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PROGRAMMA
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Indice Generale

1 - PREMESSA 2

2 - ECONOMIA E LAVORO 4
L’economia locale 4
La crisi attuale 4
Le strategie di sviluppo e l’innovazione 4
Il capitale umano e la formazione 5
Il credito 6
Sostegno a famiglie e imprese 6

3 - AMBIENTE E TERRITORIO 7
Territorio 7
Le infrastrutture e le nuove tecnologie 8
Ambiente 8
Rifiuti 8
Acqua 8
Verde pubblico 9
Energia 9
Aria 9

4 - SCUOLA, SPORT, GIOVANI, PARI OPPORTUNITÀ 10


Scuola: accesso alla conoscenza per tutti 10
Lo sport e le politiche sportive 11
Politiche giovanili 13
Pari Opportunità 14

5 - SICUREZZA 16

6 - WELFARE - SANITÀ 17
Sussidiarietà 18
Immigrazione 18
Ospedale Ramazzini 18
Consultorio 19
Prevenzione e promozione del benessere psico-fisico 19

7 - CENTRO STORICO - CULTURA - COMMERCIO 20


Centro storico e Turismo 20
Commercio 20
Cultura, coesione e identità davanti alla crisi 20
Lo stato della cultura e delle politiche culturali 21

8 - FUNZIONAMENTO DELL’ENTE COMUNE 23

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1 - PREMESSA
Essendo il Sindaco che insieme alla coalizione uscente ha governato questi ultimi cinque anni la città,
con entusiasmo rivendico i risultati e le realizzazioni ottenute nel mandato. Parto da questo assunto
per presentare ai cittadini il programma condiviso con le forze politiche che sostengono la mia
candidatura.
Certo, l’analisi che mi presto a svolgere parte all’interno di un clima internazionale economico non
positivo, anzi, la crisi finanziaria e reale in essere ci chiama a dare risposte adeguate alle preoccupazioni
che quotidianamente incontrano famiglie ed imprese del nostro territorio. Credo dunque sia importante
per affrontare questa crisi, che parte da una crisi finanziaria internazionale che i vari attori principalmente
interessati si muovano insieme.
In questo contesto un ruolo senz’altro da protagonista lo deve svolgere il Welfare locale, che deve
rappresentare un vero e proprio ammortizzatore sociale volto a tutelare la coesione di una comunità
e dare una sorta di copertura a quei giustificati timori che la crisi ha portato. Per svolgere al meglio
queste funzioni diventa fondamentale implementare e valorizzare ulteriormente la rete sociale che
caratterizza positivamente il nostro territorio tanto nella programmazione quanto nella gestione dei
servizi.
Nella nostra realtà locale così come nel resto del Paese, il divario tra povertà e ricchezza si è ulteriormente
ampliato, e oggi tante famiglie faticano ad arrivare alla terza settimana del mese. Questa difficoltà è
sentita ancor più tra le giovani coppie, nelle famiglie con figli e negli anziani soli.
Questa realtà di difficoltà vissuta la colgo quotidianamente negli incontri con i cittadini, problemi come
il lavoro e la casa, l’incertezza sul futuro proprio e dei figli ci deve fare riflettere per ricercare risposte
sempre più mirate ed all’altezza delle sfide in atto che non sono solo della nostra città ma dell’intera
Italia e che generano timori.
Un cittadino che ha paura, è un cittadino che si chiude in casa, non dialoga; una comunità di non
dialoganti non ha coesione sociale, non è una comunità. E’ nostro preciso dovere continuare a
promuovere politiche che diano opportunità ad ogni cittadino affinché ogni individuo possa sentirsi
parte della città contribuendo al rafforzamento del capitale sociale della comunità ed al contempo
rafforzando la coesione e la qualità della vita della città.
Le politiche che questa amministrazione ha voluto mettere in campo ad esempio, nell’ambito della
sicurezza hanno camminato su due binari paralleli. L’uno ponendo le basi per una forte sinergia tra
le forze dell’ordine presenti sul territorio anche avvalendosi di nuove tecnologie come ad esempio la
video sorveglianza, l’altra proseguendo ed incrementando i controlli sul territorio e i rapporti di positiva
collaborazione con i volontari della protezione civile che in modo organizzato e condiviso già oggi
prestano il loro servizio alla comunità. Parallelamente abbiamo agito sui luoghi della città, intervenendo
sull’arredo urbano e incrementando gli appuntamenti culturali e sportivi richiamando cittadini, anche
dai territori circostanti creando così forti momenti di aggregazione sociale proprio nei luoghi che
rappresentano maggiormente la nostra identità. L’obiettivo che ci poniamo è quello di continuare su
queste direttrici, alzando ulteriormente il livello di attenzione sui temi importanti che ci derivano da
un cambiamento radicale della vita nella nostra città e nel nostro paese. Tematiche fondamentali ed
ineludibili come integrazione, convivenza, solidarietà, sicurezza, lavoro ed economia sono elementi
imprescindibili per una società moderna che vuole mantenere e migliorare l’elevata qualità della vita
già presente. Il tutto tenendo ferma la regola che per rivendicare giusti diritti ogni cittadino deve
rispettare i doveri e le regole che la comunità si è data così come la parte politica deve rivendicare
che ogni livello istituzionale compia ogni sforzo possibile per ciò che gli compete.
Modernità non deve essere letta in contrapposizione a tradizione, anzi penso sia di fondamentale
importanza lavorare su una valorizzazione anche gelosa della propria storia ma con lo sguardo rivolto
al futuro e con tutti gli strumenti che un mondo globalizzato ci ha permesso di scoprire.
Agire ad escludendum significherebbe impoverire e chiudere le nostre comunità portandole ad un
inarrestabile declino.
Carpi per numero di abitanti ha raggiunto ormai una dimensione superiore a tante province italiane,
è, una “provincia non provincia” e come tale è fortemente cambiata nel tempo, sono cambiati i bisogni,
le attese dei cittadini.
Amministrare una realtà di tali dimensioni in piena trasformazione non è semplice, la sfida che
rilanciamo come coalizione con questo programma di legislatura ha come punto focale la modernità
e lo sviluppo, ma attenzione bene, obiettivi da raggiungere insieme, uniti.
Coniugare sviluppo, innovazione, qualità e universalità delle risposte, a fronte di maggiori richieste
di intervento in campo socio assistenziale o nella formazione non è semplice, soprattutto perché credo
che le questioni siano complementari tra loro, nel senso che la crescita anche economica, il benessere,
non possa essere slegata dalla giustizia sociale, dalla qualità della vita di una comunità. Infatti una
crescita economica senza diritti, opportunità e regole rimane fine a se stessa e non rappresenta un
beneficio per tutta la comunità.
Carpi è una realtà ricca sul versante dell’associazionismo e del volontariato, laico e cattolico a carattere
sportivo, sociale, ambientale, culturale; così come è vivo il tessuto associativo sindacale, industriale

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e commerciale. Ed è grazie a questa concertazione che abbiamo potuto mantenere le eccellenze
raggiunte ed investire sullo sviluppo culturale e turistico della città.
Gli investimenti eseguiti nel centro storico non si devono intendere solo come un recupero architettonico
degli edifici, ma debbono rappresentare un volano anche per l’economia del nostro distretto ed i risultati
registrati sino ad ora hanno ampliamente promosso queste scelte.
Non solo è cambiata la percezione dei luoghi identitari dei cittadini carpigiani ma si è allargato e
rafforzato allo stesso tempo il ruolo del centro storico diventato ora motivo di attrazione anche per
cittadini provenienti da zone diverse del paese ed anche dall’estero. Altro aspetto positivo conseguente
a questo lavoro svolto è la maggiore appetibilità che la nostra città offre a quelle imprese che intendono
insediarsi al di fuori di centri urbani degradati e congestionati in virtù del fatto che oltre alla qualità
del lavoro molto spesso si pensa anche alla qualità di ciò che fa da corollario all’impresa.
Avere servizi culturali all’avanguardia, scuole di qualità in cui poter portare i propri figli, servizi sociali
e sanitari che rispondono nel momento del bisogno, buona qualità ambientale e dei servizi correlati,
la possibilità di svolgere pratiche sportive e tanto altro ancora sono patrimoni incontrovertibili di una
comunità e ne determinano il risultato positivo nel futuro.
In questo contesto lavorare in modo sinergico con altre realtà comunali significa dare ulteriori opportunità
in termini di servizi a cittadini e imprese.
L’Unione dei Comuni già consolidata per la Polizia Locale e per l’istruzione rappresenta una vera e
propria occasione di progetto di riforma dei nostri Enti Locali che va continuata e rafforzata attraverso
il conferimento di altre funzioni. Già oggi si è aperta la strada per una maggiore collaborazione che
ha portato sinergie molto significative su tanti progetti che riguardano le politiche dei quattro comuni
nel suo complesso. L’impegno sarà di portare nella prossima legislatura i servizi sociali all’interno delle
politiche dell’Unione dei comuni e verificare ulteriori servizi da conferire per continuare questa positiva
esperienza.
Non affrontare con gradualità questi importanti e delicati passaggi, vorrebbe dire compromettere ciò
che è stato costruito sino ad ora mettendo la parola fine a questo importante progetto. Di pari passo
dobbiamo mantenere ed ampliare i nostri rapporti ed il nostro peso nelle relazioni con altri enti locali
anche al di fuori della Provincia di Modena. La qualità della vita per una comunità si traduce anche
nelle politiche adottate per la tutela, rispetto e promozione dell’ambiente. E in questo ambito la scelta
compiuta di inserire nei regolamenti edilizi del piano regolatore norme che incentivano politiche volte
alla bioedilizia ed al risparmio energetico fatte negli scorsi anni, così come investire su trasporto
pubblico, sulle piste ciclabili e sulle rotonde in sostituzione agli impianti semaforici, nonché sulle aree
verdi pubbliche dà il senso dell’impegno dell’Amministrazione. Se poi uniamo a questi provvedimenti
la particolare attenzione al tema dei rifiuti e alle politiche tese al recupero ed al riuso degli stessi, non
possiamo che confermare questo impegno. Sempre sul tema dei servizi, si conferma il forte impegno
nel sociale, inteso come diritto per ogni cittadino. Servizi alla persona che devono potersi avvalere
di preziose collaborazioni con il privato sociale attraverso l’importante forma della sussidiarietà. In
tema di diritti poi, rimane fondamentale il diritto alla formazione scolastica che per noi rappresenta il
miglior veicolo verso politiche di integrazione e di crescita della comunità. Questi ultimi due elementi,
sociale e formazione, sono colonne portanti su cui una società che si ritiene attenta ad uno sviluppo
sostenibile ed inclusivo non può esimersi dal perseguire. Il fatto di aiutare chi si trova in situazioni di
difficoltà e di mettere in essere strumenti e politiche in grado di creare pari opportunità di partenza
per ciascuno denotano il livello di civiltà di una società nella quale noi ci riconosciamo.

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2 - ECONOMIA E LAVORO
L’economia locale
Carpi proviene da una lunga tradizione manifatturiera legata all’industria tessile abbigliamento - il
settore ancora oggi principale - e alla meccanica. Le trasformazioni avvenute nel tessuto produttivo
locale sono state rilevanti, attraverso varie fasi e processi di ristrutturazione e di adattamento all’evoluzione
del contesto competitivo.
L’economia locale, data la specializzazione nel tessile abbigliamento, è stata fra le più esposte ai
fenomeni di delocalizzazione delle produzioni in paesi a basso costo e alla concorrenza dei prodotti
provenienti da queste aree. Da sempre il dibattito sulle prospettive di questo settore, non solo a livello
locale ma anche nazionale, si è avvitato intorno all’idea che il tessile abbigliamento - considerato,
erroneamente, un “settore maturo, a bassa tecnologia e a basso know how” - dovesse essere
progressivamente abbandonato dai paesi industrializzati. Salvo poi sottolineare il forte contributo che
esso continua a dare alle nostre esportazioni e l’importanza e valore del “Made in Italy” sui mercati
internazionali.
Tenendo conto dei cambiamenti avvenuti a livello mondiale e dell’accelerazione, negli ultimi anni,
del processo di globalizzazione, si può considerare straordinario che Carpi abbia ancora un’industria
dell’abbigliamento, seppure molto ridimensionata. A livello nazionale, Carpi è ancora oggi la seconda
città tessile, dopo Prato, per numero di occupati. La permanenza di questo settore nell’economia locale
è da attribuire a due aspetti. Da un lato, la capacità di una nuova generazione di imprese (di piccole
e medie dimensioni) di innovare il prodotto e investire nel marchio, nella comunicazione, nelle reti
distributive, nell’internazionalizzazione commerciale, e in parte in quella produttiva; dall’altro, la
creatività e le competenze diffuse nel sistema produttivo locale, in imprese e soggetti fra loro
complementari che attraverso un intenso lavoro di squadra sono capaci di generare innovazioni (stilisti,
designer, grafici, progettisti di campionario, produttori di tessuti, tessiture di maglieria, ricamifici, ecc.).
L’affermazione di imprese di successo è avvenuta, in questi anni, anche in altri settori industriali, fra i
quali la meccanica vanta numerosi esempi, a fianco del settore degli imballaggi, cartotecnica, ecc.
Così tra i servizi si annoverano qualificati servizi di informatica, logistica, design, ecc.. Nel corso del
tempo, l’economia locale si è quindi diversificata, arricchendosi di nuove competenze e punti di
eccellenza. Il sistema locale è diventato più complesso, più aperto verso l’esterno e caratterizzato dalla
presenza di imprese leader in diversi segmenti e nicchie di mercato. Da questa struttura economica,
fondata su una base manifatturiera importante e un sistema di servizi dedicati, si deve partire per
ragionare sui problemi e le prospettive future. Sarebbe velleitario pensare di mettere da parte l’esistente
per immaginare un’economia “ideale” non ancorata ai saperi e alle competenze presenti nel territorio.

