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Arnold Gehlen

a cura di M. Farisco michelefarisco@inwind.it

Quaderno Filosofi & Classici


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M. Farisco Arnold Gehlen

Profilo biografico. Nato il 29 gennaio 1904 a Lipsia consegue nel 1927 la laurea in Filosofia frequentando tra laltro le lezioni di Scheler, di Hartmann e di Driesch. Dal 1933 docente presso le universit di Francoforte, di Lipsia, di Knisberg e infine di Vienna, dove alla fine del secondo conflitto mondiale, come tutti i docenti tedeschi del Reich in Austria, viene privato della cattedra. ben noto infatti il rapporto, in verit neppure tanto controverso, tra Gehlen e il regime nazista, che in qualche modo stato la fortuna e il campo fertile per gli inizi della sua carriera accademica. Ci non toglie che sul piano specificamente culturale la sua distanza dal nazismo sia considerevole. Non pi richiamato per motivi di opportunit politica allinsegnamento di Filosofia, dal 1947 al pensionamento del 1969 insegna Sociologia a Spira e ad Acquisgrana. Arnold Gehlen muore ad Amburgo il 30 Gennaio 1976.

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Luomo: soggetto senza volto. Storicamente la riflessione filosofica di Gehlen si inserisce in quella corrente di pensiero, generalmente nota coma antropologia filosofica, che nasce e si sviluppa nella Germania della prima met del XX secolo e si propone di affermare lassoluta centralit filosofica delluomo nel tentativo di riportare il complesso delle condizioni o degli elementi che lo costituiscono al suo modo di esistenza specifico. Le grandi voci dellantropologia filosofica tedesca del Novecento sono tradizionalmente individuate in Scheler, Plessner e per lappunto in Gehlen, i quali in generale, seppur in modi e gradi diversi, mettono capo a unanalisi delluomo non umanistica, non pregiudicata cio dallidea che luomo sia lessere perfetto. In questo evidente linflusso dellidea di unindeterminatezza umana di ascendenza rinascimentale, in particolare risalente a Ficino e a Pico della Mirandola, e palesi sono i legami con Kant, che nellAntropologia dal punto di vista pragmatico considera luomo quale egli stesso si fa in virt della sua libera attivit, con Herder, che individua nella povert istintuale delluomo nel contempo una minaccia alla sua sopravvivenza e una possibilit di sviluppo superiore, con von Humboldt, che sottolinea lo stretto rapporto linguaggio mente e limportanza del primo per lo sviluppo della seconda, e con Nietzsche, la cui teoria della Unfertigkeit sottolinea che luomo un essere carente e instabile costantemente esposto al rischio della propria contingenza. In questo complesso contesto culturale lantropologia gehleniana si propone quale sintesi delle istanze dellintero movimento e campo fertile per la radicalizzazione di molte intuizioni precedenti. Lo stesso Gehlen nella sua opera del 1940 Der Mensch. Seine Natur und seine Stellung in der Welt (tr. it. Luomo. La sua natura e il suo posto nel mondo) aveva definito la propria riflessione una antropologia elementare: egli non voleva fondare una concezione semplicemente naturalistica o biologica delluomo, ma una sua visione antropobiologica, secondo la quale lessere umano un progetto complessivo della natura. Una tale antropobiologia vuole anzitutto chiarire le condizioni desistenza delluomo, a partire dalla considerazione del corpo in connessione allinteriorit umana (linguaggio, immaginazione, volont, conoscenza, morale, etc.). Lintento di Gehlen, espresso fin dai primi saggi dedicati al problema dellantropologia raccolti nella traduzione italiana Antropologia filosofica e teoria

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dellazione, dunque di fornire una scienza dei fondamenti dellessere umano che sia sintesi e guida delle particolari scienze delluomo e che coincida con una sorta di filosofia empirica: Il contenuto filosofico di unantropologia filosofica che procede empiricamente dovrebbe dunque consistere da una parte nella sintesi di moltissimi risultati di singole scienze specialistiche e dallaltra nella formulazione di categorie (concetti fondamentali) specificamente umane, sulla cui scorta si lasci costruire una visione dinsieme che sia la pi ampia possibile (Antropologia filosofica, in Antropologia filosofica e teoria dellazione). Pertanto lantropologia filosofica non si configura come una scienza specialistica ma data dalla congiunzione dei risultati di varie scienze particolari rispetto alle quali tenta di definire un modello unico e plausibile, ricavato empiricamente. In questo senso prende corpo e si avvia a possibile, seppur parziale e limitata, soluzione il problema uomo, affrontato e sviluppato in termini fenomenologici attraverso un superamento, critico ma pur sempre costruttivo, dellimpostazione metafisica classica di tipo essenzialista, la quale in qualche modo ancora sopravvive nello schema gradualista proposto da Scheler (per il quale il passaggio dalle capacit animali a quelle umane si compie in modo graduale secondo le tappe: istinto abitudine intelligenza pratica intelligenza umana). Da questa analisi empirica dellessere umano emerge anzitutto la sua costitutiva manchevolezza, la quale si configura come ritardamento organico e riduzione degli istinti: a differenza degli animali luomo manca di organi ad alta specializzazione ed caratterizzato da unistintualit limitata e dinamica. La differenza specifica con gli altri esseri viventi che rende lindividuo umano una vera e propria eccezione dunque la sua non specializzazione che lo rende di fatto aperto al mondo e svincolato, unico tra tutte le forme di vita, da qualsiasi ambiente specifico. Nelle altre due sue opere maggiori, Die Seele im technischen Zeitalter (tr. it. Luomo nellera della tecnica) e Urmensch und Sptkultur (tr. it. Luomo delle origini e la tarda cultura) Gehlen sottolinea che questa plasticit umana, in virt della quale il Mngelwesen, lessere carente, in grado di adattarsi a ogni condizione di vita, si lega strettamente alla capacit proattiva, prometeica delluomo: privo di armi, nudo, embrionale in tutto il suo habitus, malsicuro nei suoi istinti, egli lessere che dipende essenzialmente dallazione (Luomo nellera della tecnica).

