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Donna di Luce - Sara Manenti

M a r z o 2 0 1 2

Posso solo ringraziare Lui che con un soffio ha generato la mia

In copertina: Donna di Luce


Anima e colei che con Gioia e Sofferenza ha portato in grembo e poi partorito questo mio bel corpo di Donna. Donna, tra mille pianti e mille sorrisi, mi guardo allo specchio ringraziando, di essere nata Donna..

Sara Manenti

Un bacio a me e a tutte le Donne che con Amore e Coraggio si alzano tutti i giorni

Donna, ancora una volta Donna


Donna, una parola di 5 lettere che racchiude in se un mistero, il mistero di tutta una Vita. Dicono che la chiave di svolta per risanare il nostro secolo decadente racchiuso nel Cuore della Donna. Donna Donna, per tanto tempo un concetto che ho rifiutato, una parte di me che non sentivo mia, una parte di me dalla quale fuggivo. Donna, solo ora riesco a vederne la bellezza, la profondit e il grande potenziale che racchiuso nel mio Essere nata Donna. La sensibilit, la gentilezza, lAmore incondizionato, quanti Doni sono racchiusi nel mio Cuore di Donna e quanti Doni ancora, che il buon Dio mi ha dato, ho ancora da scoprire?

per far risplendere su questa terra il loro Sorriso.

Sara.

Sommario
Via Salvi (editoriale)
La storia passata rappresenta una base sulla quale costruire del nuovo (Nicoletta Pennella). leggi Rivista online del Metodo alla Salute, edita dalla Associazione alla Salute Marche, onlus DIRETTORE EDITORIALE Mariano Loiacono Direttore Centro Medicina Sociale - Foggia Condirettore Lam Studium Presidente della Fondazione Nuova Specie REDAZIONE Benedetta Palmieri bpalmieri78@gmail.com Daniela Marcobelli dani.marcobelli@email.it Lucia Marinelli lucmarinelli@libero.it Luca Pieroni lucapiero@tin.it Nicoletta Pennella nicolettapennella@libero.it redazione.limax@tiscali.it IN COPERTINA Sara Manenti: Donna di Luce PROGETTO GRAFICO Luca Pieroni Marzo 2012- Anno 3 (+ XV) Redazione Via XX Settembre, 33/a 60035 Jesi (An) 0731841896 autorizzata la riproduzione e lutilizzo del materiale pubblicato citando cortesemente la fonte e gli autori. q ASSOCIAZIONE ALLA SALUTE Marche Via S.Marco n. 48 - 61030 Lucrezia di Cartoceto (PU) 0721-897153 328-6781536 onlussalute@libero.it Presidente: Sandra RECCHIA q ASSOCIAZIONE ALLA SALUTE Foggia Viale Candelaro n. 98/A - 71100 Foggia 347-6601241 associazioneallasalute@interfree.it Presidente: Michelangelo DALTILIA q ASSOCIAZIONE ALLA SALUTE Abruzzo 349-4645709 asa.onlus@fastwebnet.it Presidente: MariaLetizia FANESI q ASSOCIAZIONE ALLA SALUTE Romagna Sala riunioni di Assiprov in Piazza del Volontariato, Via don. L. Sturzo, 162 - Cesena (FC) 329-3411548 329-9521377 alsaromagna@hotmail.it Presidente: Mariagrazia ZAMAGNI q ASSOCIAZIONE ALLA SALUTE Veneto Via Don Bortoli, 31 - Romano DEzzelino (VI) 340-4984050 assaluteveneto@yahoo.it Presidente: Isaia CITTON q ASSOCIAZIONE ALLA SALUTE Basilicata C.da Piazzolla, 34 - Paterno (PZ) 347-5377143 alsa.basilicata@gmail.com Presidente: Giusy MASTRANGELO q ASSOCIAZIONE ALLA SALUTE LOMBARDIA Via Gran Sasso, 56 - Cinisello Balsamo (MI) 328-2874033 alsa.lombardia@gmail.com Presidente: Giovanna BULGARELLI q ASSOCIAZIONE ALLA SALUTE bari Via D.Alighieri ,11 - 70019 Triggiano (BA)) 3333163775 Presidente: Cristian CEGLIE

Fondo comune
Una voce profonda che oggi si libera e mi unisce ad una molteplicit di persone (Graziana Porcaro)................................................................................................................... leggi

Fenomeno vivo
Libert e responsabilit in un mondo indifferente (Maurizio Toccacieli)..................................... leggi Essere insegnanti in una realt positiva che intraprende una strada alternativa per dare ascolto agli adolescenti: il cerchio magico in una classe di 2 media (Cindy Recchia)................leggi

Casi psichiatrici
Ne vincitori ne vinti, si esce sconfitti a met (Maria Marta Prossimo).................................... leggi

Per...Corsi
Bilancio del punto di ascolto del 07/11/2011 (Sabrina Cela).................................................... leggi Un bilancio dinamico che fa luce sulla mia metastoria (Nicoletta Pennella)............................ leggi

Lettere
Vorrei che fossi il mio spirito e non pi la mia zavorra (Daniela Marcobelli) ........................... leggi Per te che sei il mio cammino (Moise Keb)............................................................................ leggi

Solitudini
Il ciclo della vita (Raffaele Cimetti)........................................................................................... leggi Una prossima terra, mai promessa (Maria Marta Prossimo)................................................... leggi Una pienezza che nasce da una piacevole solitudine e non pi dalla ricerca logorante di ritrovarla negli altri (Mauro)...................................................................................................... leggi Il mio stato quiete...confuso! (Federico Pierlorenzi)................................................................. leggi

Pensatori
Giorno di afflizione o giorno di festa? (Gaetano Languzzi)..................................................... leggi Lattesa di Maria (Maria)........................................................................................................... leggi

Viaggi
Io, Biancaneve marinaio e gli embrioni nani del Rainbow (Enrico Antonio Tangorra).............. leggi

Associazioni
Ogni supervisione concepita per fare il punto della situazione, mettere a fuoco i nodi pi sensibili e agevolare i passaggi di crescita individuando delle possibili prospettive (Martino Colicchio).......................................................................... leggi Progetto Faama: inaugurazione della Fabella del Poeta (Michela Garbati)............................. leggi Archi, laffetto cura il disagio (Adriana Malandrino).................................................................. leggi Calendario................................................................................................................................leggi

Fondazione Nuova Specie ONLUS


viale Kennedy 58/D - 71029, Troia (FG) C.F. 94084660714 - Tel. 0881/379289

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Da via Salvi partito il cammino che sta riportando a luce nuova questo progetto. Via Salvi il luogo dove hanno avuto luogo i primissimi incontri della redazione. Ora questo luogo non c' pi ma abbiamo voluto conservarlo come simbolo di un Sarvas (dal sanscrito Salute/Salvezza) che possa condurci ed unirci e ...pure ispirare quello che di buono proviamo a fare

Via Salvi (editoriale)

La storia passata rappresenta una base sulla quale costruire del nuovo
Nicoletta Pennella

Da quando nel gennaio 2005 sono approdata al Centro di Medicina Sociale i ricordi che oggi mi porto dentro sono tanti e pieni di significato
Rappresentano una memoria storica del posto in cui tutto cominciato non solo per me, ma per tanti altri e soprattutto per il Metodo alla Salute che si potuto sperimentare, in una sorta di utero, con il fenomeno vivo. Quando arrivai per il mio primo appuntamento con il dr. Loiacono mentre aspettavo nel suo studio per fare un primo incontro, la porta era aperta e vidi nel corridoio arrivare una donna con un cappotto lungo che rideva, parlava ad alta voce e scherzava, in quel momento capii che era il posto giusto e che anche io avrei avuto la possibilit di sentirmi cosi' vitale per poter ridere e scherzare, per poter ricominciare a vivere. Nei corridoi degli ospedali o di altri enti pubblici difficile trovare un ambiente cosi' caldo e accogliente anche perch poi non il posto e gli oggetti che lo rendono vitale ma lo spirito delle persone che ne fanno parte. Mi ricordo l'odore del caff nel corridoio, l'accoglienza

di alcune infermiere che si sono susseguite al centro e gli sguardi, le poche parole, la mano appoggiata sulle spalle, uno schiaffo di risveglio sulla schiena e il non ti preoccupare, buono di Mariano. Tutto questo e tanto altro hanno dato al centro uno spirito che metteva in dinamica, quando tu entravi non potevi fingere, entravi con le tue parti nude e crude, altrimenti se non ce la facevi e non ti affidavi scappavi durante le dinamiche delle settimane intensive o i corsi di formazione e poi, qualcuno ritornava. Io ho sempre resistito perch poi un altro ricordo che mi ha aiutata nei momenti difficili stato quando, sempre quel giorno del mio primo incontro con Mariano, lui mentre andavo via mi mise le due mani sulle spalle e mi guard, quello sguardo mi ha sostenuto in tanti momenti in cui volevo mollare. L'amore per il fenomeno vivo di Mariano qualcosa che ha fatto muovere situazioni molto dure, ingarbugliate e senza speranza ma nello stesso tempo in questi 40 anni di duro lavoro ha trasmesso a noi questo amore per le tante situazioni che oggi, attraverso le associazioni, si presentano. Mariano ci ha anche aiutato, attraverso la condivisione dei suoi vari passaggi di vita, a crescere lavorando anche su altri e alti piani. in questi ultimi anni ho sentito la grande spinta che lui ha voluto darci separandosi, anche se con fatica, dalle tante attivit che lo hanno nutrito e che anche a lui piaceva fare ma tutto questo ci ha permesso di crescere e di vedere delle prospettive anche per i nostri figli. Quando ho fatto la mia supervisione nelle Marche Mariano mi scrisse di affidarmi al gruppo e che lui sarebbe stato presente come spirito, io piansi tanto ma per me quello stato un momento di grande aiuto che mi ha dato perch pur sapendo di voler la sua presenza di padre non sarei riuscita a separarmi se per prima lui non avesse avuto fiducia in me. In fin dei conti quello che noi abbiamo chiesto alle nostre famiglie d'origine di accompagnarci

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Via Salvi (editoriale)


riconoscendoci e dandoci fiducia per poi lasciarci ma andare avanti liberandoci delle cose che non ci andare a sperimentarci, a sbagliare per poi riprendere. servono e che sono state anche buone, conservando le parti che ci servono per procedere. In questo possiamo crescere tutti facendo teoria, nello sperimentarci in cose che non abbiamo Ogni stanza, ogni angolo, ha un ri- osando ancora fatto perch come tu hai spesso ribadito cordo, un significato, le pareti sono caro Mariano molti di questi passaggi li hai dovuti impregnate di parole, sofferenze, sostenere tu, ma oggi molti di noi che con umilt stanno facendo un percorso di vita con le proprie gioie, passaggi, teoria famiglie, possono in rete accompagnare vari passaggi Oggi nessuno pu abbatterle perch sono dentro anche nelle situazioni psicotiche permettendo che ci chi ha voluto crederci e chi ci crede ancora e vuole siano nuovi germogli che riempiano di colori diversi una nuova primavera nelle relazioni tra noi e con te. proseguire partendo dalla propria vita. Sono pareti che risuonano di lavoro, studio e storia Dopo il taglio che ho dato con la mia famiglia d'origine e con Kebe in questi mesi sento di aver che non crolleranno. Quando nel 2008 sono arrivata ad Ancona con i miei allargato la mia base e mi riscopro parti mie che figli per me stato molto difficile separarmi da quel vogliono fiorire . posto situato in via Arpi e oggi che il fatidico c.m.s. Parti mai conosciute o meglio mai riconosciute, dal 5 marzo 2012 si trasferito nei nuovi locali del quando guardo i miei alunni vedo oltre ogni loro colonnello dAvanzo per lasciare spazio alla facolt di atteggiamento o risposta, riconosco il pericolo, leggo lettere capisco cosa pu significare questo passaggio. situazioni, ascolto i miei figli , entro in dinamica, E un taglio con la storia passata come quando noi riesco ad andare oltre i ruoli. dobbiamo transitare verso altro e se non tagliamo Non il ruolo che definisce, pu aiutare all'inizio anche fisicamente con i posti i luoghi e le persone ma sono le nostre parti bambine che vogliono emergere e crescere che ti definiscono nelle relazioni difficile farlo. Per me stato cosi' non solo con il centro ma anche e in quello che fai. con la mia famiglia d'origine e il padre dei miei figli. Oggi il pi grande regalo che sento mi ha fatto Ci vuole coraggio per transitare verso qualcosa che il Metodo alla Salute e il lavoro di Mariano nel non definito ma il Metodo alla Salute che nella vita vecchio centro di medicina sociale proprio quello ci fa vedere come le cose sono in esodo e cambiano di avermi dato gli strumenti per potermi salvare, gi naturalmente, per noi difficile metterci in accompagnare i miei figli a soffermarsi sulla propria ascolto ed avere fiducia che se si fanno le cose giuste vita , fare teoria,unire vita e conoscenza. Adesso in questo passaggio importante per tutti, per la vita poi lei stessa che ti viene incontro. Io dico che non si aprono le porte ma si aprono i quello che ci accomuna riguarda la vita e andare verso qualcosa che non conosciamo ci fa male, portoni. Per me in questi quattro anni molto difficili e duri ma il simbolo tangibile di fiducia verso l'inedito che Mariano ha dato nella consegna delle chiavi di stato cos. Quello che mi ha fatto crescere e mi sta facendo via Arpi a due coppie Silvio e Michela, Raffaele e continuare in questo viaggio sono state le varie Sandra mi ha dato la conferma che la storia passata transizioni che mi hanno fatto lasciare parti vecchie rappresenta una base sulla quale costruire del nuovo. per approdare ad altro pi vicino a me, alla mia Penso che i casi psicotici ci stanno spingendo a fare questo passaggio di crescita nelle relazioni tra famiglia e a quello che mi serviva. Sento che questo distacco con il centro io me lo noi e nell'osare ad immergersi in nuove situazioni sono vissuto molto in questi anni e che oggi sento di accompagnamento con le proprie famiglie che il passaggio in una nuova sede sia sicuramente spingendoci a germogliare in una nuova primavera. una cosa difficile ma anche una opportunit che ci sta dando la vita di fare un passaggio per tutti verso qualcosa di nuovo, che vede persone pi cresciute, pronte anche a stare in un nuovo diversamente. Quando ci sono dei passaggi cosi' importanti buono soffermarsi e non farsi avvolgere dalla nostalgia
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Via Salvi (editoriale)


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Ho deciso di scriverti una lettera, come si fa quando si vuole dire qualcosa di importante ad una persona cara. Mi sento male al sol pensiero che ti devo lasciare, sei stata per me in un periodo di malessere profondo della mia vita speranza, luce, rabbia, accoglienza, respiro, utero, morte, dolcezza, dolore, pianto, sorriso,amore,condivisione, riconoscimento e rinascita. Soprattutto tenevo a trascrivere le Tutto ci che una persona ha bisogno ultime poche frasi che mi mancavano in un periodo di grande sofferenza ma tratte in fede dalle pareti della sala le cose belle sei riuscita a regalarmi la dell'albero, come sono state lasciate gioia di vivere che mi porto dentro ogni l...ve le invio in due tempi grazie se giorno anche nelle difficolt maggiori. condividete e diffondete ero sola Ti porter nel mio cuore come un stamane, avrei voluto qualcuno tesoro prezioso da custodire e vivere accanto ma la vita anche questo. sempre ma soprattutto nei momenti di Domani vi racconto poi al nuovo centro difficolt. come vanno le cose...per me questa Ringrazio te Mariano per aver creato transizione c' stata e di una cosa questa realt e per avermi dato sono certa: siamo stati coraggiosi e lopportunit di ritornare alla vita e ognuno di noi ha dato del suo meglio di aver creduto in me, tu piccolo ma affinche tale passaggio avvenisse fuori grande uomo pieno di Metastoria che e dentro per far si che il metodo possa regali costantemente a tutti noi senza continuare ad aiutare e aiutarci. stancarti mai la fiducia nella vita e Grazie buonanotte viverla pienamente. Imma. Ringrazio tutti voi collaboratori di questo Centro (infermieri e assistente sociale) Tonia, Grazia, Vittoria, Mi ricordo quando fu inaugurata questa stanza con un concerto di musica celtica, fu un concerto Rosanna, Imma che nei momenti bellissimo e da allora di spettacoli ne ho visti tanti di difficolt la vostra presenza altri in questa sala dellalbero della vita a cui sono importante. molto riconoscente e che mi ha regalato momenti Adesso quello che vorrei fare ed esperienze preziose di crescita. Adesso la sala inginocchiarmi a tutto ci e dare la dellalbero della vita la porter dentro di me, con mia benedizione. tutti i suoi antenati, insieme anche allalbero della Con amore Dina 10/02/12. conoscenza. Un grande abbraccio ed un infinito grazie Barbara.

Cari ieri sono stata all'ex Centro di Nuvole Medicina Sociale una scena desolante: vagavo tra quei pezzi in frantumi di mura, tra il polverone e la rispettosa solidariet di tre operai molto umili che mi hanno dato la possibilit di accedervi tranquillamente per un ultimo caro saluto ... ho raccolto frantumi di ricordi in ogni stanza e fatto il mio personale rito di passaggio, nessuno aveva pensato alla targa esterna lasciata in veranda, cos, ho pensato di recuperarla tra i calcinacci.

Mi chiedo ogni giorno come to sarebbe stata la mia vita u n s ia vis al , senza questo posto! Sarei G i a te qu lo h i di ho rimasta un bellinvolucro di plastica. ao iel rn gli i C ar io e . Ecco se dovessi tornare i g ch e Ch 26 ro ben indietro nel tempo, io 43 nt to questo corridoio, lo rifarei ce olu mille volte grazie Giusi . v

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ia Lo o ian E intanto il fiume r Rin gr Ma corre incontro al mare a per azio qu o vit t e a lasciando fossili dietro n il m ver ac ste M nda . o no f co ur o o io se ed io sono solo a spr osciosni le m piant lto tu a vit o r tt g spettatrice di fronte a o g a i e in t e lacrim e ora o ui e an ompa e err q u u s questo interminabile c o ant g d i nt o to i an e che mi ni iva rofon utti alme tirat ; r n film muto a scrivevo a r e a ro p ni no o a uio,p e a t etter ie e ente rmi ov p n i e o l r 16 anni oggi mi sento h vam ave s o b o met otuta n G c o c o t n e t mi iti per ante protagonista , grazie and biss ria ta or sent ere ora t Qu un a a Ma ono ser le defin a r n o libe in azie io, s o p dare e muisto i anno me Mariano! ra e pi g t n r v h t n in g l G viag ppa rofo ues mi he Ho e i rado eggera viss p di cchia i sp che q aver ne c ntrar p o i in c u ui h to qu in alt tere v di a ima dio an to e razio e e ta. e s i e o t o R olare s o ta litu pr graz agna i lib men lla v libe i d s r n i d e p t a a o n i to anz ta T. ggi r om he uov o d e,la i a ri l d e acc amic to n pirit mo viver armoni esco a v elusionepianto, come u a i din fat lo s n c b ann a i i si a graz vere in che m le paur sacrar Di Dio avevo unidea i ab ciato u i Titt e e, io i fo Q min opprimente,ma a. rma a Mar manier oppri la o c . m a p i ta ri la i l eva, in q ano e grazie ai riti sacri di nel egge r a u l esto la O padre Eliseo mi sono sacr rete c ra e he ario alleggerita ho pianto neg e i r li o m l er do tanto ,ho emesso il a v ot an l i primo grido,ho coccolato e er p vers a r i ela a p dei giovani sofferenti, e ca la p ttr nte ani ,si I D r a a e o r e e t grazie al dott. Loiacono t m e fat tem ent final iver on o PS c i ho potuto comunicare v n m m i in uter er no vera iare e e s col mio cuore e con le v i a o a h Wl iz m c n r e i i i , e mie emozioni pi p si iagg ed o d ra nza! e i e r i v v r e t z nascoste mi sono ra C in mal den ce siste u G l e a riconosciuta r i e ll r i d ria de tte sta vita p e Ida. p m mio e la lam pro r o l i i nt ,la ant on re v dA i tutta se e n c e . l . s P e sa sp r E i ri fa c ta Li nzo B. Queste mura mi u Q , si vi ricordano una frase a l a l molto bella che dice il am o de er passato si aggrappa a lut gli artigli del presente A queste mura per me significa che il che lascio chiedo passato ormai volato di conservare con via e che il presente amore,tutto ci che e il futuro sono importanti per me! hanno visto,sentito e Martina G. udito,perch la vita

no Via Salvi (editoriale) co

Noi eravamo meno dei bimbi ora siamo anche uomini.

non la si cancella con una pennellata con affetto Monica.

