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I PUNTI SALIENTI DEL DISCORSO PRONUNCIATO DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ARABA SIRIANA, S.E. DR.

BASHAR AL ASSAD, IN DATA 06/01/2013


http://www.eurasia- rivista.org/i- punti- salienti- del- discorso- pronunciato- dal- presidente- della- repubblica- araba- siriana- s- e- drbashar- al- assad- in- data- 06012013/18346/ January 14, 2013

Domenica 6 gennaio 2013, il presidente Bashar alAssad ha pronunciato un discorso alla sede dellOpera di Damasco, in cui ha analizzato le conseguenze geopolitiche dei recenti avvenimenti in Siria e nella Regione. Si riportano di seguito i punti salienti del Suo discorso. - Il conflitto in corso tra la patria e i suoi nemici, tra il popolo ed assassini criminali, tra cittadini affamati, assetati ed infreddoliti e chi li vuole privare del pane, dellacqua e del tepore, ed ancora, il conflitto tra la sicurezza, che costituiva una fonte di ricchezza, e il terrore e il panico diffusi negli animi. - La chiamano rivoluzione ma essa non ha assolutamente nulla a che fare con le rivoluzioni. Una rivoluzione necessita di pensatori, una rivoluzione si costruisce sul pensiero. La rivoluzione solitamente una sollevazione che nasce internamente, dal popolo, e non da parti che dallestero fomentano il popolo a sollevarsi. Una rivoluzione finalizzata a perseguire gli interessi del popolo e non contro i suoi interessi. - I takfiristi operavano nelle retrovie, mediante attentati dinamit ardi e uccisioni di massa, lasciando le bande armate in prima linea e supportandole dalle retroguardie. - Ci che certo che la maggior parte di coloro che st iamo combattendo sono terroristi sostenitori dellideologia di Al Qaeda. Sono convinto che molti fra loro sono perfettamente al corrente di come questo tipo di terrorismo, 30 anni fa in Afghanistan, stato finanziato dallOccidente e grazie a fondi arabi. - Circa un mese fa, unorganizzazione che si occupa di terrorismo ha emesso un comunicato relativo alla riduzione degli atti terroristici in generale, e in particolare nella regione dellAsia Centrale ed Orientale. Ci vero, perch la maggior parte dei terroristi venuta in Siria da molti di questi Paesi, alcuni poi provengono da Paesi occidentali. - La crisi ha altre dimensioni, non soltanto interne. Le conseguenze interne della crisi sono sotto gli occhi di tutti. A livello regionale, vi chi aspira a frammentare la Siria, mentre altri vogliono indebolirla. Alcuni sostengono i criminali con soldi e armi, altri appoggiandoli ed addestrandoli. Sono Paesi nemici che si sono costruiti mediante loccupazione e laggressione. Non dobbiamo meravigliarci di ci che hanno fatto in passato e di ci che ora stanno facendo. Poi ci sono Paesi vicini che hanno perseguitato la Siria ed il Suo popolo per il solo scopo di indebolirlo e di dominarlo ed infine ci sono Paesi che hanno cercat o il loro posto in una Storia che non possedevano lhanno voluta scrivere con il sangue degli innocenti del popolo arabo, in particolare di quello Siriano, ma la Siria ed il Suo popolo sono pi forti e pi valorosi, e promettono solennemente che non dimenticheranno. - Per quanto riguarda i risvolti internazionali di questa crisi, molti Paesi, in primis la Russia, la Cina e i Paesi del Brics e molti altri, respingono lingerenza negli affari interni e la destabilizzazione nella Regione, in base ai loro principi, ai loro interessi e al loro attaccamento

