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Universit degli Studi di Firenze

Facolt di Scienze della Formazione Dipartamento di Scienze dellEducazione e dei Processi Culturali e Formativi

LA FORMAZIONE UNIVERSITARIA COME CONTRIBUTO ALLA SISTEMATIZZAZIONE E DIFFUSIONE DEI NUOVI SAPERI SULLO SVILUPPO UMANO E LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE ANALISI DI ALCUNI CORSI DI SPECIALIZZAZIONE IN QUATTRO PAESI

RELATRICE: Dott.ssa Sara Swartz

TESI DI: Mara Victoria Novales Escobar

MASTER DI I LIVELLO in Sviluppo Umano Locale, Cultura di Pace e Cooperazione Internazionale Teorie, metodi, esperienze interdisciplinari e buone pratiche tra saperi locali e saperi globali

INDICE

Capitolo

Pagina

Introduzione
I.

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La creazione e la diffusione delle conoscenze

II. La cooperazione internazionale allo sviluppo umano III. Il concetto di sviluppo umano IV. I modelli di sviluppo per il benessere umano

V. La creazione e la diffusione delle conoscenze per lo sviluppo umano. Il dibatito attuale VI. Analisi dei corsi alla luce del tema della cooperazione internazionale e dello sviluppo umano
VII. Cuba VIII.Nicaragua IX. Huelva X. Firenze XI. Conclusione

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Referenze

INTRODUZIONE

Attraverso il tempo, lessere umano si caratterizato per la sua capacit di adattazione al mondo e per la creazione di nuovi strumenti, strategie e metodi per affrontare le situazioni e risolvere i problemi. Questa adattazione si realizzata tramite lo sviluppo della capacit dinsight, del giudizio, della capacit simbolica e delle funzioni cognitive superiori che gli hanno permesso di rappresentare mentalmente il suo mondo cos da poterlo concepire ad un livello astratto. Poi ha avuto il bisogno di trasmettere le sue rappresentazioni simboliche, i suoi pensieri ed il modo di comunicare con gli altri e cre un linguaggio evoluto e codificato che gli permisse passare ad un livello astratto di pensiero e di comunicazione. Nonostante ci, perch la comunicazione riesca ad effettuarsi in modo efficiente e funzionale, bisogna che le parti coinvolte condividano non solo i significanti, cio il linguaggio, ma anche un certo quadro concettuale per poter capire anche il significato che si vuole trasmettere. Lo sviluppo della capacit simbolica e quella di astrazione provocarono un cambiemento trascendentale nel processo evolutivo poich arrichirono il linguaggio e le comunicazioni tramite una maggiore produzione e capacit di rappresentazioni mentali. Si creano pure concetti e schemi che permettono di organizzare e maneggiare il mondo a diversi livelli di astrazione, fornendo di significato le situazioni, stabilendo diversi tipi di relazioni cognitive, integrando nuove conoscenze, stabilendo diversi livelli di gerarchie e predicendo i successi. Lo sviluppo delle capacit cognitive per organizzare e maneggiare le conoscenze si realizza allinterno di un ambiente socioculturale nel cui quadro si realizza il processo di apprendimento sociale. Questo processo si realizza in modo non sistematico; invece il processo dinsegnamentoapprendimento a livello scolastico si realizza in modo sistematico attraverso le istituzioni responsabili. Nel contesto scolastico bisogna programare e sistemare i temi, i contenuti, i materiali e tutti i tipi di risorse che servono a svolgere il processo dinsegnamento-apprendimento e quindi a realizzare la diffusione delle conoscenze. Ogni istituzione scolastica ha un certo livello e gestice un certo tipo di conoscenze. Luniversit ha lobiettivo di formare professionisti competenti, responsabili e con un approccio etico. Nellambito universitario si realizza anche la ricerca che permette la creazione di nuove conoscenze, che poi attraverso luniversit stessa si riesce a diffondere con l obiettivo di contribuire allo sviluppo ed al benessere umano. Il Programma ART Universitas una rete internazionale che coinvolge universit del Nord e del Sud nei paesi associati con liniziativa ART. Promuove la formazione professionale, lappoggio alla ricerca ed alla diffusione delle conoscenze sullo sviluppo umano locale e la cooperazione multilaterale attraverso diversi corsi di specializzazione svolti in diversi paesi.
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Questa tesi vuole realizzare lanalisi di alcuni corsi di specializzazione promossi dal Programma ART Universitas a Cuba, in Nicaragua, in Spagna (Huelva) ed in Italia (Firenze). Questi corsi si realizzano alla luce del modello del nuovo multilateralismo e dello sviluppo umano concentrato nel benessere delle persone e quindi affrontano alcuni temi in comune che servono come struttura generale che orienta non solo i corsi, ma anche il lavoro dei diversi programmi di sviluppo. Ogni corso ha anche il suo carattere particolare perch focalizza aspetti specifici della realt locale in cui si svolge, per rispondere alle situazioni che si presentano in ogni paese. Si vuole analizzare anche il tema della cooperazione internazionale e lo sviluppo umano da cui si riesce ad apprezzare il modo in cui ognuno affronta questi due temi secondo il suo orientamento ed il contesto in cui si svolge.

LA CREAZIONE E LA DIFFUSIONE DELLE CONOSCENZE

Le persone non vedono o sperimentano il mondo nella stessa maniera, e quindi non produrrano mai le stesse conoscenze che riguardano il mondo stesso. Le conoscenze non sono qualcosa che si deve scoprire o trasferire, ma anzi qualcosa da creare, ci che intrinsecamente collegato alle nostre contesti sociali, politiche e geografiche (Hunt, 2008). Nei diversi paesi, allinterno della loro cultura e della loro realt economica, politica e sociale si presentano situazioni specifiche da affrontare. Allinterno delle diverse realt esistono non solo dei rischi e dei bisogni, ma anche delle conoscenze e delle risorse materiali ed umane che si possono sviluppare, arricchire e diffondere attraverso giusti interventi e strategie. Per questo bisogna avere non solo un determinato quadro concettuale che serva come guida per realizzare gli interventi e che si adatti alla realt specifica, ma anche bisogna sviluppare le capacit e creare le conoscenze necessarie e le strategie che permettano di affrontare le situazioni in modo adattablile e sostenibile. Luomo si sviluppa allinterno di un ambiente culturale e sociale che gli serve como punto di riferimento, per sviluppare la sua identit, per definire i suoi pensieri e quindi anche il modo di agire. E allinterno dellambiente sociale e culturale che si sono create, valorizzate, applicate ed anche diffuse le conoscenze. Attraverso larricchimento degli schemi mentali tramite lacquisito di nuove conoscenze, per lesperienza ed il processo di apprendimento si sono creati tanti beni materiali e immateriali che non solo hanno arricchito le culture ma anche hanno portato molti progressi allumanit e quindi hanno portato pure i mezzi per la soddisfazione dei bisogni umani in modi diversi e complessi allinterno dei differenti ambienti culturali e sociali. Lambiente sociale determinante nellacquisito e nella trasmissione delle conoscenze sia attraverso lesperienza che per losservazione dei modelli. Lambiente sociale in cui si svolgono gli individui determinante nel loro sviluppo cognitivo e comportamentale perch il sogetto entra in contatto con situazioni e persone, osserva i contesti, le caratteristiche di essi e quelle delle persone e le conseguenze del loro comportamento; questo rimane codificato nella memoria e poi pu ricordarlo e realizzare i comportamenti nel momento che lo considera opportuno. La maggiore parte dei comportamenti umani si impara osservando, attraverso il modellamento: osservando gli altri, uno si fa unidea su come si eseguono i nuovi comportamenti, ed in occassioni posteriori, questa informazione ormai codificata serve come guida per lazione (Bandura 1977, p. 22). Attraverso le influenze dellambiente sociale e tramite la capacit di rappresentazione simbolica, luomo ha sviluppato il mondo delle convinzioni, che gli serve per interpretare il mondo. Il soggetto crea i saperi, i qualli quindi possono essere intesi come la condizione per interpretare e trasformare la
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realt (Orefice, 2006, p. 3). Il mondo delle convinzioni comprende le idee, le credenze, i giuduzi, i pregiudizi, gli attegiamenti, i valori, i gusti, ecc. che si formano negli individui che agiscono in un ambiente sociale e culturale sia a partire della propria esperienza che attraverso le conoscenze acquisite attraverso il processo di socializzazione e di educazione. Influiscono in questo processo le istituzioni come la scuola, la chiesa, la famiglia, lo stato e i gruppi sociali allinterno di cui si svolge lindividuo nel processo di socializzazione. Secondo Morin (2001) gli individui conoscono, pensano e agiscono secondo paradigmi iscritti culturalmente in loro (p. 24). La produzione sia immateriale che materiale, intesa come conoscenza e come la sua manifestazione obbietiva, costituisce una parte inerente, inseparabile e valorizzata dalla societ e dalla cultura. Orefice (2006) sostiene che se la produzione materiale della cultura esprime il momento della trasformazione della realt ambientale, la produzione immateriale corrisponde al momento dell interpretazione di questultima in termini di bagaglio di conoscenze di cui dispone la cultura di una data societ. (p. 3). Le conoscenze si producono allinterno di un contesto e di una dinamica sociale, politica e culturale specifica e quindi si adattano a diversi contesti e a diverse realt. Quello che funzionale, adattativo e altamente valorizzato in un determinato contesto, da un certo gruppo di persone ed in una certa epoca, pu essere irrelevante e quindi svalorizzato in un altro contesto, da altre persone e in un altro tempo perch comunque, risponde ai bisogni di diverse realt. A questo rispetto Watzlawick (1976) argomenta che attraverso la comunicazione si crea quello che si chiama realt, quello che si crede e secondo ci che si agisce. Aggiunge che (...) le nostre idee tradizionali sulla realt sono illusioni che andiamo accumulando per la maggior parte della nostra vita quotidiana, anche al rischio notevole di cercar di costringere i fatti ad adattarsi alla nostra definizione della realt e non viceversa. Ma lillusione pi pericolosa che esista soltanto ununica realt (p. 7). A livello scolastico, il processo di diffusione delle conoscenze si realizza in modo sistematico, e sono le scuole, i centri di formazione profesionale e le universt gli enti responsabili di realizare questo lavoro. Nellambito della cooperazione multilaterale per lo sviluppo umano si sono realizzati diversi corsi universitari sullo sviluppo umano e la cooperazione internazionale, sia in Europa che in America Latina attraverso il Programma Universitas. Questi corsi si realizzano alla luce del modello del nuovo multilateralismo e dello sviluppo umano che si focalizza nel benessere delle persone a livello sociale, economico, educativo e politico. Questi modelli prendono in considerazione i saperi materiali e immateriali oltre al contesto economico, sociale e politico dei paesi e si riflette nella produzione del sapere che sta emergendo e negli stessi corsi di formazione ad esso collegati. Considerando le diverse realt di ogni paese, i loro bisogni e le loro risorse, ognuno svolge i suoi corsi di specializzazione allinterno della sua realt, prendendo in considerazione alcuni concetti come base teorica e per avere un quadro concettuale
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universale. Questa flessibilit ed apertura mentale, caratterizza il processo educativo universitario, in cui si valorizzano le differenze culturali, sociali e di tutti i tipi, le cui arricchiscono la formazione e anche contribuiscono alla creazione di nuovo saperi che poi si diffondono per il benessere umano.

LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE ALLO SVILUPPO UMANO

Per molti anni, atraverso la cooperazione bilaterale si lavor con un approccio paternalista in una dinamica generatrice di dipendenza da parte dei paesi beneficiari a quelli donatori. A questo punto si prendeva in considerazione la crescita economica o la generazione di ricchezza come lunico indicatore di sviluppo. La crescita economica era un fine in se stesso, invece che un mezzo per raggiungere uno stato di benessere come si fatto dopo. Poi, attraverso il nuovo multilateralismo e con una dinamica di partecipazione attiva delle persone nel processo di sviluppo si prende il concetto di sviluppo umano come il punto principale per lavorare in unalleanza tra le Nazioni Unite, i governi centrali, i governi regionali e locali, luniversit e gli attori sociali, realizzando diverse azioni, programmi, modelli, progetti, ecc. che siano funzionali e sostenibili. Carrino (2005 p. 7) a questo rispetto argomenta che si trattava di passare dallidea di aiuto ai poveri a quella di co-sviluppo che metteva in primo piano il comune interesse di tutti i popoli per uno sviiluppo migliore e pi sicuro. Il paternalismo doveva cedere il passo alla promozione del diritto allo sviluppo. La cooperazione decentrata svolge programmi multilaterali di sviluppo umano, i quali hanno avuto origine dallesperienza del Prodere in Centro America. Attraverso la cooperazione decentrata, tramite i partenariati che si realizzano tra la societ civile e i poteri pubblici decentrati dei paesi del Nord e quelli del Sud, si condivide il lavoro in rete per la realizzazione dei progetti in tutte le loro fasi, dallideazione la programmazione e lesecuzione. Allinterno dei programmi si definisce il come per quanto riguarda il lavoro da realizzare, ma il che lo stabiliscono gli attori locali, nazionali ed internazionali coinvolti ed a seconda di interessi comuni. Carrino (2003) definisce la cooperazione decentrata come ...un sistema organizzato di partenariati territoriali di sviluppo e solidariet tra comunit locali del sud e del nord, che hanno lo scopo di far lavorare insieme i propri attori, in modo coordinato, per gli obbietivi e con i metodi dello sviluppo umano, sia a livello locale, sia cercando collegamenti a livello nazionale ed internazionale. Martini (2008) argomenta che la cooperazione decentrata per lo sviluppo locale fomenta i processi di sviluppo di qualit ed autonomi, assicurando un miglior coordinamento tra gli interventi e le azioni degli enti locali, ONG ed associazioni, ed una maggiore efficacia nella formulazione e nella realizzazione dei progetti. Attraverso questo sistema si fomenta un co-sviluppo che permrtte la partecipazione attiva dalle parti coinvolte nel partenariato, promuovendo anche un rapporto stretto con il territorio. I rapporti di partenariato tendono ad essere duraturi e paritari; ci permette di rompere la dinamica di dipendenza promossa dallapproccio assistenzialista di donatore e beneficiario che promuoveva la cooperazione bilaterale. Nei corsi di specializzazione svolti con il Programma Universitas si affronta come materia di studio il tema della cooperazione internazionale. Tenere in conto della sua
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origine e la sua evoluzione permette di paragonare il vecchio modello elitario ed i suoi risultati negativi di dipendenza, con lattuale nuovo modello di cooperazione multilaterale decentrata che promuove la partecipazione in un ambiente democratico. Questo modello, con tale nuovo approccio serve come parte del quadro concettuale su cui si organizza la diffusione delle conoscenze nei corsi di specializzazione degli operatori di sviluppo umano. In questo modo si crea una base generale di schemi mentali condivisa per tutti con lo scopo di avere un linguaggio comune che permetta proporre e capire i programmi, realizzare ricerche e pubblicazioni, diffondere le conocenze a livello scolastico e anche riuscire ad avere una giusta comunicazione in materia di cooperazione allo sviluppo.

IL CONCETTO DI SVILUPPO UMANO

Il concetto di sviluppo umano si originato dal solo criterio economico e poi ridefinito, mettendo lessere umano ed il suo benessere al primo posto. Secondo il nuovo approccio, lo sviluppo umano qualcosa di pi che laumento o diminuzione del reddito nazionale. Riguarda il creare un ambiente in cui la gente riesca a sviluppare il suo potenziale e guidare una vita produttiva, creativa in accordo ai loro bisogni ed interessi. Le persone sono il vero valore delle nazioni. Quindi, lo sviluppo deve riguardare lespansione delle opportunit delle persone per condurre una vita che li soddisfi. E qualcosa di pi che meramente una crescita economica, che soltanto un mezzo -molto importante- per accrescere le opportunit della gente (Rapporto sullo Sviluppo Umano, 1990). Con questa nuova definizione si prendono in considerazione certe dimensioni umane che si devono sviluppare allinterno di un ambiente arrichito che promuova la partecipazione sociale, politica, economica, la libert di esprimersi e di creare i mezzi per soddisfare i bisogni. Da allora il concetto di sviluppo umano non legato soltanto al PIL come si faceva prima. Ora invece, il tema principale riguarda come la crescita economica si trasforma o meno, in sviluppo; su come lo sviluppo umano incrementa le opportunit delle persone per utilizzare le loro capacit per raggiungere uno stato superiore di benessere. Il concetto di sviluppo umano per il fatto di far riferimento allessere umano che un essere psicobiosociale, un concetto molto complesso perch coinvolge le dimensioni umane. Carrino (2005) lo conscepisce come il tipo di sviluppo che cerca di rispondere ai bisogni di tutti, offrendo risposte che migliorino la vita in tutti i suoi aspetti economici e sociali e che si propone di ridurre la povert, lesclusione sociale, il degrado ambientale, le tensioni sociali ed il ricorso alla violenza (p. 279). Con lo scopo di fornire dati obbiettivi per quanto riguarda lo sviluppo umano, si creato lISU (Indice di Sviluppo Umano), che definisce operazionalmente il termine sviluppo umano, ponendo lessere umano ed il suo benessere al centro del processo di sviluppo. LISU prende in considerazione tre criteri che sono: la conduzione di una vita lunga e sana, il livello di alfabetizzazione della popolazione ed il reddito adeguato per vivere secondo uno standard di vita dignitosa. Nel Rapporto UNDP (2005) si menziona che a questi criteri si pu aggiungere la partecipazione sociale e politica di tutta la popolazione senza esclusioni. Il criterio di una vita lunga e sana viene misurato dallaspetattiva di vita alla nascita; cos si prende in conto limportanza ed il valore intrinseco della vita umana come il ben pi prezioso. Poi, il criterio dellalfabetizzazione, misurata dalla combinazione del livello distruzione adulta con i diversi livelli di scolarit; leducazione permette di espandere ed arricchire le conoscenze e le competenze umane, fornisce di un empowerment alle persone permettendo di manifestare il loro pensiero critico e la
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loro capacit di discernimento; fornisce inoltre collateralmente, un posto per lo sviluppo dellautostima, del senso di competenza e di autonomia. Il terzo criterio, un reddito adeguato per mantenere uno standard di vita dignitoso, viene misurato secondo il PIL pro capite. Un reddito adeguato si relaziona con la capacit umana di creare i mezzi economici per acquistare beni e servizi che forniscano uno standard di vita dignitoso e di benessere che si accordi anche a criteri di salute. Il reddito si relaziona inoltre con leducazione e con la speranza di vita nel senso che pu influire sul livello di scolarizzazione e specializazzione professionale delle persone e anhce sulla speranza di vita perch determina la qualit dellalimentazione, delle condizioni abitative, delle cure sanitarie, ecc. Swartz (2009) argomenta che lISU riguarda la distribuzione del reddito non solo a livello individuale, ma anche a livello sociale con le sue istituzioni di governance in un contesto democratico. Il fatto di ricoonoscere che lessere umano il soggetto principale dello sviluppo stato il punto di partenza per il cambiamento nellorientamento della concezione e degli obiettivi del lavoro della cooperazione internazionale. A partire da questo nuovo concetto di sviluppo, si sono realizzate azioni, impegni, programmi, ecc. con lo scopo di migliorare le condizioni di vita delle persone attraverso la partecipazione attiva e democratica di tutti i membri della societ. Negli anni 90, lONU organizz dei vertici mondiali su diversi temi fondamentali relazionati con il concetto di sviluppo. A Copenaghen si realizzato il Vertice sullo Sviluppo Sociale nel 1995, in cui si enfatizz la necessit della partecipazione della societ civile ed il ruolo attivo nei processi di sviluppo e nelle attivit di cooperazione internazionale, allinterno di un ambiente economico, politico, sociale e giuridico. Nel 2000 a New York si realizzato il Vertice Mondiale del Millennio, in cui si firm la Dichiarazione del Millennio, con lo stabilimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, da raggiungere entro il 2015. Gli Obiettivi del Millennio ed il concetto ridefinito di sviluppo umano costituiscono il punto di riferimento per indirizzare le azioni verso la costruzione congiunta di uno sviluppo di qualit, che permetta la partecipazione attiva e responsabile delle persone (Carrino, 2008). Costituiscono anche, nel caso dei corsi di specializzazione di Universitas, una materia esenziale di studio e quindi unaltra parte del quadro concettuale su cui non solo si costruiscono le conoscenze ma anche una base teorica e pratica su cui si lavora nei diversi programmi di sviluppo economico, educativo, sanitaro, culturale, ecc. svolti nei diversi paesi. Attraverso i diversi programmi di sviluppo si vede come, alla luce della cooperazione multilaterale e decentrata e avendo alla base il concetto di sviluppo umano e gli Obiettivi del Millenio come una guida operazionale che orienta il lavoro, si realizzano diversi programmi, progetti ed attivit che riescono a mterializzarli in contesti reali e passo dopo passo con il lavoro congiunto dei partners, delle diverse entit, del governo, delluniversit e degli attori locali.
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I MODELLI DI SVILUPPO PER IL BENESSERE UMANO