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Via Salvi (editoriale)

atto f i rm ave della per r e a l p e r io lor zie me Gra ire il va non te n viagg o i cap si e a ttere rsand e e i e r Cr rmi m attrav inizia e d pot mente ale e re la i e m a ver star a sent e viver io il m mente di me l fina dentro . vita iela P n Da

In qu visto esto luogo sacro stare persone ho b c a e m n dirigen e, ho b i a r o e t utti h ranza t non s e medico compreso e a ie d e c Graz to la spe razione la spervono, ho he i farmaa a avevo ranza co ritrovat ci itrov reale libe oscia, r o n c o m l a che q inciat a ng qua e di un i, nodi, a ,ma conteuesto luog o a studila s e ha re nere tutt o continu re di pe ter viver sciar i galato o o la poi ho per p rattutto gli una a mili quello chea oni di compr Nadia sop ai miei fi ere e v e S s i t . h o e c a c trovar iutare he pe ura vere na di ess i m v r l i g e l n i t ella m imp g . ltri e/ di es ia vita ta de Sandra V A qu chiedo n i o ma ortante ess v a non lascio co im or e suta he are s i c tante re chiss c v v r pi vp i e e he es e ons to c Nadiara la me psere la me c more,tut to,sentito ersona a S. vis vita o a l n n a h on
h c rc o,pe cancella n t i d u o la si ta c non ennella . p a una o Monic t t affe

tri n e ti c an stare t o nn anno o per a r r i sa i pot arian a di c li M no ic ior tom tanti o vog g Un nti a ra e io h a o r r u e o q la t di l !!! sul uno iare c n og min o inc

o an sfida i r a a hi M iato l la g re luo vv E sti ha a ggi, pera ni, e u o io o qu In acon do di ro s addiz elle i Lo mon llinte contr ura d l de a de sti le la pa rvas. , sfid oppo omie i Sa t i gl dico izion d de trad n co

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Vedere, osservare, contemplare: la meraviglia di avere una lente attraverso cui poter delineare una strada che collega ogni livello dei nostri rapporti. Vedere, osservare, contemplare attraverso la lente della teoria globale. Le dinamiche acquistano una nuova luce, le tenebre si diradano e ci fanno intravedere come la metastoria opera nelle nostre vite. Un punto di partenza dal quale emergere per re - immetterci nel viaggio della vita con rinnovato vigore. Uno stimolo per lo spirito creatore, che talvolta giace sopito in noi, a rimettersi in azione.

Fondo Comune

UNA VOCE PROFONDA CHE OGGI SI LIBERA E MI UNISCE AD UNA MOLTEPLICITA DI PERSONE
Graziana Porcaro

Limportanza di celebrare ogni giorno la preziosit di ognuno di noi

Buongiorno a tutti nelle vostre specificit! In questa mattina di dolorosa e piangente lotta tra vita mia specifica e vita virtuale di mia madre, travolta ancora una volta dal suo scalpitare sordo per le sue evasioni, trovo la forza per non perdermi e recuperare e tradurre in parole pensieri che come germogli ho avvertito stamattina venendo al lavoro...ho molta voglia e mi fa molto piacere che domani ci incontreremo; questi ultimi giorni ho avvertito tutto il vuoto e il freddo in cui avvengono purtroppo tante nostre e altrui nascite che sbocciano nellordinario; quanto poco si celebri e si incensi lunicit e la preziosit di quello che ognuno di noi ; quanto in realt la societ Metto in comune queste mie righe multietnica e globalizzata come ama definirsi molto felice per aver saputo trasforproceda invece gi a fatica nel rispetto e nella valorizzazione delle diversit allinterno di mare la mia rabbia di stamattina in mura domestiche, figuriamoci poi al di fuori creazione e non nellennesimo mal di di esse; ho sentito quanto possono essere testa o mal di stomaco... distanti persone che condividono lo stesso Sto provando a fare questo esercizio dal corso sangue, quanto spesso ci intestardiamo nel di quadrimensionalismo di febbraio.
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seminare e seminarci in terreni incapaci di accogliere e far germogliare, quanto in realt il tempo tanto eppure poco perch la vita ci veda impegnati per-versamente a non vivere, presi come siamo dagli attaccamenti troppo strettamente storici a cui culturalmente, e un po per scarsa lungimiranza e scarso spirito metastorico, siamo stati sottilmente ma in realt prepotentemente educati a dar valore e significato. Si, sento che il tempo tanto eppure poco e tante delle nostre gravidanze sono quasi giunte a compimento perch ognuno di noi si impegni in travagli di creazione e liberazione. Sento che siamo spiriti forti, ardenti, dai colori vivi che per forse ancora si attardano a prendere quota. Sarebbe bello se domani, incontrandoci in parresia, ci sentissimo liberi di umiliarci e raccontarci senza veli. Vedo questa come unoccasione di incontro pi vero e pi profondo delle nostre specificit e delle nostre storie. E siccome sento che questa premessa fondamentale a qualsiasi gruppo di lavoro ed eventuale progettualit da condividere sono contenta che abbiamo sentito insieme lesigenza di questo tempo. Sento che tra le tante creazioni che da noi possono generarsi qualcuna possiamo farla insieme. Di ricchezza e diversit ne abbiamo. Il positivo c, il negativo anche. Si aprano le danze!

Fondo Comune
Questi pensieri e sensazioni sono figli di tanti incontri e scontri degli ultimi tempi. Sono figli dellultimo gruppo alla salute. Dei suoi pregi e dei suoi ancora difetti. Delle e-mail di Vania. Dellinsistenza di Elena. Delle condivisioni di Francesco. Della cena dedicatami da Giusi. Delle trasformazioni di Cristian. Dello sbocciare di Barbara. Dellumanit di Giovanna. Della freschezza di Antonella. Di quanto riusciamo a comunicarci io e Serena in pochi istanti. Di quanto Mariano viva pienamente. E di quanto di questo sia Testimone concreto e non predicatore teorico. Degli scritti dalla sensibilit ricca e spietata di Eliseo. Delle sue aperture e delle sue ancora resistenze. Del chiedermi come stiano Fabrizio e Loretta. Degli auguri di Fabrizio arrivati proprio poche ore dopo aver pensato a loro. Del riscoprirmi concretamente pi adulta dei miei genitori. Dal rispettare i miei tempi e le mie priorit prima di quelli degli altri. Dal comprendere e sperimentare che ti senti molto pi adulto se impari a rimanere nella relazione anche se ci sono istanze aperte, scoperte. Dellamare la parzialit e i limiti dei miei amici. Dellamare prima di tutto i miei di limiti, le mie paure che si trasformano in spine che allontanano chi invece desidero avere vicino. Del bello di arrivare a capire che chiedere di essere accolti pi bello che mettere alla prova. Del capire che quando ti dai valore e ti vivi incuriosisci gli altri a venirti a visitare in quello che sei e non in quello che di te serve a loro. Per tutto questo condivido questa voce profonda con quanti sento risuonare con me in questo tempo. Vi abbraccio con la tanta serenit che ora provo per essere andata oltre quella che poteva trasformarsi in una mattinata da subire.

Pillole
La vita complessa, caos, violenta, non ha regole e punti di riferimento, si espande in direzioni incontrollate, si evolve in maniera non lineare. La Vita non il bene o il male. La Vita, va al di l del nostro modo di vedere le cose. La presunzione delluomo sta nellaver creato la storia per poterla racchiudere; il che anche buono, altrimenti ci sarebbe stato una tracimazione del senso morale di quello che noi conosciamo, fatto di regole, di riferimenti e quantaltro. Il problema che la storia, creata dalluomo , molto rigida per poter contenere la vita. Abbiamo avuto la presunzione di poterla addomesticare. Oggi si scoppia, implodiamo, non riusciamo ad andare oltre quelle che sono le nostre certezze che la storia ci ha dato, facendoci dimenticare che la vita anche anarchia. Ecco perch facciamo difficolt ad incarnare proposte nuove alternative come quella che Mariano ci indica. Abbiamo paura di andare oltre quella bellissima facciata colorata della storia perch essa rappresenta la certezza, i paletti con cui ci siamo nutriti dimenticando di poter andare oltre la storia per partecipare allo spettacolo vero della vita. Francesco de Gregorio

Pillole

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La vita che pulsa. L'inevitabile agire del corpo a prescindere dai mille impedimenti esterni. Vivi sono i fenomeni che ci fanno vivere e qui li vogliamo raccogliere e valorizzare.

Fenomeno Vivo

Caro Mariano, grazie anzitutto per gli auguri di compleanno che mi hai inviato luned. Ho riflettuto negli ultimi tempi su quella che stata in questi due anni e passa la mia partecipazione ai gruppi e al metodo e ho concluso che continuare oltre non sarebbe corretto nei confronti degli altri e di me stesso, perch c una incompatibilit di fondo fra il mio pensiero e quello del metodo. Ho provato a buttare gi alcune considerazioni nello scritto che ti allego e che invio anche alla redazione di Limax con lauspicio di aprire anche un confronto di idee che sempre salutare. Un abbraccio Maurizio

Libert e responsabilit in un mondo indifferente


Maurizio Toccaceli

Le motivazioni di una scelta

Partiamo dalla fine o, se vi pare meglio, dallinizio. Non parteciper pi alle attivit dei gruppi e del Metodo alla Salute. E una decisione che avevo in mente da tempo e che giunge dopo un forse troppo lungo processo di elaborazione dellesperienza vissuta negli ultimi due anni in questo contesto. C un divario troppo grande, sempre pi largo ed incolmabile, tra quella che la Weltanschauung (uso questo termine tedesco, caro alla filosofia e alla epistemologia, che non ha una traduzione immediata Caro Maurizio, Mi ha fatto piacere che finalmente ti sei autorizzato a nella nostra lingua) dei Gruppi alla Salute e quella che mettere fuori le tue perplessit e negativit riguardo la mia pi modesta e parziale visione del mondo e l'esperienza che hai fatto col Metodo alla Salute. della vita. Per com' il clima del metodo avresti potuto farlo a tempo debito e nelle singole circostanze. Quando si accumula troppo il negativo senza Un passo indietro evacuarlo si finisce per straripare e fare confusione, secondo me. Devo fare qualche passo indietro a quando, ormai Se vuoi, puoi organizzare da te un evento in cui quasi tre anni fa sono entrato in contatto con il possiamo confrontarci e contraddirci in presenza di Metodo alla Salute. chi vuoi. Almeno in questo penso che il metodo non Allinizio cera la curiosit e le predisposizione che abbia nulla da rimproverarsi. si provano nellavvicinarsi a cose nuove, inedite, Un saluto affettuoso magari anche un po trasgressive e anticonvenzionali Mariano nei confronti di sistemi e modi di pensare diffusi e consolidati, la sensazione che si prova quando si pensa che pu nascere qualcosa. Tanti giovani, un clima di entusiasmo e di adesione, di partecipare e voglia di fare che, di questi tempi, non poco. E - dico
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oggi -un segnale importante nel momento in cui le generazioni giovanili sembrano diventate sin troppo facile bersaglio della politica e delleconomia. Ma torniamo alla riflessione iniziale. In tutto questo tempo ho fatto una grande fatica ad entrare nella logica del Metodo, senza riuscirci. Sar un mio limite, saranno pure le mie resistenze, la mia difficolt a farmi accompagnare, ma proprio non lo capisco. E credo che questa mia incapacit di comprendere sia emersa con tutta la sua forza nel momento in cui mi sono accorto che non ho di fronte un metodo, un insieme di tecniche, di capacit, di idee da mettere in campo per cercare di affrontare quello viene definito disagio diffuso (e anche su questo, vedremo pi oltre, mi sento di dover dire qualcosa). Il metodo non solo questo, ma una visione del mondo fondata su elementi spirituali e trascendenti che richiede anzitutto unadesione ideologica. Senza questo atto di fede non possibile comprendere. E chi, come me, restio o contrario ad atti di fede ed molto dubbioso e distaccato nei confronti di qualsiasi genere di trascendenza, non pu entrare in questa dimensione se non a prezzo di pesanti rinunce ideali. La filosofia del metodo semplice e complessa nello stesso tempo. Semplice nella enunciazione di alcuni principi che dovrebbero essere quasi delle regole ultime per la comprensione del mondo che ci circonda. Complicata e contorta nella descrizione e nella terminologia usata per tracciare i fondamenti di quello che aspira ad essere un nuovo credo, caratterizzato da un livello di astrazione talmente alto che facile trovarvi tutto e il contrario di tutto. La ripetitivit ossessiva e monotona di parole e definizioni, la estrema lungaggine utilizzata nella presentazione ed enunciazione di cose che potrebbero essere tranquillamente dette in pochi minuti, danno lidea di un linguaggio da iniziati che mal si addice ad un metodo che, stando ai proclami iniziali, si propone di essere per tutti. Un altro motivo conduttore dei corsi e degli incontri quello dellostilit alla scienza, alle istituzioni in genere, alla religione cattolica. E devo dire che abbastanza sconcertante sentire discorsi del genere in corsi e iniziative che si svolgono in una struttura di sanit pubblica.

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allo sviluppo tecnologico e industriale, con tutte le sue contraddizioni (che ci sono e nessuno le nega) e le sue storture. C un atteggiamento di compiaciuta saccenza derisoria e denigratrice come quello che mi capitato di sentire negli atti del corso sulla ricerca quantitativa e qualitativa (La scientificit una cagata, Lepoca

Il rifiuto della scienza


Il rifiuto della scienza viene portato in maniera sistematica avanti in nome di una sorta di reazione
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Giacomo Tapino

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della scienza al tramonto) elaborata - e questo il fatto pi grave - sulla base di convinzioni erronee e non fondate. Ma dove sta scritto che la scienza si basa sul principio di non contraddizione? o che la scienza cerca verit certe, univoche e definitive? Semmai vero il contrario. Affermare cose del genere significa ignorare o stravolgere volutamente quelli che sono i fondamenti della scienza moderna, la genesi della rivoluzione scientifica nel suo rapporto con la tecnica, il potere e la religione con un percorso tormentato e mai lineare. E contraddittorio. Il secolo della rivoluzione scientifica anche il periodo in cui si bruciano le streghe, Galileo ha un passato da astrologo, Newton scrive di alchimia. Ignorare questo percorso significa chiudere nel cassetto il passaggio dalla scienza classica a quella del Novecento, dalla logica della certezza quantitativa a quella dellapprossimazione e dellimprobabilit. Compito della scienza non quello di dare certezze, ma di sollevare dubbi. E tutta la scienza del Novecento assume come principi non la certezza e lunivocit, ma lapprossimazione probabilistica. E non serve citare spezzoni di Popper sulla falsificabilit del pensiero scientifico portati come negazione suprema e definitiva del valore della scienza. Il pensiero di Popper non mira certo a demolire la razionalit scientifica. Il rifiuto della scienza, perch alla fine di questo si tratta, porta poi, in un percorso ideale che comune a tanti movimenti che hanno in odio la modernit in molte sue forme, a rifugiarsi nella ricerca acritica di un mondo premoderno e idealizzato. Potrei continuare con i rilievi cercando ci capire perch si continua a riproporre la vecchia idea di un sapere scientifico puramente quantitativo o perch nei corsi e nei gruppi si faccia riferimento massimo alla fisica dimenticando le prospettive e le problematiche che la biologia ha aperto negli ultimi trenta anni. Qualche giorno fa, nel corso di una popolare trasmissione televisiva, mi capitato di sentire il genetista (che anche docente di fondamenti biologici della conoscenza), Edoardo Boncinelli, parlare della mentalit scientifica - e delle difficolt che ancora incontra nel nostro Paese - e che si fonda su alcuni principi: razionalit, disposizione alla critica, disponibilit ad ascoltare laltro, essere sempre pronti ad essere giudicati. Che, a ben guardare sono anche il fondamento, sul piano politico, del pensiero democratico. E, per rimanere nellattualit, si potrebbe citare la vicenda dei neutrini che, al di l del clamore

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mediatico, ha messo in luce unaltro aspetto del sapere scientifico. La capacit della scienza, non comune ad altre attivit umane, di autoemendarsi, di correggere da sola i suoi errori con il procedere dellevidenza sperimentale. Il Metodo, o almeno la esposizione che ne viene fatta durante i corsi, salta volutamente tutto questo e sembra richiamare certi discorsi sulla bancarotta della scienza che hanno animato il dibattito intellettuale fra Otto e Novecento e che, anche oggi, riemergono continuamente nellattualit. Cosa c di meglio, per rifiutare la razionalit, della esaltazione delle culture primitive, dei riti, della ricerca di una sorta di innocenza perduta (non si capisce bene come e quando) nella quale il disagio diffuso ancora non cera? Ma anche in questo caso lanalisi molto semplicistica e non coglie la complessit dello sviluppo del mondo.

La cultura nostra e quella degli altri


Questo continuo richiamo alla cultura degli altri mi ha fatto venire in mente una riflessione di Ernesto De Martino, grande studioso della magia di casa nostra: Senza un impegno per il senso della nostra storia, vano tentare di comprendere la storia degli altri, n mai potr accadere che intenderemo meglio chi siamo ponendoci da apolidi di fronte ad altre civilt, indefinitamente disponibili per qualsiasi patria che ci possa sedurre. La celebrazione del rito del mercoled, che si svolge a Foggia, raggiunge il massimo di questa esaltazione con un intreccio di elementi kitsch che richiamano le convention dei gruppi che si rifanno a fantasiose quanto improbabili religioni che pure sono in grado di richiamare folte schiere di fedeli. La definizione del mondo villaggio riporta in maniera evidente al villaggio globale di Mac Luhan che fa da sfondo agli sviluppi attuali del sistema globale della comunicazione ed dellinformazione. Ma il villaggio mondo di cui parla il metodo a che epoca risale? Anche la cultura contadina non era ovunque uniforme ed omogenea, nei suoi rapporti con il mondo. I contadini dellimpresa agricola capitalistica della pianura padana, non erano come i mezzadri dellItalia centrale o braccianti del latifondo meridionale. E, ancora, allinterno del mondo agricolo cera una ulteriore stratificazione sociale ed economica (nelle Marche cera il mezzadro, ma cera anche il

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casanolante, cera chi stava relativamente bene e, gi a fine Ottocento aveva il conto nella cassa rurale, e chi mangiava il pan di ghianda per non fare la fame). E ancora il mondo della civilt contadina non esauriva luniverso della societ. Io vengo da una realt - quella di Chiaravalle nelle Marche - dove gi nella seconda met dellOttocento cera una realt industriale che permeava le coscienze, il modo di essere delle persone e anche la dinamiche familiari. La donna che lavora che, in qualche caso, era anche formalmente capofamiglia portava gi allora situazioni che non erano propriamente quelle del villaggio mondo.

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Il disagio ha radici antiche


Tutto questo per dire che quantomeno improprio riferirsi ad un astratto mondo villaggio che gi tanto tempo fa era in forte trasformazione e nel quale, probabilmente, cera il disagio come c oggi e come sicuramente cera anche nel mondo antico, anche se diversi erano i modi e le forme in cui si esprimeva. E anche in questo senso che ritengo la fuga nelle etnoculture sia in realt un modo per sfuggire alle sfide della modernit. I popoli primitivi (io credo che il primitivo vada visto pi come una lontananza nello spazio che del tempo) conservano tradizioni, conoscenze, lingue che non possiamo permetterci di perdere, ma non perch sono un antidoto alle brutture del mondo attuale, ma perch sono parte di noi stessi. Il contatto con la natura importante, ma facciamo attenzione a non considerare il mondo della natura come un serbatoio di valori. In natura non ci sono armonia, giustizia, equilibrio, amore, questi sono termini nostri, umani, frutto della evoluzione e della peculiarit del nostro sistema mente-cervello, la natura prosegue nel suo moto cinico feroce e indifferente al nostro destino.

stia veramente meglio o stia peggio e perch. Mi pare che il principale metro di valutazione dello stato una persona sia la pi o meno intensa relazione con la sua profondit. Anche qui non ben chiaro cosa sia e come la si misuri. E in totale assenza di dati verificabili (ma perch non stato dato corso alla modesta e semplice proposta di Bob Johnson di adottare il questionario GHQ?) non ci si pu lamentare se i burocrati dellAsl che devono far quadrare i conti di strutture in cui, in primo luogo, si viene per essere curati, storcono il naso e guardano alla struttura del Centro di Medicina Sociale con un atteggiamento di mal celata tolleranza. Ho partecipato a corsi, settimane intensive e altro. Cosa mi resta? Poco oltre al rapporto umano con le persone che ho conosciuto in questo contesto. In primo luogo la consapevolezza, nella mia scarsa conoscenza della psichiatria e della psicologia, che lesperienza di un gruppo pu essere importante per affrontare le problematiche personali. Che poi sia un Gruppo alla Salute o un altro tipo di esperienza comunitaria cambia poco ai fini di quello che potrebbe essere il risultato finale. Mi resta limpressione di una grande caoticit dei gruppi (sento gi rispondermi che questa la caoticit della vita) e forti dubbi sulla efficacia di certi momenti forti. Ma davvero crediamo che far vivere momenti di dolore a persone che il dolore gi ce lhanno dentro possa essere di sollievo e aiutarle a sentirsi meglio? O anche questo un preconcetto che nei gruppi fa piacere sentirsi dire a conferma di un dato ideologico e fideistico? E non che magari gli stessi risultati, se ci sono, possibile ottenerli con metodiche che non prevedano lo scontro fisico (controllato quanto si vuole, ma pur sempre scontro)? Mi piacerebbe trovare spiegazioni (non giustificazioni) a questo come ad altri interrogativi ma finora non ci sono riuscito.

Ho forti riserve sul metodo


Questa premessa sulla dubbia consistenza culturale mi porta di conseguenza ad esprimere tutta una serie di forti riserve sul Metodo. Il rifiuto della scienza porta ad una mancanza di scientificit che sicuramente non giova al metodo stesso. Tutto sembra essere fondato su sensazioni, impressioni, sulla mancanza, se non di criteri, quantomeno di dati verificabili che consentano di capire se e quanto la gente che partecipa ai gruppi

Aggiungere dolore al dolore?


