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PERCORSO DIDATTICO: MYOO2 E /OlO2

DANIELA LEUZZI
Premessa
Il percorso rivolto alla riflessione sui campi semantici connessi con u o, e ioyo,,
associata poi ad indicazioni in merito al ruolo che queste due parole hanno nel mondo greco.
Si realizza dunque un collegamento tra lessico e civilt, mirando da un lato allampliamento
delle parole note, dallaltro alla comprensione di due concetti-chiave della civilt greca.
Materie coinvolte
Greco, Storia
Inserimento nella programmazione
Il lavoro si colloca in V Ginnasio, nel secondo quadrimestre. Si pensa a una cattedra
congiunta di Greco, Latino e Italiano. Per i nessi con Storia si inserisce unora in
compresenza. Tale percorso pu essere proposto anche in I Liceo Classico, quando si
affronta Erodoto e si parla di Platone in Storia della Filosofia, oppure in II Liceo Classico:
infatti, affrontando la traduzione di Platone, la distinzione tra uo, e ioyo, diventa uno dei
canonici temi di discussione in classe. Si tratta perci di un percorso trasferibile in diversi
momenti delliter formativo.
Strategie didattiche
Si prevedono due ore di lezione per la presentazione dellargomento, seguita da lezioni
partecipate.
Sequenza didattica
1) La ricerca sul vocabolario
Il punto di partenza una lezione durante la quale gli allievi, con lausilio del vocabolario
1
,
costruiscono una tabella con i significati fondamentali della parola uo,, unaltra con quelli
della parola ioyo,. Tale lavoro utile per ampliare le competenze di lettura del vocabolario
e per far riflettere sulla sua struttura.
Si riporta un esempio di scheda di lettura del vocabolario, con i significati essenziali
uo,
a parola, detto, discorso, discorso pubblico, conversazione, dialogo

1
Si fa riferimento al vocabolario della lingua greca GI, a cura di Franco Montanari, Loescher editore.
2
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b consiglio, ordine, intenzione, pensiero, proposito, disegno
c fama, diceria, notizia, messaggio, voce, oggetto di discorso, detto,
sentenza
d racconto, storia, narrazione, favola, leggenda, mito, racconto
favoloso, intreccio
Si commenta la tabella, ottenuta dalla consultazione del vocabolario, invitando gli allievi a
notare i passaggi dai significati parola, detto, discorso a racconto, narrazione, fino
al termine mito, che fa riferimento a un racconto favoloso. Si collega tale discorso con
lapproccio al mito, realizzato nel corso delle lezioni di Italiano.
ioyo,
1 a parola, discorso, menzione
b dichiarazione, affermazione, risposta, promessa, detto,
decisione, ordine, proclamazione, insegnamento, dottrina,
definizione, ipotesi, condizione, patto
c fama, tradizione, leggenda, diceria, voce, notizia
d rivelazione, oracolo, responso, parola rivelata (nel mondo
ebraico, cristiano), Logos, Verbo (in teologia)
e argomento, materia, oggetto, questione, soggetto di unopera
letteraria, ci di cui si parla, fatto faccenda
f discorso, eloquio, frase (in grammatica), prosa
2 a il parlare, facolt di parola, favella, uso della parola, diritto
di parola
b colloquio, conversazione, dialogo, discussione, disputa
c favola, racconto, leggenda, mito, narrazione storica, dialogo,
orazione, discorso, trattato, libro, Scrittura (crist.), lettere,
letteratura, studi
3 a conto, calcolo, somma, rendiconto
b spiegazione
c stima, valutazione
d valore, significato
e rapporto, relazione, in grammatica: regola, norma
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4 a ragionamento, argomentazione
b facolt di ragionare, pensiero, buon senso, in filosofia e
religione: Ragione divina
c motivo, causa, fondamento, giustificazione, giurid. ragioni
addotte da ciascuna delle parti, causa
d piano, progetto, disegno, attesa
Si segnala lampia gamma di significati del lemma io yo,, pi articolato rispetto a uo, e
suddiviso in numeri e lettere. Gli allievi ragionano sulle somiglianze tra i significati inseriti in
ciascun numero, per poi soffermarsi sulle sfumature indicate dalle lettere. Si passa dallambito
della parola, legata sia alla grammatica, sia alla letteratura, sia alla religione (1-2), alla
ragione, associata al calcolo e alla capacit argomentativa (3-4).
