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Anno XXXV n. 235 Maggio 2013

NOTIZIARIO

Anno XXXV – n. 235 – Maggio 2013 NOTIZIARIO Provincia di Lombardia “S. Carlo Borromeo” dei

Provincia di Lombardia “S. Carlo Borromeo”

dei Frati Minori

In copertina:

Fr. Michael Perry eletto Ministro generale 22 maggio 2013

Indice

Fr. Michael Perry Ministro generale

1

Omelia s. Messa di ringraziamento fr. Michael Perry

2

COMPI Elezioni Provincia Trentino

3

Collegio dei Ministri del Nord Italia Arco di Trento 24 maggio 2013

4

Giornata Intercapitolare Padova 13 maggio 2013

7

Omelia s. Messa conclusiva Padova 13 maggio 2013

14

Dal Definitorio Milano, 15 maggio 2013

19

Testimonianze di vita fraterna Pellegrinaggio giovani in Terra Santa

21

Pentecoste 2013: rinnovato Capitolo delle Stuoie

23

Testimonianza di fr. Stefano Invernizzi

25

Capitoli elettivi nei monasteri della Federazione

27

Verso il Capitolo, da “uomini di fede” – fr. Tarcisio Colombotti

28

FilmiAmo

34

LeggiAmo

36

Notizie di Casa

38

Anno XXXV N. 235 Maggio 2013

Anno XXXV N. 235 Maggio 2013

FR. MICHAEL PERRY MINISTRO GENERALE Fr. Michael Anthony Perry è stato eletto come Ministro Generale dell’Ordine
FR. MICHAEL PERRY
MINISTRO GENERALE
Fr. Michael Anthony Perry è stato eletto come Ministro Generale dell’Ordine dei Frati
Minori ‘ad complendum sexennium’. Nato a Indianapolis (USA) nel 1954, Fr. Michael è
stato Vicario Generale e Procuratore dell’ Ordine. È stato Ministro provinciale della
Provincia del Sacro Cuore di Gesù (USA). Ha servito la sua Provincia per la formazione
teologica dei giovani frati e per quella dei post-novizi, ha lavorato nella commissione
internazionale di GPIC ed è stato missionario nella Repubblica Democratica del Congo
per dieci anni. È stato inoltre al servizio del Catholic Releif Services e della Conferenza di
Vescovi Cattolici degli Stati Uniti.
Il suo curriculum accademico include un Ph.D. in Antropologia Teologica, M.A in
Teologia, M.Div in Formazione Sacerdotale e B.A. in Storia e Filisofia. Fr. Michael Anthony
Perry succede in questo servizio a Mons. Fr. José Rodrigue Carballo, OFM.
Nato il: 07.06.1954
Nato a: Indianapolis (U.S.A.)
Noviziato: 25.06.1977
Professione temp.: 11.08.1978
Professione sol.: 10.10.1981
Ordinazione: 02.06.1984
Provincia OFM: SS. Cordis Jesu Prov. (U.S.A.)
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Anno XXXV ● N. 235 ● Maggio 2013
 

Omelia s. Messa di Ringraziamento

Non confidare nelle tue ricchezze e non dire Basto a me stesso”. Non seguire il

 

tuo istinto e la

tua forza, assecondando le passioni del tuo cuore.

Queste frati minori sia

parole della prima lettura del Siracide lanciano una sfida a tutti noi, sia cristiani, di non affidarci in nessun altra forza che quella dello Spirito di Dio.

 

Emolto chiaro che la nostra fiducia deve essere fondata sempre ed esclusivamente sulla misericordia e l’amore di Dio. Questo fondamento non è una novità per noi cristiani, in quanto, battezzati in Cristo, rinasciamo con la consapevolezza di questa nuova identità, cioè di essere figli e figlie di Dio-amore. Allo stesso tempo, l’offerta di Dio per sua misericordia, secondo l’autore sacro del

 

Siracide, ci o

bbliga ad entrare in un processo di conversione permanente, cioè di

 

partecipare all’esperienze della misericordia di Dio che si prolunga nel nostro cammino di tutta la vita, vita di un figlio o figlia ‘minore’ chiamati ad andare nel mondo per dare

 

testimonianza

di quello che il Signor fa per me, per noi, e per invitare la fraternità

 

universale ad affidarsi nelle Sue mani.

 

In che

cosa consiste questa testimonianza? Significa testimoniare la propria

esperienza di

misericordia e condivisa con tutti quelli che incontriamo nel nostro

 

cammino della vita: i giovani affamati di un senso della vita; gli anziani assetati di

 

qualcuno che

gli doni nuovi spazi di vita; i poveri ed emarginati desiderosi di riconoscere

 

la propria dignità umana, e non per ultimi noi frati che sempre abbiamo bisogno della

 

testimonianza

condivisa e fraterna della misericordia di Dio.

 
 

Leggiamo nel documento post-capitolo del 2009, Portatori del Dono del Vangelo, numero 7 (p. 7), che: “Fin dai primi giorni la Fraternità si scopre chiamata ad annunciare quello che vive. Tommaso da Celano narra che subito alle origini, quando i fratelli erano solo in otto, avvenne il primo invio per il mondo. Francesco e i suoi diventano così

 

annunciatori

ed evangelizzatori. Questo sarà un tratto caratteristico della vita

 

francescana… E’ itineranza, è simpatia per il mondo, dal quale non si vuole fuggire, ma nel quale si riconsosce piuttosto il proprio chiostro, è condividere la vita dei poveri e di quelli che si trovano lungo la strada”. Diventare una fraternità profetica; dare testimonianza della nostra fraternità come luogo sacramentale della presenza di Dio; imparare insieme come leggere i desideri e le

 

sofferenze del

nostro tempo; lasciarci abitare dal Vangelo che è Gesù Cristo; in questo

 

modo possiamo diventare mistero vivente dello Spirito di Dio donatoci dal Padre per il

Figlio, veri figli e vere figlie di Dio della misericordia e dell’amore.

 
fr. Michael Perry Ministro generale

fr. Michael Perry Ministro generale

 
   

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Anno XXXV N. 235 Maggio 2013

     

C.O.M.P.I.

Frati Minori Trentino Nella casa di spiritualità “Mericianum” in Desenzano dal giorno 14 al 17 maggio
Frati Minori
Trentino
Nella casa di spiritualità “Mericianum” in Desenzano dal giorno
14 al 17 maggio 2013, i Frati vocali riuniti in Capitolo, presenti in
numero di 27, sotto la presidenza di fr. Enzo Maggioni della
Provincia della Lombardia di S. Carlo Borromeo dei Frati Minori,
hanno eletto il nuovo governo della Provincia Tridentina di S. Vigilio
dei Frati Minori, che risulta così composto,
fr. FRANCESCO PATTON MINISTRO PROVINCIALE
fr. SAVERIO BIASI VICARIO PROVINCIALE
fr. Ciro Andreatta
fr. Ivo Riccadonna
fr. Paolo Moser
fr. Tarcisio Bortoli
DEFINITORI
Il Segretario del Capitolo
Fr. Italo Kresevic
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Anno XXXV ● N. 235 ● Maggio 2013

Collegio dei Ministri del Nord Italia

Presiede l’incontro fr. Francesco Bravi via skype; sono presenti fr. Arco di Trento Mario Vaccari, fr.
Presiede l’incontro fr. Francesco Bravi via skype; sono presenti fr.
Arco
di Trento
Mario Vaccari, fr. Bruno Bartolini, fr. Antonio Scabio fr. Maggiorino
24 Maggio
Stoppa e fr. Francesco Patton. Alle 9.30 si inizia con la preghiera
dell’Ave Maria e l’invocazione alla Sede della Sapienza, il saluto al
Guardiano e al Maestro e l’introduzione dell’OdG.
2013
Si inizia quindi a sviluppare l’OdG partendo da:
1. Incontro con il Maestro e il Guardiano del Postulato per la
verifica dell’anno
Fr. Francesco Bravi ringrazia il Guardiano fr. Saverio Biasi e il
Maestro fr. Giuseppe Bonato e dà loro la parola per la presentazione
della realtà del Postulato e per la verifica del cammino della fraternità
e dei postulanti. Fr. Saverio Biasi, Guardiano, dà il benvenuto a tutti
presso la fraternità della Madonna delle Grazie in Arco (TN). Presenta la
fraternità, ringrazia i Ministri per la loro presenza e ricorda la
composizione attuale: 7 frati, dei quali 5 trentini, un frate della provincia
veneta e un frate della provincia lombarda.
Il Progetto di Vita Fraterna (PVF) è stato elaborato e si cerca di
coltivare le due direttrici della Cura pastorale del Santuario e
dell’accompagnamento dei Postulanti nel discernimento vocazionale.
C’è abbastanza armonia dentro la fraternità, ci si ritrova
settimanalmente per l’incontro di famiglia, c’è la condivisione dei
lavori.
C’è stata la visita canonica con fr. Enzo Maggioni che ha
rilevato l’importanza di crescere nel dialogo e nella riflessione comune.
La fraternità di per sé è buona. La sua composizione attuale permette
di avere qualche esperienza pastorale in più. È apprezzata la presenza
dei postulanti e in zona sanno che c’è questa presenza viva come
casa di Postulato, c’è partecipazione ad attività di animazione
nell’oratorio della Parrocchia e ad attività caritative (casa di riposo e
ANFFAS). È buona la relazione anche coi Cappuccini, che hanno qui
ad Arco la loro casa di animazione e accoglienza vocazionale. La
fraternità si sente pienamente inserita nel progetto della nuova
Provincia. È sentita da parte dei frati la progettualità che porta alla
nuova provincia. L’economia è buona e sana.
Fr. Giuseppe Bonato, Maestro, presenta il cammino dei
postulanti. L’inserimento qui è stato positivo. Si è iniziato con 7 postulanti
(4 del Nord Italia e 3 dell’Albania) ora ridotti a 6. Il cammino di
formazione è continuato sul programma precedente, si sono
personalizzati alcuni servizi pastorali (in parrocchie vicine, gruppi di
catechesi, cresima e post cresima). Il cammino è personalizzato. In
fraternità i postulanti sono ben inseriti, i rimandi sono positivi.
Si è colto il fatto che avere un gruppo di postulanti rende ricco il
percorso e facilita la dinamicità del gruppo. È importante pensare a un
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Anno XXXV ● N. 235 ● Maggio 2013

gruppo minimo di postulanti per il Postulato.

Occorre tener presente che il tempo è breve

   
  • 6. Preparazione Assemblea dei Definitòri

 

Quello attuale è un gruppo internazionale. La Provincia di Albania ha deciso che i loro postulanti terminino il Postulato il 5 agosto, e

Enrico Delama di Diathesis presenta un promemoria per il triennio, che cerca di prevedere la scaletta di lavoro tenendo conto di

ritornino a Baccanello per l’inizio del noviziato il 7 settembre dopo aver fatto la vestizione in

quanto è stato inserito nell’Instrumentum Laboris per i Capitoli.

Albania.

 

Dopo uno

scambio

tra

i

Ministri

si

Il gruppo è variegato e anche le esigenze sono varie. Si è cercato di tenerne conto.

anche per arrivare a una decisione importante di continuare un cammino che porta a una scelta di vita.

concorda che entro il 1° luglio le Segreterie dovranno mandare i Documenti finali dei Capitoli alla Segreteria provinciale di Milano indirizzandoli alla Presidenza del Collegio. Si cercherà di esaminare anche il progetto di fraternità elaborato dal Settore Missioni al Popolo

  • 3. FAV-Postulato: risposte dei Definitòri

 

Si

prova

a

vedere

quali

 

siano

le

e il progetto di fraternità e di animazione

prospettive per il prossimo anno.

 

elaborato dal settore Missio ad gentes.

 

Segue

uno

scambio

tra

i

Ministri

e

Il promemoria per il triennio elaborato da

qualche domanda. In particolare i Ministri

Diathesis va bene, andrà integrato in base a quel

concordano sull’importanza di aiutare i postulanti ad arrivare ad assumere impegni favorendo il più possibile i loro processi di

che emergerà nei Capitoli.

maturazione verso scelte responsabili.

 

Al momento si concorda di cercare di

 

Dopo

aver

ringraziato

e

congedato

il

arrivare a una FAV unica per quest’anno e nel

Guardiano ed il Maestro prosegue lo scambio tra i Ministri.

’14 far partire la fraternità unica FAV+Postulato. Il

tutto dentro una riflessione globale sulle nostre attuali case di formazione iniziale e sulla loro

 

A partire

dal

punto successivo sono

collocazione anche dentro la visione delle varie

presenti anche i consulenti di Diathesis. Si passa

presenze a carattere interprovinciale sul territorio

quindi al punto 5

 

del Nord Italia. Si prospetta anche la nomina

 
  • 5. Verifica della giornata inter-capitolare

 

dell’Animatore unico per la CPV, che sul modello

Tutti i Ministri restituiscono un’impressione

di quanto fatto per la Fo.Pe. sarà coadiuvato da

  • 7. Rivista Vita Minorum

favorevole sulla giornata inter capitolare tenuta a Padova il 13 maggio. Alcuni apprezzano particolarmente il clima fraterno e costruttivo che ha caratterizzato i vari momenti di

un Consiglio composto dagli animatori delle attuali Province.

preghiera, di approfondimento e anche di approvazione formale dell’unico Ordo Capituli. Viene espresso apprezzamento anche per il

Fr. Antonio Scabio presenta la situazione della rivista e ci si confronta per vede quale futuro possa avere.

viaggio in pullman da parte di quelle Province che hanno adottato questa soluzione, che ha

 
  • 2. Incontro con il Visitatore della Provincia

permesso ai capitolari di fraternizzare.

del Piemonte, fr. Bruno Miele

 
 

Alle 12.05 si va a celebrare l’Eucaristia. Si

Fr. Bruno Miele presenta la situazione della Provincia piemontese, le sue osservazioni

riprenderà alle 14.30

 

vengono integrate anche dal punto di vista del

 
  • 4. Progetto GE-Voltri

 

neoeletto Ministro provinciale fr. Maggiorino Stoppa.

