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Massimo Angelini

16 febbraio 2012
admin

Nel cerchio del tempo

uesti sono in realt i pensieri di tutti gli uomini in tutte le et e le terre, non nascono con me.  [Walt Whitman, 1855]

al principio solo larco di luce legato al passaggio del sole nel cielo. 1. Il giorno inizia con lalba, quando il sole emerge dallorizzonte, e termina al tramonto, quando il sole scende dietro lorizzonte. Lalba e il tramonto sono lunghi quanto il tempo necessario al sole per emergere o immergersi completamente, circa 3 minuti: il tempo che il sole impiega per coprire una distanza ampia quanto il diametro del suo disco; la misura del passo del sole: un passo, tre minuti. E nei giorni di equinozio, quando il giorno e la notte hanno uguale durata, il cammino del sole, da orizzonte a orizzonte, di 240 passi. I tempi del giorno sono due: dallinizio dellalba al vero mezzogiorno che non il mezzogiorno degli orologi, ma il momento quando il sole meridiano arriva al culmine della sua corsa in cielo e le ombre si accorciano quanto di pi non potrebbero: Questo primo tempo che corrisponde allarco ascendente si chiama mattino; poi, dal vero mezzogiorno al termine del tramonto il sole percorre un arco discendente, e questo secondo tempo si chiama pomeriggio. Allalba, prima che si stacchi dalla linea dellorizzonte e al tramonto appena tocca la linea dellorizzonte, il sole ha un sussulto e pare ripensarci; non unimmagine fantasiosa: guardatelo, succede proprio cos. E perch non lo so dire. Ma ci sono rari momenti in un anno, a volte uno solo, quando poco prima che il sole inizia a tramontare a ponente, dalla parte opposta, a levante, la luna appena sorta; e in questi momenti il sole e la luna sono uno di fronte allaltra e hanno la stessa luce e la stessa grandezza, come il sole e la luna posti ai lati della croce nello sfondo delle crocifissioni bizantine o in quelle pi tarde di Drer e di Raffaello.

Come il seme nel frutto, come la linfa nel ramo, come la luce nello sguardo, cos il valore delle idee vive dentro le parole che le comunicano e nellorigine delle parole che le comunicano si manifesta il significato pi intimo di quelle idee e cosa le anima. Giorno e dio nellintimo del loro significato originario hanno quasi lo stesso valore, perch entrambi derivano da una stessa antica parola sanscrita dyaus che significa cielo luminoso, e da qui scendono diurnus (poi giorno) e deus (poi dio). E cielo luminoso per estensione diventa luce. Dio luce e anche giorno luce. Partiamo da qui per parlare del tempo e raccontare una storia che abbiamo tutti davanti agli occhi: le persone pi coltivate e, ancora di pi, perch meno ostacolate dalle troppe mediazioni, le persone quelle che hanno un rapporto pi diretto con il mondo. Una storia dove il tempo si misura allinterno di due unit periodiche: la pi piccola che ci riguarda consapevolmente e individualmente, ed il battito del nostro cuore, e un cuore in quiete batte una volta al secondo; e la pi grande che nessuno di noi individualmente pu cogliere ma che stata conosciuta nel tempo lento delle generazioni, ed il grande anno segnato dalla precessione degli equinozi, quando in 25.920 anni il cielo dello zodiaco ritorna al punto di partenza. Partiamo da una storia fatta di cerchi concentrici; a cominciare dal giorno, che diventato misura del tempo quotidiano, ma

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Massimo Angelini
Nel cerchio del tempo

