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Inquinamento delle acque meteoriche di dilavamento.

Il caso del bacino urbano residenziale di Cascina Scala (Pavia)


O. J. Barco1, C. Ciaponi1, S. Papiri1
1

Dipartimento di Ingegneria Idraulica e Ambientale Universit degli Studi di Pavia Via Ferrata 1, 27100 Pavia, Italia

SOMMARIO. La memoria riporta i risultati di tre campagne di acquisizione dei dati di qualit e quantit delle acque defluenti, in tempo di pioggia, nella fognatura unitaria a servizio del bacino urbano sperimentale di Cascina Scala (Pavia). Complessivamente sono stati monitorati 23 eventi pluviometrici. I campioni prelevati, che ammontano complessivamente a 281, sono stati sottoposti ad analisi di laboratorio per la determinazione delle concentrazioni dei principali parametri inquinanti. Nella memoria, oltre ad una sintesi delle determinazioni analitiche dei campioni prelevati, riportata, con riferimento alla prima parte di un evento, una particolare analisi che ha consentito di quantificare la ripartizione degli inquinanti esaminati fra la matrice liquida e quella solida. Sono inoltre presentati e commentati i legami statistici intercorrenti fra le concentrazioni di COD e di BOD5 e quelle dei solidi sospesi. Infine, la memoria mostra come lanalisi degli idrogrammi e dei pollutogrammi associati evidenzi chiaramente lesistenza del fenomeno del first flush.

1 INTRODUZIONE
Il progressivo e intenso processo di urbanizzazione, che il territorio ha subito negli anni pi recenti, comporta che una quantit sempre maggiore di acqua meteorica, anzich infiltrarsi nel terreno, scorra sulle superfici impermeabili o semi-impermeabili delle urbanizzazioni e vada ad alimentare direttamente i corpi idrici superficiali, trascinando con s le sostanze inquinanti incontrate lungo il percorso. Fra le principali fonti di inquinamento delle acque meteoriche di ruscellamento in ambiente urbano vanno annoverate: - le sostanze di cui la precipitazione si carica attraversando latmosfera durante gli eventi meteorici; - le particelle, in genere molto piccole (< 60 m), depositate in tempo asciutto sulle superfici del suolo e dei tetti (deposizione atmosferica in tempo asciutto); - i rifiuti solidi e liquidi, costituiti da spazzatura, deiezioni animali, sversamenti accidentali di sostanze contaminanti, presenti, per le pi svariate cause, sulle superfici dilavate; - le emissioni del traffico veicolare consistenti in prodotti di combustione, residui dellusura di pneumatici, lubrificanti, particelle derivanti dai consumi dei ferodi;

i prodotti della corrosione di coperture e accessori (canali di gronda e tubi pluviali) in lamiera metallica; - i prodotti di erosione generati dalla pioggia battente sulle pavimentazioni stradali, sui tetti e sul suolo a verde. Durante il ruscellamento, le acque di pioggia si arricchiscono quindi di varie sostanze inquinanti: solidi sospesi, sostanze organiche, nutrienti (quali azoto e fosforo), metalli pesanti, idrocarburi, ecc. Lentit e la tipologia del carico inquinante veicolato dipendono dalluso delle superfici dilavate, dallintensit del traffico veicolare, dalla frequenza ed efficacia della pulizia stradale, dalla durata del tempo secco antecedente levento meteorico e dalle caratteristiche della precipitazione (intensit, altezza totale). La letteratura scientifica internazionale presenta ormai unabbondante casistica di determinazioni della qualit delle acque meteoriche di dilavamento in varie situazioni, ma la maggior parte dei dati si riferisce a situazioni urbanistiche e climatiche assai diverse da quelle italiane. Unampia raccolta dei risultati pi significativi ottenuti a livello internazionale sulla qualit delle acque meteoriche di dilavamento contenuta in (Calenda, 1997). A partire dagli anni '90, anche in Italia alcuni bacini sperimentali sono stati attrezzati per campionare, e quindi analizzare in laboratorio, le acque me-