2) Ricerca di composti di uo, e ioyo, e riflessione morfologica
Riprendendo il lavoro con il vocabolario si chiede agli allievi di rintracciare, nei pressi dei
due lemmi principali, parole composte, che abbinano le due idee di riferimento come primo
elemento. Si mira in tal modo allarricchimento lessicale
2
.
Ci si sofferma sulle voci seguenti:
Muopiov ou, o Raccontino, favola
Mutuo oo,, o Racconto, storia
Mutuo Raccontare, narrare
Muto a) Dire, parlare, raccontare favole, medio: parlare, dire,
raccontare, con doppio acc. dire, denominare,chiamare b)
annunciare, con infinito: ordinare c) dire a se stesso,
considerare, riflettere
Muqyopto Muo,, oyopto, raccontare favole
Muqpio ov, o Favole, tradizioni
Muqq, ou, o Narratore di favole
Muiiov ou, o Raccontino, favoletta
Muio Parlare, dire, narrare, medio: dire, raccontare

2
Per la riflessione sui composti il docente pu ricorrere alla lettura del Dizionario a cura di Chantraine
(cfr. bibliografia), per guidare poi gli allievi, in classe, alla consultazione del Dizionario GI e
allanalisi dei lemmi selezionati.
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Mui|o, q ov Mitico, leggendario
Muoypoio o,, q Muo,, ypoio, lo scrivere miti, mitografia
Muoypoo, ou, o Muo,, ypoo, scrittore di miti, mitografo
Muoiopi, io,, o Muo,, iopi,, adulatore o schiavo di favole
Muoito_q, ou, o Muo,, ito_q, narratore o inventore di favole
Muoioytuo Mu o,, io yo, cfr. it yo, raccontare parola per parola,
raccontare, parlare
Muoioyto Mu o,io yo, cfr. it yo, 1) attivo: raccontare un mito,
raccontare come un mito, immaginare o ideare come un mito,
favoleggiare, conversare, riferire come notizie favolose 2)
passivo: essere narrato o raccontato
Muyoioyqo oo,, o Racconto mitico
Muoioyio o,, q Invenzione, finzione letteraria, racconto, narrazione
Muoioyo, ou, o Muo,, ityo, creatore o narratore di miti
Muoiooq, ou, o Muo,, ioooo, inventore di miti
Muooito Muo,, oito, inventare, favoleggiare
Muooiqo oo,, o Invenzione poetica, narrazione favolosa
Muooiqoi, to,, q Muo,, oito, invenzione di una favola, finzione poetica,
composizione di miti
Muooiio o,, q Muo,, oito, favola
Muooio, ou, o Mu o,, oit o, inventore di miti, creatore di finzioni,
favoleggiatore
Muoo|o, ov Muo,, i|o, fecondo di parole
Muoq, t, Favoloso, mitico, leggendario
Lanalisi della rassegna di parole consente un sintetico excursus grammaticale. Si fanno
notare agli allievi i seguenti lemmi, esaminati sul vocabolario, inserendo considerazioni
morfologiche:
Muopiov ou, o = sostantivo diminutivo con suffisso iov
Muq pio ov, o = sostantivo di genere neutro e numero plurale, resi chiari
dallarticolo e dal genitivo indicato di seguito
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Muqq, ou, o = sostantivo di genere maschile, reso evidente dallarticolo: il
sostantivo si inserisce perci tra i maschili della 1 declinazione
in -o impuro; si fa notare agli allievi anche il genitivo singolare
ou
Muiiov ou, o = sostantivo diminutivo con suffisso iov
Mui|o, q ov = aggettivo della 1 classe a tre uscite
Muoito_q, ou, o = sostantivo di genere maschile, reso evidente dallarticolo: il
sostantivo si inserisce perci tra i maschili della 1 declinazione
in -o impuro; si fa notare agli allievi anche il genitivo singolare
ou
Muoiooq, ou, o = sostantivo di genere maschile, reso evidente dallarticolo: il
sostantivo si inserisce perci tra i maschili della 1 declinazione
