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Signoraggio bancario, dallEconomia allAffaristica

Don Curzio Nitoglia17 Marzo 2013

MAURICE ALLAIS (premio Nobel per leconomia) 1988: lattuale coniazione di denaro creato dal nulla dal sistema bancario identica allo stampar moneta da parte dei falsari, i risultati sono gli stessi. La sola differenza che sono diversi coloro che ne traggono profitto. * La definizione di Signoraggio bancario[1] ha origini antiche e medioevali, quando esisteva soltanto il semplice Signoraggio. Infatti in quei tempi, quando era ancora in vigore il baratto per i piccoli scambi[2](per esempio un cavallo in cambio di una mucca), chi possedeva del metallo prezioso (oro, argento e rame), per attribuirgli un valore ufficiale spendibile come moneta al fine di acquistare merce in Paesi lontani (ad esempio un chilo doro dallItalia per una stiva ripiena di seta della Cina), poteva portarlo presso la corte del Signore o Principe dove veniva impressa leffige del Sovrano in cambio di una percentuale minima sul valore della moneta, che era il risultato del metallo prezioso in cui era stata impressa limmagine del Signore o Principe[3]. La differenza che allora chi coniava moneta lo facevo su oro, argento o rame ed il beneficiario era il Signore o il Capo dello Stato, oggi chi produce moneta (le Banche) lo fa con fogli di carta filigranata a cui non corrisponde alcun controvalore effettivo e reale, ma che hanno un puro valore legale dato loro dalle Banche con lassenso dei Governi ed i beneficiari sono le Banche stesse. In definitiva le Banche creano denaro dalla carta, oltretutto senza alcun costo di produzione essendo il 98% della massa monetaria circolante di tipo scritturale (vale a dire virtuale come assegni, bancomat, carta di credito etc.)[4]. Da qui la definizione di Signoraggio a cui in tempi recenti stato aggiunto il termine bancario per indicare che il beneficiario di questa concessione non pi il Principe antico medioevale, ma le moderne banche. Ora allorigine del debito pubblico di una Nazione o di uno Stato[5] vi proprio il Signoraggio bancario, che sostanzialmente diverso dal Signoraggio antico[6] e medievale. Per esempio, la Banca dItalia ufficialmente o apparentemente sembraessere la Banca dello Stato Italiano, ma in realt appartiene ad un consorzio di Banche ufficialmente private. Lo Stato presente nella Banca dItalia solo attraverso lINPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale, ente pubblico che amministra il Fondo Pensioni per i lavoratori dipendenti, fondato nel 1933) e lINAIL (Istituto Nazionale Assicurazioni contro Infortuni sul Lavoro, fondato nel 1933) con il 5, 6%; questo per giustificare la definizione di Ente di Diritto Pubblico data alla Banca dItalia, che in realt un Ente di Diritto Privato al 94, 4% . La Banca dItalia ora filiale della Banca Centrale Europea, anchessa privata - ha solo due funzioni: 1) controlla loperato delle altre Banche ufficialmente private (in pratica le Banche controllano se stesse); 2) concede alle varie Banche private il diritto di stampare banconote. Lo Stato non stampa moneta, le Banche s. Poi la Banca centrale cedeallo Stato la moneta stampata (ad esempio 4 milioni di euro) in cambio dititoli di debito pubblico, che sono una sorta di cambiali (corrispondenti, legalmente ma non realmente, ai 4 milioni di euro dellesempio su riportato). Dunque lo Stato emette titoli di debito pubblico (Bot, Cct, Ctz ) e li d concretamente alle Banche ufficialmente private, le quali li rimettono sul mercato finanziario internazionale allasta per i risparmiatori che vogliano comprarli, promettendo un certo interesse dopo un certo lasso di tempo pattuito(ad esempio il 2% annuo se tutto procede

