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Anno XXXV n.

235 Maggio 2013

NOTIZIARIO

Provincia di Lombardia S. Carlo Borromeo dei Frati Minori


Anno XXXV N. 235 Maggio 2013

In copertina: Fr. Michael Perry eletto Ministro generale 22 maggio 2013

Anno XXXV N. 235 Maggio 2013

Indice
Fr. Michael Perry Ministro generale Omelia s. Messa di ringraziamento fr. Michael Perry COMPI Elezioni Provincia Trentino Collegio dei Ministri del Nord Italia Arco di Trento 24 maggio 2013 Giornata Intercapitolare Padova 13 maggio 2013 Omelia s. Messa conclusiva Padova 13 maggio 2013 Dal Definitorio Milano, 15 maggio 2013 Testimonianze di vita fraterna Pellegrinaggio giovani in Terra Santa Pentecoste 2013: rinnovato Capitolo delle Stuoie Testimonianza di fr. Stefano Invernizzi Capitoli elettivi nei monasteri della Federazione Verso il Capitolo, da uomini di fede fr. Tarcisio Colombotti FilmiAmo LeggiAmo Notizie di Casa 21 23 25 27 28 34 36 38 4 7 14 19 1 2 3

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FR. MICHAEL PERRY MINISTRO GENERALE


Fr. Michael Anthony Perry stato eletto come Ministro Generale dellOrdine dei Frati Minori ad complendum sexennium. Nato a Indianapolis (USA) nel 1954, Fr. Michael stato Vicario Generale e Procuratore dell Ordine. stato Ministro provinciale della Provincia del Sacro Cuore di Ges (USA). Ha servito la sua Provincia per la formazione teologica dei giovani frati e per quella dei post-novizi, ha lavorato nella commissione internazionale di GPIC ed stato missionario nella Repubblica Democratica del Congo per dieci anni. stato inoltre al servizio del Catholic Releif Services e della Conferenza di Vescovi Cattolici degli Stati Uniti. Il suo curriculum accademico include un Ph.D. in Antropologia Teologica, M.A in Teologia, M.Div in Formazione Sacerdotale e B.A. in Storia e Filisofia. Fr. Michael Anthony Perry succede in questo servizio a Mons. Fr. Jos Rodrigue Carballo, OFM. Nato il: 07.06.1954 Nato a: Indianapolis (U.S.A.) Noviziato: 25.06.1977 Professione temp.: 11.08.1978 Professione sol.: 10.10.1981 Ordinazione: 02.06.1984 Provincia OFM: SS. Cordis Jesu Prov. (U.S.A.)

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Omelia s. Messa di Ringraziamento


Non confidare nelle tue ricchezze e non dire Basto a me stesso. Non seguire il tuo istinto e la tua forza, assecondando le passioni del tuo cuore. Queste parole della prima lettura del Siracide lanciano una sfida a tutti noi, sia frati minori sia cristiani, di non affidarci in nessun altra forza che quella dello Spirito di Dio. E molto chiaro che la nostra fiducia deve essere fondata sempre ed esclusivamente sulla misericordia e lamore di Dio. Questo fondamento non una novit per noi cristiani, in quanto, battezzati in Cristo, rinasciamo con la consapevolezza di questa nuova identit, cio di essere figli e figlie di Dio-amore. Allo stesso tempo, lofferta di Dio per sua misericordia, secondo lautore sacro del Siracide, ci obbliga ad entrare in un processo di conversione permanente, cio di partecipare allesperienze della misericordia di Dio che si prolunga nel nostro cammino di tutta la vita, vita di un figlio o figlia minore chiamati ad andare nel mondo per dare testimonianza di quello che il Signor fa per me, per noi, e per invitare la fraternit universale ad affidarsi nelle Sue mani. In che cosa consiste questa testimonianza? Significa testimoniare la propria esperienza di misericordia e condivisa con tutti quelli che incontriamo nel nostro cammino della vita: i giovani affamati di un senso della vita; gli anziani assetati di qualcuno che gli doni nuovi spazi di vita; i poveri ed emarginati desiderosi di riconoscere la propria dignit umana, e non per ultimi noi frati che sempre abbiamo bisogno della testimonianza condivisa e fraterna della misericordia di Dio. Leggiamo nel documento post-capitolo del 2009, Portatori del Dono del Vangelo, numero 7 (p. 7), che: Fin dai primi giorni la Fraternit si scopre chiamata ad annunciare quello che vive. Tommaso da Celano narra che subito alle origini, quando i fratelli erano solo in otto, avvenne il primo invio per il mondo. Francesco e i suoi diventano cos annunciatori ed evangelizzatori. Questo sar un tratto caratteristico della vita francescana E itineranza, simpatia per il mondo, dal quale non si vuole fuggire, ma nel quale si riconsosce piuttosto il proprio chiostro, condividere la vita dei poveri e di quelli che si trovano lungo la strada. Diventare una fraternit profetica; dare testimonianza della nostra fraternit come luogo sacramentale della presenza di Dio; imparare insieme come leggere i desideri e le sofferenze del nostro tempo; lasciarci abitare dal Vangelo che Ges Cristo; in questo modo possiamo diventare mistero vivente dello Spirito di Dio donatoci dal Padre per il Figlio, veri figli e vere figlie di Dio della misericordia e dellamore. fr. Michael Perry Ministro generale

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C.O.M.P.I.
Frati Minori Trentino

Nella casa di spiritualit Mericianum in Desenzano dal giorno 14 al 17 maggio 2013, i Frati vocali riuniti in Capitolo, presenti in numero di 27, sotto la presidenza di fr. Enzo Maggioni della Provincia della Lombardia di S. Carlo Borromeo dei Frati Minori, hanno eletto il nuovo governo della Provincia Tridentina di S. Vigilio dei Frati Minori, che risulta cos composto, fr. FRANCESCO PATTON fr. SAVERIO BIASI fr. Ciro Andreatta fr. Ivo Riccadonna fr. Paolo Moser fr. Tarcisio Bortoli MINISTRO PROVINCIALE VICARIO PROVINCIALE DEFINITORI

Il Segretario del Capitolo Fr. Italo Kresevic

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Collegio dei Ministri del Nord Italia


Presiede lincontro fr. Francesco Bravi via skype; sono presenti fr. Mario Vaccari, fr. Bruno Bartolini, fr. Antonio Scabio fr. Maggiorino Stoppa e fr. Francesco Patton. Alle 9.30 si inizia con la preghiera dellAve Maria e linvocazione alla Sede della Sapienza, il saluto al Guardiano e al Maestro e lintroduzione dellOdG. Si inizia quindi a sviluppare lOdG partendo da: 1. Incontro con il Maestro e il Guardiano del Postulato per la verifica dellanno Fr. Francesco Bravi ringrazia il Guardiano fr. Saverio Biasi e il Maestro fr. Giuseppe Bonato e d loro la parola per la presentazione della realt del Postulato e per la verifica del cammino della fraternit e dei postulanti. Fr. Saverio Biasi, Guardiano, d il benvenuto a tutti presso la fraternit della Madonna delle Grazie in Arco (TN). Presenta la fraternit, ringrazia i Ministri per la loro presenza e ricorda la composizione attuale: 7 frati, dei quali 5 trentini, un frate della provincia veneta e un frate della provincia lombarda. Il Progetto di Vita Fraterna (PVF) stato elaborato e si cerca di coltivare le due direttrici della Cura pastorale del Santuario e dellaccompagnamento dei Postulanti nel discernimento vocazionale. C abbastanza armonia dentro la fraternit, ci si ritrova settimanalmente per lincontro di famiglia, c la condivisione dei lavori. C stata la visita canonica con fr. Enzo Maggioni che ha rilevato limportanza di crescere nel dialogo e nella riflessione comune. La fraternit di per s buona. La sua composizione attuale permette di avere qualche esperienza pastorale in pi. apprezzata la presenza dei postulanti e in zona sanno che c questa presenza viva come casa di Postulato, c partecipazione ad attivit di animazione nelloratorio della Parrocchia e ad attivit caritative (casa di riposo e ANFFAS). buona la relazione anche coi Cappuccini, che hanno qui ad Arco la loro casa di animazione e accoglienza vocazionale. La fraternit si sente pienamente inserita nel progetto della nuova Provincia. sentita da parte dei frati la progettualit che porta alla nuova provincia. Leconomia buona e sana. Fr. Giuseppe Bonato, Maestro, presenta il cammino dei postulanti. Linserimento qui stato positivo. Si iniziato con 7 postulanti (4 del Nord Italia e 3 dellAlbania) ora ridotti a 6. Il cammino di formazione continuato sul programma precedente, si sono personalizzati alcuni servizi pastorali (in parrocchie vicine, gruppi di catechesi, cresima e post cresima). Il cammino personalizzato. In fraternit i postulanti sono ben inseriti, i rimandi sono positivi. Si colto il fatto che avere un gruppo di postulanti rende ricco il percorso e facilita la dinamicit del gruppo. importante pensare a un

Arco di Trento
24 Maggio

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gruppo minimo di postulanti per il Postulato. Quello attuale un gruppo internazionale. La Provincia di Albania ha deciso che i loro postulanti terminino il Postulato il 5 agosto, e ritornino a Baccanello per linizio del noviziato il 7 settembre dopo aver fatto la vestizione in Albania. Il gruppo variegato e anche le esigenze sono varie. Si cercato di tenerne conto. Occorre tener presente che il tempo breve anche per arrivare a una decisione importante di continuare un cammino che porta a una scelta di vita. Si prova a vedere quali siano le prospettive per il prossimo anno. Segue uno scambio tra i Ministri e qualche domanda. In particolare i Ministri concordano sullimportanza di aiutare i postulanti ad arrivare ad assumere impegni favorendo il pi possibile i loro processi di maturazione verso scelte responsabili. Dopo aver ringraziato e congedato il Guardiano ed il Maestro prosegue lo scambio tra i Ministri. A partire dal punto successivo sono presenti anche i consulenti di Diathesis. Si passa quindi al punto 5 5. Verifica della giornata inter-capitolare Tutti i Ministri restituiscono unimpressione favorevole sulla giornata inter capitolare tenuta a Padova il 13 maggio. Alcuni apprezzano particolarmente il clima fraterno e costruttivo che ha caratterizzato i vari momenti di preghiera, di approfondimento e anche di approvazione formale dellunico Ordo Capituli. Viene espresso apprezzamento anche per il viaggio in pullman da parte di quelle Province che hanno adottato questa soluzione, che ha permesso ai capitolari di fraternizzare. Alle 12.05 si va a celebrare lEucaristia. Si riprender alle 14.30 4. Progetto GE-Voltri Si riprende alle 14.30 con il progetto presentato da fr. Maurizio Conti che viene approvato in linea di massima e per il quale occorrer ora trovare tre frati disponibili a mettersi in gioco, appoggiandosi inizialmente sulla fraternit di Genova Voltri.

6. Preparazione Assemblea dei Definitri Enrico Delama di Diathesis presenta un promemoria per il triennio, che cerca di prevedere la scaletta di lavoro tenendo conto di quanto stato inserito nellInstrumentum Laboris per i Capitoli. Dopo uno scambio tra i Ministri si concorda che entro il 1 luglio le Segreterie dovranno mandare i Documenti finali dei Capitoli alla Segreteria provinciale di Milano indirizzandoli alla Presidenza del Collegio. Si cercher di esaminare anche il progetto di fraternit elaborato dal Settore Missioni al Popolo e il progetto di fraternit e di animazione elaborato dal settore Missio ad gentes. Il promemoria per il triennio elaborato da Diathesis va bene, andr integrato in base a quel che emerger nei Capitoli. 3. FAV-Postulato: risposte dei Definitri Al momento si concorda di cercare di arrivare a una FAV unica per questanno e nel 14 far partire la fraternit unica FAV+Postulato. Il tutto dentro una riflessione globale sulle nostre attuali case di formazione iniziale e sulla loro collocazione anche dentro la visione delle varie presenze a carattere interprovinciale sul territorio del Nord Italia. Si prospetta anche la nomina dellAnimatore unico per la CPV, che sul modello di quanto fatto per la Fo.Pe. sar coadiuvato da un Consiglio composto dagli animatori delle attuali Province. 7. Rivista Vita Minorum Fr. Antonio Scabio presenta la situazione della rivista e ci si confronta per vede quale futuro possa avere. 2. Incontro con il Visitatore della Provincia del Piemonte, fr. Bruno Miele Fr. Bruno Miele presenta la situazione della Provincia piemontese, le sue osservazioni vengono integrate anche dal punto di vista del neoeletto Ministro provinciale fr. Maggiorino Stoppa. Si concorda di dare al Piemonte tutto laiuto possibile per quel che riguarda la gestione economica e degli immobili, ma anche di cercare frati disponibili per reintegrare la fraternit di Pastorale giovanile e vocazionale di Torino s. Antonio e per qualche altra situazione.

