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ADIMEC Area Didattica di Ingegneria Meccanica

Premessa
La presente Guida raccoglie le informazioni salienti relative ai Corsi di Laurea di competenza dellArea Didattica di Ingegneria Meccanica (ADIMEC) attivati presso la Facolt di Ingegneria dellUniversit degli Studi di Salerno attivati nellanno accademico 2008-2009 La Guida primariamente rivolta ai nuovi allievi immatricolati nellanno accademico 2008/09 per i quali viene illustrato il Curriculum degli Studi che essi si troveranno ad affrontare fino al conseguimento del titolo. A partire dallanno accademico 2008/09 la Facolt di Ingegneria dellUniversit di Salerno ha inteso allineare la sua Offerta Formativa alle prescrizioni del Decreto Ministeriale 270/2004 il quale detta, tra laltro, una serie di requisiti minimi in termini di numerosit degli insegnamenti e di loro copertura da parte del corpo docente. Una delle principali innovazioni introdotte dal D.M. 270/2004 consiste nella predisposizione, gi al primo livello di due Percorsi, uno Formativo riservato a coloro che intendano iscriversi alle lauree di secondo livello, ed uno Professionalizzante maggiormente orientato a formare laureati pronti allinserimento nel mondo del lavoro; i due percorsi hanno, comunque, un primo anno comune realizzando quello che stato talvolta indicato come un percorso ad Y. Sulla base delle informazioni riportate sul Curriculum di Studi, gli immatricolati allanno accademico potranno scegliere quale tra i due percorsi seguire e, di conseguenza, costruire il loro Piano di Studi. Per quanto riguarda lArea Didattica in Ingegneria Meccanica, soltanto i Corsi di Laurea Triennale in Ingegneria Meccanica ed Ingegneria Gestionale sono interessati dal passaggio ai requisiti dettati dal citato DM 270/2004. Pertanto, nellanno accademico 2008/09 verr attivato soltanto il primo anno di tali Corsi, mentre gli altri due lo saranno negli anni a seguire. Di conseguenza il Manifesto degli Studi, ovvero il complesso dei corsi afferenti ad ADIMEC erogati dalla Facolt di Ingegneria nella.a. 2008/09 risponder per il primo anno al Curriculum di cui si detto sopra, mentre per gli anni secondo e terzo, seguir i curricula riservati alle coorti studenti di immatricolati nei due anni precedenti, 2007/08 e 2006/07, rispettivamente. Tali curricula rispondono ai requisiti della precedente normativa (D.M. 509/1999) che ha istituito in Italia il Nuovo Ordinamento di Studi Universitari. Per il Corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Meccanica, concepito ai sensi del D.M. 509/1999, non sono presenti sostanziali variazioni rispetto allanno accademico precedente. Quanto al Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale, la cui istituzione avviene con la.a. 2008/09, concepito completamente con i requisiti del DM 270/2004, e lo si pu anche dedurre dal termine Magistrale che sostituisce il termine Specialistica.

Indice
PRESENTAZIONE DELLAREA DIDATTICA D' INGEGNERIA MECCANICA COMPOSIZIONE DEL COLLEGIO DEI DOCENTI CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA GESTIONALE CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN INGEGNERIA GESTIONALE

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PRESENTAZIONE DELLAREA DIDATTICA DI INGEGNERIA MECCANICA


LArea Didattica di Ingegneria Meccanica preposta, nei settori di sua competenza, allorganizzazione della prestazione didattica, nelle sue varie forme, nei Corsi di Laurea in Ingegneria Meccanica ed in Ingegneria Gestionale (L-9 ai sensi del D.M. 270/2004, ex-Classe 10 secondo il D.M. 509/1999) e nei Corsi di Laurea Specialistica in Ingegneria Meccanica (Classe 36/S) e Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale (Classe 34/S). Gli organi dellArea Didattica di Ingegneria Meccanica sono il Consiglio di Area Didattica e il Presidente dellArea Didattica. I compiti principali del Consiglio di Area Didattica sono lelaborazione dei Manifesti degli studi pertinenti allArea Didattica, le articolazioni in moduli, i crediti e le eventuali propedeuticit; lorganizzazione delle attivit dinsegnamento, di tutorato e di orientamento degli studenti; lesame e lapprovazione dei piani di studio e delle pratiche studenti; lattribuzione dei compiti di tutorato nell'ambito della programmazione didattica. Nei limiti imposti dai regolamenti di Ateneo e di Facolt il Consiglio di Area Didattica elabora proposte in merito: al riconoscimento dei crediti acquisiti da studenti provenienti da altro Corso di Studio della stessa o di altra Universit, italiane o estere, nonch dei crediti maturati in altre attivit formative, secondo le procedure ed i criteri stabiliti nel Regolamento didattico di Facolt; al riconoscimento di crediti derivanti dal conseguimento di diplomi universitari, di diplomi delle scuole dirette a fini speciali istituite presso le Universit; ai criteri per lassegnazione di borse di studio per la permanenza di studenti presso altre Universit o centri di ricerca; ai criteri per laccertamento della frequenza degli studenti, ove obbligatorio; alla pianificazione annuale delle assegnazioni richieste per lo svolgimento di elaborati della prova finale, dellattivit di Tesi e di tirocinio; allattivazione di Scuole e Corsi di Specializzazione, nonch di Master di laurea e laurea specialistica.

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COMPOSIZIONE DEL COLLEGIO DEI DOCENTI


Maurizio Angelillo E nato a Roma il 02/09/1952. Si laureato con lode il 27/07/1977 in Architettura presso lUniversit di Napoli. Ha conseguito il Master of Science in Mechanics presso luniversit del Minnesota nel 1983. Dal 1978 al 1980 stato Assistente supplente di Scienza delle Costruzioni, presso lUniversit di Napoli. E stato Research Scholar presso lAccademia delle Scienze di Varsavia e Research Assistant presso lUniversit del Minnesota dal 1981 al 1983. Dal 1984 al 1988 stato ricercatore presso lUniversit di Napoli. Dal 1988 al 2001 stato Professore Associato di Scienza delle Costruzioni, presso lUniversit di Salerno. Dal 2002 Professore Ordinario di Scienza delle Costruzioni, Corso di Laurea in Ingegneria Meccanica, presso la Facolt di Ingegneria dellUniversit di Salerno. Attualment e titolare del corso di Scienza delle Costruzioni, Laurea in Ingegneria Meccanica. E responsabile del Laboratorio di Biomeccanica presso il Laboratorio di Strutture del Dipartimento di Ingegneria Civile dellUniversit di Salerno. stato Coordinatore di molteplici programmi di ricerca di interesse nazionale finanziati dal MIUR e dal CNR. E stato visiting professor presso il Department of Aerospace Engineering dellUniverit del Minnesota nel 1995 -96 e nel 2000. autore di numerose pubblicazioni scientifiche relative ai temi di stabilit dellequilibrio e comportamento post -critico di strutture elastiche; analisi numerica nonlineare delle strutture; problemi di meccanica delle strutture con vincoli unilaterali, strutture in muratura; problemi di biomeccanica del sistema respiratorio e di biomeccanica del trauma cranico; propagazione della frattura in solidi fragili. Statica e dinamica delle membrane. Il suo gruppo di ricerca ha collaborazioni con diversi centri di ricerca nazionali ed internazionali (SISSA, Trieste, CALTECH, Pasadena, Department of Aerospace Engineering, Minneapolis, A & M, Texas) e con lUniversit Cattolica di Roma per quanto riguarda gli studi di Biomeccanica. Ciro Aprea nato nel 1962. Laureato in Ingegneria Meccanica presso lU niversit degli Studi di Napoli Federico II, attualmente professore straordinario nel settore Fisica Tecnica Industriale presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica dellUniversit degli Studi di Salerno. I suoi interessi di ricerca riguardano gli i mpianti frigoriferi a compressione di vapore nonch sistemi innovativi per la realizzazione del freddo quali la refrigerazione magnetica. E autore di oltre 70 articoli pubblicati sia su riviste internazionali sia in atti di convegni internazionali. coordinatore scientifico di numerosi progetti di ricerca nonch stato ed responsabile di svariate convenzioni di ricerca con aziende operanti nel settore della refrigerazione. Ivan Arsie Ricercatore (SSD ING-IND/08 Macchine a fluido) si laureato con lode in Ingegneria Meccanica presso l'Universit degli Studi di Salerno nel gennaio 1995. Nel 1999 ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Ingegneria dei Sistemi Termomeccanici presso lUniversit degli Studi di Napoli Federico II. Ha svolto attivit di ricerca presso lIstituto Motori CNR - Napoli, l Institute of Automation - Technical University of Denmark - Copenaghen (DK) e lInstitute of Measurement and Control - Swiss Federal Institute of Technology - Zurigo (CH). Membro SAE (Society of Automotive Engineering) e della Technical Commitee Automotive Control dellIFAC (International Federation of Automatic Control). Svolge le funzioni di revisore per le riviste IEEE Transactions on Control Systems T echnology, Control Engineering Practice, Mechanical Systems and Signal Processing ed International Journal of Mechanical Sciences, edite da Elsevier. Ha tenuto seminari presso Magneti Marelli Powertrain Bologna, Centro Ricerche Fiat Torino ed lasis, Pomigliano DArco. autore di oltre 80 lavo ri scientifici sulla modellistica ed il controllo dei motori a combustione interna per autotrazione, sulla ottimizzazione dei flussi energetici dei veicoli a propulsione ibrida, sulle celle a combustibile e sullanalisi termo-economica di sistemi cogenerativi, pubblicati su riviste internazionali o presentati a congressi internazionali e nazionali. Fabrizia Caiazzo E professore associato nel settore Tecnologie e Sistemi di Lavorazione. Ha pubblicato tre testi a carattere didattico. Ha sviluppato un sito didattico allindirizzo http://teseo.unisa.it che da la possibilit di ampliare le conoscenze mediante ESV (esperimenti scientifici virtuali) e visite virtuali ai laboratori. Ha condotto indagini relativi ai seguenti filoni di ricerca: sviluppo di tecniche innovative per lanalisi quantitativa dei sistemi di produzione; applicazioni tecnologiche del laser; lavorazioni di sinterizzazione laser di polveri metalliche; qualit nelle misure in produzione

effettuate con macchina di misura a coordinate. E autrice di lavori presentati a convegni nazionali ed internazionali e pubblicati su riviste nazionali ed internazionali. E stata responsabile scientifico di un progetto di ricerca, finalizzato dalla Regione Campania sullIntegrazione in un sistema di produzione di una macchina di misura a coordinate per il miglioramento della qualit dei prodotti. Calogero Cal Professore Ordinario, ha cominciato a svolgere la sua attivit operando presso l'Universit di Napoli Federico II, dapprima come assistente e successivamente tenendo dal 1975 al 1993, a vario titolo, linsegnamento di Costruzione di Macchine Automatiche e Robot. Nel 1987 passato allUniversit di Salerno dove, prima come associato e poi come ordinario, ha tenuto il corso di Costruzione di Macchine e, dal 1993, anche quello di Progettazione Assistita di Strutture Meccaniche. Con unarticolata distribuzione nel corso degli ultimi anni ed a vario titolo ha tenuto per il Corso di Laurea in Ingegneria Meccanica i corsi di Costruzione di Macchine e Progettazione Assistita di trutture Meccaniche per il vecchio ordinamento ed i corsi di Costruzione di Macchine I per la Laurea in Ingegneria Meccanica e Costruzione di Macchine per la Laurea in Ingegneria Chimica nel nuovo ordinamento, Costruzione di Macchine II e Progettazione Assistita di Strutture Meccaniche per la Laurea Specialistica. Si adoperato per istituire corsi di nuova attivazione per la Sede denominati il primo Costruzione di Sistemi Meccanici destinato agli allievi del terzo anno della laurea ed il secondo Attuatori per lAutomazione a Fluido. Ha prodotto circa 100 lavori didattici e scientifici, pubblicati anche in riviste o testi internazionali, sulla progettazione meccanica, sulle metodologie numeriche di analisi del comportamento di materiali e strutture, sulle problematiche specifiche di meccanica della frattura e di instabilit delle strutture. I principali argomenti oggetto dell'interesse dello scrivente sono connessi essenzialmente con: - l' analisi del comportamento statico e dinamico di elementi o gruppi meccanici - le problematiche di progettazione ed ottimizzazione strutturale e di forma anche correlate a parametri di costo ed ambientali; - lo sviluppo e l' impiego di metodologie numeriche (FEM, BEM, Multibody) con verifiche sperimentali concernenti lanalisi delle tensioni in componenti e strutture; - lo studio del comportamento di materiali innovativi e di strutture e le problematiche connesse alla frattura ed alla fatica con riguardo anche a materiali non metallici; Nicola Cappetti Nato a Torino il 7 agosto 1964. Laureato con lode in Ingegneria delle tecnologie industriali (indirizzo meccanico) nel 1991 presso la facolt di ingegneria dell'Universit degli Studi di Salerno con Tesi di laurea in Costruzione di Macchine. Da gennaio del 2005 professore associato nel SSD ING-IND/15, Disegno e Metodi dell'Ingegneria Industriale. Attualmente docente dei corsi di Disegno Meccanico, Fondamenti e Metodi della Progettazione Industriale, Innovazione e Sviluppo Prodotto e Disegno Assistito da Calcolatore. Ha tenuto anche, negli anni precedenti a partire dal 1995, corsi di Grafica Computazionale Tecnica, Laboratorio di Realt Virtuale, Disegno Tecnico Industriale presso il Corso di Laurea di Ingegneria Chimica dell'Universit di Salerno. Partecipa al Collegio Docenti del Dottorato in Ingegneria Meccanica presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica dell'Universit di Salerno dal IV ciclo ed al collegio Docenti del Dottorato in Economia ed Ingegneria dell'Innovazione. Da luglio 1995 ricercatore nel SSD "Disegno e Metodi dell'Ingegneria Industriale" presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica dell'Universit degli Studi di Salerno. reviewer della rivista "Safety Science" edita da Elsevier. Si interessa di metodi di progettazione, di sistemi e metodi di modellazione, di biomeccanica e applicazioni alla progettazione automobilistica, di realt virtuale. La ricerca nel campo dei metodi di progettazione finalizzata alla rappresentazione della conoscenza tecnica ed all'applicazione di logiche alle fasi decisionali della progettazione., con applicazione della Logica Fuzzy, dei sistemi probabilistici ed entropici e delle metodologie AHP e TRIZ, con particolare attenzione alle possibilit di integrazione delle differenti metodologie in un contesto assiomatico, con sviluppo di esempi applicativi delle metodologie individuate. Attualmente vengono inoltre studiate ed approfondite in particolare le tematiche relative alla impostazione matematica dei metodi di progettazione e l'implementazione negli strumenti di ausilio alla progettazione, per la rappresentazione delle informazioni e delle valutazioni delle scelte nei CAD 3D e in ambiente di Realt Virtuale. Nel campo della modellazione, particolare interesse posto alle metodologie di acquisizione, elaborazione e riconoscimento immagine, per applicazioni di Reverse Engineering e di Prototipazione Rapida per la ricostruzione fisica e matematica di oggetti, anche in campo medico. Da anni si svolge la collaborazione scientifica con centri di ricerca nazionali operanti in campo automobilistico nello sviluppo, nella simulazione numerica e nell'analisi delle autovetture, nell'ambito della "sicurezza" in caso di urto anteriore, posteriore e di investimento pedone. In tale attivit vengono analizzate ed individuate eventuali criticit strutturali in ottica sicurezza, a partire dalle simulazioni di urto, e vengono elaborati criteri di progettazione autovettura. Attualmente lo studio concentrato sui criteri di progettazione in ottica "compatibilit car-to-car", urto posteriore e colpo di frusta. Mauro Caputo nato a Napoli nel 1962, professore ordinario del settore scientifico-disciplinare Ingegneria Economico-Gestionale. Nel 1984 ha conseguito con lode la Laurea in Economia e Commercio presso lUniversit degli Studi di Napoli Federico II e nel 1989 il titolo di Dottore di ricerca in Scienza dellinnovazione industriale. Ha frequentato i corsi del dottorato presso lUniversit degli Studi di Padova, stato ricercato re presso il Dipartimento di Ingegneria industriale

dellUniversit degli Studi di Cassino, stato professore associato presso la Facolt di Ingegneria dellUniversit degli Studi Pisa. E membro del collegio dei docenti del Dottorato di Ricerca in Ingegn eria ed Economia dell'Innovazione dell'Universit di Salerno, del Master in Ingegneria dell'Impresa dell'Universit degli Studi di Roma "Tor Vergata", del Master in Direzione e Gestione dImpresa dello STOA Istituto di Studi per la Direzione e Gestione di Impresa di Ercolano e del Master in Direzione di Impresa della Scuola di Direzione ed Organizzazione Aziendale, SDOA, Fondazione Antonio Genovesi Salerno. E valutatore di progetti di ricerca scientifica e tecnologica per conto del Ministero dellIstruzione dellUniversit e della Ricerca e dellAssessorato allUniversit e Ricerca Scientifica della Regione Campania. I suoi interessi scientifici sono stati rivolti agli effetti strategici, economici ed organizzativi dellinnovazione tecnologica sul sistema operativo aziendale, ai rapporti inter-organizzativi nella supply chain, alle soluzioni organizzative per lo sviluppo prodotto e gestione della conoscenza. Su tali tematiche stato responsabile di numerosi progetti di ricerca. E autore di oltre cento pub blicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali ed atti di convegni. E autore di tre opere monografiche. Pierpaolo Carlone E nato nel 1978. Ha conseguito la Laurea in Ingegneria Meccanica con lode nel 2003 e il Dottorato di Ricerca in Ingegneria Meccanica nel 2007 presso lUniversit degli Studi di Salerno. Attualmente ricercatore afferente al Dipartimento di Ingegneria Meccanica dellUniversit degli Studi di Salerno, nel settore Tecnologie e Sistemi di Lavorazione. componente del Collegio dei Docenti del Dottorato di Ricerca in Ingegneria Meccanica dellUniversit degli Studi di Salerno. I suoi interessi di ricerca includono le tecnologie di lavorazione dei materiali compositi a matrice polimerica, i processi di lavorazione convenzionali e non per deformazione plastica e taglio e la biomeccanica. Partecipa a diversi progetti di ricerca nazionali ed internazionali ed autore di diversi articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali e comunicazioni a conferenze nazionali e internazionali. Roberto Citarella E nato a Milano il 2 febbraio 1969. Si laureato con lode in Ingegneria Meccanica presso l'Universit di Napoli FEDERICO II nel maggio 1994. Lanno dopo ha conseguito l'abilitazione alla professione di ingegnere. Dal 1 996 al 1998 ha frequentato il corso di Dottorato di Ricerca in Progettazione e Costruzione di Macchine (XI ciclo -Universit di Napoli FEDERICO II). Dal 3/1/2005 ad oggi Ricercatore (SSD ING-IND/14) presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica dellUniversit degli Studi di Salerno. Eautore di circa 60 pubblicazioni scientifiche di livello internazionale sui temi della Meccanica della Frattura, Bioingegneria, Vibroacustica, Affidabilit, Contatto. Gabriele Cricr E nato nel 1968. Nel 1993 ha conseguito con lode la Laurea in Ingegneria Meccanica presso lUniversit degli Studi di Napoli Federico II, e nel 1998 il Dottorato di Ricerca in Progettazione e Costruzione di Macchine. Attualmente ricercatore nel settore Costruzione di Macchine, presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica. Svolge attivit di ricerca principalmente sugli argomenti di meccanica della frattura, instabilit di strutture, micromeccanica, metodi di calcolo numerico. autore di molti articoli su riviste internazionali e comunicazioni a conferenze nazionali e internazionali. Ha partecipato a numerosi progetti di ricerca nazionali ed internazionali. Gennaro Cuccurullo nato nel 1960. Nel 1990 ha conseguito con lode la Laurea in Ingegneria delle Tecnologie industriali ind. Meccanico presso lUniversit degli Studi di Salerno. Attualmente professore associato, nel settore FISICA TECNICA INDUSTRIALE, presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica dellUniversit degli Studi di Salerno. I suoi interessi di ricerca ricadono nellambito della Trasmissione del Calore teorica ed applicata. E autore di oltre 60 articoli su prestigiose riviste internazionali. coordinatore scientifico di alcuni progetti di ricerca nazionali. Vincenzo DAgostino E nato a Napoli il 25 luglio 1946. Si laureato con lode in Ingegneria Meccanica presso lUniversit degli Studi di Napoli il 20.10.1971. Ha iniziato la sua attivit di ricerca nel 1972 presso l'Istituto di Meccanica Applicata alle Macchine dell'Universit di Napoli e presso l'Istituto Motori del C.N.R., con sede in Napoli. Professore incaricato di Tribologia e Lubrificazione presso la Facolt di Ingegneria dell'Universit di Napoli dal 1977 divenuto professore associato nel 1982. Vincitore di un concorso a professore di ruolo di I fascia per il raggruppamento Meccanica Applicata alle Macchine (oggi SSD ING-IND/13), nel 1994 ha preso servizio come professore straordinario presso la Facolt di Ingegneria dellUniversit di Roma Tor Vergata e, successivamente (1995), si trasferito pre sso la Facolt di Ingegneria dellUniversit degli Studi di Salerno afferendo al Dipartimento di Ingegneria Meccanica. Dal 1997 professore ordinario di Meccanica Applicata alle Macchine. stato Presidente dellArea Didattica in Ingegneria Meccanica dal novembre 1998 allottobre 2004. Dal 01.11.2004 direttore del Dipartimento di Ingegneria Meccanica. E stato Presidente del Centro di Tribologia dell'Associazione Meridionale di Meccanica, con s ede in Napoli e membro corrispondente dellInternational Tribology Council. stato membro della Commissione U.N.I. per la Tribologia. stato membro del Comitato Scientifico della rivista Tribologia e Lubrificazione della Stazione Sperimentale Oli e Grassi (Milano). Ha svolto attivit di referee per alcune riviste internazionali (Wear - Elsevier Science Publishers - Oxford; IMECH - Journal of Engineering Tribology Part J; International Journal of Rotating Tutbomachinery Taylor &

Francis Group; Intenational Journal of Applied Mechanics and Engineering - IJAME) con le quali tuttora collabora. Ha svolto con continuit dal 1972 attivit di ricerca teorica e sperimentale, i risultati dalla quale hanno prodotto circa 120 lavori su prestigiose riviste nazionali ed internazionali e comunicazioni a conferenze nazionali e internazionali. stato Coordinatore Nazionale di Progetti di ricerca di interesse Nazionale (PRIN). I suoi interessi di ricerca ricadono nellambito della Tribologia, della Dinamica dei Rotori, delle Vibrazioni Meccaniche, Dinamica dellaccoppiamento pistone-cilindro di MCI, dalle Nano-Tribologia. Francesca Romana dAmbrosio Laureata in Ingegneria Meccanica e specializzata in Tecnologie Biomediche presso lUniversit degli Studi di Napoli Federico II, professore ordinario nel settore Fisica Tecnica Ambientale presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica dellUniversit degli Studi di Salerno. I suoi interessi di ricerca riguardano gli ambienti termici e la qualit globale dell'ambiente confinato, il risparmio energetico in edilizia, la conservazione dei beni culturali in riferimento agli aspetti microclimatici, la termotecnica delle terme nell'antica Roma. E autore di oltre 100 articoli pubblicati su riviste nazionali ed internazionali e in atti di convegni nazionali ed internazionali. Rappresentante ufficiale italiano nei gruppi di lavoro sugli ambienti termici in ambito ISO e CEN. coordinatore scientifico di numerosi progetti di ricerca. De Falco Massimo Laurea con lode in Ingegneria Aeronautica presso la Facolt di Ingegneria dell'Universit di Napoli Federico II nel 1991. Vincitore del premio di laurea bandito dal Consorzio Napoli Ricerche. Visiting Scientist nel 1994 presso la Sloan School of Management del Massachusetts Institute of Technology (USA). Nel 1996 Dottorato di Ricerca in Impianti Industriali presso la Facolt di Ingegneria della Universit di Napoli Federico II. Vincitore del posto di dottorato sponsorizzato dalla Ansaldo Trasporti. Nel 1997 Vincitore della Borsa di Studi della Fondazione De Ianuario (Milano) per il progetto State of Art del Project Management negli Stati Uniti. Istituti coinvolti: MIT, Harvard, Wharton, Berkeley, Stanford. E titolare dei corsi di Gestione dei Progetti di Impianto, Sicurezza degli Impianti Industriali e Logistica Industriale (dal 2007) presso la Facolt di Ingegneria dell'Universit di Salerno. Dal 2006 supplente di Economia e Gestione delle Imprese Internazionali del corso di Laurea di Economia della LUISS Guido Carli. Dal 1998 docente di Advanced Project Management nell'ambito del Master in Business Administration della LUISS Guido Carli. Dal 1999 docente di Project Control nell'ambito del Master Universitario di secondo livello in Engineering and Contracting del Politecnico di Milano. Membro dell'albo di esperti del Min istero degli Affari Esteri. Membro dell'albo di esperti per il Trasferimento Tecnologico del Ministero delle Attivit Produttive. Membro della Faculty del master universitario di secondo livello in Engineering and Contracting del Politecnico di Milano. Gia coDirettore dal 1999 al 2001. Membro del Comitato Direttivo del Industrial Liaison Network dell'Universit di Salerno, Universit di Cassino, Universit del Molise ed Universit di Viterbo. Membro del Comitato Scientifico del Dottorato di Ricerca in Ingegneria dell'Innovazione svolto congiuntamente tra la Facolt di Economia e la Facolt di Ingegneria dell'Universit di Salerno. Membro dell'Editorial Board delle riviste: International Journal of Project Management (UK); Journal of Operational Research Society (UK). Antonio Della Cioppa Si laurea in Fisica (Indirizzo Applicativo, Orientamento Cibernetico) presso lUniversit degli Studi di Napoli Federico II nel 1993 e consegue il Titolo di Dottore di Ricerca in Ingegneria elettronica ed informatica presso lUniversit di Napoli Federico II nel 2000. Attualmente ricercatore nel settore scientico disciplinare ING -INF05 Sistemi di Elaborazione delle Informazioni presso il Dipartimento di Ingegneria dellInformazione e Ingegneria elettrica dellUniversit degli Studi di Salerno. I suoi interessi di ricerca ricadono nellambito dellArtificial Intelligence ed, in particolare, della Evolutionary Computation e dellArtificial Life. Associate Editor della rivista internazionale Journal of Artificial Evolution and Applications (Hindawi Publishing Corporation) ed autore di oltre 80 articoli su prestigiose riviste internazionali e comunicazioni a conferenze internazionali. Salvatore De Pasquale Professore associato del settore scientifico-disciplinare FIS/01, Fisica Sperimentale, docente dei corsi di Fisica I e II presso la Facolt di Ingegneria dellUniversit degli Studi di Salerno e afferisce al Dipartimento di Fisica del quale membro di Giunta. E Scientific Associate presso il Centro Europeo di Ricerche Nucleari (CERN) di Ginevra dal 1986 ed Responsabile del Gruppo Collegato di Salerno dellIstituto Nazionale di Fisica Nucleare. Lattivit di ricerca scientifica del prof. De Pasquale prevalentemente rivolta al settore della fisica sperimentale nucleare e subnucleare e allo sviluppo di rivelatori di particelle per la fisica delle alte energie. Egli stato membro di numerose collaborazioni scientifiche internazionali impegnate in esperimenti di fisica delle alte energie, effettuati con lut ilizzo di acceleratori di particelle, presso i pi importanti laboratori di fisica nucleare al mondo. E autore di oltre 230 articoli scientifici, pubblicati sulle riviste di maggiore prestigio nel settore della fisica subnucleare e della strumentazione di misura nucleare e subnucleare. I risultati scientifici di maggiore interesse riguardano la fisica dei quark pesanti, le collisioni anelastiche di altissima energia tra elettrone e protone (deep inelastic scattering), con particolare riferimento allo studio della struttura del protone e a possibili sottostrutture dei quark e le collisioni ultrarelativistiche tra ioni pesanti.