Si

riprende

alle

14.30

con

il

progetto

Si concorda di dare al Piemonte tutto

presentato da fr. Maurizio Conti che viene

l’aiuto possibile per quel che riguarda la gestione

approvato in linea di massima e per il quale

economica e degli immobili, ma anche di

occorrerà ora trovare tre frati

disponibili

a

cercare frati disponibili per reintegrare la

mettersi in gioco, appoggiandosi inizialmente sulla fraternità di Genova Voltri.

fraternità di Pastorale giovanile e vocazionale di Torino s. Antonio e per qualche altra situazione.

 
     

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8. Varie ed eventuali  Fr. Fabio Piasentin segnala le tre sezioni di FOPE per i
8. Varie ed eventuali
Fr. Fabio Piasentin segnala le tre sezioni
di FOPE
per
i
Guardiani, a ottobre
invece c’è l’Assemblea dei Guardiani
dal
14
al
16
ottobre
e
va
fissata in
agenda;
Fr.
Francesco
Patton
riferisce
brevemente
su
come
è
andata
l’elezione del nuovo Ministro generale
ad complendum sessennium e
l’assemblea
dei
Presidenti
delle
Conferenze
che
si
occupava
della
preparazione del CPO di novembre.
Fr. Mario Vaccari racconta di essere
stato accolto bene al Capitolo di
unione in Francia, sono 215 frati, devono
fare molte chiusure, il Definitorio è stato
nominato dal Definitorio generale, fr.
Roger Marchal ha letto il decreto di
nomina del Governo provinciale,
Ministro provinciale è Michel Laloux, nel
Definitorio sono i due ex Ministri e altri.
Impressione buona. Sembra che la
Provincia sia comunque viva e vitale.
Era presente anche H. Schalük e altri.
L’8
luglio
a
Milano
ci
sarà la prossima
riunione del Collegio. Si conclude alle 17.20 con
l’Agimus tibi gratias.
Il verbalista
Fr. Francesco Patton
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Anno XXXV ● N. 235 ● Maggio 2013

Giornata Intercapitolare

Padova 13 Maggio 2013 Il giorno 13 maggio 2013, nel convento di s. Antonio dei frati
Padova
13 Maggio
2013
Il giorno 13 maggio 2013, nel convento di s. Antonio dei frati
minori conventuali di Padova, sono regolarmente convocati (cfr. ns.
Prot. 52/13 del 12 aprile 2013) i frati deputati al XXXVIII Capitolo della
Provincia s. Carlo Borromeo dei frati minorti di Lombardia, per
celebrare la giornata inter-capitolare dei frati minori del Nord Italia.
Convengono infatti nello stesso luogo i frati capitolari delle sei Province
OFM del Nord Italia per una giornata di preghiera e di lavoro comune.
Si iniziano i lavori alle ore 10.30 con una breve preghiera, segue il
fraterno saluto di fr. Giovanni Voltan, Ministro provinciale dei frati
minori conventuali del Nord Italia. Modera la composita assemblea fr.
Fabio Piasentin, Moderatore interprovinciale della Fo.Pe. del Nord
Italia.
Fr. Francesco Bravi, Presidente del Collegio dei Ministri
provinciali del Nord Italia, introduce i lavori e presenta sinteticamente il
contenuto della Relazione del Collegio dei Ministri (l’intervento è riportato
di seguito per intero):
“Cominciamo, fratelli, a servire il Signore Iddio, perché finora
abbiamo fatto poco o nessun profitto!” (1Cel VI, 103). Le parole del
nostro serafico padre, che guidano e accompagnano i lavori delle
nostre assemblee capitolari, risuonano anche questa mattina in
questa nostra assise intercapitolare. Il testo citato, a commento delle
parole del poverello, aggiunge: “Non credeva di aver conquistato il
traguardo e, perseverando instancabile nel proposito di un santo
rinnovamento, sperava sempre di poter ricominciare daccapo”.
Questo è l'ampio orizzonte dentro il quale stiamo collocando i lavori
dei nostri capitoli e il percorso verso la nuova Provincia: creare le
condizioni perché ogni fratello delle nostre fraternità entri in questo
dinamismo, offrire le possibilità ad ogni fratello di perseverare
instancabilmente nella forma di vita professata, dare a tutti la
possibilità di un perenne ricominciare. É solo così che possiamo anche
noi parlare di un “santo rinnovamento”, che non si ferma al cambio
delle strutture, ma cerca di offrire qualità di vita perché si tratta pur
sempre di “servire il Signore Iddio”.
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Anno XXXV ● N. 235 ● Maggio 2013
Benvenuti a tutti allora a questo importante incontro. Un fraterno saluto a tutti voi capitolari delle
Benvenuti a tutti allora a questo importante incontro. Un fraterno saluto a tutti voi capitolari delle

Benvenuti a tutti allora a questo importante incontro. Un fraterno saluto a tutti voi capitolari delle sei province ofm del Nord Italia. Ben venuti, a nome dei ministri provinciali, a questa giornata di comune lavoro, di fraternità e di preghiera. Permettete un saluto particolare ai tre Visitatori e presidenti dei Capitoli: fr. Tarcisio Colombotti per l'Emila Romagna, fr. Bruno Miele per il Piemonte e fr. Enzo Maggioni per il Trentino. Un augurio speciale lo dobbiamo poi al Ministro e al definitorio del Piemonte che da poco hanno iniziato il loro servizio. Da quando si è deciso l'allineamento dei sei Capitoli provinciali si è incominciato a pensare ad un momento comune di condivisione e di incontro tra i Capitoli stessi; la riflessione e il confronto ha portato l'Assemblea dei Definitori dello scorso anno (Pergine 2012) a stabilire in modo ufficiale questo appuntamento già ipotizzato da tempo. Pur lasciando al Collegio dei Ministri la facoltà di valutare bene

cosa realisticamente inserire all'ordine del giorno della giornata, la proposizione, votata all'unanimità da ogni Definitorio e da tutti i Definitori, ha indicato il senso di questo incontro: presentare “materiali di approfondimento in vista del lavoro dei Capitoli” (cf. Documento finale Pergine 2012

1.3). Il Documento finale della Assemblea dei Definitori di Pergine nella sua prima parte, parlando della preparazione dei Capitoli provinciali, ha indicato anche il materiale da preparare perché ogni Capitolo non solo possa verificare il cammino interprovinciale compiuto, ma si doti di strumenti che aiutino e favoriscano il comune lavoro in vista della decisione di aderire alla costituzione della nuova Provincia nel 2016. Così, secondo le indicazioni di Pergine 2012, si sono preparate le relazioni del Collegio dei Ministri, che verrà da me brevemente presentata, le relazioni del Segretariato Formazione e Studi, del Segretariato Missioni ed Evangelizzazione e del Gruppo degli Economi provinciali, che verranno consegnate ai capitolari e che ogni Capitolo deciderà come affrontare. Si sono preparati inoltre, sempre secondo Pergine 2012, l'Instrumentum Laboris comune, che ha visto anche il coinvolgimento delle fraternità locali, e l'Ordo Capituli, che regola i lavori capitolari circa la materia interprovinciale, strumenti che verranno oggi presentati. Dunque all'ordine del giorno di questa nostra assemblea intercapitolare sta la presentazione sintetica della relazione del Collegio dei Ministri, la presentazione dell'Instrumentum laboris, la presentazione e l'approvazione dell'Ordo Capituli. Non c'è solo il lavoro in questa nostra giornata patavina; il nostro stare insieme da fratelli riempie di ulteriore significato le ore di questo giorno, uno stare insieme che si esprimerà anche nel pranzo condiviso alle 13.30 presso la Casa del Pellegrino. Il nostro peregrinare al Santo non può infine concludersi che con la preghiera. Abbiamo infatti deciso di venire a Padova per chiedere a Sant'Antonio, nostro primo Ministro provinciale,

 

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Anno XXXV N. 235 Maggio 2013

     

di intercedere presso il Signore per il cammino che stiamo compiendo verso la costituzione della nuova Provincia. Ci ritroveremo in Basilica per le 15.30 per la celebrazione eucaristica durante la quale pregheremo anche per tutto l'Ordine, specialmente per il nuovo Ministro generale che dovrà essere eletto a giorni e per accompagnare il nostro fratello Josè nel suo nuovo e delicato incarico che papa Francesco gli ha affidato. Procedo ora alla breve e sintetica presentazione della relazione del Collegio dei Ministri dal titolo Dall'interprovincialità alla nuova Provincia. Secondo lo schema suggerito dal Documento finale della Assemblea dei Definitori di Pergine, la relazione, dopo una breve introduzione si sviluppa in tre parti: il resoconto sul cammino del triennio, le

prospettive, le proposte per il futuro. Ricordo che, come è scritto nel testo, le proposte, sotto forma di proposizioni da votare, sono state inserite, in modo più organico e tenendo presente il lavoro della apposita commissione, nell’Instrumentum Laboris per i Capitoli. È da notare anche che nel Resoconto prevale un linguaggio descrittivo e narrativo e ciò può

dare l’impressione di un linguaggio piuttosto “tecnico” mentre nella parte dedicata alle

Prospettive prevale un linguaggio interpretativo che si riferisce più direttamente ai valori che ci ispirano. Nello sforzo di rileggere il nostro cammino di Frati Minori del Nord Italia possiamo

riconoscere che in questi anni abbiamo lavorato in due ambiti essenziali: il ripensamento delle nostre presenze sul territorio e la qualificazione di organismi di orientamento e

decisione tra le sei Province. E’ stato questo, detto in modo stringato, il nostro modo di

vivere e interpretare la presenza dinamica del nostro carisma. Il Resoconto presenta nel dettaglio i risultati del lavoro delle sei Province nell'ambito del ripensamento delle nostre

presenze sul territorio (parte A) e i diversi e numerosi organismi interprovinciali che hanno consentito il raggiungimento di tali risultati e la maturazione di nuove prospettive (parte B). La prima parte del resoconto inizia con la presentazione di tutto il lavoro sulla cosiddetta

“mappatura” e le linee che hanno guidato il discernimento per arrivare a tracciare un

primo disegno, per il prossimo decennio, delle nostre fraternità di presenza e di testimonianza (vedi anche le prime due cartine allegate al testo). Si prosegue poi con la descrizione della situazione attuale circa il discernimento sulle cosiddette fraternità di servizio: case formative, centri di studio, infermerie, poli bibliotecari e archivi, curia

provinciale (vedi la terza cartina allegata che indica le attuali fraternità interprovinciali e quelle di servizio). La prima parte del Resoconto presenta poi in sintesi, rimandando i dettagli alla relazione specifica, il lavoro compiuto dal gruppo interprovinciale degli economi provinciali per concludersi con il sottolineare l'importanza di un risultato raggiunto nel lavorare insieme ad un unico progetto: “oggi - dice il testo - le sei Province non lavorano più progettando ciascuna per conto proprio, ma dentro un unico e condiviso percorso per il Nord Italia, che vede al lavoro molti soggetti, che vanno dal Collegio dei Ministri ai Definitori provinciali, dai Segretariati ai diversi gruppi e commissioni costituite ad hoc su temi specifici. Si

tratta di un’esperienza di condivisione davvero importante che non dobbiamo disperdere, tanto che in un certo senso forse si potrebbe dire che tra le cose nuove che dobbiamo mettere dentro la nuova Provincia c’è innanzitutto il senso, lo stile, la fatica, ma anche la bellezza e il valore di questo lavoro comune di progettazione che a vari livelli stiamo sviluppando tra di noi”.

La seconda parte del Resoconto mostra come sono stati ottenuti i risultati descritti nella prima parte, qualificando alcuni organismi di governo e di orientamento

di intercedere presso il Signore per il cammino che stiamo compiendo verso la costituzione della nuova
 

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Anno XXXV N. 235 Maggio 2013

     

dell’interprovincialità (Collegio dei Ministri, Assemblea dei Definitòri, Assemblea dei

Guardiani); attivando progressivamente i diversi organismi ordinari che hanno dato corpo al lavoro interprovinciale ( i due Segretariati, Formazione e Studi e Missioni ed Evangelizzazione, e le diverse commissioni stabili; va notato in particolare l'importante ruolo

svolto dalla Fo.Pe. nella programmazione e nella organizzazione di diversi appuntamenti tra i quali il Capitolo delle Stuoie, le giornate interprovinciali, gli annuali esercizi spirituali); attivando gruppi ad hoc ossia le commissioni temporanee; promuovendo e accompagnando progetti interprovinciali e collegati a esperienze di specifiche fraternità;

avvalendoci della consulenza di Diathesis. Nell’ultimo Allegato, suddivisi per organismi,

fraternità ed eventi di livello interprovinciale, è indicato il numero di frati coinvolti che nel corso degli anni si è via via ampliato.