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8. Varie ed eventuali Fr. Fabio Piasentin segnala le tre sezioni di FOPE per i Guardiani, a ottobre invece c lAssemblea dei Guardiani dal 14 al 16 ottobre e va fissata in agenda; Fr. Francesco Patton riferisce brevemente su come andata lelezione del nuovo Ministro generale ad complendum sessennium e lassemblea dei Presidenti delle Conferenze che si occupava della preparazione del CPO di novembre. Fr. Mario Vaccari racconta di essere stato accolto bene al Capitolo di unione in Francia, sono 215 frati, devono fare molte chiusure, il Definitorio stato nominato dal Definitorio generale, fr. Roger Marchal ha letto il decreto di nomina del Governo provinciale, Ministro provinciale Michel Laloux, nel Definitorio sono i due ex Ministri e altri. Impressione buona. Sembra che la Provincia sia comunque viva e vitale. Era presente anche H. Schalk e altri.

L8 luglio a Milano ci sar la prossima riunione del Collegio. Si conclude alle 17.20 con lAgimus tibi gratias. Il verbalista Fr. Francesco Patton

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Giornata Intercapitolare
Padova
13 Maggio

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Il giorno 13 maggio 2013, nel convento di s. Antonio dei frati minori conventuali di Padova, sono regolarmente convocati (cfr. ns. Prot. 52/13 del 12 aprile 2013) i frati deputati al XXXVIII Capitolo della Provincia s. Carlo Borromeo dei frati minorti di Lombardia, per celebrare la giornata inter-capitolare dei frati minori del Nord Italia. Convengono infatti nello stesso luogo i frati capitolari delle sei Province OFM del Nord Italia per una giornata di preghiera e di lavoro comune. Si iniziano i lavori alle ore 10.30 con una breve preghiera, segue il fraterno saluto di fr. Giovanni Voltan, Ministro provinciale dei frati minori conventuali del Nord Italia. Modera la composita assemblea fr. Fabio Piasentin, Moderatore interprovinciale della Fo.Pe. del Nord Italia. Fr. Francesco Bravi, Presidente del Collegio dei Ministri provinciali del Nord Italia, introduce i lavori e presenta sinteticamente il contenuto della Relazione del Collegio dei Ministri (lintervento riportato di seguito per intero):

Cominciamo, fratelli, a servire il Signore Iddio, perch finora abbiamo fatto poco o nessun profitto! (1Cel VI, 103). Le parole del nostro serafico padre, che guidano e accompagnano i lavori delle nostre assemblee capitolari, risuonano anche questa mattina in questa nostra assise intercapitolare. Il testo citato, a commento delle parole del poverello, aggiunge: Non credeva di aver conquistato il traguardo e, perseverando instancabile nel proposito di un santo rinnovamento, sperava sempre di poter ricominciare daccapo. Questo l'ampio orizzonte dentro il quale stiamo collocando i lavori dei nostri capitoli e il percorso verso la nuova Provincia: creare le condizioni perch ogni fratello delle nostre fraternit entri in questo dinamismo, offrire le possibilit ad ogni fratello di perseverare instancabilmente nella forma di vita professata, dare a tutti la possibilit di un perenne ricominciare. solo cos che possiamo anche noi parlare di un santo rinnovamento, che non si ferma al cambio delle strutture, ma cerca di offrire qualit di vita perch si tratta pur sempre di servire il Signore Iddio.

Benvenuti a tutti allora a questo importante incontro. Un 8 7 province ofm del fraterno saluto a tutti voi capitolari delle sei Nord Italia. Ben venuti, a nome dei ministri provinciali, a questa

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Benvenuti a tutti allora a questo importante incontro. Un fraterno saluto a tutti voi capitolari delle sei province ofm del Nord Italia. Ben venuti, a nome dei ministri provinciali, a questa giornata di comune lavoro, di fraternit e di preghiera. Permettete un saluto particolare ai tre Visitatori e presidenti dei Capitoli: fr. Tarcisio Colombotti per l'Emila Romagna, fr. Bruno Miele per il Piemonte e fr. Enzo Maggioni per il Trentino. Un augurio speciale lo dobbiamo poi al Ministro e al definitorio del Piemonte che da poco hanno iniziato il loro servizio. Da quando si deciso l'allineamento dei sei Capitoli provinciali si incominciato a pensare ad un momento comune di condivisione e di incontro tra i Capitoli stessi; la riflessione e il confronto ha portato l'Assemblea dei Definitori dello scorso anno (Pergine 2012) a stabilire in modo ufficiale questo appuntamento gi ipotizzato da tempo. Pur lasciando al Collegio dei Ministri la facolt di valutare bene cosa realisticamente inserire all'ordine del giorno della giornata, la proposizione, votata all'unanimit da ogni Definitorio e da tutti i Definitori, ha indicato il senso di questo incontro: presentare materiali di approfondimento in vista del lavoro dei Capitoli (cf. Documento finale Pergine 2012 1.3). Il Documento finale della Assemblea dei Definitori di Pergine nella sua prima parte, parlando della preparazione dei Capitoli provinciali, ha indicato anche il materiale da preparare perch ogni Capitolo non solo possa verificare il cammino interprovinciale compiuto, ma si doti di strumenti che aiutino e favoriscano il comune lavoro in vista della decisione di aderire alla costituzione della nuova Provincia nel 2016. Cos, secondo le indicazioni di Pergine 2012, si sono preparate le relazioni del Collegio dei Ministri, che verr da me brevemente presentata, le relazioni del Segretariato Formazione e Studi, del Segretariato Missioni ed Evangelizzazione e del Gruppo degli Economi provinciali, che verranno consegnate ai capitolari e che ogni Capitolo decider come affrontare. Si sono preparati inoltre, sempre secondo Pergine 2012, l'Instrumentum Laboris comune, che ha visto anche il coinvolgimento delle fraternit locali, e l'Ordo Capituli, che regola i lavori capitolari circa la materia interprovinciale, strumenti che verranno oggi presentati. Dunque all'ordine del giorno di questa nostra assemblea intercapitolare sta la presentazione sintetica della relazione del Collegio dei Ministri, la presentazione dell'Instrumentum laboris, la presentazione e l'approvazione dell'Ordo Capituli. Non c' solo il lavoro in questa nostra giornata patavina; il nostro stare insieme da fratelli riempie di ulteriore significato le ore di questo giorno, uno stare insieme che si esprimer anche nel pranzo condiviso alle 13.30 presso la Casa del Pellegrino. Il nostro peregrinare al Santo non pu infine concludersi che con la preghiera. Abbiamo infatti deciso di venire a Padova per chiedere a Sant'Antonio, nostro primo Ministro provinciale,

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di intercedere presso il Signore per il cammino che stiamo compiendo verso la costituzione della nuova Provincia. Ci ritroveremo in Basilica per le 15.30 per la celebrazione eucaristica durante la quale pregheremo anche per tutto l'Ordine, specialmente per il nuovo Ministro generale che dovr essere eletto a giorni e per accompagnare il nostro fratello Jos nel suo nuovo e delicato incarico che papa Francesco gli ha affidato. Procedo ora alla breve e sintetica presentazione della relazione del Collegio dei Ministri dal titolo Dall'interprovincialit alla nuova Provincia. Secondo lo schema suggerito dal Documento finale della Assemblea dei Definitori di Pergine, la relazione, dopo una breve introduzione si sviluppa in tre parti: il resoconto sul cammino del triennio, le prospettive, le proposte per il futuro. Ricordo che, come scritto nel testo, le proposte, sotto forma di proposizioni da votare, sono state inserite, in modo pi organico e tenendo presente il lavoro della apposita commissione, nellInstrumentum Laboris per i Capitoli. da notare anche che nel Resoconto prevale un linguaggio descrittivo e narrativo e ci pu dare limpressione di un linguaggio piuttosto tecnico mentre nella parte dedicata alle Prospettive prevale un linguaggio interpretativo che si riferisce pi direttamente ai valori che ci ispirano. Nello sforzo di rileggere il nostro cammino di Frati Minori del Nord Italia possiamo riconoscere che in questi anni abbiamo lavorato in due ambiti essenziali: il ripensamento delle nostre presenze sul territorio e la qualificazione di organismi di orientamento e decisione tra le sei Province. E stato questo, detto in modo stringato, il nostro modo di vivere e interpretare la presenza dinamica del nostro carisma. Il Resoconto presenta nel dettaglio i risultati del lavoro delle sei Province nell'ambito del ripensamento delle nostre presenze sul territorio (parte A) e i diversi e numerosi organismi interprovinciali che hanno consentito il raggiungimento di tali risultati e la maturazione di nuove prospettive (parte B). La prima parte del resoconto inizia con la presentazione di tutto il lavoro sulla cosiddetta mappatura e le linee che hanno guidato il discernimento per arrivare a tracciare un primo disegno, per il prossimo decennio, delle nostre fraternit di presenza e di testimonianza (vedi anche le prime due cartine allegate al testo). Si prosegue poi con la descrizione della situazione attuale circa il discernimento sulle cosiddette fraternit di servizio: case formative, centri di studio, infermerie, poli bibliotecari e archivi, curia provinciale (vedi la terza cartina allegata che indica le attuali fraternit interprovinciali e quelle di servizio). La prima parte del Resoconto presenta poi in sintesi, rimandando i dettagli alla relazione specifica, il lavoro compiuto dal gruppo interprovinciale degli economi provinciali per concludersi con il sottolineare l'importanza di un risultato raggiunto nel lavorare insieme ad un unico progetto: oggi - dice il testo - le sei Province non lavorano pi progettando ciascuna per conto proprio, ma dentro un unico e condiviso percorso per il Nord Italia, che vede al lavoro molti soggetti, che vanno dal Collegio dei Ministri ai Definitori provinciali, dai Segretariati ai diversi gruppi e commissioni costituite ad hoc su temi specifici. Si tratta di unesperienza di condivisione davvero importante che non dobbiamo disperdere, tanto che in un certo senso forse si potrebbe dire che tra le cose nuove che dobbiamo mettere dentro la nuova Provincia c innanzitutto il senso, lo stile, la fatica, ma anche la bellezza e il valore di questo lavoro comune di progettazione che a vari livelli stiamo sviluppando tra di noi. La seconda parte del Resoconto mostra come sono stati ottenuti i risultati descritti nella prima parte, qualificando alcuni organismi di governo e di orientamento