regolarmente). Quindi se il cliente compra dalla sua Banca privata titoli di Stato per 100 mila euro, dopo un anno dovrebbe ricevere il 2% sui 100 mila euro esborsati, cio 2 mila euro lanno dinteressi. Praticamente lentit del debito pubblico, da cui deriva la politica finanziaria di una Nazione, non la decidono i Governi degli Stati, bens i mercati finanziari, ossia circa una decina di Banche e Societ finanziarie private, vale a dire lAlta Finanza. Allo Stato rimane solo la propriet delle monete metalliche (a partire da 1 centesimo sino a 2 euro) coniate dalla Zecca, che valgono per solo il 2% della massa monetaria circolante. La Banca dItalia, quindi, simile ad una buona tipografia: essa stampa una banconota, ad esempio da 500 euro, il cui costo di produzione di circa 30 centesimi di euro tra filigrana e inchiostro e la cede alla Stato, non al costo di produzione (30 centesimi), ma al valore della banconota stessa: 500 euro. Gli immensi introiti che la Banca dItalia incamera stampando cartamoneta in teoria li dovrebbe consegnare alla Stato italiano nella misura oscillante tra il 70 e il 90%, ma, in realt, rimangono a Bankitalia in quanto le banconote emesse sono iscritte a bilancio al passivo, ossia le banconote emesse dalla Banca centrale sono iscritte come se fossero sue, mentre sono dello Stato e la Banca le ha solo stampate, per cui i bankster non versano allo Stato italiano neppure un centesimo. Inoltre il pezzo di carta dai 500 ai 5 euro non venduto dalle Banche ufficialmente private allo Stato, seppur ad un prezzo assurdo (dai 500 ai 5 euro, invece di 30 centesimi di euro), bens viene dato in affitto e senza possibilit di riscatto. Lo Stato per tutta la sua durata pagher alle Banche private laffitto e gli interessi su dei pezzi di cartamoneta che in teoria gli appartengono, ma che non pu neppure riscattare dopo aver pagato abbondantemente laffitto di essi. Riassumendo: la nostra banconota da 500 euro (lo stesso vale per qualunque taglio di moneta cartacea, dai 5 sino ai 500 euro) alla Banca Centrale Europea costata circa 30 centesimi di euro, mentre al popolo italiano quel pezzetto di carta colorata da 30 centesimi in filigrana, senza quasi alcun valore reale, costa ossia ha un valore legale di 5 o 500 euro pi gli interessi perenni. Questa lorigine del debito pubblico (vera catastrofe finanziaria) sulla quale vietato fare ricerche, studi e dibattiti, come sulla shoah, che in ebraico vuol dire catastrofe e non olocausto. La cifra del debito pubblico dellItalia, ricavata da dati ISTAT, (Istituto di Statistica, eretto nel 1926) parte da 668 mila euro circa nel 1990 per arrivare ad 1 milione e 700 mila euro nel 2008; nel 2012 il Governo Monti ha superato i 2 miliardi di euro. Ora, come abbiamo visto, il debito pubblico costituito dagli interessi dovuti allaffitto esoso ed usuraio di semplice carta da parte delle Banche allo Stato italiano in cambio di milioni di euro. Quindi, se lo Stato si riappropriasse del diritto di stampare moneta, lItalia non avrebbe pi debiti[7]. Nazioni come lItalia e la Germania, che a partire dal 1929 e allinizio degli anni Trenta hanno visto prima implodere la loro economia e poi rinascere da quando si sono riappropriate della sovranit monetaria nazionalizzando o ponendo sotto il controllo statale le rispettive Banche Centrali Italiana o Tedesca, hanno dovuto subire la guerra cruenta, non solo finanziaria, da parte delle potenze liberal-supercapitalistiche e giudaico-bolsceviche (Usa, Gran Bretagna e Urss) ansiose di porre fine a questi pericolosi precedenti di Stato veramente sociale. Inoltre le banconote emesse dalla privata Banca Centrale Europea, come del resto i dollari stampati dalla privata Federal Reserve Bank americana, sono soltanto dei semplici pezzi di carta, privi di valore intrinseco, anche perch dal 1971 lAmerica ha abolito lobbligo della corrispondenza in oro per ogni banconota emessa. NellAntichit e nel Medioevo il valore effettivo della moneta era contenuto nella moneta stessa (oro, argento e rame pi leffige del Signore). Successivamente, a partire dallEpoca moderna e

