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Chimica ambientale Ozono Lozono O3 un gas altamente velenoso tuttavia essenziale alla vita poich ha la capacit di assorbire i raggi

i ultravioletti.Queste radiazioni si dividono in:UVA,UVB,UVC i primi due sono i pi energici e sono i responsabili della formazione dellozono.La re azione della formazione delozono la seguente:O2+UV->O+O2->O3 in seguito le radiazioni solari scindono lozono in ossigeno molecolare e atomico O3+UV-> O+O2 durante la notte lossigeno atomico si combina con lozono formando due molecole si ossigeno O3+O >2O2.Se il processo di formazione e distruzione dellozono in equilibrio esso sarebbe costante.Il buco nelozono un fenom eno di assottigliamento dello strato di ozono protettivo,essi sono presenti soprattutto ai poli dove naturalmente i raggi solari sono pochi e lo strato molto sottile.Questo disastro globale causata principalmente dallinquinamento.I danni delle radiazioni UV sono:danni alla pelle,agli occhi (il cristallino assorbe le radiazioni e a causa di esse si formano le cataratte),danni al dna.Lozono rarefatto e forma uno scudo molto spesso ma a temperatura ambiente a 1 atmosfera avrebbe uno spessore di 3mm. Lossido dazoto uno dei principali inquinanti che danneggia lozono,questo processo di danneggiamento descritto dalle seguenti formule:N2O+O >2NO;NO+O3->NO2+O2.Un altro pericoloso inquinante il cloro: ClCH3+UVC->Cl+CH3;Cl+O3->ClO+O2.I clorofluorocarburi sono composti di cloro,fluoro e carbonio,hanno unelevata stabilit chimica e termica che aumentano con il contenuto di fluoro,son o infiammabili e poco tossici.I CFC avevano trovato largo impiego come propellenti per aerosol e come agenti refrigeranti.I pi comuni CFC sono:11,12,13,14,15.Quando i CFC vengono colpiti dai raggi UV rilasciano cloro:Cl+O3->ClO+O2;ClO+ClO>Cl2O2;Cl2O2+Uv->2Cl+O2.I radicali di cloro non vengono consumati e possono continuare a reagire con altre molecole di ozono. Inquinamento al livello del suolo,allesterno e in ambienti confinati Al livello del suolo lozono un inquinante secondario prodotto principalmente dagli ossidi di azoto e i composti organici v olatili che reagiscono a causa della luce solare e delle alte temperature.Le sorgenti degli inquinanti dalla quale viene prodotto lozono sono:autoveicoli,centrali elettriche,industrie.Lozono un agente ossidante altamente tossico che provoca seri danni al sist ema respiratorio e alle mucose.E un inquinante estivo.Il processo di formazione dellozono a partire dagli ossidi di azoto il seguente:NO2+UV->NO+O;O2+O->O3;NO+O3->NO2+O2.Per limitare le emissioni inquinanti gli autoveicoli usano le amrmitte catalitiche strumenti che promuovono la completa ossidazione dei gas di scarico.La marmitta catalitica rivestita da materiale come il palladio che promuove lossidazione anche a basse temperature degli scarichi automobilistici.Gli idrocarburi incombus ti,il monossido di carbonio e gli ossidi dazoto quando vengono completamente ossidati diventano acqua e anidride carbonica innocui.La combustione ideale la seguente:HC(idrocarburo)+O2->CO2+H2O+calore.Purtroppo ci sono due problemi:la combustione avviene troppo velocemente,alle alte temperature e pressioni anche lazoto finisce per bruciare.Quindi la combustione reale :Hc+O2+N2->CO2+H2O+HCpar(idrocarburo incombusto)+CO+NO+calore.La marmitta con l0andare del tempo si usura producendo polveri sottili inoltre lo zolfo presente nel carburante va ad ostruire il materiale catalitico rendendolo inutile. Piogge acide La pioggia acida una deposizione acida umida.La pioggia naturalmente ha un ph leggermente acido (5,6) a causa della presenza dellanidride carbonica absorbita che produce acido carbonico CO2+H2O=H2CO3. La deposizione pu essere umida in cui gli inquinanti vengono veicolati dalla precipitazione o secca quando essi cadono al suolo a causa della forza di gravit.Gli inquinanti prodotti dalluomo come gli ossidi di azoto e di zolfo sono i diretti responsabili dellacidificazione dellacqua il cui ph scende sotto il 5.Lossido di azoto combinandosi con lacqua produce acido nitrico secondo la reazione NO+OH(radicale dellossigeno)= ->HNO3 .La formazione dellacido solforico cos descritta:SO2+OH->HOSO2;HOSO2+O2->HO2+SO3;SO3+H2O->H2SO4.Questi acidi al contrario dei loro precursori sono solubili in acqua. Gli effetti delle deposizioni acide si manifestano a diversi livelli:lle acque superficiali vengo fortemente acidificate compromettendo la flora e la fauna acquatica,anche il terreno viene acidificato e cambia composizione perdendo nutrienti,le piante vengono generalmente danneggiate,probabilmente c una correlazione tra la salute umana e queste piogge inoltre edifici e monumenti vengono col tempo rovinati.I territori in cui prevale un suolo formato da quarzo e granito pesantemente colpito mentre i territori composti da gesso e calcaree tamponano gli acidi. Il particolato Per particolato si intende linsieme delle polveri sospese in aria come:fibre,particelle carboniose,metalli,silice,inquinanti solidi e gassosi.Le polveri e le fuliggini sono particelle solide mentre caligine e nebbia sono formate da particelle liquide.Varie sostanze possono essere absorbite allinterno delle particelle oppure adsorbite supe rficialmente rendendole pericolose per la salute umana.Tra le principali fonti del particolato ci sono:veicoli,industri,eruzioni vulcaniche,terre agricole,polline. Le particelle molto fini permangono nellaria per un tempo indefinito.Le particelle con diametro inferiore a 2,5 micrometri um vengono dette particolato fine mentre quello con diametro maggiore particolato grossolano. Il particolato fine quello pi pericoloso per la salute umana

perch permane nellaria per molto tempo,arrivano fin dentro agli alveoli dove vengono adsorbite dalle cellule,avendo unarea di superficie maggiore rispetto alle particelle grossolane quelle fine possono trasportare molti gas adsorbiti producendo reazioni chimiche e biochimiche pericolose.Gli strumenti per labbattiment o delle polveri usano filtri che per non riescono ad intrappolare il particolato fine. In passato la concentrazione di particolato nellaria era definito PTS particolato totale in sospensione .I valori di concentrazioni venivano espressi come massa di particelle per volume daria es ug/m^3.Recentemente viene usato il pm (materiale particolato) che si divide in pm2,5 quindi particelle con diametro di 2,5um e pm10 con diametro di 10um. Le particelle prima i poi sedimentano.La sedimentazione libera avviene in accordo alla legge di Stokes, che predice la velocit terminale di caduta di [2] una particella sferica in un fluido in regime laminare :

in cui e sono le densit della particella e del fluido, il raggio della particella, -2 la costante di accelerazione di gravit della Terra (pari a circa 9,81 ms ). Pesticidi