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dellinterprovincialit (Collegio dei Ministri, Assemblea dei Definitri, Assemblea dei Guardiani); attivando progressivamente i diversi organismi ordinari che hanno dato corpo al lavoro interprovinciale ( i due Segretariati, Formazione e Studi e Missioni ed Evangelizzazione, e le diverse commissioni stabili; va notato in particolare l'importante ruolo svolto dalla Fo.Pe. nella programmazione e nella organizzazione di diversi appuntamenti tra i quali il Capitolo delle Stuoie, le giornate interprovinciali, gli annuali esercizi spirituali); attivando gruppi ad hoc ossia le commissioni temporanee; promuovendo e accompagnando progetti interprovinciali e collegati a esperienze di specifiche fraternit; avvalendoci della consulenza di Diathesis. Nellultimo Allegato, suddivisi per organismi, fraternit ed eventi di livello interprovinciale, indicato il numero di frati coinvolti che nel corso degli anni si via via ampliato. La seconda parte della Relazione, quella segnata dal termine Prospettive, riporta tre interessanti riflessioni che non solo rileggono tutto il percorso compiuto ma offrono criteri per un cammino ancora da compiere, nella consapevolezza che il futuro ancora da costruire ma dal passato, letto in profondit, che si trovano le indicazioni per un presente colmo di speranza. La prima prospettiva che viene offerta quella di considerare il cammino che stiamo percorrendo alla luce di quelli che vengono definiti come alcuni dinamismi e itineranze da vivere. Il testo che riporta la riflessione sviluppatasi all'interno del Collegio dei Ministri e in parte gi comunicata al Capitolo delle Stuoie presentando come dimensioni ambivalenti alcune polarit che si ritrovano nel vissuto quotidiano dei ministri stessi, dei frati e delle fraternit locali, riflette su quelle che sono percepite come tensioni con tutta la loro carica di positivit e di fatica: la tensione tra futuro e passato, la tensione tra l'accogliere la vita che nasce e l'accettare il mistero del morire, la tensione tra ci che desideriamo e ci che possibile. Il cammino - diciamo nella introduzione a questa parte - ci porta a riconoscere le risonanze affettive, interiori che si muovono dentro di noi, nel cammino che stiamo facendo. Anche in noi Ministri, che abbiamo la responsabilit e il compito di guidare il cammino di questi anni, il percorso in atto ha suscitato e suscita aspettative, emozioni, a volte fatiche, che cerchiamo di vivere dentro una prospettiva che si lasci illuminare e orientare dalle grandi esperienze di cammino, di cambiamento e di novit che la stessa Parola di Dio ci propone: le categorie dellEsodo, della conversione, della Pasqua, sono per noi le categorie chiave per illuminare il nostro sentire. Quello che stiamo facendo non un semplice cammino di riorganizzazione, ma in realt un cammino di fede!. La seconda prospettiva che offriamo alla comune riflessione nasce dalla costatazione che, a differenza di altri tempi, oggi noi stiamo ridimensionando e progettando per dar vita ad una nuova realt. Non parliamo pi soltanto di una maggiore collaborazione e di una maggiore integrazione tra le sei attuali Province, ma di una nuova realt istituzionale: la Provincia del Nord Italia... Noi oggi ci riconosciamo come

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frati trentini, lombardi, veneti frutto di storie che hanno le loro peculiarit. Quel che stiamo facendo vorr dire anche giungere a elaborare una nuova identit e un nuovo senso di appartenenza... da tempo le sei Province stanno costruendo assieme qualcosa che potranno riconoscere come proprio... Sul piano dellessere continua il lavoro volto ad aderire sempre pi e sempre pi responsabilmente alla nostra vocazione, a dare unanima al cammino che stiamo facendo... questa la motivazione esplicita che sempre ritorna in questo cammino: si tratta di operare scelte che aiutino a custodire la presenza dinamica del carisma, non la sopravvivenza delle strutture. Il fine del processo quello di rivitalizzare la nostra vocazione e le nostre presenze in chiave carismatica perch siano in grado di esprimere la vitalit dello Spirito che le abita, non la stanca ripetizione di forme. Infine per dar forma concreta alla cosiddetta mappatura, che ci ori enta per i prossimi anni, intendiamo tenere presenti tre attenzioni: procedere insieme e allo stesso passo, mantenendo lorientamento assunto concordemente sin dallinizio del lavoro nella logica di un cammino fatto insieme, aiutandosi, aspettandosi, ma anche senza stancarsi di chiedere e richiedere alle altre Province chiarificazioni o riformulazioni. Adottare una necessaria gradualit e cura del processo di ridimensionamento a seconda delle diverse situazioni locali e facendo attenzione alle persone. Proporre con oculatezza e determinazione e valutare con realismo e con fiducia la disponibilit a inserirsi, anche temporaneamente, in fraternit di altre Province per collaborare alla riqualificazione delle stesse in ordine a quegli ambiti di significato che rappresentano gli aspetti di novit che dovrebbero connotare il francescanesimo nella Provincia del Nord Italia. Questo il contributo che i vostri fratelli ministri offrono alla riflessione e alla verifica di ogni Capitolo provinciale e di ogni frate del Nord Italia, unitamente alle altre relazioni richieste dal Documento finale di Pergine 2012. Il triennio trascorso, se da una parte stato impegnativo per la mole di lavoro e per il carico delle responsabilit, ci ha permesso dall'altra di crescere nella comunione, certi che, insieme a noi, le nostre fraternit provinciali sono cresciute in sincera apertura, collaborazione e capacit di progettare insieme, ponendo solide basi per un cammino di vera unione che nasce dal rispetto e dall'accoglienza di tutte le singole particolarit. Il cammino che stiamo facendo, e in particolare questa giornata, esperienze di verifica, di discernimento e di progettazione, ci aiutino a trasformare in vita vissuta il pressante appello del padre S. Francesco: Cominciamo, fratelli, a servire il Signore Iddio, perch finora abbiamo fatto poco o nessun profitto! (1Cel VI,103 ).

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Fr. Franceso Patton presenta lOrdo Capituli, che regolamenter le discussioni e i processi decisionali in materia interprovinciale. Al fine di giungere a decisioni condivise e formulate con le stesse proposizioni unapposita commissione ha elaborato lOrdo che viene presentato con dovizia di particolari. Il testo stato visionato e corretto pi volte dal Collegio dei Ministri in sinergia con il lavoro dei Definitri provinciali (cfr. Documento di Pergine 2012 n. 1.4). Ora viene presentato allassemblea affinch ogni Assemblea capitolare lo approvi. In questo modo tutti i Capitoli provinciali avranno un Instumentum Laboris ed un Ordo Capituli comune; tutte le decisoni che riguardano la vita della Provincia vengono invece lasciate alla discrezione delle singole entit. Fr. Francesco Patton ricorda che lOrdo Capituli diviso in due parti. La Prima Parte regolamenta il funzionamento del Capitolo per la materia riguardante la vita della provincia. In sostanza si rimanda ai regolamenti provinciali (Regolamento) approvati dai singoli Capitoli. La Seconda Parte (artt. 7-13) contiene le norme che regolamentano la discussione e il processo decisionale per la materia a rilevanza interprovinciale. Al termine della presentazione si lascia spazio per domande e richieste di chiarimenti. Terminati gli interventi e le richieste di chiarimento, ogni Provincia procede alla votazione per lapprovazione dellOrdo. I segretari di ciascun Capitolo procedono allappello per verificare la presenza dei capitolari e alla conta dei voti espressi in fomra palese, per alzata di mano. LOrdo Capituli viene approvato da tutti i Capitoli a larga maggioranza. Fr. Francesco Patton presenta poi sinteticamente lInstrumentum Laboris: le prime due parti riguardano la materia interprovinciale (comune a tutti i Capitoli), la terza parte diversa per ogni Provincia perch riguarda le diverse realt territoriali. Fr. Francesco ricorda che lIL raccoglie diverse proposizioni maturate nel corso dei lavori del Collegio dei Ministri, delle Assemblee dei definitri, mentre altre sono state proposte dalle fraternit (a partire dal lavoro fatto sulle schede proposte a tutte le fraternit dalla Commissione interprovinciale IL). Non essendoci richieste di chiarimento, si scioglie lassemblea alle ore 13.00 per il pranzo. Nel pomeriggio i capitolari si riuniscono nella Basilica del Santo per la celebrazione eucaristica (presieduta da fr. Enzo Maggioni) e per invocare lintercessione di s. Antonio di Padova, primo provinciale dei frati minori del Nord Italia. A laude di Cristo e del Poverello Francesco. Amen.

