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IL FANTASMA DI TREMONTI - A CHE COSA REALMENTE E APPESO IL DESTINO DI BERLUSCONI ? - DI MORENO PASQUINELLI - sollevazione.blogspot.

com La bomba ad orologeria del debito pubblico Il Berlusconi sa che il suo destino, e il consenso di cui va tanto fiero, gi agli sgoccioli per le infinite mancate promesse, si gioca tutto su questo fronte, sul fronte della crisi economica e del debito pubblico, di ci che riuscir a fare per rilanciare un ciclo economico in depressione. Le cartucce dell'ottimismo sono ormai bagnate. Il suo stesso blocco sociale si attende una svolta, mentre nel paese cominciano a vedersi i lampi di un nuovo conflitto sociale. Non ci vuole molto per comprendere che Berlusconi non riuscir a farla franca anche stavolta e che sar travolto, con o senza "ribaltone", con o senza elezioni anticipate. Che con la fiducia strappata per il rotto della cuffia il 14 dicembre scorso i "ribaltonisti" subirono una cocente sconfitta, di certo la vita del governo Berlusconi resta appesa ad un filo. Da oggi il governo ricomincer a ballare, essendo la sua maggioranza sostenuta come un impiccato dalla corda dei 314 voti, ovvero due in meno della maggioranza relativa. Delle truppe cammellate che giungerebbero in sostegno, nel frattempo, neanche l'ombra. Pesa sul destino del Cavaliere il ricatto della Lega Nord, o trovi questi voti in pi e passa subito il federalismo, o si va dritti alle urne. Berlusconi cadr sotto il fuoco amico? Pu darsi, ma questa sar solo la goccia che far traboccare il vaso. Ben altro bolle in pentola. Berlusconi non ha pi alibi, appunto, e Tremonti dovrebbe mettere mano al portafoglio. Cosa improbabile, cos nel Pdl crescono i malumori contro il rigorismo. [LA STAMPA, 10 gennaio] Il "rigorismo tremontiano", ovvero la severa linea di contenimento dei conti pubblici e di riduzione della spesa, il bubbone, il vero oggetto del contendere. Dei dissapori tra Berlusconi e Tremonti riferiscono da giorni le gole profonde, dopo che qualche giorno fa in sede europea, Giulio Tremonti, per sostenere che siamo dentro e non fuori dalla crisi (e che non si possono allagare i cordoni della borsa come vorrebbe il Primo Ministro) ha ripetuto la sua analogia: E' come vivere in un videogame. Compare un mostro, lo combatti, lo vinci, ti rilassi e subito ne spunta un altro pi forte del primo. [L'Unit del 7 gennaio]. Morale della favola: quasi quattro anni dopo lo scoppio della crisi, non solo non ne siamo fuori (come va blaterando Berlusconi), ma ci ritroviamo al punto di partenza, alle prese col rischio di crack ancor pi devastanti. Pi che "dissapori" un autentico conflitto politico. La posta in palio, addirittura, la poltrona di Primo Ministro. Il fantasma di Giulio la nuova ossessione del Cavaliere. La sua paura che il genio dei numeri diventi il capo dei congiurati per sostituirlo a Palazzo Chigi. [Massimo Giannini, La Repubblica del 8 gennaio]. Tesi dei soliti anti-berlusconiani di Repubblica? Per niente. Lo stesso concetto ribadito da Il Sole 24 Ore del 8 gennaio e dagli stessi organi del berlusconismo d'assalto: Il Cavaliere oramai convinto che arrivato il momento di dare ossigeno alle imprese e alle famiglie cos da mettere maggiori risorse in circolazione e stimolare i consumi. Una ricetta che Tremonti non pare condividere, convinto che il rischio speculazione non sia affatto passato. E anche sulla riforma fiscale la pensano in modo diametralmente diverso, con Berlusconi che vorrebbe un alleggerimento del carico tributario e il Ministro dell'Economia a ripetere che "soldi non ce ne sono" e dunque neanche margini per ritoccare la pressione fiscale. [Adalberto Signore, il Giornale del 8 gennaio] Insomma, ammesso che il governo superi "quota 316", ... Palazzo Chigi e il Ministero dell'Economia dovranno avere un comune punto di vista, pena lo sconquasso. Ecco che provoca le fibrillazioni tra Silvio e Giulio, convinto che la strada delle urne sia preferibile, contrario com' ad immolare sull'altare della stabilit gli equilibri di bilancio. [Francesco Verderami, Il Corriere della Sera del 8 gennaio ]