dalla Rivoluzione inglese del 1688, a Londra (esattamente nel 1694), inizia a perfezionarsi lo strapotere della moneta cartacea con la nascita della privata Bank of England[8], la prima Banca autorizzata dal Governo a battere moneta da prestare ad interesse al Governo stesso. Infine soprattutto nel XIX secolo, con la Rivoluzione industriale, vi fu lavvento e il sopravvento finale della moneta cartacea, nella quale tuttavia era ancora mantenuto, per ogni banconota stampata, il corrispondente valore in oro custodito nei sotterranei delle Banche centrali, ma nel XX secoloanche questo valore corrispondente in riserva aurea della cartamoneta stato abolito e si assiste alla vittoria terminale della carta sulloro e di Giuda e dellOro sul ferro, sul suolo e sul sangue[9]. Nel 1944 i grandi della terra (Roosevelt, Churchill e Stalin) ed i Ministri delle finanze delle future potenze vincitrici della seconda guerra mondiale decisero, nellambito della conferenza di Bretton Woods (Usa) le politiche da seguire in materia di ricostruzione, finanza ed economia per le transazioni internazionali e specificatamente che il dollaro fosse lunica moneta utilizzabile per i pagamenti fra Paesi aventi valute diverse; il valore del dollaro fu a sua volta ancorato a quello delloro (sistema aureo). Siccome a Fort Knox di oro ve nera rimasto ben poco Nixon il 15 agosto del 1971 a Camp David annunci di sospendere la convertibilit del dollaro in oro. Da allora le Banche centrali continuano, come se nulla fosse, a stampare moneta anche se prive di controvalore aureo reale e provviste unicamente di valore legale, conferitale dalle Banche stesse, i nuovi Dei della Modernit in adorazione del dio Quat-Trino. Infatti nelle nuove banconote non compare pi la scritta Pagabile a vista al portatore, proprio perch non si attinge pi alla riserva aurea per coniare moneta, e di conseguenza essa non pu essere convertita in oro o in valore reale. In definitiva le Banche centrali emettono legalmente assegni a vuoto, cio titoli privi di copertura, che per noi accettiamo come buoni, ma se noi emettessimo assegni a vuoto o scoperti alle Banche, essi sarebbero illegali e noi finiremmo in galera ed espropriati di ogni bene reale in nostro possesso. Si ripete laneddoto del piccolo pirata che pescava nel mare sulla sua modesta barca, che simbatt in Alessandro Magno, il quale gli chiese cosa stesse facendo; al che il piccolo brigante rispose allImperatore: io faccio in piccolo senza la tua autorizzazione ci che tu fai in grande con lautorizzazione che viene da te stesso. Siccome Alessandro non era un bankster ma un guerriero, pur avendo molti difetti lo lasci andar libero, poich anche lui sapeva che le cose stavano proprio come le aveva dipinte il pirata. Attenzione! Chi affronta il tema del Signoraggio e vuole riformare il sistema bancario muore. Si pensi a ci che accaduto ai quattro Presidenti degli Usa: Abramo Lincoln ( 1865), James Garfield ( 1881), William McKinley ( 1901) e John Fitzgerald Kennedy ( 1963), che, tutti durante il loro mandato presidenziale si proponevano di cambiare il sistema monetario americano estromettendo la Banca Centrale, la privata Federal Reserve Bank, dallesclusiva emissione monetaria. I primi tre avevano cominciato a pensarlo, Kennedy lo stava mettendo in atto. Tutti e quattro furono assassinati. Cinque mesi dopo luccisione di Kennedy fin lemissione della moneta di Stato, che lui aveva autorizzato poco prima di morire, e le banconote Kennedy vennero ritirate. Anche lItalia tent, negli anni Settanta del XIX secolo, di riappropriarsi della sovranit monetaria emettendo direttamente banconote senza passare per la Banca dItalia; ne prova lemissione delle 500 lire di carta che si affiancarono alle 500 lire dargento. Anche in questo caso la banconota di Stato ebbe vita breve; cess infatti subito dopo luccisione di Aldo Moro nel 1978. Con la futura prossima scomparsa della moneta fisica, seppur cartacea, soppiantata dalla moneta virtuale elettronica (voluta in Italia da Monti e Draghi) la nostra dipendenza dal sistema bancariofinanziario sar totale, come totale sar il potere delle Banche: sopra la Banca la Patria campa, sotto la Banca la Patria crepa. Non a torto Lon Degrelle chiamava i banchieri bankster ed Ezra Pound ha scritto: i politici sono camerieri al servizio dei banchieri.