Adriana Di Leo E docente di Storia contemporanea. E stata esercitatrice presso la Cattedra di Storia del corso di laurea in mater ie letterarie nellA.A. 1970/71, borsista negli anni A.A. 1971 -72/72-73/73-74, assistente ordinaria dal 1/11/1974, presso il corso di laurea in Scienze Politiche dellUniversit di Salerno, professore associato dal 1982. Attualmente professore ordinario presso la Facolt dIngegneria. Ha pubblicato monografie e numerosi saggi e a curato la pubblicazione di volumi collettanei. Nel 1974 membro del Consiglio Direttivo del Centro Studi per la Storia del Mezzogiorno, socio fondatore nel 1975 dellIstituto per le ricerche di storia sociale e religiosa di Vicenza e dellAssociazione per la storia sociale del Mezzogiorno e dellArea mediterranea di Potenza. E stata tra i proponenti del dottorato di ricerca in Storia dellIndustria. Membro di commissioni d i concorso, ha contribuito al recupero di notevoli beni culturali: biblioteca Ventimiglia, inediti di Giuseppe Maria Galanti, beni archivistici e librari nelle zone terremotate del 1980 (medaglia doro collettiva del Presidente della Repubblica ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dellArte). Dallanno accademico 2004-2005 ha partecipato a convegni nazionali ed internazionali, ha promosso seminari sperimentali, organizzato e pubblicato il convegno LIngegneria e la sua storia (12 -13 dicembre 2006). Ha introdotto e curato il lavoro Confini di ricerca (2005). Tra i suoi saggi pi recenti: La nascita dellordine degli ingegneri: tutela del titolo ed evoluzione del ruolo (1923-1950) e La risorsa mineraria dAltavilla Irpina:ruolo internazionale ed esperie nze dei minatori (1930-1960),entrambi del 2006.Ha pubblicato nel 2007 la monografia Aspetti di storia dellingegneria tra fascismo e democrazia. Flavio Giannetti E nato a Siena il 25/03/1973. Nel 1996 ha conseguito con lode la Laurea in Matematica presso lUniversit degli Studi di Siena, e nel 2003 il Ph.D. in Applied Mathemathics and Theoretical Physics presso il Department of Applied Mathematics and Theoretical Physics (DAMTP) dell Universit di Cambridge (UK). Attualmente ricercatore, nel settore di Fluidodinamica, presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica dellUniversit degli Studi di Salerno. I suoi interessi di ricerca si incentrano sui vari aspetti del moto dei fluidi e sulle tecniche numeriche che vengono usate per il loro studio. In particolare, la sua attivit principale rivolta ad una migliore comprensione delle caratteristiche delle instabilit fluidodinamiche e del ruolo da esse svolto nel processo di transizione alla turbolenza. Liberata Guadagno nata a Salerno nel 1960 e laureata in Chimica presso lUniversit degli Studi di Napoli Federico II presta servizio in qualit di ricercatore confermato presso la Facolt di Ingegneria dellUniversit di Salerno dal 1996. La sua attivit di ricerca incentrata sullo studio delle correlazioni tra propriet chimico-fisiche, struttura, morfologia e durabilit di sistemi macromolecolari a differenti architetture organizzative (film e fibre di polimeri semicristallini e mesofasici). Attualmente, in collaborazione con lAlenia Aeronautica sta sviluppando sistemi self-healing per la formulazione di materiali destinati alla progettazione di veicoli aeronautici. I risultati di tale ricerca hanno portato alla produzione di diversi brevetti. La dott.ssa Guadagno , inoltre, autrice di numerosi articoli su riviste a rilevanza internazionale. Domenico Guida Nato a Salerno il 7 gennaio 1960. Coniugato con tre figli. Risiede a Battipaglia (SA). Laureato in Ingegneria Meccanica col massimo dei voti. Dal 2001 professore ordinario presso la Facolt di Ingegneria di Salerno dove insegna Dinamica dei Sistemi Meccanici. Le ricerche hanno riguardato le vibrazioni indotte dall'attrito, la lubrificazione fluidodinamica, la dinamica dei rotori, il progetto di innovativi attuatori piezoelettrici nonch aspetti teorici legati alle moderne tecniche d'identificazione. autore di ottanta pubblicazioni scientifiche. Dal 2004 l'attivit scientifica stata rivolta, principalmente, allo studio di problematiche tecnico-scientifiche relative a progetti di sviluppo industriale, realizzati in collaborazione con imprese private che operano nei settori: automotive, elettromedicale, automazione industriale e nautico. Nel corso di tali attivit sono stati prodotti diciannove reports tecnico-scientifici. stato valutatore di innumerevoli progetti di intereresse industriale finanziati dal Ministero dellIndustria e di progetti di ricerca di base finanzianti dal Ministero della Ricerca. Maurizio Guida Nato a Napoli nel 1948. Nel 1974 si laureato con lode in Ingegneria Meccanica presso l'Universit degli Studi di Napoli Federico II. Attualmente professore ordinario, nel settore Statistica per la Ricerca Sperimentale e Tecnologica, presso il Dipartimento di Ingegneria dellInformazione ed Ingegneria Elettrica dellUniversit degli Studi di Salerno. In precedenza stato Dirigente di Ricerca del CNR presso lIstituto Motori di Napoli, dove ha diretto il Reparto di Statistica ed Affidabilit. I suoi interessi di ricerca sono nellambito dellAnalisi dell Affidabilit e Disponibilit di Sistemi e dellInferenza e Decisione Bayesiana. autore di oltre 40 lavori pubblicati sulle principali riviste internazionali nel settore dell'Affidabilit e della Statistica Applicata all'Ingegneria ed ha presentato numerose comunicazioni a convegni internazionali anche come conferenziere invitato.

Iannone Raffaele Nato a Salerno il 25 aprile 1974, si laureato con lode in ingegneria meccanica presso lUniversit degli Studi di Salerno discutendo una tesi dal titolo Proposta di unarchitettura software per la gestione della produzione in aziende di piccole dimensioni operanti in regime ATO. Dal 2001 collabora allattivit di ricerca del gruppo di Impianti Industriali Meccanici presso il Dipartimento di Ingegneria Mecca nica dellUniversit degli Studi di Salerno. Ha partecipato ai progetti PRIN sulla quick response denominato WILD (2001) e WILDII (2002). Nel triennio 2001/2004 ha svolto il dottorato di ricerca in Ingegneria dei Sistemi Produttivi Avanzati presso lUniv ersit degli Studi di Salerno, conseguendo il titolo di dottore di ricerca con la tesi dal titolo Tecniche avanzate per la gestione di catene e network di fornitura in contesti manifatturieri. Dal 2005 ricercatore presso la Facolt di Ingegneria dellUniversit degli Studi di Salerno. Nel 2006 stato docente ufficiale del corso di Gestione degli Impianti Industriali del Corso di Laurea di Ingegneria Meccanica. Nel 2008, a seguito della valutazione dellattivit svolta, ha ottenuto la conferma nel ruolo di ricercatore. I suoi interessi scientifici riguardano principalmente lottimizzazione dei processi produttivi mediante tecniche di simulazione, i sistemi ERP ed il supply chain management. Gerardo Iovane Nato a Salerno (SA), il 5 maggio 1972. Ha conseguito la Laurea con lode in Fisica nel 1996, il titolo di Dottore di Ricerca in Fisica nel 2000 trascorrendo parte significativa del dottorato presso i Laboratori Internazionali del CERN di Ginevra, nel 2005 ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Matematica, nel 2007 il titolo dellIstituto Alti Studi per la Difesa. Nel 2002 ricercatore universitario nel settore di Fisica Matematica e dal 2005 professore associato, nel settore Analisi Matematica, presso il Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione e Matematica Attualmente i suoi interesse scientifici si focalizzano sui Metodi e Modelli Matematici applicati alle scienze esatte con particolare riferimento ai temi legati allo studio dei Sistemi Dinamici, della Complessit, della Sicurezza e della Biometria con nuove metodologie informatiche di image processing. E autore di circa centocinquanta articoli scientifici su riviste internazionali, libri, saggi e contributi a conferenza. E stato Direttore Scientifico prima e Direttore Generale poi d el Centro di Ricerca CEMSAC; editore di diversi Riviste Scientifiche Internazionali. E Esperto Scientifico presso il Ministero dellUniversit e della Ricerca e presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali responsabile di diversi progetti di ricerca nazionali sulla Sicurezza; , inoltre, Consigliere Scientifico del Comandante del C4 (Comando Controllo Comunicazioni e Computer) della Difesa, membro dellOsservatorio Nazionale sulla Sicurezza (OSN) presso il CeMiSS del Centro Alti Studi Difesa (CASD), membro del Comitato Scientifico del Centro Alti Studi per la Lotta al Terrorismo e alla Violenza Politica (Ce.A.S.), Rappresentante Nazionale alla NATO (per l RTA - Research and Technology Agency) per i Task Group: TG 50 NATO HLA Working Group e TG 51. Alfredo Lambiase Professore Ordinario di Impianti Industriali presso la Facolt di Ingegneria dellUniversit di Salerno, Dipartimento di Ingegneria Meccanica (dal 1994). Direttore dellIndustrial Liaison Office di Ateneo; Pre sidente della Commissione Spin Off di Ateneo; Componente del Comitato Tecnico Scientifico del Consorzio Osservatorio dellAppennino Meridionale; Presidente della Commissione Didattica Paritetica della Facolt di Ingegneria. Componente del Comitato Scientifico di riviste nazionali ed internazionali. Autore di pubblicazioni nazionali ed internazionali in atti di convegni e su riviste. Responsabile di progetti di ricerca finanziati dal MURST, dal CNR, dalla Regione Campania e dallUniversit di Salerno. Le attivit di ricerca sono state condotte principalmente nelle seguenti aree: Aspetti tecnicoeconomici nellautomazione di processi industriali manifatturieri; Simulazione di processi industriali manifatturieri; Sistemi di visione in ambienti industriali non strutturati; Ottimizzazione di tempi, costi e qualit nella gestione di sistemi industriali complessi; Impiego di costi parametrici per la stima dei costi di impianto; Manutenzione di impianti industriali; Programmazione e controllo della produzione in ambienti produttivi complessi; Analisi ergonomica con strumenti di Digital Factory; Applicazione della Digital Factory per lottimizzazione di attivit produttive; Applicazione della Realt Virtuale nello sviluppo prodotti e nellorganizzazione della produzi one; Applicazione della Realt Virtuale per lottimizzazione della logistica. Paolo Luchini 1980: laurea con lode in Ingegneria Elettronica (Universita` di Napoli). 1983: ricercatore nel gruppo di Fluidodinamica (Universita` di Napoli). 1992: professore associato di Fluidodinamica (Universita` di Napoli). 1994: professore ordinario di Gasdinamica (Politecnico di Milano). 2000: professore ordinario del settore Fluidodinamica (Universita` di Salerno). Autore o coautore di 56 articoli scientifici su riviste recensite internazionalmente, di numerose presentazioni a congressi internazionali e di un libro dal titolo "Undulators and Free-Electron Lasers" per la Oxford University Press. Ha tenuto 10 conferenze su invito a congressi internazionali, tra cui il Workshop on Breakdown to Turbulence and its Control (Isaac Newton Institute, Cambridge, March 22-31 1999), l'ERCOFTAC Workshop on Adjoint Methods (Toulouse, 2123 June 1999), e la 4th EUROMECH Fluid Mechanics Conference (Eindhoven 19-23 November 2000). E` regolarmente consultato come revisore dalle piu' prestigiose riviste scientifiche nel settore della fluidodinamica, e dal gennaio 1999 e` associate editor dell'European Journal of Mechanics B/Fluids. Collabora con molteplici universita' e

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centri di ricerca italiani ed esteri, ed e` stato in piu' occasioni invitato presso l'Universita` di Oxford negli anni 1984-87, presso il Politecnico di Losanna negli anni 1995-97 e presso l'Istituto di Meccanica dei Fluidi di Tolosa negli anni 19982003. I suoi interessi di ricerca hanno spaziato sia nella fluidodinamica che nell'elettrodinamica, con un'ampia gamma di approcci analitici e numerici; oggi si concentrano sulla propagazione e la ricettivita` di instabilita` fluidodinamiche e sulla statistica ed il controllo della turbolenza di parete. Francesca Michelino Ricercatore nel settore Ingegneria Economico-Gestionale presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica dellUniversit degli Studi di Salerno. I suoi interessi di ricerca ricadono nellambito di: supply chain man agement e cambiamento organizzativo (si analizza limpatto delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione sullorganizzazione, sui processi aziendali e sulle relazioni inter -impresa), logistica distributiva (si affronta il tema dellintegrazione logistica verticale, con particolare riferimento al settore dei beni di largo consumo), organizzazione per processi (si analizzano i modelli organizzativi orizzontali per lappiattimento della gerarchia, con particolare riferimento ai meccanismi di coordinamento intra- ed inter-unit, quali lavoro in team, utilizzo di obiettivi di performance comuni ed orientamento al cliente interno ed esterno), processo di sviluppo nuovi prodotti (si analizza il coinvolgimento dei fornitori nello sviluppo prodotto per prodotti complessi, si analizzano le strategie di outsourcing e lorganizzazione delle relazioni cliente -fornitore). socio ordinario della Associazione italiana Ingegneria Gestionale (AiIG), e membro della European Operation Management Association (EurOMA). autore di oltre 30 articoli su riviste nazionali ed internazionali e comunicazioni a conferenze nazionali e internazionali. Caterina Miraglia Nata a Napoli il 29.01.1951, laureata in Giurisprudenza presso l'Universit degli studi di Napoli nel 1974 con voti 110/110 e lode, diplomata presso la Scuola di Perfezionamento in Diritto Civile dell'Universit di Napoli nel 1977 con voti 70/70 e lode, diplomata in lettura di testi giuridici in lingua tedesca presso il Goethe Institut di Napoli in data 14 giugno 1977, iscritta all'Albo degli Avvocati della Provincia di Napoli dal 25.10.1978. E professore di prima fascia per il settore scientifico disciplinare N01X (diritto privato) dal 09.09.1986. Dall'anno accademico 1999-2000, titolare della cattedra di Istituzioni di Diritto Privato presso la Facolt di Giurisprudenza dell'Universit di Salerno e dall'anno accademico 1997 titolare dell'insegnamento di "Diritto privato dell'economia" presso la medesima Facolt ed stata titolare dell'insegnamento di "Nozioni giuridiche fondamentali" fino all'anno accademico 2000-2001. Coordinatore Scientifico del progetto "CAMPUS ONE", componente del Consiglio di Amministrazione dell'E.DI.SU. (Ente per il Diritto allo Studio) di Salerno. componente del comitato costituente dell'Osservatorio Informatico Giuridico del Dipartimento di Studi Internazionali dell'Universit di Salerno. co-fondatore del "CENTRO INTERUNIVERSITARIO OSSERVATORIO GIURIDICO SULLA CRIMINALITA ECONOMICA". componente del Collegio del Dottorato di Ricerca in Diritto internazionale e diritto interno e internazionale nonch tutor di vari dottorandi. fondatore nel 2002 e responsabile scientifico della collana dei "Quaderni del Dipartimento di Studi Internazionali. Salvatore Miranda Laureato con lode in Ingegneria Meccanica presso lUniversit di Salerno nel 1997, ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Tecnologie dei Materiali ed Impianti Industriali presso lUniversit degli Studi di Napoli Federico II nel 2002, discutendo la tesi: Politiche e strumenti innovativi per la gestione della manutenzione nelle imprese industriali. Abilitato allesercizio della professione di Ingegnere dal 1999; iscritto dallo stesso anno allAlbo dellOrdine della Provincia di Salerno. Membro delle associazioni ANIMP (Associazione Nazionale Impiantistica Industriale), AIMAN (Associazione Italiana Manutenzione) e AILOG (Associazione Italiana di Logistica e SCM). Dal 1 novembre 2002 Ricercatore (SSD ING-IND/17, Impianti Industriali Meccanici) presso la Facolt di Ingegneria dellUniversit degli Studi di Salerno; dal 1 novembre 2005 confermato in tale ruolo. La sua attivit scientifica, testimoniata da oltre 30 pubblicazioni scientifiche su atti di convegni e su riviste nazionali ed internazionali, nonch dalla partecipazione a numerosi progetti di ricerca (Ateneo ex-60%, PRIN, Legge 5 e Misura 3.17 Regione Campania), ha riguardato principalmente temi inerenti la gestione della produzione e della manutenzione industriale, la gestione dei progetti, lautomazione dei processi industriali manifatturieri, la gestione della supply chain, il reengineering dei processi aziendali, linnovazione di processo e di prodotto. Alessandro Naddeo Nato a Salerno il 30/03/1975. Laureato con il massimo dei voti in Ingeg neria Meccanica nel 1999 presso lUniversit degli Studi di Salerno, con tesi svolta presso ELASIS S.c.p.A. (Sistema ricerca FIAT) e vincitrice del Premio ATA (Associazione Tecnica dellAutomobile). Dal 1999 al 2002, stato collaboratore alla ricerca pres so il Dip. di Ing. Meccanica dellUniversit di Salerno con Borsa di studio. Dal 2001 al 2002 e stato impiegato presso Elasis S.c.p.A. nellente di Metodologie di Sviluppo Prodotto. Dal Dicembre 2002 Ricercatore del S.S.D. ING -ING/15 (Disegno e Metodi dellIngegneria) presso la Facolt di Ingegneria dellUniversit di Salerno. Docente degli insegnamenti del Settore di afferenza per i corsi di Laurea in Ing. Meccanica, Ing. Chimica e Ing. Edile-Architettura. E' stato chairman ed editor in numerose Conferenze internazionali ed reviewer per Riviste e Conferenze internazionali. I suoi interessi di ricerca ricadono nellambito dei Metodi di progettazione per lingegneria industriale con particolare riferimento ai

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metodi di progettazione non-standard (Logica Fuzzy, Axiomatic Design, AHP, Entropia Informazionale) e dei metodi e strumenti di Virtual Prototyping con applicazioni meccaniche e biomediche; e autore di oltre 50 pubblicazioni su riviste internazionali, testi di studio e in Convegni Internazionali. Gaetano Salvatore Palazzo Nato il 29/10/1950, si laureato con lode a Napoli presso la Facolt di Ingegneria Federico II, dove ha svolto ricerche presso gli Istituti di Tecnologie e di Meccanica Applicata. Nel 1986 ha preso servizio come tecnico laureato presso lIstituto di Ingegneria Meccanica della Facolt di Ingegneria dell'Universit di Salerno. Nel 1994 ha vinto il concorso interno nazionale, per titoli e per esami, di Coordinatore Tecnico. Dal 1/11/2000 professore associato di Tecnologie e Sistemi di Lavorazione presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica della Facolt di Ingegneria dellUniversit di Salerno. E coordinatore di un progetto di ricerca Interlink, fa parte della commissione scientifica n. 9 di Ateneo per la valutazione dei progetti ex 60%, fa parte della commissione di Dipartimento per la sicurezza. La sua attivit di ricerca riguarda principalmente i settori seguenti: Materiali Compositi non Convenzionali; Trattamenti Superficiali e Termici su Leghe Leggere; Materiali Amorfi; Usura degli Utensili da Taglio. Roberto Palmieri Ha conseguito la Laurea in Ingegneria Meccanica presso lUniversit degli Studi di Napoli Federico II, e nel 1973 ha vinto una borsa di studio in Ingegneria Meccanica. Attualmente professore associat o, nel settore Tecnologie delle Lavorazioni, presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica dellUniversit degli Studi di Salerno. I suoi interessi di ricerca ricadono nellambito del Controllo Statistico di Processo. coordinatore scientifico di numer osi progetti di ricerca aziendali nazionali ed internazionali. Michele Pappalardo Ha conseguito la laurea "magna cum laude" in Ingegneria Meccanica nell'anno accademico 1965/66 presso l'universit di Napoli. Dal 1967 stato docente (assistente ordinario) di Gasdinamica presso l'Universit di Napoli. Attualmente Professore Ordinario del Settore ING-IND/15 e titolare dei corsi di Disegno di Macchine, Fondamenti e metodi della Progettazione Industriale e Grafica Computazionale Tecnica presso il Corso di Laurea in Ingegneria Meccanica dell'Universit degli Studi di Salerno. E' membro dei Comitati Scientifici e dei Comitati Organizzativi di diverse Conferenze Internazionali come IPMM (Canada), AMME (Poland), IMC (Ireland), ADM, ATA (Italia), ed altri. E' attualmente responsabile del Laboratorio di Applicazioni CAD/CAE e del Laboratorio di Prototipazione Rapida e Virtuale presso l'Universit di Salerno. Dirige un Gruppo di Ricerca costituito da professori ordinari, associati, ricercatori e dottorandi di ricerca, oltre a laureati a contratto. Il Gruppo di Ricerca del Prof. Pappalardo approfondisce i temi relativi alle Applicazioni di Prototipazione Virtuale nella Progettazione Industriale, alle Metodologie di Sviluppo Prodotto, alla Prototipazione Rapida per Applicazioni Meccaniche e Bio-Meccaniche, ai Metodi di Ottimizzazione nelle Applicazioni Industriali, all'uso di Logiche non Standard (Fuzzy, Reti Neurali, Entropia Informazionale ed altro) per la Progettazione Industriale, alle applicazioni CAD/CAE avanzate, allo Sviluppo di periferiche VR ed all'Analisi delle Informazioni. Su queste tematiche collabora con gruppi internazionali di ricerca ed e autore oltre 90 Lavori Scientifici presentati in varie conferenze internazionali, molti dei quali sono stati pubblicati su Libri o su riviste scientifiche internazionali. Il prof. Pappalardo ha progettato e collaudati vari impianti industriali, ha avuto, ed ha in corso, collaborazioni nell'ambito della progettazione e dell'innovazione tecnologica con varie industrie pubbliche e private (fra cui la FIAT e GM), con centri Bio-medici (Facolt di Medicina dell'Universit di Napoli) e con Centri di Ricerche. Nicola Pasquino E ricercatore universitario confermato presso la Facolt di Ingegneria dellUniversit di Salerno. Lau reato in Ingegneria Meccanica presso lUniversit degli Studi di Salerno, successivamente ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Ingegneria Meccanica presso lUniversit degli Studi di Napoli Federico II con una tesi di dottorato su: Modelli per la Gestione delle Funzioni di Negoziazione all'interno Supply Chain. Durante il suo periodo di formazione ha trascorso pi di un anno negli Stati Uniti dAmerica presso il Computer Manufacturing Lab dellUniversity of Maryland approfondendo le tematiche riguardanti lottimizzazione dei sistemi manifatturieri e raggiungendo un ottimo livello nella comprensione e nellutilizzo della lingua inglese sia scritta che parlata. E stato relatore di numerose tesi di laurea, ha presentato e pubblicato diversi lavori a conferenze, nazionali ed internazionali, ha partecipato alla stesura di due capitoli di un libro in pubblicazione da un editore internazionale ed ha tenuto diversi seminari presso scuole di specializzazione, enti di formazione, ed istituti universitari internazionali. Ha partecipato attivamente ai progetti ministeriali PRIN 05, 06 e 07, ed al consorzio internazionale interuniversitario CoDeSNet oltre che a progetti con Enti Pubblici quali ASL e Provincia ed aziende private per lapplicazione dei model li teorici di negoziazione sviluppati. Svolge attivit di ricerca nel settore delle Tecnologie con particolare interesse verso le tecniche di gestione della produzione mirata alla mass customization, la gestione delle negoziazioni in ambito Supply Chain, lottimizzazione dei processi produttivi tramite limpiego di tecnologie innovative e la prototipazione rapida tramite sinterizzazione. Raimondo Pasquino