La crisi attuale
Segnali di difficoltà si percepivano fin dallo scorso anno, si prevedevano per gli anni 2008 e 2009 ritmi
di crescita ridotti, ma una recessione come questa nessuno l’avrebbe immaginata. E’ globale, ha
coinvolto dapprima il sistema finanziario e bancario americano, al quale tranne qualche eccezione,
sono state date enormi garanzie pubbliche di sostegno, ma la crisi ha ormai travolto l’economia reale.
E’ doveroso per la politica, la finanza e l’economia ‘riscrivere tutte le agende e con esse adottare nuove
regole ’. Qualche Paese ha preso provvedimenti rapidi e tempestivi, impiegando notevoli risorse, le
Banche centrali hanno immesso liquidità per salvare il sistema del credito, in modo tale da sostenere
anche le imprese. L’Unione Europea si è mossa bene nelle prime settimane, ma ha lasciato che prevalesse
la logica nazionale e non ha sempre coordinato gli interventi dei singoli stati. Il Governo italiano non
ha dato l’impressione di avere un ruolo forte e decisivo nella definizione di indispensabili politiche
europee. Tutte le analisi concordano sulla gravità e la dimensione della crisi. Anche il nostro territorio
ovviamente registra pesanti difficoltà. Molte imprese hanno bloccato l’attività, mancano commesse per
i prossimi mesi, cresce la richiesta di cassa integrazione. Si prevede un 2009 davvero complicato. E
non soffre solo il settore moda, che paradossalmente è forse più abituato ad affrontare fasi cicliche di
difficoltà; ci sono grossi problemi nel comparto meccanico, nell’edilizia, nel resto del manifatturiero
ed anche il commercio segnala la cessazione di molte attività. Occorrono da subito interventi straordinari
per il sostegno alle imprese e al reddito delle famiglie. Dovranno essere per tutti, adattabili anche a
realtà di piccole imprese e di lavoratori autonomi come le nostre. E’ necessaria una azione concertata
dei territori distrettuali affinché siano concretizzati interventi. Carpi sta agendo e dovrà continuare in
modo sempre più deciso ad agire insieme alla rete dei distretti tessili, in particolare, come Prato, Biella,
Schio.

Le strategie di sviluppo e l’innovazione


L’attuale fase recessiva pone, purtroppo, seri problemi di tenuta del sistema economico locale, mettendo
a nudo nodi strutturali e di prospettiva già noti in precedenza. E’ ormai nei fatti che il settore delle
costruzioni abbia esaurito la fase di crescita, dopo anni di intensa attività. Nel manifatturiero, il processo
di selezione delle imprese, pur essendo molto avanzato, già prima di questa crisi, non si poteva
considerare concluso (in tutti i settori, compresa la meccanica).

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La selezione delle imprese sarà quindi significativamente accelerata dall’attuale fase recessiva e agirà
in maniera differenziata sulle imprese dei diversi stadi della filiera, coinvolgendo sia imprese che
operano in subfornitura, sia quelle che realizzano prodotti propri. Anche all’interno di questi due tipi
d’impresa le prospettive saranno molto diverse in relazione al prodotto o alla lavorazione realizzata.
Vi sono parti della filiera che subiscono più direttamente la concorrenza di produttori a basso costo
localizzati in paesi esteri oppure immigrati a livello locale, mentre altre produzioni di piccole serie,
elevato valore aggiunto e intensità di know how, o fasi della filiera a maggiore intensità di capitale o
di competenze, sono meno esposte alla concorrenza di prezzo e capaci di competere sulla qualità e
l’innovazione.
Il processo di ridimensionamento del manifatturiero già avvenuto a Carpi rischia quindi di accelerare,
determinando significative difficoltà per i lavoratori coinvolti, soprattutto quelli a bassa qualificazione.
L’obiettivo che ci si deve porre esplicitamente è la creazione di reali posti di lavoro di “qualità”,
all’interno di un contesto di crescita sostenibile, con particolare attenzione ai giovani e alle donne.
Le difficoltà dell’industria dell’abbigliamento colpiranno in particolare l’occupazione femminile, sarà
quindi importante attivare politiche orientate al mantenimento del tasso di occupazione delle donne.
I due cardini dello sviluppo locale, rappresentati, da un lato, dai lavoratori e, dall’altro, dalle filiere
di piccole e medie imprese, devono essere al centro delle politiche di intervento. Sostenendo gli uni
e gli altri nel miglioramento della capacità creativa, di innovazione e di iniziativa. L’approccio che si
propone è di partire dalla valorizzazione delle specializzazioni e delle eccellenze che sono presenti
nell’economia locale per promuovere processi di innovazione e di generazione di nuove traiettorie
di sviluppo che arricchiscano il sistema produttivo locale, ampliandone la differenziazione interna.
In termini di politiche, si propone di favorire il rafforzamento delle imprese più competitive, il
riposizionamento di una parte delle imprese su segmenti di mercato a maggiore valore aggiunto e su
nuovi mercati di sbocco (anche attraverso forme di aggregazione fra imprese), l’attrazione e il sostegno
allo start up di imprese, ad elevato contenuto di conoscenza, sia nel manifatturiero sia nei servizi. A
questo scopo, si ritiene importante creare un incubatore per le imprese, con servizi di supporto, e spazi
a prezzi calmierati, che favorisca la nascita di nuove iniziative imprenditoriali, attraendo persone e
idee anche da altri territori.
Sul comparto agroalimentare del nostro territorio,anch’esso in forte difficoltà bisogna rilanciare la
multifunzionalità dell’agricoltura e delle sue imprese. Questa è la condizione necessaria nel processo
di sviluppo delle aree rurali e per la crescita sul territorio delle imprese agricole. Per fare ciò nell’area
dei comuni delle Terre d’argine, proponiamo:

• presenza dei consorzi del lambrusco di Sorbara e S. Croce, che valorizzino qualità e quantità di
produzione, insieme ad iniziative che coinvolgano il settore;
• valorizzazione di produzioni quali ad esempio, frutta, parmigiano reggiano e produzioni estive di
meloni, cocomeri e riso, caratteristiche del nostro tessuto cooperativo e associativo;
• uniformare le normative urbanistiche in agricoltura nell’Unione delle Terre d’argine, con gli strumenti
della politica del territorio (il piano territoriale e i piani urbanistici) sulla base del piano provinciale;
• continuare ad essere presenti su fiere e manifestazioni come “Carpi a tavola”, le vie delle cento
città del vino, il mercato contadino;
• governo della viabilità e dell’espansione urbanistica per non creare turbamento del paesaggio
agricolo;
• da subito, dare corso alle applicazioni delle decisioni della Comunità Europea sul consumo della
frutta nelle scuole.

Il capitale umano e la formazione


Le prospettive di una comunità dipendono dal capitale umano. L’investimento nella formazione assume
un ruolo fondamentale per preparare i giovani ad un contesto in continuo e rapido mutamento e per
formare il cosiddetto “capitale umano produttivo”. La leva della formazione può inoltre consentire alle
persone di non rimanere intrappolate in lavori precari e sottopagati, e rappresentare quindi uno strumento
di crescita professionale e di riposizionamento del lavoratore all’interno del mercato del lavoro. Molte
imprese non riusciranno a superare la crisi e questo porrà il problema del ricollocamento del personale
ancora in età lavorativa ma uscito dal circuito produttivo.
Il sistema formativo viene così chiamato a rispondere a una duplice domanda di competenze, quella
proveniente dal sistema produttivo e quella espressa dal singolo lavoratore che vuole migliorare il
proprio sapere.
La formazione delle competenze rappresenta uno degli strumenti chiave per sostenere lo sviluppo di
una comunità. La scuola, l’università, il sistema della formazione necessiterebbero di una maggiore
integrazione e un maggiore coordinamento, per identificare le priorità e i percorsi che assumono una
valenza strategica per la comunità locale.
Mettere il sapere e l’educazione al primo posto significa, concretamente, spostare energie e risorse
sulla valorizzazione degli enti formativi di qualsiasi grado e livello facendo incontrare, non episodicamente,
scuole e aziende, attraverso sistemi istituzionalizzati, valorizzando al meglio la presenza delle università.

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Più in generale, si pone il problema del miglioramento e della valorizzazione della formazione tecnica,
realizzata nelle scuole superiori, che rappresenta un aspetto decisivo per le prospettive di importanti
settori dell’economia non solo locale (meccanica, informatica, elettronica, ecc.). In questa direzione,
si muove il progetto regionale dei “Poli Tecnici” che, tuttavia, richiederebbe una discussione approfondita,
a livello locale, per le implicazioni e le ricadute che potrebbe avere sul territorio. La strada intrapresa
dalla Regione tende a colmare una lacuna nell’ambito della formazione tecnica superiore non
universitaria, ma occorre interrogarsi sull’”appeal” di percorsi che rischiano di costituire un canale
parallelo, per quanto qualificato, rispetto all’università.
Carpi si caratterizza per l’elevata creatività e la presenza di competenze diffuse in migliaia di piccole
e medie imprese che lavorano in rete e in collaborazione fra loro. Il rafforzamento delle capacità di
innovazione e delle competenze necessarie per competere in un’economia sempre più aperta sul fronte
internazionale, richiede uno sforzo congiunto di tutti gli attori del sistema e la convergenza su alcuni
progetti strategici per l’economia locale. In questa direzione, il progetto di un intervento misto
pubblico/privato per l’alta formazione nel tessile abbigliamento promosso dalla Fondazione Cassa di
Risparmio insieme all’Amministrazione comunale, può rappresentare un’occasione importante per
consolidare e integrare attività formative fondamentali, offrendo nuove opportunità ai giovani, ai quali
sarà chiesta maggiore flessibilità e competenza. Non solo investiamo in conoscenza, ma aiuteremo
così le nostre aziende, con le quali fare sistema, ad essere più competitive.

Il credito
Il credito ha spesso identificato la nostra zona come territorio di raccolta. Lo dimostrano le continue
aperture di sportelli in ogni angolo della città, ma il sistema bancario oggi non può più fermarsi al solo
senso di raccolta, ma è tempo che percorra anche l'altro senso, quello dell’aperture di nuove linee di
credito, nell’ottica di favorire lo sviluppo d’impresa che la crisi sta frenando.
In questa fase recessiva, sarebbe un grosso errore abbandonare le micro imprese (quelle fino ai 10
addetti) che operano e producono reddito nel nostro territorio; occorre invece avere un occhio di
riguardo nei confronti di questa imprenditorialità diffusa, pensando a un sostegno finanziario attraverso
un eventuale fondo di garanzia ad esse destinato coinvolgendo tutti i soggetti presenti sul territorio.
Anche il sostegno dei consorzi fidi e delle cooperative di garanzia, rappresenta uno strumento importante,
così come il ‘micro credito’.

Sostegno a famiglie e imprese


Ricreare lo spazio perché le generazioni future possano vivere nel nostro territorio con la giusta spesa
per la casa è un obiettivo fondamentale. Occorrono case a prezzi calmierati . Questo tipo di abitazione
produce comunque reddito a chi vi investe. Diverse Fondazioni hanno già dato contributi e il reddito
ricavato è eticamente corretto, lontano dalle speculazioni.
L’housing sociale non sostituisce l’edilizia residenziale pubblica, si affianca favorendo l’incontro tra
domanda e offerta, offrendo servizi, sviluppando azioni e strumenti con connotazione sociale, rivolti
a chi non riesce a soddisfare sul mercato il proprio bisogno abitativo, per ragioni economiche o per
l’assenza di un’offerta adeguata.
E’ lo Stato in modo particolare che deve trovare maggiori risorse per il sistema economico. Gli strumenti
devono riguardare l’accesso al credito, la richiesta di liquidità, attraverso la detassazione degli utili
reinvestiti, il contributo ai consorzi fidi e alle cooperative di garanzia, velocizzando i tempi di pagamento
della PA per crediti fiscali. Fin anche al congelamento del debito a breve, come richiesto dal Sistema
Moda, una boccata d'ossigeno soprattutto per le piccole aziende per le quali anche minimi volumi
possono essere preziosi. E’ fondamentale il coinvolgimento delle Camere di Commercio e delle
Fondazioni bancarie, che hanno risorse da mettere in campo per costituire fondi di sostegno alle
imprese e alle famiglie con la modalità del già ricordato ‘micro credito’.
Servono misure ad hoc anche per i distretti, non pensate solo per la grande impresa; l’incentivo alla
‘rottamazione’ potrebbe essere una modalità da allargare a settori come quello della moda. Le famiglie
soffrono molto sul fronte del reddito, si intervenga sui mutui per la prima casa ormai troppo onerosi
e a rischio insolvenza. Servono azioni di sostegno a tutti i redditi, a partire dai lavoratori precari e di
piccole imprese, che non sono tutelati dal cassa integrazione o da indennità adeguate di mobilità e
disoccupazione.

