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Lezione del 17/05/2005

Le 4 inattuali sono 4 scritti che Nietzsche elabora contro il proprio tempo, contro la cultura della Germania che nella
seconda met dell800 sempre pi legata da un lato al positivismo, dallaltra a una visione di tipo storicistico, che
per alla fine giustificatoria del presente, perch la storia vista come una grande evoluzione che porta verso il
miglioramento o almeno il cammino della storia un cammino da un lato necessario e dallaltro evoluzionistico.
Ci sarebbe molto da dire su questom incrocio tra storicismo e positivismo, poich questa idea di una evoluzione, di un
progresso costante, vero che viene dalla cultura del 700, dalla cultura dellilluminismo, ma viene rilanciata nella
seconda met dell800 sotto la spinta soprattutto dellevoluzionismo.
Questa cultura per Nietzsche una cultura satura di pregiudizi, che non valorizza luomo, nella sua originariet di
natura complessa, carica non solo di ragione ma anche di istinti.
Nietzsche ha pensato che in quella cultura poetico-filosofica pre socratica, che espone il pensiero in forma poetica e
che quindi mantiene in uno stretto legame logos e pathos, questa cultura che stata in parte sopraffatta dal modello
intellettualistico, dalla vittoria del teoresico nella cultura greca, va filologicamente riconquistata, va usata come
unarma per una decostruzione della cultura occidentale al centro del presente. Poi va rilanciata puntando soprattutto
su una ricostruzione delluomo.
Loltre-uomo che significa bisogna andare a costruire un soggetto che stia oltre la grecit, il cristianesimo, oltre il
modello delluomo borghese.
Una inattuale diretta contro lo storicismo, una dedicata anche allanalisi di un pensatore estremamente
significativo.
Inattuali ci si riferisce a modelli di pensiero che nel presente non hanno posto, che sono stati messi ai margini, che
invece vanno recuperati per andare oltre quel modello di pensiero greco, cristiano, borghese.
Uno di questi autori che viene recuperato da una delle inattuali Strauss il teorico dellindividuo come unico, significo.
Laltro grande pensatore recuperato Schopenhauer, che scrisse il suo grande capolavoro prima del 1820, che insegna
a Berlino come docente negli stessi anni e ore in cui fa lezione Hegel, che ha grande successo perch presenta questo
modello di filosofia storicistica che rilegge la storia secondo un senso e secondo una costruzione di razionalit.
Nella storia c una razionalit, c un punto di arrivo che coincide con lo stato tedesco prussiano e con laq sua
dimensione non proprio democratica. Uno stato autoritario, uno stato etico come lo chiama hegel, e la mente che
comprende e rilegge ed mette in ordine tutta levoluzione della storia secondo una successione logica negativa
La filosofia di hegel in quellepoca romantica cos satura di romanticismo e di attenzione alle identit nazionali,
allevoluzione dei popoli, allanima dei popoli, tema tipicamente romantico , una filosofia in sintonia con quella cultura
storicista del pieno romanticismo.
Ha un grande successo: le lezioni di Hegel fatte su qualsiasi argomento. Schopenhauer la pensa altrimenti, la storia
non interessa, anzi che cos (anche hegel lo diceva, la storia guardata da vicino non che un grande scannatoio,
anche se al di l di questo c una grande razionalit).