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Nato il 26 agosto 1943; si laureato nel 1969 a Napoli in Ingegneria Aereonautica. Ha iniziato l'attivit universitaria nel 1970 presso lIstituto di Tecnologie della Facolt di Ingegneria dell'Universit di Bari, ove stato borsista, poi assistente incaricato, assistente ordinario e, dal 1972-73, professore incaricato stabilizzato di Tecnologie meccanic he. E stato uno dei fondatori della Facolt di Ingegneria di questa Universit. Dal 1991 Professore ordinario di Tecnologia Meccanica ed ha tenuto linsegnamento di titolarit per gli allievi del Corso di Laurea in Ingegneria Meccanica e, per supplenza, quello di Tecnologie Speciali. E membro affiliato allASME. E stato Preside della Facolt di Ingegneria dallA.A. 96/97 e componente della Giunta di Presidenza del Collegio dei Presidi di Ingegneria. E Rettore dellAteneo di Salerno dal I novembre 2001. Lattivit di ricerca svolta riguarda principalmente i seguenti filoni di ricerca: Misure di profili di superfici a geometria complicata, Metalli amorfi, Usura degli utensili da taglio. Arcangelo Pellegrino Laureato in Ingegneria Meccanica nella.a. 197 9-80 allUniversit di Napoli. Sino al 1987 ha svolto attivit professionale nella progettazione d'impianti industriali e fornitura di knowhow per l'industria privata. Dal 1988 al 2001 stato funzionario tecnico presso l'Istituto di Ingegneria Meccanica dell'Universit di Salerno, dove ha curato prima il Laboratorio Prove Materiali e successivamente il Laboratorio di Grafica Computazionale. Dal Luglio 2001 ricercatore del settore Disegno e Metodi dellIngegneria Industriale al DIMEC Dipartimento di Inge gneria Meccanica dell'Universit di Salerno. L'attivit scientifica si svolge nei seguenti settori d'interesse: ottimizzazione delle traiettorie nel CAM mediante curve interpolanti, sintesi delle tolleranze, analisi delle immagini, progettazione meccanica, metodi di progettazione, logica Fuzzy, prototipazione rapida. E titolare di un brevetto. Cesare Pianese E nato nel 1961. Laureato con lode in Ingegneria Meccanica presso l'Universit Federico II di Napoli; ha lavorato (1987/88) presso il Centro Ricerche Fiat, ha conseguito (1989/90) con onori il Diploma Course in fluidodinamica presso il von Karman Institute (Belgio) e nel 1992 il titolo di Dottore di Ricerca. Attualmente professore ordinario nel settore Macchine a Fluido presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica dellUniversit degli Studi di Salerno. I suoi interessi di ricerca riguardano i motori automobilistici, i sistemi di propulsione ibridi e le celle a combustibile. autore di oltre 100 lavori scientifici pubblicati sia su riviste internazionali sia in atti di congressi internazionali. coordinatore scientifico di numerosi progetti di ricerca anche in collaborazione con enti di ricerca stranieri. Joseph Quartieri E Professore Ordinario di Fisica Sperimentale presso la Facolta di Ingegneria dellUniversita di Salerno. E co/autore di centinaia di pubblicazioni su riviste internazionali. Ha insegnato o insegna Fisica I, Fisica II, Elettronica Quantistica, Complementi di Matematica , Probabilita e Statistica, Analisi dei Dati Fisici per lIngegneria, Ottica e Acustica, Fisica Medica, etc. nelle Facolta di Ingegneria e Medicina (Universita di Napoli Federico II, Roma Tor Vergata, ed (oggi) Salerno). In questultima stato anche Consigliere di Amministrazione. E componente della Commissione Disabilit dellAteneo di Salerno da oltre otto anni. Gi componente della Giunta Disabilit dellAteneo di Salerno. E Delegato alla Disabilita per la Facolta di Ingegneria. Gi responsabile della collaborazione con lUniversita di Kangnung in Korea. Gi responsabile delle ricerche teoriche e sperimentali espletate dal Gruppo dei Fisici di Ingegneria in Fisica Subnucleare. Attualmente responsabile del Settore Fisica Ingegneria. E Tecnico Competente in Acustica Ambientale della Regione Campania. Docente presso la Facolta di Medicina a Salerno. Componente della Commissione Didattica e Paritetica della Facolta di Ingegneria dellAteneo di Salerno. Gia Docente presso Facolta di Medicina della II Universit di Napoli. E membro della colla borazione ENVIRAD_SPLASH per il monitoraggio sul territorio nazionale dei livelli di Radon. Carlo Renno professore associato del settore scientifico-disciplinare Fisica tecnica Industriale, nato nel 1969 a Napoli, ove nel 1996 si laureato in Ingegneria Meccanica. Svolge la sua attivit di ricerca nel campo della termodinamica applicata e della trasmissione del calore, con particolare attenzione alla tecnica del freddo. Nellambito della tecnica del freddo si interessato allo studio degli impianti operatori a compressione di vapore, oggetto sia di indagini sperimentali che analitico-numeriche. I principali argomenti di ricerca sviluppati sono: valutazione delle prestazioni energetiche e dellimpatto ambientale dei fluidi refrigeranti; modellistica d ei componenti di un impianto operatore; ottimizzazione energetica di impianti operatori a compressione di vapore; determinazione di sistemi innovativi capaci di controllare la capacit frigorifera di un impianto a compressione. Ha partecipato a numerosi progetti di ricerca. Lattivit scientifica testimoniata da circa 30 articoli pubblicati sia su riviste internazionali che su atti di convegni internazionali. Stefano Riemma E nato a Napoli il 22 marzo 1964, si laureato con lode, in 5anni in ingegneria meccanica. E stato responsabile di produzione in unazienda Aeronautica di rilevanza nazionale. Nel 1997 ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Impianti Industriali. Dal 1994 al 1997 ha tenuto per contratto, presso lAteneo del Sannio, il cors o di Sistemi di Produzione Automatizzati, nel periodo 1997-99 ha tenuto per contratto,presso lAteneo di Salerno, linsegnamento di Impianti Industriali. Nel 1998 ha preso servizio presso lUniversit degli studi di Salerno in qualit di professore associato. Nel 2002 ha vinto il concorso per posto di professore ordinario ed ha preso servizio presso lo stesso Ateneo

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salernitano in qualit di professore straordinario. Dal 2005 professore ordinario. E titolare dei corsi di Gestione degli Impianti Industriali e di Gestione della Produzione. E responsabile scientifico di numerose convenzioni di ricerca con aziende private su temi di specifico interesse industriale. E autore di oltre 60 articoli di ricerca sui temi della gestion e della produzione e dellautomazione dei processi manifatturieri; i risultati dellattivit di ricerca sono pubblicati su riviste internazionali quali International Journal of Production Research, International Journal of Flexible Manufacturing Systems, International Journal of Computer Integrated Manufacturing.E socio APICS, POMS, ANIMP e INFORMS Gianfranco Rizzo Nato a Napoli nel 1952. Laurea con lode in Ing. Meccanica, Univ.di Napoli (1975). Ha lavorato presso FIAT (1977), Istituto Motori CNR (1978-81), Univ. di Napoli (1982-92) ed Univ.di Salerno (1992-). Prof.Ordinario nel settore IND/ING08 dal 2000. Ha prodotto oltre 100 lavori scientifici, su controllo, sperimentazione e modellistica dei motori a combustione interna, sul progetto ottimizzato di sistemi energetici e turbomacchine, sugli impianti eolici ed ibridi, sui veicoli ibridi e solari, sulla modellistica e gestione ottimale delle risorse naturali. Autore di testi didattici multimediali ed on-line su macchine e sistemi energetici. Chair della Technical Committee IFAC (International Federation of Automatic Control) "Automotive Control". Best Paper Award allAVEC04 Conference, Arnhem, NL. Membro della IPC, Chairman e Associated Editor di numerosi congressi internazionali. Coordinatore scientifico di progetti europei, di progetti nazionali PRIN, di progetti regionali e di numerosi progetti con lindustria. Presidente Associazione Musicateneo. Alessandro Ruggiero E nato a Salerno il 10 Marzo 1971. Si laureato con lode in Ingegneria Meccanica presso l'Universit degli Studi di Salerno nel marzo 1996. Nello stesso anno ha conseguito l'abilitazione alla professione di ingegnere. Dal 1997 al 1999 ha frequentato il corso di Dottorato di Ricerca in Tribologia (XIII ciclo -Universit di Pisa-). Dal 1/11/1999 al 3/2/2005 stato in servizio in qualit di Ricercatore Universitario presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica dellUniversit degli Studi di Salerno (dal dicembre 2001 confermato nel ruolo dei Ricercatori). Dal 3/2/2005 ad oggi Professore Associato (SSD ING-IND/13) presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica dellUniversit degli Studi di Salerno. Eautore di pi di 60 pubblicazioni scientifiche di livello internazionale sui temi della lubrificazione di sistemi meccanici, engine friction, dinamica dei rotori, controllo delle vibrazioni e del rumore, biomeccanica. Saverio Salerno E nato a Roma il 20 luglio 1953. Ha conseguito la Laurea in Matematica con lode presso l'Universit di Pisa nel 1974. Ha conseguito, inoltre, il Diploma in Matematica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Dal 1978 professore incaricato presso la Facolt di Scienze dell'Universit di Salerno; professore associato di Analisi Matematica presso la Facolt di Ingegneria dell'Universit di Salerno dal 1983, professore straordinario di Analisi Matematica dal 1987 e professore ordinario di Ricerca Operativa dal 2001 presso la suddetta Universit. autore di circa novanta lavori e quattro volumi pubblicati per la maggior parte su riviste internazionali su argomenti di Teoria dei Numeri, Analisi Matematica, Matematica Applicata e Informatica Direttore del Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione e Matematica Applicata dellUniversit di Salerno. Attualmente, svolge e coordina attivit di ricerca di base e applicata anche in Informatica, Simulazione, Didattica e Divulgazione Scientifica, Software Matematico ed autore di numerosi lavori scientifici in tali settori. coordinatore scientifico di numerosi progetti di ricerca nazionali ed internazionali. Edoardo Scarpetta E laureato in Fisica Generale col massimo dei voti presso lUniversit di Napoli. Prima borsista di ricerca ed esercitazioni, poi ricercatore confermato di Fisica Matematica (dal 1981) presso la Facolt di Ingegneria dellUniversit di Salerno. Vincitore di concorso nazionale, dal 1999 professore associato nel SSD MAT/07 presso la suddetta Facolt. Attualmente, titolare dei corsi di Matematica III e Matematica IV nellarea didattica di Ingegneria Meccanica. Ha tenuto per supplenza vari corsi di Matematica I e Matematica II (ex Analisi matematica, Geometria). La sua attivit di ricerca si svolge principalmente nel campo della propagazione ondosa in solidi elastici danneggiati, studiando in particolare problemi di scattering con approcci analitici. E autore di una cinq uantina di lavori pubblicati quasi esclusivamente su riviste internazionali; vanta inoltre numerose comunicazioni a Congressi nazionali ed internazionali. Svolge regolarmente attivit di referee per due riviste edite dalla Elsevier. E membro da diversi anni del Gruppo Nazionale per la Fisica Matematica dellINdAM (ex CNR), ed ha costantemente partecipato ai Programmi di ricerca cofinanziati (PRIN) in varie Unit Locali. Silvia Scarpetta Laureata in Fisica con votazione 110/110 cum laude nel 1995 presso 'Universit di Napoli `Federico II''. Ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Fisica, presso l'Universit degli studi di Salerno. E ricercatrice in Fisica della Facolt di Ingegneria dell' Universit degli Studi di Salerno 2002. L'attivit scientifica della Dr. Silvia Scarpetta si e' incentrata sulle seguenti linee di ricerca: Meccanica statistica delle reti neurali e Applicazioni dei metodi della fisica teorica a problemi biologici. Architetture e algoritmi neurali, e applicazioni delle reti neurali alla discriminazione e al riconoscimento automatico di immagini satellitari.

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Adolfo Senatore ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Tribologia presso lUniversit di Pisa con una dissertazione su modelli per la stima delle perdite meccaniche in un motore a combustione interna. Afferisce al Dipartimento di Ingegneria Meccanica dellUniversit degli Studi di Salerno dal 2002, settore scientifico disciplinare ING -IND/13 Meccanica Applicata alle Macchine. I principali interessi di Ricerca riguar dano: la modellazione dellinterazione dattrito ed i meccanismi di lubrificazione nei motori a combustione interna; lanalisi teorico/sperimentale di frizioni a secco per applicazioni automotive con riferimento a trasmissioni manuali robotizzate; la dinamica dei rotori su cuscinetti fluidodinamici; lanalisi sperimentale delle vibrazioni di dischi rotanti e travi uniformi con riferimento agli effetti di irrigidimento da forza centrifuga. In particolare, l'attivit svolta ha dato luogo a circa 70 pubblicazioni scientifiche, presentate a Congressi nazionali ed internazionali o pubblicate su riviste internazionali. Partecipa a progetti di Ricerca comunitari e nazionali o convenzioni di Ricerca con enti e privati in qualit di componente o coordinatore. E memb ro della Commissione Socrates/Erasmus dellArea Didattica di Ingegneria Meccanica, nonch componente del collegio Docenti del Dottorato di Ricerca in Ingegneria Meccanica. Docente di contatto, nell'ambito del Programma Socrates/Erasmus, con le sedi: EUITI/UPM - Universidad Politcnica de Madrid (E), CTD - Univerza v Ljubljani (SLO), Universitatea Politehnica din Bucuresti (RO), EPS - Universidad de Cordoba (E), SUPSI Lugano (CH). Vincenzo Sergi E professore ordinario di Tecnologie e Sistemi di Lavorazione presso la Facolt di Ingegneria dellUniversit di Salerno nella quale titolare dei corsi di Tecnologie Generali dei Materiali e di Produzione Assistita da Calcolatore. Gi titolare della cattedra di Tecnologia Meccanica presso la Facolt di Ingegneri a dellUniversit di Roma Tor Vergata ed, in precedenza, della cattedra di Produzione Assistita da Calcolatore presso la Facolt di Ingegneria dellUniversit di Napoli Federico II. Dal 2002 coordinatore del Dottorato di Ricerca in Ingegneria Meccanica. Lattivit di ricerca si sviluppa secondo due principali direttrici: la prima riguarda la simulazione numerica ad eventi discreti per la ottimizzazione delle lavorazioni meccaniche e delle prestazioni di sistemi produttivi avanzati, mentre la seconda relativa alla ottimizzazioni di lavorazioni mediante fascio laser e loro integrazione nei sistemi manifatturieri. autore di circa 100 articoli pubblicati su riviste nazionali ed internazionali o inseriti come atti di prestigiose conferenze internazionali. Giovanni Spagnuolo E nato nel 1967. Nel 1993 ha conseguito la Laurea in Ingegneria Elettronica presso lUniversit degli Studi di Salerno, e nel 1998 il Dottorato di Ricerca in Ingegneria Elettrica presso lUniversit Federico II di Napoli. Attualme nte professore associato, nel settore Elettrotecnica, presso il Dipartimento di Ingegneria dellInformazione e Ingegneria Elettrica dellUniversit degli Studi di Salerno. I suoi interessi di ricerca ricadono nellambito dellelettronica di potenza per le fonti energetiche rinnovabili, in particolare per il fotovoltaico, e della modellistica e del controllo di celle a combustibile. Associate Editor di IEEE Transactions on Industrial Electronics, rivista per la quale anche editore di due Special Issue, ed autore di circa 100 articoli su riviste internazionali e comunicazioni a conferenze nazionali e internazionali. E responsabile di alcuni progetti di ricerca e convenzioni con aziende ed co -autore di tre brevetti internazionali. Vincenzo Tibullo E nato a Napoli il 19 dicembre 1966. Ha conseguito la Laurea con lode in Fisica nel 1994 presso l'Universit degli Studi di Napoli Federico II, e il titolo di Dottore di Ricerca in Matematica nel 2006 presso l'Universit degli Studi di Salerno. Dal 2005 Ricercatore Universitario nel Settore Scientifico Disciplinare MAT/07 (Fisica Matematica), presso il Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione e Matematica Applicata (DIIMA) dell'Universit di Salerno. I suoi interessi di ricerca ricadono nei seguenti ambiti: propagazione ondosa in presenza di cracks, soluzioni fondamentali in termoelasticit per continui micropolari, propagazione di onde acustiche in continui stratificati, problemi dinamici per miscele di continui termoelastici. E autore di 15 artico li su prestigiose riviste internazionali e comunicazioni a conferenze nazionali e internazionali. Zappale Elvira Nata a Salerno il 2 agosto 1975. Il 16 luglio 1997 ha conseguito con lode la Laurea in Matematica presso lUniversit degli Studi di Salerno, e nel 2002 il titolo di Dottore di Ricerca in Matematica, presso lUniversit degli Studi di Napoli Federico II. Dal 2000 al 2003 stata titolare di cattedra per Matematica e Fisica presso la Scuola Secondaria Superiore. Dall1 gennaio 2004 ricercato re nel settore scientifico disciplinare MAT/05 (Analisi Matematica) presso la Facolt di Ingegneria dellUniversit degli Studi di Salerno. Lattivit di ricerca si svolge prevalentemente nellambito del Calcolo delle Variazioni con particolare attenzione alle applicazioni della Matematica alla Meccanica dei Continui per quel che concerne le strutture sottili, le tecniche di omogeneizzazione per materiali compositi, i materiali non semplici e la frattura. Pi recentemente la ricerca si rivolta anche alle Equazioni alle derivate parziali ed alle problematiche dell Analisi Matematica che intervengono nei modelli di decomposizione delle immagini. Dal 2000 ha stabili rapporti scientifici con il Center for Nonlinear Analysis della Carnegie Mellon University di Pittsburgh (PA)

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USA. autrice di articoli su riviste internazionali e tiene comunicazioni a conferenze nazionali e internazionali. Partecipa a progetti di ricerca nazionali ed internazionali. Francesco Zirpoli Si laureato in Economia e Commercio presso l'Universit degli Studi di Napoli Federico II nel 1994. Ha conseguito nel 1998 il titolo di Master of Philosophy in Management Studies presso l'Universit di Cambridge, U.K. e, nel 2000, il titolo di Dottore di Ricerca in Economia Aziendale presso l'Universit degli Studi di Napoli Federico II. Attualmente Ricercatore presso il DIMEC dell'Universit di Salerno dove ha lavorato come cultore della materia dal 1997 e assegnista di ricerca dal 1999. I suoi interessi di ricerca sono incentrati sullo sviluppo prodotto, sulle relazioni clientefornitore e sulle strategie di make or buy. autore su tali temi di numerose pubblicazioni apparse su riviste nazionali ed internazionali.

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CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA GESTIONALE


L9 del D.M. 270/2004 ex Classe 10 del D.M. 509/1999 Lauree in Ingegneria Industriale

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Corso di Laurea Triennale in Ingegneria Gestionale


Classe delle Lauree10 in Ingegneria Industriale: Durata 3 anni

Percorso UNICO
1Anno Semestre I I I I I-II II II II TOT Crediti 9 6 6 6 12 6 6 9 60 Disciplina Matematica I Fondamenti di Informatica Chimica Economia ed Organizzazione Aziendale Fisica Tecnologie Generali dei Materiali Disegno Matematica II

2Anno Semestre I I I I I I II II II II II Crediti 6 3 3 6 6 6 6 6 6 6 6 60 Disciplina ELETTROTECNICA 1 BASI DI DATI SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI SISTEMI E PROCESSI DI PRODUZIONE GESTIONE DEGLI IMPIANTI INDUSTRIALI FISICA TECNICA MECCANICA DEI FLUIDI SISTEMI DI CONTROLLO DI GESTIONE MACCHINE E SISTEMI ENERGETICI IMPIANTI INDUSTRIALI FONDAMENTI DI MECCANICA APPLICATA

3Anno Semestre I I I I I I II II II II Crediti 3 3 6 6 6 6 6 6 3 3 Disciplina SICUREZZA DEGLI IMPIANTI INDUSTRIALI LOGISTICA INDUSTRIALE RICERCA OPERATIVA TECNOLOGIE E PROCESSI DI LAVORAZIONE MATEMATICA 3 N. 1 MATERIA A SCELTA da 6 CFU* MARKETING E DISTRIBUZIONE COSTRUZIONE DI MACCHINE N. 1 MATERIA A SCELTA da 3 CFU* LINGUA INGLESE

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II II

6 3 60

TIROCINIO PROVA FINALE

MATERIE A SCELTA (^)


TABELLA "A" (moduli da 3 crediti) MISURE MECCANICHE ENERGETICA TABELLA "B" (moduli da 6 crediti) ELETTROTECNICA 2 INNOVAZIONE E SVILUPPO PRODOTTI

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Corso di Laurea Triennale in Ingegneria Gestionale


Elenco dei Corsi
Basi di Dati..................................................................................................................................... 21 Chimica .......................................................................................................................................... 23 Costruzione di Macchine ............................................................................................................... 25 Disegno .......................................................................................................................................... 28 Economia ed Organizzazione Aziendale ....................................................................................... 30 Elettrotecnica 1 .............................................................................................................................. 32 Elettrotecnica II .............................................................................................................................. 34 Energetica....................................................................................................................................... 36 Fisica .............................................................................................................................................. 38 Fisica Tecnica ................................................................................................................................ 41 Fondamenti di Informatica ............................................................................................................. 44 Fondamenti di Meccanica Applicata.............................................................................................. 46 Gestione degli impianti industriali ................................................................................................. 48 Impianti Industriali ......................................................................................................................... 50 Innovazione e Sviluppo Prodotto ................................................................................................... 52 Logistica Industriale ....................................................................................................................... 54 Macchine e Sistemi Energetici ....................................................................................................... 56 Marketing e Distribuzione ............................................................................................................. 58 Matematica I .................................................................................................................................. 60 Matematica II ................................................................................................................................. 64 Matematica III ................................................................................................................................ 67 Meccanica dei Fluidi ...................................................................................................................... 69 Misure Meccaniche ........................................................................................................................ 71 Ricerca Operativa ........................................................................................................................... 73 Sicurezza degli Impianti Industriali ............................................................................................... 76 Sistemi di Controllo di Gestione .................................................................................................... 78 Sistemi e Processi di Produzione ................................................................................................... 80 Sistemi Informativi Aziendali ........................................................................................................ 82 Tecnologie e Processi di Lavorazione ........................................................................................... 84 Tecnologie Generali Dei Materiali ................................................................................................ 86

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Basi di Dati
Cds: Ingegneria Informatica Anno: I Docente: Prof. Giuseppe LIETO Semestre: II Integrato: con Sistemi Informativi Codice: 0610700039 Propedeuticit: Fondamenti di Informatica SSD: ING-INF/05 Crediti: 3 Tipologia: Caratterizzante

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira allapprendimento di modelli e metodi per la definizione, progettazione e realizzazione di sistemi software che gestiscano insiemi di dati di grandi dimensioni e di natura eterogenea. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia utilizzata nellambito delle basi di dati, dei modelli concettuali, logici e fisici di rappresentazione dei dati, delle metodologie di progetto e sviluppo, dei concetti fondamentali del linguaggio SQL. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper progettare e normalizzare un modello E-R di una realt in esame, realizzare, nel modello relazionale, una base di dati ed estrarre informazioni attraverso il linguaggio SQL, Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi pi appropriati per progettare e realizzare una base di dati, ed ottimizzare il processo realizzativo in base al contesto in esame Abilit comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato alle basi di dati Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso, ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze matematiche di base, con particolare riferimento alle strutture algebriche. Metodi didattici Linsegnamento contempla lezioni teoriche, esercitazioni in aula ed esercitazioni pratiche di laboratorio. Nelle esercitazioni in aula viene assegnato agli studenti, divisi per gruppi di lavoro, un progetto da sviluppare durante tutto lo svolgimento del corso. Il progetto comprende unitariamente tutti i contenuti dellinsegnamento ed strumentale allacquisizione, oltre che delle capacit di progettazione e realizzazione di una base di dati partendo dalle specifiche, anche a sviluppare e rafforzare le capacit di lavorare in team. Nelle esercitazioni in laboratorio gli studenti implementano una base di dati in uno specifico DBMS (MSAccess o MySQL) e svolgono esercitazioni nel linguaggio SQL. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante una prova scritta e colloquio orale. Contenuto del corso
Argomenti Sistemi informativi, informazioni e dati Contenuti specifici Architetture e linguaggi per le basi di dati Ore Lez. 3 Ore Eserc. Ore Lab.

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Il modello relazionale Linguaggi per le basi di dati Progettazione Concettuale Il modello E-R Progettazione logica Totale Ore

Relazioni, vincoli, operazioni sul modello relazionale Introduzione al SQL; SQL per la manipolazione dei dati; SQL per linterrogazione dei dati; interrogazioni semplici e interrogazioni complesse; query nidificate, funzioni di aggregazione La progettazione concettuale di una base di dati; strategie e modelli di progettazione Descrizione del modello; progettazione di modelli E-R Ristrutturazione del modello E-R; sua normalizzazione e traduzione nel modello relazionale.

6 3 6 3 3 24 3 3 2 2 10 3 6 3

Testi di riferimento Basi di dati - Modelli e linguaggi di interrogazione 2/ed Paolo Atzeni, Stefano Ceri, Stefano Paraboschi, Riccardo Torlone Ed. McGraw Hill

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Chimica
Cds: Ingegneria Gestionale Anno: I Docente: Prof. Guadagno Liberata Semestre: I Integrato: Codice: 0610600005 Propedeuticit: nessuna SSD: CHIM/07 Crediti: 6 Tipologia: Base

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Studio, comprensione e razionalizzazione dei fenomeni chimici, ovvero strutturazione della materia e sue trasformazioni fisiche e chimiche. Tra i risultati previsti per lapprendimento rientra lo sviluppo di una visione atomistica delle sostanze e le competenze per connettere le osservazioni macroscopiche con la visione atomistica delle reazioni. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione dei concetti fondamentali della chimica sulla base degli obiettivi concettuali pianificati dal docente. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Agli studenti richiesto di sapere individuare le possibili applicazioni dei concetti fondamentali acquisiti. Autonomia di giudizio (making judgements) Rilevanti applicazioni ingegneristiche, risoluzione dei problemi e comprensione concettuale sono tre temi integrati, anche se distinti, che si intrecceranno durante lo svolgimento del corso e saranno evidenziati in diversi modi che, nel complesso, funzioneranno come guida per sollecitare gli studenti a sviluppare i propri obiettivi di valutazione analitica e critica. Abilit comunicative (communication skills) Agli studenti richiesto di sapere esporre oralmente un argomento con la capacit di correlare gli aspetti fenomenologici della chimica con i processi che avvengono a livello atomico e molecolare. Capacit di apprendere (learning skills) Agli studenti richiesto di sapere applicare le conoscenze acquisite durante il corso, ed approfondire gli argomenti trattati in contesti di interesse attuale. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze matematiche di base, con particolare riferimento alle strutture algebriche. Metodi didattici Linsegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. Nelle esercitazioni in aula viene assegnato agli studenti la risoluzione di problemi chimici che rappresentano lespressione in forma concreta e quantitativa dei concetti che vengono di volta in volta erogati nelle lezioni teoriche. Il metodo di risoluzione dei problemi scelto in modo da porre in risalto il ragionamento ed basato su un procedimento a tappe; allo step iniziale di comprensione del problema segue la fase di pianificazione e risoluzione. La fase di pianificazione serve a riflettere su come risolvere il problema prima di manipolare i valori numerici. Lultima fase, quella di verifica, promuove labitudine a valutare la ragionevolezza della risposta e a verificare la coerenza con i principi fondamentali della chimica. Metodi di valutazione 23

La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante una prova scritta ed un colloquio orale. Contenuto del corso
Argomenti Contenuti specifici Atomi e cariche elettriche. Peso atomico e molecolare. Concetto di mole. Elettrone. Energia di ionizzazione e affinit elettronica. Massa degli atomi e delle molecole. Modello attuale dellatomo di idrogeno. Significato della funzione donda. Aufbau degli atomi e loro configurazione elettronica. Tavola periodica. Formule chimiche. Legame ionico. Legame covalente. Delocalizzazione degli elettroni e risonanza. Ibridizzazione e geometria molecolare. Legame metallico. Interazioni deboli e stati condensati. Caratteristiche di valenza degli elementi in relazione alla loro posizione nel sistema periodico. Numero di ossidazione. Reazioni chimiche ed equazioni di reazione. Reazioni di ossido-riduzione. Pressione. Legge di Boyle. Legge di Charles e Gay-Lussac. Scala assoluta della temperatura. Equazione di stato dei gas perfetti. Pressioni parziali e legge di Dal ton. Gas reali. Propriet dei solidi. Reticoli e celle elementari. Descrizione di alcuni reticoli cristallini.. Tipi di solidi. Solidi covalenti, molecolari, ionici e metallici. Liquidi. Equilibrio solido-liquido, solido-gas e liquido-gas. Diagrammi di stato. Diagramma di stato dellacqua e del biossido di carbonio. Generalit. Legge di azione di massa. Effetto della temperatura sullequilibrio chimico. Equilibri omogenei ed eterogenei. Dissociazione elettrolitica dellacqua. Acidi e basi. Prodotto di solubilit. Potenziale allelettrodo e celle galvaniche. Ore Lez. Ore Eserc.

Struttura atomica della materia

10

Legame chimico

10

Stechiometria

Gas, solidi e liquidi

Equilibrio di fase Equilibrio chimico Elettrochimica Totale Ore

4 4 2 40 7 3 20

Testi di riferimento D.W. Oxtoby Chimica Moderna EDISES (Napoli) Bandoli-Dolmella-Natile Chimica di Base EDISES (Napoli) Schiavello-Palmisano Fondamenti di Chimica EDISES (Napoli).