O. J. Barco, C. Ciaponi e S. Papiri teoriche di dilavamento di alcuni tipi di superfici (La Loggia e Viviani, 1992), (Artina et al., 1997), (Ciaponi et al., 2002a), (Ciaponi et al., 2002b), (Milano et al., 2002), (Barco et al., 2003). A Pavia, da oltre 15 anni in corso unattivit sperimentale presso il bacino urbano di "Cascina Scala". In questo bacino, inizialmente attrezzato solo per la raccolta di dati idrologici (piogge e portate) finalizzati allo studio e allinterpretazione dei fenomeni di trasformazione afflussi-deflussi, da quattro anni sono in corso anche campagne di campionamento automatico e di analisi delle acque defluenti nella rete fognaria durante eventi meteorici. La memoria riporta i risultati di tre campagne di acquisizione dei dati effettuate nel periodo 20002003. dente a circa 1.300 unit; di questarea il 65% era costituito da aree impermeabili (strade, piazze, parcheggi, vialetti e tetti), mentre il restante 35% era costituito da superfici permeabili (giardini e orti) parzialmente contributive al deflusso solo in occasione di eventi meteorici particolarmente intensi. Dal maggio 2001, a seguito del completamento di un intervento edilizio, larea totale contributiva del bacino ammonta a 12,68 ha; il 62% di questarea impermeabile, costituita da tetti, prevalentemente a falda (22,7%) e da strade e superfici pavimentate (39,6%), mentre il 38% permeabile. La popolazione totale residente ammonta a 1.500 abitanti. La figura 1 mostra il bacino sperimentale, con le varie tipologie di copertura superficiale, e la struttura planimetrica della rete di drenaggio. Il sistema fognario che drena il bacino di tipo unitario e si compone di 42 tronchi il cui sviluppo longitudinale complessivo ammonta a 2.045 m. I canali, tutti in calcestruzzo, sono a sezione circolare (con diametro compreso fra 30 e 60 cm) nei tratti pi a monte e a sezione ovoidale (con dimensioni variabili fra 60 x 90 cm e 70 x 105 cm) in quelli terminali. La pendenza dei vari tronchi compresa tra 1,5 e 10,1 per mille, con valore medio ponderale pari al 4,2 per mille. Maggiori dettagli sulle caratteristiche del bacino e della rete di drenaggio sono riportate in altre memorie (Ciaponi e Papiri, 1994).

2 IL BACINO SPERIMENTALE DI "CASCINA SCALA" (PAVIA) E LA SUA RETE DI DRENAGGIO


Cascina Scala un quartiere esclusivamente residenziale localizzato nella periferia nord della citt di Pavia e idrologicamente ben isolato dal territorio circostante, cos che si pu escludere lesistenza di afflussi provenienti da aree esterne allo stesso. Larea pianeggiante, con leggera pendenza (0,15%) in direzione NW SE. Fino allAprile 2001, larea totale del bacino drenato ammontava a 11,35 ha e la popolazione resi-

Figura 1. Il bacino sperimentale e la struttura planimetrica della rete di drenaggio.