* APPENDICE

Il Monte Paschi di Siena e il potere dellAlta Finanza


Riporto un adattamento/riassuntivo di due articoli apparsi sul il Giornale e su web, i quali (se le cose che raccontano corrispondono alla realt) mi sembrano la prova del nove di quanto su esposto. Li porgo al lettore perch possa constatare come Finanza, Massoneria, Comunismo, Banche, Giudaismo, Anglo/Americanismo, Falsa Destra siano sostanzialmente la stessa cosa sotto aspetti accidentalmente diversi e come i Governi siano diretti dallAlta Finanza: i politici sono camerieri al servizio dei banchieri (Ezra Pound). *

PRIMO ARTICOLO
(Stefano Zurlo, Il Giornale, sabato, 2 febbraio 2013) www.ilgiornale.it/news/interni/ Pierluigi Bersani nel 2004 chiese ad Antonio Fazio (ex Governatore di Banca dItalia, rimpiazzato da Mario Draghi) di favorire loperazione con Unipol e Bnl. Lallora governatore della Banca dItalia fu interrogato dai magistrati a Milano su Ricucci e Fiorani e disse: Fassino e Bersanivennero da me per la fusione. Il 22 marzo 2006 Antonio Fazio, travolto dalla tempesta dei furbetti del quartierino, viene chiamato in procura a Milano dal pm Francesco Greco. E parla di Ricucci, di Fiorani e di Antonveneta, ma poi si concentra su un dettaglio illuminante: le posso dire spiega al pubblico ministero Greco su Banca Nazionale del Lavoro che sono venuti da me Fassino ed altri a chiedere se si poteva fare una grande fusione Unipol-Bnl-Montepaschi. Io li ho ascoltati. Il dr. Greco non molla: Quando?. I primissimi mesi del 2005 o fine del 2004. Poi Fazio articola meglio i ricordi: Erano Fassino e Bersani. Ma, s, lallora Segretario dei DS Piero Fassino, oggi PD e sindaco di Torino, e lallora Responsabile economico dei DS Pier Luigi Bersani, oggi PD e suo Segretario Nazionale, bussarono alla porta delGovernatore della Banca dItalia Antonio Fazio per proporre la creazione di

un grande polo bancario in cui sarebbero confluiti Bnl,Unipol e Monte dei Paschi. Non se ne fece nulla, anche perche Fazio rispose con un secco no. Almeno in quella circostanza, salvo poi ammorbidire la sua posizione, il che non imped che poi fosse fatto fuori lo stesso. Come documenta persino un insospettabile Franco Bassanini che in unintervista a Panorama ha alzato il velo dellipocrisia, sempre a proposito della tentata scalata della finanza rossa alla Bnl: DAlema eConsorte fecero pressing su Monte Paschi di Siena perche si alleasse con Unipol. Chi difese lautonomia di MPS, come me ed Amato, venne emarginato. * SECONDO ARTICOLO http://4realinf.wordpress.com/, 4 febbraio 2013 Nel 2008 la banca ebraico/americana Lehman Brothers dichiara fallimento per un debito di 613 miliardi di dollari. La Fed ed il governo Usa, guidato da Barak Obama, non applicano il Chapter 11 per il salvataggio. Il panico invade tutto il mondo finanziario. In Italia le ripercussioni sino ad oggi non sono ancora terminate. Nellautunno del 2007 Monte Paschi di Siena (MPS) emette una delibera ufficiale firmata Gabriello Mancini con la quale vengono ingaggiati gli advisor che dovranno gestire, controllare e riferire landamento degli investimenti finanziari e lintera procedura relativa allacquisizione della banca Antonveneta. Essi firmano laccordo con tre societ: J. P. Morgan, Credit Suisse eBanca Leonardo. Costo delle competenze: 4.980.000.000 di euro. Scelgono anche il delegato dellintera operazione: Giovanni Monti, il figlio dellattuale premier dimissionario Mario Monti, in quanto Direttore responsabile del marketing operativo europeo di J. P. Morgan, colosso finanziario statunitense. Il tutto con beneplacito della direzione di PD,PDL, UDC. Due mesi dopo, unulteriore delibera accredita a J. P. Morgan un successivo milione di euro secco extra, di cui non esiste fattura alcuna di riscossione essendo avvenuto su conto estero/estero. Il presidente di MPS Muccari ed il vicepresidente che deve mettere la firma Francesco Caltagirone, suocero di Pier Ferdinando Casini. Nel 2008 MPS eroga 222.000.400 euro (duecentoventidue milioni di euro) come cifra da devolvere come investimento di beneficenza nel territorio. A novembre di quellanno, lo Stato provvede a fare un prestito voluto daGiulio Tremonti di 2 miliardi di euro al fine (cosi scritto) di consentire allistituto di rispettare i parametri e i dispositivi previsti dagli accordi europei. Tale cifra viene investita nel seguente modo: 1 miliardo per acquistare bpt italiani, 600 milioni in derivati scelti da J. P. Morgan (cio Giovanni Monti jr.) e 400 milioni in beneficenza, di cui si occupa la Banca Leonardo che chiude una joint venture per gestire il patrimonio nel territorio con la Banca Mediolanum di Silvio Berlusconi. Nel 2010 Giulio Tremonti fa avere alla banca di Siena circa 25 miliardi di euro, con i quali MPS fa lo stesso giochetto: acquista circa 15 miliardi di bpt e cos abbassa lo spread, ne investe 9 in speculazioni azzardate ed un altro miliardo, a pioggia, nel territorio, di cui si sa poco o nulla. Per celebrare la bont delloperazione viene chiamato come consulente eadvisor daggiunta lon. Gianni Letta (PDL ed ex gran consigliere di Silvio Berlusconi) a nome di Goldman Sachs (la banca ebraico/americana per la quale lavoravano Mario Monti e Mario Draghi) a fare in modo che venga varata una delibera nei primi mesi del 2011 nella quale si sostiene che la fondazione per fare cassa e poter dunque sostenere lonere delloperazione di acquisizione di banche terze, delibera di cedere il pacchetto delle proprie azioni privilegiate nellordine di 370 milioni di euro al nuovo advisor aggiunto Goldman Sachs, nella persona del suo consulente