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Costruzione di Macchine
Cds: Ingegneria Gestionale Anno: II Docente: Cricr Gabriele Citarella Roberto Semestre: II Integrato: Propedeuticit: Matematica 1, Fisica 1, Disegno Meccanico SSD: ING-IND/14 Crediti: 6 Tipologia: integrativo

Codice:

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso, offerto a studenti del secondo anno del corso di Laurea in Ingegneria Chimica, si propone di illustrare i principi che stanno alla base della teoria dellelasticit. Viene illustrato il comportamento dei materiali a partire dalle definizioni di sforzi, deformazioni e dei loro legami fino alle equazioni dellequilibrio elastico. Successivamente viene affrontato lo studio della risposta di semplici strutture riconducibili ad apparecchiature in uso nellindustria sottoposte a differenti sistemi di forze. Limpostazione dellesposizione affianca gli aspetti teorici e quelli applicativi. La parte esercitativa prevede applicazioni rivolte alla verifica ed al dimensionamento di organi di macchine o per il contenimento e la condotta di fluidi. Una parte del corso dedicata ai principi della progettazione e alla problematica della sicurezza nei suoi aspetti riguardanti la normativa ed i dispositivi. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia utilizzata nellambito della meccanica e della costruzione di macchine. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Conoscere i principi della progettazione delle macchine. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi pi appropriati per progettare un semplice componente meccanico, ed ottimizzare il processo di calcolo in base al contesto in esame. Abilit comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed illustrare lapproccio di calcolo prescelto. Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze matematiche, fisiche, di rappresentazione grafica/schematizzazione e meccaniche di base. Metodi didattici Linsegnamento contempla lezioni teoriche, esercitazioni in aula ed esercitazioni pratiche d i laboratorio. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante una prova scritta e colloquio orale. Contenuto del corso
Argomenti Geometria delle masse, schematizzazione, equilibrio Contenuti specifici momenti dinerzia e momenti statici con esemplificazioni applicative. Schematizzazione di alcuni meccanismi studiati (manovellismi di spinta, meccanismi con camme) mediante Ore Lez. 6 Ore Eserc. 4 Ore Lab.

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modelli semplificati. Modello geometrico di trave rettilinea. Equilibrio della trave staticamente determinata rispetto alle condizioni di vincolo; travi iperstatiche (cenni). Spostamenti, deformazioni, tensioni ed equilibrio per continui elastici. Comportamento dei materiali: stati piani Diagrammi delle caratteristiche di sollecitazione Strutture assialsimmetriche Criteri di verifica e dimensionamento di organi sotto carichi statici. Principi della progettazione, soluzioni e particolari costruttivi, normativa di sicurezza Esempi di verifica e dimensionamento Relazioni generali tra tensioni e deformazioni. Leggi costitutive elastiche per materiali isotropi. Modi di sollecitazione (trazione/compressione, flessione, taglio, torsione) della trave piana ed i corrispondenti campi di tensione e deformazione. Tensioni e deformazioni per strutture assialsimmetriche con pareti sottili sottoposte a pressione interna. Principali criteri di resistenza statica e applicazione alle strutture trattate ai fini della verifica e del dimensionamento. Esemplificazioni. Soluzioni costruttive impiegate nella progettazione di apparecchiature in uso nellindustria. Normativa vigente in materia. Vincoli costruttivi imposti dalle normative di sicurezza. Visita al laboratorio di Costruzione di macchine. Si applicano le nozioni acquisite durante lo svolgimento del corso in esercitazioni esemplificative e nella stesura da parte degli allievi di un elaborato progettuale consistente nella verifica o dimensionamento di meccanismi studiati durante il corso (manovellismi, meccanismi con camme, rotismi). 3 4 4 2 5 2

Totale Ore

31

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Testi di riferimento F. P. Beer, E. Russel Johnston, Jr., J. T. DeWolf, Meccanica dei Solidi, McGraw-Hill

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Disegno
Cds: Ingegneria Gestionale Anno: I Docente: Prof. Michele Pappalardo Semestre: II Integrato: Propedeuticit: nessuna SSD: ING-IND/15 Crediti: 6 Tipologia: Caratterizzante

Codice: 06106000xx

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire


Il corso mira a rendere il laureando capace di interpretare correttamente i disegni tecnici nella loro interezza, tenendo cio conto, oltre che della rappresentazione delloggetto, anche delle ulteriori informazioni che il disegno tecnico contiene quali dimensioni, tolleranze, lavorazioni, saldature, etc, necessarie alla gestione del prodotto ed allutilizzo delle attrezzature del disegno sia tradizionali che informatiche.

Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding)


Comprensione del linguaggio del disegno tecnico e delle norme del disegno tecnico. Metodi di realizzazione ed assemblaggio di elementi meccanici. Conoscenze sui collegamenti meccanici e le trasmissioni meccaniche.

Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper leggere e rappresentare a norma sia manualmente che con un elaboratore un disegno tecnico,
interpretare e trasmettere tutte le informazioni di progetto, effettuare misurazioni micrometriche, calcolare le tolleranze di un accoppiamento.

Autonomia di giudizio (making judgements) Saper determinare le rappresentazione e le informazioni necessarie a realizzare il disegno di particolari, assiemi ed impianti nel contesto richiesto. Abilit comunicative (communication skills) Saper esporre oralmente gli argomenti legati alla materia. Utilizzare lo schizzo a mano come strumento integrativo alla comunicazione. Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. Prerequisiti Per il raggiungimento degli obiettivi prefissati non sono richieste particolari conoscenze. Metodi didattici Linsegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. Nelle esercitazioni in aula vengono assegnati elaborati, sia grafici che numerici, da sviluppare durante tutto lo svolgimento del corso. Nellambito dellelaborazione grafica, lallievo opera con il software AUTOCAD in ambiente 2D. E previsto anche lo svolgimento di una lezione pratica in officina. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante una prova grafica manuale, una prova grafica al calcolatore, un esercizio numerico ed un colloquio orale. Contenuto del corso
Argomenti Metodi di rappresentazione Sezioni e quotature Elementi di geometria Contenuti specifici Proiezioni ortogonali, assonometrie, prospettive. Rappresentazioni cartesiane, rappresentazioni polari, equazioni parametriche. Normazione relativa alla realizzazione delle sezioni ed alla quotatura. Costruzione grafica delementi geometrici, cenni sui metodi Ore Lez. 2 2 2 Ore Eserc. 3 3 3

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analitica e proiettiva Le norme del Disegno Tecnico Tolleranze Rappresentazione normata di elementi meccanici Documentazione e gestione dati di progetto Totale Ore

dapprossimazione ed interpolazione, sezioni di figure solide, operazioni matematiche eseguite graficamente. Enti unificatori, principali norme relative al disegno tecnico Errori di misura e di lavorazione, accoppiamento tra organi meccanici, sintassi delle tolleranze dimensionali e rappresentazione delle tolleranze geometriche, aspetti statistici, teoria degli errori, strumentazione di misura, rugosit, numeri di Renard. Forma geometrica di elementi meccanici. Collegamenti meccanici e norme per la loro rappresentazione grafica. Rappresentazione e criteri di realizzazione di ruote dentate. Trasmissioni meccaniche. Rappresentazione di sistemi meccanici: disposizione delle parti, legende, tabelle, pezzi, materiali, disegno di progetto e disegno di fabbricazione, disegno elaborato al calcolatore. 2 3

6 24

9 36

Testi di riferimento
A. Donnarumma: Disegno di Macchine, Masson, 1996 E. Chirone, S. Tornincasa: Disegno Tecnico Industriale, Il Capitello, 2005 Persiani F. et al.: Disegno Tecnico Industriale. Consorzio Nettuno UNI - Disegno tecnico. Specificazioni dimensionali e geometriche di disegno meccanico e industriale, 2006 UNI - Disegno tecnico. Organi meccanici, 2006 UNI - Disegno tecnico. Schemi, simboli e tolleranze di disegno meccanico e industriale, 2006 UNI - Disegno tecnico. Principi e applicazioni generali di disegno meccanico e industriale, 2006 Appunti dalle lezioni dal sito: http://elearning.dimec.unisa.it

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Economia ed Organizzazione Aziendale


Cds: Ingegneria Meccanica Anno: I anno Docente: prof. Mauro CAPUTO Semestre: I Integrato: Propedeuticit: nessuna SSD: Crediti: 6 Tipologia: Caratterizzante

Codice:

ING/IND-35

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso fornisce conoscenze di economia dimpresa e di organizzazione aziendale. In particolare si analizzeranno i principali parametri di progettazione delle organizzazioni, i fattori ambientali che li influenzano ed i principali modelli organizzativi. Seguir la descrizione e lanalisi del bilancio desercizio come strumento per la valutazione della situazione economica e finanziaria delle imprese. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia utilizzata nellambito delleconomia dimpresa, dei principali modelli organizzativi, degli strumenti di analisi dellaspetto economico-finanziario Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Riconoscere le principali variabili di progettazione organizzativa e individuare la miglior configurazione dati i fattori contingenti; analizzare un bilancio e valutare la situazione economica e finanziaria delle imprese Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare le variabili organizzative rilevanti e le problematiche economiche e finanziarie dimpresa. Abilit comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre gli argomenti legati allorganizzazione e alla gestione aziendale. Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso, ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati non sono richieste particolari conoscenze di base. Metodi didattici Linsegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. Nelle esercitazioni in aula viene assegnato agli studenti un caso aziendale da analizzare in relazione alle competenze teoriche apprese durante il corso. I casi riguarderanno sia i contenuti di organizzazione sia quelli di analisi di bilancio e sono strumentali allapprendimento dei concetti teorici. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante una prova scritta e colloquio orale.

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Contenuto del corso


Argomenti Introduzione al corso Contenuti specifici Che cosa leconomia: macroeconomia e microeconomia Limpresa nel sistema ambiente-mercato - I confini dellanalisi di settore. Elementi di base della progettazione organizzativa - Le posizioni individuali - La macrostruttura - I collegamenti laterali - Il decentramento - I fattori contingenti - Le cinque configurazioni La soluzione semplice - La burocrazia meccanica - La burocrazia professionale - La soluzione divisionale - Ladhocrazia. Il bilancio desercizio disciplinato dal codice civile - Contenuti dello stato patrimoniale - Contenuti del conto economico Lanalisi dellaspetto patrimoniale: solidit dellimpresa Lanalisi della struttura e della situazione finanziaria: liquidit Lanalisi della struttura e della situazione economica: redditivit Lanalisi del punto di pareggio e della redditivit operativa. Ore Lez. 5 Ore Eserc. Ore Lab.

Progettazione dellorganizzazione aziendale

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Bilancio desercizio ed analisi per indici

18

12

Totale Ore

43

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Testi di riferimento Mintzberg, La progettazione dellorganizzazione aziendale, Il Mulino Giunta, Pisani, Il bilancio, Apogeo Ferrero, Dezzani, Pisoni, Puddu, Le analisi di bilancio, Giuffr Dispense a cura del docente Lucidi delle lezioni ed esercizi disponibili su sito web: http://elearning.dimec.unisa.it

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Elettrotecnica 1
Cds: Ingegneria Gestionale Anno: II Docente: Prof. Luigi EGIZIANO Semestre: I Integrato: Codice: Propedeuticit: Fisica II Matematica II SSD: ING-IND/31 Crediti: 6 Tipologia: affini

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira allapprendimento degli argomenti di base dell'elettrotecnica generale e della teoria dei circuiti. Vengono inoltre forniti elementi di base riguardanti il trasformatore e le macchine elettriche ad induzione ed in corrente continua. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione dei metodi di analisi dei circuiti lineari, in regime stazionario, sinusoidale monofase e trifase, del principio di funzionamento del trasformatore e delle macchine elettriche fondamentali, della caratteristica elettromeccanica del motore asincrono e del motore a corrente continua. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper analizzare un circuito lineare, in regime stazionario, sinusoidale monofase e trifase, ed esaminare le caratteristiche meccaniche ed elettromeccaniche di motori asincroni ed in corrente continua. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi pi appropriati per analizzare un circuito lineare ed esaminare un motore elettrico sulla base del tipo di alimentazione e delle caratteristiche elettromeccaniche. Abilit comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato alla elettrotecnica. Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso, ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze matematiche e fisiche di base, con particolare riferimento allelettrologia. Metodi didattici Linsegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. Nelle esercitazioni in aula viene inizialmente illustrata dal docente la procedura di analisi circuitale; successivamente gli studenti vengono coinvolti nella risoluzione del problema circuitale, fino a raggiungere un sufficiente grado di autonomia che permette loro di risolvere individualmente un esercizio. Nel corso delle esercitazioni, il docente coinvolge gli allievi rendendoli parte attiva nella risoluzione del problema verificando, al tempo stesso, il grado di maturazione dei concetti esposti fino a quel momento. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante una prova scritta e colloquio orale.

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Contenuto del corso


Argomenti Reti elettriche lineari in regime stazionario Contenuti specifici Bipoli. Energia e passivit. Leggi di Kirchhoff. Metodi di risoluzione di reti lineari. Applicazione dei teoremi di Tellegen, Thvnin, Norton Fasori. Metodo simbolico. Impedenza. Potenza istantanea, attiva e reattiva. Conservazione delle potenze. Rifasamento. Risonanza. Sistemi trifasi simmetrici sia equilibrati che squilibrati. Misura delle potenze attiva e reattiva nei sistemi trifase: teorema di Aron. Materiali ferromagnetici morbidi e duri. Magneti permanenti. Isteresi. Correnti parassite. Perdite. Circuiti magnetici. Riluttanza. Elettromagneti. Calcolo dei coefficienti di auto e mutua induzione. Principi di conversione elettromeccanica dell'energia Circuiti mutuamente accoppiati. Trasformatore ideale. Principio di funzionamento. Funzionamento a vuoto, sotto carico ed in corto circuito. Rendimento convenzionale. Caduta di tensione. Principio di funzionamento del motore asincrono e del motore a corrente continua, caratteristiche meccaniche ed elettromeccaniche e avviamento. Ore Lez. 11 Ore Eserc. 10 Ore Lab.

Reti elettriche lineari in regime sinusoidale

11

Richiami di elettromagnetismo e ferromagnetismo

Trasformatore

Macchine elettriche Totale Ore

8 40

1 20

Testi di riferimento G.Fabbricatore: Elettrotecnica e Applicazioni. Liguori

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Elettrotecnica II
Cds: Ingegneria gestionale Anno: III Docente: Prof. Giovanni SPAGNUOLO Semestre: II Integrato: Codice: Propedeuticit: SSD: ING-IND/31 Crediti: 6 Tipologia: discipl. ing.

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira allapprendimento degli argomenti relativi alla conversione statica ed elettromeccanica dellenergia. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione dei metodi di analisi delle caratteristiche elettromeccaniche dei principali motori in corrente alternata ed in corrente continua e dei circuiti per la conversione statica dellenergia. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper analizzare le caratteristiche elettromeccaniche di motori in corrente alternata ed in corrente continua ed il principio di funzionamento dei principali circuiti per la conversione statica dellenergia. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i circuiti pi appropriati per lalimentazione di sistemi per la conversione statica dellenergia e valutare le prestazioni di un motore elettrico sulla base del tipo di alimentazione e delle caratteristiche elettromeccaniche. Abilit comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato alla elettrotecnica. Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso, ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze dellelettrotecnica di base. Metodi didattici Linsegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula, anche al calcolatore. Nel corso delle esercitazioni, il docente coinvolge gli allievi rendendoli parte attiva nella risoluzione del problema verificando, al tempo stesso, il grado di maturazione dei concetti esposti fino a quel momento. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante un colloquio orale.

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Contenuto del corso


Argomenti Principi di conversione elettromeccanica dellenergia Contenuti specifici Energia e coenergia. Forza e coppia. Principio dei lavori virtuali. Analisi lineare delle forze meccaniche. Motore a riluttanza. Analisi dinamica di sistemi magnetici. Esempi. Generalit. Campo rotante. Principio di funzionamento. Equazioni caratteristiche e circuito equivalente. Motore asincrono. Regolazione di velocit. Motore a doppia gabbia. Motore asincrono monofase. Sistemi di alimentazione chopperinverter. Dinamica. Generalit. Principio di funzionamento. Circuiti equivalenti. Motore a corrente continua. Tipologie. Sistemi di eccitazione. Motori brushless e passo-passo. Motore a magnete permanente. Caratteristiche statiche e dinamiche. Generalit e tipologia. Applicazioni. Simulazione attraverso il software PSIM Ore Lez. 20 Ore Eserc. 4 Ore Lab.

Motore Asincrono

12

Motori a corrente continua Sistemi di conversione e regolazione statica dell'energia Totale Ore

10

10 52

Testi di riferimento Fabbricatore, Elettrotecnica e Applicazioni, Liguori Kenjo, Nagamori, Permanent-Magnet and Brushless DC Motors, Claredon Press Kusko, Fitzgerald, Kingsley, Macchine Elettriche, Franco Angeli Sen, Principles of Electric Machines and Power Electronics, Wiley

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Energetica
Cds: Ingegneria Meccanica/Gestionale Anno: III Docenti: Prof. Carlo Renno Semestre: II Integrato: Codice: 0610300040/0610600046 Propedeuticit: Fisica Tecnica SSD: ING-IND/10 Crediti: 3 Tipologia: Caratterizzante

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Lobiettivo del corso di fornire agli allievi gli strumenti per realizzare valutazioni tecnicoeconomiche di impianti dedicati alla conversione dellenergia. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Conoscenze nellambito delle termodinamica di base e studio della grandezza exergia che risulta uno strumento di notevole sintesi nella individuazione delle prestazioni dei sistemi termodinamici. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Analisi dei sistemi termodinamici anche dal punto di vista economico-finanziario e realizzazione di uno studio di fattibilit che confronti un impianto classico con un impianto di cogenerazione. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper ottimizzare i sistemi per la conversione dell'energia e saper scegliere limpianto di cogenerazione che assicuri, rispetto ad un impianto tradizionale, la maggiore convenienza in termini di energia, impatto ambientale e costi. Abilit comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato alla termodinamica e alla cogenerazione. Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso, ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze di fisica tecnica. Metodi didattici Linsegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. Nelle esercitazioni in aula vengono assegnati agli studenti esercizi numerici opportunamente scelti con lo scopo di approfondire i concetti relativi alla analisi exergetica e agli studi di fattibilit. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante una prova orale. Contenuto del corso
Argomenti Concetti di base sullanalisi exergetica Analisi exergetica di impianti termici Contenuti specifici Richiami di termodinamica di base. Definizione della grandezza exergia. Bilancio di exergia e teorema di Gouy-Stodola, Misure relative di irreversibilit. Analisi exergetica di alcuni componenti termodinamici. Analisi exergetica di impianto termico motore. Analisi exergetica di impianto termico operatore. Ore Lez. 3 Ore Eserc. 1 Ore Lab.

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Sistemi per la conversione dellenergia Indici economici Il quadro normativo e tariffario

Generatore di vapore. Pompa di calore elettrica. Pompa di calore azionata da motore endotermico. Pompa di calore ad assorbimento. Turboespansione del metano. Sistemi di cogenerazione. Simple pay-back. Discount pay-back. Valore attuale netto. Tasso interno di redditivit. La legislazione sul risparmio energetico. Il sistema tariffario dellenergia in Italia. Tariffe elettriche e tariffe del metano. Analisi di prefattibilit Analisi termodinamica ed economica con riferimento a pompe di calore ad azionamento elettrico ed azionate da motore endotermico e a gruppi di cogenerazione. Caratterizzazione energetica dellutenza. Scelta delle tecnologie e dimensionamento dellimpianto. Analisi termodinamica ed economica. Esempi di applicazione: utenza alberghiera, utenza ospedaliera, utenza industriale.

6 2 2

Lo studio di fattibilit

Totale Ore

21

Testi di riferimento R. Mastrullo, P. Mazzei, R. Vanoli - Fondamenti di energetica. Liguori editore. M. Dentice dAccadia, M. Sasso, S. Sibilio, R. Vanoli - Applicazioni di energetica. Liguori editore.

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Fisica
Docente: Prof. Joseph QUARTIERI Prof. Salvatore DE PASQUALE Dott. Antonio DI BARTOLOMEO Dott. Silvia SCARPETTA Semestre:I e II

Cds: Ingegneria Gestionale Laurea triennale

Integrato:

Propedeuticit: Nessuna

Crediti: 12

Anno: I

SSD: FIS01/FISICA SPERIMENTALE

Tipologia: Disciplina di base

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Capacit di risolvere semplici problemi e di descrivere matematicamente i fenomeni fisici relativi alla Fisica Classica di base. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Conoscere i concetti che sono alla base dei fenomeni fisici e comprenderne la terminologia. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Sapere individuare i modelli fisici concreti cui poter applicare le conoscenze teoriche acquisite. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare le metodologie pi appropriate per analizzare le problematiche prospettate. Valutare le procedure di risoluzione dei problemi proposti usando le tecniche matematiche pi appropriate. Abilit comunicative (communication skills) Saper trasmettere in forma scritta ed orale i concetti e le metodiche di risoluzione dei problemi fisici sottoposti. Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le diverse conoscenze acquisite durante il corso a contesti anche apparentemente differenti da quelli canonici ed approfondire gli argomenti trattati usando approcci diversi e complementari. Prerequisiti Elementi di algebra vettoriale, concetti di infinito e infinitesimo. Metodi didattici Linsegnamento prevede lezioni teoriche ed esercitazioni. Nelle esercitazioni, in particolare, vengono svolti esercizi di applicazione dei concetti fondamentali e delle tecniche di calcolo vettoriale e di calcolo infinitesimale a casi esemplari di fenomeni fisici elementari. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avviene mediante prove scritte e orali.

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Contenuto del corso


Argomenti Contenuti specifici Ore Lez. Ore Eserc. Ore Lab.

Cinematica

Moto rettilineo uniformemente accelerato Moto in campo gravitazionale Moto circolare uniformemente accelerato (in forma scalare). Derivata di un versore rotante formula di Poisson Equazione fondamentale della dinamica (Newton) Schema sinottico delle relazioni fondamentali Attrito dinamico e statico Legge di Hooke Teorema impulso-q.d.m. (solo definizioni e qualche semplice esercizio) Richiami sul teorema della media. Teorema Lavoro-Energia cinetica Lavoro per traslazione e rotazione infinitesime Energia potenziale gravitazionale ed elastica Campi conservativi Campi centrali newtoniani (per esempio elettrostatico ed acustico) Moto circolare vario (in forma vettoriale). Momento di un vettore, di una forza, della q. di moto (in forma assoluta e cartesiana) Teorema del momento angolare Centro di Massa. Propriet del CM. I e II teorema di Koenig. Momento di Inerzia per un punto materiale, per un sistema di p.m., per un corpo rigido Propriet dei momenti di inerzia Digressione elementare su matrici e tensori Teorema degli assi paralleli Traslazione, rotazione, rotolamento. Asse istantaneo di rotazione Lavoro per traslazione e rotazione infinitesime. Gradi di libert (Solo presentazione) Sistemi meccanici a due gradi di libert Ruolo e risultante delle forze interne ed esterne Lavoro delle forze interne ed esterne Metodo di dAlembert. Introduzione delle equazioni di Eulero-Lagrange Termologia e calore. Temperatura. Gas perfetti e gas reali. Lavoro e Calore. Dilatazione e conducibilit termica. Convezione e irraggiamento. Calori specifici Legge di Leonardo. Principio di Pascal. Effetto Magnus e strato limite Eq. di Bernoulli e conservazione dellenergia Richiamo sui campi centrali (conservativi) applicato alla formula di Coulomb. Parallelo fra lenergia potenziale meccanica ed elettrostatica. Sorgenti discrete. Principio di sovrapposizione e linearit. Circuitazione e Irrotazionalit. Induzione elettrostatica. Sorgente continua lineare. Calcolo del campo con la formulazione di Coulomb. Confronto Campo generato da segmento o da arco di circonferenza carichi.

Dinamica

Dinamica

Dinamica

Dinamica

Dinamica

Cinematica Dinamica

Termologia

Fluidi

Linearit e sovrapposizione

Elettrostatica

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Elettrostatica Bipoli

Magnetismo

Magnetismo Magnetismo

Campi newtoniani: caso elettrostatico e acustico. Gauss. Flusso e solenoidalit. Sistemi di conduttori Condensatori. Correnti elettriche. Bipoli serie e parallelo Campo di induzione magnetica - I formula di Laplace Campo generato da segmento di corrente o da arco di circonferenza. II formula di Laplace e Forza di Lorentz. Momento meccanico su circuiti piani Circuitazione di B. Legge di Ampre Induzione elettromagnetica. Faraday-Neumann-Lenz.

6 3

4 2

Auto e mutua induttanza


Onde meccaniche, acustiche ed elettromagnetiche. Equazioni differenziali di alcuni tipi di onde monodimensionali. Sovrapposizione. Parametri descrittivi principali (intensit, frequenza, lunghezza donda, etc.). Principali fenomeni ondulatori (interferenza, diffrazione, etc.)

Onde

Totale Ore Testi di riferimento J. Quartieri et al. , FISICA - Meccanica ed Elettromagnetismo (in preparazione)

72

38

10

Appunti dalle lezioni e testi consigliati dagli altri docenti.

40

Fisica Tecnica
Cds: Ingegneria Gestionale Anno: II Docenti: Prof. Carlo Renno Semestre: I Integrato: Codice: 0610600012 Propedeuticit: Fisica I e Matematica II SSD: ING-IND/10 Crediti: 6 Tipologia: Caratterizzante

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Lobiettivo del corso di Termodinamica e Trasmissione del Calore quello di fornire le conoscenze dei principali concetti relativi alla termodinamica, ai sistemi di conversione dell energia e alla trasmissione del calore. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Conoscenze nellambito delle termodinamica di base, dei fondamenti di scambio termico, delle conversioni energetiche e bilanci energetici. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) La conoscenza degli impianti motori a vapore e quelli operatori a compressione di vapore e delle modifiche che possibile apportare ai cicli base al fine di migliorarne le prestazioni energetiche. La conoscenza dei meccanismi fondamentali dello scambio termico e delle metodologie di studio degli scambiatori di calore. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi pi appropriati per analizzare dal punto di vista termodinamico le tipologie ottimali di un impianto in relazione alle applicazioni ed analizzare le problematiche relative alla trasmissione del calore. Abilit comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato alla termodinamica e ai sistemi energetici. Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso, ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze matematiche e fisiche di base. Metodi didattici Linsegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. Nelle esercitazioni in aula vengono assegnati agli studenti esercizi numerici opportunamente scelti con lo scopo di approfondire i concetti relativi alla termodinamica, alla trasmissione del calore ed ai sistemi di conversione energetica. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante una prova scritta ed un colloquio orale.

41

Contenuto del corso


Argomenti Termodinamica Concetti e definizioni di base Prima legge della termodinamica per sistemi chiusi Contenuti specifici Sistema e ambiente. Propriet termodinamiche. Stato termodinamico. Equazione di stato. Sostanza pura. Stati di aggregazione. Sistema semplice e comprimibile. Equilibrio termodinamico. Trasformazione quasi statica. Trasformazione ciclica. Energia. Lavoro. Calore. Temperatura. Introduzione. Prima legge della termodinamica per sistemi isolati. Prima legge della termodinamica per sistemi chiusi. Prima legge come equazione di bilancio. Entalpia ed altre espressioni della prima legge della termodinamica per un sistema chiuso. Introduzione. Limiti della prima legge della termodinamica. Postulato entropico. Propriet della grandezza entropia. Trasformazioni reversibili ed irreversibili. Seconda legge della termodinamica per sistemi isolati. Misurabilit dellentropia. Equazioni di Gibbs. Seconda legge della termodinamica per sistemi chiusi. Disuguaglianza di Clausius. Lavoro di variazione di volume. Calori specifici. Sistemi di conversione dell'energia. Macchina di Carnot diretta e inversa. Generalit. Equazione della continuit della massa. Prima legge della termodinamica. Seconda legge della termodinamica. Equazione dellenergia meccanica. Generalit. Identificazione della fase. Piani termodinamici. Liquidi, solidi, vapori e gas: modelli di comportamento, calcolo delle propriet e trasformazioni. Introduzione. Componenti degli impianti. Impianto motore a vapore. Impianti operatori a vapore: frigorifero e pompa di calore. Gestione termo-economica degli impianti termici. Propriet termostatiche, equazioni di psicrometrico, trasformazioni elementari. stato, diagramma Ore Lez. Ore Eserc. Ore Lab.

