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La questione DINGIR

di Biagio Russo
Negli anni in cui mi sono prodigato nella ricerca della verit di ci che man mano apprendevo, mi sono imbattuto nella lettura di diverse interpretazioni del termine con cui i Sumeri indicavano i loro Superiori: dingir. La diversit, circa linterpretazione del pittogramma in argomento, spesso assume netti contorni speculativi. Ma veniamo al dunque. Come ho gi scritto in apertura, la mia sete di sapere mi ha spinto ad approfondire le informazioni che man mano acquisivo, cio quanto studiosi, ricercatori o saggisti andavano affermando nelle loro pubblicazioni. Una su tutte, a causa della grande mole di clonazione presente in rete, laffermazione che vede il termine sumero-accadico dingir trascritto DIN.GIR in contrapposizione al DINGIR senza il punto separatore sillabico. Unaffermazione di assoluta origine saggistica. La rappresentazione grafica in contestazione quella che, basata appunto sul bisillabo DIN.GIR, viene riportata dai suoi sostenitori con il doppio pittogramma sumero che segue:

fig. 1 DIN GIR

fig. 2

Ma esaminiamo i due segni in maniera schematica riportando una serie di elementi che i sostenitori espongono a supporto delle loro tesi. Facciamolo con la stessa accuratezza e severit che, come sanno i lettori del mio libro Schiavi degli Dei, hanno caratterizzato le mie indagini: - il primo segno, DIN, viene proposto in posizione orizzontale e con la particolarit di presentare la punta aperta; ad esso viene attribuito un valore fonetico il cui sedicente significato corrisponde a puri; la sua sagoma viene accostata ad un moderno razzo spaziale vettore, se non ad uno pseudo modulo di comando, che ricorda le ormai famose navicelle della missione Apollo (la numero 11 port luomo per la prima volta sulla Luna); - GIR, il secondo segno, viene accuratamente riprodotto con otto scomparti che avrebbero dovuto ospitare gli individui astronauti dellantichit; ad esso viene attribuito un valore fonetico il cui sedicente significato corrisponde a aquila/e; dotato di una parte terminale a forma di pinna, questa, sempre a detta dei suoi sostenitori, si sarebbe perfettamente incastrata nellapertura anteriore del DIN, producendo, cos, il risultato di unimmagine composta che ricorda moltissimo unastronave a razzo munita di modulo di atterraggio.

DIN.GIR Puri delle aquile

Ma la rappresentazione grafica DINGIR, che definirei canonica, quella riportata nel disegno sottostante

DINGIR - AN

Si tratta di un pittogramma riprodotto dai pi autorevoli testi di assiriologia e sumerologia composti da importanti studiosi internazionali dellantica scrittura mesopotamica, esperti universalmente riconosciuti tali. Testi la cui autorevolezza cementata da decenni a tal punto da essere adottati negli atenei di tutto il mondo. Il termine sumero sopra raffigurato, a forma di stella ad otto punte, aveva come valore fonetico an (ilu nel neo assiro-babilonese) e, quel che pi conta, ripeto che veniva graficamente trascritto come DINGIR[1] (non DIN.GIR). Inoltre, esso ha funzione di determinativo e precede nomi di divinit[2] (es. dEN.KI, dEN.LIL, ecc.). Fino ad oggi non stata ancora trovata documentazione storica o autorevole che indichi lideogramma bisillabico. Inoltre, nel mio continuo ricercare ho avuto solo conferme che il termine si trascrivesse correttamente DINGIR. In questo contesto, il professore Claudio Saporetti, docente emerito di Assiriologia allUniversit di Pisa e Viterbo, in una lettera di risposta ad una mia richiesta di chiarimenti su un elenco di logogrammi sumeri, tra cui DIN.GIR, mi ha segnato il bisillabo in questione come errore grave. Inoltre, a seguito della lettura di articoli su riviste cartacee o in rete, ho ritenuto opportuno interpellare alcuni loro autori per acquisire informazioni circa lorigine, la fonte, della loro asserzione sul simbolo che gli stessi proponevano con il punto separatore. Purtroppo, con mia delusione, ho avuto sempre la stessa risposta: il contenuto dellarticolo era niente di pi che il risultato di un riportare quanto scritto da saggisti, spesso non italiani. Senza fonte autorevole. Senza verifica. Apprezzabile, sicuramente, la sincerit gemella dellonesta intellettuale degli interpellati, per questo aggiungerei che quanto pubblicato da questi ultimi sia avvenuto in buona fede. Ma la cosa che pi mi sconcerta , lo ripeto, che il segno pittografico DIN non trova assolutamente nessun riscontro in tutta la documentazione assiriologica di ricerca. Tuttavia, lo stesso pittogramma, esposto in figura 1, trova corrispondenza solo con lantico simbolo SIMUG (fig. 3). Il significato di SIMUG corrisponde a fabbro, orafo, pi raramente allegare, versare.[3] Molteplici significati, come sempre accade per i simboli sumeri. Ma certamente non virtuoso, puro, luminoso. Per di pi il segno ha la punta rivolta verso il basso ed essa chiaramente chiusa.
fig. 3

Per la precisione e visti i risultati delle indagini, faccio riscontrare che puro o essere puro veniva raffigurato dai sumeri con il pittogramma di figura 4.

fig. 4

Risalente allepoca di Djemdet-Nasr (3100-2700 a.C.), il segno aveva valore fonetico k, evolvendo logograficamente in K per trasformarsi in ellu accadico[4]. Niente a che vedere con il segno della figura 1. Pur non affrontando anche il pittogramma relativo a ci che i Sumeri utilizzavano per indicare laquila, risulta abbastanza evidente che, se si volesse comporre un ideogramma dal significato corretto di puri delle aquile, il primo segno da incidere sarebbe quello di fig. 4, il simbolo il cui significato corrisponde veramente a puri, e non quello di fig. 1.

[1] Tratto da Manuel dpigraphie akkadienne, Ren Labat, Geuthner Manuels, Paris 1994; il testo originale, del 1948, esposto in una teca del Museo di Stato del Vicino Oriente Antico di Berlino. [2] Id. p. 48-49. [3] Id. pp. 154-155. [4] Id. p. 210.

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