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Due sono i suoi due primi ricordi.

Il primo l'immagine di una giovane coppia senza vita distesa sopra di lei L'altro il vivido fuoco che ammantava tutto ci che era in grado di vedere E quel "demone" ritto, lordo di sangue, troneggiante la morte da lui stessa crea ta. Occhi vacui, assenti, persi in un'infinito di fuoco e fiamme, cos la trovarono. Piccola, pocopi di tre anni avvolta in un fagotto si stoffa blu. Fu accolta cos a Crocevia, la citt mobile. Scelse da se il suo nome, Freischtz. Pass la propria infanzia nelle case per orfani, lavorando nelle locande, tendendo orecchio ad ogni storia o racconto che i soldati portavano dai campi di battaglia o dalle missioni. Con il tempo crebbe, ed inizi ad interessarsi al suo passato: per quanto scavasse , non c'era modo di avere risposte, se non vaghe e scoraggianti; solo attorno all'et dei quat tordici anni riusc a scoprire che la persona che l'aveva salvata era un militare di Crocevia s i, ma non era appartenente a nessuna forza ordinaria della citt; quello che scopr fu invece il nome di quell'uomo torreggiante la morte: Zaviel. Con la vendetta nell'anima, ed una dedizione cieca alla citt e al suo benessere, all'et di sedici anni Freischtz impegna anima e corpo, mettendosi a disposizione totale del la citt. Non tradisca l'aspetto androgeno, ella una ragazza alta 1 e 86, con una forza di spirito seconda unicamente alla forza fisica che esplode quando in vista c' uno scontro. Occhi blu e lunghi capelli azurei. //// Durante i primi anni della sua nuova vita a Crocevia, Freischtz inizi a manifestar e alcuni comportamenti molto particolari: asocialit e momenti di rabbia si alternavano e s i alternano tutt'oggi a momenti di calma e rilassatezza, quasi catatonica. I suoi comportamenti vengono visti tra l'estroverso e la pazzia: fischietta quas i continuamente una melodia sconosciuta a tutti in citt, un ricordo insociente dei primi anni di vita, forse. La sua ira esplode ancora oggi specialmente quando le istituzioni della citt veng ono velatamente insultate, sebbene il pi delle volte l'insulto non altro che un errore di compren sione delle parole da parte di Freischtz. Pi di una volta, questo eccesso di zelo maniacale quasi l'ha portata a punizioni: non importa chi o come, l'onore della citt che l'ha salvata sopra ogni cosa. Di tanto in tanto si gira, come se percepisse qualcuno o qualcosa che la stia os servando: si tratta forse dell'uomo che la port in salvo, del "demone" Zaviel che cerca di con

cludere il lavoro oppure si tratta solo di schizzofrenia e paranoia? Il mezzo, seppur deprecabile, ininfluente per lo scopo, soprattutto se a benefic io della citt e del concilio di anziani che la reggono.