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GRUPPO STUDI ROSACROCIANI di PADOVA


Centro per la diffusione degli Insegnamenti del Cristianesimo Mistico trasmessi da Max Heindel

Solo una vecchia porta dai cardini leggeri sul muro di un giardino al crepuscolo, la morte. Oltre le foglie verdi la luce ancora esiste; Piedi valenti o stanchi
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la passano agilmente. Nulla che turbi i cuori, o che ferisca alcuno. Solo una vecchia porta messa in un vecchio muro, la morte. Elsa Glover

Caro/a Amico/a Desideriamo accompagnare questo momento con la seguente lettura, certi che ne trarrai consolazione. Gli Ausiliari Invisibili non abbandonano i loro protetti al momento della morte, anzi, li aiutano in quel passaggio fondamentale per il nuovo cammino che li attende! GRUPPO STUDI ROSACROCIANI di PADOVA Il Segretario

LA SCIENZA DELLA MORTE Luomo edifica e semina fino al momento della Morte. E allora il tempo di semina e i periodi di crescita e di maturazione sono finiti. Quando lo scheletrico spettro della Morte si presenta con la sua falce e la clessidra, il tempo di raccogliere giunto. Questo un simbolo particolarmente esatto. Lo scheletro simbolizza la parte relativamente permanente del corpo. La falce ricorda che la parte permanente, che sta per essere mietuta dallo spirito, il frutto della vita che sta per terminare. La clessidra nelle mani della Morte indica che lora non pu scoccare sino a che tutta la vita non sia tr ascorsa in armonia con leggi immutabili. Quando arriva quel momento avviene la separazione dei veicoli. Poich la vita nel mondo fisico per il momento finita, non occorre pi che luomo mantenga il suo corpo fisico. Il corpo vitale, che appartiene ugualmente al mondo fisico, si ritira dalla testa e lascia il corpo inanimato. I veicoli superiori escono dal corpo fisico con un movimento a spirale recando con loro lanima di un solo atomo fisico. Non latomo stesso, ma le forze che agivano per suo mezzo. I risultati delle esperienze vissute nel corpo fisico durante la vita appena finita sono impressi in questo particolare atomo. Mentre tutti gli altri atomi del corpo fisico sono stati continuamente rinnovati, questo atomo permanente ha resistito. rimasto fisso, non solo attraverso una vita, ma ha preso parte alla formazione di tutti i corpi fisici usati nel corso dellevoluzione di quel particolare Ego. Esso si ritira alla morte solo per risvegliarsi allaurora di unaltra vita fisica e per servire ancora come nucleo attorno al quale si costruir il nuovo corpo fisico che lo stesso Ego user. Perci chiamato atomo-seme. Durante la vita terrena latomo-seme sta nel ventricolo sinistro del cuore, vicino allapice. Al momento della morte esso sale al cervello seguendo il nervo pneumogastrico e abbandona il corpo fisico insieme ai veicoli superiori attraverso le suture fra le ossa parietali ed occipitali del cranio.

