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Regia Cappella Palatina

La chiesa, intitolata a Santa Maria Maggiore e chiamata comunemente Madrice o Chiesa Madre, fu ultimata nel 1340 e sorse sui ruderi del castello Marco, a sua volta costruito sui resti di un fortilizio arabo e di una chiesa paleocristiana. Si tratta di una delle maggiori espressioni dellarte catalana nella provincia di Enna, oltre che la massima testimonianza delloperato nella citt di Pietro II dAragona, il quale la arricch di fondi e delle decime dei cittadini. Nel pavimento dellatrio, a testimonianza di ci, si voluto ricordare il committente della chiesa con lo stemma della casata aragonese. La pianta della chiesa, dopo svariati rimaneggiamenti e ampliamenti, basilicale, con tre navate in stile catalano-aragonese dove possibile riconoscere richiami gotici negli archi a sesto acuto, mentre la manifattura locale si espressa soprattutto nelle basi delle colonne a forma di tronco di piramide, riccamente lavorate. Queste, nella navata sinistra presentano felini accovacciati come sfingi oltre che bassorilievi con forme allegoriche, mentre in quella destra si possono osservare motivi a zampe di grifone che si ripetono in tutte le basi della navata ad eccezione di una, dove verosimilmente ritratto il volto di Pietro II d Aragona. La navata sinistra ospita la cappella del fonte battesimale, che si presenta con un pavimento di maiolica di Caltagirone risalente al XVII secolo. Il fonte, di scuola gaginiana, risale al 1571 ed riccamente istoriato: si pu riconoscere ad esempio Il Battesimo di Ges, mentre il piedistallo esagonale decorato con idre fluttuanti. Inoltre, nella cappella, custodita una delle copie de LAdorazione dei Magi, il cui

originale (di Filippo Paladini) costituisce la pala daltare della chiesa dei Frati Cappuccini. Nella medesima navata, sotto una tela dello Svirech rappresentante la Deposizione, possibile vedere un bassorilievo marmoreo dedicato al barone Gioacchino Giarrizzo. Nella navata destra della chiesa un ciborio in marmo realizzato nel 1556 da artisti facenti parte della scuola gaginiana, nella cui mezza lunetta superiore rappresentata la Resurrezione di Ges. Nella stessa navata, allinterno della cappella dedicata a San Pietro, possibile vedere la lapide in alabastro gessoso della tomba del barone Corvaja, un coretto in legno e la statua del santo patrono della citt che regge una croce tripla; la statua poggia su di una colonna che proviene dalla chiesa fortezza di San Pietro. Entrambe le navate sono decorate con otto tele risalenti al 600 e al 700, cinque delle quali del pittore palermitano Francesco Sozzi, del quale altre tre tele si trovano nella sagrestia della chiesa. Lo sfondo absidiale della navata centrale occupato interamente da un quadro di notevole bellezza, dipinto nel 1617 da Gianforte Lamanna e intitolato L Assunzione di Maria. La cupola interna di tale navata impreziosita da una aquila a due teste in stucco, simbolo del re di Gerusalemme, che ricorda la presa della stessa citt durante le crociate. Sotto laquila vi un nastro che testimonia lanno di costruzione della chiesa; putti e motivi floreali e allegorici, anchessi in stucco, ornano il resto della cupola centrale e quelle delle due navate laterali. Come detto, allinterno della sagrestia possibile vedere le altre tre opere di Francesco Sozzi, la pi grande delle quali un olio su tela raffigurante Il granconte Ruggero e la citt di Calascibetta. Della tela mancano 20 cm della parte sottostante, dove vi era la scritta Rogerius comes et templi fundator et urbis, cio Conte Ruggero fondatore del tempio e della citt, frase che testimonia la fondazione della citt vera e propria per

opera del conte. Un altra tela di Sozzi risale al 1784 e raffigura il cappellano dellepoca, Gaspare Bongiovanni. Mons. Alfonso Airoldi raffigurato con lermellino bianco, riservato solitamente ai pi alti prelati come i cardinali, il soggetto del terzo quadro. Molto spesso capitava che gli inviati del re, giudici della legazia apostolica di cui Airoldi faceva parte, visitassero la Regia Cappella Palatina. Fu probabilmente in occasione di una di queste visite che lopera venne eseguita. La chiesa, nel 1894, sub un ampliamento realizzato dallingegnere Mariano DAngelo, quando fu allargata tutta la parte retrostante il transetto. Si tratt di un lavoro imponente, tanto che le basi delle absidi sono oggi profonde 10 metri.