La Lega Nord e Bossi (una sfiatata e patetica Sibilla Cumana, oramai) fanno la voce grossa sul "federalismo", ma sul versante della politica economica che si gioca la partita decisiva e da cui dipende la vita del governo Berlusconi. Che Tremonti sia distante dall'autore La paura e la speranza , scritto nel marzo 2008, fatto risaputo. Solo tre anni fa vestiva ancora i panni ammiccanti del critico della globalizzazione, della "gabbia di ferro" di Maastricht, e anche dell'ideologia liberoscambista. Oggi, da Ministro, veste quelli plumbei del rigorismo fiscale e monetario. A tutti gli effetti stato cooptato nella confraternita dei banchieri centrali, presieduta da Trichet. Il fatto che l'analisi di Tremonti, ovvero la sua analogia col videogame copi mostri, assolutamente calzante. Chi scrive ha avuto recentemente modo di sostenere che siamo alle porte di un nuovo crack finanziario, che avr questa volta come epicentro l'Europa, grazie al mix esplosivo dell'implosione dei
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debiti pubblici e di quelli del sistema bancario (Il sodalizio), la qual cosa metterebbe a repentaglio la sopravvivenza della moneta unica (Bye bye euro). Il convoglio europeo sta proprio in questi giorni imboccando la via delle Montagne russe. A met settimana il disastrato Portogallo andr sul mercato per reperire 1,2 miliardi di euro da rimborsare a medio-lungo termine. Il prezzo che riuscir a spuntare dir se la tensione sul debito lusitano diventer panico. Gi ora Lisbona paga il 7,23% di interessi sui titoli decennali, con un differenziale sui Bund tedeschi al massimo storico: il 4,4%. Nei giorni successivi batteranno cassa la Spagna e l'Italia. Insomma: i governi, gli equilibri politici, e con essi la stabilit sociale sono appesi alla corda delle aste. Un problema solo per Portogallo, Spagna e Italia? Nient'affatto. Nell'anno del Signore 2011 (dati del Hudson Institute di Washington) nella sola eurozona verranno collocati, ovvero messi in vendita, circa 800 miliardi di euro di titoli pubblici, compresi quindi i cosiddetti "virtuosi", Germania e Francia in testa, che da soli emetteranno 389 miliardi. Ai titoli pubblici che attenderanno di essere acquistati vanno aggiunti i 400 attesi dalle banche. In tutto fa circa 1.200 miliardi. Una cifra gi di per s astronomica. Ma i numeri potrebbero essere ancor pi alti. Secondo l'International Financial Institute l'ammontare dei titoli pubblici dell'eurozona (ci sono poi quelli dell'Unione che non usano la moneta unica) che saranno messi all'asta nell'anno appena entrato, di circa 2mila miliardi e circa mille quelli delle banche. L'IFI aggiunge: A questi vanno aggiunti i tremila miliardi del Tesoro americano e i mille delle banche americane, pi le emissioni del Giappone, pari a oltre la met del suo Pil (l'Italia sar circa ad un quarto, gli USA al 27%. [citato da Giuliano Amato, Il Sole 24 Ore, 9 gennaio] Il 2011 sar dunque, sotto questo profilo, un anno terribilis per tutto l'Occidente imperialista. Il Berlusconi sa che il suo destino, e il consenso di cui va tanto fiero, gi agli sgoccioli per le infinite mancate promesse, si gioca tutto su questo fronte, sul fronte della crisi economica, di ci che riuscir a fare per rilanciare un ciclo economico in depressione. Le cartucce dell'ottimismo sono ormai bagnate. Il suo stesso blocco sociale si attende una svolta, mentre nel paese cominciano a vedersi i lampi di un nuovo conflitto sociale. Non ci vuole molto per comprendere che Berlusconi non riuscir a farla franca anche stavolta e che sar travolto, con o senza "ribaltone", con o senza elezioni anticipate. Il guaio che diventa davvero probabile che il suo successore sia proprio l'attuale Ministro dell'Economia, che oltre ad essere l'uomo dei poteri forti europei (leggi i banchieri), piace agli antiberlusconiani, ai leghisti e ora anche ai transfughi finiani. Di fatto, quello attuale, dati i poteri esorbitanti del Ministero dell'Economia (dopo che il centro-sinistro Prodi concentr in un unico Ministero quelli del Bilancio, del Tesoro, delle Finanze e dei Lavori pubblici), gi un governo Tremonti, dove il Cavaliere ridotto a fare la parte della comparsa. Da Tremonti a Tremonti quindi, e nessuna svolta, poich, come diceva Mario Missiroli una roba seria non si pu fare, che ci conosciamo tutti. LE 10 PRICIPALI TEORIE PER UCCELLI E PESCI MORTI - DI NICHOLAS WEST E ZEN GARDNER activistpost.com Mentre i media mainstream tentano di minimizzare le recenti morti, che ora sono diventate globali, vale la pena di tenere traccia delle notizie su questa storia. Sentitevi liberi di aggiungere la vostra alla sezione commenti, e ci aggiorneremo di conseguenza. Spiegazioni mainstream: Fulmini, grandine, collisioni a mezz'aria, linee elettriche e fuochi d'artificio di Capodanno per gli uccelli... invece malattia per i pesci. Questo risulta dando uno sguardo ai media mainstream. Gli uccelli sono incredibilmente sensibili al loro ambiente (si pensi ai canarini nelle miniere di carbone) e il pensiero che essi siano stati colti di sorpresa, o che abbiano "sbagliato" il loro modello di volo palesemente ridicolo. E dove sono gli uccelli arrostiti da questi colpi di fulmini? E i pesci che muoiono nella stessa regione? Solo una fortuita "malattia". Uno dei principali titoli deve essere sancito come il tentativo pi triste di sensazionalismo, mentre rivela un'ovvia conclusione naturale Gli uccelli caduti probabilmente morti per un massiccio Trauma. Davvero? Sciami meteorici: siamo in un periodo di intensi sciami meteorici stagionali, e parecchi utenti di YouTube hanno segnalato di aver udito bang sonici nell'area, che potrebbero essere indicativi di una locale onda d'urto. Questa potrebbe essere una causa naturale non-cospirativa, che ha effettivamente senso, ma difficile collegare a questo sia gli uccelli che i pesci, a meno che essa non abbia prodotto una frequenza invalidante. C'erano in verit altre anomalie sonore, secondo il rapporto sopra evidenziato. Nuova linea di faglia di Madrid: Un eccellente articolo di The American Dream ha raccolto dati sulle recenti attivit sismiche lungo questa linea di faglia che corre lungo la sezione medio orientale degli Stati Uniti. Se consideriamo anche il metodo della fratturazione per ottenere gas, l'immensa attivit geologica
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nella regione e il disastro dell'estrazione petrolifera della BP, che ha disperso il Corexit nell'atmosfera, noi potremmo attribuire a questo qualsiasi distruzione di massa nella regione. Tuttavia, siamo di fronte ad un evento globale, quindi potrebbe trattarsi dell'effetto collaterale di qualcosa di pi grande, o di un fattore che ha contribuito direttamente. Esperimenti del governo: La lunga storia degli esperimenti del governo stata esposta da molti ricercatori. La componente strana di queste morti che solo alcune specie sono state colpite, solo all'interno dell'intera regione. E alcune relazioni hanno indicato che gli organi di questi uccelli si sono liquefatti, e questo potrebbe indicare un possibile virus. Potrebbe questo indicare l'uso di armi biologiche specie-specifiche? E' agli atti che si sono svolte discussioni su armi biologiche razza-specifiche; si forse trattato di un test sulla possibilit di trasferimento? Mutazioni OGM: Mike Adams di Natural News avanza un' interessante teoria: quest'ultimo evento locale, ma le morti stanno investendo pi specie visto che anche le popolazioni di api e pipistrelli sono in calo. Adams sottolinea che la Monsanto ha una sede nell'Arkansas. E' legittimo porsi domande. Geoingegneria: Potrebbe l'irrorazione nella zona aver causato questo tipo di fallout? Forse qualcosa di nuovo stato aggiunto alla miscela? Le scie chimiche si sono rapidamente trasformate da teoria cospirativa a fatto documentato. Tanto, che i poteri hanno dovuto ammettere l'esistenza del programma, ma secondo loro a scopo benefico. Tra il cloud seeding e possibili connessioni a HAARP, la ricaduta da scie chimiche deve essere considerata, specialmente perch il programma si svolge quasi in tutto il mondo. Rosalind Peterson stata all'avanguardia nell'aver stabilito una connessione della Geoingegneria agli OGM come fonte combinata per l'esplosione di alghe che riducendo l'ossigeno potrebbero interessare un ampio spettro di sistemi naturali. Inoltre, alcuni ritengono che il sistema di spargimento delle scie chimiche permette anche la dispersione di agenti patogeni. Se ci sar un focolaio di influenza aviaria o malattie nei prossimi giorni o settimane tra la popolazione umana, nelle zone dove sono caduti gli uccelli, potrebbe essere avanzata una connessione con le scie chimiche. Se questo accadr, il contagio potrebbe essere attribuito ad una nuova, mortale influenza aviaria. Un'altra possibilit collegata alle scie chimiche quella delle nanoparticelle. HAARP: Uccelli e pesci possono essere sensibili ad impercettibili variazioni di frequenza. Un post interessante di YouTube da parte di un pescatore di lunga data, menziona la presenza di una lamina di "perla" dietro l'occhio del tipo di pesce tamburo interessato da questo evento. Ha fatto un appello a chiunque nella zona, per cercare segni di danni riguardo a questa lamina. Sia gli uccelli che i pesci si spostano in modo altamente coordinato, e questo indica che si muovono e comunicano attraverso frequenze. Potrebbe il dispositivo HAARP in Alaska aver mandato in cortocircuito i loro sistemi di navigazione? O, forse, questo l'inizio di un effetto a cascata dovuto a decenni di inquinamento elettromagnetico da campi elettromagnetici e onde ELF, intorno al pianeta, provenienti da una vasta gamma di moderni mezzi di comunicazione? Armi scalari: Queste armi ad energia diretta possono essere distribuite via satellite e creare una vasta gamma di "disastri naturali" che possono essere sintonizzati su determinate frequenze. E' stato segnalato che il loro raggio d'azione di diverse miglia. Ancora pi pazzesco che ci stato detto che negli uccelli morti sono stati rilevati massicci traumi. Una delle abilit segnalate delle armi scalari quella di creare uno scudo di Tesla di plasma, come una bolla, che potrebbe far esplodere tutto ci che entra nel suo spazio aereo. Alcuni hanno ipotizzato che questa tecnologia in piena operativit. Ma che cosa succederebbe se invece fosse ancora in fase sperimentale? Ricordate, questo sta accadendo anche in Sud America. Progetto Blue Beam: Era il test di un generatore di suono per inscenare a livello globale un'invasione aliena? Questa certamente "una realt", e la stessa NASA ha annunciato la sua preparazione per un tale scenario. Il Progetto Blue Beam, come la sua controparte HAARP, utilizza l'energia naturale presente nella ionosfera come dispositivo sia visivo che acustico. Ancora una volta, forse non sono nella fase definitiva, ma, come Tesla, hanno fatto un passo falso involontario. Modifica Geomagnetica e altre modifiche della terra: Come chiunque pu vedere dalla gamma di possibilit elencate sopra, siamo di fronte ad una serie di manomissioni dell'uomo. Tuttavia, a questo fanno da sfondo le anomalie che cominciano a prendere forma con l'apparente vagare del nostro polo magnetico, visto che anche il National Geographic ha segnalato che il Polo Nord magnetico sta migrando verso la Russia. Se aggiungiamo a questo un indebolimento della magnetosfera e la caduta dei livelli di ossigeno, allora le morti tra le specie pi delicate fanno presagire un problema pi ampio. Infine, un aumento di attivit del sole e le tempeste magnetiche potrebbero indebolire il nostro habitat naturale globale. La diffusa distruzione della natura dovrebbe indurci a guardare pi intensamente al mondo intorno a noi e a mettere in discussione il nostro rapporto con essa e il nostro effetto su di essa. Forse questo ci che avremmo dovuto fare tutti insieme.
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SCIAME SISMICO - DI PAOLO BARNARD - paolobarnard.info - Aggiornamento Il Pi Grande Crimine 7 Tre quarti catastrofico, nel finale un po di speranza. Lo dico con estrema seriet, non gioco a far sensazione con gli allarmi. Il motivo per cui scrivo ci che segue che se non si accetta di vedere le cose come esattamente stanno, non potremo mai agire per salvare il salvabile. I media e i pubblici ufficiali mentono, non ci dicono neppure un terzo della verit. Temono il panico civile, ma cos ci condannano. Sappiamo per certo (gli abruzzesi pi di tutti purtroppo) che prima di un devastante terremoto ci sono dei segnali precisi da cogliere. Per esempio il cosiddetto sciame sismico, oppure la fuga inspiegabile e in massa di animali dai boschi o dagli stagni, o i cambiamenti nella ionosfera e le emissioni anomale di gas radon dal terreno. Poi arriva il cataclisma. Nelleconomia della nostra vita di oggi, parlo di voi famiglie, sta accadendo la stessa identica cosa. Ci sono i segnali peggiori, ci sono tutti, si stanno srotolando davanti ai nostri occhi in queste ore, mentre state leggendo queste righe e smaltendo le calorie di Natale, e poi arriver il cataclisma, ma non uno qualsiasi, sar Il Cataclisma. Sui tempi non possibile sbilanciarsi, ma non saranno decenni, al massimo 2 o 4 anni, forse prima. Di seguito quei segnali: 1) Gli Stati Uniti stanno nascondendo al mondo la gravit della crisi che hanno scatenato, soprattutto i devastanti danni interni al Paese stesso. Non trovo parole migliori per darvi lidea di quanto appena affermato di quelle scritte il 13 dicembre scorso sullacuto Huffington Post di Washington: Se vi siete goduti i primi 3 round della crisi finanziaria, adorerete i prossimi 6, quando i mercati pesteranno a sangue le banche di Wall Street, con il governo che le rianimer coi sali per un altro round di botte (mentre i manager incasseranno miliardi). Ma alla fine non funzioner, Wall Street andr al tappeto trascinandosi dietro i cittadini in una Grande Depressione che i vostri pronipoti studieranno sui libri di scuola, ridendo dei goffi tentativi di Obama di raddrizzare i conti mentre lAmerica si sta beccando in faccia la peggior tempesta di tutta la sua storia. Gli USA andranno al tappeto, per la semplice ragione che 35 anni di economia neoliberista li hanno letteralmente distrutti: le loro banche sono in pratica tutte fallite e si reggono solo grazie a esborsi immensi di denaro pubblico, ma non ce lo dicono; i debiti dei cittadini sono stellari e in aumento senza speranza di essere ripagati; i debiti delle municipalit ancora peggio, e stanno fallendo interi Stati dellunione; e le dimensioni piene della truffa finanziaria che hanno sparso nel mondo neppure si sono manifestate ancora (i dettagli nei miei aggiornamenti precedenti). Il gigante a stelle e strisce non ha speranze, questa volta va al tappeto e tutto il mondo rimarr di pietra. Basterebbe la grippatura del primo motore economico mondiale (non contate sulla decantata Cina, ancora un nano rispetto agli USA) per garantire allEuropa il tracollo. Ma diciamola tutta, ma proprio tutta: noi europei siamo stati da 40 anni assoggettati alla nostra particolare cura allarsenico chiamata Neomercantilismo franco-tedesco, pi Unione Europea e Unione Monetaria (tutto spiegato nellaggiornamento 6), per cui noi avremo il dubbio privilegio di vederci arrivare lo Tsunami americano mentre stiamo agonizzando sotto le macerie di un terremoto. E sar ancora peggio per voi miei affezionati lettori, perch mentre sguazzeremo fra i relitti del Titanic europeo che cola a picco nel gelo delle speranze, chi avr letto Il Pi Grande Crimine sapr che tutto questo fu precisamente voluto a tavolino da un nugolo di uomini che non erano n il Pdl, n la Mafia, n la Camorra, n la Casta. 2) Negli ultimi giorni i Credit Default Swaps (CDS) per chi investe nellEurozona sono andati alle stelle. Che significa? I CDS sono una sorta di assicurazione che un investitore fa per difendersi dal pericolo che i suoi investimenti finiscano al macero se i debitori fanno bancarotta. I mercati dei CDS sono un perfetto termometro della salute di quei debitori. Se si ritiene che essi siano affidabili, ok, ma se li si ritiene in punto di morte ovviamente il prezzo delle polizze CDS schizza alle stelle. Per esempio il CDS iTraxx Europe five-year index, che dice quanto affidabili siamo noi europei per chi ci vuole prestare denaro, al livello record di 105. Ma ecco la chicca: vi ricordate che noi Stati dellEurozona siamo stati ridotti alla condizione di non avere pi moneta sovrana (lire, marchi) e di dover PRENDERE IN PRESTITO DAI PRIVATI OGNI SINGOLO EURO che spendiamo per la vita pubblica? Ecco, immaginate cosa ci coster da adesso prendere in prestito tutti quei soldi con dei CDS a quel livello, cio con gli investitori (coloro che ce li prestano) coi sudori ghiacci e quindi con tassi dinteresse - che gli dobbiamo pagare per compensare i loro rischi - altissimi. Ma non saranno nei guai solo i Tremonti della situazione, lo saranno anche le aziende (dove lavori tu), i negozi (dove lavori tu), i ristoranti e bar (idem), cio chiunque dovr lavorare con le banche dellEurozona per chiedere prestiti, perch la catena della sfiducia non si ferma, e infatti il credito in Europa continuer ad agonizzare i problemi non se ne andranno nel 2011 dice Teo Lasarte, european credit strategist di Bank of America Merrill Lynch (loro se ne intendono)s. 3) Il 15 dicembre del 2010, lagenzia di rating Moodys ha lasciato intendere che declasser i titoli di Stato spagnoli. Ovvero: i pescecani stanno girando in circoli sempre pi stretti attorno alla Spagna. Al primo morso, affondiamo tutti fra le loro fauci. Che significa? Primo, se stiamo con la metafora degli squali, cio coloro che ho descritto ne Il Pi Grande Crimine e che profitteranno della nostra rovina,
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le agenzie di rating sono come chi ti spintona fuori bordo proprio mentre attorno alla barca si affollano i pescecani. Esse (Moodys, Standard and Poors o Fitch), senza averne alcun diritto sancito da concordati internazionali, hanno il potere di bocciare laffidabilit economica di interi Stati, cio dicono: La Spagna ha le pezze al sedere (troppo debito), e quindi da ora se essa vuole vendere i suoi titoli di Stato dovr promettere tassi dinteresse molto pi alti (per compensare il rischio di chi glieli compra). Immediatamente i mercati dicono alla Spagna non ti diamo pi un soldo se non fai quello che dice Moodys, e la Spagna non ha scelta, deve obbedire, perch ricordate che non ha pi moneta sovrana, ha invece leuro che deve sempre prendere in prestito appunto vendendo titoli di Stato. Ma questo innesca immediatamente un circolo vizioso micidiale, dove la bocciatura di Moodys allarma i mercati, che pretendono pi interessi dal governo, ma se il governo paga interessi pi alti si indebita ancora di pi e questo porta ad unaltra bocciatura di Moodys che porta a costi sempre pi alti per la Spagna, che portano ad altre bocciature fino allinferno. Cio Irlanda e Grecia. Ma attenzione qui, perch ci sono due conseguenze, una sanguinosa, laltra mortale. La prima che uno Stato come la Spagna, con una disoccupazione al 20,6% (nei giovani 43,6%), dovr disperatamente tagliare la spesa pubblica senza piet al fine di compiacere ai mercati di cui sopra, il che innesca un altro circolo vizioso di licenziamenti, povert, quindi meno consumi, quindi aziende che vanno sotto, quindi ancora licenziamenti ecc. Come noto i tagli alla spesa pubblica sono oggi il comando perentorio in tutti gli Stati delleuro, e il Financial Times scrive questi correttivi di spesa smorzeranno i mercati del lavoro fino alla fine del 2011 auguri, mie care famiglie. La seconda che tutti gli economisti concordano che se la Spagna fa lo stesso botto di Irlanda e Grecia, questa volta esplode anche lEuropa, semplicemente perch un salvataggio della Spagna troppo costoso. Cio sbancherebbe tutta lEurozona. Moodys ha entrambe i palmi delle mani appoggiati alla schiena di Madrid, che sta in bilico sul bordo della nave, e sotto ci sono fauci micidiali. Lo spintone non una questione di forse, ma solo di quando, perch come ho gi scritto in passato le cause del crollo europeo sono tutte ancora presenti (leuro per primo) e nessun politico le ha mai volute veramente affrontare. La Spagna va sotto e noi tutti con lei. Fine dellEurozona e dellUnione Europea. 4) La Swiss National Bank stata la prima banca centrale europea a rifiutare ufficialmente i titoli di Stato portoghesi e irlandesi. Perch importa? Il segnale sia alle banche colleghe che ai mercati drammatico, in particolare per i governi di Lisbona e Dublino che vengono cos etichettati come infetti. Nel presente arrangiamento, dove la dipendenza degli Stati sovrani dai mercati del 100%, ci equivale a una ghettizzazione che non lascia speranza. Si noti come tutti questi segnali innescano sempre una spirale verso il basso da cui le nazioni colpite non possono salvarsi. Ci non accade a caso, e lo spiego pi sotto (parte del Pi Grande Crimine). Lestensione di questa unzione da parte della Swiss National Bank a Spagna e Italia del tutto fuori dal controllo dei relativi governi, e la SNB si rifiutata di chiarire se ci pu accadere a breve, commentando glacialmente Quello che conta il mercato. 5) George Soros ha detto che la UE a rischio di distruzione. Perch questo tizio conta? Soros il pi autorevole e micidiale investitore privato del mondo, luomo che nel 1992 ha spaccato la schiena alla Gran Bretagna facendone collassare la sterlina, e la GB non il Burkina Faso, uno dei Paesi pi potenti del mondo. Poi ha tagliato le gambe allItalia, alla Korea ecc. Una parola allarmante del sopraccitato ha sui mercati (sempre quelli da cui noi Stati dellEurozona dipendiamo per avere ogni singolo euro da spendere) lo stesso effetto che un ammalato di peste bubbonica avrebbe sulla folla in piazza se si mettesse a urlare ho la peste!. Esattamente 24 ore prima del sopraccitato annuncio di Moodys, Soros aveva rilasciato al Financial Times di Londra la seguente dichiarazione: I tassi dinteresse imposti ai titoli di Stato dei governi europei pi deboli soggetti al salvataggio della UE sono troppo alti. Essi rendono impossibile per quei governi il riscatto a fronte degli Stati pi forti. Il circolo vizioso render i governi deboli sempre pi deboli, lo scontro fra debitori e creditori sar pi aspro, e c il pericolo concreto che leuro finisca per distruggere la coesione politica e sociale dellUnione Europea . Capito mercati? lEuropa si sta suicidando, ha detto Soros. Cos funzionano i pizzini del Vero Potere, si parlano fra di loro in questo modo, e bisognerebbe che una Wikileaks veramente dedicata a spulciare nelle cose che contano (e non nel seminulla finora rivelato) divulgasse la lista delle scommesse con i derivati che il Soros Fund Management LLC del buon George ha piazzato in questi mesi, assieme alla ridda di altri scommettitori (chiamati Hedge Funds) internazionali. La domanda : quante di queste scommesse sono state piazzate contro leuro e lEurozona? Luso dei derivati per scommettere contro interi Paesi destinati artificiosamente alla rovina non una novit; nel mese di settembre del 2010 gli Hedge Funds (come quello di Soros) avevano gi piazzato centinaia di milioni di dollari di scommesse contro la Grecia. Cio: letteralmente sono come chi scommette 100 denari che il mercato della carne croller, e poi sparge la voce che c la mucca pazza nelle bistecche. 6) Dal vertice della Banca Centrale Europea, a quello della Banca dItalia, per passare per i comunicati dei tecnocrati di Parigi e Berlino, il coro unanime: il Patto di Stabilit va imposto con maggior rigore. Cio: se il paziente sta soffocando, tappategli anche le narici. Questo significa che vogliono dare il colpo di grazie allEuropa e ammazzarla una volta per tutte. Spiego: quando lUnione Monetaria (leuro) fu creata, i suoi padri pensarono di dotarla di una camicia di forza, proprio cos, infatti in
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gergo finanziario si parla di straightjacket. Si tratta cio di regole per immobilizzare gli Stati aderenti in certe condizioni economiche, che sono: inflazione bassa e armonizzata, deficit di bilancio non oltre il 3% del Prodotto Interno Lordo (PIL) e debito pubblico non oltre il 60% del PIL. Questa camicia di forza stata chiamata Patto di Stabilit. Ci dissero che avrebbe innescato un processo virtuoso per lEuropa dove gli Stati avrebbero ripulito i conti di casa e tutti saremmo stati pi ricchi e felici. Balle, proprio una menzogna totale. Non voglio parlare difficile, ma guardate che oggi tutti, ma proprio tutti quelli che contano in economia e finanza hanno gi detto che il Patto di Stabilit un suicidio, una corda saponata bella e buona, che ci, vi, sta ammazzando. Tutti meno i criminali che lhanno voluta e/o sostenuta, cio i soliti Mario Draghi, Jean Claude Trichet, Jaques Attali, Jaques Delors, Theo Waigel, Giuliano Amato, Angela Merkel ecc. Alcuni di costoro infatti sono ancora oggi come cani rabbiosi a latrare in giro per lEuropa che non solo questa sciagura valida, ma che va addirittura rafforzata. A una convention dei democristiani tedeschi in Baviera a inizio 2011, proprio il governatore della Banca Centrale Europea Jean Claude Trichet ha tuonato: I governi europei non hanno scelta, devono cambiare politiche, devono rinforzare assai il Patto di Stabilit, e le politiche di spesa vanno riportate sul sentiero della virt . Tenete a mente queste ultime 4 parole, perch sono grottesche il sentiero della virt. La criminosit del Patto, e cerco di essere semplice, si snoda in diversi aspetti molto complessi, ma di fondo ci che esso fa che stato programmato per fare di costringere i Paesi meno ricchi dEuropa a limitare drasticamente la spesa pubblica; ma va compreso che per nazioni come la Grecia, la spesa pubblica lunica speranza di sopravvivenza per il grande pubblico, visto che il settore privato non ancora in grado di generare abbastanza ricchezza da solo; in tal modo Grecia, Portogallo, Irlanda, ma anche lItalia fra un po, sono condannate a non poter mai raggiungere un livello di ricchezza apprezzabile; questo innesca il solito effetto a spirale negativa di svalutazione del loro mercato nazionale, che significa meno investimenti, che significa pi disoccupazione e sottoccupazione, che significa pi spese statali per gli ammortizzatori sociali, che significa per sgarrare il Patto di Stabilit, che significa attirarsi la bocciatura delle agenzie di rating, che significa perdere sempre pi investimenti e pagare salatissimi i soldi che quei governi devono prendere in prestito, che significa ancora pi disoccupazione che significa sempre pi esborsi statali, altre bocciature, altri collassi economici allinfinito. Non c salvezza da sta trappola, e non ci deve essere, perch lo scopo finale di essa, cio del Patto di Stabilit, proprio di collassare interi Paesi europei per rendere in semi schiavit sia lo loro forza lavoro che i loro governi. Cio: creare sacche di lavoro alla cinese in Europa, per gli scopi descritti nel mio saggio il Pi Grande Crimine e aggiornamenti. Ovvero creare quella che Marx chiam larmata di riserva dei disoccupati , da cui la grande industria attinge a piene mani per ricattare con arroganza sia i governi che i sindacati. Leggi Mirafiori ma unaltra storia. E non finita, per le vittime c ancora agonia: quando esse si trovano nelle pietose condizioni in cui sono state cacciate dal Patto di Stabilit, la UE dei tecnocrati criminali le costringe ad accettare i famosi salvataggi del Fondo Monetario Internazionale e della UE stessa. Significa che Grecia, Irlanda e Portogallo, e chiunque verr poi, si trovano a farsi prestare somme enormi in euro, che una moneta che non possono emettere, per cui lunica scelta che hanno per ripagare quellimmenso debito di succhiare il sangue ai propri cittadini con tagli alla spesa sociale, al pubblico impiego, e ai salari. E gi di nuovo in una spirale infernale da cui impossibile risorgere. Questo orrore criminoso stato persino denunciato dai Nobel delleconomia Stiglitz e Krugman, ma viene liberamente ammesso anche dai giornalisti finanziari stranieri a viso scoperto se non li si cita per nome. Sto parlando non di noiosi numeri scritti sul Sole 24 Ore, ma di sofferenze di milioni di persone come me e voi famiglie per anni a venire. Quindi la determinazione dei Padroni dellEuropa di confermare e rafforzare il Patto di Stabilit ci spedisce come continente dritti allinferno, ora, mentre scrivo. Questi i segnali, inequivocabili, assolutamente chiari. E non si dimentichi il lettore/lettrice che alla UE sono stati sottratti gli strumenti principe per salvarsi dallo schianto. Come dire che il circo dellUnione Europea ha lanciato 17 Stati in acrobazie impossibili e non gli ha messo sotto la rete, che era luso delle propria moneta sovrana (lire, marchi, franchi, dracme) per compensare il crollo di occupazione e salari, per rassicurare i mercati del ripagamento dei debiti e per sostenere le aziende con iniezioni di spesa a deficit mirata alla produttivit (i dettagli ne Il Pi Grande Crimine). Segnale 1, segnale 2, 3, 4, 5, 6 e poi la terra trema e tutto crolla. Crolleranno gli USA (che si salveranno, ma solo dopo averci travolti), e croller lUnione Europea, e le conseguenze saranno storiche, epiche nelle proporzioni, cio una Grande Depressione che i vostri pronipoti studieranno sui libri di scuola . Ok, questo sta per accadere qui, non in un film. Ora cosa fare. Stiamo trattando una materia di estrema seriet, che io tento di semplificare da mesi per la comprensione dei cittadini non esperti, e dunque sarei uno sciocco se non dicessi che le soluzioni sono complessissime e tecnicistiche, che richiedono sforzi ad alto livello e organizzazioni che noi cittadini non possiamo neppure iniziare a contemplare. Ma ci che noi possiamo fare importantissimo e fattibile. Come sempre ho detto, prima cosa divulgare queste realt a chiunque, e non demordere di fronte a sguardi allucinati o risposte come ma va l, fantascienza Barnard un pazzoide colpa di Berlusconi governo ladro ecc. (mi
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scrivono gli operai da tuttItalia e sono quelle le risposte che i loro colleghi sbottano a fronte di questi temi. A proposito di chi si d la zappa sui piedi). Poi organizzarsi per innanzi tutto chiedere lapertura di un dibattito pubblico sulluscita dallEuro e il ritorno ordinato (cio con tutele intragovernative contro gli attacchi speculativi) alle monete sovrane. Infine che lItalia, con propria moneta, sposi un programma di spesa a deficit per creare ricchezza al netto per i cittadini, e che deve andare nella doppia direzione di essere investita in aumenti di produttivit nelleconomia reale (quella che produce cose vere e non giochi finanziari) e di creare un programma governativo di piena occupazione e pieno Stato sociale. Nel capitolo LA PIENA OCCUPAZIONE ERA POSSIBILE de Il Pi Grande Crimine spiegato che tutto ci non solo economicamente possibile, ma vi sono anche i nomi di economisti di statura mondiale che da decenni sostengono la tesi della spesa a deficit e piena occupazione. Infatti vi ricordo che: 1) uno Stato con moneta sovrana pu onorare qualsiasi debito pubblico senza problemi e nessuna agenzia di rating lo pu strangolare. Il Giappone con Yen sovrano ha un debito doppio rispetto alla Grecia, doppio!, e non solo non in croce, ma gli investitori sono corsi in massa a rifugiarsi nello Yen in questi mesi. 2) la spesa a deficit dello Stato a moneta sovrana che crei occupazione, investimenti dal pubblico al privato e produttivit, non crea inflazione e si auto-cura grazie allaumento del PIL nazionale, e infine non ha limiti di spesa, essendo denaro che lo Stato NON DEVE PREDERE IN PRESTITO DA ALCUNO, e che crea dal nulla. 3) il debito dello Stato a moneta sovrana NON E il debito dei cittadini, ma al contrario la loro ricchezza. 4) Non c alcun potere privato al mondo in grado di sconfiggere uno Stato a moneta sovrana che decida di fare quanto sopra. Questo ritorno dello Stato a moneta sovrana alla sua funzione primaria lunica speranza in assoluto di creare un cuscino di sopravvivenza per i milioni di noi che saranno travolti dal Cataclisma. Per spezzare il piano di storica criminosit del Vero Potere di distruggere lEuropa e creare sacche di lavoro alla cinese qui da noi, non v altra strada. COLPO DI STATO - IL QUADRO STORICO DELLA GLOBALIZZAZIONE - DI JAMES POLK globalresearch.ca La nostra epoca definita in gran parte da due concetti strettamente legati: la globalizzazione e la "guerra al terrorismo". Come agenti geopolitico-economici, i due concetti si completano a vicenda quali strumenti importanti per fini specifici: entrambi plasmano aspetti importanti della nostra vita quotidiana e determinano forma e contenuto di molti argomenti del discorso pubblico. In particolare in Europa e negli Stati Uniti, le popolazioni sono tenute a vigilare i "pericoli chiari e presenti" apparentemente posti dal "terrorismo internazionale", attraverso le icone mnemoniche di movimenti di truppe in Asia Centrale e/o trame bomba strategicamente distribuite che sono presumibilmente sventate "appena in tempo" dai nostri servizi di intelligence. Come se fosse copiato dagli appunti di Carl Schmitt, stato costruito un "nemico" totalitario, che pu comodamente essere richiamato in servizio da un momento all'altro quando la memoria collettiva comincia a sbiadire. 24 dicembre 1913, nasce la Federal Reserve La globalizzazione ha proceduto per mezzo di tre interpretazioni e rappresentazioni del mondo in toto distinte ma intrecciate in modo chiaro: come "momento cosmopolita" [1] (per usare un termine coniato da Seyla Benhabib) socio-politico del globo incarna il nostro mondo vitale; come teatro delle operazioni per le multinazionali e gli interessi finanziari e come campo di battaglia su cui sono visti i conflitti indotti che richiedevano soluzioni complete e globali che devono essere raggiunte attraverso un Nuovo Ordine Mondiale. Nel suo sviluppo attuale, la costruzione di un mondo unificato in gran parte sinonimo di governo del mondo ideale, come previsto nella Sociocracy del filosofo francese Auguste Comte nel 19 secolo [2], in cui banchieri internazionali e centri di pensiero dlite determinano e realizzano le politiche pubbliche. Implicita in questo ideale globale naturalmente la completa dissoluzione dello Stato-nazione come tale attraverso la graduale ma di fatto irreversibile integrazione delle singole nazioni nel quadro totalitario delle entit politiche ed economiche a comando giuridico/giudiziario che operano su scala mondiale (le pi significative le Nazioni Unite, il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, la Bank for International Settlements, e il World Trade Organization). Le radici filosofiche di questo processo di integrazione possono essere trovate nei fattori determinanti che hanno portato al Trattato di Westfalia, che concluse la terribilmente brutale guerra dei Trent'anni in Europa. Il trattato seppell anche il principio eius regio, quius religio e ripristinato la tolleranza dei protestanti, come dichiarato nella Pace di Augusta (1555), la cui revoca sotto il Sacro Romano Imperatore Ferdinando II con l'Editto di Restituzione (1629) ha indotto la feroce contro-risposta della nobilt protestante in Austria e in Boemia. I termini dell'accordo di pace limitarono anche radicalmente il territorio
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e il potere del Sacro Romano Impero e riconobbero la sovranit dei molti principati che costituivano il regno di influenza tedesca, con la Francia e la Svezia come custodi della pace. Ma il Trattato di Westfalia stato di grande importanza per unaltra ragione significativa. Le menti che lo scrissero a Mnster e Osnabrck sono state in grado di stabilire attraverso il discorso razionale il concetto di un accordo di pace basato sul primato della ragione e delle regole di diritto che trascendeva gli opposti interessi nazionali e i sistemi di fede, portando a compimento in un certo senso kantiano veramente l'idea regolativa di pace raggiungibile come principio di ragione che guida tutte le azioni delle parti coinvolte, e alla quale tutti i partecipanti, volenti o nolenti, dovevano assoggettarsi. Ci particolarmente evidente nel modo in cui alcune clausole del trattato assumevano un ruolo meta-normativo. Il trattato cos apr la strada ad un'era di pensiero secolarizzato in cui la norma di diritto e della negoziazione politica serviva come strumento di risoluzione dei conflitti e come linea guida della sovranit nazionale, basato sui principi della ragione. Parallelamente allo sviluppo di principi di condotta internazionale cosmopolita nel nostro tempo, come quelli contenuti nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e negli statuti della Convenzione di Ginevra, interessi economici e finanziari hanno sfruttato sia i codici giudiziari formulati in accordi internazionali che le misure giuridiche che ora in molti casi sostituiscono le legislazioni nazionali preesistenti attraverso organismi sempre pi totalitari come il WTO. [3] il potere incarnato nei settori degli interessi finanziari concentrati che oggi agisce nel processo di trasformazione del nostro mondo vitale e dei regni dellesperienza in modi inimmaginabili prima. Colpo di Stato In silenzio, e accuratamente nascosto al controllo pubblico, un colpo di Stato avvenuto nel 1913 negli Stati Uniti d'America. I risultati di questo colpo di Stato incruento, si fanno sentire oggi, su scala davvero globale. Con attenta, dettagliata pianificazione, i rappresentanti delle istituzioni finanziarie pi potenti in Europa e negli Stati Uniti sono riusciti attraverso l'emanazione del Federal Reserve Act (noto anche come il disegno di legge Glass-Owen) ad alterare in modo permanente e radicale le basi della nazione nel suo complesso. Attraverso la creazione del sistema della Federal Reserve, gli interessi finanziari che il progetto di legge Glass-Owen hanno concepito, scritto e realizzato hanno portato via l'autorit del governo degli Stati Uniti come rappresentante teorico dei cittadini del Paese per stampare la nostra moneta e posto tale autorit nelle mani di un cartello di banche private. Secondo l'articolo 1, sezione 8 della Costituzione americana, al Congresso che dato il potere "di battere moneta" e di "regolare il valore della stessa". Il Federal Reserve Act interpreta ovviamente alla lettera questo potere come il conio di penny, nichel, centesimi e quarti di dollaro, ma , tuttavia, la creazione di denaro sotto forma di biglietti di banca che si trova al centro dell'atto. Quando il governo richiede denaro, il Tesoro degli Stati Uniti scrive un pagher in forma di buoni del tesoro Usa, che vende poi al sistema di propriet privata della Federal Reserve in cambio di un assegno della Federal Reserve. In realt, la banca "Federal" Reserve imputa semplicemente i numeri corrispondenti sulla tastiera del suo computer, una volta in passivo e una volta in attivo. In altre parole, i numeri sono creati dalla Federal Reserve dal nulla, per il quale richiede poi il rimborso con gli interessi. I fondi vengono accreditati sul conto del governo, dal quale tutte le varie bollette vengono poi pagate. in quel preciso momento che "il denaro" in quanto tale creato dalla banca della Federal Reserve dal nulla. Ma c' un trucco aggiuntivo utilizzato da tutte le banche operanti sul sistema della Federal Reserve: il prestito a riserva frazionaria. Questo schema permette alla banca di moltiplicare la quantit di denaro che presta ai clienti dieci volte senza avere nelle riserve i reali fondi. L'intero progetto ha permesso agli occulti proprietari del sistema "Federal" Reserve privato di estorcere denaro in modo efficace al popolo americano sotto forma di pagher, noti anche come treasures, che poi devono essere restituiti con gli interessi. L'ancoraggio giuridico di questo scandaloso sistema nel disegno di legge Glass-Owen negli Stati Uniti stato solo l'inizio. Come altre banche centrali firmatarie dell'accordo di Bretton-Woods (e di conseguenza facenti parte della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale), il sistema della Federal Reserve in grado di controllare la quantit di moneta in circolazione attraverso diversi meccanismi, per esempio alzando o abbassando i tassi dinteresse e/o gli obblighi di riserve minime delle banche nel sistema di prestito a riserva frazionaria. Attraverso l'adozione del sistema della Federal Reserve, il debito diventato l'essenza del denaro. Attraverso la creazione del debito, il denaro inizia a esistere nel sistema. Diventa cos evidente che non mai nell'interesse della banca che i clienti e i mutuatari in realt ripaghino i debiti, ci lascerebbe le banche senza pagamenti di interessi. Quando i mutuatari capitano di essere nazioni sovrane, ad esempio dal mondo in via di sviluppo, o adesso gli Stati Uniti e una serie di Paesi dell'Europa occidentale, i pagamenti di interessi percepiti dalle banche facilmente arrivano a centinaia di miliardi. Questo straordinariamente redditizio per le banche che sono stati in grado di "sedersi alla negoziazione degli accordi di pace (attraverso la quale sono regolati i termini della resa e il risarcimento dei danni) e deliberazioni di accordi commerciali internazionali per regolare la finanza e il commercio globale.
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La prima guerra mondiale e il suo esito forniscono un esempio molto illuminante di come questo stato compiuto. Le condizioni imposte alla Germania attraverso l'articolo 231 del trattato di Versailles hanno gettato le basi per il consolidamento degli interessi degli enormi e potenti interessi finanziari a Londra, New York, Francoforte e Parigi, che avevano contribuito a far approvare, con le buone e con le cattive, la legge della Federal Reserve negli Stati Uniti. (Si noti che questi sono gli stessi interessi finanziari che hanno fatto anche la loro parte per spingere in primo luogo le nazioni nel conflitto militare. Il punto centrale per rimane limitato alla genesi e allattuazione del cartello bancario privato centrale in quanto tale e i suoi collegamenti con l'attuale crisi finanziaria e la guerra al terrorismo). L'orrore della prima guerra mondiale port rapidamente a realizzare che la comunit mondiale delle nazioni non avrebbe dovuto permettere il ripetersi di tanta crudelt, e che i principi universalmente riconosciuti e accettati di comportamento erano necessari per garantire la pace internazionale e l'armonia. Tali principi di buona volont, volutamente evocati nei termini stabiliti dalla pace di Westfalia, non potevano che essere adempiti attraverso un comune o generale consenso globale. In altre parole, fu necessaria una Societ delle Nazioni (League of Nations), un Vlkerbund nel pi stretto senso kantiano per definire e attuare a livello internazionale dei validi principi umanitari, una gestione davvero cosmopolita per beneficiarne l'intera specie umana e il nostro mondo vitale. E' stato questo impulso positivo, tra le altre cose, che port i partecipanti alla "guerra per porre fine a tutte le guerre" a fondare il "Patto della Societ delle Nazioni". L'accordo comprendeva 26 principi sui quali si impegnarono i 58 Stati membri. Ma il problema pi centrale che confondeva gli ideali della Lega era il fatto che l'accordo si basava su importanti interessi economici che essenzialmente condannavano il trattato al fallimento fin dall'inizio. La Lega si basata sullo statu quo, come definito dai vincitori della prima guerra mondiale, che, come rappresentanti simultanei di apparentemente "interessi nazionali" hanno fatto tutto quanto in loro potere per assicurare il pi ricco guadagno possibile per le lite di banchieri operanti dietro le quinte a New York, Londra, Parigi e Francoforte. E i mezzi per questo scopo sono stati trovati nei termini del risarcimento a cui fu poi costretta la Germania. Un articolo comparso sul New York Times del 31 Maggio 1922 illustrava le richieste pi salienti fatti alla Germania dalle potenze alleate dell'Intesa: "La Commissione dei risarcimenti ha chiesto alla Germania il consenso ai seguenti impegni prima del 31 maggio: 1. Ridurre le spese e pareggiare il bilancio. 2. Bloccare l'aumento del debito estero e la crescita di carta moneta in circolazione. 3. Accettare una lieve supervisione dei suoi sforzi in questa direzione. 4. Prendere misure per impedire lulteriore fuga di capitale e far tornare 2 miliardi dollari volatilizzati fuori dal paese negli ultimi due anni. 5. Assicurare lautonomia dalla politica della Reichbank. 6. Riprendere la pubblicazione delle statistiche di finanza pubblica".[4] I lettori pi attenti noteranno immediatamente i paralleli inconfondibili con le esigenze ("misure di austerit"), spesso imposte alle nazioni in via di sviluppo attraverso il Fondo monetario internazionale nelle sue proposte politiche precedentemente conosciute come "programmi di assestamento strutturale", tra cui le richieste per la privatizzazione del sistema bancario, o per usare la frase presentata nel "linguaggio Fed Reserve" per garantire lindipendenza delle banche ("autonomia") dalla politica. (Nella traduzione corretta, questa la semplice richiesta che dovrebbe essere lecita per questo cartello di banche private, unica fonte di denaro falso, per consentirgli di perpetrare la sua truffa monetaria basata sul debito, senza alcuna sorveglianza o controllo da parte del popolo o dei suoi rappresentanti.) Una gamma di condizioni imposte dal FMI ha costantemente portato a diffuse difficolt interne e crisi economiche all'interno delle nazioni in questione, perch gli interessi e il benessere della popolazione in generale sono spesso chiaramente in contrasto con i programmi del FMI in corso di attuazione. Joseph Stiglitz la mette in questo modo: "Il FMI non sta solo perseguendo gli obiettivi indicati nel suo mandato originario, di migliorare la stabilit globale e assicurare fondi per i paesi che si trovano di fronte a una minaccia di recessione per perseguire politiche di sviluppo. Sta anche portando avanti gli interessi della comunit finanziaria. Questo significa che il FMI ha obiettivi che sono spesso in conflitto tra loro. La tensione tanto pi grande perch questo conflitto non pu essere portato allo scoperto: se il nuovo ruolo del FMI venisse pubblicamente riconosciuto, il supporto per tale istituzione potrebbe indebolirsi, e coloro che sono riusciti a cambiarne il mandato quasi sicuramente lo sapevano. Cos il nuovo mandato ha dovuto essere vestito in modi che sembravano, almeno superficialmente coerenti con il vecchio".[5] Ed
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proprio questa straordinaria espansione del potere del cartello delle banche private che stata centrale per gran parte delle manovre dietro le quinte durante e dopo la prima guerra mondiale. In un saggio molto illuminante pubblicato su Foreign Affairs nel 1936, Leon Fraser ha portato la vera agenda occulta della lite bancaria sotto una esclusiva prospettiva pubblica: "La verit era che gli esperti [cio, della seconda Commissione Young - jp] colsero l'occasione del nuovo accomodamento del risarcimento come una scusa per riparare una lacuna conosciuta da tempo nel tessuto finanziario internazionale. L'organizzazione che avevano proposto non aveva funzioni connesse con i risarcimenti, e queste funzioni apparentemente secondari erano, nella coscienza interiore degli ideatori, i motivi predominanti per la sua istituzione. Con alcuni dei membri - in particolare quelli connessi con commercial banking - l'istituto stato previsto come strumento per l'apertura di nuovi campi del commercio mondiale per mezzo di estensioni fresche di credito [...] Mentre non vi era alcuna unanimit circa la opportunit di la creazione di pi credito, tutti gli esperti hanno convenuto che la Banca potrebbe riempire una lacuna evidente nella organizzazione finanziaria del mondo, cio la creazione di un centro per la collaborazione delle banca centrale e le societ, per migliorare il meccanismo monetario internazionale. "[6] La banca Fraser si riferiva, ovviamente, a nullaltro che allla banca centrale di tutte le banche centrali, la Bank for Intenational Settlements (Banca dei Regolamenti Internazionali), con sede a Basilea. Louis McFadden, banchiere della Pennsylvania ed ex membro del Congresso, ha condannato i motivi nascosti e i metodi operativi del Trattato di Versailles senza mezzi termini. McFadden prende di mira in particolare la Bank for Intenational Settlements, che prese il controllo delloro che la Germania era tenuta a consegnare come pagamento per i risarcimenti. Scrivendo con riferimento alla teoria di Grozio sulladeguata composizione dei conflitti militari (de jure belli ac pacis), McFadden ha sostenuto che il Trattato di Versailles era infatti stato negoziato in mala fede, con la "House of Morgan" [riferito alla nota banca di allora JPMorgan & Co, ora JPMorgan Chase & Co. N.d.T.] e i soliti sospetti della cricca di banchieri internazionali che sono i primi beneficiari delle obbligazioni di risarcimento, e che gli aspetti sostanziali del Trattato erano stato elaborati nei centri finanziari di Londra, con largo anticipo dei veri e propri negoziati di Parigi. McFadden profeticamente presagiva le conseguenze a lungo termine del trattato come le "Fondamenta per la ripresa di una dozzina di guerre legalmente giustificabili." [7] Il consolidamento del potere economico e finanziario in Occidente alla fine della seconda guerra mondiale ha reso possibile la conseguente rapida e compiuta globalizzazione delle tendenze rudimentali gi visibili nella piattaforma della Societ delle Nazioni. L'istituzione delle Nazioni Unite nel 1945, nonch la fondazione della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, come previsto dagli esiti degli accordi di Bretton-Woods (1944), ha sostanzialmente fornito al sistema internazionale della moneta e della finanza un distintivo carattere anglo-americano. Questo significava, in particolare, che le banche centrali di tutti i paesi membri adottavano in gran parte il modus operandi del sistema della Federal Reserve. La stampa delle monete nazionali, una volta privilegio di governi sovrani, doveva essere sostituito dal sistema dei titoli di Stato o dal rilascio di obbligazioni, che sarebbero stati poi prestati o venduti al cartello di banche private (guidato dalla rispettivi "banca centrale" del Paese) in cambio di banconote - con i dovuti interessi. Gli esiti delle due guerre mondiali, in cui un cartello di banche private aveva infine scritto i termini di resa economica e finanziaria, avevano costretto i vinti nel ruolo di partecipanti alla pi grande truffa della storia umana: la creazione di denaro dal nulla attraverso il debito, con pagamenti di interesse in flusso permanente alla sfera di lite dei banchieri privati - tutto su scala globale. Molte delle pi recenti risorse e dei nuovi mezzi di investimento discussi in un numero crescente di studi hanno collegato con tanto successo la sfera politica con quella aziendale/finanziaria che una chiara separazione non pi possibile. Tuttavia, tra ampi segmenti delle popolazioni di molti paesi, i cittadini votanti sono ancora convinti della sacralit della carica elettiva. Queste convinzioni si basano sulla pubblicit ingannevole, e gli elettori non sono riusciti a vedere la fusione tra il capitale e il successo della continua campagna per la conservazione degli incarichi che regolarmente avviene dietro le cortine di fumo e specchi dei mezzi di comunicazione di massa. In un certo numero di casi importanti, anche lopposizione o i movimenti di protesta sono stati acquistati e messi in scena. [8] Yes we can! Si, se puede! ora dovrebbe essere visto come il canto pietoso di tutti coloro che sono caduti per il cambiamento in cui credevano. Il cambiamento avvenuto sotto forma di salvataggi continuati per le banche di Wall Street, con l'ex capo della Federal Reserve di New York collocato comodamente da Obama stesso sulla trono del Tesoro Usa, immune da critiche e da rimproveri, nonostante le sue e-mail urgenti al legale di AIG che esortavano al silenzio in risposta alle richieste del Congresso sulla portata dei fondi di salvataggio della Fed incanalati nelle tasche di Goldman Sachs. (Naturalmente, al momento in cui queste rivelazioni divennero di pubblico dominio (su Internet!), I grandi media erano impegnato a convincere il pubblico semi-cosciente dell'importanza dei movimenti passati e presenti dei genitali di Tiger Woods). stato tutto il solito business. Ma i disperati con le lacrime agli occhi sembrano cadere nella montatura di Hollywood ogni volta: QUELLO!
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Le procedure schematiche svolte da FMI, Banca Mondiale e WTO spesso acquisiscono un carattere di vera e propria assurdit. Tale fu il caso nello spesso citato programma di adeguamento strutturale sviluppato per la Bolivia nel Enhanced Structural Adjustment Facility (ESAF) Policy Framework Paper per il 1998 2001. In cambio dei tanto necessari prestiti del FMI, la Bolivia era tenuta a trasferire i "diritti" del sistema idrico di Cochabamba all'impresa privata di Aquas de Tunari, una controllata della societ International Water Ltd/consorzio Bechtel Corporation. (Bechtel ha acquisito notoriet internazionale sotto l'amministrazione di George W. Bush come destinatario di generosi contratti militari di "ricostruzione" in Iraq senza gara dappalto). La privatizzazione della fornitura di acqua ha fatto s che il prezzo di questa necessit di vita aumentato di oltre il 300%, diventando irraggiungibile per molte famiglie. Con pubblica indignazione e potenziali violenze all'orizzonte, un rapporto redatto da esperti della Banca Mondiale ha consigliato: nessun sussidio pubblico deve essere dato per mitigare l'aumento delle tariffe dell'acqua a Cochabamba. [9] Recenti macchinazioni del WTO hanno portato anche a precarie strategie di globalizzazione. Secondo Greg Palast, una nota interna inviata al suo ufficio al The Guardian ha rivelato le reali minacce rivolte al governo di sinistra del Brasile se il Paese continuava a rifiutarsi di firmare l'accordo sui servizi finanziari del 1999. Questo accordo ha costituito la base giuridica internazionale per la deregolamentazione dei cosiddetti "prodotti finanziari", in particolare i derivati come i "credit default swap" e "mortgage backed securities", che poi hanno portato alla crisi finanziaria globale. Il modello di crisi seguito da un piano precotto per una soluzione globale stato persistente fin dai primi anni del 1800, quando le lite bancarie europee hanno bruciato le tappe al fine di istituire una banca centrale sul suolo americano. Questi sono stati gli stessi interessi strutturali che alla fine hanno portato al passaggio del disegno di legge Glass-Owen. Ed all'interno di questo modello che sono anche da ricercare le origini della crisi finanziaria attuale, in particolare nell'ambito pi alte sfere del sistema della Federal Reserve. Dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 a New York e Washington, DC, la Federal Reserve stata "costretta" ad abbassare i tassi di interesse al minimo per evitare un crollo potenziale di una serie di importanti servizi e industrie. Questa mossa ha consentito a tutte le filiali di banche a livello nazionale di rendere facilmente disponibili i crediti, in particolare per i mutui casa. Due anni dopo, l'intero Paese era in una frenesia di acquisto case con visioni di case in aumento in valore anno dopo anno fino alla fine dei tempi. Molti acquirenti ne hanno comprate due o tre, nella speranza di rilanciare la mano con migliaia e migliaia di dollari di profitto. Furono gettate le basi per l'inizializzazione di uno strumento finanziario precedentemente sconosciuto BISTRO (Broad Index Secured Trust Offering) - sviluppato nel think tank di JP Morgan. Con la velocit dei bonifici elettronici, BISTRO ha permesso inimmaginabili profitti esponenziali attraverso la "credit default swaps" che la "House Morgan" poi ha diviso in pacchetti e venduti a migliaia di interessati tra aziende, banche, colossi delle assicurazioni e fondi di investimento in tutto il mondo. Come la rivista tedesca Der Spiegel cos accuratamente ha dichiarato, "i manager delle banche e i banchieri centrali sono stati i capitani di questa nave, tra cui superstar come il manager Blythe Masters di JP Morgan, e lex presidente della Federal Reserve Alan Greenspan." [10] Un osservatore attento della storia finanziaria dovrebbe riconoscere il modello concreto di sviluppo qui allopera. Una presunta espansione ben fondata di credito e un corrispondente boom economico sono seguiti da una contrazione improvvisa del credito e dall'implosione dei mercati. Al centro della nostra crisi attuale c il settore bancario e la sua capacit di creare denaro e derivati dal nulla. Il crollo era prevedibile, e con ogni probabilit attentamente pianificato. Non appena il crollo del 2008 cominciato i direttori delle principali banche d'America iniziarono ad emettere ultimatum al popolo americano attraverso il proprio rappresentante, Henry Paulson (ex CEO di Goldman Sachs), cos come il segretario del Tesoro. Se le casse delle banche non fossero state reintegrate con ampi fondi pubblici, gli americani si sarebbero presto svegliati con la legge marziale per le strade di molte citt importanti. E prontamente, i rappresentanti non-ci-vediamo-niente-di-male a Washington sono venuti in soccorso delle lite finanziaria globale, il tutto a scapito dei contribuenti e, infine, anche a scapito della sovranit nazionale. Richieste concomitanti per "soluzioni globali" a questo dichiarato problema globale, sono state prontamente messe all'ordine del giorno nazionale e internazionale da parte del G20 e da economisti di spicco come Kenneth Rogoff. Il Congresso americano ha recentemente ratificato una revisione globale del sistema finanziario del Paese, e cos concesso maggiore autorit alla Federal Reserve. Su scala globale, gli esperti finanziari ed economici di tutto il mondo sono al lavoro per lo sviluppo di revisioni fondamentali dell'Accordo di Basilea (Basilea III) nell'ambito della Bank for International Settlements. [11] Nello stesso tempo, lannuncio della Federal Reserve nel tardo 2010 che avrebbe avviato un secondo ciclo di "distensione quantitativa" nel tentativo di liberare del credito e di alleviare le istituzioni finanziarie da attivit moribonde ha portato a svariati appelli rumorosi per una nuova valuta di riserva globale da
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sostituire al dollaro in difficolt. La decisione della Federal Reserve di aumentare la liquidit stampando pi dollari gi vista come un errore potenzialmente fatale da molti scettici, in particolare in Cina, che detiene una somma di grandezza spropositata di dollari USA nel suo scrigno di valuta di riserva. Russia e Cina, tra gli altri, hanno gi concordato uno scambio bilaterale di beni e servizi, utilizzando le proprie valute, senza il dollaro statunitense come intermediario. Inevitabili pressioni inflazionistiche garantiscono che i giorni del dollaro USA come valuta di riserva mondiale sono contati; questo risultato non fa ben sperare per il popolo degli Stati Uniti, che molto probabilmente se e quando i prezzi per le necessit quotidiane come la benzina, partiranno a razzo al di l di quanto possa permettersi vedr allora la legge marziale. Come il capo operativo di tutte le forze clandestine dedite a vedere un governo unico mondiale nel controllo del pianeta, la Federal Reserve sta attivamente distruggendo la valuta degli Stati Uniti come strumento della sovranit nazionale. Ed in stretta collaborazione con la "Fed", gruppi di lavoro all'interno sia delle Nazioni Unite che del FMI hanno pubblicato documenti da posizioni chiave in cui si propone una nuova valuta mondiale, che ci si aspetta venga ad essere stampata o coniata da una banca centrale globale. [12] La "guerra al terrore" globale Accompagnando la sempre maggiore autorit di strumenti globali come l'FMI, il WTO e la Bank for International Settlements, una rete di sorveglianza internazionale pienamente in fieri, con conseguenze di vasta portata per la vita individuale e la libert. Particolarmente a rischio oggi l'integrit di Internet come ultimo bastione di scambio di informazioni non censurate. Ad ogni "attacco informatico" pubblicizzato, sia reale sia creato ad hoc, seguono nuove richieste di maggiori misure di sicurezza e nuova legislazione per controllare forma e contenuti online. Nuovi concetti chiave sovranazionali come "Al Qaeda", "le reti terroristiche" o "trasferimenti di denaro sospetti" sono ormai di uso comune nel dibattito pubblico e consentono l'attuazione di misure di controllo politico-militare senza precedenti e strategie di sorveglianza per i normali cittadini. La disponibilit dei governi di tutto il mondo ad adottare misure antiterrorismo che sono potenzialmente ostili ad ogni forma di libert individuale si basa sulla discutibile accettazione della spiegazione ufficiale offerta dal governo degli Stati Uniti e dei suoi servizi di intelligence per gli eventi verificatisi l11 settembre. La scarsit di critica, soprattutto tra i principali media americani, della narrazione ufficiale plausibile di tutto ci che emerso l11/9 di per s prova sufficiente di un stampa americana completamente controllata da cima a fondo. Le analisi di David Ray Griffin e Steven Jones (fra molti altri) [13] delle molteplici incongruenze e dellinconsistenza pi assoluta nella spiegazione ufficiale degli attacchi dell11/9 dimostrano chiaramente che ci sono stati e ci sono molti pi sinistri complotti al lavoro di quanto lopinione pubblica americana sia pronta a credere. Le risposte alla inevitabile domanda -cui bono?- indicano i beneficiari a lungo termine del controllo globale che in ultima analisi otterranno senza eccezioni. Lo schema sempre lo stesso. Si presenta una crisi di proporzioni epocali, e si offrono soluzioni su scala globale che in definitiva consolidano gli interessi di un Nuovo Ordine Mondiale, del tipo previsto da Auguste Comte, con banchieri ed una selezionata lite intellettuale ad avere il completo controllo. Il sistema della Federal Reserve dovrebbe essere visto per quello che - l'agenzia internazionale di una cricca di lite bancarie che sono caparbiamente decise a ottenere un governo globale, con un sistema unico di giustizia universale, una valuta unica, e una rete di sorveglianza onnicomprensiva a garanzia di un regime neo-feudale, totalitario e infallibile. Grazie agli sforzi di questa stessa lite globale, gli Stati Uniti nella loro agonia finiranno per soccombere ai vincoli che i suoi leader hanno volontariamente adottato nel contesto della globalizzazione. Per quanto mirabile possa essere la pace perpetua nell'ambito di un sistema di ragione benevolente, con innanzitutto il concetto della sacralit di ogni forma terrestre di vita ben fisso in mente, i concreti dati storici e i curriculum di chi pi attivamente impegnato nel portare alla piena fruizione degli ideali di questo Nuovo Ordine Mondiale bastano da soli come motivo per respingere i loro obiettivi. I banchieri dlite negli Stati Uniti e in Europa hanno concepito e attuato il sistema della Federal Reserve, come una pietra miliare verso l'eventuale governo globale di una societ neo-feudale. La persistente crisi economica globale stata concepita e attuata come un ulteriore strumento essenziale al raggiungimento di un unico governo mondiale controllato dai banchieri e dai loro compari (shills nelloriginale, shill una persona che aiuta altri o organizzazioni a vendere qualcosa senza rivelare di avere un rapporto stretto con il venditore, tipico il caso di chi alza il prezzo artificiosamente nelle aste. N.d.T.) intellettuali seduti in posizioni cruciali che decidono cosa fare -- qui custodiet custodes? Le politiche nascoste e le macchinazioni clandestine della "Fed" stanno accelerando il "bisogno" e la "domanda" di una moneta mondiale per sostituire le attuali valute nazionali. In epoche precedenti, l'esecuzione di tali piani e questi propositi sarebbero stati considerati alto tradimento e puniti a dovere, nel linguaggio di oggi, dovrebbero essere qualificati pi correttamente come un atto di terrorismo.
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Dr James Polk profondamente influenzato sia dalla Scuola di Francoforte della teoria critica che dalla fenomenologia del XX secolo, ha compiuto gli studi universitari in filosofia alla Freie Universitt di Berlino, dove ha conseguito il dottorato di ricerca per il lavoro su Kant e Heidegger. Egli l'autore di der Zeit Am Horizont e il trionfo dell'ignoranza e della Beatitudine - Patologie della Pubblica America. I CINESI GRANDI CREDITORI D'EUROPA. COMPRATI BOND PER 630 MILIARDI - DI MARCO DEL CORONA E GIUSEPPE SARCINA corriere.it I prestiti di Pechino ad Atene, Dublino e Lisbona e gli investimenti strategici Il sorpasso vicino. Nel grande portafoglio cinese presto saranno custoditi pi bond europei che titoli di Stato americani. Ieri il vicepremier cinese Li Keqiang era ancora sulla via del ritorno a Pechino con le borse gonfie di contratti tedeschi e spagnoli, che ecco arrivare una dichiarazione del vicepresidente della Banca Popolare cinese, Gang Yi. Leuro e i mercati finanziari europei sono una parte importante del sistema finanziario globale e sono stati, sono e saranno uno dei settori di investimento pi importanti per le riserve cinesi in valuta estera . I bond del Dragone Negli ultimi giorni sulla stampa internazionale e tra gli economisti sono girati parecchi numeri. C chi ha tenuto una sorta di contabilit doppia, incrociando affari e politica. Esemplare, da questo punto di vista, laccordo su due voci, siglato marted 4 gennaio a Madrid da Li Keqiang e dal primo ministro Jos Luis Rodriguez Zapatero. Da una parte intese commerciali per un controvalore di 7,3 miliardi di euro; dallaltra limpegno di Pechino a sottoscrivere titoli di Stato spagnoli per circa 6 miliardi di euro (secondo quanto rivelato dal quotidiano El Pas ). Ma solo l'ultimo passaggio. Da settimane a Lisbona non si fa che parlare di un soccorso cinese a sostegno della traballante finanza pubblica portoghese. E nei mesi scorsi lintervento di Pechino ha sicuramente dato una mano a tenere in piedi la Grecia. E subito dopo lIrlanda. Certo, le mosse degli investitori cinesi diventano visibili solo quando c burrasca sui mercati. Ma sarebbe fuorviante pensare che a Pechino interessino solo i titoli europei pi scalcagnati (o se si preferisce i junk bond della finanza mondiale). Qualche tempo fa, sulla stampa internazionale (Financial Times , La Tribune ) sono circolate stime che, dopo aver visto allopera Li Keqiang, assumono un significato pi profondo. Lo stock del debito pubblico europeo in mani cinesi oggi sarebbe pari a circa 630 miliardi di euro, vale a dire circa 819 miliardi di dollari. Il dato sullesposizione americana, invece, ufficiale: nellottobre 2010 Pechino (riserve dirette pi il patrimonio dei fondi sovrani controllati dal governo) possedeva titoli statunitensi per un valore di 910 miliardi di dollari. Ora, i segnali che arrivano, ormai da mesi, dal grande Paese orientale sono inequivocabili. Vendere bond americani e comprare altro. Anche (non solo) titoli di Stato europei. I numeri (oltre che la logica) dicono che nel portafoglio del Dragone cominciano a essere rappresentate tutte le emissioni disponibili, compresi quindi i buoni del Tesoro della Repubblica federale tedesca o della Repubblica francese. Un euro per la Merkel Attenzione, per, ai diversi angoli di osservazione. Visto da Pechino questo lavoro di conversione riguarda solo una parte della liquidit cinese, che rimane in parte prevalente parcheggiata in dollari. Come spiega al Corriere leconomista Wang Yuanlong, gi capo dellUfficio ricerche dalla Bank of China e oggi esperto del centro studi Tianda: Non saranno mai cifre enormi. Quello di Pechino un gesto che dar comunque fiducia alleconomia europea. Unipotetica scomparsa della moneta comune sarebbe contro gli interessi cinesi. Significherebbe tornare al dollaro come unica moneta di riferimento, mentre il presidente Hu Jintao ripete che Pechino punta a una riforma del sistema monetario globale. Dunque sostenere leuro e lEuropa nel triplice interesse della Cina, dellUnione Europea e della comunit internazionale . Una rappresentazione plastica di questo triplice interesse si vista venerd scorso a Berlino, dove Li Keqiang stato vezzeggiato dai leader delle pi importanti multinazionali tedesche (e quindi europee): Volkswagen, Daimler Benz, Siemens, Basf, Bayer, Deutsche Bank (firmati protocolli commerciali per 8,7 miliardi di euro). La Germania ha pi bisogno dei mercati, che dei soldi cinesi. Ma per la cancelliera Angela Merkel la spugna orientale pu diventare decisiva per prosciugare il debito di vari Paesi dellUnione Europea che sta mettendo a rischio la stabilit delleuro. La mappa degli affari Il dividendo economico incassato dal governo cinese sar molto alto e probabilmente porter ad avvicinare i flussi di capitali industriali in entrata e in uscita. Secondo le cifre fornite dal viceministro Xu Xianping gli investimenti diretti dell'Europa in Cina, alla fine del 2009, erano pari a 6,8 miliardi di euro. Il
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flusso inverso (dalla Cina verso lEuropa), invece, si fermava a quota 6,8 miliardi di dollari, un decimo, con 1.400 imprese cinesi, precisa Xu Xianping, che danno lavoro a circa 15 mila dipendenti locali . Uno studio dellistituto britannico Chatham House segnala che il 50%delle risorse cinesi prende la strada di Gran Bretagna e Germania (lItalia assorbe una quota pari al 4%). Ma da tempo Pechino sta allargando il compasso e ora molto difficile tenere il conto delle ultime iniziative. La pi clamorosa (forse): l'affare Volvo. La casa automobilistica svedese stata ceduta dalla Ford al prezzo di 1,8 miliardi di dollari alla cinese Geely, guidata dall'imprenditore Li Shufu. In Svizzera c' stata l'acquisizione della Addax Petroleum Corporation da parte del gruppo petrolifero Sinopec per 7,2 miliardi di dollari (nel 2009). In Grecia la Cosco, il pi grande gruppo di trasporto marittimo cinese e fra i pi grandi al mondo, sta costruendo un terminal per navi transoceaniche al Pireo, il porto di Atene. In Irlanda dovrebbe essere approvato il piano per insediare un distretto manifatturiero cinese nel centro del Paese (ad Athlone, investimento di 50 milioni di euro). Simile il progetto di un parco industriale formato da piccole e medie imprese orientali a Chateauroux, cento chilometri a sud di Parigi. Mezza Bulgaria, dalla strade alle telecomunicazioni, dovrebbe essere sistemata dalle multinazionali di Pechino, come la Huawei. In Italia, infine, Cina non significa solo il tessile low cost di Prato, i centri massaggi di Milano o le bancarelle dei mercati rionali. Societ cinesi sono gi leader nel solare, aumentano il loro peso specifico nella farmaceutica, nella cantieristica in altri settori con discreto contenuto tecnologico. La Quianjiang ha comprato le moto di Benelli; la Haier i frigoriferi di Meneghetti (in provincia di Padova) e poi si insediata nel distretto di Varese; la Zoomlion ha rilevato la Cifa (macchine utensili per l'edilizia). Si potrebbe continuare per ore, basterebbe riferire del pellegrinaggio all'Expo di Shanghai intrapreso da tutti i governi europei (dal Belgio alla Romania), in cerca di investimenti cinesi da riportare a casa. L'esclusiva di Pechino Ancora una volta, per, utile guardare lo scenario con gli occhi di Pechino. Con la sua economia avanzata e fortemente integrata sullintero continente, l'Europa certo un teatro privilegiato dellespansione cinese, ma in un contesto allargato a tutto il mondo, Mare Artico compreso. Non un caso se tra le dieci operazioni cinesi allestero nel 2010 (acquisizioni o fusioni) solo due siano europee: la Volvo appunto (quarta in classifica per importanza), preceduta dalla conquista dellaustraliana Arrow Energy a opera dellalleanza tra PetroChina e l'olandese Shell, per 3,1 miliardi di dollari. Al primo posto della lista, compilata dallagenzia ufficiale Xinhua , figura lacquisizione di ununit brasiliana della madrilena Repsol da parte del colosso petrolifero pubblico Sinopec (7 miliardi di dollari), al secondo posto l'acquisto di quote dell'argentina Bridas (energia). Come dire: attenzione adesso a non immaginare un asse preferenziale Unione Europea Cina. un errore che hanno gi fatto gli americani nel 2008. Pechino parla e, soprattutto, fa affari con tutti.

TUNISIA - LA DISOCCUPAZIONE DEI DIPLOMATI, MOTORE DELLA RIVOLTA - DI MARION SOLLETY lemonde.fr In Tunisia, il termine stato a lungo un tab. In un paese che aveva investito molto in educazione, parlare di "disoccupazione dei laureati" suonava come unammissione di fallimento. Ma la realt in arrivo per le autorit: il suicidio di un giovane venditore ambulante ha innescato una rivolta inedita e da met dicembre i tunisini sono in strada. Soprattutto i giovani, spinti alla disperazione dalla disoccupazione e dall'ingiustizia sociale. Mohamed Bouazizi, scapolo di 26 anni, si era dato fuoco dopo che le autorit avevano confiscato la frutta e la verdura che vendeva per sopravvivere. Il 5% di crescita media annuale dell'economia tunisina nasconde, negli ultimi anni, una situazione economica molto difficile per i giovani del paese: secondo uno studio ufficiale effettuato dal Ministero tunisino del Lavoro in collaborazione con la Banca Mondiale, se il tasso di disoccupazione complessivo pari al 14% nel 2008, quello dei giovani tra i 18 e 29 anni quasi tre volte quello degli adulti. Una generazione diplomata ma disoccupata Per ironia di un sistema che non ha respiro, sono particolarmente colpiti i diplomati con istruzione superiore: se le cifre esatte sono difficili da ottenere, alcuni dati dicono che della classe che ha finito le superiori nel 2004, a tre anni e mezzo dal diploma il 37% senza lavoro. "La Tunisia ha prodotto un sacco di diplomati grazie al ruolo prioritario dato all'istruzione, a partire dall'indipendenza spiega Vincent Guessier, sociologo presso l'Istituto di ricerca sul mondo arabo e musulmano, e autore di numerose opere sulla Tunisia - in trent'anni il paese ha conosciuto uno sviluppo universitario unico rispetto ad altri paesi con lo stesso grado di sviluppo e si trovato in una situazione di "sovrapproduzione" di laureati, anche se non amo usare questo termine.
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In uneconomia fortemente sostenuta dallo Stato, il diploma di istruzione superiore era una volta garanzia di un'occupazione stabile, spesso nel settore statale o para-statale, ma le cose sono cambiate con le riforme strutturali del post Bourguiba. Dalla fine del 1990, il mercato del lavoro non stato pi in grado di assorbire questi giovani, e la situazione peggiorata negli ultimi anni. "La verit che nel nostro paese se non si dispone di una spinta non si pu fare nulla - afferma un giovane ingegnere tunisino emigrato in Canada - anche se hai le qualifiche, non garantito un posto di lavoro, se non si d una bustarella o una tangente o se non si conosce qualcuno in alto. Declassamento e miseria sociale Molti diplomati, in particolare di corsi universitari nel settore terziario, si sono trovati retrocessi una volta nel mercato del lavoro. "Qui, non raro essere servito alla pompa di benzina da un giovane in possesso di una laurea in sociologia racconta un commerciante francese che vive a Sousse dal 2009, la cameriera in casa ha il diploma di inglese, il venditore di frutta e verdura ha un dottorato in matematica e cos via ... " Un declassamento diffuso particolarmente pesante per la nuova generazione che stata la prima ad accedere all'istruzione superiore: questo particolarmente vero per Centro del paese, dove si trova Sidi Bouzid. "Spesso le famiglie della regione hanno fatto dei debiti per permettere l'istruzione dei giovani con l'idea che poi avrebbero loro stessi aiutato la famiglia dice Vincent Geisser - ma oggi, i giovani ritornano a casa, al contrario, come carico aggiuntivo. Sono costretti a fare lavoretti non qualificati per sopravvivere (...) Tornare alla famiglia quindi visto come una umiliazione, un fallimento personale. Quasi una morte sociale ". Una situazione disperata che alla fine ha innescato la rivolta e a tre settimane dalla morte di Mohamed Bouazizi, il movimento continua e si diffuso nelle citt pi importanti. Le richieste politiche hanno cominciato a fiorire sul web e per strada, dove si parla di affari "di famiglia" accusando una delle first lady, Leila Ben Ali, di aver orchestrato una corruzione diffusa. Tutte cose che una volta erano tab. Spinti alla disperazione per la situazione che vivono, i manifestanti denunciano a gran voce la morsa del governo sull'economia. "Non bisogna sbagliarsi - dice una giovane studentessa tunisina a Parigi- i manifestanti non chiedono allo Stato di trovare lavoro, ma si lamentano che, sul mercato del lavoro, le cose non sono mai trattate in modo trasparente ed equo". "Se noi abbiamo delle richieste sociali oggi - dice la giovane donna perch la corruzione, l'insicurezza e uno stato non democratico hanno portato il nostro paese a questa mediocrit generale. Per Vincent Geisser, la frustrazione politica accumulata in anni di dittatura uno dei fattori alla base dello scoppio improvviso del movimento. "Lo stato in sostanza diceva 'non hai la libert, n democrazia, ma vi assicuriamo un benessere sociale'. Questa equazione andata in frantumi."