alla libert dei popoli nello scrivere il loro proprio destino. Sono Paesi che rispettano la sovranit della Siria, la Sua indipendenza e la Sua libert decisionale. Verso questi Paesi non proviamo altro che sentimenti di gratitudine, di stima e di rispetto reciproco, in particolare mi sento di ringraziare la Russia, la Cina e lIran, e tutti coloro che si schierano con il popolo siriano, il solo ed unico artefice del proprio destino. - Certo, non soltanto questione di opposizione e di lealisti, e di esercito contro bande e assassini. Siamo in uno stato di guerra, nel vero senso della parola. Stiamo respingendo una feroce aggressione esterna, che ha nuove sembianze, questo tipo di guerra pi letale e pericoloso di una guerra tradizionale, perch non utilizza i propri strumenti per colpirci, ma costringe noi ad eseguire i suoi loschi piani. - Se vieni attaccato e ti difendi, allora si parla di autodifesa e non di scelta della soluzione di sicurezza perch non siamo stati noi a scegliere la guerra, bens la guerra stata imposta alla Siria, e quando la nazione difende il popolo e noi ci autodifendiamo, nessun essere umano dotato di ragione potrebbe mai chiamarla la scelt a della soluzione di sicurezza. Perch la difesa della patria un dovere ed lunica scelta possibile. La nostra accettazione di una soluzione politica non significa altro che la nostra autodifesa, ma comporta anche la presenza di un partner politico capace di dialogo e intenzionat o a farlo. - Non abbiamo mai respinto la soluzione politica, anzi labbiamo adottata fin dal primo giorno mediante la sua colonna portante che il dialogo. Ma con chi dialogare? Con chi ha pensieri estremisti e non concepisce che la lingua del sangue, dellomicidio e del terrorismo? - Per ripristinare un clima di sicurezza e di stabilit, la soluzione politica in Siria deve essere la seguente. Prima Fase. Innanzitutto, tutti gli attori interessati, regionali e internazionali, si impegnano ad interrompere il finanziamento, larmamento e lasilo agli uomini armati, parallelamente alla cessazione delle operazioni terroristiche da parte di tali uomini armati, in modo da facilitare il ritorno in piena sicurezza dei siriani sfollati nelle loro localit originarie. Dopo di che, immediatamente, larresto delle operazioni militari da parte delle nostre Forze Armate, le quali si preservano il diritto di risposta in caso di minaccia alla sicurezza della Patria, dei cittadini o delle propriet pubbliche o private. In secondo luogo, necessario trovare un meccanismo per verificare limpegno di tutte le parti alla precedente voce ed in particolare al cont enimento dei confini. In terzo luogo, il governo in carica avvia direttamente contatti intensi con t utte le componenti della societ siriana, con i suoi partiti e i suoi organismi, per gestire dialoghi aperti finalizzati allo svolgimento di una Conferenza di Dialogo Nazionale a cui partecipino tutte le parti che desiderano pervenire ad una soluzione, dallinterno e dallesterno della Siria. Seconda Fase. In primo luogo, il Governo reggente invita ad una Conferenza di Dialogo Nazionale e Globale, per la stesura di una Carta Nazionale che rimanga f edele alla sovranit siriana, alla sua unit e alla sua integrit territoriale. Essa deve inoltre respingere ogni ingerenza nei suoi affari interni e rinunciare a tutti i tipi di terrorismo e di violenza, il che significa che linvito del Governo ai partiti e alle componenti della societ mirato a definire i criteri di questa Conferenza che si terr nella seconda fase. Poi viene formato un governo allargat o, espressione di tutte le componenti della societ siriana, che viene incaricato di attuare gli articoli della Carta Nazionale. La Costituzione soggetta ad un referendum popolare. Dopo la ratif ica, il governo allargato adotta le leggi che sono state concordate nella Conferenza di Dialogo, ai sensi della nuova Costituzione, tra cui la