rappresenta la viscosit del fluido, e

Il pesticida o fitofarmaco una categoria di composti chimici utilizzata in agricoltura per difendere le colture da malattie o da organismi dannosi.I pesticidi si dividono in:insetticidi contro gli insetti,erbicidi contro le erbe infestanti,fungicidi contro i funghi ect..Tutti i pesticidi hanno la propriet comune di bloccare un processo metabolico vitale per gli organismi su cui risultano tossici.Nella maggior parte di queste sostanze gli ingredienti attivi erano gli organoclorurati.Un es di pesticida lesaclorobenzene C8Cl8 un composto stabile contro la decomposizione e degradazione ambientale, poco solubile in acqua ma molto nei composti simili agli idrocarburi come i grassi,la tossicit moderata sugli esseri umani ma elevata sugli organismi da distruggere..Questo pesticida stato proibito poich un probabile cancerogeno pu portare a irritazioni agli occhi e alle mucose,cancro al rene,fegato e tiroide .La classe degli insetticidi clorurati persistono per molto tempo nelambiente e possono bioaccumularsi lungo la cate na alimentare.Il grado di presenza dei pesticidi nellambiente espressa su una scala parti per Pp che esprime il rapporto dell a massa del soluto rispetto alla massa della soluzione.Un litro dacqua corrisponde a quasi 1Kg quindi la solubilit dellesaclorobenzene di 0,0062mg/L,quindi 0,0062mg/1000g di soluzione.Moltiplicando il numeratore e denominatore per 1000, 0,0062mg/L equivalgono a 0,0065g di soluto per un milione di grammi di solvente,vale a dire 0,0062 parti per milione.La dove la concentrazione molto inferiore si usa la scala aprti per miliardo Ppb che corrispondono alla millesima parte del Pp cio microgrammi/L. Il paradiclorodifeniltricloroetano o DDT(C14H9Cl5) un insetticida quasi insolubile nell'acqua ma ha una buona solubilit nella maggior parte dei solventi organici, nel grasso e negli oli.E stato utilizzato per anni e tuttoora viene usato nei paesi in via di sviluppo. Il DDT un inquinante organico persistente ed altamente resistente nell'ambiente. Il suo tempo di dimezzamento stimato in 2-15 anni e rimane immobile nella maggior parte dei suoli. Negli Stati Uniti d'America, campioni di sangue e di tessuto grasso raccolti tra la popolazione nei primi anni settanta mostrano sempre livelli misurabili di DDT. Uno studio successivo, realizzato alla fine dello stesso decennio, mostr che le concentrazioni di DDT nel sangue erano in calo, ma che il DDT e i suoi metaboliti erano ancora ben presenti nel campione.Il DDT un composto organico clorurato. Alcuni di questi composti hanno una dimostrata, seppur debole, attivit ormonale. Ci significa che sono cos simili chimicamente agli estrogeni naturali, da indurre una risposta ormonale negli animali contaminati. Il DDT e i suoi metaboliti si accumulano lungo la catena alimentare, il che comporta che i predatori sono maggiormente esposti ai danni da DDT rispetto ad altri animali dello stesso ambiente che si trovino pi in basso nella piramide alimentare. In particolare il DDT stato indicato come concausa del declino della popolazione di molti uccelli poich interferisce con lenzima del calcio e comporta lassottigliamento dei gusci duova che si rompono sotto il peso della madre. In generale, comunque, piccole quantit di DDT hanno scarso effetto sugli uccelli. Ben maggiori sono gli effetti del suo metabolita primario, il DDE.Il DDT colpisce pesantemente anche la fauna acquatica tra cui i pesci. Il DDT ha delle propriet insetticide molto potenti; uccide aprendo i canali del sodio nei neuroni degli insetti e causando loro spasmi incontrollati e la morte. Il DDT fu il responsabile nel debellare la malaria dall'Italia, dall'Europa e dal Nord America, ma fu usato anche come insetticida agricolo. Ci furono per mutazioni genetiche in taluni tipi di insetti e i loro geni riguardanti i canali del sodio risultarono immunoresistenti al DDT e insetticidi simili.Il Diclorodifenildicloroetilene o DEE un metabolita(risultato del metabolismo) del DDT ,esso viene prodotto nelambiente lentamente a causa della degradazione del DDT e dagli insetti resistenti che lo detossificano.La tossicit delle sostanze chimiche in genere viene espressa in dose letale DL e dose orale letale DLso e sono espressi in termini di massa della sostanza per chilogrammo di peso corporeo.I pesticidi organofosforati (esteri dellacido fosforico)sono potenti sostanze che vanno ad interferire con lenzima aceticolina (non permette il suo uso e distruzione) nel sistema nervoso dellinsetto non permette la comunicazione tra le cellule nervose e quindi elimina il coordinamento dei processi vitali dellorganismo ma anche quando si accumula provoca spasmi e la morte. Questo insetticida rispetto a quelli organoclorurati ha una bassa persistenza nelambiente,si concentrano nei tessuti adiposi ma viene eliminato velocemente,purtroppo altamente tossico per luomo e gli altri mammiferi.Viene usato come insetticida nei campi,fumigante per uso domestico,antipulci.Pu essere assorbito attraverso la cute. Soggetti esposti in modo continuativo agli OP hanno segnalato disturbi della memoria ,della concentrazione, ,dell'umore e del comportamento . Persone con disturbi cardiovascolari i, al fegato o ai reni ,con glaucoma o problemi al sistema nervoso sono a rischio di conseguenze pi gravi dopo esposizione agli OP, inoltre gli OP possono attraversare la placenta arrecando danni al feto.Linsetticida carbamati (estere dellacido carbammico) al pari degli organofosforici (OP) sono largamente impiegati come insetticidi principalmente in agricoltura ma anche in veterinaria, nell'uso domestico e comunitario (giardini, scuole). Sebbene possiedano una tossicit acuta inferiore a quella degli OP, il medesimo meccanismo d'azione li rende una categoria di tossici pericolosi per la salute dell'uomo. Il carbamato interferisce con laceticolina portando alla morte dellinsetto.I carbamati inoltre al contrario degli OP mostrano una maggiore velocit di degradazione. L'assorbimento nell'organismo dei carbamati avviene per via inalatoria, digerente e cutanea.Gli effetti sula salute umana sono meno

gravi e meno duraturi rispetto agli OP.Gli erbicidi sono sostanze utilizzate per il controllo delle malerbe o piante infestanti. Tra gli erbicidi ricordiamo larsenito di sodio(Na3AsO3)e il solfato di rame(CuSO4) che distruggono le piante attraverso il processo primitivo della sottrazione dellacqua mantenendo comunque il suolo coltivabile.Col tempo i composti dellarsenico inorganico furono sostituiti da quelli organici meno tossici.Le triazine sono composti eterociclici azotati, uno dei composti cloro-triazinici pi pericolosi latrazina. L'atrazina una sostanza pericolosa per la salute umana. Attualmente non ritenuta essere una sostanza cancerogena, ma sono stati pubblicati alcuni studi che hanno evidenziato l'insorgere di danni all'ovario di criceti, mentre altri studi sugli anfibi hanno evidenziato come questa molecola produca interferenze sull'equilibrio degli ormoni sessuali determinando un effetto femminilizzante.Il suo uso smodato ha andato a inquinare le falde e i terreni. Nonostante la sua solubilit non sia molto elevata, l'atrazina ha dimostrato avere una elevata persistenza ambientale con coseguente inquinamento sia di acque superficiali che di falda.Un altro erbicida il metacloro (derivato dellacido cloroacetico) un composto che si degr ada nellambiente a causa della luce e dellacqua.E un erbicida non selettivo e agisce inibendo la sintesi delle proteine.Un altro erbicida noto il parquat,il termine quat deriva dal fatto che esso contiene atomi di azoto quaternario grazie alla quale la sostanza idrosolubile.Lerbicida agisce prima della germogliazione che avviene nei campi a primavera. I residui di parquat possono riscontrarsi nella marijuana (venne usato per distruggere intere piantaggioni).I fenossialifatici sono una classe di erbicidi contro le erbe a foglia larga,al punto di vista ambientale, i sottoprodotti di queste sostanze destano maggiori preoccupazioni degli erbicidi stessi.Non tende ad accumularsi negli alimenti,pu contaminare lacqua,probabilmente cancerogeno per luomo,non si bioaccum ola poich si degrada velocemente. Metalli tossici La speciazione consiste nella valutazione della biodisponibilit e della tossicit dei metalli presenti.In pratica consiste nel distribuire un metallo tra diverse forme e specie.Alcune forme possono essere innocue altre tossiche.La biomagnificazione il processo di bioaccumulo di sostanze tossiche e nocive negli esseri viventi con un aumento di concentrazione di queste sostanze all'interno degli organismi. Il seguente esempio permette di comprendere lo schema di funzionamento della biomagnificazione.Un microorganismo di fitoplancton ingloba in s un atomo di mercurio; un organismo di zooplancton mangia poi 10 organismi di fitoplancton e ingloba di conseguenza 10 atomi di mercurio; un piccolo pesce mangia 500 organismi di zooplancton e ingloba quindi 5.000 atomi di mercurio; un pesce di media taglia mangia 5 pesci di piccola taglia e ingloba 25.000 atomi di mercurio; un pesce di grossa taglia mangia 2 pesci di media taglia e siamo a 50.000 atomi; infine uno squalo mangia 5 pesci di grossa taglia e ingloba quindi 250.000 atomi di mercurio.La quantit di metalli tossici assunte dagli alimenti pi preoccupante rispetto allassunz ione attraverso lacqua.Naturalmente gli roganismi cercano di eliminare queste sostanze quindi ingerendole aumenta il tasso di concentrazione e eliminazione. Mercurio Il mercurio un elemento che si presenza allo stato liquido, altamente tossico.Lamalgame una lega di mercurio con altri metalli. L'amalgama non completamente inerte, infatti oltre al problema della corrosione, cio rilascio dei suoi ioni metallici, che dipende dalle condizioni di temperatura, di stress meccanico e galvanico, si verifica anche un rilascio di vapori di mercurio.Il mercurio non stabile infatti forma il cos detto ione mercurio poich allultimo livello vi sono solo 6 elettroni quindi lo ione diventa un catione Hg++.Quanto questo catione si unisce a un atomo di mercurio stabile forma lo ione mercuroso Hg2++ ed stabile.Il metilmercurio un catione organometallico di formula CH3Hg+ esso molto tossico e si accumula facilmente nell'ambiente. Il metilmercurio ingerito assorbito rapidamente e completamente dall'apparato gastrointestinale. La maggior parte si complessa con la cisteina libera e con proteine e peptidi che contengono questo aminoacido. Il complesso metilmercurio-cisteina viene riconosciuto da proteine trasportatrici di aminoacidi come se fosse metionina, un altro aminoacido essenziale. A causa di questo mimetismo, il metilmercurio trasportato liberamente per tutto il corpo e passa anche la barriera emato-encefalica e la placenta, in modo da essere assorbito dal feto in via di sviluppo. Visto che si lega fortemente alle proteine, il metilmercurio non eliminato facilmente.Vari studi indicano che bambini esposti a metilmercurio quando erano nell'utero materno mostrano elusivi deficit di sviluppo, quali minore di quoziente d'intelligenza, risultati inferiori in test su abilit di linguaggio, deficit della memoria e dell'attenzione. Negli adulti l'esposizione al metilmercurio stata correlata ad un rischio maggiore di disturbi cardiovascolari, compreso l'infarto del miocardio. Ci sono evidenze che il metilmercurio causi anche malattie autoimmuni in individui sensibili. A tutt'oggi non esistono per collegamenti diretti tra il metilmercurio e specifiche malattie neurologiche o autoimmuni. Bench sia fuor di dubbio che il metilmercurio tossico sotto molti aspetti, compresi i danni a livello fetale, ancora controverso quale sia il livello di metilmercurio accettabile nei cibi senza causare danni. Il metilmercurio si forma in ambienti acquosi, e dato che non eliminato rapidamente dagli organismi, viene biomagnificato nella catena alimentare acquatica a partire dai batteri, passando al plancton, fino ai macroinvertebrati e ai pesci erbivori e piscivori. Ad ogni passaggio della catena alimentare la concentrazione del metilmercurio nell'organismo cresce, e la sua concentrazione nei predatori acquatici in cima alla catena alimentare pu essere un milione di volte maggiore rispetto alla concentrazione nell'acqua. Nel passato il metilmercurio si formava direttamente o indirettamente in seguito a vari processi industriali, come la fabbricazione della acetaldeide. Attualmente le fonti antropogeniche che provocano inquinamento da metilmercurio sono limitate sostanzialmente alla combustione di rifiuti che contengano mercurio inorganico e alla combustione di combustibili fossili, e di carbone in particolare. Il metilmercurio si forma a partire dal mercurio inorganico per azione di organismi anaerobici che vivono in ecosistemi acquosi quali laghi, fiumi, zone umide, sedimenti, suoli e mari aperti. A differenza di quanto erroneamente propagandato da alcuni gruppi che osteggiano le vaccinazioni, i conservanti utilizzati in alcuni vaccini (quali il Thimerosal) non contengono metilmercurio, bens etilmercurio, ovvero un composto metabolizzato a livello epatico e non soggetto ad accumulo.In medicina lamalgame di mercurio veniva usato nelle otturazioni dentali.Tempo a dietro molti farmaci contenevano mercurio.