in -o impuro; si fa notare agli allievi anche il genitivo singolare
ou
Muoo|o, ov = aggettivo della 1 classe, composto, a due uscite
Muoq, t, = aggettivo della 2 classe, a due uscite
Per quanto concerne /oyo, si segnalano:
/oyoypotu, to, o /oyo,, ypoo, colui che scrive discorsi per altri
/oyoypoto /oyo,, ypoo, scrivere in prosa, scrivere discorsi per altri
/oyoypoqo oo,, o Composizione in prosa
/oyoypoio o,, q /oyo,, ypoo, il comporre discorsi, il comporre discorsi
per altri, compito amministrativo contabile
/oyoypoi|o, q ov Che concerne la composizione di discorsi, q ioyoypoi|q
(t_vq), arte di comporre discorsi, avverbio
ioyoypoi|o,, retoricamente, in modo retorico
/oyoypoo, ou, o /oyo,, ypoo, prosatore, scrittore, logografo, scrittore di
storia, chi scrive discorsi per altri, poi: impiegato contabile
/oyooioiio o,, q /o yo,, oi oiio, abilit nelladornare un discorso,
ricercatezza
/oyoioo|oio, ou, o /oyo,, ioo|oio,, maestro di eloquenza
/oyotitio o,, q /oyo,, tio,, carattere prosaico
/oyotiq, t, /oyo,, tio,, simile a discorso, simile a prosa, oratorio,
eloquente, razionale, ragionevole
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/oyotq, ou, o /oyo,, iqi, logoteta, revisore dei conti
/oyo|ioio o,, q /oyo,, |ito, |iotio, plagio, furto di discorsi
/oyoito_q, ou, o /oyo,, ito_q, chiacchierone
/oyoovto /oyo,, oivooi, andare pazzo per gli studi
/oyoo_to /oyo,, o_ooi, contendere a parole, disputare
/oyoo_io o,, q /oyo,, o_q, disputa verbale
/oyoo_o, ou, o /oyo,, o_ooi, che discute a parole, cavillatore
/oyouiov ou, o /oyo,, uo,, racconto, favola
/oyotitio o,, q /oyo,, tio, fiducia nelle chiacchiere
/oyoiooq, ou, o /oyo,, ioooo, inventore di racconti
/oyooito /oyo,, oito, 1) attivo: scrivere discorsi, inventare miti,
raccontare il falso, diffondere ad arte (notizie e simili) 2)
medio: raccontare frottole 3) passivo: essere inventato,
essere diffuso ad arte
/oyooiio o,, q /o yo,, oit o, tendenza a raccontare frottole, racconto,
favola, diceria
/oyooio, ou, o /o yo,, oit o, prosatore, scrittore di storie, storico,
scrittore di favole, scrittore di discorsi per altri, spacciatore
di notizie false
Lanalisi della rassegna di parole consente un sintetico excursus grammaticale. Si fanno
notare agli allievi i seguenti lemmi, esaminati sul vocabolario, inserendo considerazioni
morfologiche:
/oyoypoi|o, q ov = aggettivo della 1 classe a tre uscite
/oyotiq, t, = aggettivo della 2 classe, a due uscite
/oyotq, ou, o = sostantivo di genere maschile, reso evidente dallarticolo: il
sostantivo si inserisce perci tra i maschili della 1 declinazione
in -o impuro; si fa notare agli allievi anche il genitivo singolare
ou
/oyoito_q, ou, o = sostantivo di genere maschile, reso evidente dallarticolo: il
sostantivo si inserisce perci tra i maschili della 1 declinazione
in -o impuro; si fa notare agli allievi anche il genitivo singolare
ou
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/oyoiooq, ou, o = sostantivo di genere maschile, reso evidente dallarticolo: il
sostantivo si inserisce perci tra i maschili della 1 declinazione
in -o impuro; si fa notare agli allievi anche il genitivo singolare
ou
3) Altri derivati di uo, e ioyo, : riflessione sul prefisso o privativo
Si ragiona sulla funzione dei prefissi, soffermandosi in particolare sullo privativo. Tale
sezione mira ad arricchire il lessico degli allievi e a sollecitare la capacit di riflessione sulle
parole, finalizzata a intuirne il significato.