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Lindividuo, dunque, novello Prometeo, soggetto di cultura, ossia di attiva trasformazione previsionale della natura al fine di rendere possibile la propria sopravvivenza, e perci costitutivamente artefice della tecnica. Si intuisce allora che la peculiarit delluomo secondo Gehlen consiste in una costante positivizzazione del negativo che lo costituisce. La denominazione tecnica ad essa attribuita dal filosofo tedesco esonero, Entlastung da entlasten = ex onerare, alleggerire da un peso. In effetti esso indica in generale il processo per cui luomo riesce a trasformare gli oneri da cui gravato in altrettante chances di sopravvivenza: ci che in origine per lindividuo una mancanza (di specializzazione organica e istintuale) e perci una negativit diviene in virt della sua duttilit una positiva capacit di adattamento, ossia di sopravvivenza nelle condizioni climatiche e ambientali le pi disparate. Tuttavia questa stessa dinamica di immunizzazione possibile solo e nella misura in cui luomo in grado di controllare la propria dotazione pulsionale, rinviando e al limite anche sopprimendo la soddisfazione di taluni suoi impulsi, creando in tal modo uno iato, una distanza tra essi e il proprio agire. In questo senso si colloca limportanza, non solo politica in senso stretto, ma anche e soprattutto esistenziale, delle istituzioni, sistemi direttivi superiori che proteggono e rendono possibile la convivenza tra gli uomini. Questo vivere gli-uni-con-gli-altri riveste nellantropologia gehleniana un valore fondamentale rispetto allidentit del soggetto umano: delluomo non possibile dare una definizione statica e definitiva, ma il suo io di per s relazionale nel senso che percepisce e comprende chi solo in rapporto allaltro che non . La comunit allora lunico luogo in cui luomo, soggetto senza un volto unico e certo, pu ritrovarsi ed essere se stesso. E tale possibilit rappresenta il dovere peculiare dellessere umano: [] c un essere vivente, che tra le sue caratteristiche pi rilevanti ha quella di dover prendere posizione circa se stesso (Luomo). questo linsegnamento etico, politico e filosofico del pensiero di Gehlen: un invito a vivere la propria identit attraverso il rispetto e laccoglienza dellalterit di straordinaria attualit.

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Bibliografia essenziale. Opere principali di Gehlen tradotte in italiano: Gehlen A., Antropologia filosofica e teoria dellazione, Guida editori, Napoli 1990. Gehlen A., Luomo delle origini e la tarda cultura, Il saggiatore, Milano 1994. Gehlen A., Luomo nellera della tecnica, Sugarco, Milano 1984. Gehlen A., Luomo. La sua natura e il suo posto nel mondo, Feltrinelli. Milano 1990. Gehlen A., Prospettive antropologiche. Per lincontro con se stesso e la scoperta di s da parte delluomo, Il Mulino, Bologna 1987. Gehlen A., Morale e ipermorale : un' etica pluralistica, Ombre corte, Verona 2001. Gehlen A., Quadri d' epoca: sociologia e estetica della pittura moderna, Guida 1989. Studi critici: AA. VV., Ratio Imaginis, Uomo e mondo nellantropologia filosofica, Ponte delle Grazie editori, Firenze 1991. AA. VV., Le filosofie speciali, UTET, Torino 1995. Cappelletti V., Luomo progetto della natura: lantropologia filosofica di A. Gehlen, Loescher, Torino 1973. Di Paola F. G., La teoria sociale di A. Gehlen, Angeli, Milano 1984. Esposito R., Immunitas. Protezione e negazione della vita, Einaudi, Torino 2002. Fadini U., Il corpo imprevisto. Filosofia, antropologia e tecnica in Arnold Gehlen, FrancoAngeli, Milano 1988. Pansera M. T., Antropologia filosofica. Le peculiarit dellumano in Scheler, Gehlen, Plessner, Bruno Mondatori, Milano 2001.

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