legge elettorale, per poi svolgere nuove elezioni parlamentari. Terza Fase. In primo luogo, si forma un nuovo governo, conformement e alla Costituzione vigente. In secondo luogo, viene costituita una Conferenza Generale per la Riconciliazione Nazionale e viene emessa unamnistia generale per gli arrestat i a causa degli eventi, preservando i diritti civili dei legittimi proprietari. In terzo luogo, si lavora sulla riabilitazione delle infrastrutture, sulla ricostruzione, e sullindennizzo da versare ai citt adini che sono stati danneggati dalla crisi. - Alcuni temeranno questa visione e si sentiranno preoccupati, considerandola un ritorno al passato dal punto di vista della sicurezza, ma io assicuro t utti che per quanto riguarda la lotta al terrorismo noi non ci fermeremo, finch rimarr anche un solo terrorista in Siria, e non interromperemo ci che avremo iniziato, il che non pregiudica assolutamente la lotta contro il terrorismo, ma al contrario, ogni volta che avanzeremo nella lotta al terrorismo, ci sar una nuova possibilit di successo di questa visione. - Questa visione, se volete chiamarla iniziativa o semplicemente proposta indirizzata a chiunque voglia dialogare e a chiunque voglia vedere una soluzione politica nel futuro prossimo in Siria e non rivolta a chi non vuole dialogare. - Qualsiasi iniziativa provenga da qualsiasi parte o persona o nazione deve fondarsi sulla visione siriana. - Il fatto che noi sosteniamo le iniziative esterne di assistenza, non significa assolutamente che accettiamo qualsiasi loro interpretazione che non concordi con la nostra visione. - Qualsiasi iniziativa che noi accettiamo, parte dal presupposto della sovranit e della decisione del popolo, ed infatti le iniziative che sono state proposte e con cui abbiamo cooperato, hanno focalizzato su questo punto come premessa fondamentale. - Qualsiasi interpretazione a qualsivoglia argoment o che esuli dalla sovranit siriana per quanto ci riguarda puramente un miraggio. Font e: Ambasciata della Repubblica Araba Siriana

ASSAD: IL PROGRAMMA POLITICO PER RISOLVERE LA CRISI


http://www.eurasia- rivista.org/assad- il- programma- politico- per- risolvere- la- crisi/18360/ January 14, 2013

FASE PRELIMINARE 1. Tutti i Paesi e gli attori interessati, regionali e internazionali, si impegnano ad interrompere il finanziamento, larmamento e lasilo ai gruppi armat i. 2. Tutti i gruppi armati si impegnano a cessare immediatamente qualsiasi tipo di violenza.

3. LEsercito e le Forze Armate si impegnano a interrompere le operazioni militari, tranne che nei casi di autodifesa, difesa dei cittadini e delle propriet pubbliche e private.

8. Garantire a tutte le forze siriane dellopposizione lentrata e la permanenza in Siria, e la loro partenza, senza alcun impedimento, affinch possano partecipare al Dialogo Nazionale.

7. Offrire le necessarie garanzie ai cittadini siriani che hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni a causa della crisi e facilitare il loro ritorno attraverso i varchi di confine.

6. Iniziare la riabilitazione delle infrastrutture e versare gli indennizzi ai siriani che hanno subito danni materiali.

5. Facilitare larrivo degli aiuti umanitari ai bisognosi.

4. E necessario trovare un meccanismo atto a verificare che tutte le parti si impegnino a cessare la violenza e al controllo dei confini.

10. Il governo deve avviare contatti intensi con lopposizione nazionale, con i partiti e con tutte le forze politiche e gli organismi della societ civile, tra cui le parti sociali, religiose ed economiche, per avviare direttamente dialoghi apert i preliminari allo svolgimento di una Conferenza di Dialogo Nazionale Globale.

9. Incaricare il Ministero della Giustizia, in coordinamento con le autorit preposte, a intraprendere le misure necessarie per velocizzare il ricorso alla magistratura e per pronunciarsi sulle cause sollevate a causa della crisi;rilasciare coloro verso i quali non stata pronunciata alcuna sentenza di condanna: regolarizzare la posizione di coloro che hanno consegnato le loro armi alle autorit competenti, ed in ragione di ci non perseguirli penalmente.

FASE TRANSITORIA Questa fase inizia al termine della fase preliminare. 1. Il Governo invita allo svolgimento di una Conferenza di Dialogo Nazionale Globale, finalizzata allelaborazione di una Carta Nazionale che si basi sui seguenti principi: La fedelt alla sovranit siriana, alla sua unit e allintegrit del Suo territorio e del Suo popolo.

Il rigetto di qualsiasi tipo di terrorismo e di violenza.

Il rifiuto di qualsiasi ingerenza esterna negli af fari siriani.

