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Il sogno come via di accesso allinconscio

Freud considera il sogno come la via privilegiata di accesso allinconscio. Esso lappagamento di un desiderio. Se un bambino sogna la befana, si potrebbe concludere che desidera dei giocattoli. Ma non sempre i sogni si prestano a uninterpretazione cos lineare, perch molto spesso durante il sogno i desideri si travestono. Freud individua infatti nel sogno lesistenza di due livelli distinti: uno manifesto, costituito dalla scena onirica cos come esposta e vissuta, laltro latente, vale a dire il contenuto nascosto del sogno, che coincide con linsieme di tendenze, idee e desideri che si esprimono, travestendosi appunto attraverso simboli e allusioni, nel contenuto manifesto. Inoltre: mentre il contenuto manifesto ha in genere origine da avvenimenti della nostra vita recente, il contenuto latente pu riferirsi a un tempo molto lontano, per esempio alla nostra infanzia. Freud ritiene che i desideri che dovrebbero trovare appagamento attraverso il sogno siano desideri rimossi, cio allontanati dalla coscienza nella vita vigile perch percepiti come inaccettabili e immorali e attinenti, in genere, alla sfera della sessualit. Nella sua vita vigile, cosciente, dove forte la sorveglianza della ragione, il soggetto prova vergogna dei suoi desideri pi scabrosi e li sottopone a censura. Solo grazie al lavoro onirico questi desideri possono esprimersi e venire alla luce in forma accettabile. I sogni, infatti, amano il rivestimento simbolico; come lattivit letteraria e artistica, essi non riproducono mai direttamente il materiale che vive dentro di noi, ma lo rivestono di simboli, lo inseriscono in un altro contesto, lo sostituiscono con qualcosaltro. Non dunque casuale che ci si verifichi nel sonno, quando la sorveglianza da parte della ragione ridotta e i sentimenti dellinfanzia possono riemergere con maggiore facilit. Tuttavia, sostiene Freud, anche nel sogno agisce una forma di censura. Anche i discorsi omessi nel sogno, coperti da un borbottio, sono stati sacrificati alla censura. Parliamo direttamente di una censura onirica, cui bisogna assegnare una certa responsabilit nella deformazione del sogno. Ovunque vi siano lacune nel sogno manifesto, ovunque un elemento onirico venga ricordato in modo particolarmente debole, indeterminato e dubbio, occorre ravvisare sempre una manifestazione della censura onirica. Secondo Freud, nella vita psichica nulla si distrugge: sia lenergia repressa, sia i desideri rifiutati e rimossi, continuano a tornare a distanza di tempo nascosti sotto altre vesti. Per liberarci di questi fantasmi e scaricare la nostra energia psichica occorre dunque percorrere il cammino a ritroso: dal contenuto manifesto al contenuto latente. Se dunque occorre interpretare i messaggi contenuti nelle opere letterarie o artistiche, per capire quello che lo scrittore, ma soprattutto il pittore o lo scultore, hanno voluto nascondere in esse, a maggior ragione necessario interpretare i sogni, per fare affiorare alla coscienza, con laiuto del terapeuta, quelle parti del nostro inconscio in essi nascosti. In questo modo possiamo comprendere meglio noi stessi e guadagnare in salute. Lapsus e piccole disattenzioni quotidiane

Analogo discorso vale per i lapsus (dal latino labi, scivolare) o atti mancati, come li definisce Freud. Essi derivano da un compromesso tra lintenzione consapevole del soggetto e i suoi pensieri inconsci che premono per uscire allo scoperto. Si tratta di quei fatti strani, in apparenza insignificanti, della vita di ogni giorno, a cui nessuna bada: lapsus verbali, dimenticanze, errori di lettura o scrittura, che capitano quando siamo distratti o sbadati, appena svegli o molto stanchi, vale a dire in tutte quelle situazioni in cui, pur essendo svegli, la vigilanza della ragione attenuata, indebolita. Freud analizza e interpreta questi atti, solo in apparenza inintenzionali, come sintomi, segni di alcuni fatti sconosciuti della nostra vita psichica, su cui occorre riflettere per superare nodi problematici che possono ostacolare una vita serena. In unopera pubblicata nel 1901, Psicopatologia della vita quotidiana, Freud ne raccoglie uninfinit di esempi.