La seconda parte della Relazione, quella segnata dal termine “Prospettive”, riporta

tre interessanti riflessioni che non solo rileggono tutto il percorso compiuto ma offrono criteri per un cammino ancora da compiere, nella consapevolezza che il futuro è ancora da costruire ma è dal passato, letto in profondità, che si trovano le indicazioni per un presente colmo di speranza. La prima prospettiva che viene offerta è quella di considerare il cammino che stiamo percorrendo alla luce di quelli che vengono definiti come alcuni dinamismi e itineranze da vivere. Il testo che riporta la riflessione sviluppatasi all'interno del Collegio dei Ministri e in parte già comunicata al Capitolo delle Stuoie presentando come dimensioni ambivalenti alcune polarità che si ritrovano nel vissuto quotidiano dei ministri stessi, dei frati e delle

fraternità locali, riflette su quelle che sono percepite come tensioni con tutta la loro carica di positività e di fatica: la tensione tra futuro e passato, la tensione tra l'accogliere la vita che nasce e l'accettare il mistero del morire, la tensione tra ciò che desideriamo e ciò che è possibile. “Il cammino - diciamo nella introduzione a questa parte - ci porta a riconoscere le risonanze affettive, interiori che si muovono dentro di noi, nel cammino che stiamo facendo. Anche in noi Ministri, che abbiamo la responsabilità e il compito di guidare il cammino di questi anni, il percorso in atto ha suscitato e suscita aspettative, emozioni, a volte fatiche, che cerchiamo di vivere dentro una prospettiva che si lasci illuminare e orientare dalle

grandi esperienze di cammino, di cambiamento e di novità che la stessa Parola di Dio ci propone: le categorie dell’Esodo, della conversione, della Pasqua, sono per noi le categorie chiave per illuminare il nostro sentire. Quello che stiamo facendo non è un semplice cammino di riorganizzazione, ma è in realtà un cammino di fede!”.

dell’interprovincialità (Collegio dei Ministri, Assemblea dei Definitòri, Assemblea dei Guardiani); attivando progressivamente i diversi organismi ordinari

La

seconda

prospettiva che offriamo alla comune riflessione nasce dalla costatazione

che, a differenza di altri tempi, oggi noi stiamo ridimensionando e progettando per dar vita ad una nuova realtà. Non parliamo più soltanto di una maggiore

collaborazione e di una maggiore integrazione tra le sei attuali Province, ma di una nuova realtà istituzionale: la Provincia

del Nord Italia

Noi oggi

... ci riconosciamo come

 

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Anno XXXV N. 235 Maggio 2013

     

frati trentini, lombardi, veneti… frutto di storie che hanno le loro peculiarità. Quel che stiamo

facendo vorrà dire anche giungere a elaborare una nuova identità e un nuovo senso di

appartenenza ...

da tempo le sei Province stanno costruendo assieme qualcosa che

potranno riconoscere come proprio

...

Sul piano dell’essere continua il lavoro volto ad aderire

sempre più e sempre più responsabilmente alla nostra vocazione, a dare un’anima al

cammino che stiamo facendo

È questa la motivazione esplicita che sempre ritorna in

... questo cammino: si tratta di operare scelte che aiutino a custodire la presenza dinamica del carisma, non la sopravvivenza delle strutture. Il fine del processo è quello di rivitalizzare la nostra vocazione e le nostre presenze in chiave carismatica perché siano in grado di esprimere la vitalità dello Spirito che le abita, non la stanca ripetizione di forme”.

Infine per dar forma concreta alla cosiddetta “mappatura”, che ci orienta per i prossimi anni, intendiamo tenere presenti tre attenzioni: “procedere insieme e allo stesso passo, mantenendo l’orientamento assunto concordemente sin dall’inizio del lavoro nella logica di un cammino fatto insieme, aiutandosi, aspettandosi, ma anche senza stancarsi di chiedere e richiedere alle altre Province chiarificazioni o riformulazioni. Adottare una necessaria gradualità e cura del processo di ridimensionamento a seconda delle diverse situazioni locali e facendo attenzione alle persone. Proporre con oculatezza e determinazione e valutare con realismo e con fiducia la disponibilità a inserirsi, anche temporaneamente, in fraternità di altre Province per collaborare alla riqualificazione delle stesse in ordine a quegli ambiti di significato che rappresentano gli aspetti di novità che dovrebbero connotare il francescanesimo nella Provincia del Nord Italia”.

Questo è il contributo che i vostri fratelli ministri offrono alla riflessione e alla verifica di ogni Capitolo provinciale e di ogni frate del Nord Italia, unitamente alle altre relazioni richieste dal Documento finale di Pergine 2012. Il triennio trascorso, se da una parte è stato impegnativo per la mole di lavoro e per il carico delle responsabilità, ci ha permesso dall'altra di crescere nella comunione, certi che, insieme a noi, le nostre fraternità provinciali sono cresciute in sincera apertura, collaborazione e capacità di progettare insieme, ponendo solide basi per un cammino di vera unione che nasce dal rispetto e dall'accoglienza di tutte le singole particolarità.

Il cammino che stiamo facendo, e in particolare questa giornata, esperienze di verifica, di discernimento e di progettazione, ci aiutino a trasformare in vita vissuta il pressante appello del padre S. Francesco: “Cominciamo, fratelli, a servire il Signore Iddio, perché finora abbiamo fatto poco o nessun profitto!” (1Cel VI,103 ).

frati trentini, lombardi, veneti… frutto di storie che hanno le loro peculiarità. Quel che stiamo facendo
frati trentini, lombardi, veneti… frutto di storie che hanno le loro peculiarità. Quel che stiamo facendo
     
 

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Anno XXXV N. 235 Maggio 2013

     
Fr. Franceso Patton presenta l’Ordo Capituli, che regolamenterà le discussioni e i processi decisionali in materia

Fr. Franceso Patton presenta l’Ordo Capituli, che regolamenterà le discussioni e i

processi decisionali in materia interprovinciale. Al fine di giungere a decisioni condivise e

formulate con le stesse proposizioni un’apposita commissione ha elaborato l’Ordo che viene

presentato con dovizia di particolari. Il testo è stato visionato e corretto più volte dal Collegio dei Ministri in sinergia con il lavoro dei Definitòri provinciali (cfr. Documento di Pergine 2012 n.

1.4). Ora viene presentato all’assemblea affinchè ogni Assemblea capitolare lo approvi. In

questo modo tutti i Capitoli provinciali avranno un Instumentum Laboris ed un Ordo Capituli comune; tutte le decisoni che riguardano la vita della Provincia vengono invece lasciate alla discrezione delle singole entità.

Fr. Francesco Patton ricorda che l’Ordo Capituli è diviso in due parti. La Prima Parte

regolamenta il funzionamento del Capitolo per la materia riguardante la vita della provincia. In sostanza si rimanda ai regolamenti provinciali (Regolamento) approvati dai singoli Capitoli. La Seconda Parte (artt. 7-13) contiene le norme che regolamentano la discussione e il processo decisionale per la materia a rilevanza interprovinciale. Al termine della presentazione si lascia spazio per domande e richieste di chiarimenti. Terminati gli interventi e le richieste di chiarimento, ogni Provincia procede alla

votazione per l’approvazione dell’Ordo. I segretari di ciascun Capitolo procedono all’appello per verificare la presenza dei capitolari e alla conta dei voti espressi in fomra

palese, per alzata di mano. L’Ordo Capituli viene approvato da tutti i Capitoli a larga maggioranza. Fr. Francesco Patton presenta poi sinteticamente l’Instrumentum Laboris: le prime due parti riguardano la materia interprovinciale (comune a tutti i Capitoli), la terza parte è diversa per ogni Provincia perché riguarda le diverse realtà territoriali. Fr. Francesco ricorda che l’IL raccoglie diverse proposizioni maturate nel corso dei lavori del Collegio dei Ministri, delle Assemblee dei definitòri, mentre altre sono state proposte dalle fraternità (a partire dal lavoro fatto sulle schede proposte a tutte le fraternità dalla Commissione interprovinciale IL).

Non essendoci richieste di chiarimento, si scioglie l’assemblea alle ore 13.00 per il

pranzo. Nel pomeriggio i capitolari si riuniscono nella Basilica del Santo per la celebrazione

eucaristica (presieduta da fr. Enzo Maggioni) e per invocare l’intercessione di s. Antonio di Padova, primo provinciale dei frati minori del Nord Italia. A laude di Cristo e del Poverello Francesco. Amen.

 

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13 Anno XXXV ● N. 235 ● Maggio 2013
13 Anno XXXV ● N. 235 ● Maggio 2013
13 Anno XXXV ● N. 235 ● Maggio 2013
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Anno XXXV N. 235 Maggio 2013

     

OMELIA S. MESSA CONCLUSIVA

fr. Enzo Maggioni

Lunedì della VII settimana di Pasqua: At 19,1-8; Gv 16, 29-33

Il Signore ci doni la

suo nome. E’ lei che

averne sminuito il valore

senza di lei, è sempre

Chi dice di averla

senz’anima.

Il Signore ci doni la suo nome. E’ lei che averne sminuito il valore senza di

sua pace!

Siamo qui. “Con-vocati”, chiamati insieme. E siamo qui con lei. Siamo qui nel

ci accompagna sempre, anche quando non ce ne

avvediamo… E’ nostra compagna in ogni momento anche se, a volte, ci accade di ignorarne la presenza tenera e forte, umile e potente, contrastata sia dentro che

fuori dei noi… Ma sempre tenace e resistente!

Vuole essere centrale rispetto al nostro vivere e non sopporta di essere

relegata a luoghi marginali della nostra esperienza o recuperata, quasi a forza, dopo

per distrazione o per negligenza.

Anche quando abbiamo vissuto momenti, scelte, gioie e fatiche di ogni giorno

riapparsa, umile ma decisa a trovare spazio nella nostra

durezza di cuore e di testa… Perfino dentro e oltre il nostro peccato!

persa attesta, in realtà, di non averla mai trovata o di aver

vissuto di sue caricature. Chi, invece, l’ha scoperta veramente, come dono

immeritato e fonte di una gioia non gridata ma profonda, non potrà mai perderla e godrà sempre della sua luce.

Solo in lei si fonda l’unica vera alternativa alla mediocrità, alla ricorrente

tentazione di appiattirsi su ruoli e compiti che possono ridurre la nostra vita ad una fredda e stancante esecuzione di funzioni e di prestazioni, portate avanti per inerzia,

Ci è sempre donata, ma va sempre invocata. Non la meritiamo ma dobbiamo desiderarla. Non è legata a nessun territorio, perché abita solo i territori del cuore! Non le appartiene la pace del quieto vivere, rifugge dalle cose scontate, anche se vive di ferialità. Tuttavia, sa osare e rischiare, al punto da poter essere ritenuta una follia!

E’ la passione più pura e più vera, capace di incendiare la vita e farla avvampare come un fuoco! Lo stesso fuoco che ancora può riscaldarci il cuore, al risentire le parole di Francesco:

Niente dunque ci ostacoli, niente ci separi, niente si interponga. E ovunque, noi tutti, in ogni luogo, in ogni ora e in ogni tempo, ogni giorno e ininterrottamente crediamo veracemente e umilmente e teniamo nel cuore e amiamo, onoriamo adoriamo, serviamo, lodiamo e benediciamo, glorifichiamo ed esaltiamo, magnifichiamo e rendiamo grazie all’altissimo e sommo eterno Dio, Trinità e Unità, Padre e Figlio e Spirito Santo, Creatore di tutte le

 

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cose e Salvatore di tutti coloro che credono e sperano in lui e amano lui (Rnb XXIII,

10-11)

Qui la riconosciamo. Qui ne sentiamo la voce! E proprio lei: la nostra fede! Una fede povera ma grande, ferita ma insopprimibile, che ci rimette ogni volta in cammino, che ci inquieta giustamente a fronte di ogni rassegnazione, di ogni stanchezza, di ogni desistenza. E’ solo nel suo nome che possiamo essere e dirci davvero pellegrini e forestieri (Rb VI, 2) in questo mondo! Solo per lei possiamo riappropriarci di un orizzonte essenziale che si pone come primo e ultimo dentro i nostri fuggevoli giorni. Solo per lei e con lei possiamo ricollocarci in quell’orizzonte escatologico che, con tanti uomini del nostro tempo, abbiamo di fatto smarrito, svilendo così la capacità di essere fino in fondo nella storia, per farne storia di scelta, di decisione, di presenza davvero evangelica. Qui sta il vero dramma che ci riguarda e che porta a ridurre il campo di influenza della fede sul nostro vissuto, allentandone la connaturale tensione, sminuendone la forza di cambiamento. Troppo e troppo spesso, fratelli, smarriamo questo fondamentale orizzonte di senso che - solo - rende possibile sentimenti, pensieri e azioni capaci di superare il tendenziale appiattimento sul presente. Dentro quella insuperabile tensione tra un “già” che fatichiamo a scorgere e un “non ancora” che troppe volte smettiamo di sperare, siamo incessantemente chiamati a credere fino in fondo nella possibilità di una storia che può essere sempre storia di salvezza. Comunque vadano le cose! Ma questo è possibile solo in una lettura delle nostre vicende personali e fraterne, che si ponga sempre dal punto di vista del compimento! In questo tempo di Pasqua sentiamo continuamente come lo Spirito ci venga donato dal Risorto per insegnarci ogni cosa e ricordarci tutto quello che ci ha detto (Gv 14,26), per guidarci alla verità tutta intera (Gv 16,13). Una verità che comprende anche quella della nostra forma vitae, del nostro modo di incarnare, oggi, il Vangelo. Del resto, quando mai i cambiamenti veri e profondi nel corso della storia francescana sono avvenuti per altra via? Solo lo Spirito, vero ministro generale dell’Ordine (2Cel 193: FF 779) ha suscitato, suscita e susciterà i profeti del cambiamento! Ma questi non potranno che essere frati “credenti”, uomini che sanno stare dentro l’umile e fattiva disponibilità a

mettersi sempre in discussione e a disposizione, per fare di ogni evento e di ogni momento un luogo di crescita nella fede!