La definizione del futuro politico della Siria Democratica, e laccordo sul sistema costituzionale e giuridico, gli aspetti politici ed economici sulla base del pluralismo politico, dello stato di diritto e dellattaccamento allo Stato civile, ribadendo luguaglianza tra i cittadini indipendentemente dalletnia, dalla religione e dal genere, la libert di espressione e di opinione, il rispetto dei diritti delluomo, la lotta alla corruzione, lo sviluppo dellamministrazione, il consenso su nuove leggi dei partiti, delle elezioni, dellamministrazione locale e dellinformazione, oltre a ci che sar approvato durante la Conferenza. 3. Formare un Governo allargato, dotato di ampie competenze esecutive, conformemente alle norme costituzionali, che sia espressione delle componenti della societ siriana. Questo Governo viene incaricato di formare lAssemblea Cost ituente per redigere il progetto di una nuova costituzione, in base a quant o concordato nella Conferenza del Dialogo Nazionale sul sistema costituzionale e giuridico e sugli aspetti politici ed economici della Siria rinnovata. 2. Sottoporre la Carta Nazionale a Referendum Popolare per la sua ratifica.

4. Al termine dei lavori dellAssemblea Costituente, si svolge il referendum sul progetto costituzionale, per la ratifica da parte del popolo.

5. Una volta ratificata la Costituzione, il Governo allargato adotta le leggi su cui si convenuto nella Conferenza di Dialogo, per promulgarle ai sensi della nuova Costituzione.

TERZA FASE Questa fase prevede: 2. Lo svolgimento una Conferenza per la Riconciliazione Nazionale, atta a ripristinare la coesione tra i cittadini siriani, in base ai concetti morali e nazionali che contraddistingono il cittadino siriano. 1. La formazione di un nuovo governo, conformemente alla nuova costituzione.

4. Il completamento e laccelerazione dei lavori di riabilitazione delle infrastrutture e di ricostruzione, e lindennizzo da versare ai cittadini che sono stati danneggati dalla crisi. FONTE: Ambasciata della Repubblica Araba Siriana

3. La concessione di unamnistia generale dai reat i commessi durante la crisi ed il rilascio dei detenuti a causa della crisi. Inoltre i cittadini non verranno perseguiti in conseguenza alla crisi, ed i diritti civili dei legittimi proprietari saranno preservati.

FINE DEI GIOCHI IN SIRIA

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January 14, 2013

Dallavvio del conflitto in Siria nel 2011, stato riconosciuto, da amici e nemici, che gli eventi in quel paese sono legati a un piano che prende di mira, in ultima analisi, lIran, il primo alleato della Siria. [1] Scollegare la Siria dallIran e scardinare il Blocco della Resistenza che Damasco e Teheran hanno formato, uno degli obiettivi della politica estera supportata dalle milizie antigovernative in Siria. Tale divisione tra Damasco e Teheran cambierebbe lequilibrio strategico del Medio Oriente a favore degli Stati Uniti e di Israele. Se ci non pu essere realizzato, per, si paralizzer la Siria evitando che possa fornire allIran una qualsiasi forma effettiva di sostegno politico, economico, diplomatico e militare di fronte alle minacce comuni, di cui sono obiettivo primario. Impedire una qualsiasi continua cooperazione tra le due repubbliche lobiettivo strategico. Questo include impedire il terminale energetico Iran-Iraq-Siria in fase di costruzione e la conclusione del patto militare tra i due partner.

Tut t e le opzioni sono f inalizzat e a neut ralizzare la Siria Il cambio di regime a Damasco non lunico o il principale modo, per gli Stati Uniti ed i loro alleati, di evitare che la Siria resti al fianco dellIran. Destabilizzare la Siria e neutralizzarla come Stato fallito e diviso, ne la chiave. Le lotte settarie non sono un risultato casuale dellinstabilit in Siria, ma un progetto alimentat o dagli Stati Uniti e dai loro alleati, che hanno costantemente fomentato con il chiaro intento di balcanizzare la Repubblica araba siriana. A livello regionale, soprattutto Israele, tra tutti gli altri stati, ha la partecipazione pi importante nel garantire tale risultato. Gli israeliani, in realt, hanno delineato in diversi documenti a disposizione del pubblico, tra cui il Piano Yinon, la distruzione della Siria in una serie di piccoli Stati confessionali; uno dei loro obiettivi strategici. E questo lo prevedono i pianificatori militari statunitensi. Come il vicino Iraq, la Siria non ha bisogno di essere formalmente divisa. A tutti gli effetti, il paese pu essere diviso come il vicino Libano, in vari feudi e tratti di territorio controllati da diversi gruppi, durante la guerra civile libanese. Lobiettivo degradare la Siria in un ruolo esterno.

