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1 LIBERT di Mario Coppola Si ingannano gli uomini che credono di essere liberi; tale opinione si fonda solo in questo,

che sono consci delle loro azioni, e ignari delle cause dalle quali quelle sono determinate. Tale dunque la loro idea di libert: il non conoscere alcuna causa delle loro azioni. Il perentorio giudizio di Spinoza ( Etica, II, 35, Scolio). E in effetti certe recenti ricerche nel campo delle neuroscienze sembrerebbero indicare che liniziativa che poi sfocia in una scelta o in una azione comincia a livello di attivazione neuronale inconsapevole: il processo decisionale non partirebbe dunque da una deliberazione cosciente, la quale potrebbe intervenire al pi subito dopo, esercitando un veto o facendo da filtro selettivo: possibile che tutti gli eventi mentali coscienti inizino in effetti come eventi inconsci , prima che appaia una qualsiasi consapevolezza (B. Libet, Mind time, Milano 2007, p. 110). Daltra parte, certe interpretazioni della teoria della relativit e di alcuni teoremi e risultati sperimentali della meccanica quantistica potrebbero suggerire che il futuro chiuso, ossia che tutto ci che accadr sia gi dato, come in una pellicola cinematografica in cui gi contenuto in tutti i dettagli il seguito del film che stiamo guardando, e che nulla potr modificare: un analogo moderno del tradizionale problema della compatibilit (o incompatibilit) tra prescienza divina (Dio conosce infallibilmente ci che faremo in futuro e anzi lo dispone o almeno permette) e libert umana (cfr. M. Dorato, Futuro aperto e libert, Roma Bari 1997). Isaiah Berlin ha scritto che, se si dimostrasse che non siamo liberi (nel senso della libert di o libert positiva, ossia capacit di dare autonomamente inizio a un corso di azioni), ci modificherebbe tutto il nostro impianto concettuale molto pi radicalmente delle scoperte dei fisici del diciassettesimo secolo, o del ventesimo. () Tutto il linguaggio delle relazioni umane dovrebbe cambiare in modo radicale ( Libert, Milano 2005, p. 275). per altrettanto probabile che invece, piuttosto che abbandonare lidea di libert, rigetteremmo la pertinenza delle indagini fisico-naturalistiche su di essa, e con ci la tesi dellunit delle scienze, proclamando lirriducibilit delle scienze umane a quelle fisico-biologiche (M. De Caro, Il libero arbitrio, Roma Bari 2004, pp. 128-155): grosso modo, una revisione contemporanea in unottica non trascendentalistica e in un senso ben distante da quello originario della differenziazione kantiana tra fenomenico (fisico e deterministico) e noumenico (autonomo e libero). C una storia tradizionale, narrata in forme diverse (ad esempio in Uspenskij, in Hammett, nella fiaba di Abu Kasem e le sue babbucce), il cui nucleo questo: c un uomo che decide di abbandonare lavoro, moglie, figli; si trasferisce in unaltra citt, e dopo un po sposa unaltra donna molto simile alla precedente, trova un lavoro uguale, conduce una vita identica a prima; oppure, un uomo che ha commesso molti errori riesce per magia a tornare indietro nel tempo, e li ricommette uno a uno; o ancora, non riesce a sbarazzarsi dei ruoli e dei comportamenti ai quali si attaccato per una vita. Si dice che uno sceglie liberamente il suo destino, ma a volte il destino tessuto da noi stessi alle nostre spalle, e si cristallizza su di noi nella rete del nostro carattere e della nostra personalit, dalla quale poi difficile liberarsi.

2 Si pronti a difendere la libert quando si tratta di libert da, di non costrizione a fare quel che non ci va o ci sgradito; ma una libert come iniziativa, come indipendenza da cause e inclinazioni, come attivit creatrice, una libert fuorilegge, mette in contatto con il nulla e langoscia, pu paralizzare. Siamo servi per natura (come i barbari di Aristotele), troviamo insopportabile essere liberi (come nel famoso apologo di Dostoevskij, il Grande inquisitore), siamo sempre, in realt, in cerca di chi (o cosa) ce lo faccia fare magari con qualche trasgressione ogni tanto? Libert condizionata la libert dei prigionieri: sei libero di fare quel che vuoi, purch non tocchi il mio uguale diritto; oppure: datemi delle regole, inseritemi in una qualsiasi struttura di senso, perch lasciato a me stesso non saprei cosa fare, la mia libert, se pure c, mi sembrerebbe non servire a nulla.