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SICUREZZA E CONSERVAZIONE

STORIA DELLE COSTRUZIONI ANTISISMICHE: ALCUNE RIFLESSIONI


U. BARBISAN
Universit Iuav di Venezia SOMMARIO La storia delle costruzioni antisismiche, cio della cosciente capacit di costruire nelle regioni soggette ai sismi lunga quanto incerta, ma fertile di stimoli. Nei tempi pi remoti, quando il terremoto era considerato punizione divina, ben poco si fatto; viceversa, ad iniziare dal Secolo dei Lumi, lanalisi laica del fenomeno - che lentamente lo riconosce espressione della pi forte natura - innesca una serie di riflessioni, alcune anche stravaganti, per aumentare la sicurezza degli edifici rispetto al sisma; si tratta di un processo che prosegue fino al Novecento quando, dopo il terremoto di San Francisco e quello di Messina, si sviluppano studi interdisciplinari (scienza delle costruzioni, sismologia, dinamica, etc.) che risolvono la questione teorica delle costruzioni antisismiche, pur non mancando errori drammatici e folli invenzioni. SUMMARY The history of the buildings in seismic areas - or the conscious ability to build in areas subject to earthquakes - is long and uncertain, but fertile of stimulations. In the earliest times, when the earthquake was considered a divine punishment, not much was done; vice versa, beginning from the Enlightenment, the laic analysis of the phenomenon - that is slowly recognizes it as an expression of the strongest nature - starts a succession of reflections, some of those even bizarre, to increase the safety of buildings in relation to the earthquakes, it is a process that continues up to the Twentieth Century when, after the earthquakes of San Francisco and Messina, when interdisciplinary studies resolving the theoretical problem of the earthquake resistance of building were developed (science of construction, seismology, dynamics, etc.) while terrible mistakes and mad inventions were not lacking.

I coscienti prodromi dei tentativi di concepire il comportamento di un edificio durante un sisma si possono individuare nel Rinascimento quando diversi personaggi, noti e meno noti, tentano di tralasciare la visione religiosa del fenomeno - la punizione divina che non viene negata, ma superata - e si concentrano sullosservazione dei danni causati dai sismi, tentando di risolvere, seppure con essenziali osservazioni, la questione della sicurezza. Prima di tale periodo abbiamo poche osservazioni, spesso incerte e avvolte dal manto della leggenda, come quella del tempio di Artemide ad Efeso, voluto da Creso e progettato da Chersifrone, che si vuole sia stato costruito sopra uno strato di lana per proteggerlo dai terremoti; una leggenda che non trova fondamento in quanto il tempio in questione fu distrutto e ricostruito pi volte ma a seguito di incendi e danni bellici. Anche la tradizione delle chiese in Armenia vuole che le fondazioni fossero edificate, su scavo in trincea, sopra uno spesso strato di sabbia per migliorare la resistenza sismica, ma, in questo caso, si tratta di osservazioni fatte a posteriori di fronte a tale soluzione costruttiva; dal punto di vista pratico il sistema non appare troppo efficace se non altro per linevitabile compattamento della sabbia e linteragire dei fianchi, spesso rocciosi, dello scavo di fondazione. Plinio, nellHistoria Naturalis, suggeriva limpiego di pozzi attorno agli edifici perch esalavano il vento sotterraneo, le strutture ad arco e forti cantonali degli edifici; ovviamente il suggerimento sugli archi errato, ma Plinio era, soprattutto, un enciclopedico che raccoglieva documentazione e opinioni senza verificarne la veridicit. Ci non significa che in alcune realt larte del costruire, quella intuitiva basata sullesperienza, non fosse in grado di realizzare edifici con alcuni accorgimenti in grado di migliorare la resistenza sismica, ma si tratta sempre di fatti disarticolati, locali e senza chiare spiegazioni del fenomeno Il Medioevo europeo non vede sostanziali progressi, passivo allaccettazione della catastrofe come divina punizione, questione che, comunque rimarr presente fino ai primi del Novecento con processioni, santi protettori e preghiere.