Inquinamento delle acque meteoriche

4 I DATI SPERIMENTALI ACQUISITI 3 LA STRUMENTAZIONE BACINO SPERIMENTALE DEL


I dati di qualit delle acque defluenti nella rete fognaria durante gli eventi meteorici sono stati acquisiti nel corso di tre campagne sperimentali svolte nei periodi di giugno-luglio 2000, marzo-aprile 2001 e marzo-ottobre 2003. I dati acquisiti attraverso queste tre campagne si riferiscono a 23 eventi meteorici nel corso dei quali sono stati prelevati, per le successive analisi, 281 campioni. La tabella 1 riporta, per ciascuno dei 23 eventi, le principali caratteristiche dellevento, il numero dei campioni prelevati, il tempo secco antecedente levento meteorico, le masse e le concentrazioni associate medie (EMC) di SS e BOD5 allidrogramma di piena e il campo di variabilit delle concentrazioni di SS e BOD5 rilevate. La variabilit del numero di campioni prelevati per i diversi eventi dovuta sia alla programmazione del campionatore, che abilita il prelievo solo in presenza di un livello idrico minimo in fognatura, sia, in qualche caso, a problemi di funzionamento del campionatore connessi con il prelievo di acque grezze. Per i primi 6 campioni dellevento N. 20 (31/07/2003), le determinazioni di alcuni inquinanti sono state effettuate separatamente per la matrice liquida e per quella solida costituita dai solidi sospesi (Tab. 2). Per esigenze legate alle metodologie di analisi, i 6 campioni sono stati uniti a due a due; per i campioni prelevati dopo il sesto, invece, lesiguit dellentit della matrice solida non ha consentito la determinazione differenziata degli inquinanti. La tabella 3 riporta, a titolo di esempio, tutti i risultati delle analisi dei 19 campioni prelevati durante l'evento di piena del 11/04/2003. La figura 2 mostra, sempre per levento del 11/04/2003, lidrogramma di piena e le concentrazioni di alcuni inquinanti rilevate nei singoli campioni. Nella stessa figura rappresentato, per considerazioni che verranno svolte nel successivo paragrafo, il valore di portata corrispondente a 5 volte la portata media di tempo secco (DWF). Va anche segnalato che, al fine di caratterizzare qualitativamente le acque defluenti in tempo asciutto nella rete di drenaggio, nel Febbraio 2001, in tempo secco, sono stati prelevati 12 campioni ad intervalli costanti di 2 ore, cos da coprire lintero arco della giornata. Le determinazioni analitiche relative a questi campioni sono riportate e commentate in altra memoria (Ciaponi et al., 2002a).

La strumentazione installata composta da due pluviografi, un misuratore di livello a bolle, un campionatore automatico refrigerato, una sonda termometrica esterna, una sonda multiparametrica di conducibilit e temperatura installata sul collettore finale nella sezione di chiusura del bacino. La misura e la registrazione delle precipitazioni avvengono con limpiego di due pluviografi a bascula. La precipitazione rilevata con una risoluzione di 0,2 mm, registrando listante di ogni basculamento in ora, minuto e secondo. La presenza di due pluviografi consente di valutare luniformit spaziale delle precipitazioni sul bacino, al fine di scartare gli eventi caratterizzati da disuniformit che, per la loro rilevanza, non consentono una buona stima del volume di afflusso meteorico. Per la misura delle portate stato realizzato, in corrispondenza del tronco finale della fognatura, un modellatore a risalto che determina il passaggio della corrente per lo stato critico di portate maggiori o uguali a 35 l/s. La scala del modellatore stata calibrata sperimentalmente in laboratorio. La misura del tirante idrico, immediatamente a monte del modellatore a risalto, effettuata con un misuratore di livello a bolle ISCO (modello 4230); un sensore di pressione atmosferica garantisce il continuo adeguamento della misura. Le caratteristiche qualitative delle acque defluenti sono determinate mediante misure in situ e mediante analisi di laboratorio su campioni istantanei prelevati in corrispondenza della sezione terminale della fognatura. Le misure in situ riguardano la temperatura e la conducibilit elettrica che vengono rilevate mediante una sonda multiparametrica programmata per lacquisizione dei dati con frequenza di due minuti. Le analisi di laboratorio sono effettuate su campioni prelevati in modo automatico, secondo sequenze opportunamente programmate, per mezzo di un campionatore refrigerato ISCO 6700 SR che consente di prelevare fino a 24 campioni da 1 litro ciascuno. Per maggiori dettagli sulla strumentazione di misura si rimanda ad altra memoria (Papiri e Barco, 2003).

Tabella 1. Principali caratteristiche degli eventi registrati.