Sinceramente ho provato alla fine un qualche fastidio, per il clima quasi circense che si respira in certi momenti delle dinamiche con persone schierate a fomentare il momento forte, pronti a parteggiare per luno o laltro contendente e, probabilmente portati a scaricare sui protagonisti del momento quelle che sono le proprie tensioni personali. E mi piacerebbe anche sapere se opportuno che ai momenti di scontro fra fratelli, genitori o altri,

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assistano senza controllo anche bambini di pochi anni, mi si dir che i bambini giocano felici e non ci fanno caso pi di tanto, di violenza ne vedono tanta in televisione, ma ho pi di un dubbio che sia veramente cos. I bambini sono in grado o meno di distinguere fra violenza vera e virtuale? Cos come trovo insopportabile la riproposizione continua, erratica e inarrestabile di termini e concetti che vengono propinati in maniera ossessiva. Primo fra tutti quello della metastoria onnipresente e, per me, impenetrabile perch, al di l delle smentite, ha tutta laria di una metafisica e di una religione, quasi la riproposizione di quel soffio vitale che percorre parti della Bibbia e molte fasi della storia del pensiero filosofico e biologico. E, a proposito di religione, non posso fare a meno di rilevare singolare che debba essere proprio io a fare questo il continuo e veemente attacco alla religione, quella cattolica in particolare, che viene fatto nel corso dei vari corsi e seminari. Non pratico la religione ormai da tanto tempo, ho sempre fatto professione di laicit, intesa soprattutto come principio di uguaglianza e libert, non credo che il problema del cattolicesimo in Italia si possa liquidare dicendo che la Chiesa ha fallito, le messe vanno deserte e i seminari sono vuoti, senza confrontarsi con una realt che invece estremamente complessa, articolata e poliedrica.

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anche se le troviamo comode perch si acquistano gratis. E cosa dire dellutero e di quattro miliardi e mezzo di anni che si condensano nella gravidanza della donna? Solo nella gravidanza della donna o anche nei milioni di specie con le quali condividiamo la vita su questo pianeta? Diciamo questo perch pensiamo di essere al vertice di una piramide evolutiva segnata da un progresso inarrestabile tracciato da un programma o da un disegno (divino? intelligente? metastorico?) Luomo una specie relativamente giovane e la gravidanza biologica un espediente che la vita ha messo in campo tardi rispetto ad altre soluzioni, veniamo da una storia evolutiva che ci ha portato a questo punto perch certe condizioni lhanno resa possibile. Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo? Sono le domande che luomo si posto probabilmente fin da quando ha acquisito la capacit di pensare. Non siamo i pi belli, i pi bravi, i pi progrediti. E non siamo nemmeno perfetti come vorrebbero farci

Una nuova specie?


Mi inquieta un po anche la prospettiva che viene fatta balenare a chi partecipa al metodo: si parla di un utero a cielo aperto per la costruzione di una nuova specie. Parole grandi, evocative, quasi millenaristiche nella loro vaghezza, ma proprio per questo da maneggiare con attenzione perch la cronaca piena di falsi profeti. E poich scrive Italo Calvino in Se questo un uomo - difficile distinguere i profeti veri dai falsi, bene avere in sospetto tutti i profeti; meglio rinunciare alle verit rivelate, anche se ci esaltano per la loro semplicit e il loro splendore,
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Giacomo Tapino

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condizionare, la scienza non ha fra i suoi compiti quello di spiegare lesistenza di un qualche dio, anzi ne pu fare a meno. Quanto pi luniverso ci appare comprensibile scrive Steve Weinberg, premiato per la scoperta della teoria unificata delle forze elettromagnetiche e deboli tanto pi ci appare senza scopo. Ma se non c un conforto nei risultati della nostra ricerca c almeno qualche consolazione nella ricerca stessa. Gli uomini e le donne non si accontentano di consolarsi con i miti di dei e giganti o di restringere il loro pensiero Libert e responsabilit alle faccende della vita quotidiana. Lo sforzo di capire E forse proprio da questa consapevolezza pu nascere lUniverso tra le pochissime cose che innalzano la vita un senso di libert e di responsabilit da trasmettere umana al di sopra del livello di una farsa conferendole alle generazioni future. Qui sta il nodo della mia un po della dignit della tragedia. Dal metodo e dalle estraneit al metodo. Se esiste una qualche forma di sue chiusure, purtroppo, ho ricavato pochi strumenti per costruire unetica della conoscenza in mezzo alla trascendenza non fa parte della mia vita. Rispetto chi crede, ma penso che fede e ragione solitudine indifferente delluniverso. debbano procedere su binari distinti, la fede non pu credere, il nostro corpo pieno di imperfezioni di assurdit, di veri e propri difetti progettuali, segno che la natura (chiamiamola pure cos) ha lavorato al meglio con quello che aveva a disposizione. Siamo un rametto collaterale di una evoluzione biologica fatta di caso e contingenza che ci ha portato ad essere quelli che siamo, ma non era scritto da nessuna parte che sarebbe andata cos. Dove andiamo nessuno lo sa.

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Un punto, da solo, si considera linfinito perch nulla al di fuori di lui e nulla pi grande; ma quando lesterno si Nuvole manifesta e lo circonda, il punto, consapevole dei propri limiti e della sua minuscola dimensione cerca di riempire il vuoto intorno a s: fino a colmarlo e provare di nuovo la sensazione di essere il tutto, linfinito; per, basta solo allontanare la visuale e quellimmensit torna di nuovo ad essere quel punto che era. Cosi la crescita continua in viaggio perpetuo. (Luomo il punto, linfinito e i limiti che si pone, ma proprio questo che ci spinge a crescere nel viaggio della vita!) Gioele Tartaglia
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ESSERE INSEGNANTI IN UNA REALTA POSITIVA CHE INTRAPRENDE UNA STRADA ALTERNATIVA PER DARE ASCOLTO Agli ADOLESCENTI: IL CERCHIO MAGICO IN UNA CLASSE 2 MEDIA
Post del 29/01/2012 http://metodoallasalute.blogspot.it/ Cindy Recchia

sentimento di liberazione... Ogni anno provo difficolt ad esprimermi in un ambiente che non corrisponde a ci che sono, a ci in cui credo. Sento spesso il peso di tante formalit inutili, di facciata, e soprattutto della solitudine, di un allontanamento dallessenziale e dai bisogni di tutti: alunni, docenti, educatori, bidelli, dirigente compreso. Nella nostra piccola scuola, lambiente dunque favorevole al cambiamento, allascolto tra colleghi e allascolto degli alunni. La Vicaria del nostro Plesso di una gentilezza unica ed sempre disponibile, anche dopo le sue ore di lezione a parlare con i genitori degli alunni pi eccentrici e con gli insegnanti dei problemi che riscontrano nelle classi o nella didattica. E davvero speciale. Abita a Fano come me, il che ci d loccasione di viaggiare spesso insieme. Si creato un bel rapporto di fiducia tra di noi. Posso affidarmi a lei. Questanno non mi sento da sola. Lambiente di S. G. dunque molto positivo e ne beneficia il corpo docente; si creato in linea di massima un rapporto di stima reciproca e di collaborazione tra gli insegnanti.

Lesigenza di innescare nuove dinamiche e modalit di interazioni con la classe di 2 nata gioved In questa scuola, la presidenza e gli 12 gennaio 2012, a pochi giorni dal rientro dalle vacanze natalizie e cinque giorni dopo lincontro insegnanti sono uguali; lavorano del Coordinamento pedagogico globale tenuto insieme per il bene degli alunnisi Senigallia. Essendo la classe formata da piccoli pu tentare lesperienza del cerchio a sottogruppi resistenti alla partecipazione e alla magico condivisione delle regole di socialit, la Vicaria mi ha chiesto di tentare lesperienza del Cerchio magico Sono insegnante di sostegno in una Scuola secondaria di cui le avevo parlato diverse volte. Il marted di I grado nel Pesarese. Sostengo i miei alunni da successivo, cogliendo loccasione dellAssemblea poco pi di cinque anni ma cambio scuola quasi tutti dIstituto, abbiamo sottoposto il progetto alla gli anni. Il ruolo lontano mille miglia da me ed, valutazione della Preside che ha dimostrato interesse essendo a inizio carriera, sono costretta, come tutti, per questa nuova prospettiva e ha approvato il a fare la gavetta... progetto. Ciononostante, questanno, mi andata molto bene: oltre ad aver assunto un incarico annuale a 25 km da Il primo incontro si tenuto venerd 20, durante le casa (che non sono niente rispetto ai 70 km dellanno ore di Italiano. Il Cerchio magico si terr sempre in scorso), mi sono trovata in un ambiente pi genuino orario antimeridiano allo scopo di coinvolgere tutti ed accogliente. gli alunni della classe. Anche questo gioved, il 26, La prima frase che ho sentito pronunciare dalla abbiamo riproposto il Cerchio durante le ore di Preside a inizio anno stata questa suppergi: In Geografia e Approfondimento. questa scuola, la Presidenza e gli Insegnanti sono uguali; lavorano insieme per il bene degli alunni. So di aver gi detto molto ma non sono entrata in Queste parole hanno risuonato in me con forza e merito allo svolgimento dei due primi incontri.
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Lavventura quindi iniziata venerd 20 gennaio, alle ore 8:00; quel giorno lenfant terribile della 2 arrivato con cinque minuti di anticipo, proprio lui che si concede quasi ogni giorno il privilegio del quarto dora accademico! Avevo chiesto ai ragazzi di portare un cuscino da casa per poterci sedere per terra. Essendo un po tutti evanescenti, pensavo che il contatto con la terra, il suolo, potesse richiamarli a scendere dalle nuvole. I banchi erano spostati quando sono arrivati in classe, lo spazio era singolarmente cambiato. Li ho fatti sedere ed ho disegnato loro la Clessidra del Kairs (il il tempo favorevole dei Greci opposto al Chronos, ossia ai tempi serrati che opprimono le nostre vite e non le fanno esprimere). Questo disegno mi serviva per spiegare loro il percorso, la strada che avremmo fatto tutti insieme. Forse per curiosit, forse per timidezza, sono stati l ad ascoltare quasi religiosamente le mie spiegazioni relative allattivit del Cerchio magico. Cosa sono i pensieri, le comunicazioni, i racconti e il fondo comune? Cosa significa la parola Kairs? E perch la Clessidra? Perch si scende pian piano dentro di s e si cerca di far emergere parti di s: presentandosi sotto una veste nuova agli altri, tirando fuori la rabbia o la tristezza rispetto ad un fatto accaduto qualche giorno, mese o anno prima. Questo primo tentativo stato complessivamente positivo e interessante, perch i ragazzi almeno nella prima parte si sono messi in ascolto e, nonostante le loro palesi difficolt ad esprimersi allinterno del Cerchio magico, ci sono stati. Diversi, anche se pochi, interventi sono stati guidati dalle emozioni. D a l l a necessit espressa da D. di dire alla

Sono stati l ad ascoltare quasi religiosamentesi scende pian piano dentro di s e si cerca di fa emergere parti di s

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classe che lui non quello che i suoi compagni si immaginano: Allora, innanzitutto sfaldiamo un mito! Non vero che D. quando torna a casa si mette subito a fare i compiti! No! Io prima mangio, poi mi riposo... E se non fosse per mia madre, non li farei neanche i compiti. A me piace giocare con la DS! Anche G., che di regola generale boicotta o si estrania dal gruppo per formare il suo sottogruppo contestatario, ha comunicato che qualche giorno prima, era uscita proprio con D. e con alcune compagne-amiche di classe. Ha detto che erano andati a mangiare la pizza ed avevano studiato insieme. Un altro elemento interessante stato la generosit dellenfant terrible nei confronti dei compagni in difficolt; quando non sapevano cosa dire, lenfant suggeriva: Parla di tuo fratello! Parla del tuo cane! La presenza della collega stata importante: lho sentita devota nei confronti dellattivit e ha saputo cogliere la bont dellattivit.

Sento quanto sia importante essere spalleggiati da altre persone, esterni-esperti, operatori come me del Metodo alla Salute
Il secondo Cerchio magico risultato pi difficile per vari motivi che avevo preventivato: la stanchezza delle ultime ore, mia e dei ragazzi; la paura e la resistenza-difficolt

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Cindy Recchia e il dr. Loiacono

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ad entrare nel Cerchio. In effetti, la maggior parte dei ragazzi ha attuato diverse strategie per sabotare lattivit, il che mi ha fatto arrabbiare, perch non mi sono sentita affatto rispettata. Sono cosciente tuttavia che i miei alunni non vogliono sabotare il Cerchio per farmi un dispetto, ma si sentono davvero in difficolt e lo hanno anche espresso chiaramente.

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fiducia nei confronti del Cerchio, nei miei e nei loro. Un saluto magico a tutti, soprattutto ai partecipanti del corso di Epistemologia globale e Dinamiche di Vita che inizier domani e che potrete seguire su questo Blog giorno per giorno.

La clessidra del Kairs Non essendoci le condizioni, ho bypassato la fase del racconto-immersione, ma io e il collega (che purtroppo entrato nel Cerchio alla seconda ora, perch doveva interrogare due alunne) abbiamo fatto insieme il fondo comune. Mi ha colpito lo spirito del collega. Prendendo spunto dalla mia comunicazione, ha svelato che anche lui avrebbe voluto suonare il piano ma ha suonato il clarinetto per cinque anni. Mi sono sentita appoggiata dalla sua presenza anche nel momento della teoria (fondo comune): ha saputo evidenziare i limiti emersi nei ragazzi (i loro meccanismi di attacco e fuga) ma anche le potenzialit loro e del Cerchio. Sento quanto sia importante essere spalleggiati da altre persone, esterni-esperti, operatori come me del Metodo alla Salute, che possano prestar man forte per creare un ambiente positivo e far s che i ragazzi possano far emergere vissuti propri, affidandosi. Sono convinta che questa impresa non sia facile e che le condizioni non siano sempre favorevoli, ma sono altrettanto sicura che debba essere io lartefice del cambiamento. Dovr creare io stessa le condizioni per far s che i ragazzi acquisiscano pian piano

Caro diario, io mercoled ho partecipato ad un Nuvole progetto dove potevi dire i tuoi pensieri, i tuoi problemi. Gianni mi aveva detto una domanda: dove erano i miei genitori, io non me la sentivo di dire dove fossero i miei genitori. Io non sapevo che si dicevano i tuoi problemi. Dopo, per convincermi era arrivata una ragazza di nome Eka che mi aveva detto che lei non conosceva i suoi genitori ma non ho parlato molto. Dopo una signora si era messa a piangere del mio problema. Perch quando mi era successo il fatto lei stava partorendo sua figlia. Dopo il racconto di Mila mi ha colpito un pezzo quando dice che suo figlio saltava a scuola sui banchi perch voleva lattenzione dei suoi genitori che stavano a lavorare e lui dopo era diventato pazzo perch gli mancavano i suoi genitori. Ordona 31-1-2011 Giuseppe

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Cammineremo con le catene ai piedi per tutta la vita, fino a che il nostro vicino non le avr pi grosse e rumorose. Allora,intrecciandoci, cadremo e le pietose condizioni saranno palesi. Il sogno di una esistenza serena che si infrange contro il muro della vita. Disperati, delusi, diseredati, sconfitti...questo il vostro spazio! Le istituzioni moderne non sono organizzate per poter accogliere il disagio in ogni sua forma e sono costrette a delegare alla psichiatria tutto ci che non socialmente integrabile affinch venga...disintegrato E un problema di ruoli...bisogna averne uno solo...o forse no!?!

Casi Psichiatrici

N vincitori n vinti, si esce sconfitti a met


Maria Marta Prossimo

I dolori che portiamo dentro arrivano da lontano


Festival di San Remo 2012. Villa Terronia, Foggia. Non basta un raggio di sole un cielo blu come il mare perch mi porto un dolore che sale che sale, si ferma sulle ginocchia che tremano e so perch e non arresta la corsa lui non si vuole fermare perch un dolore che sale che sale fa male. I dolori che portiamo dentro arrivano da lontano, spesso da prima della nostra esistenza, catene ininterrotte di sofferenze che si mischiano, si confondono, crescono. Poi arriva un giorno, forse un momento in cui un anello si spezza, semplicemente perch doveva andare cos. Non importa a chi tocca, non importa per quanto tempo toccher essere lanello mancante. Per raccontarti questa storia dovrei tornare a troppe primavere fa, i ricordi sarebbero sfuocati o molto nitidi, comunque troppi. Nel 2005 mor mia nonna, ricordi bene che momento fu, apparentemente di dolore condiviso e di discreta elaborazione del luttobene, dentro di me si ruppe lingranaggio ancora per in maniera silenziosa.

I fatti li sai, se fai uno sforzo di memoria. Marta, quella che ero e che in parte non sono pi, era apparentemente funzionale: lavoro, universit, una relazione semplice, amici, gruppi con cui suonare. Dentro, caro Alessandro avveniva un lento processo di morte, un desiderio di autodistruzione quasi ingegneristico, una convinzione profonda che cedendo alla mia vera natura sarei morta. Dovevo attraversare il disprezzo per trovare il coraggio di nondimenticarmi di essere stata dimenticata e tu, tutto facevi tranne che darmi modo di provare dolore. Ogni mio moto di rabbia, di odio, ogni mio urlo veniva messo a tacere con un apparente gesto daffettoe la disperazione cresceva, quella bambina di profilo con lo sguardo perso sbatteva i piedi.

Ho attraversato linferno, certa di voler morire


Ricordo il giorno in cui ti guardai e dissi a me stessa che se ti avessi ucciso finalmente sarei stata libera; libera di urlare, giustificata perch cattiva e me ne andai lasciandoti su un divano allora verde. In realt poi la vita ci aiuta anche nel negativo e cos arriv Mattia e quel senso di armonia condivisa che mi permise di trascinarmi da te a lui e da lui ad una buona motivazione per impazzire. Quasi sempre le nostre relazioni sono incastri, a volte piacevoli e positivi, altre volte distruttivi e mortiferi. Mattia fu un buon pretesto, ma tu ancora sentivi che nonostante il freddo ti facesse tremare era buono coprire me con la tua unica felpa e la confusione del positivo mi faceva credere che avrei fatto bene a tenere mezza me in ci che rimaneva di amorevole in te. Poi Luca, un uomo che ho amato profondamente

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per ci che di pi perverso cera in lui e nella nostra storia in cui io ero la vittima e lui il carnefice. Luca mi faceva tremare di rabbia e tremare di passione, tremare dentro e tremare fuori sentivo che finalmente avrei potuto tornare al giorno in cui scelsi, molto piccola, che mi sarei tradita. Il modo violento in cui mi trattava Luca fu per me linput a lasciare tutto ci che ancora mi teneva in piedi: creai un progetto di morte, quasi funzionale, lo convinsi a disprezzarmi perch certa di non avere valore e lui fece tutto perfettamente (da buon sadico qual ). Qui inizi la mia storia cosiddetta psichiatrica: due tentati suicidi, un periodo delirante allucinatorio, alcuni mesi di farmacodipendenza, cinque ricoveri, un buon numero di cicatrici di bruciature e tagli, la comunit e poie poi una seconda possibilit. La morte sepolta in me poteva finalmente nascere e potevo a buon titolo gridare che io non ce la facevo pi a portare pesi troppo gravosi, ad essere una persona che non esisteva, una maschera socialmente utile, ma non Marta. Ho attraversato linferno, certa di voler morire, sono stata sottoposta a trattamenti disumani, ma sono rimasta in piediora ti dico che desideravo tanto morire perch non avrei mai vissuto una vita che non era la mia, sopravvivere non era buono per me, o vita o niente.

Casi Psichiatrici

in situazioni a met, in inganni teatrali o funzionali. Ad oggi, pur essendo ancora in cammino, posso dire di aver fatto molti passi da formica, di aver visto tanto dellorigine del mio dramma antico, di aver sputato rabbia e di aver sofferto con molta umilt per il dolore di 27 anni di storia. Non intendo proseguire nellinvadere la tua vita, il tuo territorio o il tuo spazio, non ho certo da chiedere nulla. Comprendo che ritieni me una persona negativa per ci a cui sei stato sottoposto e non posso poi darti torto, non potevo preservarti dalla tempesta, n ho potuto tenerti lontano dai residui. Tu sei stato bravo ad andare lontano, a far girare la tua vita come meritava, non certo in funzione della mia, che era molto malconcia. Non ho niente da augurati, sai gi tutto tu. N vincitori n vinti, si esce sconfitti a met.

Un anno e mezzo a Foggia mi ha aiutata ad andare oltre


La desideravo: tanta vita, tutta tra le mie mani, ma dovevo tornare al dolore per poter rendermi conto e comprendere ci che di pi profondo, completo ed intero comprendo ora. Insomma, un anno e mezzo a Foggia, tra mare, ulivi, terra, cielo azzurro, animali, musica, gente sofferente, dinamiche di vita, dinamiche metastoriche, teoria, mi ha aiutata ad andare oltre a vedere ci che sentivo, ma che miope per il dolore non potevo vivere. Puoi pensare ci che vuoi, che sono stata una pazza, una persona che non merita rispetto, ma mi sono salvata la vita, percorrendo lunica strada che mi avrebbe portato ad essere onesta, a non incorrere
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Marco Zappatore

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Andando per corsi, cercando di raccogliere quanto di buono ci puo essere per la vita e gli spunti presi dai bilanci. I viandanti talvolta si fermano per cogliere, raccogliere ed accogliere il frutto dei corsi di formazione.