16 febbraio 2012

Poi, appena il sole si immerso dietro lorizzonte, inizia il crepuscolo e dura fino allultima luce: in questo tempo, circa mezzora dopo il tramonto la campana suona lAve Maria e incoraggia la gente a rincasare e a chiudere la porta di casa. Il tempo del crepuscolo non pi giorno, ma non ancora notte. E un tempo mediano, dove due mondi sincontrano e le ombre diventano vive come le cose che le proiettano, anche dentro di noi: un tempo buono per la riflessione e credo sia anche il tempo pi adatto per entrare in contatto con i due mondi. E lultima luce del crepuscolo un raggio blu, quasi un lampo, ed questo anche il momento quando il profumo dei fiori pi intenso. Dopo lultima luce inizia la notte e delle cose non si distingue pi il colore n la forma: fino alla mezzanotte vera, la chiamiamo sera, poi, fino al primo chiarore, notte profonda. E nella notte profonda il momento pi buio sempre quello che precede il ritorno della luce, e la luce ritorna e ritorner sempre fino alla fine dei tempi. La notte termina con il primo chiarore, annunciato dal primo canto del gallo, quando delle cose si torna a distinguere la forma e il colore, e questo tempo che dura fino allalba si chiama aurora e, come il crepuscolo, non pi notte ma non ancora giorno: un tempo mediano, quando i due mondi di nuovo si incontrano e si confondono. Dicono che i sogni fatti durante laurora siano quelli dove il tempo si ribalta e il futuro si riavvolge sul passato e si lascia guardare, e, per questo, siano i sogni della preveggenza.Dopo laurora, con lalba, ritorna il giorno.
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precede il ritorno dellanno, come laurora precede il nuovo giorno. 3. Potremmo raccontare di altri cicli, quello della luna oppure quello dello zodiaco, e mostrare che landamento del tempo naturalmente circolare e che a ogni aurora e a ogni risveglio segue un nuovo tempo e un patto rinnovato della natura con leternit. Ma io vorrei fermarmi su un ciclo meno evidente che qualche volta, e mi pare sempre pi spesso, insegnato non come un cerchio, ma come un segmento, una corda tesa sul nulla: ed la vita di ciascuno di noi. In armonia con il mondo che ci circonda e del quale facciamo parte, anche la nostra vita pu essere vista in relazione di corrispondenza con il cerchio del giorno e con quello dellanno e ogni altro che ci appare evidente intorno a noi. Si nasce, come nasce il giorno, si conosce un mezzogiorno e un crepuscolo, poi si muore e si scivola in un sonno profondo come sono profondi la notte e linverno. Prima di essere aggettivo e denotare uno stato, la parola morto nasce come participio passato e come tale denota il compimento di unazione o di un processo. Di una persona si pu dire che era morta, in un giorno e in unora, come si pu dire che era nata, in un giorno e in unora, non per sempre. Esiste latto del morire come quello del nascere non la morte. In armonia con il mondo anche il nostro ciclo continua e la luce, in un certo momento, si separa dal corpo: lo sappiamo quando guardiamo il corpo di chi morto: spento, sgradevole, eppure lo stesso corpo, ma manca la luce, manca la vita, gi altrove. In armonia con la circolarit che anima il tempo, fioriscono due riflessioni. - Se la metafora del cerchio funziona anche per noi come per tutto quanto esiste e possiamo vedere e riconoscere, allora non c dubbio che dopo la notte viene laurora e dopo linverno il risveglio e che dopo il sonno profondo c il tempo della rinascita.

2. Seguendo il grande gioco delle corrispondenze, nellanello dellanno infatti si chiama anno, da anulus possiamo leggere lo stesso ritmo che abbiamo incontrato nella ruota del giorno e della notte, e incontrare le sei stagioni, dalla primavera che dellanno il mattino, fino alla stagione del risveglio, quando inizia a sciogliersi il ghiaccio e compaiono le prime gemme, che segue linverno e

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Nel cerchio del tempo

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E la nostra aurora quel tempo che non pi notte e ancora non giorno forse potrebbe coincidere proprio con il tempo che dal concepimento ci accompagna fino alla nascita. Nel tempo lineare siamo un corda tesa tra la nascita e la morte. Nellarmonia del tempo circolare a un certo punto si muore ma, oltre quel momento, la morte non esiste e allora, come per ci che non esiste, possiamo provare a non averne pi paura? - Il cerchio del tempo fatto di stagioni. Per tutto c il suo tempo, c il suo momento per ogni cosa sotto il cielo: cos apre il libro dellEcclesiaste e insegna che c un tempo per seminare e uno per raccogliere, uno per abbracciare e uno per astenersi dagli abbracci: una stagione per ogni cosa. Non si pu volere mangiare arance e pomodori tutto lanno. Chi si abitua a questo perde il senso delle stagioni. Fuori dal cerchio, tutto diventa uguale e senza il senso delle stagioni si veglia di notte e si dorme di giorno: tutto uguale; chi ha 20 anni insegna la vita a chi ne ha 70 e chi ha 70 anni si illude di sedurre ragazze di 20. Che grande confusione! Fuori dal cerchio la morte esiste e fa paura. E si rimuove e si allontana con linganno, fingendosi giovani come non si pi, cancellando i segni del tempo come una vergogna, curando il corpo come un feticcio per mantenerlo lucido e performante: un guscio refrattario al tempo ma anche alla nostra anima. La visione lineare del tempo alla quale siamo addomesticati ignora la verit profonda delle stagioni e il piacere del ritorno. E tutto qui. E solo tutto qui. Allora? Allora, come il seme nel frutto, come la linfa nel ramo, come la luce nello sguardo, cos il valore delle idee vive dentro le parole che le comunicano e nellorigine delle parole che le comunicano si manifesta il significato pi intimo di quelle idee e cosa le anima. Vita la forma astratta del verbo vivere

che discende da unomologa parola latina e, a sua volta, questa deriva da unantica radice sanscrita jv che significa vivere e rivivere. E vivere e rivivere il destino di tutto ci che vive. Ed il destino che si esprime attraverso il racconto mitico delleterno ritorno e attraverso, ancora una volta, la metafora di un cerchio. Proprio quel cerchio che ha accompagnato questi pensieri: il cerchio del tempo.

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