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019 - IL DRAGO NERO pietro.mancuso21@gmail.

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T ac c u in o : Cre at o : P o sizio n e : Stefano contro Sophia 17/07/2012 14:53 Catanzaro, Calabria, Italia A g g io rn a 12/04/2013 22:11

019 - IL DRAGO NERO pietro.mancuso21@gmail.it Giulia era inquieta, aveva imboccato una stradina che dall'insediamento dell'unversit si inoltrava nella campagna circostante. Erano tre ore che camminava di buona lena verso la sua meta. Ad ogni passo si rimproverava per quella inquietudine che la tormentava. Durante la notte e per tutta la mattina il suo pensiero, senza perch, correva a quel posto. Dopo pranzo, d'impeto, s'era messa in cammino. Infine, dopo tanto cammino, arriv al laghetto, diede una occhiata in giro, si spogli e si immerse nelle acque, decisamente fresche. L'estate era passata da un pezzo anche se il tempo era ancora tiepido. Sconsolata pens: "Era meglio se venivo col cavallo, adesso mi tocca fare altre tre ore a piedi. Ma che cosa mi passato per la testa, devo essere ammattita. Ho disertato pure gli addestramenti. Me ne sono andata senza lasciar detto niente a nessuno". Il suo pensiero mut corso e si ritrov a pensare malinconicamente ai draghi, lei non avrebbe mai potuto aspirarne a cavalcarne uno. I draghi formano coppie monogamiche e scelgono complementi che ripetono in chiave umana la loro unione. Giulia si riscosse dal suo rimuginare. Si sent osservata, mosse le mani per girarsi nulla, le sembr di notare un guizzo nero sparire sotto l'acqua, ma erano solo i fantasmi della sua depressione. Ritorn al suo pensiero principale, ad alta voce comment:"Quanto mi piacerebbe un drago tutto mio! Chiss se ce ne uno che vorrebbe una zitella inacidita come me!". Ancora una volta quella sensazione di essere osservata, si gir velocemente e boccheggio per lo stupore. Non era stata la sola a volersi fare il bagno nel lago quel pomeriggio. Arrabbiata gli disse:" Mi hai fatto morire di paura! Non potevi dirmelo che c'eri pure tu in questa tinozza!". "Perdonatemi signorina, non volevo spaventarvi. Ero sopra pensiero e per questo non mi sono accorto di voi se non all'ultimo momento. Mi sono nascosto ma proprio non c' la facevo pi a stare sott'acqua. A momenti affogavo". Giulia lo rimprover:"Non lo vedi che sono nuda! Smettila di guardarmi!". "Anch'io lo sono, eppure voi non vi fate scrupolo di fissarmi". Giulia colse nelle parole del suo interlocutore una certa dose di ironia, rimase interdetta, il drago emise quel trillo caratteristico che aveva imparato corrispondeva alla risata umana. Giulia scorgeva del drago solo la sinuosa esse del suo collo uscire dall'acqua. La bestia si diresse verso la riva usc dall'acqua e si sistem sulla riva. Giulia gli and dietro nuotando, era la prima volta che parlava con un drago senza che ci fosse di mezzo il suo complemento. Titubante, rendendosi conto di quanto fosse audace, si ferm, accoccolata nell'acqua per non farsi vedere nuda, ma vicinissima a quello splendido animale. Il drago allungo il collo e port la sua testa vicino alla sua. "Non abbiate timore di mostrarvi nuda signorina, decisamente, per certe cose, non siete il mio tipo". Giulia si ritrov a contempare a distanza ravvicinata quel testone indisponente che gli trillava divertito in faccia. "Ma bene, un drago simpaticone era una esperienza che mi mancava!" protest lei. "Scusate signorina ma, anche se ero sotto l'acqua, non ho potuto fare a meno di ascoltare i vostri pensieri e le vostre parole". Giulia usc dall'acqua e si sedette su una roccia, pi accondiscendente gli disse:"In effetti, suppongo che a te le femmine piacciono della tua stazza e con le ali". Il drago non rispose, Giulia sembr cogliere un certo disappunto. "Ho detto qualcosa che non va?". "No! No signorina". "Giulia, mi chiamo Giulia" disse lei desiderosa della sua confidenza. "Azzurro, anche se nessuno, da moltissimo tempo pronuncia il mio nome". "Dove hai lasciato la tua compagna?". Il pensiero di azzurro che le giunse sembr colorato di dispiacere: "Sono un solitario". "Pi che azzurro sei nero" gli disse lei ammirandolo. Il drago mosse il lungo collo e riavvicin la testa:"Le diede una lunga occhiata e le disse:"Tu, invece, bianca, siamo complementari". Giulia istintivamente allungo la mano verso la testa del drago, la ritir immediatamente:"Scusa, scusa stavo per essere troppo invadente". "Puoi farlo, se vuoi. Ieri ho sentito il canto dei draghi, mi sono vergognato di presentarmi da solo. Adesso so perch son venuto qui, in questo lago, e non sono riuscito a andarmene, il mio sentiero si

