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Prendiamo un caffè all’italiana

Non c'è dubbio che in Ita- Oggi ogni bar o ristorante Un'ultima avvertenza. Alla
lia il caffè è differente da ha una versione moderna fine di un pranzo in Italia
quello di tutte le altre parti della macchina del signor chiedete sempre un espresso
del mondo. A molti stranieri, Bezzera. per soddisfare una e non. come fanno molti stra-
non abituati ad un gusto cosi richiesta complessiva di mi- nieri, un cappuccino. Quella del
forte e ad un aroma tanto lioni e milioni di tazze al gior- caffè è una religione e bere
deciso, può non piacere. Gli no. Tutti i momenti sono buo- un cappuccino dopo pranzo –
italiani però sono pronti a ni per prendere un caffè e il agli occhi di un italiano – è
giurare che il vero caffè è il rito si ripete senza problemi un sacrilegio!
loro e lo esprimono anche con di orario.
una massima: Abbiamo affermato che il
« Infuocato come l'inferno, caffè all'italiana è particolare. Modi di bere un caffè
nero come il diavolo, puro A fare la differenza sono due
come un angelo ma dolce elementi: la tostatura e la Caffè ristretto o basso: molto
come l'amore, cosi deve esse- preparazione. concentrato. Quantità di caffè
re il vero caffè ». Mentre nei paesi anglo- per una tazza ma con metà
Forse c'è un po' di presun- sassoni, per esempio, la to- quantità d'acqua.
zione, ma dobbiamo ricordare statura dura 6 minuti, in Italia Caffè lurido o alto: molto legge-
che per un italiano il caffè la stessa operazione richiede ro. Quantità di caffè per una
non è una semplice bevanda: mezz'ora, con il risultato di tazza ma con doppia quantità
è cultura e tradizione come il dare ai grani maggiore aroma. d'acqua.
tè lo è per un inglese. Per la preparazione, come Caffè macchiato: con l'aggiunta
La storia del caffè in occi- abbiamo visto, è stata impor- di qualche goccia di latte.
dente comincia, infatti, a Ve- tantissima l'introduzione della Caffè corretto: con l'aggiunta di
nezia. Sono stati alcuni mer- macchina-espresso che, da grappa, fernet, brandy o altre
canti veneziani del XVII seco- qualche anno, è possibile bevande alcoliche.
lo, ad importarne l'uso dai comprare anche per uso do- Cappuccino: mescolanza di
paesi arabi e a dare il via alla mestico in una versione più caffè e latte. Sempre prepa-
sua diffusione in Europa. piccola. Generalmente però in rato con la macchina-
Contemporaneamente sono casa sono usate delle mac- espresso. Può essere chiaro
nati i locali pubblici dove bere chinette formate da due reci- (più lattei o scuro (più caffè).
la bevanda – i caffè – che nel pienti con in mezzo un filtro Generalmente da bere la mat-
Settecento e nell'Ottocento dove mettere il caffè: la Napo- tina.
sono diventati, oltre che luo- letana e la Moka. Caffellatte: versione domestica
ghi di ritrovo, centri di vita Nella Napoletana quando del cappuccino. Latte e caffè
culturale e politica. Per que- l'acqua del recipiente in- mescolati ma preparati sepa-
sto quando Pietro Verri ha feriore comincia a bollire ratamente. Da bere la matti-
dovuto scegliere il nome per il dobbiamo capovolgere la na.
suo giornale – la prima rivista macchinetta. L'acqua calda
moderna italiana – ha deciso passa attraverso il filtro ed
di chiamarlo, naturalmente. « estrae l'essenza del caffè.
Il Caffè » (1764). Nella Moka – la più usata http://learn-italian.blogspot.com
Così, in un'unione sin- oggi – invece l'acqua sale per
golare tra cultura e piacere, la pressione del vapore.
arriviamo ai primi anni del Molto importante è il rap-
nostro secolo. porto tra acqua e polvere di
Nel 1902 il milanese G. caffè. Per avere un caffè «in-
Bezzera inventa una macchi- fuocato, nero e puro» – come
na da caffè che permette di dice la massima dell’inizio –
ottenere una miscela; ancora dobbiamo mettere tre o quat-
più intensa per mezzo di va- tro cucchiaini di caffè nel
pore sotto pressione. Sono filtro della macchinetta da
sufficienti pochi secondi e il una tazza.
caffé è fatto e non per una Se abbiamo seguito ques-
sola persona ma per molte: te regole il caffè all’italiana è
l’espresso entra nella vita ita- pronto. La cerimonia è sem-
liana e conquista quel posto plice quanto il culto è profon-
di privilegio che conserva do.
ancora.