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Il nostro cielo
Tra superstizione e scienza



Renata Deluca IIIC
Anno scolastico 2007/2008
Liceo Classico A.Gramsci

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Ogni notte, in particolare dEstate, se alziamo gli occhi al cielo
abbiamo la possibilit di vedere una meravigliosa espressione
della natura:






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Storicamente il cielo stato visto nei pi svariati modi...........

Platone nel VII secolo a.c. ci parl nel
Fedro del suo modo di vedere il cielo:
lIperuranio.
L'Iperuranio quella zona al di l del
cielo (da cui il nome) dove riesiedono le
idee.
Dunque l'iperuranio quel mondo oltre
la volta celeste che sempre esistito in
cui sono le idee immutabili e perfette,
raggiungibile solo dall'intelletto, non
tangibile dagli enti terreni e corruttibili.
La definizione di "oltre la volta celeste", dunque, porta l'iperuranio in una dimensione
metafisica, aspaziale ed atemporale e, dunque, puramente spirituale.

l'essere che realmente , senza colore, senza forma e invisibile, che pu essere contemplato solo
dall'intelletto timoniere dell'anima e intorno al quale verte il genere della vera conoscenza, occupa
questo luogo.
Le idee stanziate nell'Iperuranio sono indispensabili per l'esistenza delle cose. Secondo la
concezione platonica, infatti, il rapporto tra le idee dell'Iperuranio e le entit terrene
possono essere di tre tipi:
- Rapporto di mimesi: secondo questa concezione gli oggetti terreni sono semplici
copie delle idee perfette ed immutabili;
- Rapporto di metessi: in questo caso le cose partecipano all'esistenza delle idee;
- Rapporto di parosia: le idee sono presenti nelle cose e ne rappresentano l'essenza.
In ogni caso, comunque, si nota come le idee dell'iperuranio siano necessarie all'esistenza
delle cose. Di conseguenza si viene a generare una sorta di superiorit tra l'iperuranio e il
mondo reale: oltre al maggiore grado di perfezione presente nell'iperuranio, c' un
primato di quest'ultimo sul mondo reale. L'iperuranio, e quindi le idee in esso contenute,
rappresenta il modello secondo cui il Demiurgo ha formato il mondo delle cose

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Per spiegare il rapporto dellanima umana con lIperuranio Platone utilizz il mito del
carro e dellauriga:
Racconta di un'ipotetica biga trainata da due
cavalli: uno bianco, raffigurante la parte
dell'anima irascibile, e un cavallo nero, che
rappresenta la parte dell'anima con pensieri pi
infimi (la concupiscenza); i due cavalli trainano
un'auriga, che rappresenta la ragione. La biga
diretta verso l'Iperuranio, un luogo metafisico a
forma di anfiteatro dove risiedono le "Idee".
Lo scopo dell'anima contemplare il pi
possibile l'Iperuranio e assorbirne la sapienza
delle idee, quindi deve riuscire a mantenere i
cavalli verso l'alto, tenendo a bada quello nero e
spronando quello bianco, per "precipitare" il pi
tardi possibile nella reincarnazione.

Chi precipitato subito rinascer come una persona ignorante o comunque lontana dalla
saggezza filosofica, mentre coloro che sono riusciti a contemplare l'Iperuranio per pi
tempo rinasceranno come saggi e come filosofi. Questo mito spiega la reminiscenza ed
riconducibile all'immortalit dell'anima.
questa la reminiscenza delle cose che un tempo la nostra anima vide nel suo procedere assieme al dio,
quando guard dall'alto ci che ora definiamo essere e lev il capo verso ci che realmente .






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Il cielo secondo Dante
Dante Alighieri, nel Paradiso, terza cantica della
Divina Commedia, descrive la visione del proprio
viaggio nell'oltretomba; qui il Paradiso diviso in
cieli, che sono nove e ricalcano il sistema cosmologico
aristotelico-tomistico: i primi sette infatti
corrispondono ciascuno a un pianeta del Sistema
Solare. Si noti che la sede propria dei beati in realt
l'Empireo, ma a essi la Grazia divina ha concesso di
spartirsi nei cieli inferiori per manifestarsi a Dante a
seconda del loro operare terreno e delle loro
inclinazioni.