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Viceversa nel Rinascimento iniziano a germinare alcuni timidi approcci alla questione tentando di analizzare almeno gli effetti del terremoto e attirando la curiosit di vari studiosi che catalogano i terremoti passati, ripropongono le antiche opinioni e suggerimenti quali la funzione dei pozzi e cloache che avrebbero permesso di esalare i fortissimi venti sotterranei. Galesio nel De terraemotu liber, Bologna 1571, pubblicato dopo il terremoto ferrarese del 1570, conferma lutilit di pozzi e cunicoli, ma aggiunge la necessit di costruire edifici di modesta altezza ed esalta la sicurezza delle costruzioni in legno. Lucio Maggio nel Del terremoto, Bologna, 1571, scriveva che le abitazioni basse ancora molto pi sicure sono... e anco assai pi sicuro abitare in campagna n tuguri di legnami sottilissimi. Jacopo Antonio Buoni nel trattato Dialogo del terremoto, edito a Modena nel 1571, contraddice lipotesi di Plinio sullimpiego delle volte e degli archi, affermando che n Bologna n Ferrara non hanno nei suoi terremoti ritrovato rimedio o sicurezza n volti, anzi hanno imparato per pruova che i volti nel terremoto sono manco sicuri che le stante sostenute con travi; dica Plinio in questo ci che gli piace. Leon Battista Alberti, nel De re aedificatoria, dichiara che una copertura a volta da maggiori garanzie contro gli incendi, mentre una travatura resiste meglio ai terremoti, dimostrando di aver compreso i meccanismi di collasso delle strutture archivoltate. Leonardo da Vinci non da meno, anzi, nel Foglio 53 recto, del Codice A, scrive, con sorprendente lucidit, ogni trave vole passare i sua muri e essere ferma di la da essi muri con sufficiente catene, perch spesso si vede per tremoti le travi uscire de muri e rovinare poi i muri e solai, dove, se sono incatenate, teranno i muri insieme fermi, e muri fermano i solai. Fra tutti appare interessante il manoscritto di Pirro Ligorio, Libro di diversi terrremoti, scritto, dopo il gi citato terremoto di Ferrara, attorno al 1571; pur confermando lipotesi pliniana dei pozzi, ed accettando la visione religiosa del fenomeno, Ligorio scrive un elenco di eventi sismici, ripropone le opinioni degli antichi pensatori, ma analizza con attenzione i danni registrati a Ferrara e tenta di capire come realizzare edifici antisismici; comprende la necessit di planimetria compatta, omogeneit di pesi e spessori delle murature, fra quelle perimetrali esterne e le tramezze interne in quanto se nel mezzo (n.f.t. in riferimento alle tramezze) minori di loro (n.f.t. in riferimento alle pareti perimetrali) per la minore sostanza, quelli infrangono et li crepano. Di fatto Ligorio comprende che il terremoto si manifesta con unazione laterale, come un forte vento, suggerisce massicce forme e staffature metalliche per collegare i paramenti murari.

- Pirro Ligorio, progetto di costruzione antisismica, XVI secolo.

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E per necessario attendere il Settecento affinch la riflessione teorica sulle costruzioni antisismiche si stacchi dai trattati pi generalisti per assumere un personale sentiero di pensiero. Due sono i fatti importanti del secolo dei Lumi: i catastrofici terremoti di Lisbona, nel 1755, e delle Calabrie nel 1783. Sorprendentemente quello di Lisbona non ha comportato soluzioni di particolare originalit teorica; infatti, come noto, la ricostruzione fu affidata a Sebastiao Jos de Carvalho e Mello, poi noto come marchese De Pombal, che si avvalse della collaborazione di svariati tecnici fra cui lingegnere militare Carlos Mardel che, forse, fu fra i propugnatori del sistema costruttivo a gajola, poi detta gajola pombalina. Si racconta, ma forse solo una tradizione orale, che Mardel fece costruire una macchina che permetteva di simulare le scosse sismiche su un modello in scala di un edificio a gajola, sfruttando le oscillazioni indotte da un distaccamento di soldati che marciavano a contrattempo. Purtroppo mentre abbiamo buona documentazione dei progetti urbanistici e architettonici della nuova Lisbona, della soluzione costruttiva a gajola nulla pare sia rimasto negli archivi, come non esisterebbe documentazione di una qualsiasi forma di normativa per le costruzioni antisismiche. Di fatto la gajola era un sistema costruttivo fondato sullimpiego di unintelaiatura lignea, controventata, annegata nella muratura, presente in molte altre realt anche e, soprattutto, non in zona sismica (pensiamo solo agli edifici a telaio e tamponamento della Foresta Nera, o quelli francesi e inglesi). Inoltre, pare che dopo il terremoto garganico del 1627 venne approntato un sistema costruttivo detto casa baraccata alla beneventana, con telaio ligneo e tamponamento leggero; notizia riferita anche al dopo i terremoti calabresi del 1638 e del 1783.