Quando i veicoli superiori hanno lasciato il corpo fisico, essi rimangono ancora uniti ad esso mediante un sottile cordone risplendente, argenteo, di forma simile a due 6 rovesciati. Unestremit unita al cuore mediante latomo-seme, ed la rottura dellatomo-seme che fa arrestare il cuore. Il cordone stesso non strappato fino a che il panorama della vita trascorsa contenuto nel corpo vitale, non sia stato contemplato. Si deve tuttavia aver cura di non cremare o ferire il corpo almeno fino a quando siano trascorsi tre giorni dalla morte, perch mentre il corpo vitale si trova coi veicoli superiori ed essi sono ancora uniti al corpo fisico per mezzo del cordone argenteo, qualunque autopsia od altra lesione al corpo fisico sarebbe in certo modo risentita dalluomo. La cremazione dovrebbe specialmente essere evitata nei tre giorni successivi alla morte, perch essa tende a disintegrare il corpo vitale, che invece deve mantenersi integro finch il panorama della vita passata sia stato inciso nel corpo del desiderio. Il cordone argenteo si strappa nel punto ove si congiungono i 6; met rimane col corpo fisico, e laltra met coi veicoli superiori. Dal momento in cui il cordone si strappa, il corpo denso completamente morto. Quando nel cuore si rompe il cordone argenteo, e luomo si libera dal corpo fisico, giunge per lEgo un momento della massima importanza, e non si insister mai troppo energicamente presso i parenti di chi sta per morire sul fatto che colpa grave verso lanima che si diparte il prorompere in rumorose espressioni di dolore, perch proprio allora e durante i tre giorni seguenti lanima imp egnata in una questione di suprema importanza, e parte considerevole del valore della vita trascorsa dipende dallattenzione che lanima pu dedicarvi. Un atto assai colpevole verso il morente , inoltre, quello di somministrargli stimolanti che abbiano per effetto di obbligare i veicoli superiori a rientrare nel corpo denso, con una scossa che produce nelluomo un penoso shock. Il trapasso non d sofferenza, ma la d lessere trascinato indietro per sopportare nuovi dolori. Alcuni trapassati hanno detto agli investigatori che in tal modo essi erano stati trattenuti in vita per delle ore, ed avrebbero voluto che i parenti avessero rinunciato alla loro malintesa sollecitudine, e li avessero lasciati morire in pace. La vista del panorama della vita trascorsa dura per poche ore o per parecchi giorni, a seconda della lunghezza del tempo in cui luomo pu, se necessario, rimanere desto. Alcuni possono rimanere desti solo 12 ore o meno, altri possono durare nella veglia per un certo numero di giorni, ma per tutta la durata della veglia dura anche questo panorama. Questa fase della vita dopo la morte analoga a quanto accade allorch un uomo annega o cade da una certa altezza. In tali casi, anche il corpo vitale abbandona il corpo fisico, e la vita trascorsa si presenta alluomo in un lampo, perch egli perde immediatamente conoscenza. Il cordone argenteo, naturalmente, non si rompe, poich allora non potrebbe esservi ritorno in vita. Quando la resistenza del corpo vitale ha raggiunto lestremo limite, avviene il collasso. Durante la vita fisica, finch lEgo controlla i suoi veicoli, questo collasso mette fine alle o re di veglia; dopo la morte il collasso del corpo vitale mette fine al panorama e obbliga luomo a ritirarsi nel mondo del desiderio. Il cordone argenteo si spezza dove i 6 si congiungono, e la separazione dei corpi avviene come durante il sonno, con la importante differenza che, sebbene il corpo vitale ritorni al corpo fisico, non lo interpenetra pi, ma ondeggia al di sopra di esso. Rimane poi fluttuante sopra la tomba, disintegrandosi sincronicamente al veicolo denso. Cos, per lesperto chiaroveggente, un cimitero vista nauseante, e se un maggior numero di persone potesse vedere come lui, ben poco ci vorrebbe a persuaderle di cambiare lattuale anti-igienico modo di seppellire i morti, adottando il metodo pi razionale della cremazione, che ristabilisce gli elementi nella loro condizione originaria, senza i ripugnanti particolari che caratterizzano il processo di lento disfacimento. Tratto da La Cosmogonia dei Rosa-Croce - di Max Heindel

Un'altra breve lettura: A COLORO CHE PIANGONO (di Max Heindel) Beati sono coloro che piangono, perch saranno consolati.
(Matteo 5:4)