Secondo il sistema tolemaico da
lui seguito, la Terra sta ferma
nell'Universo e intorno ad essa
ruotano nove cieli (Luna,
Mercurio, Venere, Sole, Marte,
Giove, Saturno, Cielo stellato,
Primo mobile); il decimo cielo,
l'Empireo, che tutti li avvolge,
immobile perch li Dio.
Intorno a Lui, festosi e
splendenti, girano nove cori
angelici assieme ai quali sono le
anime beate disposte in forma
di Candida Rosa.
Tutti i Beati hanno dunque
sede nell'Empireo e sono pi o
meno vicini a Dio secondo i
loro meriti.

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Nel primo cielo (Cielo della Luna, considerata un pianeta nel Medioevo), risiedono le
anime di coloro che mancarono ai propri voti, ma non per scelta bens perch costretti.
Nel secondo cielo (Cielo di Mercurio) si connota per l'amore per la gloria e la fama
terrena.
Nel terzo cielo (Cielo di Venere), caratterizzato ovviamente dall'amore, risiedono le
anime di coloro che amarono.
Nel quarto (Cielo del Sole),caratterizzato dalla sapienza, sono beate le anime dei
sapienti e dei Dottori della Chiesa.
Nel quinto cielo (Cielo di Marte, dio della guerra) risiedono le anime di coloro che
combatterono e morirono per la fede.
Nel sesto cielo (Cielo di Giove) la virt caratteristica la giustizia: sede delle anime di
principi saggi e giusti.
Nel settimo cielo (Cielo di Saturno),caratterizzato dalla meditazione, si trovano le anime
di coloro che si diedero alla vita contemplativa.
L'ottavo il Cielo delle Stelle fisse: non si tratta pi di
un cielo dove si ripartiscono i vari beati, ma qui si
trovano le anime trionfanti, che appaiono come
innumerevoli lucerne illuminate dai raggi che fa
piovere la grande luce di Cristo;
Il nono e ultimo cielo il Cielo cristallino, chiamato
anche Primo mobile in quanto il primo a muoversi,
ricevendo tale movimento da Dio e trasmettendolo ai
cieli concentrici sottostanti. Sopra al Primo mobile c'
solo l'Empireo, che immobile in quanto perfetto
(nella teologia medievale il movimento non era
conciliabile con la perfezione, in quanto implica un
cambiamento):

L'Empireo dipinto da Philipp
Veit
la potenza divina che ha sede nell'Empireo, centro dell'universo, imprime ai cieli
sottostanti un movimento rotatorio, rapidissimo nel Primo mobile e poi via via sempre
pi lento fino alla Terra. Infine sopra ai nove cieli vi l'Empireo, dove ha sede Dio
circondato dagli angeli e dalla Rosa dei beati, che qui risiedono normalmente (salvo
spostarsi liberamente nei cieli sottostanti).

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Ma che cos in realt ci che vediamo?
La teoria del Big Bang ci dice che lUniverso nato in seguito ad un esplosione che
avrebbe generato non solo tutta la materia che costituisce luniverso, ma anche le 4 forze
fondamentali, lo spazio e il tempo. Oggi nellUniverso troviamo un grandissimo numero
di Galassie che ruotano intorno al suo centro, le Stelle ruotano intorno al centro della
propria Galassia e ognuna subisce linfluenza gravitazionale delle altre. La nostra
Galassia la Via Lattea, ha forma a spirale e appare come un disco molto appiattito con
diversi bracci.
Via
lattea vista dallinterno riproduzione immaginaria della via lattea