Si ragiona sui seguenti lemmi:
oioyto o ioyt o, 1) attivo: tenere in nessuna considerazione,
assoluto: non essere ragionevole, delirare, restare senza
argomentazioni 2) passivo: essere trascurato, essere trattato
senza riguardo, sentirsi disprezzato, sbagliare i calcoli,
cadere in errore, ingannarsi, essere fuori di senno, in
grammatica: essere irregolare
oioyqo oo,, o oioyto, errore di calcolo, sbaglio
oioyio o,, q o io yo,, a) ionico: mancanza di considerazione,
mancanza di riguardo o di rispetto, disprezzo b) attico:
mancanza di ragione, irrazionalit, follia, brutalit c)
posteriore: mancanza di parola, stupore, confusione di idee,
disordine, incertezza, dubbio
oioyiotuo, ov oioyiotuo, trascurato, non sorretto da ragione
oioyioo, ov o ioyi ooi, a) sconsiderato, irriflessivo, irrazionale,
assurdo, sciocco b) incalcolabile, indefinito c) disprezzabile;
avverbio oioyioo,, senza ragione, sconsideratamente
oioyotiq, t, oioyotiq,, irrazionale
oioyoooi oioyo,, essere o diventare irrazionale, abbrutirsi
oioyootio o,, q oioyo,oo,, affezione irrazionale
oioyo, ov o io yo,, a) privo di parola, privo di eloquenza,
inesprimibile b) privo di ragione, irrazionale, contrario a
ragione, assurdo, inspiegabile, privo di fondamento c) non
calcolabile, imprevisto, improbabile, non valido, nullo d)
incommensurabile, irrazionale, aritmico; avverbio oioyo,,
senza parlare, senza ragione o motivo
ouqo, ov outooi, indicibile, inesprimibile
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ouo, ov ouo,, privo di miti o racconti
Lanalisi della rassegna di parole consente un sintetico excursus grammaticale. Si fanno
notare agli allievi i seguenti lemmi, esaminati sul vocabolario, inserendo considerazioni
morfologiche:
oioyiotuo, ov
oioyioo, ov
oioyo, ov = aggettivi della 1 classe, composti, a due uscite
ouqo, ov
ouo, ov
oioyotiq, t, = aggettivo della 2 classe, a due uscite
4) Ricerca etimologica
Lindagine sulle parole composte, svolta nella parte precedente, ha fornito agli allievi unidea
ulteriore dei concetti connessi con uo, e ioyo,, che hanno dato vita ad altre parole, in base
al meccanismo di composizione, modalit fondamentale di ampliamento del lessico di una
lingua.
Si guarda ora indietro, allorigine delle due parole, spostando lattenzione sulla loro radice
3
.
In uno degli Scholia allIliade, commenti a margine dei manoscritti, si trova infatti questa
frase (della quale si propone una traduzione orientativa per gli allievi):
Scholia vto. ad A 33
u o, oqoi vti u o o v o|otivo v io yov |oi yi yvtoi opo o
|ouo |oi ov oiouv ioyov |oi yiyvtoi opo o uo uqoo o
ioo|o uqo, |oi uo,.
uo, ha due significati: il discorso oscuro e deriva da |ouo e il discorso
semplice e deriva da uo uqoo, insegno il mistero e il mito.
Commentando tale frase si segnala che uo, collegato con il verbo |ouo |oouo
che significa: chiudere; assoluto: chiudere gli occhi, sonnecchiare, addormentarsi, riposare,
strizzare gli occhi, ammiccare.
Si nota inoltre il riferimento al verbo uo:
a) intrans. essere chiuso, chiudersi, avere gli occhi chiusi
fig. acquietarsi, calmarsi
b) trans. chiudere, serrare

3
Per tale sezione si considerano un punto di riferimento per linsegnante il Dizionario etimologico a
cura di Ebeling (cfr. bibliografia), in particolare per u o,, e quello a cura di Chantraine, per
entrambe le voci (cfr. bibliografia).