Queste parole del grande consolatore che visit la Terra duemila anni fa vengono ricordate a tutti durante le feste di Pasqua, che porta gioia a milioni di persone, che stanno oggi risvegliandosi sempre pi alla loro verit. La Pasqua, che una volta era celebrata dai pochi Cristiani, non pi una ricorrenza solo cristiana. Non pi riservata solo a coloro che accettano il sacramento del pane e del vino dalle mani del loro sacerdote. diventata un giorno importante di riconciliazione fra i popoli di tutte le nazioni e i seguaci di tutte le religioni, anche di coloro che non sono mai entrati in una chiesa. ormai unusanza per persone che vivono in distretti rurali, come pure per chi vive in citt, scegliere una collina sulla quale piantare una croce e riunirsi ai suoi piedi nel giorno felice della Pasqua; adorare comunitariamente, senza curarsi della razza, del credo o del colore; e nel nome del pi grande Spirito che mai abbia abitato un corpo fisico venerare lo Spirito Universale, offrendo gratitudine per la vita e la luce che apport secondo il grande schema di Dio. Lo Spirito Universale di gioia si esprime in un giorno in cui si ricorda limmagine di un uomo inchiodato su una croce. Essa mostra allumanit un volto afflitto dal dolore, un corpo umano che sta soffrendo lagonia della morte. Perch mai lumanit dovrebbe gioire in un giorno che in relazione con quellatto di crudelt di duemila anni fa? Il Cristo Ges Luomo, nella sua mancanza di conoscenza, nella sua vaga comprensione della giustizia di un Padre amorevole, ha reso la tomba un sepolcro oscuro, una cosa da temere, e una fine di tutte le aspirazioni ed ambizioni. Per anni egli ha temuto questo termine dellesistenza fisica, rendendola un periodo di intenso pianto, un periodo pieno di lacrime. Ma questo Grande Spirito che aveva potere sulla vita e sulla morte permise a Se stesso di essere crocefisso; Egli venne sulla Terra per questo grande scopo. Una domanda pu per sorgere: se noi proclamiamo che il Cristo Ges aveva potere sulla Sua vita, perch permise le crudelt ignobili che Gli furono perpetrate, e perch non salv Se stesso da una morte crudele e vergognosa? Nella parabola del pastore in Giovanni 10 Ges dice ai suoi ascoltatori: Io sono il buon pastore: il buon pastore d la sua vita per le proprie pecore. Per questo il Padre mia ama, perch io offro la mia vita per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, perch ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio. Troviamo unaltra frase data dal Cristo dopo la crocifissione, dopo aver subito la morte sulla croce quando torn dal mondo spirituale per unirsi ai Suoi discepoli. In Matteo 28:18, Egli invoca nuovamente lo stesso potere: E Ges venne e parl a loro dicendo: Mi sono stati dati tutti i poteri in Cielo e in Terra. La Vita dopo la Morte Il Cristo venne sulla Terra per insegnare allumanit una lezione particolare; ed essendo Egli destinato a diventare il Salvatore dellumanit, la massima lezione che pu averci portato quella della fede: fede nel suo Dio e fede in una vita dopo la morte. Con la Sua stessa morte, il Cristo Ges port alluomo la fede, e il credo della VITA DOPO LA MORTE. Ha predicato limmortalit, e per imprimere maggiormente questo fatto sulluomo dovette attraversare lo spasimo della morte allo scopo di ritornare alla vita e portargli la prova della vita dopo la morte. Per adempiere a ci Egli apparve ai Suoi amati discepoli nel Suo corpo spirituale. Nella Ia ai Corinzi, 15:6, Paolo dice: Dopo di ci,