FUGA DI INFORMAZIONI: AUMENTO DEI PREZZI DEL CIBO PER INCENTIVARE LAPPROVAZIONE DELLE COLTURE OGM IN EUROPA DI RADY ANANDA DissidentVoice in un incontro nel gennaio 2008, i funzionari commerciali di Stati Uniti e Spagna hanno pianificato come aumentare laccettazione di alimenti geneticamente modificati in Europa, compreso tramite il gonfiamento dei prezzi sui prodotti di mercato, secondo uninformazione trapelata di un diplomatico americano rilasciata da Wikileaks. Durante lincontro, il Segretario di Stato per il Commercio Internazionale, Pedro Mejia, ed il Segretario Generale, Alfredo Bonet, hanno notato che limpennata dei prezzi degli alimenti potrebbe incitare una maggiore liberalizzazione sulle importazioni biotecnologiche. A quanto pare i commercianti di Wall Street hanno mantenuto la parola. Entro il giugno del 2008, i prezzi degli alimenti si erano alzati in maniera cos grave che The Economist annunci che il prezzo reale del cibo aveva raggiunto il suo livello massimo dal 1845, lanno in cui la rivista ne fece il calcolo per la prima
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volta, riporta Fred Kaufman in The Food Bubble: How Wall Street starved millions and got away with it [La Bolla Alimentare: Come Wall Street ha affamato milioni e lha fatta franca, ndt] Il picco senza precedenti dei prezzi degli alimenti del 2008 ha causato la fame di 250 milioni di persone in pi, spingendo il numero globale oltre il miliardo. Il 2008 anche stato il primo anno dal quale sono state misurate tali statistiche, in cui la proporzione della popolazione mondiale senza cibo a sufficienza aumentata, afferma Kaufman. Tutto per incentivare laccettazione di cibi OGM, e fatto tramite uno schema commerciale dal quale gli speculatori di Wall Street hanno enormemente beneficiato. Ribellioni di massa in diverse nazioni ne furono la conseguenza, come anche linvestigazione del Comitato di Sicurezza Interna e Affari Governativi del Senato statunitense, che risult nella scoperta che, s, la speculazione illimitata sui prodotti alimentari ha causato il forte aumento dei prezzi. In un commento alla fine del documento, il diplomatico ha inoltre rivelato un certo pessimismo circa lintenzione della Spagna per aiutare ad introdurre alimenti OGM in Europa: Questa stata una discussione alquanto sostanziosa. Tuttavia, chiaro che mentre la Spagna di tanto in tanto continuer a votare a favore delle proposte di liberalizzazione biotecnologica, gli spagnoli procederanno cautamente sul problema vista le loro sensibilit interne ed altre azioni ordinarie che la Spagna ha nellUE. Tale pessimismo era grandemente infondato, dato che la Spagna ha piantato l80% di tutto il mais biotecnologico nellUe nel 2009 ed ha mantenuto il suo record con un tasso di adozione del 22% rispetto lanno precedente, nota un rapporto del Servizio Internazionale per lAcquisizione di Applicazioni Agribiotecnologiche (ISAAA). I documenti diffusi, che ora sono oltre 1.300, rivelano lossessione degli Stati Uniti per lespansione del mercato biotecnologico: Un documento conferma linteresse degli USA nel promuovere alimenti Ogm in Africa, che Richard Brenneman ha descritto come un significativo punto nellordine del giorno del Dipartimento di Stato. In un altro documento che descrive la potenziale espansione degli interessi USA verso lAustria isolazionista, viene sottolineato il divieto sui cibi OGM di quella nazione. Secondo un documento del 2007, linteresse era sul desiderio del presidente francese Sarkozy di realizzare un divieto sui cibi OGM in linea con il sentimento populista. Secondo la GM Free Regions, la Francia continua a tuttoggi ad opporsi agli OGM. In questo documento, il Papa d apertamente la colpa della fame nel mondo alla speculazione sui prodotti ed ai funzionari pubblici corrotti, rifiutando fino ad ora il sostegno alluso di alimenti OGM. (Vedere anche il mio articolo del 12 dicembre, Leaked cables confirm Popes distance from GMO debate and limited stance on bioethics. [Documenti trapelati confermano la distanza del Papa sul dibattito sugli OGM e la limitata presa di posizione sulla bioetica, ndt]) Altro ancora potrebbe essere rivelato nei documenti restanti. Lo Sciacallaggio Lascia il Mondo Aperto ad una Futura Manipolazione dei Prezzi La speculazione sui generi alimentari fu resa possibile nel 2000 dal Commodity Futures Modernization Act [Legge sulla Modernizzazione delle Futures sulle Merci, ndt]. Il Senatore tutto fare della deregulation Phil Gramm (Texas) introdusse la legge, co-redatto dalla lobby dellindustria finanziaria e co-sponsorizzato dal Senatore Richard Lugar (Indiana), il presidente del Comtitato per lAgricoltura. Mother Jones descrive il clima lesgislativo durante il quale la legge fu approvata: Come parte di una crociata anti-normativa lunga decenni, Gramm ha spinto una subdola manovra legislativa che ha favorito la strada al crollo multimiliardario dei subprime.... Il colpo pi scaltro di Gramm a beneficio dei suoi amici nellindustria dei servizi finanziari amici che gli hanno regalato milioni nel corsi della sua carriera di 24 anni al Congresso arriv il 15 dicembre del 2000. allora laria era particolarmente tesa a Washington. Solo due giorni prima, la Corte Suprema aveva emanato le sue decisioni su Bush vs Gore. Il presidente Bill Clinton ed il Congresso controllato dai Repubblicani erano bloccati nella resa dei conti del budget. Era il momento perfetto per un Senatore astuto per prendersi gioco del sistema. Mentre il Congresso e la Casa Bianca stavano raggiungendo faticosamente e precipitosamente una legge sulle spese generali da 384 miliardi di dollari, Gramm infil una misura di 262 pagine chiamata Commodity Futures Modernization Act.

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Quella legge non solo ha permesso il crollo del subprime che ha rovinato leconomia e ha provocato milioni di pignoramenti, ma ha anche permesso agli investitori di Wall Street di aumentare artificialmente il prezzo del cibo. I banchieri hanno preso il controllo degli alimenti globali, il denaro andava a caccia di denaro, riducendo alla fame miliardi di persone, ha chiarito Kaufman. In seguito ad un anno di investigazione, ha confermato che limpennata dei prezzi del cibo dal 2005 verso il picco del giugno 2008 non aveva niente a che fare con la catena dei rifornimenti, anzi stata la conseguenza dello schema di investimenti di Wall Street conosciuto come Commodity Investment Funds [Fondi dInvestimento sui Prodotti, ndt]. Il primo a sviluppare lidea stato Goldman Sachs, che ha preso 18 diverse fonti alimentari, compresi bovini, caff, cacao, mais, suini e frumento, ed ha creato un pacchetto di investimenti. Spiega Kaufaman: Hanno soppesato il valore dellinvestimento di ogni elemento, mescolate e messe insieme le parti in somme, poi hanno ridotto quello che era una complicata serie di cose reali in una formula matematica che poteva essere espressa come una singola manifestazione, in seguito nota come Goldman Sachs Commodity Index [Indice dei Prodotti della Goldman Sachs, ndt]. Poi hanno iniziato ad offrire azioni. (Kaufman riassume il suo rapporto in questa intervista con Thom Hartmann dello scorso giugno ed in questa intervista a Democracy Now dello scorso luglio.) Kaufman sottolinea che anche nel 2008, la ConAgra Foods riusc a vendere il suo settore commerciale ad un fondo speculativo per 2.8 miliardi di dollari. Il gigante a livello mondiale per il commercio del grano e degli OGM, Cargill, ha registrato un balzo dell85% nei guadagni annuali nel primo trimestre del 2008, attribuito alle merci di scambio ed ad un mercato di biocombustibili in espansione. Lo Star Tribune ha calcolato che la Cargill guadagnava 471.611 dollari allora in quel trimestre. La bolla degli investimenti scoppiata nel giugno 2008 e i prezzi sui prodotti aggregati croll di circa il 60% entro la met di novembre, nota Steve Suppan dellIstituto per le Politiche Agricole e Commerciali. Sebbene la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti introdusse un decreto normativo, le scappatoie legislative esenteranno almeno il 40-45% di tali attivit commerciali. Cargill sostiene le scappatoie, insieme ad altre multinazionali. Suppan conclude: Le previsioni che un sistema finanziario sostenibile e trasparente sottoscriva la sicurezza alimentare basata sul commercio non sono buone... Il bilancio per la Commissione di Indagine sulla Crisi Finanziaria appena lanciata dal Congresso, il cui rapporto previsto per il 15 dicembre [2010], solo di 8 milioni di dollari. Il bilancio delle lobby di Wall Street per sconfiggere la riforma legislativa finanziaria finora di 344 milioni... Il decreto definitivo fu passato a legge nel luglio 2010 (riassunto da New York Times), Commodity Futures Trading Commission [commissione che regola le borse di commercio ed il mercato dei futures, ndt] continua ad emanare nuove regole che teoricamente hanno come scopo la regolazione dei mercati finanziari. Ma le grandi banche influenzano le norme che regolano i derivativi attraverso una variet di gruppi industriali, nota un altro articolo del New York Times. Limpennata dei prezzi artificiale ha aperto le porte dellUE ai cibi OGM? No, infatti, la ISAAA ha notato che : Sei paesi europei hanno piantato 94,750 ettari di colture biotecnologiche nel 2009, in minore quantit rispetto ai sette paesi ed ai 107,719 ettari del 2008, dato che la Germania ha interrotto la coltivazione. Uno sguardi da vicino alle azioni degli stati membri dellUE riguardo gli OGM dopo il giugno 2008 fornisce alcuni dettagli sulla battaglia dei senza-OGM in Europa: Nel dicembre 2008, dopo uno iato di 10 anni, lItalia ha accettato ad aprire dei campi di prova delle colture OGM. La Repubblica Ceca diventata il secondo maggior coltivatore di mais biotecnologico nellUE nel 2008, raddoppiando la superficie coltivata nel 2007. Il Dipartimento dellAgricoltura degli Stati Uniti lo ha considerato come un obiettivo per gli investimenti non solo in campo agricolo ma anche nello sviluppo dei vaccini. A livello di UE, In un apparente inversione a U del suo atteggiamento come funzionario dellUE tra i commissionari pi diffidenti verso gli OGM, il capo del settore ambientale Stavros Dimas ha redatto delle proposte di legge per altre due variet di mais OGM, come riportato da Reuters nel dicembre 2008.
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Tuttavia, entro il settembre 2008, Galles, Irlanda del Nord e Scozia era tute diventate senza-OGM e sollecitavano lInghilterra a fare altrettanto. Sebbene messa sotto pressione dalla Commissione Europea, lUngheria ha rifiutato di rimuovere il suo divieto sui cibi OGM. Il suo diritto sovrano di rifiutare gli OGM, insieme allAustria, fu pi tardi difeso da un voto dellUE con 20 stati membri a sostegno di tali divieti. Nel marzo 2009, il Lussemburgo diventato il quinto paese dellUE a vietare i cibi OGM, dopo la Francia, lUngheria, la Grecia e lAustria. Nellottobre 2009, la Turchia ha vietato limportazione di prodotti biotecnologici. Per aggiornamenti ed unanalisi pi profonda delle azioni dellUE sui cibi OGM, vedere GMO-Free Europe. Gli stati europei gestiscono il problema in maniera diversa rispetto agli Stati Uniti, permettendo alle regioni allinterno di una nazione di mantenere zone senza-OGM. Ogni passo compiuto da una nazione verso lapprovazione degli OGM avanza invariabilmente la resistenza regionale. Nel 2009 le colture biotecnologiche si espandono a livello mondiale Sebbene strategia per aumentare i costi del cibo al fine di incitare gli europei ad accettare gli OGM sia fallita, ha funzionato altrove. A livello mondiale, le colture biotecnologiche si sono espanse del 7% nel 2009 rispetto alle cifre del 2008. Infatti, lISAAA ha affermato che lespansione degli OGM stata dovuta allimpennata dei prezzi del 2008, come ha notato il presidente e fondatore Clive James: Con la crisi alimentare dello scorso anno, i picchi dei prezzi, la fame e la malnutrizione che affliggono pi di un miliardo di persone per la prima volta, c stato un passaggio globale dai semplici sforzi per la sicurezza alimentare verso lautosufficienza alimentare. Le nazioni pi povere colpite pi duramente dalla fame in Africa ed in America del Sud sono pi vulnerabili agli aumenti dei prezzi. Ma anche dopo il terremoto geologicamente inaspettato in gennaio, i contadini haitiani hanno rifiutato il dono di semi OGM di Monsanto. Tuttavia, la pressione maggiore resta in Africa e Cina. Un futuro di cui diffidare Sebbene ormai largamente accettato che la speculazione di Wall Street abbia causato la bolla alimentare, affamando centinaia di milioni di persone, finora i regolatori non sono riusciti a frenare le pratiche che permettono ai bankster internazionali di manipolare i prezzi del cibo. Intanto, lindustria biotecnologica continua a ripetere il suo mantra per cui gli alimenti OGM possono curare la fame nel mondo. Questo slogan non ha alle spalle la scienza e sembra avere poca influenza nel dibattito dei cibi OGM, specialmente con il Papa che riconosce quello che molti altri affermano: non c scarsit di cibo; la fame si diffusa a causa dellimpennata dei prezzi. Rady Ananda ha aperto il suo blog nel 2004. Il suo lavoro comparso su diverse pubblicazioni online e cartacee, compresi i tre libri sulla frode elettorale. Ha trascorso la maggior parte della sua carriera lavorando per avvocati in ricerche, indagini e come paralegale. Si laureata alla Scuola di Agricoltura dellUniversit di Stato dellOhio con un diploma di laurea in Risorse Naturali. LETTERE DAL FRONTE - DI MASSIMO FINI - ilfattoquotidiano.it Alle penose diatribe fra il ministro della Difesa Ignazio La Russa e il generale Vincenzo Camporini, cos tristemente tipiche dellItalia di oggi, preferisco lumanit, la sensibilit e la profondit della lettera che Matteo Miotto, lalpino ucciso in combattimento in Afghanistan, scrisse un paio di mesi fa dopo la morte di quattro suoi commilitoni. Una lettera che sembra venire da un mondo lontano, antico, da una razza Piave che pur esistita e nel cuore e nella mente di Matteo esisteva ancora sostituita dai La Russa e da tutto ci che un La Russa significa. Nella lettera, scevra di ogni retorica, di questo giovanottone veneto c tutto lorgoglio per le proprie radici e la fierezza di appartenere al corpo degli alpini, ma c pure la consapevolezza che la stessa fierezza, lo stesso orgoglio per le proprie radici, le proprie tradizioni, il proprio modo di essere, di vivere e morire, appartiene anche al nemico afghano, al nemico talebano. Nella foto: Matteo Miotto in Afghanistan Scrive Matteo: Questi popoli hanno saputo conservare le proprie radici, dopo che i migliori eserciti, le pi grosse armate hanno marciato sulle loro case, invano. Lessenza del popolo afghano viva, le loro tradizioni si ripetono immutate, possiamo ritenerle sbagliate, arcaiche, ma da migliaia di anni sono
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rimaste immutate. Gente che nasce, vive e muore per amore delle proprie radici, della propria terra e di essa si nutre. Allora capisci che questo strano popolo dalle usanze a volte anche stravaganti ha qualcosa da insegnare anche a noi. Proprio perch orgoglioso delle sue radici, il giovane Matteo comprende che questo sentimento pu appartenere e appartiene, anche ad altri popoli, ad altra gente che per difenderle disposta a combattere e a morire. I governanti, politici e militari, dei Paesi occidentali che da dieci anni occupano lAfghanistan si rifiutano di comprendere ci che il giovane Matteo, con le sue solide radici, con i suoi solidi valori, non lontani, quando si chiamano fierezza, orgoglio, disposizione al sacrificio, anche estremo, da quelli del popolo afghano, ha capito benissimo. Il nocciolo della guerra afghana, a parte i loschi interessi di chi la sta conducendo, la distruzione per lucrare sul business della ricostruzione, gli aiuti fasulli, il turismo estremo delle Ong, tutto qui. assolutamente inutile che i comandi politici e militari occidentali si intestardiscano nel voler conquistare i cuori e le menti degli afghani, perch questa gente vuole conservare i propri cuori, le proprie menti, le proprie radici, le proprie tradizioni, i propri costumi, anche se noi, come scrive Matteo possiamo ritenerle sbagliate, arcaiche. Il fatto che sono le loro radici e non sono disposti a cambiarle con quelle di altri, soprattutto se imposte con larroganza di chi si ritiene detentore di una cultura superiore, con la violenza, con le bombe che uccidono tutti, guerriglieri talebani, vecchi, donne e soprattutto quei bambini, cenciosi ma vitali, che Matteo Miotto osserva, pensieroso, dal suo Lince (i bambini sono il 40% dei ricoverati negli ospedali afghani). Matteo ammira questo popolo che, nonostante i migliori eserciti, le pi grosse armate siano passate sul suo corpo, riuscito a conservare se stesso, la propria anima. Dallintero tono della lettera si capisce che Matteo non era convinto che la guerra cui stava partecipando fosse giusta, che fosse giusto combattere altri ragazzi come lui (perch anche i talebani sono dei ragazzi), diversissimi in tante cose, ma con alcuni valori essenziali, prepolitici, che li accomunano: la difesa della propria identit, della propria dignit, delle proprie radici. Non era convinto, ma da bravo soldato, da veneto orgoglioso e fiero, ha fatto il suo dovere fino allultimo, fino al sacrificio della vita. Come un vero alpino. Come un talebano. E sono certo che, se da qualche luogo misterioso ci pu ascoltare, questo paragone non lo offender. CRISI IRLANDESE: IL FIASCO COMPLETO DEL NEOLIBERALISMO - DI ERIC TOUSSAINT - CADTM Da un decennio i pi ferventi sostenitori del capitalismo hanno presentato lIrlanda come il modello da seguire. La Tigre Celtica ostentava un tasso di crescita pi alto della media europea. Il tasso dimposta sul reddito delle societ si era ridotto al 12,5% (1) e il tasso effettivamente pagato dalle numerose multinazionali che avevano eletto domicilio nel paese oscillava fra il 3 e il 4%, un sogno! Deficit di bilancio uguale a zero nel 2007. Tasso di disoccupazione dello 0% nel 2008. Unautentica meraviglia: a tutti tornavano i conti. I lavoratori avevano un impiego (seppure molto spesso precario), le loro famiglie consumavano allegramente, godevano delleffetto ricchezza e i capitalisti, sia nazionali che stranieri, ottenevano risultati favolosi. A ottobre del 2008, due o tre giorni prima che il governo salvasse dalla bancarotta le grandi banche belghe (Fortix e Dexia), a spese dei cittadini, Bruno Colmant, direttore della borsa di Bruxelles e docente di Economia si sfogato in una lettera aperta a Le Soir, il quotidiano belga francofono di riferimento, affermando che il Belgio doveva seguire totalmente lesempio irlandese e deregolamentare ancora un po di pi il proprio sistema finanziario. Secondo Bruno Colmat, il Belgio doveva modificare il quadro istituzionale e legale al fine di convertirsi in una piattaforma del capitale internazionale come lo era lIrlanda. Qualche settimana dopo la Tigre Celtica era a terra. In Irlanda la deregolamentazione finanziaria ha dato impulso a unesplosione di prestiti sulle case (lindebitamento delle famiglie arrivava al 190% del PIL alla vigilia della crisi), soprattutto nel settore immobiliare, il motore delleconomia (industria della costruzione, attivit finanziarie, etc.). Il settore bancario si gonfiato in maniera esponenziale con linstallazione di numerose imprese straniere (2) e la crescita degli attivi delle banche irlandesi. Si sono formate delle bolle borsistiche e immobiliari. Il totale delle capitalizzazioni borsistiche, delle emissioni di obbligazioni e degli attivi delle banche ha raggiunto quattordici volte il PIL del paese. Allora, ci che non poteva accadere in quel meraviglioso mondo, accaduto: a settembre-ottobre del 2008 il castello di carte crollato, le bolle finanziarie e immobiliari sono scoppiate. Le imprese hanno chiuso o abbandonato il paese, la disoccupazione salita alle stelle (dallo 0% del 2008 saltata al 14% al principio del 2010). Il numero di famiglie incapaci di pagare i debiti cresciuto rapidamente. Lintero sistema bancario irlandese era sullorlo del fallimento, e il governo completamente impazzito e cieco ha garantito linsieme dei depositi bancari per 480 miliardi di euro (pi del triplo del PIL irlandese, che si elevava a 168
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miliardi di euro). Il governo ha nazionalizzato la Allied Irish Bank, principale finanziatrice dellimmobiliare immettendo 48,5 miliardi di euro (circa il 30% del PIL). Le esportazioni sono diminuite. Le entrate dello stato sono scese. Il deficit di bilancio schizzato dal 14% del PIL del 2009 al 32% nel 2010 (di cui pi della met attribuibile al massivo appoggio fatto alle banche: 46 miliardi per i conferimenti di capitale proprio e 31 miliardi per il riscatto degli attivi rischiosi). Il piano di aiuti europeo della fine del 2010, al quale partecipa anche il FMI, si eleva a 85 miliardi di euro in prestiti (dei quali 22,5 forniti dal FMI) ed gi stato dimostrato che non sar sufficiente. In cambio, la pesante misura imposta alla Tigre Celtica in realt un piano di austerit drastico che ricade pesantemente sul potere dacquisto delle famiglie, con la conseguente riduzione dei consumi, della spesa pubblica nellambito sociale, degli stipendi dei dipendenti pubblici e nelle infrastrutture (a beneficio del rimborso del debito) e delle entrate fiscali. Le principali misure del piano di austerit sono terribili a livello sociale: - Soppressione di 24.750 posti di funzionari (8% del totale, equivalente a 350.000 posti soppressi in Francia). - Le nuove assunzioni saranno fatte con un 10% in meno di retribuzione. - Riduzione dei trasferimenti sociali con diminuzione degli assegni per la disoccupazione e degli assegni familiari, importante calo del bilancio sanitario, congelamento delle pensioni. - Aumento delle imposte, principalmente a carico della maggior parte della popolazione vittima della crisi, specialmente laumento dellIVA dal 21 al 23% nel 2014; creazione di una tassa immobiliare (che ricade sulla met delle abitazioni che fino a questo momento non erano tassabili). - Diminuzione di 1 euro del salario minimo per ora (da 8,65 a 7,65, cio l11%). LIrlanda ha dei tassi dinteresse da pagare molto elevati sui prestiti contratti: 5,7% su quelli del FMI e 6,05% sui prestiti europei. Questi soldi serviranno a rimborsare le banche e altre societ finanziarie che compreranno i titoli del debito irlandese con prestiti della Banca Centrale Europea, con un tasso dinteresse dell1%. Un altro grande affare per i finanzieri privati. Secondo la AFP, il Direttore Generale del FMI, Dominique Strauss-Kahn, ha dichiarato: Funzioner, ma indubbiamente sar difficile [] perch dura per la gente che deve fare sacrifici in nome dellausterit di bilancio. Lopposizione in piazza e in parlamento stata molto forte. Il Dail, la camera bassa, ha approvato il piano di aiuto di 85 miliardi di euro per solo 81 voti contro 75. Lontano dallabbandonare la sua politica neoliberale, il FMI ha segnalato che tra le priorit dellIrlanda c ladozione di riforme volte a sopprimere gli ostacoli strutturali legati agli affari, al fine di sostenere la competitivit negli anni a venire. Il socialista Dominique Strauss-Kahn si detto convinto che larrivo di un nuovo governo dopo le elezioni previste per linizio del 2011 non cambier la situazione: Ci di cui sono convinto, che anche se i partiti dellopposizione, il Fine Gael e il partito laburista, criticano il governo e il programma [], comprendono la necessit di metterlo in atto. Riassumendo, la liberalizzazione economica e finanziaria che aveva la pretesa di attrarre ad ogni costo gli investimenti stranieri e le imprese finanziarie internazionali, sfociata in un fiasco completo. Per aggiungere al danno la beffa subita dalla popolazione vittima di questa politica, il governo e il FMI non hanno trovato niente di meglio che approfondire lorientamento neoliberale praticato da 20 anni e dinfliggere alla popolazione, sotto pressioni della finanza internazionale, un programma di aggiustamento strutturale ricalcato su quelli imposti da tre decenni nei paesi del terzo mondo. Questi tre decenni devono invece servire da esempio su ci che assolutamente non bisogna fare. Ecco perch c lurgenza di imporre una logica radicalmente diversa, a favore delle popolazioni e non della finanza privata. L IMMINENTE ESAURIMENTO DELLE SCORTE PETROLIFERE - DI MANUEL CASAL LODEIRO revistasoberaniaalimentaria.wordpress.com Conseguenze della dipendenza dal petrolio nellagricoltura: i prevedibili effetti del Peak-oil denominato peak-oil (zenit o picco del petrolio) il momento in cui la produzione mondiale di petrolio raggiunge il suo livello massimo e inizia il suo irreversibile declino: ogni anno se ne produrr sempre meno. O forse dovremmo dire con pi esattezza che se ne estrarr sempre meno, visto che il petrolio non si produce come si possono produrre patate o scarpe, perch una sostanza che si formata nella crosta del pianeta milioni di anni fa e che noi umani non possiamo produrre. Non c un parere univoco sul quando arriveremo a questo punto: le opinioni sono diverse tra gli studiosi e il picco non potr essere
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dimostrato fino a vari anni dopo che si sar prodotto. Secondo le fonti che considero pi attendibili sia per prestigio che per indipendenza rispetto a governi e multinazionali del petrolio- lo abbiamo appena passato o siamo sul punto di farlo nei prossimi anni. La data precisa in realt non ha molta rilevanza: la questione davvero critica che si tratta di un fatto irreversibile che abbiamo addosso in termini storici e che le sue conseguenze, in tutte le sfere delle attivit umane a livello planetario, saranno disastrose. Ovviamente limpatto sar maggiore in quei settori pi dipendenti da questa sostanza tanto speciale, questo vero e proprio tesoro geologico che ha impiegato milioni di anni per formarsi e che stiamo sperperando in appena 150 anni, invertendo in modo suicida il processo di sequestro di carbonio che realizzarono le alghe preistoriche e che ha permesso lo sviluppo delle specie che oggi conosciamo, compreso la nostra. fondamentale tener presente che non solo diminuir il numero di barili di petrolio che si metteranno ogni anno a disposizione delleconomia mondiale, ma che questo petrolio sar sempre pi di qualit inferiore, pi costoso e difficile da estrarre e da raffinare, e cosa pi importante- con un valore energetico sempre minore. Mi riferisco a ci che si conosce come Ritorno energetico sullinvestimento energetico, pi comunemente noto come EROEI, e che costituisce laspetto critico della questione: per estrarre il petrolio c bisogno di energia, e la relazione tra lenergia che otteniamo da ogni barile e quella che spendiamo per ottenerlo, sta cadendo in picchiata. Si calcola che per mantenere una societ di tipo industrializzata, come la nostra, la cui complessit altamente dipendente da questo combustibile fossile, necessario ottenere al meno un rendimento di 5 barili di petrolio per ogni barile equivalente consumato nellestrazione (Cutler Cleveland, Universit di Boston). Oggi i tassi si aggirano intorno ai 10:1 (10 barili ottenuti per uno di spesa) e visto che dipendiamo sempre di pi dai petroli non convenzionali, come quelli ottenuti dalle sabbie bituminose del Canada o quelli delle acque profonde, questo tasso continuer a scendere. qualcosa di molto grave e che ci fa rendere conto fino a che punto questa civilt industriale dipendente dal petrolio, tanto da svuotare la Terra degli ultimi resti del combustibile che la mantiene in vita. E tutto questo senza parlare dei rovinosi rendimenti energetici degli agrocombustibili, che alcuni presentano come sostituti del petrolio e che, secondo diversi studi, non arrivano nemmeno all 1:1 (si vedano per esempio quelli inclusi nel libro pubblicato da Icaria El final de la era del petrleo barato), ci dimostra quanto sia folle sprecare un barile di petrolio per coltivare soia per esempio- con la quale produrre biodiesel per sostituire proprio quello stesso barile che abbiamo speso! Quando estrarre un barile coster pi energia di quella che questo barile ci fornir, ovviamente si smetter di estrarre il petrolio, ma parecchio prima di arrivare a questo punto, la societ industriale avr smesso di esistere e saremo tornati a un tipo di societ molto pi semplice e con minore consumo energetico, possibilmente di tipo agrario e locale. Un modello alimentare dai giorni contati Quando a qualsiasi cittadino urbano viene posto il problema che presto il petrolio scarsegger, la prima cosa che pensa che non potr fare il pieno alla sua macchina o che gli coster troppo caro; cio, penser che limpatto principale sar sulla propria mobilit. Sebbene questa sia una conseguenza certa e molto importante visto la quasi totale dipendenza del trasporto mondiale rispetto ai combustibili derivati dal petrolio-, la ripercussione pi grave del picco del petrolio sar sul modello agroalimentare , per due fattori principali: il modello di produzione e il modello di distribuzione/commercializzazione. Il modello di produzione agricolo e del bestiame attualmente predominante estremamente dipendente dal petrolio. Se ci fermiamo ad analizzare di cosa necessita uno sfruttamento industrializzato convenzionale per produrre alimenti, vedremo che la sua lista di investimenti include una lunga serie di prodotti vitali direttamente o indirettamente dipendenti dai combustibili fossili: gasolio per i macchinari ed i sistemi di pompaggio e irrigazione; pesticidi, erbicidi e plastiche elaborate dallindustria petrolchimica; fertilizzanti derivati dal gas naturale (altro combustibile fossile che come il petrolio destinato ad esaurirsi), e altri diversi prodotti che devono arrivare alla fattoria trasportati da camion lungo centinaia o migliaia di chilometri, compresi la maggior parte degli alimenti destinati agli animali (mangimi industriali). Di fatti, i calcoli realizzati a proposito di questa dipendenza, ci indicano che per produrre ogni caloria di alimento si consumano oggigiorno una media di 10 calorie di energia fossile (Giampietro e Pimentel, dati riferiti agli USA.). In alcuni luoghi gli alti prezzi raggiunti dai combustibili nellestate 2008 hanno portato a parcheggiare i trattori e a riprendere la trazione animale. Stanno anche sorgendo allevatori pionieri che abbandonano i mangimi industriali in favore di unalimentazione locale ed estensiva, un cammino che senza dubbio, a medio o lungo termine, tutti gli altri dovranno percorrere senza opporre resistenza. In questo senso le enormi dimensioni, la meccanizzazione, la monocoltura e la dipendenza dallesportazione, sono fattori critici di vulnerabilit che colpiscono molte coltivazioni agricole e
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allevamenti convenzionali, e che dovranno essere corretti, meglio adesso in maniera preventiva che pi avanti quando il costo elevato dei mangimi fossili non lascer altra scelta. Questi fattori sono stati imposti da politiche agrarie che ci vendevano una perpetua disponibilit di crescente energia e da falsi mercati che non prendevano in considerazione i costi reali dei diversi tipi di produzione. Se non abbandoniamo questa barca sulla quale ci hanno fatto salire, affonderemo con essa ecosa ancora pi grave- trascineremo la popolazione mondiale con noi quando diventer impossibile continuare a produrre alimenti attraverso il sistema abituale. Ma la situazione nella quale stiamo per imbatterci ancora pi complicata visto che il problema non risiede soltanto nel modo di produzione e nei suoi costi. Al momento di distribuire e commercializzare gli alimenti prodotti da queste coltivazioni convenzionali, dipendiamo totalmente dal fatto che tutta la catena di distribuzione moderna centralizzata funzioni correttamente e che sia capace di trasportare i prodotti a grandi distanze, che li trasformi attraverso sistemi meccanici ad alto consumo energetico, che li mantenga freschi, che li impacchetti con diversi tipi di plastica e che li depositi just in time negli scaffali dei supermercati delle citt. Immaginiamo per un momento che questa grande distribuzione venga a mancare; non un esercizio mentale troppo difficile visto che gli scioperi dei trasporti ci mettono di solito in una situazione simile: in meno di una settimana gli scaffali dei supermercati urbani si svuotano e incomincia il caos. Dobbiamo vedere questo tipo di situazioni come un anticipo su piccola scala di ci che potremmo vivere tra qualche anno su scala mondiale e in modo permanente, e dovremmo trarre da ci alcune conclusioni. La pi palese dovrebbe essere che quanto maggiore la distanza dalla quale proviene il nostro cibo, tanto pi siamo vulnerabili a uninterruzione o a un rincaro dei trasporti e che solo la produzione locale pu assicurarci il rifornimento di alimenti e altri prodotti di prima necessit. Il cambio di modello indispensabile Se tornassimo a circuiti di produzione, trasformazione e consumo molto pi corti, saremmo pi reattivi, cio pi capaci di resistere a questo tipo di problemi. Alcuni paesi stanno gi puntando su questo ritorno al consumo di cibi locali, come la Scozia, il cui parlamento ha approvato nel 2008 un decreto in sostegno delle catene di rifornimento locale per assicurare lalimentazione della sua popolazione in vista dellimminente picco del petrolio e delle crisi alimentari. Negli Stati Uniti negli ultimi 10 anni i mercati agricoli locali sono risorti, accrescendo il loro numero di pi del 200% e superando gi i 6.000. Lo stesso fenomeno si sta sviluppando, in maggior o minor misura, in altri luoghi grazie ai movimenti di attivisti per la sovranit alimentare, la localizzazione economica, lagricoltura ecologia, la slow food o le Transition Towns. La chiave per il cambio del modello sta nel cercare la massima autosufficienza delle coltivazioni. Quando i costi di una coltivazione salgono alle stelle perch aumentano i combustibili, considero una strategia miope quella di reclamare sussidi per i combustibili, che non porter altro che pane per oggi e fame per domani. Dobbiamo ammettere che si tratta di un indicatore di un problema strutturale: questi costi ci dicono che dipendiamo totalmente da una sostanza e da un modello che non sono sostenibili, che in pochi anni non saranno pi a nostra disposizione. La nostra responsabilit cambiare adesso per cercare la massima autosufficienza possibile, per dipendere molto meno dallesterno e, in ogni caso, solo da quelle altre coltivazioni o industrie che siano vicine e che siano anchesse sostenibili. Per compiere questa riconversione improrogabile sarebbero certamente utili aiuti pubblici come quelli adottati dal parlamento scozzese: al contrario, sovvenzionare il gasolio servir soltanto a prolungare lagonia di un modello senza via duscita. Sarebbe anche molto utile basarsi sul sapere tradizionale attualizzato: recuperare i modi di produzione integrata tradizionale (policolture agricole e poliallevamenti), il concime animale, la rotazione delle coltivazioni, la tradizionale pesca a vela, ecc. migliorandoli per attraverso i contributi delle tecniche ecologiche e di progettazione di sistemi sostenibili pi recenti quali lagricoltura bio-intensiva, la permacultura, ecc. Parallelamente sar imprescindibile reimpostare il nostro mercato. Per questo dobbiamo cercare la nostra clientela nelle vicinanze, dobbiamo pensare quali sono gli alimenti che necessario produrre nella nostra comunit e quali sono quelli di cui possiamo fare a meno se venissero a mancare le importazioni, e non dobbiamo pensare alle esportazioni che adesso possono sembrare attraenti e competitive ma che sono totalmente dipendenti da un trasporto artificialmente economico. Cerchiamo la distribuzione in negozi nelle vicinanze o nella vendita diretta. Dobbiamo, cio, ristrutturare la nostra produzione attorno allautosufficienza e alla comunit. I cambiamenti possono essere dolorosi, ma se li intraprendiamo in anticipo eviteremo cambiamenti molto pi traumatici in futuro e una probabile rovina. Forse adesso lo vediamo come una riduzione delle entrate, ma se lo faremo con criterio la riduzione dei costi compenser questa riduzione delle entrate e staremo rendendo la nostra coltivazione pi resistente a futuri tagli di rifornimenti.
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Unaltra chiave di trasformazione ce la fornisce Lidia Senra, del Sindicato Labrego Galego [Sindacato Contadino Gallego, n.d.t.]: Potenziare il consumo di prodotti freschi, di stagione e sfusi. Questo logicamente implica che i/le consumatori/trici modifichino le proprie abitudini includendo tra questi un ritorno a un minor consumo di carne, la cui produzione richiede grandi quantit di energia e che il cambiamento avvenga da entrambe le parti, con una reciproca presa di coscienza e un dialogo permanente, volto alla ricerca di alleanze sostenibili tra la campagna e la citt per essere capaci di sopravvivere a una diminuzione inevitabile. La strada giusta risiede nellinformazione, nel dibattito sociale sulle conseguenze delle politiche agrarie e alimentari che abbiamo, nel compromesso della cittadinanza per lottare a favore di un cambiamento profondo delle stesse e anche affinch tutte e tutti riceviamo uninformazione sufficiente per essere pi coscienti del fatto che acquistare un atto politico e che acquistare prodotti alimentari provenienti dallagricoltura industriale e dalla grande distribuzione, non ha le stesse implicazioni che acquistare prodotti locali nei mercati, reclama Senra. Ci troviamo senza dubbio di fronte a una lotta smisurata, in primo luogo contro le politiche agrarie che ci costringono a sacrificare la produzione ecologica locale per cederla alla produzione industriale straniera, a perdere piccole industrie trasformatrici e piccoli negozi locali per favorire la delocalizzazione e le grandi superfici. In pochi anni, pu darsi meno di una decade, il picco del petrolio render molto difficile alimentarci attraverso questi canali e dobbiamo fare tutto il possibile per mantenere in vita gli unici di cui disporremo: i locali tradizionali ed ecologici. Ne va della nostra vita in questa lotta, che non solo contro il mercato agricolo capitalista attuale, ma anche contro la regolamentazione imposta dalle amministrazioni pubbliche che pregiudica la viabilit e la sopravvivenza di queste filiere di produzione corte mettendo troppi ostacoli, regolamenti o tasse per la commercializzazione locale e per la produzione su piccola scala. necessaria una profonda revisione di tutta la normativa di produzione e commercializzazione degli alimenti alla luce di una situazione energetica che i governi non vogliono riconoscere pubblicamente, mentre lasciano che muoia tutto quello che ci permetter di alimentarci in un futuro senza petrolio. Se ci muoviamo verso questo indispensabile e urgente ritorno a una produzione sostenibile, staremo anche contribuendo a lottare contro il cambiamento climatico, poich ormai sappiamo che la produzione e la distribuzione di alimenti nel modello agricolo e commerciale attualmente egemonico uno dei principali fattori del riscaldamento globale (fino al 50% delle emissioni secondo alcuni dati di GRAIN nel n 1 di Sovranit Alimentare, Biodiversit e Culture). In questo senso anche importante fare unautocritica e rivalutare ci che consideriamo ecologico. Sono davvero ecologiche delle mele prodotte nellecologico Cile che per viaggiano per migliaia di chilometri per essere consumate in Spagna? Alcuni attivisti, ad esempio, puntano sulla dieta dei 100 km e rifiutano qualsiasi prodotto che provenga da una distanza maggiore. Altri consumano solo quei cibi prodotti nelle loro bioregioni. una proposta difficile visto che la globalizzazione ha gi distrutto molti settori produttivi e, per esempio, quasi impensabile vestirsi solo con capi di lana, cotone o lino locali. Ma nel futuro sar tutto ci di cui disporremo a prezzi accessibili, cos che quanto prima iniziamo a lottare per recuperare queste vie di sostentamento locale e compatibile con i limiti naturali, tanto pi le nostre comunit saranno preparate per limpatto del picco del petrolio, un momento critico per la nostra specie, che ci porter a una grande Rivoluzione di ritorno alla sostenibilit oppure ci far imboccare, come avverte lesperto in ecologia umana William Catton, un collo di bottiglia evolutivo nel quale forse riusciranno a sopravvivere solo qualche migliaio di persone. La trappola mortale della Rivoluzione Verde (Dati estratti dallarticolo dello scienziato Dale Allen Pfeiffer Mangiando combustibili fossili) La cosiddetta Rivoluzione Verde ha profondamente trasformato lagricoltura mondiale attraverso la sua industrializzazione e meccanizzazione. Tra il 1950 e il 1984, la produzione mondiale di grano aumentata di un 250%, e di conseguenza lenergia disponibile per la nostra alimentazione. Questa energia in pi non proveniva da un incremento della luce solare annuale che rende possibile la fotosintesi, n dalla coltivazione di nuovi terreni. Lenergia della Rivoluzione Verde stata fornita dai combustibili fossili in forma di fertilizzanti (gas naturale), pesticidi (petrolio) e irrigazione alimentata da idrocarburi. Questo cambio ha aumentato la domanda di energia dellagricoltura di una media di 50 volte lenergia investita nellagricoltura tradizionale. Per farci unidea dellintensit energetica dellagricoltura intensiva moderna, basta dire che la produzione di un chilo di fertilizzante di nitrogeno richiede lenergia equivalente di un litro e mezzo di gasolio, o che negli USA si necessitava gi nel 1990 di pi di 6 barili di petrolio allanno per ogni ettaro agricolo produttivo. Tuttavia, a causa delle leggi della termodinamica, nel processo agricolo industriale c una marcata perdita di energia. Tra il 1945 e il 1994, lintervento energetico nellagricoltura aumentato di 120 volte,
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mentre il rendimento dei raccolti aumentato solo di 90 volte. Da allora, il costo energetico ha continuato a incrementarsi senza un corrispondente aumento della produttivit. Abbiamo raggiunto il punto dei ritorni marginali decrescenti: la Rivoluzione Verde sta entrando in bancarotta energetica e ci sta trascinando con lei. PERCHE WASHINGTON ODIA HUGO CHAVEZ - DI MIKE WHITNEY - informationclearinghouse.info A fine novembre, il Venezuela stata colpito con violenza da piogge torrenziali ed inondazioni che hanno causato 35 morti e hanno lasciato circa 130.000 persone senza casa. Se George Bush fosse stato presidente, invece che Hugo Chavez, gli sfollati sarebbero stati spediti sottotiro in campi di prigionia improvvisati -- come il Superdome-- come successo con l'uragano Katrina. Ma non cos che lavora Chavez. Il presidente venezuelano ha promulgato velocemente leggi "speciali" che gli hanno concesso poteri per garantire aiuti di emergenza e alloggi per le vittime dell'alluvione. Chavez ha poi sgomberato il palazzo presidenziale e lo ha trasformato in un alloggio per 60 persone, che sarebbe l'equivalente di convertire la Casa Bianca in un rifugio per senzatetto. Le vittime del disastro sono ora sfamati e accuditi dallo stato fino a quando non potranno ritornare alle loro case e a lavorare. I dettagli degli sforzi di Chavez sono stati ampiamente omessi dai media statunitensi, dove invece regolarmente demonizzato come un "potente di sinistra" ["leftist strongman" NdT] o un dittatore. I media rifiutano di ammettere che Chavez ha ridotto la diseguaglianza nei redditi, eliminato l'analfabetismo, fornito assistenza medica a tutti i venezuelani e innalzato i tenori di vita. Mentre Bush ed Obama stavano espandendo le loro guerre e spingendo per tagliare le tasse ai ricchi, Chavez era occupato a migliorare le vite dei poveri e bisognosi, respingendo al tempo stesso l'ultima ondata di aggressione statunitense. Washington disprezza Chavez perch non disposto a consegnare le vaste risorse del Venezuela alle multinazionali e ai banchieri. E' per questo che l'amministrazione Bush ha provato a deporre Chavez nel fallito colpo di stato del 2002, ed per questo che l'incantatore Obama continua tutt'oggi a lanciare attacchi velati a Chavez. Washington vuole un cambio di regime, in modo da insediare una marionetta che consegni le risorse del Venezuela alle grandi compagnie di petrolio e al tempo stesso renda la vita dei lavoratori un inferno. Documenti rilasciati recentemente da Wikileaks mostrano come l'amministrazione Obama ha accelerato le ingerenze negl'affari interni del Venezuela. Questo un estratto della recente lettera dell'avvocatessa e autrice, Eva Golinger: "In un documento segreto scritto dall'attuale vice assistente Segretario dello Stato per l'Emisfero Ovest, Craig Kelly, ed inviato dall'ambasciata di Santiago in giugno 2007 al segretario di stato, alla CIA, al Southern Command del Pentagono, insieme ad una serie di altre ambasciate statunitensi nella regione, Kelly ha proposto "sei principali metodi di azione per il governo statunitense per limitare l'influenza di Chavez e "ristabilire la leadership statunitense nella regione". Kelly, il quale ha avuto un ruolo di primo piano come mediatore durante il colpo di stato dell'anno scorso in Honduras contro il presidente Manuel Zelaya, classifica nel suo rapporto il presidente Hugo Chavez come un nemico. Conosci il nemico: dobbiamo capire meglio come Chavez pensa e quello che ha in mente.. Per opporsi alla reale minaccia che lui rappresenta, dobbiamo conoscere meglio i suoi obiettivi e come intende perseguirli. Tutto ci esige una migliore intelligence in tutti i nostri paesi. Piu avanti Kelly confessa che il presidente Chavez un nemico formidabile, ma, aggiunge, pu essere certamente sconfitto (Wikileaks: Documenti Confermano Piani Statunitensi Contro il Venezuela, Eva Golinger, Cartoline dalla Rivoluzione) Anche le comunicazioni del Dipartimento di stato mostrano che Washington ha finanziato gruppi antiChavez attraverso organizzazioni non governative (ONG) che fingono di lavorare per le libert civili, per i diritti dell'uomo o per la promozione della democrazia. Questi gruppi si nascondono dietro una facciata di legittimit, ma il loro reale intento di rovesciare il governo democraticamente eletto di Chavez. Obama appoggia questo tipo di strategia tanto quanto lo faceva Bush. L'unica differenza che il team di Obama pi discreto. Questo un altro pezzo del rapporto di Golinger con alcuni dettagli sulle origini dei finanziamenti: In Venezuela, gli Stati Uniti hanno appoggiato gruppi anti Chavez per oltre 8 anni, inclusi quelli che hanno eseguito il colpo di stato contro il presidente Chavez nellaprile del 2002. Da allora, i finanziamenti sono aumentati considerevolmente. Un rapporto del maggio 2010 che valutava l'assistenza straniera a gruppi politici in Venezuela, commissionata dalla National Endowment for Democracy (NED), ha rivelato che pi
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di 40 milioni di dollari sono annualmente indirizzati a gruppi anti-Chavez, la maggior parte provenienti da agenzie statunitensi. Il Venezuela spicca come la nazione latino americana dove il NED ha investito pi fondi in gruppi di opposizione durante il 2009, con 1.818.473 dollari, pi del doppio rispetto all'anno prima.... Allen Weinstein, uno dei fondatori del NED, ha una volta rivelato al Washington Post, quello che facciamo noi oggi lo faceva la CIA in clandestinit 25 anni fa... (I segreti dell'America Operazioni della societ civile: l'interferenza degli Stati Uniti in Venezuela continua a crescere, Eva Golinger, Global Research) Lunedi l'amministrazione Obama ha annullato il visto dell'ambasciatore Venezuelano a Washington come risposta al rifiuto di Chavez di nominare Larry Palmer ambasciatore americano a Caracas. Palmer stato apertamente critico di Chavez dicendo che vi erano chiare connessioni tra membri dell'amministrazione Chavez e le guerriglie di sinistra nella vicina Colombia. un modo indiretto di accusare Chavez di terrorismo. Ancora peggio, il background e la storia personale di Palmer suggeriscono che la sua nomina potrebbe essere una minaccia alla sicurezza nazionale del Venezuela. Consideriamo i commenti di James Suggett del Venezuelanalysis on Axis of Logic: Osservate la storia di Palmer, quando lavorava con le oligarchie, sostenute dagli Stati Uniti, di paesi come la Repubblica Domenicana, Uruguay, Paraguay, e Sierra Leone, Corea del Sud, Honduras, 'promuovendo il North American Free Trade Agreement (NAFTA). Proprio come la classe dominante americana ha nominato un afro-americano, Barack Obama, per sostituire George W. Bush lasciando tutto il resto intatto, Obama a sua volta ha nominato Palmer per sostituire Patrick Duddy, il quale era coinvolto nel tentato colpo di stato del 2002 contro il presidente Chavez , oltre ad essere nemico dei venezuelani durante il suo mandato come ambasciatore in Venezuela (http://axisoflogic.com/artman/publish/printer_60511.shtml) Il Venezuela gia pieno di spie e sabotatori americani. Non hanno alcun bisogno di agenti che lavorano all'interno dell'ambasciata. Chavez ha fatto la cosa giusta a rifiutare la nomina di Palmer. La nomina di Palmer avrebbe solo rafforzato la preesistente politica statunitense con pi interferenze, pi sovversioni e pi creazioni di problemi per Chavez. Il dipartimento di stato largamente responsabile per quelle che vengono chiamate rivoluzioni colorate in Ucraina, Libano, Georgia, Kyrgyzstan etc; le quali sono state tutte forgiate a stampo, come eventi televisivi a favore degl'interessi di ricchi capitalisti e contro i governi eletti. Adesso la schiera di Hillary vuole provare la stessa strategia in Venezuela. Tocca a Chavez fermarli, ed per questo che ha passato leggi che regolano, controllano o proibiscono il finanziamento straniero di attivit politiche. il solo modo che ha per difendersi dall'intromissione degli Stati Uniti e proteggere la sovranit venezuelana. Chavez sta anche usando i suoi nuovi poteri per riformare il settore finanziario. Questo un estratto da un articolo intitolato L'assemblea nazionale venezuelana passa una legge che rende le attivit bancarie un 'servizio pubblico': Venerdi l'assemblea nazionale venezuelana ha approvato una nuova legislazione che definisce il settore bancario come un'industria del settore pubblico, esigendo che le banche in Venezuela contribuiscano a programmi sociali, impegni nella costruzione di case, e altri bisogni sociali e, al tempo stesso, rendendo gli interventi del governo pi facili nel caso le banche non soddisfino le priorit nazionali. ... La nuova legge protegge i beni dei clienti delle banche nel caso ci siano irregolarit da parte dei proprietari, e stipula che la Superintendencia de Bancos prenda in considerazione gli interessi dei clienti delle banche - e non solo quello degli azionisti - quando vengono prese decisioni che influiscano sulla posizione della banca." Allora perch Obama non sta facendo la stessa cosa? E' troppo spaventato o solo il lacch di Wall Street? Eccovi un'altra parte dello stesso articolo: "Nel tentativo di controllare la speculazione, la legge limita l'ammontare di credito che pu essere messo a disposizione di invididui o entit private, stabilendo che 20% il massimo ammontare di capitale che la banca pu impiegare come credito. La legge limita inoltre la formazione di gruppi finanziari e vieta il possesso di interessi economici da parte di banche in aziende di brokeraggio e compagnie di assicurazione. La legge inoltre stabilisce che il 5% dei profitti netti di tutte le banche dovranno essere dedicati esclusivamente a progetti dei consigli comunali. 10% del capitale di una banca deve inoltre essere messo in un fondo per pagare stipendi e pensioni nel caso di bancarotta. Secondo le stime del 2009 del Softline Consultores, il 5 % dei profitti netti del settore bancario venezuelano avrebbe dato 314 milioni di bolivar in pi, o 73,1 milioni di dollari, per programmi sociali volti a soddisfare i bisogni della maggioranza povera del Venezuela.
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http://venezuelanalysis.com/news/5880 "Controllare la speculazione"? Questa una nuova idea. Ovviamente, i leader dell'opposizione chiamano le nuove leggi "un attacco alla libert economica". Ma questa un puro nonsenso. Chavez sta solamente proteggendo la gente dalle attivit predatorie di banchieri senza scrupoli. La gran parte degli americani sperano che Obama faccia la stessa cosa. Secondo il Wall Street Journal, "Chavez ha minacciato di espropriare le grandi banche nel passato se non aumentavano i prestiti ai proprietari di piccole aziende e potenziali compratori di case, questa volta sta aumentando la pressione pubblicamente per mostrare la sua preoccupazione per la mancanza di case per 28 milioni di venezuelani." Caracas soffre di una grande mancanza di case che ulteriormente peggiorata a causa delle inondazioni. Decine di migliaia di persone hanno ora bisogna di un riparo, ed per questo che Chavez sta mettendo pressione sulle banche per dare una mano. Ovviamente le banche non vogliono aiutare e stanno quindi piagnucolando. Ma Chavez non si curato delle loro lamentele e le ha messe sotto osservazione. Infatti marted ha rilasciato questo conciso avvertimento: "Qualunque banca sbagli... l'esproprier, che sia Banco Provincial, Banesco o Banco Nacional de Credito". Bravo, Hugo. Nel Venezuela di Chavez i bisogni della gente ordinaria hanno la precedenza sui profitti dei banchieri tagliagole. C' da sorprendersi che Washington lo odi? I vizi dei calciatori? Li svela il Mossad del pallone - di Battistini Francesco - 10/01/2011 - Fonte: Corriere della Sera. Informazioni Schedati 50 mila giocatori di 45 Paesi. Aiutiamo le societ a proteggere i loro investimenti Bocciature L' ultima indagine su Shechter, possibile acquisto del Chievo. Rapporto negativo, ingaggio saltato bravo, ma matto. matto, ma bravo. Da quando esistono il calcio e il calciomercato, i calciatori viziati e viziosi, il dilemma dei presidenti sempre quello: come pagare il genio senza farsi ripagare in sregolatezza? possibile schivare i campioni che, posteggiata la Ferrari, ci danno dentro col Ferrari? O quelli che, pi che l' avversario, preferiscono saltare in discoteca? I mezzi per tutelarsi sono antichi: gli osservatori coi loro rapporti, il veterano dello spogliatoio con le sue soffiate... Ci sono pure i pedinamenti e le intercettazioni, come impar Bobo Vieri. E alla fine ci sono le spie israeliane: una societ di sicurezza e consulenza, nome Im-Scouting, che da un paio d' anni veglia giorno e notte, possibilmente pi la notte, sulla vita pubblica e soprattutto privata di campioni in erba o sulla via dell' imbrocchimento. Un giocatore un investimento - riassume il suo fondatore, Zeev Reznik -: noi aiutiamo il club a non farlo svalutare. Calciospia. il Mossad del pallone. Sta al terzo piano di un' anonima palazzina di Ramat Gan, zona nord di Tel Aviv, proprio sopra la sede d' un sindacato. Ingresso dal retro e uscita su una strada laterale, muri bianchi con appesa qualche maglia del Chelsea, una sala piena di ragazzi che mangiano l' hummus del take-away e leggono giornali sportivi. Un sito web di presentazione, contratti personalizzati coi club: 50 mila calciatori di 45 campionati schedati in video, audio, nei minimi dettagli, non trascuriamo nemmeno la pi insignificante delle informazioni. Un posto dove si va al sodo: dal Borussia Dortmund al Bayer Leverkusen, dal Panathinaikos al Bolton, dal Brescia al Perugia, qui si chiama per sapere, pagare dai 15 ai 24 mila euro, avere quel che serve. Qualche settimana fa, arrivata una telefonata dal Chievo: Che ci dite di questo Shechter che abbiamo visto in Austria?. Gli spioni si son messi al lavoro. Domande in giro, qualche appostamento, tanto archivio. Pi qualche trucchetto che non possiamo rivelare. Hanno spedito a Verona undici pagine di dossier. Su quel che Shechter ha nel corpo - le prestazioni, i punti deboli (dolori alla spalla sinistra), gli infortuni (menisco) - e su quel che ha in testa: Un atteggiamento che spesso irrita i compagni pi anziani negli spogliatoi, Non ama molto il gruppo, Ha un forte sentimento d' identit religiosa che lo porta ad atti d' esibizionismo... Quanto bastato a sconsigliare l' acquisto. Le barbefinte lavorano sodo. Dodici nella sede centrale, una quarantina sparse per il mondo, pi gl' informatori pagati a velina. Resnik faceva la sicurezza d' una banca, poi ha trovato qualche socio che ha creduto nell' idea: Non possiamo permetterci errori. A volte scopriamo cose che poi diventano di pubblico dominio. Guardi qui: uno del campionato svedese. Oggi lo sanno tutti che ha problemi d' alcol e picchia la moglie, perch la faccenda finita sui giornali, ma c' stato qualcuno che prima ha dovuto scoprirlo.... Quel qualcuno, all' Im-Scouting, gente che ha lavorato anni nell' intelligence militare israeliana e non considera la privacy un ostacolo: Facciamo cose che i club non possono permettersi - dice Zac Ezrati, che nell' esercito s' occupava di telecomunicazioni e ora cura il settore italiano -. Mi viene in mente quando un club greco ci ha chiesto notizie su Mozart, del Livorno, e alla fine ha deciso che costava troppo. O Pablo Hernandez, che dopo il nostro report fu scartato alle selezioni per una squadra inglese.... Non roba per grandi club, lo spionaggio israeliano. Ogni squadra ha cinque-sei giocatori che vorrebbe tenere d' occhio da vicino. Ma sapere costa: da noi vengono le societ medio-piccole che non hanno grandi reti di
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controllo.... Sul tavolo di Reznik, ci sono dossier stampati apposta: Mario Balotelli (Uno che si caccia nei guai), Adrian Mutu, con la parola cocaina gi alla nona riga. Informazioni generiche, nessuno ci ha mai chiesto un lavoro specifico su di loro. C' anche una cartelletta su Felipe Melo. Troppo aggressivo e irresponsabile, si legge. Reznik ride. Questo in effetti non un gran segreto, e per saperlo non c' era bisogno di pagare: bastava guardarlo l' altro giorno, in campo contro il Parma. Quanto ci costa lo standby - di Andrea Bertaglio - 10/01/2011 - Fonte: Movimento per la Decrescita Felice. Televisori, computer e videogiochi consumano anche da spenti. E tanto. In modalit standby pesano sulla bolletta elettrica per almeno 50-60 euro allanno, ma la lucina rossa lasciata accesa pu costare a una famiglia anche 250 euro. A rivelarlo unindagine del Politecnico di Milano. Un elettrodomestico su tre di quelli in vendita gi superato dalle normative, e gli altri lo saranno fra un paio danni. Cos lievitano le bollette, ma anche le emissioni di CO2. Uno spreco ogni anno di 43 terawattora, l11% di tutta lelettricit prodotta nel vecchio continente. Per intenderci, lequivalente dellenergia fornita da 8 grandi centrali termoelettriche. Basterebbe staccare la spina per evitare, in Europa, di sprecare un miliardo di euro, scongiurando lemissione di oltre 3.5 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Lo studio, inserito nel programma europeo Selina ed effettuato dal gruppo di ricerca eERG del polo universitario milanese su 6 mila prodotti in vendita nei Paesi europei, monitorati per otto mesi, ha rivelato come oltre il 30% non rispetti ancora le nuove norme relative agli standby. Molti elettrodomestici che popolano gli scaffali di negozi e supermercati presentano ancora le stesse caratteristiche energivore di quelli di vecchia concezione: hanno una potenza assorbita, in standby, di oltre 3 watt, contro gli 1-2 consentiti dalla direttiva europea del gennaio 2010, soglia da dimezzare ulteriormente entro il 2013. Gli elettrodomestici pi voraci, da fermi, sono fotocopiatrici e stampanti laser, decoder della tv digitale, router per internet, televisori e, soprattutto, videogiochi e macchinette del caff. Ma anche forni, impianti stereo e caricabatterie dei cellulari. Apparecchiature che, se costantemente attaccate alla presa della corrente, possono sprecare fino al 95% dellenergia che assorbono. I peggiori elettrodomestici in assoluto sono i videogame di ultima generazione come Playstation 3 e X-box che, secondo il mensile australiano dei consumatori Choice, anche da spenti consumano dalle 3 alle 5 volte pi di un frigorifero. Una caratteristica, quella delle console, che a un costo medio di 0,15 euro a kWh pu portare a una inutile spesa annua di 250 euro. Ci sono poi i nuovi modelli di tv a grande schermo che in molti casi si devono lasciare in standby per forza, visto che manca il classico pulsante di spegnimento: arrivano a consumare il triplo rispetto a un televisore tradizionale, vale a dire che in un anno usano la stessa energia che farebbe funzionare cinque lavatrici di nuova generazione. Quanto alla musica, chi ama i set di casse per lhome theatre deve mettere in conto 15 euro in pi allanno, per un consumo in standby di oltre 98 kWh. Brutte notizie anche per chi non vuole mai staccare il computer: lasciarlo acceso 24 ore al giorno pu costare 130 euro lanno, cui se ne aggiungono altri 20 se si lasciano accese le casse e 43 se non si spegne il monitor Lcd (a cristalli liquidi). Proprio le casse acustiche di bassa frequenza (subwoofer) sono messe sotto accusa dal sito di Legambiente Viviconstile. Fa sprecare energia qualsiasi apparecchiatura elettrica che abbiamo in casa: fornelli, purificatori daria e condizionatori, tostapane, forni a microonde, spazzolini elettrici. Tutti prodotti che, non smetteno di assorbire elettricit nemmeno da spenti. LItalia non ha fatto nulla per favorire ladozione della direttiva, dichiara Andrea Poggio, vicedirettore di Legambiente: Sta quindi ai consumatori fare attenzione, leggere bene le etichette e chiedere informazioni al negoziante di fiducia per non farsi rifilare vecchi apparecchi. Per quelli che abbiamo gi in casa, invece, Poggio fornisce un consiglio semplice: Basta acquistare una bella ciabatta dotata di interruttore e ricordarsi di spegnerla. Attenzione dunque alletichetta energetica, oggi presente su quasi tutti i grandi elettrodomestici bianchi, cio quelli per la cucina. Una semplice indicazione che comprende anche i consumi da spenti, e che ha gi dirottato molti acquisti verso le classi di massimo risparmio. Per gli elettrodomestici neri (impianti stereo, televisori e computer), che invece non hanno lindicazione obbligatoria dei consumi complessivi, se si vuole risparmiare meglio scegliere i prodotti di quelle marche che, volontariamente, adottano standard di efficienza energetica. Ma attenzione agli acquisti affrettati e agli sconti apparenti, avverte Poggio: Un risparmio al momento dellacquisto potrebbe poi far lievitare le bollette. Per orientarsi, utile consultare i prontuari messi a disposizione da siti come Viviconstile.org o TopTen, creati proprio con lintento di aiutare i consumatori a limitare i danni, ambientali ed economici, provocati dai divoratori di elettricit spesso travestiti da ottimo affare.