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Muo, infine accostato al concetto espresso dal verbo uto:
a) attivo: iniziare ai misteri
c) medio e passivo: essere iniziato ai misteri
essere istruito o preparato, imparare
Si legge poi losservazione di Eustazio (XII secolo), commentatore dei poemi omerici:
Eustazio 1356 54
[] o uo,, po, ov uotv qv oiv
Il mito, di fronte al quale chiudiamo gli occhi
La parola u o, appare associata alle idee di: mistero / racconto. Il primo significato
emerge dallespressione chiudere gli occhi presente nella citazione di Eustazio e in Scholia
vto. ad A 33 nel punto in cui si dice: u o uq oo, insegno il mistero e il mito. Il
secondo si ritrova in Scholia vto. ad A 33, quando si parla di discorso oscuro.
Per quanto concerne ioyo, si riflette sul collegamento del sostantivo con la radice del verbo
ityo e si riprende il concetto di apofonia qualitativa (ity / ioy), introdotto in sintesi in
IV Ginnasio e ribadito in V durante lo studio dei temi verbali.
Si passano in rassegna i significati del verbo ityo, per individuare i rapporti tra tale forma e
il sostantivo ioyo,:
I ityo
1 attivo Raccogliere, scegliere, contare, enumerare,
annoverare
2 medio Raccogliere
3 passivo Essere raccolto, essere scelto
II ityo
1 attivo a) parlare, dire, pronunciare, parlare a
proposito, parlare in modo appropriato, dir
bene, dire, dichiarare, annunciare
b) voler dire, intender dire, chiamare,
denominare, voler dire, significare, chiamare,
definire
c) ordinare, prescrivere
d) dire ad alta voce, recitare, esporre, esaltare,
celebrare, cantare, parlare, declamare,
arringare, affermare, rivelare, esporre,
proporre, sostenere, mandare a dire, far
sapere, chiedere
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arringare, affermare, rivelare, esporre,
proporre, sostenere, mandare a dire, far
sapere, chiedere
medio Contare, enumerare, esporre, narrare
passivo Essere detto, definito, chiamato
Dopo aver costruito la tabella, frutto della consultazione del vocabolario, gli allievi
collegheranno al verbo it yo le idee-chiave di mettere insieme, raccogliere e di parlare,
dire. Tale lavoro pu essere utile anche per suggerire proficue strategie di lettura di un
lemma articolato.
5) Da etimologia a civilt
Lanalisi delletimologia, associata con il precedente esame dei significati di uo, e ioyo, e
dei loro derivati, ha messo in luce la gamma di concetti insiti in queste due parole.
Si unisce ora laspetto lessicale con una riflessione sulla civilt greca.
Si sottolinea innanzitutto la valenza religiosa del concetto di mito, in collegamento con quanto
studiato in epica in IV Ginnasio. Attorno al mito si coagulano concetti religiosi, connessi con
il canto e con l to,, la parola poetica.
Nei poemi omerici il termine t o, indica anche semplicemente la parola, io yo,, nel
significato di parola o discorso non invece presente se non in pochissimi passi, in caso
dativo plurale (Iliade, XV 393: ioyoi, / Odissea, I 56: ioyoioiv)
Il termine ioyo, emerge in un periodo posteriore, parallelamente alla filosofia. Si introduce a
questo punto un sintetico riferimento al pensiero di Eraclito di Efeso, che verr poi ampliato
lanno seguente dal docente di Filosofia. In Eraclito (VI secolo a.C.) vi una convinzione di
fondo: che l'intera realt sia governata da un solo principio, il /o yo,: nel mondo c' una
ragione che lo fa andare avanti e un discorso che lo lega. Si segnala a questo punto la fusione
nella parola ioyo, del concetto di legame e di quello di discorso, poi associati a quello di
ragione. /oyo, anche il discorso che Eraclito consegna al suo scritto.
Si indicano in breve i tre significati della parola in Eraclito:
1) La ragione che governa l'universo
2) Il pensiero che comprende questa ragione universale
3) Il discorso che esprime questa conoscenza
(dunque il discorso che Eraclito scrive).
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Si propongono, in traduzione italiana, due frammenti di Eraclito di Efeso, nei quali viene
menzionato il /oyo,:
[45 Diels-Kranz ]
Per quanto tu possa camminare, e neppure percorrendo intera la via, tu
potresti mai trovare i confini dell'anima: cos profondo il suo /oyo,.