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3 - AMBIENTE E TERRITORIO
Territorio
Nella legislatura che si è conclusa si è gestito il PRG cercando di valorizzare gli obiettivi tesi al rilancio
e alla crescita della città e a introdurre elementi di più alta sostenibilità ambientale .
Dopo tre anni di forte sviluppo dell’attività edilizia (2004-2006) dovuta al trend nazionale e alla
domanda accumulata in città, si è registrato un calo fisiologico che la crisi economica e finanziaria
sta accentuando ulteriormente.
E’ perciò necessario una costante attenzione alla qualità della pianificazione, delle urbanizzazioni e
del costruito, che, in un mercato in forte flessione può rappresentare un vantaggio competitivo e nel
contempo determinare una maggiore qualità del territorio.
Si tratta perciò di perseverare sulla strada di uno sviluppo sostenibile, con uno stretto legame fra strategie
di sviluppo e pianificazione.
Vanno gradualmente rafforzati i processi di pianificazione e coordinamento delle politiche a livello
sovracomunale per rafforzare il ruolo dell’Unione Terre d’Argine e in coerenza con gli obiettivi di
governance di area vasta del nuovo PTCP.
A questo fine, pur in presenza di piani regolatori diversi e relative normative, è opportuno ragionare
sulla definizione di un vero e proprio ufficio di piano intercomunale, pensando anche a dedicare,
riordinando se necessario, funzioni e competenze specifiche. Questo per una gestione coordinata
delle politiche nel quadro del nuovo PTCP che segna l’avvio di una nuova fase di pianificazione
ponendo un limite massimo (5%) dell’espansione residenziale, al consumo di territorio e incentivando
la pianificazione integrata o di area vasta.
Il nuovo PTCP a cui tutti i nuovi strumenti urbanistici dovranno adeguarsi può e deve rappresentare
un quadro di riferimento per un maggior coordinamento e integrazione delle politiche di pianificazione
Territoriale dei comuni dell’Unione.
In particolare per quanto riguarda Carpi, occorre, nella prossima legislatura, attuare il cosiddetto
“spacchettamento”, suddividendo il PRG in piano strutturale e piano operativo per adeguarlo alla
legislazione urbanistica regionale.
Sarà questa l’occasione, pur nella invarianza del piano e delle sue scelte fondamentali come prescrive
la legge, per compiere una valutazione del suo stato di attuazione e apportare precisazioni, parziali
modifiche, correzioni che l’esperienza può suggerire al fine di rendere sempre più realizzabili i suoi
obbiettivi di fondo.
Va rinnovata la commissione per la qualità architettonica e del paesaggio verificando la possibilità di
costituirla in modo associato con gli altri comuni.
Occorre individuare ulteriori funzioni che accrescano l’uso polifunzionale del centro storico, fare
decollare il PRU della stazione che può riconnettere la parte est della ferrovia con il centro e prestare
attenzione alle dinamiche di insediamento sociale. L’azione amministrativa è stata sempre attenta alla
qualità dell’abitare e della città.
La diffusione dei servizi, i centri sociali, la presenza del volontariato, di centri sportivi, di spazi a verde
hanno creato luoghi di relazione, aggregazione che sono un capitale sociale che va difeso e qualificato.
Anche sulla residenza occorre una sempre maggiore attenzione alla qualità delle tipologie abitative
ed architettoniche.
Bioarchitettura, risparmio energetico e idrico, fonti rinnovabili che sono state inserite nel nuovo
regolamento edilizio vanno ulteriormente incrementati anche studiando nuove forme di incentivazione.
E’ opportuno studiare programmi di rigenerazione urbane rivolti al patrimonio edilizio degli anni ’50,
’60, ’70 e verificando la possibilità di sperimentare le STU ( società di trasformazione urbana)
Con la perequazione il PRG ha portato rilevanti benefici sociali in termini di nuove aree verdi, aree
destinate a servizi e ad edilizia economico-popolare. Sono oltre 500 gli appartamenti edificabili per
ERP su aree acquisite gratuitamente dal comune con le nuove urbanizzazioni.
Si potranno costruire case in edilizia convenzionata con affitto concordato, e sovvenzionata se non
si continuerà a tagliare risorse ai comuni lavorando inoltre per sensibilizzare la Fondazione Cassa di
Risparmio per sostenere il fondo per l’affitto a sostegno delle nuove situazioni di disagio createsi con
la situazione economica attuale del territorio.
Per quanto riguarda le aree destinate ad attività produttive e commerciali dopo la nascita del centro
commerciale, e i buoni segnali di decollo della zona di fronte all’autostrada occorre, come fatto con
le ultime delibere, promuovere soluzioni urbanistiche che superino gli ostacoli frapposti da alcune
proprietà che impediscono il decollo di aree importanti per lo sviluppo economico della città.
All'esaurirsi, nei prossimi due anni delle aree PIP o convenzionate che hanno garantito la messa sul
mercato di aree produttive a prezzi calmierati, occorrerà ricercare soluzioni con eventuali convenzioni
con il privato ( in coerenza con quanto già sperimentato nell'assegnazione delle aree) per offrire anche
nel futuro tale opportunità al sistema delle imprese. In questo quadro si potrà verificare la possibilità
di coniugare contemporaneamente l'acquisizione di aree pubbliche per la realizzazione di importanti
opere viabili come ad esempio via dell’Industria con altre per ampie zone di verde pubblico e boschive
ai margini dell'edificato.

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Già oggi siamo arrivati ad una prima proposta di Piano Urbano del Traffico con relativa gerarchizzazione
delle strade che ci consentirà di valutare ulteriori scelte da mettere in campo sul tema della viabilità
come ad esempio la verifica della fattibilità del sottopasso alla ferrovia di via Roosevelt ed il proseguimento
degli investimenti sulle piste ciclabili, compresa la realizzazione del sottopasso ciclo/pedonale che
colleghi via Peruzzi al P.le piscine.
Importante nel prossimo futuro è estendere la rete di ciclabili, già oggi eccellenza della nostra città,
pensando a collegamenti tra le frazioni e la città utilizzando anche tratti di strada esistenti che portino
ad esempio nel caso di Cortile, a collegare la città con la ciclabile sull’argine del secchia già oggi molto
utilizzata.

Le infrastrutture e le nuove tecnologie


Di estrema importanza saranno gli interventi a favore di tutte le infrastrutture, sia leggere che pesanti,
volte a facilitare lo sviluppo della mobilità. Le infrastrutture viarie e ferroviarie devono continuare la
recente opera di ammodernamento e consistenza. Rispetto al collegamento viario Carpi Modena, siamo
convinti che la soluzione individuata nel Piano Strutturale Comunale di Campogalliano possa alleggerire
il carico veicolare sulla Statale in quanto se venisse realizzato, sposterebbe 2800 autoveicoli/ora sulla
nuova direttrice ricavata dall’intervento della TAV che si collegherebbe direttamente sulle tangenziali
di Modena. Sul collegamento ferroviario con Modena si deve agire in maniera incisiva con le Ferrovie
Emilia Romagna affinché si incrementino le corse con il capoluogo, non è accettabile la situazione
che tale linea sta vivendo per l’incoerenza e i disservizi di Trenitalia. Solo dopo avere assunto questi
impegni si potrà pensare al collegamento con Reggio Emilia, sede della fermata di media pianura
dell’alta velocità, di cui si è dato il via ad uno studio di fattibilità. Alta velocità che impatterà in modo
positivo in questa direzione, favorendo notevolmente la mobilità delle persone anche del nostro distretto.
Le tecnologie digitali sono ancora sotto utilizzate nell’intera catena del valore e nelle reti d’impresa.
E’ notevole il divario tra le nostre imprese e quelle dei paesi concorrenti e purtroppo questo divario
aumenta di anno in anno. Occorre sostenere gli investimenti in questa direzione per migliorare la
competitività del sistema di imprese e del nostro territorio. Esistono, inoltre, interessanti opportunità,
creatrici di reddito e posti di lavoro, nel campo delle nuove tecnologie per il risparmio energetico e
anche in questa direzione andrebbero sostenuti progetti e iniziative imprenditoriali.

Ambiente
In questo momento di crisi come quello attuale la sfida ambientale è la vera opportunità da cogliere
per rilanciare l’economia italiana.
La gestione delle risorse naturali è una delle questioni fondamentali che dobbiamo affrontare nella
politica e nella vita di ogni giorno; dobbiamo saperci misurare con sensibilità, aspettative, diritti e
doveri correlati all’uso dei beni comuni e con i limiti delle risorse naturali. Occorre parlare di rifiuti,
e la riduzione dei rifiuti deve diventare l’obiettivo primario dei processi produttivi; di qualità dell’aria
con l’elaborazione di strategie di area vasta; di acqua, promuovendo un uso razionale delle risorse
idriche fondato sul risparmio e sulla lotta agli sprechi; di energia, perché modificare il sistema energetico
attuale, senza precludere prospettive di sviluppo, è uno dei compiti più importanti che ci attendono
a tutti i livelli. Dobbiamo occuparci di biodiversità con un’incisiva azione di conservazione e
valorizzazione culturale delle nostre aree protette e di tutti gli ecosistemi ancora integri, adottando
sistemi di contabilità e bilanci ambientali, mettere i cittadini in condizione di valutare oggettivamente
i singoli problemi e il contesto di insieme, per promuovere una visione non frammentaria e un approccio
non egoistico ma solidale alle politiche ambientali.

Rifiuti
L’incremento della Raccolta Differenziata è un impegno già assunto nel programma elettorale precedente
che ha avuto un buon livello di realizzazione.
Con l’introduzione del porta a porta in due anni la R.D. del Comune è passata dal 38% al 49,8% al
30/6/2008. Questo solo con il contributo di due quartieri. Con l’estensione a tutta la zona sud è
prevedibile che Carpi alla fine del 2009 supererà il 55% di R.D. fissato dal piano provinciale rifiuti.
Continuando l’estensione graduale del porta a porta al resto del centro urbano la percentuale di R.D.
può salire ulteriormente.
Quando il P.a P. sarà esteso a tutto il comune si può pensare di sperimentare la tariffa puntuale (meno
rifiuti consegni meno paghi)
Va rafforzato un sistema di smaltimento con una forte integrazione provinciale dove noi ci caratterizziamo
come polo del recupero, riciclo (compostaggio, rifiuti elettronici e speciali) e dove la discarica deve
sempre di più avere una funzione residuale.

Acqua
La qualità della risorsa, come anche la quantità, ad oggi risultano soddisfacenti. Ma vanno continuate
e rafforzate politiche di uso razionale e risparmio della risorsa idrica. Le perdite nella rete idrica di
Aimag sono diminuite e comunque sono inferiori a quelle di altre realtà.

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E’ necessario continuare ad investire sulla rete dei pozzi a Fontana di Rubiera, sulla manutenzione
della rete idrica e fornire a tutte le case sparse l’acqua potabile. Manutenzione ed interventi sulla rete
fognaria devono essere costanti e in particolare nella zona sud dove vanno effettuati interventi per
scongiurare pericoli di allagamenti.

Verde pubblico
Negli ultimi tempi sono stati fatti numerosi interventi quali: il parco matto, il parco Giovanni Paolo II,
il parco nell’ex area Cremeria e le aree verdi previste dai comparti di lottizzazione edilizia approvati
in questi anni.
Va considerato, in un’ottica prospettica, non solo l’aspetto dei costi di gestione e di rinnovo di alcune
aree da considerare, ma soprattutto di come favorirne la fruizione e il collegamento fra loro. Infatti un
possibile problema della gestione si può presentare relativamente ai costi, anche elevati per avere un
valido livello qualitativo.
Questi problemi vanno affrontati nell’ambito di un progetto più vasto (controllo della gestione dei
privati, programmi di riforestazione urbana) che punti anche a valorizzare non solo i parchi ma anche
i piccoli spazi verdi, il ripristino di siepi ecologiche e filari paesaggistici, il ridisegno dei confini fra
città e campagne.
In questa ottica si potrà pensare anche alla necessità di gestione e specializzazione di aree verdi a
valenza diversa (come quelle di sgambatoio per i cani, per l’uso da parte di bambini ed anziani, per
sport e percorsi di vita, per tempo libero ecc..) ed alla necessità di valorizzare anche le zone di
campagna e i relativi percorsi per il tempo libero (footing, jogging, bicicletta), aspetti sempre più
importanti per la vita di moltissimi cittadini.

Energia
Con le scelte attuate nel 2008 sul risparmio energetico l’uso delle fonti rinnovabili abbiamo compiuto
una netta scelta a favore dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile. Occorre continuare su tale strada
andando anche oltre. Sul tema dell’illuminazione pubblica occorre fare una seria riflessione circa le
opportunità offerte dalla gestione attraverso una ESCO, che consenta significativi risparmi economici
e migliore servizio per la collettività. Si dovranno poi costruire campagne rivolte ai cittadini finalizzate
all’utilizzo di sistemi per il risparmio energetico e realizzare, così come proposto da Aimag, la centrale
di teleriscaldamento e cogenerazione al servizio della nuova piscina e successivamente della residenza.
Va valorizzato il fatto che Aimag produce il 70% dell’energia necessaria ai propri impianti con fonti
rinnovabili. Allo scopo di mettere a sistema i vari interventi fatti a delineare scenari e obbiettivi futuri
è opportuno dotarsi di un nuovo Piano Energetico Comunale integrato con le politiche provinciali e
regionali che ci consentano di sviluppare programmi che prevedano l’uso di energie rinnovabili presso
gli edifici comunali presso gli edifici pubblici di nuova costruzione sul nostro territorio, anche mediante
la disponibilità di fondi ad hoc.