Durata di Altezza di Evento Data pioggia [min] pioggia [mm] Tempo secco antecedente [d] 4,2 0,4 0,5 0,8 10,8 4,8 3,3 1,8 0,9 0,3 3,9 11,0 3,3 0,0 0,6 5,7 1,2 29,9 25,9 6,8 14,2 1,6 1,6 Vol. di deflusso complessivo [m ] 646 (*) 1766 (*) 502 40 793 779 (*) 249 472 531 195 1537 1053 480 974 189 692 990 2639 (*) 560 831 345 520 2873
3

N. campioni prelevati SS 1 5 3 1 18 12 8 12 4 12 24 24 16 22 7 5 19 20 12 20 9 5 22

Masse [Kg] BOD5 - () - () - () - () 129,4 121,7 78,9 26,3 - () - () 98,4 108,4 (^) 117,0 197,3 124,7 - () 69,5 488,2 97,9 91,2 61,0 - () 48,7 (^) SS

EMC [mg/l] BOD5 - () - () - () - () 163 156 318 54 - () - () 64 372 (^) 244 203 615 - () 69 185 175 108 177 - () 98 (^)

Concentrazioni min e max [mg/l] SS 2120 60-290 40-160 270 80-890 280-1360 800-2960 40-1000 40-180 50-840 20-1280 80-2360 120-1440 50-1190 180-2430 450-1000 20-1400 70-1605 116-1770 36-1470 198-3880 266-680 40-320 BOD5 1150 16-271 8-105 247 29-765 70-400 160-550 18-380 55-120 50-600 24-880 64-1780 55-900 23-2120 320-1300 220-720 28-500 70-1000 85-700 34-850 115-720 85-150 45-560

1 10/06/2000 11 12.8 2 11/06/2000 423 35,4 3 11/06/2000 197 11,8 4 13/06/2000 30 2,0 5 23/06/2000 108 16,4 6 28/06/2000 23 15,6 7 08/07/2000 50 7,0 8 10/07/2000 64 11,0 9 11/07/2000 215 10,6 10 13/03/2001 247 3,8 11 17/03/2001 478 26,2 12 28/03/2001 443 18,6 13 10/04/2001 110 8,4 14 20/04/2001 380 15,8 15 02/03/2003 100 4,8 16 09/04/2003 862 18,0 17 11/04/2003 964 23,4 18 28/06/2003 162 38,8 19 24/07/2003 248 12,6 20 31/07/2003 231 16,2 21 24/09/2003 445 8,6 22 27/10/2003 727 10,4 23 30/10/2003 1132 39,8 (*) Eventi in cui la rete andata in pressione. () Numero insufficiente di campionamenti.

- () - () - () - () 288,7 520,9 351,9 118,0 - () - () 165,9 126,3 (^) 201,3 366,5 151,6 - () 197,9 995,3 247,0 180,4 126,0 - () 83,6 (^)

- () - () - () - () 364 669 1430 242 - () - () 108 434 (^) 420 377 748 - () 195 378 442 213 365 - () 168 (^)

() Distribuzione temporale dei campionamenti tale da non consentire una corretta valutazione della massa totale associata allevento. (^) Valutazione condotta in riferimento alla prima parte dell'evento dove sono stati prelevati i campioni.

Inquinamento delle acque meteoriche

Tabella 2. Inquinanti disciolti nella fase liquida e adesi alla fase solida nella prima parte dell'evento N.20.
Parametri Conc. sul tal quale [mg/l] Conc. matrice liquida [%] Conc. matrice solida [%] Conc. sul tal quale [mg/l] Conc. matrice liquida [%] Conc. matrice solida [%] Conc. sul tal quale [mg/l] Conc. matrice liquida [%] Conc. matrice solida [%]

COD BOD5 Fosforo Piombo Zinco

1720 850 11,36 0,125 0,678

campioni 1-2 33 32 40 0 15

67 68 60 100 85

1101 550 7,46 0,118 1,05

campioni 3-4 38 35 33 0 46

62 65 67 100 54

741 370 3,96 0,088 0,40

campioni 5-6 45 43 43 0 5

55 57 57 100 95

Tabella 3. Qualit delle acque defluenti nel sistema fognario misto Evento N.17 del 11/04/2003. Camp.
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19