Lessere umano molto complesso; un tutto fisico, psichico, sociale e spirituale integrato, che condivide con gli altri dei bisogni e dei mecanismi biologici e psicologici. Anche se lessere umano condivide con gli altri alcune dimensioni, esiste, nonostante tutto, unenorme variabilit comportamentale e culturale, e quindi i bisogni possono essere soddisfatti in modi talmente diversi da una persona allaltra a causa delle differenze individuali oppure dei mezzi di soddisfazione disponibili nellambiente socio culturale. Per Morin (2001, p. 55) La complessit umana non potrebbe essere compresa se dissociata da questi elementi che la costituiscono: ogni sviluppo veramente umano significa sviluppo congiuntivo delle autonomie individuali, delle partecipazioni comunitarie e del sentimento di appartenenza alla specie umana. Per rendere possibile la soddisfazione dei diversi tipi di bisogni, necessario lavorare attraverso una logica di cooperazione sociale perch come argomenta Carrino (2005), la soddisfazione un processo complicato che nessuno, da solo, potrebbe realizzare. Quasi tutti i bisogni umani, infatti, si possono soddisfare solo attraverso la collaborazione tra diverse persone, strutture e servizi. (p.175). Carrino fa anche riferimento alla soddisfazione dei bisogni nel senso che essi possono essere soddisfatti in certo modo, ma che questo non significa che esista veramente uno sviluppo di qualit. Invece attraverso una logica di cooperazione sociale partecipativa, ed avendo come obiettivo principale il benessere umano, si possono creare le opportunit e i mezzi per fare crescere ed esprimere il potenziale e le capacit umane. In un processo di sviluppo, bisogna includere lo svolgimento di alcune attivit economica dignitose che permetta di produrre i beni e i servizi per la soddisfazione dei bisogni e quindi anche la produzione di reddito per ottenerli, sia a livello dei servizi pubblici che acquistandoli. Il Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sociale (1995), nel capitolo III, sulla crescita delloccupazione produttiva e riduzione della disoccupazione, propone che il lavoro e loccupazione non soltanto sono elementi centrali per lo sviluppo ma rappresentano elementi di definizione dellidentit umana. La piena occupazione remunerata in modo appropiato ed adeguato un metodo efficace per combattere la povert e per promuovere lintegrazione sociale (p. 47). Gli sforzi per riuscire ad ottenere livelli superiori di sviluppo devono essere fatti congiuntamente, in modo che gli avanzamenti abbiano una base propria, autonoma, etica e sostenibile. Nello stesso Vertice si espone a questo rispetto, che le attivit economiche, che permettono agli individui di esprimere il proprio senso di iniziativa e di creativit e che accrescono la ricchezza delle comunit, sono alla base del processo sociale (Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sociale 1995, p. 23). Si argomenta che, soltanto tramite lazione del mercato non si pu garantire il progresso sociale e che quindi necessario lintervento delle politiche pubbliche per il mantenimento della stabilit sociale e per la
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creazione di un ambiente economico nazionale ed internazionale che promuova la crescita sostenibile. Questo si rifletterebbe nella prestazione dei servizi pubblici efficenti, sostenuti a partire dellutilizzazione adeguata delle tasse, allinterno di un sistema di partecipazione democratica. Lo sviluppo sociale ed economico condividono lo stesso scopo di benessere umano in un ambiente che favorisce lequit, la giustizia sociale, la tolleranza, l empowerment, la responsabilit e la partecipazione. Attraverso le iniziative di sviluppo economico locale si riesce a lottare contro la povert in modo sostenibile, creando opportunit di lavoro dignitoso e sviluppando le capacit umane, tramite la partecipazione, la comunicazione e la valorizzazione delle risorse. Canzanelli (2001, p. 9) argomenta che lo sviluppo economico locale un processo partecipativo che incoraggia e facilita il partenariato tra gli attori locali rendendo possibile la progettazione congiunta e limplemantazione delle strategie, principalmente quelle basate nellutilizzazione competitiva delle risorse locali con lo scopo di creare lavori decenti e attivit economiche sostenibili. Lo sviluppo economico locale uno dei mezzi per raggiungere gli Obbiettivi del Millennio; non si tratta per, soltanto della produzione di ricchezza economica como un fine in se stesso. Si tratta anzi di produrre la ricchezza che permetta di raggiungere una miglior qualit di vita che porti ad un benessere umano integrale. I modelli di sviluppo economico locale si possono classificare secondo il carattere del loro sistema economico, sia esogeno che endogeno. Quelli di carattere esogeno si basano sulla grande industria e sullinvestimento straniero. Le decisioni si prendono allesterno dellarea; la loro struttura economica non si organizza intorno ad esigenzie nazionali n a quelle degli attori locali, ma sulle esigenze del mercato internazionale. In questo modello il sistema di produzione al servizio del sistema esterno, producendo quello che non necesario al paese ma anzi quello che legato al mercato internazionale; quindi il sistema economico disintegrato, non si valorizzano n si utilizzano i prodotti del territorio e non si prendono in considerazione le conseguenze ambientali. Questa situazione rende i territori incapaci di trasformare il surplus in accumulazione ed investimento, rendendoli dipendenti dai paesi investitori. Per molto tempo le strategie di sviluppo economico sono state basate secondo un modello elitario top-down, in cui dei gruppi con un forte potere economico hanno avuto il controllo sia della produzione che del mercato. Questo ha creato una dipendenza economica da parte dei paesi deboli o arretrati impedendo la loro partecipazione nei mercati internazionali e lo svilupo delle aree periferiche. In contraposizione al modello di sviluppo esogeno, esiste quello di sviluppo endogeno, sviluppo dal basso o bottom-up. Garofoli (2006 a) argomenta che un modello di sviluppo endogeno pu garantire lautonomia del processo di trasformazione del sistema economico locale e la sua sostenibilit. Il modello italiano di sviluppo economico endogeno valorizza e utilizza le capacit delle persone e i beni
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materiali e immateriali di una societ per la soddisfazione dei bisogni in un modo funzionale, equilibrato e sostenibile. Inoltre, prende in conto le caratteristiche locali e le abilit per utilizzare le risorse locali come il lavoro, il capitale accumulato, limprenditorialit, la capacit dinnovare e le conoscenze specifiche. Tra le condizioni per iniziare il processo di sviluppo endogeno, Garofoli (2006 b) menziona la capacit organizzativa e d impresa e laccumulazione di conoscenze e attegiamenti sociali da parte degli attori locali. Argomenta che le conoscenze tecniche d impresa si possono ottenere tramite un processo dapprendimento, che in questo caso sarebbe un modello di sviluppo con una prima fase di carattere esogeno. Attraverso la creazione di piccole imprese si implementano i saperi e le competenze produttive locali, si utilizano le risorse umane, naturali e culturali. Questo modello promuove linvestimento, la creazione e linnovazione dimpresa a livello produttivo, tutto ci arrichisce sia il territorio che le imprese ed una valida strategia di lotta contro la povert. Attraverso laccumulazione del captiale ed il progresso tecnologico promuove la crescita economica che permette la creazione dei mezzi per la soddisfazione dei bisogni. Socialmente fornisce un senso di appartenenza ad un gruppo, la coesione e lintegrazione sociale delle persone e a livello economico fornisce lautonomia. Ci costituisce un gran bene per la societ perch cos si riesce a produrre quello di cui c bisogno e quindi si raggiunge un autosufficienza alimentare, economica e politica. Esiste una relazione tra i modelli di sviluppo; ci significa che perch esista un vero sviluppo umano, ci deve essere un processo di sviluppo proprio, sia a livello personale che economico o sociale, in una dinamica di rispetto e di armonia con lambiente. E a partire dallagire congiunto di queste variabili e dal fatto che sia luomo ed il suo benessere al centro dello sviluppo, che si arricchisce e si rende complesso questo concetto. In questo modo si possono prendere le azioni necessarie per limplementazione delle strategie con lo scopo di lavorare congiuntamente perch tutti, sia nel presente che nel futuro possano, senza esclusione, godere del benessere e di uno standard di vita dignitoso e duraturo. Nel 1987, nel Rapporto Brundtland e poi nel 1992, ripreso dalla Conferenza Mondiale sullAmbiente e lo Sviluppo dellONU, si definisce lo sviluppo sostenibile. Questo costituisce uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilit delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni. La definizione originale che si concentrava nella preservazione dellambiente e nel consumo prudente delle risorse naturali non rinnovabili. La nuova idea coinvolge lequilibrio delle tre E; cio, ecologia, intesa come la preservazione dellambiente; equit o giustizia sociale ed economia, ossia il progresso economico. Nel 2001, la Dichiarazione Universale sulla Diversit Culturale dellUNESCO approfondisce il concetto. NellArticolo 1 si propone la diversit culturale come
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patrimonio comune dellUmanit (...) costituisce il patrimonio comune dellUmanit e deve essere riconosciuta e affermata a beneficio delle generazioni presenti e future. NellArticolo 3 la diversit culturale si concepisce come fattore di sviluppo; La diversit culturale amplia le possiblit di scelta offerta a ciascuno; una delle fonti di sviluppo, inteso non soltanto in termini di crescita, ma anche come possibilit di accesso ad unesistenza intellettuale, affettiva, morale e spirituale soddisfacente. Con questo punto di vista, la diversit culturale diventa il quarto punto dello sviluppo sostenibile insieme a quello ecologico, equo ed economico. Il fatto di tenere in conto anche laspetto culturale, che costituisce infatti lidentit e la base di una societ, un punto chiave nel tema dello sviluppo per renderlo veramente duraturo o sostenibile. Lassenza dei conflitti un aspetto indispensabile dello sviluppo sostenibile. Il rispetto e la valorazione alla diversit culturale, rendendola come patrimonio dellumanit, promuove la tolleranza e la convivenza pacifica. Una distribuzione equa del reddito facilita la sostenibilit sociale, in una dinamica sociale libera dai conflitti in cui si rispettano i diritti dei lavoratori. La creazione di imprese per la produzione di beni e servizi costituisce pure la base della sostenibilit del processo economico perch rende un paese autonomo e autosufficente. Per quanto riguarda laaspetto ambientale, per evitare i conflitti, si deve prendere in conto che le risorse ambientali sono limitate, e quindi le diverse attivit sociali, economiche o culturali, devono rispettare ed essere compatibili con la preservazione della biodiversit e degli ecosistemi. Attualmente, grazie alla ridefinizione del concetto di sviluppo umano si sono presi in considerazione anche quelli di sviluppo economico e sostenibile, sottolineando la loro importanza nel processo integrale di sviluppo. Perch esista veramente uno sviluppo umano di qualit, importante valorizzare la relazione che esiste tra le diverse variabili che incidono e che interagiscono insieme nel processo. Ciascuno dei modelli di sviluppo ha la sua importanza e la sua funzione e si inserisce allinterno di unapproccio aperto, integrato, democratico e partecipato che gli permette di fornire benefici alla societ. Alla luce del modello di sviluppo umano, economico locale e sostenibile si realizzano diversi progetti e la loro base teorica viene presa in considerazione nei corsi di specializzazione universitaria. Questi modelli servono come struttura per la realizzazione delle materie di studio che caratterizzano i diversi corsi di specializzazione, in cui ognuno prende ci che pi importante nel loro contesto e lo adatta ad esse per realizzare poi il lavoro nel contesto reale.