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OMELIA S. MESSA CONCLUSIVA


fr. Enzo Maggioni
Luned della VII settimana di Pasqua: At 19,1-8; Gv 16, 29-33 Il Signore ci doni la sua pace! Siamo qui. Con-vocati, chiamati insieme. E siamo qui con lei. Siamo qui nel suo nome. E lei che ci accompagna sempre, anche quando non ce ne avvediamo E nostra compagna in ogni momento anche se, a volte, ci accade di ignorarne la presenza tenera e forte, umile e potente, contrastata sia dentro che fuori dei noi Ma sempre tenace e resistente! Vuole essere centrale rispetto al nostro vivere e non sopporta di essere relegata a luoghi marginali della nostra esperienza o recuperata, quasi a forza, dopo averne sminuito il valore per distrazione o per negligenza. Anche quando abbiamo vissuto momenti, scelte, gioie e fatiche di ogni giorno senza di lei, sempre riapparsa, umile ma decisa a trovare spazio nella nostra durezza di cuore e di testa Perfino dentro e oltre il nostro peccato! Chi dice di averla persa attesta, in realt, di non averla mai trovata o di aver vissuto di sue caricature. Chi, invece, lha scoperta veramente, come dono immeritato e fonte di una gioia non gridata ma profonda, non potr mai perderla e godr sempre della sua luce. Solo in lei si fonda lunica vera alternativa alla mediocrit, alla ricorrente tentazione di appiattirsi su ruoli e compiti che possono ridurre la nostra vita ad una fredda e stancante esecuzione di funzioni e di prestazioni, portate avanti per inerzia, senzanima. Ci sempre donata, ma va sempre invocata. Non la meritiamo ma dobbiamo desiderarla. Non legata a nessun territorio, perch abita solo i territori del cuore! Non le appartiene la pace del quieto vivere, rifugge dalle cose scontate, anche se vive di ferialit. Tuttavia, sa osare e rischiare, al punto da poter essere ritenuta una follia! E la passione pi pura e pi vera, capace di incendiare la vita e farla avvampare come un fuoco! Lo stesso fuoco che ancora pu riscaldarci il cuore, al risentire le parole di Francesco: Niente dunque ci ostacoli, niente ci separi, niente si interponga. E ovunque, noi tutti, in ogni luogo, in ogni ora e in ogni tempo, ogni giorno e ininterrottamente crediamo veracemente e umilmente e teniamo nel cuore e amiamo, onoriamo adoriamo, serviamo, lodiamo e benediciamo, glorifichiamo ed esaltiamo, magnifichiamo e rendiamo grazie allaltissimo e sommo eterno Dio, Trinit e Unit, Padre e Figlio e Spirito Santo, Creatore di tutte le 14
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cose e Salvatore di tutti coloro che credono e sperano in lui e amano lui (Rnb XXIII, 10-11) Qui la riconosciamo. Qui ne sentiamo la voce! E proprio lei: la nostra fede! Una fede povera ma grande, ferita ma insopprimibile, che ci rimette ogni volta in cammino, che ci inquieta giustamente a fronte di ogni rassegnazione, di ogni stanchezza, di ogni desistenza. E solo nel suo nome che possiamo essere e dirci davvero pellegrini e forestieri (Rb VI, 2) in questo mondo! Solo per lei possiamo riappropriarci di un orizzonte essenziale che si pone come primo e ultimo dentro i nostri fuggevoli giorni. Solo per lei e con lei possiamo ricollocarci in quellorizzonte escatologico che, con tanti uomini del nostro tempo, abbiamo di fatto smarrito, svilendo cos la capacit di essere fino in fondo nella storia, per farne storia di scelta, di decisione, di presenza davvero evangelica. Qui sta il vero dramma che ci riguarda e che porta a ridurre il campo di influenza della fede sul nostro vissuto, allentandone la connaturale tensione, sminuendone la forza di cambiamento. Troppo e troppo spesso, fratelli, smarriamo questo fondamentale orizzonte di senso che - solo - rende possibile sentimenti, pensieri e azioni capaci di superare il tendenziale appiattimento sul presente. Dentro quella insuperabile tensione tra un gi che fatichiamo a scorgere e un non ancora che troppe volte smettiamo di sperare, siamo incessantemente chiamati a credere fino in fondo nella possibilit di una storia che pu essere sempre storia di salvezza. Comunque vadano le cose! Ma questo possibile solo in una lettura delle nostre vicende personali e fraterne, che si ponga sempre dal punto di vista del compimento! In questo tempo di Pasqua sentiamo continuamente come lo Spirito ci venga donato dal Risorto per insegnarci ogni cosa e ricordarci tutto quello che ci ha detto (Gv 14,26), per guidarci alla verit tutta intera (Gv 16,13). Una verit che comprende anche quella della nostra forma vitae, del nostro modo di incarnare, oggi, il Vangelo. Del resto, quando mai i cambiamenti veri e profondi nel corso della storia francescana sono avvenuti per altra via? Solo lo Spirito, vero ministro generale dellOrdine (2Cel 193: FF 779) ha suscitato, suscita e susciter i profeti del cambiamento! Ma questi non potranno che essere frati credenti, uomini che sanno stare dentro lumile e fattiva disponibilit a mettersi sempre in discussione e a disposizione, per fare di ogni evento e di ogni momento un luogo di crescita nella fede! Uomini e frati che non pretendono tanto di cambiare le situazioni; ma che, al contrario, dentro ogni situazione colgono un appello a cambiare se stessi! Perch solo allora si potranno veramente cambiare anche le cose 15
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In caso contrario, c spazio solo per lideologia funzionale alle aspettative egocentriche di qualcuno, o per una chiacchiera che si fatta ormai insopportabile, o per una conflittualit che arriva a reperire ragioni pseudo carismatiche per mascherare quelle che, in realt, sono altro che nuove forme di appropriazione! La smentita pi radicale alla bellezza della nostra vita francescana. Un vero e proprio peccato contro lo Spirito (Mt 12, 31-32). Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede? Questa domanda rimbalza dunque dal testo degli Atti degli apostoli (At 19, 1-8) come una provocazione anche per noi! Il rischio, infatti, quello di sostare perennemente in un battesimo di Giovanni, metafora di una propedeutica che non pu prostrarsi allinfinito, spostando sempre pi avanti lo dico per una verifica a livello soprattutto personale quel frutto spirituale del de-cidere che, dal Battesimo alla Professione religiosa, non pu che darsi attraverso un re-cidere, per sola grazia, tutto ci che ci impedisce di diventare davvero noi stessi, donando la vita per la causa del Regno. Ecco, ora parli apertamente e non pi in modo velato dicono al Signore. Possiamo dirlo anche noi a lui! Ma esattamente come i discepoli di allora, rischiamo di ridurre la comprensione della sua parola ad un fatto verbale e non ad un verbo fattuale! E il velo di una poca fede, che vive di idee ma che resta indisponibile, rimane Non basta, certo, capire le cose con la testa per credere e decidersi per Lui! Non ci resta come secondo il Vangelo odierno accaduto anche ai discepoli che affrontare lo scandalo e la vergogna di una infedelt vissuta ma riconosciuta, accettata ma confessata, tribolata ma feconda, dentro la quale possiamo recuperare quel vero e profondo sentire che autentifica e avvalora ogni 16
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nostro operare rendendo credibile anche ogni nostro dire Solo questo porta ad una fede coraggiosa, capace di vincere il mondo nel nome di Colui che sa tutto perch uscito da Dio, e che non mai solo perch il Padre sempre con lui. Cos, anche la nostra vocazione chiamata ad essere un continuo evento di fede fondato sullascolto: Da che abbiamo abbandonato il mondo, non abbiamo da fare altro che essere solleciti di seguire la volont del Signore e piacere solo a lui. Guardiamoci bene dallessere la terra lungo la strada, o terra sassosa o invasa dalle spine, secondo quanto dice il Signore nel Vangelo (Rnb XXII, 9-10: FF 57-58). Essa non pu che costituire un processo vitale, determinato consolidato e accresciuto solo dallascoltare, cio dallobbedire (ob-audire). E sempre Francesco che ci esorta ancora e con forza: Ascoltate, figli del Signore e fratelli miei, e prestate orecchio alle mie parole. Inclinate l'orecchio del vostro cuore e obbedite alla voce del Figlio di Dio. Osservate con tutto il vostro cuore i suoi precetti e adempite perfettamente i suoi consigli. Lodatelo perch buono ed esaltatelo nelle opere vostre, poich per questo vi mand nel mondo intero, affinch rendiate testimonianza alla voce di lui con la parola e con le opere e facciate conoscere a tutti che non c' nessuno Onnipotente eccetto Lui. Perseverate nella disciplina e nella santa obbedienza, e adempite con proposito buono e fermo quelle cose che gli avete promesso. Il Signore Iddio si offre a noi come a figli (LOrd, 5-11: FF 216). Di fatto solo questa la figura della nostra fede di frati minori. Essa assume una connotazione specifica e singolare: una fede fraterna-obbedienziale mai riducibile ad una esperienza solo personale. Anzi: la dimensione personale della nostra fede pu crescere veramente solo nellorizzonte di questa fede fraternaobbedienziale! Il modo di vivere il Vangelo che qualifica la nostra forma vitae sta quindi essenzialmente in questa capacit di ascolto, in questa obbedienza, che Francesco colloca non casualmente al primo posto nella menzione dei voti, allinizio delle due Regole (Rnb I,1: FF 4; Rb I,1: FF 75). In effetti, la fedelt alla nostra vocazione legata ad una appartenenza (affettiva ed effettiva) alla fraternit, che si configura come un essere accolti allobbedienza (Rnb II,9: FF 7; Rb II,11: FF 80), e un essere tenuti ad essa (Rnb 3-4: FF 3; Rb I, 2-3: FF 76). Solo nella fraternit, infatti, si promette obbedienza (Rnb II, 13: FF 8; Rb II, 14: FF 81). E al di fuori di questo imprescindibile fondamento della nostra forma di vita pu esistere, per Francesco, solo un andar vagando fuori dellobbedienza (Rnb II,9-10: FF 7), segno di una appropriazione e di un potere che da benedetti rende maledetti (Rnb V,9-17: FF 19-21). Parole di Francesco! Parole dure ma vere! Parole che fanno toccare lo spessore autentico della nostra minorit che andrebbe intesa, secondo il linguaggio dei nostri giorni, come espropriazione e presa di distanza rispetto al nostro io narcisista e tirannico. Prima nei confronti di noi stessi e poi, di conseguenza, anche rispetto agli altri. E passato il tempo di frati che intendano andare solo sulla propria strada, pretendendo ascolto e riconoscimento; ormai tempo di fratelli che, indipendentemente da quello che fanno concretamente, sappiamo essere minori 17
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nella umile disponibilit a giocarsi fino in fondo per il Signore e con i fratelli che condividono questa forma vitae. Non ci sono altri modi per essere davvero significativi oggi! E non dobbiamo credere che si possano produrre frutti davvero evangelici nella prospettata unione delle nostre provincie, al di fuori di questa prioritaria esigenza! Anche i Capitoli che ci accingiamo a celebrare, alla fine, sono semplici mediazioni per la nostra fede! Saranno capitoli determinanti un futuro di bene per noi e per quanti il vorranno intraprendere questa vita (Rb II, 1: FF 77), solo nella misura della nostra disponibilit a ricominciare con laiuto della sua sola grazia (LOrd VII, 52: FF 233). E dunque cominciamo fratelli! Cominciamo con fede! Cominciamo ancora! Cominciamo sempre! E per noi intercedano frate Francesco il piccolo, frate Antonio il teologo, con sorella Chiara, la cristiana!

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Dal Definitorio

I lavori iniziano alle ore 9.00 con una preghiera di invocazione allo Spirito Santo. Segue lapprovazione unanime del verbale del XLIII Congresso definitoriale. Essendo lultimo Congresso definitoriale prima del capitolo provinciale, il Ministro ringrazia il Vicario, i definitori e il segretario per il lavoro svolto. Esprime tale ringraziamento sia a titolo personale che a nome di tutti i frati della provincia. Fr. Francesco ricorda la mole di lavoro affrontata e la costante ricerca del bene di tutti e di ciascuno. Ringrazia per la dedizione, per la perseveranza nella fatica nei momenti delle decisioni gravose. Sempre si cercato di giungere a decisioni condivise e, talvolta, questo ha chiesto di ritornare pi volte sulle stesse cose. Invita tutti a ringraziare il Signore per il cammino fatto e chiede di continuare a pregare Dio perch porti a compimento lopera iniziata. Fr. Francesco infine ringrazia per il sostegno e la vicinanza che ciascun membro del definitorio gli ha offerto in questi anni. Il Ministro informa il Definitorio circa le condizioni dei fratelli infermi. Nei prossimi giorni fr. Emanuele Pedrini, dopo loperazione chirurgica a cui stati sottoposto, trascorrer un periodo di degenza in infermeria; anche fr. Arcangelo, un frate della Provincia piemontese, si trasferir a Sabbioncello. Fr. Simone e fr. Fulgenzio Furlotti sono recentemente ritornati in Italia (risiedono nel convento di s. Angelo). Il Ministro comunica che, dopo debita ammissione da parte dello stesso, il 5 maggio u.s. in occasione della festa dei genitori, fr. Enrico Russotto ha ricevuto il ministero istituito dellaccolitato e fr. Cristiano Castegnaro ha ricevuto il ministero istituito del lettorato. La celebrazione stata presieduta da fr. Francesco Patton, Ministro delegato. Il 6 maggio u.s. il Ministro stato a Cademario (Ticino) per linizio della visita canonica. Avrebbe dovuto fermarsi per qualche giorno, ma rientrato il giorno successivo a causa di una colica renale. Non appena sar possibile concluder lascolta delle sorelle. Il Ministro presenta il lavoro del Collegio dei Ministri OFM del Nord Italia svolto il 19 aprile a Genova (per informazioni pi dettagliate cfr. apposito verbale). Si passa alla verifica della giornata inter-capitolare a Padova il 13 maggio 2013. Tutti concordano nel dire che il clima stato fraterno e sereno. E stato importante ritrovarsi insieme per ribadire che tutti i capitoli lavoreranno sugli stessi temi e con gli stessi strumenti. Si sottolinea la bellezza del viaggio insieme (pullman) e del

Milano Curia Provinciale


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pellegrinaggio a Padova, dove siamo stati fraternamente accolti dai frati minori conventuali (ministro provinciale del Nord Italia e custode della Basilica del Santo). Su richiesta del Collegio dei Ministri del Nord Italia il definitorio provinciale ha fornito alcuni suggerimenti: persone adatte per la composizione della fraternit FAV-postulato; il luogo per la fraternit FAVpostulato; un quadro complessivo per la collocazione delle case formative. Si stabilisce che in una delle prime sessioni di lavoro del Capitolo provinciale il Ministro presenti la sintesi delle riflessioni fatte dalle fraternit sulle relazioni fondamentali (Relazioni: Ministro provinciale, Economo provinciale e Pastorale giovanile e vocazionale). Si lascer un congruo spazio per domande di chiarimento, per il dibattito e per formulare proposte a partire dalle riflessioni presentate. Si discute lo schema per la presentazione in Capitolo della proposta di fr. Clemente Moriggi di creare un legame tra la Provincia e la Fondazione Fratelli di s. Francesco. I frati del convento di Rezzato (BS) hanno presentato la richiesta per la ristrutturazione del tetto sovrastante la biblioteca antica. I lavori sono improrogabili a causa di diverse infiltrazioni, che mettono a rischio il patrimonio librario. Il Definitorio esprime parere favorevole a che venga eseguito il lavoro presentato con procedura durgenza. Fr. Enzo Imbimbo e fr. Enrico Russotto hanno chiesto di essere ammessi alla professione solenne. Il Maestro, fr. Almiro Modonesi legge la relazione di presentazione dei candidati. Il Ministro legge poi la lettera del guardiano che accompagna i voti espressi in forma segreta da tutti i frati professi solenni della fraternit. Sentito il parere anche del Definitorio, il Ministro ammette i due candidati. I lavori del Congresso Definitoriale si concludono alle ore 17.00 circa. A laude di Cristo e del Poverello Francesco. Amen!