apparve a pi di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Cammin e parl con loro in modo che essi potessero credere a ci che aveva predicato, che limmortalit dellanima era un fatto e che dopo che luomo aveva lasciato il corpo fisico, viveva ancora in un corpo pi sottile ed eterico. Il Corpo Spirituale Paolo inoltre porta alluomo pi speranza nella vita dopo la morte nel quinto capitolo della IIa Lettera ai Corinzi, versi 1, 2: Sappiamo infatti che quando verr disfatto questo corpo, nostra abitazione sulla Terra, riceveremo unabitazione da Dio, una dimora eterna, non costruita da mani di uomo, nei cieli. Perci sospiriamo in questo nostro stato, desiderosi di rivestirci del nostro corpo celeste. Nel quindicesimo capitolo della Ia Lettera ai Corinzi, ancora Paolo predica a coloro che non hanno fede nella vita dopo la morte. Questo meraviglioso capitolo usato dalla maggior parte dei sacerdoti per dare conforto a coloro che sono stati colpiti dalla perdita di un loro caro: Si semina un corpo naturale; risorge un corpo spirituale. C un corpo naturale, e c un corpo spirituale. Durante lantica dispensazione e tutto lAntico Testamento, luomo aveva davvero poca speranza nella vita dopo la morte: per lui la tomba terminava ogni cosa. Troviamo questo scoramento quando leggiamo il nono capitolo dellEcclesiaste, al quinto verso: I vivi sanno che moriranno, ma i morti non sanno nulla; non c pi salario per loro, perch il loro ricordo svanisce. Fatti ad immagine di Dio Gli Insegnamenti Rosacrociani proclamano che luomo uno Spirito immortale, fatto a immagine di Dio; non ci viene detto nel versetto 26 del primo capitolo della Genesi che Dio disse: Facciamo luomo a nostra immagine? Ora, se Dio Spirito e luomo fatto a Sua immagine, possiamo ancora negare che luomo non pu morire, o che se egli muore morrebbe una parte di Dio? Possiamo immaginare un grande Spirito che crea un essere come luomo fatto a Sua immagine, e che poi gli permette di morire? Pu un tale essere diventare un creatore come Dio lo ha destinato se una sola vita sulla Terra fosse tutto, e se, dopo aver vissuto le sue quattro once di tempo a disposizione, avesse terminato le sue possibilit senzaltra opportunit di diventare perfetto come il suo Padre celeste? Se non esclude la propria ragione non pu dubitare che luomo pure deve evolvere, imparare, allo scopo di diventare saggio come il Padre suo saggio, e che non pu adempiere questo nei pochi anni di una sola, breve vita. Per imparare queste lezioni sulla Terra, sulla quale Dio diede alluomo dominio, egli deve ritornare ancora e ancora, e ad ogni incarnazione deve caricarsi la croce di materia (il suo corpo fisico). per mezzo del veicolo fisico che luomo deve imparare ad essere un creatore come il suo Padre celeste; lo strumento che egli usa nei suoi sforzi di padroneggiare le numerose lezioni vitali, in modo da essere riconosciuto dal Padre quale Suo figlio. Questo strumento (il corpo fisico) si stanca ed esaurisce; diventa allora necessario dare allo Spirito un periodo di assimilazione e selezione di tutte le esperienze fatte sulla Terra. Perci, Dio ha disposto che lo Spirito esca dal suo abito ormai inservibile e debba ritornare a funzionare nel suo corpo spirituale. Quando ci avviene, luomo, nella sua visione limitata, si affligge di questo cambiamento: gli sembra una separazione finale dal suo caro quando questo mantello inutile si disintegra e viene permesso allamato di funzionare in un abito, o corpo, pi sottile ed eterico, non limitato dalla distanza, n dalla materia che ne ostacola il progresso. questo il corpo spirituale di cui ci parla Paolo nella IIa Lettera ai Corinzi, una costruzione non fatta da mani, eterna nei cieli. In questo veicolo i nostri cari possono farci visita, e mentre noi siamo ciechi non avendo occhi spirituali per poterli vedere, essi non sono tuttavia lontani da noi. Si occupano ancora del nostro benessere, e quando abbiamo bisogno di loro essi non ci lasciano; ci aiutano e incoraggiano pi spesso di quanto ci rendiamo conto, nonostante con la nostra stessa afflizione noi possiamo impedire loro il progresso nella nuova vita alla quale sono stati chiamati.