COD mg/l
674 1104 768 917 973 693 674 337 243 131 112 74,9 56,2 131 187 93,6 93,6 150 112

BOD5 mg/l 230 260 370 380 500 250 250 130 120 76 44 3 28 34 105 30 45 95 46

SS tot mg/l 700 1150 1400 700 1000 800 850 600 333 80 40 20 20 40 20 20 60 60 20

SS sed ml/l 8,57 32,9 22,9 20,0 20,0 13,3 11,4 11,4 5,71 2,14 1,43 1,29 0,71 0,80 0,67 0,14 1,14 1,57 0,67

N tot mg/l 14,3 20,8 17,6 20,6 23,5 21,7 37,8 28,4 17,9 38,3 11,0 6,52 9,30 5,57 14,1 10,4 6,9 9,9 8,2

N am mg/l 4,05 4,89 3,38 3,33 3,29 2,60 1,83 2,53 2,59 2,01 1,26 2,37 2,36 2,23 2,9 2,3 2,1 2,1 2,49

P mg/l 2,26 4,74 4,95 4,48 4,78 3,64 2,50 2,93 1,41 0,71 0,60 0,53 0,38 0,46 0,31 0,39 1,17 0,31 0,47

Pb mg/l 0,14 0,18 0,23 0,22 0,24 0,18 0,18 0,18 0,14 0,21 0,04 0,04 0,06 0,04 0,04 0,04 0,13 0,04 0,04

Zn mg/l 0,25 0,46 0,46 0,44 0,52 0,32 0,27 0,23 0,18 0,13 0,10 0,12 0,12 0,11 0,13 0,14 1,36 0,12 0,14
1600 1400

Idroc. mg/l 2,06 9,29 7,60 11,4 1,71 2,40 12,6 1,60 2,38 2,28 1,99 5,17 7,76 5,03 5,40 9,84 2,10 5,93 7,04

140

120

P o rta ta m is ta
100

[l/s ]

Portata mista [l/s]

P o rta ta d i s fio ro = 5 D W F SS [m g /l] [m g /l] COD

1000 800

80

60 600 40 400 20 200 0 0 100 200 300 400 500 600 700

T e m p o [m in ]

Figura 2. Evento N. 17 del 11/04/03.

Concentrazione [mg/l]

1200

O. J. Barco, C. Ciaponi e S. Papiri correlazioni esistenti fra il tenore dei solidi sospesi e quello del COD e del BOD5 che, come noto, danno unindicazione dellinquinamento organico. Le elaborazioni (Ciaponi et al., 2002b) hanno confermato lesistenza di un legame forte tra la concentrazione del BOD5 e del COD e la concentrazione dei solidi sospesi. Analizzando separatamente i dati relativi ai 64 campioni prelevati nel corso della campagna sperimentale del giugno-luglio 2000 e quelli relativi ai 98 campioni prelevati nel corso della campagna sperimentale del marzo-aprile 2001 si scoperta una sistematica diversit di questo legame per i campioni relativi alle due campagne sperimentali (vedi Fig. 3). Il differente comportamento delle due serie sembra imputabile alle differenti caratteristiche della precipitazione, che condizionano il processo di dilavamento, e alle differenti temperature esterne che condizionano la cinetica di degradazione dellinquinante organico presente sulla superficie del bacino. Le precipitazioni estive, caratterizzate da maggiore intensit rispetto a quelle primaverili, danno luogo ad una pi intensa azione di lavaggio in grado di rimuovere dalla superficie del bacino e trascinare in fognatura un maggior quantitativo di solidi sospesi, in gran parte inerti; si riducono di conseguenza i rapporti COD/SS e BOD5/SS. Le elevate temperature esterne estive, inoltre, accelerano i processi di biodegradazione della sostanza organica presente sulla superficie del bacino riducendo di conseguenza i rapporti sopraindicati. In effetti, tenendo conto dellinfluenza della temperatura esterna sulla cinetica di biodegradazione della sostanza organica presente sulla superficie del bacino, i legami statistici relativi alle due serie sono interpretabili abbastanza bene con ununica legge; questo aspetto tuttora in corso di approfondimento. Le Figg. 4 e 5, nelle quali sono riportate in forma adimensionale le masse transitate in funzione dei volumi di deflusso, ricavate sulla base degli idrogrammi e degli associati pollutogrammi degli eventi rilevati in modo pi completo, mostrano chiaramente che la massa di inquinante dilavata rilevante allinizio dellevento e tende poi ad attenuarsi con il progredire della precipitazione (fenomeno del first flush). Ci ha conseguenze importanti sulla scelta e sul dimensionamento dei sistemi di controllo degli scarichi, come evidenziato anche dalle Tabb. 4 e 5, nelle quali sono riportate le percentuali di massa inquinante intercettata per i diversi eventi, in funzione di alcuni valori di dimensionamento di uneventuale vasca di prima pioggia. Infine, in tabella 6 sono riportati i valori delle medie, pesate su tutti gli eventi, delle masse intercettate dalle vasche.