doveva incrociare con il tuo, sei una solitaria come me". Giulia port a compimento quel che aveva iniziato. Non era pronta a quel che l'aspettava, Azzurro e lei entrarono in osmosi mentale. Giulia diventata audace si avvicin al drago e adagi il suo corpo al suo. Azzurro inton un canto dolcissimo che la delizi, sentiva la sua anima vibrare al ritmo del suo cantare. In quella lunga pausa le sue emozioni si travasarono in Azzurro e quelle del drago furono le sue, seppe cos, che il drago era solo, l'ultimo della sua specie. "Sei solo come me, azzurro". Il drago, con dolcezza, le disse:"Adesso non lo siamo pi". Giulia presa dal trasporto amoroso rispose con altrettanta dolcezza:"Prima di incontrare te non sapevo quanto il mio cuore fosse vuoto e triste". Azzurro si graffio il collo con l'artiglio . "Bevi il mio sangue a suggello del patto". Appena Giulia sorb il sangue di Azzurro una potenza straordinaria la invase. Giulia, felice e allegra come mai era stata in vita sua, prese il suo stiletto e si taglio sul braccio, offr il suo sangue al drago. Stefano e Sophia erano infastiditi, Giulia quel pomeriggio era sparita, nessuno sapeva che fine avesse fatto, e i cadetti quella giornata sembravano fare tutto per il verso sbagliato, e quello che sbagliavano pi di tutti erano proprio quelli che addestrava lei. Sophia gett la spugna, non giornata Stefano, mandiamoli tutti a farsi strabenedire e vediamo che fine ha fatto Giulia, sono preoccupata, non da lei sparire cos. Fafnir si agit nervosamente, era acciambellato come gli altri a crogiolarsi al sole del meriggio morente, all'improvviso scatt in piedi. Stefano indicando Zoe le disse:"Abbiamo visite". I draghi desso erano seduti con le ali spiegate e guardavano verso il cielo. Stefano chiese a Zoe spiegazioni, lei senza distrarsi disse:"Un solitario, sta venendo un solitario". Sophia chiese:"Fafnir, che vuol dire un solitario?". "Un drago che non ha una compagna. contro l'Ordine che un drago viva da solo". Azzurro emise un ruggito di saluto e attese volteggiando. Stefano disse a Zoe:"Dagli il benvenuto, anche un solitario ci pu far comodo". I draghi ruggirono un saluto di risposta e il via libera a che azzurro potesse atterrare senza temere di essere attaccato. Azzurro atterr vicino a Stefano e Sophia. Giulia, senza neanche scusarsi per il ritardo, se la prese con i loro draghi. "Se fosse stato per me sarei atterrata senza chiedere nulla a nessuno. Azzurro ha voluto rendervi questa cortesia. D'ora in poi va dove vuole e quando vuole". Azzurr le pos il muso delicatamente sulla spalla e le disse:"Non mi mettere in imbarazzo". Giulia azzitt, Azzurro si appress a Zoe, sotto il vigile sguardo di Fafnir, abbass il collo in segno di rispetto e le mostro la gola indifesa. Fafnir lo rimprover:"Solitario, dov' la tua compagna?". Azzurro, mesto, disse:"Sono l'ultimo della mia specie, nessun erede a cui trasmettere le memorie della mia famiglia, il mio seme morir con me". Zoe gentile gli disse: "Hai il permesso di restare". Azzurr abbass di nuovo il collo e la ringrazi. Giulia infastidita aggred Stefano:"Perch Azzurro ha dovuto fare tutti questi salamelecchi alla tua bestia?". Stefano l'abbracci affettuoso: "Bello, un drago bellissimo, sono contento per te". "S, grazie, ma non mi hai risposto perch queste cerimonie?". Stefano rimase sul vago:"Sono cose da draghi, chi lo sa cosa passa in quella loro testaccia dura". Azzurro si accost a Stefano e, con gran dispetto di Giulia, chin il collo a mo' di riverenza. "Signore posso presentarmi?". Stefano fece un cenno affermativo. "Linda mi ha concesso il permesso di rimanere nonostante sia un solitario. So che siete stato a voi a chiedere di fare una eccezione alla regola". "S, Azzurro, abbiamo bisogno di tutti voi, la