Seconda legge della termodinamica per sistemi chiusi

Formulazione delle leggi generali per lo studio dei sistemi aperti Termodinamica degli stati Impianti motori ed operatori

Aria umida Trasmissione del calore Cenni introduttivi

Introduzione ai tre meccanismi fondamentali di scambio termico. Generalit. Equazione fondamentale della conduzione. Studio della conduzione nelle ipotesi di regime stazionario monodimensionale con riferimento a corpi a simmetria piana e cilindrica senza e con generazione. Meccanismi in serie e parallelo. Studio della conduzione nelle ipotesi di regime non stazionario monodimensionale. Generalit. Definizioni di base. Corpo nero: definizione e leggi. Caratteristiche radiative delle superfici. Corpo grigio. Scambio termico radiativo tra due superfici piane parallele ed indefinite. Fattori di configurazione. Generalit. Convezione naturale e convezione forzata. Legge di Newton. Flusso laminare e turbolento. Flusso esterno ed interno. Concetto di strato limite. Gruppi adimensionali. Valutazione della conduttanza convettiva unitaria media per la convezione forzata e per la convezione naturale. Generalit e classificazione dei pi comuni scambiatori di calore. Equazione di progetto e concetto di efficienza. Gestione termoeconomica.

Conduzione termica

Irraggiamento termico

Convezione

Scambiatori di calore Totale Ore

3 41

1 19

Testi di riferimento 42

A.Cesarano, P. Mazzei - Elementi di Termodinamica - Liguori Editore. R.Mastrullo, P.Mazzei, R.Vanoli - Termodinamica per Ingegneri - Liguori Editore. R.Mastrullo,V. Naso, R.Vanoli - Fondamenti di Trasmissione del Calore - Liguori Editore.

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Fondamenti di Informatica
Cds: Ingegneria Informatica Anno: I Docente: Dr. Antonio Della Cioppa Semestre: I Insegnamento non integrato Codice: Propedeuticit: Crediti: 6 Tipologia: base

SSD: ING-INF/05

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso fornisce gli elementi di base per la risoluzione di semplici problemi tramite luso di elaboratori elettronici, sia nellambito di applicazioni di carattere generale, sia per applicazioni tipiche dello specifico settore ingegneristico utilizzando il linguaggio di programmazione C. A tal fine, il corso strutturato in modo da consentire agli studenti di acquisire le conoscenze relative alle caratteristiche fondamentali di un elaboratore elettronico e dei suoi principi di funzionamento, del modo in cui le informazioni vengono codificate e rappresentate allinterno del calcolatore. Successivamente anche attraverso esercitazioni in laboratorio vengono acquisite le conoscenze relative agli elementi fondamentali del linguaggio di programmazione C unitamente alle tecniche fondamentali di problem solving mediante luso di un elaboratore. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Conoscenze sullarchitettura degli elaboratori e comprensione delle modalit (logica) di funzionamento di un elaboratore elettronico, della codifica e relativa rappresentazione delle informazioni, dei costrutti fondamentali dei linguaggi di programmazione, delle strutture dati principali (vettori e matrici), della rappresentazione degli algoritmi attraverso diagrammi a blocchi, della sintassi del linguaggio C e del suo utilizzo per la realizzazione di algoritmi; conoscenze di massima sulla struttura di un sistema operativo, comprensione della catena di programmazione. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper rappresentare semplici algoritmi attraverso diagrammi a blocchi e codificarli utilizzando il linguaggio C; saper interpretare e comprendere codice scritto in linguaggio C. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper utilizzare i costrutti base del linguaggio C per la codifica di algoritmi. Abilit comunicative (communication skills) Data la natura del corso non vengono sviluppate particolari abilit comunicative. Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso, ed approfondire gli argomenti trattati usando libri di testo diversi da quelli proposti o la documentazione in linea. Prerequisiti Nessuno. Metodi didattici Linsegnamento contempla lezioni teoriche, esercitazioni in aula ed esercitazioni pratiche di laboratorio. Nelle esercitazioni in aula vengono proposti e commentati algoritmi e la relativa 44

codifica in linguaggio C. Nelle esercitazioni in laboratorio gli studenti implementano specifici algoritmi o completano programmi parzialmente scritti in linguaggio C. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante una prova scritta e colloquio orale. La prova scritta viene realizzata dallo studente sul sistema di elaborazione; essa consiste in scrittura, compilazione, esecuzione e verifica di un semplice programma in linguaggio C. Contenuto del corso
Argomenti Contenuti specifici Il concetto di informazione, algoritmo, programma ed esecutore. Elementi di architettura dei sistemi informatici: la macchina di von Neumann. Memoria centrale, bus, unit centrale, interfacce di ingresso/uscita. Codifica dellinformazione: codifica dellinformazione non numerica, codifica dei numeri naturali, interi, frazionari e reali. I linguaggi di rogrammazione e loro descrizione: carte sintattiche e notazione Backus-Naur. Introduzione generale: concetti di aggregazione e astrazione. Tipi e variabili. Tipi semplici: intero, float, char. Tipi enumerativi. Variabili automatiche, esterne e statiche. Operatori. Espressioni. Listruzione di assegnazione e sua semantica. Istruzioni semplici. Blocchi di istruzioni. Strutture di controllo selettive. Strutture di controllo iterative predeterminate e non. Carte sintattiche dei principali costrutti di programmazione. Tipi strutturati: Array. Gestione delle stringhe. Concetti di programmazione modulare. Il concetto di funzione. Definizione, chiamata, prototipo. Passaggio dei parametri per valore e per riferimento. Effetti collaterali e procedure. Grafo di flusso. Sequenza statica e sequenza dinamica. Visibilit e durata delle variabili. Le funzioni predefinite della standard library. Il concetto di file. File ad accesso sequenziale e diretto. File di testo. Apertura ed operazioni di lettura e scrittura su file. Lettura a carattere e formattata. Strumenti per la produzione di programmi. Scrittura ed editing di un programma. Compilazione, collegamento ed esecuzione. Sviluppo di programmi di base. Sviluppo di algoritmi notevoli su vettori e matrici: calcolo del minimo e del massimo, prodotto scalare, prodotto matriciale, calcolo della trasposta e della traccia di una matrice. Sviluppo di programmi con I/O su file. Algoritmi notevoli di ricerca ed ordinamento: ricerca lineare, ricerca dicotomica, bubble sort, selection sort. Ore L Ore Ese Ore L ez. rc. ab.

Concetti di Base

10

Fondamenti di Programmazione

10

Decomposizione funzionale e elementi di progetto di programmi I file sviluppo di semplici programmi

10

sviluppo di algoritmi

Totale Ore

33

11

16

Testi di riferimento S. Ceri, D. Mandrioli, L. Sbattella, P. Cremonesi, G. Cugola - Informatica: Arte e Mestiere, Terza Edizione McGraw-Hill Italia. Per le parti di programmazione consigliato il seguente manuale di linguaggio C: B.W. Kernighan, D. Ritchie - Linguaggio C, Pearson-Prentice Hall, II edizione.

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Fondamenti di Meccanica Applicata


Cds: Ingegneria Gestionale Anno: Docente: Prof. A. Ruggiero Semestre: Integrato: Codice: Propedeuticit: Matematica 1, Fisica 1 SSD: ING-IND/13 Crediti: 6 Tipologia:

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso si propone di illustrare i principi che stanno alla base del funzionamento delle macchine e di fornire agli allievi gli strumenti necessari per poterne affrontare lo studio dinamico. In particolare, dopo aver analizzato le principali metodologie impiegate per lanalisi cinematica di meccanismi articolati, vengono trattate, sia da un punto di vista teorico che da un punto di vista applicativo, le principali tipologie di trasmissioni meccaniche. Il corso, inoltre, prevede esercitazioni ed esperienze assistite da calcolatore che costituiscono parte integrante del programma desame. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia utilizzata nellambito della meccanica delle macchine. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper analizzare il comportamento cinematico e dinamico di semplici meccanismi. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper effettuare scelte progettuali. Abilit comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo. Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze matematiche, fisiche, di rappresentazione grafica/schematizzazione e meccaniche di base. Metodi didattici Linsegnamento contempla lezioni teoriche, esercitazioni in aula ed esercitazioni pratiche di laboratorio. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante una prova scritta e colloquio orale. Contenuto del corso
Argomenti Contenuti specifici Terminologia e caratteristiche, Struttura dei meccanismi, classificazione dei vincoli, coppie cinematiche nello spazio e nel piano. Catene cinematiche e meccanismi, schema cinematico, schema strutturale e meccanismi associati. Equazioni di struttura, criterio di Kutzbach, equazione di Grbler, applicazioni. Analisi cinematica di meccanismi piani: poligono di chiusura, equazioni di loop. Analisi di velocit. Analisi di accelerazione. Criterio di Grashoff per la classificazione dei quadrilateri articolati(***). Esempi, applicazioni e simulazioni numeriche. Generalit. Forze conservative. Forze di gravit. Forze elastiche di richiamo. Rigidezza equivalente: sistemi elastici in serie ed in parallelo. Forze dissipative. Attrito radente. Forze viscose. Ore Lez. Ore Eserc. Ore Lab.

Macchine e Meccanismi

Forze agenti sui sistemi meccanici

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Elementi di Dinamica Applicata

Equazioni cardinali della dinamica. Equazioni di dAlembert. Elementi di dinamica dei corpi rigidi. Equazione dellenergia cinetica. Equazioni del moto. Masse equivalenti di un corpo rigido. Sistemi ridotti. Il rendimento meccanico. Il manovellismo di spinta rotativa: studio cinematico del bottone di manovella e del piede di biella. Studio dinamico: le forze di inerzia risultanti. Il diagramma del momento motore. Meccanismi con camme: studio cinematico e dinamico del meccanismo di comando-valvola di un m.c.i.: calcolo della velocit angolare di camma di primo distacco del piattello. Sistemi lineari ad un grado di libert. Vibrazioni libere e forzate: sistemi conservativi e dissipativi. La risonanza di sistemi meccanici. Esercizi ed applicazioni. Esperienze di laboratorio. Classificazione funzionale. Rapporto di trasmissione. Rendimento di una trasmissione. Rotismi: classificazione. Rotismi ordinari semplici e composti: determinazione del rapporto di trasmissione. Rotismi epicicloidali: formula di Willis. Il differenziale per autoveicoli.

Macchine alternative: M.C.I.

Meccanica delle vibrazioni Trasmissioni Meccaniche Totale Ore

10

6 37

4 21 2

Testi di riferimento V. DAgostino: Fondamenti di Meccanica Applicata alle Macchine CUES A.R. Guido, L. Della Pietra: Lezioni di Meccanica Applicata alle Macchine, vol. II, CUEN R. Ghigliazza, C.U. Galletti: Meccanica Applicata alle Macchine, UTET

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Gestione degli impianti industriali


Cds: Ingegneria gestionale Anno: 3 Docente: Prof. Riemma Semestre: I e II Integrato: si Codice: Propedeuticit: nessuna SSD: ING-IND/17 Crediti: 6 Tipologia: Caratterizzante

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire


Il modulo di insegnamento ha lo scopo di fornire gli elementi di base relativi alla gestione degli impianti industriali. In particolare, si intende presentare agli allievi le metodologie utilizzate per la gestione operativa delle risorse allinterno di un moderno sistema per la produzione di beni e servizi.

Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding)


Comprensione della terminologia utilizzata nellambito degli impianti industriali, dei modelli concettuali, logici e fisici di rappresentazione dei sistemi produttivi manifatturieri e di servizi.

Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding)


Saper configurare, dimensionare e gestire i processi di approvvigionamento, lancio in produzione e manutenzione dei sistemi produttivi.

Autonomia di giudizio (making judgements)


Saper individuare i metodi pi appropriati per gestire sistema produttivo

Abilit comunicative (communication skills)


Saper lavorare in gruppo ed presentare un argomento legato agli impianti industriali

Capacit di apprendere (learning skills)


Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso, approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti

Prerequisiti
Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze tecnologiche ed informatiche di base.

Metodi didattici
Linsegnamento contempla lezioni teoriche, esercitazioni in aula.

Metodi di valutazione
La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante colloquio orale.

Contenuto del corso


Argomenti Contenuti specifici
Classificazione degli impianti produttivi. Gli stadi di sviluppo del prodotto la congruenza tra impianto, organizzazione, prodotto e ciclo di vita. I principali indicatori della produzione: produttivit, flessibilit, livello di servizio, qualit. Funzionamento in regime aleatorio di un impianto: la simulazione Montecarlo. Cenni di contabilit industriale e Configurazione di costo del prodotto Caratterizzazione del lead time. I materiali a domanda dipendente ed indipendente: la distinta base di prodotto, modelli e criteri per la sua definizione, le principali informazioni gestite. Criteri di esplosione ed implosione. Lanalisi ABC: criteri di costruzione e di lettura, applicazioni multivariabile alla gestione dei materiali. Gestione dei materiali a domanda indipendente: il lotto economico di approvvigionamento e di produzione monoprodotto. Varianti al modello di Wilson. Il periodo ottimo di acquisto. La produzione pluriprodotto. Le scorte di sicurezza. Criteri di dimensionamento. Il processo di approvvigionamento: flusso logico e flusso fisico. La scelta dei fornitori. Il processo di vendor rating Lo studio dei metodi di lavoro e lanalisi dei tempi: schemi di flusso, diagrammi a due mani,

Ore Lez.

Ore Eserc.

Ore Lab.

Il sistema di produzione

10

La gestione dei Materiali

16

La gestione delle

48

risorse umane

metodi induttivi e deduttivi, metodi di rilevamento dei tempi, la definizione del tempo standard. Il diagramma uomo-macchina nel ciclo di produzione. La conduzione multipla di macchine: requisiti, modalit e criteri di valutazione. I principi dellergonomia Le tipologie di politiche manutentive ed i relativi campi di impiego. Il ruolo dellinformazione nella realizzazione di una efficiente politica manutentiva. La Total Productive Maintenance 4 2

La gestione della manutenzione

Totale Ore

36

18

Testi di riferimento
Appunti delle lezioni, Brandolese A., Pozzetti A., Sianesi A., Gestione della produzione Industriale, Hoepli, Milano, 1991 Urgeletti Tinarelli G., La gestione delle scorte, Etaslibri, Milano, 1992 Schmenner W, Produzione, I manuali de ilsole24ore, Milano, 1990 Castagna R, Roversi A., Sistemi produttivi, ISEDI, Torino, 1990 Roversi A., alii, Manuale della manutenzione degli impianti industriali, F. Angeli

49

Impianti Industriali
Cds: Ingegneria Meccanica / Gestionale Anno: 2 Docente: Prof. Lambiase Alfredo Semestre: II Integrato: NO Codice: Propedeuticit: nessuna SSD: ING-IND/17 Crediti: 6 Tipologia: Caratterizzante

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire


Il modulo di insegnamento ha lo scopo di fornire gli elementi di base relativi agli impianti industriali. In particolare, si intende presentare agli allievi i principali parametri caratteristici dei sistemi produttivi, le diverse tipologie di processi e di impianti, i vari tipi di layout e i fondamentali elementi che costituiscono gli impianti industriali.

Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding)


Comprensione della terminologia utilizzata nella mbito degli impianti industriali, dei modelli concettuali, logici e fisici di rappresentazione dei sistemi produttivi manifatturieri e di servizi.

Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding)


Saper configurare e dimensionare un sistema produttivo in funzione delle caratteristiche del prodotto e del mercato.

Autonomia di giudizio (making judgements)


Saper individuare i metodi pi appropriati per progettare e dimensionare un sistema produttivo

Abilit comunicative (communication skills)


Saper lavorare in gruppo ed presentare un argomento legato agli impianti industriali

Capacit di apprendere (learning skills)


Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso, approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti

Prerequisiti
Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze tecnologiche ed economiche di base.

Metodi didattici
Linsegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula.

Metodi di valutazione
La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante colloquio orale.

Contenuto del corso


Argomenti
Parametri caratteristici dei sistemi produttivi

Contenuti specifici
Capacit produttiva, produzione oraria, rendimento, efficienza, integrazione orizzontale e verticale, break even point, elasticit, versatilit, flessibilit, ecc Processi continui e manifatturieri, a ciclo tecnologicamente obbligato e non, impianti tecnologici ed impianti di servizio, automazione rigida e flessibile, convenienza economica dellautomazione.

Ore Lez.
10

Ore Eserc.
4

Ore Lab.

Classificazione dei processi e degli impianti industriali

10

Tipologia di lay out Principali elementi di un impianto industriale

A postazione fissa, per prodotto, per reparto, a celle di lavorazione. Fabbricati, macchinari ed impianti di produzione, tipologie dei magazzini e relativi criteri di dimensionamento, sistemi di trasporto interno, principi generali di progettazione degli impianti di servizio e fattori di scelta

10

12

Totale Ore

42

14

50

Testi di riferimento
Appunti delle lezioni; Monte: Elementi di impianti industriali, ed. Libreria Cortina (TO); Turco: Principi generali di progettazione degli impianti industriali, ed. Clup (MI); Schmenner: Produzione: scelte strategiche e gestione operativa, ed. Il sole/24 ore (MI).

51

Innovazione e Sviluppo Prodotto


Laurea in Ingegneria Gestionale Anno: III Docente: Prof. Pappalardo Semestre: I Integrato: Propedeuticit: Crediti: 6 Tipologia: a Scelta

Codice: 06106000**

SSD: ING-IND/15

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira allapprendimento di metodi di analisi e risoluzione dei problemi che si affrontano nella fase di progettazione di un qualsiasi prodotto, sia esso un piccolo meccanismo oppure un impianto produttivo. Durante la progettazione, le caratteristiche funzionali che particolarizzano un prodotto devono essere correttamente definite ed analizzate, per individuare le eventuali soluzioni progettuali da sviluppare ed ottimizzare e per ottenere progetti che siano innovativi. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione delle tecniche di valutazione multi criterio. Comprensione del concetto di innovazione e del concetto dinformazione quale veicolo delle conoscenze ed esperienze che si acquisiscono durante la pratica della professione. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Sviluppo di progetto preliminare attraverso definizione di parametri, di requisiti funzionali relativi al prodotto e delle relative interazioni e dipendenze. Saper progettare una innovazione di prodotto, saper valutare la robustezza del progetto, saper leggere un documento di brevetto europeo. Autonomia di giudizio (making judgements) Capacit di analisi del valore di una soluzione tecnica, capacit di individuazione delle caratteristiche di prodotto che necessitano di innovazione, capacit di comparazione tra differenti progetti e/o prodotti secondo criteri multiobiettivo. Abilit comunicative (communication skills) Capacit di sviluppo di progetti in team ed esperienza di presentazione di relazioni tecnicoprogettuali. Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso, ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze di base relativamente alla statistica e al calcolo delle probabilit. Metodi didattici Linsegnamento contempla lezioni teoriche, esercitazioni in aula e attivit individuale e di gruppo. Nelle esercitazioni in aula viene assegnato agli studenti, divisi per gruppi di lavoro, un progetto da sviluppare durante tutto lo svolgimento del corso. Il progetto comprende unitariamente tutti i contenuti dellinsegnamento ed strumentale allacquisizione delle capacit di progettazione ed ottimizzazione di prodotto industriale, favorendo anche lo sviluppo e il rafforzamento delle capacit di lavorare in team. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante discussione di elaborato di gruppo e colloquio individuale. 52

Contenuto del corso


Argomenti Introduzione al corso Ottimizzazione di progetto Metodi di confronto e di Decisione Multicriterio Progettazione Concettuale e Assiomatica Sviluppo di Progetti Innovazione Contenuti specifici Definizioni e concetto di Innovazione e di Sviluppo; valore scientifico ed economico dellinnovazione. Analisi dei metodi decisionali ed applicazione alla Progettazione di Prodotto: processo di sviluppo Prodotto e fasi decisionali Logiche delle proposizioni. Analytical Hierarchy Process (AHP). Tecniche di Intelligenza Artificiale. TRIZ Requisiti funzionali e variabili di progetto, assiomi dindipendenza e dinformazione; metodi danalisi delle dipendenze e di misura dellinformazione e dellentropia ad essa collegata. Processo di progettazione. Esempi di definizione preliminare di prodotto e di sviluppo concettuale di progetto Cardini dellInnovazione nel processo di progettazione; interazione col mercato; Kansei design Ore Lez. 6 6 9 3 6 Ore Eserc. Ore Lab.

3 6

9 3

Totale Ore

36

24

Testi di riferimento Appunti dalle lezioni Suh : Principle of Design. Oxford University Press Pahl e Beitz, Engineering Design : a Systematic Approach. Springer Verlag Zimmermann : Fuzzy set theory and its applications Klir Yuan : Fuzzy sets and fuzzy logic. ed. Prentice Hall Siddal : Probabilistic Engineering Design. Marcel Dekker inc European Commission - Oslo Manual

53

Logistica Industriale
Cds: Ingegneria Gestionale Anno: III Docente: Prof. Massimo de Falco Semestre: I Integrato: No Codice: Propedeuticit: Impianti Industriali SSD: ING-IND/17 Crediti: 3 Tipologia: Caratterizzante

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso tratta la logistica industriale con l'obiettivo di fornire i criteri generali ed i principali metodi che presiedono alla progettazione ed alla gestione di sistemi logistici capaci di realizzare l'integrazione dei flussi fisici ed informativi al fine di garantire un elevato livello di servizio ai clienti. In particolare vengono affrontati gli argomenti relativi al trasporto, allo stoccaggio ed alla gestione delle merci in ottica inbound e outbound, nonch ai problemi di gestione delle operazioni in ambito internazionale. Vengono, infine, forniti cenni sulloutsourcing del servizio logistico, sulla gestione integrata della logistica e sul Supply Network Management. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Acquisire competenze relativamente ai sistemi logistici industriali nonch ai principali metodi per la loro progettazione e successiva gestione. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Capacit di progettazione e gestione dei sistemi logistici. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi pi appropriati per la gestione di sistema logistico. Abilit comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato alla logistica degli impianti industriali. Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso, ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste nozioni di base sugli impianti industriali. Metodi didattici Linsegnamento prevede lezioni teoriche frontali. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr tramite un colloquio orale. Contenuto del corso
Argomenti Il sistema logistico Contenuti specifici Definizione della funzione logistica. Caratteristiche del mercato odierno e ruolo della logistica. Evoluzione della logistica. La logistica come visione integrata del processo: approvvigionamento produzione, distribuzione, servizio post-vendita. Ruolo della logistica nelle diverse fasi del ciclo di vita del prodotto. Flussi delle attivit fisiche della logistica. La modalit di trasporto come fattore competitivo (intermodalit). Scenari evolutivi del trasporto merci e della logistica. Gli operatori del trasporto. I rischi nelle Ore Lez. Ore Eserc. Ore Lab.

Le operazioni di trasporto

54

operazioni di trasporto internazionale. Le operazioni di stoccaggio Funzioni, tipologie, aree operative del magazzino. Criteri di scelta e localizzazione. Politiche di gestione operativa del magazzino. Modellistica e metodi di supporto alla progettazione ed alla gestione. Protezione delle merci (imballaggi). La funzione delle scorte, la gestione dell'inventory come attivit logistica, giacenze e rimanenze, valorizzazione delle rimanenze, scorte nei depositi. Aggregazione dei clienti, aggregazione dei prodotti, comunanza, sostituzione. Vantaggi e criticit delloutsourcing logistico. La misurazione della performance di servizio prodotta, la misurazione della prestazione percepita. La strategia, il servizio ed il costo totale logistico, la frontiera dell'eccellenza, la matrice costo servizio. Definizione ed evoluzione della SNM. Valutazione delle performance. Il ruolo dei sistemi informatici in SNM. Gestione dellinventario allinterno del network (il bullwhip effect). Le caratteristiche dell'azienda logistics oriented. 4

La gestione dellinventario

Outsourcing dei servizi logistici

Supply Network Management Totale Ore

5 27

Testi di riferimento Dispense dal corso a cura del docente con bibliografia specifica di approfondimento

55

Macchine e Sistemi Energetici


Cds: Ingegneria Meccanica professionalizzante Anno: III Docente: Ivan ARSIE Semestre: I Integrato: Codice: Propedeuticit: Fisica Tecnica SSD: ING-IND/08 Crediti: 6 Tipologia:

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il Corso ha per obiettivo lo studio dei principi generali di funzionamento delle macchine a fluido e dei sistemi energetici e la loro descrizione funzionale. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione delle problematiche di conversione energetica e dei bilanci energetici. Conoscenza di sistemi ed impianti per la conversione dellenergia e delle curve caratteristiche delle macchine operatrici e del relativo accoppiamento con limpianto. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Analizzare i flussi energetici negli impianti per la conversione dellenergia, eseguire il dimensionamento di massima di impianti motori ed operatori, analizzare le problematiche di risparmio energetico. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i sistemi pi appropriati per la conversione dellenergia e la tipologia di macchina operatrice da inserire in un impianto, ottimizzando i flussi energetici in base al contesto in esame. Abilit comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato alle macchine ed ai sistemi energetici. Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso, ed approfondire gli argomenti trattati usando fonti diverse da quelle proposte Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze termodinamiche di base, con particolare riferimento alle unit di misura ed alle propriet dei fluidi. Metodi didattici Linsegnamento contempla lezioni teoriche, esercitazioni in aula ed esercitazioni pratiche di laboratorio. Nelle esercitazioni in aula vengono assegnati esercizi numerici. Nelle esercitazioni in laboratorio gli studenti rilevano sperimentalmente le curve caratteristiche di una macchina operatrice dinamica. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante una prova scritta e colloquio orale. Contenuto del corso
Argomenti Contenuti specifici Fonti energetiche primarie ed utilizzi finali. Combustibili. Energie rinnovabili. Cenni su interazioni tra energia, ambiente ed economia. Classificazione e descrizione delle macchine. Macchine motrici ed operatrici, impianti motori primi termici ed impianti operatori. Fonti di energia. Interazioni tra energia, ambiente ed economia. Cenni sul Ore Lez. Ore Eserc. Ore Lab.

Fonti di energia

56

sistema energetico italiano e regionale.