LA CREAZIONE E LA DIFFUSIONE DELLE CONOSCENZE PER LO SVILUPPO UMANO. IL DIBATITO ATTUALE


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Watzlawick (1976) argomenta che per quanto riguarda la formazione delle idee sulla realt, secondo le quali poi il sogetto agisce nel mondo, (...) esistono molte versioni diverse della realt, alcune contradittorie, ma tutte risultanti della comunicazione e non riflessi di verit oggettive, eterne (p. 7). La creazione e la gestione delle conoscenze, il controllo dellinformazione e la valorizzazione o svalorizzazione delle conoscenze e i valori secondo i quali si agisce allinterno di una societ possono costituire un forte elemento di potere. Il potere un fenomeno che esiste allinterno dei gruppi sociali, e si pu dare la dinamica in cui c un elemento centrale che esercita una relazione di potere e di controllo, generando una dinamica di dipendenza intorno a s. Maggiore il grado di dipendenza, maggiore il potere che si riesce a esercitare. Lagente che esercita il potere pu essere sia una persona che un gruppo di persone con certe caratteristiche particolari come carisma, un alto status, alto livello sociale, economico, intellettuale, fisico, di esperienza, competenza, o possono avere la capacit di punire o rafforzare gli altri, ecc. e quindi il resto del gruppo lo segue, limita, si identifica con lui, acetta e valorizza le sue idee e i suoi valori, oppure si sottomette ad essi prendendoli come propri o almeno agisce secondo essi. Foucault (1988) fa riferimento alla dinamica del potere, che vi allinterno di una relazione tra due soggetti, in cui entrambi sono liberi ma uno ha un alto status, certe possibilit, conoscenze e mezzi economici che laltro non ha e quindi riesce a fargli agire in un certo modo, a seconda dei suoi interessi. Le relazioni di potere non sono in s stesse forme di repressione. Ma ci che succede che nelle societ si sono create delle organizzazioni per congelare le relazioni di potere, mantenere cio quelle relazioni in uno stato iniquo affinch un certo numero di persone ottengano un vantaggio sociale, economico, politico, istituzionale, ecc. (...) un tipo specifico di relazione di potere che stata istituzzionalizata, congelata, inmobilizata per il beneficio di alcuni e il detrimento di altri. Aggiunge che (...) il potere non un insieme di mecanismi di negazione, rifiuto, esclusione, ma ci che li produce (Foucault, 2004). Nell ambito delle conoscenze, il potere che hanno le istituzioni che controllano e monopolizzano ci che si concepisce e si valorizza come conoscenza, stata la variabile determinante per la creazione di politiche basate sui loro valori e che rafforza e soddisfa i loro interessi. A questo rispetto Powell (2006) fa riferimento alla costruzione ideologica secondo cui si valorizzano e si riconoscono le conoscenze come fonte di potere economico. Argomenta che tutti conosciamo il mondo attraverso una combinazione della nostra educazione, lingua, cultura e credenze con le nostre realt fisiche attuali genere, locazione, ambiente socioeconomico. Il come si conosce la vita cio, come si sperimenta e si capisce- inevitabilmente varia profondamente secondo queste differenze(p. 521). In relazione con questo punto di vista, Hunt (2008)
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argomenta che siccome lesperienza parziale, e quindi non si assume che vi sia una completa riflessione della realt, bisogna realizzare unanlaisi critica rispetto alle conoscenze. (...) importante domandare a che interessi servono. Per farlo per, bisogna ascoltare le voci e le prospettive che sono state continuamente emarginate dal discorso dello sviluppo. Le conoscenze dovrebbero crearsi e diffondersi attraverso la partecipazione democratica dei diversi attori sociali, valorizzando i saperi materiali e immateriali delle societ in cui si creano e che servono per affrontare i loro bisogni Guttal (2006) analizza la situazione esistente nel tema delle conoscenze e dello sviluppo e argomenta che le idee dominanti non necesariamente sono quelle migliori; anzi, sono quelle appoggiate dal potere economico o politico e da certe classi ed interessi. Pertanto, secondo Guttal, le conoscenze dello sviluppo servono degli interessi e classi particolari che non ascoltano le voci delle minoranze e quindi la produzione e la trasmisione delle conoscenze sono piuttosto diventate un business. Aggiunge che ci sono degli attori nellambito dello sviluppo, come la Banca Mondiale, il Fondo Monetrio Internazionale e la Banca di Sviluppo Asiatico che assecondano un gigantesco monopolio di conoscenza, lasciando fuori la competenza di prospettive alternative, analisi e idee (Guttal, 2006, p. 38) e quindi hanno la capacit di generare fatti e verit rispetto al mondo. Queste organizzazioni a cui affidata lindustria delle conoscenze non prendono in considerazione le variabili dei soggetti dello sviluppo n quelle del contesto in cui si svolge la loro vita; per questo n le politiche n le azioni che si prendono in considerazione riescono a adattarsi alla loro realt e non rispondono ai loro bisogni. Ocampo (2006) daccordo con lidea di Guttal per quanto riguarda la parzialit nella percezione della realt e lesistenza degli interessi specifici da parte di certi gruppi dominanti. Argomenta che ci piace pensare che le conoscenze giocano un ruolo che guida la determinazione delle politiche, ma ci sono spesso soltanto delle opinioni basate parzialmente sulle conoscenze, che comunque sono suscettibili allinfluenza di altri fattori- cio, ancora ideologia ed interessi (p. viii). Aggiunge che le opinioni tendono a basarsi in quelle di altri attori perch comunque risulta difficile spostarsi dallopinione della media perch questo significherebbe la marginalizzazione dallacceso al potere e dallinfluenza. Questa situazione denota lesistenza di un certo conformismo normativo (Myers, 2000), che avviene per il bisogno di essere accetato, per la esistenza di una certa forma di pressione in cui c una relazione di passivit, di compiacenza e mancanza di assertivit nella quale i sogetti vogliono essere daccordo con il gruppo. Questa situazione fomenta pure una dipendenza che costituisce un modo efficace di mantenere un ordine sociale di distribuzione iniqua del potere. Guttal (2006) segnala che questa dinamica relazionata con il fatto che non si riesce ancora a risolvere i problemi fondamentali di sviluppo posti da molto tempo. A questo punto suggerisce che per ottenere un cambiamento sociale attraverso le conoscenze;
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bisogna lanciare una sfida al sistema dei saperi e delle pratiche e riconoscere il ruolo centrale delle politiche nella produzione delle conoscenze e nel modellamento della coscienza a livello popolare. Ocampo (2006) concorda ancora con questo punto di vista di Guttal, argomentando che le conoscenze specialmente nelle aree sociale ed economica sono influenzate dalle ideologie e dagli interessi particolari e che queste cosidette conoscenze costituiscono per, soltanto delle opinioni basate sulle conoscenze di alcuni attori. Aggiunge che il ruolo delle istituzioni internazionali non quello di promuovere ideologie economiche o politiche; ma quello di aiutare i paesi in via di sviluppo a costruire le loro istituzioni per riuscire a elaborare delle politiche basate nellanalisi e nel pluralismo intelletuale. A questo rispetto, Toye e Toye (2006) analizzano il ruolo della Banca Mondiale come unagenzia di conoscenze che agisce come unente che trasmette le sue ideologie. La Banca Mondiale realizza un grosso investimento nella propagazione delle idee e nella creazione delle politiche basate nella sua ideologia invece di creare o appoggiare la creazione di nuove conoscenze. Vista legemonia esistente nellambito dei saperi per lo sviluppo, diversi autori analizzano la situazione e propongono unopzione diversa rispetto a quella dominante per quanto riguarda le politiche che controllano i saperi. Questa posizione riguarda un pensiero critico che permette porsi la questione della provenienza dei saperi generati e diffusi e permette anche appoggiare e valorizzare le risorse e le conoscenze locali. Ocampo (2006) puntualizza limportanza del ruolo delle istituzioni domestiche nelladatazione delle conoscenze alle politiche e analizza limportanza della capacity building e dellownership delle politiche sociali ed economiche. Argomenta che le conoscenze e la creazione delle politiche sono legate e dipendono sia del capitale umano che delle istituzioni. Aggiunge che la creazione dei sistemi di saperi locali garantisce ladeguata adattazione della tecnologia al contesto locale e alla creazione di nuove conoscenze. Sostiene che (...) non il ruolo delle istituzioni internazionali quello di promuovere visioni dominanti degli affari economici e sociali; anzi di aiutare i paesi in via di sviluppo a costruire le loro proprie istituzioni per realizzare una migliore analisi e sviluppare delle politiche (policy making). Suggerisce il pluralismo ed il dibatito critico come le strategie per riuscire a risolvere la situazione limitante che produce una singola scuola di pensiero nell area economica e sociale. Guttal (2006) argomenta anche che si deve rompere la dipendenza intelletuale dei paesi in via di sviluppo dalle fonti dinformazione, analisi e politche dei paesi del Nord del mondo. Argomenta che invece i donatori, gli accademici e le istituzioni di ricerca dovrebbero appoggiare la creazione e diffusione dei saperi a livello locale e nazionale per poter sviluppare altre forme di conoscenza. Girvan (2006) invece da importanza alle conoscenze sociali e argomenta che si dovrebbero riconoscere e convalidare come una risorsa per la creazione delle politiche. Per Girvan le conoscenze sociali sono una parte inerente della societ a tutti i livelli e in tutti i suoi aspetti, e quindi ci dovrebbe essere un processo partecipativo e trasparente che permetta la diffusione
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dellinformazione a tutti i livelli. Concorda con il punto di vista di Guttal quando suggerisce un approccio alternativo opponendosi alle richieste universali delle politche proposte dalle agenzie dominanti. Visto lo smisurato interesse dei gruppi per ottenere vantaggio e dominare la creazione delle politiche, Girvan propone limplementazione dei partenariati come una forma di appoggio e facilitazione dellapprendimento sociale per raggiungere gli obiettivi accordati mutuamente allinterno di un processo interattivo, di partecipazione democratica e che sviluppi l empowerment degli attori locali attraverso laccumulazione di conoscenze e di esperienze (p.84). Nellopinione di Deacon (2006), le idee sono importanti e tramite loro si possono fare dei cambiamenti; comunque c bisogno delle istituzione con potere che le appoggino per riuscire a fare dei cambiamenti nelle politiche. Il suo discorso riguarda la sfida di realizzare una riforma alle politiche sociali globali, tramite un proggetto a livello locale, nazionale e internazionale contro legemonia e che favorisca lo sviluppo sociale. Argomenta sullimportanza dellinclusione degli intelletuali che facilitino questo processo allinterno di nuove istituzioni a carico della creazione delle politiche e delle decisioni che appoggino lequit, linclusione e la partecipazione delle persone a livello globale. Per quanto riguarda i ruoli delle conoscenze nel campo della cooperazione allo sviluppo, King (2006) le identifica nellassistenza tecnica nel Sud, nelle spedizioni degli esperti, nell appoggio alle istituzioni di ricerca del Sud, etc. Menziona pure che la Banca Mondiale ed alcune agenzie si sono occupate pi di trasmettere e sintetizzare conoscenze che avevano ormai registrato; cio, si sono impegnate pi nella disseminazione che nella creazione di nuove conoscenze. King enfatizza limportanza della costruzione delle capacit come una parte esenziale nella costruzione dellagenda globale dello sviluppo. Aggiunge che per quanto riguarda lambito delleducazione si dovrebbe appoggiare di pi il sistema educativo formale, inclusa la formazione di alto livello e la ricerca. Il Programma ART Universitas, attraverso la rete di universit in America Latina e in Europa e tramite i diversi corsi di specializzazione che realizza, a carico della formazione professionale dei facilitatori di sviluppo. Collabora con la ricerca e la diffusione delle conoscenze sullo sviluppo e la cooperazione multilaterale, fomenta la creazione di nuove capacit, valorizza le risorse ed i saperi locali e appoggia la ricerca e limplementazione di nuove tecniche e nuovi saperi. Mukherjee Reed (2000) argomenta che (...) se il paradigma delle conoscenze si dovesse tradurre in sviluppo umano, una nuova generazione di lavoratori per lo sviluppo imbevuti di un nuovo tipo di professionalismo- dovrebbero essere gli agenti centrali di questo processo. Il lavoro realizzato attraverso il programma Art Universitas condivide le idee degli autori esposte precedentemente in relazione alla creazione, limplementazione e la gestione delle conoscenze e la loro importanza per trascendere la dinamica che stata
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utilizzata per molto tempo nellambito dello sviluppo umano a causa dellegemonia che ha prevalso per tanto tempo. Si accorda con il punto di vista di Deacon nel senso che luniversit, attraverso il Programma Universitas, listituzione che promuove la valorizzazione dei saperi e la creazione di nuove conoscenze sullo lo sviluppo umano e che le diffonde attraverso i diversi corsi formativi, ricerca, pubblicazioni, ecc. Il Programma concorda anche con il punto di vista di King perch attraverso la formazione universitaria si realizza la creazione e diffusione delle conoscenze a livello superiore ed in modo sistematico. Il lavoro realizzato in questo modo attraverso il Programma, si raccorda anche con il punto di vista di Guttal e Girvan perch infatti valorizza ed appoggia la creazione e la diffusione dei saperi locali attraverso limplementazione di partenariati avendo sempre alla base una dinamica di partecipazione democratica.