5 ANALISI DEI DATI DI QUALIT DELLE ACQUE DI DELFUSSO


Le determinazioni analitiche effettuate su tutti i campioni prelevati (Tab. 1) confermano lelevato grado di inquinamento che caratterizza le acque defluenti in fognatura durante gli eventi meteorici. Le concentrazioni medie dei solidi sospesi (SS) e del BOD5 presentano infatti valori confrontabili con quelli che normalmente caratterizzano i liquami fognari in tempo asciutto e superano ampiamente i valori limiti di emissione in acque superficiali fissati dal D. Lgs. 152/99. Le concentrazioni massime presentano valori di punta di notevole entit, ben maggiori di quelli normalmente assunti dai liquami fognari in tempo asciutto. Le concentrazioni sono particolarmente elevate nella prima frazione dellidrogramma di piena (vedi Tabb. 2 e 3) con valori nettamente superiori a quelli registrati nella stessa fognatura in tempo asciutto (Ciaponi et al., 2002a). Significativo, per alcuni campioni, anche il tenore dei metalli pesanti (piombo e zinco), (vedi Tab. 3). La tabella 2 mostra che il carico inquinante da metalli pesanti prevalentemente associato alla matrice solida (100% per il piombo e 5090 per lo zinco) e anche che una frazione importante della sostanza carbonacea associata a tale matrice. La quantificazione del carico inquinante legato alla matrice solida, qui affrontata solo per la prima frazione di un evento, riveste un grande interesse ai fini della valutazione dellefficacia dei sistemi di controllo degli scarichi di acque meteoriche basati sulla separazione dei solidi (come, ad esempio, gli scaricatori a vortice) e merita pertanto ulteriori approfondimenti sperimentali. La figura 2, nella quale rappresentata, a confronto con lidrogramma di piena, la portata di inizio sfioro (assunta pari a cinque volte la portata media di tempo asciutto) di un eventuale scaricatore di piena, mostra in modo evidente che lefficacia dello scaricatore di piena sul controllo delle masse e delle concentrazioni di inquinante scaricate nel ricettore modesta anche per valori elevati della portata di soglia. Tra i parametri analizzati rivestono particolare importanza i solidi sospesi che, nelle aree urbane, rappresentano un indice sintetico del livello di inquinamento generale; peraltro, nei modelli matematici che cercano di simulare la dinamica degli inquinanti associati alle acque di dilavamento, i solidi sospesi sono spesso assunti come parametro di riferimento. Per questo motivo, sono state analizzate le

Inquinamento delle acque meteoriche

2000

1500

B OD5 (mg/l)

1000

500

0 0 500 1000 1500 2000 2500

SS (mg/l)
Dati Marzo-Aprile 2001 Lineare (Dati Marzo-Aprile 2001) Dati Giugno-Luglio 2000 Lineare (Dati Giugno-Luglio 2000)

Figura 3. Correlazioni sperimentali tra BOD5 e Solidi Sospesi distinte per serie.

