Sei sulla pagina 1di 3

Terna, utili Ebitda 2013 a 1,45 miliardi.

Flavio Cattaneo, la nostra mission: efficienza, sicurezza e minor costo del sistema
Terna, gli utili Ebitda 2013 crescono a 1,45 miliardi. LAD della societ Flavio Cattaneo dichiara: Continueremo a perseguire la nostra mission: efficienza, sicurezza e minor costo del sistema a beneficio delle famiglie e delle imprese e creazione di valore per i nostri azionisti ai quali, daremo ancora molte soddisfazioni. Il pilastro della nostra azione rester la forte spinta sugli investimenti infrastrutturali per poter dare soluzione alle due grandi sfide del sistema: lintegrazione europea, con un ruolo centrale per le interconnessioni dellItalia, e la continuit degli investimenti infrastrutturali in aree fondamentali del Paese.

Lazienda conferma la politica di investimenti infrastrutturali per potenziare la rete italiana e creare lhub europeo, senza dimenticare le attivit non tradizionali. Un programma che prevede un impegno di 7,9 miliardi nellarco di un decennio, di cui 4,1 entro il 2017 per la sola componente tradizionale. Il tutto mentre si prepara a chiudere il 2013 con un utile a 480 milioni grazie a una crescita del 4,3% dellEbitda, atteso in prossimit di 1,45 miliardi, salvo eventi oggi non ipotizzabili. I debiti dovrebbero collocarsi al di sotto di 6,6 miliardi in presenza di 1,2 miliardi di investimenti e grazie ad una generazione di cassa attesa a un miliardo. Il gruppo dovrebbe confermare una politica di dividendi generosa ma sostenibile. Milano Completare il rinnovo e il potenziamento della rete di trasmissione italiana, rafforzando nel contempo le linee di interconnessione con lestero in una logica di hub europeo senza trascurare le nuove opportunit in attivit non tradizionali sia in Italia che allestero .

Sono queste, puntualizza Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Terna, le priorit a cui stiamo lavorando nel pieno rispetto delle direttrici del piano al 2017 e del nuovo volto assunto da Terna dal 2005 ad oggi; otto anni nel corso dei quali si concretizzata la trasformazione da impresa elettrica ad una societ infrastrutturale con un approccio

strategico che ha saputo affiancare al core business lo sviluppo di progetti in attivit non tradizionali. Un doppio binario allinterno del quale, specifica Cattaneo, continueremo a perseguire la nostra mission: efficienza, sicurezza e minor costo del sistema a beneficio delle famiglie e delle imprese, oltrech la creazione di valore per i nostri azionisti ai quali, ne siamo certi, daremo ancora molte soddisfazioni. Ma c pure altro poich, ricorda il ceo, i cambiamenti in atto, primo fra tutti la crescita impetuosa delle rinnovabili, stanno ridisegnando il paradigma di riferimento e in questa ottica le reti avranno un ruolo sempre pi cruciale. Questo anche se, aggiunge Cattaneo, il pilastro della nostra azione rester la forte spinta sugli investimenti infrastrutturali proprio per poter dare soluzione alle due grandi sfide del sistema: lintegrazione europea, con un ruolo centrale per le interconnessioni dellItalia, e la continuit degli investimenti infrastrutturali in aree fondamentali del Paese. Il tutto nel rispetto di quella solidit patrimoniale e redditivit che render sostenibile nel tempo una politica di dividendi generosa (vedere approfondimenti sul blog albertonosari.it e sul sito di Repubblica). E i numeri del piano al 2017 testimoniano il nostro impegno poich gli investimenti nelle attivit tradizionali si fisseranno a 4,1 miliardi, di cui fino a 300 milioni dedicati alla realizzazione dei sistemi di accumulo a batteria . Novit importanti anche nelle attivit non tradizionali, ove abbiamo consolidato una pipeline di circa 400 milioni, a cui se ne potrebbero aggiungere ulteriori 900 non inclusi nelle previsioni di Piano. Di rilievo assoluto i progetti in un orizzonte decennale, nel corso del quale, sono previsti investimenti per 7,9 miliardi per realizzare tutte le esigenze di efficienza e di evoluzione della rete, con priorit allincremento delle interconnessioni con lestero e alla riduzione delle congestioni interzonali tra le zone di mercato o derivanti dallutilizzo di impianti rinnovabili. In questo momento, commenta Cattaneo abbiamo in atto investimenti per tre miliardi dislocati su 209 cantieri aperti su tutto il territorio nazionale che danno lavoro a oltre 750 aziende e ad oltre 4.000 persone, mentre sul fronte delle interconnessioni stiamo realizzando il progetto tra Italia e Francia e quello Italia e Montenegro. Il numero complessivo delle linee di interconnessione salir cos a quota 24 nellambito della strategia mirante a fare della rete italiana lhub elettrico dellEuropa e dei Balcani. Da rilevare inoltre che uno dei temi oggi al centro dellattenzione, come sottolinea Cattaneo la gestione dellovercapacity, cio il fatto che il sistema ha a disposizione una potenza di generazione pi che doppia rispetto alla massima domanda a causa del calo della domanda stessa conseguente alla crisi e allaumento dellofferta conseguente alla messa in esercizio dei massicci investimenti in nuovi cicli combinati a gas degli anni passati . Ed proprio in questo contesto che, puntualizza il ceo di Terna, necessario che tutti contribuiscano a far scendere i prezzi delle materie prime, poi, grazie anche alle nuove interconnessioni che stiamo costruendo, leccesso di capacit lo si potr esportare a favore di Francia e Germania che, con la componente nucleare in parte in via di dismissione come in Germania non hanno un parco flessibile come il nostro. Naturalmente non possiamo fare tutto da soli, anzi necessario che lEuropa faccia la sua parte favorendo lapertura dei mercati. Ma lItalia ha tutte le carte in regola per essere protagonista nel mercato energetico europeo. infine doveroso ricordare che le iniziative sul fronte dellefficienza e gli investimenti realizzati dal 2005 ad oggi su sei grandi opere hanno generato un effetto benefico sul sistema di 1,9 miliardi quale valore attuale netto calcolato sulla vita utile dellinvestimento stesso, ma il beneficio complessivo per il sistema supera i 5 miliardi se consideriamo gli oltre tre miliardi derivanti dallottimizzazione dei flussi di energia nellambito del dispacciamento. E tale dimensione, puntualizzano, raggiunger