Richiami di termodinamica

Sistemi chiusi ed aperti, scambio di energia, trasformazioni termodinamiche reversibili ed irreversibili. Primo principio per sistemi aperti e chiusi ed applicazioni. Equazione dellenergia in forma termodinamica e meccanica. Secondo principio della termodinamica, piano T,s. Trasformazioni cicliche, ciclo di Carnot. Diagramma di fase. Rendimenti.
Cicli ideali, limite e reali. Rendimento Globale e Consumo Specifico. Catena dei Rendimenti Applicazioni. Ciclo Rankine ed Hirn. Risurriscaldamenti e rigenerazione. Generatori di vapore. Tipologie di impianto. Regolazione. Applicazioni. Ciclo Joule. Lavoro e rendimento. Ciclo reale. Interrefrigerazione e riscaldamenti ripetuti. Rigenerazione. Regolazione. Equazione di Eulero. Triangoli di velocit. Grado di reazione. Rendimento di palettatura. Turbine assiali. Stadio ideale R=0 R=0.5. Cenni sul funzionamento reale. Limiti di potenza. Regolazione e parzializzazione. Macchine operatrici dinamiche e volumetriche. Classificazione, pompe, compressori. Campi di applicazione, circuito utilizzatore, prevalenza e perdite di carico. Macchine radiali, curve caratteristiche, parametri ridotti. Regolazione delle pompe, strozzamento, numero di giri e by-pass. Cavitazione, NPSH. Compressori alternativi, rendimento volumetrico e rapporto di compressione. Impianti a ciclo inverso, frigoriferi e pompe di calore, fluidi frigorigeni.

Impianti motore termici Impianti a vapore

3 6

1 2

Impianti a gas Scambio di lavoro nelle turbomacchine

Macchine operatrici

10

Totale Ore

41

15

Testi di riferimento
R. Della Volpe, Macchine, Liguori, Napoli. G. Rizzo, Supporti Didattici Multimediali al Corso di Macchine, CD-ROM, CUES.

57

Marketing e Distribuzione
Cds: Ingegneria Gestionale Anno: III Docente: prof. Mauro CAPUTO Semestre: II Integrato: Propedeuticit: nessuna SSD: Crediti: 6 Tipologia: Caratterizzante

Codice:

ING/IND-35

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso fornisce conoscenze relative al marketing. Verranno esaminate tutte le variabili che intervengono nella definizione del mercato obiettivo, nelle analisi e ricerche di mercato, nella segmentazione del mercato e nel posizionamento dellimpresa allinterno di questo e nella creazione di valore per il cliente e vantaggi o competitivo per limpresa. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Approfondimento dei concetti legati alleconomia dimpresa; in particolare si analizzeranno le principali leve del marketing mix. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Conoscenza approfondita delle variabili tipiche del marketing. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper formulare un piano di marketing corretto. Abilit comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente gli argomenti legati alla gestione dimpresa. Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso, ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste le conoscenze di base legate alleconomia dimpresa ed allorganizzazione. Metodi didattici Linsegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. Nelle esercitazioni in aula viene assegnato agli studenti un caso aziendale da analizzare in relazione alle competenze teoriche apprese durante il corso. Metodi di valutazione La prova di esame consiste nella stesura di un elaborato (piano di marketing) e in un colloquio orale. Contenuto del corso
Argomenti Contenuti specifici Introduzione ai processi di pianificazione strategica e di marketing management - Il comportamento dacquisto del consumatore e delle organizzazioni - La segmentazione del mercato - La strategia di marketing Le decisioni relative al prodotto - La comunicazione di marketing - La gestione della rete di vendita - Le decisioni relative al prezzo - La gestione dei canali distributivi - La gestione della marca e la brand equity - Lo sviluppo del piano di marketing - Il marketing dei servizi - Il marketing internazionale Il web marketing - Evoluzione relazionale dellapproccio di marketing: customer relationship management e marketing esperenziale. Ore Lez. Ore Eserc. Ore Lab.

Marketing

36

24

58

Totale Ore

36

24

Testi di riferimento Peter, Donnely Jr, Pratesi, Marketing, McGraw-Hill Dispense a cura del docente Lucidi delle lezioni e altro materiale disponibili su sito web: http://elearning.dimec.unisa.it

59

Matematica I
CdL: Ingegneria Gestionale Anno: I Docente: Proff. Vincenzo TIBULLO ed Elvira ZAPPALE Semestre: I Propedeuticit: nessuna SSD: MAT/05

Integrato: NO

Crediti: 9 Tipologia: di base

Codice:

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira allacquisizione degli elementi di base di Analisi Matematica ed Algebra lineare: Insiemi numerici, Cenni di Algebra Vettoriale, Funzioni reali, Richiami su equazioni e disequazioni, Successioni numeriche, Limiti di una funzione, Funzioni continue, Derivata di una funzione, Teoremi fondamentali del calcolo differenziale, Studio del grafico di una funzione, Matrici e sistemi lineari, Spazi vettoriali, Trasformazioni lineari e diagonalizzazione, Geometria analitica. Gli obiettivi formativi del corso consistono nellacquisizione dei risultati e delle tecniche dimostrative, nonch nella capacit di utilizzare i relativi strumenti di calcolo. Il corso ha come scopo principale quello di consolidare conoscenze matematiche di base e di fornire e sviluppare strumenti utili per un approccio scientifico ai problemi e fenomeni che lo studente incontrer nel proseguimento dei suoi studi. La parte teorica del corso sar presentata in modo rigoroso ma conciso e accompagnata da una parallela attivit di esercitazione volta a favorire la comprensione dei concetti. Competenze e capacit in uscita dal corso Competenze relative a: Applicare i teoremi e le regole studiate alla risoluzione di problemi Uso corretto del linguaggio matematico Affrontare ed analizzare vari problemi Caratteristiche e propriet delle funzioni reali di una variabile reale Numeri reali e complessi. Propriet di matrici, spazi vettoriali, trasformazioni lineari, autovalori e autovettori Capacit di: Sviluppare in modo coerente le varie dimostrazioni Costruire metodi e procedure per la risoluzione di problemi Effettuare calcoli con limiti, derivate. Analizzare il comportamento di una funzione di una singola variabile. Svolgere semplici calcoli con i numeri complessi. Risolvere esercizi non complessi nellambito della geometria e dellalgebra lineare. Determinare autovalori e autovettori di una trasformazione lineare. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) 1. comprensione della terminologia utilizzata nellambito dellanalisi matematica, algebra lineare e geometria 2. conoscenza delle metodologie di dimostrazione 3. conoscenza dei concetti fondamentali dellanalisi matematica 4. conoscenza dei concetti fondamentali dellalgebra lineare e della geometria Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) 1. Saper applicare i teoremi e le regole studiate alla risoluzione di problemi 2. Saper sviluppare in modo coerente le varie dimostrazioni 3. Saper costruire metodi e procedure per la risoluzione di problemi 4. Saper effettuare calcoli con limiti, derivate. 60

Autonomia di giudizio (making judgements) 1. Saper individuare i metodi pi appropriati per risolvere in maniera efficiente un problema matematico 2. Essere capaci di trovare delle ottimizzazioni al processo di risoluzione di un problema matematico Abilit comunicative (communication skills) 1. Saper lavorare in gruppo 2. Saper esporre oralmente un argomento legato alla matematica Capacit di apprendere (learning skills) 1. Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso 2. Saper approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati allo studente sono richiesti i seguenti prerequisiti: - conoscenze relative allalgebra, con particolare riferimento a: equazioni e disequazioni algebriche, logaritmiche, esponenziali, trigonometriche, trascendenti - conoscenze relative alla trigonometria, con particolare riferimento alle funzioni trigonometriche fondamentali

Contenuto del corso Lezioni ed esercitazioni Argomenti Cenni di Algebra Vettoriale Contenuti specifici Introduzione allalgebra vettoriale e alle operazioni con i vettori. Introduzione alla teoria degli insiemi. Operazioni sui sottoinsiemi di un insieme. Introduzione ai numeri reali. Estremi di un insieme numerico. Intervalli di R. Intorni, punti di accumulazione. Insiemi chiusi e insiemi aperti. Introduzione ai numeri complessi. Unit immaginaria. Operazioni sui numeri complessi. Forma geometrica e forma trigonometrica. Potenze e formula di De Moivre. Radici n-esime. Definizione. Campo di esistenza, codominio e grafico di funzione. Estremi di una funzione reale. Funzioni monotone. Funzioni composte. Funzioni invertibili. Funzioni elementari: funzione potenza nesima e radice nesima, funzione esponenziale, funzione logaritmica, funzione potenza, funzioni trigonometriche e loro inverse. Equazioni di primo grado. Equazioni di secondo grado. Equazioni binomie. Equazioni irrazionali. Equazioni trigonometriche. Equazioni esponenziali e logaritmiche. Sistemi di equazioni. Disequazioni di primo grado. Disequazioni di secondo grado. Disequazioni fratte. Disequazioni irrazionali. Disequazioni trigonometriche. Disequazioni esponenziali e logaritmiche. Sistemi di disequazioni. Definizioni. Successioni limitate, convergenti, oscillanti e Ore Lez. 1 Ore Eserc. 2

Insiemi numerici.

Funzioni reali

Richiami su equazioni e disequazioni

Successioni

2 61

numeriche Limiti di una funzione Funzioni continue

Derivata di una funzione

Teoremi fondamentali del calcolo differenziale Studio del grafico di una funzione Matrici e sistemi lineari

divergenti. Successioni monotone. Numero di Nepero. Criterio di convergenza di Cauchy. Definizione. Limite destro e limite sinistro. Teorema di unicit. Teoremi di confronto. Operazioni e forme indeterminate. Limiti notevoli. Definizione. Continuit e discontinuit. Teorema di Weierstrass. Teorema degli zeri. Teorema di Bolzano. Continuit uniforme. Definizione. Derivate destra e sinistra. Significato geometrico, retta tangente al grafico di una funzione. Derivabilit e continuit. Regole di derivazione. Derivate delle funzioni elementari. Derivate di funzione composta e funzione inversa. Derivate di ordine superiore. Differenziale di una funzione e significato geometrico. Teorema di Rolle. Teorema di Cauchy. Teorema di Lagrange e corollari. Teorema di De lHospital. Condizioni per massimi e minimi relativi. Formule di Taylor e di Mac-Laurin. Asintoti di un grafico. Ricerca dei massimi e minimi relativi. Funzioni concave e convesse in un punto, flessi. Grafico di una funzione tramite i suoi elementi caratteristici. Matrici e Determinanti. Risoluzione di sistemi lineari: Teorema di Rouch-Capelli; Teorema di Cramer. La struttura di spazio vettoriale. Dipendenza e indipendenza lineare. Spazi Vettoriali e dimensione finita. Teorema della base. Sottospazi vettoriali. Intersezione e somma di sottospazi (cenni), somma diretta. Definizione di prodotto scalare. Definizione di spazio vettoriale euclideo reale. Definizione di norma. Disuguaglianza di Cauchy Schwarz. Definizione di angolo. Definizione di vettori ortogonali. Basi ortonormali. Componenti in una base ortonormale. Proiezioni ortogonali. Procedimento di Gram-Schmidt. Definizioni di trasformazione lineare. Nucleo e immagine. Propriet e caratterizzazioni. Teorema della dimensione. Rappresentazione matriciale. Polinomio caratteristico. Autospazi e relative propriet. Molteplicit algebrica e geometrica. Diagonalizzazione: definizione e caratterizzazioni (per matrici ed endomorfismi). Condizione sufficiente per la diagonalizzazione. Diagonalizzazione ortogonale. Definizione e caratterizzazioni di endomorfismi simmetrici. Propriet degli autovalori di matrici simmetriche. Teorema spettrale. Sistema di riferimento cartesiano nel piano. Equazione della retta in forma implicita ed esplicita. Equazione segmentaria della retta. Parallelismo di rette. Fascio improprio di rette. Fascio proprio di rette. Retta per un punto. Retta passante per un punto e parallela ad una retta

Spazi vettoriali

Trasformazioni lineari e diagonalizzazione

Geometria analitica

62

data. Condizioni di perpendicolarit di due rette. Coniche. Algoritmo di riduzione a forma canonica. Coordinate cartesiano nello spazio. Equazione del piano (parametrica e cartesiana). Equazione della retta (parametrica, cartesiana, simmetrica). Fasci di piani. Stelle di piani. Condizioni di parallelismo e perpendicolarit tra rette e rette, rette e piani, piani e piani. Totale Ore Testi di riferimento G. Albano, C. DApice, S. Salerno, Limiti e Derivate, CUES (2002). G. Albano, C. DApice, S. Salerno, Algebra Lineare, CUES (2002). C. DApice, R. Manzo, Verso lesame di Matematica I, CUES (2007). Materiali didattici su piattaforma di e-learning IWT Appunti delle lezioni. 52 38

63

Matematica II
Cds: Ingegneria Gestionale Anno: I Docente: Proff. E. ZAPPALE e G. ALBANO Semestre: II Integrato: NO Codice: Propedeuticit: Matematica I SSD: MAT/05

Crediti: 9 Tipologia: di base

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira allacquisizione degli elementi di base di Analisi Matematica II. Calcolo delle primitive e teoria dellintegrazione secondo Riemann per funzioni di variabile reale. Comportamento asintotico di serie numeriche e di successioni e serie di funzioni reali di variabile reale. Equazioni differenziali ordinarie. Funzioni di pi variabili reali a valori scalari e vettoriali. Continuit, calcolo differenziale ed estremi relativi. Teoria differenziale delle curve e delle superfici. Integrale di Riemann per funzioni di pi variabili. Integrali curvilinei e di superficie. Forme differenziali. Il corso ha come scopo principale quello di fornire e sviluppare strumenti utili per un approccio scientifico ai problemi e fenomeni che lo studente incontrer nel proseguimento dei suoi studi. La parte teorica del corso sar presentata in modo rigoroso e sintetico e accompagnata da una parallela attivit di esercitazione volta a favorire la comprensione dei concetti. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Uso corretto del linguaggio matematico Conoscenza dei principali risultati (teoremi) di base dellanalisi matematica Capacit di affrontare e di analizzare vari problemi Conoscenza delle caratteristiche e propriet delle funzioni di pi variabili reali. Capacit di argomentare in modo coerente al fine di dimostrare o dedurre risultati matematici. Costruire metodi e procedure per la risoluzione di semplici problemi Effettuare calcoli di aree, volumi e lunghezze in termini di integrali. Analizzare il comportamento di funzioni di pi variabili. Saper risolvere semplici tipi di equazioni differenziali ordinarie e individuare le propriet delle soluzioni. Risolvere semplici problemi formulabili in termini matematici. Individuare il carattere di una serie e/ o successione numerica o di funzioni. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper utilizzare i contenuti del corso al fine di risolvere problemi. Capacit di argomentare in modo coerente al fine di dimostrare o dedurre risultati matematici. Costruire metodi e procedure per la risoluzione di semplici problemi Effettuare calcoli con limiti, derivate. Analizzare il comportamento di una funzione di una singola variabile. Svolgere semplici calcoli con i numeri complessi. Risolvere problemi non complessi formulabili in termini di geometria e di algebra lineare. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare metodi per risolvere problemi formulabili in termini matematici Essere capaci di sintetizzare ed ottimizzare il processo di risoluzione di un problema matematico Abilit comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo Saper esporre ed inquadrare sia i contenuti propri della Matematica sia gli argomenti a questa collegabili. 64

Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso Saper approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti

Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati allo studente sono richieste: - conoscenze relative allalgebra, con particolare riferimento a: polinomi, equazioni e disequazioni algebriche, logaritmiche, esponenziali, trigonometriche, trascendenti - conoscenze relative alla trigonometria, con particolare riferimento alle funzioni trigonometriche fondamentali Metodi didattici Linsegnamento contempla lezioni teoriche frontali ed esercitazioni in aula, fornendo sia le motivazioni e la descrizione di semplici applicazioni dei contenuti dellinsegnamento, sia gli strumenti necessari per la risoluzione di problemi ed esercizi relativi agli argomenti del corso.

Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante una prova scritta e colloquio orale. Contenuto del corso Lezioni ed esercitazioni
Argomenti Integrazione di funzioni di una variabile Contenuti specifici Definizione di funzione primitiva e integrale indefinito. Integrali immediati. Regole e metodi di integrazione. Integrale delle funzioni razionali fratte. Integrale definito e significato geometrico. Teorema del valor medio. Funzione integrale e teorema fondamentale del calcolo integrale Successioni numeriche. Introduzione alle serie numeriche. Serie convergenti, divergenti e indeterminate. Serie geometrica, armonica. Serie a termini positivi e criteri di convergenza: criteri del confronto, del rapporto, della radice. Successioni. Definizioni. Convergenza puntuale e uniforme. Esempi e controesempi. Teorema sulla continuit del limite. Criterio di Cauchy uniforme. Teoremi di passaggio al limite sotto il segno di integrale. Teorema di passaggio al limite sotto il segno di derivata. Serie di funzioni. Definizioni. Convergenza puntuale, uniforme, totale. Criteri di Cauchy. Derivazione e integrazione per serie. Serie di potenze. Definizioni. Insieme di convergenza e raggio di convergenza. Teorema di Cauchy-Hadamard. Teorema di DAlembert. Raggio di convergenza della serie derivata. Conve rgenza uniforme e totale. Teorema di integrazione e di derivazione per serie. Esempi e controesempi. Definizioni. Limite e continuit. Teorema di Weierstrass. Teorema di Cantor. Derivate parziali. Il Teorema di Schwarz. Gradiente. Differenziabilit. Il Teorema del Differenziale Totale. Funzioni composte. Teorema di derivazione delle funzioni composte. Differenziabilit delle funzioni composte. Derivate direzionali. Funzioni con gradiente nullo in un connesso. Funzioni definite tramite integrali. Formula di Taylor e differenziali di ordine superiore. Forme quadratiche. Matrici quadrate definite, semidefinite e indefinite. Massimi e minimi relativi. Funzioni a valori vettoriali. Definizioni. Integrale particolare e integrale generale. Esempi. Il problema di Cauchy. Teorema di esistenza ed unicit locale. Teorema di esistenza ed unicit globale. Prolungamento di una soluzione. Soluzioni massimali (cenni). Equazioni differenziali del primo ordine. Equazioni differenziali lineari. Struttura dellinsieme delle soluzioni. Equazioni differenziali lineari a Ore Lez. 7 Ore Eserc. 5

Serie numeriche

Successioni e serie di funzioni

Funzioni di pi variabili

Equazioni differenziali

65

coefficienti costanti. Wronskiano e sue propriet. Metodi di risoluzione. Integrali di funzioni di pi variabili Curve ed integrali curvilinei Forme differenziali Superfici ed integrali di superficie Funzioni implicite Totale Ore Definizioni. Cenni sulla teoria di Peano-Jordan. Integrali multipli. Propriet. Esempi. Applicazione ad aree e volumi. Il Primo Teorema di Pappo-Guldino. Formule di riduzione. Cambiamento di variabili. Definizione. Curve regolari. Lunghezza di una curva. Teorema di rettificabilit. Cordinate curvilinee. Triedro fondamentale. Integrale curvilineo di una funzione. Definizioni. Campi vettoriali. Integrale curvilineo di una forma differenziale lineare. Forme chiuse ed esatte. Criteri di esattezza. Relazione tra esattezza e chiusura. Forme chiuse in rettangoli o aperti stellati. Forme chiuse in aperti semplicemente connessi. Definizioni. Esempi. Propriet. Cambiamento di rappresentazioni parametriche. Area di una superficie e integrali superficiali. Superfici con bordo. Il Secondo Teorema di Pappo-Guldino. Teorema della Divergenza. Formula di Stokes. Teorema del Dini. Moltiplicatori di Lagrange. Problemi di massimo e minimo vincolato 7 5

2 53

1 37

Testi di riferimento N. Fusco, P. Marcellini, C. Sbordone, Elementi di Analisi Matematica 2. Versione Semplificata Per i Nuovi Corsi di Laurea Liguori. P. Marcellini, C. Sbordone, Esercitazioni di Matematica 2 Parte 1Liguori. P. Marcellini C. Sbordone, Esercitazioni di Matematica 2 Parte 2 Liguori. Appunti delle lezioni Altro materiale didattico fornito dal docente.

66

Matematica III
Cds: Ingegneria Gestionale Anno: II Docente: Prof. Edoardo Scarpetta Semestre: II Integrato: no Codice: 0610300018 Propedeuticit: Matematica I, II SSD: MAT/07 Crediti: 9 Tipologia: Di Base

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso intende fornire i concetti fondamentali della Meccanica Razionale, sottolineandone i metodi modellistici e logico-deduttivi. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Conoscenza e comprensione della metodologia tipica dellapproccio razionale allo studio dei fenomeni fisici, in particolare meccanici. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper costruire modelli matematici per rappresentare semplici fenomeni meccanici, impostando la risoluzione delle corrispondenti equazioni. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi pi appropriati per impostare ed organizzare un modello matematico. Abilit comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo e condividere efficacemente idee e procedimenti. Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti anche diversi da quelli presentati durante il corso, ed approfondire gli argomenti trattati usando approcci e/o procedure alternativi. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze fisiche e matematiche di base. Metodi didattici Linsegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante un esame che consiste di prova scritta e prova orale. Contenuto del corso
Argomenti Algebra vettoriale Cinematica del punto e dei sistemi Geometria delle masse Dinamica del punto libero e vincolato Dinamica dei Sistemi Contenuti specifici Vettori liberi e vettori applicati. Propriet ed operazioni fondamentali. Descrizione geometrica del movimento, traiettoria e legge oraria. Formule di Frenet. Moti relativi, teorema di Coriolis. Moti rigidi, teorema di Mozzi. Moti rigidi piani, traiettorie polari. Baricentri e momenti dinerzia. Matrice ed ellissoide dinerzia, assi e momenti principali. Sistemi a struttura giroscopica. Massa, forza ed equazione fondamentale. Oscillatore armonico semplice e forzato, studio della risonanza. Dinamica relativa, forze apparenti. Concetto di vincolo, grado di libert e reazione vincolare Grado di libert e coordinate lagrangiane. Forze esterne e forze interne. Equazioni Cardinali. Moto del baricentro e intorno al baricentro. Ore Lez. 7 12 7 10 20 Ore Eserc. 4 7 6 6 11 Ore Lab.

67

materiali

Equilibrio e stabilit, introduzione al metodo di Liapounov e criterio di Dirichlet. Solido libero. Solido con asse fisso e liscio, equazioni pure per moto ed equilibrio, calcolo delle reazioni vincolari, problemi ai valori iniziali. 56 34

Totale Ore

Testi di riferimento Dispense del Docente (Matematica III). M. Fabrizio: Introduzione alla Meccanica Razionale e ai suoi Metodi Matematici, Zanichelli (Bologna). F. Stoppelli: Appunti di Meccanica Razionale, Liguori (Napoli).

68

Meccanica dei Fluidi


Cds: Ingegneria Meccanica Anno: II Docenti: Prof. Paolo Luchini Semestre: II Integrato: Codice: 0610600015 Propedeuticit: Fisica I, Matematica II SSD: ING-IND/06 Crediti: 6 Tipologia: affine o integrativa

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira allapprendimento delle equazioni fondamentali della meccanica dei fluidi e all'acquisizione della capacit di dimensionare correttamente quei sistemi a fluido che sono governati da un semplice bilancio unidimensionale. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione dei concetti fisici legati al moto dei fluidi e conoscenza della terminologia utilizzata in tale ambito. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper analizzare e risolvere problemi pratici in cui interviene il moto dei fluidi. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi pi appropriati per risolvere problemi ingegneristici legati al contesto in esame Abilit comunicative (communication skills) Saper esporre argomenti legati al contesto in esame Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso, ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze matematiche e fisiche di base quali quelle trattate nei corsi di Matematica I e II e Fisica I Metodi didattici Linsegnamento contempla lezioni teoriche, esercitazioni in aula e la proiezione di filmati di esperimenti. Nelle esercitazioni in aula viene generalmente risolto un esercizio attinente alla teoria svolta con il coinvolgimento degli studenti. La proiezione di filmati di esperimenti viene proiettata a scopo illustrativo per meglio sottolineare alcuni aspetti pratici e teorici degli argomenti trattati. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante una prova scritta non obbligatoria ed un colloquio orale. Contenuto del corso
Argomenti La descrizione continua della materia Statica dei fluidi Equazioni di bilancio su di un volume finito Contenuti specifici Propriet locali conservate di un sistema continuo. Equazioni del bilancio. Propriet dei fluidi. Forma generale del flusso di quantit di moto. Forze di massa e di superficie. Il tensore degli sforzi Equazione dell'idrostatica. Manometri. Spinte su superfici immerse. Corpi galleggianti Il teorema di Reynolds del trasporto. Conservazione della massa, della quantit di moto e del momento angolare. Spinta su di un Ore Lez. 3 Ore Eserc. 2 Ore Lab.

3 4

2 3

69

Equazioni di bilancio su di un volume infinitesimo

Legge di Bernoulli Correnti con accelerazione trascurabile Moto a potenziale

Lo strato limite

Corrente condotti

turbolenta

in

Cenni alla comprimibile Totale Ore

corrente

condotto a sezione variabile e su di una curva. Spinta di un getto. Analisi dimensionale. Linee di flusso, superfici e tubi di flusso. La derivata sostanziale. Legge di Newton della viscosit. Le equazioni di Navier-Stokes. Le equazioni di Eulero. Linee di corrente e loro rappresentazione. Flusso di Couette e di Poiseuille tra lastre parallele ed in un condotto cilindrico. Lastra messa in moto impulsivamente. Pressione statica, dinamica e totale. Perdita di carico e prevalenza. Tubo di Venturi come misuratore e come aspiratore. La teoria di Reynolds della lubrificazione; la testina di lettura di un disco magnetico. Cenni alla corrente di Stokes intorno ad una sfera ed un cilindro Campi semplici ottenibili come sovrapposizione di pozzi e sorgenti. Generazione della portanza. Definizione dei coefficienti di portanza e di resistenza. Concetto di similitudine. Strato limite su di una lastra piana. Calcolo della resistenza. Descrizione qualitativa dei fenomeni associati alla separazione Propriet della turbolenza. Il profilo di velocit. La legge di attrito di Prandtl. Il diagramma di Moody. Corrente nei tubi diritti e attraverso raccordi di tubazioni. Biforcazioni. Misure di portata Piccole perturbazioni. Velocit del suono. Grandezze conservate. Propriet al punto di di ristagno. Corrente isentropica quasi unidimensionale. Corrente in un tubo diritto con attrito. Corrente in un tubo diritto con trasferimento di calore. Uso delle tabelle. Cenno alle onde d'urto.