Aria
Il Comune di Carpi, firmatario fin dall’inizio dell’accordo regionale, ha attuato politiche per la lotta
all'inquinamento dell'aria. Il trasporto pubblico, le scelte energetiche, l’aumento delle piste ciclabili,
delle aree verdi, lo sviluppo sostenibile sono tutte azioni che hanno anche una forte influenza sulla
qualità dell’aria.
Queste azioni sarebbero più efficaci se integrate in forti politiche nazionali che purtroppo ancora
mancano. In ogni caso il comune continuerà il suo impegno anche con gli incentivi (recentemente
aumentati) a sostegno delle trasformazioni a gas delle auto a benzina, oltre alla continuazione ed il
relativo miglioramento dei servizi di Car-shering, “C’entro in bici” e naturalmente continuando ed
agevolando, per le fasce più deboli, il trasporto pubblico locale.

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4 - SCUOLA, SPORT, GIOVANI,PARI OPPURTUNITA'
Scuola: accesso alla conoscenza per tutti
La scuola rappresenta non solo una necessità, ma una scelta politica strategica per costruire e conservare
la libertà individuale di donne e uomini e collettiva del paese.
Garantire un buon sistema di insegnamento significa garantire ad ogni cittadino l’accesso alla conoscenza
e al saper pensare, saper esprimere il proprio pensiero saper far prevalere la propria opinione con la
forza della ragione e non delle armi o del denaro, saper soddisfare i propri bisogni senza danneggiare
ne il prossimo ne l’ambiente. Per questo l’istruzione deve essere un diritto ed esigibile per tutti dalla
nascita, e l’innalzamento del livello d’istruzione è un investimento che rende più ricca una città in
quanto garantisce più mobilità sociale, più sviluppo economico e pari opportunità più capacità
relazionale, più coesione e solidarietà.
Se questo assunto è vero, nei momenti di recessione non si deve arretrare su questo fronte, pena
l’impoverimento e l’arretramento generale.
Dobbiamo quindi sostenere l’istruzione con politiche culturali forti per dare continuità e sostegno
coerente al valore della dimensione culturale della persona e del cittadino. Se l’istruzione è la base,
la chiave d’accesso, la cultura rappresenta la maturazione dell’identità e, al contempo, l’orizzonte
ampio, la ricerca di senso che ti accompagna nei luoghi e nel tempo per tutta la vita. Le politiche
scolastiche si possono dispiegare pienamente, se si muovono in una logica di sussidiarietà intesa in
senso positivo, come aiuto istituzionale, legislativo, economico offerto alle entità sociali del territorio,
che non vengono utilizzate a supplenza di carenze istituzionali, ne inglobate in prassi burocratizzate.
È ciò che ha animato e dato forza alla costituzione dell’Unione dei comuni.
Poter governare su un territorio vasto, peraltro corrispondente al distretto sanitario, ha permesso di
costituire diversi tavoli di confronto utili a più comuni che permettono di coordinare e uniformare gli
interventi delle diverse agenzie istituzionali e non, che nel rispetto di una propria autonomia e
competenza, convergono su obiettivi comuni, educativi e sociali.
Il risultato politico è più governo delle politiche territoriali, in senso lato, accanto alla gestione
dell’amministrazione comunale in senso stretto.
I buoni risultati ottenuti con la scelta di gestire i servizi scolastici in Unione Terre d’Argine ci spingono
a proseguire in questa direzione e a darci come obiettivo la costruzione e revisione continua di Patti
e accordi fra istituzioni (ufficio scolastico. provinciale, scuole, ausl, associazionismo, aziende e enti
diversi…) che “mettano a sistema” le realtà significative del territorio, assumendo a prassi politica
quotidiana la condivisione degli obiettivi e la valorizzazione delle specificità. In altre parole attuando
un percorso che rilancia la partecipazione per costruire una democrazia deliberativa territoriale. Vanno
letti in questo modo gli accordi con le scuole aderenti alla FISM (Federazione Italiana Scuole Materne)
che consentono di garantire gli standard qualitativi dell’offerta educativa e di stimolare l’aggiornamento
e la ricerca di nuove soluzioni, ma consentono anche all’utenza di godere degli stessi criteri di accesso
e di contributi per l’educazione dei figli sia che scelgano una scuola autonoma, che statale, che
comunale.
Il rafforzamento del CDE (centro di documentazione educativa) che all’interno del “Patto per la scuola”
funge da supporto e coordinamento della formazione delle insegnanti non solo comunali, consente
la diffusione delle migliori prassi da qualunque realtà originate e attiva quella competizione al meglio
che si trasforma in formazione cooperativa superando la contrapposizione fra modelli educativi.
Anche l’aumento demografico e migratorio può essere governato in una logica di sussidiarietà attutendo
notevolmente i contraccolpi della crisi economica e della crisi di politica scolastica.
Non possiamo ne vogliamo arretrare dalla gestione delle scuole d’infanzia, ritenendolo un modello
che arricchisce e stimola le risposte educative sul territorio. Ma se vogliamo reggere senza far pagare
le fasce più deboli, dobbiamo cogliere al massimo la creatività, l’elasticità e la pluralità delle risposte,
aumentando la nostra capacità di governo e riorganizzando il modo di gestire.
Le politiche locali devono svilupparsi su più fronti:
• favorire l’accesso sia aumentando i posti sia sostenendo i costi delle famiglie soprattutto quelle a
lavoro precario e/o basso reddito;
• favorire nuove soluzioni diversificando l’offerta sia nel tempo di permanenza (part-time..), sia nel
tipo di struttura (micronidi, babyparking, ...), magari anche pensando a soluzioni miste per ottimizzare
l’uso delle strutture (genitori volontari per aree gioco…)
Quello di cui comunque la politica si deve far carico è:
• la crescita e l’educazione dei bambini garantendo che gli standard qualitativi siano buoni quand’anche
sobri;
• la valorizzazione della professionalità delle educatrici nel rispetto delle tutele sindacali estranee
alle logiche corporative,
• La continuità educativa fra i diversi livelli: nido - infanzia - scuola primaria - primo grado - secondo
grado e università.

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Rientra nell’attenzione al bambino e alla città la costruzione di edifici scolastici non solo capienti e
sicuri, ma che siano anche attenti all’ambiente e siano di stimolo e modello per l’edilizia bella e
biocompatibile. Inoltre si possono svolgere esempi significativi di progettazione condivisa che rafforza
forme di partecipazione nella scuola. La capienza degli edifici, la loro godibilità e fruibilità è strettamente
legata alla organizzazione del percorso scolastico del bambino e della sua famiglia.
Una buona politica scolastica permette ad una famiglia di iniziare e concludere almeno il percorso
scolastico obbligatorio avendo a riferimento lo stesso dirigente scolastico. Per questo si intende portare
a compimento assieme alle nuove costruzioni di scuole una riorganizzazione dell’offerta scolastica
che veda la presenza su Carpi di 5 istituti Comprensivi omogenei fra loro per consistenza di personale,
di plessi, di tempo scuola, di numero di alunni.
Questo consentirà di rafforzare le autonomie scolastiche che partendo da pari opportunità potranno
sviluppare appieno i progetti educativi trovando il sostegno politico e la partecipazione delle realtà
locali all’interno del Patto per la scuola in una concertata sussidiarietà. Questo può diventare luogo
fertile per disegnare un nuovo modello di partecipazione.
Nulla nella scuola può avere successo se non è condiviso:
• Va ridisegnato e attuato un nuovo sistema partecipativo che consenta la concertazione delle scelte
strategiche senza mescolare i ruoli di gestione e controllo con quelli di definizione degli obiettivi,
• Va recuperata la partecipazione delle famiglie anche attraverso le attività formative e di sostegno
alla genitorialità. Queste consentono di indirizzare e orientare i genitori che, spinti dal processo
migratorio, approdano a Carpi senza riferimenti e reti parentali di sostegno. Facilitando le relazioni
nuove, creando senso di appartenenza, intercettando forze sane in grado di trasferire conoscenze
e contaminazioni positive nei diversi gruppi culturali.
Di grande aiuto per questo fine potrebbe essere una riorganizzazione dell’educazione degli adulti e
dei centri territoriali (ex 150 ore) che potrebbero diventare luogo di dialogo nel/dal quale costruire un
mondo comune.
L’aumento dell’obbligo d’istruzione a 16 anni pone l’interrogativo sull’attuale assetto che vedeva le
scuole superiori far capo alla Provincia. Questo nuovo percorso richiede un ripensamento in termini
di orientamento scolastico che unitamente al riassetto degli indirizzi, annunciato dal ministro Gelmini,
avrà una sicura ricaduta sui profili professionali offerti sul territorio. È impensabile che ciò possa avvenire
senza un coinvolgimento delle realtà produttive e del tessuto sociale nell’accezione più ampia
dell’Unione, oltre che del distretto di Correggio.
• Va recuperato e tutelato il ruolo della formazione professionale, originale e ricca nel territorio, non
relegandola ad un ruolo di supplenza istituzionale.
• Sarebbe utile avere, anche per l’istruzione superiore, uno strumento politico come quello del Patto
che potrebbe essere “Patto per la formazione”, che veda la messa in rete delle capacità progettuali
dei collegi docenti, con volontà delle imprese di prendersi cura del capitale umano, l’esigenza
dell’università di selezionare talenti, e l’intelligenza della politica di catalizzare e coordinare le
risorse su fini condivisi avendo cura di allargare l’orizzonte da offerta scolastica a offerta culturale,
da identità locale a identità globale.
• È necessario costruire relazioni più strette con l’Università di Modena e Reggio per coordinare
l’offerta dei profili e corsi di laurea con le esigenze del territorio, per progettare percorsi di
orientamento e favorire la formalizzazione di stages aziendali nel nostro distretto economico.
Carpi non è sede universitaria e non è necessario che lo diventi, ma va certamente data più attenzione
alle esigenze degli studenti universitari per rendere loro “meno distante” e più agevole l’accesso alla
formazione universitaria, così come l’offerta di iniziative di respiro culturale elevato che favoriscano
lo scambio con la città e le realtà economiche e associative presenti, a reciproca integrazione.
È giunto il momento di rilanciare il valore dell’educazione all’altro e alle pari opportunità.
Se osserviamo i positivi risultati di integrazione nella scuola dei ragazzi diversamente abili, a volte
sembra che, avendo raggiunto un buon livello di risposta ai bisogni (una buona assistenza), ci si sia
adagiati in una forma di secolarizzazione dei valori che pur ci hanno portato a questi soddisfacenti
livelli.
Culturalmente è molto rischioso, se l’assistenza perde “il cuore”, anestetizza i nostri sentimenti relegando
il diverso a diverso e quindi minore, sia esso portatore d’handicap, straniero o femmina, allora si perde
l’approccio paritetico da persona a persona, fra pari identità ma diverse. Nel qual caso ne va della
democrazia dei rapporti fra i cittadini. Per questa ragione si intende proseguire nell’elaborare interventi
che oltre a garantire l’accesso e le pari opportunità, accompagnino e alimentino culturalmente con
attività formative genitori, insegnanti e il tessuto sociale che a diverso titolo ruota intorno alla scuola.

Lo sport e le politiche sportive


Una riflessione sulle politiche sportive a Carpi non può che partire dal riconoscimento dello sport quale
diritto sociale di cittadinanza, principio oggigiorno sempre più condiviso, che trova riscontro anche
dai numeri sempre più alti di popolazione che praticano discipline sportive o anche semplicemente
un’attività motoria con una certa frequenza. Quindi sempre più condivisa è l’importanza dello sport
e dell’attività motoria in generale volta al benessere e alla qualità della vita delle persone di ogni fascia
d’età.