Per...corsi

BILANCIO DEL PUNTO DI ASCOLTO DEL 7/11/2011


Sabrina Cela

Stay hungry, stay foolish Restate affamati, restate folli. Steve Jobs
Voglio fare il mio bilancio commentando quello di Mirella che mi ha stimolato moltissime riflessioni. Non voglio cadere in un botta-risposta ma intendo fare il punto della situazione del mio vissuto e del mio Progetto. Mirella: Oggi sono andata al punto di ascolto per la prima volta da sola, senza bambini da accompagnare ed ho avuto modo di osservare il progetto da un punto di vista distaccato e prettamente da insegnante futura. Il progetto Punto di Ascolto nasce in una realt istituzionale univoca. Se non hai un percorso alle spalle o se non lavori l, pensi che sia tutto facile e scontato. la prima volta, infatti, che il Metodo alla Salute viene portato in una scuola a questi livelli. Del resto, qualsiasi altro ente sociale a cui mi sono rivolta, come Funzione Strumentale, non mi ha aperto neppure le porte e, quando le ha aperte, le ha subito richiuse come avvenuto per la USL di Ortanova. Qualsiasi altro psicologo o assistente sociale svolge un lavoro onesto ma troppo di routine rispetto alle esigenze-emergenze-disagi che sono sempre pi forti e pi difficili da gestire da noi docenti. (come detto esplicitamente da due professoresse e una docente che erano presenti). Qui a Ordona, vengono dei volontari che non percepiscono remunerazione alcuna! Vengono per portare un messaggio di speranza a chi non ne ha! Gi questo non da poco.

Ordona non certo il centro del mondo! Viene un neuropsichiatra infantile che ha una laurea in medicina, una specializzazione e varie esperienze di formazione. giovane e potrebbe starsene, dopo le ore di lavoro, comodamente a casa a rilassarsi. Mirella: Ci che ho visto non mi piaciuto, dopo la storia di Giuseppe, gli sforzi fatti e i sacrifici, mi ero ripromessa che quello di questanno sarebbe stato un progetto con i fiocchi e non un progetto a caso, ed invece ho visto un progetto identico agli anni passati, senza modifiche se non in un registrino di presenze che alla fine dei conti non incide sulla presenza reale e sulla reale partecipazione della gente. Certamente non si ancora in possesso di una bacchetta magica che cambi le cose da un momento allaltro. Gli infanti amano le favole. Bisogna crescere. Questanno ho iniziato molto sfiduciata lanno scolastico per delle dicerie di poco conto che mi hanno spiazzata. Durante un Collegio dei Docenti ho fatto sentire la mia voce con un intervento equilibrato e forte che ha risvegliato le coscienze di molti. un mondo, per, che non vuole ascoltare e non sa vedere! Per questo mio intervento ho avuto le congratulazioni da molte docenti. chiaro che io porto e parlo di ci che fa bene a me, a ci che ha dato senso alla mia vita: il Metodo alla Salute! Non posso portare la voce di psicologi o psichiatri che aiutano in maniera molto parziale. Io, grazie a Dio, ne ho avuta di esperienza in questo senso e ne posso parlare anche per giornate intere. Chi non sa, si affidi a chi ha gi passato questo calvario. Chi non sa impari a vedere oltre. Il mio contributo, la mia voce stata della stessa intensit durante il Consiglio di Istituto dove ho potuto mostrare la mia grinta. Questi miei interventi mi hanno spinta a procedere. Ho compilato un questionario che ho dato a tutti i docenti, i quali hanno risposto, le risposte devono essere sistematizzate per raccogliere i dati necessari per crescere nel progetto. Non c la bacchetta magica! Devi lavorare molto per cercare

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di far crescere un figlio e molte volte non ci riesci neppure! Ho compilato una lettera distribuita ad ogni famiglia (circa 360) per annunciare il progetto. Tutto con il permesso del Preside che, nonostante la sua disponibilit, ha anche dei tempi di ascolto abbastanza lenti, visto i tanti impegni. Ho cercato una modalit meno dispendiosa per avvisare le famiglie, ho mandato messaggi e avvisato la segreteria, ho sopportato le lamentele, mi sono umiliata a chiedere anche favori ai collaboratori, ho parlato con i professori della scuola media, ho aggiornato il sito della scuola, ho Mandato al blog del Metodo le news necessarie. Alla fine, venerd scorso, dopo molti venerd mattina passati a scuola ( il mio giorno libero), sono stata in segreteria a prepararmi uno squallido registrino molto formale che listituzione vuole a tutti i costi. Averlo avuto paradossalmente, dal punto di vista delle istituzioni, significa un grande riconoscimento: Ci sei nella scuola e ti accettiamo, ci che fai buono per noi. Listituzione richiede la burocrazia. Lanno scorso la segretaria lo pretese, io protestai, questanno ho capito che voleva solo dare dignit al Progetto. Il mio modo di dare dignit sicuramente diverso ma io lavoro l, vivo anche del mio stipendio e ho il dovere di lavorare al meglio e di onorare il vecchio facendo entrare anche il nuovo che mi sta aiutando. Mirella: Se questo progetto vuole aiutare i bambini disagiati, quella deve essere limportanza primaria! Il Progetto Punto di Ascolto nasce allinterno della mia Funzione Strumentale. Lo scopo quello di aiutare lutenza a risolvere i problemi. Purtroppo si dovrebbe

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sapere che i bambini/ ragazzi sono solo i ramoscelli di un albero. Se le radici di quellalbero sono marce, i rami non crescono bene. Allora, il punto di ascolto coinvolge tutti, anche i bambini. Ma paradossale, i bambini ne hanno meno bisogno. I bambini, ha detto Dina, sono liberi. Sanno passare da una dinamica allaltra in breve tempo. Chi sta pi inguaiati siamo noi. Io penso che dobbiamo crescere prima di tutti noi e acquisire le competenze per aiutare. Sono due processi inscindibili. Aiutare prima di tutto se stesso. Per esempio, se una maestra viene dicendo che vuole acquisire le competenze per aiutare deve prima di tutto capire che lei stessa ha da imparare! Se una docente non vuole scavare per rielaborare le sue cose, come pu pretendere di aiutare o come pu pretendere di avere dei buoni rapporti con i suoi alunni? Lo puoi fare solo se sei almeno un po in contatto con te stessa! Ed gi tanto difficile! I ruoli, i progetti univoci non reggono pi! Se ancora esistono perch si vuole cercare di sopravvivere ad Valentino Pieroni un mare che sta diventando sempre pi tempestoso! Mirella: Si deve rispettare lambiente che ci stato dato e la finalit. La finalit quella che ho appena detto: crescere per acquisire competenze. Oggi giorno lo dovremmo fare tutti. Se io stessa fossi stata pi cresciuta lanno scorso forse la vicenda di Giuseppe ( il bambino bocciato ingiustamente) avrebbe preso una piega diversa. Ieri, per, abbiamo capito che Giuseppe sicuramente stato deluso da noi verso cui nutriva fiducia ( su questo punto non c da disperarsi perch la fiducia si potr riconquistare, nulla perduto nella

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vita) ma ha acquisito delle competenze e una fiducia in se stesso che noi gli abbiamo dato. La prof. di italiano ha detto, infatti, che molto pi motivato. Capisco anche la delusione di chi ha fatto tanto per lui, ma non per questo si getta il bambino insieme allacqua sporca! Mirella: I bambini non devono esserne esclusi ed andare in una stanza diversa a non far nulla di costruttivo, anzi a disturbare soltanto le altre attivit in corso o a far chiasso nellambiente scuola, che poi porta a quellambiente a perderne totalmente la credibilit sul progetto. C stato lerrore mio di essermi accordata con una baby sitter fantasma. Per cui i bambini non erano molto impegnati, hanno fatto chiasso e io dovevo sempre uscire per vedere cosa succedesse. Io stessa ho reputato buono, per il mio progetto, far decidere

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a loro cosa fare. Gi che vengano solo per giocare o per stringere amicizia penso che sia buono perch cerchiamo di creare un contesto devoto per loro. I bambini, inoltre, non hanno bisogno di parole. Vedono subito se la cosa fa per loro. Certo, i nostri bambini sono gi abbastanza strutturati secondo regole esterne che li limitano. Non bisogna temere di perdere credibilit. Lautorevolezza non nasce da questo. Nasce dallo spirito. Certo molto pi difficile di dire: State zitti, scrivete ma il Metodo questo. Certo, come ho detto, indispensabile qualcuno che, dopo i pensieri e le comunicazioni, li faccia stare insieme con uno scopo o un mini progetto ben preciso come il laboratorio di teatro che iniziammo lo scorso anno con dei piccoli risultati. Ma chi si offre a far questo? La interazione che ha avuto Dina con

Marianeide
20/02/2012 Non tanto allimprovviso che ti si rattrista il viso e che tutto il tuo vissuto corre in ad un imbuto. Nuvole fondo Di certo ora che stai male desideri tanto lospedale. Ma poi chiuso in una stanza vedi persa ogni speranza. Chi sta ora vicina solo tanta medicina. Non ricordo, chi mi ha detto, che c un uomo benedetto,non vive poi tanto lontano e porta il nome di Mariano. Fanciullo tanto lui ha sofferto e quando poi egli parlava anche un poco balbettava. E mentre giovin diveniva egli sempre pi soffriva. Del suo corpo pi dolente, braccia e gambe diventan lente. Esperienza di religione lui ha fatto da Comboni, qui lui tanto avea pregato ma di risposte non ha trovato. Dopo vita ha contemplato ed ecco al metodo arrivato. Questo tende alla salute che ti vibra corpo e cute. Parla pure di famiglia e tanta rabbia su ti piglia. Sfoga pure il tuo dolore insieme allaccompagnatore. Qui si cresce se si scava se si viaggia e se si intreccia . E cos che ha fatto breccia il viandante e Troiano comandante. Sempre al centro di platee apre e muove le maree. Troppo a me venne paura quando smosse le emozioni e dopo un p di sedimento quasi muoio di spavento. Ma ora sono pronto in pista con un nuovo punto di vista . Passa il tempo e se ti affidi poi ti accorgi che sorridi. Godono i codici profondi, si apron porte a nuovi mondi. Mimmo Ambrosio
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L. non stata molto bella? Dina non ha aiutato quel bambino che mostrava chiari segni di iperattivit? Non c una pillola che risolve i problemi, c una goccia che cade dopo unaltra goccia e forma il mare.

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Mirella: Ancora, spazio assoluto alle storie dei bambini e zero spazio ad altri adulti che non centrano nulla con la societ di Ordona e con lambiente scuola. Le storie che devono essere raccontate devono rimanere prettamente nel contesto. Raccontare del problema di Dina, cosa centrava in questa sede? Con il progetto? Anche io penso che un conduttore dovrebbe evitare, in un simile contesto, di fare una immersione ma sarebbe come dire alla maestra M. Vieni, ma non piangere tutto il tempo perch tu sei la maestra. Inoltre, la immersione ha fatto avvicinare G. un ragazzino di tredici anni albanese al Punto di Ascolto. Il tempo dato a lui stato molto costruttivo se si leggesse il suo resoconto. Anche le docenti sono state molto brave ad interagire con lui e a dargli lo spazio che desiderava. Mirella: Secondo me, ieri lho potuto capire meglio, essendone pi distaccata, Sabrina farebbe meglio a continuare questo progetto in un ambiente diverso dalla scuola, cos pu creare il gruppo alla salute. Questo . Quello di ieri era il gruppo alla salute e non un progetto per il disagio giovanile. Il gruppo va bene per un contesto diverso, per unassociazione. Non per la scuola. Non ha credibilit negli occhi delle insegnanti e se io avessi un bambino di nuovo come Giuseppe, di nuovo questo bambino farebbe progressi notevoli che poi non verrebbero considerati. E a cosa serve? Fino a quando me lo permetteranno il Progetto si far a scuola. Come ha spiegato Gianni, il cambiamento passa per un negativo molto forte. Noi possiamo migliorare e la scuola ci ascolta sempre di pi. Mirella: Le mamme dellassociazione sono venute a presentare quella associazione e a fare le foto. Che centrava questa cosa col disagio? Quella mamma non conosceva il metodo, non era mai stata e ha fatto le foto come se fosse una pubblicit! A me non piaciuto. E cosa venuta a fare la sig.ra Cericola M. Grazia?

A cosa ha giovato o servito? Che contributo il suo? Non va. Le mamme dellAssociazione Womamam hanno dei figli allasilo. Sono venute per i figli. Le foto le ho chieste io per il blog. stato un grande favore che mi hanno fatto. Con loro siamo riuscite ad avere la biblioteca comunale come luogo culturale per promuovere conferenze e dibattiti. Stiamo progettando dei corsi di formazione. Vorremmo chiamare la dottoressa Paola di Milano. Certo lei centrava con tutto il resto, penso che sia stata bravissima o non si visto? Del resto Paola lavora a Milano e ha tanta esperienza. Penso che Ordona non abbia mai conosciuto professionisti di tale portata. Maria Grazia rappresenta listituzione. Poteva anche non venire e invece venuta. C stata il tempo che ha potuto. assessore ai servizi sociali e la scuola ne rappresenta, purtroppo, una grande fetta. Mirella: Le mamme che hanno partecipato sono state

Giacomo Tapino

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le solite e con le solite tiritere che hanno fatto capire che si ripetono sempre le stesse cose. Certo, le mamme sono le solite ma io sono convinta che, da cosa nasce cosa, se si lavora. Io ho fatto la pubblicit che potevo. Sono stata la sola a muovere un dito tra quelli che ci credono! Inoltre gi molto che ci venga la rappresentante della mia classe e poi sappiamo un po della sua storia e il fatto che venga, un miracolo. Mirella: Ieri ho compreso la prof.ssa Bucci, quando rimasta atterrita dopo il racconto di Dina, ed aveva ragione, perch non rientrava nel contesto del disagio giovanile, dei ragazzi. I bambini dovrebbero essere presenti sempre con dinamiche per loro, e se sentivano quella storia cosa avrebbero imparato? La professoressa B. ha fatto ci che molti di noi fanno. Si nascondono dietro falsi problemi per non affrontare i propri. Seguono i bambini, i ragazzi, ma come fai a seguirli se sei cos univoca? Mirella: Ecco, questo progetto pensavo e credevo, dopo averne parlato gi in precedenza con Sabrina che sarebbe stato diverso, pi burocratico e didattico. Doveva essere impostato per me come quel giorno a scuola, con le due classi e le due maestre. Cos funziona, cos per i bambini. Cos appropriato nellambiente scuola e crea il gruppo classe. Altrimenti se rimane invariato, per me, deve cambiare sede. Deve cambiare finalit, deve cambiare nome. Per me potrebbe dare moltissimo se fatto bene, se ben programmato, cos molto campato in aria non dar frutti, e la prova labbiamo avuta lanno scorso. Si deve partire per me, dalle insegnanti che espongono alunni disagiati, fare i gruppi con quei bambini soltanto e i loro genitori se vogliono e cominciare con le dinamiche, studiate apposta per loro, per aiutare loro. Ascoltare le lamentele solite delle mamme e correre dietro bambini ineducati e scalmanati, questo non serve a niente. Almeno per me. Gli adulti poi che vogliono intraprendere questo percorso possono andare a Foggia o partecipare a gruppi diversi, in diversa sede. Mi dispiace dire queste cose, ma tengo molto a questo progetto e vedere che poi non d frutti e non viene preso in considerazione, mi fa male. Ecco perch credo che le cose debbano cambiare, altrimenti inutile che per me continui. Ieri non ho detto quasi

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nulla, perch non cera nulla da dire, se non questo. Certo, fatto in classe bello. Faremo dei gruppi questanno perch alcuni docenti me lo hanno chiesto. Credo che non sia cosa da poco! Ma come ho spiegato, non basta. bello stare in classe con i bambini e fare questo ma altrettanto bello voler crescere quando si denuncia pi volte di stare male o semplicemente per crescere. Chi ha orecchi per intendere, intenda. Non obbligatorio per nessuno venire, a me fa piacere che vengano in molti. Soprattutto chi voglio bene. Io continuo perch sono testarda. Posso anche fallire ma intanto ci provo e la scuola mi appoggia in queste mie modalit un po strampalate. Se non fosse compreso il Progetto sarebbe sicuramente per una sordit e per un non voler crescere collettivo, un voler nascondersi sotto falsi problemi e forse per un nostro non essere molto strutturati e allaltezza della situazione. Io, intanto, cresco perch mi piace stare a scuola a fare i gruppi, organizzarli, mi piace. Non ho la pretesa di far capire tutto e subito, io stessa sto ancora comprendendo.

Pillole
La cosa importante stabilire una relazione di autorevolezza, che laltro si fida di te. () Pi questo un ambiente vero, meno si bara e pi veniamo aiutati; pi un ambiente di regole e di ruoli e pi laltro, se vuole, ti imbroglia, cio rimane separato da te e gli strumenti che ha li utilizza per imbrogliarti.()Le cose si ottengono quando c una relazione significativa la quale non basata sui ruoli ma su quello che si scambia.

Pillole

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UN BILANCIO DINAMICO CHE FA LUCE SULLA MIA METASTORIA


Nicoletta Pennella

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Ci sono stati dei momenti molto forti in cui, attraverso la teoria, ho sentito che mentre ripercorrevo paure antiche tagliavo delle parti e altre le risanavo

Caro Mariano, prima di tutto voglio ringraziarti per la spinta che ci hai dato in questo corso sulle dinamiche metastoriche e per l'amore e la cura che dedichi ad ogni situazione cercando di trovare decisioni pi vicine e rispettose per la vita delle persone. Le aspettative sulla settimana c'erano, infatti sentendo parlare di dinamiche mi aspettavo fin dal primo giorno delle dinamiche forti e invece come al solito mi hai sorpresa bombardandoci di teoria. Sono stati giorni molto intensi e pieni di tanti concetti e materiale tanto che c'erano dei momenti in cui non mi entrava pi niente nella zucca . Sento di essere arrivata al corso nel pieno di un attraversamento che cominciato dal viaggio svolto con Nicoletta Pennella le altre tre donne che mi ha alleggerito dei tanti doveri e pensieri e mi ha catapultata in un pezzo di crollare l'impero di Pennella e D'Ascoli dentro di me Nicoletta bambina che, a partire dal viaggio, ma pi come un castello di cristallo che si frantuma in mille
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in profondit in questa settimana, ho percepito nei tagli subiti. Quando sono arrivata a Foggia per la settimana ho avvertito una tristezza profonda che mi ha fatto abbassare le spalle e mi sono sentita un verme che non ha diritto a niente, neanche a dire la sua o a lamentarsi. Nella settimana per due volte ho sentito una forte inadeguatezza che mi rendeva immobile alla quale ho cercato di reagire facendo il post per il blog e cercando di riconoscermi un valore nelle cose che so fare e che ho visto, sono tante. Ci sono stati dei momenti molto forti in cui, attraverso la teoria, ho sentito che mentre ripercorrevo paure antiche tagliavo delle parti e altre le risanavo. Queste paure erano legate ai miei genitori dai quali mi sono distinta ma non abbastanza da dare quel taglio che mi permetta di fiorire nelle parti proprio mie specifiche che adesso percepisco ma che con fatica emergono. Quando Silvio raccontava della dinamica metastorica avvenuta nella stanza del padre, al grido e alla rabbia che ha distrutto quell'impero, ho riconosciuto quante volte ho cacciato tanta rabbia, anche con loro, per voler distruggere e invece era una rabbia che mi legava a loro, la stessa che poi ho utilizzato con Kebe fino a poco tempo fa. Quello che ho sentito dentro stata la voglia di far

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pezzi. Chiudere la dinamica con loro buttando l'immondizia dalla finestra della mia camera da letto , questo stato il sogno fatto prima del corso. Prima del corso ho lanciato un'altra freccia a mio padre che nel tentativo di buttarmi ancora merda sono riuscita a farlo sedere ed ho ripreso le cose che lui mi diceva da un altro punto di vista cercando di mettere in evidenza alcuni aspetti che lui non aveva tenuto conto e sinceramente non me ne frega se a lui non servito, a me servito tanto, perch sono riuscita a guardarlo negli occhi e con adultit a parlare trasformando il negativo. Adesso, che ho fatto tante cose anche verso di loro, che ho una mia vita e voglio fiorire esprimendo la mia specificit, hanno cominciato a dare giudizi in negativo sul mio operato e sui ragazzi, su quello che sto facendo con Kebe e con i ragazzi. Certo, io adesso sono pi forte quindi anche se mi fanno incazzare non mi fermano, perch sono pi sicura di me e sento che prima di tutto devo aver rispetto di ci che in me si vuole esprimere.