Dalla sconfitta israeliana in Libano nel 2006, vi stat a una rinnovata attenzione verso lalleanza strategica tra lIran e la Siria. Entrambi i paesi si oppongono decisamente ai progetti statunitensi nella regione. Insieme sono stati protagonisti nellinf luenzare gli eventi in Medio Oriente, dal Mediterraneo orientale al Golfo Persico. La loro alleanza strategica ha indubbiamente svolto un ruolo importante nel plasmare il paesaggio geopolit ico in Medio Oriente. Anche se i critici di Damasco dicono che ha fatto molto poco riguardo unazione sostanziale contro gli israeliani, i siriani sono stati i partner di questa alleanza che hanno sopportato il maggior peso nel confronto con Israele, ed stato grazie alla Siria che Hezbollah e i palestinesi hanno avuto santuari, logistica e una profondit strategica iniziale contro Israele. Fin dallinizio i leader dellopposizione estera supportata dagli stranieri, hanno reso chiara la loro politica estera, che pu essere fortemente indicata come un riflesso degli interessi che servono. Le forze antigovernative e i loro leader hanno anche dichiarato che allineeranno la Siria contro lIran. Usando perci un linguaggio settario per f arla rientrare nellorbita naturale degli arabi sunniti. Questa una mossa chiaramente favorevole agli Stati Uniti e ad Israele. Rompere lasse tra Damasco e Teheran fin dagli anni 80 anche uno degli obiettivi principali di Arabia Saudita, Giordania e petro-sceiccati arabi, nellambito del piano per isolare lIran durante la guerra Iran-Iraq. [2] Inoltre, il linguaggio settario usato fa parte di un costrutto che non un riflesso della realt, ma un riflesso di congetture e desideri orientalisti che, falsamente, prevedono che i musulmani che si percepiscono sciit i o sunniti, siano di per s in opposizione gli uni agli altri come nemici. Tra i leader della prostrata opposizione siriana che perseguirebbero gli obiettivi strategici degli Stati Uniti vi Burhan Ghalioun, lex presidente del Consiglio nazionale siriano di Istanbul patrocinato dallestero, che aveva detto al Wall Street Journal, nel 2011, che Damasco avrebbe posto fine alla sua alleanza strategica con lIran e al suo sostegno a Hezbollah e ai palestinesi, non appena le forze antigovernative avessero occupato la Siria. [3] Questi esponenti dellopposizione sponsorizzata dallestero, sono anche stati usati per convalidare, in un modo o nellaltro, le varie narrazioni che pretendono che sunniti e sciiti si odino a vicenda. I media mainstream nei paesi che operano in sincronia per un cambiamento di regime a Damasco, come gli Stati Uniti e la Francia, hanno sempre presentato il regime in Siria come un regime alawita, alleato con lIran perch gli alawiti sono un ramo dello sciismo. Anche questo falso, perch la Siria e lIran non condividono una comune ideologia, ma sono alleati a causa della comune

minaccia e condividono obiettivi politici e strategici. N la Siria diretta da un regime alawita, essendo la composizione del governo riflettere la diversit etnica e religiosa della societ siriana.