delegato rappresentante on. Gianni Letta. E cos, si trovano insieme, nel 2011, la famiglia Monti, la famiglia Gianni Letta, cugino di Enrico Letta PD, la federazione del PD sia di Siena citt che di Siena provincia, la famiglia Caltagirone imparentata conPier Ferdinando Casini, con il management direttivo. Nel solo 2010 Giulio Tremonti fa avere alla banca senese circa 40 miliardi di euro che seguono il solito giro di sempre, creando un vorticoso anello virtuale di grande salute finanziaria delle banche italiane e di tenuta della nostra economia, perch si tratta, in pratica, dello Stato che si compra i titoli da solo fingendo che li stia comprando il mercato. Ma leconomia, prima o poi, vuol sapere i conti reali. Nel giugno del 2011 cominciano i guai. J. P. Morgan, Goldman Sachs eCredit Suisse si ritirano: arrivederci e grazie, abbiamo fatto il nostro lavoro. A MPS si accorgono che dei 32 miliardi complessivi investiti in derivatinon soltanto non hanno guadagnato un bel niente, ma tutto grasso che cola se riescono a recuperare sul mercato qualche miliardo. Devono quindi coprire il buco. Perch? Semplice: hanno messo in bilancio negli ultimi due anni le cifre dei guadagni sui derivati presentando il tutto come soldi acquisiti mentre, invece, erano virtuali. Quindi i bilanci erano truccati. Non si sa esattamente a quanto ammontino le perdite. Lo Stato, per, in quel giugno del 2011 non ha davvero pi soldi da dare a MPS, perch solo nel 2010 Giulio Tremonti ha fatto avere complessivamente al sistema bancario italiano 89 miliardi di euro, di cui circa 20 miliardi passati alle fondazioni (vicine alla Lega Nord) di Banca Carige, Banco di Desio e Brianza, Banco di Brescia, Banco Popolare di Valtellina, Banca di Sondrio (per questo la Lega Nord ha voluto Tremonti nella propria lista), che si comportano come MPS. Ma a giugno del 2011 sono finiti i soldi. Il management di MPS disperato: non c pi lo Stato a tirar fuori la grana, come si fa? Ci penso io, dice Mario Draghi (Governatore della Banca Centrale Europea, ex Governatore della Banca dItalia e prima ancora ex collaboratore della Banca Goldman Sachs), conosco gente in Europa. E cos il 10 giugno del 2011 fa avere subito 350 milioni da 12 banche europee, altri 400 milioni dallo stesso consorzio e successivi 2 miliardi da un pool di altre 19 banche europee, ma MPS ormai un colabrodo, perch i soldi servono soltanto a pagare gli interessi composti sui derivati. Il management, infatti, ha venduto carta straccia a valore 10 ai clienti che si sono assicurati: quella carta, a giugno del 2011, vale solo 2; quindi adesso MPS deve pagare anche lassicurazione. E cos entra in campo lo spread. MPS si rivolge quindi al mercato, che gli sbatte la porta in faccia, e si trova davanti a tre alternative: a) fallire; b) vendere titoli tossici che nessuno vuole; c) vendere i bpt italiani di cui ha almeno 80 miliardi con scadenza a 25 e 10 anni. Sceglie lopzione C. Gli viene imposta da tutta la classe politica. E cos, lintera classe politica italiana (con laggiunta della famiglia Monti) d il via alloperazione. Ma il mercato implacabile. E quelli di Goldman Sachs e di J. P. Morgan conoscono i conti veri di MPS (li hanno gestiti loro) e cos spargono la voce che la banca disperata perch tecnicamente gi fallita e consigliano ai clienti di acquistare a peso morto bpt italiani, scommettendo sullinnalzamento alle stelle dello spread italiano, puntando allimplosione del sistema economico italiano. Il bello che a questo giro perverso partecipa addirittura MPS, che si lancia nel luglio del 2011 in una gigantesca operazione finanziaria puntando tutto sui debiti delle banche italiane, e le altre banche italiane la seguono. Da qui, finalmente, si riusciti a conoscere la verit.