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Dove sbaglia la medicina moderna - di Marcello Foa - 10/01/2011 - Fonte: il giornale. Scusate, non resisto e propongo una riflessione su un tema salute e medicina che di solito non affronto. Riflessione che non mia, ma di un medico straordinario che ho avuto il privilegio di conoscere recentemente. Si chiama Maurizio Grandi, un oncologo di valore internazionale eppure praticamente sconosciuto in Italia, che sta ottenendo risultati straordinari nella lotta ai tumori. Sostiene che i tumori non posso essere sconfitti se non si cura anche lanima del paziente . E nella lotta contro il male del secolo non si avvale solo delle terapie come la chemio e la radio terapia, ma va oltre, soprattutto quando sembra non esserci pi speranza. Stabilisce unalleanza terapeutica, usa cure come la fitoterapia, la regenoterapia, la medicina tradizionale che non hanno alcun legame apparente con loncologia. Attribuisce grande importanza ai sensi e alla relazione con il paziente. In breve: Maurizio Grandi ribalta lapproccio della medicina moderna che tende a privilegiare lapproccio seriale e statistico, come se gli i pazienti fossero tutti uguali . E convinto che il grande medico quello che sa affidarsi al proprio intuito, che ha la mente aperta, che stabilisce un rapporto esclusivo con il paziente, nella consapevolezza che ognuno di noi diverso. In questo articolo spiego nel dettaglio la personalit e lapproccio di questo medico di straordinaria umilt e di grande fascino. E mi chiedo: Grandi ha ragione? La medicina moderna, pur scientificamente molto avanzata, sta mostrando il suo limite, diventando arida e per questo meno efficace di quanto potrebbe?Da profano sono tentato di rispondere di s L'apoteosi della Dea Ragione - di Massimiliano Viviani - 10/01/2011 - Fonte: movimentozero. E' una di quelle notizie che passano in secondo piano, riprese dai media quel tanto che basta per adempiere al loro dovere, non pubblicizzate n strombazzate ai quattro venti, non tanto per via della loro scarsa importanza ma proprio perch, incarnando in modo perfetto il dogma imperante, sono destinate a penetrare in modo inesorabile e definitivo nella vita di ogni uomo, trasformandola probabilmente per sempre. Si tratta nel caso specifico della possibilit -concessa all'uomo dalla tecnologia dell'ultima generazione- di agire nel mondo circostante per mezzo esclusivo del pensiero: navigare in internet, spostare oggetti, comunicare con la sola facolt della mente, senza muovere nemmeno un braccio, una mano, un solo muscolo. Forse il coronamento di un sogno atavico dell'uomo, come volare; ma all'interno di una chiave -quella tecnico/scientifica- che puntualmente ribalta come un guanto ogni possibilit che concretizza, sicch l'uomo, da artefice, diventa servo. E' inutile dire che tale scoperta ci viene presentata come un'opportunit per fare cose che prima non si potevano fare, come per esempio risparmiare la fatica di muovere i muscoli, come se i muscoli l'uomo ce li avesse per evitare di usarli -salvo poi magari utilizzarli in modo pi "razionale" in palestre attrezzate per compiere movimenti con macchinari studiati da ingegneri esperti della motricit muscolare umana. In realt un simile balzo in avanti sarebbe una conferma ulteriore di quanto i critici della scienza sostengono da tempo, ossia che i prodigi della scienza e della tecnica sono in linea solo con le proprie premesse e non con i veri bisogni dell'uomo. La scienza stata in grado di portare l'uomo sulla luna ma non stata ancora in grado di sconfiggere la fame nel mondo o peggio ancora di diminuire l'infelicit umana, anzi, ne ha creata di pi. Perch la conquista della luna non ha aggiunto niente alla vita dell'uomo, cos come non ne aggiunger la telecinesi tecnica: aggiunger solo potenza alla scienza stessa, perch i suoi trionfi sono autocelebrativi.La scienza non fatta per conoscere il mondo ma per celebrare la propria potenza: come ben dice Giuseppe Sermonti, la scienza dovrebbe offrire all'uomo l'opportunit di "conoscere lo scheletro del mondo, e non di trasformare il mondo in uno scheletro". La realt moderna destinata a confermare sempre di pi la considerazione nietschiana del mondo diventato favola. La realt assume i contorni di una fiaba tragica, in cui il mondo intorno all'uomo -cose, oggetti- si muove senza all'apparenza essere toccato. La sensibilit invertita, patologica dell'uomo moderno lo porta a credere che un mondo dove le cose che dovrebbero stare ferme si muovono, azionate non dai muscoli -come dovrebbe essere- ma dalla mente, sia un passo in avanti. Ma "in avanti" dove? Probabilmente verso il punto dove la natura si annuller, cancellata e sostituita dalla razionalit, astratta, unica, universale. E a ben vedere, la realizzazione di questa invenzione -l'azione diretta del pensiero- gi segna il trionfo di tale razionalit, perch siamo di fronte al caso in cui le facolt collegate alla ragione influiscono direttamente sulla materia . Forse arriveremo un giorno a un essere immobilizzato e muto che non richieder pi nemmeno di muoversi e di parlare, perch sar la ragione stessa a compiere queste obsolete funzioni. In realt possiamo giungere a considerazioni pi profonde. Alla base di queste trovate c' l'atteggiamento
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tipico della scienza di andare avanti a oltranza nelle scoperte solo perch si pu andare avanti. Ma alla base della loro applicazione indiscriminata nella vita quotidiana sta la concezione tipicamente moderna che la fatica deve essere evitata e che la vita fatta di comodit e piaceri. Invece al contrario la vita dell'uomo fatta per confrontarsi con gli ostacoli, per mettersi alla prova. Ma con il mondo naturale, non con un mondo artificiale. Non con il computer che si impalla e i tecnici che non escono perch oberati di lavoro. Non con una tecnologia alienante, con una normativa assurda o con un'economia paranoica. L'uomo riconosce l'ostacolo naturale e quello artificiale : il primo genera fratellanza, coraggio e determinazione, il secondo stress, ansia e frustrazione. La vita fatta per arrivare stanchi a sera, ma non andando in palestra, bens grazie all'azione sul mondo circostante. E qui torneremmo alla funzione della macchina industriale che priva l'uomo della fatica naturale in nome di un'alienazione profonda. Perch alla fine sempre alla natura che dobbiamo rimetterci: in fondo noi conosciamo i frigo e i computer, le normative e i dati statistici, ma della natura e della vita dell'uomo, di ci che sta dietro agli eventi e del fine ultimo della nostra esistenza, che sono le cose che veramente contano, non conosciamo nulla, e ogni volta che vi mettiamo mano per migliorarvi, creiamo solo disastri peggiori. Chi semina vento, raccoglie sognatori - di Davide Stasi - 10/01/2011 - Fonte: il ribelle Riguardo alla strage in Arizona sbaglia sia chi parla di terrorismo, sia chi riduce tutto alla follia individuale. Ignorando, in questo modo, la crescente violenza del Potere Gli investigatori americani hanno dato quasi subito per scontato che latto omicida di Jared Lee Loughner avesse una matrice politica. Il giovane, com noto, ha fatto irruzione in un incontro-comizio che la deputata democratica Gabrielle Giffords stava tenendo a Tucson, Arizona, sparando contro la stessa Giffords, membri del suo staff e altri sostenitori presenti. Bilancio: 6 morti e 13 feriti. La Giffords, data tra le vittime sulle prime, attualmente sta lottando per la vita. miracolosamente cosciente, bench il proiettile le abbia trapassato il cervello. La natura politica del crimine, immediatamente bollato come terroristico, mano a mano che emergono informazioni sullomicida, perde rilevanza, configurandosi pi come una questione contestuale che non come un movente vero e proprio. Loughner viene descritto come instabile, anche se unanalisi dei video da lui caricati sul suo canale Youtube potrebbe indurre a una diagnosi pi netta di pazzia conclamata. Il giovane ha certamente un ampio numero di frustrazioni e ossessioni, probabilmente radicalizzate da alcune esperienze negative vissute a scuola, da cui stato allontanato, e nellesercito, che gli ha respinto la domanda di arruolamento. I suoi messaggi sono angoscianti, si muovono su delle specie di sillogismi da cui emergono lossessione per unanuova moneta e per la manipolazione della grammatica inglese con cui lattuale governo fa il lavaggio del cervello alla popolazione. Un intero video dedicato a fare i pezzi il sistema dellistruzione USA, giudicato incostituzionale, e altrove si dileggiano le procedure di ammissione allesercito, alludendo ancora a forme di persuasione occulta. Una particolarit decisamente insolita il riferimento ricorrente al conscience dreaming, traducibile come sogno cosciente. Attivit che Loughner definisce come la sua preferita. Altrove afferma di essere un sonnambulo che ha tolto lallarme alla sveglia . Ma soprattutto, il 15 dicembre, annuncia profeticamente: tra pochi giorni avrete la prova che sono un sognatore cosciente . Le sue parole sono un guazzabuglio di lucidit e delirio, che mescolano ripetizioni ossessive volutamente sgrammaticate a un uso appropriato di espressioni latine e a riflessioni sul debito pubblico americano. Una psiche oscillante tra consapevolezza e instabilit. Ma cosa ha armato la mano di un giovane con questi presupposti psichiatrici? I media si sono concentrati sul suo ultimo video dove, travestito, brucia una bandiera americana, e su alcune sue letture, tra cui il Mein Kampf, assunto con bieco conformismo come segnale di deviazione politico-sociale. Pochi hanno segnalato che tra le sue letture favorite c anche il Manifesto del Partito Comunista, nonch il Siddharta di Hermann Hesse. La verit che Loughner vissuto in un contesto politico che si imbarbarito. Alle ultime elezioni, i repubblicani, e soprattutto la loro avanguardia del Tea Party, si sono distinti per eccessi verbali e comportamenti che possono ispirare persone rese fragili dal sistema a comportarsi coerentemente con le predicazioni ascoltate. E proprio dal Tea Party erano venuti ferocissimi attacchi al progressismo della democratica Giffords. Se, quindi, nellatto di Loughner prevalgono gli aspetti psichiatrici, innegabile che quelli politici abbiano avuto un loro peso. Di fatto, costituiscono il contesto nel quale la devianza del giovane ha trovato la sua espressione. Folle per un verso. Coerente per laltro. I toni del confronto politico si stanno esacerbando ovunque, non solo negliUSA. Anche in Italia abbiamo molti esempi: dallastuzia viscida e mediatica di un Sallusti, alle predicazioni becere di Radio Padania (ora ascoltabili, per la loro gioia, anche dai cittadini del Salento), passando per le finte ingenuit, in realt complici, di unopposizione fantasma. Accade sempre cos quando le fondamenta di un sistema economico entrano in una crisi gravissima come quella attuale. I vari poteri e i loro rappresentanti hanno
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abbandonato da tempo la via della sobriet o della contrapposizione corretta tra avversari. Oggi, con sempre pi ferocia si contendono la poca carne rimasta attaccata allosso, o tentano di scaricare altrove le proprie responsabilit. Uno dei mezzi preferiti la retorica violenta e semplificata, dotata di un tale appeal da mettere facilmente radici nel disagio popolare, per fiorire magari sotto forma di qualche sognatore cosciente, che prima o poi finisce per decidere di mettere in pratica ci che i suoi leader vanno predicando. La Cina assorbe il nostro debito: si sta comprando lEuropa - di Giorgio Cattaneo - 10/01/2011 Fonte: libreidee Il sorpasso vicino. Nel grande portafoglio cinese, gonfio di contratti tedeschi e spagnoli appena firmati dal vicepremier Li Keqiang, presto saranno custoditi pi bond europei che titoli di Stato americani. Lo stock del debitopubblico europeo in mani cinesi oggi sarebbe pari a circa 630 miliardi di euro. Leuro e i mercati finanziari europei afferma il presidente della Banca Popolare cinese, Gang Yi sono e saranno uno dei settori di investimento pi importanti per le riserve cinesi in valuta estera. Affari e politica, una contabilit doppia: la Cina assorbe il debitoe in cambio acquista aziende e tecnologia. Ultimo caso, la Spagna: da una parte intese commerciali per un controvalore di 7,3 miliardi di euro, dallaltra limpegno di Pechino a sottoscrivere titoli di Stato iberici per circa 6 miliardi di euro. E laccordo con Zapatero solo linizio, scrivono Marco Del Corona e Giuseppe Sarcina sul Corriere della Sera. Da settimane, a Lisbona non si fa che parlare di un soccorso cinese a sostegno della traballante finanza pubblica portoghese. E nei mesi scorsi lintervento di Pechino ha sicuramente dato una mano a tenere in piedi la Grecia. E subito dopo, l Irlanda. Certo, le mosse degli investitori cinesi diventano visibili solo quando c burrasca sui mercati, ma sarebbe fuorviante pensare che a Pechino interessino solo i titoli europei pi scalcagnati (o se si preferisce i junk bond della finanza mondiale). Financial Times e La Tribune confermano: il debitoeuropeo sorretto dalla Cina ammonta a 819 miliardi di dollari, contro i 910 dei titoli statunitensi controllati da Pechino, tra riserve dirette e fondi sovrani. Ora, scrivono Del Corona e Sarcina, i segnali che ormai da mesi arrivano dal grande Paese orientale sono inequivocabili: vendere bond americani e comprare altro, anche titoli di Stato europei. I numeri dicono che nel portafoglio del Dragone cominciano a essere rappresentate tutte le emissioni disponibili, compresi quindi i buoni del Tesoro della Repubblica federale tedesca o della Repubblica francese. Visto da Pechino, questo lavoro di conversione riguarda solo una parte della liquidit cinese, che rimane in parte prevalente parcheggiata in dollari. Come spiega al Corriere leconomista Wang Yuanlong, non saranno mai cifre enormi: quello di Pechino un gesto che dar comunque fiducia all economia europea. Unipotetica scomparsa della moneta comune, aggiunge Wang, sarebbe contro gli interessi cinesi: Significherebbe tornare al dollaro come unica moneta di riferimento, mentre il presidente Hu Jintao ripete che Pechino punta a una riforma del sistema monetario globale. Dunque, sostenere leuro e l Europa nel triplice interesse della Cina, dellUnione Europea e della comunit internazionale. Una rappresentazione plastica di questo triplice interesse si vista venerd scorso a Berlino, dove Li Keqiang stato vezzeggiato dai leader delle pi importanti multinazionali tedesche, e quindi europee: Volkswagen, Daimler Benz, Siemens, Basf, Bayer, Deutsche Bank, con cui sono stati firmati protocolli commerciali per 8,7 miliardi di euro. La Germania ha pi bisogno dei mercati, che dei soldi cinesi, scrivono Del Corona e Sarcina, ma per la cancelliera Angela Merkel la spugna orientale pu diventare decisiva per prosciugare il debito di vari Paesi dellUnione Europea che sta mettendo a rischio la stabilit delleuro. Il dividendo economico incassato dal governo cinese sar molto alto e probabilmente porter ad avvicinare i flussi di capitali industriali in entrata e in uscita. Secondo le cifre fornite dal viceministro Xu Xianping, gli investimenti diretti dellEuropa in Cina, alla fine del 2009, erano pari a 6,8 miliardi di euro. Il flusso inverso (dalla Cina verso lEuropa) si fermava invece a quota 6,8 miliardi di dollari: un decimo. E con 1.400 imprese cinesi, precisa Xu Xianping, che danno lavoro a circa 15.000 dipendenti locali. Uno studio dellistituto britannico Chatham House, prosegue il Corriere, segnala che il 50% delle risorse cinesi prende la strada di Gran Bretagna e Germania (lItalia assorbe una quota pari al 4%). Ma da tempo Pechino sta allargando il compasso e ora molto difficile tenere il conto delle ultime iniziative. La pi clamorosa forse laffare Volvo. La casa automobilistica svedese stata ceduta dalla Ford al prezzo di 1,8 miliardi di dollari alla cinese Geely. In Svizzera gi nel 2009 c stata lacquisizione della Addax Petroleum Corporation da parte del gruppo petrolifero Sinopec per 7,2 miliardi di dollari. In Grecia la Cosco, il pi grande gruppo di trasporto marittimo cinese e fra i pi grandi al mondo, sta costruendo un terminal per navi transoceaniche al Pireo, il porto di Atene. In Irlanda dovrebbe essere approvato il piano per insediare un distretto manifatturiero cinese nel centro del Paese, ad Athlone: un investimento di 50 milioni di euro.
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Simile il progetto di un parco industriale formato da piccole e medie imprese orientali a Chateauroux, cento chilometri a sud di Parigi. Mezza Bulgaria, dalla strade alle telecomunicazioni, dovrebbe essere sistemata dalle multinazionali di Pechino, come la Huawei. In Italia, infine, Cina non significa solo il tessile low cost di Prato, i centri massaggi di Milano o le bancarelle dei mercati rionali. Societ cinesi sono gi leader nel solare, aumentano il loro peso specifico nella farmaceutica, nella cantieristica in altri settori con discreto contenuto tecnologico. La Quianjiang ha comprato le moto Benelli, la Haier i frigoriferi Meneghetti (Padova) e poi si insediata nel distretto di Varese, la Zoomlion ha rilevato la Cifa (macchine utensili per ledilizia). Si potrebbe continuare per ore, basterebbe riferire del pellegrinaggio allExpo di Shanghai intrapreso da tutti i governi europei, in cerca di investimenti cinesi da riportare a casa. Con la sua economia avanzata e fortemente integrata sullintero continente, l Europa certo un teatro privilegiato dellespansione cinese, ma in un contesto allargato a tutto il mondo, Mare Artico compreso. Non un caso se tra le dieci operazioni cinesi allestero nel 2010 (acquisizioni o fusioni) solo due siano europee: la Volvo appunto (quarta in classifica per importanza), preceduta dalla conquista dellaustraliana Arrow Energy a opera dellalleanza tra PetroChina e lolandese Shell, per 3,1 miliardi di dollari. Al primo posto della lista, compilata dallagenzia ufficiale Xinhua, figura lacquisizione di ununit brasiliana della madrilena Repsol da parte del colosso petrolifero pubblico Sinopec (7 miliardi di dollari), al secondo posto lacquisto di quote dellazienda energetica argentina Bridas Gli sviluppisti sono gli attentatori del nostro futuro e di quello dei nostri figli - di Giulietto Chiesa - 10/01/2011 - Fonte: megachip. Giulietto Chiesa risponde a una lettrice sulla questione consumatissima del "destra-sinistra" e delle speranze ancora riposte sullo "sviluppo" mentre la tempesta in arrivo. Caro Giulietto, Vorrei sollevare un paio di obiezioni, o almeno di perplessit. 1) il fatto di prendere pi che giustamente le distanze dalle forze politiche attuali e da quelle storiche che hanno rappresentato la destra e la sinistra, anche se tra queste e quelle le differenze sono abissali, porterebbe a non voler pi riconoscere una collocazione di sinistra. Ma la visione culturale e soprattutto i riferimenti sociali e gli obiettivi che vengono enunciati non mi sembrano, per cos dire, bipartisan, ma chiaramente di sinistra, se pure eretica (ma la sinistra ormai almeno da alcuni decenni ha per fortuna abbandonato l'idea dell'ortodossia). e non mi sembra che negarlo possa contribuire a fare pi che chiarezza, pi del proposito di rifondare la sinistra, criticandone le versioni passate o vigenti. 2) l'idea della decrescita mi sembra difficile da portare avanti soprattutto in una societ liberista come l'attuale, ma anche in generale, senza far ricadere delle conseguenze pesantissime principalmente sulle persone che vivono del proprio lavoro, quindi sulla maggioranza della popolazione. Per non sono sicura di cosa si voglia intendere per decrescita. A mio avviso occorrerebbe riuscire ad attuare politiche di sviluppo economico, diversamente da quel che fa Tremonti, puntando su uno sviluppo che porti ad aumentare i posti di lavoro e la creazione di reddito non a danno delle risorse e dell'ambiente, ma proprio puntando sulle energie e le materie rinnovabili, sul riutilizzo, sul riciclo, anche se dovesse rivelarsi pi costoso, sul recupero edilizio e ambientale e poi sul mantenimento dinamico degli obiettivi raggiunti, nonch sullo sviluppo dei servizi. Non d'accordo? [...] Gentile Silvia, ancora con il tema della sinistra? Purtroppo temo che dovremo rispondere, su questa domanda, ancora decine di volte. Ma capisco che inevitabile, quindi mi accingo a tentare una pi precisa spiegazione. Intanto, primo punto. Lei ritiene che questo programma nostro, di Alternativa, sia "di sinistra". Se questo le pare, e lei "di sinistra", aderisca, prenda la tessera, e venga a lavorare con noi. Dove sta il problema? Non vedo il problema. Noi - io prima di tutti perch l'ho proposto - ritengo che qualificare questo movimento come "di sinistra" sia operazione suicida. Basterebbe guardarsi intorno per capire che tutta una generazione non sa neppure cosa significhi essere di sinistra. Non lo sa perch la sinistra non l'ha mai incontrata sul suo portone di casa, nel suo quartiere, ma - quando l'ha vista - l'ha vista in tv. E, quando l'ha sentita, l'ha sentita dire cose o incomprensibili, o orrende. E, per quel poco che ne sa, non ne pensa affatto bene. Infatti non la vota e, perfino, piuttosto che votarla, si astiene.
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Alla luce di questi dati, assolutamente incontestabili, sono io che le chiedo perch mai dovrei andare in giro a sbandierare bandiere che sono state da tempo gettate nel fango, tradite, svendute? Se questa la sinistra (e purtroppo questo pensa la gente) allora io non sono di sinistra. E ci tengo a rimarcarlo. Lo dico, per altro, da parecchio tempo; dal tempo in cui candidandomi al Parlamento Europeo, nel 2004, scrissi un libretto che era appunto intitolato "Invece di questa sinistra". Ma c' di pi. E di peggio. Lei, infatti, crede che il programma di Alternativa sia "di sinistra" e poi ci propone, appunto, l'idea della sinistra, che opposta al programma di Alternativa. Dove? Dove parla, e ripete, che bisogna porsi il problema dello sviluppo. Per ben tre volte, nella sua lettera, la parola sviluppo s'impone da sola al centro del suo ragionamento. Cos, con le sue stesse parole, lei dimostra che la sinistra, con lei, "sviluppista". Certo un tantino diversamente dallo sviluppismo di Wall Street, ma sempre sviluppista , e rimane, e non si schioda da questa posizione. Ora il problema tutto qui. Gli sviluppisti sono gli attentatori del nostro futuro e di quello dei nostri figli. Capisco che lei non come D'Alema, Veltroni, e tutta questa risma: loro hanno saltato il fosso e sono passati dalla parte delle banche d'investimento, hanno fatto le guerre - e le fanno - in loro nome e per loro conto. Ma lei sembra non vedere che tutto questo prodotto di una tremenda illusione, che ora si ritorce direttamente contro i lavoratori italiani, dopo che per due decenni essi sono stati depredati dei loro redditi, con i governi di centro-sinistra non meno che con quelli di centro destra. Veda quanto sta accadendo a Torino e a Pomigliano, in queste ore. Con i dirigenti del PD torinese (e non solo) che appoggiano la FIAT mentre cancella i diritti sindacali degli operai. Questa appunto, la sinistra sviluppista dove lei si colloca. Noi non siamo l, siamo da un'altra parte. Infatti ecco la differenza. Lei - come tutta la sinistra italiana, ed europea - non ha capito cosa sta succedendo. Lei pensa che noi proponiamo un "programma di decrescita", e pensa che noi faremmo ricadere sui lavoratori "conseguenze gravissime". Io invece penso che la decrescita gi cominciata, e non l'abbiamo proposta noi, che ancora non contiamo niente. La decrescita il risultato della fine dello sviluppo. Che , in tutto l'Occidente, un dato di fatto. La decrescita il risultato dello sviluppo capitalistico forsennato, del consumismo irrefrenabile, che adesso si ferma per una lunga serie di crisi strutturali (climatica, energetica, finanziaria, dell'acqua, della crescita demografica, delle sperequazioni di reddito ormai mostruose). La crescita non solo non ci sar pi (anche se tutti, da Berlusconi a Bersani a Napolitano le dicono e le diranno che domani si ricomincia a crescere), ma la decrescita diventer tanto pi drammatica quanto pi gl'irresponsabili (inclusa la sinistra) continueranno a raccontare alla gente che la decrescita non c' o transitoria. Non siamo noi, con la nostra analisi e le nostre proposte, che rovesciamo sui lavoratori conseguenze gravissime. Sono loro, inclusa la sinistra. Che, dunque, dobbiamo combattere. Invece si deve dire alla gente il contrario: che siamo arrivati al capolinea del capitalismo e della democrazia, e adesso si comincia a ballare in mare aperto, e bisogna cominciare, per questo, a difenderci, difendendo il territorio, la natura, il clima, i nostri soldi e i nostri redditi, la nostra salute e la nostra vita. C' un principio della fisica che la sinistra non ancora stata capace di riconoscere (che equivale a non riconoscere l'esistenza della legge di gravit). Questo principio suona cos: uno sviluppo indefinito in un sistema finito di risorse impossibile. Noi viviamo sopra un sistema finito, che il nostro pianeta. Sa cosa c' di nuovo sotto il sole? Che per gli ultimi duecento anni noi non ce ne siamo accorti. Adesso cominciamo a vederlo con i nostri occhi, perch sono apparsi i "limiti allo sviluppo". Si legga con attenzione i nostri documenti e vedr che le cose sono piuttosto diverse da come lei se le figura. Noi proponiamo di costruire un "programma di transizione" a una nuova societ, che non pu prevedere questo sviluppo, perch equivarrebbe a proporre l'impossibile a milioni di lavoratori. Cio a ingannarli. Cosa fare, come fare? Tutto dipende da dove si vuole partire. Partendo dallo sviluppo che c' stato si andr alla catastrofe, e su questo dubbi non ce ne possono essere. Noi partiamo dalla costruzione di un nuovo modo di vivere, di lavorare, di consumare, di organizzare la vita della gente, con la partecipazione della gente, a tutti i livelli, con la democrazia e la Costituzione, che deve essere attuata ancora. C' un solo modo di crescere, quello capitalistico? Se lei lo pensa, allora si metta il cuore in pace e prepari per i suoi figli, finch in tempo e se ne ha i mezzi, un solido rifugio. Perch la tempesta in arrivo. Noi pensiamo che, invece di rifugi, si debba costruire una societ umana, dove al posto della concorrenza si metta la parola solidariet. Vedr che, se riusciremo a prevalere, si vivr meglio. Certo con meno
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gadget nelle nostre tasche, ma anche, per esempio, con meno metalli nei tessuti del nostro corpo, e meno veleni nei nostri polmoni. Cordiali saluti e buona fortuna, Il Corridoio di Danzica fu creato dagli Alleati proprio per rendere inevitabile un nuovo conflitto? - di Francesco Lamendola - 10/01/2011 - Fonte: Arianna Editrice. Mourir pour Dantzig? (Morire per Danzica?), si chiedeva, decisamente perplesso, il politico francese Marcel Dat, in un articolo apparso il 4 maggio 19139 sul giornale LOeuvre: e il suo dubbio era anche il dubbio di una intera generazione europea. Danzica era una citt largamente tedesca, sebbene i sobborghi e i dintorni avessero anche una popolazione slava (Polacchi e Casciubi) e sebbene larchitettura fosse, in realt, di impronta olandese, dovuta alla numerosa colonia di immigrati dai Paesi Bassi che vi si stabilirono al tempo in cui faceva parte della Lega Anseatica. Dopo essere stata a lungo e sanguinosamente contesa, nel Medioevo, fra i re di Polonia e i Cavalieri dellOrdine Teutonico, anche a causa della sua posizione strategica presso la foce della Vistola, che ne faceva una via commerciale privilegiata fra lEuropa centro-orientale e il Mar Baltico, nel 1793 (allepoca della seconda spartizione della Polonia) venne definitivamente annessa alla Prussia, nonostante che i suoi abitanti - un po come avevano fatto i Triestini nei confronti di Venezia - avessero cercato a lungo di mantenere la propria indipendenza. Al termine della prima guerra mondiale, il 28 giugno 1919, con il Trattato di Versailles le potenze vincitrici istituirono la Citt Libera di Danzica, governata da un commissario nominato dalla Societ delle Nazioni, allo scopo di dare alla Polonia il desiderato sbocco al mare, mediante il cosiddetto corridoio polacco. Si trattava, comunque, di una palese finzione giuridica, poich la citt si trovava, de facto, sotto il controllo della Polonia; la quale, oltre alla unione doganale con Danzica, possedeva anche la Westerplatte cittadina, adibita a base militare. Solo il 6 marzo 1932 (quando Hitler non era ancora andato al potere) essa dovette rinunziare al controllo di Danzica, conservando in compenso il porto di Gdynia (Gdingen in tedesco). Gdynia, che si trova ad appena 25 km. da Danzica, era stata, fino al 1914, un insignificante villaggio di pescatori, con una popolazione di appena 1.000 abitanti; ma dopo la guerra il governo polacco volle farne un grandioso porto militare. Vennero utilizzati investimenti stranieri e venne favorita una massiccia immigrazione dallinterno, tanto che, nel 1939, Gdynia aveva ormai una popolazione di ben 100.000 abitanti, ovviamente tutti polacchi. Intanto i Tedeschi di Danzica non facevano mistero del loro desiderio di riunirsi alla madrepatria tedesca: e anche qui sorge spontaneo un parallelo con la situazione di Fiume dopo la prima guerra mondiale; con la differenza che il corridoio e lo status di citt libera per Danzica creavano una discontinuit territoriale fra la Prussia Orientale e il resto della Germania, discontinuit che non esisteva nel caso di Fiume rispetto allItalia. A dire il vero, non esisteva nulla di simile in alcun Paese al mondo, almeno nel XX secolo, se si fa eccezione per lassurda situazione di Panama, uno Stato che gli Stati Uniti dAmerica avevano creato dal nulla, fomentando una secessione dalla Colombia, al solo scopo di assicurarsi il possesso della Zona del Canale, che tagliava in due la neonata repubblica (1903). Infatti, quando il presidente Theodor Roosevelt aveva concepito lidea di assicurare al proprio Paese il controllo del futuro Canale fra lAtlantico e il Pacifico, il governo della Colombia, cui apparteneva la regione dellIstmo, non aveva voluto cederne il controllo ad un consorzio nordamericano, rifiutandosi di ratificare il trattato del 1901, che avrebbe assegnato agli Stati Uniti non solo la costruzione del canale, ma anche la sua gestione, per un periodo di ben 100 anni. Per inciso, lesclusiva sovranit americana sulla Zona del Canale (con tanto di francobolli propri e con il dollaro come moneta ufficiale), rafforzata dalla presenza di basi militari e di ingenti forze navali, aeree e terrestri, terminata solo nel 1979, per essere sostituita da una ventennale amministrazione congiunta statunitense e panamense; finch, nel 1999, la Zona del Canale tornata a far parte integrante della Repubblica di Panama. Intanto, per, la Colombia, pur restando lunico Stato sudamericano bioceanico (si affaccia, infatti, sia sullOceano Atlantico che su Pacifico), rimasta esclusa da questa fondamentale area strategica e niente e nessuno potranno risarcirla del danno subito e della evidente forzatura nordamericana che presiedette alla nascita della Repubblica di Panama; la quale, guarda caso, appena nata con la secessione dal governo di Bogot, si era affrettata a riconoscere tutti i diritti sul futuro canale ai suoi poco disinteressati protettori di Washington.
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Il caso di Danzica, dunque, era un unicum giuridico nel mondo intero e solo lo stato di estrema prostrazione in cui venne a trovarsi la Germania al termine della prima guerra mondiale, accentuato dalle clausole punitive del Trattato di Versailles e specialmente da quelle relative alle cosiddette riparazioni economiche, rese possibile il crearsi e, in seguito, il protrarsi di una situazione cos paradossale, che di certo nazioni come la Francia o la Gran Bretagna non avrebbero mai tollerato quanto a se stesse. La popolazione di Danzica non smise mai di sentirsi tedesca e lo si vide ripetutamente, nelle elezioni per il governo cittadino; nel maggio del 1933 - dunque poco dopo lascesa al potere di Hitler in Germania - esse furono vinte dai nazionalsocialisti, i quali, ovviamente, cominciarono a chiedere con insistenza il ritorno alla madrepatria. Eppure passarono cinque anni prima che il Fhrer ponesse ufficialmente sul tappeto la questione della sovranit tedesca su Danzica; ci avvenne solo il 24 ottobre del 1938, quando offr alla Polonia, contestualmente, un patto di non aggressione di durata venticinquennale. La proposta venne rinnovata il 21 marzo 1933 (due giorni prima che i Tedeschi, in seguito a un accordo con la Lituania, rientrassero in possesso di Memel) e respinta come la volta precedente. Hitler ne rifer al Reichstag, in un discorso ufficiale del 28 aprile successivo, nei seguenti termini: Considero tuttavia doveroso far presente al Governo di Varsavia che come la Polonia desidera uno sbocco sul mare, cos la Germania ha bisogno di avere accesso alle sue province situate ad Est. Questi sono tutti problemi di difficile soluzione, ma la Germania non ne responsabile; lo sono piuttosto gli impostori di Versailles che con la loro malvagit e avventatezza, hanno piazzato 100 barili di polvere intorno allEuropa muniti di miccia a lenta combustione. Questi problemi non possono essere risolti con ide antiquate ma con nuovi metodi. Lo sbocco al mare della Polonia e una strada Tedesca attraverso il Corridoio, ad esempio, non hanno nessun tipo di rilevanza militare, ma hanno unimportanza esclusivamente economica e psicologica. Assegnare unimportanza militare ad una strada di questo genere significa ignorare completamente la tattica e la strategia militare. In seguito a queste considerazioni ho sottoposto al Governo Polacco le seguenti proposte: 1) Danzica torner a far parte del Reich Tedesco come Citt Libera. 2) Alla Germania dovranno essere concesse una strada ed una ferrovia attraverso il Corridoio aventi entrambe lo status di extraterritorialit come lo stesso Corridoio. In cambio la Germania pronta a: 1) Riconoscere alla Polonia ogni diritto economico su Danzica. 2) Assicurare alla Polonia un porto franco a Danzica con accesso al mare completamente libero. 3) 3) Considerare definitivi gli attuali confini tra la Germania e la Polonia. 4) Concludere con la Polonia un patto di non aggressione della durata di 25 anni, cio oltre la durata della mia vita. 5) Garantire lindipendenza dello Stato Slovacco dalla Germania, dallUngheria e dalla Polonia che in pratica significa la rinuncia ad ogni egemonia Tedesca su questo territorio. Il Governo Polacco ha respinto la mia proposta dichiarando di essere pronti soltanto a: 1) Negoziare la questione relativa alla nomina del sostituto per la carica di Commissario della Societ delle Nazioni. 2) Prendere in considerazione le richieste tedesche relativamente al transito attraverso il Corridoio. Sono profondamente amareggiato da questo incomprensibile atteggiamento del Governo Polacco che da solo non sarebbe cos preoccupante se non fosse accompagnato da un altro fatto ancor pi grave e cio che la Polonia, come la Cecoslovacchia un anno fa, sotto la pressione di una mendace campagna internazionale, ritenga necessario chiamare alle armi le proprie truppe, nonostante la Germania non abbia compiuto finora alcun atto di ostilit nei suoi confronti. una situazione estremamente spiacevole e i posteri un giorno giudicheranno se stato sensato e giusto rifiutare le proposte da me avanzate. Il mio stato un tentativo per risolvere una questione intimamente sentita dal popolo Tedesco, attraverso un compromesso vantaggioso per entrambi i Paesi. Sono assolutamente convinto che in questa situazione la Polonia non sia affatto disposta a dare, ma sia pronta soltanto a ricevere, senza rendersi conto che Danzica non diventer mai Polacca. La presunta intenzione di attaccare da parte della Germania, inventata dalla stampa internazionale, ha spinto il Governo Polacco a sottoscrivere un impegno con lInghilterra in base al quale la Polonia, in determinate circostanze, sarebbe
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obbligata a prendere le armi contro la Germania in caso di conflitto tra la stessa Germania e unaltra qualsiasi Potenza Europea. Questobbligo in netto contrasto con laccordo sottoscritto a suo tempo da me e dal Maresciallo Pilsudski che prevedeva che la Polonia mantenesse inalterati i soli impegni assunti in precedenza con la Francia e dei quali peraltro eravamo a conoscenza. Poi, noto cosa accadde. La Gran Bretagna offr alla Polonia una cambiale in bianco, ossia un patto di alleanza militare che la impegnava ad entrare in guerra al suo fianco, qualora fosse stata aggredita da unaltra potenza: una cosa inaudita per la diplomazia britannica, che mai si era impegnata a quel modo nei confronti di alcuno Stato europeo, nemmeno con la Francia e la Russia, le sue alleate dellIntesa, alla vigilia della prima guerra mondiale. Era avvenuto che Chamberlain, dopo lingresso dei Tedeschi a Praga, aveva dato formale assicurazione al governo polacco che lavrebbe sostenuto in ogni caso ed aveva invitato anche il governo francese ad aderire alliniziativa, cercando di estenderla pure allUnione Sovietica, allo scopo di proteggere la Romania; la quale ultima, in quel momento, gli sembrava - a torto - minacciata dalle mire hitleriane. Ma Stalin non volle impegnarsi in favore della Romania (aveva ben altri progetti in materia, lui), se la Polonia non avesse fatto altrettanto; e questultima, non fidandosi del dittatore sovietico, declin linvito di una alleanza a quattro (Inghilterra, Francia, Unione Sovietica e Polonia) a protezione della Romania. Allora, il 26 marzo, Londra ruppe gli indugi e stipul un patto di assistenza bilaterale con Varsavia, legandosi le mani ad occhi bendati, come mai aveva fatto in passato, essendo anzi sempre stata regola fondamentale della politica britannica verso lEuropa, quella di non assumere mai impegni unilaterali, ma di tenersi le mani libere, per decidere se e quando intervenire in eventuali conflitti tra le potenze continentali. La cosa paradossale, che sa di cinismo, che sia il governo inglese, sia i vertici delle forze armate britanniche sapevano benissimo di non poter recare alcun aiuto efficace alla Polonia, in caso di guerra fra questa e la Germania; per cui il trattato del 26 marzo, bench diretto esplicitamente contro la Germania, mentre spingeva la Polonia allintransigenza sulla questione di Danzica, di fatto la relegava al ruolo di pedina avanzata della strategia inglese sul continente, una pedina che si sarebbe potuto sacrificare per permettere alla Gran Bretagna di bloccare le coste tedesche con la sua flotta e di mobilitare le risorse del suo Impero per vincere una guerra di logoramento, senza doversi impegnare direttamente sul campo. Lo storico militare inglese Sir Basil Liddell Hart ha cos commentato quella decisione del governo britannico (La seconda guerra mondiale, in Storia del mondo moderno dellUniversit di Cambridge, vol. XII, pp. 895-96): Nel marzo del 1939, Hitler occup il resto della Cecoslovacchia e accerchi cos il fianco della Polonia. Fu questa l'ultima delle manovre "non sanguinose": il destino volle che questo suo passo fosse seguito da una mossa sconsiderata da parte del governo britannico, cio la garanzia improvvisamente da esso offerta alla Polonia e alla Romania, entrambe strategicamente isolate, senza prima garantirsi una qualche assicurazione da parte della Russia, la sola potenza che potesse dare a queste due nazioni un appoggio effettivo. Per il momento in cui cadevano, era inevitabile che queste garanzie facessero l'effetto di una provocazione; e infatti, come ora sappiamo, finch non si trov davanti a questo gesto di sfida Hitler non ebbe intenzione di attaccare immediatamente la Polonia. Concesse a parti d'Europa inaccessibili alle forze della Gran Bretagna e della Francia, le garanzie costituirono una tentazione quasi irresistibile. Cos le potenze occidentali minarono alla base il solo tipo di strategia a loro accessibile, data la loro deficienza di forze d'attacco mobili: invece di fermare l'aggressione presentando un fronte molto forte contro qualsiasi attacco in occidente, dettero a Hitler una facile occasione di abbattere un fronte debole e di ottenere cos un successo fin dall'inizio. La cosa pi strana di questo periodo fu la fiducia degli uomini politici che la garanzia data alla Polonia una vera e propria assurdit dal punto di vista strategico - potesse costituire un deterrente per Hitler. L'unico che si espresse contro questa follia fu Lloyd George; Churchill invece, che pure era in grado di vederne i lati deboli, parl a suo favore. Hitler, che aveva una mente da stratega, fu lesto a capire che solo l'aiuto della Russia avrebbe potuto rendere efficace la garanzia inglese. Cos, ingoiando il terrore e l'odio per il bolscevismo, egli dedic tutti i suoi sforzi e le sue energie ad accordarsi con la Russia e ad assicurarsene l'astensione dal conflitto. Il 26 marzo vennero rotti i negoziati fra la Polonia e la Germania per il futuro assetto di Danzica; il 28 aprile il governo tedesco denunci la rottura del patto di non aggressione tedesco-polacco e di quello navale anglo-tedesco del 1935: e, in entrambi i casi, con una certa ragione - o, se si preferisce, con una certa apparenza di ragione.
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In tal modo si giunse alla repentina stipulazione del patto tedesco-sovietico del 23 agosto 1939 e, allalba del 1 settembre, alla fulminea invasione tedesca della Polonia, seguita, il 17 successivo, dalla invasione sovietica sullaltra frontiera di quella sventurata nazione. Ma torniamo alla questione che fu allorigine di tutto: la questione di Danzica e del cosiddetto corridoio polacco. Ci siamo occupati a su tempo della geopolitica di Karl Haushofer e sulla sua eventuale dimensione di attualit (cfr. larticolo La geopolitica di Karl Haushofer ha ancora qualcosa da insegnare al mondo attuale?, sul sito di Arianna Editrice in data 01/04/10). Ebbene il figlio di Karl, Albrecht, oltre che diplomatico di carriera, e poeta fu anchegli, come il pare, un altissimo esponente della scuola geopolitica tedesca ed anzi la sua figura di maggiore spicco nel periodo tra le due guerre mondiali. Nel 1931 (prima, quindi, dellassunzione al potere dei nazisti) egli pubblic una importante monografia sul problema del Corridoio polacco, dal titolo Che cosa un corridoio, in cui si sforzava di mostrare non solo lartificiosit di esso, ma anche la pretestuosit delle ragioni con le quali gli Alleati ne avevano deciso la creazione: non tanto, a suo parere, per dare uno sbocco al mare alla Polonia, quanto per spezzare la continuit territoriale della Germania e porla in uno stato di inferiorit permanente, sperando forse di esasperarla e spingerla a qualche passo irrimediabile, che avrebbe offerto agli Alleati loccasione ideale per aggredirla. Tale saggio stato pubblicato in Italia solo una quindicina di anni fa, a cura della Rivista Italiana di Geopolitica Limes, corredato dalle interessanti cartine geografiche originali; ne riportiamo alcuni stralci essenziali (n. 3 del 1995, traduzione di Vanda Perretta, pp. 177-196): In Germani tutti sono daccordo sul fatto che il corridoio polacco sia dannoso. possibile che qualcuno non ne sia del tutto convinto ma prolungare la discussione sul corridoio cin un angolatura che suscita interesse solo nei tedeschi ha poca attualit. necessario invece conquistarsi la comprensione dei paesi stranieri. [] La superficialit e lignoranza con cui si operato nel 1919 a Versailles cosa nota. E sarebbe un ottimismo assolutamente infondato il credere che dodici anni di dimostrazioni pratiche siano bastati a eliminare quella superficialit e quellignoranza. Non si pu quindi fare a meno di una chiara, anche se in parte sommaria, descrizione del problema. Cominciamo quindi col porci una semplice domanda: che cosa un corridoio? Porremo la domanda prima da un punto di vista politico-geografico e quindi dovremo necessariamente verificare se nel mondo esistano, o siano esistiti, altri corridoi oltre quello che ci interessa, coi quali poter instaurare un paragone. [] Il corridoio stata creato con la motivazione che anche la Polonia doveva avere un libero sbocco al mare. Molti ritengono che il significato pi importate del corridoio della Vistola risieda appunto nella sua qualit di libero accesso al mare. Questa una mezza verit e quindi un errore molto pericoloso. Non questo il luogo ove discutere se sia proprio necessario che uno Stato abbia uno sbocco al mare. Le opinioni in merito possono essere diverse; alle varie ipotesi citate da Erich Murawski nel suo articolo sul dibattito internazionale relativo al problema che ci interessa, ne aggiungiamo una sola, lultima: E. de Martonne, nel suo lavoro, peraltro evidentemente ostile alla Germania, definisce la mancanza di un accesso al mare come un certo svantaggio economico che per non rappresenta un insopportabile difetto organico. [] Per cominciare, riconosciamo che la destinazione del corridoio polacco quella di rappresentare il libro sbocco al mare, nella misura in cui essa data ed parte della sostanza stessa del corridoio. Tuttavia laccesso libero al mare pu essere raggiunto anche in altri modi. Tuttavia laccesso libero al mare pu essere raggiunto anche in altri modi. Anche quando si parta dallopinione secondo cui accesso libero al mare possa essere garantito solo territorialmente opinione che noi non condividiamo - questo sbocco territoriale pu attuarsi con diverse modalit. Esso pu percorrere pi stati stranieri, oppure pu passare attraverso un altro Stato. Il corridoio polacco della Vostola passa attraverso la terra tedesca; questo taglio nello Stato tedesco definisce lessenza del corridoio del corridoio tanto quanto il libero accesso al mare. Negli scritti propagandistici polacchi si preferisce ignorare questo dato di fatto. I polacchi disconoscono le particolarit politico-geografiche del corridoio della Vistola. [] Non c nulla la mondo che possa essere paragonato al Corridoio. Dicendo questo Money ha perfettamente ragione. Anche ripercorrendo la storia passata, per lo meno sino a epoche in cui sia possibile comparare situazioni economiche e di comunicazioni, non troveremmo niente di simile al
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corridoio della Vistola. Verro che sulla terra esiste tutta una serie di casi in cui sarebbero state possibili soluzioni territoriali simili, ove i confini fossero stato disegnati anche solo approssimativamente in maniera cos insensata come quelli tracciati a Versailles. Esaminiamo le diverse possibilit: a prescindere da piccole entit statali, come San marino, il Liechtenstein e Andorra, che non hanno particolare significato economico, esistono nel mondo diversi Stati che dopo gli avvenimenti polacchi, avrebbero ogni diritto a unlibero sbocco sul mare in versione territoriale. Essi sino quattro Stati europei di media grandezza: la Svizzera, lAustria, lUngheria e la Cecoslovacchia. Tutti e quattro hanno un peso economico pari a quello della Polonia e un peso culturale superiore. Inoltre, vi sono due piccoli Stati europei il Lussemburgo e la Citt del Vaticano, che meritano unattenzione particolare: uno per la particolare potenza economica, laltro per essere il centro di una grande potenza spirituale. Ancora, due Sati sudamericani di media dimensioni quali Bolivia e il Paraguay. E poi, altri Stati interni in Asia e in Africa, tra cui citeremo solo i pi importanti, come LAbissinia e lAfghanistan. Infine tutta una serie di casi in cui, per motivi particolari (posizione sfavorevole, clima glaciale, eccetera) sarebbero auspicabili esiti diversi da quelli attuali. Rinunciamo a trattare in modo pi approfondito e in questa sede gi Stati danubiani. Ai tempi della vecchia Austria-Ungheria essi avevano accesso al mare. Oggi invece sono costretti a servirsi di vie dacqua internazionalizzate come il Danubio e lElba. Una soluzione territoriale per lAustria e lUngheria sarebbe pensabile solo in direzione dellAdriatico. [] Una soluzione austriaca sarebbe possibile senza la dichiarata formazione di un corridoio poich uno sbocco austriaco sullAdriatico, tra lItalia e la Slavia meridionale, sarebbe realizzabile senza dover passare attraverso le regioni di uno Stato straniero. Come noto, nessuno pensa a proporre cose del genere. E nessuno parla nemmeno di un corridoio ceco verso il Baltico, anche se un territorio da Eichengen a Stettino sarebbe appena pi assurdo di quello polacco da Thorn a Edingen. La Svizzera poi rappresenta un esempio ancora migliore, perch lontana da tutte le considerazioni della politica attuale; infatti essa, a prescindere dalla navigazione sul Reno con tutte le sue limitate possibilit, deve procurarsi un accesso al mare senza nessuna garanzia. [] Un altro caso quello dellacceso al Mare Egeo per la Bulgaria e la Slavia meridionale. noto che la divisione della Macedonia nella prima guerra dei Balcani fu la causa immediata della seconda guerra balcanica, nel corso della quale la Bulgaria fu cacciata dalla Macedonia occidentale ma le fu lasciato laccesso allEgeo. [] Tutti questi esempi [] hanno una cosa in comune essi Appaiono, agli occhi dei cittadini appartenenti agli Stati percorsi dai corridoi, come creazioni in certo qual modo fantastiche. Sia che esse riguardino lIndia [per un ipotetico corridoio afghano o per uno tibetano], il Cile [per il corridoio boliviano], il Brasile [per quello paraguayano], o gli Stati Uniti [per quello canadese mirante ai porti dellAtlantico liberi dai ghiacci], la Norvegia [per quello svedese diretto al porto di Narvik], la Francia [per un corridoio svizzero attraverso il Rodano], lItalia [per quello svizzero verso lAdriatico] o la Grecia [per quello bulgaro fino allEgeo]: il solo pensarci suscita stupore o ilarit. Allora non rimane altro da fare che osservare quanto segue: un corridoio lungo la Vistola altrettanto fantasioso che un corridoio lungo lIndo o lHudson, o il Rodano o il Po. Eppure esso una realt! Riassumendo: nel mondo non esiste nessuna creazione politica paragonabile al corridoio della Vistola. Lunico corridoio ancora esistente quello finlandese di Petsamo che conduce, attraverso un deserto subpolare, lungo una frontiera che esiste da lunghissimo tempo. In nessun luogo al mondo uno Stato viene diviso in due parti da un corridoio straniero. Al contrario, esiste una gran quantit di stati separati territorialmente dal mare, parte dei quali hanno diritti riservati su grandi fiumi, o su porti e ferrovie, mentre e altri stati sono stati esclusi dalaccesso al mare senza nessuna garanzia di legge. Esiste anche un esempio in cui laccesso al mare stato garantito e riconosciuto, senza il ricorso a modifiche territoriali. [..] Abbiamo assodato che, in tempi di pace, la Polonia non pu ottenere un libero accesso al mare in mancanza di garanzie territoriali. [] Vediamo ora se il corridoio attuale in grado di garantire laccesso al mare in tempo di guerra. Non sono necessarie grandi spiegazioni. Sino a quando il Reich tedesco sar impotente a livello militare e isolato nel panorama politico mondiale, non ci saranno guerre, a meno che esse on vengano iniziate da altri. Sino ad allora solo la Germania sar in pericolo, non la Polonia, e questo con o senza corridoio. Ove per le armi fossero equamente distribuite, quale esperto di cose militari avrebbe il coraggio di sostenere che il corridoio sarebbe in grado di garantire laccesso polacco al Baltico, anche solo per 24 ore? E anche nel
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caso che il corridoio resistesse, contro ogni evidenza militare - che valore avrebbe allora, in caso di guerra, la navigazione sul Baltico: qual stata lultima occasione in cui la flotta del Baltico stata di una qualche utilit per una potenza in guerra, se navi nemiche controllano passaggi a ovest? Certo, in epoche in cui ancora non esistevano n blindati veloci n cacciatorpediniere o sommergibili. Basta solo rifarsi al passato, e pensare a quali territori, da entrambe le parti, sono stati bloccati durante la guerra mondiale, basta ricordare i corridoi di navigazione neutrali attraverso il Mediterraneo, il Mare del Nord e le acque atlantiche periferiche, per capire che, in caso di guerra, laccesso della Polonia al mare sarebbe totalmente privo di valore. O la guerra non dovr assolutamente mettere in pericolo la Polonia - e ci anche a prescindere dal corridoio - oppure la guerra minaccer la sopravvivenza di questo Stato da oriente o da occidente o da entrambe le parti - e allora il corridoio sarebbe poco di pi di una trappola militare. Per concludere. Se, in tempo di guerra, il corridoio, e quindi il libero accesso della Polonia al mare, privo di senso, se esso superfluo in tempo di pace, grazie al fatto che tutto quanto importante dal punto di vista economico pu essere garantito per altre vie, perch stato creato questo corridoio? La Francia taccia a proposito del motivo etnografico. Ognuno sa che la Prussia occidentale e i distretti della Netze erano per due terzi tedeschi. Ognuno sa che lungo la Vistola, da sud a nord, non esiste una zona compatta di insediamenti polacchi, ma che una sequenza ininterrotta di insediamenti tedeschi lungo la Netze e la Vistola congiunge la vecchia Prussia con la regione dellOder. Anche a Versailles tutto questo era noto, altrimenti perch s sarebbe temuto un referendum popolare sul corridoio? Cos sono possibile solo due motivazioni: da una parte crassa ignoranza e sconfinata indifferenza; dalaltra gelido, consapevole odio. Si sapeva che si sarebbero distrutte molte pi cose di quante se ne sarebbero edificate, tracciando il confine tedesco-polacco come esso oggi. E questo quanto hanno voluto fare. Clemenceau stato tanto grande da non mentire: Ceterum censeo, Germania esse delendam. Intanto in Europa si diffusa la convinzione che una Germania distrutta potrebbe significare anche unEuropa distrutta Il corridoio della Vistola deve scomparire, se lEuropa vuole risanarsi. Certo, si potrebbe obiettare a tutto questo che lo status di citt libera per Danzica e lesistenza del corridoio polacco, se da un lato potevano apparire, e di fatto erano, una stranezza rispetto alo Stato tedesco, di fatto non recavano a questultimo un vero e proprio danno e non ne minacciavano degli interessi vitali. Questione di opinioni. Non siamo persuasi che il governo di Parigi avrebbe accettato una sistemazione territoriale che obbligasse merci e persone (ivi comprese le forze armate) a raggiungere Bordeaux, per esempio, solo via mare, oppure passando attraverso un corridoio appartenente ad unaltra potenza; potenza che, da parte sua, avesse costruito una grande base militare, dal nulla, a soli 25 km. di distanza; n che il governo di Londra avrebbe tollerato una situazione equivalente sul proprio territorio, ad esempio con la sottrazione di una striscia dinteresse strategico, poniamo allaltezza del Vallo di Antonino, che separasse lInghilterra dalla Scozia. Meno ancora crediamo che Londra e Parigi avrebbero tollerato che lo Stato cos insediatosi in un punto sensibile del proprio territorio nazionale stipulasse un patto di alleanza con una grande potenza, ricevendo la promessa di un sostegno incondizionato in caso di conflitto. Perci, sorge spontanea la domanda: il Corridoio di Danzica era stato creato dagli Alleati allo scopo deliberato di rendere inevitabile un nuovo confitto, spingendo la Germania sulla via delle rivendicazioni e dei progetti di rivincita? Non facciamo queste considerazioni per attenuare le responsabilit di Hitler nello scatenamento della seconda guerra mondiale; ma per mostrare che, esattamente come era avvenuto nel 1914, esse non furono tutte e solo della Germania. E questo un punto sul quale tutti gli storici onesto dovrebbero consentire, dopo sessantacinque anni di verit parziali e di mistificazioni interessate, aventi lo scopo di rifare una verginit assoluta alle democrazie occidentali. Da sempre i vincitori si prendono la libert di scrivere la storia a proprio uso e consumo; sta agli uomini intellettualmente onesti contrastare tali tentativi, dal momento che collidono con il fondamentale principio della assoluta imparzialit nella ricostruzione storiografica.