[50 Diels-Kranz ]
Ascoltando non me, ma il /oyo,, saggio convenire che tutto uno.
Dopo aver commentato i frammenti, dai quali si evince la complessit del concetto di ioyo,,
associato allordine del cosmo, si passa a una sintetica riflessione sul significato di ioyo, in
Socrate, come emerge da un passo di Platone, proposto agli allievi con lausilio della
traduzione:
Ci si sofferma sul passo della Repubblica in cui Platone contrappone uo, e ioyo,, legando
il primo alle favole, il secondo alla riflessione filosofica:
Repubblica 377a 377 e
[377 a] oitutov tv ootpoi,, potopv tv oi, tutoiv;
ou ovovo, tq, o, ityti,.
ou ovovti,, qv tyo, oi poov oi, oiioi, uou, ityotv;
ouo t ou o, o oiov titiv tuo,, tvi t |oi oiqq. potpov t
uoi, po, o oiio q yuvooioi, _poto.
toi ouo.
ouo q tityov, oi ouoi|q, potpov otov q yuvooi|q,.
opo,, tq.
ou|ouv oio oi op_q ovo, tpyou tyioov, oiio, [377 b] t q
|oi vto |oi ooio ooouv; oiioo yop q ot iotoi, |oi
tvutoi uo, ov ov i, ouiqoi tvoqqvoooi t|ooo.
|oiq tv ouv.
o p ou v p o i o, ou o opq ootv ou , t iu_o vo, u o o v
tiu_ovov uou, iootvo, o|outiv ou, oio, |oi ioovtiv
tv oi, u_oi, o, ti o oiu tvovio, oo, t|tivo, o,, ttiov
titoooiv, t_tiv oiqooto tiv ouou,;
ou oooiouv opqootv.
poov q qiv, o, toi|tv, tiooqtov oi, uooioi,, [377 c] |oi
o tv ov |oiov uov oiqoooiv, ty|pitov, o v ov q, oo|pitov.
ou, ty|pitvo, tiootv o, poou, t |oi qtpo, itytiv oi,
oioi, |oi iotiv o, u_o, ouov oi, uoi, oiu oiiov q o
oooo oi, _tpoiv ov t vuv ityouoi ou, oiiou, t|iqtov.
oiou, q; tq.
tv oi, tiooiv, qv tyo, uoi, ooto |oi ou, tioou,. ti
yop q ov ouov uov tivoi |oi ouov [377 d] uvoooi ou, t
tiou, |oi ou, tioou,. q ou| oiti;
tyoyt, tq oii ou| tvvoo out ou, tiou, ivo, ityti,.
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ou , Hoi oo , t, ti ov, |oi Oqpo, q i v t ityt qv |oi oi o iioi
oiqoi. ouoi yop ou uou, oi, ovpooi, tuti, ouvitvt,
tityov t |oi ityouoi.
oiou, q, qv o,, _pq |oi i ouov totvo, ityti,;
otp, qv tyo, _pq |oi poov |oi oiioo ttooi, oiio, t
|oi tov i, q |oio, tutoi. i ouo; [377 e] oov ti|oq i,
|o|o, ouoiov o ioyo, tpi tov t |oi qpoov oioi tioiv, ootp
ypotu, qtv toi|oo ypoov oi, ov ooio ouiqq ypooi.
[377 a] Bisogna dunque educare in entrambi i campi, ma prima in quello
falso?
Non capisco - disse - cosa vuoi dire?
Non capisci dicevo - che ai bambini raccontiamo per prima cosa le
favole? Ci nellinsieme una menzogna, ma anche verit. Noi ci serviamo
per i fanciulli delle favole prima che della ginnastica.
cos.
Ecco perch - dicevo - bisogna praticare la musica prima della ginnastica.
Giusto disse.
Non sai dunque che in ogni azione linizio fondamentale, tanto pi [377
b] se si tratta di un soggetto giovane e delicato? Infatti soprattutto in
quellet lindividuo viene plasmato e viene segnato con limpronta che si
vuole imprimere a ciascuno.
Proprio cos.
Dunque cos con leggerezza permetteremo che i bambini ascoltino favole
di basso livello forgiate da persone qualsiasi e ricevano nellanima opinioni
per lo pi contrarie a quelle che noi pensiamo dovranno avere quando
saranno adulti?
