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la Repubblica

DOMENICA 2 GIUGNO 2013

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R CULT

ILMUSEO DEL MONDO


MELANIA MAZZUCCO
FOTO DI BASSO CANNARSA

LARTISTA

Vasilij Kandinsky (1866-1944), pittore russo. Studia giurisprudenza, ma poi si trasferisce a Monaco per perfezionarsi in arte. Con le sue Improvvisazioni abbraccia la pittura non figurativa. Tra i suoi libri, Lo spirituale nellarte

KLEE Ad Parnassum (6 gennaio)

BEATO ANGELICO Annunciazione (13 gennaio)

KOKOSCHKA La sposa del vento (20 gennaio)

ACHEROPITA Il Santissimo Salvatore (27 gennaio)

POLLOCK Full Fathom Five (3 febbraio)

RAFFAELLO Ritratto di Leone X (10 febbraio)

BCKLIN Lisola dei morti (17 febbraio)

DI COSIMO La morte di Procri (24 febbraio)

MONDRIAN Lalbero grigio (3 marzo)

CORREGGIO Giove e io (10 marzo)

MATISSE Violinista alla finestra (17 marzo)

Il codice segreto di Kandinsky nascosto in quel cavallo che corre verso il futuro
ni Venti e Trenta si interessava ai cerchi come un tempo ai cavalli. stato come se mi avesse svelato il codice del linguaggio segreto. E perch il cavallo di Rotterdam suona esattamente come i suoi cerchi rossi, rosa o neri pianeti ardenti o spenti su cieli di pittura degli anni del Bauhaus. Il cavallo di Rotterdam, intitolato Lirica, una delle sue opere di transizione. Perch, pur avendo nel 1910 gi dipinto il suo primo olio interamente astratto, ancora per qualche tempo Kandinsky lasci che gli oggetti del mondo esterno affiorassero parzialmente riconoscibili sulle sue tele. Forse a beneficio dei futuri spettatori che voleva educare a comprendere, giacch in lui bruciava unirresistibile vocazione profetica. Ma anche perch gi sapeva che il vero contenuto di un quadro non ci che rappresenta, ma lemozione che comunica. E il 1911 di Lirica pu essere definito il suo anno del cavallo. Il tema del cavallo e del cavaliere era antico e universale come la pittura stessa. Legato alle fiabe, al folclore, al cristianesimo (a cavallo San Giorgio combatte col drago, e San Martino divide col povero il suo mantello). Era privato e autobiografico, dal momento che un cavallo (di latta) abitava i suoi pi remoti ricordi dinfanzia. Era simbolico e magico (la lotta contro il Male e il Caos). Era anche un tema caro alla pittura moderna: basti pensare ai fantini di Degas. Kandinsky aveva seminato cavalli e cavalieri ovunque, anche nelle Improvvisazioni e nelle Composizioni. Ma quella figura, come un ideogramma del transitorio, era gi soltanto sinonimo di slancio in avanti, cambiamento. Il cavaliere azzurro (Der Blaue Reiter) era il nome che aveva appena scelto, insieme al giovane amico Franz Marc, per lalmanacco artistico che prepar nel corso dellestate per farne il manifesto dellarte nuova. A quel tempo viveva a Monaco e destate soggiornava a Murnau, sulle Alpi bavaresi. Era gi convinto che la pittura non deve essere pittura del visibile replica, riproduzione, imitazione di oggetti esistenti nel mondo. Larte non pu che essere astratta e dipingere lInterno, linvisibile cio la vita stessa. E la vita loggetto di Lirica. Non c profondit n paesaggio: solo una superficie solcata da una linea nera ruggente. Quella linea il cavallo. Il cavaliere ormai solo un cerchio giallo e un semicerchio verde. Gli alberi, tratti grafici che sembrano dipinti a inchiostro di china; la terra un globo viola-blu, il cielo una striscia. Leconomia delle forme non deve ingannare. Kandinsky aveva gi scritto in russo e stava traducendo in tedesco Lo spirituale nellarte, che avrebbe pubblicato in dicembre attirando subito lattenzione di tutti i pittori che non potevano non dirsi moderni. Gi conosceva il potere quasi magico dei colori, e a quale vibrazione interiore corrispondono, e li distill dalla tavolozza di conseguenza. Il bianco silenzio. sprovvisto di forza attiva, ma la possibilit che precede ogni nascita e ogni inizio: ed nel silenzio che si leva il grido della corsa. Il verde ha una potenzialit intrinseca di dinamismo. Il blu placa, calma, richiama luomo verso linfinito, suscitando in lui la nostalgia della purezza e del trascendente. Un cerchio blu fa leffetto di allontanarsi dallo spettatore: dunque quella tonda massa nellangolo destro del quadro aumenta leffetto di velocit che trascina il cavallo nella direzione opposta. Ma perch il titolo, Lirica? Kandinsky sostiene che il lirismo il pathos di una forza la cui espansione non conosce ostacoli. La lirica si realizza quando la linea retta procede senza incontrare una forza che vi si oppone. Quando sono presenti forze contrarie, che generano perci conflitto (come una curva o una linea spezzata), ci troviamo in un dramma. Sulla superficie di un quadro, una forma che sale acquista leggerezza. Una linea che si sposta verso sinistra va verso la lontananza, lavventura, linfinito. Una linea che si sposta verso destra viene letta invece come ritorno a casa, allorigine. Qui dun balzo viene scavalcata la perpendicolare che intralcia la fuga del cavallo, e nulla ostacola pi la sua ascesa. Lo scatto e il movimento ignorano tragitto, mta e distanza, e comunicano solo la travolgente energia della vita. Kandinsky direbbe che Lirica ha un suono squillante, che nulla vela. Quando non si conosce lo scopo pratico di un movimento (dove sta andando il cavallo?), esso agisce su di noi come qualcosa di misterioso, spirituale. Cosaltro la vita se non movimento esperienza, conoscenza e accrescimento di s? Ha ragione. Questo quadro trasmette benessere: mi rende felice.
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GIOTTO Resurrezione di Lazzaro (24 marzo)