Il Sole si trova nel braccio di Orione e forma un suo
sistema. Il Sistema Solare quella zona di spazio dove tutti
i corpi subiscono la forza gravitazionale del Sole, conta 8
pianeti (corpi opachi relativamente freddi che percorrono
orbite ellittiche intorno al Sole e intorno a se stessi). Molti
pianeti posseggono uno o pi satelliti, che ruotano intorno
al pianeta a cui sono legati dallattrazione gravitazionale.
Lo spazio intergalattico invece costituito da:
-Nebulose :zone prive di contorni ben definiti, pi opaca e
densa rispetto allo spazio circostante, in genere in queste
zone si stanno creando delle nuove stelle,oppure sono
presenti residui di stelle esplose;
-Gas di particelle molto rarefatte o polveri;
-Materia Oscura (composta forse da miriadi di stelle poco
luminose e di piccola massa, oppure da neutrini,particelle
prive di carica con massa ridottissima prodotti durante i
processi termonucleari).

Nebulosa a testa di cavallo

Anello di Materia Oscura

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Le Stelle
Abbiamo gi definito una Stella, ma in particolare possiamo dire che emette energia
sottoforma di radiazioni elettromagnetiche, prodotte attraverso reazioni termonucleari
che si realizzano nel suo interno. Le Stelle hanno luminosit differente, e questo ci ben
noto, ma da cosa dipende? Innanzitutto dobbiamo considerare la distanza che esse
hanno da noi, parliamo quindi di luminosit (magnitudine) apparente, ma di
fondamentale importanza la loro temperatura superficiale e la dimensione della
superficie, ovvero la luminosit (magnitudine) assoluta. Per scoprire come sono fatte
allinterno le Stelle e come producono energia dobbiamo considerare la forza di
attrazione gravitazionale diretta verso linterno: gli strati esterni esercitano una forte
pressione sugli strati interni, che tendono a contrarsi fino ad arrivare ad un collasso
gravitazionale che provoca laumento della temperatura. Nella zona centrale, detta
ncciolo o nucleo, possono avvenire reazioni di fusione termonucleare, nelle quali
avviene la trasformazione di massa in energia. Lenergia liberata viene emessa dalla
Stella sottoforma di calore e di radiazioni elettromagnetiche. Lenergia prodotta non
viene dissipata totalmente, una parte riscalda la materia allinterno della Stella,
determinando la pressione di radiazione, che impedisce durante le reazioni termonucleari
il collasso della Stella.
In primis viene trasformato lIdrogeno in Elio, successivamente lElio viene trasformato
in Carbonio. I processi di fusione possono proseguire solo fino alla formazione di nuclei
di Ferro. Si parla, infatti di:
- Nascita: quando in un corpo celeste si innescano le reazioni termonucleari con
produzione di luce e calore;
- Evoluzione: tutti i cambiamenti che si susseguono dal momento in cui una Stella
inizia a brillare, fino al momento della sua morte;
- Morte: quando, in seguito a fenomeni esplosivi, si spegne.
Durante tutte le fasi la Stella modifica se stessa aumentando o diminuendo la sua
superficie, la sua luminosit e il suo calore.

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Il Sistema Solare

I Pianeti del Sistema Solare sono 8 e hanno tutti una forma quasi sferica.
Secondo lordine di distanza crescente dal Sole essi sono:
Mercurio
Venere
Terra
Marte


Giove
Saturno
Urano
Nettuno

Pianeti interni
o terrestri:



Pianeti esterni
o gioviani:
Piccola massa, bassa velocit di rotazione,
densit 5 volte quella dellacqua,
costituiti da materiali rocciosi e metallici,
atmosfera rarefatta o assente.


