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Tema nono del seminario sul Protagora platonico

Nuovi riflessioni critiche di Socrate (313c-314b)

Nuovi riflessioni critiche di Socrate (313c-314b)


Introduzione Ci troviamo di fronte a un brano che sta al interno della prima parte del dialogo platonico. Socrate stesso il personaggio che ci racconta sin dallinizio, tramite una petizione dun sconosciuto, come sia stato il suo incontro con Protagora. Ippocrate viene di mattina, prima dellalba, e conversa con Socrate condividendogli il suo desiderio dessere istruito da Protagora. Socrate decide di avviarsi verso la casa di Callia, che il padrone della casa dove si trovano Protagora e altri sofisti. In questo contesto si sviluppa il brano suggerito. I commenti che faremo prenderanno conto di questo stesso contesto. Considerazioni previe Sin dal 312a Socrate comincia la sua solita scarica dialettica verso il suo interlocutore. Vuole arrivare a una definizione di quello che un sofista per aprire gli occhi del suo entusiastico compagno riguardo alla realt fittizia dei sofisti. La sua ininterrotta serie di domande-risposte trova lesito desiderato nel 312e quando Ippocrate si vede costretto ad affermare che non sicuro della risposta: in che sia competente un sofista e faccia cos competenti i suoi allievi. Stiamo di fronte all socratica. Nuovi1 riflessioni critiche di Socrate. a) Analisi testuale Ci sono due verbi che caratterizzano lignoranza di Ippocrate riguardo a Protagora: , che si riferisce ad una conoscenza che potrebbe essere semplicemente iniziale; e , che si riferisce a quel dialogo sempre necessario nel metodo socratico. Ippocrate dunque non solo non ha trattato con Protagora e non lha frequentato, ma anzitutto mai ha avuto un dialogo con lui. Perci ci sono tanti dubbi da parte di Socrate. Unaltra considerazione linguistica importante riguarda alle parole che servono per paragonare in modo analogico ai sofisti: e . Il primo (commerciante) si caratterizza proprio per andare duna parte allaltra della Grecia in ricerca di opportunit di commercio e guadagno economico. Laltro invece viene attribuito al venditore che, situato in un posto definito, si dedica alla vendita di prodotti che potrebbero non essere stati conseguiti da lui stesso. Questo si potrebbe attribuire in qualche modo ai sofisti di quel tempo. Questi, infatti, erano stranieri (nella sua gran maggioranza) che arrivavano alle
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Con le considerazioni previe abbiamo voluto dare una giustificazione della parola nuovi suggerita nel tema nono, dato che non si tratta delle prime critiche di Socrate nel dialogo.