La struttura della psiche

A differenza della psicologia precedente, Freud non considera lIo come unentit semplice e trasparente, riconducibile alla sola vita cosciente. La psiche umana una unit strutturata in modo topologico, presenta cio un certo numero di luoghi o zone distinte al proprio interno. Paragonando la psiche a un iceberg, la coscienza rappresenta solo la punta che emerge fuori dallacqua. Sotto di essa, cio sotto la soglia della nostra sfera di consapevolezza, c linconscio, questo grande sotterraneo in cui abbiamo sepolto rimosso dice Freud - tutto ci che dovevamo dimenticare, perch sconveniente e immorale. Per spiegare il meccanismo della rimozione, Freud adopera la seguente metafora. Immaginate che tra il pubblico ci sia una persona maleducata, che disturba la mia conferenza. Io non riesco a continuare il mio discorso e quindi invito alcuni robusti signori a cacciare lindividuo fuori dalla sala. Questo individuo viene quindi allontanato (rimosso) e io posso continuare la mia relazione. Per, per evitare che possa tornare a disturbare, invito i signori che lhanno allontanato a prendere le loro sedie e sistemarsi davanti alla porta dingresso. Limportuno, tuttavia, non si rassegna, e cerca continuamente di tornare nella sala. La metafora molto chiara. La sala dove si tiene la conferenza la coscienza e il suo ingresso, dove limportuno viene cacciato, linconscio. Limportuno rappresenta i desideri inaccettabili e gli uomini di guardia la rimozione. Limportuno che non si rassegna rappresenta infine i desideri inaccettabili che cercano sempre di scappare dallinconscio e tornare sulla scena della coscienza. Questo accade quando le difese della coscienza si attenuano, durante il sonno o quando siamo distratti o sbadati. [modifica] Le tre istanze della psiche I tre luoghi, le tre istanze che Freud ritiene siano presenti nella psiche umana sono lEs, lIo e il Super-Io. LEs: terza persona del pronome singolare neutro tedesco, rappresenta le nostre pulsioni e i nostri instinti. Freud dice che un calderone di impulsi ribollenti. Per averne unidea basta guardare i neonati, che vivono i loro bisogni in modo immediato, senza alcuna forma di censura. Se hanno fame urlano, se devono fare i loro bisogni non si curano se sono in pubblico o davanti a un medico che li sta visitando. LEs non conosce n il bene, n il male e ubbidisce solo al principio di piacere. Cos delineato in tutta la sua carica aggressiva, si identifica con linconscio. Il Super-Io: la coscienza morale, cio tutto linsieme dei divieti e delle prescrizioni che fin da bambini ci sono stati impartiti dai genitori e dal mondo circostante e che noi abbiamo introiettato assumendoli come un modello ideale di comportamento. Riprendendo lesempio del neonato, egli imparer gradualmente a controllare i suoi desideri spontanei, perch sar educato a mangiare a ore determinate, a non fare i suoi bisogni davanti a tutti, a censurare i desideri sconvenienti, specie quelli riferibili alla sfera sessuale. LIo: la parte organizzata della nostra personalit psichica e, soprattutto, il luogo della mediazione e della sintesi delle altre due parti di cui la psiche si compone e che si contrappongono tra loro. Quando si trova in condizioni normali, lIo sottoposto alla rigida vigilanza del Super-Io e controlla la sfera delle azioni, per cui lEs non pu appagare i propri desideri, le proprie pulsioni, senza superarne le barriere. LIo deve poi fare i conti con un terzo severo padrone, poich al Super-Io e allEs si aggiunge un terzo tiranno, il mondo esterno. Il poveretto, dice Freud, accerchiato da tre parti, si sente circondato da tre pericoli, ai quali reagisce, nei casi estremi, sviluppando angoscia. Non difficile scorgere in tale descrizione la difficile situazione delluomo moderno che nel migliore dei casi riesce a tenersi in precario equilibrio tra le esigenze della realt (Super-Io), le difficolt della sua personale esistenza (Io) e le proprie personali pulsioni (Es): un uomo solo in apparenza forte e civilizzato, ma in realt profondamente insicuro e debole.