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Testimonianze di vita Fraterna


Pellegrinaggio giovani in Terra Santa

21-28 aprile 2013

di Clara Maiorano

Il 21 aprile scorso, accompagnata dai frati minori di Lombardia e insieme ad altri 20 pellegrini come me, partivo per raggiungere i luoghi di Ges: la Terra Santa, Terra dorigine di ogni cristiano. Un desiderio mi ha spinto a partire e mi ha condotto lungo tutto il Viaggio: quello di poter vivere i Suoi luoghi, immergermi in quella stessa luce, in quei colori e in quei profumi che avvolsero il Suo corpo e camminare l dove il Signore pose i suoi passi, per poterlo incontrare e conoscere ancora pi profondamente. Perch credo che non ci sia niente di pi bello per chi ama, di conoscere e fare propria la realt da dove lamato proviene. Da quel giorno passato pi di un mese, ma il Viaggio: una settimana di intensa bellezza, unesperienza veramente preziosa per la mia anima, ancora vivo nella mia mente e nel mio cuore. Un Viaggio intenso, ricco di gioia ma anche impegnativo interiormente. Un Viaggio che per me stato soprattutto un cammino dellanima. L tutto parla di Lui, ed impensabile non lasciarsi toccare, scuotere e abbracciare dal Signore. Ogni luogo, attraverso l'ascolto della Parola e la presenza dei miei fratelli, ha parlato alla mia anima ma solo i luoghi della Passione di Cristo, in particolar modo lOrto degli Ulivi e la citt di Gerusalemme, vera e forte come la vita, luogo in cui leternit si unisce con la storia, hanno portato alla luce tutte le mie resistenze e desideri ancora trattenuti, ma anche lintuizione bella e pacificante che il Signore, attraverso il dono della consapevolezza dei peccati, mi stava chiamando ad una nuova vita, grande e libera. Caro al mio cuore stato poi il Santo Sepolcro, il luogo che ha riempito inaspettatamente di pace la mia anima e che ha reso ancora pi chiara in me la certezza che senza la Resurrezione di Ges la nostra fede sarebbe vana. Perch resuscitando il Signore non solo ha sconfitto il peccato ma ci ha dato la prova concreta che tutto quello in cui crediamo vero; vero che la Vita vince sulla morte; vero che il Bene vince sul male; vero che lAmore eterno. Luoghi la cui bellezza impegnativa ho potuto accogliere grazie alla dolcezza e alla tranquillit vissuta a Nazaret nella Grotta della Visitazione, l dove Maria con il suo S ha aperto la via della Salvezza. Luogo che ha destato in me una domanda: Clara, vuoi dire S al Signore? Vuoi, con tutta la tua mente e il tuo cuore abbandonarti all'amore di Dio?. Tante le grazie che il Signore ci ha voluto donare in questo Viaggio: la nostra guida fr. Pasquale Ghezzi che con la sua passione, umilt e semplicit mi ha avvicinato ancora di pi a Ges in quanto uomo, la messa celebrata nelle prime ore del mattino nella Chiesa inferiore della Basilica dellAnnunciazione, il dono grandissimo di aver avuto mezzora di tempo, solo per il nostro gruppo, per rimanere in adorazione silenziosa e profondissima del Mistero della Nascita di Ges, nella Grotta della Nativit. Per me poi, la grazia pi importante stata quella di poter gustare, attraverso coloro che come me hanno camminato da pellegrini

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Testimonianze di vita Fraterna


nella Terra di nostro Signore, tutta la bellezza dell'essere fraternit. E non finir mai di ringraziare il Signore di avermi fatto incontrare dei fratelli che hanno vissuto questo Pellegrinaggio con la mia stessa volont di camminare insieme. Volont che condivisa ha generato tra noi un clima di armonia, pace, gioia e amore. Il frutto del Pellegrinaggio lo vedo nelle amicizie sincere che stanno nascendo tra alcuni di noi e in quella nuova forza vitale e maggiore chiarezza che sta acquisendo la mia vita. Ringrazio con tutto il mio cuore Ges che mia ha donato questo Viaggio, San Francesco che per primo ha amato questa Terra; i nostri frati: fr. Davide Sironi, fr. Giambattista del Pozzo e fr. Pasquale Ghezzi che ci hanno accompagnato lungo tutto il cammino, e tutto lOrdine francescano perch, senza il loro amorevole servizio di recupero, cura e custodia dei Luoghi Sacri e di aiuto concreto per i cristiani che abitano in Israele, noi saremmo privi delle nostre origini. E i cristiani non possono perdere la testimonianza terrena della vita del Signore. Custodire i luoghi sacri di vitale importanza per la nostra fede perch ci permette di incontrare Cristo, conoscerlo, amarlo ed essere amati e chiamati da Lui. I luoghi sacri sono importanti per la nostra fede perch ci ricordano che non si pu vivere appieno la relazione con Cristo se si elimina la concretezza della vita. Adesso spetta a me, dopo tanta Grazia, di portare la Terra Santa nei luoghi e alle persone che fanno parte della mia quotidianit. A me la volont di lasciarmi cambiare da tanto Amore.

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PENTECOSTE 2013: rinnovato Capitolo delle Stuoie
A Santiago di Compostella si ripetuto l'evento straordinario di un rinnovato Capitolo delle Stuoie; di una presenza cio numerosissima di frati provenienti da ogni parte del mondo, e al centro di questo evento lo Spirito Santo che ovunque nella Chiesa viene invocato in occasione della Pentecoste, e che nei giorni 18 e 19 maggio, a Santiago di Compostella, assumeva un significato del tutto speciale. Come per ogni Capitolo delle Stuoie c'era ad accoglierci il successore di S. Francesco, il Ministro Generale della nostra Fraternit, fr. Jos Rodriguez Carballo (e in quel momento di accoglienza cos ancora l'ho visto, come Ministro generale, anche se il codice di diritto canonico non lo riconosceva pi tale, ma gi in conformit con l'Ordinazione che di l a poco avrebbe ricevuto). A tutti esprimeva con commosso abbraccio, la gioia dell'incontro e rivolgeva a ciascun confratello un pensiero di gratitudine. Senz'altro parso pi emozionato del solito: eravamo nella sua bellissima terra di Galizia e l'evento che si stava per celebrare, non lasciava l'interessato e i presenti tanto indifferenti. Il nuovo Papa, Francesco, lo ha infatti preso tra noi frati minori, e nominato Segretario della Congregazione per la Vita Consacrata e le Societ di vita Apostolica, elevandolo alla dignit di Arcivescovo. Il motivo pertanto dell'essere l convenuti era l'Ordinazione Episcopale di Fr. Jos. Vi era presente una rappresentanza davvero straordinaria di frati e di vescovi, soprattutto francescani, che svolgono il loro ministero in ogni area della nostra terra, ricchi di esperienze e desiderosi di potersele scambiare reciprocamente. Erano presenti naturalmente confratelli che vivono a Roma nelle case per il servizio diretto all'Ordine; Ministri (o gi) Provinciali, diversi ancora in carica e conosciuti al Capitolo Generale 2009; frati incontrati anche in visite presso terre di missione...; gli attuali Ministri Generali dei Frati Cappuccini e Conventuali; il nostro gi Ministro Giacomo Bini; e vari Cardinali, alcuni dei quali del nostro Ordine; Autorit varie e molta gente che, unitamente ai suoi familiari, riempiva la stupenda Cattedrale di Santiago. E' stato in definitiva un grande evento, dai risvolti coinvolgenti e particolarmente emozionanti. La spontaneit e l'affetto di mons. fr. Jos Carballo si sono avvertiti, in modo particolare, nella Messa di ringraziamento Domenica 19 festa di Pentecoste, dove nella nostra chiesa di S. Francesco ha presieduto la solenne celebrazione, abbracciando in noi, tutti i confratelli sparsi nel mondo. Mi sembra significativo, pensando alla sua appartenenza all'Ordine, ricordare 3 citt del suo cammino, che poi quello della ricerca della fede presso le tombe degli Apostoli: Santiago luogo della sua accoglienza tra i frati, della sua formazione e della sua crescita nel ministero (fino ad essere

di fr. Roberto Ferrari

Provinciale); Gerusalemme citt della fede e della sua preparazione biblica; Roma, dove conclusi gli studi, si speso per il servizio all'Ordine con grande generosit, facendosi pellegrino nel mondo per sostenere, incoraggiare e tenere uniti tutti i fratelli a lui affidati, nella fedelt alla loro vocazione. 23

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Testimonianze di vita Fraterna


Ora, Arcivescovo di Santa Romana Chiesa, non dimenticher sicuramente il suo essere frate minore e ne sono certo, sapr ben coniugare l'essere figlio di Francesco d'Assisi (e Suo successore), con il servizio alla Chiesa universale a cui Papa Francesco lo ha chiamato. Per questo lo accompagniamo con riconoscente affetto nella preghiera in questa nuova avventura della sua vita. Il Signore guidi sempre il suo cammino.

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Testimonianze di vita Fraterna


di fr. Stefano Invernizzi
I frati della Fondazione San Francesco dAssisi in Russia ed in Kazakhstan, si sono radunati questanno per il loro incontro annuale alla Verna, in Italia, dal primo al quattro di maggio. Provenienti dalle cinque Fraternit che compongono la Fondazione, tre in Russia (San Pietroburgo, Novosibirsk, Ussurisk) e due in Kazakhstan (Alma Ata, Taldikurgan), i frati si sono radunati allAntonianum a Roma da cui sono partiti insieme per il Santuario della Verna. Venti sono in tutto i frati appartenenti alla Fondazione; essi provengono da otto diverse Province dellOrdine, mentre due frati russi sono incardinati nella Fondazione stessa: dei due, uno studente allAntonianum a Roma e laltro a Verona, in Italia. Dieci sono invece i diversi Paesi di provenienza di questi frati. Essi negli immensi territori di Russia e Kazakhstan si prendono cura di sei parrocchie, e lavorano in organismi diocesani; sono insegnanti nel seminario cattolico e lavorano nel campo sociale anche in dialogo con la Chiesa Ortodossa a favore di bambini e di senza fissa dimora; infine gestiscono una scuola per bambini di famiglie meno abbienti. Questa Fondazione dipende direttamente dal Ministro Generale ed i lavori di questo incontro annuale, sono stati seguiti ed animati dal Vicario Generale dellOrdine, frate Michael Perry, dal Definitore di zona, frate Ernest Siekierra (che ha moderato il lavoro in assemblea), e dal Segretario Generale delle Missioni, frate Massimo Tedoldi. Ha presenziato attivamente allincontro anche il Delegato del Ministro Generale per questa Fondazione, frate Klaudiusz Michakski. Queste giornate sono state dedicate anche alla Formazione Permanente. Frate Antonio Scabio, Ministro Provinciale del Veneto, durante la prima giornata ha aiutato i frati a riflettere sul tema: Le relazioni fraterne. Sono seguiti i proficui lavori nei gruppi ed il lavoro in assemblea. Nel pomeriggio, vi stato poi in Santuario un avvenimento importante che mostra la benedizione del Signore su questa Fondazione: il Vicario Generale, frate Michael, infatti, durante una toccante celebrazione, ha accolto i voti solenni e perpetui di frate Vitalik Kostiuk: giovane russo che ha concluso il proprio cammino di formazione iniziale (ha fatto il noviziato a Baccanello) e prosegue i propri studi teologici presso lo studentato di Verona. Numerosi i frati presenti, oltre a quelli della Fraternit della Verna, alla toccante celebrazione provenienti per loccasione anche dalla Curia Generale e dal Veneto tra cui il suo gi maestro frate Almiro Modenesi. Nella seconda giornata ha tenuto la propria relazione il Vicario Generale che, oltre a ringraziare i frati per la loro presenza in quelle terre, li ha anche esortati a riflettere sulla loro vita di orazione e devozione, sulla condivisione in Fraternit dei doni ricevuti dal Signore, sulla loro vicinanza ai poveri e sul dialogo da condurre con i fratelli di altre confessioni cristiane e di altre religioni. Anche frate Massimo Tedoldi ha portato il proprio contributo ai frati della Fondazione parlando loro delle