Quando un uomo entra in un sonno salutare e il suo corpo abbandonato sul letto, egli sveglio e attivo nel regno dello spirito. Non pi impedito da un corpo fisico. Tuttavia, egli collegato a questo veicolo dal cordone argenteo che lo guida nel ritorno al proprio corpo al risveglio. Durante il sonno incosciente egli si trova nella terra dei morti che vivono e se vuole pu comunicare con i suoi cari che gli sono sempre vicini. Lo studente dellAssociazione Rosacrociana ha lassicurazione di questa vicinanza con coloro che hanno superato ci che comunemente viene definito morte, e non si affligge come coloro che non hanno questa speranza. Egli sa che i suoi cari non se ne sono andati, ma, come dice il poeta John McCreery nella sua opera non esiste la Morte: No! Non sono morti. Non hanno fatto altro che passare dietro il velo che li nasconde, verso una vita nuova pi ricca di possibilit, entro sfere pi serene. Vita immortale La conoscenza attuale acquisita dagli studenti di questi avanzati insegnamenti ha rimosso il pungiglione della morte, ed essi sanno che coloro che hanno lasciato le loro spoglie mortali non sono morti, ma stanno gioendo la libert di una vita nei mondi spirituali. Sono convinti che Dio non ha costruito la casa dellanima umana, e ispirato lo Spirito umano con la fede e lamore, per lasciarlo nella morte, e distruggere la Sua stessa opera. Luomo il capolavoro di Dio, e come tale la scintilla divina fatta a Sua immagine non pu morire, perch ne verrebbe distrutta una parte di Dio. Il Cristo venne volontariamente sulla Terra per essere imprigionato in un corpo fisico, sapendo che ne sarebbe risultata fede e speranza allumanit. Egli dovette morire e risorgere, provando cos alluomo che la morte solo una manifestazione fisica, una liberazione dello Spirito divino. Egli venne ad unumanit cieca con il terrore della tomba, a coloro per i quali la tomba era un abisso dove lo Spirito veniva inghiottito e perduto. Egli trov la morte come il re dei terrori, e sapeva che solo Lui poteva far rinascere nelluomo la fede in una vita immortale e dargli la sicurezza di essere uno Spirito glorificato. Egli lasci le Sue consolanti parole a portare sollievo e fede a tutti coloro che avrebbero creduto il Lui: Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve lavrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sar andato e vi avr preparato un posto, ritorner e vi prender con me, perch siate anche voi dove sono Io.
(Giovanni 14:1-3)

IL SERVIZIO FUNEBRE

Rif.: I Tess. 4 , 13-14 I Cor. 15 , 35-44 dal poema Il Nautilo imprigionato di Oliver Wendell Holmes dal poema di Arnold

IL SERVIZIO FUNEBRE I^ parte = Alla Cerimonia della Cremazione Musica dolce Vicino a te, Signor Vicino a te; Vicino a te, Signor Pi vicino a te. Che appaia il cammin Che sale verso il ciel Vicino a te, Signor Pi vicino a te. Si scopre lemblema Lofficiante legge ad alta voce il seguente servizio: Care sorelle e cari fratelli, che le rose fioriscano sulla vostra croce! (I presenti rispondono:) E sulla tua pure! Osserviamo un momento di silenzio, meditando su LAMORE, LA PACE E LA TRANQUILLITA

(Concentrazione) Leggiamo alcuni passaggi dalla nostra sacra Bibbia: Non vogliamo che rimaniate nellignoranza, o fratelli, riguardo a quelli che sono morti, perch non dovete sentirvi afflitti, come gli altri che non hanno speranza. Se infatti crediamo che Ges Cristo morto ed resuscitato, dobbiamo pure credere che Dio chiamer a s quanti si sono addormentati in Ges Cristo. Ma qualcuno dir: Come risorgono i morti? Con quale corpo ritorneranno? Quello che semini non germina se prima non muore. Quello che semini non il corpo che deve nascere, poich se il seme non muore il grano non nascer; Dio poi ridar la vita ad un nuovo corpo come Egli vuole, e a ciascun seme dar il corpo che gli proprio. Non ogni carne la medesima carne: altra la carne degli uomini e altra quella degli animali, altra quella degli uccelli e altra quella dei pesci. Vi sono corpi celesti e corpi terrestri; lo splendore dei corpi celesti ben diverso da quello dei corpi terrestri. Una cosa lo splendore del Sole, unaltra quello della Luna e altra ancora quello delle stelle. Anzi, ogni astro risplende in modo diverso da un altro. Cos sar anche la resurrezione dei morti. Si semina il corpo corruttibile, risorge un corpo incorruttibile; si semina spregevole, risorge un corpo glorioso; si semina debole, risorge nella potenza; si semina un corpo animale, risorge un corpo spirituale.