La truffa dello spread iniziata nel giugno del 2011 non era una truffa: era reale. E non fu un attacco della speculazione internazionale, bens un attacco suicida delle banche italiane guidato da MPS, che, per coprire le proprie perdite, vendeva sul mercato secondario miliardi e miliardi di bpt italiani come se fossero carta straccia, diminuendo il nostro potere dacquisto, aumentando il disavanzo pubblico e rendendosi responsabili, nonch protagonisti, dellultima mazzata inferta alla Repubblica Italiana. Possiamo dire che nessuno sapeva? Che i politici e gli amministratori di regione, provincia e comune di Siena non sapevano? Come Dovevasi Dimostrare. ~ d. Curzio Nitoglia Fonte > http://doncurzionitoglia.net/2013/03/16/273/

[1]S. Riolfo Marengo C. DAdda (diretta da), Enciclopedia dellEconomia, Milano, Garzanti, 1991. Su questo sito si possono leggere i miei articoli su LUsura e su Vera Economia & Plutocrazia. Inoltre cfr. Aristotele, Politica, A, 3, 1253b, 8-14; Id.,Politica A, 3, 1258b 10 ss; Id., Etica, V, 10, 1933a 20; Id., Politica, III, 13, 1257a 35 e San Tommaso dAquino, S. Th., II-II, q. 47, aa. 11-12;ivi, q. 50, aa. 1-3; ivi, II-II, q. 77, a. 4; ivi, q. 78, a. 1; Id., Commento allEtica di Aristotele, lez. 1; Id., Commento alla Politica di Aristotele,lez. 7-8; Id., Commento alla Politica di Aristotele, lib. I, capp. 5-6; Tommaso de Vio detto Cajetanus, De cambiis, cap. 5; B. Meerkerlbach,Summa Theologiae Moralis, II, n. 538; J. MEINVIELLE, tr. it.,Concezione Cattolica della Politica [Buenos Aires, Corsi di Cultura Cattolica, 1932], Lamezia Terme, Edizioni Settecolori, 2011; Id.,Conception Catolica de la Economia, Buenos Aires, Corsi di Cultura Cattolica, 1936. [2] Cfr. DENIS FAHEY, The Kingship of Christ and Organised Naturalism, Cork, Forum Press, 1943; The Mystical Body of Christ and the Reorganisation of Society, Cork, Forum Press, 1945, tr. fr., Le Corps Mystique du Christ et la reorganization de la socit, Saint Rmi, Cadillac, 2011. Di questultimo libro sono particolarmente interessanti, quanto al tema della moneta, il Volume I, Capitolo III, 3: San Tommaso dAquino e lEconomia; 5: Il ruolo del denaro e della moneta nellEconomia; 6: Tre modi di commerciare con il denaro; 7: Lusura (pp. 117-140); Capitolo XII, 4: Il pensiero di Locke sul denaro; 5: Le leggi economiche diventano leggi puramente fisiche, avulse dalla morale (pp. 390-400); il Volume II, Capitolo XVIII, 1: I princpi dEconomia in San Tommaso dAquino; 2: larte Finanziaria o Affaristica delle Banche; 3: loro come misura di valore e leconomia nazionale; Capitoli XIX e XX: I princpi economici di San Tommaso e la funzione della misura di valore aurea (pp. 278-381); Capitolo XXI: I princpi politici di San Tommaso e la Rivoluzione monetaria (pp. 382-447). [3] Carlo DAdda, voce Moneta. Valore