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Testimonianze di vita Fraterna


Nuove forme di evangelizzazione, prendendo spunto dal documento dallultimo Sinodo dei Vescovi sullargomento. Relazioni sono state tenute in questa giornata anche dal Delegato del Ministro Generale e dal Presidente di questa Fondazione, frate Eliot Marecki, che hanno descritto la realt della Fondazione secondo il loro punto di vista. Nel tempo rimasto e nella mattinata successiva, i frati della Fondazione hanno discusso in assemblea sui vari stimoli ricevuti ed hanno portato quindi a conoscenza del Vicario Generale, del Definitore Generale e del Segretario Generale delle Missioni i risultati raggiunti. Ne sono usciti degli orientamenti che guideranno per il prossimo anno il cammino della Fondazione. Alla Verna lincontro si concluso con la celebrazione eucaristica e le parole di incoraggiamento rivolte dal Vicario Generale ai frati. A questo incontro hanno preso parte anche tre frati desiderosi di conoscere pi da vicino questa Fondazione per, eventualmente, entrare a farne parte in futuro. Rientrati a Roma, i frati della Fondazione hanno terminato il loro incontro con un pellegrinaggio e ritiro spirituale svoltosi nella giornata del quattro di maggio alla casa di preghiera della Provincia romana di Bellegra ed a Subiaco. I frati della Fondazione sono rimasti colpiti dalla fraterna accoglienza riservata loro dai frati dellAntonianum, della Verna e di Bellegra e di ci ringraziano il Signore; cos come motivo per ringraziare il Signore la vicinanza espressa anche in questa occasione dalla Curia Generale per risolvere alcuni problemi della Fondazione. Il giorno sette di maggio, i frati hanno lasciato Roma per far ritorno nelle loro Fraternit in Russia ed in Kazakhstan per riprendere con pi forza ed entusiasmo la loro testimonianza di vita francescana.

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dai Monasteri
Capitoli elettivi 2012-2013 Sorelle Clarisse Federazione LiguriaLombardiaPiemonte
Vicoforte 2 luglio 2012 Madre sr. Rosa Paola Elisabetta Piano Vicaria sr. Grazia Daniela Carbotta Discrete sr. Anna Chiara Giuliano sr. Elena Amata Selleri sr. Maria Immacolata Quazzo Milano 25 gennaio 2013 Madre sr. Enrica Serena Villa Vicaria sr. Chiara Benedetta Conte Discrete sr. Chiara Veronica Longoni sr. Maria Letizia Casiraghi sr. Chiara Francesca Visconti Bra 28 gennaio 2013 Madre sr. Maria Amata Capretti Vicaria sr. Chiara Maria Zurlo Discreta sr. Carla Cristiana Scalise Boves 11 febbraio 2013 Madre sr. Anna Serena Pepino Vicaria sr. Marilena Ester Rota Discreta sr. Maria Enrica Garro Bergamo 22 febbraio 2013 Madre sr. Miriam Mapelli Vicaria sr. Maria Letizia Lazzaroni Discrete sr. Grazia Maria Zucchelli sr. Annamaria Francesca Rossi sr. Benedetta Cagnola Lovere 27 febbraio 2013 Madre sr. Miriam Soldati Vicaria sr. Debora Maria Pegurri Discrete sr. Giovanna Paola Lonati sr. Emanuela Francesca Sangaletti sr. Emanuela Roberta Coppeti Roasio 15 marzo 2013 Madre sr. Nazarena Baraldini Vicaria sr. Gianna Barbara Balzaretti Discreta sr. Giorgia Pisante Bienno 19 marzo 2013 Madre sr. Maria Andreina Sorini Vicaria sr. Chiara Amata Tognali Discreta sr. Maria Chiara Savi Leivi 10 aprile 2013 Madre sr. Chiara Gioia Denegri Vicaria sr. Maranatha Oliveri Discreta sr. Chiara Serena Cattaneo Imperia 11 aprile 2013 Madre sr. Maria Chiara Mela Vicaria sr. Chiara Libera Virz Discreta sr. Maria Rosaria Beretta Sarzana 18 maggio 2013 Madre sr. Maria Bartolomea Andreotti Vicaria sr. Maria Gabriella Alberio Discreta sr. Tiziana Aurora Ricci
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VERSO IL CAPITOLO, DA UOMINI DI FEDE


di fr. Tarcisio Colombotti
In questo Anno della FEDE, oltre ad approfondire la FEDE nella meditazione della Parola di Dio e nei formulari della Liturgia, ho voluto indagare sulla FEDE anche nelle nostre Leggi: Regola, CC.GG. e SS.GG., con lintento di riappropriarmi dei testi della nostra Tradizione e che a loro modo ci indicano la via della vita francescana. Nulla di nuovo sotto il sole, ma riscoperta di perle preziose ricche di luce per la nostra vita, oggi. Le metto in comune senza la pretesa di interpretazione autentica dei testi e cosciente della semplicit della proposta, ma forse ancora utili a coloro che camminano nella condivisione dello stesso carisma, vocazione e missione.

LA FEDE: DALLA REGOLA ALLE CC.GG. E SS.GG.


Quando la Regola parla della FEDE, aggiunge anche laggettivo qualificativo di CATTOLICA, per cui il frate si impegna a vivere la FEDE CATTOLICA. Fin dallinizio del cammino alla ricerca della propria vocazione, il discernimento implica unindagine sullo stato della FEDE; per questo a un giovane che vuole entrare nellOrdine dei Frati Minori si chiede di sottoporsi ad un serio esame sulla FEDE CATTOLICA perch su questo fondamento stabile della FEDE creduta, FEDELMENTE professata e osservata che poggia la vita consacrata. Lo richiede la Regola Bollata al Cap. II, che recita: I ministri, poi, diligentemente li esaminino intorno alla FEDE CATTOLICA e ai sacramenti della Chiesa. E se credono tutte queste cose e le vogliono FEDELMENTE professare e osservare fermamente fino alla fine Francesco non si limita alla verifica iniziale sulla FEDE, ma chiede al papa un Cardinale protettore che aiuti i frati a camminare in quanto hanno promesso, e al Cap. XII scrive: Inoltre, impongo per obbedienza ai ministri che chiedano al signor Papa uno dei cardinali della santa Chiesa romana, il quale sia governatore, protettore e correttore di questa fraternit, affinch, sempre sudditi e soggetti ai piedi della medesima santa Chiesa, stabili nella FEDE CATTOLICA, osserviamo la povert, lumilt e il santo Vangelo del Signore nostro Ges Cristo, che abbiamo fermamente promesso (RB XII). La correzione e la protezione del Cardinale protettore dovr riguardare soprattutto la stabilit della FEDE CATTOLICA in forza della quale il frate si impegnato a osservare la povert, lumilt e il santo vangelo che ha promesso di vivere. La stabilit della FEDE richiamata addirittura nella stessa formula della professione, dove si dice: con FEDE salda e volont decisa: faccio voto (CG 5), espressione che indica chiaramente il radicamento nella FEDE della professione religiosa. Si tratta non di una FEDE qualsiasi, bens di FEDE CATTOLICA la quale ha il suo tesoro nella SS. Eucaristia. Nel Testamento S. Francesco parla di FEDE nelle Chiese, la chiesa luogo, perch in essa si custodisce il segno del memoriale della Pasqua del Signore, cio la SS. Eucaristia: E il Signore mi dette tale FEDE nelle chiese che io cos semplicemente pregavo e dicevo: Ti adoriamo, Signore Ges Cristo, anche in tutte le tue chiese che sono nel mondo intero e ti benediciamo, perch con la tua santa croce hai redento il mondo . La stessa grande FEDE la estende ai ministri dellaltare, a motivo del loro ordine: Poi il

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Signore mi dette e mi d una cos grande FEDE nei sacerdoti che vivono secondo la forma della santa Chiesa romana, a motivo del loro ordine. Proprio questa FEDE CATTOLICA i frati stimano molto e si impegnano a professarla coraggiosamente davanti a tutti: I frati stimino moltissimo la FEDE CATTOLICA, che dono di Dio, e respinta ogni preferenza umana, professino la loro FEDE davanti a tutti con umilt, fortezza ed animo gioioso (CC.GG. 90). Secondo le CC.GG. riconosciuta come dono di Dio e opera dello Spirito Santo: La FEDE non nasce nel cuore degli uomini dalle discussioni, ma per opera dello Spirito Santo (CC.GG. 99,1). Contemplando il dono della FEDE i frati si considerano debitori nei confronti di Dio e vogliono condurre la FEDE alla piena maturazione attraverso la perseveranza in essa: Vivendo tra i cristiani, i frati si considerino debitori dei benefici di Dio e si adoperino con tutte le forze affinch tutti, in unit e carit, perseverino nella vera FEDE e nella penitenza (CC.GG. 92, 1). Fin dal Noviziato i candidati sono formati a sviluppare una vita alimentata dalla FEDE: gli studi, adatti al Noviziato, devono essere diretti alla conoscenza di Dio congiunta con lamore, e a sviluppare una vita alimentata dalla FEDE (SS.GG. 99), e ogni decisione viene maturata in spirito di FEDE: mettano in pratica le loro decisioni in spirito di FEDE (CC.GG. 45). La FEDE tanto amata, radicata e stimata un bene da far conoscere, comunicare e alimentare, attraverso lannuncio integrale del mistero di Cristo, servizio specifico di coloro ai quali il Signore ha concesso la grazia di predicare perch proclamino la buona novella della salvezza proponendo integralmente e fedelmente il mistero di Cristo (CC.GG. 100). La delicatezza di dellevangelizzazione richiede inoltre, che I Ministri della Parola e tutti i teologi vengano formati con la massima cura, perch siano in grado di comunicare agli altri spirito e vita (CC.GG. 101, 2), e li metta in grado di essere pi utili alla edificazione del Regno di Dio (CC.GG. 160, 1). Ai frati esperti che si danno alla ricerca teologica e che godono nel nostro Ordine di giusta libert nel condurre le loro ricerche si chiede di divulgare i risultati operando la verit nella carit e osservando il dovuto ossequio verso il magistero della Chiesa (CC.GG. 110) unico autentico interprete della fede cattolica che i frati professano e annunciano. Con lamore fedele alla Chiesa i frati amano molto anche il proprio carisma per cui diventa naturale per loro essere dispensatori di spirito e vita secondo il pensiero francescano. A questo scopo le Costituzioni esortano a porre la pi grande cura nella preparazione di esperti docenti di spiritualit, di storia francescana, di filosofia e teologia, i quali diventino dispensatori di spirito e di vita secondo il pensiero di san Francesco e degli altri Maestri dell'Ordine (CC.GG.166, 2). Con questa seria preparazione i frati vogliono aiutare le Chiese particolari a seminare la Parola di Dio tra la gente usando i mezzi pi adeguati, purch la FEDE si impianti e cresca: I frati aiutino le Chiese particolari, seminando la Parola di Dio e la FEDE CATTOLICA con i mezzi efficaci, adeguati ai tempi e alle persone (CC.GG. 105); pregano anche insieme alla gente condividendo speranza e FEDE: Si impegnino i frati a pregare con il popolo,

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condividendone in semplicit la speranza e la FEDE (CC.GG. 27). E perch questa condivisione del bene della FEDE sia piena, i frati favoriscono linculturazione della FEDE: Poich cresce tra i popoli il desiderio di vivere e di celebrare la propria FEDE con modalit congeniali alla propria indole, cooperino volentieri nel favorire questo processo di inculturazione (CC.GG. 92 2). Gli elementi che incontriamo nella Regola e nelle Costituzioni nei quali si parla della FEDE sono pochi ma essenziali. In breve Francesco dice: se vuoi essere Frate Minore devi vivere seriamente la FEDE CATTOLICA, credere nellEucaristia e nei sacerdoti, fondare la tua consacrazione su di una FEDE salda, una FEDE che dono e nasce dallo Spirito Santo e a professarla davanti a tutti. Una volta che hai assunto questa forma di vita, ti impegni ad alimentarla con la FEDE vera, perseverando in essa continuando a vivere in spirito di FEDE. Inoltri la condividi in semplicit soprattutto pregando insieme al popolo, seminando la FEDE nelle Chiese particolari e inculturandola nei popoli nei quali il frate minore si trova a vivere, cos da celebrarla secondo la loro lindole. Il primo a camminare in questo stile radicato nella FEDE il Ministro. Egli allassunzione del servizio di pastore premuroso e buono emette la professione di FEDE CATTOLICA davanti al Capitolo che lo ha eletto: I Ministri emettano la professione di FEDE alla presenza del (CC.GG. 186), un atto pubblico con il quale manifesta FEDELT alla FEDE CATTOLICA nella quale dovr aiutare i suoi fratelli a perseverare, testimoniare e annunciare.