Grande massa, elevata velocit di
rotazione, densit 1.2 volte quella
dellacqua, elevate percentuale di
Idrogeno, Elio e quantit variabili di
ghiaccio, atmosfera molto densa.
Tutti i Pianeti sono in movimento, il loro moto pu essere scomposto in moto di
rotazione intorno ad un asse di rotazione e moto di rivoluzione intorno al Sole. Il moto
di rivoluzione regolato dalle 3 leggi di Keplero:
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La chioma di Berenice












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Sul nostro cielo ci sono stati raccontati tantissimi miti, per esempio concentriamoci sulla
costellazione denominata Chioma di Berenice.
Eratostene si rifer a questa massa di stelle come alla chioma di Arianna sotto la voce
Corona Boreale, ma sotto la voce Leone disse che si trattava della Chioma della Regina
Berenice d'Egitto, e con questo nome giunta a noi. Tolomeo la defin una massa
nebulosa, chiamata il ricciolo (di capelli) nel suo Almagest del 150 d.C., ma il gruppo
divenne una costellazione ufficiale nel 1551 a opera del cartografo olandese Gerardus
Mercator, e nel 1602 Tycho Brahe la incluse nel suo importante catalogo stellare.
Berenice era una persona in carne e ossa che, nel III secolo a.C., spos suo fratello,
Tolomeo III Evergete, come era tradizione nella famiglia reale egiziana. Berenice era
ritenuta una brava amazzone e si era gi distinta in battaglia. Igino, che tratta di
questo gruppo di stelle sotto la voce Leone nel suo Poetica astronomica, racconta la
storia che segue. Sembra che pochi giorni dopo le nozze Tolomeo mosse guerra all'Asia.
Berenice fece voto di tagliarsi i capelli in segno di gratitudine verso gli di se il marito
fosse tornato sano e salvo. Quando Tolomeo torn, per giunta vittorioso, Berenice
mantenne la promessa e depose i suoi capelli nel tempio dedicato alla madre Arsinoe
(identificata con Afrodite dopo la sua morte) a Zefirio, vicino alla moderna Aswan. Ma
il giorno dopo le trecce non c'erano pi. Cosa sia realmente capitato loro non si sa, ma
Conone di Samo, un matematico e astronomo che lavorava ad Alessandria, indic il
gruppo di stelle vicino alla coda del leone e disse al re che i capelli di Berenice erano
andati a unirsi alle costellazioni. Lastronomo intendeva spiegare che gli dei avevano
voluto compensare, oltre allamore coniugale, anche la pietas religiosa della regina, con il
kotootciooo trasformazione in astro
Callimaco nei suoi Aitia ci narra la storia dei boccoli della regina, sacrificati alla dea
Asinoe (Afrodite).






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Carme 66- Calimaco, La Chioma di Berenice, (Callimachus I, edidit R.Feifer,Oxonii,
1949, fr. 110):
traduzione: Edizione Acrobat, a cura di Patrizio Sanasi .ITIA IV, fr. 110 Pf.

tovto tov cv ooioiv ioov oov q tc |covtoi
...
-q c Kovev c|ccv cv qci tov Bccvikqo
|ootu_ov ov kcivq tooiv cuckc ucoio
...
|ou|oov cvvu_iqo... oc|oouvqo ?|
...
...oqv tc koqv eooo oov tc |iov
...ovo | o |v |ciqo ooo u|tc|cctoi,
|outooo 'ooivoqo qtoo oco, koi oio c |ooou
qociev ooi vqco c|qoov oue.
ti tokooi cecv, ot ouco toio oioq |e
cikouoiv Xouu|ev eo otooito cvoo,
cioucv ovtcovto, kokov |utov, oi iv c| |qoov
tetoi koi tutioev c|ooov cooiqv.
oti vcotqtov c kooi touccokov ooc||coi,
koi tokotc vetoo Mcvovoo AiOiotoo
icto kukeooo |oio ttco uquo oqtqo,
itoo io,evou Aokiooo 'Aoivoqo,
qt|ooc oc tvoiq c, oi' qco o'uov cvcikoo
Kut|iooo cio kotouo...|cuqkc|...
outq iv Zc|uitio cti _coo...
...Kovetitou voictio o|iioou.
o|o oc| c vu|qo Miveiooo o |...
...|oo ovuotoio ouvov cti...
|oco|iv cv toccooiv oiuioo o|o cveoi
koi Bc| cvikcioo kooo ce toko|oo,
uoooi| ouocvov c to ouo|votouo oviovto
Kuti|o cv o_oioio ootov |cuqkc vcov.
...
ou tooc oi toooqvoc |oci _oiv oooov ckcivqo
o|o_oe kou|qo oukcti uiocv|oo,
qo oto, totucviq cv ot' qv cti, too tcteko
ito, uvoikciev o' ouk otcouoo uev.
...