legale e valore intrinseco, inEnciclopedia dellEconomia, Milano, Garzanti, 1991, p. 732; Sergio Ricossa, Dizionario di Economia, Torino, Utet, II ed., 1988, voce Moneta, pp. 307-317; voce Monetarismo, pp. 317-321; voce Macroeconomia, pp. 273-276; voce Finanza, pp. 193-198; voce Liquidit, p. 271; voce Interesse, pp. 241-245; voce Inflazione, pp. 233-240; voce Politica monetaria, pp. 43-47 . [4] R. Spiazzi, Enciclopedia del Pensiero Sociale Cristiano, Bologna, Edizioni Studio Domenicano, 1992, v. Parte II, Sezione IV, cap. II: Il problema economico-sociale, pp. 498-500; Parte III, Sezione III, cap. II: Sul problema economico-sociale, pp. 676-694; Sezione IV, cap. I: I primi interventi dei Papi in campo economico-sociale, pp. 709-712; Parte IV, Sezione I, cap. I: Lelaborazione di un pensiero sociale-economico d ispirazione cristiana, pp. 795-801 .

[5] Lo Stato una Nazione provvista di un Governo. Per esempio lItalia prima del 1870 era una Nazione, ma sotto molteplici Stati o Governi. Mentre la Svizzera tuttora una Nazione, ma divisa in pi Cantoni, Stati o Governi. [6] Gi nellantica Roma si coniava moneta su metallo pi o meno prezioso. Infatti si legge nei Vangeli che quando i Farisei e i Sadducei andarono da Ges per farlo cadere in un tranello e gli chiesero se fosse lecito o no pagare le tasse a Cesare, ossia a Roma antica (30 d. C.), Ges rispose loro: datemi una moneta. Di chi leffige coniata su di essa? Essi risposero: di Cesare. E Ges concluse: allora date a Cesare quel che appartiene a Cesare (le tasse) e a Dio quel che spetta a Dio (ladorazione) (Mt., XXII, 17). [7] Cfr. R. Spiazzi, Lineamenti di Etica Economica, Bologna, Edizioni Studio Domenicano, 1989; Id., Lineamenti di Etica della Famiglia,Bologna, ESD, 1990, v. capitolo: LEconomia a servizio della famiglia, pp. 164-170. [8] Cfr. Denis Fahey, The Mystical Body of Christ and the Reorganisation of Society, Cork, Forum Press, 1945, tr. fr., Le Corps Mystique du Christ et la reorganization de la socit, Saint Rmi, Cadillac, 2011, vol. II, V parte, capitolo XVII, 1: La Rivoluzione inglese del 1688 e la Banca dInghilterra; 3: La Banca dInghilterra, Locke e la Massoneria; 4: Locke e Burnet; 5: La Loggia della Banca dInghilterra (pp. 185-197). [9] Il generale romano Marco Furio Camillo (nel 390 a. C.) cacci da Roma i Galli di Brenno, che volevano essere pagati a peso doro per lasciare lUrbe nella quale erano penetrati. Il valoroso condottiero romano apostrof il barbaro dicendo: la guerra si fa col ferro e non con loro e lo ricacci al di l delle Alpi con la spada e senza loro. Lultima guerra mondiale, invece, stata definita la guerra dellOro contro il Sangue, poich oramai il peso delloro era diventato superiore a quello del ferro. La spada non fu sufficiente a difendere il solco tracciato dallaratro.