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Adolescenti digitali. Vivere solo qui ed ora nello spazio di un bit - di Vittorino Andreoli 09/01/2011 - Fonte: Corriere della Sera. Dopo aver descritto sul Corriere le principali caratteristiche della mente della digital generation e quindi gli elementi che la differenziano dalle generazioni dei padri e ancor pi dei nonni, ora ci dedichiamo alle specificit del suo comportamento. Non esiste sempre una sequenza lineare con la mente che spinge o produce i differenti modi di agire. Si conoscono comportamenti che si attuano come se la mente non li guidasse e ne diventasse essa stessa testimone. Vi appartengono tutti i movimenti automatici: quelli innati come togliere una mano dal fuoco oppure quelli appresi come il muovere le gambe su acceleratore e freno in auto, diventati automatici a seguito di un uso continuo. La dissociazione tra mente e corpo pu legarsi per anche a un modo di pensare, alle filosofie. Gli adolescenti di oggi sono degli empiristi e quindi agiscono senza progettare lazione e senza nemmeno chiedersi quali ne siano il senso e le conseguenze. Ci li differenzia dalle generazioni razionaliste portate invece a un primum cogitare, deinde agire. Il che significa vivere nella immaginazione ci che poi si sperimenter nel mondo esterno. Se per gli adolescenti non facile parlare di filosofie nel senso di sistemi di pensiero critici e precisamente organizzati, non vi dubbio che la loro tendenza a considerare e vivere soltanto il presente (il qui e ora) senza nemmeno percepire pi il passato e il futuro li allontana molto dalle programmazioni. Il passato dato, dal punto di vista comportamentale, da tutte le esperienze gi fatte e che quindi diventano utili indicazioni anche per il cosa fare. Il futuro lo spazio dellimmaginazione che permette le cosiddette ipotesi e quindi i prevedibili accadimenti che seguono a quello specifico agire. La digital generation non ha radici: come se il mondo fosse iniziato con la loro venuta e inoltre come se tutto finisse tra un attimo, proprio perch la percezione del futuro miope se non addirittura cieca. La prima conseguenza di questi rilievi riguarda limpegno. Lo si definisce come partecipazione e coinvolgimento nelleseguire un progetto per tutto il tempo di applicazione richiesto. E per questo si parla di costanza, di determinazione. Limpegno ha dunque indubbiamente bisogno di un tempo futuro, ma necessita anche della percezione di una dimensione dellio che non si limiti a ci che ora sono, bens giunga a come potr essere domani. questa la differenza tra io attuale e io ideale: ciascuno di noi ha una rappresentazione di come vorrebbe essere, di che cosa vorrebbe fare. ci che d un senso al cosa vuoi fare da grande . Questa dimensione manca nella digital generation: vive in un mondo, quello digitale, che c quando si accende il computer, finisce quando lo si spegne. Se dopo un attimo lo riaccende, riappare ma ha caratteristiche che non hanno alcun legame n di continuit logica n di vissuto con il precedente, per cui si tratta di un nuovo mondo che per dura la frazione del tempo in cui si mostra e si consuma. Ladolescente ha quindi un comportamento del tipo stimolo-risposta: se c uno stimolo possibile una risposta, ma se manca egli nel vuoto. E a uno stesso stimolo non d una e una sola risposta, ma pu variare ed essere del tutto casuale. Ci non significa che manchi linteresse, ma semplicemente che dura lattimo presente. Non si pu affermare che manchi il gusto, ma piuttosto che duri poco e che cambi nel prossimo presente . Questa espressione, prossimo presente, pu apparire una contraddizione, ma non per la digital generation che vive solo di presenti . Il tempo quindi definibile come una frammentazione di attimi presenti. Limpegno difficilmente duraturo, manca sia dellapprofondimento sia del coinvolgimento. Vi una disponibilit a fare un lavoro purch non abbia nulla che vada al di fuori del frammento di tempo impegnato. Nellambito della scuola esistono certamente degli adolescenti che in quella interrogazione (stimolo) rispondono in una maniera corretta o errata secon- do la valutazione degli insegnanti, ma altamente probabile che ci non sia affatto da leggere come impegno o disimpegno continuo, bens come una prestazione-risposta e nullaltro. Stanno scomparendo i lavori fissi, quelli di tutta una vita, le carriere. Ebbene al di l delle ragioni economiche e produttive che possono aver causato questo importante cambiamento rispetto al passato, si deve aggiungere che essi non interessano affatto i giovani. Non ne percepiscono nemmeno il dramma della scomparsa. Hanno la mente adatta a lavori di breve durata e possibilmente mutevoli, per mantenere le caratteristiche di stimoli nuovi. Una delle ricadute di questo scenario la si avverte in maniera notevole sulle relazioni interumane, sui legami. Si pu affermare che la digital generation vive le emozioni, ma non i sentimenti. In forma ancora pi esplicita si tratta di una generazione incapace di legami sentimentali. Lemozione la percezione di un cambiamento dentro di s a seguito di uno stimolo: un evento, una immagine, un incontro. Lemozione dunque una risposta acuta, dura fino a che presente lo stimolo. I sentimenti sono modificazioni interiori che durano a lungo e possono diventare eterni come conseguenza di un legame con unaltra persona: un legame interpersonale, tra due o pi individui. Vi il sentimento dellamore, dellamicizia, della solidariet. La loro caratteristica di mantenersi attivi anche quando la persona a cui si legati non presente. La presenza (mentale) dellassente, di chi non sensorialmente visto o sentito. D opo queste definizioni, seppur semplificate, si coglie come si rendano possibili nella digital generation le emozioni, ma come siano ardui i sentimenti. Ne deriva che con il mondo digitale (computer, Internet) sono possibili emozioni e molto forti, non invece le relazioni sentimentali. Anche quando si chatta con un certo John di Montral, egli forse nemmeno esiste e, se c, si tratta di uno dei tanti oggetti virtuali. questo il quadro generale, con ovviamente modulazioni e variazioni singole, che d la misura e i limiti della vita affettiva degli adolescenti di oggi. Questo non porta solo ai rapidissimi e molteplici contatti tra un adolescente e un altro, con il miglior compagno che diventa tra un istante il
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peggiore, ma riguarda anche i rapporti con i genitori e con gli insegnanti. Potremmo dire che si tratta di legami istituiti non usando una corda per scalare lEverest, ma fili di ragno o di seta. Nel momento in cui ci si lega, si sa esattamente che si rompe il filo che doveva unire. Sulla precariet dei legami affettivi nel mondo adolescenziale non nemmeno utile insistere, tanto evidente. Non si pu ignorare comunque che ormai in atto una precariet anche dei legami adulti, un vincolo matrimoniale dura mediamente 4 o 5 anni, ma nei legami adolescenti si parla semmai di giorni. Il vivere emotivamente e non sentimentalmente porta a cercare emozioni sempre pi intense, ma non indirizza alla continuit dei sentimenti. Ed invece su questa specifica caratteristica che si sostiene la sicurezza: una vera terapia alla paura. Le emozioni non producono sicurezza ma solo novit, eccezionalit, che hanno pi a che fare con la quantit. La digital generation ha bisogno di emozioni sempre pi forti come producessero una sorta di assuefazione per cui bisogna aumentare la quantit di una droga, onde avere lo stesso effetto che in precedenza si otteneva con una dose inferiore. Siamo giunti cos a sottolineare una delle determinanti pi significative per il comportamento: la insicurezza. Non abbiamo dubbio alcuno che la digital generation insicura e pertanto fragile, presa sovente dal meccanismo della paura. La paura una caratteristica biologica della specie, che fa percepire i rischi e quindi i pericoli individuati o semplicemente temuti, perch immaginari. La conseguenza di questa condizione esistenziale, almeno la pi eclatante, data dalla violenza. Sembrer un paradosso per chi razionalmente ritiene che un gesto violento sia il risultato di una deliberata volont di nuocere e non invece di una delle risposte possibili proprio alla insicurezza e alla paura. Dallo studio dei casi estremi, di quegli adolescenti cio che hanno manifestato una violenza che ha provocato morte, ho appreso chiaramente che se vuoi capire la violenza devi prima sapere che cos la paura . Questa conclusione dovrebbe far meditare la generazione adulta e mostrare la inutilit di quegli interventi che pensano di risolvere la violenza adolescenziale attraverso severi autoritarismi e pene. Linsicurezza la condizione per sentirsi fuor dacqua, in pericolo, come se ogni cosa e ogni persona che si vede attorno fossero l per attuare i pericoli percepiti. La paura, quando molto intensa, ricorda il delirio: quella percezione per cui tutto il mondo sembra muoversi contro di me . Laltra risposta alla paura data dalla fuga che in molte specie viventi motoria, in quella umana si traduce per lo pi psicologicamente, in un allontanarsi dal mondo come accade nella depressione. La violenza della digital generation legata allinsicurezza. Il livello a cui giunta, che non ancora estremo, lo si deve coniugare necessariamente anche alla violenza del mondo digitale. Usando un videogioco del tipo killer , si pu giungere a uccidere 900 sagome umane nei 3 minuti della sua durata e il punteggio record si lega proprio a quanti morti si sono fatti. Il capitolo se il mondo digitale produca pi stimoli violenti di quanti non ne sedi meriterebbe una lunga disamina. Ma certo che sia la violenza virtuale sia quella espressa nel mondo concreto sono uno specchio della paura e della insicurezza. Talora la scena era quella di un cerbiatto che attacca un leone. Linsicurezza d un vissuto anche di fallimento, di non essere allaltezza degli altri, oscurato dalla poca stima di s che emerge dal confronto con gli altri. La reazione violenta in questo caso si chiama bullismo e consiste in una performance eccezionale, che richiama quella di un compagno di classe realizzata in matematica o in fisica, ma che si svolge in domini del tutto estranei e anomali al luogo. Siamo cos giunti a un altro aspetto del comportamento che certamente il pi drammatico e che merita proprio per questo la massima attenzione: la percezione della morte e luccidere. questo un argomento verso cui sono molto sensibile, poich la distorta percezione della morte negli adolescenti ormai un tema della patologia e della cura. Si sono attivate le home life, le case della vita, come risposta alla voglia di morire. Perdendo il significato del tempo che passa, di conseguenza la morte perde ogni valore escatologico e diventa un gesto. Come se si muovesse la mano per colpire o allontanare una mosca che si fastidiosamente appoggiata sul proprio naso. Daltra parte come possibile dare un senso alla morte per degli empiristi che sanno considerare solo le esperienze? Della morte non c esperienza: luomo la conosce solo quando egli non esiste pi. La digital generation sembra non tenere conto della morte, non pensarci nemmeno quando uno ammazza una persona o se stesso. Si uccide per togliere un ostacolo. Ogni concezione della morte il risultato di un procedere della mente astratto e proiettato nel tempo fino alleterno. Tutto questo lo abbiamo visto, non pi parte del procedere della mente delle nuove generazioni. Se non si capisce il significato della morte, non possibile nemmeno cogliere il dramma di chi la teme, di quanti se la sentono attaccata addosso. E chi ne parla in un piano educativo constata di non venire nemmeno percepito, eppure questo un tema necessario nel campo delleducazione, che noi abbiamo definito insegnare a vivere . Queste note comportamentali degli adolescenti del tempo presente sono una premessa a riprendere il tema delleducazione in famiglia e a scuola, con grande impegno e motivazioni poich crescere appare per la digital generation veramente faticoso. Il mio compito si ferma alla descrizione del mondo adolescenziale dal punto di vista del funzionamento della mente e dei comportamenti, per lasciare alle famiglie e alla scuola i loro compiti specifici e insostituibili. "Il paese della paura", Isaac Rosa ci spiega le radici della deriva "securitaria" - di Gianfranco Franchi - 09/01/2011 - Fonte: secolo d'italia
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Nelle societ occidentali pi facile finire investiti da un'auto che essere picchiati, pi facile ritrovarsi senza casa che essere pugnalati, pi facile essere abbandonati dal proprio compagno che ritrovarsi la casa svaligiata. E tuttavia moriamo di paura: per le cose sbagliate. E tuttavia concentriamo le nostre inquietudini sull'angoscia d'una possibilit d'aggressione, di una rapina, di una violenza. I media mainstream ci intontiscono con una pletora di dettagli e una valanga di piccoli aggiornamenti e di colpi di scena su drammatici episodi di cronaca nera che si ripetono una volta ogni tre anni: intanto ogni anno, per le strade, soltanto qui in Italia, muoiono 5mila persone. L'associazione italiana familiari e vittime della strada ricorda che 300mila sono i feriti, 20mila i disabili gravi. Se ne parla poco, quasi per niente. In compenso sappiamo tutto sul contesto, sulle armi e sui protagonisti di un delitto passionale o famigliare: certi giornali ci presentano addirittura i parenti dell'assassino e dell'assassinato, intervistandoli manco fossero scrittori, registi o cantautori. Questa sinistra e stupida agenda setting dei principali mezzi di informazione nazionali qualcosa muove, nella psiche degli spettatori o dei lettori. Isaac Rosa, giornalista del quotidiano spagnolo Pblico, ha pubblicato un libro che sembra spiegare bene di cosa si tratti: paura. Il paese della paura (Gran Via, pp. 268, 16,50) un romanzo che, come ha rilevato Ana Ciurans su Edison Square, conferma che la paura il risultato di un disegno perverso del potere per provocare dipendenza e bisogno di protezione. un romanzo che conferma che siamo stati addestrati ad avere paura di una valanga di cose per poter essere pi facilmente sottomessi e controllati. Che dovremmo essere coscienti, come insegnava il professor Lars Svendsen nel suo Filosofia della paura, del fatto che la nostra paura non un riflesso oggettivo della realt e che ci sono grossi interessi a governarla. La paura uno dei fattori di potere pi importanti che esistono, e chi pu governarla in una societ terr quella societ in pugno, scriveva il filosofo norvegese: allora dobbiamo imparare a guardarci dentro per liberarci da questa zavorra, perch noi occidentali viviamo nelle societ pi sicure che siano mai esistite, dove i pericoli sono ridotti al minimo e le nostre possibilit di dominarli sono al massimo. Eppure come se fosse esattamente il contrario. Carlos, il paranoico e angosciato protagonista di questo romanzo, ha capito che esiste una sorta di nevrotica spirale securitaria: fa aumentare all'infinito la necessit di protezione, perch tutte le soluzioni individuate man mano non fanno che generare altra paura: come quando in casa si passa dalla serratura blindata al nuovo sistema d'allarme, quindi alle grate alle finestre, infine alle telecamere e all'allarme telefonico collegato - chiaramente - alla polizia, e via dicendo. Carlos sa che entrati in quella spirale si finisce per perdere pi di ci che si guadagnato: tanta fiducia e tanto denaro. La qualit della vita precipita. Cos il conto in banca. Pi ancora, Carlos riuscito a riconoscere l'esistenza di spazi che si configurano, semplicemente, come luoghi della paura: sono luoghi in cui non gli mai successo niente, e niente dovrebbe accadergli. Ma quei luoghi sono stati fonte di ispirazione di tante finzioni creative, nei film o nei romanzi o nei videogiochi: ma la loro molto relativa pericolosit stata, nel frattempo, ingigantita dai titoli dei giornali. Sono i parcheggi sotterranei, gli alberghi abbandonati, gli uffici chiusi, i sottopassaggi, le cantine: luoghi in cui la solitudine, l'oscurit, la mancanza di testimoni fanno s che chiunque possa essere rapinato, aggredito, cacciato, inseguito, colpito, accoltellato, strangolato, spinto sui binari, linciato, violentato, torturato, dissanguato, assassinato. Carlos ha capito che la paura tende a inglobare sempre nuovi territori, col passare del tempo: e che fa grande fatica a ritirarsi da quei territori. Nuovi territori e nuove forme, dunque: la fobia per la burocrazia, per tutti i guasti della macchina amministrativa statale. E cos, tutte le volte che Carlos deve avere a che fare con un ufficio municipale, delle imposte o dell'assistenza sociale, vi si reca con lo sguardo lucido e la voce nervosa di chi ha qualcosa da nascondere, preparandosi a essere sbaragliato. Ma la paura di Carlos conosce anche autentico classismo: corrisponde a certi quartieri. Sono quelli quartieri nei quali abitano i cittadini emarginati, i cittadini pi poveri. Quelli che da un momento all'altro potrebbero decidere di sfogare contro di lui la loro rabbia sociale. Carlos si difende da loro chiudendosi, per quanto pu, in un suo guscio. Ma anche l nascono problemi. Essere marito, ad esempio, un concentrato di paure. In un'intervista rilasciata a Renzo Brollo sul Mangialibri, Rosa ha spiegato: Carlos ha paura di sua moglie, che lei scopra le sue debolezze, che sappia che lui non all'altezza, che sappia che sta esponendo la sua famiglia a pericoli, che non in grado di proteggerla. Una delle paure di Carlos di non riuscire a ottemperare a quello che la societ si aspetta da un uomo, da un maschio: essere forte, proteggere moglie e figlio, affrontare le minacce e sconfiggerle. La paternit sprigiona tutta una serie di paure e di inquietudini, a partire dalla gravidanza: Man mano che il bambino cresce e acquista autonomia, molte delle paure iniziali svaniscono, alcune rimangono e si attenuano. E altre se ne formano. Nel romanzo la situazione deraglia quando Carlos e la moglie s'accorgono che il figlio minacciato da un compagno, a scuola: la paura che potesse patire episodi di bullismo s' materializzata. Tecnicamente, Rosa gioca su un'interessante commistione di elementi narrativi puri e elementi saggistici. Buona l'integrazione, ad esempio, di comunicati stampa rilasciati dai ministeri spagnoli per dare consigli alle donne che vivono da sole in casa, avvertendole di qualche stratagemma da adottare per evitare di dare nell'occhio; oppure, inquietanti certi elenchi di "consigli" statali che sembrano, a ben guardare, minacce. Minacce o semi di autentica paranoia. Stilisticamente, in pi di un frangente si ha la sensazione che l'esperienza ibrida dell'autore, giornalista e scrittore, vada amalgamandosi in una scrittura spesso pi
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vicina alla saggistica d'inchiesta che alla narrativa pura. Sicuramente si tratta di una commistione promettente: niente di cui aver paura. La crisi delleuro balbetta - di Jean-Claude Paye - 09/01/2011 - Fonte: eurasia. Lalbero della degradazione finanziaria della Grecia era bastato a dissimulare la foresta dei deficit statunitensi. Allo stesso modo, il debito irlandese viene ad oscurare lannuncio del nuovo programma di riscatto massivo di buoni del tesoro da parte della FED. Questa operazione di quantitative easing consiste nellimmettere liquidit ed innestare un abbassamento dei tassi dinteresse sulle obbligazioni di Stato. Ci dovrebbe permettere uniniezione di 600 miliardi di dollari nelleconomia dOltreatlantico. La FED aveva gi introdotto una somma di 1700 miliardi di dollari nel circuito economico statunitense. Questo nuovo programma diniezione di liquidit ci mostra che questa politica monetaria ha largamente fallito, poich si dimostra necessaria una nuova fase di riscatto. Soprattutto, ci indica che il quantitative easing non pi una politica straordinaria. Si inserisce nel tempo diventando cos una procedura normale. Contrariamente alle dichiarazioni del Tesoro, la creazione di moneta lanciata dagli USA non ha per obiettivo di permettere alle banche di concedere dei crediti ai privati e alle imprese. Vista la congiuntura economica, questa richiesta attualmente debole e le istituzioni finanziarie dispongono di riserve importanti. C gi abbondanza di liquidit. Aggiungerne non risolver il problema attuale, che quello della diffidenza delle banche rispetto alla solvibilit degli eventuali richiedenti prestito. A chi pu quindi servire questa iniezione permanente di liquidit allinterno di un mercato gi saturo? Per rispondere a questa domanda, sufficiente osservare gli effetti di questa politica: creazione di bolle speculative e sparizione del valore degli attivi, afflusso di capitali nei paesi in grande crescita, come la Cina o lIndia e attacchi speculativi, specialmente nella zona euro. La politica statunitense della monetizzazione del proprio debito pubblico attualmente poco inflazionistica poich una grande parte dei capitali lascia gli Stati Uniti al fine di piazzarsi sui mercati emergenti e non alimenta la domanda interna degli USA. Questa non provoca neanche un forte ribasso del dollaro, a causa degli acquisti addizionali di attivi: oro, materie prime e petrolio, indotti da quella politica, si effettuano nella valuta statunitense, sostenendo cos il suo andamento. Per quanto concerne lUnione Europea, la BCE ha annunciato la prosecuzione della sua politica dacquisizione di obbligazioni sovrane. Ha anche deciso di prolungare il suo dispositivo di rifinanziamento, illimitato e ad un tasso fisso, delle banche, per un nuovo periodo di almeno quattro mesi. Anche qui, si registra un cambio dattitudine: questa politica non pi presentata come eccezionale, ma duratura. Abitualmente, la BCE compra dei titoli a scadenza molto breve: 3 settimane, un mese. Ma attualmente, compra dei titoli a scadenza di un anno. Fino ad ora, la BCE ha comprato dei buoni di debito pubblico per un ammontare di 67 miliardi di euro, essenzialmente dei titoli di Stati in difficolt, come la Grecia e lIrlanda. Siamo quindi ben lontani dai 600 miliardi di dollari di riscatto effettuati dalla FED. La politica della Banca Centrale Europea differisce non solo quantitativamente, ma anche qualitativamente, poich, al fine di evitare un aumento della massa monetaria, ha scelto di sterilizzare la sua iniezione, ritirando le liquidit per un ammontare equivalente. Lobiettivo della Banca Centrale Europea di provare a ritardare al massimo una ristrutturazione del debito greco, irlandese, portoghese Le grandi banche europee erano fortemente impegnate nei loro finanziamenti. Si tratta prima di tutto di salvare le istituzioni finanziarie private e di tentare di fare pagare la fattura ai lavoratori e ai risparmiatori. Cos, lUnione Europea si impegnata sulla strada della riduzione brutale dei deficit pubblici. La commissione ha lanciato delle procedure per deficit eccessivo contro gli stati membri. A met del 2010, praticamente tutti gli stati della zona vi si erano sottomessi. Si chiede loro di impegnarsi a tornare sotto la soglia del 3% prima del 2014 e questo a prescindere da quale sia levoluzione della situazione economica. Le misure previste per realizzare questi obiettivi non consistono in una tassazione dei grandi redditi o delle transazioni finanziarie, bens nella diminuzione del salario diretto e indiretto, che sappia mettere in moto delle politiche salariali restrittive e la rimessa in discussione dei sistemi pubblici, pensionistico e sanitario. La politica monetaria fortemente espansiva degli USA, dando delle munizioni ai mercati finanziari, permette di lanciare, in modo economico, delle operazioni di speculazione contro la zona euro. Questa tuttavia in linea con gli obiettivi dellUE, poich le permette di mobilitare i mercati e di fare pressione sulle popolazioni europee, al fine di far loro accettare una diminuzione drastica del loro tenore di vita. Le
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politiche di budget intraprese dagli stati membri avranno per effetto di impedire qualsiasi ripresa economica, indebolendo in compenso le finanze pubbliche e reclamando dei nuovi trasferimenti di reddito dai lavoratori verso le banche e le imprese. La crisi delleuro non ha finito di balbettare. Stili di vita sostenibili e nuova politica. Ecco l'agenda - di Paolo Bartolini - 09/01/2011 - Fonte: megachip. Il ruolo della politica e della comunicazione di massa Un discorso coerente sullattuale crisi di sistema, che affermi per giunta la necessit di un superamento dellassetto capitalistico e dei suoi dispositivi ideologici, non pu nascondere allopinione pubblica i radicali mutamenti che si annunciano per miliardi di persone e che andranno a modificare in profondit i nostri stili di vita. La portata della transizione epocale che stiamo attraversando e che dovrebbe condurre, con esiti imprevedibili sul versante della democrazia e dei diritti, ad una societ post-industriale non pi centrata sullo sfruttamento delle energie fossili si misurer quindi sullentit di questi cambiamenti. Ma nessuno si illuda: per noi del miliardo doro, che abbiamo creato nellultimo mezzo secolo una ricchezza materiale senza precedenti, tale passaggio risulter difficile e doloroso, se non altro per la nostra scarsa abitudine a vivere il benessere fuori dai parametri quantitativi del possesso e del consumo. Tuttavia esistono in Occidente delle avanguardie sociali che, in nome della sobriet, della decrescita e del consumo critico, stanno ridisegnando una comunit umana diversa, fondata sullo scambio di beni relazionali e su una maggiore qualit della vita. Se ci soffermiamo su queste buone pratiche alternative (si pensi al lavoro importante dei Gruppi di Acquisto Solidale GAS, dei Comuni Virtuosi, delle Botteghe del commercio equo, delle Reti di Economia Solidale RES, ecc.), ci sembra di intravedere fin dora un modello di convivenza opposto a quello dellaccumulazione infinita, quasi una prefigurazione di un futuro finalmente sostenibile. Ad una prima sensazione positiva, per, si affianca la necessit di una riflessione strategica. Siamo infatti in presenza di azioni che si limitano (se cos si pu dire) alladozione responsabile di stili di vita virtuosi, prevalentemente a livello locale. Certo, rispetto al vuoto delle promesse della casta, alla miseria dei suoi giochi di potere, alla dilazione continua dei finanziamenti e degli interventi in difesa dellambiente e dei cittadini, le prassi di queste avanguardie incarnano una nobile forma di partecipazione alla vita collettiva. La sfiducia nella politica istituzionale e lorgoglio per gli effetti tangibili del proprio operato, spingono dunque questi soggetti a rappresentare le istanze della societ civile saltando a pi pari lintermediazione dei partiti corrotti e inaffidabili (secondo una logica affine a quella che, mediante lacquisto diretto di beni presso il circuito delle imprese locali, mira a tagliare lintermediazione della grande distribuzione risparmiando soldi e riducendo le emissioni inquinanti). Allora, dov il problema? potrebbe chiedere spazientito il nostro lettore. Il problema che, in assenza di forze politiche organizzate capaci di conquistare democraticamente il potere e riformare radicalmente il sistema dellinformazionecomunicazione, impossibile orientare larghi strati di popolazione, ormai imprigionati nel circolo vizioso del consumo e della crescita, verso nuovi stili di vita sostenibili . Ci evidente ogni qual volta parliamo di decrescita e di riduzione del PIL a persone estranee a quelle avanguardie: dinnanzi a questi proclami la stragrande maggioranza di esse reagisce con sufficienza, fastidio o avversione. Proviamo allora ad abbozzare alcune considerazioni per spiegare questa rigidit manifesta, che va di pari passo con una totale incapacit di mettere in discussione il proprio modus vivendi. A tal fine utilizziamo il cosiddetto paradosso della felicit individuato da alcuni economisti durante gli anni 70 (per ulteriori approfondimenti si veda L. Bruni, P.L. Porta, a cura di, Felicit e libert. Economia e benessere in prospettiva relazionale, 2006, Guerini e Associati). Ebbene, il paradosso della felicit ci dice che il rapporto tra reddito e benessere non n diretto n scontato. In altre parole: ad un accrescimento delle entrate economiche non corrisponde necessariamente un aumento della felicit percepita dalla persona. Anzi, il rapporto spesso inversamente proporzionale, come se la felicit degli esseri umani dipendesse molto poco dalle variazioni di ricchezza e dal potere dacquisto. Questo avviene perch insieme allaumento dei consumi entrano in gioco altri fattori psicologici. Ad esempio, chi compra unauto nuova, pi potente e accessoriata della precedente, innalza per poco tempo
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il suo livello di piacere e, una volta terminato leffetto novit, vedr calare progressivamente il proprio benessere tornando allo stesso comfort raggiunto con la vecchia macchina (processo di adattamento o treadmill edonico). Oltre a questa vera e propria assuefazione al nuovo, esiste anche un effetto negativo legato alleaspirazioni. Esso fa s che il confine fra risultati soddisfacenti e insoddisfacenti sia sempre spostato in avanti, generando frustrazioni e aspettative irrealistiche (ad es.: acquistiamo il computer di ultima generazione ma gi sogniamo il computer ideale, quello che uscir solo nei prossimi anni). Le aspirazioni vengono poi alimentate, secondo la teoria della felicit posizionale, dal continuo confronto con i propri simili e in particolare con quelli che riteniamo essere dei modelli di riferimento per noi. Invidia e rancori sono allordine del giorno se lobiettivo diventa quello di avere pi degli altri. Tali meccanismi, che hanno uno sfondo biologico ma sono caratteristici della societ dei consumi, vengono quotidianamente sollecitati dallinflusso dei media e dallestensione incontrollata dei rapporti di produzione capitalistici. Accade dunque che il bombardamento dei messaggi pubblicitari e il peggioramento evidente delle relazioni umane nonch dei rapporti con lambiente fisico circostante stimolino il consumo compulsivo e la competizione con gli altri per compensare crescenti carenze affettive ed esistenziali, trasformando i bisogni in desideri astratti e riducendo drammaticamente le espressioni di solidariet e cooperazione tra le persone. Ecco allora che, in una societ come quella odierna, le motivazioni intrinseche degli esseri umani (il piacere di fare le cose bene, la gioia di stare in relazione con gli altri, la voglia di mostrare il proprio valore interno) vengono quasi completamente sostituite da motivazioni estrinseche (rapporti strumentali con gli altri, ricerca esclusiva del proprio utile individuale, impegno nelle attivit quotidiane con lunico fine di un compenso monetario). Questo, piaccia o meno, lo scenario psico-sociale che abbiamo dinnanzi, e saperlo indispensabile per predisporre azioni politiche e culturali capaci di catalizzare il disagio diffuso e inconsapevole dei nostri tempi. Difatti non possibile, date le condizioni appena esposte, convincere una moltitudine di persone a cambiare comportamenti ormai radicati partendo da pochi esempi virtuosi o avvalendoci di discorsi impeccabili sul ben vivere e sullopportunit di porre una misura ai nostri desideri. Tutto ci essenziale, ma resta elitario e distante dai problemi quotidiani di chi vive immerso, senza alcuna difesa, nel rumore di fondo della societ dello spettacolo. E dunque necessario che lazione frammentata delle avanguardie sociali si doti di strumenti comunicativi e decisionali capaci di trasformarla in un vero e proprio progetto di cambiamento. Ci significa accettare la sfida della politica istituzionale e dare battaglia direttamente sul campo dellinformazione-comunicazione (si vedano i contributi sul tema di Giulietto Chiesa). Senza questo salto di qualit impensabile una fuoriuscita pacifica dal paradigma dello sviluppo e del consumo. Si ricordi, infatti, che lideologia del capitalismo assoluto penetrata nella vita di miliardi di persone perch la politica, leconomia di mercato e lo spettacolo hanno lavorato coerentemente per creare un mondo a loro immagine e somiglianza. Suggerire stili di vita pi sobri e rivendicare limportanza di uneconomia civile rispettosa delluomo (come fanno ad esempio Stefano Zamagni, Leonardo Becchetti, Amartya Sen e altri economisti contemporanei) non pu assolutamente bastare. Servono piuttosto delle politiche concrete che solo un soggetto organizzato pu promuovere, a livello nazionale e locale. Di seguito ne elenchiamo diverse, a breve, medio e lungo termine: - Tassare, secondo principi di giustizia sociale da troppo tempo dimenticati, i patrimoni e le rendite finanziarie di chi si arricchito sulla pelle dellintera popolazione in questi decenni di feroce neoliberismo. - Difendere il Territorio dallo sviluppo ipertrofico delle grandi opere e di tutti gli ecomostri che ne abbruttiscono il paesaggio (promuovere politiche di biourbanistica che azzerino il consumo del suolo). - Creare nelle citt spazi verdi e luoghi dincontro, riducendo drasticamente il traffico dei veicoli privati e offrendo una mobilit sostenibile gratuita resa possibile dallimpiego di mezzi pubblici e sistemi efficienti di car sharing. - Realizzare politiche che incentivino leconomia di prossimit e penalizzino duramente gli sprechi e le pratiche socialmente irresponsabili. - Impostare leggi per il risparmio energetico e per la diffusione di piccole unit di energia rinnovabile autogestite.
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- Combattere seriamente levasione fiscale con particolare attenzione ai grandi evasori. - Diminuire le spese per la politica, per il comparto militare e per il sostegno economico a imprese private che producono merci inutili o dannose, impiegando i soldi recuperati in politiche di welfare che garantiscano a tutti servizi pubblici gratuiti (su questa forma di reddito indiretto scollegato dai salari si vedano le proposte di Badiale e Bontempelli in Bisogna finire. Bisogna cominciare, ma anche in Due vie per la decrescita). - Riacquisire i principali asset strategici per leconomia pubblica (Istruzione, Sanit, Previdenza sociale, Beni comuni, ecc..) impedendo al profitto e al mercato di espandere su di essi la loro sfera di influenza. - Modificare profondamente il ruolo dei sistemi informativi e comunicativi, sottraendoli al monopolio privato e utilizzandoli per rilanciare un grande programma educativo che prepari i cittadini alla transizione e al cambiamento dei loro stili di vita e di consumo. Queste iniziative, che possono essere portate avanti solo da una forza politica organizzata, sono le uniche capaci di infrangere gradualmente il circolo infelicitante del consumo, fornendo da subito ai cittadini una prospettiva comprensibile di benessere, che sia conciliabile con la diminuzione del Prodotto Interno Lordo e che corrisponda ad esigenze di giustizia ed uguaglianza oggi inascoltate. Secondo Obama leconomia migliora, ma in realt le feste sono finite - di Piero Pagliani 09/01/2011 - Fonte: megachip. Nel gennaio dello scorso anno Giulietto Chiesa, fedele alla nostra tradizione, con un articolo sulla reale situazione economica statunitense ha portato via tutte le feste della sinistra obamiana italiana, schieramento che copre un ampio ventaglio che va dal mai dimenticato direttore di Liberazione, Piero Sansonetti, per il quale la vittoria di Obama alla Casa Bianca era addirittura paragonabile a quella di Vladimir Luxuria allIsola dei Famosi (forse era il contrario, ma rovesciando lordine lessenza del paragone non cambia), allallora neo-segretario di Rifondazione Comunista, Franco Giordano, che commosso ci veniva a dire che Obama era un po anche il suo presidente, per finire alla cosiddetta sinistra moderata che era entrata letteralmente in estasi: finalmente poteva, oltre ad esserlo, dichiararsi filoamericana senza se e senza ma. Essendo passata da poco la Befana 2011, voglio seguire anchio la tradizione, come ha fatto Giulietto Chiesa un anno fa. Ricorder allora che era dai tempi della fine della caduta della cortina di ferro che la sinistra ormai excomunista si proponeva agli Stati Uniti come alternativa ai decadenti PSI e DC, oltretutto incrostati a quella economia pubblica che il Washington Consensus imponeva a tutti i Paesi del mondo si smantellare e svendere, attraverso varie gradazioni di minacce economiche o diplomatiche e con varie gradazioni di effetti: tragici quelli nel Terzo Mondo e nella Russia di Yeltsin; odiosi, forieri di impoverimento e preannuncianti il disarmo politico e sindacale di tutti i lavoratori, nel mondo capitalistico avanzato. Era la globalizzazione (solo un altro termine per dominio americano, come ammise subito il dottor Kissinger). Lex-sinistra italiana e i suoi nuovi alleati furono gli interpreti pi fedeli di questa politica economica, fin nei suoi risvolti militari che ci spinsero alla guerra contro la Jugoslavia (la prima guerra italiana dopo la seconda carneficina mondiale e per giunta ancora una volta in Europa: fu in quel momento che la nostra bella Costituzione si rivel in tutta la sua drammaticit essere carta straccia). Da parte sua, la destra berlusconiana e leghista - eletta da settori che avevano vari motivi per non allinearsi alla politica della cosiddetta globalizzazione - si barcamenava in modo confusionario e populista, facendo progressivamente irritare i nostri alleati doltreoceano che lo dichiaravano senza mezzi termini per bocca dellEconomist, del Financial Times (non propriamente pubblicazioni prive di interessi) e da noi per bocca specialmente di La Repubblica e MicroMega. Per via soprattutto di una politica estera ed energetica poco ortodossa (cio non totalmente appiattita sulle scelte strategiche statunitensi). Unirritazione il pi delle volte mascherata dietro la denuncia di quella corruzione in denaro e sesso che appartiene alla storia del potere (un solo esempio: Ted Kennedy aveva lasciato annegare a Chappaquiddick la giovanissima Mary Jo Kopechne per coprire la sua tresca con lei, ma quando egli mor la nostra sinistra lo santific). Ma, dai e dai, nella destra finalmente pare che abbiano capito che pi igienico sforzarsi di cercare unintesa con gli interessi USA e con lalta finanza che finora si sono sentiti pi rappresentati politicamente dallex-sinistra. Possiamo in parte leggere in questottica la politica dei tagli del ministro Tremonti, probabile abile mediatore tra la finanza vaticana e quella anglosassone e quindi probabile uomo per tutte le stagioni e magari per i suoi nuovi schieramenti (tuttavia se questa mediazione non va in porto 45