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La settimana mi ha aiutata a vedere alcune cose che sto attraversando e a darmi una spinta per andare avanti
Il discorso sulle note e sulle unit didattiche stato molto chiaritore io sicuramente ho visto quante note ho recuperato e quali ancora mi mancano, per esempio mi difficile fare festa e riposarmi e poi mi sono vista in transizione con qualche spinta a tornare indietro tra cucina e bagno. Ho visto anche come la parte del cibo legato al sentire e riconoscere i propri bisogni. Parlando di come avvengono le dinamiche metastoriche ho ripercorso quella che ho vissuto con Alessandro e di come, una dinamica metastorica vissuta come storia che non accompagnata, pu distruggere, e le storie di alcune persone al corso le ho viste ferme e incastrate nella storia con tanti nodi irrisolti e mancanza di fiducia. La lettura dei brani mitopoietici stata significativa perch attraverso i personaggi e il racconto io ho ripercorso delle mie tappe ed stato anche pi facile ricollegarmi a cose mie significative. Questo piccolo bilancio stato scritto subito dopo il corso, ma a chiusura dello stesso il sabato mattina,

prima della mia partenza, mio padre mi ha detto che lui non sarebbe pi venuto ad Ancona e che io dovevo fare la mia vita senza coinvolgerlo soprattutto per il fatto che lui non ha condiviso l'accoglienza che ho avuto con Kebe nell'accettare che lui avesse un rapporto con i figli. Sento che in questo mio padre mi ha anche molto sganciato, almeno stato sincero anche se ha riconfermato il fatto che lui non mi ha mai dato valore per le cose che ho fatto fin da piccola e che sicuramente, anche quando emergevano parti mie specifiche, le ha sempre svalorizzate facendo emergere il fatto che quelle erano parti non buone. Chiedere aiuto e sostegno per lui significa non saper fare, essere impacciati, significa essere disabili, dire la propria ed esprimere il maschile per lui significa essere bestie. Ma io ho capito anche che lui ha tanto desiderio delle cose che non riesce a fare, ma ha anche tanta paura e i miei cambiamenti lo spingono a modificare, e allora per lui meglio tenermi lontana. Quando sono partita mi sono sentita un gran vuoto che ho potuto vivere da sola senza i ragazzi che erano in Belgio e con la presenza di Dario e Mariagrazia qualche giorno a Cesena. Carissimo Mariano, di cose ne sono accadute dopo il corso sulle dinamiche metastoriche perch dopo mio padre, anche Kebe si definito rispetto ai figli, e adesso per me chiaro e visibile il fatto che lui non li vuole, anzi, con la sua modalit ambivalente e confusa, li riempie anche di sensi di colpa. Quanto tempo ci voluto... mi ricordo quando sono arrivata nel 2005 e tu mi dicesti che forse lui non ci vuole, io mi sentivo impazzire e ti ho anche odiato per queste parole, ma adesso le sento dentro la mia pancia come parole mie, e sento che lui non ha niente a che vedere con la Nicoletta di adesso. Ad ottobre dopo tre mesi il taglio definitivo con la mia famiglia stata la lettera che ho mandato a mia madre che continuava a chiamarmi ed insultarmi. Questo bilancio sulle dinamiche metastoriche rimasto incompleto e volevo finirlo e spedirtelo, ma il tempo passava ed io sentivo che mancava sempre qualcosa, adesso invece con la neve che ci costringe a stare dentro, sto chiudendo tante cose dentro me e, anche se in ritardo, io sento di mandartelo lo stesso. Un abbraccio morbido come la neve. Nicoletta

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A volte sono scritti aperti a tutti, a volte le indirizziamo ad una persona ben precisa ma, di sicuro, richiedono una profonda riflessione con le nostre profondit che sono sacre, e quindi meritano ascolto. bloccare, e anche io mi sono sentita di non poter fare molto per te. Tutto questo volerti aiutare, ma avere anche paura di starti vicino mi ha dato molti sensi di colpa. Una lotta continua, uno stremo e sofferenza sempre pi forte, e delusione di me perch non ero in grado di fare di pi. Fino a che ho mollato tanto non cera molto che potevo fare . Io avevo la mia famiglia e tu la tua. Daniela Marcobelli Questo lamaro che sento ancora in bocca, e le lacrime che scendono mentre scrivo. Sto mettendo fuori il mio dolore per te e ti voglio Sto mettendo fuori il mio dolore per chiedere di aiutarmi a tornare coraggiosa, a credere te e ti voglio chiedere di aiutarmi a nella vita che c dentro di me. tornare coraggiosa, a credere nella Tu lo facevi vedere, eri una persona che amava entrare in grotta, scalare le montagne, fotografare e tanto vita che c dentro di me altro. Sei stato un fratello che mi ha sempre cercato ! Quando nato Gioele hai voluto scrivere un articolo Caro Mario, sulla sua nascita avvenuta in casa ! ti scrivo cos avr un segno da mantenere vivo. Anche tu sei ancora vivo dentro di me. La parte che Ti chiedo di lasciarmi vivere, aiutami, sii il mio ancora prevale questo dolore che non si consuma. spirito, non la mia zavorra perch se mi libero dal E il mio dolore per la tua morte. E una cosa molto tuo peso e dal peso della mia inadeguatezza sar di nuovo io, una persona coraggiosa che si permette di privata che ho poco espresso fuori. Tu sei stato molto presente nella mia vita, le nostre esprimersi per quella che e anche tu sarai libero vite erano molto vicine; gli ultimi, i pi piccoli e di prendere il volo. Vogliamoci bene. lespressione di due parti, un maschio e una femmina che hanno provato a scambiarsi delle cose, ma sempre poco alla luce, sempre in ombra e un po anche in guerra, quella che ci hanno fatto vivere in casa. Le condizioni erano dettate dalla vita di una famiglia che non doveva cambiare, rimanere nel solco conosciuto, ma tutto questo poi non ha retto e tu hai espresso per tutti noi che le cose non funzionavano pi. Il terremoto stato forte ci ha messo tutti alla prova. Ma come la forza della vita tu non ti sei fermato di fronte a nulla. Hanno provato con tutti i mezzi che cerano a disposizione, ma non sono serviti a molto. Io facevo il tifo per te, ma non si riusciva ad esprimere quello che era pi potente, e cos giorno dopo giorno, anno dopo anno ti sei dovuto Tobia Tartaglia
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Lettere

Vorrei che fossi il mio spirito e non pi la mia zavorra

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PER TE CHE SEI IL MIO CAMMINO


Moise Keb

Lettere

Innanzitutto grazie per questi due giorni che mi hai lasciato da solo, hai dimostrato di aver fiducia in me e questo il tuo regalo di natale per me. Il nostro rapporto non in simbiosi, e neanche superficiale, ma lequilibrio giusto che serve per vivere questa parte della vita assieme. Adesso ti saluto ma non con un ti amo o ti voglio bene perch sono parole scontate, ma pronunciando la parola mamma che indica ci che tu hai fatto per me e quindi i miei ringraziamenti, consapevole che non saranno mai abbastanza.

Cara mamma, questanno ho deciso di regalarti, per questo natale, le mie parole perch riflettendo sono arrivato alla conclusione che non c nessun regalo proporzionato a ci che ti meriti se non una lettera che descriva quello che tu hai fatto per me come persona. LE STAGIONI DELLA VITA Un tempo volevo che fosse sempre estate stagione del sole e del raccolto colori, profumi e sapori Nuvole di frutti dogni specie, ti pare di saziare cosi il tuo bisogno di vita, e proprio nulla ti manca se puoi anche estinguere larsura allacqua di una limpida sorgente. Ma come puoi attendere o pretendere la pienezza di vita dellestate se non hai saputo entrare con fiducia nellautunno, mantenere viva la speranza nel gelo dellinverno, e coltivare la gioia dellattesa allo sbocciare della primavera? Ora io amo anche lautunno: c sempre qualcosa di vecchio ormai che devo lasciare cadere; tempo che mi lasci spogliare di ci che non mi da pi respiro, passi il vento della delusione e si porti via le foglie avvizzite di quei sogni che ormai non si realizzeranno pi; so che bello imparare a gustare i severi colori dellautunno e la dolcezza dei suoi nostalgici tramonti e proprio per questo voglio continuare a vivere

e non mi pesa pi di tanto dissodare la terra brulla del mio spirito e poi tornare a seminare e piantare. Io amo linverno con le nebbie, la neve e il gelo: non posso vedere sempre chiaro mi fermo, rifletto imparo a camminare adagio, a vedere solo col sentire, imparo a non far niente, a soffrire e piangere e un po' anche a morire perch so che la vita si prepara a riemergere in me sempre pi vera e forte. Io amo la primavera perch torna puntuale a darmi ragione: riappare il verde dellerba e del grano allo sciogliersi dellultima neve; sono come un risveglio di sogno le prime tiepide giornate di sole, vedo i fiori nuovi del mandorlo e del pesco allora anchio lascio il freddo e laridit della mia solitudine e sento la presenza di Dio e degli altri che sono ancora con me; tutto mi chiama ogni giorno a ricominciare ad amare e la mia anima si riempie di pace, perch ora io so che lestate davvero vicina. Don Agostino Grassi

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Il blues della lumaca, Il lamento dellanima ferita. Un canto solitario che si leva dal profondo e che parla di rabbia e di dolore. Come il coyote, anche la lumaca sale sulla rupe e affida alla luna il proprio canto. Ascoltare il proprio negativo il primo passo per andare oltre. Dove? ... Verso il prossimo blues!!

Solitudini

IL CICLO DELLA VITA


Raffaele Cimetti

Le tenebre sono la chiusura della vita. Sono pianto represso, emozioni bloccate, tagli, sono l'odio, la rabbia verso il male degli altri e verso il proprio male
Si rischia di perdere la ciclicit della vita nel momento in cui questi strati si consolidano e ci si allontana dalle emozioni profonde. Nel momento in cui non riusciamo a cogliere il respiro del cambiamento ci schematizziamo, ci congeliamo, ci razionalizziamo, ci difendiamo. Le tenebre sono le gambe bloccate, le giornate tutte uguali, fare sempre la stessa cosa, ammalarsi, avere solo voglia di dormire, vivere con la testa, cercarsi delle stampelle. Le tenebre sono l'ormai, ormai non si pu pi fare niente, non avere un progetto di vita, vivere alla giornata brancolando nel buio. Abbiamo molti debiti nelle nostre vite, di conseguenza le nostre vite sono inzuppate di tenebre. Le tenebre sono non riuscire ad abbandonarsi, pensare che non possiamo pi cambiare. Le tenebre sono il nostro vittimismo, sono i nostri muri, sono la nostra freddezza. Le tenebre sono il ghiaccio nel cuore. Solidificarsi, non provare pi emozioni, raffreddare il battito del cuore, il movimento del corpo, ridurre gli orizzonti. Tenebre significa non sognare pi, perdere la speranza, smettere di scavare. Tenebre significa smettere di proseguire, di avanzare, sapendo che difficile ma non impossibile. Tenebre

non farsi attraversare, non farsi cullare, non abbandonarsi pi. Le tenebre sono le psicosi. E' non credere pi nell'altro, non riuscire a cogliere la profondit negli occhi di chi ci sta accanto. Tenebre non perdonarsi. Avere paura delle proprie mostruosit. Non farsi scorgere nei propri occhi. Tenebre significa smettere di amare, di scambiare, di avvolgere. Le tenebre sono perdere la speranza nei propri figli. Smettere di sperare che un giorno nasca un figlio. E' leccarsi solo le ferite figlie. E' assolutizzarsi

Raffaele Cimetti nel proprio dolore. Tenebre non riuscire pi a piangere. Non riuscire pi a disperarsi. Le tenebre sono la paura, un blocco alla stomaco. Le tenebre sono questo mondo ingiusto, la velocit degli scambi, l'inquinamento, i tumori...

E' forse un nuovo giorno, anche malinconico, ma vero


Eppure dentro di noi esiste una vita che vuole esprimersi. Esiste un'alba che un po' alla volta vuole farsi spazio. E' timida ma decisa. Esistono tante

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lacrime, rabbia che vuole sgorgare, tanti affanni che vogliono manifestarsi. Esiste un'alba. Nel buia pi estrema della vita esiste il bianco che si perde nel nero. E' forse il bianco che prende speranza dal lutto. Eppure esiste una ciclicit di scambi. Un germoglio. E tenero come un germoglio. Fragile ma profondo. Fragile e potente. Tocca lento e dal fondo oscuro e tenebroso. Emerge, scolorisce e crea speranza. Dove sembra che si insidia la morte si miscela lalba di un nuovo giorno. La speranza, la vita, il cammino. Un nuovo sentiero. Piccoli sentieri, che

Solitudini

lenti e impercettibili battono sentieri. Una viuzza. Nel buio basta una viuzza per ritornare a credere. E il cuore torna a pulsare, o lo si avverte di nuovo pulsare. Intanto la luce avanza. E forse un nuovo giorno, anche malinconico, ma vero. E certo un nuovo giorno. E il viaggio della vita, rispettoso di non perdere il senso del viaggio del ciclo della vita.... Lucrezia di Cartoceto, 17 marzo

IO SONO QUELLO CHE SOLO IO SONO, quanto difficile realizzare queste poche parole. Quante volte pecchiamo contro noi Nuvole stessi? Quante volte pecco contro la mia vita? Tutte le volte che non riesco a respirare il IO SONO QUELLO CHE SOLO IO SONO. Tutte le volte che mi manca la fiducia in me stesso, le tante volte che ho bisogno di credere che IO SONO QUELLO CHE SOLO IO SONO, perch sono gli altri che me lo fanno credere. Pecco contro la mia vita tutte le volte che vivo non il mio IO SONO QUELLO CHE SOLO IO SONO, ma vivo per lesterno. Pecco contro la mia vita quando non mi alimento di me stesso, ma per vivere ho bisogno di credere di vivere uscendo da me stesso. Offendo la mia vita tutte le volte in cui non riesco ad ascoltarla, quando per non ascoltarla faccio finta di fare altro. Pecco contro il mio JAHVE ogni volta che non riesco a consolarmi, ad accogliermi nella mia disperazione e solitudine pi profonda. Offendo la mia vita tutte le volte che ho paura della mia stessa vita e di essere IO SONO QUELLO CHE SOLO IO SONO. Raffaele

Raffaele Cimetti

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UNA PROSSIMA TERRA MAI PROMESSA


Maria Marta Prossimo

Solitudini

dallestetista, ascolto musica, gioco con i gatti, sette non uno, ma sono in un limbo. Per noi il tempo non ha senso, non scandito.

Questa terra fredda e virtuale non potr essere pi quello che prima era per noi
Allora meglio unaltra terra, una terra in cui non sei nessuno, una terra in cui sei una semplice persona che ha in mano un foglio bianco che pu diventare un disegno, una lettera, anche solo un puntino. Ci sono ancora momenti in cui ritengo che qualcuno debba pagare per ci che ci successo, perch se siamo stati complici perch era lunica strada che ci pareva percorribile, perch ci mancava qualcosa. In questo istante non riesco a vedere una possibilit, forse mi manca il coraggio di andare oltre, forse non so dar vita alla teoria Potete ripetere allinfinito che dobbiamo rimboccarci le maniche anche noi, che ci aspetta luniversit, un nuovo futuro da costruire, parole che ancora si perdono nellaria. Prima Mariano, prima lavoravo tanto, mi piaceva stare con i bambini, tenere laboratori creativi, avevo un ottimo rapporto con le mie colleghe, organizzavamo cene, uscite, mantenevo i contatti con molte persone, studiavo discretamente, suonavo in due gruppi e poi limpatto, il buio, le torture e poi ancora la speranza, un sorriso per di plastica e ancora il buio e questo perverso desiderio di avere giustizia, lassenza di rabbia produttiva, il sonno perso, il cibo insapore, i pensieri cattivi nella testa. Questa terra fredda e virtuale non potr essere pi quello che prima era per noi e per diventare altro forse serve tempo, ma forse non serve affatto. "...Io, che non ero stato capace di scendere da questa nave, per salvarmi sono sceso dalla mia vita. Gradino dopo gradino. E ogni gradino era un desiderio. Per ogni passo, un desiderio a cui dicevo addio. Non sono pazzo, fratello. Non siamo pazzi quando troviamo il sistema per salvarci. Siamo astuti come animali affamati. Non centra la pazzia. genio, quello. geometria. Perfezione. I desideri stavano strappandomi lanima. Potevo viverli, ma non ci sono riuscito. Allora li ho incantati. E a uno a uno li ho lasciati dietro di me. Geometria. Un lavoro perfetto. Tutte le donne del mondo le ho incantate suonando una notte intera per una

Tornare Mariano, ci dici di tornare nel nostro territorio, ma qui ci hanno dimenticato
Pare non ci sia pi posto per noi: il tempo scorre frenetico, ci che non segue il passo viene lasciato indietro e a volte cancellato. Come anime nel limbo, ci ritroviamo a vagare con una faccia che non pi quella di quando siamo andati via e neppure quella di quando qui cera qualcosa per noi. Nellutero non devoto delle nostre case possiamo rintanarci, forse nasconderci, illudendoci di essere in attesa del momento giusto per ricominciare. A volte qualcuno ci tende la mano, una cena, un pomeriggio, ma sei l evento, lamico che torna da lontano, tornato per andarsene nuovamente. Chi ci salutava per strada con calore, ora abbozza un sorriso, i negozianti ci trattano come forestieri e poi ci liquidano con un Buon Natale, o con un saluta tua madre o con un semplice ciao. Perch si ricordano di noi quando eravamo malati, delle ambulanze che ci hanno portati via da casa troppe volte, di tutte le giornate in cui non ricordavamo chi loro fossero. Provi a pensare che potrai trovare un nuovo lavoro, che riuscirai a tornare nelle stesse mura in cui un tempo studiavi con tanti ragazzi attorno ad un tavolo in universitil tavolo rimasto, i ragazzi non ci sono pi, anche gli autobus per spostarsi non sono pi gli stessi e ti perdi e perdi tempo e ti ricordi di quando dentro laula numero uno sentivi solo la testa ruotare e le forze mancarti, in preda ad uno dei tanti attacchi di panico di quei giorni. I coetanei lavorano, poi rincasano la sera, fanno una doccia, cenano, magari vivono da soli, con un gattoio resto in casa, a volte faccio la spesa, vado

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donna, una, la pelle trasparente, le mani senza un gioiello, le gambe sottili, ondeggiava la testa al suono della mia musica, senza un sorriso, senza piegare lo sguardo, mai, una notte intera, quando si alz non fu lei che usc dalla mia vita, furono tutte le donne del mondo. Il padre che non sar mai, lho incantato guardando un bambino morire, per giorni, seduto accanto a lui, senza perdere nulla di quello spettacolo tremendo bellissimo, volevo essere lultima cosa che guardava al mondo, quando se ne and, guardandomi negli occhi, non fu lui ad andarsene, ma tutti i figli che mai ho avuto. La terra che era la mia terra, da qualche parte del mondo, lho incantata sentendo cantare un uomo che veniva dal nord, e tu lo ascoltavi e vedevi; vedevi la valle, i monti intorno, il fiume che adagio scendeva, la neve dinverno, i lupi la notte, quando quelluomo fin di cantare fin la mia terra, per sempre, ovunque essa sia. Gli amici che ho desiderato li ho incantati

Solitudini

suonando per te e con te quella sera, nella faccia che avevi, negli occhi, io li ho visti, tutti, miei amici amati, quando te ne sei andato, sono venuti via con te. Ho detto addio alla meraviglia quando ho visto gli immani iceberg del mare del Nord crollare vinti dal caldo, ho detto addio ai miracoli quando ho visto ridere gli uomini che la guerra aveva fatto a pezzi, ho detto addio alla rabbia quando ho visto riempire questa nave di dinamite, ho detto addio alla musica, alla mia musica, il giorno che sono riuscito a suonarla tutta in una sola nota di un istante, e ho detto addio alla gioia, incatenandola, quando ti ho visto entrare qui. Non pazzia, fratello. Geometria. un lavoro di cesello. Ho disarmato linfelicit. Ho sfilato via la mia vita dai miei desideri..." * Da Novecento di Alessandro Baricco, Ed. Feltrinelli, Milano. Mariano, non sono disposta ad incantare i miei desideri, un uomo, una terra, un amico Marta mai smesso di credere che ci poteva essere altro, che oltre la freddezza e la crudelt di una vitanon vita, avrei potuto esplorare e conoscere qualcosa di nuovo, avrei potuto viaggiare in mare aperto senza che la paura mi ancorasse, senza che la terra da raggiungere perdesse completamente la sua forma. Ora vivo; vivo perch sento la mia carne, vivo perch non ho bisogno di capire, vivo perch nonostante ci sia ancora tanta carenza in me ore percepisco, e sento, e vedo che le due parti ci sono; sono presenti, sono mie! Se viaggiare fa inciampare e fa ripartire ora si che ha senso, se vivere come morire ora si che ha senso, se amando puoi anche odiare ora si che ha senso.... Nell'incertezza di qualcosa che non toccher e non raggiunger fino a quando non la lascer alle mie spalle, mi affido e confido in ci che di pi sacro esiste: LA VITA CHE IN ME! Benedetta Palmieri

LA VITA CHE E' IN ME


Quando sentii per la prima parlare di femminile Nuvole volta e maschile subito tentai di comprendere quale era la parte pi dominante dentro di me. Mi sentivo spigolosa, rigida, poco accogliente, priva di qualcosa che mi potesse condurre a pensare che la mia parte femminile c'era. La vissi come una sconfitta, era come se il mio corpo non corrispondeva alla mia parte pi profonda. Ero scollegata. Poi ad un tratto compresi, ma non solo compresi, fu come se si impresse nei visceri.... Non era per esclusione che potevo sentire cosa si muoveva, e capii che in realt neanche il mio maschile era poi cos dominante... Entrambe le parti viaggiavano in me alla ricerca di un proprio io sono e a volte se ne uscivano prive di fondamenta sulle quali potersi reggere in maniera costante e definita. Sentire e avere pi luce su questo ancora fa male, ma non tutto. La linfa vitale scorre, nonostante io abbia trovato soluzioni che mi portavano continuamente alla morte, non ho mai e poi

Jesi, 21 dicembre 2011

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UNA PIENEZZA CHE NASCE DA UNA PIACEVOLE SOLITUDINE E NON PI DALLA RICERCA LOGORANTE DI RITROVARLA NEGLI ALTRI
Mauro

Solitudini

Sento che la vita mi osserva; osserva i miei movimenti che sono diventati pi cauti, meno impazienti e mi premia, con piccoli segnali, anzi mi SORPRENDE
Eh si, forse da ieri che ho sentito che ce la posso fare a ritornare in contemplazione di me stessa o che quantomeno non ne sono spaventata. La giornata di ieri, ancora una volta, mi ha messo davanti allisteria generale e alle false emergenze che colpiscono chi ha deciso di fermare il flusso naturale della vita. Mi riferisco alle continue rappresaglie tra Gianni e Valentina che, a scadenza fissa, ritornano a fare visita alla mia quotidianit. Ieri, forse per la prima volta in vita mia, nonostante fossi preoccupata, non ho cercato di salire su questa giostra, sono rimasta incollata alla mia sedia dellufficio, nonostante altre emergenze mi portassero prepotentemente ad andare verso casa di Gianni. Io, fregandomene e cercando di mantenere sotto controllo il mio livello di ansia, sono rimasta, con difficolt seduta a quella sedia. In altri tempi, neanche troppo lontani, avrei approfittato della scusa

(chiamata dal carrozziere) per andare a capire cosa stesse succedendo e a rendermi partecipe di questo delirio generale. Certo rimanere ferma mi ha spaventato ma non mi sono fatta prendere da sensi di colpa di alcun genere anzi, ho cercato, quando poi ho avuto loccasione di confrontarmi con Gianni ma anche con i miei, di far vedere loro, sicura del fatto mio, che vivere gestendo le emergenze lacerante, si consumano energie in quantit industriali, si vive sempre con la paura che lemergenza ritorni e non ci si gode un cazzo di niente. Io lo so che vuol dire, lo so e non da oggi. Insomma ora io bene non lo so cosa scattato dentro di me ma ieri sera, per la prima volta dopo anni, non ho pianificato la mia uscita serale. Ero pronta e serena di farlo, qualora non fossero arrivati inviti altrui, a vivermi una serata sola con me stessa. Per me questo un traguardo e per fare questo non mi sono certo violentata, cos come non stato per me uno sforzo non chiamare gente a raccolta stamattina per sentirmi meno sola, anzi. Anzi comincio a provare un vero e proprio senso di piacere estremo quando riesco a vivermi la mia solitudine mi passa anche la fame non sento neanche pi quel suo languore tipico ... Sento poi che la vita mi osserva; osserva i miei movimenti che sono diventati pi cauti, meno impazienti e mi premia, con piccoli segnali, anzi mi SORPRENDE. Io che non sono mai (o quasi mai) stata sorpresa in vita mia Io mi sorprendo e mi rallegro di cose molto piccole Non anticipo il tempo ma lo vivo lentamente, cercando di gustare il tempo, anche e soprattutto quello solo mio. E come se quei giorni di angoscia e paura che ho vissuto dopo essere tornata da Troia mi abbiamo dato la misura della mia sofferenza e di quanto io abbia bisogno per prima di volermi bene, di coccolarmi, di accogliermi proprio come avrei voluto che qualcuno lo facesse con me bambina quando ce ne era veramente bisogno e io non sono riuscita a chiederlo perch non sapevo cosa stesse succedendo. I bambini sentono, vivono a prescindere da noi e da quello che comunichiamo loro a parole. I bambini entrano nelle cose, nelle situazioni, le respirano anche quando vengono loro tappati i nasini e chiusi gli occhi. Io bambina riesco a fare con poco, con pochi

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movimenti e poche cose in mano. Riesco a sentire leggermente quella mia pienezza che mi fa stare bene anche con poco e da sola e che non mi fa cercare gli altri in maniera ossessiva anche quando non ne sento il bisogno. E questo per me, ora, possibile.