situazione grave". In Giulia il dispetto si mut in compiacimento, una cosa era sicura, Azzurro in pubblico era un drago dai modi compiti, si muoveva con grazia e compostezza, sembrava un aggraziato cigno nero piuttosto che un serpentaccio con le ali e le zampe e parlava in modo forbito e impeccabile, come un libro stampato. "S, signore, sono al corrente del male che cova in Askal". Stefano interessato gli chiese:"Tu conosci Askal?". "S, a sufficienza, ho abitato a lungo in quelle contrade. Non c' libert ad Askal. La gente vive nel terrore, in uno stato di sottomissione che rasenta la schiavit. Gli unici che possono muoversi sono i militari e quelli sono troppo occupati a sorvegliare i sudditi. Si sono ingranditi troppo e sempre mediante la violenza, Askal come una caldaia sotto pressione e l'esercito tenta, con la repressione di abbassare la temperatura". Stefano rimugin le parole di Azzurro. "Grazie, Azzurro, le tue conoscenze sono preziose, avremo occasione di approfondire queste chiacchiere". "Signore!", l'ammon Azzurro,"Non bastano cinque draghi per muovere guerra ad Askal". Stefano

sorridendo si rivolse a Giulia. "Mi piace Azzurro. un drago veramente intelligente!". Silvia il giorno seguente, mentre volava di ritorno da una missione, vide quella grande bestia nera parcheggiato di fronte l'ingresso dell'ala occupata da Galizia. Senza pensarci due volte scese in picchiata e in un baleno atterr a distanza di sicurezza da Azzurro. I due draghi senza profferire suono si guardavano in draghesco, lei balzo gi dalla groppa di Apsu e, spavalda e incosciente, corse fin sotto il muso di Azzurro. "Chi , dimmi chi ?". Azzurro perplesso le disse:"Buongiorno signorina". Silvia curiosa ripet: "Chi di Galizia si unito a te?". Azzurro fece l'omertoso:"Non voglio essere scortese, ma perch dovrei dirvelo?". "Su! su! Mi stai facendo morire di curiosit! A proposito non mi ha detto come ti chiami!" protesto Silvia. Giulia usc fuori e la rimprover:"Smettila di infastidire Azzurro!". Il drago che era rimasto tutta la notte di fronte al blocco di Galizia, al suono della sua voce allung il suo collo e diede un buffetto gentile condendo il tutto con un ronzio affettuoso, Giulia, nonostante la nipote, non riusc a no ricambiare quelle moine con un sorriso affettuoso e una carezza. Silvia sopraffatta dall'emozione si mise a parlare in preda alla concitazione:"Tu! Tu! Zia, come hai fatto! Dimmi come hai fatto. Mi devi raccontare tutto! Mi state facendo morire di curiosit". Silvia azzitt, incredula, le disse:"Ti sei trovato un drago, ti sei trovato pure un fidanzato? Dov' la compagna del tuo drago e sopratutto dov' il suo cavaliere?". "Sciocca", replico lei con fastidio,"Azzurro un solitario, proprio come me!". Senza dire altro Giulia balz in groppa a Azzurro. Silvia rimase ammirata dallo spettacolo, Azzurro era di una eleganza e grazia straordinaria. Apr le sue ali e con un solo delicato battito spicc il volo, prese una brezza di vento, altri due colpetti e prese quota, librandosi, portato dalla corrente ascensionale. Silvia disse a Apsu:"Accidenti amico mio, un decollo simile l'ho visto fare solo a Zoe". Dopo alcune ore di volo Giulia intravvide la sua meta, prese la sua conchiglia e ci soffi dentro, la poggi all'orecchio. Una voce emozionata risuon nel suo orecchio:"Come sta la mia bambina? Ogni tanto ti ricordi di chiamarmi". "Padre ho bisogno di una cortesia, abbastanza urgente pure". "Certo dimmi". "Dove sei?". "Sono nel cortile, sto per entrare nella reggia, devo parlare con Giorgio". "Aspetta, chiama il capitano della guardie, urgente". Il padre preoccupato dopo qualche minuto gli pass il capitano, che preoccupato a sua volta chiese spiegazioni. "Ascolta ordina immediatamente ai tuoi uomini di non toccare gli archi, non voglio che scoccano le loro frecce contro di me e la mia cavalcatura, arriver da voi fra qualche minuto. Muoviti!". Il capitano perplesso le disse:"Signora secondo voi ci siamo dimenticati di come siete fatta? Do ordine di aprire la porta e di accogliervi come meritate". "Non ho tempo e voglia di spiegarti, dai l'ordine, non c' bisogno che tu mi faccia aprire, sono sopra di te!". Il capitano stupito fece quanto aveva