attenzione alle dichiarazioni di Sua Santit e dei suoi collaboratori, specialmente quando sembra che parlino daltro - sar difficile vedere sottobraccio Fini e Casini). Tornando allarticolo di Giulietto Chiesa, che annunciava una dissimulata politica economica statunitense dausterit, il suo contenuto sembrerebbe in contrasto con le recentissime dichiarazione di O-Bomba (come il Presidente viene chiamato, et pour cause, dalla sinistra statunitense) rispetto allandamento delleconomia del suo Paese. Mi viene in mente allora una storia americana. Il presidente democratico Johnson, successore di Kennedy, si era specializzato in contabilit creativa: nella contabilit nazionale creativa con la quale cercava di nascondere la verit con espedienti come il calcolare nel Consolidate General Budget anche i fondi dei lavoratori versati al Federal Security Trust Fund; e nella contabilit internazionale creativa grazie alla quale loro versato dagli USA allFMI veniva contabilizzato anche nelle riserve auree di Fort Knox. Il vizio del falso in bilancio nazionale e internazionale non passato con Obama se, come sostengono alcuni analisti, il PIL statunitense per lo meno del 30% inferiore a quanto dichiarato mentre il tasso di disoccupazione sarebbe almeno il 20% e non poco pi del 9% (si veda il rapporto GEAB N. 47). In effetti latteggiamento di Obama molto pi simile a quello di Johnson che a quello di Kennedy, se possibile con qualche tratto negativo in pi. Johnson aveva promesso una politica di riforme, chiamata Great Society, che per gli statunitensi ebbe anche degli effetti positivi: si pensi al Civil Act emanato nel 1964 e ad alcuni miglioramenti nel sistema scolastico e in quello sanitario. Anche leconomia godette di una buona congiuntura. Ma quella ricchezza era frutto della devastante politica internazionale statunitense focalizzata in quei tempi sulla guerra del Vietnam. Obama passer alla storia come il presidente della riforma sanitaria che favorisce ulteriormente le assicurazioni, a spese dei soldi pubblici stavolta, quello che ha rimpinguato con 13 trilioni di dollari i finanzieri di Wall Street indebitando per i prossimi cento anni i propri concittadini, che ha depresso ulteriormente leconomia reale e infine - ma non la prima volta - come Nobel per la Pace artefice di escalation militari (per ora Pakistan e Yemen che si aggiungono ad Afghanistan e Iraq) con relativo impressionante aumento delle spese militari (il cui bilancio molto poco chiaro, tanto per rimanere fedeli al metodo; vedi: peacereporter.net). Le elezioni di medio termine hanno solamente registrato che il sogno Obama si infranto in meno di due anni. Per la sinistra americana si era incrinato ancor prima delle elezioni presidenziali ed totalmente andato in frantumi dopo pochissimi mesi di amministrazione. Ma per la sinistra italiana Obama rimane ancora un faro, anzi lunico faro mondiale. La tragedia della Storia si ripresenta in farsa, ma in condizioni drammatiche. E da noi col solito spirito da commedia dellarte. Se negli anni Sessanta la sinistra italiana vedeva la luna (la guerra del Vietnam) e non il dito (la Great Society che per altro nemmeno era un affare nostro e infatti allepoca alla sinistra non importava) oggi essa vede - accecata dai suoi media e rimbambita dai suoi intellettuali da strapazzo, o meglioirresponsabili come affermava Pasolini - il dito (le dichiarazioni e le riforme farlocche di Obama, che comunque non hanno nulla a che vedere col nostro benessere) e non la Luna, cio le escalation militari e la rapina mondiale che questa superpotenza continua almeno dal 1971 (dichiarazione della inconvertibilit del dollaro in oro, ovvero lammissione finalmente esplicita che il sistema mondiale non si basava su nessuna legge economica, bens sulla potenza assoluta e discrezionale degli Stati Uniti); rapina che serve a rallentare la propria decadenza (non ineluttabile, per altro, dato lo strapotere militare che hanno - ma allora bisogna ammettere finalmente cosa implicherebbe un nuovo secolo americano). Ancora una volta la sedicente sinistra italiana, purtroppo in tutte le sue espressioni e componenti, ha reso omaggio allannotazione di Ennio Flaiano che in Italia succedono cose anche gravi ma mai serie. Lo ha fatto nella sua variante globalizzata: mentre nel mondo accadono cose gravissime la nostra fu-sinistra continua a non essere seria. Anzi, le piace pigliarci in giro. E poi ci si interroga ancora sul mistero della longevit al potere di Berlusconi. Lo specchio informatico - di Mario Braconi - 09/01/2011 - Fonte: Altrenotizie. La convergenza tecnologica tra immense capacit di calcolo e di archiviazione dati, disponibilit di fotocamere e videocamere ad alta definizione a basso costo e software sempre pi raffinati, potrebbe
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rivoluzionare la nostra vita. Per dirla con Hartmut Neven, informatico e mente strategica di Google, citato da Steve Lohrn nel suo pezzo sul NYT del primo gennaio, senza dubbio le macchine sono in grado di osservarci e capirci meglio; quali siano le conseguenze di ci difficile a dirsi, ora. Chiunque sinteressi di tecnologia, anche da semplice utente, se ne implicano una qualche capacit della macchina che ci sta davanti di nostro comportamento naturale. I principali servizi di archiviazione foto Live Photo Gallery di Microsoft, Flickr di Yahoo! e iPhoto di Apple) sono riconoscere i volti (face-recognition). accorto: sono diversi i servizi che guardarci e di interpretare il online (Picasa di Google, Windows tutti dotati di software in grado di