Solitudini

IL MIO STATO QUIETE.... CONFUSO!


Federico Pierlorenzi

OGNI GIORNO PUOI RIPRENDERE UN TEMPO Nuvole PER TE, PER LA TUA VITA PUOI RIPRENDERTI LA LUCE DEL GIORNO. OGNI GIORNO PUOI COMINCIARE A DIRE CI' CHE ANCORA NON RIESCI A DIRE. OGNI GIORNO PUOI FARE CI' CHE ANCORA NON VUOI FARE GIOCARE, PIANGERE, GRIDARE, RIDERE, SCHERZARE..... OGNI GIORNO PUOI, SE VUOI, DARE RESPIRO A QUELLA LUCE CHE E' IN TE. FORSE ANCORA NON SENTI IL SUO CALORE, E' TROPPO LIEVE, MA C 'E'. PROVA A FIDARTI DI QUELLO CHE ANCORA NON VEDI O NON SENTI FORSE QUALCUNO HA GI DUBITATO, HA GIA ATTRAVERSATO, SI E GI' FIDATO E ADESSO HA UN OCCHIO PER VEDERE. E' UN OCCHIO SPECIALE CHE PARTE DAL VENTRE E SI ALLUNGA FIN SU QUANDO PERCEPISCE NELLE SUE VICINANZE ANCHE UNA SOLA PICCOLA LIEVE FIAMMELLA COME QUELLA CHE E' IN TE. NICOLETTA

Essere o non essere, questo il problema


Oggi sono in confusione. Il corso di epistemologia globale e gli intrecci di vita vissuti nella rete di Nuova Specie hanno aperto alcune voragini dentro di me. In passato ho colato del cemento dentro queste voragini antiche, ora tutto si sgretola e vacilla. Ho compreso con la testa alcune cose importanti rispetto al mio cammino, e ne ho sentite altre ancora con la pancia. Ora quello che sento mancare il coraggio. A Foggia ho compreso limportanza di alcune scelte che non posso pi non fare; ed ho sentito la forza della rete in grado di accompagnarmi nei passi pi dolorosi. Ma io continuo ad avere paura. Il progetto di prendere in gestione un locale assieme a due amici prosegue lentamente ma sempre pi concreto. La possibilit di un progetto di Nuova Specie nellaria e lo sento risuonare forte dentro di me. Saranno compatibili tra loro? Sar in grado di affrontarli entrambi? Ad oggi credo fermamente nel progetto di Nuova Specie in senso pi ampio, ma non ne vedo una fattivit pratica concreta. Forse il limite sono proprio io. Io che ho una forte impronta cattolica dove ci in cui credere un Dio fuori di noi. E ancora non riesco a credere in me. Ho paura. Inoltre per proseguire nel cammino di Nuova Specie devo obbligatoriamente affrontare le ferite aperte con la mia famiglia di origine, con mia madre. E indovina un po? Ho paura. Probabilmente perch la domanda che mi logora dentro da un po di tempo : Ma io mi fido di me? Ancora no. Perch? Ancora non lo so.

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Libera e leggera la mente vola. Dai momenti leggeri della vita c sempre da trarre lo spunto per riflessioni profonde poich sono le profondit che danno voce ai momenti leggeri.

Pensatori

del cancello. Quella mistica luce nel buio della notte indicava il luogo sacro delleterno riposo. La vecchia, pesante, poggiandosi al bastone andava per il paese con un recipiente in mano e bussava due volte alla porta delle case con il bastone dicendo: Lolio per i morti! e ognuno ve ne metteva secondo le proprie possibilit, perch le due lucerne al campo santo non fossero mai spente di notte. La chiamavano Peppinella labbaracuta, a causa della sua voce sempre rauca. Quanta fede e religiosit legava Gaetano Languzzi lanimo della gente al regno dellaldil! Ebanista scrittore Il 1 novembre, giorno mesto, veniva annunziato con Orsara di Puglia (FG) le onde sonore delle campane a martello che a piccoli intervalli si prolungavano lentamente fino alle ore del crepuscolo. E con il crepuscolo il cimitero si Una mistica luce nel buio della notte svuotava, ognuno ritornava alla propria casa con grande tristezza nel cuore. Col buio della notte, il 1 novembre 1900 Commemorazione dei defunti Campo Santo acquistava un aspetto irreale per chi Era lontano dal paese circa 700 metri, un ettaro di lo guardasse da lontano. Tutti quei lumini, quelle terreno circondato da mura sgretolate dal tempo, voci, quei fiori, i silenziosi cipressi facevano buona il campo dove si seppellivano i morti: il cimitero. guardia al luogo sacro e col venticello in su le cime Allingresso cera un cancello pesante in ferro battuto recitavano linterminabile prece. sostenuto da due pilastri ai lati, dai quali facevano bella mostra delle nicchie ricavate nel muro con davanti le portine di vetro che custodivano due luci Uscire dalle proprie tombe per una ad olio, le quali, accese alla sera, illuminavano tutta notte la notte lingresso dei morti. Cupi filari di maestosi cipressi portavano in fondo alla strada, dovera la A dare un aspetto lugubre al paese erano le zucche che chiesa di stile bizantino, bella, anchessa rosa dal penzolavano una o due per ogni finestra o balcone di ogni casa. Questo povero frutto veniva svuotato tempo. Per le genti del secolo scorso, il giorno dei morti internamente con una porticina dietro per alloggiarvi era un giorno di afflizione, il giorno in cui per la una luce. La zucca sul davanti veniva intagliata fino a mancanza dei propri estinti si accusava il dolore per dentro, imitando il pi possibile il teschio: occhiaie, coloro che non cerano pi. Quanti filari di croci, triangolo nasale, la bocca coi denti e pi sotto le tibie ognuno con un mazzolino di fiori e tanti lumini incrociate, cos che la luce dellinterno usciva per allombra del cipresso, lalbero del perdono e della tutti i fori. Il paese, pochissimo illuminato di sera, pace eterna! Le persone, in ginocchio presso le con tutti quei teschi pendenti, sembrava il regno del proprie spoglie, piangevano recitando le preghiere. Purgatorio. La tradizione vuole che i vicini di casa si A sera si accendevano i lumini e tutto linsieme del radunassero per accendere il fuoco nel mezzo della strada, cos che nel paese si accendevano tanti fuochi luogo sacro era unatmosfera di religiosa tristezza. Qualunque fossero le condizioni del tempo, una circondati dalle persone che fra una chiacchiera e vecchia si trascinava dalla propria casa al cimitero laltra si rifocillavano, smaltendo la tristezza che li per accendere tutte le sere le due fiammelle ai lati aveva oppressi durante il giorno.

GIORNO DI AFFLIZIONE O GIORNO DI FESTA?

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La leggenda narra che quando le persone verso sera rincasavano e il paese rimaneva deserto, i morti solo per quella notte potevano uscire dalle proprie tombe, girando per il paese e ognuno prendeva un pizzico di cenere dal fuoco che i familiari avevano acceso per loro. Si racconta che una donna, avendo perduto il figlio giovane da poco tempo, voleva vederlo a tutti i costi. Quella notte si nascose al buio dietro un finestrino e attese per molto tempo. Finalmente vide una lunga schiera di anime che camminavano senza toccare terra. La donna li guardava tutti, ma il suo figliuolo dovera? Finalmente fra tutti quei sai bianchi lo vide, lo riconobbe. S era lui, suo figlio! Di gioia si spavent e mor.

Pensatori
Questo luogo viene chiamato cimitero. Neanche le campane a martello (a morto) suonano pi, perch dovrebbero? Il 1 novembre giorno di festa! Un mare di macchine sostano allingresso. Meno male che vietato entrare nel cimitero con le macchine! Sono tutte cariche di fiori, cos i casermoni diventano una interminabile mostra floreale. A sera a sera non ne parliamo! Sono pronti immensi fal dove si danza e si mangia carne, salcicce arrostite e bevande di tutti i generi, con amplificatori a tutto volume fino al mattino quando le persone sono piene e sbronze. Questa vandalica profanazione del giorno dei morti naturalmente impedisce anche luscita delle anime dal cimitero a prendere le ceneri.

Tutto stato spazzato via


1 novembre 2000 - Commemorazione dei defunti Le mura, la bella chiesetta, i sacri cipressi senza ritegno alcuno, tutto stato spazzato via per fare posto al nuovo cimitero con mura e chiesa nuova, tutto squadrato in cemento armato. I morti non vengono sepolti sotto terra, ma infilati in buchi di caseggiati di cinque piani di altezza e una ventina di lunghezza. Ogni buco (detto loculo) viene occupato da una bara e contraddistinto da una lapide in marmo dove c scritto nome, cognome, data di nascita e di morte e con la foto del defunto. Sulla mensola al centro c una piccola lampadina che vuole rischiarare la foto. I maestosi cipressi sono stati sradicati per fare posto a questi casermoni in cemento armato che non hanno nulla di sacro. La chiesa, che peccato, stata abbattuta e al suo posto sorto un androne disadorno che vorrebbe essere una chiesa ma che non d neanche lo stimolo per farsi la croce a coloro che entrano!

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Giacomo Tapino

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Pensatori

Lattesa di Maria

Nuvole
Maria, sono stata contenta di ricevere le tue impressioni sul gruppo che hai generosamente frequentato, nonostante le difficolt, per accompagnare tua figlia Anna Laura. Forse tu non lo sai, ma proprio nel periodo che tu sei stata al centro, si stava tenendo il corso di Epistemologia globale, tenuto dal maestro Mariano Loiacono, che prevede, tra laltro, la lettura di un brano di Pirandello che si chiama Il treno ha fischiato.. non straordinario? Ho pensato di far pubblicare sulla rivista LIMAX, il frutto della tua delicata sensibilit, perch ne possano beneficiare anche altri che, sono invitati, se hanno piacere, ad interagire con te con delle considerazioni, magari a mezzo blog. Ti voglio bene, Lucia

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Viaggi...
Sulla via del Sarvas passando attraverso i viaggi della vita. Date, momenti, fotografie istantanee. Sono gli antenati che ci conducono alle profondit e ci accompagnano a nuovi fondi comuni delle nostre storie.

Io, Biancaneve marinaio e gli embrioni nani del Rainbow


Enrico Antonio Tangorra Rainbownauta Associare il progetto Rainbow alla metafora della barca stato per me spontaneo e immediato e sono stato contento che anche il dr. Mariano Loiacono abbia incluso questo progetto nell'ambito di uno ancora pi grande, e cio OLTRE LE COLONNE D'ERCOLE, rifacendosi anche lui alla storia di grandi navigatori. Rispetto a questi eroi per, il viaggio immaginato e voluto dal dr. Mariano Loiacono non ha avuto copertura finanziaria da parte di una regina tramite l'intercessione di vescovi, o da banchieri genovesi, tanto meno si sono firmati accordi per eventuali concessioni sulle terre scoperte. Tutto si realizzato tramite la rete che fa riferimento alla Fondazione Nuova Specie, e in particolare grazie ai sei cosiddetti psicotici (embrioni graal), ai loro genitori che ce li hanno affidati, ai diciotto accompagnatori (rainbownauti), e al dr. Mariano Loiacono ; tutti insieme siamo stati barca, siamo stati equipaggio, siamo stati mare e vento.

Attraversare le colonne d'Ercole

Attraversare le colonne d'Ercole significa superare i limiti definiti dalla Psichiatria istituzionale. Il galleggiare sull'elemento acqua, il procedere spinti da venti variabili, il determinare una rotta riferendosi a corpi celesti facenti parte di un sistema pi grande, l'attenzione dell'elemento umano che pu immaginare soluzioni creative su una manovra oppure rimanere in attenta attesa di un momento favorevole per trovare una spinta utile alla barca, la consapevolezza che nessuna dinamica mai definitivamente terminata e che una nuova pu sempre ripartire,la necessit di saper fare scorta di energia per poter meglio spenderla nei momenti determinanti,la contemplazione di quanto accade fuori e dentro la barca per definire una teoria sui punti in comune tra i vari elementi che partecipano a questa danza universale: questa stata la nostra ipotesi di lavoro rispetto alla Psichiatria istituzionale. La consapevolezza di far parte di un tutto unico e variabile, immerso in qualcosa che per tutti pi

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grande, annulla il concetto di ruoli fermi che vengono mantenuti nel tempo e che pretendono di trovare soluzioni in maniera asettica, come per esempio con uno strumento chimico o in un rapporto distaccato

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medico-paziente; ne consegue invece l'idea che ci si pu salvare solamente mettendosi in gioco tutti insieme. sanitaria istituzionale. Ricontattare queste zone di sofferenza in comune, stato il punto dal quale il dr. Mariano Loiacono ha capito che si deve ripartire, perch tramite queste che la Vita o Dio, bussa da sotto per un Partire ricontattando quelle zone di cambiamento. Non basta la consapevolezza sui propri tagli, ma necessario riconoscere come sofferenza comune Nella vita in cui prevale un atteggiamento logico certe sofferenze ci possano accomunare invece che -razionale molto fermo e fine a se stesso, ci si accorge separare. Occorre poi mettere in pratica dinamiche di essere gi in un contesto psicotico. Nel momento di accoglienza e scambio, allacciare e intrecciare in cui la propria vita si svolge all'interno di un cerchio con altre parti, valorizzare relazioni interpersonali, pi o meno ampio, ma comunque ben definito, che con la consapevolezza che tutto questo porta ad un permette l'ingresso solo a dei selezionati rapporti ed piccolo oppure grande cambiamento tra tutti coloro statico su alcuni punti di vista, non permettendo di che si mettono in gioco, perch il fondo comune che provare comportamenti nuovi, si rinchiusi come ci accoglie tutti la Vita e non una rappresentazione di questa, ed solo dalla vita che emergono le lo un cosiddetto psicotico.

Valentino Pieroni La differenza tra psicosi e normalit sta solamente nella dimensione del cerchio: chi sta all'interno del cerchio pi grande,classifica e separa chi si trova all'interno di quello pi piccolo. Fra tanti cerchi ci sono per dei punti in comune e spesso sono dei punti di sofferenza, rispetto ai quali, chi in un modo e chi in un altro, abbiamo deciso di fare dei tagli; alcuni metodi di taglio sono comunemente approvati perch funzionali e produttivi (lavoro, modelli di famiglia, ecc.); altri vengono considerati patologici, separati e resi produttivi per la struttura soluzioni.

La nave molla gli ormeggi e si affida alla Vita


I percorsi che ho fatto fin'ora all'interno del Metodo alla Salute sono stati significativi e sufficienti a farmi intuire che, per il mio processo di crescita, era necessario coinvolgermi maggiormente in dinamiche interpersonali profonde (metastoriche), come pure fidarmi di me stesso, degli altri e della Vita.

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Non senza timore mi sono imbarcato, e come succede quando si mollano le cime di ormeggio e la barca diviene un elemento a se stante, senza pi legami con la terra, e si entra in un reale chiuso, al quale ci si rivolge dimenticando il resto, cos ho mollato anche le mie personali resistenze. Ripalta stata nominata comandante della nave, in quanto la pi vicina ai codici profondi della vita e quindi in grado di rassicurarci tutti, nei momenti in cui sarebbero potute affiorare paure collegate ai concetti sulla vita consueta, in parte ancora presenti in noi. Come succede in navigazione il tempo cronologico ha avuto una dilatazione e le giornate si sono svuotate dal solito ritmo, per riempirsi di una nuova attenzione, rivolta verso lo stato quiete degli embrioni e a cogliere il tempo giusto per entrare in comunicazione con loro. Anche il gruppo degli accompagnatori ha sempre cercato di sintonizzarsi sui reciproci stati quiete, per potersi cos coinvolgere in maniera armoniosa nelle dinamiche che andavano proponendosi. Tutti si sono coinvolti seppur mantenendo le proprie diversit, e non ci sono mai stati protocolli ai quali attenersi, visto che le diversit sono sacrosante in quanto parte della Vita. Alle varie dinamiche sempre seguita la teoria, l'osservazione cio di quale ipotesi di verit contenuta in quella storia di disagio (immersione), o in quella dinamica, fosse buona anche per le nostre Vi te. Ipotesi che cambiano di dinamica in dinamica perch la Vita un pozzo senza fondo di verit. Un colpo di vento molto favorevole alla nostra navigazione ci stato donato dal triste evento della morte improvvisa di Franco, il padre di un rainbownauta. Questo negativo, raccolto, celebrato, sfruttato e teorizzato, stato alquanto utile e vitale per molti, nell'aiutare a rivivere e a rivedere quelle parti rimaste in sospeso rispetto alla morte di riferimenti importanti o a tagli interiori. Senza alcun dubbio in questa circostanza si sono facilitate dinamiche e

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immersioni profonde, che nel comune rapporto con la morte spesso non si verificano.

Mammolo

Il rivedere "Mammolo" stata un'emozione grande quanto grandi sono stati i suoi mutamenti, rispetto alla piccola sfera nella quale si muoveva quando l'ho conosciuto, alla settimana intensiva del 2010. La sua apertura verso questa esperienza, dove poter raccogliere elementi di vita utili per la sua vita, il coraggio nel separarsi dalla devota accompagnatrice Paola nel momento del simbolico taglio della cima di ormeggio, stata per me, senza dubbio, una notevole sprone a mollare le mie cime ed immergermi nel progetto. Inoltre la sua determinazione nel voler affrontare i propri punti secanti, ha facilitato tutto. Un contatto con lui l'ho trovato nella figura maestosa del padre e di tutta una famiglia potente, che si costruita attorno ad altrettanto importanti riferimenti parentali, e su profondi sentimenti di difesa rispetto a dei fortissimi

opposti. Come in me si sviluppato un sentimento di venerazione per mio padre, visto quanto stato riconosciuto nel suo ruolo di medico sia a livello sociale che familiare, anche in "Mammolo" le figure del nonno e del padre hanno avuto un peso tanto grave da averlo sostituito nell'espressione del proprio maschile: cos che,probabilmente, si sentito il figlio di, oppure Il nipote di, prima di potersi sporcare anche lui le mani sul campo e alimentare la propria personalit. Legami familiari cos importanti, lo divengono ancora di pi nel momento in cui il loro ruolo si dimostrato determinante per la sopravvivenza della

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famiglia stessa(sopravvivenza fisica,trattandosi di una famiglia di ebrei). A questo punto ogni parola o concetto che esce dalle labbra di questi riferimenti diviene verit assoluta e guai se nel proprio cammino ci si distaccati da certe norme o si creduto di deludere certe aspettative. Credo che, per "Mammolo", molto pi che per me, sia stato fondamentale il non deludere, tanto dall'essersi impegnato tantissimo da un punto di vista intellettuale e dall'essersi tagliato tantissime parti della propria adolescenza, al punto di non essere pi vissuta come zona di transito per andare verso la propria vita adulta, ma come una palude, specialmente nel momento in cui la vita,

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andata solamente nel momento in cui aveva capito che lui sapeva amare. "Mammolo" ora pronto per il ritorno, si perdonato e sa di poter amare cos com'.