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Lo sport e le politiche sportive sono temi di grande rilevanza che non possono più, come in passato,
essere considerati temi secondari. Una rilevanza che trova fondamento nel benessere e nella qualità
della vita delle persone che scaturiscono dalla pratica motoria, così come nella capacità di aggregazione,
inclusione ed integrazione socio-culturale dello sport, che ci consentono di attribuirgli un ruolo di
prevenzione del disagio in sinergia con enti ed istituzioni, quali la scuola ed i servizi sociali. Lo sport
fa bene alla salute, come mezzo di prevenzione attraverso una vita attiva. Le risorse ad esso destinate,
devono essere considerate come investimenti volti a prevenire problemi psico-fisici, che possono
scaturire da stili di vita sbagliati, a partire già dall’infanzia e dall’adolescenza. Ne consegue quindi,
la necessità di integrare lo sport in un progetto più ampio che configuri un nuovo welfare locale, più
moderno ed attento ai nuovi diritti e alle nuove esigenze dei cittadini di ogni età e di ogni condizione
sociale.
L’associazionismo ed il volontariato, sui quali da tempo si è radicato lo sport a Carpi, al pari di altre
realtà, nonostante stiano passando un momento di crisi generalizzata, rimangono un’eccellenza.
Rilevanza questa, che trova una dimostrazione concreta nella qualità e nella quantità di attività ed
iniziative sviluppate e anche nell’eccellente gestione degli impianti sportivi cittadini, quale ulteriore
valorizzazione del lavoro del volontariato stesso. Per superare la crisi che caratterizza anche nella
nostra realtà il mondo dell’associazionismo sportivo, è necessario incentivare quest’ultimo, dando, da
un lato, continuità alla gestione di impianti sportivi da parte di quest’ultimo e, dall’altro, stimolando
la crescita qualitativa di dirigenti, così come dei tecnici attraverso momenti di formazione ed
aggiornamento. Continuando inoltre una politica che valorizzi lo sport di base, quale interlocutore
principale per promuovere e diffondere la cultura dello sport stesso.
La scuola è unanimemente riconosciuta come il primo tassello per costruire una cultura sportiva ed
in quanto tale è necessario dedicarle una particolare attenzione che deve coinvolgere numerosi soggetti.
Questa attenzione a Carpi si è declinata, a partire dal 2007, nel progetto MuovitiMuoviti, volto alla
promozione dell’attività motoria a favore delle bambine e dei bambini dai 5 agli 8 anni, con l’obiettivo
di una valorizzazione della pratica motoria e quindi con il concreto avvicinamento allo sport ed alla
sua importanza.
MuovitiMuoviti è stato probabilmente il progetto più significativo promosso a livello sportivo locale
degli ultimi anni, sia per i risultati conseguiti che per l’autentica esperienza di “gioco di squadra”, che
ha coinvolto il Comune di Carpi con tre Assessorati (Sport, Istruzione e Sociale) e la Consulta dello
Sport, al pari dell’associazionismo sportivo locale, del mondo scolastico (tutte le scuole materne e
primarie di Carpi e frazioni) e della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi. Una rete di soggetti la
cui sinergia si è anche tradotta in un’ottimizzazione della ricerca e dell’utilizzo delle risorse umane e
finanziarie a disposizione, quale esempio di fund rising da condividere ed esportare anche ad altri
ambiti.
Un’originalità complessiva di un progetto che, poggiando le proprie radici in un terreno fertile di
esperienze radicate da tempo sia a livello di associazionismo che di attenzione alle fasce più giovani,
ha trovato in modo sinergico, uniforme, razionale, esaustivo e qualificato, la strada per investire nel
futuro della nostra comunità.
MuovitiMuoviti è un progetto che deve essere consolidato e rafforzato con un’ulteriore partecipazione
delle singole società delle varie discipline sportive presenti sul territorio. Così come allargandolo ad
altre fasce di età sia della scuola primaria che di quella media, con particolare attenzione a favore di
quest’ultima, in quanto la fascia adolescenziale è statisticamente più soggetta al problema dell’abbandono
della pratica sportiva, con picchi particolarmente significativi a livello femminile. Un abbandono che
inizia nella fase della scuola media per continuare nelle scuole superiori, per poi registrare un ritorno
successivo ad un’attività non agonistica, comunque importante, ma ridimensionata da una carenza di
cultura sportiva.
Lo sport, per le sue caratteristiche, è un contesto dove concretamente possono trovare realizzazione
politiche all’insegna delle pari opportunità, dell’integrazione culturale e dell’inclusione sociale.
Carpi storicamente si è sempre dimostrata particolarmente attenta a questi temi, sviluppando, da un
lato, significative esperienze di sport femminile sia come quantità che come qualità. Senza dimenticare
lo straordinario messaggio proprio dell’attività di inclusione sociale con lo sport, promosso dall’USHAC
a favore delle persone diversamente abili.
A livello di impiantistica, la realtà carpigiana è caratterizzata da alcune sofferenze e criticità che
penalizzano inevitabilmente la pratica sportiva di base, così come la possibilità di realizzare determinati
eventi di prestigio.
Tali sofferenze sono determinate, da un lato, dall’obsolescenza di alcuni impianti, quali principalmente
la piscina comunale e, in seconda battuta lo Stadio comunale “Sandro Cabassi” ed il Palazzetto dello
Sport. Dall’altro, dal grande incremento di persone che praticano le attività sportive, che, principalmente,
nelle stagioni più fredde, hanno reso la disponibilità attuale di palestre e strutture coperte inadeguata.
Quest’ultimo dato è rafforzato dall’aumento di richieste provenienti da discipline come il calcetto,
ormai affermatosi non più solo come semplice moda passeggera. Quest’ultima carenza per altro è
ritenuta anche una delle cause dell’abbandono in fase adolescenziale rispetto a determinate discipline
indoor, che penalizzano i giovani atleti ad allenarsi in orari ridotti e comunque poco accessibili.

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In tempi di ristrettezza finanziaria, il buon senso, più che su grandi impianti, sposta l’attenzione a favore
dell’impiantistica sportiva più piccola, evidenziando per il prossimo futuro alcuni interventi comunque
significativi.
In primo luogo la copertura sul territorio comunale di almeno due campi da calcetto per rispondere
alla forte richieste di spazi idonei per questa disciplina nel periodo autunnale ed invernale.
In secondo luogo la realizzazione di una palestra nella zona nord della città, nel quartiere di Cibeno
- Via Roosevelt, complementare alla futura scuola media, che vi sorgerà come da progetto così come
è in via di costruzione la nuova palestra annessa alla altrettanto nuova scuola elementare di Santa
Croce. E che dovrà soddisfare le esigenze scolastiche ed al contempo, negli orari extrascolastici, le
richieste provenienti dalle realtà sportive del territorio.
Una certa attenzione deve essere dedicata anche alle frazioni, sulla base di una progettazione di nuovi
impianti sportivi o di rilancio di quelli già esistenti, come nel caso dell’area polivalente nella zona
sportiva di Fossoli, che sia complementare ad una politica di valorizzazione complessiva delle frazioni.
Più complesso è invece il tema della piscina comunale, da tempo ormai obsoleta ed inadeguata a
rispondere alle esigenze del territorio, rispetto alla quale negli ultimi anni è stato elaborato un progetto,
portato avanti da “Albatros”, la società sportiva che la gestisce, e che è già stato caratterizzato dalle
approvazioni istituzionali da parte del Comune di Carpi a livello preliminare e definitivo. Progetto che
dovrà diventare finalmente esecutivo, anche se, a fronte delle ristrettezze determinate dal momento
finanziario, dovrà essere razionalizzato all’insegna del contenimento dei costi ed al contempo rafforzato
dal coinvolgimento di soggetti privati nell’ottica del project financing, indispensabile per realizzare
un’opera di tali dimensioni.
L’approccio del project financing per altro rimane anche l’unico praticabile per un eventuale sviluppo
di altri grandi progetti, a partire da un possibile nuovo Palazzetto dello Sport, fermo restando anche
una seconda variabile determinante quale la necessità di una programmazione a livello sempre più
sovraterritoriale, al fine di ottimizzare e razionalizzare risorse, spazi ed esigenze.
E data l’obsolescenza dello stadio comunale verificare, nel caso se ne ravveda la necessità, un ridisegno
dell’attuale area del “Cabassi” con l’estensione dell’attuale circolo tennis di proprietà comunale e la
realizzazione di un area verde a disposizione del quartiere già densamente edificato. Tutto questo a
fronte di una collocazione decentrata dello stadio che dovrà nascere con la compartecipazione di
soggetti privati. Il patto di collaborazione fra l’ente locale e l’associazionismo sportivo si è affermato
come una scelta strategica particolarmente apprezzata, da un lato, per una sempre maggiore
razionalizzazione delle risorse a disposizione e, dall’altro, per la valorizzazione del lavoro del volontariato
stesso. Anche se relativamente a questi aspetti, non si possono non considerare pure le perplessità che
sono state sollevate dalle società che hanno in gestione gli impianti stessi per quanto concerne la
necessità di adeguare i contributi previsti nelle convezioni, a fronte della crescita generalizzata dei
costi.
L’implementazione ed il consolidamento di politiche sportive all’insegna di sinergie tra vari soggetti
del territorio, caratterizzate dalla regia delle ente locale, se da un lato devono promuovere lo sport di
base, il cosiddetto sport per tutti, al fine di contribuire alla crescita del benessere e della qualità della
vita, dall’altro, devono contribuire a rilanciare a Carpi uno sport a livello medio-alto. E questo dando
continuità agli eventi importanti che hanno contraddistinto la nostra realtà negli ultimi tempi, ma, al
contempo, che possano andare oltre a singoli eventi, affermandosi in modo duraturo e programmato
anche, come in passato, rispetto a discipline sportive ed a campionati nazionali. Con la possibilità di
coinvolgere privati, con project financing per quanto concerne l’impiantistica e sponsorizzazioni rispetto
a campionati ed eventi, e quindi contribuire a fare dello sport un ulteriore protagonista di una crescita
economica e sociale nella nostra città, oltre che un significativo elemento di marketing e di promozione.

Politiche giovanili
I giovani sono una risorsa della società e non un problema. Una premessa purtroppo non sempre
scontata rispetto alla quale rimarcare che i giovani sono una parte fondamentale della nostra società
e, contestualmente, ribadire a quest’ultima che i giovani sono una componente irrinunciabile per il
proprio futuro. Una premessa che presuppone la necessità di contribuire a ricostruire un tessuto sociale
in cui i giovani siano protagonisti e che potrebbe trovare, quale ideale filo conduttore, il progetto “Carta
Giovani” sempre più sganciato dal solo messaggio consumistico degli sconti, ma sempre più orientato
a strumento di opportunità e di confronto.
Sulla base di queste considerazione è necessaria maggiore trasversalità degli ambiti, sulla base di un
consolidamento di una sinergia con le Politiche culturali, Politiche scolastiche, Politiche sociali, Politiche
economiche, Sport e Benessere. Così come è necessaria la trasversalità con gli Assessorati alle Politiche
giovanili degli altri Comuni dell’Unione delle Terre d’Argine, rispetto alla quale un salto di qualità
sarebbe rappresentato dall’affermazione istituzionale di un unico assessorato intercomunale alle Politiche
giovanili, al pari delle politiche scolastiche e della polizia municipale. Senza dimenticare la necessità
di consolidare e rafforzare ulteriormente la rete dei vari enti e soggetti che collaborano con
l’Amministrazione comunale per le Politiche giovanili e/o che hanno affinità per poter realizzare nuove
sinergie (scuole superiori, associazioni, società sportive, cooperative, centri sociali anziani, Fondazione
CRC, ecc.)

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Riteniamo che tali politiche dovrebbero svilupparsi focalizzando l’attenzione sulle cinque aree tematiche:
• Giovani e promozione dell’agio, a fronte di una sinergica complementarità con lo Spazio Giovani
Mac’é!, comunque da ripensare rispetto all’impostazione attuale, e con tutti i soggetti che, a vario
titolo, sono contraddistinti da giovani e/o si occupano di giovani a livello locale, a partire dalle
associazioni culturali e/o giovanili del territorio (Agesci, Arci, Eden, Effatà, Ekidna, Kalinka,
Mattatoio….) e dalle esperienze esistenti di Forum (Forum Teatro) e da quelle potenzialmente
implementabili (ad esempio un forum all’insegna della musica come filo conduttore). Una
riprogettazione del Mac’è! che, dopo 10 anni di vita, si rende necessaria. Occorre osservare al
riguardo che l’utenza del Mac’è registra una forte presenza di ragazzi stranieri, con tutte le implicazioni
sul fronte della interazione con i coetanei locali, oltre che con una quasi totale assenza di ragazze.
Una riprogettazione che potrebbe passare proprio dal coinvolgimento di associazioni locali e dalle
esperienze di forum tematici.
• Giovani e prevenzione del disagio e della marginalità sociale, consolidando e valorizzando
ulteriormente la rete degli sportelli psicologici del Free-Entry e delle scuole superiori locali, così
come gli interventi di prossimità a cura sia dei centri di aggregazione giovanile che all’interno di
progetti di “educativa di strada”, con l’auspicio, anche per quest’ultima tematica, di arrivare ad
un’unica esperienza distrettuale, continuando ad avvalerci dello strumento finanziario del piano
di zona socio-sanitario regionale. Senza dimenticare la necessità di riprendere e sviluppare
ulteriormente inoltre il tema dell’interculturalità, con particolare attenzione al fenomeno degli
stranieri di seconda generazione.
• Giovani e lavoro, promovendo interventi ed iniziative, volti a favorire l’inserimento nel mondo del
lavoro, a fronte di una concertazione con numerosi soggetti, tra i quali l’Assessorato alle Politiche
economiche, il Centro per l’Impiego, i sindacati e le associazioni di categoria. Concertazione che
potrebbe vedere vari steps, tra i quali quello del lavoro estivo rispetto al quale un ruolo importante
come trait d’union tra domanda ed offerta potrebbe essere giocato dall’Informagiovani. Inoltre
dovrebbero essere consolidati e supportati i progetti di tirocini e stages all’estero, co-finanziati dal
Programma comunitario Leonardo Da Vinci e rivolti sia a diplomati e neo laureati, ma anche a
studenti delle scuole superiori, a fronte di un’esperienza promossa ed avviata sin dal 2000
dall’Assessorato Giovani in Europa, con il coordinamento ed il supporto di Carpiformazione.
• Giovani ed autonomia, rispetto alla quale l’attenzione va posta sul problema della difficoltà ad
“uscire” di casa, a fronte anche e soprattutto delle problematiche economiche che caratterizzano
la fascia di età che va sino ai 35 anni. In questo senso si potrebbe ipotizzare un progetto di
microcredito e di altre agevolazioni, che potrebbe essere inserito idealmente all’interno della Carta
Giovani, volto a coinvolgere, da un lato l’Amministrazione comunale e dall’altro la Fondazione
CRC e / o altri soggetti bancari.
• Giovani e cittadinanza attiva, valorizzando sempre più i percorsi progettuali già avviati, che hanno
principalmente coinvolto gli studenti delle locali Scuole superiori, con la possibilità di aprire ulteriori
scenari, all’insegna di momenti di partecipazione e rappresentanza attiva e convinta. Un progetto
dove la partecipazione giovanile potrebbe trovare un riscontro significativo potrebbe essere nella
gestione di un possibile futuro ostello della gioventù a Carpi, che da progetto dovrebbe sorgere
presso il Foro Boario. Gestione che potrebbe essere valorizzata dall’implementazione di attività
cultuali.