Uomini e frati che non pretendono

tanto di cambiare le situazioni; ma che, al contrario, dentro ogni situazione colgono un appello a cambiare se stessi! Perché solo allora si potranno veramente cambiare

anche le cose…

cose e Salvatore di tutti coloro che credono e sperano in lui e amano lui (Rnb
 

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In caso contrario, c’è spazio solo per l’ideologia funzionale alle aspettative egocentriche di qualcuno, o per
In caso contrario, c’è spazio solo per l’ideologia funzionale alle aspettative egocentriche di qualcuno, o per
In caso contrario, c’è spazio solo per l’ideologia funzionale alle aspettative egocentriche di qualcuno, o per

In caso contrario, c’è spazio solo per l’ideologia funzionale alle aspettative

egocentriche di qualcuno, o per una chiacchiera che si è fatta ormai insopportabile, o per una conflittualità che arriva a reperire ragioni pseudo carismatiche per mascherare quelle che, in realtà, sono altro che nuove forme di appropriazione! La smentita più radicale alla bellezza della nostra vita francescana.

Un vero e proprio peccato contro lo Spirito (Mt 12, 31-32).

Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede? Questa

domanda rimbalza dunque dal testo degli Atti degli apostoli (At 19, 1-8) come una provocazione anche per noi! Il rischio, infatti, è quello di sostare

perennemente in un “battesimo di Giovanni”, metafora di una propedeutica che non può prostrarsi all’infinito, spostando sempre più avanti lo dico per una verifica a livello soprattutto personale – quel frutto spirituale del “de-cidere” che, dal Battesimo alla Professione religiosa, non può che darsi attraverso un “re-cidere”,

per sola grazia, tutto ciò che ci impedisce di diventare davvero noi stessi, donando la vita per la causa del Regno.

Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velatodicono al Signore. Possiamo dirlo anche noi a lui! Ma esattamente come i discepoli di allora, rischiamo di ridurre la comprensione della

sua parola ad un fatto verbale e non ad un

“verbo” fattuale! E il velo di una poca fede,

che vive di idee ma che resta indisponibile,

rimane… Non basta, certo, capire le cose

con la testa per credere e decidersi per Lui! Non ci resta come secondo il Vangelo odierno è accaduto anche ai discepoli che affrontare lo scandalo e la vergogna di una infedeltà vissuta ma riconosciuta, accettata ma confessata, tribolata ma feconda, dentro la quale possiamo recuperare quel vero e profondo sentire che autentifica e avvalora ogni

 

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nostro operare rendendo credibile anche ogni nostro dire… Solo questo porta ad una fede coraggiosa, capace di vincere il mondo nel nome di Colui che sa tutto perché è uscito da Dio, e che non è mai solo perché il Padre è sempre con lui. Così, anche la nostra vocazione è chiamata ad essere un continuo evento di fede fondato sull’ascolto:

Da che abbiamo abbandonato il mondo, non abbiamo da fare altro che essere solleciti di seguire la volontà del Signore e piacere solo a lui. Guardiamoci bene dall’essere la terra lungo la strada, o terra sassosa o invasa dalle spine, secondo quanto dice il Signore nel Vangelo… (Rnb XXII, 9-10: FF 57-58). Essa non può che costituire un processo vitale, determinato consolidato e accresciuto solo dall’ascoltare, cioè dall’obbedire (ob-audire). E’ sempre Francesco che ci esorta ancora e con forza:

Ascoltate, figli del Signore e fratelli miei, e prestate orecchio alle mie parole. Inclinate l'orecchio del vostro cuore e obbedite alla voce del Figlio di Dio. Osservate con tutto il vostro cuore i suoi precetti e adempite perfettamente i suoi consigli. Lodatelo perché è buono ed esaltatelo nelle opere vostre, poiché per questo vi mandò nel mondo intero, affinché rendiate testimonianza alla voce di lui con la parola e con le opere e facciate conoscere a tutti che non c'è nessuno Onnipotente eccetto Lui. Perseverate nella disciplina e nella santa obbedienza, e adempite con proposito buono e fermo quelle cose che gli avete promesso. Il Signore Iddio si offre a noi come a figli (LOrd, 5-11: FF 216). Di fatto è solo questa la figura della nostra fede di frati minori. Essa assume una connotazione specifica e singolare: è una fede “fraterna-obbedienziale” mai riducibile ad una esperienza solo personale. Anzi: la dimensione personale della nostra fede può crescere veramente solo nell’orizzonte di questa fede “fraterna- obbedienziale”! Il modo di vivere il Vangelo che qualifica la nostra forma vitae sta quindi essenzialmente in questa capacità di ascolto, in questa obbedienza, che Francesco colloca non casualmente al primo posto nella menzione dei voti, all’inizio delle due Regole (Rnb I,1: FF 4; Rb I,1: FF 75). In effetti, la fedeltà alla nostra vocazione è legata ad una appartenenza (affettiva ed effettiva) alla fraternità, che si configura come un essere accolti all’obbedienza (Rnb II,9: FF 7; Rb II,11: FF 80), e un essere tenuti ad essa (Rnb 3-4: FF 3; Rb I, 2-3: FF 76). Solo nella fraternità, infatti, si promette obbedienza (Rnb II, 13: FF 8; Rb II, 14: FF 81). E al di fuori di questo imprescindibile fondamento della nostra forma di vita può esistere, per Francesco, solo un andar vagando fuori dell’obbedienza (Rnb II,9-10: FF 7), segno di una appropriazione e di un potere che da benedetti rende maledetti (Rnb V,9-17: FF 19-21). Parole di Francesco! Parole dure ma vere! Parole che fanno toccare lo spessore autentico della nostra minorità che andrebbe intesa, secondo il linguaggio dei nostri giorni, come espropriazione e presa di distanza rispetto al nostro “ionarcisista e tirannico. Prima nei confronti di noi stessi e poi, di conseguenza, anche rispetto agli altri. E’ passato il tempo di frati che intendano andare solo sulla propria strada, pretendendo ascolto e riconoscimento; è ormai tempo di fratelli che, indipendentemente da quello che fanno concretamente, sappiamo essere “minori

 

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Anno XXXV N. 235 Maggio 2013

     

nella umile disponibilità

credere che si possano

Anche i Capitoli

della nostra disponibilità

Cominciamo sempre! E

a giocarsi fino in fondo per il Signore e con i fratelli che

condividono questa forma vitae. Non ci sono altri modi per essere davvero significativi oggi! E non dobbiamo

produrre “frutti” davvero evangelici nella prospettata unione

delle nostre provincie, al di fuori di questa prioritaria esigenza!

che ci accingiamo a celebrare, alla fine, sono semplici

mediazioni per la nostra fede! Saranno capitoli determinanti un futuro di bene per noi e per quanti il vorranno intraprendere questa vita (Rb II, 1: FF 77), solo nella misura

a ricominciare con l’aiuto della sua sola grazia (LOrd VII, 52:

FF 233). E dunque cominciamo fratelli! Cominciamo con fede! Cominciamo ancora!

per noi intercedano frate Francesco il piccolo, frate Antonio

il teologo, con sorella Chiara, la cristiana!

nella umile disponibilità credere che si possano Anche i Capitoli della nostra disponibilità Cominciamo sempre! E
nella umile disponibilità credere che si possano Anche i Capitoli della nostra disponibilità Cominciamo sempre! E
nella umile disponibilità credere che si possano Anche i Capitoli della nostra disponibilità Cominciamo sempre! E
nella umile disponibilità credere che si possano Anche i Capitoli della nostra disponibilità Cominciamo sempre! E
nella umile disponibilità credere che si possano Anche i Capitoli della nostra disponibilità Cominciamo sempre! E
 

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Anno XXXV N. 235 Maggio 2013

     
Dal Definitorio I lavori iniziano alle ore 9.00 con una preghiera di invocazione allo Spirito Santo.
Dal Definitorio I lavori iniziano alle ore 9.00 con una preghiera di invocazione allo Spirito Santo.

Dal Definitorio

I lavori iniziano alle ore 9.00 con una preghiera di invocazione allo Spirito Santo. Segue l’approvazione
I lavori iniziano alle ore 9.00 con una preghiera di invocazione
allo Spirito Santo. Segue l’approvazione unanime del verbale del XLIII
Congresso definitoriale. Essendo l’ultimo Congresso definitoriale prima
del capitolo provinciale, il Ministro ringrazia il Vicario, i definitori e il
segretario per il lavoro svolto. Esprime tale ringraziamento sia a titolo
personale che a nome di tutti i frati della provincia. Fr. Francesco
Milano -
Curia
Provinciale
15 Maggio
ricorda la mole di lavoro affrontata e la costante ricerca del bene di
tutti e di ciascuno. Ringrazia per la dedizione, per la perseveranza
nella fatica nei momenti delle decisioni gravose. Sempre si è cercato
di giungere a decisioni condivise e, talvolta, questo ha chiesto di
ritornare più volte sulle stesse cose. Invita tutti a ringraziare il Signore
per il cammino fatto e chiede di continuare a pregare Dio perché
2013
porti a compimento l’opera iniziata. Fr. Francesco infine ringrazia per il
sostegno e la vicinanza che ciascun membro del definitorio gli ha
offerto in questi anni.
Il Ministro informa il Definitorio circa le condizioni dei fratelli
infermi. Nei prossimi giorni fr. Emanuele Pedrini, dopo l’operazione
chirurgica a cui è stati sottoposto, trascorrerà un periodo di degenza
in infermeria; anche fr. Arcangelo, un frate della Provincia piemontese,
si trasferirà a Sabbioncello. Fr. Simone e fr. Fulgenzio Furlotti sono
recentemente ritornati in Italia (risiedono nel convento di s. Angelo).
Il Ministro comunica che, dopo debita ammissione da parte
dello stesso, il 5 maggio u.s. in occasione della festa dei genitori, fr.
Enrico Russotto ha ricevuto il ministero istituito dell’accolitato e fr.
Cristiano Castegnaro ha ricevuto il ministero istituito del lettorato. La
celebrazione è stata presieduta da fr. Francesco Patton, Ministro
delegato.
Il 6 maggio u.s. il Ministro è stato a Cademario (Ticino) per l’inizio
della visita canonica. Avrebbe dovuto fermarsi per qualche giorno,
ma è rientrato il giorno successivo a causa di una colica renale. Non
appena sarà possibile concluderà l’ascolta delle sorelle.
Il Ministro presenta il lavoro del Collegio dei Ministri OFM del
Nord Italia svolto il 19 aprile a Genova (per informazioni più dettagliate
cfr. apposito verbale).
Si passa alla verifica della giornata inter-capitolare a Padova il
13 maggio 2013. Tutti concordano nel dire che il clima è stato fraterno
e sereno. E’ stato importante ritrovarsi insieme per ribadire che tutti i
capitoli lavoreranno sugli stessi temi e con gli stessi strumenti. Si
sottolinea la bellezza del viaggio insieme (pullman) e del
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Anno XXXV ● N. 235 ● Maggio 2013
pellegrinaggio a Padova, dove siamo stati fraternamente accolti dai frati minori conventuali (ministro provinciale del Nord
pellegrinaggio a Padova, dove siamo stati fraternamente accolti dai frati minori conventuali (ministro provinciale del Nord
pellegrinaggio a Padova, dove siamo stati fraternamente accolti dai frati minori conventuali (ministro provinciale del Nord

pellegrinaggio a Padova, dove siamo stati fraternamente accolti dai frati minori conventuali (ministro provinciale del Nord Italia e custode della Basilica del Santo). Su richiesta del Collegio dei Ministri

del Nord Italia il definitorio provinciale ha fornito alcuni suggerimenti:

persone adatte per la composizione della fraternità FAV-postulato;

il

luogo

per

la fraternità FAV-

postulato;

 

un

quadro complessivo per la

collocazione delle case formative.

 

Si

stabilisce che in una delle prime

sessioni di lavoro del Capitolo provinciale il

Ministro presenti la sintesi

delle

riflessioni

fatte dalle

fraternità

sulle

relazioni

fondamentali (Relazioni: Ministro provinciale, Economo provinciale e Pastorale giovanile e vocazionale). Si lascerà un congruo spazio per domande di chiarimento, per il dibattito e per formulare proposte a partire dalle riflessioni presentate. Si discute lo schema per la presentazione in Capitolo della proposta di

fr. Clemente Moriggi di creare un legame tra la Provincia e la Fondazione Fratelli di s. Francesco.

  • I frati del convento di Rezzato (BS)

hanno presentato la richiesta per la

ristrutturazione del tetto sovrastante la biblioteca antica. I lavori sono improrogabili a causa di diverse infiltrazioni,

che mettono a rischio il patrimonio librario. Il Definitorio esprime parere favorevole a che venga eseguito il lavoro presentato

con procedura d’urgenza.

Fr. Enzo Imbimbo e fr. Enrico Russotto

hanno chiesto di essere ammessi alla professione solenne. Il Maestro, fr. Almiro Modonesi legge la relazione di presentazione dei candidati. Il Ministro legge poi la lettera del guardiano che

accompagna i voti espressi in forma segreta da tutti i frati professi solenni della fraternità. Sentito il parere anche del Definitorio, il Ministro ammette i due candidati.

  • I lavori del Congresso Definitoriale si

concludono alle ore 17.00 circa. A laude di Cristo e del

Francesco. Amen!