Cucciolo

proponendogli esperienze individuali, lo ha portato ad avere dinamiche che si distaccavano dal solco tracciato dai propri antenati, ed stato lui il primo a punirsi. Ho visto per "Mammolo" sciogliere i propri nodi e cominciare ad usare i codici del corpo in maniera libera, come pure riprendersi la leggerezza, e allo stesso tempo difendere il proprio territorio. Quello che per pi mi ha colpito avvenuto durante una sua immersione profonda e precisa, nella quale ha riattraversato alcuni momenti significativi della vita della madre, ma in particolare quello dell'aereo, dove anche lei ha mostrato un punto debole, tanto debole da immobilizzarla rispetto ad una dinamica che per lei poteva essere, in un'altra situazione, approcciata in maniera quasi automatica. Finalmente lo aveva inaspettatamente deluso. Continuando nell'immersione, "Mammolo" ha rivissuto anche il momento della morte di lei, di come lei se ne sia

Guardando "Cucciolo", l'eterno fuggiasco, che te lo ritrovavi ogni mattina pronto per la partenza alla volta di Forl, che attratto fatalmente dalla forza centripeta di un gorgo che gira attorno alla figura dei genitori, ho rivisto la mia nostalgia, quella stretta malinconica che ti prende allo stomaco quando sei lontano da casa tua. Avevo dodici anni e dopo una decina di giorni di campeggio scout, mia madre e mia zia sono venute a prendermi in anticipo rispetto ai tempi prestabiliti e per me stato un regalo ma nello stesso tempo una sconfitta. Mi sono domandato per tanto tempo come mai gli altri ragazzini al contrario di me non abbiano sofferto della mia stessa malinconia e da cosa scaturiva questa mia sfiducia nel gruppo. Quella malinconia ha rappresentato la mia povert. Non portando con me una ricchezza sufficiente, escludendo il resto, ho sentito di doverne prendere ancora nell'ambito familiare nel quale non mi era stata data, e in cui hanno creduto di darmene,fermandosi,in realt, alla superficie. Nel desiderio di difendermi, gli scambi con gli adulti di riferimento si sono fermati alle tenerezze e al riconoscimento superficiale, dove mai stato svelato il proprio piano emotivo, le specifiche debolezze, paure, delusioni, rabbia. Ingenuamente hanno creduto di poter accogliere un figlio senza aver riconosciuto e accolto i propri tagli profondi e le proprie parti morte. Il difendere il figlio stata l'estensione di un'autodifesa che esprime la fiducia nella superficialit dei principi educativi di un tempo e la sfiducia-paura nell'esprimere le propri cose, vere, profonde e attuali. La mancanza che ha accomunato me e "Cucciolo",

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sulla vita di queste mamme, le ha portate a consegnarci all'idea di altri, persone eleganti, ricche ed importanti, le famiglie bene, cio quelle che stanno bene, e quindi, che erano intenzionate a voler ripetere di generazione in generazione questo bene; dove l'amore del padre doveva essere percepito tramite la mamma o addirittura tramite una baby-sitter e bisognava collegarlo al concetto di sacrificio di chi non c', di chi non sembra la mancanza dei genitori, ma la mancanza si vede ma fa tutto l'invisibile (lavoro, realizzazione di altro, la mancanza di un fondo, che esiste,ci unisce sociale, ecc.) per te. e sul quale si costruisce. Come poteva una mamma povera di vitalit, "Cucciolo" per rimasto, nessuno se l' venuto a imprigionata in uno stato quiete povero tradurre il riprendere, la sua fiducia nel gruppo aumentata suo amore e anche quello del padre? e questo essersi messo alla prova sar sicuramente L'amore tradotto dalle sole carezze di mamma, a un inizio, la consapevolezza di avere un motore che lungo andare, risultato stucchevole, e ci che di lo aiuter nell'essere accompagnato dai genitori, ma materiale si ricevuto, risultato scontato. soprattutto nel rapporto con i coetanei. Le carezze di chi ti ha visto e ha provato ad armonizzare la propria vita con quella di un figlio, sono quelle le carezze di cui avevamo bisogno. Dotto Rispetto a "Dotto", mi sono riconosciuto nell'idea Io rispetto a questo, mi sono in parte adeguato, non che entrambi abbiamo subito da parte della figura avendo il coraggio di ribellarmi apertamente e in materna l'insistente necessit di essere adeguati parte mi sono estraniato, rifugiandomi nel gruppo dei al contesto sociale di cui le nostre madri si sono coetanei e nelle loro relazioni familiari, che potevano circondate, quello alto borghese. Le dinamiche che mi venivano proposte sono state quelle di avere degli obblighi comportamentali, estetici, ecc...., proiettati verso un esterno che era in questo modo capace di accettarmi, ma che sopratutto poteva dare conferma a mia madre di un lavoro educativo ben fatto, giacch era conforme alle aspettative di quel gruppo. Guai, a farle vergognare. La povert di idee torna allindice

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essere migliori o peggiori delle mie, ma in ogni caso erano un termine di paragone per cui rallegrarmi del mio stato, o dalle quali prendere del buono (rapporto sostitutivo). Tornando verso questo mio negativo ho sentito un forte collegamento con "Dotto", ho rivisto i miei sorrisi negati come pure i contatti corporei: tutte cose dalle quali il sociale nemico stato escluso, oppure, semmai accontentato, mai e poi mai sentito come risorsa di scambio e nutrimento. Navigare nella acque di "Dotto" mi ha aiutato a ritrovare parti della mia vita che avevo sempre nascosto e che ora posso vedere e perdonare, ma Dotto, anche se in gran parte ha ritrovato fiducia nei confronti di alcuni nuovi riferimenti, per quanto abbia trovato il coraggio di ricontattare il rapporto fisico, si sta ancora estraniando, dietro il suo broncio, da sua madre. Madre che nei confronti di "Dotto" e del sociale si pone ancora con il medesimo atteggiamento. Sia pur dimostrando di avere eccellenti doti, la sua spinta rimane ancora quella di avere una posizione di considerazione o dominante verso l'esterno, e per fare questo, ha cambiato il gruppo di riferimento. Visto che altre forze l'hanno portata a ricontattare "Dotto", ha avuto la fortuna di incontrare un contesto (Gruppi alla Salute) dove il figlio viene accettato cos com', e quindi lei ha trovato buon gioco per riproporsi con le medesime dinamiche, per le quali, invece,il gruppo precedente l'aveva portata,dal suo punto di vista, a dover abbandonare il figlio.

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Brontolo

"Brontolo" stato il primo tra gli embrioni che ho incontrato e anche con lui, progressivamente si sono sempre pi definiti dei punti di contatto, ma pure dei significativi opposti. Mi ha subito contattato con la sua lingua, che ha utilizzato a mo' di bacio, ma pi come una spada, non tanto per accorciare le distanze tra noi, piuttosto per definirle ancora di pi, ponendo una barriera rispetto a un sano contatto corporeo. Si inizialmente mosso nel contesto che lo conteneva con il fare di un teppistello, desideroso di farsi notare ma che allo stesso tempo si vuole rendere impenetrabile. In maniera equivalente rispetto all'uso della lingua, ha utilizzato il codice simbolico, creando confusione, in un turbinio di personaggi nei quali si identificava, per nascondersi e non definirsi; si dato per, di volta in volta una connotazione di rilievo, utilizzando le maschere di importanti figure di riferimento, sia per

la cultura sociale che per la sfera familiare, perch "Brontolo", anelando a una buona considerazione di s, preferisce interpretare ruoli importanti. In breve tempo, "Brontolo" dopo essere stato accolto con dinamiche di immersione che lo hanno portato al pianto, altre di rifiuto e altre ancora che hanno ricontattato i codici analogici (comunicazione tramite il corpo, organicit della natura), ha cominciato a fidarsi e ha sciolto molte delle sue difese-resistenze, cos che il suo bacio si rigenerato in un bacio armonioso ed emersa la sua simpatia teatrale( tanto che stato definito Pirandello, uno nessuno centomila). Il risveglio di questa leggerezza e fantasia, ha aiutato un po' tutti a dare valore e a giocare con quell'aspetto creativo della nostra vita, nella quale spesso non ci siamo permessi di sperimentare nuovi ruoli; in opposizione con quella mia rigidit che per anni stata, dal mio punto di vista, sinonimo di seriet e credibilit, mi ha aiutato ad individuare un punto di crescita. Contemporaneamente a questa evoluzione, "Brontolo" ha sviluppato sempre di pi in forma ossessiva, la necessit di appropriarsi delle cose degli altri e in me sorto il desiderio di rivedere questo aspetto che ha fatto parte di un periodo della mia vita. Vedo in questo rubare, il bisogno di appagare subito dei desideri, il volere raggiungere presto degli ideali, con un procedere rettilineo, diretto e veloce, perch si pi interessati al valore dell'obbiettivo o dei suoi effetti, che non al percorso necessario per raggiungerlo e quindi ce se ne appropria, con la consapevolezza di non essere capace di sostenere un tortuoso percorso di crescita, e non avendo una buona e strutturata considerazione di se. "Brontolo" cos estende il tutti sono io al tutto mio. Il procedere in questo modo equivale a una eiaculazione precoce, perch si raggiunge un orgasmo, ma non si cresce nel percorso di scambio. All'evidenza dei suoi furti, "Brontolo" ha sempre opposto una risoluta affermazione di propriet, come di chi vuole nascondere a tutti i costi l'ovviet. A questo punto, ancora di pi le nostre due storie si intrecciano e trovano un fondo comune. Nella mia famiglia si vissuto un clima di omert: si detto per non creare sofferenze, in realt per paura; paura di raccontare le proprie storie, di non essere accettati per le proprie miserie, che noi stessi non accettiamo; e poi, perch non sappiamo come intrecciare i nostri racconti con i nostri figli, visto che non lo abbiamo

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mai fatto, e cos le nostre vite sono essenzialmente vite separate, e all'insegna di questo continuiamo a interpretare ruoli fasulli oppure facciamo finta di nulla in nome del cosiddetto quieto vivere. Io che sono stato cornuto, ho creduto per un periodo di poter sostenere questo segreto rispetto al sociale, rispetto ai miei figli e rispetto a tutto il resto della famiglia, e mi sono creduto forte, perch soffrivo in silenzio e salvaguardavo l'integrit della mia famiglia. Per fare questo mi sono inventato il ruolo-personaggio di quello che sa perdonare, ma in profondit avevo rabbia, delusione e senso di miseria. La mia miseria era una miseria profonda e non collegata semplicemente all'evento che l'ha scatenata; l'ho dovuta riattraversare tutta, ma se mi dovessi rendere conto di trovarmi ad interpretare un altro ruolo, allora si vede che ne devo attraversare ancora. Il quieto vivere va bene per il sociale, per il cosiddetto senso di civilt, cela per la rassegnazione, e la rassegnazione la morte interiore. Io ho rischiato di fare respirare questa morte ai miei figli, "Brontolo" la sta ancora respirando, e per questo non molla. Durante la giornata conclusiva del progetto, sono rimasto colpito dalla solidariet della sorella, la quale ha raccontato come anche lei sia ricorsa ad un certo punto della sua vita, al furto come soluzione. partecipato con tanto entusiasmo, affascinato dallo spettacolo del gioco e della natura; per sempre rientrato nel suo avvilimento al loro termine. "Pisolo" ha mostrato di avere tutte le qualit necessarie per la vita, ma poi torna verso la morte. Non ha visto lo spettacolo della vita e quindi non ci crede, non si muove verso questa. Mi domando come mai la vita non gli abbia dato un obbiettivo specifico, anche di tipo psicotico,nel quale cimentarsi, come capitato un po' a tutti in questo contesto sociale. Il suo ostacolo stato il non sapersi dare autonomamente nessuno obbiettivo. E' come se non avesse mai respirato sufficientemente il piacere del vivere per il solo fatto di vivere, e in pi, come se questo labile respiro fosse stato soffocato da un continuo atteggiamento di sostituzione rispetto ai propri bisogni, tanto da portarlo al rinunciare nel provare, nell'auto stimolarsi, nel procurarsi un piacere autonomamente, cos che ha tagliato con il corpo e perfino con la masturbazione. Nei momenti di apertura ha dimostrato di non volersi accontentare dello stile di vita che ha visto espresso intorno a s fino ad ora, troppo povero e quindi da rifiutare: anche lui ha visto e vede, nella famiglia, il senso di rassegnazione, lo avverte come morte e non riesce a distinguersene perch sfiduciato. E' per questo che si scioglie in un pianto profondo quando gli si chiede di sentire ancora la speranza. In questo "Pisolo" mi ha ricollegato al tempo in cui, in nome dei figli e della paura dell'abbandono, avrei evitato la separazione da mia moglie, senza cos poter percorrere un cammino di personale rigenerazione e distinzione. Procedendo nel viaggio, dinamiche di accoglienza lo hanno portato a ricollegarsi al corpo, mentre in altre di contrasto riuscito a esprimere la rabbia. Rimaneva il senso di sfiducia espresso pure nei confronti del gruppo di accompagnatori, perch consapevole che una volta finita questa esperienza, sarebbe per lui tornato tutto come prima. Qualcosa per si sciolto quando entrato in dinamica con "Brontolo" dove si reso conto che con il suo fare stato in grado di provocare reazioni, di portare modifiche verso l'esterno e in questo ha ritrovato una fiducia che lo ha totalmente trasformato, nella lucidit intellettiva, nel linguaggio e nella postura. Credo che la rete del Metodo alla Salute a questo punto possa essere determinante per distoglierlo dal contesto sociale che fino ad oggi lo ha circondato soffocandolo. In quest'ottica mi propongo per ospitarlo per un certo periodo

Pisolo

"Pisolo" ha iniziato questo viaggio con un atteggiamento di apparente, totale rinuncia, che si palesata con la postura e col suo estraniarsi dietro a una sorta di mantra o cantilena,ma in realt, pi profondamente, stato disponibile a mostrare in ogni dinamica la sua grande forza di volont. Una manifesta passivit, se stimolata, ha sempre incontrato una grande spinta volitiva. "Pisolo", su richiesta, stato capace di fare qualsiasi lavoro di tipo pratico, con un'impressionante caparbiet, mostrando che l'impegno poteva diventare un valido rifugio rispetto al suo grande senso di morte . Come nel Giano bifronte, questi due aspetti si sono spesso espressi simultaneamente, da una parte un aspetto vitale come la volont e dall'altro il rinchiudersi dietro il fare come annichilimento. Anche nella staticit, quando gli veniva domandato di mantenere una posizione, evidenziava una invidiabile tenacia. Ha mostrato una grande vitalit in tutte le dinamiche di alleggerimento, di tipo adolescenziale, dove ha

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muoversi per primo verso gli altri. Ogni dialogo che ho imbastito con "Eolo", stato arricchente, soprattutto per i sui suoi spunti sulla vita. In questo percorso riuscito a spostare il suo mondo di rappresentazioni, anche su un piano pi vicino alla vita intesa come contatto fisico. Un suo gesto in particolare mi ha ricollegato al periodo della mia prima fase adolescenziale, vale a dire quando dopo aver ricevuto un bacio da parte di una ragazza, verso la quale ci poteva essere una sorta di coinvolgimento emotivo, si subito dopo pulito la guancia esattamente come facevo io. E' stato come dire: accetto un'emozione, ma non voglio un legame sentimentale. Ripercorrendo la mia storia ho rivisto la difficolt che avevo nell'entrare in rapporto con un estraneo rispetto alla sfera dei rapporti intimi familiari, e cos cominciavo subito a cancellarne le tracce, sia pure di un tenero bacio. E' evidente che troppo avevo ancora da prendere per poter cominciare a dare. Nelle dinamiche

nell'ambito in cui vivo.

Eolo

Rispetto a come me lo ricordavo, "Eolo" ha fatto degli enormi mutamenti, da persona che ha sempre rifuggito ogni tipo di relazione e dinamica estraniandosi, l'ho ritrovato molto disponibile a interagire con chiunque intendesse instaurare un rapporto con lui, e allo stesso tempo l'ho visto

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successive l'elemento di responsabilit rispetto alla sua famiglia nell'et infantile emerso ancora, come se fosse troppo spesso passata l'informazione che molte cose loro non se le potessero permettere e che anche lui ne fosse la causa. L'amore reciproco dei genitori, e il suo per loro, ha creato una situazione ambivalente nella quale lui da una parte chiedeva che si prendessero le loro responsabilit, e dall'altra cercava di essere di meno peso possibile o magari di essere d'aiuto, tanto

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L'ultimo giorno di navigazione iniziata una fase di alleggerimento ed salito a bordo della nostra nave Paride, che ha portato con s la musica degli uomini.

La musica primordiale, la musica delle societ pi organiche, quella che parte dalla percussione di un oggetto su un altro e dall'uomo viene organizzata in un ritmo. Il solco tracciato da questo ritmo, pu accogliere altri uomini che con il proprio rumore, in esso si armonizzano. Questa l'idea di musica che ci ha donato Paride, un maestro di musica un maestro di vita, e cos ci ha dato un solco (lira) da seguire, intrecciando le nostre individualit; poi ci ha fatto che ogni piccolo fallimento era vissuto con un forte riconoscere che se una parte del gruppo si ferma senso di colpa e di vuoto. e l'altra rimane, il suono continua a tenere vivo Spesso "Eolo" ha espresso l'esigenza di non avere il ritmo e nello stesso tempo definisce la propria debiti con nessuno, sia pur si trattasse di una individualit. semplice sigaretta, oppure si sentito appesantito Il singolo delirio, la fuoriuscita dal solco, per non essere riuscito a sostituire una ruota, ma poi riconosciuto e sostenuto dal gruppo che si arricchisce sempre rientrato e si armonizzato nuovamente dello spettacolo individuale e poi lo accoglie con il gruppo ridimensionando il tutto. nuovamente. Credo che in gran parte sia riuscito, con l'aiuto del In questa occasione, abbiamo raccolto parti sonore gruppo e con l'impegno dei genitori, che lo hanno dell'universo, le abbiamo poi organizzate in ritmi accompagnato in tutto il periodo antecedente al vari e molteplici, fatti scendere nel nostro organico progetto Rainbow, a ricucire molti dei vecchi tagli e poi restituiti all'universo. Il cerchio della vita si e ora sia pronto, quando lo vorr, a raccogliere un chiuso. input emotivo e trasformarlo in un legame.
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Tobia, ossessioni, fobia. Cara vita, non voglio pi queste ossessioni, che mi rovinano il cervello. Inizio a credere che e l o v Nu ce la posso fare, forse un po pi facile. Le ossessioni mi appesantiscono, e mi rendono la vita difficile. Da oggi mi impegno ad elaborare queste ossessioni e ad essere pi forte. Credo che la vita pi forte della morte. Sono contento che finalmente riesco ad elaborare la mia morte. Morte sei oscura ed insidiosa! Non ne posso proprio pi! Mi impegno a mandarti a a superare questo dolore, io ho fede in Cristo, in Buddha, nellIslam, nellateismo e ho fede nel superare a superare questo problema. Devo riuscire a superare questo problema perch fa bene a me. Io spero di credere di pi nella mia vita. Ho dei desideri, vorrei sposarmi, avere una mia famiglia e vorrei avere unimpresa di costruzione. La mia vita finalmente pu decollare. Si pu realizzare, ce la posso fare. Non facile per niente ma ce la posso fare. Ce la posso fare a superare queste cose. Caro Flavio, ce la puoi fare! Io mi sento un valore, quindi ce la posso fare. Posso vivere a testa alta, perch vivere a testa alta ti fa vedere le stelle, ti fa

fanculo, va a fanculo morte! Non ne posso proprio pi! Io voglio vivere, voglio vivere, voglio vivere. Desidero proprio cambiare stile di vita, io ne ho diritto. Perch sono stanco di vedere le stesse cose di mio padre e di mia madre. Mi sento appesantito, un baccal, non ne posso proprio pi! Spero di riuscire con tutte le mie forze a vincere questa morte. Morte, non mi fai prendere una direzione, mi prendi in giro, ti voglio sbaraccare, ti voglio uccidere io a te. Mi mancano le forze, sono distrutto dal dolore, ma io ho deciso che questo dolore lo voglio lasciare. Dolore ti voglio lasciare, dolore ti sbatto via, dolore esci fuori da casa mia! Dolore ti voglio ammazzare. Io spero di riuscire a vincere questo dolore, ho fiducia di riuscire

vedere lorizzonte. Vivere a testa bassa ti fa vedere la morte, loscurit, labisso. Sono proprio stufo, voglio vedere labisso della mia vita, voglio vedere labisso della mia luce. Voglio pregare queste cose per me. Spero che la mia vita si trasformi in qualcosa di diverso. Cara vita, ti voglio bene! Mi impegno a programmare cose diverse. Morte mi fai paura ma la vita va oltre la morte. Vita credo in te! Ti voglio assaporare, ti voglio sognare! Mi sento sollevato. Sto vivendo un sacco di emozioni. Vita mi doni una grande emozione, mi fai sentire vivo, importante, mi commuovi, fino a farmi piangere. Quanto sei importante emozione! Non fingo vita. Vita mi fai tremare. Flavio Anastasio