ANALISI DEI CORSI ALLA LUCE DEL TEMA DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE E DELLO SVILUPPO UMANO

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Nelle diverse discipline si prendono in considerazione certi principi, modelli, paradigmi e teorie che costituiscono il quadro concettuale, a partire da cui si realizzano le diverse pratiche. Nellambito dello sviluppo umano e della cooperazione internazionale, attraverso la loro evoluzione e analisi, la realizzazione dei vertici mondiali, limpostazione degli Obiettivi del Millennio e delle diverse strategie, si sono individuati dei principi su cui si punta per raggiungere un obiettivo comune basato sul benessere umano. Il ruolo delluniversit concorre a creare e diffondere le conoscenze per formare professionali nellambito della cooperazione e dello sviluppo umano con un pensiero critico e impegnati in un lavoro che valorizzi le capacit e le risorse umane e locali. Adesso verr analizzato il modo in cui alcune istituzioni coinvolte nel programma ART Universitas affrontano i temi dello sviluppo umano e della cooperazione internazionale. Si sono prese in considerazione le istituzioni di quattro paesi; Universidad de La Habana, Universidad de Pinar del Ro e Universidad de Holgun e Oficina del Historiador de la Ciudad de la Habana, Cuba; Universidad Nacional Autnoma di Len, Nicaragua; Universidad Internacional de Andaluca a Huelva, Spagna; e lUniversit degli Studi di Firenze, Italia. Lobiettivo stato quello di comparare i due temi menzionati anteriormente ed analizzare il modo in cui questi concetti si concepiscono a livello generale e come si focalizzano nella realt nazionale. Si apprezza come attraverso la creazione e levoluzione di questi concetti, si riesce a creare una struttura di pensiero nella quale si elaborano i quadri concettuali generali che poi si utilizzano a livello pi specifico applicandoli alle diverse realt, ciascuna con le sue proprie carateristiche. CUBA A Cuba, dal 2003 al 2005 si sono realizzati quattro corsi di diplomato: Il I Corso postlaurea Diplomato a facilitatori dello sviluppo umano ed economico locale, lavoro degno e approccio sul genere (La Habana, Febbraio-Dicembre 2003). Il I Corso postlaurea, diplomato in cooperazione internazionale per limplementazione degli Obiettivi del Millennio (Pinar del Rio marzo 2004-febbraio 2005). II Corso diplomato in capacitazione e formazione di gestori di progetti economici per lo sviluppo a livello locale (Holgun, aprile 2004-maggio 2005). I Corso diplomato nel recupero dei centri storici, economia locale e sviluppo di genere (La Habana Vieja, giugno 2004-marzo 2005). Il tema dello sviluppo umano comune a tutti i corsi e si realizzato da un punto di vista teorico enfatizzando lapproccio di UNDP, lequit sociale, lambiente e il rapporto tra il globale, il nazionale e il locale. Il tema della cooperazione internazionale invece, si focalizza dal punto di vista della cooperazione decentrata, prendendo in considerazione i diversi attori, le politiche, il sistema delle Nazioni Unite, i Vertici Mondiali e gli Obbietivi del Millennio che servono come punto di riferimento per il lavoro realizzato. Sia il tema dello sviluppo umano che quello della cooperazione
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internazionale si prendono in considerazione da un punto di vista teorico, che serve come base per applicarli allinterno dei diversi progetti che si realizzano a Cuba. Nel I Corso Diplomato ai Facilitatori dello Sviluppo Umano ed Economico Locale, Lavoro Degno e Approccio di Genere, il tema della cooperazione internazionale, si focalizza tramite la prospettiva internazionale degli organismi di cooperazione internazionale e del governo cubano. Si analizza la cooperazione internazionale decentrata, le strategie dellUNIFEM per lo sviluppo umano e la cooperazione decentrata e anche qui si applica alla realt cubana presentando delle esperienze di sviluppo economico locale a Pinar del Rio e Holgun. Linteresse principale evidentemente lapplicazione nel contesto cubano delle strategie della cooperazione decentrata realizzata nellambito del Programma di Sviluppo Umano Locale. Per qunto riguarda il tema dello sviluppo, si analizza la relazione tra crescita e sviluppo e si prende in considerazione il tema dello sviluppo locale, messo a fuoco secondo diversi contenuti. Questi contenuti riguardano la valorizzazione del potenziale endogeno del territorio come base per lo sviluppo economico, la risposta locale alla sfida globale, un modello di sviluppo locale a Cuba, liniziativa contro la povert e il Programma di Sviluppo Umano Locale. La nascita dello sviluppo locale (endogeno) e la sua relazione con il territorio, la gestione, gli obiettivi, gli strumenti, lelaborazione della strategia, i modelli, le risorse, i mezzi, le azioni e le iniziative per lo sviluppo socioeconomico, le politiche e la partecipazione della societ e degli attori locali nei processi di sviluppo. I contenuti si focalizzano sia nelle buone pratiche internazionali, che nelle iniziative di sviluppo locale, la gestione locale per lo sviluppo e la scienza, la tecnologia e lo sviluppo, che nellesperienze e lapplicazione alla realt cubana, in cui si identificano i contesti per lo sviluppo locale, gli obiettivi e la metodologia di una strategia per lo sviluppo economico locale e si presentano casi di sviluppo economico nazionale e locale. I temi dello sviluppo umano, locale ed economico si relazionano con la teoria di genere, si relaziona pure lo sviluppo economico con il genere e la globalizzazione, limportanza delle statistiche sul genere per lo sviluppo locale. Questi temi si focalizzano pure nella realt cubana attraverso i contenuti di genere e sviluppo sociale e genere e sviluppo economico a Cuba, lesperienze regionali sulla transversalizzazione di genere allo sviluppo umano sostenibile e la strumentalizzazione dellapproccio di genere ai progetti di ricerca sullo sviluppo umano. Nel I Corso Diplomato in Cooperazione Internazionale per lImplementazione degli Obiettivi del Millenio, i contenuti sul tema della cooperazione internazionale, riguardano il suo ambiente, le politiche, gli attori e gli ambiti in cui si svolge. I contenuti sulla cooperazione internazionale sono quelli dei Vertici delle Nazioni Unite dal 1990 fino a Johannesburg 2002, il vertice del Millennio, il genere e la politica dello sviluppo nella politica internazionale, i nuovi paradigmi della cooperazione internazionale, la
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situazione attuale della cooperazione internazionale, il sistema delle Nazioni Unite, la cooperazione decentrata e non governamentale, la cooperazione bilaterale e gli Obiettivi del Millennio, gli approcci trasversali nella cooperazione internazionale per gli Obiettivi del Millenio, l analisi storica dellevoluzione della cooperazione internazionale, gli ambiti della cooperazione internazionale (aiuto per le emergenze, umanitario, per sviluppo, microcrediti, formazione e capacitazione), le politiche e gli attori della cooperazione internazionale, vantaggi e limiti nelle diverse forme di cooperazione internazionale, il ruolo degli attori a livello locale, previnziale e nazionale, programi ed esperienze nella cooperazione internazionale e il finanziamento alla gestione dimpresa-locale. In questo corso si sviluppano le capacit per la realizzazione ed il monitoraggio dei progetti di cooperazione attraverso i contenuti che riguardano il ciclo dei progetti di cooperazione internazionale (identificazione, formulazione, finanziamento, realizzazione, monitoraggio e valutazione), ed i metodi del Programma di Sviluppo Umano Locale. Si applica al contesto nazionale attraverso i contenuti come: gli attori della cooperazione internazionale a Cuba, Il programma Mondiale dAlimentazione, lOrganizzazione Mondiale della Sanit, lOrganizzazione Panamericana della Sanit, gli organismi non governamentali (Agroazione Tedesca), la cooperazione bilaterale (COSUDE, Svizzera), la cooperazione internazionale che riceve Cuba e quella che offre al mondo, progetti della cooperazione internazionale e lesperienza di Pinar del Rio. Il tema dello sviluppo si abborda dallo sviluppo sostenibile e la sua implemetnazione locale allinterno degli Obiettivi del Millennio attraverso la capacitazione, linformazione e la partecipazione nelle pratiche ed i servizi appositi. I contenuti che riguardano questo tema sono quelli dello sviluppo sostenibile, i principi per uno sviluppo sostenibile, lagenda 21, gli indicatori di sostenibilit, ambiente e sviluppo, la crisi ambientale, valutazione dellimpatto ambientale, la conservazione della diversit biologica, la gestione delle aree protette e la gestione dello sviluppo sostenibile locale. Il tema dello s viluppo locale si relaziona con lapproccio di genere per poter applicarlo alle politiche, processi e progetti di sviluppo umano ed al processo di cooperazione internazionale. I contenuti riguardano la gloabalizzazione, il genere e lo sviluppo economico e sociale, le statistiche e gli indicatori di genere, la transversalizzazione di genere allo sviluppo umano locale e la cooperazione internazionale. Nel tema dello sviluppo locale e nel ruolo della cooperazione internazionale si analizzano i concetti relazionati allo sviluppo ecomomico locale, il ruolo del sistema dellimpresa e dei governi per la pianificazione strategica sullo sviluppo locale, i sistemi produttivi ed i servizi locali, le reti delle organizzazioni, le agenzie di sviluppo locale, gli incentivi per lo sviluppo locale e la cooperazione internazionale decentrata per lo sviluppo locale.

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Il II Corso Diplomato su Capacitazione di Gestori di Progetti Economici a Livello Locale in Funzione dello Sviluppo Umano Integrale, abborda il tema della cooeprazione internazionale, prendendo soltanto i contenuti degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio ed i programmi di cooperazione dellUNDP a Cuba allinterno dello sviluppo sostenibile. Focalizza il tema dello sviluppo analizzando le teorie, il dibattito attuale, lorigine del concetto dopo la Seconda Guerra Mondiale, il rapporto Nord-Sud e la valutazione sullo sviluppo, le proposte fino al 1990, lo svuluppo umano, la medizione dello sviluppo, la globalizzazione, il rapporto tra lo sviluppo locale e la dimensione globale. Si prende in considerazione anche il tema dello s viluppo locale, la sua dinamica e la prospetiva della politica industriale ed i poli scientifici analizzando le somiglianze e le diferenze tra approccio cubano ed internazionale, la relazione tra sviluppo e medio ambiente. Tutti i temi si centrano nellaplicazione e nellesperienza cubana, come nel caso dellelaborazione di una strategia di sviluppo economico locale e lo sviluppo del polo turistico a Holgun e la relazione con lo sviluppo economico locale. Si presentano anche studi di casi delle ricerche sul territorio per gestire lo sviluppo, si analizzata la ricerca Costruzione di una proposta per lo sviluppo economico sostenibile del municipio Omitln de Jurez, Estado de Hidalgo, Messico e lesperienza dHolgun nella relazione tra ambiente e sviluppo locale. In questo corso si fa anche una relazione tra genere e s viluppo umano con un approccio locale, lequit di genere, il genere e lo sviluppo economico in Cuba, le statistiche e gli indicatori di genere e la loro importanza per lo sviluppo locale, lindice di sviluppo umano e di genere, e di nuovo si relaziona al contesto nazionale tramite unapproccio nelle province orientali e la situazione dHolgun. Nel I Corso Diplomato in Recupero dei Centri Storici, Economia Locale e Sviluppo di Genere, il tema della cooperazione internazionale si affronta attraverso la sua relazione con una delle dimensioni dello sviluppo umano, cio, il potenziamento delle capacit umane. Si analizza levoluzione del concetto di sviluppo verso il paradigma dello sviluppo umano, il ruolo delle Nazioni Unite nel tema dello sviluppo, la relazione tra crescita economica e sviluppo sociale, le dimensioni del concetto di sviluppo umano: approccio integrale, equit, sostenibilit, potenziamento delle capacit umane e la cooperazione. In questo diplomato si realizza pure unapproccio cubano sullo sviluppo, identificando le carateristiche, i punti di forza e la prevalenza dello sviluppo umano a Cuba. Per quanto riguarda il tema della cooperazione internazionale, a Cuba, nel I Corso diplomato ai facilitatori dello sviluppo umano ed economico locale, lavoro degno e approccio di genere, il tema della cooperazione internazionale stato trattato brevemente e focalizzato sulla prospettiva degli organismi di cooperazione internazionale prendendo pure il punto di vista del governo. Nonostante la relativa brevit, dovuta magari al suo approccio specifico sullo sviluppo, stato importante
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aver relazionato e applicato tale tema alla realt cubana attraverso le esperienze di sviluppo economico locale a Pinar del Rio e Holgun. Poi, in questo corso come nel I Corso diplomato in cooperazione internazionale per limplementazione degli Obiettivi del Millennio, si analizza la cooperazione internazionale decentrata. Nel primo, si fa in modo specifico, attraverso le strategie degli organismi di cooperazione internazionale, specialmente dellUNIFEM, e nel secondo si fa in modo un po pi ampio e complesso perch va dal generale allo specifico, cio, dallapproccio storico della cooperazione ai dettagli del Programma di Sviluppo Umano Locale che si realizza a Cuba, dove gli Obiettivi del Millennio servono come la strada principale per realizzare i progetti, sia quelli economici, che quelli di ristrutturazione del patrimonio culturale, riabilitazione di alcune scuole, corsi per le donne su produzione e commercializzazione di piante, la creazione di un acquedotto, ecc. Inoltre sullesperienza cubana, si focalizza anche la cooperazione che Cuba offre al mondo, ci costituisce un esempio di cooperazione Sud-Sud ed arrichisce lapproccio di questo corso. In questo caso si vede come tramite lapproccio di ogni corso, si prendono i concetti con maggiore o minore approfondimento senza per smettere di applicarli alla realt nazionale; avendo inoltre sempre una base comune per quanto riguarda i principi su cui si pianificano i corsi e si realizzano gli interventi nei progetti. Il corso diplomato sulla capacitazione di gestori di progetti economici a livello locale in funzione dello sviluppo umano integrale si focalizza brevemente su gli Obiettivi del Millennio e i programmi di cooperazione dellUNDP perch comunque un corso con un approccio economico locale; ci significa che vengono apporfonditi i temi che servono alla formazione dei professionisti che poi potranno collaborare con i progetti di sviluppo economico realizzati a Cuba. Nonostante ci, evidente linfluenza del quadro concettuale che si trova alla base degli Obiettivi del Millennio, in cui si articola il corso. Poi, nel I Corso diplomato in recupero dei centri storici, economia locale e sviluppo di genere, il tema della cooperazione si affronta brevemente ma in relazione con il potenziamento delle capacit umane, analizzando larticolazione della cooperazione con i processi di sviluppo locale. Le applicazioni pratiche di questo corso si realizzano allinterno del Programma di Sviluppo Umano Locale (Giordana, 2008), in cui una parte delle azioni si dirige al recupero del Centro Storico de La Habana Vieja, e al restauro della Capilla de Nuestra Seora de los Dolores a Bayamo, provincia di Granma. In questo caso si vede come allinterno del Programma di Sviluppo Umano Locale si realizzano le diverse attivit secondo un Programma Quadro, in cui luniversit fornisce la parte academico-cognitiva nella formazione di professionisti, appoggiando e arricchendo il processo di sviluppo. Attraverso la descrizione dei diversi contenuti che si prendono in considerazione nei corsi svolti a Cuba, si vede che i primi due corsi, cio il I Corso Diplomato ai Facilitatori dello Sviluppo Umano ed Economico Locale, Lavoro Degno e Approccio di Genere e il I Corso in Cooperazione Internazionale per lImplementazione degli Obiettivi del
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Millennio, hanno un approccio generale e flessibile per la loro applicabilit in diversi contesti; e che comunque si applicano alla realt cubana. Invece gli altri due corsi, cio il II Corso Diplomato su Capacitazione di Gestori di Progetti Economici a Livello Locale in Funzione dello Sviluppo Umano Integrale e il I Corso Diplomato in Recupero dei Centri Storici, Economia Locale e Sviluppo di Genere si sono realizzati alla luce di una profonda valorizzazione della loro economia, della loro cultura, dellutilizzazione delle risorse locali e anche con il lavoro di sviluppo che ormai si realizza a Cuba con il PDHL che ha dei progetti che accrescono l empowerment delle donne e il loro sviluppo economico. In questo Programma si realizzano diversi progetti e il Corso in Recupero dei Centri Storici, economia Locale e Sviluppo di Genere molto specifico e riguarda parte del lavoro realizzato nel PDHL. I corsi realizzati a Cuba si svolgono in un contesto sociale, politico ed economico molto particolare a causa del blocco economico esistente da tanti anni; questo blocco per anche se ha impedito lintercambio di tutti i tipi di beni e di servizi con altri paesi, non ha impedito la creazione di nuove conoscenze e buone pratiche che poi si possono applicare in altri contesti, sia del nord che del sud.