Poverello

 

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Anno XXXV N. 235 Maggio 2013

     

Testimonianze di vita Fraterna

   
   

Il 21 aprile scorso, accompagnata dai frati minori di Lombardia e

Pellegrinaggio

insieme ad altri 20 pellegrini come me, partivo per raggiungere i luoghi di

Gesù: la Terra Santa, Terra d’origine di ogni cristiano.

Un desiderio mi ha spinto a partire e mi ha condotto lungo tutto il

giovani in Terra Santa

21-28

aprile

Viaggio: quello di poter vivere i Suoi luoghi, immergermi in quella stessa luce, in quei colori e in quei profumi che avvolsero il Suo corpo e

camminare là dove il Signore pose i suoi passi, per poterlo incontrare e conoscere ancora più profondamente. Perché credo che non ci sia niente di più bello per chi ama, di conoscere e fare propria la realtà da

2013

dove l’amato proviene. Da quel giorno è passato più di un mese, ma il Viaggio: una settimana di intensa bellezza, un’esperienza veramente preziosa per la mia anima, è ancora vivo nella mia mente e nel mio cuore. Un Viaggio intenso, ricco di gioia ma anche impegnativo interiormente. Un Viaggio che per me è stato soprattutto un cammino dell’anima. Lì tutto parla di Lui, ed è impensabile non lasciarsi toccare, scuotere e abbracciare dal Signore. Ogni luogo, attraverso l'ascolto della Parola e la presenza dei miei fratelli, ha parlato alla mia anima ma solo i luoghi della Passione di Cristo, in particolar modo l’Orto degli Ulivi e la città di Gerusalemme,

vera e forte come la vita, luogo in cui l’eternità si unisce con la storia,

hanno portato alla luce tutte le mie resistenze e desideri ancora trattenuti, ma anche l’intuizione bella e pacificante che il Signore, attraverso il dono della consapevolezza dei peccati, mi stava chiamando ad una nuova vita, grande e libera. Caro al mio cuore è stato poi il Santo Sepolcro, il luogo che ha riempito inaspettatamente di pace la mia anima e che ha reso ancora più chiara in me la certezza che senza la Resurrezione di Gesù la nostra fede sarebbe vana. Perché resuscitando il Signore non solo ha sconfitto il peccato ma ci ha dato la prova concreta che tutto quello in cui

crediamo è vero; è vero che la Vita vince sulla morte; è vero che il Bene

vince sul male; è vero che l’Amore è eterno.

vince sul male; è vero che l’Amore è eterno.

Luoghi la cui bellezza impegnativa ho potuto accogliere grazie alla dolcezza e alla tranquillità vissuta a Nazaret nella Grotta della

Visitazione, là dove Maria con il suo Sì ha aperto la via della Salvezza.

Luogo che ha destato in me una domanda: “Clara, vuoi dire Sì al Signore?” “Vuoi, con tutta la tua mente e il tuo cuore abbandonarti all'amore di Dio?”.

Tante le grazie che il Signore ci ha voluto donare in questo Viaggio: la nostra guida fr. Pasquale Ghezzi che con la sua passione, umiltà e semplicità mi ha avvicinato ancora di più a Gesù in quanto uomo, la messa celebrata nelle prime ore del mattino nella Chiesa inferiore della Basilica dell’Annunciazione, il dono grandissimo di aver avuto mezz’ora di tempo, solo per il nostro gruppo, per rimanere in

di Clara

adorazione silenziosa e profondissima del Mistero della Nascita di Gesù,

Maiorano

nella Grotta della Natività. Per me poi, la grazia più importante è stata quella di poter gustare, attraverso coloro che come me hanno camminato da pellegrini

 
   

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Anno XXXV N. 235 Maggio 2013

     

Testimonianze di vita Fraterna

Testimonianze di vita Fraterna nella Terra di nostro Signore, tutta la bellezza dell'essere fraternità. E non
Testimonianze di vita Fraterna nella Terra di nostro Signore, tutta la bellezza dell'essere fraternità. E non
Testimonianze di vita Fraterna nella Terra di nostro Signore, tutta la bellezza dell'essere fraternità. E non
nella Terra di nostro Signore, tutta la bellezza dell'essere fraternità. E non finirò mai di ringraziare
nella Terra di nostro Signore, tutta la bellezza dell'essere fraternità. E non
finirò mai di ringraziare il Signore di avermi fatto incontrare dei fratelli che
hanno vissuto questo Pellegrinaggio con la mia stessa volontà di
camminare insieme. Volontà che condivisa ha generato tra noi un clima
di armonia, pace, gioia e amore.
Il frutto del Pellegrinaggio lo vedo nelle amicizie sincere che stanno
nascendo tra alcuni di noi e in quella nuova forza vitale e maggiore
chiarezza che sta acquisendo la mia vita.
Ringrazio con tutto il mio cuore Gesù che mia ha donato questo
Viaggio, San Francesco che per primo ha amato questa Terra; i nostri frati:
fr. Davide Sironi, fr. Giambattista del Pozzo e fr. Pasquale Ghezzi che ci
hanno accompagnato lungo tutto il cammino, e tutto l’Ordine
francescano perché, senza il loro amorevole servizio di recupero, cura e
custodia dei Luoghi Sacri e di aiuto concreto per i cristiani che abitano in
Israele, noi saremmo privi delle nostre origini. E i cristiani non possono
perdere la testimonianza terrena della vita del Signore.
Custodire i luoghi sacri è di vitale importanza per la nostra fede
perché ci permette di incontrare Cristo, conoscerlo, amarlo ed essere
amati e chiamati da Lui. I luoghi sacri sono importanti per la nostra fede
perché ci ricordano che non si può vivere appieno la relazione con Cristo
se si elimina la concretezza della vita.
Adesso spetta a me, dopo tanta Grazia, di portare la Terra Santa
nei luoghi e alle persone che fanno parte della mia quotidianità.
A me la volontà di lasciarmi cambiare da tanto Amore.
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Anno XXXV ● N. 235 ● Maggio 2013

Testimonianze di vita Fraterna

PENTECOSTE

2013:

rinnovato Capitolo delle Stuoie

PENTECOSTE 2013: rinnovato Capitolo delle Stuoie di fr. Roberto Ferrari

di fr.

Roberto

Ferrari

A Santiago di Compostella si è ripetuto l'evento straordinario di un rinnovato Capitolo delle Stuoie; di una presenza cioè numerosissima di frati provenienti da ogni parte del mondo, e al centro di questo evento lo Spirito Santo che ovunque nella Chiesa viene invocato in occasione della Pentecoste, e che nei giorni 18 e 19 maggio, a Santiago di Compostella, assumeva un significato del tutto speciale. Come per ogni Capitolo delle Stuoie c'era ad accoglierci il successore di S. Francesco, il Ministro Generale della nostra Fraternità, fr. José Rodriguez Carballo (e in quel momento di accoglienza così ancora l'ho visto, come Ministro generale, anche se il codice di diritto canonico non lo riconosceva più tale, ma già in conformità con l'Ordinazione che di lì a poco avrebbe ricevuto). A tutti esprimeva con commosso abbraccio, la gioia dell'incontro e rivolgeva a ciascun confratello un pensiero di gratitudine. Senz'altro è parso più emozionato del solito: eravamo nella sua bellissima terra di Galizia e l'evento che si stava per celebrare, non lasciava l'interessato e i

presenti tanto indifferenti. Il nuovo Papa, Francesco, lo ha infatti “preso”

tra noi frati minori, e nominato Segretario della Congregazione per la Vita Consacrata e le Società di vita Apostolica, elevandolo alla dignità di Arcivescovo. Il motivo pertanto dell'essere là convenuti era l'Ordinazione Episcopale di Fr. José. Vi era presente una rappresentanza davvero straordinaria di frati e di vescovi, soprattutto francescani, che svolgono il loro ministero in ogni area della nostra terra, ricchi di esperienze e desiderosi di potersele scambiare reciprocamente. Erano presenti naturalmente confratelli che vivono a Roma nelle case per il servizio diretto all'Ordine; Ministri (o già) Provinciali, diversi ancora in carica e conosciuti al Capitolo Generale

2009; frati incontrati anche in visite presso terre di missione

...

;

gli attuali

Ministri Generali dei Frati Cappuccini e Conventuali; il nostro già Ministro Giacomo Bini; e vari Cardinali, alcuni dei quali del nostro Ordine; Autorità varie… e molta gente che, unitamente ai suoi familiari, riempiva la stupenda Cattedrale di Santiago. E' stato in definitiva un grande evento, dai risvolti coinvolgenti e particolarmente emozionanti. La spontaneità e l'affetto di mons. fr. José Carballo si sono avvertiti, in modo particolare, nella Messa di ringraziamento Domenica 19 festa di Pentecoste, dove nella nostra chiesa di S. Francesco ha presieduto la solenne celebrazione, abbracciando in noi, tutti i confratelli sparsi nel mondo. Mi sembra significativo, pensando alla sua appartenenza all'Ordine, ricordare 3 città del suo “cammino”, che è poi quello della ricerca della fede presso le tombe degli Apostoli: Santiago luogo della sua accoglienza tra i frati,

della sua formazione e della sua crescita nel ministero (fino ad essere

Provinciale); Gerusalemme città della fede e della sua preparazione biblica; Roma, dove conclusi gli studi, si è speso per il servizio all'Ordine con grande generosità, facendosi “pellegrino nel

mondo” per sostenere, incoraggiare e tenere uniti tutti i fratelli a lui

affidati, nella fedeltà alla loro vocazione.

 

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Anno XXXV N. 235 Maggio 2013

     

Testimonianze di vita Fraterna

Testimonianze di vita Fraterna Ora, Arcivescovo di Santa Romana Chiesa, non dimenticherà sicuramente il “suo essere

Ora, Arcivescovo di Santa Romana Chiesa, non dimenticherà sicuramente il “suo essere frate minore” e ne sono certo, saprà ben coniugare l'essere figlio di Francesco d'Assisi (e Suo successore), con il servizio alla Chiesa universale a cui Papa Francesco lo ha chiamato. Per questo lo accompagniamo con riconoscente affetto

nella preghiera in questa “nuova avventura” della sua vita.

Il Signore guidi sempre il suo cammino.

Testimonianze di vita Fraterna Ora, Arcivescovo di Santa Romana Chiesa, non dimenticherà sicuramente il “suo essere
Testimonianze di vita Fraterna Ora, Arcivescovo di Santa Romana Chiesa, non dimenticherà sicuramente il “suo essere
Testimonianze di vita Fraterna Ora, Arcivescovo di Santa Romana Chiesa, non dimenticherà sicuramente il “suo essere
Testimonianze di vita Fraterna Ora, Arcivescovo di Santa Romana Chiesa, non dimenticherà sicuramente il “suo essere
 

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Anno XXXV N. 235 Maggio 2013

     

Testimonianze di vita Fraterna

di fr. Stefano Invernizzi

di fr. Stefano Invernizzi
di fr. Stefano Invernizzi

I frati della Fondazione San Francesco d’Assisi in Russia ed in Kazakhstan, si sono radunati quest’anno per il loro incontro annuale alla

Verna, in Italia, dal primo al quattro di maggio. Provenienti dalle cinque Fraternità che compongono la Fondazione, tre in Russia (San Pietroburgo, Novosibirsk, Ussurisk) e due in

Kazakhstan (Alma Ata, Taldikurgan), i frati si sono radunati all’Antonianum a Roma da cui sono partiti insieme per il Santuario della Verna. Venti sono in tutto i frati appartenenti alla Fondazione; essi

provengono da otto diverse Province dell’Ordine, mentre due frati russi

sono incardinati nella Fondazione stessa: dei due, uno è studente all’Antonianum a Roma e l’altro a Verona, in Italia. Dieci sono invece i diversi Paesi di provenienza di questi frati. Essi negli immensi territori di Russia e Kazakhstan si prendono cura di sei parrocchie, e lavorano in organismi diocesani; sono insegnanti nel seminario cattolico e lavorano nel campo sociale anche in dialogo con la Chiesa Ortodossa a favore di bambini e di senza fissa dimora; infine gestiscono una scuola per bambini di famiglie meno abbienti. Questa Fondazione dipende direttamente dal Ministro Generale

ed i lavori di questo incontro annuale, sono stati seguiti ed animati dal

Vicario Generale dell’Ordine, frate Michael Perry, dal Definitore di zona, frate Ernest Siekierra (che ha moderato il lavoro in assemblea), e dal Segretario Generale delle Missioni, frate Massimo Tedoldi. Ha presenziato attivamente all’incontro anche il Delegato del Ministro Generale per questa Fondazione, frate Klaudiusz Michakski. Queste giornate sono state dedicate anche alla Formazione Permanente. Frate Antonio Scabio, Ministro Provinciale del Veneto,

durante la prima giornata ha aiutato i frati a riflettere sul tema: “Le relazioni fraterne”. Sono seguiti i proficui lavori nei gruppi ed il lavoro in assemblea. Nel pomeriggio, vi è stato poi in Santuario un avvenimento importante che mostra la benedizione del Signore su questa Fondazione:

il Vicario Generale, frate Michael, infatti, durante una toccante celebrazione, ha accolto i voti solenni e perpetui di frate Vitalik Kostiuk:

giovane russo che ha concluso il proprio cammino di formazione iniziale (ha fatto il noviziato a Baccanello) e prosegue i propri studi teologici presso lo studentato di Verona. Numerosi i frati presenti, oltre a quelli della Fraternità della Verna,

alla toccante celebrazione provenienti per l’occasione anche dalla Curia

Generale e dal Veneto tra cui il suo già maestro frate Almiro Modenesi. Nella seconda giornata ha tenuto la propria relazione il Vicario Generale che, oltre a ringraziare i frati per la loro presenza in quelle terre, li ha anche esortati a riflettere sulla loro vita di orazione e devozione, sulla condivisione in Fraternità dei doni ricevuti dal Signore, sulla loro vicinanza ai poveri e sul dialogo da condurre con i fratelli di altre confessioni cristiane e di altre religioni. Anche frate Massimo Tedoldi ha portato il proprio contributo ai frati della Fondazione parlando loro delle