DE STAL Footballeurs (31 marzo)

LEONARDO Uomo vitruviano (7 aprile)

CZANNE La montagna SainteVictoire (14 aprile)

TIEPOLO Leducazione di Maria (21 aprile)

BURNE-JONES Il destino compiuto (28 aprile)

avalli e cerchi. Anche se Kandinsky non avesse dipinto altri quadri, per me sarebbe tutto. Li metterei tutti intorno a me, come facevano i Sirieni della Vologda nelle loro izbe. Quando le vide, nel 1889, Kandinsky era ancora un ventitreenne avvocato moscovita, figlio di un commerciante di t di origine siberiana e di una aristocratica, travestito da etnografo studioso di diritto rurale, ignaro di quanto avrebbe cambiato larte moderna e se stesso: ma le pareti sgargianti di quella baita, tappezzate di pitture, gli rivelarono la bellezza pura dei colori. Dei Sirieni non sapeva niente. N io di lui, quando ho scoperto i suoi cavalli, che mi chiamavano alla libert, e i suoi cerchi, capaci di provocarmi una vertigine. La stessa dei mosaici delle moschee islamiche. I calligrammi sinuosi si arrampicano sulle piastrelle della cupola, attirandoti irresistibilmente verso lalto. E tu vieni rapito, anche se sei consapevole che quei segni non sono ghirigori di colore, ma lettere di un alfabeto ignoto, portatrici di un messaggio sacro. Non puoi comprendere ci che significano davvero. E tuttavia in qualche modo il loro senso ulteriore non ti precluso ma anzi ti si svela. Lesperienza della visione di un quadro astratto di Kandinsky la contemplazione di una forma pura analoga. E cos deve essere. Ce lo spiega lui stesso, nei suoi testi teorici. Kandinsky infatti uno scrittore non meno che un pittore, e un filosofo oltre che un colorista. Non ha mai smesso di interrogarsi sul significato dellarte anche della sua. Ha detto che negli an-

LOPERA
Vasilij Kandinsky: Lirica (1911) Rotterdam Museo Boymans von Beuningen

PISANELLO
San Giorgio e la principessa (26 maggio)

DEGAS
La stiratrice (19 maggio)

OKEEFFE
Black Iris (12 maggio)

GRNEWALD
Crocifissione (5 maggio)