Per Schopenhauer invece la storia, la vita, il processo vitale sofferenza, ed una sofferenza che luomo con le sue
forze trova il mezzo per liberarsene. La filosofia di Schopenhauer rispetto a quella hegeliana che una filosofia
otimistica radicalmente pessimistica.
Anzi una filosofia che pone la sofferenza come una struttura fondante della realt, perch la realt cos,
strutturata dal puro volere, che la vita, la wille, che pura volont, vitalit noi diremmo.
Che si impone attraverso il soggetto, si impone come principio fondamentale di tutta la realt, che luomo porta con s
e non pu negare cos loa sua struttura profonda ma questa volont una volont irrazionale che produce sofferenza
scontri, lotta, dialettica vitale che vuol dire conflitto non dialettica puramente ideale alla hegel, quindi produce
necessariamente sofferenza.
E poi un elemento che rpecede la ragione, pura viltalit, non ordine ma volont, impulso di vita che tutto travolge.
Nelluomo cosa accade?che questimpulso vitale, travolgente, senza regole, che produce universale conflitto e
sofferenza, prende consapevolezza di s.
E luomo diviene consapevole di non poter nonn soffrire, ma al tempo stesso spinto da un bisogno di superamento
della sofferenza. Quali le forme attraverso le quali noi possiamo liberare? Intanto decollando sempre dal vitale,
cercando di innnalzarci oltre quel conflitto della vitalit, larte ci sublima ci porta oltre, fittizio ma non importa, ma
larte ci innalza e ci consola, ci porta oltre.
Una funzione terapeutica dellarte. Larte introduce ordine, armonia, controlla la vitalit, decolla oltre la vitalit poich
la ricostruisce secondo una forma.
Quindi larte ha questa grande funzione, ma non cancella la sofferenza, ci innalza oltre, ci fa sublimare la soffernza ma
non la cancella, bisogna trovare altre vie pi radicali. Laltra via la via etica, la compassione, il cercare di alleviare le
sofferenze, le proprie e quelle altrui, riportare dentro questo gorgo irrazionale della vitalit un ordine etico basato sul
mutuo sostegno, sullintervenire per consolare, aiutare per non far soffrire. la via etica,ma anche questa non basta
perch non pu cancellare la sofferenza, lunico modo radicale per cancellare la sofferenza quello di negare la realt,
negare la vitalit, spengere il bisogno, spengere la wille, la volont.
Come? La mossa geniale di Schopenhauer :abbandoniamo loccidente che non ci aiuta in questo percorso, risaliamo a
quelle culture orientali, soprattutto al buddismo che in realt una grande filosofia pi che una grande religione,
poich una religione senza dio, non c unente supremo nel buddismo, c una realt che sofferemnte e che va
negata. E lassoluto la negazione della sofferenza che viene chiamato uno stato di nirvana, dellannullamento del
desiderio. Lentrare in un altro che Schopenhauer per primo ha cercato di riportare dentro la culturan occidentale,
dentro quel modello di razionalit, di costruttivit, di produttivit che tipica delluomo occidentale, risalendo proprio
al modello buddista. Ha studiato quei testi, quelle filosofie orientali, la religione biddista e da l ha ricavato questo
dispositivo che noi bisogna attivare allinterno del vissuto personale. Questo principio della nolont cio la negazione
della volont, cio la negazione di questistinto vitale. E questo possibile solo attraverso un controllo ascetico come fa
il buddha, <che attraverso meditazioni, controllo del corpo, concentrazione non verso lesterno ma verso gli stati
danimo e soprattutto quel silenzio interiore che va costruito per entrare nella dimensione piena della ascesi, solo in
questo modo possibile raggiungere quella negazione della sofferenza, che il grande problema ontologico
Schopernhauer non riceve con questa sua filosofia che la negazione del progresso storico, della centralit delluomo
come produttore di storia, come organizzatore di stati, di sapere, e che ci serve il sapere?casomai larte non il sapere.
Una posizione tipicamente irrazionalistica che non han successo in quegli anni, il suo tempo arriver molto dopo, nella
seconda met del 800, nella reazione al positivismo, in questa ripresa di una riflessione critica intorno alle strutture a
razionalit occidenatale, di cui si far maestro proprio Nietzsche che nel 1874 scrive la 3 inattuale.