Colui che vide nei segni celesti l'orbita, l
dove si volgono
..... Conone scorse me nell'tere, ricciolo di
Berenice, che ella consacr a tutti gli di
[pegno della notturna ... lotta?]
..... [magnanima?]
..... lo giurai sul tuo capo e sulla tua vita
..... a forma di spiedo per buoi, della tua
madre Arsinoe, il luminoso figlio di Thia
travalica, e le funeste navi dei Medi
attraversarono l'Athos. Cosa potremmo
fare noi, riccioli, se tali montagne cedono
al ferro? Perisca la stirpe dei Calibi!
Per primi scoprirono il ferro, mala pianta
che spunta dalla terra, e insegnarono
l'opera dei martelli.
Mi piangevano, tagliata appena allora, le
sorelle chiome e sbito irrompeva,
muovendo a cerchio le veloci penne, un
lieve vento, fratello dell'etiope Mmnone,
cavallo della locrese Arsinoe dalla cintura
di viole ... mi [rap] in un soffio e
portandomi nelle brume dell'aria mi depose
nel seno di Cipride. Proprio la Zefiritide,
che abita la riva di Canpo, allo
scopo lo ........ Perch per gli uomini .....
annoverata tra le molte stelle, non solo .....
della sposa figlia di Minosse, ma
anch'io vi fossi, bella chioma di Berenice,
Cipride mi pose, mentre salivo bagnata
dalle acque verso gli immortali,
nuova stella tra le antiche.
prima ...... al tramonto nell'Oceano
...... ma se anche .....
perch non .... s'adiri .... nessun bue
tratterr la parola ...... l'ardire altre stelle
......
non mi sono tanto gradite queste cose,
quanto mi addolora non poter pi toccare il
suo capo, lontano dal quale non potei
godere dei profumi femminili, io che molti
semplici ne ho bevuti, finch era ancora
vergine.
vicini ....
.... Acquario e .... Orione.


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Ma cos scientificamente?





La Chioma di Berenice (in latino Coma
Berenices una delle 88 costellazioni
moderne. L'ammasso della Chioma un
enorme ammasso di galassie con pi di
mille membri.
La stella pi luminosa della Chioma di
Berenice ( ComaeBerenices) si chiama
Diadem. Rappresenta la gemma nella
corona di Berenice. Comae Berenices
di poco pi luminosa del nostro Sole, il
che ci d un'idea di quanto debole
apparirebbe il Sole ad una distanza di
soli 27 anni luce, che
astronomicamente parlando dietro
l'angolo.


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Dove si trova la chioma di Berenice nella sfera celeste?
Noi abbiamo limpressione di
trovarci al centro delluniverso
e di avere intorno una cupola
su cui sono disposte le stelle:
la cosiddetta sfera celeste.
Questo accade perch non
siamo capaci di percepire la
profondit della distanza fra
le stelle. Vediamo inoltre delle
figure immaginarie che sono
dette costellazioni e le
utilizziamo per dividere il
cielo in regioni. Gli astronomi
dividono il
cielo in 88 costellazioni.


Graficamente la troviamo nellemisfero boreale, tra il leone e la vergine..

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Numericamente invece dobbiamo considerare le coordinate astronomiche:



- Declinazione:
latitudine proiettata sulla
sfera celeste, ovvero la
distanza angolare fra
lequatore e il parallelo
passante per loggetto celeste.
La declinazione segue il
sistema decimale, da 0 a 90.