Il ruolo di Israele in Siria La Siria tutto per lIran secondo Israele. Come se Tel Aviv non avesse nulla a che fare con gli eventi in Siria, i commentatori e gli analisti israeliani ora insistono pubblicamente sul fatto che Israele ha bisogno di colpire lIran, intervenendo in Siria. Il coinvolgimento di Israele in Siria, insieme agli Stati Uniti e alla NATO, si cristallizzato nel 2012. E chiaro che Israele sta cooperando con un conglomerato composto da Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Turchia, NATO, Arabia Saudita, Qatar, Giordania, minoranza dellAlleanza del 14 Marzo in Libano, e dagli usurpatori filo-NATO che hanno conquistato e distrutto la Jamahiriya Araba di Libia. Anche se dovrebbe essere letta con cautela, si segnala la corrispondenza piratata di Reva Bhalla della Strategic Forecast Incorporated al suo capo, George Friedman, su una riunione del dicembre 2011 al Pentagono tra lei (che rappresentava Stratfor) e funzionari inglesi, statunitensi e francesi sulla Siria. [4] La corrispondenza di Stratfor sosteneva che gli Stati Uniti e i loro alleati nel 2011 avevano inviato forze milit ari speciali per destabilizzare la Siria, e che in realt non cerano molti siriani tra le forze antigovernative sul terreno o, come scrive Bhalla, non c molto da prendere dellesercito libero siriano per laddestramento. [5] The Daily Star, di propriet della famiglia libanese Hariri, coinvolta nelle operazioni di cambio di regime contro la Siria, subito dopo aveva riferito che tredici agenti segreti francesi erano stati catturati dai siriani nelle operazioni ad Homs. [6] Invece di un no categorico alle informazioni relative agli ufficiali francesi catturati, la risposta pubblica del ministero degli esteri francese era di non poter confermare nulla, cosa che pu essere indicata come unammissione di colpa. [7] Giorni prima, al-Manar di Hezbollah aveva rivelato che armi ed equipaggiamenti di fabbricazione israeliane, dalle granate e binocoli notturni ai dispositivi di comunicazione, erano stati catturati insieme ad agenti del Qatar nella roccaforte degli insorti di Bab Amr a Homs, verso la fine di marzo e linizio di aprile. [8] Un anonimo funzionario degli Stati Uniti avrebbe poi confermato, nel luglio 2012, che il Mossad affianca la CIA in Siria. [9] Appena un mese prima, a giugno, il governo israeliano aveva iniziato a chiedere pubblicamente un intervento militare in Siria, presumibilmente degli Stati Uniti e del conglomerat o dei governi che lavorano con Israele per destabilizzare la Siria. [10] I media israeliani ha anche cominciato a segnalare, casualmente, che dei cittadini israeliani, anche se uno era stato identif icato come arabo-israeliano (vale a dire un palestinese con cittadinanza israeliana) erano entrati in Siria per combattere contro lesercito siriano. [11] In genere qualsiasi israeliano, in particolare quelli arabi, che entrano in Libano e/o Siria, vengono processati e condannati dai tribunali delle autorit israeliane, e le notizie israeliane si concentrano su questo aspetto delle storie. Tuttavia, non stato cos in tale caso. Va inoltre ricordato che gli oppositori palestinesi ad Israele che vivono in Siria, sono presi di mira proprio come i palestinesi che vivevano in Iraq venivano presi di mira dopo che gli Stati Uniti e il Regno Unito linvasero nel 2003.

La Siria e lobiet t ivo di isolare lIran Il giornalista Rafael D. Frankel ha scritto un articolo per il Washington Quarterly, rivelando ci che i politici statunitensi e i loro partner pensano della Siria. Nel suo articolo Frankel ha sostenuto che a causa della cosiddetta primavera araba, un attacco contro lIran di Stati Uniti e