No, non lo permetteremo in alcun modo.
Perci, a quanto pare, dobbiamo per prima cosa sorvegliare i creatori di
favole [377 c], scegliendo quelle composte bene e scartando quelle
composte male. Poi persuaderemo le nutrici e le madri a raccontare ai bimbi
le favole che abbiamo approvato e a plasmare le loro anime con le favole
molto pi di quanto plasmino i corpi con le mani; ma bisogna respingere la
maggior parte delle favole odierne.
Quali? chiese.
Nelle favole maggiori dicevo vedremo anche le minori. Bisogna infatti
che sia le une sia le altre abbiano la medesima impronta ed abbiano lo
stesso effetto, le maggiori e le minori. Non credi?
Si disse ma non capisco quali definisci favole maggiori.
Quelle che Esiodo, Omero e altri poeti ci hanno cantato. Essi infatti hanno
composto i miti falsi e li hanno raccontati.
Quali sono - disse e che cosa critichi di essi?
Ci che bisogna criticare pi di ogni altra cosa rispondevo tanto pi se
le bugie narrate non sono belle.
E cio?
[377 e] Quando nel racconto si fornisce una cattiva rappresentazione della
natura degli di e degli eroi, come un pittore che dipinge immagini per nulla
somiglianti a quelle che voleva riprodurre.
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Commentando il brano si segnala il collegamento del termine uo, con la parola poetica e
con il racconto in versi, contrapposto al ragionamento razionale in prosa, io yo,, esente da
suggestioni legate al ritmo musicale, capace di incantare e di privare della facolt di lucida
riflessione.
La corrispondenza u o,-poesia / io yo,-prosa, gi emersa nella prima parte del percorso,
nel momento di ricerca lessicale, viene perci approfondita in fase di riflessione sulla civilt
greca: Platone, per affermare il proprio progetto educativo filosofico, deve contrapporsi ai
poemi omerici, che sono alla base della oitio greca tradizionale
4
.
Il termine ioyo, appare perci strettamente connesso con la razionalit: si segnala agli allievi
che il filosofo Aristotele lo user in tale accezione, lavorando nel settore del pensiero che
ancora oggi si chiama logica, dalla parola greca. Aristotele la chiamava anche analitica,
per il fatto che la logica comporta anche lanalisi e la scomposizione dei problemi nelle sue
parti pi semplici.
Accostando il termine io yo, alla prosa, si parla di due generi letterari significativi: la
storiografia e loratoria e ci si sofferma sulla parola ioyoypo o,, esaminata nella prima
parte del percorso.
Si rileggono i significati enucleati in precedenza dagli allievi:
/oyoypoo, ou, o /oyo,, ypoo, prosatore, scrittore, logografo, scrittore di
storia, chi scrive discorsi per altri, poi: impiegato contabile
Si associa poi allaspetto lessicale una riflessione sulla civilt greca:
In storiografia, Erodoto volle contrapporsi ai logografi, gli scrittori di vicende atte a suscitare
meraviglia e curiosit, non sempre vagliate criticamente. Erodoto, invece, dopo aver visto, nel
corso dei propri viaggi, la maggior parte del mondo antico allora conosciuto, fond il proprio
metodo, incentrato sulla diretta conoscenza di usanze e costumi (ouoio). Per la novit di
tale sistema di lavoro, Erodoto fu poi definito da Cicerone pater historiae.
In oratoria, Lisia fu uno dei pi autorevoli logografi, nellaccezione di scrittori di discorsi per
altri. Spiegando agli allievi tale concetto si introducono sintetiche nozioni di civilt, legate
alla prassi processuale greca.