- G. Vivenzio, Istoria e teoria dei tremuoti..., Napoli, 1787, progetto per edificio antisismico secondo il sistema baraccato e simile alla gajola. Fra i vari studiosi cimentatisi sullargomento, dopo Lisbona, si evidenzi la figura del medico e astronomo veneziano Eusebio Sguario che diede alle stampe il breve trattatello Specimen physico-geometricum de terraemotu ad architecturae utilitatem concinnatum, Venezia, 1756. Singolare gi il titolo che comprende i termini terremoto e architettura, interessante la metodologia di analisi che propone, se pure giunga a conclusioni errate. Sguario dimostra un atteggiamento laico a riguardo del terremoto affermando lineluttabilit dellevento, accettandone la convivenza e, conoscendone gli effetti, si propone ita terraemotus damna impedire. Con tali ipotesi di partenza, la realt del fenomeno sismico passa in secondo piano in quanto Sguario nullaltro fa che ribadire le antiche convinzioni del vapore sotterraneo, aggiungendo, per che gli effetti sono paragonabili a quelli dellesplosione della polvere pirica nelle caverne.

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- Eusebio Sguario, formazione di un terremoto e relativo maremoto. Sguario distingue il moto ondulatorio (concussio) da quello sussultorio (succussio), valutandone gli effetti sugli edifici, quindi propone tre regole architettoniche per le costruzioni antisismiche, di difficile interpretazione, ma fondate su una rudimentale analisi dinamica. La prima regola, la pi tradizionale e su cui non ci soffermiamo troppo, impostata sulla falsariga dellipotesi pliniana, e propone che si oppongano alla direzione prevalente di arrivo delle onde sismiche gli spigoli degli edifici; leggendo fra le righe si comprende che Sguario conferma la tesi di una direzione prevalente e costante di arrivo delle onde sismiche, idea rimasta in auge fino al Novecento e, quindi di opporre, interpretiamo, il lato corto di un edificio alle onde in arrivo; infatti, scrive la direzione della scossa dal vulcano o dallepicentro del terremoto avr colpito non estese superfici di muro ma gli angoli, anche se con la frequenza della scossa potr squassare i solai non potr cos facilmente far crollare i muri e distruggere le costruzioni. La seconda regola architettonica appare pi interessante quanto Sguario afferma che per quanto riguarda la distanza del centro di gravit dal suolo, bisogna osservare che, a parit di condizioni, quanto pi grande essa , tanto minore rende linclinazione del muro... Da cui deriva un utilissimo insegnamento per la difesa delle case e delle costruzioni dalla devastazione dei terremoti: costruire edifici, oppure caricare quelli gi costruiti, di pesi in modo che il centro di gravit di tutta la costruzione si allontani dal suolo e sia portato in alto il pi possibile; in sostanza realizzare edifici con tetti molto pesanti sia per alzare il baricentro della struttura, sia per aumentare lo stato di compressione sulle murature.

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- Eusebio Sguario, in basso a destra i due disegni inerenti al centro di gravit degli edifici. Lerrore di Sguario evidente, ma il metodo corretto in quanto ha intuito che ledificio sollecitato da scosse sismiche che si trasformano in forza laterale dinamica che fa oscillare ledificio come un pendolo rovesciato. Lipotesi del Nostro fondata anche sullerrata idea che le murature siano infinitamente rigide; una possibile interpretazione del ragionamento di Sguario la seguente:

Nella terza regola, Sguario propone unimpostazione simmetrica in pianta e anche in elevazione, con pareti speculari con riferimento a dimensioni, spessore e aperture, con la limitazione delle altezze come tradizione voleva.

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Con tutti i limiti gi esposti, comunque Sguario ha il merito di aver impostato lanalisi dinamica degli edifici in un periodo in cui la questione delle costruzioni antisismiche risolta, in sostanza, con il sistema costruttivo a telaio in legno (casa baraccata) sancito anche dalla normativa emanata dopo il terremoto calabrese del 1783. Per tutto lOttocento, mentre la sismologia compie significativi passi che permetteranno, nel Novecento, di sviscerare la questione, la riflessione teorica sulle costruzioni antisismiche appare ancora confusa e incerta. In Europa il dopo Messina (1908), da nuovo impulso alla ricerca teorica cui si affiancano diverse decine di invenzioni (quasi tutte brevettate) per le costruzioni antisismiche, molte delle quali di dubbia praticit, come le suggestive proposte di G. Torres contenute nel suo trattato La casa antisismica, edito a Roma nel 1909. Torres dopo unanalisi storica giunge alla conclusione che gli edifici a pianta circolare fossero pi sicuri in quanto, da qualsiasi direzione provenisse il sisma, rispondevano con uguale resistenza; di fatto Torres supera la questione di ununica direzione di arrivo del sisma e intuisce la necessit di strutture simmetriche e la concentricit fra centro delle masse e delle rigidezze.