i 14 miliardi includendo gli effetti delle opere attualmente in fase di realizzazione nellambito dei tre miliardi sopra citati. Benefici per il sistema elettrico, con effetti positivi anche per Terna in quanto, grazie ai 6,5 miliardi di opere realizzate, con un impegno di spesa annua che quintuplicato sino a toccare quota 1,24 miliardi, stato azzerato il gap infrastrutturale nei confronti degli altri Paesi europei e oggi siamo il 1 operatore di rete indipendente in Europa e 6 al mondo con infrastrutture il cui valore raddoppiato ad oltre 10 miliardi. Iniziative attuate nel pieno rispetto di una solida struttura patrimoniale. Un imperativo che verr rispettato pure nel futuro poich il piano al 2017 consentir di ridurre di 600 milioni lincremento dellindebitamento finanziario rispetto al precedente piano (da 1,6 miliardi a 1 miliardo) pur salvaguardando una generosa politica dei dividendi e ci permetter di migliorare ulteriormente il rapporto fra indebitamento netto e valore degli asset espressi sulla base della Rab, che saliranno da quasi 10 a 13,7 miliardi mentre i debiti netti passeranno da 5,86 a circa 7 miliardi. Il tutto allinterno di un percorso che vedr il 2013 presentare risultati in ulteriore progresso. Lesercizio in corso dovrebbe infatti mettere in luce un utile nellordine dei 480 milioni grazie ad una crescita dellEbitda del 4,3% a circa 1,45 miliardi. LEbitda margin dovrebbe cos migliorare di circa un punto collocandosi al 78% lungo un percorso che dovrebbe portarlo all80% entro il 2017, quando lEbitda potrebbe collocarsi nellintorno di 1,8 miliardi. Lindebitamento netto dovrebbe invece collocarsi a meno di 6,6 miliardi rispetto ai 5,86 del 2012 grazie ad una generazione di cassa prevista a quasi un miliardo e in presenza della stabilit a 400 milioni dei dividendi e di investimenti stimabili nellintorno di 1,2 miliardi. Alla voce debito finanziario netto: prestiti obbligazionari, finanziamenti a tasso variabile, strumenti finanziari derivati, disponibilit liquide e mezzi equivalenti. Le azioni Terna S.p.A. sono detenute per il 60% da azionisti italiani e per il restante 40% da Investitori Istituzionali Esteri, prevalentemente europei e americani. Attivit tradizionali: trasmissione e dispacciamento energia elettrica sulla Rete di trasmissione Nazionale. FONTE: Repubblica

Potrebbero piacerti anche