INTERMEZZO
Nei Documenti in esame incontriamo un avverbio: FEDELMENTE e due sostantivi: FEDELT e FEDELE/FEDELI, termini che nascono dalla stessa radice la quale attinge alla parola FEDE. In qualche modo questi termini estendono non i contenuti della FEDE bens latteggiamento che la FEDE suscita e che si manifesta nella FEDELT ed a persone che sono FEDELI, cio che rispettano la FEDE data o che rispondono alla fiducia riposta in loro o che sono chiamate FEDELI in quanto appartengono ad una FEDE religiosa o sono devoti a una causa, a un ideale o a una persona. (cf. Dizionario Garzanti). Mi pare opportuno cogliere anche questi aspetti per comprendere la declinazione che ne danno i Documenti in esame. Qui il discorso non si limita ad esaminare i gruppi di testi riguardanti ogni singolo termine citato, ma piuttosto a fare una presentazione ragionata di quei termini.

FEDELMENTE, FEDELT, FEDELE/FEDELI


Riprendo la riflessione dalla Regola bollata. Qui a un giovane che vuole entrare nellOrdine dei Frati Minori si chiede un serio esame sulla FEDE CATTOLICA per vedere se creduta, FEDELMENTE professata e osservata, presupposto importante perch nella nostra forma di vita ci si impegna a vivere il Vangelo, parola

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santa che offre i contenuti della FEDE. Cos la Regola Bollata dice: I ministri, poi, diligentemente li esaminino intorno alla FEDE CATTOLICA e ai sacramenti della Chiesa. E se credono tutte queste cose e le vogliono FEDELMENTE professare e osservare fermamente fino alla fine(Cap. II). Perseverare FEDELI in questa vita non facile, Francesco conosce le fragilit umane per cui chiede al papa un Cardinale protettore che aiuti i frati a camminare FEDELMENTE a quanto hanno promesso. Questa presenza garantisce i frati nel fare proprio il sentire della Chiesa soprattutto rispetto alla FEDE: I frati siano sempre FEDELI al sentire della Chiesa (CC.GG. 4). Infatti la correzione e la protezione del Cardinale protettore dovr riguardare soprattutto la stabilit della FEDE CATTOLICA in forza della quale il frate osserva la povert, lumilt e il santo vangelo che ha promesso di vivere con con FEDE salda e volont decisa (CC.GG. 5). Dalla decisa volont deriva limpegno di osservare FEDELMENTE lo spirito e le finalit proprie del Fondatore. Lo diciamo allart. 2 delle CC.GG.: Per poter maggiormente conoscere ed osservare FEDELMENTE lo spirito e le finalit proprie del Fondatore, insieme alla Regola i frati si studino di esaminare, capire e venerare la vita e gli scritti di san Francesco e dei suoi seguaci. La freschezza del carisma francescano si mantiene nella misura in cui si osservano FEDELMENTE e integralmente i Consigli evangelici e si vive secondo la santa Regola. limpegno che i frati si assumano nello spirito delle Costituzione che allart. 6 recitano: Tuttavia i frati devono non solo osservare FEDELMENTE e integralmente i Consigli evangelici, ma anche vivere secondo la Regola di san Francesco, queste Costituzioni e le altre norme del diritto particolare, e cos tendere alla perfezione del proprio stato (CC.GG. 6). Quello che i frati vivono lo insegnano anche alle Sorelle e fratello dellOFS: Gli Assistenti spirituali curino che tutti i fratelli e le sorelle dellOrdine Francescano Secolare, seguendo FEDELMENTE le orme di san Francesco (CC.GG. 62). Cos i frati vanno per il mondo camminando FEDELI alla propria vocazione minoritica, ricchi di gioia e facendosi servi di tutti ed umili testimoni di pace: I frati, come seguaci di Ges Cristo che umili se stesso facendosi obbediente fino alla morte, e FEDELI alla propria vocazione minoritica, in gioia e letizia, vadano per il mondo come servi e soggetti a tutti, pacifici e umili di cuore (CC.GG. 64). Vengono indicate anche due vie per essere FEDELI alla propria vocazione: la prima la preghiera il cui modello di FEDELT Cristo: I frati, FEDELI alla propria professione, seguono nella preghiera Cristo (CC.GG. 9); la seconda lespropriazione e che riguarda le proprie condizioni di vita: I frati, per rimanere FEDELI alla loro vocazione nelle concrete condizioni di vita, ricerchino sempre forme di espropriazione nuove e corrispondenti alle circostanze (CC.GG. 245). E poich la loro vita si svolge tra gli umili e i semplici, gente che molto legata alla religiosit popolare, i frati non sdegnano di condividere queste forme semplici di preghiera: I frati, rimanendo FEDELI al loro proposito di vivere tra le persone semplici, favoriscano le sane forme della piet popolare (CC.GG. 27). Per se stessi si riservano un tempo forte che chiamano Esercizi Spirituali e si impegnano a viverlo FEDELMENTE ogni anno: Per confermare lo spirito di orazione e devozione, i frati, nel tempo stabilito, pratichino FEDELMENTE il ritiro e ogni anno gli esercizi spirituali (CC.GG. 30). Durante questo tempo forte sar importante riscoprire sempre di nuovo lo spirito francescano perch pervada sempre di pi e meglio lintera vita del f rate in tutti gli ambiti della sua missione, specialmente quella pastorale: La formazione ai ministeri e agli ordini sacri sia permeata di spirito francescano, affinch i ministeri vengano esercitati nella FEDELT a tale spirito (CC.GG. 164). Oltre alla FEDELT alla propria spiritualit nellesercizio del ministero pastorale, le Costituzioni chiedono FEDELT allo stesso ministero pastorale: in tutto ci che concerne il FEDELE assolvimento dellincarico pastorale e lesatta osservanza delle direttive rig uardanti

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la cura delle anime (CC.GG. 58), in particolare quando si tratta di annunciare Cristo, un mistero da proporre in modo integro e FEDELE: I frati ai quali il Signore ha concesso la grazia di predicare, , propongano integralmente e FEDELMENTE il mistero di Cristo (SS.GG. 100). Con la stessa FEDELT si deve vivere la grazia del lavoro, riconoscendo in esso il normale e primario mezzo per procurarsi il necessario alla vita: Quei frati ai quali il Signore ha concesso la grazia di lavorare, lavorino con FEDELT (RB V). Questo testo della Regola ripreso dalle Costituzioni che vedono nel lavoro un fatto normale della vita dei frati i quali, come tutti gli altri uomini, si guadagnano il pane con le loro fatiche: Riconoscendo che il lavoro il normale e primario mezzo per procurarsi le cose necessarie, tutti e singoli i frati servano e lavorino con FEDELT (CC.GG. 76). Un ultimo accenno alla FEDELT indicato da quanto richiesto ai Ministri: proporre una visione FEDELE della Provincia: Una volta allanno il Ministro provinciale esponga FEDELMENTE nel Congresso definitoriale lo stato della Provincia (SS.GG. 196); inoltre si devono trasmettere per iscritto gli Atti del Definitorio: Gli atti di ogni congresso definitoriale vengano FEDELMENTE e ordinatamente messi per iscritto (CC.GG. 198). Pu sembrare burocrazia mentre testimonianza che conserva e tramanda la storia degli uomini con le sue luci ed ombre e per la quale passa anche la salvezza di cui il nostro carisma un segno.

FRATE MINORE, DOVE SEI?


Linizio del nostro cammino di Frate Minore segnato da un esame sulla nostra FEDE CATTOLICA. Abbiamo professato con FEDE salda e volont decisa. Ci stato dato un Cardinale protettore perch camminassimo stabili nella FEDE CATTOLICA, una FEDE che ha il suo culmine nella SS. Eucaristia e nei ministri dellaltare a motivo del loro ordine; una FEDE riconosciuta come dono di Dio e opera dello Spirito Santo. Siamo stati formati a sviluppare una vita alimentata dalla FEDE e a maturare ogni decisione in spirito di FEDE, in quella FEDE CATTOLICA che stimiamo molto perch dono di Dio che ci siamo impegnati a professare con umilt, fortezza ed animo gioioso, e vogliamo far conoscere seminando la Parola di Dio, pregando insieme alla gente e celebrarla anche inculturandola. Questo quanto sognavamo ed abbiamo promesso di vivere. Oggi ci domandiamo: Frate Minore, dove sei? Le nostre leggi a quale FEDELT ci responsabilizzano?

Il Proposito santo

La prima e pi importante FEDELT che chiesta al Frate Minore la FEDELT allo spirito e alle finalit proprie del Fondatore, spirito e finalit trascritte nella Regola ed approvate e autenticamente interpretate dalla Chiesa. Da qui deriva subito la FEDELT al sentire della Chiesa, come dottrina o contenuti di FEDE e come interpretazione della Regola professata insieme allassunzione dellimpegno di osservare FEDELMENTE e integralmente i

Responsabilizzati alla FEDELT

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Consigli evangelici. In essa troviamo un accenno preciso alla FEDELT alla grazia del lavoro. Da queste FEDELT la visibilit alla nostra vocazione minoritica appare pi luminosa. Per camminare con coerenza perseverante dentro questi impegni indispensabile essere FEDELI alla preghiera imitando il Cristo, facendoci attenti ai semplici condividendo con loro espressioni oranti di religiosit popolare e, presso i popoli di nuova evangelizzazione, favorire linculturazione che una forma rispettosa delle loro culture. Per quanto riguarda la FEDELT ai poveri ci chiesta, l dove possibile, lespropriazione. Molto importante anche la FEDELT al tempo forte degli Esercizi spirituali. Ai Ministri si chiede di proporre una visione FEDELE della Provincia ed ai ministri sacri di essere FEDELI allo spirito francescano nellesercizio del ministero.

CAMMINIAMO DENTRO QUESTA FEDELT?


Lanno che stiamo vivendo, un pressante invito a varcare la Porta della FEDE, a considerarci pellegrini nella notte, a metterci in cammino per incontrare Colui che mai cercheremo se non fosse venuto Lui per primo a cercarci. La FEDE sempre, una FEDE mendicante, mai una FEDE prefabbricata, come quella degli scribi. Paolo chiede al suo discepolo Timoteo di cercare la FEDE, con la costanza stessa di quando era giovane. Accogliamo questo invito come rivolto a ciascuno di noi e approfittiamo di questAnno di Grazia per fare memoria del dono della FEDE (dalla Lettera della pasqua 2013). Linvito chiaro: varcare la porta della FEDE, quella CATTOLICA che stimiamo moltissimo e della quale siamo debitori nei confronti di Dio, ma pi ancora amiamo perdutamente, perch si radica in quelle parole fragranti del mio Signore (2Lf,180) che pronunciate dal sacerdote allaltare, rendono presente il santissimo corpo e sangue del Signore nostro Ges Cristo, nel quale tutte le cose che sono in cielo e in terra sono state pacificate e riconciliate a Dio onnipotente (LCap I, FF 217).