- Esempi di case antisismiche sviluppate sulla pianta circolare secondo G. Torres, 1909. A fianco di trattati come quello del Torres troviamo anche, nel dopo Messina, profonde intuizioni, come quella di A. Danusso, presentata nel 1909 alla Societ degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, dal titolo La statica delle costruzioni antisismiche. Danusso inizia con una nota leggermente polemica, in riferimento a tutte le bizzarrie proposte per le costruzioni antisismiche; afferma Danusso che gli studi sulledilizia antisismica hanno condotto finora, eccettuati pochissimi casi, allespressione di una serie di criteri personali, pi o meno empirici, i quali meritano bens grande rispetto, poich la buona costruzione poggia per tre quarti sul buon senso e sulla pratica di chi progetta, ma non bastano per risolvere scientificamente ed utilmente il problema che interessa oggi tutti gli Italiani. Poi Danusso passa ad analizzare la questione affermando che non difficile stabilire il punto di partenza, esprimendo con caratteristiche meccaniche precise una serie di movimenti ondulatori che interpretino con sufficiente approssimazione il movimento sismico. Qualunque moto, anche se molto complesso, pu ridursi alla sovrapposizione di moti elementari pi semplici; il principio della sovrapposizione degli effetti, da cui la meccanica governata, varr dunque a semplificare, sotto questo punto di vista il problema. Applicando il principio di scomposizione e sovrapposizione delle forze e staticizzando le forze, Danusso risolve in maniera brillante il problema, partendo dallipotesi di un edificio la cui base rigidamente unita al terreno, considerando la struttura resistente come un sistema di masse concentrate alle altezze dei diversi piani da azioni laterali e funzionante come un pendolo rovesciato.

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- A. Danusso, 1909, analisi strutture antismiche. Fra i trattati comprendenti riflessioni teoriche appare interessante, seppure incerto, quello di F. Ruffolo, La stabilit sismica dei fabbricati, Roma, 1912, che trattando della simmetria in planimetria e in elevazione (come Sguario) e del profilo prossimo a quello parabolico delle murature, scrive che il vantaggio dei muri con profili prossimi ai parabolici sintu in Italia fin dal medio evo, e precisamente in una citt sismica per eccellenza: Aquila; Ruffolo quindi propone una serie di sbiadite immagini di edifici con tale caratteristica che, per, non sono medioevale ma settecenteschi.

- F. Ruffolo, lAquila, casa Antonini, di origini settecentesche. Ruffolo, comunque ritiene che il profilo delle murature completamente parabolico, come le soluzioni proposte dal giapponese prof. Omori, non siano idonee per ledificato residenziale, ma solo per pile di ponti e acquedotti, dighe e strutture simili; quindi propone un perfezionamento del sistema, combinando il profilo delle murature prossimo a quello parabolico e la planimetria che segue la curva asteroidale; di fatto partendo dallequazione del circolo, quello usato da Torres prima citato:

x2  y 2

a2 Ruffolo esaspera la situazione in x 3  y 3

a3

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- Prospetto e pianta di edificio asteroidale secondo F. Ruffolo, 1912. F. Masciari-Genoese, nel suo poderoso Trattato di costruzioni antismiche, Milano, 1915, scritto ancora sotto linflusso del terremoto di Messina, compendia tutti i saperi noti, per esempio cita anche Eusebio Sguario. In mille pagine, Masciari tratta di sismologia, di meccanica delle strutture, di resistenza dei materiali, storia, costruzioni antisismiche, etc. La prima analogia fatta dal Masciari comparare lazione del sisma a quella del vento o dellacqua in moto contro gli ostacoli di varia natura che incontra ma ritiene anche che le onde sismiche possano ripresentarsi, nel medesimo luogo, con direzione analoga, secondo le antiche credenze; non manca lanalisi delle tipologie planimetriche e in elevazione, comprese quelle circolari e asteroidali. A riguardo dellaltezza degli edifici, il procedere di Masciari si fa pi sicuro perocch per quanto esso possa essere di struttura monolitica e possa avere dondolamenti sincronici, pure oscillando non cessa di essere un vero pendolo composto, e di avere oscillazioni di unampiezza che cresce in ragion diretta dellaltezza.