Lo scorso novembre la Microsoft ha lanciato in tutto il mondo Kinect (evoluzione commerciale del progetto Natal), un aggeggio che, collegato alla consolle di gioco della casa di Richmond, consente di interagire con la XBOX senza bisogno di controller: il dispositivo, infatti, in grado di registrare la sagoma della persona che gli si trova davanti e di intercettare ed interpretare i suoi movimenti e i suoi comandi vocali. Gli ottimisti ad ogni costo potranno anche credere che i giganti informatici si preoccupino esclusivamente di rendere pi interessanti le interazioni uomo-macchina, aiutandoci - che so - a trovare nellhard-disk tutte le foto in cui compare la cara zia Giuseppina, o evitandoci il fastidio del controller. Ma evidente che queste applicazioni sono il sottoprodotto di una tecnologia studiata per riconoscere, seguire, ed eventualmente colpire (e non virtualmente) un nemico: ovvero una tecnologia militare (forse non un caso se il partner che ha sviluppato la telecamera a zona montata da Kinect sia una societ israeliana). Le applicazioni gi possibili con le nuove tecnologie di analisi facciale sembrano trasferite di sana pianta da un film di fantascienza: grazie ad una speciale telecamera, un dispositivo messo a punto al Media Lab del MIT di Boston, ad esempio, in grado di inferire il numero delle pulsazioni della persona osservata, come risulta da una ricerca pubblicata lo scorso maggio da Poh, McDuff e Rosalind W. Picard. Questo perch, grazie a un apposito applicativo, la macchina vede il colore della pelle come una combinazione di rosso, blu e verde, ed in grado di percepire variazioni di colore prodotte dalla contrazione dei vasi sanguigni non percepibili dallocchio umano. La professoressa Picard, assieme alla collega Rana el-Kalioubyha, hanno fondato Affectiva, una societ che intende sfruttare la tecnologia di riconoscimento facciale a fini commerciali, mettendola a disposizione di esperti di marketing, negozianti e major cinematografiche. Secondo John Ross, capo di Shopper Science, le facial-analysis sono molto pi efficaci di quanto potranno mai essere analisi di mercato o focus group, perch forniscono la mappatura in tempo reale delle emozioni che conducono allacquisto, evitando anche quel pizzico di ipocrisia tipica degli intervistati, i quali spesso si sforzano di essere gentili, ammorbidendo i propri giudizi. Non a caso, i servizi della Affectiva sono gi utilizzati da un sito di vendite e da uno per cuori solitari, che lo impiegano per studiare quali siano le parole chiave che emozionano di pi i loro clienti o visitatori. La domanda ineludibile: questa tecnologia socialmente benefica? Come ogni volta che si discute di progresso tecnologico, si deve concludere che una risposta univoca non c. Non esistono, infatti, tecnologie intrinsecamente buone o malvagie: solo applicazioni sane o perverse. Prima di stracciarsi le vesti e preconizzare lennesima distopia, sar opportuno ricordare che la sorveglianza informatica avanzata pu essere utilizzata per prevenire le risse in un carcere o per ricordare a medici ed infermieri di lavarsi regolarmente le mani dopo aver visitato i pazienti in terapia intensiva, scongiurando la comparsa di infezioni post-operatorie. O che la tecnologia di analisi facciale, la pietra filosofale di tutti i mercanti, stata spesso impiegata anche per aiutare le persone autistiche a comprendere le espressioni facciali degli altri, per loro spesso difficilmente interpretabili. E doveroso, comunque, essere realisti ed ammettere che un impiego massiccio di tecnologie come quelle descritte potrebbe facilmente trasformare le nostre vite in un incubo dominato dal controllo e dallingegneria sociale (a lezione o in ufficio sei abbastanza concentrato?, le foto di gattini ti fanno pi tenerezza di quanto dovrebbero?, la muscolosa guardia giurata ti emoziona pi della piacente commessa?, eccetera...). La tecnologia deve progredire e sono inevitabili effetti collaterali anche molto sgradevoli: ma la vita digitale ormai cos interconnessa a quella reale che la posta a rischio, qui, immensa. E accettabile una vita sempre sotto locchio vigile delle macchine e di chi le controlla? Come modifica il suo comportamento un essere umano che sa di essere perennemente sotto scrutinio? Ci possono essere elementi positivi - la riduzione della criminalit? - ma che cosa accade ad una societ che improvvisamente diventi, come sintetizza Lohrn, meno spontanea, meno creativa, meno innovativa? I tecnocrati, in effetti, hanno in mano un potere enorme e speriamo che le loro scelte siano sempre illuminate come quella di Google, che ha deciso di non dotare Goggles dellapplicativo di riconoscimento facciale. Infatti, poich il nuovo servizio della societ di Mountain View consente di lanciare una ricerca non pi sulla base di una query verbale ma di una immagine presa da uno smartphone, e poich sempre
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possibile che una persona possa essere fotografata senza il suo consenso, con il riconoscimento facciale, Goggles avrebbe potuto diventare facilmente lapplicativo ideale per gli stalker. Con la scelta di Google questo pare scongiurato. Almeno per ora. Matteo Miotto, una morte al di sotto di ogni sospetto - di Giancarlo Chetoni - 09/01/2011 - Fonte: Bye Bye Uncle Sam. Le flagranti e pagliaccesche contraddizioni della versione ufficiale Non ci stupisce che ad appena 24 ore dai funerali a S. Maria degli Angeli il Presidentissimo, influenzato e febbricitante ci aveva fatto sapere tanto da non poter essere presente alla cerimonia funebre di Matteo Miotto dopo aver disertato anche quella allaeroporto di Ciampino, abbia avuto tutto il tempo per rimettersi in perfetta salute e raggiungere Napoli ancora sommersa dalla spazzatura, per farsi ciceronare insieme alla Sign.ra Clio in un evento culturale di grande richiamo come pu esserlo una mostra del Caravaggio. La morte dellAlpino il 31 Dicembre ha avuto come effetto di disturbargli, oltre che il soggiorno a Villa Roseberry, anche il calendario degli appuntamenti familiari nei primi tre giorni dellanno. Il tutto mentre il suo Ministro della Difesa, visto che linquilino del Quirinale anche Capo Supremo delle Forze Armate (almeno cos dice), volava a rotta di collo a Herat per portare questa la motivazione ufficiale del viaggio il suo saluto al contingente italiano. Un corpo di spedizione ormai con il morale sotto i tacchi non solo per la morte dellAlpino ma soprattutto per la nuova tattica, pretesa ed imposta dal generale Petraeus, di stare sul terreno in Afghanistan. Lallargamento delle bolle di sicurezza, che ci ricordano quelle di sapone, e la trasformazione dei reparti ISAF Italia in Task Force, sul famigerato modello 45, pi lapprontamento di capisaldi fissi, in zone totalmente fuori controllo con necessit di rifornimenti logistici via aria e terra, non potevano non portare ad un incremento da capogiro delle nostre perdite. Nel 2010 sono morti 10 militari italiani contro i 25 complessivamente caduti dal 2002, da Kost con la Folgore (base Salerno, confine Af/Pak) fino al 2009, portando il conto, per ora, a 35 morti ammazzati per una missione di pace che fa sabbia da tutte le parti al di l dei costi stratosferici che impone ad uno sfiatatissimo erario pubblico. Per capire il livello di autentica folla raggiunto dal Governo baster ricordare lultimo regalo da 6 milioni di euro a Dicembre dellanno appena concluso, fatto dalla Cooperazione gestita dal Ministro degli Esteri Frattini per lo sviluppo dei progetti agricoli di Kabul, nello stesso giorno in cui Polizia e Carabinieri bastonavano nel porto di Civitavecchia il capo del Movimento Pastori Sardi Piras e la sua delegazione, in rappresentanza di 15.000 produttori ridotti alla fame, intenzionata a raggiungere Roma e protestare sotto Palazzo Chigi. La visita di La Russa a Herat non ci ha affatto sorpreso. A dire il vero ce lo aspettavamo. Con il Presidente della Camera in vacanza nellOceano Indiano, dopo la visita di Schifani al PRT di Herat non poteva mancare quella del DAnnunzio del XXI secolo. E poi la morte di Miotto necessitava di qualche urgente aggiustamento sul posto, vista la brutta piega che stava prendendo la faccenda in Italia quando sono cominciate a filtrare le prime indiscrezioni che smentivano la versione preparata a tavolino a Palazzo Baracchini: il rinvenimento di un proiettile in calibro 7.62 nella mimetica di Matteo Miotto in corrispondenza di un foro di uscita nella schiena. Ed cos che si tenter di fare e di impiastricciare. Quando lAnsa ha battuto il dispaccio del 31 Dicembre ha scritto inequivocabilmente cecchino. Un cecchino isolato, un terrorista che ha sparato un unico colpo allindirizzo dellAlpino e quella notizia sicuramente partita dal Ministero della Difesa. Versione poi confermata ufficialmente da La Russa. Letta quella dichiarazione siamo andati a cliccare Dragunov. Lo avevamo visto in Iraq nelle mani della guerriglia baathista. Ne sapevamo qualcosa e abbiamo voluto rinfrescarci la memoria. Il primo filmato su Youtube che ne uscito ci mostrava dei rangers USA che si addestravano al tiro con quel fucile di precisione in Afghanistan con limmancabile accompagnamento di caciara yankee. In pi eravamo certi di non averlo visto, nemmeno una volta, nella disponibilit di qualche formazione pashtun. Le decine di fotografie che via, via nel tempo abbiamo esaminato lo escludevano.
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Il generale Marcello Bellacicco, attuale comandante del PRT di Herat, ha definito il Dragunov una new entry. Un linguaggio da Grande Fratello. Ma cos se vi pare. Unarma che non ha mai destato allarme nelle forze della coalizione ISAF tanto da poter essere venduto come residuato di guerra nei suk delle principali citt del Paese delle Montagne. Il perch semplice. I modelli in mostra non hanno ottica n diurna anni 60 a ingrandimento 4, n notturna che necessita di una pila di alimentazione. Inoltre non maneggevole, impreciso nel tiro a media-lunga distanza, non dispone di bipiede di appoggio, ha limitate capacit di fuoco, il serbatoio contiene 10 colpi, e necessita di proiettili in calibro 7.6254 che sono diversi nelle dimensioni dai 7.6233 degli AK-47. Ed in pi i pashtun, per ancestrale arretratezza culturale, disprezzano il tiratore scelto e camuffato dellOccidente che colpisce di nascosto. Lipotesi del cecchino isolato che aveva colpito Miotto, prima alla spalla, poi al fianco, e poi tra collo e spalla non riusciva a convincerci. Anche perch il caposaldo Buji o Snow sta in una posizione sopraelevata di 250 mt sul terreno desertico, circostante, non ha torrette come Fort Alamo, ma piazzole, camminamenti ed alloggi approntati con materiale di fortuna ed una protezione passiva fatta di ecobastian addossati luno allaltro a formare un cerchio su un area di 3-400 mq, trasportati sul posto con elicotteri CH-47. Per quanto ne sappiamo, Buji un avamposto in zona desertica privo di rampa di accesso per mezzi ruotati, rifornibile esclusivamente per via aerea anche per lavvicendamento del personale, tenuto da un mezzo plotone scarso di militari che vivono in una costante condizione di isolamento psicologico e materiale dal Comando Centrale di Herat. In alcuni capisaldi, dove il terreno lo consentiva, un quarto dei militari italiani sono stati costretti a scavare trincee con pala e piccone ed a mettere su alloggiamenti con travi, prefabbricati ed ondulati, tenendo le posizioni con temperature oscillanti tra il giorno e la notte tra i +40 ed i -5/-7 in estate ed i 15/-20 in inverno. Ritenevamo invece che fosse indispensabile trovare il proiettile che aveva attinto Matteo Miotto perch poteva contenere unenormit di informazioni utili: fattura, calibro, composizione delle leghe, rigature lasciate dalla canna e cos via per poter essere certi che non fosse magari un proiettile 308W sparato da fuoco amico, molto ma molto simile al 7.6254 sparato da un Dragunov. Appena 3 millimetri di differenza in meno nella lunghezza del bossolo. La ritenzione o meno del proiettile nel corpo di Miotto era un altro problema che avrebbe dovuto uscire dallautopsia ma cos non stato. Dal momento che le pensiamo tutte ma proprio tutte ci parso strano che il procuratore aggiunto Saviotti sia stato chiamato il giorno successivo a rapporto dal Copasir. Pu essere che DAlema voglia sentirlo per Calipari, come stato annunciato, ma qualche dubbio, di indebita pressione altra non pu non rimanere in piedi. Dal leggo delle grandi occasioni del PRT di Herat, dallhangar alla presenza delle truppe schierate, un La Russa in tuta mimetica ha voluto farci sapere quale dovrebbe essere lultima versione della morte dellAlpino del 7 reggimento della Julia. Lo riportiamo per intero per far capire ai lettori la sfrontatezza con cui si dichiara il falso e le enormi difficolt che incontra nel dare una spiegazione razionale, logica alluccisione di Matteo Miotto e le flagranti, pagliaccesce contraddizioni in cui cade. Le conclusioni le tireremo alla fine, anche se non siamo esperti balistici sappiamo leggere e capire. E stato ucciso da un cecchino, solo che questo non ha sparato un solo colpo ma diversi colpi. Si pu pensare che non fosse solo, anzi probabile che ci fossero altri 4-5 uomini di copertura ma possibile che a sparare sia stato soltanto lui. E stato un vero e proprio scontro a fuoco. Gli insurgents che hanno attaccato la base, difficile dire quanti fossero, hanno cominciato a sparare con armi leggere [di pesanti non ne hanno mai avute - nda] . I militari italiani hanno risposto. Miotto che faceva parte di una forza di pronto impiego andato alla garitta a dare manforte al soldato che cera. Sparavano a turno: uno sparava e laltro si abbassava. E proprio mentre si stava abbassando che Matteo stato colpito al collo. Dallesame del proiettile stato possibile risalire allarma che ha fatto fuoco. E un Dragunov degli anni 50 di fabbricazione sovietica. Si trova anche al mercato nero di Farah. Dal canto suo il generale Bellacicco, nel tentare di dare due mani e due piedi al suo superiore, senza pensare di poterlo inguaiare ancora di pi ha dichiarato con candore quanto segue:

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La battaglia alla base Snow si conclusa dopo diverse decine di minuti anche in seguito allintervento di un aereo americano che ha contribuito a bonificare larea. Secondo indiscrezioni ci sarebbero state 4 vittime tra gli insorti. Non chiaro se tra di loro ci fosse anche il cecchino. Unultima annotazione prima di chiudere. La Russa si portato ad Herat 4 ragazzi sotto i diciotti anni di et che hanno gi sperimentato la sua mini-naja, due maschi e due femmine che sono stati invitati ad indossare il cappello alpino. Il loro desiderio ha detto La Russa di poter fare i militari ma ancora c tempo. Se non qu ad Herat altrove. Il proiettile che ha ucciso Miotto La Russa dice di averlo trovato. Lo porti in Italia e lo consegni ai pm titolari dellinchiesta. Il resto si vedr. Relazioni dei ROS e dichiarazioni a verbale degli altri alpini del 7 Reggimento che erano con Miotto al momento del suo decesso nella base Snow comprese. Ci apettiamo che la Procura di Roma faccia per intero il suo dovere, senza guardare in faccia nessuno, dedicando grande attenzione anche al contenuto del suo testamento per valutare la concreta possibilit di fuoco amico. Il medico che batte i tumori curando anche l'anima - di Marcello Foa - 08/01/2011 - Fonte: il giornale. Immaginate un oncologo che riceve i pazienti parlando della bellezza della vita e che quando li dimette li ringrazia per avergli permesso di condividere la loro gioia e il loro dolore. Un oncologo che considera una benedizione le scoperte scientifiche, ma che quando cura non si limita alla chemioterapia e alla radioterapia. Va oltre. Sa che lanima di ognuno di noi non scollegata dalle cellule e dunque un tessuto cancerogeno difficilmente potr guarire se lo spirito resta malato. Quel medico si chiama Maurizio Grandi ed un luminare. Specialista in oncologia clinica e in altre cinque discipline mediche, docente universitario in Italia e all'estero, medaglia d'Oro dell'oncologia a Roma, Gran Croce Cristoforo Colombo del Congresso degli Stati Uniti d'America e ha guidato il Laboratorio della ricerca della vita. Eppure in Italia praticamente sconosciuto. Quando glielo fai notare, risponde: Meno male e capisci subito che la sua non falsa modestia, ma un approccio coerente con la sua personalit. Non cerca la popolarit, n le polemiche. Eppure i suoi risultati sono davvero straordinari; quasi miracolosi. Tanto pi che, contrariamente a medici famosi e controversi (a cominciare da Di Bella) non pretende di aver inventato cure miracolose. Al contrario. Il suo segreto metodologico. Non si limita alla chemio e alla radioterapia, ma scava nel passato attingendo alla medicina tradizionale e ad altre discipline, che in apparenza nulla condividono con l'oncologia. Oggi ha 58 anni e rappresenta una famiglia che esercita la professione da 8 secoli, per lesattezza dal 1200. Maurizio Grandi opera nel proprio poliambulatorio, un edificio alla periferia di Torino, soprannominato La Torre, che per del non sembra una struttura clinica, bens un condominio. Il suo gabinetto appare come un appartamento, arredati con buon gusto. Quando il paziente entra ha la sensazione di visitare un amico. E come un amico viene ricevuto. Maurizio Grandi non ha mai fretta. E visita a modo suo, per un'ora, se necessario anche due. Osserva la postura del paziente, lo fa parlare di s, della sua famiglia, delle sue preoccupazioni per intuire il suo stato danimo. E, soprattutto, conquistarne la fiducia. Ritiene indispensabile stabilire un'alleanza terapeutica per mettere insieme il malato con il suo cuore, con la famiglia, con se stesso, con le istituzioni, compreso il medico, perch solo a quel punto pu cominciare la lotta contro il male. La cartella clinica fondamentale, ma non esaustiva, aggiunge. E le terapie pi moderne non sempre vincenti. Capita spesso che si formino fenomeni di chemioresistenza, di ormonoresistenza. E allora che cosa fai?. Alcuni medici scelgono l'accanimento terapeutico, altri sarrendono, passando alle cure paliative. A me piace ipotizzare altre strade - spiega - non per sostituire l'esercito terapeutico, ma per rafforzare le sue chance di riuscita, per superare la cinta muraria dei chemioresistenti. Quando tutto sembra perduto bisogna trovare il cavallo di Troia, il pertugio insperato, il modo per far suicidare le cellule nemiche o per convincerle a far la pace. Come? Ad esempio con la fitoterapia, ovvero l'utilizzo di piante e dei loro derivati. L'ho scoperta quando ero ricercatore a Parigi (e gi considerato uno dei cinque migliori giovani oncologi di Francia, n.d.a) e non l'ho mai abbandonata. E poi con limmunologia, la fisiochinesiterapia (una forma di terapia fisica e manuale), l'etnomedicina, la medicina ambientale. Il suo arsenale include anche le regenoterapia, basata sullo scambio ionico dei bio-elementi, attraverso l'emissione di radiofrequenze dedicate.
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Non si stanca di precisare che queste non rappresentano un'alternativa alle cure moderne, ma un complemento per rafforzarne le chance di riuscita. E quando sicuro che hai capito bene va oltre. Spiega che il grande medico colui che asseconda il proprio intuito, come facevano i luminari del Settecento e dell'Ottocento che pur privi di strumenti sofisticati erano dei grandissimi diagnosti, perch ascoltando la voce interiore giungi a diagnosi che poi l'analisi confermer. Lintuito anticipa e instrada, esalta le capacit del medico, il cui talento non mai solo razionale, ma impalpabile, istintivo, subliminale. E flessibile, con se stesso e con gli altri. Lopposto della medicina in serie e di massa. convinto che il tumore rappresenti una perdita di integrit, il venir meno dell'unit interna e del riconoscimento del s e del legame del s con gli altri e che per combatterlo occorra ristabilire la propria armonia interna. La Fede aiuta moltissimo, Grandi insegna ad ascoltare il proprio corpo e il proprio spirito, ad esempio riattivando i cinque sensi, di cui spessiamo perdiamo la consapevolezza. Dimostra come musica, carezze, profumi, immagini diano sollievo, gioia, forza interiore. Diversi pazienti considerati spacciati, affidandosi a lui sono guariti, altri sono riusciti a bloccare la malattia per anni. E oggi, naturalmente, lo adorano. Non tutti, ovviamente, ce la fanno. Maurizio Grandi non un guru, n uno sciamano, bens solo un medico dalla mente molto aperta. E anche quando il viaggio dei pazienti alla fine, lui continua a sostenerli, sollecitandoli a mostrare la parte migliore di s proprio nellora pi difficile. Insegna ad accettare la fine con un sorriso pieno, solare. Il sorriso di chi ha capito tutto. Uova alla diossina, lo scandalo si estende allItalia - di Andrea Valdambrini - 08/01/2011 - Fonte: il fatto quotidiano Chiusi in Germania 4700 allevamenti, riscontrate quantit 77 volte superiori al consentito. La contaminazione provocata dall'uso di residui di biodiesel nella produzione di mangimi Anche lItalia ha importato una limitata quantit di uova alla diossina. A dirlo stato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, che minimizza: Grazie alletichettatura possibile rintracciarle guardando il marchio di produzione e provenienza. Un primo allarme era stato lanciato il 5 gennaio, ma lemergenza esplosa solo ieri, quando si appreso che non solo in Germania, ma anche in Olanda e in Gran Bretagna sarebbero state messe in distribuzione uova e mangimi contaminati dalla diossina. Il problema il livello troppo elevato della sostanza notoriamente cancerogena e persistente nellambiente contenuto nei mangimi destinati a maiali e polli: 77 volte pi della soglia consentita , secondo lultimo test. La diossina sarebbe arrivata da 3000 tonnellate di grassi alimentari destinati al bestiame, attraverso 25 diversi fornitori. Allorigine della contaminazione, lo stabilimento di produzione Hales e Jentzsch, in Sleswig Holstein, Land (ovvero stato federale) della Germania del nord. Lemergenza ha gi fatto chiudere in via cautelativa 4700 allevamenti sul suolo tedesco, la maggior parte dei quali in Bassa Sassonia. Le autorit al momento rassicurano, affermando che non ci sono rischi per luomo. Lo dice da Bruxelles il Commissario alla Salute, il maltese John Dalli, attraverso il suo portavoce, che sostiene come le quantit di diossina al momento riscontrate non siano pericolose per la salute umana. E tuttavia, ammette, i livelli tossici sono tre o quattro volte superiori a quelli fissati, che dovrebbero fermarsi a 0,75 nanogrammi di diossina per un chilo di grassi alimentari. Non ha per ancora avuto modo di rispondere ai risultati di un secondo test. Dalla nuova rilevazione appare come in un lotto di uova analizzato sia stato riscontrato un livello pari a 77 volte quello consentito dai regolamenti dellUnione europea a tutela della salute. Non troppo lontano, dunque, dalle 100 volte dello scandalo diossina del 1999 in Belgio, che Bruxelles prendeva come termine di paragone per tentare di sdrammatizzare il caso degli allevamenti tedeschi. Ma come stata possibile la contaminazione? Sotto accusa la gi citata Hales e Jentzsch, la ditta produttrice di mangimi per bestiame. Nel processo di trasformazione, venivano inseriti allinterno dei grassi alimentari anche residui di biodiesel, combustibile evidentemente tossico se entra in contatto con la catena di produzione alimentare. Non chiaro se la contaminazione sia avvenuta accidentalmente o volontariamente, con lintento di aumentare i profitti. In ogni caso, resta il silenzio dellazienda produttrice. Si pensi soltanto che, se i sospetti di irregolarit si avevano gi da marzo 2010, i risultati dei test sono stati resi noti solo il 27 dicembre scorso. E, alla luce dei nuovi dati di oggi, probabilmente non si detta ancora tutta la verit su un episodio che potrebbe allargarsi ancora. Ora le autorit cercano di rassicurare i consumatori, ma la situazione in continua evoluzione: i 1000 allevamenti inizialmente chiusi in Germania sono pi che quadruplicati in soli due giorni, lallerta confinata ad un Paese si estesa ad altri due. Il particolare, la Gran Bretagna ora sotto i riflettori. Attraverso un
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passaggio in Olanda, sono arrivate anche oltremanica le uova alla diossina. Per giunta in forma liquida, ovvero pronte ad essere inserite in preparati come la maionese o i dolci confezionati. Per questo Barbara Kamradt, attivista di Greenpeace ed esperta di questioni alimentari, ha denunciato alla Bbc i ritardi con cui le autorit hanno inizialmente indicato il pericolo solo nelle uova: Ora invece stiamo parlando della produzione suina, del latte e penso che non siamo ancora alla fine dello scandalo. Sta solo crescendo. Linganno Khodorkovsky - di Pino Arlacchi - 08/01/2011 - Fonte: pinoarlacchi Non mi straccio le vesti sul caso Khodorkovsky, e chi lo considera un martire delle libert vittima di una disinformazione clamorosa. E di una Babele politico-mediatica che finisce col rendere tutti pi ignoranti. Sakineh, Battisti, Khodorkovsky: che differenza c? Credo di saper riconoscere un mafioso, e posso affermare che Khodorkovsky stato un mafioso tra i pi pericolosi. Che invece di pentirsi, restituire il bottino nascosto nei paradisi fiscali e chiedere perdono alle sue vittime, finanzia campagne di pubbliche relazioni che hanno raggiunto il surreale, accostandolo a Sacharov, Gandhi, e tra un po anche a Ges Cristo. Quando si tratta, al massimo, di un oligarca sconfitto in una guerra di potere, e imprigionato con procedure discutibili. Non mi straccio le vesti anche perch ho conosciuto la Russia degli anni 90: uno stato della mafia i cui massimi architetti e beneficiari sono stati proprio Khodorkovsky e i suoi compari oligarchi. Uno stato edificato con lamorevole assistenza della finanza occidentale, che ha colto loccasione della caduta del comunismo per costruirci sopra una montagna di soldi. Sono state infatti le banche europee ed americane che hanno ricettato i soldi della mafia russa contribuendo a portare un grande paese sull orlo del disfacimento. Ma la festa finita con larrivo di Putin, ed questa la soluzione dell enigma del 70% dei suoi consensi attuali. E della sua impopolarit presso il grande business anglo-americano ed i loro giornali, innamoratisi all improvviso di Khodorkovsky. L lite criminale pi vicina agli oligarchi amici di Yeltsin quella dei boss di Cosa Nostra. Stessa ferocia, stessa protervia politica, mascherata da un grado di ricchezza, istruzione e status sociale di gran lunga superiori. Gli ex-caprai di Corleone non hanno mai neanche sognato i livelli di agiatezza e sofisticazione dei magnati criminali russi. Il capo di Cosa Nostra russa era Boris Berezovsky, quello che viene intervistato dai giornali italiani nei panni di un rifugiato politico in Inghilterra. Un uomo capace di ordinare un assassinio al mattino, e di andare poi a cena con un George Soros determinato a redimerlo (vedi resoconto di Soros a pag. 223 del mio volume La mafia imprenditrice). Berezovsky era un matematico, membro dell Accademia russa delle scienze, e lo stesso Khodorkovsky era un importante dirigente di partito. Gli altri boss erano tutti personaggi noti al grande pubblico perch parlamentari, imprenditori, sindaci, proprietari di giornali e televisioni nazionali. Senza questo livello intellettuale, loligarchia criminale russa non avrebbe potuto escogitare quella che a tuttoggi la pi grande frode della storia. Nata da una alleanza tra i magnifici 7 stipulata a Davos, durante il World Forum annuale, per sostenere Yeltsin alle elezioni, questa truffa ha consegnato nelle loro mani quasi met della ricchezza della Russia. Il maxiraggiro venne chiamato prestiti contro azioni e funzion cos. Alla fine del 1995 il governo russo, invece di chiedere prestiti alla Banca Centrale, si rivolse alle banche degli oligarchi. Come garanzia per il credito concesso, queste banche avevano ricevuto in custodia temporanea i pacchetti azionari di maggioranza delle pi grandi imprese del paese. Un anno dopo, proprio per consentire agli oligarchi di tenersi le azioni, il governo decise di non restituire i prestiti. Cos Berezovsky ed i suoi, dopo aver prestato 110 milioni di dollari, si ritrovarono in mano il 51% di unazienda, la Sibneft , che valeva 5 miliardi di dollari. Il gruppo Menatep, guidato da Khodorkovsky, pag 160 milioni per ottenere il controllo della Lukoil, una compagnia petrolifera che valeva pi di 6 miliardi di dollari. La Banca di un altro amico degli amici, Potanin, spese 250 milioni di dollari per impadronirsi della Norilsk Nichel, leader mondiale della produzioni di metalli, il cui valore si aggirava sui 2 miliardi di dollari. La frode dei prestiti contro azioni il vizio fondante del capitalismo russo. Ha contribuito al consolidamento di una oligarchia politico-mafiosa che ha generato il pi grande disastro sofferto dalla Russia dopo l invasione nazista del 1941. Il PIL della Russia si dimezzato in pochi anni. I risparmi di tutta la popolazione sono evaporati a causa della svalutazione selvaggia del rublo. La povert passata, negli anni 90, dal 2 al 40% della popolazione. Let media si abbassata di 5 anni a causa del ritorno di malattie scomparse. Per lunghi periodi lo stato non ha potuto pagare pensioni e stipendi, mentre nel paese scorazzavano bande delinquenti di ogni risma.
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La plutocrazia fiorita sotto Yeltsin, daltra parte, non era il capitalismo primitivo che precede quello pulito. Era un sistema di potere senza futuro, che per sopravvivere doveva continuare a rubare e corrompere. Il suo tallone dAchille era lassenza di una vera protezione legale. Il timore di venire espropriati da un governo non amico, che avrebbe potuto dichiarare illegittime le privatizzazioni, e la paura degli oligarchi di essere a loro volta derubati da altri ladri, hanno avuto due conseguenze. Li hanno spinti in primo luogo a portare fuori dalla Russia il loro malloppo. E fin qui tutto bene, perch oltreconfine cerano spalancate le grandi fauci delle banche svizzere, inglesi ed americane (vedi scandalo Bank of America e simili), ben liete di riciclare i loro beni. Ma i problemi sono nati nel momento in cui i mafiosi russi, per garantirsi limpunit, sono stati costretti a perpetuare il loro patto scellerato con la politica. Nel 1999 era arrivato al potere un uomo dei servizi segreti, gradito sia a Yeltsin che agli stessi oligarchi, e da loro considerato uno dei tanti primi ministri da sostituire, all occorrenza, dopo un paio di mesi. Ma Vladimir Putin aveva una particolarit. Dietro le sue spalle cerano anche quei pezzi del KGB che non erano confluiti nel calderone criminale della Russia postcomunista: pezzi ormai marginali di uno stato in via di dissoluzione, ma ancora in vita, e comunque depositari di un senso della nazione profondamente sentito dai cittadini russi. Facendo leva su queste zattere alla deriva, e sullimmenso risentimento collettivo contro Yeltsin e i boss della mafia, Putin prese rapidamente le distanze dai suoi sostenitori. Dopo pochi mesi di governo, egli fu in grado di mettere gli oligarchi davanti a unalternativa: il rientro nei ranghi del potere finanziario, senza alcuna pretesa di intervento nella politica, in cambio della rinuncia del governo a recuperare il maltolto delle privatizzazioni; oppure la guerra totale, con rinazionalizzazione dei beni pubblici razziati e con la fine dell impunit per i crimini commessi dai capibastone (stragi, omicidi, furti, truffe, sequestri, estorsioni, evasioni fiscali in abbondanza). Furono avviati anche gli opportuni contatti con lufficio che ho diretto alle Nazioni Unite, e che aveva appena lanciato uniniziativa per la confisca, per conto dei governi danneggiati, dei beni di provenienza illecita riciclati nei centri finanziari del pianeta. Di fronte alla proposta di Putin, il fronte mafioso si spacc. Alcuni oligarchi l accettarono. Altri la irrisero, compiendo cos il fatale errore di sottovalutare la forza dell ex dirigente del KGB, nel frattempo diventato Presidente. Per evitare vari mandati di cattura, Berezovsky si rifugi nel Regno Unito, da dove finanzia attivit antirusse con il beneplacito dei servizi segreti di Sua Maest. Khodorkovsky pens invece di sfidare Putin politicamente, finanziando partiti ostili a questultimo, nella speranza di rovesciarlo. Gli andata male. Khodorkovsky molto impopolare in Russia, per le ragioni che abbiamo spiegato. Ed i suoi attacchi hanno perci sortito leffetto di rafforzare e non di indebolire Putin. Ma il soggetto ancora un uomo ricco, con molti soldi allestero. Con i quali pu pagare le fatture di illustri lobbisti e di rinomate societ di pubbliche relazioni. Come sanno vari parlamentari europei miei colleghi, i pi sprovveduti dei quali si prestano a campagne pro-Khodorkosky con un impegno degno di miglior causa. L'lite mondiale controlla ormai tutte le ricchezze del mondo - di The Economic Collapse Blog 08/01/2011 - Fonte: ecplanet Al giorno doggi la ricchezza mondiale pi concentrata nelle mani di una lite di quanto lo sia mai stata nella storia moderna. Un tempo la maggior parte della popolazione sul pianeta sapeva come coltivare i propri alimenti, allevare i propri animali e prendersi cura di s. Non cerano molte persone favolosamente ricche, ma cera una certa dignit nellavere un pezzo di terra che potevi chiamare tuo, o nellavere unabilit che potevi far fruttare. Tristemente, nelle ultime decine di anni, una percentuale sempre maggiore di terre coltivabili stata inghiottita da grosse corporation e da governi corrotti. Centinaia di milioni di persone sono state cacciate dalle proprie terre verso aree urbane sempre pi dense. Nel frattempo, diventato sempre pi difficile avviare unattivit propria, dal momento che poche monolitiche corporation globali hanno iniziato a dominare quasi ogni settore delleconomia mondiale. Cos, un numero sempre maggiore di persone nel mondo stata obbligata a lavorare per il sistema per riuscire appena a sopravvivere. Allo stesso tempo, coloro che sono al vertice della catena alimentare (llite) hanno impiegato decenni per implementare il sistema in modo da assicurarsi nelle proprie tasche porzioni sempre pi vaste di ricchezza.

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E cos oggi, nel 2010, abbiamo un sistema globale in cui pochissime persone al vertice sono assurdamente ricche, mentre circa met della popolazione di questo pianeta irrimediabilmente povera. Ci sono davvero poche nazioni nel mondo che non siano state quasi interamente saccheggiate dalllite globale. Quando llite parla di investire nei paesi poveri, ci che intende veramente prendere possesso delle terre, dellacqua, del petrolio e delle altre risorse naturali. Grosse corporations globali stanno oggi spogliando dozzine di nazioni in tutto il mondo di favolose quantit di ricchezza, mentre la maggior parte della popolazione di quelle nazioni continua a vivere in unabietta povert. Nel frattempo, i politici al vertice di quelle nazioni ricevono ingenti doni per poter perpetrare il saccheggio. Quello che quindi abbiamo nel 2010 un mondo dominato da una minuscola manciata di persone ultraricche al vertice che posseggono una quantit incredibile di beni reali, un gruppo pi numeroso di manager intermedi che fa funzionare il sistema per llite globale (e che pagato veramente bene per farlo), centinaia di milioni di persone che fanno il lavoro richiesto dal sistema, e diversi miliardi di inutili avventori di cui llite globale non ha bisogno alcuno. Il sistema non stato progettato per elevare il tenore di vita dei poveri. N per promuovere la libera impresa e la competizione. Llite intende piuttosto accaparrarsi tutta la ricchezza e lasciare il resto di noi schiavi del debito o della povert. Quello che segue un elenco di 20 dati statistici che provano il continuo accentramento di ricchezza nelle mani delllite globale, lasciando la maggior parte del resto del mondo in povert e miseria.

