 6. Beata Vergine _4. IV. Efempio Eftmtto dal Magnificat tcrtii Tant 4 j . Confeguente, e rifptfl* del Baffo 4 - . Annot. 1. p . Caf. 66. j o . Annot. i t . ode quefta J J . p n m o Contralto J-. Annot. 73. Annot. 74 . Annot. ZMZZ

Crrezoni.

_iefin effendo queft. accompagnarle Verfetto del Cantic* Meffa della Beata VergineEJlratto dal Magnificat fecund! Ton. Confeguente , t rifptfla al Staff* T. 3. Cap. 66. onde queiU

3E
*; D# r. fa mi fa fti mi fa B , C , D , E , F , G , a , fcj;

j . C r fa fti mi [*) , F, G, a, fc., . ,d> 14- ^


A

^*__H__

z_|lSi^z|35
Trzzpja-^zp
-+-*-

77. Annor. Soprano _. Cafella

-4- -o-

B
=_h-~_r: 103. fecondo Tenore - S - ^ -

-y-H

H-

um
r... __z-baz_ ^y1
JJIL^Zt CS.ZZZ Fondamentale x. mag. J=|-3_--_-lJ_I._}__P_.C_|:_
1 4

107.

Annot.

44-

_Eg
-4 -4

ai_|=r:f^=-

109. Annot.

__4_

_-_

-y-

FoD-ainentale a. min.

-CrrcEjy

127. Tenore 1. Cafella


__-

ZAIS^ZI^ZS3ZZ^Z\Z
i 1
,

:_h.

134. Annot. - 3 5 . Annot. 135. Annot.

4. raddopiate al Compofitore 1. fuperati i . chiamato a Coro fpezzato nell'altra , 14. veruna perfezione

raddoppiate dal Compofitore feparati chiamati a Coro fpezzato ; nell' altra veruna eccezionc

_ 4 i . tra la p r i m a , e la feconda Iinea aggiungafi 163. 11. G. a \*. c. (x) i i . Le Cadenze nelle quali
--

La Corda finale del quale G fol re ut grave


G. a. -j. c. d. (1) Le Corde nelle quali (*) .__4l_?__=FP

7 - . Soprano 6. Cafc^a
_SS
1

41 1_

R
|-.

'

173. primo Tenore ~ d ~ q " ^ - q f [ :


I
.-4-

J
4

W.

4(->-

u<y.

Mi
i

JI"

.'pjl_#*

HKull
-<_.

Errori.
Lin.

Correzioni *

17-. Baffo i99> Annot.


10-.

_ _ _ _ = S ^
_8. verfo il grave 1. Immenfur. Vatic. 8. Primo Tuono della Stona

-Blzt

= =4 * -

verfo 1' acuto Immenfur. Cod. Vatic. _ Primo Tomo della Stona -fcr
j
1I

xo8. Baffo

______-_t3r-EJS??r^
3^?__5 44h

4-

-4 *r

, ^

%.

><

1!