I processi ad Atene si svolgevano senza pubblico ministero: nella democrazia diretta ateniese
ogni cittadino aveva titolo ad agire come pubblico accusatore. Accusato e accusatore
dovevano prendere parte al processo e far valere le proprie tesi personalmente. I tribunali
erano grandi giurie popolari, selezionate per sorteggio fra volontari, e poteva accedervi, fin
dalla riforma di Solone, la totalit dei cittadini maschi ultratrentenni. Chi non era pratico
dell'arte di parlare in pubblico si faceva scrivere discorsi, a pagamento, da professionisti detti
logografi e li imparava a memoria. I logografi godevano di una fama equivoca perch

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Per tale fase del percorso si segnala, come supporto utile al docente, il testo di Havelock, Preface to
Plato (trad. it. Cultura orale e civilt della scrittura), nel quale lautore indaga le ragioni dellostilit
manifestata dal filosofo verso la cultura tradizionale e verso il potere incantatore della poesia in
particolare (cfr. bibliografia).
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aggiravano il principio del carattere personale dell'accusa e della difesa e perch spesso si
facevano pagare anche cifre di denaro elevate.
Modalit di verifica
Si colloca alla fine del lavoro una verifica di 1 ora, con quesiti a risposta chiusa relativi ai testi
affrontati e domande a risposta aperta connesse con i nodi concettuali focalizzati. prevista
poi 1 ora per il chiarimento di eventuali dubbi sorti durante la prova e per considerazioni
conclusive.
Recupero e/o potenziamento
In base allandamento della prova in uscita si propone 1 ora di lavoro differenziato, durante il
quale la classe divisa in due gruppi:
Recupero: si riesaminano i lemmi letti durante il percorso, riflettendo ulteriormente sui
meccanismi di formazione delle parole e sul significato.
Potenziamento: si propone lanalisi di lemmi dei dizionari etimologici (forniti in fotocopia)
mirata ad ampliare le conoscenze degli allievi in merito al significato delle due radici
esaminate.
Testi utilizzati per la progettazione del percorso
Carotenuto G. Letteratura greca. Storia. Testi. Traduzioni, Treviso 1989.
Chantraine P. P. Chantraine, Dictionnaire tymologique de la langue grecque.
Histoire des Mots, 4 voll., Paris 1968-1980.
Ebeling H. Lexicon Homericum, composuerunt F. Albracht, C. Capelle, A.
Eberhard, E. Eberhard, B. Giseke, V.H. Koch, C. Mutzbaver, Fr.
Schnorr de Carolsfeld (1 vol., A-C); C. Capelle, A. Eberhard, E.
Eberhard, B. Giseke, V.H. Koch, C. Mutzbaver, Fr. Schnorr de
Carolsfeld (2 vol., O-W), edidit H. Ebeling, Leipzig 1880-1885
1
,
Hildesheim 1963.
Havelock E. A. Eric A. Havelock, Preface to Plato, Cambridge Mass., Harvard UP.
1963; trad. it. Cultura orale e civilt della scrittura: da Omero a
Platone, Roma-Bari 1983.
Monaco G.,
Casertano M.,
Nuzzo G.
Lattivit letteraria nellantica Grecia. Storia della letteratura
greca, Palermo 1991.
Montanari F. Storia della letteratura greca, Roma-Bari 1998.
Onians R.B. R.B. Onians, The Origins of the European Thought about the body,
the mind, the soul, the world, time, and fate. New interpretations of
Greek, Roman and kindred evidence also of some basic Jewish and
Christian beliefs, Cambridge 1951, trad. it., Le origini del pensiero
europeo intorno al corpo, la mente, lanima, il tempo e il destino:
nuove interpretazioni di materiali greci e romani, di altre
testimonianze e di alcune fondamentali concezioni ebraiche e
cristiane, Milano 1998.
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the mind, the soul, the world, time, and fate. New interpretations of
Greek, Roman and kindred evidence also of some basic Jewish and
Christian beliefs, Cambridge 1951, trad. it., Le origini del pensiero
europeo intorno al corpo, la mente, lanima, il tempo e il destino:
nuove interpretazioni di materiali greci e romani, di altre
testimonianze e di alcune fondamentali concezioni ebraiche e
cristiane, Milano 1998.
Reale G. G. Reale, Corpo, anima e salute. Il concetto di uomo da Omero a
Platone, Milano 1999.
Rossi L.E. Letteratura greca, Firenze 1995.
Snell B. B. Snell, Die Entdeckung des Geistes. Studien zur Entstehung des
europischen Denkens bei den Griechen, Gttingen 1946
1
, 1975
4
,
trad. it., La cultura greca e le origini del pensiero europeo, Torino
1963.