 

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Anno XXXV N. 235 Maggio 2013

     

Testimonianze di vita Fraterna

“Nuove forme di evangelizzazione”, prendendo spunto dal documento dall’ultimo Sinodo dei Vescovi sull’argomento’. Relazioni sono state
“Nuove forme di evangelizzazione”, prendendo spunto dal
documento dall’ultimo Sinodo dei Vescovi sull’argomento’.
Relazioni sono state tenute in questa giornata anche
dal Delegato del Ministro Generale e dal Presidente di questa
Fondazione, frate Eliot Marecki, che hanno descritto la realtà
della Fondazione secondo il loro punto di vista.
Nel tempo rimasto e nella mattinata successiva, i frati
della Fondazione hanno discusso in assemblea sui vari stimoli
ricevuti ed hanno portato quindi a conoscenza del Vicario
Generale, del Definitore Generale e del Segretario Generale
delle Missioni i risultati raggiunti.
Ne sono usciti degli orientamenti che guideranno per il
prossimo anno il cammino della Fondazione.
Alla Verna l’incontro si è concluso con la celebrazione
eucaristica e le parole di incoraggiamento rivolte dal Vicario
Generale ai frati.
A questo incontro hanno preso parte anche tre frati
desiderosi di conoscere più da vicino questa Fondazione per,
eventualmente, entrare a farne parte in futuro.
Rientrati a Roma, i frati della Fondazione hanno
terminato il loro incontro con un pellegrinaggio e ritiro
spirituale svoltosi nella giornata del quattro di maggio alla
casa di preghiera della Provincia romana di Bellegra ed a
Subiaco.
I frati della Fondazione sono rimasti colpiti dalla
fraterna accoglienza riservata loro dai frati dell’Antonianum,
della Verna e di Bellegra e di ciò ringraziano il Signore; così
come motivo per ringraziare il Signore è la vicinanza espressa
anche in questa occasione dalla Curia Generale per risolvere
alcuni problemi della Fondazione.
Il giorno sette di maggio, i frati hanno lasciato Roma
per far ritorno nelle loro Fraternità in Russia ed in Kazakhstan
per riprendere con più forza ed entusiasmo la loro
testimonianza di vita francescana.
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Anno XXXV ● N. 235 ● Maggio 2013

…dai Monasteri

Capitoli elettivi

2012-2013

Sorelle

Clarisse

Federazione

Liguria-

Lombardia-

Piemonte

…dai Monasteri Capitoli elettivi 2012-2013 Sorelle Clarisse Federazione Liguria- Lombardia- Piemonte Vicoforte – 2 luglio 2012

Vicoforte 2 luglio 2012 Madre

sr. Rosa Paola Elisabetta Piano

Vicaria

sr. Grazia Daniela Carbotta

Discrete

sr. Anna Chiara Giuliano

sr. Elena Amata Selleri sr. Maria Immacolata Quazzo

Milano 25 gennaio 2013 Madre

sr. Enrica Serena Villa

Vicaria

sr. Chiara Benedetta Conte

Discrete

sr. Chiara Veronica Longoni sr. Maria Letizia Casiraghi sr. Chiara Francesca Visconti

Bra 28 gennaio 2013 Madre

sr. Maria Amata Capretti

Vicaria

sr. Chiara Maria Zurlo

Discreta

sr. Carla Cristiana Scalise

Boves 11 febbraio 2013 Madre

sr. Anna Serena Pepino

Vicaria

sr. Marilena Ester Rota

Discreta

sr. Maria Enrica Garro

Bergamo 22 febbraio 2013 Madre

sr. Miriam Mapelli

Vicaria

sr. Maria Letizia Lazzaroni

Discrete

sr. Grazia Maria Zucchelli sr. Annamaria Francesca Rossi sr. Benedetta Cagnola

Lovere 27 febbraio 2013 Madre

sr. Miriam Soldati

Vicaria

sr. Debora Maria Pegurri

Discrete

sr. Giovanna Paola Lonati sr. Emanuela Francesca Sangaletti

sr. Emanuela Roberta Coppeti

Roasio 15 marzo 2013 Madre

sr. Nazarena Baraldini

Vicaria

sr. Gianna Barbara Balzaretti

Discreta

sr. Giorgia Pisante

Bienno 19 marzo 2013 Madre

sr. Maria Andreina Sorini

Vicaria

sr. Chiara Amata Tognali

Discreta

sr. Maria Chiara Savi

Leivi 10 aprile 2013 Madre

sr. Chiara Gioia Denegri

Vicaria

sr. Maranatha Oliveri

Discreta

sr. Chiara Serena Cattaneo

Imperia 11 aprile 2013 Madre

sr. Maria Chiara Mela

Vicaria

sr. Chiara Libera Virzì

Discreta

sr. Maria Rosaria Beretta

Sarzana 18 maggio 2013 Madre

sr. Maria Bartolomea Andreotti

Vicaria

sr. Maria Gabriella Alberio

Discreta

sr. Tiziana Aurora Ricci

 

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Anno XXXV N. 235 Maggio 2013

     
VERSO IL CAPITOLO,

VERSO IL CAPITOLO,

 

DA “UOMINI DI FEDE”

di fr. Tarcisio Colombotti

 

In questo Anno della FEDE, oltre ad approfondire la FEDE nella meditazione della

 
 

Parola di Dio e Leggi: Regola,

nei formulari della Liturgia, ho voluto indagare sulla FEDE anche nelle nostre CC.GG. e SS.GG., con l’intento di riappropriarmi dei testi della nostra

 

Tradizione e che a loro modo ci indicano la via della vita francescana. Nulla di nuovo sotto il sole, ma riscoperta di perle preziose ricche di luce per la nostra vita, oggi. Le metto in comune senza la pretesa di interpretazione autentica dei testi e cosciente della semplicità

 

della proposta,

ma forse ancora utili a coloro che camminano nella condivisione dello

 

stesso carisma, vocazione e missione.

LA FEDE: DALLA REGOLA ALLE CC.GG. E SS.GG.

 
 

Quando

la Regola parla della FEDE, aggiunge anche l’aggettivo qualificativo di

 

CATTOLICA, per cui il frate si impegna a vivere la FEDE CATTOLICA. Fin dall’inizio del cammino alla ricerca della propria vocazione, il discernimento implica un‘indagine sullo stato della FEDE; per questo a un giovane che vuole entrare nell’Ordine dei Frati Minori si

chiede di sottoporsi ad un serio esame sulla FEDE CATTOLICA perché è su questo fondamento stabile della FEDE creduta, FEDELMENTE professata e osservata che poggia la vita consacrata. Lo richiede la Regola Bollata al Cap. II, che recita: “I ministri, poi,

 

diligentemente

li esaminino intorno alla FEDE CATTOLICA e ai sacramenti della Chiesa. E se

 

credono tutte queste cose e le vogliono FEDELMENTE professare e osservare fermamente

fino alla fine…Francesco non si limita alla verifica iniziale sulla FEDE, ma chiede al papa un Cardinale protettore che aiuti i frati a camminare in quanto hanno promesso, e al Cap. XII

 

scrive: “Inoltre,

impongo per obbedienza ai ministri che chiedano al signor Papa uno dei

cardinali della

santa Chiesa romana, il quale sia governatore, protettore e correttore di

 

questa fraternità, affinché, sempre sudditi e soggetti ai piedi della medesima santa Chiesa,

stabili nella FEDE CATTOLICA, osserviamo la povertà, l’umiltà e il santo Vangelo del Signore

nostro Gesù Cristo, che abbiamo fermamente promesso(RB XII). La correzione e la

 

protezione del

Cardinale protettore dovrà riguardare soprattutto la stabilità della FEDE

 

CATTOLICA in forza della quale il frate si è impegnato a osservare la povertà, l’umiltà e il

santo vangelo che ha promesso di vivere. La stabilità della FEDE è richiamata addirittura nella stessa formula della professione, dove si dice: “con FEDE salda e volontà decisa: faccio voto(CG 5), espressione che indica chiaramente il radicamento nella FEDE della professione religiosa.

 

Si tratta

non di una FEDE qualsiasi, bensì di FEDE CATTOLICA la quale ha il suo

 

“tesoro” nella SS. Eucaristia. Nel Testamento S. Francesco parla di FEDE nelle Chiese, la chiesa luogo, perché in essa si custodisce il segno del memoriale della Pasqua del Signore, cioè la SS. Eucaristia: “E il Signore mi dette tale FEDE nelle chiese che io così semplicemente pregavo e dicevo: Ti adoriamo, Signore Gesù Cristo, anche in tutte le tue chiese che sono nel mondo intero e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo”. La stessa grande FEDE la estende ai ministri dell’altare, a motivo del loro ordine: “Poi il

 
   

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Anno XXXV N. 235 Maggio 2013

 
     
dalla FEDE: “ gli comunicare agli alla edificazione

dalla FEDE: “gli

comunicare agli alla edificazione

Signore mi dette e mi dà una così grande FEDE nei sacerdoti che vivono secondo la forma della santa Chiesa romana, a motivo del loro ordine”. Proprio questa FEDE CATTOLICA i frati stimano molto e si impegnano a professarla coraggiosamente davanti a tutti: “I frati stimino moltissimo la FEDE CATTOLICA, che è dono di Dio, e respinta ogni preferenza umana, professino la loro FEDE davanti a tutti con umiltà, fortezza ed animo gioioso(CC.GG. 90). Secondo le CC.GG. è riconosciuta come dono di Dio e opera dello Spirito Santo: “La FEDE non nasce nel cuore degli uomini dalle discussioni, ma per opera dello

Spirito Santo(CC.GG. 99,1). Contemplando il dono della FEDE i frati si considerano debitori nei confronti di Dio e vogliono condurre la FEDE alla piena maturazione attraverso la perseveranza in essa:

Vivendo tra i cristiani, i frati si considerino debitori dei benefici di Dio e si adoperino con tutte le forze affinché tutti, in unità e carità, perseverino nella vera FEDE e nella penitenza(CC.GG. 92, 1). Fin dal Noviziato i candidati sono formati a sviluppare una vita alimentata

studi, adatti al Noviziato, devono essere diretti alla conoscenza di Dio

congiunta con l’amore, e a sviluppare una vita alimentata dalla FEDE(SS.GG. 99), e ogni

decisione viene maturata in spirito di FEDE: “mettano in pratica le loro decisioni in spirito di FEDE(CC.GG. 45). La FEDE tanto amata, radicata e stimata è un bene da far conoscere, comunicare e alimentare, attraverso l’annuncio integrale del mistero di Cristo, servizio specifico di coloro ai quali il Signore ha concesso la grazia di predicare” perché “proclamino la buona novella della salvezza proponendo integralmente e fedelmente il mistero di Cristo(CC.GG. 100). La delicatezza di dell’evangelizzazione richiede inoltre, che “I Ministri della Parola e tutti i teologi vengano formati con la massima cura, perché siano in grado di

altri spirito e vita(CC.GG. 101, 2), e li metta in grado di “essere più utili del Regno di Dio” (CC.GG. 160, 1).

Ai frati esperti che si danno alla ricerca teologica e che “godono nel nostro Ordine di giusta libertà nel condurre le loro ricerche” si chiede di divulgare “i risultati «operando la verità nella carità» e osservando il dovuto ossequio verso il magistero della Chiesa

(CC.GG. 110) unico autentico interprete della fede cattolica che i frati professano e annunciano.

Con l’amore fedele alla Chiesa i frati amano molto anche il proprio carisma per cui

diventa naturale per loro essere dispensatori di spirito e vita secondo il pensiero

francescano. A questo scopo le Costituzioni esortano a “porre la più grande cura nella preparazione di esperti docenti di spiritualità, di storia francescana, di filosofia e teologia, i quali diventino dispensatori di spirito e di vita secondo il pensiero di san Francesco e degli altri Maestri dell'Ordine(CC.GG.166, 2). Con questa seria preparazione i frati vogliono aiutare le Chiese particolari a seminare la Parola di Dio tra la gente usando i mezzi più adeguati, purché la FEDE si impianti e cresca: “I frati aiutino le Chiese particolari,

dalla FEDE: “ gli comunicare agli alla edificazione Signore mi dette e mi dà una così

seminando la Parola di Dio e la FEDE CATTOLICA con i mezzi efficaci, adeguati ai tempi e alle persone(CC.GG. 105); pregano anche insieme alla gente condividendo speranza e FEDE: “Si impegnino i frati a pregare con il popolo,

 

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Anno XXXV N. 235 Maggio 2013

     
FEDE salda, una perseverando in termine citato, Riprendo un giovane che vedere se è forma di

FEDE salda, una

perseverando in

termine citato,

Riprendo

un giovane che

vedere se è

forma di

vita ci

…condividendone in semplicità la speranza e la FEDE(CC.GG. 27). E perché questa condivisione del bene della FEDE sia piena, i frati favoriscono l’inculturazione della FEDE: “Poiché cresce tra i popoli il desiderio di vivere e di celebrare la propria FEDE con modalità congeniali alla propria indole, cooperino volentieri nel favorire questo processo di inculturazione(CC.GG. 92 2).