F. Masciari-Genoese, 1915, momento flettente di una struttura in relazione allaltezza e allaccelerazione sismica. Masciari quindi si applica nellesame dei principali tipi di costruzioni antisismiche, dalla gajola pombalina alla casa baraccata, ancora in auge ai primi del Novecento, ai primi esempi di costruzione a telaio in calcestruzzo armato e in acciaio. A riguardo dei calcoli di stabilit antisismica, Masciari ricorda che si debbono considerare le azioni statiche... accumulate con le azioni dinamiche, dovute al moto sismico orizzontale e verticale, derivandole dallaccelerazione massima locale applicata alle singole masse del fabbricato, operante in entrambi i sensi di ogni direzione, ricordando che per edifici di carattere non eccezionale, possibile sostituire le azioni dinamiche con equivalenti azioni statiche. Per la valutazione dellazione sismica orizzontale Masciari ritiene che, in sintonia con le Istruzioni Ministeriali, permesso eziandio di ragguagliarle... ad una frazione delle gravit applicata alle masse del fabbricato ed aggiungere al peso di esse; semplificando e approssimando lazione sismica viene valutata pari a un carico di 1/10 della peso della struttura distri-

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buito lateralmente in maniera uniforme. Per lazione sussultoria si suggerisce, in via ancora approssimata, di aumentare i carichi statici permanenti da 2/3 a 1/2. A riguardo dellapprossimazione, Masciari osserva che essendo dovendo partire da dati sismici di larga approssimazione, cos nei calcoli di stabilit uopo appagarsi anche di formole approssimative, semplici e pratiche... un laborioso procedimento analitico, giustamente osserva il prof. Canevazzi, condurrebbe sempre a risutati approssimati.

F. Masciari-Genoese, 1915, sezione e pianta di edificio antisismico in muratura e armature soggetto ad azione sismica laterale. Concludiamo quelle riflessioni con uno degli ultimi trattati scritti ancora sotto lenfasi del terremoto di Messina; si tratta de Lossatura murale, di G. B. Milani, edito a Torino si suppone nel 1922 (la data non dichiarata nel testo); Milani, docente di Architettura Tecnica alla Reale Scuola di Applicazione per gli Ingegneri di Roma, realizza un poderoso trattato diviso in tre grandi fascicoli, con testo separato dalle tavole sciolte, e affronta tutte le tematiche del costruire evidenziando, per ancora varie incertezze terminologiche. Nel primo fascicolo, La stabilit, affronta il tema delle costruzioni asismiche, facendo riferimento alla normativa del 1912, le Norme tecniche ed igieniche obbligatorie per le riparazioni, ricostruzioni e nuove costruzioni nei Comuni colpiti dal terremoto del 28 dicembre 1908 o da altri precedenti. Milani ritiene che le costruzioni antisismiche in muratura semplice non possano superare un piano di altezza (max 5 metri), per altezze maggiori suggerisce edifici completamente in calcestruzzo armato (con tondini lisci e lamiera stirata come in uso allepoca) oppure di utilizzare, ancora una volta, il sistema baraccato in legno o in acciaio, in alternativa al sistema a telaio, ingabbiamento, in calcestruzzo armato. Nonostante i secoli passati, il sistema baraccato, a telaio ligneo, appare ancora in auge negli anni Venti del Novecento.

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G. B. Milani, 1922 (?), stabilit sismica degli edifici. In sintesi, nellOccidente europeo, alcune germinazioni sulla concezione strutturale degli edifici antisismici si possono individuare nel Rinascimento, per ampliarsi nel secolo dei Lumi, piccolo passo dopo passo, per superare laccettazione fatalistica del fenomeno, fino al primo Novecento quando, ancora con incertezze, la scienza delle costruzioni getta le basi per gli attuali risultati, dalla corretta analisi dinamica, ai sistemi di isolamento sismico etc. Permane la questione della valutazione della sicurezza sismica del patrimonio edilizio esistente (storico e non storico) dove lanalisi della cultura sottesa alla costruzione, in ogni periodo, pu dare sostanziale contributo per corretti interventi, cio svolgendo una precisa anamnesi storica si potr elaborare diagnosi, terapia e prognosi.