3 3

2 2

36

24

Testi di Riferimento D. Pnueli, C. Gutfinger: Meccanica dei Fluidi. Zanichelli 1995 Testi per approfondimento: D. J. Acheson: Elementary Fluid Dynamics. Oxford University Press 1990 G. K. Batchelor: An Introduction to Fluid Dynamics. Cambridge University Press 2000 R. L. Panton: Incompressible Flow. Wiley 1995 P. Luchini: Onde nei fluidi, instabilit e turbolenza. Dipartimento di Progettazione Aeronautica, Universit di Napoli, 1993 P. Luchini, M. Quadrio: Aerodinamica. Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale, Politecnico di Milano, 2000-2002; consultabile su http://pcquadrio.aero.polimi.it/it/Didattica/aerodinamica.html Y. engel, J.M. Cimbala, Meccanica dei Fluidi, McGraw-Hill 2007 F. M. White, Fluid Mechanics, McGraw-Hill VI Edizione

70

Misure Meccaniche
Cds: Laurea in Ingegneria Gestionale Anno: III Docente: Prof. Adolfo SENATORE Semestre: I Integrato: Propedeuticit: Crediti: 3 Tipologia: Affine

Codice: 0610600045

SSD: ING-IND/13

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il Corso si propone di illustrare le principali tecniche impiegate nella misura di grandezze di interesse industriale. Attraverso esercitazioni in aula ed in laboratorio sono esaminati i principi per lacquisizione ed elaborazione dati e per lanalisi critica dei risultati. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Scelta dellopportuna strumentazione di misura in relazione alle grandezze in esame; analizzare i risultati ottenuti. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Individuare per la specifica grandezza da misurare la pi idonea strumentazione di misura. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper analizzare con spirito critico i risultati ottenuti dalle misurazioni. Abilit comunicative (communication skills) Saper operare in team ed esporre i risultati in formato corretto e interpretabile in maniera univoca. Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze di base di fisica (meccanica e termodinamica). Metodi didattici Linsegnamento prevede lezioni teoriche, esercitazioni in aula ed esercitazioni in laboratorio. Le esercitazioni consentono lapplicazione degli elementi di teoria a strumenti/misure relative a casi specifici. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante una prova scritta ed un colloquio orale. Contenuto del corso
Argomenti Teoria delle misure Caratteristiche statiche e dinamiche Strumenti di misura Laboratorio Contenuti specifici Errore ed incertezza. I sistemi di unit di misura e propriet. Elementi di elaborazione statistica dei risultati delle misure. Caratteristiche statiche: sensibilit, risoluzione, accuratezza e ripetibilit. Caratteristiche dinamiche degli strumenti di misura. Risposta di strumenti lineari ai vari tipi di segnale. Misure dimensionali e di spostamento. Misure di deformazione. Misure di forza e pressione. Misure di portata. Taratura statica e dinamica di strumenti, misure dimensionali di temperatura, di vibrazioni, di rumore. Ore Lez. 7 4 5 0 Ore Eserc. 3 4 1 0 6 Ore Lab.

71

Totale Ore

16

Testi di riferimento F. Angrilli Corso di Misure Mecc., Termiche e Coll. CEDAM E. O. Doebelin Measurement systems, application and design McGraw-Hill Publ. Company

72

Ricerca Operativa
CdL: Ingegneria Gestionale Anno: III Docente: Prof. Saverio Salerno Semestre: I Integrato: NO Codice: 0610600039 Propedeuticit: Matematica I, Matematica II SSD: MAT/09 Crediti: 6 Tipologia: di base

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira allacquisizione degli elementi di base di Ricerca Operativa: principali tecniche di ottimizzazione, programmazione lineare e non lineare, programmazione lineare intera, teoria dei grafi, algoritmi per la ricerca di un percorso minimo su grafi. Gli obiettivi formativi del corso consistono nellacquisizione dei risultati e delle tecniche dimostrative, nonch nella capacit di utilizzare i relativi strumenti di calcolo. Il corso ha come scopo principale, a partire dalle conoscenze di base di Analisi Matematica ed Algebra Lineare, di consentire di affrontare problemi di programmazione lineare, non lineare e teoria dei grafi, e di fornire e sviluppare strumenti utili per un approccio scientifico a problemi e fenomeni che lo studente incontrer nel proseguimento dei suoi studi. La parte teorica del corso sar presentata in modo rigoroso ma conciso e accompagnata da una parallela attivit di esercitazione volta a favorire la comprensione dei concetti. Competenze e capacit in uscita dal corso Competenze relative a: Elementi di base della Ricerca Operativa Modellare matematicamente problemi e fenomeni reali. Applicare i teoremi e le regole studiate alla risoluzione di problemi. Uso corretto del linguaggio matematico relativo alla Ricerca Operativa. Affrontare ed analizzare vari problemi di min/max. Capacit di: Sviluppare in modo coerente le varie dimostrazioni. Costruire metodi e procedure per la risoluzione di problemi. Risolvere esercizi di non elevata complessit nellambito della programmazione lineare, non lineare, e teoria dei grafi. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) 1. comprensione della terminologia utilizzata nellambito della Ricerca Operativa; 2. conoscenza delle metodologie di dimostrazione; 3. conoscenza dei concetti fondamentali della Ricerca Operativa. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) 1. Saper applicare i teoremi e le regole studiate alla risoluzione di problemi. 2. Saper sviluppare in modo coerente le varie dimostrazioni. 3. Saper costruire metodi e procedure per la risoluzione di problemi. 4. Saper effettuare calcoli non complessi nellambito della programmazione lineare, non lineare, e teoria dei grafi. Autonomia di giudizio (making judgements) 1. Saper individuare i metodi pi appropriati per risolvere in maniera efficiente un problema di Ricerca Operativa. 2. Essere capaci di trovare delle ottimizzazioni al processo di risoluzione di un problema di Ricerca Operativa. 73

Abilit comunicative (communication skills) 1. Saper lavorare in gruppo. 2. Saper esporre oralmente un argomento legato alla matematica. Capacit di apprendere (learning skills) 1. Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. 2. Saper approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati, allo studente si consiglia di avere conoscenze di base di analisi matematica, di algebra lineare e di geometria analitica. Contenuto del corso Lezioni ed esercitazioni Argomenti Modelli della Ricerca Operativa Contenuti specifici Lapproccio modellistico. Modelli di Ottimizzazione. Ottimizzazione monodimensionale. Metodi di ottimizzazione monodimensionale. Ottimizzazione multidimensionale non vincolata. Condizioni di ottimalit. Metodi di scalata diretta. Il metodo del gradiente. Ottimizzazione multidimensionale vincolata. Metodi a direzione ammissibile. Introduzione alla Programmazione Lineare. Rappresentazione grafica di un problema di P.L. I vincoli. Il dominio di ammissibilit. La funzione obiettivo. Analisi grafica del problema. Esempi di modelli di programmazione lineare. Soluzione grafica di un problema di P.L. in due variabili. Descrizione dellalgoritmo del simplesso. Risultati fondamentali della teoria della dualit. Interpretazione della dualit. Soluzione di un problema di Programmazione Lineare Intera. Formulazione di un problema di P.L.I. Il metodo Branch and Bound. Applicazioni del metodo Branch and Bound. Un problema di Programmazione Lineare Intera. Forme di rappresentazione di un grafo. Matrice di adiacenza vertice-vertice. Matrice di adiacenza verticearco. Liste P-S. Classificazione dei problemi e degli algoritmi di minimo percorso. Il modello del minimo percorso. Il minimo percorso su grafi aciclici. Ordinamento topologico di un grafo aciclico. Algoritmo per il calcolo dei minimi percorsi su grafi aciclici. Minimo percorso su grafi ciclici: Algoritmo di Dijkstra. Ore Lez. 3 Ore Eserc. 1

Ottimizzazione continua.

Programmazione Lineare

12

La dualit nella programmazione lineare Programmazione intera Elementi di teoria dei grafi

10

Il problema del minimo percorso

Totale Ore

43

17 74

Testi di riferimento Appunti delle lezioni, principalmente costituiti dagli appunti di Grippo e di Mannino

75

Sicurezza degli Impianti Industriali


Cds: Ingegneria Meccanica/Gestionale Anno: III Docente: Prof. Massimo de Falco Semestre: I Integrato: No Codice: Propedeuticit: Impianti Industriali SSD: ING-IND/17 Crediti: 3 Tipologia: Caratterizzante

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso ha lo scopo di fornire agli studenti una valida preparazione sul fondamentale aspetto della sicurezza negli impianti industriali. Esso stato pertanto strutturato in modo da portare lallievo, attraverso un programma didattico implementato su elementi tecnici e legislativi, a cimentarsi positivamente nellindividuazione dei rischi presenti negli impianti industriali, oltre che nellapplicazione degli opportuni interventi di prevenzione e/o protezione. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Acquisire competenze relativamente allanalisi della sicurezza degli impianti industriali e ai principali metodi per labbattimento dei rischi negli impianti industriali. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Capacit di elaborare il piano di sicurezza di uno stabilimento industriale. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi pi appropriati per elaborare il piano di sicurezza di uno stabilimento industriale. Abilit comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato alla sicurezza degli impianti industriali. Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso, ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste nozioni di base sugli impianti industriali. Metodi didattici Linsegnamento prevede lezioni teoriche frontali ed esercitazioni in aula. Nelle esercitazioni in aula gli studenti, che potranno organizzarsi in gruppi di lavoro, saranno chiamati a sviluppare una serie di progetti attinenti agli argomenti trattati durante il corso. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr tramite colloquio orale. Contenuto del corso
Argomenti Contenuti specifici Principali metodologie di analisi per la valutazione dei rischi. Analisi quantitativa e qualitativa dei rischi (esplosioni, incendi elettrici, rilascio di sostanze tossiche, ecc.). Definizione delle priorit e pianificazione degli interventi. Principi di prevenzione tecnica degli infortuni. Fattori ergonomici e di sicurezza nellorganizzazione delle attivit e dl posto di lavoro. Tecniche per lanalisi dei sistemi complessi. Le attivit industriali ed i rischi per lambiente. Gli organi statali di controllo. Ore Lez. Ore Eserc. Ore Lab.

Il rischio negli ambienti di lavoro

76

La normativa per la prevenzione degli infortuni Prevenzione incendi Il rischio elettrico La normativa macchine Totale Ore

Il dlgs 626/94, come modificato dal dlgs 242/96, e norme collegate. Il piano di valutazione dei rischi. Le figure coinvolte: il datore di lavoro, il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, il Rappresentante dei lavoratori, il Medico competente. Igiene del lavoro: microclima, illuminazione, vibrazioni, radiazioni e rumore. Il dl 277/91. Tecniche e Normativa. Carico di incendio. Classificazione degli incendi e modalit di estinzione. Impianti di rilevazione, estinzione ed evacuazione dei fumi. Il piano antincendio. Patologie, protezione e primo soccorso. Dispositivi di sicurezza delle macchine. Luso delle macchine in condizioni di sicurezza. Obblighi e divieti dei costruttori di macchine, dellinstallatore e dellutilizzatore.

4 3 4 21

2 6

Testi di riferimento Dispense dal corso a cura del docente con bibliografia specifica di approfondimento

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Sistemi di Controllo di Gestione


Cds: Ingegneria Gestionale Anno: II Docente: prof. Francesca MICHELINO Semestre: II Integrato: Propedeuticit: Economia ed Organizzazione Aziendale SSD:

Crediti: 6 Tipologia: Caratterizzante

Codice:

ING/IND-35

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso fornisce conoscenze relative al controllo di gestione. Dopo aver inquadrato il problema del controllo di gestione si perviene alla definizione degli indicatori di redditivit tradizionali ed innovativi; quindi si analizzano le tecniche di valutazione degli investimenti e si procede al calcolo dei costi dei diversi fattori produttivi. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Approfondimento dei concetti legati alleconomia dimpresa; in particolare si utilizzeranno tecniche tradizionali ed innovativi di controllo di gestione. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Utilizzo dei principali strumenti di controllo di gestione. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i giusti strumenti per il controllo di gestione. Abilit comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente gli argomenti legatialla gestione dimpresa. Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso, ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste le conoscenze di base legate alleconomia aziendale e allorganizzazione. Metodi didattici Linsegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. Metodi di valutazione La prova di esame consiste in una prova scritta e in un colloquio orale. Contenuto del corso
Argomenti Contenuti specifici Il sistema di controllo di gestione: obiettivi e requisiti - Le tecniche economiche: contabilit generale ed indicatori di redditivit non convenzionali - La valutazione degli investimenti e le tecniche discounted cash flow - La contabilit analitica - Le tecniche non finanziarie e le tecniche ibride - Larchitettura del sistema di controllo di gestione - Il processo di pianificazione e controllo. Ore Lez. Ore Eserc. Ore Lab.

Controllo di gestione

36

24

Totale Ore

36

24

Testi di riferimento Azione, Innovare il sistema di controllo di gestione, ETAS 78

Brealy, Myers, Sandri, Capital budgeting, McGraw-Hill Italia, capp. 1, 2, 3, 5, 6 Dispense a cura del docente Lucidi delle lezioni e altro materiale disponibili su sito web: http://elearning.dimec.unisa.it

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Sistemi e Processi di Produzione


Cds: Ingegneria Gestionale Anno: II Docente: Prof. Fabrizia CAIAZZO Semestre: I Integrato: Propedeuticit: Crediti: 6 Tipologia: Caratterizzante

Codice

SSD: ING-IND/16

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso intende fornire i concetti di base sulle propriet e sul comportamento dei principali materiali per lingegneria e sulle modalit di realizzazione di componenti strutturali, fermando lattenzione prevalentemente sui processi manifatturieri primari, illustrati con lausilio di visite virtuali e di simulazioni interattive. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Conoscenze del comportamento dei principali materiali per lingegneria e delle modalit di realizzazione di componenti strutturali, mediante lutilizzo di processi manifatturieri primari. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Conoscenze per la stesura razionale ed economica per la definizione del processo di trasformazione del grezzo in prodotto Autonomia di giudizio (making judgements) Saper scegliere il metodo di lavorazione per deformazione plastica in funzione del materiale. Abilit comunicative (communication skills) Saper esporre oralmente un argomento legato ai sitemi e ai processi di produzione. Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso, ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze matematiche fisiche e chimiche di base Metodi didattici Linsegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni numeriche in aula. Nella prima lezione del corso viene presentato il sito didattico, appositamente sviluppato, allindirizzo http:/teseo.unisa.it che consente anche un apprendimento personale guidato, con la possibilit di ampliare le conoscenze mediante visite virtuali ai laboratori. Inoltre utilizzando quesiti a risposta multipla o esercizi opportunamente predisposti possibile verificare la preparazione raggiunta. Durante lo svolgimento del corso sono proposti simulazioni interattive e filmati didattici che facilitano la comprensione degli argomenti del corso. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante una prova scritta e colloquio orale.

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Contenuto del corso


Argomenti Sistemi di produzione Caratterizzazione e comportamento meccanico dei materiali Materiali per lingegneria Contenuti specifici Introduzione alle problematiche della produzione e classificazione dei sistemi di produzione. Beni strumentali dellindustria manifatturiera Tensioni e sollecitazioni monoassiali. Deformazioni plastiche a caldo ed a freddo. Lavoro di deformazione elastica e plastica. Prove meccaniche. Materiali metallici e diagrammi di stato binari. Processi per la formatura delle materie plastiche. Materiali compositi con matrice polimerica. Caratteristiche meccaniche di compositi a fibre lunghe unidirezionali. Criteri di plasticit. Processi massivi di deformazione plastica. Tempi e costi di lavorazione. Criteri di scelta del processo di formatura Ore Lez. 6 Ore Eserc. 2

14

11

Processi di formatura Totale Ore

7 38

5 22

Testi di riferimento F. Caiazzo, V. Sergi: Tecnologie generali dei materiali, CittStudi, Torino, 2006 F. Caiazzo, V. Sergi: Problemi di tecnologie generali dei materiali, Utetlibreria, Torino, 2002 F. Gabrielli, R. Ippolito, F. Micari: Analisi e tecnologia delle lavorazioni meccaniche, McGrawHill, Milano

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Sistemi Informativi Aziendali


Cds: Ingegneria Informatica Anno: I Docente: Prof. Giuseppe LIETO Semestre: II Integrato: con Basi di Dati Codice: 0610700039 Propedeuticit: Fondamenti di Informatica SSD: ING-INF/05 Crediti: 3 Tipologia: Caratterizzante

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira allapprendimento dei fondamenti della progettazione dei sistemi informativi e offre una panoramica sistematica per lapplicazione delle attuali tecnologie alloperativit e alla direzione delle aziende. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione della terminologia utilizzata nellambito dei sistemi informativi per le aziende, delle architetture tecniche e funzionali. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper analizzare e progettare un sistema informativo aziendale attraverso le tecniche pi diffuse, Sono in particolare resi disponibili gli strumenti per definire web information system, siti, portali, aste in linea e sistemi di negoziazione automatica. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi pi appropriati per progettare e realizzare un sistema informativo aziendale ed ottimizzare il processo realizzativo in base al contesto in esame. Abilit comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato ai sistemi informativi aziendali. Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso, ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze informatiche di base. con particolare riferimento alle strutture dati.. Metodi didattici Linsegnamento contempla lezioni teoriche, esercitazioni in aula. Nelle esercitazioni in aula viene assegnato agli studenti, divisi per gruppi di lavoro, un progetto da sviluppare durante tutto lo svolgimento del corso. Il progetto comprende unitariamente tutti i contenuti dellinsegnamento ed strumentale allacquisizione, oltre che delle capacit di progettazione di semplici sistemi informativi aziendali Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante un colloquio orale.

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Contenuto del corso


Argomenti Il modello informatico Web Information System Enterprise systems I sistemi ERP I sistemi CRM Sistemi di contatto Totale Ore Contenuti specifici Modello applicativo, tecnologico e funzionale. Casi duso. Il modello delle informazioni ed il modello organizzativo e-business, e-commerce, siti, portali, CRM e SCM. Architettura dei WIS e sicurezza informatica. La catena del valore di Porter, il modello del portafoglio applicativo ed il modello SCOR Paradigma ERP, prescrittivit, trasformazione dellimpresa, dei processi, del modello di business Schema architetturale, canali CRM. CRM operativo, analitico e direzionale. Schema architetturale. Call Center ed integrazione dei canali. Diffusione, organizzazione e dimensionamento dei centri di contatto. Ore Lez. 3 6 3 6 3 3 24 3 3 3 3 4 16 Ore Eserc. Ore Lab.

Testi di riferimento Sistemi informativi per l'impresa digitale Giampio Bracchi, Chiara Francalanci, Gianmario Motta Ed. McGraw Hill

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Tecnologie e Processi di Lavorazione


Cds: Ingegneria Gestionale Anno: III Docente: Prof. Vincenzo SERGI Semestre: I Integrato: Propedeuticit: Sistemi e Processi di Produzione SSD: ING-IND/16 Crediti: 6 Tipologia: Caratterizzante

Codice

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso intende fornire i concetti fondamentali sui processi per asportazione di truciolo, per deformazione plastica e per fusione, nonch i principi e le linee guida per la stesura del ciclo di fabbricazione. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Conoscenze delle modalit di realizzazione di componenti strutturali, mediante lutilizzo di processi manifatturieri primari. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Conoscenze per la stesura razionale ed economica del ciclo di fabbricazione e, cio, per la definizione del processo di trasformazione del grezzo in prodotto finito. Capacit di impostare un progetto di miglioramento delle prestazioni di un sistema manifatturiero. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper scegliere il metodo di lavorazione per deformazione plastica in funzione del materiale. Saper scegliere le macchine, gli utensili ed i parametri di taglio nelle lavorazioni per asportazione di truciolo. Essere in grado di valutare la bont di un processo produttivo e di individuare autonomamente le opportune attivit di miglioramento. Abilit comunicative (communication skills) Saper esporre oralmente un argomento legato sistemi di produzione ed alla gestione della qualit. Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso, ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze matematiche fisiche e chimiche di base, ed anche conoscenze sulla scienza e tecnologia dei materiali. Metodi didattici Linsegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni numeriche in aula. Nella prima lezione del corso viene presentato il sito didattico, appositamente sviluppato, allindirizzo http:/teseo.unisa.it che consente anche un apprendimento personale guidato, con la possibilit di ampliare le conoscenze mediante ESV (esperimenti scientifici virtuali) e visite virtuali ai laboratori. Inoltre utilizzando quesiti a risposta multipla o esercizi opportunamente predisposti possibile verificare la preparazione raggiunta. Durante lo svolgimento del corso sono proposti simulazioni interattive e filmati didattici che facilitano la comprensione degli argomenti del corso. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante una prova scritta e colloquio orale. 84

Contenuto del corso


Argomenti Sistemi di produzione Processi di formatura Processi per asportazione di materia Fonderia Processi di collegamento Il ciclo di fabbricazione Totale Ore Contenuti specifici Introduzione alle problematiche della produzione e classificazione dei sistemi di produzione. Beni strumentali dellindustria manifatturiera Criteri di plasticit. Processi massivi di deformazione plastica. Tempi e costi di lavorazione. Criteri di scelta del processo di formatura Le macchine utensili. Realizzazione di superfici di rotazione: tornitura, foratura, alesatura. Realizzazione di superfici piane: tornitura, fresatura. Lavorazioni di finitura. Valutazione dei tempi e dei costi unitari di produzione. Principi fondamentali delle lavorazioni per fonderia. Sistemi per la fusione dei metalli e delle leghe. Difetti nei getti. Saldatura, brasatura, giunzione meccanica Sviluppo ed analisi critica dei cicli di fabbricazione. Progettazione del processo: scelta del processo di produzione, aspetti tecnologici ed economici,. Ore Lez. 4 10 Ore Eserc. 0 5

14

7 4 5 44

2 1 3 16

Testi di riferimento V. Sergi, Produzione assistita da calcolatore, CUES Libreria, 2008 F. Gabrielli, R. Ippolito, F. Micari: Analisi e tecnologia delle lavorazioni meccaniche, McGrawHill, Milano Appunti dalle lezioni

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Tecnologie Generali Dei Materiali


Cds: Ingegneria Gestionale Anno: I Docente: Prof. . Fabrizia CAIAZZO Semestre: II Integrato: Propedeuticit: Chimica SSD: ING-IND/16 Crediti: 6 Tipologia: Caratterizzante

Codice: 0610600027

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso intende fornire i concetti di base sulla struttura e sulle propriet meccaniche delle leghe metalliche, delle materia plastiche e dei materiali compositi, utilizzati per la realizzazione di componenti strutturali nellindustria manifatturiera, con i loro processi e sistemi di fabbricazione primari. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Conoscenze del comportamento dei principali materiali per lingegneria e capacit di scelta della prova meccanica idonea per la conoscenza di particolari propriet. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper leggere ed interpretare il diagramma di stato di un sistema a due componenti e determinare le curve tensioni-deformazioni dal diagramma di macchina di una prova di trazione. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper determinare le curve tensioni-deformazioni dal diagramma di macchina di una prova di trazione ed linfluenza dei trattamenti termici sulle caratteristiche meccaniche delle leghe metalliche. Abilit comunicative (communication skills) Saper esporre oralmente un argomento legato alle strutture e alle propriet dei materiali per lingegneria Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze matematiche fisiche, chimiche di base. Metodi didattici Linsegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni numeriche in aula. Nella prima lezione del corso viene presentato il sito didattico, appositamente sviluppato, allindirizzo http:/teseo.unisa.it che consente anche un apprendimento personale guidato, con la possibilit di ampliare le conoscenze mediante ESV (esperimenti scientifici virtuali) e visite virtuali ai laboratori. Inoltre utilizzando quesiti a risposta multipla o esercizi opportunamente predisposti possibile verificare la preparazione raggiunta. Durante lo svolgimento del corso sono proposti simulazioni interattive e filmati didattici che facilitano la comprensione degli argomenti del corso. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante una prova scritta e colloquio orale.

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Contenuto del corso


Argomenti Materiali metallici Trattamenti termici Produzione dei semilavorati Materiali polimerici e materiali compositi Totale Ore Contenuti specifici Comportamento meccanico dei metalli. Deformazioni plastiche a caldo ed a freddo. Curva di flusso plastico. Lavoro di deformazione elastica e plastica. Prove meccaniche. Diagrammi di stato binari. Il sistema ferro-carbonio. Trattamenti termici delle leghe metalliche. Trattamenti termici degli acciai. Tecnologie di fabbricazione, classificazione e designazione degli acciai e delle ghise. Tecnologie di fabbricazione di alcuni metalli e leghe non ferrose, classificazione e designazione delle leghe di alluminio e rame Materiali polimerici e processi per la formatura delle materie plastiche. Materiali compositi a matrice polimerica e rinforzo fibroso. Caratteristiche meccaniche di compositi a fibre lunghe unidirezionali. Ore Lez. 14 11 8 Ore Eserc. 10 7 2

5 38

3 22

Testi di riferimento F. Caiazzo, V. Sergi: Tecnologie generali dei materiali, CittStudi, Torino, 2006 F. Caiazzo, V. Sergi: Problemi di tecnologie generali dei materiali, Utetlibreria, Torino, 2002

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(torna indice)

CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN INGEGNERIA GESTIONALE

88

Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale


Classe delle Lauree 34/S in Ingegneria Industriale: Durata 2 anni
1Anno Semestre I II I-II I I II II I Tot Crediti 6 6 12 6 6 12 6 6 60 Disciplina Modelli e metodi per l'automazione Gestione dei progetti industriali Gestione aziendale Misure industriali Sviluppo e innovazione prodotto Produzione assistita da calcolatore Sistemi di supporto alle decisioni Servizi generali d'impianto

2Anno Semestre I I I II II Tot Crediti 12 6 6 12 24 60 Disciplina Gestione dei sistemi produttivi Gestione dell'innovazione e della tecnologia Tecnologie e materiali innovativi Esame integrato a scelta Tesi e tirocinio

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Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale


Elenco dei Corsi
Gestione Aziendale ........................................................................................................................ 91 Gestione dei Progetti Industriali .................................................................................................... 93 Misure Industriali ........................................................................................................................... 95 Modelli e metodi per lautomazione .............................................................................................. 97 Produzione Assistita da Calcolatore .............................................................................................. 99 Servizi Generali di Impianto ........................................................................................................ 101 Sistemi di supporto alle decisioni ................................................................................................ 103 Sviluppo e Innovazione di Prodotto ............................................................................................. 105

90

Gestione Aziendale
Cds: Ingegneria Gestionale Anno: I magistrale Docente: prof. Francesca MICHELINO e prof. Francesco ZIRPOLI Semestre: I e II Integrato: Propedeuticit: nessuna SSD:

Crediti: 12 Tipologia: Caratterizzante

Codice:

ING/IND-35

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso fornisce conoscenze relative al controllo di gestione ed al marketing. Dopo aver inquadrato il problema del controllo di gestione si perviene alla definizione degli indicatori di redditivit tradizionali ed innovativi; quindi si analizzano le tecniche di valutazione degli investimenti e si procede al calcolo dei costi dei diversi fattori produttivi. Inoltre, verranno esaminate tutte le variabili che intervengono nella definizione del mercato obiettivo, nelle analisi e ricerche di mercato, nella segmentazione del mercato e nel posizionamento dellimpresa allinterno di questo e nella creazione di valore per il cliente e vantaggio competitivo per limpresa. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Approfondimento dei concetti legati alleconomia dimpresa; in particolare si utilizzeranno tecniche tradizionali ed innovativi di controllo di gestione nonch le principali leve del marketing mix. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Utilizzo dei principali strumenti di controllo di gestione e conoscenza approfondite delle variabili tipiche del marketing. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i giusti strumenti per il controllo di gestione e saper formulare un piano di marketing corretto. Abilit comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente gli argomenti legato alla gestione dimpresa. Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso, ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste le conoscenze di base legate alleconomia dimpresa, allorganizzazione e al marketing. Metodi didattici Linsegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. Nelle esercitazioni in aula viene assegnato agli studenti un caso aziendale da analizzare in relazione alle competenze teoriche apprese durante il corso. Metodi di valutazione La prova di esame consiste nella stesura di un elaborato (piano di marketing), in una prova scritta e in un colloquio orale.