Gli elementi che incontriamo nella Regola e nelle Costituzioni nei quali si parla della FEDE sono pochi ma essenziali. In breve Francesco dice: se vuoi essere Frate Minore devi vivere seriamente la FEDE

CATTOLICA, credere nell’Eucaristia e nei sacerdoti, fondare la tua consacrazione su di una

FEDE che è dono e nasce dallo Spirito Santo e a professarla davanti a tutti.

Una volta che hai assunto questa forma di vita, ti impegni ad alimentarla con la FEDE vera,

essa continuando a vivere in spirito di FEDE. Inoltri la condividi in semplicità

soprattutto pregando insieme al popolo, seminando la FEDE nelle Chiese particolari e inculturandola nei popoli nei quali il frate minore si trova a vivere, così da celebrarla secondo la loro l’indole. Il primo a camminare in questo stile radicato nella FEDE è il Ministro. Egli all’assunzione del servizio di “pastore premuroso e buono” emette la professione di FEDE CATTOLICA davanti al Capitolo che lo ha eletto: “I Ministri emettano la professione di FEDE alla presenza del…(CC.GG. 186), un atto pubblico con il quale manifesta FEDELTÀ alla FEDE CATTOLICA nella quale dovrà aiutare i suoi fratelli a perseverare, testimoniare e annunciare.

FEDE salda, una perseverando in termine citato, Riprendo un giovane che vedere se è forma di

INTERMEZZO

Nei Documenti in esame incontriamo un avverbio:

FEDELMENTE e due sostantivi: FEDELTÀ e FEDELE/FEDELI, termini che nascono dalla stessa radice la quale attinge alla parola FEDE. In qualche modo questi termini estendono non i contenuti della FEDE bensì

l’atteggiamento che la FEDE suscita e che si manifesta

nella FEDELTÀ ed a persone che sono FEDELI, cioè che rispettano la FEDE data o che rispondono alla fiducia riposta in loro o che sono chiamate FEDELI in quanto appartengono ad una FEDE religiosa o sono devoti a una causa, a un ideale o a una persona. (cf. Dizionario

Garzanti). Mi pare opportuno cogliere anche questi aspetti per comprendere la declinazione che ne danno i Documenti in esame. Qui il discorso non si limita ad esaminare i gruppi di testi riguardanti ogni singolo

ma piuttosto a fare una presentazione

ragionata di quei termini.

FEDELMENTE, FEDELTÀ, FEDELE/FEDELI

la riflessione dalla Regola bollata. Qui a

vuole entrare nell’Ordine dei Frati Minori

si chiede un serio esame sulla FEDE CATTOLICA per

creduta, FEDELMENTE professata e

osservata, presupposto importante perché nella nostra

si impegna a vivere il Vangelo, parola

 

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Anno XXXV N. 235 Maggio 2013

     
evangelici, ma altre norme del 6) . Quello che i spiritu ali curino FEDELMENTE le (CC.GG.

evangelici, ma altre norme del 6). Quello che i spirituali curino FEDELMENTE le

(CC.GG. 64). Vengono la preghiera il

circostanze(C è molto legata

Oltre alla

santa che offre i contenuti della FEDE. Così la Regola Bollata dice:

I ministri, poi, diligentemente li esaminino intorno alla FEDE CATTOLICA e ai sacramenti della Chiesa. E se credono tutte queste cose e le vogliono FEDELMENTE professare e osservare fermamente fino alla fine”(Cap. II). Perseverare FEDELI in questa vita non è facile, Francesco conosce le fragilità umane per cui chiede al papa un Cardinale protettore che aiuti i frati a camminare FEDELMENTE a quanto hanno promesso. Questa presenza garantisce i frati nel fare proprio il sentire della Chiesa soprattutto rispetto alla FEDE: “I frati siano sempre FEDELI al sentire della Chiesa(CC.GG. 4). Infatti la correzione e la protezione del Cardinale protettore dovrà riguardare soprattutto la stabilità della FEDE CATTOLICA

in forza della quale il frate osserva la povertà, l’umiltà e il santo vangelo che ha promesso

di vivere con “con FEDE salda e volontà decisa(CC.GG. 5). Dalla decisa volontà deriva l’impegno di osservare FEDELMENTE «lo spirito e le finalità proprie del Fondatore». Lo

diciamo all’art. 2 delle CC.GG.: “Per poter maggiormente conoscere ed osservare FEDELMENTE «lo spirito e le finalità proprie del Fondatore», insieme alla Regola i frati si studino di esaminare, capire e venerare la vita e gli scritti di san Francesco e dei suoi

seguaci. La freschezza del carisma francescano si mantiene nella misura in cui si osservano FEDELMENTE e integralmente i Consigli evangelici e si vive secondo la santa

Regola. È l’impegno che i frati si assumano nello spirito delle Costituzione che all’art. 6

recitano: “Tuttavia i frati devono non solo osservare FEDELMENTE e integralmente i Consigli

anche vivere secondo la Regola di san Francesco, queste Costituzioni e le diritto particolare, e così tendere alla perfezione del proprio stato(CC.GG. frati vivono lo insegnano anche alle Sorelle e fratello dell’OFS: “Gli Assistenti che tutti i fratelli e le sorelle dell’Ordine Francescano Secolare, seguendo orme di san Francesco(CC.GG. 62). Così i frati vanno per il mondo

camminando FEDELI alla propria vocazione minoritica, ricchi di gioia e facendosi servi di tutti ed umili testimoni di pace: “I frati, come seguaci di Gesù Cristo «che umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte», e FEDELI alla propria vocazione minoritica, «in gioia e letizia», vadano per il mondo come servi e soggetti a tutti, pacifici e umili di cuore…

indicate anche due vie per essere FEDELI alla propria vocazione: la prima è cui modello di FEDELTÀ è Cristo: “I frati, FEDELI alla propria professione,

seguono nella preghiera Cristo(CC.GG. 9); la seconda è l’espropriazione e che riguarda le proprie condizioni di vita: “I frati, per rimanere FEDELI alla loro vocazione nelle concrete condizioni di vita, ricerchino sempre forme di espropriazione nuove e corrispondenti alle

C.GG. 245). E poiché la loro vita si svolge tra gli umili e i semplici, gente che alla religiosità popolare, i frati non sdegnano di condividere queste forme

semplici di preghiera: “I frati, rimanendo FEDELI al loro proposito di vivere tra le persone semplici, favoriscano le sane forme della pietà popolare(CC.GG. 27). Per se stessi si riservano un tempo forte che chiamano Esercizi Spirituali e si impegnano a viverlo FEDELMENTE ogni anno: “Per confermare lo spirito di orazione e devozione, i frati, nel tempo stabilito, pratichino FEDELMENTE il ritiro e ogni anno gli esercizi spirituali(CC.GG.

30). Durante questo tempo forte sarà importante riscoprire sempre di nuovo lo spirito francescano perché pervada sempre di più e meglio l’intera vita del frate in tutti gli ambiti della sua missione, specialmente quella pastorale: “La formazione ai ministeri e agli ordini sacri sia permeata di spirito francescano, affinché i ministeri vengano esercitati nella FEDELTÀ a tale spirito(CC.GG. 164).

FEDELTÀ alla propria spiritualità nell’esercizio del ministero pastorale, le

Costituzioni chiedono FEDELTÀ allo stesso ministero pastorale: “in tutto ciò che concerne il

FEDELE assolvimento dell’incarico pastorale e l’esatta osservanza delle direttive riguardanti

 

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Anno XXXV N. 235 Maggio 2013

     
Un ultimo FEDELMENTE nel domandiamo: La autenticamente contenuti di insieme

Un ultimo

FEDELMENTE nel

domandiamo:

La

autenticamente

contenuti di

insieme

responsabilizzano?

prima

la cura delle anime(CC.GG. 58), in particolare quando si tratta di annunciare Cristo, un mistero da proporre in modo integro e FEDELE: “I frati ai quali il Signore ha concesso la grazia di predicare, …,

propongano integralmente e FEDELMENTE il mistero di Cristo(SS.GG. 100). Con la stessa FEDELTÀ si deve vivere la grazia del lavoro, riconoscendo in esso il normale e primario mezzo per procurarsi il necessario alla vita: “Quei frati ai quali il Signore ha concesso la grazia di lavorare, lavorino con FEDELTÀ(RB V). Questo testo della Regola è ripreso dalle Costituzioni che vedono nel lavoro un fatto normale della

vita dei frati i quali, come tutti gli altri uomini, si guadagnano il pane con le loro fatiche: “Riconoscendo che il lavoro è il normale e primario mezzo per procurarsi le cose necessarie, tutti e singoli i frati servano e «lavorino con FEDELTÀ(CC.GG. 76).

accenno alla FEDELTÀ è indicato da quanto richiesto ai Ministri: proporre

una visione FEDELE della Provincia: “Una volta all’anno il Ministro provinciale esponga

Congresso definitoriale lo stato della Provincia(SS.GG. 196); inoltre si

devono trasmettere per iscritto gli Atti del Definitorio: “Gli atti di ogni congresso definitoriale vengano FEDELMENTE e ordinatamente messi per iscritto(CC.GG. 198). Può sembrare burocrazia mentre è testimonianza che conserva e tramanda la storia degli uomini con le sue luci ed ombre e per la quale passa anche la salvezza di cui il nostro carisma è un segno.

FRATE MINORE, DOVE SEI?

Il Proposito santo

L’inizio del nostro cammino di Frate Minore è segnato da un esame sulla nostra FEDE CATTOLICA. Abbiamo professato “con FEDE salda e volontà decisa”. Ci è stato dato un

Cardinale protettore perché camminassimo stabili nella FEDE CATTOLICA, una FEDE che ha

il suo culmine nella SS. Eucaristia e nei ministri dell’altare a motivo del loro ordine; una FEDE

riconosciuta come dono di Dio e opera dello Spirito Santo. Siamo stati formati a sviluppare una vita alimentata dalla FEDE e a maturare ogni

decisione in spirito di FEDE, in quella FEDE CATTOLICA che stimiamo molto perché è dono di Dio che ci siamo impegnati a professare con umiltà, fortezza ed animo gioioso, e vogliamo far conoscere seminando la Parola di Dio, pregando insieme alla gente e celebrarla anche inculturandola.

Questo è quanto “sognavamo” ed abbiamo promesso di vivere. Oggi ci

Frate

Minore,

dove

sei? Le nostre leggi a quale FEDELTÀ ci
sei?
Le
nostre
leggi
a
quale
FEDELTÀ
ci

Responsabilizzati alla FEDELTÀ

e

più importante

FEDELTÀ che è chiesta al Frate Minore è

alle finalità

la FEDELTÀ allo spirito e

proprie del Fondatore», spirito e finalità

trascritte nella Regola ed approvate e

interpretate dalla

Chiesa. Da qui deriva subito la FEDELTÀ

al sentire della Chiesa, come dottrina o

FEDE e come

interpretazione della Regola professata

dell’impegno

di

all’assunzione

osservare FEDELMENTE e integralmente i

 

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Anno XXXV N. 235 Maggio 2013

     
cercheremo se perdutamente,

cercheremo se

perdutamente,

Consigli evangelici. In essa troviamo un accenno preciso alla FEDELTÀ alla grazia del lavoro. Da queste FEDELTÀ la visibilità alla nostra vocazione minoritica appare più luminosa. Per camminare con coerenza perseverante dentro questi impegni è indispensabile essere FEDELI alla preghiera imitando il Cristo, facendoci attenti ai semplici condividendo con loro espressioni oranti di religiosità popolare e, presso i popoli di nuova evangelizzazione, favorire

l’inculturazione che è una forma rispettosa delle loro culture. Per quanto

riguarda la FEDELTÀ ai poveri ci è chiesta, là dove è possibile,

l’espropriazione. Molto importante anche la FEDELTÀ al tempo forte degli Esercizi spirituali. Ai Ministri si chiede di proporre una visione FEDELE della Provincia ed ai ministri sacri di essere FEDELI allo spirito francescano

nell’esercizio del ministero.

CAMMINIAMO “DENTRO” QUESTA FEDELTÀ?

L’esortazione pasquale del Ministro

“L’anno che stiamo vivendo, è un pressante invito a varcare la Porta della FEDE, a

considerarci pellegrini nella notte, a metterci in cammino per incontrare Colui che mai

non fosse venuto Lui per primo a cercarci. La FEDE è sempre, «una FEDE

mendicante, mai una FEDE “prefabbricata”, come quella degli scribi.

Paolo chiede al suo discepolo Timoteo di «cercare la FEDE», con la costanza stessa di quando era giovane. Accogliamo questo invito come rivolto a ciascuno di noi e

approfittiamo di quest’Anno di Grazia per «fare memoria del dono della FEDE»” (dalla

Lettera della pasqua 2013).