Piombo Il piombo un elemento metallico.Esso viene usato nell'edilizia, nella produzione di batterie per autotrazione e di proiettili per armi da fuoco e, allo stato liquido, come refrigerante nei reattori nucleari, a volte in lega eutettica con il bismuto. Il piombo un componente del peltro e di leghe metalliche usate per la saldatura.Sia il piombo che i suoi composti sono nocivi.Il piombo si trova:nel fumo di sigaretta,negli scatolami,in alcuni farmaci,comsetici,coloranti,giocattoli,gas di scarico,affluenti industriali. Il piombo un metallo velenoso, che pu danneggiare il sistema nervoso (specialmente nei bambini) e causare malattie del cervello e del sangue. L'esposizione al piombo o ai suoi sali, soprattutto a quelli solubili, o all'ossido PbO2, pu causare nefropatie, caratterizzate dalla sclerotizzazione dei tessuti renali, e dolori addominali colici. Alcuni storici attribuiscono al piombo (per tubazioni per acqua potabile e all'uso di diacetato di piombo, detto zucchero di piombo, per addolcire il vino) la causa della demenza che afflisse molti degli imperatori romani. Nefropatie croniche ed encefalopatie sono state rilevate sia in forti bevitori di whisky di contrabbando, in quanto la saldatura delle serpentine di distillazione costituita da piombo, sia in utilizzatori di stoviglie smaltate a piombo. Inoltre altre categorie a rischio di intossicazione, sono i lavoratori dell'industria e dell'artigianato.Per quanto riguarda il metabolismo cellulare, il piombo pu inibire alcuni enzimi agendo sui gruppi sulfidrilici liberi impedendo che possano essere utilizzati da enzimi a cui sono indispensabili. Il piombo ostacola la sintesi dell'eme che nel sangue conduce ad un rallentamento ad una diminuzione dei globuli rossi e dell'emoglobina racchiusa in ogni globulo. Un malato intossicato da piombo produce globuli rossi alterati, definiti "punteggiati" e questo fatto pu condurre all'anemia.Le preoccupazioni per il ruolo del piombo nel ritardo mentale nei bambini ha portato ad una generale riduzione del suo uso (l'esposizione al piombo stata collegata anche alla schizofrenia); le vernici contenenti piombo sono state ritirate dal commercio in tutti i paesi industrializzati. Tuttavia molte vecchie case contengono ancora piombo nelle loro vernici, e in caso di lavori di ristrutturazione non si dovrebbero mai togliere i vecchi strati di vernice carteggiandoli perch si produrrebbero polveri sottili, contenenti piombo, che finirebbero per essere respirate. capitato a volte che i sali di piombo usati negli smalti per vasellame abbiano causato degli avvelenamenti, quando bevande particolarmente acide come certi succhi di frutta hanno estratto ioni di piombo dallo smalto. Si pensa che fosse questa la causa delle "coliche del Devon", dove si usavano presse con parti di piombo per estrarre il succo di mela per farne sidro. Il piombo considerato anche estremamente dannoso per la fertilit delle donne.Anche nella fertilit delluomo pericoloso poich inibisce dei recettori sullo spermatozoo il cui compito di agganciarsi al mannosio uno zucchero presente sullovulo. Il piombo si pre senta naturalmente nell'ambiente. Tuttavia, la maggior parte del piombo che si trova in ambiente e' prodotto da attivit umane. Grazie all'applicazione di piombo nella benzina si e' stato formato un ciclo artificiale del piombo. Nel motori delle automobili viene bruciato piombo, che porta all'inizio della formazione di sali (cloro, bromo, ossidi).Questi sali di piombo entrano nell'ambiente attraverso gli scarichi delle automobili. Le particelle piu' grandi finiscono immediatamente sul terreno o nell'acqua superficiale inquinandola, mentre le particelle pi piccole attraverseranno lunghe distanze attraverso l'aria e rimarranno nell'atmosfera. Una parte di questo piombo ricadr sulla terra sottoforma di pioggia. Questo ciclo del piombo causato dalla produzione umana molto pi esteso del ciclo naturale del piombo. Il piombo pu finire in acqua e terreni a causa della corrosione di tubature di piombo negli impianti di distribuzione dell'acqua e delle corrosione delle vernici al piombo. Non pu essere distrutto; pu essere soltanto convertito in altre forme.Il piombo si accumula nel corpi di organismi acquatici e terrestri. Questi avvertiranno alcuni effetti sulla salute derivanti dall'avvelenamento del piombo. Effetti sulla salute dei crostacei possono avvenire anche quando sono presenti soltanto concentrazioni molto piccole di piombo. Le funzioni metaboliche del fitoplancton possono essere disturbate quando interviene il piombo. Il fitoplancton una importante fonte di produzione dell'ossigeno nel mare e molti animali marini piu' grandi se ne nutrono. Ecco perch ora iniziamo a chiederci se l'inquinamento da piombo pu influenzare gli equilibri globali.Le funzioni del terreno sono disturbate dall'intervento del piombo, particolarmente in prossimita' delle strade principali ed dei terreni coltivabili, dove concentrazioni estreme possono essere presenti. Anche gli organismi terrestri possono soffrire di avvelenamento da piombo.Il piombo un elemento chimico particolarmente pericoloso, dal momento che pu accumularsi non soltanto nei diversi organismi, ma anche nell'intera catena alimentare.Cio' ha reso l'inquinamento da piombo un problema mondiale.Lo ione Pb2+ pu crearsi in alcune situazioni in cui il piombo si trova a contatto con soluzioni acide es succhi di frutta. Il piombo non reagisce di per s con gli acidi diluiti;infatti, il Pb in forma elementare un elemento stabile che viene impiegato come elettrodo nelle batterie di accumulatori e rimane stabile perfino se viene a contatto con acido solforico abbastanza concentrato. Alcune leghe di piombo che un tempo venivano comunemente utilizzate per sigillare (<<stagnare)lo scatolame si dissolvono per nell'acido diluito dei 'Succhi di frutta e in altri alimenti acidi allorch viene a contatto con l'aria, una volta che il barattolo stato aperto; dato che il piombo viene ossidato dall'ossigeno in ambient~ acido, avremo:2Pb+O2+4H+->2Bb2+2H2O. Poich il piombo prodotto da questa reazione contamina il contenuto del barattolo questQ tipo di lega stato proibito. In passato, un'altra fonte di contaminazione ambientale da Pb2+ era rappresentata dall'impiego di arseniato di piombo, Pb3(As04)1come pesticida. Una forma dell'ossido di piombo (PbO) un materiale solido di colore giallo che stato utilizzato fin dall' Antico Egitto per invetriare la ceramica e tuttora questi vasellami vengono prodotti e usati. Per millenni, vari sali di piombo sono stati impiegati come pigmenti, dato che essi possiedono colori solidi e brillanti. Il cromato di piombo (PbCr04) il pigmento giallo presente nelle vernici utilizzate per gli scuola-bus e per le strisce del manto stradale. Il piombo rosso (Pb304) viene impiegato nelle vernici resistenti alla corrosione e si presenta di un colore rosso brillante.I pigmenti al piombo sono stati impiegati per produrre i colori delle riviste su carta patinata e sugli involucri per alimenti. Nei secoli scorsi, i sali di piombo venivano addirittura usati come agenti coloranti in vari alimenti. Il piombo bianco, che il composto Pb3(C03MOH)1, stato abbondantemente usato fino alla met di questo secolo come componente principale della vernice bianca per interni. Quando la vernice si stacca dalla parete, esiste per il pericolo che i bambini possano ingerire questo materiale, anche perch il Pb1 + ha un sapore dolce; consigliabile pertanto che le persone che vogliono ripitturare le pareti delle vecchie abitazioni raccolgano accuratamente la polvere e i frammenti degli strati della precedente pittura. I bambini che abitano nelle case fatiscenti, nel cuore di alcune citt, e dalle cui pareti si staccano continuamente pezzi di intonaco, presentano spesso elevati livelli ematici di piombo. Attualmente, nelle 'vernici per interni, il piombo bianco stato sostituito dal pigmento biossido di titanio (Ti01). Sebbene il loro impiego nelle vernici per interni sia stato proibito, i pigmenti di piombo continuano ad essere impiegati nelle pitture per esterni. La presenza di quantit significative di piombo nelle acque naturali alquanto insolita, dato che sia il suo solfuro (PbS) che il suo carbonato (PbC03) risultano altamente insolubili nell'acqua. la solubilit del PbS aumenta in proporzione alla quantit degli ioni H+ presenti nell'acqua acida: a pH =4 la solubilit del PbS e la concentrazione dello ione Pb2+ nell'acqua 2,5 x 10-8 M, mentre a pH = 2, la solubilit di 2,5 x 10-6 M. Pertanto possiamo concludere che quantit pericolose di piombo ionico possono manifestarsi nei