Israele non innescherebbe pi una risposta coordinata regionale dellIran e dei suoi alleati. [12] Frankel ha sostenuto che a causa degli eventi in Siria, vi era loccasione per Stati Uniti e Israele di attaccare lIran senza innescare una guerra regionale che coinvolgesse Siria, Hezbollah e Hamas. [13] La linea di pensiero di Frankel non andata persa nei circoli della NATO o dIsraele. In realt la sua linea di pensiero scaturisce dai punti di vista e dai piani di questi circoli stessi. Come rafforzamento psicologico delle loro idee, il test o effettivamente arrivato nella sede della NATO di Bruxelles, nel 2012, come materiale di documentazione. Mentre Israele ha pubblicato il rapporto della sua intelligence su questo argomento. Secondo il quotidiano israeliano Maariv, il rapporto dellintelligence al ministero degli esteri israeliano concludeva che la Siria e Hezbollah non saranno pi in grado di aprire un secondo fronte contro Israele se dovesse entrare in guerra con lIran. [14] Nella pubblicazione del rapporto israeliano, un alto funzionario israeliano avrebbe detto: la capacit dellIran di danneggiare Israele in risposta a un nostro attacco, diminuita drasticamente. [15] Molti giornali, documenti e scrittori su posizioni ostili verso la Siria e lIran, come The Daily Telegraph, hanno immediatamente replicato i risultati del rapporto di Israele sullIran e i suoi alleati regionali. Due delle prime persone a riprodurre le conclusioni della relazione israeliana, Robert Tait (reporter dalla Striscia di Gaza) e Damien McElroy (espulso dalla Libia nel 2011 dalle autorit del paese durante la guerra con la NATO), riassumono in modo significativo i risultati della relazione, precisando effettivamente come gli alleati chiave dellIran nel Levante siano stati neutralizzati. [16] Il rapporto israeliano ha trionf almente dichiarato che la Siria ripiegata ed troppo occupata per sostenere il suo alleato strategico iraniano contro Tel Aviv, in una guerra futura. [17] Le conseguenze della crisi siriana hanno anche posto gli alleati libanesi dellIran, Hezbollah in particolare, in una posizione instabile, dove le loro linee di rifornimento sono a rischio, e sono politicamente danneggiati per il loro sostegno a Damasco. Se qualcuno in Libano dovesse fiancheggiare lIran in una futura guerra, gli israeliani hanno detto che linvaderanno attraverso massicce operazioni militari terrestri. [18] Il ruolo del nuovo governo egiziano nel favorire gli obiettivi degli Stati Uniti sotto la presidenza di Morsi, diventa anchesso chiaro, secondo quanto afferma il rapporto israeliano circa il suo ruolo di sostegno: La relazione del ministero degli esteri ha anche previsto che lEgitto avrebbe impedito ad Hamas, il movimento islamista palestinese, di aiutare lIran con il lancio di razzi dalla Striscia di Gaza. [19] Ci porta credito allidea che Morsi abbia avuto il permesso dagli Stati Uniti e da Israele per mediare una pace tra la Striscia di Gaza e Tel Aviv, che impedirebbe ai palestinesi di appoggiare lIran durante una guerra. In altre parole, la tregua egiziana stata posta per legare le mani di Hamas. I recenti annunci del governo Morsi di impegnarsi politicamente con Hezbollah, pu anche essere indicato come un prolungamento della stessa strategia applicata a Gaza, ma in questo caso per distaccare lIran dai suoi alleati libanesi. [20] Inoltre si chiede a gran voce una procedura per scollegare Hezbollah, lIran e, per estensione, i loro alleati cristiani in Libano. Il German Marshall Fund ha presentato un testo che sostanzialmente dice che ai cristiani libanesi alleati di Hezbollah, Siria e Iran, deve essere presentata una narrazione politica alternativa, che sostituisca quella in cui si crede che lIran sia una grande potenza del Medio Oriente. [21] Anche ci teso ad erodere ulteriormente il sistema di alleanze iraniano.

Missione compiut a? Il conflitto in Siria non solo un affare israeliano. La lenta erosione della Siria interessa altre parti che vogliono distruggere il paese e la sua societ. Gli Stati Uniti sono al primo posto tra le parti interessate, seguiti dai dittatori arabi dei pet ro-sceiccati. La NATO inoltre vi sempre stata segretamente coinvolta. Il coinvolgimento della NATO in Siria rientra nella strategia degli Stati Uniti, che utilizza lalleanza militare per dominare il Medio Oriente. Per questo motivo si deciso

di istituire una componente dello scudo missilistico in Turchia. Questo anche il motivo per cui i missili Patriot sono stati dispiegati sul confine turco con la Siria. LIstanbul Cooperation Initiative (ICI) e il Dialogo Mediterraneo della NATO sono anchessi componenti di questi piani. Inoltre, la Turchia ha tolto il suo veto contro lulteriore integrazione di Israele nella NATO. [22] La NATO si riorienta verso la guerra asimmetrica e una maggiore enfasi viene ora posta nelle operazioni di intelligence. Gli strateghi della NATO hanno sempre studiato i curdi, lIraq, Hezbollah, la Siria, lIran e i palestinesi. Nello scenario di una guerra totale, la NATO si preparata per evidenti ruoli militari in Siria e Iran. Anche lIraq stato destabilizzato ulteriormente. Mentre gli alleati dellIran a Damasco sono stati colpiti, i suoi alleati a Baghdad non lo sono. Dopo la Siria, lo stesso conglomerato di paesi che opera contro Damasco rivolger le sue attenzioni allIraq. Ha gi iniziato ad operare in Iraq per galvanizzare ulteriormente le sue linee di frat tura settarie e politiche. Turchia, Qatar e Arabia Saudita stanno giocando un ruolo di primo piano, con questo obiettivo. Ci che sta diventando evidente che le differenze tra musulmani sciiti e sunniti, che Washington ha coltivato dallinvasione anglo-americana dellIraq nel 2003, sono inasprite dal settarismo curdo. Sembra che molti della dirigenza politica israeliana ora credano di esser riusciti a spezzare il Blocco della Resistenza. Che sia giusto o sbagliato una questione dibattuta. La Siria ferma, la Jihad islamica palestinese (che era di gran lunga il gruppo palestinese pi attivo nel combattere Israele a Gaza, nel 2012) e altri palestinesi si schiereranno con lIran, anche se Hamas avr le mani legate dallEgitto, ma vi sono sempre degli alleati di Teheran in Iraq, e la Siria non la sola linea di rifornimento dellIran per armare il suo alleato Hezbollah. Ma anche molto chiaro che lassedio contro la Siria un fronte della guerra occulta multidimensionale contro lIran. Solo questo dovrebbe far riconsiderare le dichiarazioni dei funzionari degli Stati Uniti e dei loro alleati, di preoccuparsi del popolo siriano soltant o per motivi umanitari e democratici.