NICARAGUA In Nicaragua si realizzato il Diplomato in Sviluppo Umano Locale e Cooperazione Internazionale con una durata di 336 ore di cui 128 si sono dedicate agli approcci sullo sviluppo umano locale, 176 ai determinanti dello sviluppo umano locale e 32 alla cooperazione internazionale. Rispetto al tema della cooperazione internazionale si sono affrontati dal punto di vista degli strumenti e modalit di cooperazione allo sviluppo, i processi di mediazione: locale, regionale, nazionale, globale e la cooperazione internazionale, e lincidenza della cooperazione internazionale sullo sviluppo umano locale. Per quanto riguarda il tema dello sviluppo, si affrontato dal punto di vista dello sviluppo locale, analizzando gli approcci teorici, levoluzione delle politiche regionali, i concetti di locale e globale, limpatto territoriale della globalizzazione, i paradigmi dello sviluppo economico e locale, sviluppo endogeno vs. exogeno, una visione integrale dello sviluppo, le metodologie dello sviluppo locale, dinamiche dello sviluppo e le fasi della pianificazione strategica. Per quanto riguarda i determinanti economici dello sviluppo umano locale si affronta il tema della competitivit, linnovazione e lapprendimento localizato (il quadro concettuale, gli elementi teorici dellapprendimento dimpresa ed i sistemi regionali dinnovazione e le reti di impresa), le reti di cooperazione, lo sviluppo produttivo locale ed i clusters (marco metodologico ed esperienza internazionale) e le agenzie di sviluppo locale(gli elementi, gli
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orientamenti, gli obiettivi, funzioni, programmi e servizi), crescita vs. sviluppo, lISU, la necesit di un nuovo approccio per capire lo sviluppo umano, lo sviluppo in una scala umana (Manfred Max-Neef), e se lo sviluppo fosse unenergia sistemica? (Sergio Boisier). In modo particolare in Nicaragua, si messo in relazione lo sviluppo locale e la globalizzazione in America Latina, si sono fatti studi su casi e laboratori di campo come metodi dello sviluppo locale. Lesperienza nazionale sulle reti di cooperazione, sviluppo produtivo locale ed i clusters, strategie dappoggio alle piccole e medie imprese e la gestione dinvestimento locale. Lo sviluppo umano in Nicaragua, lISU in Nicaragua, la speranza di vita alla nascita, il grado distruzione e il PIL per capita. In Nicaragua si focalizato anche lo sviluppo regionale, le teorie ed approcci, la rivalorizzazione dello territoriale nello sviluppo dello stato e nello sviluppo economico, la prospettiva politica, economica, del neoistituzionalismo e del capitale sociale, le politiche e strumenti fino agli anni 70, gli approcci Keynesiani e quello neoclassico, i risultati della prima generazione delle politiche. Politiche e strumenti di sviluppo regionale dagli anni 80 fino al presente, la caduta della produtivit e lapproccio della crescita endogena, laccumulazione flessibile e le nuove generazioni di politiche regionali. I paradigmi classici sullo sviluppo in America Latina, la teoria della dipendenza e la critica al modello sviluppista del CEPAL, le applicazioni empiriche degli approcci teorici. Levoluzione dei paradigmi e dei modelli interpretativi dello sviluppo territoriale (dalla scuola tedesca alla teoria di sviluppo endogeno, geografia economica, socioeconomica ed industriale, importanza della geografia fisica; crescita regionale e convergenza. Il tema dello sviluppo si relazionato con diversi altri approcci come quello educativo, i fattori fisici-ambientali, economici, sociali, politici, di genere e quelli etici. Per quanto riguarda la relazione tra sviluppo ed educazione si affronta la RAP per lapprendimento della comunit e proggetti di sviluppo umano contestualizzati. La costruzione e le forme delle conoscenze ed azioni nel territorio, i dominii delle conoscenze del sentire e del pensare, i sistemi delle conoscenze, la produzione materiale ed ideale della cultura, cambiamento nel sistema delle conoscenze e nel contesto ambientale, lapprendimento permanente della comunit per lo sviluppo umano locale, come autoconoscenza e cambiamento endogeno nelle consocenze e condotte individuali, locali e collettive. Il contributo del sistema educativo allo sviluppo umano locale, il sistema decentrato distruzione come scuola della comunit locale, il sistema educativo locale nel sistema di decentralizzazione istituzionale dello stato, il sistema educativo come integrazione dellistruzione scolastica, formazione professionale ed educazione per adulti, rete di agenzie, servizi e operatori del sistema dapprendimento permanente della comunit locale. Questo tema si foaclizza sulla realt nazionale, si affronta la legge di partecipazione educativa (decentrailzzazione
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educativa) il processo per la conformazione del consiglio direttivo della comunit educativa, le nomine, il regolamento, la legge di partecipazione educativa e la relazione Delors. La relazione tra lo sviluppo umano locale e i determinanti fisici-ambientali si focalizza sulla pianificazione urbana municipale, i concetti della pianificazione territoriale, il processo della distribuzione della popolazione nel territorio, la campagna e la citt, il livello urbano, i problemi e la sistematizzazione territoriale come tecnica ambientale. A livello particolare si analizzano i regolamenti municipali, il sistema spagnolo, la sistematizzazione territoriale nella legislazione nazionale, casi pratici, lanalisi delle leggi sulla sistematizzazione territoriale. Si valuta limpatto ambientale in Centro America, Honduras, Nicaragua, Costa Rica e Panama attraverso casi pratici, analisi e studi. Per quanto riguarda la relazione sullo sviluppo umano locale e i determinanti economici si affronta il tema della competitivit, linnovazione e lapprendimento localizzato, teoria dellapprendimento dellimpresa, i sistemi regionali dinnovazione e le reti dellimpresa, reti di cooperazione, sviluppo produtivo locale ed i clusters. Le agenzie di sviluppo locale. Nella relazione sullo sviluppo umano locale e i determinanti sociali si fa unintroduzione alle politiche pubbliche e sociali, quelle di sviluppo rurale, urbano, locale, proposte metodologiche per lo studio delle politiche statali. Allinterno del tema dei determinanti sociali dello sviluppo umano locale si analizzano diversi altri temi come la salute e il capitale sociale, le sue strategie, i determinanti sociali dello sviluppo, il capitale umano e sociale come i determinanti dello sviluppo locale. La gestione del rischio, la crescita economica per la riduzione della povert, reti di protezione sociale e fondi dinvestimento sociale. A livello particolare si analizza la vulnerabilit sociodemografica in Nicaragua, le esperienze di gestione sociale di rischio in America Latina e Nicaragua. La relazione tra i determinanti politici nello sviluppo umano locale focalizza i principi fondamentali dello stato costituzionale contemporaneo. A livello particolare si studia lo stato sociale democratico di diritto del Nicaragua, i caratteri costituzionali della regione e del municipio, lautonomia municipale e regionale come garanzie istituzionali, il regime finanziero, la legge di trasferimento presupostaria. I determinati di genere si relazionano con lo sviluppo umano locale a partire delle diverse teorie di genere, levoluzione dellapproccio delle donne nello sviluppo, lidentit e lequit di genere, il concetto dello sviluppo, lapproccio di genere nellanalisi e le politiche economiche laborali, le strategie per lequit di genere e per promuovere i diritti economici e lavorativi delle donne. Lautonomia come alternativa al potere di dominio e dipendenza, lautonomia e lempowerment delle donne, il genere e i mezzi di comunicazione sociale. Questo tema si focalizza a livello particolare attraverso la situazione delluomo e della donna nicaraguense nelle strategie di
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sviluppo umano sostenibile, nel campo politico, economico, educativo, sociale, nei mezzi e nella salute. Per quanto riguarda i determinanti interculturali dello sviluppo umano locale, si affronta il tema della cultura e lo sviluppo, le etnie e la multiculturalit, gli elementi metodologici per lo studio della cultura, il riscatto delle tradizioni culturali e il turismo come uno strumento per lo sviluppo culturale. Questo tema applicato alla realt nazionale si fatto tramite le esperienze nel riscatto delle tradizioni culturali della cumunit indigena di Sutiava. Per quanto riguarda lo sviluppo e letica, si analizza limportanza per lo sviluppo, le responsabilit etiche degli attori dello sviluppo, la relazione delletica con leconomia e la dimensione morale della teoria e la pratica dello sviluppo. In Nicaragua, anche se un Diplomato in SviluppoUumano Locale e CooperazioneIinternazionale, il tema della cooperazione internazionale stato trattato brevemente se lo si compara con le ore dedicate al tema dello sviluppo. Secondo i dati ottenuti si considera che questo tema si affronta in modo generale, considerando i temi principali che costituiscono il quadro teorico che poi serve come base per le azioni in un contesto specifico. In questo corso, il tema dello sviluppo umano si affronta in modo complesso e abbastanza completo attraverso la relazione fatta con diverse variabili, su cui si articolano i diversi contenuti dei corsi e che poi nella pratica si possono apprezzare attraverso il Programma MyDEL (Mujeres y Desarrollo Econmico Local) che fa parte delliniziativa ART e si realizza tra la cooperazione italiana, lUNIFEM, lUNOPS e lUNDP. In Nicaragua, il Programma coordinato attraverso lINIM (Instituto Nicaragense de la Mujer), lINPYME (Instituti Nacional para la Pequea y Mediana Empresa) e lUNAM Len (Universidad Nacional Autnoma). Questo programma in generale, ha come scopo lempowerment e la partecipazione economica delle donne fornendogli di unidentit di imprenditrici avvalorate dalle loro capacit, saperi e identit e per la loro contribuzione al processo di sviluppo economico e sociale. Il Programa fornisce appoggio alle piccole imprese attraverso le Agenzie di Sviluppo Economico Locale. Nel caso del Nicaragua, si pu apprezzare anche linfluenza del contesto sociale e culturale. In questi corsi relaziona lo sviluppo con altre variabili che hanno unimportanza esenziale nel contesto nicaraguense. Per quanto riguarda la variabile di genere, si affronta, tra altri punti, attraverso lapproccio dellidentit, dellequit e dellautonomia economica delle donne, visto che il Centro America una regione multiculturale e che esiste anche il fenomeno della discriminazione delle donne, sopratutto di quelle indigene, e anche perch ci sono molte donne che hanno il compito di portare avanti la loro famiglia perch sono lunico sostegno. Vista questa situazione, si sono creati approcci che permettono la partecipazione democratica delle donne nei processi di sviluppo, il loro empoderamiento e la creazione di nuove
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capacit e saperi che gli permettano di svilupparsi integramente, contribuendo al processo di sviluppo. Questo corso affronta il tema dello sviluppo umano in relazione con certe variabili, come quella di genere, di sviluppo economico e di sviluppo locale perch si realizzato allinterno di unallenaza tra lUniversidad Nacional Autnoma de Nicaragua e il MyDEL. Lapprccio relazionato con gli obiettivi del Programa che sono lequit di genere, lempowerment delle donne, il loro sviluppo economico e lo sviluppo locale. In questo approccio si valorizza il territorio come una risorsa che fornisce di saperi materiali e immateriali, risorse umani, economici, culturali, naturali, ecc. che da unidentit alle persone. Il resto delle variabili con cui si relaziona lo sviluppo in questo corso, come quella delleducazione, linterculturalit, le variabili fisicoambientali, politici ed etici arricchiscono lapproccio del corso che, organizzato in questo modo, collabora alla formazione di professionisti dello sviluppo che possono contribuire con il processo di sviluppo svolto in Nicaragua. Attraverso i corsi realizzati a Cuba ed in Nicaragua risulta evidente lapproccio dei contenuti in stretta relazione con i loro bisogni e le loro risorse. I corsi si focalizzano e si pianificano anche per arricchire e complementare dal punto di vista di formazione professionale i programmi che ormai si realizzzano in questi paesi, valorizzando e diffondendo i saperi locali e le buone pratiche, contribuendo pure con capacitazioni e innovazioni. A questo rispetto si rifletta il punto di vista di Guttal (2006), quando argomenta sul ruolo degli accademici e delle istituzioni di ricerca per appoggiare la creazione e la diffusione dei saperi locali in modo di sviluppare altre forme di conoscenze. Centra anche il punto di vista di Ocampo (2006) rispetto al ruolo delle istituzioni locali nelladatazione delle conoscenze e la costruzione delle capacit. In entrambi i paesi la formazione dei professionali dello sviluppo enfatizza non solo lacquisto delle conoscenze basiche sulla cooperazione e lo sviluppo umano, ma anche attraverso i diversi programmi di sviluppo locale realizzati in questi paesi si realizza unapplicazione pratica dei saperi ottenuti alluniversit, nella realt locale, come nel caso di Cuba con il Programma di Sviluppo Umano Locale e in Nicaragua attraverso il MyDEL, analizzando quindi, i diversi temi alla luce del contesto locale.