corpi acquatici fortemente acidi a contatto con minerali di piombo insolubili. Negli ambienti fortemente ossidanti il piombo pu formare lo ione 4+. Pertanto esiste l'ossido PbOz [pb4+ (OZ-)z, nella forma ionica] come anche gli ossidi misti Pbz03 e Pb304 che sono ambedue combinazioni del PbO e del PbOz. Quest'ultimo ossido misto noto come piombo rosso ed stato diffusamente impiegato come pigmento per vernici, in modo particolare come rivestimento per il ferro, dato che forma uno strato superficiale contro la ruggine.Il piombo elementare e l'ossido di piombo impiegati come elettrodi nelle batterie di accumulatori di quasi tutti i tipi di veicoli, rappresentano l'uso principale di questo elemento. Durante l'erogazione della corrente da parte della batteria, soprattutto alla messa in moto del motore, parte dell'elettrodo viene convertito in Pb2+ in forma di solfato insolubile(PbSO4). La maggior parte di queste batterie di accumulatori ormai in disuso sono riciclate per il loro contenuto in piombo; durante questa operazione, se non vengono adottati controlli accurati, il metallo pu essere disperso nell'ambiente. Mentre i composti del piombo ionico 2+ risultano ionici (inorganici), la maggior parte dei composti tetravalenti del piombo sono molecole covalenti (organiche) piuttosto che composti ionici del Pb4+. Riguardo a ci, il piombo tetra valente risulta simile alla corrispondente forma degli altri elementi (C, Si, Ge, Sn) facenti parte del medesimo gruppo della Tavola Periodica.I composti covalenti del piombo che rivestono maggior importanza dal punto di vista commerciale e ambientale sono quelli formati dal gruppo metilico (CH3) e dal gruppo etilico (CHzCH3), vale a dire il piombo tetrametile, Pb(CH3)4 e il piombo tetraetile, Pb(CzHs)4' In passato questi composti hanno trovato ampio impiego come additivi della benzina, con funzione antidetonante,.allo scopo di ottenere benzina etilata;questa prassi stata gradualmente abbandonata nell'America Settentrionale e nell'Europa Occidentale.Nei motori degli autoveicoli, lo scopo degli additivi al piombo era quello di prevenire una combustione anticipata della miscela aria-benzina in quella parte del cilindro pi lontana dalla candela di accensione. Questa combustione anticipata praticamente una detonazione che fa s che il motore batta in testa a causa dellatrasmissione di uno shock meccanico improvviso che, di conseguenza, pu causare un grave danno al motore.Il motore batte soprattutto quando la benzina prevalentemente composto da alcani a catena lineare(cio non ramificata) isomeri, questi, contenuti in abbondanza nel petrolio. I composti tetraalchilici del piombo PbR4 agiscono scomponendosi, alle-'temperature del motore, in piombo atomico e radicali alchilici liberi. Pochissimi grammi del composto tetra alchilico del piombo, per litro di benzina, sono sufficienti ad evitare che il motore batta in testa.Gli atomi di piombo che si liberano dalla combustione dei composti tetraalchilici devono essere allontanati prima della formazione di depositi metallici che possono danneggiare il motore. Per convertire i prodotti della combustione nelle forme volatili, che fuoriescono dal motore attraverso i gas di scarico, vengono aggiunte alla benzina etilata anche piccole quantit di bromuro di etilene e di dicloruro di etilene. Come risultato si ottiene la rimozione del piombo dal motore che, fuoriuscito dal tubo di scappamento, si disperde nell'atmosfera in forma gassosa come miscela di alogenuro PbBrCI, come PbBr2 e come PbCI2 Successivamente,a contatto con la luce solare, questi composti formano PbO. Cadmio Il cadmio un elemento chimico. Il suo simbolo Cd. Di aspetto metallico, tossico e relativamente raro; tenero, bianco-argenteo con riflessi azzurrognoli. Si trova nei minerali dello zinco e trova largo impiego nelle pilericaricabili. Il cadmio non riveste alcun ruolo biologico nel corpo umano. Sia esso che i suoi composti sono tossici perfino a basse concentrazioni e tendono ad accumularsi negli organismi e negli ecosistemi.I lavoratori a rischio sono:Addetti alla produzione di leghe contenenti cadmio,Addetti alla cadmiatura di oggetti metallici,Addetti alla lavorazione di pigmenti contenenti cadmio,Addetti alla saldatura di elettrodi contenenti cadmio.Nel maneggiare il cadmio e i suoi composti perci importante lavorare sotto una cappa aspirante in modo da non inalarne i vapori. L'esposizione a lungo termine al cadmio dei lavoratori dei bagni galvanici per cadmiatura produce seri problemi di tossicit. Le polveri di cadmio vengono assorbite soprattutto per via inalatoria ed in minima parte tramite cute e mucose. Una volta assorbito, il cadmio si lega ai globuli rossi e alle proteine plasmatiche per poi accumularsi nel fegato e nei reni. In questi organi pu permanere anche per diversi anni, rendono difficile il monitoraggio biologico dell'esposizione acuta. Una volta depositato, il cadmio viene smaltito assai lentamente attraverso la via fecale ed urinaria.Un'esposizione a polveri di cadmio pari a 5 mg/m3 letale in circa 8 ore; esposizioni pari a 1 mg/m3 possono invece dare una tossicit rilevante a livello dell'albero respiratorio, condispnea, tosse, febbre ed astenia. L'ingestione di alimenti contaminati con cadmio provoca invece una sindrome gastroenterica caratterizza da diarrea, nausea, vomito edisidratazione. Per la tipica patogenesi, il bersaglio principale del cadmio il rene. La malattia derivante una glomerulopatia e una tubulopatia e conseguente proteinuria. Con il tempo si instaura anche aminoaciduria, glicosuria, iperfosfaturia e calciuria. Quest'ultimo elemento il principale responsabile dei quadri di osteoporosi, osteomalacia e calcolosi delle vie urinariepresenti nei soggetti cronicamente esposti al cadmio. Le polveri e i fumi di cadmio sono inoltre chiamati in causa come induttori di enfisema polmonare e carcinoma polmonare. Altri quadri caratteristici sono l'atrofia delle mucose nasali e conseguente anosmia. Vi pu inoltre essere anemia ferrocarenziale per riduzione dell'assorbimento del ferro, epatopatia e colorazione giallognola dello smalto dentale. L'unico indicatore di dose disponibile il cadmio urinario. La nefropatia da cadmio provoca l'escrezione di diverse proteine a basso peso molecolare. Per questo, se vi cadmiuria, ritrovare queste proteine a livello renale un indicatore tipico di danno renale. Tra queste hanno particolare importanza la nacetilglucosaminidasi e la proteina legante il retinolo; il danno renale cronico pu essere sospettato ogni qualvolta la proteinuria rimanga elevata anche dopo cessata esposizione al cadmio.Il cadmio pu andare ad inquinare il suolo e quindi lintero ciclo alimentare. Come il piombo, il cadmio presente nel fumo di sigaretta, nell'aria atmosferica degli agglomerati urbani (la concentrazione nelle citt americane oscilla tra 0,001 e 0,083 ug/m3; in Europa dell'ordine di 0,001 0,350 , g/m3) e soprattutto, in vicinanza di stabilimenti che producono cadmio (0,1- 0,5 ug/m3). I licheni e i muschi sono vegetali che accumulano i metalli pesanti tra cui il cadmio. La loro concentrazione in cadmio permette di valutare l'entit della polluzione atmosferica locale. Il loro tasso in cadmio generalmente inferiore a 1 ppm, ma intorno agli stabilimenti produttori di cadmio questa concentrazione pu raggiungere le 100 ppm . L'uomo protetto dall'esposizione cronica a basse concentrazioni di cadmio