Pari Opportunità
E’ opinione condivisa che le politiche per le pari opportunità non debbano più essere intese come
politiche per le donne, ma politiche per una migliore qualità della vita di tutti i cittadini. Le pari
opportunità riguardano tutti i soggetti deboli della società, che in base al contesto in cui si collocano
possono essere donne, bambini, giovani, immigrati, diversamente abili, disoccupati.
Le politiche per le pari opportunità sono quindi trasversali al governo delle città, rappresentano anche
un metodo di analisi dei bisogni e di elaborazione di proposte politiche per il superamento di
discriminazione, disagio, emarginazione e per la promozione di una migliore qualità della vita .
Gli obiettivi da definire nell’ambito delle pari opportunità devono inoltre collocarsi nell’ambito del
contesto socio-economico in cui dovranno operare, nel nostro caso una comunità, quella carpigiana,
in cui la qualità dei servizi si colloca a livelli alti, ma che potrebbe subire ridimensionamenti a causa
della crisi economica e della conseguente o parallela crisi di valori che stiamo vivendo in questi tempi.
Nel corso della passata legislatura l’Assessorato alle Pari Opportunità ha svolto un importante lavoro
di condivisione con la città delle problematiche femminili, supportato anche dal lavoro della Commissione
Pari Opportunità, attraverso incontri, indagini, approfondimenti, progetti formativi e informativi rivolti
a cittadine, operatrici del Comune, studenti delle scuole carpigiane, imprenditori del distretto, associazioni
di categoria, consulte.
Ci si è confrontati su temi quali il lavoro femminile, la violenza domestica, la conciliazione, la
condivisione delle responsabilità familiari, la condizione delle donne immigrate.
L’azione dell’Amministrazione si è esplicitata nella realizzazione di alcuni progetti molto significativi
quali:
• Elaborazione delle Linee guida per il piano territoriale degli orari
• Realizzazione del portale Tempo al Tempo

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• Sperimentazione del Bilancio di genere
• Implementazione di una rete dei servizi distrettuale a supporto di donne che subiscono violenza
• Adesione al Protocollo provinciale per la realizzazione di azioni per la prevenzione del fenomeno
della violenza contro le donne
• Elaborazione del Piano di azioni positive per lo sviluppo delle pari opportunità di genere nel Comune
di Carpi
• Progetto formativo rivolto a studenti delle scuole superiori di Carpi sul tema della violenza di genere.
La proposta per la prossima legislatura si pone in continuità con questi progetti, migliorando l’utilizzo
di strumenti quali il Bilancio di genere, che possono fornire informazioni importantissime ai decisori
politici sulle priorità di intervento sulla città. Riveste particolare importanza nell’elaborazione delle
politiche pubbliche l’elaborazione e l’utilizzo costante di statistiche di genere, come ampiamente
sollecitato anche da direttive europee. A livello metodologico è molto importante anche la ricerca
continua di dialogo e confronto con tutti i soggetti, istituzionali, del volontariato, della società civile,
che sono portatori di interessi e di proposte per il miglioramento della condizione femminile nello
specifico e quindi anche della famiglia e della società nel suo complesso.
In questo senso ci impegniamo a portare avanti i progetti già messi in campo, assegnando, pur avendo
la Commissione pari opportunità a livello di Unione dei Comuni, una delega specifica per le pari
opportunità, la qualità della vita, la partecipazione, in modo da presidiare a livello politico tutti gli
strumenti sopra richiamati che favoriscono la partecipazione femminile alla politica, al volontariato,
ad una maggiore condivisione delle responsabilità familiari, ad una sensibilizzazione al dramma della
violenza domestica e allo sviluppo di una rete di servizi a supporto delle donne che la subiscono.
Ma la continuità non può bastare, dobbiamo confrontarci con nuovi bisogni che stanno emergendo
anche nel nostro tessuto sociale, dobbiamo occuparci e preoccuparci, come decisori politici, di
promuovere una maggiore coesione sociale, di dare sostegno a chi in questo momento è in maggiore
difficoltà, soprattutto a causa della crisi economica ma anche della crisi di valori che in parte ne è stata
causa e in parte effetto. Esistono categorie che subiscono a volte doppie discriminazioni: per esempio
le donne immigrate, le donne anziane che vivono sole, le donne sole su cui pesa tutta la responsabilità
dei figli e che spesso sono in difficoltà economiche, le donne precarie che stanno perdendo il lavoro.
E’ necessario quindi:
• mettere in campo azioni per il mantenimento del livello di occupazione femminile
• promuovere attività di aggiornamento formativo per le donne che stanno perdendo il posto di lavoro
• favorire l’accessibilità ai servizi pubblici, in particolare il trasporto pubblico, maggiormente utilizzato
dalle donne
• sperimentare nuove forme di servizi scolastici (nidi interaziendali)
• fare indagini su gap salariale tra uomini e donne
• promuovere azioni di sensibilizzazione rivolte ad imprenditori per diffondere buone prassi di
conciliazione e di responsabilità sociale nel campo delle pari opportunità di genere
• sviluppare la rete dei servizi per il sostegno alle donne che subiscono violenza
• aiutare donne sole a rischio povertà
• promuovere azioni a sostegno delle donne immigrate, quali corsi di alfabetizzazione e formazione
al lavoro
• promuovere azioni che favoriscano il ruolo delle donne immigrate nel processo di integrazione,
individuando anche luoghi dove possano incontrarsi e confrontarsi con le altre donne che vivono
nella nostra città.

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5 - SICUREZZA
Il tema della sicurezza tocca diversi aspetti, alcuni di competenza del nostro comune ed alcuni di
competenza di altri livelli istituzionali. Sul numero degli agenti delle forze dell’ordine rivendichiamo
almeno il rispetto del numero di agenti sul territorio definiti dal DM del 1989 che all’oggi non viene
rispettato dal governo nazionale sul nostro comune come nell’intera provincia di Modena.
Con il passaggio della Polizia Locale all’interno dell’Unione dei comuni abbiamo già aumentato il
numero di agenti e costituito due pattuglie notturne per l’intero periodo dell’anno, installato l’impianto
di video sorveglianza e costituito il corpo degli Assistenti Civici che aiutano la Polizia Locale nel
presidio del territorio.
Presidiare il territorio significa fare prevenzione ma anche rilevare puntualmente le infrazioni per
incidere concretamente su una maggiore sicurezza stradale e di conseguenza limitare gli incidenti e
salvare delle vite umane. Aumentare il controllo del territorio significa quindi investire maggiormente
su ulteriori sistemi informatici e sull’educazione stradale nei confronti dei ragazzi. Mantenere inoltre
l’assessorato con delega alla sicurezza e rafforzare il relativo “tavolo” composto oltre che dalle forze
dell’ordine anche dai servizi sociali (Minori, Donne, Casa), servizi demografici (Residenze) e Polizia
Locale per la tutela delle regole e della legalità.
Valorizzare in tutte le forme possibili l’accessibilità alla città (salute, offerta scolastica, servizi sociali,
offerta culturale, lavoro..) e la riqualificazione delle sue aree. Garantire, ad esempio, un centro storico
“vivo” e simbolicamente punto di riferimento della città, oltre a coprire un aspetto culturale e di
valorizzazione del territorio aiuta a prevenire situazioni di insicurezza percepita per la cittadinanza.
Valorizzare inoltre le forme di partecipazione delle comunità straniere, con i giusti tempi, senza voler
forzare la maturazione dei processi e ribadendo, con fatti e parole, l’importanza del rispetto delle regole
della nostra comunità. Ampliare dunque le possibilità di incontro e confronto tra culture, con l’ausilio
di mediazioni linguistiche sempre nell’ambito dell’educazione alla cittadinanza

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6 - WELFARE - SANITA'
La società carpigiana sta vivendo un evoluzione continua e rapida. Le donne e gli uomini del nostro
territorio hanno sempre atteso dal welfare territoriale un standard di qualità alto e una gamma di servizi
vasta proprio perché i servizi alla persona hanno da sempre caratterizzato un punto di eccellenza delle
nostre amministrazioni. Oggi che i bisogni sono più complessi e le risorse sempre più scarse, ci troviamo
nella immediata difficoltà di mantenere servizi e qualità e diventa sempre più difficile stabilire le priorità
e il giusto equilibrio tra sostegno agli anziani (i cui bisogni di tutela sanitaria e sociale sono in aumento
come effetto dell’allungamento della vita media), e interventi sulle “nuove povertà” che colpiscono
le donne, le giovani famiglie, l’infanzia, l’adolescenza, il disagio giovanile. Ciò detto, siamo consapevoli
dell’estrema importanza di questi temi e quindi delle scelte politiche che ne conseguiranno. In questo
senso, le sfide che ci troviamo di fronte devono essere gestite dal Piano di zona della salute e del
benessere sociale 2009/2011. La sua attuazione, soprattutto nel primo anno, dovrà tenere conto della
situazione di crisi in cui si trova la comunità carpigiana e dell’aumento del numero dei soggetti fragili
come disoccupati, famiglie con reddito ridotto, e le tante altre problematiche sociali presenti.
In questi anni rilevanti risorse sono state investite al fine di rafforzare e qualificare maggiormente i
servizi per gli anziani, i disabili, le famiglie, i minori, le persone in difficoltà e a rischio di esclusione
sociale.
E' stato realizzato l'obiettivo dell'Azienda dei servizi alla persona-ASP, che ora gestisce con maggiore
efficacia ed efficienza per conto dei comuni del distretto le Case protette, servizi residenziali,
semiresidenziali e i servizi domiciliari rivolti agli anziani.Il conferimento della gestione dei servizi
rivolti ai disabili deve essere l’obiettivo prossimo, anche in previsione delle nuove norme regionali in
materia di accreditamento.
Il prossimo obiettivo, come già precedentemente affermato, deve essere il conferimento dei servizi
sociali dei 4 comuni all'Unione Terre d'Argine al fine di rafforzare la quantità e la qualità dei servizi
stessi, continuando a mantenere adeguati alle necessità i posti per anziani e per disabili, per rendere
omogenei e dunque equi sull'intero territorio dell'unione i criteri d'accesso ai servizi, i livelli di
compartecipazione alla spesa attraverso l'applicazione di uguali tariffe.
Nello stesso tempo, il conferimento all'Unione dei servizi sociali permette di razionalizzare la gestione
dei servizi stessi, utilizzando tutte le sinergie possibili e valorizzando tutte le competenze presenti.
Indichiamo di seguito alcune ulteriori proposte:
• Potenziamento del ruolo dell’assistenza sanitaria territoriale, lasciando all’ospedale le situazioni
acute e/o specialistiche di 2’ livello
• Sviluppo dell'integrazione tra i diversi attori: Amministrazione comunale Ospedale e servizi sanitari
territoriali, attraverso un'adeguata strutturazione degli “Uffici di Piano Distrettuali”
• Aggiornamento ruolo dei Medici di Medicina Generale e Pediatri di libera scelta, anche attraverso
la formazione continua su nuovi bisogni assistenziali e di cura (medicina dell’immigrazione, la
gestione delle patologie croniche in aumento come il diabete, le patologie cardio-vascolari, le
problematiche psico-geriatriche legate all’aumento delle demenze….)
• Miglioramento del percorso territorio/ospedale/territorio (come nel caso delle dimissioni protette
con particolare riferimento ai percorsi dedicati verso le strutture protette), facendo operare insieme
nelle cure primarie, assistenti sociali, medici di medicina generale, infermieri ed educatori per la
gestione territoriale dei servizi socio-sanitari, con la collaborazione degli specialisti territoriali ed
ospedalieri
• Maggiore impegno su nuovi bisogni: disagio giovanile (alcool, droghe, bullismo), violenza alle
donne, lotta alla povertà
• Nell'ambito della fragilità sociale, l'handicap richiede la conferma e il consolidamento degli
interventi e dei servizi mirati a sostenere le persone diversamente abili nelle fasi più critiche
• Importanza del Fondo regionale per la non autosufficienza, definito ed attuato a livello distrettuale,
le cui risorse sono indispensabili per continuare a garantire alti livelli di intervento e di assistenza
a favore della popolazione anziana e dei non autosufficienti.
• Per la Farmacia comunale è concreta la prospettiva di poter disporre sul territorio di Carpi di una
farmacia comunale la cui apertura risponde ad una domanda del territorio e i cui proventi potranno
essere reinvestiti nelle politiche sociali.

