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Egregio Avvocato, mi rivolgo a lei a seguito di una richiesta di risarcimento danni, mossa dai miei vicini, riguardo ad un allagamento

avvenuto nella mia abitazione nel Gennaio del 2012. Nel mese di Novembre 2008 acquistai dalla Rota Costruzioni una prima casa in una quadrifamiliare in zona San Piero a Grado, dopo lacquisto non vi presi mai la residenza (che rimane a tuttoggi presso labitazione dei miei genitori in Barbaricina) e solo sporadicamente vi andavo per alcune cene con amici. A gli inizi del 2009, poco dopo lacquisto, subii la rottura di una tubazione di adduzione acqua nel seminterrato dellabitazione, per la precisione nel locale lavanderia, che port ad una perdita nel muro di confine fra la mia abitazione (UMI 6 Edificio 2 Alloggio N. 4) e quella della mia vicina (UMI 6 Edificio 2 Alloggio N.1) (Allegato 1). In quella occasione, la stessa vicina dopo la comparsa di alcune macchie di umidit, mi contatt telefonicamente per informarmi dellaccaduto e mi recai quindi sul posto con la ditta costruttrice per un sopraluogo. Durante il sopralluogo la ditta, accertato che il danno era riconducibile ad un lavoro non eseguito a regola darte, si premun a proprie cure e spese del ripristino, che vide: la riparazione della tubazione, la ripresa dellintonaco, la verniciatura della parete e la sostituzione dove necessario del battitacco. Successivamente, a gli inizi del Gennaio 2012, unaltra perdita sempre nel seminterrato e sempre nel locale lavanderia, port ad un allagamento della zona con circa 10cm dacqua (NB. Il Carmignani nella perizia parla di 3cm); in questa occasione nessuno dei vicini si accorse di niente. Contattai quindi un idraulico di mia fiducia per la verifica dellaccaduto il quale, dopo aver esaminato i luoghi, mi inform che lorigine dellallagamento era riconducibile alla rottura di una valvola di una tubazione dellimpianto di riscaldamento. Nel primo intervento del 2009 infatti, la ditta costruttrice, rimosse il termosifone dal locale lavanderia per agevolare le opere di ripristino e questo non venne poi ricollegato. Ci ha portato, secondo lidraulico, ad un aumento della pressione che protratto nel tempo ha condotto alla rottura della valvola. Dopo la riparazione e la messa in sicurezza della tubazione, lacqua rimanente fu rimossa con una pompa ad immersione. Feci quindi asciugare bene i locali e feci intervenire una ditta per il ripristino dellintonaco e della verniciatura che, ad oggi, dopo le opere di risanamento, continua ad essere immacolata. In seguito, i proprietari delle abitazioni a me vicine (UMI 6 Edificio 2 Alloggio N. 1, UMI 6 Edificio 2 Alloggio N. 2 e UMI 6 Edificio 2 Alloggio N.3) accortesi, durante le mie opere di risanamento, di quanto fosse accaduto, richiedevano, come giusto che fosse, un risarcimento per i danni subiti con lettera raccomandata del 19/03/2012 (Allegato2). Con le migliori intenzioni volte a risolvere la questione, risposi a mia volta con lettera raccomandata del 04/04/2012 (Allegato 3), informandoli che un tecnico di mia fiducia sarebbe andato sul posto per la verifica dello stato dei luoghi. Come anticipato nella loro del 19/03/2012, ricevetti poco dopo, le relazione delle perizie eseguite dai rispettivi tecnici di fiducia della controparte (Allegato 4, 5 e 6). Dopo aver esaminato la documentazione, mi parve fin da subito evidente, che i proprietari delle abitazioni a me vicine avessero esigenze di gran lunga superiori alle mie aspettative. Nello specifico, nelle perizie venivano preventivate opere che esulano da quelle necessarie per il ripristino ad origine dello stato dei luoghi, come ad esempio lapplicazione di intonaco deumidificante (non previsto nelle abitazioni e non applicabile, secondo il mio tecnico, sulle pareti in cemento armato), il rifacimento della pavimentazione con la posa di malta cementizia e nuove mattonelle, la sostituzione del battiscopa, tutto preventivato tenendo conto dellintera superficie del seminterrato e non solamente delle eventuali zone danneggiate. Inoltre, il costo dei materiali e della mano dopera risultano a mio parere gonfiati, come

ad esempio, volendo prendere in esame la perizia tecnica del Geom. Giuseppe Olivieri (Allegato 4), la voce N. 5 relativa al massetto in calcestruzzo, superiore rispetto ai prezzi di mercato di circa il 200% (Allegato 7), la voce N. 6 relativa alla fornitura e posa di malta cementizia, che pur avendo preventivato una lavorazione di 1mm inferiore, rispetto alla tabella presa in esame (Allegato 8), ha un costo di realizzazione superiore di circa l80%. Feci quindi redigere al mio tecnico una perizia oggettiva (Allegato 9), per le opere necessarie, al ripristino dello stato dei luoghi come in origine che inviai unitamente ad una lettera per raccomandata nella quale informavo i signori vicini che, presa visione delle perizie tecniche fattemi recapitare, in un ottica di buon vicinato, avrei fatto intervenire una ditta di mia fiducia per il ripristino dellintonaco e della tinteggiatura (con grande rammarico non sono riuscito a recuperare questa lettera, purtroppo il computer su cui era stata scritta e salvata si danneggiato ed il contenuto andato perso). Come risposta alla mia ultima, ho ricevuto la lettera del 11/09/2012 (Allegato 10) dove con una serie di obbiezioni hanno dato ad intendere di voler proseguire per vie legali. Non ho volutamente voluto rispondere alla loro del 11/09/2012 e, di recente, ho ricevuto la raccomandata del 26/04/2013 (Allegato 11) e successiva correzione del 23/05/2013 (Allegato 12), da parte dellAvv. Lucia Concetti con la quale formalizza la richiesta di risarcimento danni per gli importi preventivati nelle perizie, oltre alle spese per il disagio arrecato e quelle legali. Detto francamente avvocato, credo che i signori vicini siano stati abbagliati, come per altro menzionano nella loro del 11/09/2012, dalle autovetture in mio possesso e non vorrei mi avessero scambiato per un albero della cuccagna a cui tentare di spillar soldi. Attendo dunque un suo cortese cenno di riscontro e per ogni evenienza, mi contatti pure telefonicamente al 339/5438889. Cordialmente,