dalla proteina ricca di zolfo metallotioneina, la cui funzione comune la regolazione del metabolismo dello zinco. Poich possiede numerosi gruppi solfidrilici, la metallotioneina in grado di complessare quasi tutti gli ioni Cd2+ ingeriti;il complesso cos formato viene successivamente eliminato con le urine. Arsenico L'arsenico un elemento chimico . Il suo simbolo As. un semimetallo che si presenta in tre formeallotropiche diverse: gialla, nera e grigia. I suoi composti trovano impiego come pesticidi, erbicidi ed insetticidi. inoltre usato in alcune leghe. Nella Tavola Periodica l'arsenico collocato nello stesso gruppo dell'azoto e del fosforo e presenta pertanto una configurazione elettronica S2p3. La perdita dei tre elettroni p comporta la formazione dello ione 3 +, mentre la compartecipazione dei tre elettroni d i composti dell'arsenico trivalente; nell'insieme, queste forme vengono definite As(III)(trivalente). In alternativa, la perdita di tutti e cinque gli elettroni d lo ione 5+, mentre la loro compartecipazione d i composti dell'arsenico pentavalente; nell'insieme, queste forme sono designate As (V)(pentavalente). Complessivamente l'arsenico si comporta come il fosforo, bench esso presenti una spiccata tendenza a formare legami ionici piuttosto che covalenti per la sua maggior somiglianza con un metallo. L'acqua potabile, soprattutto di origine freatica,rappresenta la principale fonte di arsenico per la maggior parte delle persone; molti alimenti contengono piccole concentrazioni di arsenico anche se tale elemento in tracce risulta essenziale per la salute dell'uomo. Piccole quantit di arsenico agiscono infatti come stimolanti della crescita e pertanto vengono aggiunte all'alimentazione dei maiali e del pollame per favorirne l'ingrassamento. A condizione che l'uso dello stimolante venga interrotto almeno alcuni giorni prima della macellazione, i livelli di arsenico riscontrati nella carne non superano in genere il limite consentito. noto che l'arsenico cancerogeno per l'uomo; la sua inalazione e probabilmente anche la sua ingestione sono causa del cancro al polmone. L'effetto letale di questo elemento consumato in dose massiva dovuto a un danno gastrointestinale che esita in vomito e diarrea di grave entit. L'As (III) risulta pi tossico dell'As (V), sebbene il secondo venga ridotto per primo all'interno dell'organismo umano. Si pensa che la notevole tossicit dell' As (I II) sia dovuta al fatto che questo viene trattenuto nel corpo pi a lungo dato il suo legame ai gruppi solfidrilici. L'arsenico uno degli elementi pi tossici che esistono. Malgrado il loro effetto tossico, legami di arsenico inorganico si presentano naturalmente sula terra in piccole quantita'. Gli esseri umani possono essere esposti ad arsenico attraverso cibo, acqua ed aria. L'esposizione pu anche avvenire attraverso il contatto della pelle con terreno o acqua contenente arsenico. I livelli di arsenico negli alimenti sono ragionevolmente bassi, in quanto non aggiunto a causa della sua tossicit. Ma si possono trovare livelli elevati di arsenico in pesci e frutti di mare. L'esposizione ad arsenico inorganico pu causare i vari effetti sulla salute, quali irritazione dello stomaco e degli intestini, produzione ridotta di globuli rossi e bianchi del sangue, cambiamenti della pelle e irritazione dei polmoni. Si ipotizza che l'assorbimento di quantita' specifiche di arsenico inorganico possa intensificare le probabilit di sviluppo del cancro, soprattutto la probabilit di sviluppo di cancro della pelle, di cancro polmonare, di cancro al fegato e di cancro linfatico. L'arsenico organico non pu causare n cancro, n danni al DNA. Ma l'esposizione a quantita' elevate pu avere certi effetti a salute umana, quali la ferita ai nervi e dolori di stomaco.

Cromo Il cromo un elemento chimico. Il suo simbolo Cr. Il cromo metallico e i composti del cromo trivalente non sono normalmente considerati pericolosi per la salute, ma i composti del cromo esavalente (cromati e bicromati) sono molto tossici se ingeriti o se i fumi vengono respirati. La dose letale di composti di cromo esavalente , per esempio, nel caso del bicromato d'ammonio, per 6+ somministrazione orale LD50 <190 (Cr ) mg/kg nel ratto. Dimostra irritabilit primaria ed corrosivo sulla pelle e sulle mucose, pu essere mortale se assorbito anche attraverso la pelle e se ingerito; linalazione pu provocare spasmo dei bronchi, infiammazione ed edema della laringe e dei bronchi, polmonite chimica ed edema polmonare. Presenta frequentemente fenomeni di sensibilizzazione se inalato, e a contatto con la pelle. Si sospetta essere teratogeno ed classificato come cancerogeno per quasi tutti gli organismi viventi (tra cui anche gli esseri umani).Si discute invece se il cromo trivalente sia un oligonutriente essenziale, necessario per il corretto metabolismo degli zuccheri nel corpo umano. Poich molti composti del cromo sono stati e sono tuttora usati in colori, vernici e nella concia del cuoio, molti di essi si ritrovano oggi nel terreno e nelle falde acquifere in siti industriali abbandonati, che ora necessitano di decontaminazione e recupero ambientale. Nelle acque dolci e marine incontaminate si assume per il cromo una concentrazione media di riferimento di 0,2 g/L. Il cromo ha impieghi principali in siderurgia, galvanica, industria chimica (catalizzatori, coloranti, fungicidi), medicina (isotopo radioattivo), concia delle pelli, mordenzatura e stampa dei tessuti, fotografia e litografia, produzione di abrasivi, refrattari per altoforni. Il cromo pu esistere in novestadi di ossidazione (da - II a + VI). La tossicit del Cr(III) diminuisce all'aumentare della durezza dell'acqua, mentre quella del Cr(VI) influenzata oltre che dalla durezza dell'acqua anche dalla concentrazione del solfato, che in grado di competere con il cromato. Il cromo (III) e il cromo (VI) rappresentano gli stati di ossidazione pi comuni. Attualmente, circa il 90% di tutti i prodotti arsenico usato come conservante per il legno per renderlo resistente al marciume e decadenza. Il conservante arseniato di rame cromato (CCA) e il legno trattato denominato "pressione-trattato. Non noto se e in quale misura, prodotti in legno trattato all'RCA pu contribuire all'esposizione di persone ad arsenico. Diventa una fonte di inquinamento ambientale poich rilascia ingenti quantit di cromo,arsenico e rame andando a compromettere soprattutto gli ambienti acquatici. Beni Culturali: Definizioni e legislazione