2000-2001
1 0,9 0,8 0,7

2003
1 0,9 0,8 0,7

SS/SSTOT

0,6 0,5 0,4 0,3 0,2 0,1 0 0 0,2 0,4 0,6 0,8 1

SS/SSTOT

0,6 0,5 0,4 0,3 0,2 0,1 0 0 0,2 0,4 0,6 0,8 1

V/VTOT

V/VTOT

Figura 4. Fenomeno del first flush - eventi meteorici registrati nel 2000 e 2001.

Figura 5. Fenomeno del first flush - eventi meteorici registrati nel 2003.

O. J. Barco, C. Ciaponi e S. Papiri

Tabella 4. Percentuale di massa di solidi sospesi intercettabile per gli eventi registrati nel 2000 e 2001. Massa di solidi sospesi intercettabile [%] Eventi del 2000 Eventi del 2001
VOL. SPECIFICO VASCA 25 m3/haimp 50 m /haimp 100 m3/haimp
3

N. 5 43 78 98

N. 6 32 50 97

N. 7 79 100 100

N. 8 55 89 100

N. 11 57 79 92

N. 12 89 100 100

N. 13 68 88 100

N. 14 35 45 91

Tabella 5. Percentuale di massa di solidi sospesi intercettata per gli eventi registrati nel 2003. Massa di solidi sospesi intercettabile [%] Eventi del 2003
VOL. SPECIFICO VASCA 25 m3/haimp 50 m3/haimp 100 m /haimp
3

N. 15 100 100 100

N. 17 38 81 88

N. 18 18 32 54

N. 19 51 87 100

N. 20 66 81 97

N. 21 79 100 100

N. 23 59 95 100

Tabella 6. Percentuale media (pesata su tutti gli eventi registrati) di massa di solidi sospesi intercettabile.
VOL. SPECIFICO VASCA Massa media intercettabile [%] 25 m3/haimp 48 50 m3/haimp 69 100 m3/haimp 88

6 CONCLUSIONI
Le determinazioni analitiche effettuate sui campioni prelevati nel corso delle tre campagne sperimentali hanno confermato lelevato grado di inquinamento che caratterizza le acque defluenti in fognatura durante gli eventi meteorici. La qualit di queste acque presenta una forte variabilit (da evento a evento e, per lo stesso evento, da istante a istante), dovuta al fatto che i processi di formazione, accumulo e rimozione degli inquinanti nel bacino e nella rete di drenaggio sono governati da fattori caratterizzati da elevata aleatoriet. Anche la rilevanza della frazione inquinante legata alla matrice solida e le conseguenti incertezze legate al campionamento in ambiente eterogeneo, non sembrano estranee alla determinazione di una certa aleatoriet delle concentrazioni misurate. Le analisi sperimentali confermano inoltre la rilevanza, riscontrata in quasi tutti gli eventi, del fenomeno del first flush; ci sembrerebbe corroborare

la scelta delle vasche di prima pioggia come presidio efficace per la protezione ambientale dei corpi ricettori. Infine, lanalisi dei legami statistici fra le concentrazioni dei solidi sospesi e quelle dei parametri indicatori dellinquinamento organico (BOD5 e COD) ha messo in evidenza lesistenza di un elevato grado di correlazione, influenzato per dalla stagionalit che probabilmente interviene attraverso la diversa caratterizzazione del regime pluviometrico e delle temperature esterne che costituiscono un fattore decisivo nella biodegradazione dei composti organici.

BIBLIOGRAFIA
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RINGRAZIAMENTI
La presente ricerca stata svolta utilizzando fondi MURST 2002 e fondi Premio ProvinciAmbiente 2001 della Provincia di Milano.