Sei sulla pagina 1di 4

CONTROLLO DI GESTIONE

pianificazione, programmazione e controllo

SUGGERIMENTI OPERATIVI

SCHEMI DI RICLASSIFICAZIONE DEL CONTO ECONOMICO


Problema : capire velocemente come si sviluppa la redditivit dellazienda. Soluzione : la procedura di riclassificazione del conto economico pu essere utile per valutare, per valutare compiutamente lo stato di salute dellazienda, specie per quanto attiene allevolversi della gestione ed al conseguente formarsi dei risultati economici nel corso del tempo. Gi nel n. 4/2006 questa rivista si occupata dellargomento, trattando in particolare gli schemi di riclassificazione : a valore della produzione e a valore aggiunto, a costo del venduto e a costi fissi e variabili, questultimo noto anche sotto la definizione a margine di contribuzione. Di seguito si forniscono alcune note di commento a tali tre procedure di riclassificazione.

SOMMARIO SCHEMA DI SINTESI RICLASSIFICAZIONE A


AGGIUNTO VALORE

DELLA PRODUZIONE E A VALORE

RICLASSIFICAZIONE
VENDUTO E RICAVI

A COSTO DEL

RICLASSIFICAZIONE A COSTI FISSI E VARIABILI (O A MARGINE DI CONTRIBUZIONE)

SCHEMA DI SINTESI

RICLASSIFICAZIONE STATO PATRIMONIALE

Per riclassificare lo stato patrimoniale generalmente si ricorre, congiuntamente o alternativamente: al criterio della liquidit/esigibilit;

I valori sono aggregati in base alla loro attitudine a divenire liquide, se si tratta di poste dellattivo, o esigibili, se sono poste del passivo - rispettivamente, entrate e uscite monetarie, nei 12 mesi successivi alla chiusura dellesercizio. Prevede che i valori siano aggregati a seconda che afferiscano alla gestione caratteristica o tipica oppure alla gestione complementare o accessoria. Nella trattazione che segue focalizzeremo lattenzione solo sulla riclassificazione del conto economico.

al criterio della pertinenza gestionale.

RICLASSIFICAZIONE CONTO ECONOMICO

In relazione alla specifica attivit svolta e alle finalit conoscitive, limpresa ha ampia facolt di scelta tra i diversi schemi di riclassificazione proposti dalla dottrina.


Obiettivi

Con la riclassificazione possibile analizzare i valori secondo le logiche dettate dal fabbisogno informativo espresso, ossia secondo specifiche esigenze informative. Ai fini decisionali, opportuno porre a confronto i dati di pi esercizi (almeno 3), e non limitarsi ad osservare i valori relativi ad un unico esercizio. In tal modo sincrementa il peso segnaletico delle informazioni raccolte.

SCOMPOSIZIONE DELLE AREE GESTIONALI

I componenti positivi e negativi di reddito sono riclassificati in modo da poter indagare landamento delle diverse gestioni in cui idealmente suddivisibile lunitaria gestione aziendale. Rilevano le seguenti aree gestionali: .. area caratteristica , riferibile ai costi e ricavi inerenti lattivit principale dellimpresa; .. area finanziaria , che riguarda i costi e ricavi inerenti il finanziamento dellattivit dimpresa; .. area extra-caratteristica , che riguarda costi e ricavi non riferibili allattivit principale; .. area straordinaria , riferibile a costi e ricavi non ricorrenti; .. area tributaria , riferibile a tutti i rapporti intercorrenti con lAmministrazione Finanziaria.
RATIOSoluzioni

Il collegamento tra le varie aree gestionali pu essere meglio compreso in forma grafica.

N . 2 / 2 0 1 0

7 5 3 9

13

Centro Studi Castelli S.r.l.