Lesortazione pasquale del Ministro

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FilmiAmo
LA GRANDE BELLEZZA
Jep Gambardella domina la scena delle grandi feste barocche, alcoliche, trash, che si consumano sulle terrazze romane, dove un campionario di umanit ormai attempata rincorre una vita fatua e dionisiaca. Il protagonista un sessantacinquenne giornalista per passatempo che racconta stravaganze di una citt troppo bella e troppo eterna: Roma. Promettente scrittore con un solo romanzo pubblicato in giovent viaggia nei sogni notturni e nel passato alla ricerca di una assaporata bellezza mitizzata e sfuggente, evocata per resistere al vuoto della morte. Una vita da teatrante quella di Jep dove a volte si affaccia lanima che desidera rivedere e riscrivere una bellezza innocente. Presentato allultimo Festival del Cinema di Cannes, il film di Paolo Sorrentino fa discutere e dividere la critica. Confesso subito che considero Sorrentino un talento cristallino nel panorama del Cinema italiano, e internazionale. La sua ultima opera trasbordante, ridondante di visioni, allusioni, simboli e di eccessi. Ma offre allo spettatore immagini di rara bellezza grazie alla maestria con cui muove la macchina da presa, a una fotografia curatissima e capace di ipnotizzare lo sguardo davanti ai colori e alle sfumatura di una Roma monumentale e incantevole la fontana del Gianicolo, lalba sul Tevere, la giraffa in un teatro allaperto, gli scorci di vie e piazze - . Lo spettatore compie un viaggio onirico e estremamente reale nella vita mondana di personaggi attratti dallopulenza, dalla divertimento sfrenato, dal tutto e dal niente. Viaggia insieme a Jep Gambardella un maestoso Toni Servillo nella sua anima romantica e nella sua vita notturna, nelle sue eleganti giacche, negli incontri prevedibili e imprevedibili che costellano il suo mondo fatto di feste scintillanti e grottesche, di serate pseudointellettuali, di passeggiate allalba lungo un Tevere silente mentre la gente comune inizia la fatica del vivere e lui inizia la fatica del sonno: stare solo con le reminiscenze di un passato abitato da una donna bella e perduta. Jep un sessantacinquenne che abita in una casa con vista Colosseo, sta nel cuore della Roma modaiola e in quarantanni di permanenza nella citt eterna riuscito a diventare il padrone delle feste altolocate, a conoscere e farsi conoscere da tutti. Dopo un unico romanzo giovanile di successo - Lapparato umano scrive articoli di costume in maniera graffiante e ironica, ma soprattutto vive unesistenza da teatrante, gaudente e libera. Ma il vuoto lo penetra. Tra i diversi temi che si possono trarre da questo film, ne evidenzio uno che mi sembra articoli gli altri opposti concatenati disseminati nella pellicola: la contrapposizione e lintreccio indissolubile Scheda a cura di

fr. Davide Sironi

La grande bellezza
di Paolo Sorrentino Con Toni Servillo,

Carlo Verdone, Carlo Buccirosso, Sabrina Ferilli Drammatico durata 150 min. Italia, Francia 2013 Medusa

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tra morte e vita. Con tutte le sue possibili declinazioni: bellezza e bruttezza, ricchezza e povert, pieno e vuoto, immobilismo e movimento, spirituale e carnale, sacro e profano, passato e presente, verit e falsit, recitazione e autenticit, nobilt e miseria, moralit e immoralit. La morte attraversa tutta la narrazione fronteggiando la vita edonista di Jep e dei suoi amici, sorprende e tutta lopulenza dellesistere evanescente si annienta. La fine si pu affrontare con distacco, recitando una parte come fa Jep al funerale del figlio di una amica, ma dentro scava. Dietro a una sconfinata bellezza si pu annidare una sconcertate bruttezza, dietro alla ricerca di unavvolgente leggerezza si pu nascondere una insostenibile pesantezza. Il movimento sfrenato di adulti che ballano fuori tempo massimo con volti pietrificati dal botulino forse solo la manifestazione di un immobilismo esistenziale rappresentato dalle marmoree statue che si nascondono nei privati palazzi romani. Dietro una vita religiosa si pu celare la santit o lipocrisia, e il tema del sacro e dello spirituale si intesse con quello del profano e del carnale. Il presente sembra vivo ma forse gi morto e il nostro protagonista si rifugia in un passato dove riassaporare linnocente bellezza smarrita: un amore di giovent forse idealizzato ma che fa ancora sognare e restituisce il desiderio di una vita radicata in un amore tenero e lieve. Paolo Sorrentino ci consegna un film che stordisce, diverte, affascina con le immagini e con laffabulazione della parola, con diverse citazioni letterarie e omaggi cinematografici, un film vorticoso e vertiginoso che innalza e abbassa, immorale e per questo interpellante la nostra moralit. Lo spettatore introdotto in un mondo circense dove si avvicendano ballerine, nani, domatori, belve, fachiri, burattini, lanciatori di coltelli, saltimbanco, clown, bambini prodigio, e Jep-Sorrentino il direttore di questo grande spettacolo. Toni Servillo regala ancora una volta uninterpretazione superlativa e si conferma lalterego del regista, colui che sa rappresentare al meglio la visionariet e lironia di Sorrentino. Il film evoca atmosfere felliniane cos come richiama il binomio Mastroianni-Fellini. Al di l dei paragoni mi sembra che questa opera non sia un rifacimento de La dolce vita ma continui la tradizione dello straordinario cinema italiano dautore. La grande bellezza da vedere perch mostra come si confeziona un film pieno di bellezza artistica.

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LeggiAmo
Scheda a cura di

fr. Paolo Canali

INTORNO AL TESTAMENTO DI SANTA CHIARA


LASCIO A VOI QUESTO SCRITTO, CARISSIME E DILETTE SORELLE MIE, IN SEGNO DELLA BENEDIZIONE DEL SIGNORE, DEL BEATISSIMO PADRE NOSTRO FRANCESCO E DELLA BENEDIZIONE MIA, VOSTRA MADRE E ANCELLA
Con queste parole santa Chiara conclude il suo Testamento, nel quale fa memoria del cammino che lha condotta dalla casa paterna alla scelta di una forma di vita di rigorosa povert, vissuta nella quotidiana condivisione con una comunit di sorelle nel lavoro, nella preghiera e nellattenzione alle necessit delle donne e degli uomini della sua citt. Sul Testamento di Chiara, in questi ultimi decenni, si discusso molto: ne stata messa in dubbio lautenticit, a partire dalla scarsa tradizione manoscritta e dal silenzio delle altre fonti su questo scritto; il ritrovamento di altri manoscritti, alcuni molto antichi, risalenti al XIII secolo, ha costretto a rivedere il giudizio di chi aveva creduto di vedere nel Testamento un falso risalente allepoca dellOsservanza. Tuttavia alcuni studiosi hanno continuato a sostenere che questo testo, cos come lo conosciamo, non pu essere totalmente di Chiara: anche per Chiara, come gi qualcuno aveva proposto per Francesco, si deve pensare alla collaborazione di qualche esperto nellarte dello scrivere che ha dato forma concreta ai pensieri da lei suggeriti... Le due pubblicazioni che presentiamo vorrebbero rispondere in modo esauriente alle varie proposte, scartando le ipotesi pi fantasiose e invitando a stare ai dati di fatto che conosciamo.

IL TESTAMENTO DI CHIARA DASSISI:


Messaggio e autenticit
di Carlo Paolazzi

Edizioni Biblioteca Francescana


TAU, 15 Milano 2013

(Tau, 15) raccoglie due studi del nostro confratello Carlo Paolazzi che, con la sensibilit spirituale e la finezza filologica che gli sono proprie, analizza anzitutto il contenuto del Testamento di Chiara, ripercorrendo con lei la gioiosa memoria di una vita totalmente donata a Cristo; nella seconda parte del volume segue unanalisi accurata e pi tecnica del testo: vengono messi in evidenza gli indizi che ci fanno cogliere il cuore e la mano di Chiara nella memoria di quanto il Signore ha fatto per lei e per le sorelle attraverso la mediazione di frate Francesco. La conclusione suggerisce in modo convincente la piena appartenenza di questo scritto a Chiara.

1.

IL TESTAMENTO

DI

CHIARA DASSISI:

MESSAGGIO E AUTENTICIT,

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INTORNO AL TESTAMENTO DI SANTA CHIARA


LAUTENTICITA DEL TESTAMENTO DI S. CHIARA:
un confronto con le sue lettere
di Leonard Lehmann

2.
CON LE SUE

LAUTENTICIT DEL TESTAMENTO DI SANTA CHIARA: UN CONFRONTO LETTERE, (Aleph, 5) uno studio originale del cappuccino

tedesco Leonard Lehmann, che affronta le stesse problematiche da unangolazione diversa: ricostruisce le diverse posizioni assunte dagli studiosi, ripercorre le acquisizioni degli ultimi decenni, per proporre poi un confronto tra Testamento e Lettere della santa, analizzando accuratamente il vocabolario e i concetti espressi nei diversi Scritti. Questi due contributi si raccomandano come un aiuto prezioso per cogliere loriginalit del linguaggio di Chiara, linguaggio che specchio della sua singolare esperienza cristiana. Un aiuto anche a cogliere la specificit della vocazione clariana, il suo rapporto con lesperienza di Francesco dAssisi, e il segreto di unesistenza straordinariamente feconda, capace anche oggi di attirare e interrogare. fr. Paolo Canali

Edizioni Biblioteca Francescana


Aleph, 5 Milano 2013

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NOTIZIE di CASA
MAGGIO 2013
Il Ministro provinciale conferisce il Diploma di fraternit al sig. Antonio Zani, generoso ed infaticabile lavoratore stimato ed apprezzato per la disponibilit e per il sostegno offerto ai frati del convento di Rezzato.

A cura di fr. Enzo Pellegatta


*07 APRILE Rezzato (BS)

Fr. Enrico Russotto riceve il ministero istituito dellaccolitato e fr. Cristiano Castegnaro il ministero istituito del lettorato. La celebrazione presieduta da fr. Francesco Patton, Ministro delegato, in occasione della festa con le famiglie dei professi temporanei residenti a Verona. Nella Basilica del Santo ha luogo la giornata intercapitolare dove si ritrovano i partecipanti ai sei Capitoli provinciali del Nord. In un clima fraterno e sereno vengono presentati i medesimi temi e strumenti che caratterizzano tutti i Capitoli. La giornata, apertasi con il saluto e laccoglienza del Ministro provinciale dei frati minori conventuali del Nord e del Custode della Basilica del Santo, si conclude con la concelebrazione alle 15.30, presieduta da fr. Bruno Miele. Presso la Curia provinciale il Definitorio si riunisce per il XLIV Congresso. Si celebra lOrdinazione episcopale di fr. Jos Rodriguez Carballo, presieduta da sua Em.za rev.ma Card. Tarcisio Bertone.

05 S. Bernardino (VR)

13 Padova

15 Milano 18 Santiago de Compostela 22 Roma

LUGLIO 2011

Il Collegio degli Elettori, riunito presso la Curia Generale OFM, elegge quale Ministro generale dell'Ordine fra Michael Anthony Perry, statunitense di Indianapolis. 39 38

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NOTIZIE di CASA
MAGGIO 2013
Nella casa del postulato interprovinciale si raduna il Collegio dei Ministri del Nord Italia. Presso il teatro Angelicum si svolge una Tavola rotonda dal titolo per raccontare la carit. Si riunisce il Consiglio di Presidenza dello Studio Teologico Interprovinciale s. Bernardino Nella Basilica Collegiata di s. Giuseppe si celebrano in mattinata i funerali del sig. Franco Canali, di anni 87, pap di fr. Paolo. Due settimane di annuncio straordinario per mezzo delle Missioni al popolo nella Parrocchia di Casatenovo.

A cura di fr. Enzo Pellegatta


24 Arco di Trento 25 Angelicum (MI) 28 Verona 30 Seregno (MB) 19 maggio 2 giugno Casatenovo (MB)

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