Sei sulla pagina 1di 3

Relazione di: Aragona Jessica, Audisio Jessica, Marchetti Valentina, Nonnato Dhara

DALLO STATO FORTE DI CRISPI ALLA CRISI DI FINE SECOLO


Quale svolta impresse alla politica italiana lavvento della Sinistra storica?
NellItalia Settentrionale si stava diffondendo un ceto imprenditoriale che, avendo nuovi interessi economici, richiese allo stato una decisa politica industriale in grado di tutelarli: occorreva migliorare lapparato produttivo, mobilitare i capitali verso nuovi investimenti industriali, intensificare la quantit di manodopera qualificata e istruita professionalmente. Si stava diffondendo una nuova cultura industriale alla quale la Destra non seppe rispondere: era linizio della crisi della sua politica che matur sul tema della nazionalizzazione delle ferrovie, avversata dai nuovi ceti imprenditoriali emergenti. Invece la Sinistra, che rappresentava gli interessi di banchieri e finanzieri (due dei maggiori componenti del ceto imprenditoriale), si oppose alla nazionalizzazione delle ferrovie e riusc a conquistare la maggioranza parlamentare, facendo cadere il governo di Destra. I maggiori esponenti della Sinistra furono Depetris e Crispi. Lavvento della Sinistra storica dipese dalla crisi della Destra, dovuta allopposizione dei ceti imprenditoriali alla nazionalizzazione delle ferrovie.

Che coserano i fasci siciliani?


Durante il governo di Crispi ci furono movimenti popolari che minacciarono lequilibrio sociale: operai e contadini si rivoltarono con scioperi a causa del rincaro del pane, dovuto alla svolta protezionistica. Per tutto il 1893, in Sicilia, i braccianti e gli operai urbani si organizzarono in gruppi di ispirazione socialista chiamati fasci dei lavoratori, i fasci siciliani. Crispi represse con fermezza ogni movimento: in Sicilia venne proclamato lo stato dassedio e i fasci furono sciolti nel 1894.

Quale fu lesito dellavventura coloniale italiana?


Insieme alla politica economica protezionistica, Crispi promosse anche una politica estera espansionistica. Lespansionismo coloniale era una necessit

per il capitalismo italiano, che aveva bisogno di nuovi mercati e nuove fonti di approvvigionamento delle materie prime. Anche lItalia si inser tra le grandi potenze europee in quel grande processo di spartizione dellAfrica, che port alla formazione degli imperi coloniali. Crispi intensific i rapporti diplomatici con la Germania di Bismarck e riprese lespansione coloniale in Etiopia. Su questo fronte i risultati furono tragici: tra tutte le sconfitte la pi importante fu quella di Adua perch segn la nascita di una gravissima crisi politica, che termin con luccisione del Re Umberto I. La politica di Crispi raggiunse cos il culmine del suo declino.

Quali fattori causarono la crisi di fine secolo?


I fallimenti coloniali incrementarono la grave crisi economica italiana e internazionale. La produzione cominci a decrescere, gli investimenti a contrarsi, le esportazioni a ridursi, trascinando lintera economia in una spirale di depressione. A farne le spese furono soprattutto le banche. Di conseguenza le banche furono travolte da fallimenti a catena che colpirono rapidamente i centri del sistema economico. Tra il 1889 e il 1891 lo stato sorresse le banche imponendo a quelle di emissione di immettere sul mercato una nuova liquidit priva di copertura aurea, o assorbendo i crediti scoperti degli istituti bancari in difficolt. In altre parole, le banche sane furono chiamate successivamente dallo stato a sostenere quelle in crisi. Nel 1894 fu fondata la Banca dItalia, cui fu affidato il compito di istituto demissione, supremo regolatore delle dinamiche monetarie. Inoltre apparve sulla scena italiana la banca mista, un istituto finanziario che praticava sia il credito a breve termine, sia il finanziamento a lungo termine di attivit industriali. Nonostante queste manovre finanziarie non si riusc a sopperire alla crisi economica, che raggiunse il suo acme nel 1914 con la Prima Guerra Mondiale.