[modifica] La nevrosi e la terapia psicoanalitica

La nevrosi nasce dalla struttura conflittuale della psiche. LIo, pressato dai suoi tre padroni, non sempre riesce a mantenere un equilibrio e la nevrosi appunto uno dei principali segni di squilibrio della psiche. Freud racconta questo esempio. Una sua paziente era segretamente innamorata del cognato e, quando la sorella mor per una grave malattia, si rallegr al pensiero che avrebbe potuto sposare luomo amato. Ma questo pensiero si scontr con il suo Super-Io: gioire per la morte di una persona era talmente mostruoso che questo sentimento venne respinto nellinconscio. La ragazza allora si ammal (nelle nevrosi il sintomo sempre somatizzato), presentando sintomi isterici gravi. Durante la terapia emerse la scena immaginata alla morte della sorella, che era stata totalmente dimenticata perch rimossa e la ragazza guar nel momento in cui riusc a riportare alla sfera della coscienza tali contenuti. Anche nellindividuo normale, tuttavia, lIo subisce lattacco delle contrastanti forze dellEs, del Super-Io e della realt. Non c normalit che non sia vulnerabile e il confine tra normalit e patologia molto labile, sottile. In breve, lindividuo pu dirsi normale quando se la cava abbastanza bene nel comporre le spinte contraddittorie presenti in lui; per esempio, quando riesce a dare piccole soddisfazioni allEs senza contravvenire alle norme del Super-Io. Esempio classico sono il matrimonio, la famiglia e lallevamento della prole: si tratta di un modo per incanalare la pulsione sessuale nellalveo del rapporto istituzionale di coppia. Pu tuttavia accadere che un Super-Io troppo forte rimuova il desiderio e le richieste dellEs siano cacciate nellinconscio, da dove riemergono generando i sintomi nevrotici. La psiche delluomo si trova dunque in uno stato di continua tensione, il luogo di un dramma analogo a quello che i poeti tragici della Grecia classica hanno saputo interpretare in modo mirabile. E non un caso che Freud ne riprenda i grandi miti letterari, per esempio il mito di Edipo raccontato da Sofocle. [modifica] Il linguaggio dei sintomi In una bella immagine, Freud vede nel sintomo il messaggero che porta allesterno del campo di battaglia i segnali dellavvenuto conflitto. Esso portatore di un messaggio, che occorre interpretare e capire. Compito della terapia psicoanalitica decifrare questo messaggio, interpretare il linguaggio in cui scritto Durante la terapia il paziente si mette a proprio agio ed invitato a raccontare, senza alcuna censura, i propri sogni, le proprie fantasie, i propri ricordi. Durante la terapia si stabilisce, tra medico e paziente, una interazione positiva, che Freud chiama transfert. Ci significa che il paziente nevrotico, sempre carente a livello affettivo, acquista fiducia nel proprio analista sviluppando nei suoi confronti sentimenti di amore, che Freud ritiene di grande importanza per la buona riuscita dellanalisi. Il paziente innamorato cerca infatti di non deludere il proprio medico, raccontandogli tutto quello che sa. Unultima osservazione. Contrariamente a quanto affermano molti critici della psicoanalisi, Freud non ritiene che essa sia onnipotente e neppure che sia bene che luomo guarisca del tutto dalle sue nevrosi: Non stupitevi di udire che perfino il medico, talvolta, prende le parti della malattia da lui combattuta. Non gli si addice rinserrarsi nelle parti del fanatico della salute, di fronte a tutte le situazioni della vita; egli sa che al mondo non vi solo miseria nevrotica, ma anche la sofferenza reale, irrimediabile, e che la necessit pu anche esigere che luomo sacrifichi la propria salute.