Il conforto che la religione ci offre nei momenti di dolore la misura del valore della religione stessa. Per raggiungere il suo fine essa deve consolarci soprattutto nel momento della separazione dai nostri cari. Quando la morte falcia la vita, quando piace a Dio mettere fine allesistenza terrena dei nostri parenti e amici, quando le nostre risorse umane si sono esaurite, ci volgiamo alla religione per ricevere il coraggio e la forza di sopportare il peso della nostra perdita e del nostro dolore. Che cosa dicono su questo argomento gli insegnamenti rosacrociani? Per prima cosa insegnano che la morte non significa fine; ricordano poi la Legge di Conseguenza, secondo la quale il frutto delle azioni, buone o cattive, compiute nella vita deve prima o poi essere raccolto, poich, come si legge sulla Bibbia: Ci che luomo semina, quello raccoglier. Sappiamo che la morte non pu cancellare le azioni buone o cattive, come non si possono saldare i debiti trasferendoci in unaltra citt. Il debito rimane, e prima o poi, una volta o laltra dovr essere estinto. Ci rallegriamo quando nasce unanima, cio quando viene racchiusa in una veste dargilla; ci rattristiamo quando questa forma viene distrutta al momento della morte. Non ci rendiamo conto che dovremmo comportarci nel modo opposto. Lo spirito, nascendo nel mondo fisico, viene imprigionato nella sua forma di carne, divenendo soggetto alla sofferenza, al dolore, alle infermit, e per fortuna anche alle gioie che sono conseguenza del suo stato. Tuttavia lesistenza fisica necessaria perch lanima impari le lezioni alla scuola della vita. Se vogliamo piangere, dovremmo farlo per la nascita di uno spirito su questa terra; dovremmo invece gioire quando sopravviene la morte a liberarlo dal dolore e dalle limitazioni dellesistenza fisica. Se ci rendessimo conto del sollievo provato dai nostri cari liberati dalla sofferenza del corpo, dovremmo esultare anzich rattristarci. Pensiamo a quanta gioia prover una povera anima che stata incatenata ad un letto di dolore, risvegliandosi nel mondo a noi invisibile in cui si pu muovere liberamente, a suo piacimento e senza pi soffrire! Non dovremmo augurarle buon viaggio, e di raggiungere al pi presto Dio, invece di piangere? piaciuto a Dio richiamare ............................ per una missione superiore in un campo pi vasto, in un altro mondo, dove egli (ella) non ha pi bisogno del corpo fisico che ha abbandonato. (Unaltra persona - o pi persone - ricordi qui le qualit e le attivit del defunto) Come il bambino va a scuola giorno dopo giorno per aumentare le sue conoscenze, e ha molte ore di riposo fra due giorni scolastici consecutivi sviluppando cos il suo corpo dallinfanzia alla maturit, cos anche lo spirito frequenta la scuola della vita durante il succedersi delle esistenze, occupando una dopo laltra forme terrestri sempre migliori con le quali acquista esperienza.

Come dice un poeta: Costruisciti pi fiere dimore, anima mia, Mentre le stagioni scorrono! Lascia al passato la sua bassa volta, Fai un tempio pi bello di quello che egli rimpiazza, Proteggiti sotto un duomo pi altero Fino al giorno in cui, finalmente liberata Dalla tua conchiglia ormai inutile, Lascerai il mare agitato della Vita!

