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KANT Filo conduttore del suo pensiero La filosofia di Kant ha consegnato allOttocento e al Novecento tre domande fondamentali attorno

alle quali, in larga misura, ancora oggi ruota il dibattito filosofico: 1) che cosa posso sapere? 2) che cosa devo fare? 3) Che cosa posso sperare? La prima domanda investe una questione di fondo, preliminare alle altre: quali sono i limiti, dunque le effettive possibilit della ragione? La maggior parte delle filosofie contemporanee accetta la critica kantiana alla pretesa della ragione di elaborare un sapere metafisico, mentre per altre la metafisica non solo possibile, ma anche necessaria, poich senza individuare un fondamento ultimo della realt non c conoscenza vera. La seconda domanda (che cosa dobbiamo fare?) ci pone di fronte al problema morale, Kant sostiene che la risposta rinvia alla nostra ragione, legislatrice della legge morale. Una morale davvero centrata sulla nostra capacit di vivere e di operare secondo i doveri che la ragione ci prescrive oppure, come sostengono alcuni, tale fondamento riposa in Dio o nelle leggi della societ? Ci si chiede quindi se la legge morale sia davvero autonoma e dipendente dalla sola libert delluomo oppure dipenda da altro. Inoltre, una risposta alla terza domanda (che cosa posso sperare?) si lega alla possibilit di essere, allo stesso tempo, virtuosi e felici, senza dover pagare, cio, alla conquista della virt il prezzo dellinfelicit. Ma tutto ci possibile? Kant afferma che virt e felicit seguono due strade diverse, nel senso che solo in una prospettiva di vita ultraterrena, fondata sullimmortalit dellanima e sullesistenza di Dio, potremmo sperare di essere, allo stesso tempo, virtuosi e felici (Sommo Bene). Contesto Kant vive let dellIlluminismo e delle due grandi rivoluzioni che cambieranno il mondo: la rivoluzione americana e quella francese. Egli interpreta lIlluminismo come il momento in cui la ragione, attraverso la sua opera di rischiaramento realizza luscita delluomo dal suo stato di minorit cio da una condizione nella quale dipende intellettualmente da altri. La RAGIONE intesa nella sua accezione pi ampia come strumento di indagine e di autonomia la grande protagonista della lettura che Kant d dellIlluminismo ed anche di tutta la sua filosofia. Una ragione che ha il senso del limite, limite di se stessa e delluomo e che sa, ci che al di l delle sue possibilit. Il compito della ragione esercitare la funzione di critica a cui tutto deve sottostare anche la religione e la legislazione. Il suo motto abbi il coraggio di servirti della tua intelligenza va applicato in tutti i campi, affermando la propria libert, autonomia e dignit di essere umano contro il dispotismo e il paternalismo cio la volont, tipica dei regimi illiberali, di tenere gli esseri umani in uno stato di tutela e subalternit. Rapporto con la scienza Lintento di Kant di riconoscere le conquiste e lo status conoscitivo delle scienze e di ripensare compiti e ruoli della filosofia alla luce della rivoluzione scientifica avvenuta nel secolo precedente. Con la scienza moderna sembra essere sorto un conflitto tra una concezione meccanicistica, causale e deterministica della realt (dominante nella spiegazione meccanicistica) e la convinzione che in campo morale sia necessario presupporre una piena libert di decisione e scelta da parte delluomo. In altre parole, come si pu concepire in un universo in cui tutto regolato da leggi fisiche necessarie, un ambito governato dal libero arbitrio?. Inoltre, se la spiegazione fisica del mondo esauriente, sembra che Dio sia relegato ai margini del mondo e che non gli sia lasciato alcuno spazio. Queste problematiche erano state affrontate gi in passato, ma allepoca di Kant lo scenario cambiato: la scienza procede spedita mentre la filosofia non riesce a trovare una visione comune per cui ogni filosofo critica laltro, a tal punto che Hume giunge ad una conclusione scettica. Questultima conclusione preoccupava molto Kant per le implicazioni che pu avere in ogni campo. La scienza, sia quella matematica che quella fisica, ha a fondamento delle proposizioni universali e necessarie e, perci, non pu poggiare sulla sola esperienza sensibile, come sosteneva Hume, dunque

bisogna indagare qual realmente la base e quale la ragione della sua validit, dei risultati che comunque essa consegue e questo il compito della filosofia. Per questo motivo Kant si impegna nella fondazione filosofica della scienza, a partire dalla sintesi di Newton, assumendolo come uno dei compiti principali della sua indagine. La centralit del soggetto Un aspetto importante della modernit la centralit del soggetto come criterio e misura della verit e come fondamento e fonte di legittimazione per la vita morale. Kant negli interrogativi che abbiamo sottolineato allinizio si interroga proprio sulla centralit del soggetto con i suoi bisogni. In quegli interrogativi Kant manifesta un aspetto dellIlluminismo: il senso del limite, termine fondamentale nella filosofia kantiana. Il soggetto che si interroga su ci che pu sapere, sa che alla sua conoscenza vi sono limiti insormontabili. La consapevolezza del limite si coniuga per con quella delle grandi possibilit delluomo, delle conquiste che pu compiere e di cui autore. Analogamente a quanto fatto in astronomia da Copernico, Kant compie una rivoluzione nella concezione della conoscenza e indica un nuovo punto di vista nella visione della realt: la conoscenza si configura come costruzione delloggetto ad opera del soggetto . non il soggetto che si deve adeguare alloggetto per conoscerlo, ma loggetto che deve adeguarsi, conformarsi ai modi con cui il soggetto conosce. Anche nella morale il legislatore luomo, che non si deve riferire a una legge esterna cui conformarsi, ma autonomo, cio d a se stesso la legge. Lo stesso pu dirsi, infine, per il giudizio estetico, il quale non riguarda una bellezza insita nelle cose e come tale del tutto indipendente dal soggetto che le contempla, ma ha anchesso il suo fondamento nel soggetto, cio nel sentimento che questi prova dinnanzi a esse. E il soggetto ha un ruolo centrale riguardo al giudizio finalistico sulla natura, quando lo stesso soggetto la avverte e valuta come se essa, oltre a funzionare meccanicamente, sia destinata a realizzare un fine e per ci stesso abbia un fine per lui. Il Criticismo La concezione kantiana delluomo aiuta a comprendere meglio il compito assegnato alla filosofia, ovvero alla ragione, cio in che cosa consiste il criticismo: cogliere le possibilit e i limiti della ragione stessa, ma pi in generale, delle principali facolt umane. Tale atteggiamento orienta le facolt umane, siano esse impegnate nella conoscenza, come lintelletto (Critica della ragion pura), nella condotta morale, come la ragione (Critica della ragion pratica) e nella valutazione della bellezza, come la facolt di giudizio (Critica del giudizio). In campo conoscitivo lindagine muove da un invito alla ragione a intraprendere il pi difficile dei suoi compiti, cio la conoscenza di s, e ad erigere un tribunale che la garantisca nelle sue pretese legittime, ma condanni quelle che non hanno fondamento. Con la critica alla ragione Kant mira a contrastare il dogmatismo, cio il procedimento che la ragione pura segue senza una precedente critica delle proprie capacit e al tempo stesso scongiurare lo scetticismo, che per reagire allatteggiamento dogmatico mina la fiducia nelle possibilit della ragione umana. Ma il centro fondamentale delle sue preoccupazioni rappresentato dalla metafisica, che egli vuole fare uscire dallo stato di anarchia in cui precipitata. Mediante lanalisi della ragione egli vuole evitare che la metafisica continui ad essere il campo di illusioni e pretese infondate.