Oltre alle sopraddette proposte si dovrà pensare all’ identificazione di nuovi strumenti per nuovi bisogni,
quali ad esempio appartamenti protetti per anziani semi-autonomi e l’housing sociale (unità abitative
a favore di persone che non sono in grado di sostenere i costi del libero mercato, o sostenere
autonomamente un progetto di vita autonomo).
Altre concrete proposte da sviluppare nel corso della prossima legislatura si possono così sintetizzare:
• Avviare un percorso verso l’allargamento dell’esperienza dello sportello sociale Nemo anche ai
Comuni dell’Unione Terre

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• Implementazione delle reti di volontariato attraverso un sempre maggiore coinvolgimento delle
associazioni giovanili e di anziani ( parrocchie, boy scout, centri sociali, sindacati, arci….) con
l’obiettivo di arrivare ad un patto tra generazioni che agevolerebbe l’impegno di anziani attivi e
giovani che vogliano fare esperienza di servizio civile.
• Sollecitare l’attivazione di progetti di responsabilità sociale, da parte delle aziende, in ambito socio-
sanitario

Sussidiarietà
La qualità della vita di una comunità si traduce anche nelle politiche adottate per fornire sia quei
servizi sociali storici che rivolti ai nuovi bisogni (anziani, famiglie numerose, nuovi poveri..) i quali
aggiungono valore all'azione amministrativa e sale al servizio. Offerte pubbliche, compatibilmente con
le risorse a disposizione, che si devono confrontare e coadiuvare con le realtà già presenti sul territorio,
sapendo anche cogliere quelle nuove ed efficaci forme d'intervento provenienti dal privato sociale,
sia esso parte della cooperazione sociale o del volontariato. Quella sussidiarietà quindi che sul tema
dei servizi, già è ben presente nella nostra città mentre rimane forte e continuativo l'impegno
dell'amministrazione nei confronti del sociale stesso, inteso come diritto di ogni cittadino di trovare
sostegno nel welfare di comunità, anche avvalendosi di preziose collaborazioni con il privato sociale.

Immigrazione
Una società giusta è una società in cui si valorizzano diritti e doveri. Le regole, condivise, sono la base,
per lo sviluppo e la crescita sociale di una città, in un’ottica di valorizzazione reciproca. Ulteriori
riflessioni devono essere volte a capire quali strumenti mettere in campo per stabilire un modello di
welfare che unisca la società e accompagni i processi di modernizzazione e di conoscenza con la
solidità e la ricchezza della rete sociale che da sempre contraddistingue Carpi.
Occorre mettere in campo delle scelte e delle azioni che producano fiducia reciproca nella società
carpigiana tutta, tra italiani e cittadini stranieri, per favorire la sua coesione. Occorre pertanto continuare
a produrre buone pratiche e azioni che producano fiducia. Ecco quindi il valore aggiunto di una rete
tra soggetti pubblici, privati e del terzo settore volti ad affrontare organicamente le nuove tematiche
in essere e consolidare quello che a tutti gli effetti deve diventare un nuovo patto sociale in una
prospettiva di arricchimento e valorizzazione reciproca specifica per il prossimo futuro. Uno strumento
ulteriore in questa direzione è la valorizzazione della partecipazione delle comunità straniere alla vita
politica, sociale e culturale della nostra città.
Ed infine, data la situazione complessa delle famiglie dovuta alla crisi attuale ed ad un cambiamento
radicale della nostra comunità, crediamo sia utile avviare una riflessione seria sui regolamenti comunali
per l’accesso alle case pubbliche e sul tema dei contributi assistenziali elargiti.
I dati annuali elaborati dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune ci dicono che la percentuale
di cittadini stranieri residenti a Carpi è al di sopra del 10% del totale dei residenti.
Se poi si approfondiscono le analisi sui migranti vediamo che è in atto, negli ultimi anni, un processo
di stabilizzazione, attraverso i ricongiungimenti familiari.
Ci sono quindi sempre più donne, più bambini e giovani.
Le nostre proposte per un welfare inclusivo sono:
• Migliorare la competenza culturale dei Servizi, sia quelle riguardanti l’organizzazione sia quelle
dei professionisti
• Creare un team di Medici Medicina Generale e Pediatri di Libera scelta con competenze specifiche
sulla medicina dei migranti
• Incentivare l’utilizzo dei mediatori culturali (oppure facilitatori o volontariato dei migranti) in alcuni
luoghi chiave (sportello sociale, pronto soccorso, consultorio, reparto di Ostetricia e Ginecologia,
punto di accoglienza presso i Poliambulatori).
• Investire in informazione e accoglienza per migliorare l’assistenza socio sanitaria ai cittadini
• Migliorare le occasioni di apprendimento della lingua italiana da parte delle donne immigrate,
sperimentando iniziative facilmente utilizzabili. L’aumento delle competenze linguistiche rende le
donne/persone più capaci di utilizzare i servizi non specificamente dedicati agli stranieri.

Ospedale Ramazzini
L’attuale “Ramazzini” ha problematiche consolidate che sono state individuate soprattutto nella
mancanza di flessibilità della struttura.
Carenze rilevate principalmente dagli operatori sanitari che vivono quotidianamente quella realtà.
Ristrutturazione sale operatorie, servizi accessori quali anatomia patologica e radiologia che sono
sottodimensionati rispetto alle esigenze dei reparti, pronto soccorso, sono alcune delle necessità alle
quali bisogna dare risposta nel prossimo futuro, tenendo conto che la struttura edilizia del Ramazzini
è datata e necessita di continue ristrutturazioni.
Bisogna ridefinire in modo concertato il posizionamento ed il ruolo dell’Ospedale di Carpi rispetto al
sistema ospedaliero provinciale (Sassuolo-Baggiovara-Policlinico-Ramazzini) nell’ottica del progetto
per la realizzazione di un nuovo ospedale riprendendo la logica di una struttura interprovinciale a
scavalco con il territorio del comune di Correggio. Occorre che l’Azienda sanitaria ponga in essere

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maggiori sinergie tra gli ospedali della Provincia ed il nuovo centro ospedaliero di Baggiovara
principalmente sul tema delle dimissioni dei pazienti con particolare riguardo a quelle situazioni in
cui necessitano ulteriori ricoveri.
Crediamo sia importante analizzare concretamente le criticità rispetto alle risorse umane impiegate:
reparti come Ostetricia con oltre 1800 parti nel 2008 o come il Pronto Soccorso con oltre 42.000
prestazioni sempre nel 2008 non sono più in grado di sostenere tali prestazioni con il personale
assegnato attualmente.

Consultorio
Il consultorio ha svolto in questi anni un ruolo molto importante, sia per quanto riguarda la salute delle
donne, sia per l’informazione data alle donne sull’accesso ai servizi sanitari del territorio. Interagisce
con altri attori (Centro per le famiglie e Assessorati alle politiche sociali, Reparto di Ostetricia e
Ginecologia Ospedale Ramazzini ) per soddisfare bisogni nuovi, ai quali il territorio da solo non
sarebbe in grado di dare risposta (es. Progetto sulla disagio Post-parto).
Negli anni scorsi è progressivamente aumentata la quota di attività dedicata all’assistenza alla nascita,
anche per effetto dell’aumento della natalità registrato nei distretti dell’Area Vasta Emilia nord. Poiché
non c’è stata una parallelo aumento del personale, si è ridotta in proporzione l’attività di assistenza
ginecologica. Questo fatto è stato percepito come una contrazione della capacità di risposta del servizio.
E’ importante anche qui riprendere le difficoltà di risorse sia finanziarie sia umane in cui versa il
consultorio, a cui si deve porre rimedio. A questo proposito segnaliamo alcune azioni prioritarie che
vanno ulteriormente implementate:
• Il centro adolescenza e lo spazio giovani sono un’eccellenza che va difesa e sostenuta
• Il consultorio offre servizi non soltanto di assistenza e cura, ma anche di informazione, prevenzione
(non dimentichiamo il prezioso lavoro fatto con lo screening per i tumori al collo dell’utero)
• Il consultorio ha sviluppato modalità di erogazione delle prestazioni che tendono a favorire l’accesso
di gruppi di popolazione svantaggiati
• Supportare il lavoro del consultorio anche con strumenti non solamente tecnologici, ma organizzativi,
come per esempio la mediazione culturale, che consente di fornire servizi più adeguati alle esigenze
degli immigrati e in particolare delle donne
• Aumentare l’integrazione fra consultorio e reparto di Ostetricia e Ginecologia e favorire una
formazione continua comune. Valorizzando le forme di collaborazione anche innovative Consultorio
- Medici di Medicina Generale

Prevenzione e promozione del benessere psico-fisico


Per una nuova politica socio-sanitaria occorre incrementare la collaborazione tra cittadini, pubblica
amministrazione e servizio sanitario nazionale. In questo lavoro a rete risulta fondamentale proseguire
il lavoro già avviato con gli screening (pap-test, mammografia, colon).
Così come si deve sviluppare maggiormente un programma di informazione sugli stili di vita salutari,
coinvolgendo tutte le fasce d’età ed in modo particolare i giovani delle scuole carpigiane.
Si deve poi proseguire il lavoro circa la promozione del benessere, lavorando su alimentazione, attività
fisica, ampliando poi la disponibilità di strutture sportive.
In ultimo, ma non per importanza, promuovere campagne di sensibilizzazione ai rischi di incidenti
domestici, incidenti stradali, incidenti sul lavoro.

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7 - CENTRO STORIC0 – CULTURA - COMMERCIO

Centro storico e Turismo


Molto è stato fatto da questa coalizione nei primi 5 anni di governo riportando nell’immaginario comune
e nel vissuto quotidiano un Centro Storico più bello, più vivibile, più grande, più diversificato.
L’ambizioso obiettivo della prossima legislatura, sarà quello di dotare l’area nord del nostro Centro
Storico, di un parcheggio interrato da realizzare nel Piazzale della Meridiana attraverso un Projet
Financing, quindi a basso costo per l’Ente Pubblico. Questa realizzazione consentirà anche la
riqualificazione dell’Ex Bocciofila Malatesta in un giardino di Città. Un oasi verde in un contesto
fortemente abitato.
Altro importante obiettivo da porsi per il Centro Storico, è quello della riqualificazione dei portici.
Abbiamo stanziato in bilancio fondi che si tradurranno in incentivi per tutti quei proprietari che si
impegnano ad eseguire i lavori e ci proponiamo come Amministrazione Comunale di redigere i progetti
unitari e di coordinare i rapporti con le soprintendenze.
La valorizzazione del nostro Centro Storico e dei nostri monumenti, ha portato un interessante incremento
turistico nella città. La ricettività e l’ospitalità turistica è molto aumentata anche grazie agli interventi
operati da privati sulle strutture alberghiere locali. Pensiamo in particolar modo al restyling del Touring
Hotel e alla apertura del My Hotel e della Gabarda, oltre all’offerta differenziata attraverso l’apertura
di nuovi affittacamere e diversi Bed and Breakfast. Oltre 12.000 contatti al nostro sportello Turismo
IAT, sono un bel successo per una città che fino a qualche anno fa, non aveva mai pensato a se stessa
in termini di attrazione e meta turistica. Ancora la principale attrattiva turistica per Carpi è il turismo
della Memoria, legato al Museo del Deportato politico e Razziale, ed all’importante sito dell’Ex Campo
di Fossoli.
Il Palazzo dei Pio, è stato individuato quale capofila di una “Rete delle Rocche e dei Castelli nella
Provincia di Modena”. Per la sua ristrutturazione, per il restauro di alto valore artistico e turistico nonchè
per la promozione della rete provinciale, la Regione Emilia Romagna ha approvato recentemente un
finanziamento di 800.000 euro dai Fondi Europei.
Un grande riconoscimento quindi sulla valenza e sulla attrattiva turistico/culturale della nostra città e
del suo “Castello”.

Commercio
L’ampliamento e l’ammodernamento della rete distributiva alimentare, è avvenuto attraverso la
concentrazione di vecchie “licenze” ancora attive e all’interno della specifica disciplina del Piano
Regolatore. Questa evoluzione è avvenuta senza provocare, né causare straordinarie chiusure di esercizi
in attività.
Le aperture delle grandi superfici commerciali hanno seguito questa logica di riqualificazione dell’esistente.
Si può anzi affermare che abbiano dato una positiva risposta a tutti quei consumatori che migravano
verso Modena, Mantova o Mirandola, per rivolgersi alle strutture dei grandi centri Commerciali. Di
converso hanno ricondotto verso Carpi, dai comuni limitrofi quei consumatori, su cui la nostra città
non faceva più attrazione per lo shopping.
Il saldo tra chiusure e aperture del commercio carpigiano è ancora attivo, tuttavia il settore commerciale
comincia a risentire fortemente del calo dei consumi conseguente la forte crisi economica in atto.
Proprio per questo, pur in presenza di grossi problemi in sede di bilancio 2009, abbiamo scelto di
mantenere fermi gli stanziamenti a favore del Fondo Sicurezza e delle Cooperative di Garanzia, fra
commercianti. Va inoltre meglio definito, secondo l'attuale legge regionale, la commercializzazione
di prodotti eterogenei associata a servizi di comunicazione. Con decisione dovremo rafforzare il ruolo
di ConCarpi , il consorzio pubblico/privato, in modo tale che sempre più sia ideatore e promotore di
eventi cittadini, nonchè stimolo alla partecipazione attiva degli operatori commerciali.
La presenza nella compagine sociale del Comune, di tutte le associazioni di categoria e degli enti di
promozione della città, oltre alla presidenza del Sindaco, fanno sì che questo consorzio possa veramente
dare un aiuto concreto alla promozione partecipata della nostra bella città.