Riproduzione vietata

CONTROLLO DI GESTIONE

pianificazione, programmazione e controllo


RICLASSIFICAZIONE A VALORE DELLA PRODUZIONE E A VALORE AGGIUNTO

CARATTERISTICHE

Con questa struttura di riclassificazione possibile determinare sia il valore della produzione effettuata, sia il valore aggiunto. I costi aziendali sono differenziati in base alla loro destinazione verso soggetti esterni o verso soggetti interni ; in tal senso si pu parlare, rispettivamente, di costi aziendali in senso stretto (derivanti dai rapporti esterni) e di ricchezza distribuita (ai soggetti partecipanti allattivit economica dellimpresa). Tale schema utilizzato nella formulazione del bilancio sociale; infatti, nellambito della comunicazione sociale dimpresa, permette ai terzi di conoscere qual lammontare del valore aggiunto e come stato distribuito tra i diversi stakeholders (portatori di interessi).
Il bilancio sociale, nel nostro Paese, stato adottato per la prima volta da aziende operanti nei pubblici servizi; con il tempo si sono aggiunte anche le Aziende pubbliche (es.: ASL e Aziende Ospedaliere) che lo formulano per comunicare ai cittadini, agli utenti ed in generale al territorio i risultati della gestione e le modalit di distribuzione della ricchezza prodotta. Laccresciuta sensibilit verso il tema della responsabilit sociale dimpresa ha indotto anche il settore privato, specie le aziende di grandi dimensioni, ad adottare tale strumento per comunicare allesterno i comportamenti virtuosi assunti. Nellambito della piccola e media impresa il bilancio sociale talvolta utilizzato anche come strumento di marketing.

UTILIT

Il conto economico riclassificato a valore aggiunto ha unalta valenza ai fini comunicazionali esterni.
Pertanto, una strategia aziendale basata su unadeguata e forte comunicazione sociale non pu farne a meno.

Non lo stesso, invece, ai fini decisionali e in relazione al governo delle risorse aziendali, poich questa riclassificazione non fornisce molte informazioni a riguardo. Tavola n. 1 Schema di riclassificazione a valore aggiunto

Ricavi delle vendite e delle prestazioni Variazioni rimanenze semilavorati, lavori in corso Variazione prodotti finiti + Costi capitalizzati per lavori interni Valore della Produzione - Costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci Variazioni rimanenze materie prime, sussidiarie, di consumo e merci - Costi esterni: commerciali e di vendita (provvigioni, promozioni, pubblicit, ecc.) generali/amministrativi (cancelleria, postali, consulenze, utenze, ecc.) inerenti alla produzione (manutenzioni, trasporti, carburante, ecc.) per godimento beni di terzi Valore Aggiunto Caratteristico al Lordo degli Ammortamenti (2) - Ammortamenti delle immobilizzazioni Valore Aggiunto Caratteristico al Netto degli Ammortamenti (3) Ricavi/Costi gestione extracaratteristica Valore Aggiunto Totale al Netto degli Ammortamenti (4) (distribuito tra): Salari e stipendi Dipendenti per Contributi TFR Finanziatori per Oneri finanziari Stato per Imposte Impresa per Utili passati a riserve Soci per Dividendi

Costi relativi a tutti i rapporti esterni

Ricchezza distribuita

14

RATIOSoluzioni

N . 2 / 2 0 1 0

7 5 3 9 Centro Studi Castelli S.r.l.


Riproduzione vietata

CONTROLLO DI GESTIONE

pianificazione, programmazione e controllo


RICLASSIFICAZIONE A COSTO DEL VENDUTO E RICAVI

CARATTERISTICHE

La struttura del conto economico riclassificato a costo del venduto e ricavi si presenta pi articolata rispetto alla precedente, ed meglio rispondente alle esigenze del controllo interno. In termini operativi estremamente efficace perch consente di comprendere landamento della gestione economica dimpresa. Lo schema prevede che i valori siano riallocati nellarea operativa ed il criterio seguito quello della destinazione degli stessi (criterio funzionale); i costi sono direttamente imputati, rispettivamente, al processo produttivo, al processo di commercializzazione dei prodotti ed alle spese generali ed amministrative. Lanalisi permette di valutare lincidenza sul fatturato dei Tale incidenza interprecosti di produzione e di commercializzazione, che, in relatabile come indicatore del lizione alle caratteristiche produttive e distributive dei provello di efficienza produttidotti, potrebbe risultare molto diversa anche per imprese va e/o commerciale. operanti nello stesso settore. Altro aspetto da considerare larticolazione pi o meno ampia dello schema, in particolare quando si ha la necessit di monitorare talune classi di costi operativi di rilevante importanza per lapprezzamento dellandamento aziendale: per questi costi potrebbe essere utile lo scorporo e levidenziazione separata. Infine, prima di proporre nella tavola n. 2 lo schema di riclassificazione, si richiama lattenzione sul fatto che la struttura in argomento contrappone attivit caratteristica e non caratteristica, prospettiva che rende pi compiuta lanalisi dellandamento aziendale.