Il patrimonio culturale. Beni culturali. Beni ambientali. Beni pubblici e privati. Organismi italiani preposti alla tutela. D.Lgs. N. 42 del 22 gennaio 2004. La definizione di patrimonio culturale, formulata in tempi molto recenti, indica linsieme delle cose o, pi precisamente, de i beni che per particolare rilievo storico, culturale ed estetico sono di interesse pubblico e costituiscono la ricchezza di un luogo.I beni culturali sono rappresentati da:statue,dipinti,libri antichi.quello ambientale da:fauna e flora che costituisce un tesoro paesaggistico. Il patrimonio culturale italiano comprende tre tipologie di beni: quelli di propriet dello Stato e di enti pubblici, quelli di propriet privata e quelli di propriet ecclesiale.La gestione del patrimonio storico-ambientale affidata al Ministero per i Beni e le Attivit Culturali. . Il Ministero a livello centrale si articola in 8 Direzioni generali, ciascuna con un settore di competenza, che svolgono anche funzioni di indirizzo scientifico e metodologico. Gli Istituti Centrali svolgono in autonomia funzioni di ricerca, indirizzo e coordinamento tecnico nei settori dell'inventariazione, catalogazione, conservazione e restauro. D. Lgs. n. 42 del 22 gennaio 2004"Codice dei beni culturali e del paesaggio: PARTE PRIMA Disposizioni generali Articolo 1 - Principi 1. In attuazione dell'articolo 9 della Costituzione, la Repubblica tutela e valorizza il patrimonio culturale in coerenza con le attribuzioni di cui all'articolo 117 della Costituzione e secondo le disposizioni del presente codice. 2. La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale concorrono a preservare la memoria della comunit nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura. 3. Lo Stato, le regioni, le citt metropolitane, le province e i comuni assicurano e sostengono la conservazione del patrimonio culturale e ne favoriscono la pubblica fruizione e la valorizzazione. 4. Gli altri soggetti pubblici, nello svolgimento della loro attivit, assicurano la conservazione e la pubblica fruizione del loro patrimonio culturale. 5. I privati proprietari, possessori o detentori di beni appartenenti al patrimonio culturale sono tenuti a garantirne la conservazione. 6. Le attivit concernenti la conservazione, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio culturale indicate ai commi 3, 4 e 5 sono svolte in conformit alla normativa di tutela. Articolo 2 Patrimonio culturale 1. Il patrimonio culturale costituito dai beni culturali e dai beni paesaggistici. 2. Sono beni culturali le cose immobili e mobili che, ai sensi degli articoli 10 e 11, presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civilt. 3. Sono beni paesaggistici gli immobili e le aree indicati all'articolo 134, costituenti espressione dei valori storici, culturali, naturali, morfologici ed estetici del territorio, e gli altri beni individuati dalla legge o in base alla legge. 4. I beni del patrimonio culturale di appartenenza pubblica sono destinati alla fruizione della collettivit, compatibilmente con le esigenze di uso istituzionale e sempre che non vi ostino ragioni di tutela. Articolo 3 Tutela del patrimonio culturale 1. La tutela consiste nell'esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attivit dirette, sulla base di un'adeguata attivit conoscitiva, ad individuare i beni costituenti il patrimonio culturale ed a garantirne la protezione e la conservazione per fini di pubblica fruizione. 2. L'esercizio delle funzioni di tutela si esplica anche attraverso provvedimenti volti a conformare e regolare diritti e comportamenti inerenti al patrimonio culturale. Articolo 6 Valorizzazione del patrimonio culturale 1. La valorizzazione consiste nell'esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attivit dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso. Essa comprende anche la promozione ed il sostegno degli interventi di conservazione del patrimonio culturale.

2. La valorizzazione attuata in forme compatibili con la tutela e tali da non pregiudicarne le esigenze. 3. La Repubblica favorisce e sostiene la partecipazione dei soggetti privati, singoli o associati, alla valorizzazione del patrimonio culturale. Articolo 7 Funzioni e compiti in materia di valorizzazione del patrimonio culturale 1. Il presente codice fissa i principi fondamentali in materia di valorizzazione del patrimonio culturale. Nel rispetto di tali principi le regioni esercitano la propria potest legislativa. 2. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali perseguono il coordinamento, l'armonizzazione e l'integrazione delle attivit di valorizzazione dei beni pubblici. Articolo 10 Beni culturali 1. Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonch ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico. 2. Sono inoltre beni culturali: a) le raccolte di musei, pinacoteche, gallerie e altri luoghi espositivi dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonch di ogni altro ente ed istituto pubblico; b) gli archivi e i singoli documenti dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonch di ogni altro ente ed istituto pubblico; c) le raccolte librarie delle biblioteche dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonch di ogni altro ente e istituto pubblico. Capo II Vigilanza e ispezione Articolo18 Vigilanza 1. La vigilanza sui beni culturali compete al Ministero. 2. La vigilanza sulle cose indicate all'articolo 12, comma 1, di appartenenza statale, da chiunque siano tenute in uso o in consegna, esercitata direttamente dal Ministero. Per l'esercizio dei poteri di vigilanza sulle cose indicate all'articolo 12, comma 1, appartenenti alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali, il Ministero procede anche mediante forme di intesa e di coordinamento con le regioni. Articolo 19 Ispezione 1. I soprintendenti possono procedere in ogni tempo, con preavviso non inferiore a cinque giorni, fatti salvi i casi di estrema urgenza, ad ispezioni volte ad accertare l'esistenza e lo stato di conservazione e di custodia dei beni culturali Capo III Protezione e conservazione Sezione I Misure di protezione Articolo 20 Interventi vietati 1. I beni culturali non possono essere distrutti, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione. 2. Gli archivi non possono essere smembrati. Sezione II Misure di conservazione Articolo 29 Conservazione