HUELVA A Huelva si realizzato il Corso di Esperto in Cooperazione Multilaterale per lo Sviluppo Umano nel 2008. Abbordano il tema della cooperazione internazionale dal punto di vista del multilateralismo, analizzando levoluzione del sistema di cooperazione internazionale e il suo nuovo paradigma: il multilateralismo attivo e i suoi elementi, la storia della cooperazione, del multilateralismo e della cooperazione bilaterale, lappoggio alla descentralizzazione attraverso la cooperazione
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internazionale. Gli ambiti della cooperazione multilaterale, laiuto umanitario, missioni di pace e cooperazione allo sviluppo e le sue limitazioni. Si analizzano gli attori tradizionali della cooperazione internazionale, il sorgimento della cooperazione decentrata con i suoi apportii e limitazioni, lagenda internazionale allo sviluppo, i Rapporti sullo Sviluppo Umano 1990-2007, i Vertici Mondiali degli anni 90, gli Obiettivi di Sviluppo del Millenio (anche un seminario), la Dichiarazione di Parigi sullefficacia dellaiuto, la One UN. Le tappe del concetto dello sviluppo e il ruolo della cooperazione e degli organismi multilaterali. Tra le organizzazioni di cooperazione multilaterale si studiano le istituzioni finanziere internazionali: la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, le Banche Regionali di Sviluppo (Banca Internazionale di Sviluppo, Banca Africana, Banca Centroamericana dIntegrazione Economica e la Banca Asiatica). Per quanto riguarda le organizzazioni non finanziere, il Sistema delle Nazioni Unite, la sua strutura, lorganizzazione, il funzionamento e la riforma; i vertici mondiali, lUNDP, lAgenda internazionale dello sviluppo e levoluzione dei Rapporti sullo Sviluppo Umano. Si analizza il ruolo dellUnione Europea in relazione a laiuto esterno, lorganizzazione, il funzionamento e le istituzioni, la politica di sviluppo dellUnione Europea, la Dichiarazione di Parigi e il Consenso europeo sullo sviluppo, gli strumenti finanzieri per la prestazione dasistenza esterna dellUE. In modo particolare a Huelva si realizza il seminario Gli Obiettivi di Sviluppo del Millenio e il laboratorio seminario pratico (con la collaborazione del MAEC e lAECI): Strategia della cooperazione spagnola sulla politica multilaterale dello sviluppo. Multilateralismo attivo e strategico. Opzioni professionali negli Organismi Internazionali. La partecipazione nei programmi di giovani professionali, esperti associati, esperti in delegazioni dellUE, volontari delle Nazioni Unite e altri simili. Il tema dello sviluppo umano si abborda allinterno dei programmi quadro della cooperazione multilaterale, prendendo lapproccio metodologico delliniziativa ART e i programmi orientati allo sviluppo umano sostenibile con la partecipazione dei lavoratori che tradizionalmente non hanno lavorato nei quadri multilaterali. Tra i contenuti ci sono il concetto di sviluppo umano, la misurazione della povert, gli indicatori della disuguaglianza, povert e polarizzazione, misurazione dello sviluppo umano sostenibile con i suoi indicatori e sfide. La partecipazione, lapproccio intersettoriale e multiattori, larticolazione dei diversi livelli, il rispetto per le diferenze culturali e lapproccio di genere. Le conoscenze per lo sviluppo umano (la RAP, la sistematizzazione e la formazione) ART Universitas. Le innovazioni per lo sviluppo umano. ART IDEASS. Allinterno di questo tema si realizza il laboratorio pratico: Formulazione, esecuzione e valutazione di progetti di cooperazione internazionale nel marco multilaterale. C anche il contenuto sulle struture nazionali e locali di coordinamento, lorganizzazione, lamministrazione e la gestione. La pianificazione
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strategica e partecipativa, le sperienze e buone pratiche di governance locale, la democrazia partecipativa e le esperienze. Su questo tema si realizato il laboratorio Rafforzamento istituzionale e governance. Per quanto riguarda il territorio e lo sviluppo sostenibile, si abbordata la sistemazzione territoriale e lo sviluppo, acqua, energie renovabili, la gestione dei rifiuti, spazi naturali protetti e sviluppo, la valorazzione del patrimonio storico-culturale ed esperienze innovatrici dalla cooperazione. Il laboratorio pratico su questo tema stato sul territorio e sviluppo sostenibile: Lesperienza della Fondazione Doana XXI. Allinterno del tema della coesione sociale e lo sviluppo umano locale si focalizza lo sviluppo endogeno, lo sviluppo economico territoriale e le opportunit internazionali, lintegrazione sociale e leconomia sociale, la protezione sociale e la lotta contro lesclusione e la povert e si esporrono delle esperienze innovatrici dalla cooperazione. Il laboratorio pratico fatto su questo tema stato: La coesione sociale e lo sviluppo umano locale: Centro dintegrazione sociale e laborale della Fondazione Valdocco (distretto di Huelva). Nel caso di Huelva, si vede come a differenza delle istituzioni latinoamericane, lapproccio pi globale e generalizzabile a diverse situazioni e contesti. E anche unapproccio abbastanza completo per quanto riguarda la cooperazione multilaterale che fornisce la Spagna. Per quanto riguarda lo sviluppo umano, lapproccio si realizza alla luce del multilateralismo. In questo corso si affronta anche il tema delle risorse naturali e dellenergia renovabile perch di modo particolare loro lhanno promosso queste pratiche. FIRENZE A Firenze si realizza il Master in Sviluppo Umano Locale e Cooperazione Intrernazionale. Nel tema della cooperazione internazionale allo sviluppo si analizzano le istituzioni e le organizzazioni bilaterali, multialterali, descentrate e non governative, il contesto storico, politico ed economico alla base della cooperazione internazionale, le opzioni generali, strategiche, metodologiche ed operative della cooperazione, i Vertici Mondiali, i Rapporti sullo Sviluppo Umano realizzati dallUNDP, e si analizzano gli Obiettivi del Millenio come punto di riferimento per le azioni che si realizzano attraverso i diversi programmi e progetti. Si approfondisce nei contenuti che riguardano liniziativa ART, il programma ART Universitas, i programmi quadro, la cooperazione descentrata, la cooperazione Nord-Sud e Sud-Nord e Sud-Sud, presentando e analizzando anche i progetti e i programmi realizzati attraverso la cooperazione italiana in diversi paesi. Nel tema dello sviluppo umano, si analizza la relazione con la cooperazione internazionale, le teorie dello sviluppo delle societ umane, i metodi per promuovere i processi di sviluppo umano da un punto di vista critico e multidisciplinare,
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lempowerment delle donne, i conflitti, la RAP e la diversit culturale. Si analizzano anche le metodologie di azione in uso nei processi di sviluppo e la distinzione tra sviluppo elitario e partecipato, la dimensione competitiva alla base dei processi di sviluppo, quella escludente e quella collaborativa, il valore strategico fondamentale dellapproccio di genere e delle politiche dempowerment delle donne e si fa anche una relazione tra cultura, sviluppo e cooperazione. Nel tema dello sviluppo umano e il territorio e lambiente, si analizza la governance di uno sviluppo integrato e autosostenibile, il patrimonio territoriale come risorsa dello sviluppo locale, la salvaguardia e la produzione di qualit ambientale, gli strumenti per la riduzione della vulnerabilit, i componenti del territorio e dellambiente di un contesto in cui si interviene, i valori e disvalori a livello locale su cui incentrare un progetto di trasformazione urbana o extraurbana, le fasi di un progetto di progettazione partecipata, e gli strumenti di rappresentazione del territorio e di comunicazione con le comunit locali. Allinterno del tema dello sviluppo economico, si analizza la co-progettazione dal basso, lo sviluppo endogeno, la sostenibilit (economico-finanziaria, politicoistituzionale, sociale e ambientale), limpatto sociale, gli strumenti operativi dello sviluppo economico territoriale internazionalizzato, le tendenze attuali delleconomia internazionalizzata, i concetti socioeconomici e culturali, gli approcci teorici e degli strumenti operativi per la promozione e gestione dei processi di sviluppo economico territoriale e il confronto tra pratiche ed esperienze secondo gli Obiettivi del Millenio. Nel tema dello sviluppo e le variabili sociali , si anailzzano i diritti e le politiche sociali. Si prende il diritto come mezzo di regolazione dei patti sociali della convivenza pacifica anche a livello internazionale, le politiche pubbliche della salute, educazione e protezione sociale. Si realizza il collegamento strutturale tra le forme di sviluppo elitario e la diffusione delle ingiustizie e lesclusione sociale. Si affronta il tema della giustizia, e il superamento della violenza nel contesto dello sviluppo umano, le buone esperienze di diritto e sviluppo umano e di riforme giudiziarie nel mondo. La protezione sociale e la cooperazione internazionale, la solidariet come fondamento della convivenza civile e pacifica e lesame critica su come praticare la solidariet sociale, distinguendo lapproccio elitario di quello partecipato, le differenze dei sistemi di protezione sociale tra i paesi ricchi e i paesi poveri, la relazione tra sicurezza sociale e i modelli di sviluppo, le esperienze di sicurezza sociale basata sullo sviluppo umano. Nel corso realizzato a Firenze si vede lapplicabilit delle conoscenze alle diverse realt tramite la cooperazione italiana. Attraverso i diversi contenuti, i temi della cooperazione e dello sviluppo umano si studiano da un punto di vista generale senza lasciare di approfondire per, i diversi modelli, strategie e programmi di cooperazione multilaterale realizzati nei paesi collegati e analizzando pure gli approcci Nord-Sud e Sud-Sud. Lapprofondimento sui diversi programmi di cooperazione internazionale allo sviluppo umano si realizza anche tramite le diverse esperienze di stage che realizzano
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gli studenti nei paesi dove si svolgono i progetti di sviluppo, e in questo modo possono avere unesperienza diretta, dopo aver visto i contenuti generali che sono la base per capire il lavoro della cooperazione allo sviluppo. In questo caso ci sono anche certi punti particolari nellapproccio, come quello dello sviluppo endogeno, la distinzione tra il modello elitario e il modello partecipativi di sviluppo che sono punti importanti che caratterizano la cooperazione italiana. I corsi che si realizzano a Huelva e a Firenze hanno relazione con il lavoro realizzato a Cuba e Nicaragua, sia attraverso lIniziativa ART, il Programma Universitas, che altri programmi come il PDHL a Cuba e il MyDEL in Nicaragua. A questo punto cntra largomento di King (2006) per quanto riguarda il suggerimento di appoggiare il sistema educativo formale, leducazione di alto livello e la ricerca. Applicando largomento di King, si apprezza che attraverso questi corsi si riesce ad appoggiare i processi di sviluppo fomentando la ricerca, la diffusione delle conoscenze e delle buone pratiche formando come menziona Mukherjee Reed (2000) una nuova generazione di lavoratori per lo sviluppo. Attraverso lanalisi dei corsi si vede che in tutte le istituzioni si prendono in considerzione alcuni temi che servono come base teorica e como punto di riferimento su cui poi si basano le diverse azioni, siano formative che direttamente nei programmi di sviluppo, attraverso il lavoro congiunto degli attori. Questi temi generali si basano nei nuovi modelli della cooperazione e dello sviluppo, ci che permette di utilizzare un linguaggio e concetti comuni che permettano ladeguata comunicazione. In questo modo si vede che il lavoro a livello di formazione universitaria dei facilitatori del processo di sviluppo ha sistematizzado le conoscenze, i saperi, le buone pratiche e che si impegna nella diffusione dei saperi della cooperazione internazionale e lo sviluppo umano realizzandolo alla luce dei nuovi e funzionali modelli partecipativi di cooperazione e di sviluppo umano, che promuovono la ricerca e la valorizzazione delle risorse, dei saperi e sopratutto delle persone.