L’invito è chiaro: varcare la porta della FEDE, quella CATTOLICA che stimiamo

moltissimo e della quale siamo debitori nei confronti di Dio, ma più ancora amiamo

perché si radica in quelle parole fragranti del mio Signore (2Lf,180) che

pronunciate dal sacerdote all’altare, rendono presente “il santissimo corpo e sangue del

Signore nostro Gesù Cristo, nel quale tutte le cose che sono in cielo e in terra sono state

pacificate e riconciliate a Dio onnipotente” (LCap I, FF 217).

cercheremo se perdutamente, Consigli evangelici. In essa troviamo un accenno preciso alla FEDELTÀ alla grazia del
 

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Anno XXXV N. 235 Maggio 2013

     

FilmiAmo…

Scheda a cura di LA GRANDE BELLEZZA fr. Davide Sironi Jep Gambardella domina la scena delle
Scheda a cura di
LA GRANDE BELLEZZA
fr. Davide Sironi
Jep Gambardella domina la scena delle grandi feste barocche,
alcoliche, trash, che si consumano sulle terrazze romane, dove un
campionario di umanità ormai attempata rincorre una vita fatua e
dionisiaca. Il protagonista è un sessantacinquenne giornalista per
passatempo che racconta stravaganze di una città troppo bella e
troppo eterna: Roma. Promettente scrittore con un solo romanzo
pubblicato in gioventù viaggia nei sogni notturni e nel passato alla
ricerca di una assaporata bellezza mitizzata e sfuggente, evocata per
La grande
bellezza
di Paolo Sorrentino
resistere al vuoto della morte. Una vita da teatrante quella di Jep dove
a volte si affaccia l’anima che desidera rivedere e riscrivere una
bellezza innocente.
Con Toni Servillo,
Carlo Verdone,
Carlo Buccirosso,
Sabrina Ferilli
Presentato all’ultimo Festival del Cinema di Cannes, il film di
Paolo Sorrentino fa discutere e dividere la critica. Confesso subito che
considero Sorrentino un talento cristallino nel panorama del Cinema
italiano, e internazionale. La sua ultima opera è trasbordante,
ridondante di visioni, allusioni, simboli e di eccessi. Ma offre allo
spettatore immagini di rara bellezza grazie alla maestria con cui muove
la macchina da presa, a una fotografia curatissima e capace di
ipnotizzare lo sguardo davanti ai colori e alle sfumatura di una Roma
Drammatico
durata 150 min.
Italia, Francia
2013
Medusa
monumentale e incantevole – la fontana del Gianicolo, l’alba sul
Tevere, la giraffa in un teatro all’aperto, gli scorci di vie e piazze - .
Lo spettatore compie un viaggio onirico e estremamente reale
nella vita mondana di personaggi attratti dall’opulenza, dalla
divertimento sfrenato, dal tutto e dal niente. Viaggia insieme a Jep
Gambardella – un maestoso Toni Servillo – nella sua anima romantica e
nella sua vita notturna, nelle sue eleganti giacche, negli incontri
prevedibili e imprevedibili che costellano il suo mondo fatto di feste
scintillanti e grottesche, di serate pseudointellettuali, di passeggiate
all’alba lungo un Tevere silente mentre la gente comune inizia la fatica
del vivere e lui inizia la fatica del sonno: stare solo con le reminiscenze
di un passato abitato da una donna bella e perduta.
Jep è un sessantacinquenne che abita in una casa con vista
Colosseo, sta nel cuore della Roma modaiola e in quarant’anni di
permanenza nella città eterna è riuscito a diventare il padrone delle
feste altolocate, a conoscere e farsi conoscere da tutti. Dopo un unico
romanzo giovanile di successo - L’apparato umano – scrive articoli di
costume in maniera graffiante e ironica, ma soprattutto vive
un’esistenza da teatrante, gaudente e libera. Ma il vuoto lo penetra.
Tra i diversi temi che si possono trarre da questo film, ne
evidenzio uno che mi sembra articoli gli altri opposti concatenati
disseminati nella pellicola: la contrapposizione e l’intreccio indissolubile
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Anno XXXV ● N. 235 ● Maggio 2013
tra morte e vita. Con tutte le sue possibili declinazioni: bellezza e bruttezza, ricchezza e povertà,
tra morte e vita. Con tutte le sue possibili declinazioni: bellezza e bruttezza, ricchezza e povertà,
pieno e vuoto, immobilismo e movimento, spirituale e carnale, sacro e profano, passato e
presente, verità e falsità, recitazione e autenticità, nobiltà e miseria, moralità e immoralità.
La morte attraversa tutta la narrazione fronteggiando la vita edonista di Jep e dei suoi
amici, sorprende e tutta l’opulenza dell’esistere evanescente si annienta. La fine si può affrontare
con distacco, recitando una parte come fa Jep al funerale del figlio di una amica, ma dentro
scava. Dietro a una sconfinata bellezza si può annidare una sconcertate bruttezza, dietro alla
ricerca di un’avvolgente leggerezza si può nascondere una insostenibile pesantezza. Il
movimento sfrenato di adulti che ballano fuori tempo massimo con volti pietrificati dal botulino
forse è solo la manifestazione di un immobilismo esistenziale rappresentato dalle marmoree statue
che si nascondono nei privati palazzi romani. Dietro una vita religiosa si può celare la santità o
l’ipocrisia, e il tema del sacro e dello spirituale si intesse con quello del profano e del carnale.
Il presente sembra vivo ma forse è già morto e il nostro protagonista si rifugia in un passato
dove riassaporare l’innocente bellezza smarrita: un amore di gioventù forse idealizzato ma che fa
ancora sognare e restituisce il desiderio di una vita radicata in un amore tenero e lieve.
Paolo Sorrentino ci consegna un film che stordisce, diverte, affascina con le immagini e
con l’affabulazione della parola, con diverse citazioni letterarie e omaggi cinematografici, un film
vorticoso e vertiginoso che innalza e abbassa, immorale e per questo interpellante la nostra
moralità. Lo spettatore è introdotto in un mondo circense dove si avvicendano ballerine, nani,
domatori, belve, fachiri, burattini, lanciatori di coltelli, saltimbanco, clown, bambini prodigio, e
Jep-Sorrentino è il direttore di questo grande spettacolo.
Toni Servillo regala ancora una volta
un’interpretazione superlativa e si conferma l’alterego
del regista, colui che sa rappresentare al meglio la
visionarietà e l’ironia di Sorrentino. Il film evoca
atmosfere felliniane così come richiama il binomio
Mastroianni-Fellini. Al di là dei paragoni mi sembra che
questa opera non sia un rifacimento de La dolce vita
ma continui la tradizione dello straordinario cinema
italiano d’autore. La grande bellezza è da vedere
perché mostra come si confeziona un film pieno di
bellezza artistica.
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LeggiAmo…

Scheda a cura di fr. Paolo Canali INTORNO AL TESTAMENTO DI SANTA CHIARA «LASCIO A VOI
Scheda a cura di
fr. Paolo Canali
INTORNO AL TESTAMENTO
DI SANTA CHIARA
«LASCIO A VOI QUESTO SCRITTO,
CARISSIME E DILETTE SORELLE MIE,
IN SEGNO DELLA BENEDIZIONE DEL SIGNORE,
DEL BEATISSIMO PADRE NOSTRO FRANCESCO
E DELLA BENEDIZIONE MIA,
VOSTRA MADRE E ANCELLA»
Con queste parole santa Chiara conclude il suo Testamento, nel
quale fa memoria del cammino che l’ha condotta dalla casa paterna
alla scelta di una forma di vita di rigorosa povertà, vissuta nella
quotidiana condivisione con una comunità di sorelle nel lavoro, nella
preghiera e nell’attenzione alle necessità delle donne e degli uomini
della sua città.
Sul Testamento di Chiara, in questi ultimi decenni, si è discusso
molto: ne è stata messa in dubbio l’autenticità, a partire dalla scarsa
tradizione manoscritta e dal silenzio delle altre fonti su questo scritto; il
ritrovamento di altri manoscritti, alcuni molto antichi, risalenti al XIII
secolo, ha costretto a rivedere il giudizio di chi aveva creduto di vedere
nel Testamento un falso risalente all’epoca dell’Osservanza. Tuttavia
alcuni studiosi hanno continuato a sostenere che questo testo, così
come lo conosciamo, non può essere totalmente di Chiara: anche per
Chiara, come già qualcuno aveva proposto per Francesco, si deve
pensare alla collaborazione di qualche esperto nell’arte dello scrivere
che ha dato forma concreta ai pensieri da lei suggeriti ...
IL TESTAMENTO
DI CHIARA
Le due pubblicazioni che presentiamo vorrebbero rispondere in
modo esauriente alle varie proposte, scartando le ipotesi più fantasiose
e invitando a stare ai dati di fatto che conosciamo.
1.
IL TESTAMENTO DI CHIARA D’ASSISI: MESSAGGIO E AUTENTICITÀ,
D’ASSISI:
Messaggio
(Tau, 15) raccoglie due studi del nostro confratello Carlo Paolazzi che,
con la sensibilità spirituale e la finezza filologica che gli sono proprie,
analizza anzitutto il contenuto del Testamento di Chiara, ripercorrendo
e autenticità
con lei la gioiosa memoria di una vita totalmente donata a Cristo; nella
seconda parte del volume segue un’analisi accurata e più “tecnica”
di Carlo Paolazzi
Edizioni Biblioteca
Francescana
TAU, 15
del testo: vengono messi in evidenza gli indizi che ci fanno cogliere il
cuore e la mano di Chiara nella memoria di quanto il Signore ha fatto
per lei e per le sorelle attraverso la mediazione di frate Francesco. La
conclusione suggerisce in modo convincente la “piena appartenenza”
di questo scritto a Chiara.
Milano 2013
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INTORNO AL TESTAMENTO DI SANTA CHIARA 2. L’AUTENTICITÀ DEL TESTAMENTO DI SANTA CHIARA: UN CONFRONTO L’AUTENTICITA’
INTORNO AL TESTAMENTO
DI SANTA CHIARA
2.
L’AUTENTICITÀ DEL TESTAMENTO DI SANTA CHIARA: UN CONFRONTO
L’AUTENTICITA’
DEL TESTAMENTO
DI S. CHIARA:
un confronto
con le sue lettere
CON LE SUE LETTERE, (Aleph, 5) è uno studio originale del cappuccino
tedesco Leonard Lehmann, che affronta le stesse problematiche da
un’angolazione diversa: ricostruisce le diverse posizioni assunte dagli
studiosi, ripercorre le acquisizioni degli ultimi decenni, per proporre poi
un confronto tra Testamento e Lettere della santa, analizzando
accuratamente il vocabolario e i concetti espressi nei diversi Scritti.
di Leonard Lehmann
Questi due contributi si raccomandano come un aiuto prezioso
Edizioni Biblioteca
Francescana
per cogliere l’originalità del linguaggio di Chiara, linguaggio che è
“specchio” della sua singolare esperienza cristiana. Un aiuto anche a
cogliere la specificità della vocazione clariana, il suo rapporto con
Aleph, 5
l’esperienza di Francesco d’Assisi, e il segreto di un’esistenza
Milano 2013
straordinariamente feconda, capace anche oggi di attirare e
interrogare.
fr. Paolo Canali
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NOTIZIE di CASA

 

MAGGIO 2013

A cura di fr. Enzo Pellegatta

 
   

Il Ministro provinciale conferisce il Diploma di fraternità al sig. Antonio Zani, generoso ed infaticabile “lavoratore” stimato ed apprezzato per la disponibilità e per il sostegno offerto ai frati del convento di Rezzato.

 

*07 APRILE Rezzato (BS)

 
MAGGIO 2013 A cura di fr. Enzo Pellegatta Il Ministro provinciale conferisce il Diploma di fraternità
MAGGIO 2013 A cura di fr. Enzo Pellegatta Il Ministro provinciale conferisce il Diploma di fraternità
 

Fr. Enrico Russotto riceve il ministero istituito dell’accolitato e fr.

05

Cristiano Castegnaro il ministero istituito del lettorato. La celebrazione è presieduta da fr. Francesco Patton, Ministro delegato, in occasione della festa con le famiglie dei professi temporanei residenti a Verona.

S. Bernardino (VR)

 

Nella Basilica del Santo ha luogo la giornata intercapitolare dove

con il saluto e l’accoglienza del Ministro provinciale dei frati

13

-

si ritrovano i partecipanti ai sei Capitoli provinciali del Nord. In un

Padova

 

clima fraterno e sereno vengono presentati i medesimi temi e strumenti che caratterizzano tutti i Capitoli. La giornata, apertasi

 

minori conventuali del Nord e del Custode della Basilica del Santo, si conclude con la concelebrazione alle 15.30, presieduta da fr. Bruno Miele.

 

Presso la

Curia provinciale il

Definitorio si

riunisce

per

il

XLIV

15

-

Congresso.

 

Milano

 

Si celebra l’Ordinazione episcopale di fr. Josè Rodriguez

LUGLIO 2011

18

-

Carballo, presieduta da sua Em.za rev.ma Card. Tarcisio Bertone.

Santiago de

Compostela

 

Il Collegio degli Elettori, riunito presso la Curia Generale OFM,

22

-

elegge quale Ministro generale dell'Ordine fra Michael Anthony Perry, statunitense di Indianapolis.

Roma

 
   

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NOTIZIE di CASA

MAGGIO 2013

A cura di fr. Enzo Pellegatta

 

Nella casa del postulato interprovinciale si raduna il Collegio dei

 

24

-

Ministri del Nord Italia.

Arco di Trento

Presso il teatro Angelicum si svolge una Tavola rotonda dal titolo

25

-

“…per raccontare la carità”.

Angelicum (MI)

Si riunisce il Consiglio di Presidenza dello Studio Teologico

28

-

Interprovinciale s. Bernardino

Verona

Nella Basilica Collegiata di s. Giuseppe si celebrano in mattinata i

30

-

funerali del sig. Franco Canali, di anni 87, papà di fr. Paolo.

Seregno (MB)

Due settimane di annuncio straordinario per mezzo delle Missioni al popolo nella Parrocchia di Casatenovo.

19 maggio 2 giugno Casatenovo (MB)

 
NOTIZIE di CASA MAGGIO 2013 A cura di fr. Enzo Pellegatta Nella casa del postulato interprovinciale
NOTIZIE di CASA MAGGIO 2013 A cura di fr. Enzo Pellegatta Nella casa del postulato interprovinciale
 

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