UTILIT

Tavola n. 2

Schema di riclassificazione a costo del venduto e ricavi

Ricavi di vendita Altri ricavi - Rettifiche, resi, sconti, abbuoni, ecc. = Ricavi Netti (1) Variazione materie prime + Acquisti materie prime = Consumo materie prime (2) + Costo del lavoro industriale + Quote ammortamenti industriali + Altri costi industriali Variazione semilavorati = Costi di produzione (3) - Capitalizzazione costi di produzione = Costo della produzione finita (4) ( 2 + 3) Variazione prodotti finiti = Costo industriale della produzione venduta (5) Margine industriale lordo (6) (1 5) Costo del personale commerciale (+) Quote ammortamenti commerciali (+) Altri costi commerciali e distribuzione (+) = Costi commerciali e distribuzione (7) Costo del personale amministrativo (+) Quote ammortamenti generali e amministrativi (+) Altri costi generali e amministrativi (+) = Costi generali e amministrativi (8) Costo del venduto (9) (5 + 7 + 8) Reddito operativo (10) (1 9) Oneri e proventi finanziari Oneri e proventi patrimoniali Reddito ante gestione straordinaria (11) Oneri e proventi straordinari Reddito ante imposte (12) - Imposte dellesercizio Reddito netto (13)
RATIOSoluzioni Centro Studi Castelli S.r.l.
Riproduzione vietata

Attenzione allallocazione delle variazioni delle rimanenze: lerrato inserimento falsa le informazioni circa la composizione dei costi produttivi. Pertanto vanno distinte in: materie prime, semilavorati e prodotti finiti, e ciascuna inserita nellarea operativa di propria pertinenza.

N . 2 / 2 0 1 0

7 5 3 9

15

CONTROLLO DI GESTIONE

pianificazione, programmazione e controllo


RICLASSIFICAZIONE A COSTI FISSI E VARIABILI (O A MARGINE DI CONTRIBUZIONE)

CARATTERISTICHE

Questo schema riclassifica i costi in relazione alla loro variabilit al variare dei volumi di produzione, ed particolarmente indicato per lelaborazione dei conti economici previsionali. Il margine di contribuzione deriva dalla differenza tra ricavi e costi variabili, valore che nellambito dei processi decisionali ha unalta valenza informativa, perch la sua conoscenza permette di attuare le scelte economiche pi convenienti per limpresa, specie se calcolato con riferimento ai beni e/o servizi prodotti e/o erogati dalla stessa, o con riferimento alle aree strategiche daffari in cui opera.
Il margine di contribuzione uno dei punti di riferimento della procedura di analisi dei costi quando si vuole effettuare un approfondito controllo della gestione; tale procedura prevede che, preliminarmente alla sua determinazione, si scelga la configurazione di costo (es.: direct costing, full costing, direct costing evoluto) in base alla quale classificare i costi (es.: diretti ed indiretti, fissi e variabili, specifici e comuni, ecc..).

UTILIT

Se il margine di contribuzione calcolato facendo riferimento allazienda nel suo complesso (quindi senza operare distinzioni per prodotto, servizio o area strategica daffari allinterno del conto economico), il suo utilizzo ai fini decisionali neutralizzato. La creazione di aggregati di costi fissi e variabili presuppone la classificazione specifica di ogni costo aziendale, aspetto che richiede limplementazione di una contabilit analitica in parallelo alla contabilit generale; inoltre, per classificare un costo lo si deve rapportare ad un oggetto di calcolo definito (ad esempio: la produzione) per stabilire se al variare dei volumi di attivit posti in essere varia anche il suo ammontare.
Lo schema di riclassificazione qui proposto consente di analizzare la struttura dei costi dellimpresa, ossia permette di comprendere se la stessa caratterizzata da una maggiore o minore flessibilit in relazione alla maggiore o minore percentuale dincidenza dei costi variabili sui costi totali, tenendo anche conto della specifica attivit svolta (manifatturiera, commerciale o di servizi).

Tavola n. 3

Schema di riclassificazione a costi fissi e variabili

Ricavi di vendita - Sconti, abbuoni, resi, ecc. = Ricavi netti (1) Variazione materie prime e accessorie + Acquisti materie prime e accessorie = Consumi dellesercizio Variazione semilavorati e prodotti finiti + Costi variabili di trasformazione = Costo variabile di trasformazione del venduto (2) Margine di contribuzione industriale (3) (1 2) - Costi variabili commerciali Margine di contribuzione aziendale (4) - Costi fissi di trasformazione - Costi fissi commerciali - Costi fissi amministrativi Reddito operativo (5) (4 tutti i costi fissi) Oneri e proventi finanziari Oneri e proventi patrimoniali Reddito ante gestione straordinaria (6) Oneri e proventi straordinari Reddito ante imposte (7) - Imposte dellesercizio Reddito netto (8)

16

RATIOSoluzioni

N . 2 / 2 0 1 0

7 5 3 9 Centro Studi Castelli S.r.l.


Riproduzione vietata