1. La conservazione del patrimonio culturale assicurata mediante una coerente, coordinata e programmata attivit di studio, prevenzione, manutenzione e restauro. 2. Per prevenzione si intende il complesso delle attivit idonee a limitare le situazioni di rischio connesse al bene culturale nel suo contesto. 3. Per manutenzione si intende il complesso delle attivit e degli interventi destinati al controllo delle condizioni del bene culturale e al mantenimento dell'integrit, dell'efficienza funzionale e dell'identit del bene e delle sue parti. 4. Per restauro si intende l'intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate all'integrit materiale ed al recupero del bene medesimo, alla protezione ed alla trasmissione dei suoi valori culturali. Nel caso di beni immobili situati nelle zone dichiarate a rischio sismico in base alla normativa vigente, il restauro comprende l'intervento di miglioramento strutturale Inquinamento e degrado dei beni culturali Inquinamento atmosferico e degrado dei monumenti. Sostanze inquinanti in grado di danneggiare un'opera d'arte. Azione ed effetti degli inquinanti sul materiale lapideo. Il Sistema Informativo Territoriale della "Carta del Rischio" (Sit Cdr). Buone pratiche di conservazione.Inquinamento e degrado dei meni culturali:L'inquinamento atmosferico esplica la sua attivit degradativa modificando le propriet chimiche, fisiche e biologiche dell'aria ed inducendo alterazioni pi o meno gravi agli esseri viventi ed ai manufatti esposti alla sua azione.L'impatto dell'inquinamento atmosferico sui materiali inerti, quali i monumenti, ingente ed irreversibile, a causa della mancanza di sistemi di autodifesa e smaltimento dei tossici, che sono, invece, presenti negli esseri viventi.La legislazione italiana riguardante le problematiche relative all'inquinamento atmosferico attualmente mirata alla sola tutela della salute umana e degli ecosistemi naturali e non tocca minimamente la salvaguardia del patrimonio storico-artistico. Sola eccezione sono le opere d'arte esposte all'interno di musei, per le quali con il D.Lgs. n, 112 del 1998 si affronta con l'art. 50 il problema della qualit dell'aria e le implicazioni dell'ambiente esterno sulle opere conservate. Tra le sostanze inquinanti, quelle considerate maggiormente aggressive sono:L'anidride carbonica (CO2): un componente naturale dell'atmosfera e non , generalmente, considerato un inquinante. I manufatti lapidei di tipo calcareo o le arenarie a cemento calcareo sono sensibili alla presenza di acqua leggermente acidulata a causa della CO2, che provoca effetti di dissoluzione della matrice calcarea.I composti dello zolfo (SOx): lo zolfo un elemento relativamente abbondante, che ha un ruolo importante nei cicli biogeochimici. 2Nell'atmosfera presente principalmente come anidride solforosa (SO2), acido solfidrico (H2S) e solfati (SO4 ), presenti negli aereosol. La presenza di biossido di zolfo nell'atmosfera la causa principale dei processi di solfatazione (( formazione di gesso = solfato di calcio biidrato facilmente dilavabile dalle piogge), che interessano principalmente le superfici dei materiali lapidei e bronzei e che portano alla degradazione ed alla parziale perdita del materiale superficiale dell'opera.Ossidi di azoto (NO x): con tale termine si intendono tutti i composti tra lo zolfo e l'ossigeno nei vari stati di ossidazione. In generale, gli ossidi di azoto si ossidano nell'atmosfera ad acido nitrico (HNO3), che esplica la sua azione corrosiva depositandosi sulle superfici dei materiali. Particolato atmosferico: in particolare le particelle carboniose prodotte dalla combustione di combustibili fossili possono depositarsi e, quindi, danneggiare manufatti lapidei, bronzei, quadri ed affreschi. Possono rientrare in tale definizione anche gocce d'acqua di soluzione o sospensioni acquose, mescole di particelle fini solide o liquide in sospensione nell'aria, originatesi dalla dispersione in atmosfera di materiale di condensazione di gas (ad esempio nelle emissioni industriali). Particelle carboniose di dimensioni variabili (da < 1m fino a 5-10 m) sono state spesso ritrovate quali componenti delle croste nere che ricoprono i monumenti. La deposizione di particolato sulle superfici delle opere di interesse storico-artistico non costituisce un semplice fenomeno di assorbimento superficiale, in quanto le polveri vengono spesso cementate mediante processi chimico-fisici che includono la deposizione di un velo d'acqua e l'instaurarsi in esso di reazioni chimiche fra il materiale e gli acidi contenuti in questa soluzione corrosiva, divenendo, cos, parte integrante del materiale. Tali reazioni oltre che avvenire sulla superfice possono anche interessare strati pi profondi. Origine inquinantiTali inquinanti possono derivare da:processi di combustione, in ambito industriale e domestico, che generano inquinanti aeriformi, quali biossido di zolfo, anidride carbonica e particelle carboniose;traffico veicolare (produzione di ossidi di carbonio, azoto e zolfo, particolato, polveri, provenienti dall'usura di manti stradali, pneumatici ed idrocarburi incombusti);lavorazione dei manufatti in processi industriali e combustione dei rifiuti, che immettono nell'atmosfera vapori di solventi organici, anidride solforica, acido cloridrico, ossidi di azoto, idrocarburi incombusti e particolato. Effetti degli inquinanti sul materiale lapideo:A differenza di un sistema biologico, che spesso in grado di modificare l'habitat in suo favore o, al limite, di spostarsi se le condizioni ambientali gli sono avverse, un manufatto non dotato di meccanismi di smaltimento o di eliminazione delle sostanze inquinanti con le quali viene in contato. Per tale ragione, in un manufatto si assiste in breve tempo all'accumulo di tali sostanze. Le alterazioni osservate sono dovute a fattori ambientali, primo fra tutti la presenza di inquinanti atmosferici, che contribuiscono al deterioramento del monumento. Tali fattori possono essere suddivisi in quattro classi:Erosione, cio perdita di materiale lapideo, che a seguito di ci pian piano si "consuma".Annerimento, o sporcamento, determinato dal deposito di particelle carboniose sulla superficie del monumento.Stress fisico e Contaminazione biologica.L'azione dei fattori ambientali, quali pioggia, vento, sole ecc, unitamente agli inquinanti presenti nell'atmosfera sono i responsabili della rapida perdita e dell'allontanamento di

materiale lapideo dalla superficie del monumento. Questo fenomeno viene definito erosione.Attraverso l'applicazione della formula di Lipfert stato possibile quantificare la perdita di materiale nell'unit di tempo (mm/anno). L'indice di erosione (Ierosione), che si pu in questo modo determinare, dipende dalla somma di tre differenti effetti:effetto del dilavamento (potere solubilizzante della pioggia),effetto dell'inquinamento (a causa di inquinanti acidi presenti nella piggia),effetto costa (a causa dell'aerosol marino).Le particelle carboniose prodotte durante i processi di combustione, depositandosi sulla superficie del manufatto, sono i responsabili dello sporcamento del materiale lapideo, osservato in special modo nelle aree urbane. Per la misura dell'annerimento stato messo a punto un indice che tiene conto ed esprime proprio l'effetto della deposizione del particolato sospeso sul materiale. L'indice di annerimento risulta, in generale, funzione della concentrazione di particolato totale sospeso e della sua velocit di deposizione.Anche i fattori associati alla porosit e struttura dei materiali sono in grado di influire sulle interazioni che si instaureranno con l'ambiente circostante. Per tale motivo stato introdotto lo stress fisico, valutato attraverso alcuni parametri, tra cui:tempo di inumidimento, valutabile come periodo annuo in cui l'umidit relativa dell'ambiente circostante >80%;frequenza di oscillazione della Tamb attorno a 0C;gelivit del materiale, cio tendenza del materiale a disgregarsi a causa del gelo. A tre parametri gi considerati (erosione, annerimento e stress fisico) si affianca un nuovo indicatore, che tiene conto dell'effetto degli agenti biologici presenti sul monumento, l'indice di contaminazione biologica. Gli organismi che si depositano sulla superficie dei materiali instaurano stretti rapporti con il substrato e la loro azione biodeteriogena viene esplicata mediante due meccanismi:azione di tipo puramente meccanica, dovuta alla penetrazione di apparati di sostegno specvializzati con i quali tali organismi si fissano al substrato (rizine, rizoidi, ecc);azione di tipo chimico-corrosiva, attribuibile alle sostanze acide rilasciate nell'ambiente. Tali composti sono in grado di sciogliere o, comunque, rendere solubile il materiale lapideo che viene, poi, dilavato con facilit dalla pioggia.Tra il 1995 e il 1996 il Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali ha promosso la Carta del Rischio del Patrimonio Culturale Italiano, che costituisce un'iniziativa finalizzata a fornire ai responsabili della tutela sul territorio e all'amministrazione centrale, strumenti di supporto all'attivit scientifica ed amministrativa.La Carta un sistema informativo basato su una struttura logica e fisica, che permette di acquisire i dati, analizzarli e studiare metodologie per gestire le informazioni riferite al territorio e la loro evoluzione, legandole alle cause dei fenomeni che le producono, permettendo, inoltre, la produzione di una cartografia uniforme, coerente ed immediatamente utilizzabile.Il SIT lo strumento fisico che consente di determinare lo stato di conservazione dei beni, in rapporto alle caratteristiche del territorio cui i beni appartengono.La Carta del Rischio il prodotto dinamico del Sistema Informativo Territoriale e i processi del sistema permettono di calcolare l'intensit del rischio di perdita cui soggetto ogni bene monumentale e storico-artistico appartenente al patrimonio culturale italiano e di conoscerne la distribuzione sul territorio, attraverso rappresentazioni tematiche aggiornabili. bene tenere presente che la scala dei fenomeni di interesse ha dimensioni tipicamente locali, in quanto va ad interessare i processi che si verificano tra la superficie limite del manufatto e lambiente immediatamente circostante. Il concetto di pericolosit si basa su fattori relativi al contesto territoriale in cu i il bene culturale inserito, rappresenta la probabilit che si verifichi un evento di una certa intensit per un determinato periodo di tempo che pu arrecare danno alla struttura, nel nostro caso, dei beni culturali immobili.Sono state definiti 3 livelli di pericolosit:Ambientale aria (fattori climatici e di inquinamento atmosferico comportano il degrado dei materiali),Statico strutturale (fenomeni naturali che hanno incidenza sulla stabilit statica di un edificio, ad esempio fenomenologia sismica, frane e dissesti, esondazioni, dinamica dei litorali, valanghe, fenomenologie vulcaniche),Antropico di due tipi: quelli derivanti da una pressione antropica diretta come furti, vandalismi e visitatori e quelli riconducibili ad una pressione antropica di tipo indiretto, come la variazione di popolazione ed i fenomeni legati al turismo.Il passaggio successivo dopo aver effettuate le carte di distribuzione sul territorio della consistenza dei beni e delle varie tipologie di pericolosit quello di calcolare la vulnerabilit dei singoli beni culturali. La vulnerabilit rappresenta lo stato di conservazione del bene, esso viene calcolata statisticamente su un numero consistente di variabili che vengono reperite attraverso fasi di schedatura che descrivono le condizioni conservative del bene. Le schede sono state messe a punto da funzionari dellIstituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro che hanno seguito per la descrizione anagrafico identificativa le indicazioni e le regole dell ICCD (Istituto Centrale del Catalogo e Documentazione Grafica) creando poi sezioni della scheda per il rilevamento dei danni sulle strutture del bene per caratterizzarne lo stato di conservazione. La vulnerabilit stata distinta in tre categorie significative per i beni architettonici:globale; superficiale;statico - strutturale.In una sola categoria per i beni archeologici: - globale.Il risultato finale di queste distribuzioni il calcolo del rischio che viene generata da una funzione che associa lo stato di vulnerabilit di ogni singolo bene alla situazione di pericolosit locale che dipende dalla particolare collocazione sul territorio del bene, tale indicatore permette di comparare tra loro i diversi beni e valutare uno stato di rischio costituito a partire dagli indicatori di vulnerabilit e di pericolosit. Le opere di restauro e consolidamento non rivestono, poi, carattere risolutivo e definitivo e, spesso, devono essere ripetute a distanza di brevi periodi di tempo, rappresentando, comunque, un intervento che, in qualche modo, interagisce col manufatto.Ecco, allora, che possono essere individuati degli obiettivi chiave da conseguire nella protezione e conservazione dell'opera d'arte:rallentamento del degrado e conseguente diminuzione della perdita di materiale originale;migliore godibilit del monumento, cio restituzione e conservazione del contenuto estetico del monumento.Un percorso applicabile quello della programmazione dei tempi di manutenzione per la definizione ottimale dei costi di intervento ed il miglioramento dello stato di conservazione del bene. stato calcolato che, mediamente, un intervento di restauro di superfici architettoniche costi da 500 a 700 al mq. A questo costo, relativo solo alla superficie, devono essere aggiunti i costi relativi all'applicazione delle norme della Legge Quadro in materia di