NOTE: [1] Mahdi Darius Nazemroaya, Obamas Secret Letter to Tehran: Is the War against Iran On Hold? The Road to Tehran Goes through Damascus, Global Research, 20 gennaio 2012. [2] Jubin M. Goodarzi, Syria and Iran: Diplomatic Alliance and Power Politics in the Middle East (London, UK: I.B. Tauris, 2009), pp.217-228. [3] Nour Malas and Jay Solomon, Syria Would Cut Iran Military Tie, Opposition Head Says, Wall Street Journal, 2 dicembre 2011. [4] WikiLeaks, Re: INSIGHT military intervention in Syria, post withdrawal status of forces, 19 ottobre 2012: http://wikileaks.org/gifiles/docs/209688_re-insight -military-intervention-in-syriapost-withdrawal.html>. [5] Ibid. [6] Lauren Williams, 13 French officers being held in Syria, The Daily Star, 5 marzo 2012. [7] Ibid. [8] Israa Al-Fass, Mossad, Blackwater, CIA Led Operations in Homs, trans. Sara Taha Moughnieh, Al-Manar, 3 marzo 2012. [9] David Ignatius, Looking for a Syrian endgame, The Washington Post, 18 luglio 2012. [10] Dan Williams, Israel accuses Syria of genocide, urges intervention, Andrew Heavens ed., Reuters, 10 giugno 2012.

[11] Hassan Shaalan, Israeli fighting Assad cant go home, Yedioth Ahronoth, 3 gennaio 2013. [12] Rafael D. Frankel, Keeping Hamas and Hezbollah Out of a War with Iran, Washington Quarterly, vol. 35, no. 4 (Fall 2012): pp.53-65. [13] Ibid. [14] Weakened Syria unlikely to join Iran in war against Israel: report, The Daily Star, 4 gennaio 2013. [15] Ibid. [16] Damien McElroy and Robert Tait, Syria would not join Iran in war against Israel, The Daily Telegraph, 3 gennaio 2013. [17] Weakened Syria, The Daily Star, op. cit. [18] Syria and Hezbollah wont join the fight if Israel strikes Iran, top-level report predicts, Times of Israel, 3 gennaio 2013. [19] McElroy and Tait, Syria would not, op. cit. [20] Lauren Williams, New Egypt warms up to Hezbollah: ambassador, The Daily Star, 29 dicembre 2011. [21] Hassan Mneimneh, Lebanon The Christians of Hezbollah: A Foray into a Disconnected Political Narrative, The German Marshall Fund of the United States, 16 novembre 2012. [22] Hilary Leila Krieger, Israel to join NATO activit ies amidst Turkey tension, Jerusalem Post, 23 dicembre 2012; Jonathon Burch and Gulsen Solaker, Turkey lifts objection to NATO cooperation with Israel, Mark Heinrich ed., Reuters, 24 dicembre 2012; Turkey: Israels participation in NATO not related to Patriots, Todays Zaman, 28 dicembre 2012. Copyright 2013 Global Research http://www.globalresearch.ca/the-syria-endgame-strategic-st age-in-the-pentagons-covert-waron-iran/5317907?print=1

Traduzione di Alessandro Lattanzio http://sitoaurora.altervista.org/home.htm http://aurorasito.wordpress.com