grandi citt in ricerca di allievi e soldi. La comparazione col si potrebbe attribuire al fatto che cera anche una vendita della conoscenza e una competenza per attirare pi allievi degli altri in una stessa citt. Protagora affatto (cfr. 318e) elogia in qualche maniera il suo modo dinsegnamento paragonandolo con quello di Ippia. Il paragone prosegue anche a livello lessicale, giacch Socrate utilizza prima per i sofisti, e poi per il commerciante o venditore, il verbo (cfr. 313cd) che significa lodare, esaltare qualcosa. Ad entrambi, sofisti e mercanti, viene attribuito il lodare e esaltare le proprie mercanzie con una caratteristica particolare: il non saperne il loro valore, perch (neanche loro sanno se sia utile o dannoso). Ma ci sono due professionisti che potrebbero discernere la convenienza di questi prodotti. Loro sono i medici e i ginnastici. Tutti e due sono stati menzionati da Platone in un altro dialogo con un altro sofista, nel Gorgia (cfr. 465b). Lultima comparazione si fa con il cibo e la bevanda che si comprano nel mercato. Per lanima che si nutre dinsegnamenti () non c possibilit di valutarli e buttarli, se fosse necessario, dopo lacquista; con il cibo e la bevanda invece si pu procedere con maggior cautela, poich si possono consultare gli esperti. C di conseguenza pi rischio e pericolo () quando si tratta degli insegnamenti. b) Analisi filosofico Il brano selezionato ci porta a due principali problematiche, ambe due in rapporto con la sofistica del tempo: in primo luogo si tratta del valore commerciale di essa e dallaltra parte del suo valore morale. Il valore commerciale della sofistica viene anzitutto sottolineato dallanalogia scelta da Platone in maniera non casuale, giacch, come si vede in altri dialoghi (Apologia, Gorgia, Fedone ed altri)2 gli esempi servono come prova induttiva e chiara dellintera argomentazione. Ma lo sguardo filosofico ci spinge ad penetrare in questa analogia pi profondamente. Infatti il commercio mercantile, sviluppato soprattutto a partire del s. VII, non solo ebbe un influsso sociale ed economico sulla Grecia, ma anche uno filosofico. La Grecia continentale si caratterizzava per il coltivo del campo e lallevamento, mentre le colonie dellAsia Minore cominciarono a sviluppare un altro tipo di economia. Con ladozione della moneta il commercio divent rapidamente lattivit per eccellenza delle colonie. Gli individui dunque trovarono un posto del tutto particolare in questo quadro sociale. Si da dunque un avviamento verso lindividualismo sociale. Questo individualismo trov una forma di pensiero che avrebbe queste caratteristiche: ricerca di miti commerciali (invece di quelli tradizionali), pensiero a seconda dei pareri (compra-vendita), la realt vista come quello che pare (non ci sono parametri assoluti, ma convenzionali) e un iniziale soggettivismo espresso tramite lopinione come lelemento importante della relazione commerciale.
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NellApologia ci riferiamo allesempio dellallenamento dei cavalli, ecc; nel Gorgia, alle quattro attivit false cariche dadulazione: cosmetica, culinaria, sofistica e retorica. Nel Fedone la lira serve per illustrare gran parte dellargomento dellimmortalit, ecc.

Come si sa, questa nuova forma di pensiero dovuta in gran parte al suddetto sviluppo commerciale si diffuse tramite il mare per tutta la Grecia. Ma abbiamo appena accennato che questa forma sia nata nellAsia Minore e, dallaltra parte, ben noto come i siciliani siano stati tra i primi promotori della retorica e della sottovalutazione della verit, sottolineando il valore dellinverosimile (). Questo si deve non solo al fatto che abbiamo appena descritto, ma anche a un altro di tipo storico: i persiani infatti, dopo una rivolta di alcune citt asiatiche, fecero una punizione attaccando queste citt. Alcuni dei loro abitanti ne fuggirono e molti di loro si trasferirono alla Magna Grecia. Dalla Sicilia and ad Atene come ambasciatore il famoso Gorgia nel anno 347 a. C. I sofisti si nutrirono in qualche modo di questa mentalit nuova ed individualista, nata nel Asia Minore, ma diffusa poi in tutta la Grecia: il commercio fece che molti potessero conoscere pi culture e forme di vita diverse delle greche e cos il pensiero divent pi universalista (e anche, in qualche senso, pi relativista); cos anche i sofisti, paragonati con questi commercianti sembravano a Platone una schiera di venditori dinsegnamenti che introdussero nella Grecia un pensiero pi convenzionale, pi universalista e meno politico (polis) nel senso pieno della parola. Dallaltra parte si tratta di una critica del valore morale negli insegnamenti dei sofisti, giacch Socrate, indipendentemente dal paragone di essi con i mercanti, li qualifica come ignari dellutilit o del danno dei prodotti che offrono. Questa critica infatti va a distruggere il valore etico e morale della sofistica, perch i sofisti vendono una moltitudine di conoscenze ai loro allievi, ma senza nessuna valutazione dei contenuti, senza alcun giudizio di verit o falsit. Questa superficialit (riguardo alla verit delle cose) si vede chiaramente nei detti trasmessi a noi e che sono i pi noti: quello delluomo come misura di tutte le cose, ecc. e largomentazione gorgiana dellimpossibilit di conoscenza alcuna. La sofistica dunque manca di quella dimensione morale essenziale ad ogni uomo e rimane soltanto con quella dimensione pi soggettiva ed individuale del proprio apprezzamento e valutazione calcolatrice della realt.