Lavori Pubblici (n. 109) che prevede:oneri di sicurezza (che ammontano, mediamente, al 3% del costo totale);oneri per la progettazione (1.8-1.9% del costo totale, qualora sia gestita dagli organi di tutela, molto pi costosi se la progettazione gestita all'esterno);costi di allestimento delle opere provvisionali. Restauro dei beni culturali ed elementi di sicurezza nei cantieri Sicurezza e cantieri di restauro. Il cantiere di restauro: sicurezza ai sensi del D.Lgs. 81/08. I cantieri di restauro presentano molte caratteristiche in comune con i cantieri edili per la costruzione di nuovi immobili ma anche molte caratteristiche specifiche. Proprio queste caratteristiche sembrano essere alla base della maggior sicurezza che li caratterizza. La necessit di attenzione, esperienza, rispetto delle regole hanno come conseguenza un maggior controllo dei rischi. I cantieri di restauro o di ristrutturazione hanno delle problematiche specifiche che li distinguono da un normale cantiere edile. La prima cosa da fare conoscere il bene su cui si intende operare, senza conoscerlo non si pu intervenire. Quindi, tutto lo sforzo deve essere fatto prima dell'impostazione progettuale, ed uno sforzo notevole, solo dopo si rediger un progetto nel rispetto della normativa.Oggi la normativa prevede tre fasi di progettazione: preliminare, definitiva ed esecutiva.In fase preliminare, cio di conoscenza del bene su cui si intende operare, sono molto utili strumenti di indagine fisica. Caratteristiche ottimali delle tecniche di indagine:Non debbono essere distruttivi od invasivi;impiegare metodi che non lascino traccia e si possano usare su oggetto piccoli e grandi;preferire i metodi di indagine spettroscopici: NMR, laser (di potenza e non), spettrofotometri ed interferometri;se si lavora con la spettrofotometria laser, utilizzare quelli a luce riflessa, ci comporta l'esigenza di risoluzione di alcuni problemi pratici;per oggetti di piccole dimensioni (ossa, frammenti ceramici, ninnoli e gioielli vari, carte o pergamene) possibile utilizzare metodi SEM (scanning electron microscope) o anche raggi X.In presenza di campi magnetici, i nuclei atomici si comportano come calamite e si orientano rispetto al campo applicato. L'orientazione che ne risulta, e che vediamo con lo strumento NMR, dipende dall'intorno dell'atomo stesso, ovvero dai gruppi atomici e/o molecolari cui ciascun atomo legato ed anche dai meccanismi con cui tali atomi rilasciano l'energia assorbita, una volta irraggiati dal campo EM.Gran parte delle indagini NMR si eseguono sugli H, presente nell'acqua e in gran parte delle sostanze organiche.Laser acronimo di Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation Si tratta di una sorgente di luce coerente ed altamente monocromatica. Il fascio di lice pu essere riflesso o rifratto (se attraversa il mezzo in esame). L'intensit ed il carattere monocromatico della radiazione laser consentono il suo utilizzo in riflettanza (la proporzione di luce incidente che una data superficie in grado di riflettere) su superfici, che si comporteranno come specchi deformanti.Consente di misurare con precisione le dimensioni degli oggetti e le distanze. I laser di potenza sono usati per l'ablazione di scaglie di materiale da opere d'arte. Ad esempio sono disponibili in commercio laser per misure di distanza nel campo da 0,1m fino a 100m su target naturali e da 0,1 a 150 m su riflettore. La misura viene effettuata utilizzando la tecnica della differenza tra la fase di emissione e quella di ritorno.Lo spettro UV, visibile od IR, pu essere utilizzato per ottenere informazioni circa la presenza di determinati gruppi chimici. I moti di vibrazione, rotazione od electrontransfer potranno essere indotti dalla radiazione UV incidente in corrispondenza di determinate bande aventi energia (o lunghezza d'onda) ben definita. Tali bande (o righe spettroscopiche) possono essere utili strumenti diagnostici, in quanto l'assorbimento di determinate componenti della radiazione UV costituir l'impronta digitale della molecola. La propagazione di onde acustiche in un mezzo simile a quella della luce, e presenter componenti riflesse e rifratte.L'onda acustica viaggia ad una velocit ben precisa che dipende dalla densit del mezzo che attraversa.La velocit del suono dipende dalle propriet elastiche e inerziali del mezzo ed pi elevata nei mezzi solidi rispetto a quelli liquidi o gassosi.S.E.M. microscopia a scansione elettronica:In tale tecnica analitica si utilizza un fascio elettronico, che incidendo su una superfice vedr una componente essere assorbita ed una riflessa, in proporzione diversa a seconda della natura della superficie stessa e della sua struttura chimica. Gli elettroni riflessi formeranno un'immagine, contenente informazioni sul materiale che stato irradiato. La tecnica simile alla microscopia, si lavora sotto vuoto e a volte necessario metallizare la superfice.Il cantiere del restauro: sicurezza ai sensi del D.Lgs. 81/08 TITOLO III - USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE CAPO I - USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO CAPO II - USO DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE CAPO III - IMPIANTI E APPARECCHIATURE ELETTRICHE TITOLO IV con i correttivi apportati dal D.Lgs. 106/09 tratta dei CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI CAPO I - Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili CAPO II - NORME PER LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO NELLE COSTRUZIONI E NEI LAVORI IN QUOTA

Il D.Lgs. 81/08 prosegue con gli ultimi TITOLI (V-XII) che riordinano in pratica i vari Decreti Legislativi e DPR emanati in Italia in applicazione delle Direttive Europee successive a quelle gi recepite dai D.Lgss. 626/94 e 494/96. Dunque, i riferimenti alla vecchia legislatura sulla sicurezza sono vari (D.Lsg. 626/94, DPR 547/55, DPR 164/56, D.Lsg. 493/96 ecc.) D.Lgs. 81/08, Titolo V Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro Capo I Disposizioni generali (dall'art. 161 Campo di applicazione, all'art. 164, Informazione e formazione). Capo II Sanzioni (a carico del datore di lavoro, del dirigente e del preposto)Vengono specificati gli obblighi relativi all'esposizione segnaletica (in tutti i lavori che si svolgono al di fuori delle mura domestiche), riportati comunque nel dettaglio in diversi allegati del decreto. D.Lgs. 81/08, Titolo VIII Agenti Fisici D.Lgs. 81/08, Titolo IX Sostanze pericolose Capo I Protezione da agenti chimici Capo II Protezione da agenti cancerogeni e mutageni Capo III Protezione dai rischi connessi all'esposizione all'amianto D.Lgs. 81/08, Titolo X Agenti Biologici