Cultura, coesione e identità davanti alla crisi


Nella società della conoscenza il sapere e la cultura costituiscono le principali leve dello sviluppo
economico e sociale di un paese moderno, e anche oggi sono la risorsa più preziosa per uscire dalle
secche della crisi in cui la nostra civiltà rischia di incagliarsi. La cultura può contribuire a trasformare
la crisi in opportunità di cambiamento e di crescita, come ci invita a fare il Presidente Napolitano.
In fondo anche la cultura rappresenta un bene, e una sua più equilibrata distribuzione contribuisce a
rendere la società più giusta, più equa e più coesa. La cultura è l’elemento imprescindibile per definire
il tasso di civismo e l’identità di una comunità; un’identità che, analogamente a ciò che avviene
nell’evoluzione umana, non è statica, ma muta ed evolve in relazione con l’ambiente circostante e
con gli altri. L’identità personale di ciascuno di noi è diversa da quella che possedevamo in altre età

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della nostra esistenza. Così è anche per le comunità. L’identità della Carpi di oggi, nel senso del
complesso di elementi o di dati che consentono di individuare la città nella sua entità fisica, culturale,
religiosa, sociale ed economica, è diversa da quella di pochi anni fa. Si può provare nostalgia o
smarrimento rispetto ai cambiamenti in corso, ma essi sono un dato di fatto con cui ci dobbiamo
misurare.
Anche in passato i nostri territori hanno attraversato grandi cambiamenti e hanno affrontato nuove
sfide. Non è la prima volta. Dobbiamo fare attenzione, perché un’identità indebolita, davanti alla crisi,
può reagire nei modi più sorprendenti e imprevedibili perché viene guidata più dalla paura che
dall’intelligenza. In questo senso la cultura consente di comprendere e governare verso una direzione
più positiva le trasformazioni sociali. Solo un approccio culturale alla trasformazione ci consente di
comprenderla, accentuarne gli aspetti positivi e contrastarne quelli negativi. La cultura, o meglio, le
culture aiutano a sviluppare il grado di coesione sociale.

Lo stato della cultura e delle politiche culturali


All’offerta culturale attuale concorre la rete di Istituti culturali del comune, all’interno della quale è
presente un patrimonio di competenze ed esperienze preziose, che è ancor più impreziosito dalla
presenza di un tessuto associativo composto da numerose associazioni che svolgono iniziative indirizzate
alla città. E’ su questa solida base di relazioni che occorre muoversi per impostare un’adeguata offerta
culturale a tutti i nostri concittadini.
Gli istituti culturali presenti sono stati implementati e progressivamente attrezzati per dare delle
significative risposte a delle esigenze precise che il tessuto sociale ci ha richiesto in questi anni. E’
opportuno ricordare, in questo senso lo straordinario dato di frequentazione e di fruizione di alcuni
contenitori culturali, quali la Biblioteca multimediale Loria, il Palazzo dei Pio con il Museo civico, il
Castello dei Ragazzi…solo per citare gli ultimi contenitori restituiti alla città dopo la riqualificazione
degli stessi. Dobbiamo continuare nel tracciato già segnato in questi anni dalle scelte politiche operate
dall’attuale amministrazione, ovvero perseguire tre obiettivi principali: incremento delle occasioni di
crescita culturale dell’individuo, valorizzazione del Patrimonio storico ed artistico locale, promozione
della città dentro al contesto regionale e nazionale.
Tali obbiettivi sono perseguibili solo attraverso il continuo lavoro quotidiano svolto dagli istituti culturali
comunali e attraverso un vero e proprio coinvolgimento dei diversi attori che insistono nel tessuto
sociale della nostra comunità.
Il coinvolgimento del mondo del volontariato e di soggetti terzi rispetto all’Ente pubblico, quali ad
esempio singoli privati, associazioni di categoria piuttosto che imprese, diviene ancor più importante
a fronte al prevedibile calo delle risorse disponibili. Di pari passo occorre porre sempre maggiore
attenzione alla diversificazione dell’offerta culturale in modo tale da permettere un positivo ampliamento
della base dei fruitori, cittadini utenti.
Se la cultura promuove la coesione sociale, e noi vogliamo accrescere la coesione sociale in modo
da governare i processi di migrazione presenti nella nostra città, allora dobbiamo seriamente porci
l’esigenza di creare le condizioni affinché i nuovi cittadini carpigiani siano anche fruitori delle iniziative
culturali, e perché questo accada è evidente che tali iniziative devono favorire il dialogo tra tradizioni
e culture diverse in nome di un’idea culturale della cittadinanza.
In particolare è sottolineata la necessità di dare un’identità alle politiche culturali investendo sull’arte
contemporanea e più in generale sulle espressioni della contemporaneità.
In una fase di restringimento delle risorse disponibili è tuttavia doveroso porsi sì ambiziosi obiettivi,
ma all’insegna di una loro preventiva sostenibilità, anche in senso gestionale. Si pone insomma il
problema dell’autosostenibilità dell’iniziativa culturale pubblica, per la quale diventa sempre più
necessario guardare alla partecipazione di soggetti esterni non solo in termini di finanziatori, ma anche
di co-promotori e co-produttori di cultura territoriale. Spetta invece al comune, inteso come espressione
della volontà popolare, definire le strategie politiche e gli indirizzi culturali.
L’idea di gratuità e universalismo delle iniziative culturali rimane una direttrice di marcia per le scelte
che si dovranno fare. Nondimeno per evitare che le iniziative culturali incidano eccessivamente sul
bilancio o in modo non sostenibile si deve agire sulla spesa piuttosto che sulle entrate, si deve quindi
prevedere la possibilità di ridurre il campo di azione del comune e di concentrare l’azione su un
numero più ristretto di iniziative e progetti. Un approccio insomma che vada nella direzione di contenere
e qualificare le iniziative, proseguendo però la collaborazione con l’associazionismo, anzi dando ad
esso anche maggiori opportunità su progetti che si inquadrano negli indirizzi culturali del Comune,
secondo un’idea di sussidiarietà della cultura. Anche la gestione di importanti contenitori culturali
rientra in questa logica di approccio razionale. Ad esempio sulla gestione del teatro comunale, si ritiene
che esso rappresenti un patrimonio collettivo e che solo la gestione diretta può permetterne una sua
fruibilità all’intera comunità locale ivi compreso il tessuto associativo. Come è avvenuto per la biblioteca,
per punti di attrazione anche turistica, come Castello dei Ragazzi e Museo, l’apertura domenicale e
serale consentirebbe certamente una crescita della città e del servizio stesso, ma alimenterebbe un
meccanismo di crescita della domanda che nel medio periodo non è sostenibile, se non dietro una
concertata rimodulazione del modello gestionale. Dopo la realizzazione dei nuovi spazi all’interno

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di Palazzo Pio e la nuova biblioteca Loria si ripropone dunque il tema della Fondazione Culturale A.
Pio analizzando però preventivamente e in maniera puntuale la realizzabilità e le eventuali opportunità.
Il nuovo mandato dovrà aprirsi con soluzioni definitive che naturalmente sono legate ad un patto chiaro
con il principale interlocutore (ma non l’unico) per realizzare la fondazione, ossia la Fondazione Cassa
di Risparmio.
È necessario realizzare con i principali attori sociali ed economici interessati e con la Fondazione CRC
un patto per la città che diventa ancora più urgente oggi davanti agli scenari di crisi dei prossimi anni
e che, nel rispetto del ruolo, dei compiti e dell’autonomia di ciascun contraente, definisca gli ambiti
di collaborazione, di coprogettazione e gestione di questo ricco patrimonio della collettività.
È impensabile progettare gli scenari delle future politiche culturali senza il coinvolgimento dei diversi
attori economici, sociali ed associativi della città. Si deve proseguire in un proficuo dialogo e
collaborazione con l’associazionismo il cui rapporto è tra l’altro consolidato e istituzionalizzato
all’interno delle consulte. Di pari passo occorre consolidare e per quanto possibile ampliare il rapporto
con i privati per la costruzione di importanti relazioni di sistema e laddove possibile di coinvolgimento
all’insegna di sponsorizzazione-partnership. Ora è necessario mettere in rete quel rapporto che si ferma
alle singole iniziative e lo strumento ideale può essere la Fondazione Pio, il cui statuto, opportunamente
revisionato, deve prevedere la possibilità di partecipazione anche di soggetti privati e istituzionali.
In una parola, l’obiettivo complessivo è di intraprendere, per valorizzare e potenziare le iniziative
culturali a Carpi in modo da promuoverle su scala molto ampia e accrescere l’attrattività della città
nell’ambito della creazione di un vero e proprio distretto culturale da realizzare con gli altri enti locali.
Le politiche culturali promosse, per rispondere appieno alle esigenze di tutto il territorio non possono
non tener conto anche delle esigenze del mondo della scuola che sta attraversando una fase alquanto
travagliata. Si rende dunque necessaria una riflessione sull’adeguamento delle politiche culturali degli
istituti che a Carpi tradizionalmente lavorano con le scuole (biblioteca, archivio, museo civico,
Fondazione Fossoli ecc) poiché i provvedimenti e i tagli del Governo sulla scuola limitano le potenzialità
dell’offerta formativa delle scuole. Uscite didattiche e progetti formativi all’interno delle scuole, saranno
con ogni probabilità ridimensionati nei prossimi anni e, poiché la qualità della nostra istruzione
costituisce un valore per il territorio e per la comunità, occorrerà ragionare in questa direzione e quindi
promuovere strategie per arginare l’impatto negativo dei provvedimenti governativi. Appare dunque
opportuno proseguire e consolidare le esperienze dei percorsi extrascolastici proposti agli istituti cittadini
(è il caso di Città Visibile, il progetto che raccoglie più di cento proposte per le scuole di diverso livello
del distretto), investendo in particolare sull’integrazione tra le attività dei diversi soggetti promotori che
a volte danno l’idea di lavorare a compartimenti stagni.
È necessario puntare a realizzare una vera e propria cittadinanza culturale, ossia una forma di cittadinanza
(con i diritti e doveri che ne conseguono) strettamente connessa alla dimensione culturale. Non si è
insomma pienamente cittadini se non si può godere pienamente dell’offerta culturale. Non si è
pienamente cittadini se non si rispettano pienamente le culture, le tradizioni e le leggi esistenti. Pensiamo
alla storia che questa città ha alle sue spalle ed al lungo cammino percorso dalla comunità locale. Se
si dovesse guardare cosa è rimasto di più prezioso di quel cammino caratterizzato da intraprendenza,
voglia di fare, solidarietà, passione civile e politica, c’è un bene che ha un valore incomparabile. Questo
bene è la coesione sociale che ancora oggi rappresenta la risorsa principale per affrontare le sfide poste
dalla crisi che abbiamo davanti e consentirci di proseguire la narrazione della nostra comunità.
Dobbiamo fare in modo che questo bene sia salvaguardato e lo possiamo fare solo se esso diventa un
patrimonio collettivo e condiviso di tutta la comunità.

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8 - FUNZIONAMENTO DELL'ENTE COMUNE
Il comune di Carpi ha raggiunto i livelli attuali perché nel tempo vi è stata una positiva condivisione
e identificazione da parte dei dipendenti nelle politiche comunali nelle finalità e nei progetti. Questo
è un patrimonio che non va disperso.
Credo dunque che sia fondamentale continuare nel coinvolgimento dei dipendenti nelle trasformazioni
della macchina comunale relative ai cambiamenti in parte dovuti ai nuovi bisogni emersi nella città
ed in parte dovuti alle scelte relative all’Unione dei Comuni. Trasformazioni organizzative della macchina
comunale, appunto, che identifichino anche competenze e funzioni idonee alla strategia e la
programmazione delle scelte amministrative sul territorio, in funzione di uno sviluppo eco-sostenibile.
Negli ultimi bilanci comunali si sono compiute razionalizzazioni significative sia sul versante del
personale che sulle spese per consulenze esterne. Si dovrà quindi lavorare per ridurre ulteriormente
le consulenze, avvalendosi principalmente delle competenze interne, e per una nuova organizzazione
comunale che preveda l’unificazione dei servizi di relazione con il pubblico in un'unica sede comunale
a cui i cittadini potranno rivolgersi. Questo assunto prevede la costruzione di una nuova sede comunale
che anche strutturalmente consenta la riduzione delle frammentazioni esistenti, fornendo migliori
servizi in termini di tempi e di attenzione nei confronti dei cittadini, riducendo al contempo le spese
di gestione, anche con interventi innovativi di risparmio energetico.

E’ sulla base del programma sopra esposto che la coalizione a sostegno della mia candidatura chiede
l’adesione ed il consenso ad ogni cittadino di Carpi che abbia condiviso i progetti realizzati e voglia
insieme proseguire “Insieme per governare il cambiamento”

Lorena Borsari (Italia dei Valori)

Alberto Carmelo D'Addese (Verdi)

D av i d e D a l l e Ave ( Pa r t i t o D e m o c ra t i c o )

Marcella Valentini (Partito dei Comunisti Italiani)

Enrico Campedelli (Candidato Sindaco)

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