chiesto, ordin a tutti di non mettere mani agli archi, di non tirare addosso a Giulia e alla sua cavalcatura. Dopo di che rimprover il padre:"Vostra figlia, scusate se ve lo dico, comincia a dare i numeri, sarebbe ora che la smettesse nella sua ...". Il coro delle grida spezz il suo dire. Azzurro comparve e silenzioso come la morte atterr vicino a loro. Gli uomini incuranti dell'ordine corsero agli archi e non contenti cominciarono a armare le balestre. Giulia inferocita disse al capitano:" cos che obbedisci ai miei ordini, falli smettere, se solo uno di loro osa scoccare contro il mio drago lo passo da parte a parte e poi gli dico di fare pranzo con te!" Il capitano riusc a avere la prontezza di riflessi per far cessare ogni tentativo di difesa contro la cavalcatura. Giulia saluto scontrosa il padre:"Scusa vado di fretta, oggi pomeriggio devo essere di nuovo all'universit". Giulia afferr il capitano imbambolato a guardare la sua bestia e lo minacci:"E basta si pu sapere che ti prende, perch continui a fissarlo? Smettila!" Il capitano farfugliando delle scuse le disse:"Cosa possa fare per voi mia signora?". Bada a che nessuno lo infastidisca!". "Per la grande luce dell'akasha, principessa! E chi sarebbe cos folle da dargli fastidio!". Giulia altezzosa si avvi verso le scuderie regali, seguita da Azzurro che tentava di fare l'indifferente. Giunta di fronte alle porte del maniscalco si mise a gridare:"Mastro gesualdo! Mastro Gesualdo mi serve una sella e con urgenza! E muovetevi dannazione uscite dal vostro antro!". L'uomo non si fece attendere e usc fuori, aveva riconosciuto la voce di Giulia. "Il suo sorriso spar, rimanse a bocca aperte a guardare Azzurro. Giulia lo prese dal braccio e lo trascin vicino al

drago. Gesualdo dite che riuscite a costruirmi una sella garbata e solida per lui?". Giulia sal in groppa ad Azzurro e gli disse:"Vedete dovrei sistemarmi qui e dovreste pure vedere di trovare un sistema di cinghie per assicurarmi, in modo che mentre vola non corra il rischio di cadere gi". Giulia si interruppe:"Gesualdo mi state sentendo?". "No signora, mio dio non ho mai visto una bestia del genere". Giulia gli disse accondiscente:"Una sella, Gesuald una sella tutto quello che chiedo". Giorgio arriv correndo accompagnato dal padre. "Non ci posso credere!", disse il re, " bellissimo!". Giulia scontrosa disse:"Azzurro fai qualche cerimonia a mio zio. Non lesinarti il re di Galizia". Azzurro fece un evidente inchino con la testa e gli disse:"Buongiorno, permettete che mi presenti, sono Azzurro, al servizio di dama Giulia". Il re meravigliato disse al padre di Giulia:"Lo hai sentito pure tu?". "S, per tutti gli spiritelli dispettosi della foresta di Nerath, l'ho sentito, nella mia mente, l'ho sentito nella mia mente". Gesualdo aveva digerito la sorpresa e adesso osservava Azzurro con un certo occhio professionale. "Una sella volete e una sella avrete dama Giulia e ve la far in un battere d'occhio". Gesualdo inizi a urlare ordini e dopo i primi momenti di panico, un nugolo di stallieri ai suoi ordini inizi a prendere le misure di azzurro, a stendere disegni, a portare pezze di cuoio. Giorgio si ritrov ignorato da Giulia che sembrava che l'unica cosa che la interessasse fosse la sella. Il pomeriggio Stefano guard i cadetti di Giulia. "Dannata femmina capisco che si innamorata di quel drago, ma venir meno ai suoi doveri!". Zoe gli sussurr:"Non ti preoccupare saranno qui a minuti". I cadetti iniziarono a spintonarsi e a indicare il cielo. Stefano li segu con lo sguardo e vide che azzurro faceva il pazzarello. Azzurro si impenn e fece un cerchio quasi perfetto, poi si mise a filare come una freccia roteando sul proprio asse. "Per la miseria, dannato solitario, la far cadere". Sophia aguzz i suoi occhi da lupo e sorrise:"Ma che bella pensata, ne voglio una anche io". Il commento di Sophia gli fu chiaro quando Azzurro atterr vicino a lui. "Porca miseria, una sella, e che bella!". Giulia sciolse le cinghie che la assicuravano alla sella e salt gi, diede una pacca a Azzurro che and a trovarsi un angolo per acciambellarsi al sole. "Non una sella qualsiasi ma una sella da combattimento! Con questa s vola che una bellezza".