[modifica] La teoria della sessualit

[modifica] La libido La psicoanalisi implica una rivoluzione anche nel modo di guardare alla sfera della sessualit, che, secondo Freud, riveste un ruolo fondamentale nella vita umana. Va subito fatta una precisazione. Quando Freud parla di sessualit, non si riferisce solo alla sfera genitale e alla procreazione, ma a un fenomeno pi ampio e complesso, che riguarda la dimensione della ricerca del piacere. Questo un punto importante, perch la psicologia e la morale tradizionali identificavano il fine della sessualit esclusivamente nella riproduzione e quindi solo in questottica consideravano lecito il perseguimento del piacere. Ne derivava, per esempio, che lomosessualit era considerata una forma di perversione (lat. pervertere, volgere in unaltra direzione) sessuale, essendo una forma di sessualit che deviava da quello che era considerato il normale, logico e lecito fine della sessualit. Se invece, come Freud, si ammette che gi il semplice piacere sessuale sia un fine in s, che dunque lecito, logico e normale perseguire, allora scompare questa distinzione tra comportamento normale, in quanto finalizzato alla riproduzione, e perversione. La pulsione sessuale concepita da Freud dinamicamente e per questo indicata con il termine libido. Essa cio intesa come energia che pu muoversi in direzioni diverse o attivare meccanismi psicosessuali differenti e orientati verso oggetti molteplici. [modifica] La sessualit infantile Questo allargamento del concetto di sessualit porta Freud a individuarne la presenza anche nellinfanzia, fino a quel momento considerata come let spensierata dei giochi, della purezza e dellinnocenza. Il bambino vive una complessa vita sessuale, che si manifesta in gesti semplici e istintivi come la suzione del latte materno. Queste idee suscitarono scandalo e disgusto presso lopinione pubblica benpensante di tutta Europa, ma Freud prosegu per la sua strada, avendo modo di sperimentare personalmente che molte forme di nevrosi dei suoi pazienti era riconducibili alla sessualit repressa dei primi anni di vita. Freud volutamente provocatorio nel definire il bambino come un essere perverso e polimorfo. Perverso, perch la pulsione sessuale non tende al fine della sessualit, la procreazione, ma, per esempio nel caso del neonato, alla suzione del latte materno. Polimorfo, perch il bambino, nei primi anni di vita, prova piacere attraverso parti diverse del suo corpo, che si riferiscono alle diverse fasi del suo sviluppo psicosessuale. Dalla fase orale, in cui il piacere rappresentato dalla suzione e la zona erogena la bocca, il bambino passa alla fase anale, che va in genere da uno a tre anni e che ha nellano e nelle connesse funzioni corporali la sua zona erogena. Alla fine del terzo anno passa alla fase genitale, che a sua volta si divide in fase fallica e fase genitale in senso stretto e che ha come zona erogena gli organi sessuali. Segue un periodo di latenza, cha va dal sesto anno alla pubert, quando la sessualit delladolescente esplode come una tempesta di tutti i sensi. [modifica] Il complesso di Edipo Durante la fase fallica, dai tre ai cinque anni, si registrano unattaccamento erotico del bambino verso il genitore di sesso opposto e un sentimento di ostilit verso il genitore dello stesso sesso. Il maschio, per esempio, considera il padre come un rivale e desidera avere la madre tutta per s. Pretende di dormire nel suo stesso letto e, a volte, promette di sposarla e di non abbandonarla mai. Anche la bambina si sente attratta verso il padre da un sentimento analogo, tende a escludere la madre e, spesso, manifesta una civetteria che prelude alla futura femminilit. Freud denomina complesso di Edipo la costellazione erotica appena descritta, ispirandosi alla tragedia scritta da Sofocle nel V secolo, in cui narrata la vicenda delleroe greco cui il destino aveva riservato la terribile sorte di uccidere il padre e sposare la madre. Secondo Freud, lorrore delluomo di tutti i tempi verso tale tragedia deriva dal fatto che in tutti noi presente un analogo desiderio infantile. In altre parole, il terrore per luccisione del padre e il possesso