91

Contenuto del corso


Argomenti Contenuti specifici Il sistema di controllo di gestione: obiettivi e requisiti - Le tecniche economiche: contabilit generale ed indicatori di redditivit non convenzionali - La valutazione degli investimenti e le tecniche discounted cash flow - La contabilit analitica - Le tecniche non finanziarie e le tecniche ibride - Larchitettura del sistema di controllo di gestione - Il processo di pianificazione e controllo. Introduzione ai processi di pianificazione strategica e di marketing management - Il comportamento dacquisto del consumatore e delle organizzazioni - La segmentazione del mercato - La strategia di marketing Le decisioni relative al prodotto - La comunicazione di marketing - La gestione della rete di vendita - Le decisioni relative al prezzo - La gestione dei canali distributivi - La gestione della marca e la brand equity - Lo sviluppo del piano di marketing - Il marketing dei servizi - Il marketing internazionale - Il web marketing - Evoluzione relazionale dellapproccio di marketing: customer relationship management e marketing esperenziale. Ore Lez. Ore Eserc. Ore Lab.

Controllo di gestione

36

24

Marketing

36

24

Totale Ore

72

48

Testi di riferimento Azione, Innovare il sistema di controllo di gestione, ETAS Brealy, Myers, Sandri, Capital budgeting, McGraw-Hill Italia, capp. 1, 2, 3, 5, 6 Peter, Donnely Jr, Pratesi, Marketing, McGraw-Hill Dispense a cura del docente Lucidi delle lezioni e altro materiale disponibili su sito web: http://elearning.dimec.unisa.it

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Gestione dei Progetti Industriali


Cds: Magistrale Ingegneria Gestionale Anno: I Docente: Prof. Massimo DE FALCO Semestre: II Integrato: No Codice: Propedeuticit: Nessuna SSD: ING-IND/17 Crediti: 6 Tipologia: Caratterizzante

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso vuole fornire agli studenti del primo anno della laurea magistrale in Ingegneria Meccanica le metodologie di base per la realizzazione di nuove iniziative industriali, con particolare riferimento agli aspetti tecnici, economici e finanziari del business plan ed alle principali tecniche di Project Management. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Acquisire competenze relativamente al progetto tecnico, economico e finanziario di uniniziativa industriale nonch alla gestione operativa delle fasi di realizzazione di un impianto. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Capacit di impostare lo studio di fattibilit di un progetto di impianto e di utilizzare le tecniche di programmazione reticolare. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare le metodologie/tecniche pi appropriate per la pianificazione, la valutazione e il controllo esecutivo di un progetto di impianto. Abilit comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato alla gestione dei progetti industriali. Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso, ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze matematiche di base, nozioni di economia e di impianti industriali. Metodi didattici Linsegnamento prevede lezioni teoriche frontali ed esercitazioni di gruppo in aula volte alla verifica della comprensione degli argomenti trattati durante il corso. Tali esercitazioni saranno strumentali, oltre che allacquisizione delle capacit di impostazione dello studio di fattibilit e di utilizzo delle tecniche di pianificazione/controllo di un progetto di impianto, anche allo sviluppo e rafforzamento delle capacit degli studenti di lavorare in team. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante un colloquio orale.

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Contenuto del corso


Argomenti Contenuti specifici Fasi logiche dello studio di una nuova iniziativa industriale: analisi di mercato, dimensionamento della capacit produttiva, scelta ubicazionale. Progetto tecnico, conto economico di previsione, piano finanziario. Principali indici di struttura per la valutazione delle scelte dimpianto. Leggi di finanziamento per le iniziative industriali: patti territoriali e contratti darea. Criteri di classificazione. Principali metodi per la valutazione della convenienza (periodo di recupero, valore netto attuale, valore finale, tasso interno di redditivit). La valutazione in regime probabilistico: analisi di sensibilit; analisi del rischio. La gestione di progetti complessi: ottimizzazione dei tempi e dei costi di realizzazione. La pianificazione dei progetti. Tecniche di programmazione dei progetti (Gantt, PERT, CPM). Il controllo dei progetti. La gestione del rischio. Il project financing. Ore Lez. Ore Eserc. Ore Lab.

Studio di Fattibilit

16

Gli investimenti industriali Il Project Management Totale Ore

20 42

8 14

Testi di riferimento Appunti delle lezioni Monte, Elementi di impianti industriali, ed. Libreria Cortina (TO) Moore, Progettazione e layout degli impianti, ed. F. Angeli (MI) Reed, Lo studio, la progettazione e la manutenzione degli impianti, ed. F.Angeli, MI Turco, Principi generali di progettazione degli impianti industriali, ed. Clup (MI.)

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Misure Industriali
Cds: Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale Anno: I Docente: Prof. Adolfo SENATORE Semestre: I Integrato: Propedeuticit:

Crediti: 6 Tipologia: Affine (?)

Codice: 06XXXXX

SSD: ING-IND/13

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il Corso si propone di illustrare le principali tecniche impiegate nella misura di grandezze di interesse industriale. Attraverso esercitazioni in aula ed in laboratorio sono esaminati i principi per lacquisizione ed elaborazione dati e per lanalisi critica dei risultati. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Scelta dellopportuna strumentazione di misura in relazione alle grandezze in esame; analizzare i risultati ottenuti. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper selezionare i pi opportuni sensori per la specifica applicazione; integrare i componenti di un sistema di acquisizione/post-elaborazione. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper analizzare con spirito critico i risultati ottenuti dalle misurazioni. Saper individuare i processi che conducono ad un miglioramento delle prestazioni del sistema di misura. Abilit comunicative (communication skills) Saper operare in team ed esporre i risultati ottenuti con sintesi ed efficacia. Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze di base di fisica (meccanica e termodinamica). Metodi didattici Linsegnamento prevede lezioni teoriche, esercitazioni in aula ed esercitazioni in laboratorio. Le esercitazioni consentono lapplicazione degli elementi di teoria a strumenti/misure relative a casi specifici. Le applicazioni di laboratorio consistono nelleffettuare misurazioni di grandezze fisiche di interesse industriale mediante opportuni trasduttori ed implementare rappresentazioni/elaborazioni con software di diffuso impiego. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante una prova scritta ed un colloquio orale. Contenuto del corso
Argomenti Teoria delle misure Caratteristiche statiche e dinamiche Contenuti specifici Misura e misurazione. Errore ed incertezza. I sistemi di unit di misura e propriet. Caratteristiche statiche: sensibilit, risoluzione, accuratezza e ripetibilit. Caratteristiche dinamiche degli strumenti di misura. Risposta di strumenti lineari ai vari tipi di segnale. Ore Lez. 5 8 Ore Eserc. 1 6 Ore Lab.

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Strumenti di misura Analisi del segnale Laboratorio Totale Ore

Misure dimensionali e di spostamento. Misure di deformazione. Misure di forza e pressione. Misure di portata. Descrizione funzionale di una catena di misura. Metodi di correzione degli ingressi indesiderati. Taratura statica e dinamica di strumenti, misure dimensionali, di temperatura, di vibrazioni, di rumore.

11 4 0 28

3 0 0 10 8 14 22

Testi di riferimento F. Angrilli Corso di Misure Mecc., Termiche e Coll. CEDAM E. O. Doebelin Measurement systems, application and design McGraw-Hill Publ. Company

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Modelli e metodi per lautomazione


Cds: Ingegneria Gestionale Anno: Docente: Semestre: Integrato: Codice: Propedeuticit: SSD: ING-INF/04 Crediti: 6 Tipologia:

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso ha come obiettivo la presentazione delle metodologie di analisi e modellistica dei sistemi ad eventi discreti nellambito dellautomazione industriale ma con riferimento anche a reti di comunicazione e di trasporto. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Sistemi a eventi discreti. Modellistica tramite automi e reti di Petri. Controllo di supervisione. Tecnologie dei sistemi di controllo Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Capacit di analizzare e controllare un sistema mediante le metodologie dei sistemi ad eventi discreti. Saper valutare le tecnologie presenti in un sistema di automazione industriale Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare le metodologie dei sistemi ad eventi pi appropriate per lanalisi e la progettazione di un sistema di automazione industriale. Saper valutare le tecnologie presenti in un sistema di automazione industriale Abilit comunicative (communication skills) Saper esporre oralmente un argomento del corso. Saper scrivere una relazione su una analisi o un progetto effettuati. Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso, ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze di base di informatica e automatica. Metodi didattici Linsegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. Nelle esercitazioni in aula viene assegnato agli studenti un esercizio da risolvere mediante carta e penna. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante una prova scritta e un colloquio orale. Contenuto del corso
Argomenti Controllo supervisivo basato su automi Contenuti specifici Algebra dei linguaggi. Automi a stati e loro propriet. Modellistica con automi. Teorema della controllabilit. Progetto Ore Lez. 10 Ore Eserc. 6 Ore Lab.

97

di controllori di supervisione mediante automi a stati finiti. Controllo supervisivo basato su reti di Petri Applicazioni del controllo supervisivo Tecnologie dei sistemi di controllo Totale Ore Reti di Petri e loro propriet. Modellistica con reti di Petri. Progetto di controllori di supervisione mediante reti di Petri. Esemplificazioni a casi reali (magazzini automatici, robotizzate, sistemi per la movimentazione materiale). celle 10 4 10 34 6 4 6 22 4 4

Controllo a forzamento di eventi. Tecnologie dei sistemi di controllo industriali (controllori a logica programmabile, sistemi di supervisione, controllo distribuito

Testi di riferimento
A. Di Febbraro, A. Giua, Sistemi ad eventi discreti , McGraw-Hill, Milano, 2001.
P. Chiacchio, F. Basile, Tecnologie informatiche per lautomazione, McGraw-Hill.

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Produzione Assistita da Calcolatore


Cds: Ingegneria Gestionale (magistrale) Anno: I Docente: Prof. Vincenzo SERGI Semestre: II Integrato: Propedeuticit: Crediti: 12 Tipologia: Caratterizzante

Codice:

SSD: ING-IND/16

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira allapprendimento delle basi teorico-scientifiche per la stesura razionale ed economica del ciclo di fabbricazione e cio per la definizione del processo di trasformazione del grezzo in prodotto finito. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione delle problematiche proprie della programmazione della produzione in moderne aziende manifatturiere ed individuazione delle diverse metodologie impiegate per organizzare, gestire e programmare le risorse operative. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Saper individuare le operazioni tecnologiche e la loro sequenza, per la selezione delle attrezzature e dei mezzi di produzione e saper scegliere i parametri tecnologici ottimali. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper scegliere fra diversi cicli tecnologici il pi razionale rispetto al sistema produttivo utilizzato. Abilit comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato alle applicazioni statistiche ai processi di produzione. Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso, ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste le conoscenze matematico-statistiche e dei processi manifatturieri apprese nel corso di laurea. Metodi didattici Linsegnamento prevede lezioni teoriche, esercitazioni in aula ed esercitazioni pratiche nel laboratorio informatico. Nel corso esercitazioni pratiche viene assegnato agli studenti, divisi per gruppi di lavoro, un progetto da sviluppare durante tutto lo svolgimento del corso. Il progetto comprende i principali contenuti dellinsegnamento ed indirizzato allacquisizione di capacit decisionali ed al rafforzamento delle capacit di lavorare in team. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante una prova scritta e colloquio orale. Contenuto del corso
Argomenti Il ciclo di fabbricazione Contenuti specifici Sviluppo ed analisi critica dei cicli di fabbricazione. Progettazione del processo: scelta del processo di produzione, aspetti tecnologici ed economici, stesura di process sheets, assembly line balancing, determinazione della capacit produttiva. Definizione del sistema Ore Lez. 8 Ore Eserc. 4 Ore Lab.

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manifatturiero: determinazione del tipo di sistema produttivo, produzione funzionale e a celle. Macchine utensili a controllo numerico. Principi del controllo numerico. La classificazione del controllo numerico. Lhardware per il controllo numerico. Metodi di interpolazione, trasduttori di posizione e di velocit. Programmazione manuale ISO delle macchine utensili a controllo numerico Il part-program. La programmazione assistita. La programmazione dal modello CAD. La programmazione APT. Integrazione della macchina utensile nel sistema di produzione. Stazioni di misura a coordinate. Sistemi automatici di movimentazione. Controllo dei sistemi di produzione. Celle flessibili di produzione. Sistemi flessibili di produzione. Linee di produzione rigide e flessibili. Assemblaggio automatico. Definizione degli obiettivi di ottimizzazione. Ottimizzazione dei costi e della produttivit. Altri obiettivi e relative misure di prestazione. La velocit di asportazione volumetrica del sovrametallo (MRR Material Removal Rate). Esempi di calcolo di MRR per le pi comuni lavorazioni ad asportazione di truciolo. Lavorazioni monostadio: ottimizzazione non vincolata e vincolata Lavorazioni multistadio (flow shop): metodi per il bilanciamento delle linee. Produzione contemporanea di pi tipologie di parti. Produzione per famiglie di parti: razionalizzazione del ciclo tecnologico e del processo produttivo attraverso la creazione temporanea di celle di produzione dedicate alle famiglie di parti; metodi di clustering, codice di Opitz. Procedure assistite da calcolatore per la pianificazione dei cicli di lavorazione. Approccio generativo e variante. Esame di un sistema CAPP e stesura di un ciclo completo di lavorazione. Analisi dei sistemi di produzione deterministici. Processi stocastici. Processi di rinnovamento. Processi di Poisson e relative estensioni. Catene di Markov. Politiche stazionarie ottimali. Algoritmi di policy iteration. Approcci basati sulla programmazione lineare. Algoritmi di value iteration. Processi decisionali semi-markoviani. Allocazione statica. Modelli basati sulla teoria delle file di attesa. Sistemi a file di attesa con priorit. Reti di file di attesa aperte, metodo di Jackson. Reti a file di attesa chiuse, monoclasse e multiclasse. Soluzioni approssimate con la tecnica della Mean Value Analysis. Simulazione: strutture dati fondamentali di un simulatore a eventi discreti; simulazione Monte Carlo; linguaggi e ambienti di simulazione. Caratterizzazione delle incertezze nella simulazione: scelta delle distribuzioni di probabilit, identificazione dei parametri e validazione del modello. Analisi statistica dei risultati: determinazione del numero di replicazioni; eliminazione dei transitori nel caso di simulazioni non-terminating; metodi per la riduzione della varianza. Ottimizzazione e simulazione: caso di alternative discrete: selezione del miglior sistema; caso di alternative continue: metamodelli e superfici di risposta; algoritmi di ricerca locale. Casi di studio ed esempi applicativi.

Sistemi di lavorazione per asportazione di truciolo

12

Ottimizzazione dei processi produttivi

10

Pianificazione di cicli di lavorazione

Processi stocastici

Valutazione delle prestazioni dei sistemi produttivi

10

Metodi di analisi dei sistemi produttivi

14

10

Totale Ore

68

26

26

Testi di riferimento V. Sergi, Produzione assistita da calcolatore, CUES Libreria, 2008

100

Servizi Generali di Impianto


Cds: Magistrale Ingegneria Gestionale Anno: I Docente: Salvatore Miranda Semestre: I Integrato: NO Codice: Propedeuticit: nessuna SSD: ING-IND/17 Crediti: 6 Tipologia: Caratterizzante

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira allapprendimento di criteri e metodi per la progettazione dei principali servizi di stabilimento. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione dellorganizzazione tecnica degli impianti di servizio, degli aspetti tecnici ed economici per la scelta ed il dimensionamento dei loro principali componenti. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Acquisizione delle tecniche di riferimento per un organico approccio alla soluzione dei problemi di schematizzazione logica, di scelta e successivo dimensionamento degli elementi fondamentali costituenti gli impianti di servizio. Autonomia di giudizio (making judgements) Saper individuare i metodi pi appropriati per progettare un impianto di servizio in modo da ottimizzarne gli aspetti economici. Abilit comunicative (communication skills) Saper lavorare in gruppo ed esporre oralmente un argomento legato agli impianti di servizio. Essere in grado di interagire efficacemente con le altre professionalit coinvolte nella progettazione e nella gestione di un sistema produttivo. Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze e le metodologie acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso, ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze matematiche di base, di fisica tecnica e nozioni di elettrotecnica. Metodi didattici Linsegnamento contempla lezioni teoriche ed esercitazioni in aula. Nelle esercitazioni verranno assegnati agli studenti, i quali potranno organizzarsi in gruppi di lavoro, dei progetti da sviluppare in aula nel corso delle ore previste. I progetti riguarderanno le diverse tipologie di impianto di servizio analizzate durante le lezioni teoriche del corso. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante colloquio orale, eventualmente preceduto da una prova scritta. Contenuto del corso
Argomenti Criteri generali Piping Contenuti specifici Classificazione e progettazione degli impianti ausiliari di stabilimento. Affidabilit degli impianti di servizio. Dimensionamento della centrale Caratteristiche e requisiti di tubi, raccordi, giunti, guarnizioni, organi di intercettazione e regolazione. Collocazione, montaggio e protezione delle tubazioni Ore Lez. 5 3 Ore Eserc. 2 2 Ore Lab.

101

Servizio Acqua Industriale Servizio Aria Compressa Servizio Termico Servizio Elettrico Servizio Illuminazione Totale Ore

Fonti di approvvigionamento. Centrali di pompaggio. Serbatoi e reti di distribuzione dellacqua industriale. Eliminazione della durezza. Impianti antincendio. Caratteristiche e scelta dei compressori. Sistemi di essiccazione dellaria compressa. Reti di distribuzione e serbatoi. Generatori di calore, criteri di scelta del fluido intermediario per il trasporto dellenergia termica, circuiti transfer, centrali termiche Normativa. Fornitura dellenergia elettrica, schemi di distribuzione, linee di trasporto e distribuzione. Impostazione del progetto degli impianti elettrici; Dimensionamento cavi, calcolo correnti di corto, rifasamento, criteri di scelta di trasformatori, organi di manovra ed interruzione, Sistemi di protezione. Grandezze fotometriche, Sorgenti illuminazione, Metodi di progettazione luminose, Apparecchi di

4 3 5

5 5 5

3 30

2 26

Testi di riferimento Dispense del corso A.Monte, Elementi di Impianti Industriali - Vol II, Ed. Cortina, Torino A. Calabrese, Servizi generali dimpianto Voll. I e II CUSL 2001

R. Cigolini, F. Turco (a cura di): Casi di Impianti Industriali. Citt Studi Edizioni, 1997

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Sistemi di supporto alle decisioni


CdS: Ingegneria Gestionale Anno: I Docente: Prof. Saverio Salerno Semestre: II Integrato: NO Codice: da stabilire Propedeuticit: Ricerca Operativa SSD: MAT/09 Crediti: 6 Tipologia: di base

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira allacquisizione degli elementi di base dei sistemi di supporto alle decisioni e tecniche di simulazione: data mining, tecniche e controllo dei progetti, modelli per logistica e produzione, simulazione di sistemi complessi. Gli obiettivi formativi del corso consistono nellacquisizione dei risultati e delle tecniche dimostrative, nonch nella capacit di utilizzare i relativi strumenti di calcolo. Il corso ha come scopo principale quello di consolidare conoscenze di base di Ricerca Operativa al fine di fornire e sviluppare strumenti utili per un approccio scientifico a problemi e fenomeni che lo studente incontrer nel proseguimento dei suoi studi. La parte teorica del corso sar presentata in modo rigoroso ma conciso e accompagnata da una parallela attivit di esercitazione volta a favorire la comprensione dei concetti. Competenze e capacit in uscita dal corso Competenze relative a: Applicare i teoremi e le regole studiate alla risoluzione di problemi. Uso corretto del linguaggio matematico relativo ai sistemi di supporto alle decisioni e tecniche di simulazione. Affrontare ed analizzare vari problemi inerenti criteri decisionali e tecniche di simulazione. Capacit di: Sviluppare in modo coerente le varie dimostrazioni. Costruire metodi e procedure per la risoluzione di problemi. Risolvere esercizi di non elevata complessit nellambito della sistemi di supporto alle decisioni, tecniche e controllo di progetti, sistemi decisionali per la logistica. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) 1. comprensione della terminologia utilizzata nellambito dei sistemi decisionali; 2. conoscenza delle metodologie di dimostrazione; 3. conoscenza dei concetti fondamentali relativi ai sistemi decisionali. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) 1. Saper applicare i teoremi e le regole studiate alla risoluzione di problemi. 2. Saper sviluppare in modo coerente le varie dimostrazioni. 3. Saper costruire metodi e procedure per la risoluzione di problemi. 4. Saper effettuare calcoli non complessi nellambito dei sistemi di supporto alle decisioni, tecniche e controllo di progetti, sistemi decisionali per la logistica. Autonomia di giudizio (making judgements) 1. Saper individuare i metodi pi appropriati per risolvere in maniera efficiente un problema logistico in merito a criteri decisionali e tecniche di simulazione. 2. Essere capaci di trovare delle ottimizzazioni al processo di risoluzione di un problema mediante opportuni criteri di decisione e tecniche di simulazione. Abilit comunicative (communication skills) 1. Saper lavorare in gruppo. 2. Saper esporre oralmente un argomento legato alla matematica. Capacit di apprendere (learning skills) 103

1. Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso. 2. Saper approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti. Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati, allo studente si consiglia di avere conoscenze di base di Ricerca Operativa. Contenuto del corso Lezioni ed esercitazioni Argomenti Introduzione ai sistemi di supporto alle decisioni e data mining Contenuti specifici Sistemi di supporto alle decisioni (DSS). Obiettivi del DSS. Componenti del DSS. Business Intelligence. Data warehouse. On Line Analytical Processing (OLAP). Executive Information Systems (EIS). Tecniche di Data Mining. Introduzione alla gestione dei progetti. Analisi temporale. Reti di attivit e reti generalizzate; reti semplici; reti multiperiodali. Gestione dei costi: processo di cost management; trade off durata/costo; costi lineari; costi convessi e concavi. Project scheduling con vincoli sulle risorse: tipi di risorse e introduzione al RCPSP. lower bound. Pianificazione con vincoli sulle risorse: euristiche costruttive. Euristiche migliorative. Tecniche reticolari di programmazione delle attivit: diagramma reticolare di un progetto. CPM. PERT. Aree di intervento della Logistica. Il processo decisionale logistico. Pianificazione degli investimenti (Capital Budgeting). Localizzazione degli impianti (Uncapacitated Plant Location). Algoritmo Greedy. Algoritmi di ricerca locale ed applicazione alla localizzazione degli impianti. Formulazione del problema di localizzazione degli impianti. Gestione delle scorte. Calcolo dellEconomic Order Quantity (EOQ). Programmazione della produzione (Uncapacitated Lot Sizing). Caratteristiche della simulazione ad eventi discreti. Teoria della stima applicata allanalisi dei dati. Statistiche sufficienti. Test per ladattamento dei dati: Chi Quadro; Kolmogorov Smirnov. Diagrammi P P e Q Q. Simulazione di processi aleatori di conteggio. Simulazione di sistemi a coda. Ore Lez. Ore Eserc.

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Tecniche per la gestione ed il controllo dei progetti

Modelli decisionali per la logistica e la produzione

10

Simulazione di sistemi complessi

12

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Totale Ore Testi di riferimento Appunti delle lezioni.

40

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Sviluppo e Innovazione di Prodotto


Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale Anno: III Docente: Prof. Pappalardo Semestre: I Integrato: Propedeuticit: Crediti: 6 Tipologia: a Scelta

Codice: 06106000**

SSD: ING-IND/15

Obiettivi formativi: risultati di apprendimento previsti e competenza da acquisire Il corso mira allapprendimento di metodi di analisi e risoluzione dei problemi che si affrontano nella fase di progettazione di un qualsiasi prodotto, sia esso un piccolo meccanismo oppure un impianto produttivo. Durante la progettazione, le caratteristiche funzionali che particolarizzano un prodotto devono essere correttamente definite ed analizzate, per individuare le eventuali soluzioni progettuali da sviluppare ed ottimizzare e per ottenere progetti che siano innovativi. Conoscenze e capacit di comprensione (knowledge and understanding) Comprensione delle tecniche di valutazione multi criterio. Comprensione del concetto di innovazione e del concetto dinformazione quale veicolo delle conoscenze ed esperienze che si acquisiscono durante la pratica della professione. Conoscenza e capacit di comprensione applicate (applying knowledge and understanding) Sviluppo di progetto preliminare attraverso definizione di parametri, di requisiti funzionali relativi al prodotto e delle relative interazioni e dipendenze. Saper progettare una innovazione di prodotto, saper valutare la robustezza del progetto, saper leggere un documento di brevetto europeo. Autonomia di giudizio (making judgements) Capacit di analisi del valore di una soluzione tecnica, capacit di individuazione delle caratteristiche di prodotto che necessitano di innovazione, capacit di comparazione tra differenti progetti e/o prodotti secondo criteri multiobiettivo. Abilit comunicative (communication skills) Capacit di sviluppo di progetti in team ed esperienza di presentazione di relazioni tecnicoprogettuali. Capacit di apprendere (learning skills) Saper applicare le conoscenze acquisite a contesti differenti da quelli presentati durante il corso, ed approfondire gli argomenti trattati usando materiali diversi da quelli proposti Prerequisiti Per il proficuo raggiungimento degli obiettivi prefissati sono richieste conoscenze di base relativamente alla statistica e al calcolo delle probabilit. Metodi didattici Linsegnamento contempla lezioni teoriche, esercitazioni in aula e attivit individuale e di gruppo. Nelle esercitazioni in aula viene assegnato agli studenti, divisi per gruppi di lavoro, un progetto da sviluppare durante tutto lo svolgimento del corso. Il progetto comprende unitariamente tutti i contenuti dellinsegnamento ed strumentale allacquisizione delle capacit di progettazione ed ottimizzazione di prodotto industriale, favorendo anche lo sviluppo e il rafforzamento delle capacit di lavorare in team. Metodi di valutazione La valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati avverr mediante discussione di elaborato di gruppo e colloquio individuale. 105

Contenuto del corso


Argomenti Introduzione al corso Ottimizzazione di progetto Metodi di confronto e di Decisione Multicriterio Progettazione Concettuale e Assiomatica Sviluppo di Progetti Innovazione Contenuti specifici Definizioni e concetto di Innovazione e di Sviluppo; valore scientifico ed economico dellinnovazione. Analisi dei metodi decisionali ed applicazione alla Progettazione di Prodotto: processo di sviluppo Prodotto e fasi decisionali Logiche delle proposizioni. Analytical Hierarchy Process (AHP). Tecniche di Intelligenza Artificiale. TRIZ Requisiti funzionali e variabili di progetto, assiomi dindipendenza e dinformazione; metodi danalisi delle dipendenze e di misura dellinformazione e dellentropia ad essa collegata. Processo di progettazione. Esempi di definizione preliminare di prodotto e di sviluppo concettuale di progetto Cardini dellInnovazione nel processo di progettazione; interazione col mercato; Kansei design Ore Lez. 6 6 9 3 6 Ore Eserc. Ore Lab.

3 6

9 3

Totale Ore

36

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Testi di riferimento Appunti dalle lezioni Suh : Principle of Design. Oxford University Press Pahl e Beitz, Engineering Design : a Systematic Approach. Springer Verlag Zimmermann : Fuzzy set theory and its applications Klir Yuan : Fuzzy sets and fuzzy logic. ed. Prentice Hall Siddal : Probabilistic Engineering Design. Marcel Dekker inc European Commission - Oslo Manual

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