- Ascensione retta:
longitudine proiettata sulla
sfera celeste, ovvero la
distanza angolare fra
meridiano di Greenwich e
meridiano passante per
loggetto celeste.
Lascensione retta segue il
sistema esadecimale, da 0 a
24h considerando la rotazione
terrestre, ad ogni ora
corrispondono circa 15.



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Seguono le coordinate delle 3 stelle principali della Chioma di Berenice (in astronomia
COM)
Nome
Designazioni Coordinate Magnitudini
Dist.
(al)
Classe
spettrale
Note
B F HD HIP RA Dec vis. ass.
Com 43 114710 64394
13
h
11
m

52.92
s

+27 52 33.7 4.23 4.42 30 G0V

Com
A
42 114378 64241
13
h
09
m

59.55
s

+17 31 44.8 4.32 3.54 47 F5V
Diadem, Al
Dafirah; stella
doppia
Com 15 108381 60742
12
h
26
m

56.33
s

+28 16 07.0 4.35 0.76 170 K2IIICN+...


Quindi si trova in questa regione di spazio:
pi in particolare

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Se poi vogliamo davvero capire la relazione fra le tre stelle principali che costituiscono la
costellazione possiamo creare la funzione che soddisfa le loro coordinate, tenendo per
presente che la sfera celeste presenta assi curvati, mentre gli assi cartesiani che noi
utilizziamo sono rettilinei. Lasse x corrisponde allAscensione retta (AR), mentre lasse
y corrisponde alla Declinazione .
Considerando che lAR segue il verso da destra a sinistra, noi utilizzeremo larea di
spazio che va da 0 a - sullasse x.
Dobbiamo utilizzare una funzione definita a tratti (o per casi), ovvero quella funzione
definita da espressioni analitiche diverse a seconda del valore attribuito alla variabile
indipendente y.
Le stelle che dora in poi saranno considerati punti hanno coordinate:
( )
( ) 5 . 27 ; 11 . 13
31 . 17 , 09 . 13

|
o

) 16 . 28 , 2 . 12 (

Le due rette sono: retta o| e retta | e sono comprese nei seguenti intervalli:
)
`

s s
s s
=
|
o|
retta x
retta x
x f
2 . 12 11 . 13
11 . 13 09 . 13
) (

Otteniamo le espressioni analitiche con le seguenti formule:
|

|

|
| o
|
| o
|
o|
x x
x x
y y
y y
retta
x x
x x
y y
y y
retta

=




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Otterremo quindi:
retta o|
( ) ( )
02 . 0
14 , 134 19 . 10
14 , 134 19 . 10 02 . 0
19 . 10 59 . 133 55 . 0 02 . 0
59 . 133 19 . 10 55 . 0 02 . 0
11 . 13 19 . 10 02 . 0 5 . 27
02 . 0
11 . 13
19 . 10
5 . 27
11 . 13 09 . 13
11 . 13
5 . 27 31 . 17
5 . 27
5 , 27

=
=
+ =
+ =
=

+

=

x
y
x y
x y
x y
x y
x y
x y
y





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Retta |

( ) ( ) ( )
31 , 25
66 . 0 668 . 704
66 . 0 668 , 704 31 , 25
052 . 8 66 . 0 72 . 712 31 . 25
052 . 8 66 , 0 72 . 712 31 . 25
2 . 12 66 . 0 31 . 25 16 . 28
31 . 25
2 . 12
66 . 0
16 . 28
2 . 12 11 , 13
2 . 12
16 . 28 5 . 27
16 . 28
x
y
x y
x y
x y
x y
x y
x y
+
=
+ + = +
+ =
+ = +
=




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Proviamo a costruire tutto su un foglio bianco:






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Conclusione
Leggendo questa tesina si potrebbe aver limpressione che sia un po troppo scientifica
per un liceo classico, ma io ho voluto dimostrare un po a me stessa e un po a chi mi
diceva cinque anni fa, di non scegliere questa scuola, che ho avuto unistruzione
completa che spaziasse dalla letteratura greca alle scienze, che mi potesse aprire le porte
a qualsiasi universit io volessi scegliere.
Scegliere il Liceo Classico stato per me molto difficile perch, seppur lo considerassi il
meglio, sapevo dentro di me che avrei abbandonato quelle materie come la matematica
che sono state sempre molto importanti per la mia carriera scolastica. Oggi posso dire di
aver fatto la scelta giusta perch limpegno e la dedizione vengono premiate e perch ho
potuto scoprire che la conoscenza non divisa per materie o per scuole, ma che
omogenea.
Il tema del Cielo poi stato dettato dalla mia grande curiosit che, un po come quella di
Odisseo, mi ha portato alle colonne dErcole di me stessa, spero senza oltrepassarle, mi
auguro inoltre di aver capito un po di pi della realt fenomenica o noumenica che sta
nel nostro cielo, lessenza profonda che lo compone scientificamente e limpressione che a
noi da ogni notte nel vederlo, cos immenso, sopra di noi.

Renata De Luca






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Ringraziamenti
Innanzitutto un grazie doveroso alla mia mamma e al mio pap che mi sono stati
affianco durante tutto il mio percorso scolastico, ma soprattutto nellultimo mese che
stato forse uno dei pi impegnativi della mia vita. Ringrazio inoltre tutti i miei
professori che sono stati in grado aiutarmi a migliorare me stessa, qualche volta
inconsapevolmente, magari solo perch mi facevano un interrogazione pi difficile, o a
volte solo con un bel voto che, secondo me, il modo per gratificare la fatica e limpegno
di noi ragazzi.
Fra i professori della mia carriera scolastica tre sono stati fonte di ammirazione e
qualche volta anche di contrasto, ringrazio la maestra Franca Mameli che con la sua
severit mi ha insegnato a non perdere mai le speranze, la professoressa Francesca
Crasta che mi ha insegnato a gestire le interrogazioni da sola, ma che soprattutto mi ha
insegnato ad amare la lingua italiana, e infine, ma non per importanza la professoressa
Daniela Antona che con il suo pretendere sempre il massimo mi ha insegnato a non
tralasciare niente, mi ha trasmesso il suo amore per la letteratura, grazie a lei ho amato
la divina commedia e la cultura classica, grazie a lei quando cammino per le strade di
una citt darte mi vengono in mente gli episodi, gli aneddoti e tutto ci che successo
nella nostra storia antica. Ringrazio poi tutti coloro che mi sostengono sempre: le mie
due amiche Martina e Serena con le quali studio e con cui spero di poter continuare la
mia carriera scolastica, Alessio che col suo starmi vicino mi aiuta ad affrontare le
difficolt della vita e la mia sorellina che mi fa arrabbiare, ma alla quale voglio
moltissimo bene.
Infine mi scuso con tutti coloro che non ho potuto salutare in questo breve spazio, ma
anche voi avete del merito, quindi anche a voi spettano mille ringraziamenti.




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Bibliografia
Abbagnano-Fornero itinerari di Filosofia volume 1a Paravia-2003
A.A.V.V. La Divina Commedia-Paradiso Mondolibri-2001
A.A.V.V. pianeta tre SEI-2000
Ida Biondi Storia e Antologia volume 1 G.DAnna-Messina-Firenze 2004
www.wikipedia.it
www.google.it
www.astronomia.it















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Sommario
Il nostro cielo:
- Iperuranio p.3
- Paradiso Dantesco p.5
- Ma cosa veramente ? p.7

La Chioma di Berenice:
- Prefazione p.11
- Carme 66, fr. 110 p.12
- Dove si trova geograficamente p.14
- Come si trova numericamente p.15
- Rappresentazione con lucidi p.20
Conclusione: p.24
Ringraziamenti: p.25
Bibliografia p.26