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Francesco Lamendola DECALOGO DEL POLTICAMENTE SCORRETTO: ISTRUZIONI PER L' USO

Questo decalogo rivolto a tutti coloro che non vogliono fare carriera come intellettuali di regime o di partito, iscritti nel libro paga di questo o quel potente; che non sognano di potersi mettere al servizio interessato di questo o quel gruppo d'interessi; che non temono la solitudine, gl'insulti e le calunnie delle cagnette di pariniana memoria, sempre pronte ad azzannare lo sconsiderato che osi violare i mille tab del mondo pseudo-intellettuale e non tener conto delle infinite forme di conformismo, servilismo e demagogia, grazie alle quali oggi possibile far carriera nel mondo della carta stampata e, spesso, in quello dei feudi universitari. 1 Riconosci che non avrai altro Dio che la Scienza, intendendo per scienza non ci che con questa parola intendevano modesti pensatori come Platone e Aristotele, ma grandi filosofi di valore incrollabile, quali i sostenitori del paradigma neopositivista. 2 Riconosci che solo la Scienza ci d una immagine veritiera del mondo nonch gli strumenti per migliorare la nostra vita e realizzare le magnifiche sorti e progressive, fabbricando aerei a reazione sempre pi veloci, medicinali chimici sempre pi potenti, alimenti transgenici sempre pi efficaci per sconfiggere la fame nel mondo, ecc. 3 Riconosci che solo la democrazia ed il libero mercato potranno assicurare pace e benessere all'umanit e che, pertanto, gli Stati Uniti hanno una fondamentale missione civilizzatrice da svolgere nel mondo, che solo i terroristi e gli Stati-canaglia possono avere l'impudenza di non apprezzare. 4 Riconosci che la storia ha dato ragione ai "buoni" e che i vincitori della seconda guerra mondiale e quelli della "guerra fredda" hanno il diritto morale di governare il mondo, anzi doveroso mostrare loro sentimenti di eterna gratitudine, in quanto ci hanno liberati (da noi stessi, dalle nostre tendenze cattive) in cambio di qualche piccola base militare e di una certa quale influenza economico-finanziaria, peraltro notoriamente disinteressata. 5 Riconosci che al governo di Israele, essendo il legittimo rappresentante di una tragedia storica per la quale non vi sar mai redenzione, occorre lasciare carta bianca in qualsiasi circostanza; e
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che il fatto che il popolo ebreo avesse lasciato la Palestina da circa 2.000 anni un dettaglio insignificante, perch solo un vile antisemita pu trovare da ridire sul fatto che il popolo palestinese, insediatosi in quella terra nel breve intervallo summenzionato, possa esserne cacciato a pedate quando vi ritornino i legittimi depositari della Terra Promessa. 6 Riconosci che l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea un passo altamente desiderabile perch, come noto, sia la storia che la geografia dimostrano che la Turchia parte integrante dell'Europa; che solo un amico di Bin Laden potrebbe non vedere che questo l'unico modo per prevenire la marea fondamentalista in riva al Bosforo; che solo un donchisciotte da strapazzo pu avere ancora voglia di parlare di quei 2 milioni di Armeni che furono sterminati come pidocchi non solo nel 1915-16 da Enver Pasci, ma anche nel 1920-22 dal "padre della Turchia laica e occidentale": Mustaf Kemal Atatrk. 7 Riconosci che fascismo e comunismo sono stati il Male assoluto, come oggi lo ogni forma di antiglobalismo pi o meno "oggettivamente" terroristica; mentre il liberismo e, in modo particolare, i banchieri di Wall Street - gli stessi che nel 1929 gettarono il mondo in una catastrofe senza precedenti nella storia - rappresentavano e rappresentano il Bene; l'uso della forza, da parte loro, sempre legittimo, anche quando si tratta di polverizzare con l'atomica delle citt indifese, piene solo di vecchi, donne e bambini. 8 Non interessarti mai di storia militare, perch passeresti subito per un militarista; n di storia del fascismo (se non per demonizzarlo), perch passeresti per fascista; n di storia del comunismo (come sopra), perch passeresti per comunista; non criticare l'immigrazione indiscriminata di decine di milioni di africani ed asiatici in Europa, perch passeresti per razzista; non criticare lo strapotere delle multinazionali, perch passeresti per fiancheggiatore dei talebani. 9 Non criticare la pornografia oggi imperante, perch ti accuserebbero di moralismo; non criticare la svirilizzazione degli uomini, perch ti accuserebbero di omofobia, n la smania di seduzione ultravolgare delle donne, perch ti accuserebbero di maschilismo; non pretendere che i figli obbediscano ai genitori o che gli studenti si affatichino troppo sui libri, perch saresti tacciato di autoritarismo; e non parlare di sacrifici o di doveri, ma solo di piaceri e di diritti, se non vuoi essere schedato come piagnone e degno erede di Savonarola. 10 Soprattutto, non parlare mai, mai di valori permanenti, di verit assolute, di tensione metafisica, di trascendenza o di umana aspirazione a ci che bello, buono e vero; ma piuttosto parla di crisi dell'io, di crollo di tutte le certezze, di malessere esistenziale, di immanenza rigorosamente laica, di nausee e vomiti per il fenomeno "vita", di sovversione di tutte le regole in nome della ricerca pi sfrenata del piacere individuale. E, se vuoi un consiglio da amico, butta nel cesso la Venere di Milo e il Doriforo di Policleto; vai piuttosto a goderti l'art brut alla Biennale di Venezia; e scordati Bach o Mozart, ascolta e impara dal rock metallico. Queste sono le dieci regole fondamentali, i dieci comandamenti dell'intellettuale a un tanto il foglio di bavose adulazioni per colui che lo paga e che gli rende possibile vivere in quella beata illusione per cui, a forza di guardare il pezzettino di muro che si vede dalla finestrella della propria cantina, si finisce per delirare sulla propria infallibile e onnicomprensiva conoscenza del mondo. In effetti, questi evirati intellettuali da salotto sanno solo berciare i luoghi comuni pi triti, anche se - spalleggiandosi a vicenda - hanno l'incredibile faccia tosta di presentarli come il massimo della modernit e dell'anticonformismo; e, siccome gridano tutti insieme con le loro vocette da conigli mannari, riescono a fare un tale baccano da credere loro per primi alle loro stesse menzogne e alle loro stesse enormi stupidaggini.

Lasciamoli berciare instancabilmente e gracidare sulle sponde fangose dello stagno. Come diceva Nietzsche, bisogna scegliere un nemico degno da combattere; mentre qualunque polemica con costoro avrebbe l'inevitabile effetto di sprofondare nella stessa melma anche le persone pulite e in buona fede. Il male non che ci siano degli intellettuali da marciapiede, pronti a vendersi al primo offerente; il male che molta gente li prende sul serio e arriva a pagare i giornali sui quali essi conducono una sfrontata propaganda per i loro padroni, e che non valgono neanche la carta di cui sono fatti (poveri alberi, sacrificati per mandare in rotativa quotidiane sciempiaggini a un tanto il rigo!). Il male, come diceva qualche secolo Etienne De La Botie, la servit volontaria, questa ansia di autocastrazione del pensiero, di autolobotomizzazione dei cervelli. In cambio di che cosa, poi? Di questo benessere fasullo che capitalismo, scientismo, materialismo e apparato tecnologico ci rifilano come fosse moneta buona, mentre solamente sterco.

Francesco Lamendola