Sappiamo che ................................. ritorner un giorno con un corpo migliore e pi nobile di quello che ha abbandonato. Sappiamo che secondo limmutabile Legge di Conseguenza deve rito rnare per fare s che, attraverso vite ed amicizie successive, la sua natura affettiva si estenda e si immerga in un oceano damore. Per noi la morte ha perduto il suo pungiglione mortale, non perch siamo diventati insensibili o perch amiamo di meno i nostri cari, ma perch siamo convinti di avere la prova inconfutabile che la morte non esiste. Non abbiamo nessun motivo di piangere perch il cordone argenteo si rotto e il corpo ritorna alla polvere da cui proviene; infatti sappiamo che lo spirito del nostro caro pi vicino di prima, ed presente fra noi anche se non possiamo vederlo. Affidiamo al fuoco la spoglia che lo spirito ha abitato, in modo che i suoi elementi siano mutati in altre forme per alchimia naturale. Mai lo spirito nato! Mai cesser di esistere! Mai esistito il tempo, La fine e linizio sono dei sogni! Lo spirito sar sempre senza nascita o morte, La morte giammai lo ha sfiorato Bench sembri la sua spoglia priva di vita. No! Mentre un abito vecchio deposto E se ne indossa uno nuovo, dicendo: Oggi questo indosser. Cos alleggerito lo spirito lascia Il suo abito di carne E si accinge ad occupare Una dimora tutta nuova. Preghiamo chiedendo laiuto di Dio affinch .................................... possa procedere rapidamente e cominciare il nuovo compito nellal di l. * Tutti si alzano in piedi e cantano lultima strofa dellINNO DI CHIUSURA * Si copre lemblema * Ammonizione finale: Il nostro amico (la nostra amica) non partito(a), non ci ha lasciato, tra noi anche se invisibile a coloro che ha amato. Ora libero(a) e rivestito(a) di un corpo celeste maggiormente adatto allelevata esistenza nella quale ora si trova. I nostri migliori auguri lo(la) accompagnino nella sua nuova patria.

II^ parte = Alla deposizione dellurna Non vi morte Non vi morte. Le stelle si abbassano sullorizzonte solo per alzarsi su altre rive e nei cieli aureolati scintillano con lo splendore delle pietre preziose. Non esiste la morte. Le foglie della foresta cadono per animare laria invisibile. Le rocce si disgregano per nutrire i licheni avidi. Non esiste la morte. La polvere che calpestiamo si trasformer sotto gli acquazzoni di aprile. Vedremo gonfiarsi le spighe doro e la frutta matura e i fiori tingersi dei colori dellarcobaleno. Non esiste la morte. I rami possono ben spogliarsi, i fiori appassire e scomparire. Attendono solo che passi linverno gelido per sentire di nuovo il soffio profumato di maggio. Non esiste la morte. E sebbene piangiamo i sembianti dolci e familiari degli esseri teneramente amati, che abbiamo tenuto tra le nostre braccia Sebbene con cuore infranto, sotto spoglie di lutto, abbiamo condotto silenziosamente le loro fredde ceneri nel luogo di riposo ripetendoci: Sono morti! No! Non sono morti. Non hanno fatto che passare dietro il velo che li nasconde, verso una vita nuova pi ricca di possibilit entro sfere pi serene. Hanno abbandonato il loro abito di argilla per rivestire un ornamento radioso; Non sono partiti per lontananze sperdute, non sono perduti, non sono scomparsi. Sebbene invisibili ai nostri occhi mortali sono sempre qui e continuano ad amare quelli che hanno lasciato dietro di loro; non ci dimenticheranno mai. Talvolta sulle nostre fronti sentiamo il loro dolcissimo fruscio, come una carezza; il nostro spirito li avverte e il nostro cuore ne confortato e ritrova la calma. Sempre presenti, sebbene invisibili, gli spiriti immortali dei nostri cari rimangono perch luniverso di Dio tutto espressione di Vita. Non esiste la morte.