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Secondo la UN Conference on Trade and Development (Conferenza dellONU su Commercio e Sviluppo), il numero di paesi meno sviluppati raddoppiato negli ultimi 40 anni. I paesi meno sviluppati hanno speso 9 miliardi di dollari per importazioni di alimenti nel 2002. Nel 2008 questa cifra salita a 23 miliardi di dollari. Il reddito medio pro-capite nei paesi pi poveri dellAfrica sceso a 1/4 negli ultimi 20 anni. Bill Gates ha un patrimonio netto dell'ordine dei 50 miliardi di dollari. Ci sono circa140 paesi al mondo che hanno un PIL annuo inferiore alla ricchezza di Bill Gates. Uno studio del World Institute for Development Economics Research (Istituto Mondiale per la ricerca sulleconomia dello sviluppo) evidenzia che la met inferiore della popolazione mondiale detiene circa l1% della ricchezza globale. Circa 1 miliardo di persone nel mondo va a dormire affamato ogni notte. Il 2% delle persone pi ricche detiene pi della met di tutto il patrimonio immobiliare globale. Si stima che pi dell80% della popolazione mondiale vive in paesi dove il divario fra ricchi e poveri in continuo aumento. Ogni 3,6 secondi qualcuno muore di fame, e 3/4 di essi sono bambini sotto i 5 anni. Secondo Gallup, il 33% della popolazione mondiale dice di non avere abbastanza soldi per comprarsi da mangiare. Mentre stai leggendo questo articolo, 2,6 miliardi di persone nel mondo stanno soffrendo per mancanza di servizi sanitari di base. Secondo il pi recente Global Wealth Report di Credit Suisse, lo 0,5% di persone pi ricche controlla pi del 35% della ricchezza mondiale. Oltre 3 miliardi di persone, quasi la met della popolazione mondiale, vive con meno di 2 dollari al giorno. Il fondatore della CNN, Ted Turner, il pi grande proprietario terriero privato negli Stati Uniti. Oggi, Turner possiede circa 2 milioni di acri [pi di 8.000 Km quadrati - NdT] di terra. Questa quantit maggiore dellarea del Delaware e di Rhode Island messe assieme [come lintera superficie dellAbruzzo - NdT]. Turner peraltro invoca restrizioni governative per limitare a 2 o meno figli per coppia nellottica di un controllo della crescita demografica. 400 milioni di bambini nel mondo non hanno accesso allacqua potabile. Circa il 28% dei bambini dei paesi in via di sviluppo sono considerati malnutriti o hanno una crescita ridotta a causa della malnutrizione.
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20.

Si stima che gli Stati Uniti detengano circa il 25% della ricchezza totale del mondo. Si stima che lintero continente africano possegga solo l1% della ricchezza totaledel mondo. Nel 2008 circa 9 milioni di bambini sono morti prima di compiere i 5 anni. Circa 1/3 di tutte queste morti dovuto direttamente o indirettamente a scarsit di cibo. La famiglia di banchieri pi famosa al mondo, i Rothschild, ha accumulato montagne di ricchezza mentre il resto del mondo stato intrappolato nella povert. Ecco cosa afferma Wikipedia a proposito delle ricchezze della famiglia Rothschild:

Si sostenuto che nel corso del 19 secolo, la famiglia possedeva di gran lunga il pi grande patrimonio privato del mondo, e di gran lunga la pi grande fortuna nella storia moderna. Nessuno sembra conoscere esattamente quanta ricchezza posseggano i Rothschild oggi. Dominano il sistema bancario in Inghilterra, Francia, Germania, Austria, Svizzera e molte altre nazioni. stato stimato che la loro ricchezza aveva un valore di miliardi [di dollari] gi alla met dell800. Senza dubbio la quantit di ricchezza detenuta oggi dalla famiglia qualcosa di inimmaginabile, ma nessuno lo sa con certezza. Nel frattempo, miliardi di persone nel mondo si stanno chiedendo come far saltar fuori il loro prossimo pasto. A questo punto, molti lettori vorranno discutere di quanto orribile il capitalismo e di quanto meravigliosi siano il socialismo e il comunismo. Ma il problema non il capitalismo e come abbiamo visto innumerevoli volte nei decenni passati, la propriet statale delle imprese non costituisce soluzione a nulla. Ci che abbiamo nel mondo oggi non capitalismo. piuttosto qualcosa di pi vicino al feudalesimo. L'lite costituita da uomini-monopolio che sfruttano la loro incredibile ricchezza e potere per dominare il resto di noi. Di fatto, stato John D. Rockefeller ad affermare: La competizione peccato. Sarebbe bellissimo se vivessimo in un mondo in cui chi vive in povert fosse incoraggiato a intraprendere una propria attivit agricola, a crearsi un lavoro e costruirsi una vita migliore. Invece le cose vanno nella direzione opposta. La ricchezza diventa sempre pi concentrata nelle mani di pochissimi, e il ceto medio ha iniziato a venire eliminatoanche nelle nazioni benestanti come gli Stati Uniti. Risulta che llite globale ha deciso che non ha realmente bisogno di cos tante e costose api operaie statunitensi dopo aver spostato oltreoceano migliaia di fabbriche e milioni di posti di lavoro. Nel frattempo gli statunitensi sono cos distratti da Ballando sotto le stelle, da Lady Gaga e dalla propria squadra sportiva da non rendersi conto di cosa sta accadendo. Non c' alcuna garanzia sul fatto che gli Stati Uniti saranno prosperi per sempre. Oggi, un numero record di statunitensi vive gi in povert. Il reddito medio familiare calato lo scorso anno ed calato anche lo scorso anno rispetto a quello precedente. Quindi svegliamoci. Gli Stati Uniti si stanno integrando in un sistema economico globale dominato e controllato da una lite spropositatamente ricca. A costoro non interessa che tu abbia da pagare il mutuo e che tu desideri mandare tuo figlio all'universit. Ci che interessa loro accumulare quanto pi denaro possibile per s stessi. Lavidit sta correndo rampante attorno al pianeta e il mondo sta diventando un luogo molto molto freddo. Sfortunatamente, a meno di eventi davvero drammatici, i ricchi stanno solo diventando pi ricchi, e i poveri stanno solo diventando pi poveri. Fonte originale: The ilporticodipinto.it Economic Collapse Blog / Traduzione a cura di: Eileen Morgan / Fonte:

La maldicenza una pratica deleteria non solo per laltro, ma anche per se stessi - di Francesco Lamendola - 08/01/2011 In un paese della provincia francese la comunit turbata da un misterioso personaggio, Il Corvo, che scrive lettere anonime, spiattellando implacabilmente - in un crescendo di sospetti e di scandali, che provocheranno anche un suicidio -, le magagne nascoste dei suoi concittadini: il soggetto di un film francese del 1943, Le Corbeau, girato dal regista Henri-Georges Clouzot; film che a torto venne accusato di simpatie naziste e sequestrato fino al 1947.
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Ma, pettegolezzi di provincia a parte (per non parlare del clima da apocalisse e da guerra civile dellEuropa di quegli anni), resta il fatto che la questione messa a fuoco dal regista francese era, ed , di perenne attualit; e che riflettere su di essa non una operazione n di destra, n di sinistra, ma semplicemente umana. Parlare male del prossimo - infatti - unattivit che piace, indubbiamente, a un gran numero di esseri umani; anzi, se vogliamo essere onesti, quasi a tutti. Ma perch la maldicenza un piacere? Si potrebbe rispondere che non esiste un perch speciale; che un piacere e basta, come lo annusare il profumo di un fiore o bere dellacqua fresca, quando si assetati. Ma, naturalmente, non ci si pu accontentare di una risposta del genere: anche se non per tutte le domande esiste una risposta, di certo ogni fatto possiede una causa specifica e, quindi, un suo ben preciso perch. La filosofia appunto il tentativo di rispondere alle domande ultime sui diversi aspetti del reale; cosa che non va confusa con i perch, necessariamente limitati ed empirici, delle single scienze, ivi compresa la psicologia. Questa considerazione ci permette gi di tracciare una linea di separazione fra la risposta al nostro quesito che possibile dare in sede psicologica e quella che si richiede, invece, in sede propriamente filosofica. Lo psicologo ci spiegher per quale ragione questo o quellindividuo provano piacere nel parlare male del prossimo; inoltre, per la vicinanza del suo campo di studi con la psichiatria e, pi particolarmente, con la psicanalisi, tender a generalizzare le situazioni psicopatologiche, traendo delle leggi di carattere universale dal comportamento di singoli individui, pi o meno seriamente disturbati sul piano mentale, affettivo e spirituale. Al filosofo spetta un ben diverso compito: quello di chiedersi perch la maldicenza, in se stessa, risulti cos familiare e cos gradita alla natura umana; o, in altri termini, quali componenti essenziali dellanima rendano la maldicenza una struttura permanente, connaturata alla sua condizione ontologica. Si parte da una osservazione empirica, dunque - la diffusione universale del piacere della maldicenza - e si cerca di risalire alle ragioni ultime, permanenti, strutturali, per le quali esso una manifestazione genuina della vita dellanima. E cominciamo dalletimologia: maldicenza viene dal latino tardo maledicentia (attestato in Gellio; il latino classico usava piuttosto obrectatio, nel senso di insinuazione), derivato dal verbo maledicere, che significava sparlare di, parlar male di; oltraggiare; ingiuriare (R. Bianchi - O. Lelli). Quindi, anche maledizione viene dalla stessa radice e ci ricorda che parlare male del prossimo non un passatempo relativamente innocuo, bens una cosa estremamente seria, che pu avere conseguenze gravi. Tuttavia, si potrebbe obiettare, perch definire gli altri uomini come il prossimo? La parola ha un significato cristiano ben preciso, che presuppone una fratellanza umana, in nome della comune discendenza da Dio Padre; ma, se si rifiuta questa parentela spirituale? Se il prossimo non pi il prossimo, ma solo un estraneo che il caso ha gettato vicino a noi, e che, magari, ci attraversa la strada, per quale mai ragione dovremmo farci scrupolo di trattarlo come un nemico, apertamente, se possibile; e, se no, mediante le subdole arti dellinsinuazione, della maldicenza, della calunnia, allo scopo di distruggerlo, se non fisicamente, quanto meno sul piano sociale e morale? Ecco: questa una obiezione seria, perch ci ricorda che latteggiamento di benevolenza o di malevolenza che decidiamo di adottare nei confronti dellaltro deriva, necessariamente, dallidea che ci siamo fatta del nostro essere al mondo, della ragione per cui siamo qui e dello scopo della vita in generale, particolarmente della vita umana. Inevitabile: il linguaggio figlio delle idee e non viceversa; perci, chiamare gli altri esseri umani con la parola prossimo gi una scelta, almeno in linea di principio, di benevolenza; e sia pure, magari, dettata da considerazioni utilitaristiche (trattare gli altri come vorremmo essere trattati a nostra volta, soprattutto se dovessimo nel bisogno). Ottimismo e pessimismo antropologico vengono qui a darsi battaglia, come hanno sempre fatto, sin dagli albori del pensiero filosofico. Luomo intrinsecamente buono o intrinsecamente cattivo, al di l di quello che una data educazione pu fare di lui, orientandolo a sentire, a pensare e ad agire in un modo anzich in un altro? Questo interrogativo ci riporta ad un altro, ancora pi a monte: luomo, alla nascita, una tabula rasa, che riceve ogni idea dallesterno (usiamo qui la parola idea nel significato pi ampio possibile), dunque anche le idee di ci che bene e di ci che male; oppure possiede gi delle idee innate?
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Alla luce delle pi recenti acquisizioni, non solo della filosofia, ma anche della psicologia e della parapsicologia, sembra davvero difficile negare linnatismo: oggi, infatti, moltissimi studiosi danno per acquisito che lanima delluomo (o la sua mente, se cos preferiamo chiamarla) non che una parte di una entit molto pi vasta, universale, che comprende lanima (ovvero la mente) tutti gli altri esseri viventi, inclusi quelli che pi non esistono e, forse, anche quelli che devono ancora iniziare ad esistere. Sappiamo troppe cose, infatti, e le altre le apprendiamo troppo in fretta, per ammettere che ogni nostra conoscenza ci provenga dallesperienza dei sensi materiali; se fosse vera questultima ipotesi, allora una vita intera non ci basterebbe per accumulare nel nostro cervello i milioni e milioni di informazioni di cui abbiamo bisogno quotidianamente, ad ogni istante. Inoltre, la conoscenza improvvisa e inspiegabile di numerose lingue, antiche e moderne, da parte di persone illetterate; la precognizione, la retrocognizione, la chiaroveggenza e numerosi altri fenomeni analoghi, indicano chiaramente - se vogliamo vederli e se siamo disponibili ad accettarne le implicazioni che infinite conoscenze, cui possiamo attingere nei cosiddetti stati alterati di coscienza, non vengono da nostre esperienze, n appartengono in alcun modo al nostro bagaglio individuale, ma appartengono ad una realt universale cui ci talvolta dato attingere, poich - di fatto - ci muoviamo in essa come i pesci nel mare. Linconscio collettivo di Jung una parte, o un aspetto, di questa mente o anima cosmica, cos come lo la memoria ancestrale che affiora in noi dagli abissi del tempo; viste in questa luce, anche le profezie di un Nostradamus ci appaiono non gi come il frutto di una operazione magica o astrologica, ma come una vera e propria lettura di ci che eternamente presente, e quindi - in teoria - eternamente leggibile, in tale dimensione superiore, ove le nozioni di passato e futuro perdono ogni significato, poich esiste solamente il presente. E non solo gli esseri viventi, animali e piante compresi, ma anche la cosiddetta materia inanimata possiede un certo grado di coscienza e, quindi, partecipa alla realt della mente universale. Parlare di anima dei luoghi non affatto unespressione retorica; e lo capiremmo meglio se, invece di sottometterci alla tirannia della ragione, ascoltassimo di pi le nostre sensazioni a accettassimo ci che i sensi interni ci dicono riguardo a determinati luoghi, a determinate case, a determinati paesaggi, invece di considerarle manifestazioni inattendibili di sentimentalismo. Sia detto fra parentesi, lidea che le cose materiali possiedano unanima permette di rendere conto di tutta una serie di fatti - fatti, non ipotesi -, che vanno dalla psicometria (si pensi alle straordinarie capacit di un Gerard Croiset) ai poteri degli sciamani, capaci di guarire o far ammalare a distanza un individuo, del quale possiedano anche solo un piccolo oggetto personale. E ci con buona pace di quanto vorrebbero che non si debba trarre alcuna conclusione filosofica a partire dalla constatazione dei fenomeni paranormali; come se questa preziosa finestra, che ci si schiude sulla dimensione altra del reale, non dovesse servire che per il diletto di romanzieri, poeti, pittori e registi cinematografici di genere. Ma torniamo alla maldicenza. Se esiste unanima universale, esiste anche una fratellanza universale: la conseguenza di ci che tutti gli esseri viventi, tutte le cose, tutti i luoghi, sono legati fra loro da un vincolo sotterraneo, ma potente: e che ciascuno prossimo per laltro. Non si tratta, quindi, soltanto del precetto di una fede religiosa o di un imperativo morale (il kantiano: agisci sempre vedendo luomo come un fine e mai come un mezzo), ma di un vero e proprio dato di fatto, che noi possiamo anche respingere o ignorare, ma che permane, nonostante tutto. Ora, se ciascuno il mio prossimo (e non solo gli altri esseri umani, come voleva la piccola, meschina morale di Kant), allora diventa ben chiaro per quale ragione sia cosa cattiva parlar male dellaltro e compiacersi di gettare su di lui, insinuando le parole come serpenti che strisciano nellombra, la calunnia e il discredito. Danneggiando lui, danneggiamo anche noi stessi; avvelenando lambiente sociale, avveleniamo anche la vita della nostra anima. Ci facciamo del male, alla lettera, credendo che danneggiare il prossimo ci far stare meglio. Pur senza arrivare allesagerazione filosofica - sostenuta, ad esempio, da Emmanuel Lvinass - che letica debba inglobare ogni ontologia, possiamo tuttavia ragionevolmente ammettere che etica e ontologia siano due facce di una stessa realt; per cui, se letica la scienza del bene, non si d ontologia senza etica, perch il bene coincide con lessere. N si tratta di una forma di utilitarismo, nel senso comune del termine: perch il principio della conservazione di se stessi non un principio utilitaristico, ma il principio sul quale si regge lessere e, pertanto, il principio fondamentale della realt in quanto tale; il che non va confuso, daltra parte, con la morale edonistica, perch non sempre il piacere coincide con il bene, ma sempre il bene coincide con lessere.
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In questo senso, potremmo anzi dire che una morale utilitaria - e non utilitaristica, come lo nellaccezione comune -, nel senso universale che abbiamo detto, sia lunica morale possibile e non una forma particolare di essa. La legge di conservazione dellenergia, come noto, la pi importante fra le leggi di conservazione della fisica; e lintero universo fatto di energia. Tutto ci che esiste, infatti, tende ad affermarsi, beninteso a differenti livelli di consapevolezza: perch, mentre il bambino lotta per affermarsi in maniera irriflessa ed egoistica, luomo o la donna adulti che scelgono di sacrificare la propria vita per la difesa di un bene pi grande - ad esempio, la vita di una persona amata, oppure un valore considerato irrinunciabile - tendono ad affermarsi su un piano alquanto pi elevato. Ma quel che prevale sempre listinto di conservazione di se stessi: se non del proprio corpo fisico, dei propri affetti o dei propri valori. Ecco perch la pratica della maldicenza intrinsecamente sbagliata e deleteria. E non parliamo, ovviamente, della maldicenza scherzosa, cui ci si abbandona con un amico fidato e il cui vero fine sdrammatizzare le situazioni e alleggerire la fatica quotidiana del vivere: ma di quella maligna, diretta a danneggiare in ogni modo, per quanto possibile, chi ne sia loggetto. Forse ciascuno dovrebbe rivedere il proprio atteggiamento di indulgenza nei confronti di cattive abitudini, come la maldicenza, a torto ritenute delle colpe trascurabili. Perch, se vero che esse hanno la radice in una ferita originaria dellanima umana, che la rende pi incline al male che al bene, ci tuttavia non esime alcuno dal dovere di lavorare su se stesso, per migliorarsi e oltrepassare gli istinti primari, eredit del cervello rettile. La Chernobyl italiana: strage di pastori e agnelli deformi - di Giorgio Cattaneo - 08/01/2011 - Fonte: Movimento per la Decrescita Felice. Una strage silenziosa: 40 civili e 23 militari. Diagnosi: leucemia. Il sospetto ormai una certezza: si chiama sindrome di Quirra, la localit sarda che ospita il poligono militare interforze tra le colline di Perdasdefogu e lo specchio di mare di Capo San Lorenzo. Uranio impoverito, tumori, agnelli deformi. Ha il cancro il 65% dei pastori che vivono nei pressi dellinstallazione militare. E il risultato-choc di unindagine avviata dai veterinari delle Asl di Cagliari e Lanusei, per monitorare limpatto ambientale e sulla salute nellarea a ridosso del poligono. E una piccola Chernobyl italiana, scrive Pino Cabras su Megachip, dando risalto al reportage di Paolo Carta pubblicato il 4 gennaio da LUnione Sarda. Una vicenda terribile, un disastro militare-ambientale che si consuma nella terra che accoglie la stragrande maggioranza delle esercitazioni militari Quirra poligonoitaliane: finora i grandi organi di stampa non ne hanno voluto parlare, dice Cabras, con la lodevole eccezione di uninchiesta di RaiNews, peraltro poco divulgata. Come spesso accade, sono stati gli scrittori i primi a perforare le bugie di governi e generali, in mezzo ai silenzi dei media e dei politici pavidi. La sindrome di Quirra stata raccontata ad esempio in due romanzi, Perdas de fogu firmato da Massimo Carlotto col collettivo sardo Mama Sabot, e Il pettine senza denti di Eugenio Campus. Ora per tutto il disastro emerge nei tabulati di una Asl, continua Cabras: Gli irrisi, i complottisti, quelli che non accettavano le verit ufficiali, avevano ragione. Il caso, scommetteteci, ora non potr pi essere insabbiato. Quasi in ogni ovile, scrive Paolo Carta su LUnione Sarda, nascono agnelli malformati e i pastori si ammalano di tumore. Le indagini dei veterinari delle Asl cagliaritane, su incarico del Comitato di indirizzo territoriale che segue il controllo ambientale del poligono, sono arrivati a risultati choc. I dati raccolti a ridosso della zona militare sono assolutamente fuori dalla norma. Addirittura, secondo la verifica dei veterinari Giorgio Melis e Sandro Lorrai, esiste un collegamento tra le deformazioni congenite genetiche degli Quirra agnello deformeagnelli e i tumori che hanno colpito gli allevatori. Una vera emergenza: a Quirra, quasi 7 pastori su 10 hanno contratto la leucemia. Il rapporto, continua LUnione Sarda, stato spedito a met dicembre ai responsabili del comitato dindagine: soltanto una prima stesura del lavoro che verr ultimato entro gennaio con il controllo degli allevamenti presenti nelle campagne di Perdasdefogu. Anche se per arrivare a risultati definitivi sar necessario attendere lesito degli esami di laboratorio ancora in corso sugli ovini e sui bovini prelevati negli allevamenti, sui vermi, sulle cozze e su parte della flora gi selezionati dagli esperti, un dato gi oggi certo: le rilevazioni ovile per ovile hanno confermato quello che da tempo sostengono pacifisti e antimilitaristi riuniti in diversi comitati. Ovvero: ci che sta accadendo a Quirra un fatto assolutamente eccezionale. Lindagine dei veterinari (arrivata dieci anni dopo le richieste ufficiali dei pacifisti alle istituzioni) ha analizzato soltanto gli allevamenti. Invece il bilancio dei decessi per tumori aggiornato in un registro a cura del comitato pacifista Gettiamo le Basi ancora pi grave: 23 militari e 40 persone tra i civili che pascolano, coltivano, abitano o lavorano nei pressi della zona militare. E finisce per mettere sotto accusa
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le attivit del poligono interforze, anche se nella loro relazione i veterinari effettuano soltanto una fotografia (inquietante) dellesistente, senza lasciarsi andare nella Quirra proiettilespiegazione scientifica delle cause di tutto ci, che dovr venire dal comitato scientifico responsabile del monitoraggio ambientale. In attesa dei riscontri ufficiali del controllo del territorio, che doveva concludersi entro il 2009 ma che non ancora terminato continua Paolo Carta quel che emerso dai primi riscontri trapelati alimenta il dibattito intorno al poligono interforze e pi in generale sugli effetti che producono tutti i campi di addestramento bellico sardi, anche quelli di Capo Frasca e Teulada. Imputato numero uno, le polveri di guerra: nano-particelle di metalli pesanti, causate da esplosioni a temperature elevatissime, raggiungibili solo con lutilizzo di proiettili arricchiti. Tracce di polveri di guerra sono state rilevate persino a Baunei, molto pi a nord del poligono del Salto di Quirra, come conferma la dottoressa Maria Antonietta Gatti dellUniversit di Modena, consulente del ministero della Difesa nella commissione parlamentare dinchiesta sulluranio impoverito. Un allarme che diventa orrore: lindagine dei veterinari che hanno battuto palmo a palmo la campagna di Quirra finisce per creare una micidiale equazione fra i tumori degli allevatori e le deformit dei capi: agnelli nati con due teste o sei zampe oppure addirittura sventrati. Linchiesta-choc di Quirra, ricorda ancora LUnione Sarda, sembra confortata dai dati raccolti in unaltra zona della Sardegna, non troppo lontana: quella di Villagrande. Quirra poligono 3In un allevamento a San Lorenzo, sorto 25 anni fa, i veterinari sono venuti a conoscenza di un elevatissimo numero di aborti tra il 1985 e il 1990 e negli ultimi cinque anni sono nati capretti senza organi genitali. Il figlio del titolare dellallevamento, racconta il giornale, si ammalato di tumore nel febbraio del 1997 ed morto nel novembre del 2004. A Tintinau, lultimo agnello nato con gli occhi dietro le orecchie risale al dicembre del 2009 e due fratelli allevatori che accudivano il bestiame sono morti di tumore a distanza di otto mesi uno dallaltro tra il 2003 e il 2004. Un terzo fratello in cura per la stessa patologia dal giugno scorso a Milano. E questi sono soltanto alcuni passi della relazione di 43 pagine firmata dai veterinari Giorgio Mellis e Sandro Lorrai. Una novit per certi versi clamorosa, destinata a riscrivere la storia sanitaria del Salto di Quirra e ad aprire nuovi scenari sui tumori nei pastori. (Fonti: Paolo Carta, Rapporto choc sul poligono di Quirra. LAsl: negli ovili agnelli deformi e pastori con la leucemia, da LUnione Sarda del 4 gennaio 2011, www.unionesarda.it. Servizio ripreso da Megachip, www.megachip.info). Gli Stati Uniti rischiano la bancarotta ma lEuropa a dover temere di pi - di Federico Rampini 08/01/2011 - Fonte: La Repubblica. Per leconomista Barry Eichengreen linsolvenza americana segnerebbe la fine del biglietto verde come moneta internazionale. Non chiaro come Grecia e Irlanda possano uscire dalla recessione e risanare i loro conti pubblici. La Cina non vuole un crollo del dollaro che impoverirebbe le sue riserve. La caduta pu essere made in Usa Una bancarotta sovrana degli Stati Uniti? Non probabile per diventata possibile. E segnerebbe la fine del dollaro come moneta internazionale. Oggi il pessimismo resta pi forte verso lEurozona, dove l insolvenza di Grecia e Irlanda sempre pi difficile da evitare. A 24 ore dallallarme lanciato dal segretario al Tesoro Tim Geithner, che ha evocato un rischio default degli Usa al Congresso, la sua preoccupazione confermata dal pi autorevole storico delle crisi finanziarie. Barry Eichengreen, docente allUniversit di Berkeley, sta presentando il suo nuovo saggio "Exorbitant Privilege" al World Affairs Council. Il "privilegio esorbitante", unespressione che Eichengreen riprende da Charles de Gaulle, quello del dollaro: Vale il 3% del Pil americano il fatto di poter stampare una moneta che le altre nazioni usano come mezzo di pagamento. In altri termini, questo privilegio ci consente di finanziare un deficit pubblico equivalente a un anno di buona crescita del Pil. Ma non un privilegio eterno, avverte leconomista. Che cosa giustifica lallarme di Geithner sul rischio-insolvenza? Lattuale situazione politica, con un presidente democratico e una Camera repubblicana, tende a generare politiche economiche squilibrate e non agevola la riduzione del deficit pubblico. In prospettiva, con landata in pensione delle prime generazioni del baby-boom, un quarto delle entrate fiscali americane andr esclusivamente a finanziare il servizio del debito. Se non interveniamo rapidamente sugli squilibri, sar forte la tentazione di ridurre i debiti attraverso una politica monetaria che crei inflazione. Cos l America scaricherebbe i costi sugli stranieri che detengono tanta parte dei titoli del Tesoro. Ma un gioco pericoloso: i mercati possono anticiparlo, smettere di acquistare i nostri titoli pubblici. Perci linsolvenza degli Stati Uniti diventata possibile.
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Vuol dire che la Cina potrebbe di colpo cessare i suoi acquisti di Treasury Bonds? Non per uniniziativa unilaterale. Sarebbe autolesionista. Parafrasando lequilibrio del terrore nucleare all epoca della Guerra Fredda, lex consigliere economico di Barack Obama, Larry Summers, defin la situazione odierna come un equilibrio del terrore finanziario. La Cina non vuole determinare da sola un crollo del dollaro che impoverirebbe le sue riserve valutarie. La caduta del dollaro pu avvenire solo in quanto "made in Usa". Se continuiamo a non mettere ordine nelle nostre finanze pubbliche, possiamo provocare unimprovvisa crisi di fiducia degli investitori esteri. Questi fenomeni accadono allimprovviso, pi rapidamente di quanto si creda: basti ricordare la crisi di sfiducia che ha colpito lEurozona di recente. Lei crede agli scenari di disgregazione dellEurozona? Oggi il pessimismo colpisce soprattutto leuro. Non chiaro come i Paesi pi deboli possano al tempo stesso uscire dalla recessione, risanare i loro conti pubblici, senza abbandonare la moneta unica. A meno che la Germania accetti di continuare a finanziarli con massicci trasferimenti. Una bancarotta di Grecia e Irlanda ormai sempre pi probabile. Tuttavia non implica necessariamente che quei Paesi lascino leuro. La Grecia finirebbe per stare ancora peggio, se tornasse alla dracma. Che cosa pensa dello scenario opposto, cio luscita dallEurozona del Paese pi forte, la Germania? Io credo che la Germania, malgrado quel che ne pensano gli altri Paesi, sia politicamente troppo investita nellUnione europea per mollare la moneta unica. Inoltre, per quanto leuro sia impopolare tra i cittadini, l industria tedesca sa che nel suo interesse. Una rinascita del deutschemark si accompagnerebbe a una fortissima rivalutazione con grave danno per lexport. Resta il fatto che lUnione europea deve rapidamente usare questa crisi per rimediare alle sue lacune. Qual la prima riforma necessaria per salvare leuro? Sottrarre i compiti di vigilanza sulle banche alle autorit nazionali. Non dimentichiamo che questa crisi dellEurozona anzitutto una crisi bancaria, com evidente nel caso irlandese, e non si pu lasciare che a occuparsene siano i singoli Paesi. Tra gli squilibri monetari mondiali, c chi vede la creazione di nuove bolle speculative nei Paesi emergenti come una conseguenza della politica monetaria americana. Il "quantitative easing" applicato da Ben Bernanke stampando moneta sotto accusa in Brasile, Cina. E vero, la nuova liquidit generata dalla Federal Reserve in parte affluisce al di fuori delle nostre frontiere, attirata dai rendimenti superiori nelle economie emergenti. E un limite alla sua efficacia. Tuttavia necessaria, non c alternativa, in una situazione in cui restano dei rischi di deflazione per l economia americana. La Fed valuta al 10% la probabilit di una deflazione, non poco. In "Exorbitant Privilege" lei prefigura un nuovo ordine monetario fondato su dollaro, euro, renminbi cinese. Quando? Pi presto di quanto si crede. Io lo vedo realizzarsi nellarco di un decennio. E penso che un mondo tripolare sar pi stabile di quello attuale. Il problema governare la transizione: come traghettarci da qui a l. Il futuro dei nostri figli appaltato agli indovini - di Claudio Ris - 07/01/2011 - Fonte: Claudio Ris. Un tipo di consumo ha attraversato la crisi senza problemi, e si impenna sempre in queste prime settimane dellanno: quello di responsi di maghi e indovini. A cosa mai dovuto questo successo? I commentatori che se lo chiedono faticano a coniugare lirrazionalit di queste aspettative con lo sviluppo tecnico e scientifico elevato del nostro stile di vita. Il fatto che dietro al consumo di oracoli c una domanda antichissima e urgente, a cui nessuno oggi risponde: chi sono io? Chi consulta indovini ed astrologi cerca inconsciamente di vedere, nascosto nelle notizie su cosa accadr, qualcosa di pi profondo che riguarda lidentit personale: che tipo sono, cos che davvero mi piace, e, quindi, cosa devo fare per ottenerlo? Queste domande vengono rivolte a detentori di saperi pi o meno esoterici, come anche a psicologi, preti e medici, semplicemente perch le persone non sono pi abituate a porsele direttamente, cercando di impegnarsi a rispondere attraverso lesame e il riconoscimento dei diversi aspetti della propria vita. In passato, il mettere lallievo in grado di rispondere alla domanda: chi sono io, stato, da Socrate in poi, al centro dellesperienza educativa nel mondo occidentale. Ogni ceto sociale ed ogni cultura nazionale o regionale ha cercato di rispondervi a proprio modo.
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Il buon maestro, come il bravo genitore, era chi aiutava lallievo, o il figlio, a rispondere a questa domanda attraverso il lavoro di auto riconoscimento, parte essenziale delleducazione. In essa, lallievo sviluppava il senso di s, la percezione di essere portatore di qualcosa che gli apparteneva, e che doveva curare e nutrire, o affermare e di difendere se minacciato. Il s raccoglie aspetti diversi secondo la personalit e biografia personale: fisici, come il corpo; psicologici, come il carattere, gli affetti; valoriali, come le cose in cui crediamo; antropologici, come la famiglia e la cultura di appartenenza. Elementi caratteristici del senso di s sono laffermazione personale, la difesa, listinto di conservazione. Il filosofo Friedrich Nietzsche li riassunse nel termine: volont di potenza, spinta vitale comune ad ogni essere vivente, umano, animale o vegetale, come dimostra lo stelo derba che cercher poi di diventare ciuffo, allargando il proprio spazio originario e nutrendo gli altri steli cui ha dato origine. Oggi n maestri n genitori aiutano pi i giovani a riconoscere un senso di s, insegnando loro a raccogliere le informazioni che gusti, successi, insuccessi e passioni forniscono col passare del tempo e delle esperienze. Laccento non pi sul chi sono io, ma sul come dovrei essere. Nel frattempo lindebolimento del corpo e dei sensi, non pi impegnati in attivit pratiche, la crescente dipendenza dagli altri e dai modelli collettivi, il prevalere nel tempo libero del guardare sul video (di computer, tv, videogiochi) immagini e proposte preconfezionate, giocano contro una positiva affermazione e sviluppo del senso del s, contenitore della stessa spinta (o istinto) vitale dellindividuo. A questo senso per certi versi antico e primordiale, che leducazione tradizionale completava con informazioni su chi siamo e cosa possiamo fare, il modello culturale dominante ha sostituito il ricevere passivamente informazioni uguali per tutti, e modelli di comportamento predisposti. Il risultato che lindividuo, non ha pi, spesso, spinte e obiettivi personali, e non sa chi veramente egli sia. Genitori e educatori non sono pi abituati a dirglielo, e neppure se lo chiedono. Non stupiamoci se lo domander a un indovino. Se la svolta in FIAT si chiamasse partecipazione? - di Miro Renzaglia - 07/01/2011 - Fonte: mirorenzaglia. Bene: il tema del lavoro, come conseguenza del recente accordo (e/o dis-accordo) Fiat-sindacati, tornato al centro del dibattito politico italiano. Se non altro, questo un merito di Sergio Marchionne che quellaccordo lha progettato e procede per condurlo a regime. Ha cominciato domenica scorsa Eugenio Scalari che dalle pagine di Repubblica, pur spezzando qualche lancia in favore dellAmministratore delegato italo-canadese, ha puntualizzato un paio di concetti interessanti: Chi il padrone di Marchionne? O meglio: chi il padrone del gruppo Chrysler-Fiat di cui Marchionne il manager? Il padrone, cio il proprietario, il sindacato dei lavoratori Chrysler, che possiede la quota di controllo del capitale attraverso il suo fondo-pensione. Hanno ridotto a met i loro stipendi, i lavoratori Chrysler, ma lazienda loro. Se torneranno al profitto saranno loro a disporne. Il proprietario Fiat, specie dopo lo spin del gruppo, un proprietario simbolico sulla via del disimpegno. In Germania la Volkswagen una public company e le banche che la finanziano sono controllate dai lander. In Francia la Renault dello Stato francese. I lavoratori italiani non hanno fondi-pensione, le loro pensioni sono nelle mani dellInps. Volendo, lInps potrebbe controllare la Fiat investendo nel capitale una parte del fondo pensione dei lavoratori. Allora la Fiat avrebbe un nuovo padrone. Ha proseguito, ieri, Walter Veltroni sulle pagine de La Stampa, approfondendo il tema della partecipazione dei lavoratori nellimpresa: Imprenditore e lavoratore ha detto sono legati da un comune destino. quindi necessario dare avvio a forme pi avanzate di democrazia economica, anche per consentire ai lavoratori di partecipare ai profitti dellimpresa. Tra questi strumenti Veltroni ne individua tre molto specifici: partecipazione finanziaria con un mercato di capitali da lavoro dipendente, con lazionariato dei dipendenti e un pi forte ruolo dei fondi pensione promossi dalla contrattazione collettiva; il modello duale della governance dimpresa, anche prevedendo la presenza dei rappresentanti dei lavoratori nel Consiglio di Sorveglianza; forme negoziate tra le parti di costruzione di un legame diretto tra componenti della retribuzione e utili di impresa. Rifacciamoci i conti. Elogio dellautogestione sindacale e, quindi, dei lavoratori dellazienda come realizzato dallamericana Chrysler; elogio delle public company (partecipazione degli azionisti alla gestione dellimpresa) come la Volkswagen; elogio della partecipazione dei lavoratori allazionariato finanziario; elogio dellingresso dei lavoratori nel Consiglio di Sorveglianza dellazienda; elogio della partecipazione del lavoratore al godimento degli utili dellimpresa; auspicio della creazione dei fondipensione dei lavoratori e loro (parziale) reinvestimento produttivo nellimpresa dellazienda. Oh, bella! Al tirar delle somme ci troviamo come risultato finale una bozza di disegno applicativo dellart. 46 della Costituzione italiana. Ma s, quello che recita: Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei
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modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende. Proprio lo stesso articolo per il quale, con rituale puntigliosit, il vecchio Msi proponeva un disegno di legge applicativo come prima azione parlamentare del gruppo, al rinnovo di ogni legislatura. E che, puntualmente, veniva lasciato cadere nel vuoto da tutte le maggioranze che, negli anni, si sono susseguite al governo di questo Paese. Che siano, oggi, esimi rappresentanti della sinistra intellettuale (Scalfari) e politica (Veltroni) a riproporre con una certa forza la necessit di una partecipazione diretta e democratica dei lavoratori nella gestione dellimpresa economica, non scalfisce minimamente la nostra convinzione che sia una soluzione utile al riequilibrio dei fattori produttivi: capitale e lavoro. E di una loro alleanza fondata sul comune interesse alla competizione economica nazionale e sulla giustizia sociale. Del resto, non vanno in direzione diversa le parole che Gianfranco Fini pronunci allatto del suo insediamento alla presidenza della Camera quando poneva la questione della effettiva concordia tra capitale e lavoro, affermando: come aumentare la produzione della ricchezza nazionale, come ridistribuirla in modo equo, secondo le capacit ed i bisogni di ognuno, ormai interrogativo che riguarda lintera politica europea chiamata, anche su questo versante, a confrontarsi con il tramonto delle ideologie classiste e vetero-liberiste del Novecento. Stabilire chi ha visto meglio e prima mero esercizio accademico. Non pi questione di destra e di sinistra. Ed superata dai fatti la logica che vuole il capitalista contro il lavoratore e viceversa. La sfida delleconomia globale che ci viene proposta dalla tumultuosa avanzata dei nuovi paesi produttivi Brasile, Cina e India su tutti richiede la ricomposizione di tutte le fratture che indeboliscono lorganismo della nazione riducendolo in dispute che, ormai, hanno solo valore di maniera. Se Sergio Marchionne ha posto laccento sulla competizione, con accordi che hanno un costo pesante per il lavoratore, si rende necessario un ulteriore salto di livello che ha nel concetto di partecipazione non il suo contraltare ma il suo compendio. Escludere il lavoratore dalla rappresentanza sindacale va esattamente nel senso opposto. Coinvolgerlo nella gestione dellimpresa, nella condivisione delle responsabilit, nella divisione del rischio e degli utili dellimpresa aziendale non solo il risarcimento per lennesimo sacrificio che gli viene chiesto (al lavoratore), ma la chiave stessa, forse unica, forse decisiva che consentirebbe al motore di ripartire. Tanto pi che come abbiamo visto non si tratterebbe nemmeno di un salto nel buio. Altri paesi europei hanno dimostrato che il modello funziona ed competitivo. Magari sar necessario un passaggio graduale e un adattamento alla specificit dellindustria italiana. Ma una cosa assolutamente certa: pensare di competere con le nuove frontiere produttive dellex Terzo mondo, copiando il loro esempio, non solo contrario alla tradizione economica, culturale e sociale italiana e perfino dellintero nostro Continente: impossibile. Quello che possiamo fare, cercare di imboccare la terza via fra un ritorno al capitalismo selvaggio e il fallimento.

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