della madre una minaccia costante nella fantasia di ciascuno di noi. Freud, tuttavia, attribuisce una funzione essenziale a tale complesso. Ogni uomo, cio ogni maschio, deve superare il complesso di Edipo per potere maturare, pervenire cio a uno stadio adulto e a una vita sessuale serena e consapevole; questo implica lo spostamento dellattrazione dalla madre verso una meta esterna e la riconciliazione con il padre. Coloro che non riescono a superare pienamente tale complesso e a liberarsi dallattaccamento alla madre, si portano dietro per tutta la vita un ambiguo senso di colpa, che impedisce loro di vivere una sessualit matura e soddisfacente. 5 LA CIVILTA 1.Il tab Freud riconduce lorigine della religione e della morale alla figura del padre, o meglio, alla codificadei due tab che vietano rispettivamente luccisione del padre (la religione) e lincesto (la morale).Il tab il pi antico codice di leggi non scritte che ci sia stato nella storia, anteriore ad ogni formadi cultura e religione. Esso aveva un duplice significato: sanciva come sacro loggetto del tab lo rendeva intoccabile, proibito Per cui lorigine della civilt va ricercata allinizio della storia, quando gli uomini commisero un parricidio e decisero, afflitti dai sensi di colpa che tuttora permangono nella psiche umana sotto forma di complesso di Edipo, di stabilire norme sociali al fine di evitare il ripetersi di un simile crimine e mettere a tacere questo senso di colpa. Da ci ha origine la morale e la religione, e conseguentemente la figura del totem, ovvero un animale che rappresentava la figura sostitutiva del padre ucciso, il simbolo visibile dellautorit. Da allora gli uomini non hanno pi smesso di venerare un dio. 2.La ricerca della felicit Per Freud gli uomini ricercano la felicit, sia come assenza di dolore, sia come soddisfacimento dei propri piaceri. Il principio del piacere (eros), cio la tendenza a realizzare immediatamente i propri desideri, si attiva fin dallinfanzia. Ma esso si scontra con il principio della realt (thanats)che impone una rinuncia parziale o totale dei propri desideri per soddisfarne altri: questo principio in qualche modo ci limita e ci procura delle sofferenze, infelicit. Perci tanto pi una societ civilizzata e tanto pi essa ingenerer infelicit negli uomini. 3. Letica Luomo non pu fare a meno di vivere con gli altri, e per questo deve porre un freno alle proprie pulsioni in quanto sono egoistiche, asociali e amorali. La civilt dunque necessaria, anche se causa di repressione. Per tenere a bada le pulsioni di ognuno la societ si serve di una figura paterna con il compito di educare il popolo: essa ha il compito di rendere pi forte il Super-io privato attraverso il Super-io sociale. Ma questo super-io sociale pu soffocare troppo i soggetti ingenerando perci delle patologie. La morale froidiana, perci, del tutto esterna allindividuo, in quanto gli imposta dalla societ: si tratta di una morale della paura. Ne deriva perci una visione pessimistica della natura umana e Freud fa suo il motto di Hobbes, secondo cui un uomo un lupo per un altro uomo. 4.Il lavoro e la religione Linfelicit creata dalla societ si cerca di compensarla attraverso altri tipi di appagamento, ad esempio larte. Il lavoro per lelemento che pi accessibile a tutti gli individui in cui vengono riversate quasi

tutte le proprie energie. Freud da al lavoro una funzione primordiale nellespletazione delle proprie capacit energetiche, e perci concorda con Marx. Per quanto riguarda la religione, essa vista come un elemento negativo, perch considerata come unillusione consolatoria che ha il fine di stemprare la sessualit