CONCLUSIONE

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Le idee giocano un ruolo fondamentale per lumanit. Esistono persone e istituzioni che si rendono conto e analizzano legemonia esistente nellambito delle conoscenze e qundi realizzano azioni per cambiare questa situazione. Il cambiamento inizia a livello intellettuale fomentando la consapevolezza, leducazione, sviluppando il pensiero critico, creando e diffondendo nuove consocenze basate nella valorizzazione delle idee e dellesperienze diverse a quelle che sono state le dominanti e che comunque non sono riuscite n a soddisfare i bisogni n a posizionarsi nelle diverse realt alle cui si pretende applicarle. Questa situazione ha generato diverse critiche e limpostazione di nuove opzioni e di nuove politiche che valorizzino altre conoscenze e che permettano la partecipazione nella creazione e nella diffusione di conoscenze adatte alla realt dove si creano e dove si utilizzano. Attualmente esistono delle istituzioni e dei programmi che come si vede, collaborano alla sistematizzazione e alla diffusione delle conoscenze, sviluppando il pensiero critico, la ricerca, linnovazione delle pratiche e la creazione delle politiche in un contesto partecipativo che promuove la produttivit, lempowerment e lautonomia delle persone. Luniversit collabora in modo eficace nella formazione di professionisti dello sviluppo umano e cooperazione internazionale, che poi si possono inserire nei diversi progetti per realizzare un lavoro congiunto di cooperazione allo sviluppo umano, apportando ciascuno le sue conoscenze e capacit per il benessere umano. Il Programma ART Universitas, attraverso la rete di universit in America Latina ed in Europa, attraverso i corsi di specializzazione che realizza, collabora con la formazione professionale dei facilitatori dello sviluppo. Collabora con la sistematizzazione e la diffusione delle conoscenze sullo sviluppo e la cooperazione multilaterale, sviluppa la creazione di nuove capacit, valorizza le risorse e i saperi locali, appoggiando anche la ricerca e limplementazione di nuove tecniche e nuovi saperi. Il Programma Art Universitas condivide le idee degli autori esposte precedentemente in relazione alla creazione, limplementazione e la gestione delle conoscenze e la loro importanza per trascendere la dinamica che stata utilizzata nellambito dello sviluppo umano a causa dellegemonia che ha prevalso durante tanto tempo. E daccordo con il punto di vista di Deacon nel senso che luniversit, attraverso il Programma Universitas, listituzione che promuove la valorizzazione dei saperi e la sistematizzazione di nuove conoscenze sullo lo sviluppo umano e che diffonde, attraverso i diversi corsi formativi, ricerca, pubblicazioni, ecc. Il Programma concorda anche con il punto di vista di King perch attraverso la formazione universitaria si realizza la sistematizzazione e diffusione delle conoscenze a livello superiore e in modo sistematico. Il lavoro realizzato in questo modo attraverso il Programma, va anche nella stessa direzione rispetto al punto di vista di Guttal e Girvan perch valorizza ed appoggia la creazione e la diffusione dei saperi locali attraverso limplementazione di partenariati, avendo sempre alla base una dinamica di partecipazione democratica.
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A partire della ridefinizione del concetto di sviluppo umano, che prende in considerazione il benessere integrale delle persone come lobiettivo principale, utilizzando la variabile economica soltanto come un mezzo per ottenerlo, si sono create diverse azioni per lavorare verso lottenimento di questo obiettivo. Poi, grazie ai Vertici Mondiali e a gli Obiettivi del Millennio, tra gli altri, si sono definite le linee guide per orientare gli sforzzi a livello internazionale nelle azioni da realizzare congiuntamente verso lo sviluppo umano. Perch esista veramente uno sviluppo umano di qualit, importante valorizzare la relazione che esiste tra le diverse variabili che incidono e che interagiscono insieme nel processo. Ciascuno dei modelli di sviluppo ha la sua importanza ed il suo compito ed attraverso unapproccio aperto, integrativo, democratico e partecipativo che gli si permette di fornire i benefici alla societ. Alla luce del modello di sviluppo umano, economico locale e sostenibile si realizzano diversi progetti e la base teorica di questi modelli si prende in considerazione nei corsi di specializzazione universitaria. I modelli di sviluppo umano ed il nuovo approccio della cooperazione internazionale servono come struttura per la pianificazione delle materie di studio che caratterizzano i diversi corsi di specializzazione, in cui ogni paese prende quello che pi importante nel loro contesto considerando le diverse realt, i loro bisogni e le loro risorse. Ognuno svolge i suoi corsi di specializzazione prendendo in considerazione alcuni concetti come base teorica e per avere un quadro concettuale universale; questa flessibilit ed apertura mentale, caratterizza il processo educativo universitario, in cui si valorizzano le differenze culturali, sociali e di tutti i tipi, che arricchiscono la formazione e contribuiscono anche alla creazione di nuovi saperi che poi si diffondono per il benessere umano A partire dellinformazione sui contenuti dei corsi di specializzazione realizzati nei diversi paesi si possono fare alcune osservazioni per quanto riguarda la diffusione e lapplicazione delle conoscenze sulla cooperazione internazionale allo sviluppo umano a livello universitario. Inanzitutto si coglie che ci sono delle conoscenze condivise che si maneggiano a livello generale in tutte le universit. Queste conoscenze, hanno linfluenza del quadro concettuale delle istituzioni che vi si appoggiano, cio le Nazioni Unite, attraverso i Vertici Mondiali e gli Obiettivi del Millennio, e su cui poi si basano le attivit didattiche, i contenuti studiati, e lapplicazione pratica nel campo dello sviluppo attraverso i diversi programmi di sviluppo umano, come il PDHL nel caso di Cuba e il MyDEL nel caso del Nicaragua. Il quadro concettuale prevede una strutura flessibilie applicabile in molti contesti, come lo dimostrano i dati presentati precedentemente. Secondo i dati ottenuti tramite la sistematizzazione dei corsi si vede specificamente attraverso quali contenuti, conceti, approcci, attivit, ecc., le conoscenze e i conceti generali si sono diffusi, utilizzandoli come base teorica dei corsi. Poi, ci sono delle
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attivit, strategie, tecniche, ecc. con cui si mettono in pratica allinterno dei diversi contesti nei progetti che si realizzano. Queste pratiche hanno un valore intrinseco, non solo per il contributo diretto che forniscono allo sviluppo, ma anche perch costituiscono una risorsa didattica per i corsi. In generale, i temi derivano dagli stessi principi e quindi nei diversi corsi le differenze tra loro sono sottili. Queste variazioni avvengono a seconda dellorientamento dei corsi. Poi, unaltra variazione che li arricchisce la loro applicazione nel proprio contesto, sopratutto nelle universit di Cuba e Nicaragua. Secondo i dati, si pu aprezzare che Cuba il paese in cui i contenuti studiati si sono applicati e contestualizati di pi a livello pratico, come nel caso del I Corso Diplomato in Recupero dei Centri Storici, Economia Locale e Sviluppo di Genere che riflette una parte del Programma di Sviluppo Umano Locale che si svolge a Cuba. Anche in Nicaragua si contestualizzano i contenuti secondo le diverse variabili che si affrontano nel master. Nei corsi realizzati a Huelva e a Firenze si aprezza l applicabilit dei contenuti studiati. Si affrontano sia da un punto di vista generale, che dallapproccio specifico della cooperazione che ciascuno realizza nei diversi progetti, analizzando pure le pratiche fatte nei diversi contesti. Il ruolo delluniversit esenziale per la sistematizzazione, per la diffusione dei saperi e delle buone pratiche e per la ricerca in modo sistematico. La formazione di professionisti responsabili dello sviluppo umano con un pensiero critico, analitico ed etico contribuisce a permettere l avanzamento dei processi di ricerca e di creazione e diffusione delle conoscenze che poi verranno applicate in diversi contesti e che permetteranno un miglior livello e qualit di vita.

REFERENZE

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