Le immagini contenute in questo articolo sono la testimonianza del primo Progetto Rainbow
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La rete delle associazioni alla Salute regionali, distribuita sul territorio nazionale un continuo ribollire di attivit ed iniziative. In queste pagine ne raccogliamo i resoconti e i programmi futuri. Gli intrecci che si creano generano linfa vitale, aggregazione e nuove prospettive di crescita. Tante lumache che lasciano traccia del proprio passaggio. dei presenti giunti da diverse regioni italiane, a sottolineare come la storia di Anna Maria, Marino e Nicola si sia intrecciata a quella di tante persone nel comune percorso verso il Sarvas. La supervisione stata quindi un riconoscimento importante per il lavoro svolto dalla famiglia Senzani - Coppolillo sino ad ora nonch un evento significativo per noi dellAssociazione alla salute Romagna che giocavamo in casa. Ogni supervisione concepita per fare il punto della situazione, mettere a fuoco i nodi pi sensibili e agevolare i passaggi di crescita individuando delle possibili prospettive. Chi si smarrisce nel labirinto e non riesce ad andare oltre perch intrappolato nei propri vortici ha infatti bisogno di uno sguardo esterno, dallalto. Di vedere da sopra appunto, come suggerisce letimologia della parola. Dopo le comunicazioni iniziali, siamo entrati nel vivo dellincontro partendo dalle testimonianze dei protagonisti. Marino ha espresso il bisogno di trovare nuovi spazi per s, di recuperare pezzi propri dopo lintenso e prolungato periodo trascorso a Foggia. La sua stanchezza e il desiderio di uscire dallisolamento in cui si relegato ha portato a galla uno dei punti focali emersi durante la supervisione: la paura di Anna Maria a rimanere a casa da sola con Nicola. Spinta da Mariano, Anna si avvicinata a Nicola ed ha chiarito meglio la natura del suo timore. Martino Colicchio Una paura profonda, che le fa gelare il sangue. Anna (Associazione alla Salute Romagna) Maria ha ancora il terrore dellaggressivit di Nicola, delle urla, degli scatti, delle porte che sbattono, della rabbia e il dolore che si esprimono in questa versione. Non il timore per la propria incolumit Il dolore e la rabbia di due genitori, ma qualcosa di pi profondo legato evidentemente l'incastro perfetto che si frantuma a dei bisogni che ancora non vengono selezionati e ricollegati alla propria esperienza di vita. Nonostante col disagio di un figlio Nicola abbia smesso di ricorrere a queste modalit da un buon lasso di tempo, infatti, il ricordo e il timore Mercoled 14 marzo a partire dalle 15.30 si svolta di quei momenti risvegliano ancora in Anna Maria la supervisione della famiglia Senzani Coppolillo angosce e paure profonde. nella loro casa di Vecchiazzano (Forl - Cesena). A Il kairs spinge dunque Marino e Anna Maria a fare condurre la supervisione Mariano con il contributo i conti con la propria storia, il proprio dolore, le
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Ogni supervisione concepita per fare il punto della situazione, mettere a fuoco i nodi pi sensibili e agevolare i passaggi di crescita individuando delle possibili prospettive

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proprie profondit. Non tanto come coppia ma come singole persone. Le incomprensioni, le difficolt di comunicare, la rabbia reciproca sono infatti figlie dei nodi che entrambi si portano dietro da ben prima di conoscersi. E quindi importante creare dei momenti di separazione in cui ciascuno possa crescere nelle proprie parti ancora nascoste. In tutto questo Nicola, nonostante gli atteggiamenti di diffidenza e chiusura, apparso sicuramente pi cresciuto, pi rientrato in se stesso. Le sue reazioni, che la psichiatria ufficiale etichetterebbe come psicotiche, sono apparse piuttosto come i rimasugli di soluzioni in cui lo stesso Nicola crede sempre meno. Un abito vecchio che aspetta di essere abbandonato. In tal senso, una spinta importante pu venire non solo dalla rete di persone che conoscono bene i meccanismi di difesa di Nicola ma anche e soprattutto dalla crescita di Anna Maria e Marino nelle dinamiche di tutti i giorni. Numerosi tra i presenti si sono sentiti di comunicare con i tre protagonisti della supervisione esprimendo riconoscimento, critiche, incoraggiamento e offerte daiuto. Un contributo importante venuto da Domenico, il fratello di Anna Maria, che assieme alla moglie Anna ci ha raggiunto a supervisione iniziata ed ha interagito con la sorella e i presenti. Il suo intervento ha permesso anche di capire meglio alcune dinamiche di Anna Maria rispetto alla propria famiglia dorigine.

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Il materiale emerso ha quindi arricchito lincontro di nuovi elementi che sono confluiti nella teoria globale con cui Mariano ha raccolto e chiuso la supervisione
Una teoria illuminante che ha preso spunto dai nomi dei diretti interessati: Da Coppollillo Senzani di Vecchiazzano a Nicola di Forl. Coppollilo pu essere considerato un diminutivo di coppola. Un cappello che ha sempre bisogno di una testa per darsi un senso e sentirsi pi intero. Questo ricalca le soluzioni adottate da Anna Maria: lessere etero-referenziale, il fare da contenitore per gli altri, il voler controllare tutto senza partire veramente dai propri bisogni. Ci porta ad escludere un reale scambio con gli altri E allo sviluppo di un forte razionale che si esprime attraverso il voler dimostrare. Ora, queste modalit si sono a lungo incastrate

con quelle di un Senzani, qualcuno che non si permesso di esprimere il negativo, la rabbia e la profonda sofferenza che hanno origini molto precoci (se dopo la zeta aggiungete un apostrofo e sostituite la i con la o capirete il colorito nesso tra il cognome in questione e il fatto di non suonare il FA o nota del cesso!). In sostanza, Anna Maria ha fatto la coppola e Marino la testa. Due persone svalutate che non chiedono e che a lungo hanno mantenuto questo stato quiete per lincapacit reciproca di far emergere e manifestare i propri reali bisogni. Un equilibro fondato sui rispettivi tagli che il disagio di Nicola (benedetto disagio!) ha fatto saltare in quanto scollegato dalle profondit e privo di solide basi. Dopo lo scoppio e limplosione dei vecchi equilibri (Vecchiazzano), si aprono tuttavia nuove opportunit di cambiamento. In questo, la teoria e i contributi dei presenti hanno consentito di individuare delle possibili prospettive per i diretti interessati. In primo luogo, sembra importante agevolare un certo disimpegno da parte di Marino in quelle che sono le dinamiche strettamente familiari. Ritagliarsi momenti per s e sfruttare maggiormente la rete per girare e introdurre elementi di novit. Da pi parti giunto linvito a partecipare al prossimo progetto Rainbow per cui Marino sicuramente pronto. Questo gli permetterebbe non solo di mettere le proprie competenze acquisite a disposizione degli altri ma anche di immergersi, di perdersi, di cominciare a scendere nelle proprie profondit per ritrovare le parti Marino ancora congelate. Anche per Anna Maria il momento di lasciare langolo (alfa) e fare un po di angolo (gamma), di sperimentare. In questo, affrontare la paura di rimanere a casa da sola con Nicola rappresenta una tappa significativa. La teoria di Mariano ha lasciato infatti intravedere come dietro il terrore di Anna Maria ci sia proprio la funzione specchio esercitata da Nicola. Anna ha paura dellaggressivit e della rabbia del figlio perch, probabilmente, quello che lei ancora non si concede. In questa fase, le si chiede anche di essere umile e saper chiedere aiuto nel momento del bisogno affidandosi alla rete e allAssociazione alla salute Romagna che, dal canto suo, pu rivestire un ruolo importante nellaccompagnamento di Anna Maria e Nicola. La teoria globale si conclusa proprio con questultimo. Il nome Nicola viene dal greco ed formato da due parole: Nike e Laos. Il primo termine significa vittoria ed il secondo popolo. In sostanza,

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Nicola pu vincere ma ha bisogno del popolo. E una bellissima immagine che suggerisce come per accompagnare Nicola nel suo cammino verso una maggiore interezza sia necessaria una legione di persone. Questo rappresenta unopportunit di crescita non solo per il diretto interessato ma anche per i singoli individui coinvolti e lassociazione alla salute Romagna. Il disagio di Nicola, come del resto quello di tutti, pu essere ancora una volta il motore del cambiamento. A questo proposito Mariano ha infatti sottolineato quanto sia importante sperimentare nuove metodologie nel territorio pur sbagliando e riprovando. Nella nebulosa di cooperative e strutture residenziali che operano nel sociale con sistemi superati e inefficaci, sognare di offrire unalternativa che possa essere riconosciuta anche a livello istituzionale in virt dei risultati conseguiti sul campo diventa quasi un obbligodovere!

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Riflessioni sotto la neve In questi giorni pensavo al Drago che vive nelle viscere del mio Graal. Si nutre del esterno e Nuvole riconoscimento non si sazia mai. Il Drago impedisce di scambiare in profondit, rappresenta lidentit psicotica radicata nel tempo che vive di nodi irrisolti. Questo non il Drago del tu devi che sto imparando a combattere grazie al nascente spirito del Leone. E un Drago molto pi potente, quello dei bisogni profondi, delle paure, dei fantasmi. Ho intravisto un modo per sconfiggerlo: farlo morire di fame. Abbandonare le soluzioni fondate sul ricevere riconoscimento esterno. Smettere di agire per solitudine, gelosia, senso di inadeguatezza, ricerca di approvazione. Sempre pi spesso mi chiedo quanto elemosinare riconoscimento corrisponda ad un reale bisogno e quanto invece sia piuttosto una rappresentazione parziale, una vecchia identit destinata a cadere sotto le raffiche di nuove spinte ascensionali. Se cos fosse anche il pi potente dei Draghi si rivelerebbe oramai un mostro di cartapesta divenuto inoffensivo. Ma proprio quanto pensi che sia assopito che il Drago si risveglia pi affamato che mai. Il suo soffio si espande in tutte le direzioni sottomettendo ogni granello del tuo essere, subordinando ogni dinamica alla soddisfazione dei propri bisogni. Forse solo con la morte del Drago che la via verso le profondit del mio essere sar di nuovo libera. Martino Colicchio
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Ludovico Pieroni

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PROGETTO FAAMA: INAUGURAZIONE DELLA FABELLA DEL POETA


Post del 25/03/2012 http://metodoallasalute.blogspot.it/ Michela Garbati (Associazione alla Salute Marche)

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bambini e l'Associazione. Dopo aver fatto vedere il video Mariano ha evidenziato come linaugurazione della Fabella del poeta rappresentasse un giorno storico in quanto il progetto FAAMA la prima sperimentazione di accompagnamento, come famiglia, di un cosiddetto "psicotico" che ha lo scopo di portare Luigi, senza lutilizzo di psicofarmaci, ad un recupero della propria autonomia. Terminato il suo intervento, gli Assessori e il Presidente della seconda Circoscrizione hanno espresso la loro emozione e riconoscenza per il progetto FAAMA, impegnandosi a sostenerci e a collaborare. L'aria che si respirata in quel pomeriggio ben che fossimo pi di 50 persone in una stanza non molto grande, stata un'aria nuova, bella, piena di spirito ed emozione.

Casa di Luigi, agli Archi di Ancona

La serata si conclusa ascoltando i referenti del gruppo di poesia che si impegner ad organizzare, Venerd 16 marzo 2012 alle ore 17:00 c' stata presso la Fabella del Poeta, delle "serate poetiche" l'inaugurazione della "Fabella del Poeta" la casa di aperte a tutti, nelle quali Luigi potr mostrare le sue Luigi e la presentazione alle istituzioni e persone del grandi doti artistiche. Per ultimo, abbiamo ascoltato quartiere del progetto FAAMA che sta procedendo l'intervento di Mila che, molto emozionata, ha da settembre con buoni risultati. Importante espresso la sua gioia e speranza di vedere Luigi stata la partecipazione di tutta l'Associazione Alla diventare indipendente. Salute Marche, in particolar modo delle donne che con gioia, amore e impegno da settimane hanno La festa poi proseguita presso la Casa delle Culture organizzato tutto il da farsi per arrivare venerd a far dove Renato, clarinettista dei Barbapedana, insieme festa. E stato molto bello vedere come molte persone a Giacomo, a Pino e il suo gruppo di danza popolari sono giunte ad Ancona da tutta Italia per partecipare e la Comunit senegalese, ci hanno accompagnato all'inaugurazione tutte felici di far festa a Luigi e, in una serata di balli scatenati a ritmo di musica. tra queste la mamma Mila, molto emozionata per il Luigi stato felice, emozionato a tal punto che proprio figlio. ha iniziato a parlare tantissimo e ad esprimere la propria felicit di far parte di questo gruppo che, lui stesso, vuole aiutare e come non credeva fosse stato cos difficile iniziare a parlare dei propri problemi, il L'inaugurazione, un giorno storico tutto intervallato da tante parolacce. Il pomeriggio iniziato con la presentazione, mia e di Silvio, della casa e del progetto al Presidente della Per me stata una giornata indimenticabile piena di seconda Circoscrizione e gli Assessori alle Politiche Spirito buono, di amore e devozione verso quello Sociali della provincia e della regione, alle persone del che si sta facendo e che mi ha riempito di energia quartiere presenti tra cui Don Davide, Suor Carmen, e tanta voglia di proseguire nel crescere assieme a Suor Loredana, il Capo Scout, i rappresentati della Luigi. Libera Comunit in Cammino e ai rappresentanti delle varie Comunit etno-culturali del quartiere; spiegando che sarebbe importante, come gi spontaneamente sta avvenendo, coinvolgersi nel progetto per creare una rete nel quartiere che possa permettere a Luigi di crescere nelle relazioni con gruppi pi allargati. Successivamente abbiamo fatto vedere il video di Luigi che ha mostrato certi momenti di alcune giornate passate con noi, i
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Archi, laffetto cura il disagio

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Progetto pilota: paziente adottato dal quartiere, basta medicine


Adriana Malandrino (dal "Messaggero" ed. Ancona del 17/03/2012) Questa la storia di vite che si intrecciano. Luigi ha 31 anni, di San Severo, dalladolescenza soffre di disagi psichici, alle spalle una lunga esperienza di centri mentali e quantit di psicofarmaci che lo hanno fatto arrivare a pesare pi di 100 kg. Ma ama le Marche e scrive poesie. E poi c la storia del dottor Mariano Loiacono, direttore del centro di Medicina sociale degli Ospedali Riuniti di Foggia, fondatore del Metodo alla Salute, che dal 1977 cura il disagio mentale senza psicofarmaci e senza ricoveri, che definisce le nuove camicie di forza chimiche. I loro percorsi si intrecciano e da settembre Luigi

avanti il progetto. Ma soprattutto c Loiacono, che abbraccia i suoi ragazzi, arrivati da tutta Italia per loccasione. Per lui non esistono diagnosi: Il disagio pu prendere la forma di conflittualit, depressione, dipendenza e sfociare nella psicosi e una persona con problemi pu anche attraversare tutti questi stadi - spiega Loiacono -. La psichiatria tradizionale tende a incasellare il disagio in uno degli stati riscontrati al momento della visita e a somministrare massicce quantit di medicine ai pazienti che dovrebbero assumerle per tutta la vita e che non fanno altro che cronicizzare il male. Loiacono e i suoi collaboratori della Fabella del

vive in una casa agli Archi - sostenuto dalla famiglia di Silvio Boldrini, sociologo e responsabile del progetto FAAMA che, con la moglie Michela, ha arredato e abbellito labitazione di Luigi - non prende pi medicine, stato adottato dal quartiere e scrive poesie attraverso le quali comunica le sue emozioni. Ieri pomeriggio linaugurazione della sua casa: persone di tutte le et ed etnie sono arrivate per salutare Luigi e testimoniare la bont del progetto, uniniziativa pilota che potrebbe essere replicata in citt. Tra gli ospiti anche gli assessori alle politiche sociali di comune e provincia, Adriana Celestini e Gianni Fiorentini, il presidente della II circoscrizione, Stefano Foresi e Sandra Recchia, presidentessa dell'Associazione alla Salute Marche che, con la Fondazione Nuova Specie, sta portando

Poeta, la casa di Luigi che fa parte del progetto FAAMA, credono nel senso di un percorso intensivo, nel reinserimento in societ delle persone con disagi e nella capacit di ognuno di poter dare una mano. I miei migliori collaboratori? Sono delle casalinghe. E chiaro che questa mia metodologia di cura sia scomoda e vada a disturbare vecchi equilibri. Dar certamente fastidio a chi prende 200 euro a seduta o alle case farmaceutiche, ma la soddisfazione di vedere questi ragazzi star meglio non ha pari. Le Marche, dopo uniniziale diffidenza, sono ora tra le regioni pi avanti in questo tipo di progetti. Un sogno? Noi facciamo nascere sogni concreti ribatte Loiacono. E allora perch non tentare (per maggiori info www. nuovaspecie.com o www.metodoallasalute.blogspot.com)

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tel. 3890421889

canzone tradizionale del Urbania (PU) Tanti sono gli incontri, le manifestazioni ed i progetti che durante lanno e su tutto il territorio nazionale Mali alla luce dellEpistemologia globale Sabato favoriscono lincontro e lo scambio di pensieri, esperienze e fondo comune...un po come facciamo in 24 marzo ore 16 Sede dei Servizi Sociali conduce Mariano Loiacono queste pagine. Via Sant' Eusebio 32 (S. Orso) psichiatra e Fano (PU) Ci vedremo li! psicoterapeuta,
Perch si sta male oggi? Perch cos difficile crescere? Come affrontare i momenti di crisi? Serve, oggi pi che mai, transitare da una situazione di malessere ad una vita pi piena e armonica. Se la vita viaggio, movimento ed emozioni, ci vuole coraggio per accogliere il negativo come opportunit di crescita. LAssociazione alla Salute ONLUS Marche opera da diversi anni nellambito della formazione e prevenzione al disagio sintomatico e asintomatico. Attraverso le Unit didattiche, si propone di offrire interessanti spunti di riflessione, favorire la condivisione di vissuti ed esperienze e sviluppare competenze spendibili nella nostra vita.

Calendario
MALESSERE INVISIBILE - DISAGIO VISIBILE
Incontri-dibattito:

Oltre cio che appare

Domenica 18 marzo 2012 ore 9,30


Senigallia, sala ex ostello, via Marchetti, 73

Domenica 11 marzo ore 16

ka baga g ma ne
Interpretazione di una

VIII Pomeriggio letterario globale

Sala Volponi (Corso Vittorio Emanuele)

Dal 18 al 22 Aprile (a Cesenatico) Dal 11 al 15 Giugno Dal 23 al 27 Luglio Dal 12 al 16 Settembre (a Cesenatico) Ingresso libero Dal 10 al 14 Dicembre
Fondazione Nuova Specie

Settimane intensive:

info: Urbania 3396698982 (Paride) - Fano 3284418462 (Cindy)


www.nuovaspecie.com www.metodoallasalute.blogspot.com onlussalute@libero.it

Dal 25 al 29 Aprile Corso: Approccio Globale alladolescenza (a Cesenatico) Dal 5 al 9 Novembre e dal 19 al 23 NovembreCorso di Quadrimensionalismo
Associazione alla Salute Onlus Marche www.nuovaspecie.com metodoallasalute.blogspot.com Fondazione Nuova Specie Onlus
in collaborazione con con il patrocinio

Corsi di formazione:

esperto di globalizzazione e mutamento antropologico

Associazione alla salute Lombardia

Associazione Alla Salute Romagna

Associazione Alla Salute Veneto

Associazione alla Salute onlus Marche

Fondazione Nuova Specie onlus

Comune di Urbania

Comune di Fano

Associazione Onlus Camminiamo Insieme

Dal 31 Marzo al 14 Aprile: PROGETTO RAINBOW nella regione Marche( II sperimentazione) in localit Ripe(AN) Mercoledi 11 Aprile a Cesenatico conferenza dal titolo: Il Metodo alla Salute, un approccio globale alladolescenza"

Incontri, progetti e conferenze

Facendo riferimento a quanto emerso nella Due Giorni di bilanci e prospettive per il Metodo alla Salute a proposito dei primi accessi al Centro di Domenica 22 Gennaio 2012 ore 16.00 comunichiamo che gi Medicina Sociale (C.M.S.), Via S.Francesco n. 73/b Jesi dalla prossima settimana entreranno in vigore le c/o sala circoscrizione II ovest "Settimane di Prima Accoglienza", cosiddette SPA, settimane ordinarie in cui verr concentrata la MALESSERE INVISIBILE - DISAGIO presenza delle personeVISIBILE nuove al trattamento. Associazione alla Salute Pertanto, tutti L coloro che sono interessati a fare Onlus Marche propone un una prima esperienza incontro-dibattito del Metodo alla Salute durante quale, medica presso il C.M.S. e devono prenotare la ilvisita attraverso la relazione dei successivamente partecipare ad una delle settimane vari livelli di rapporto con se stessi e con lesterno che SPA qui indicate. ci circonda, verranno
Associazione alla Salute Onlus Marche

Settimane Prima Accoglienza

Calendario SPA
26 marzo 30 marzo 14 maggio - 18 maggio

Oltre cio che appare

Per eventuali cambiamenti di date consultare il sito e blog Per informazioni e prenotazioni: 0881.736392 0881736394

Associazione Alla Salute ONLUS Marche

www.nuovaspecie.com www.metodoallasalute.blogspot.com onlussalute@libero.it info tel.: 327.4948077 (Nicoletta) 339.6586614 (Benedetta)


Con il patrocinio del

Via S.Marco n. 48 - 61030 Lucrezia di Cartoceto (PU)

Le date possono subire cambiamenti che saranno resi noti sul sito e sul blog. Per informazioni o iscrizioni rivolgersi al Centro di Medicina Sociale ( Tel 0881.736392 Fax 0881.736393 )
Relatori dellincontro: - Michela Garbati
(sociologa)

affrontate le tematiche del malessere, del disagio e dello stare beneoltre ci che appare.

- Benedetta Palmieri - Daniela Marcobelli Ingresso Libero

(operatrice del Metodo alla Salute) (operatrice del Metodo alla Salute)

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lucapiero

Fondazione Nuova Specie Onlus

La Vita cio che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Cio che vediamo non ci che vediamo ma cio che siamo (Fernando Pessoa)