Schpenhauer maestro della cultura occidentale perch:
non solo maestro dal punto di vista ideale ma educatore, formatore di soggetti:
1. si oppone radicalmente a quella cultura ottimistica, progressista (che ha una visione progressiva della storia)
consolatoria ed ottimistica, basata su quellhomo faber oltre che sapiens che tipico della cultura occidentale.
Bisogna contrapporsi a questa cultura.
Schpenhauer diviene il maestro, non tanto segreto di Nietzsche, proprio perch costruisce il suo pensiero in
opposizione al presente. Ogni buon maestro sta contro lattualit, perch fa vivere istanze pi profonde, principi
dimenticati nel presente. Questo un punto che noi possiamo richiamare nel pensiero adorniano.
un pensiero che vuole essere la critica del presente, e che vuole portare a dimensione ci che il presente ha
dimenticato e represso (=Freud che un altro dei grandi autori che stanno alle spalle della teoria critica della societ
soprattutto in Adorno).
Schopenhauer per non si ferma qui: non solo un critico dellattualitxch ci invitaad oltrepassarla, cercando altre
forme di pensiero, di essere, altra gerarchia dei valori, ma anche altro punto fondamentale, un pensatore che fa
appello allindividuo, che lo valorizza, lindividuo che conta, non gli stati, la storia, la cultura, tutti quanti valgono in
funzione dellindividuo,poich al centro della realt c lindividuo, lindividuo solitario (ricordiamo che una delle
inattuali precedenti era stata dedicata proprio a Strauss, teorico dellunico: ogni individuo un unicuum, in certo qual
modo un assoluto, che va valorizzato nella sua individualit.
Si dice che Strauss stato uno dei grandi maestri del pensiero anarchico, per ricordiamoci che sta a afianco di un
pensatore come Kieerkgard, che valorizza la singolarit, lindividualit, la soggettivit irripetibile delluomo,
dellesistenza (Kieerkgard considerato il padre dellesistenzialismo, anche se come moda nascer dopo).

Appelliamoci a questo testo celebre, importante di Nietzsche che modella schopenhauer come il grande educatore di
Adorno. Noi possiamo dire spostando quel concetto di educatore che un pensatore cos originale, inquieto, sottile,
colto, cos dialettico nelle sue posizioni. Arte e filosofia, letteratura sociologia, perch di questo si occupa, stato un
sociologo critico (per ha fatto ricerche empiriche negli USA, una celebre sulla struttura ed origini del pregiudizio
attraverso interviste, cercando di ricavare una interpretazione non solo descrittiva, lui che un critico radicale della
sociologia empirica, sociologia per costruirsi come interpretazione di ci che sta dietro quellanalisi empirica cio
interpretare la struttura delle mentalit, pregiudizio e mentalit autoritaria, come nasce la mentalit autoritaria il
problema che si pone Adorno con questa analisi empirica. Lui dice che la personalit autoritaria nasce in un contesto
autoritario poich c froidianamente la coazione a ripetere. Chi vive in un contesto autoritario avr uha personalit
autoritaria, salvo che non intervengano catastrofi, storiche o private, che gliela cambino, ma con molta difficolt.uno
dei temi che sorregge questa ricerca sulla personalit autoritaria nella struttura del pregiudizio proprio dove attinge
questa sindrome autoritaria il soggetto autoritario?
Dalla famiglia. la famiglia il bacino dove si costruisce la personalit autoritaria, perch l preme fin dai primi anni e
prime esperienze pi forte lo stile autoritario e il pregiudizio che sta alla base.
Poich alla base dellautoritarismo c il pregiudizio che la libert sia un male, che lindividualit contrapposta alle
regole sia un altro male, e quindi si cotruisce una personalit rigida, carica di pregiudizi, e in genere proprio la
famiglia quel bacino nel quale si costruisce soprattutto quella famiglia americana di quegli anni, ma certamente aveva
un aspetto ancora fortemente ottocentesco.
Gli USA sono la societ pi dinamica dei nostri tempi per anche vero che hanno una carica di pregiudizi, di
tradizionalismo che a noi europei lascia perplessi. E anche la struttura della famiglia ha queste sue matrici fortemente
tradizionali.

Anche Adorno, possiamo noi nel nostro tempo, considerarlo come Schopenhauer per Nietzsche, uno dei grandi maestri
che ci illumina in profondit sulle strutture del nostro tempo e ci invita non ad adeguarci ma a ripensare criticamente e
in forma radicalmente critica lattualit.
Possiamo dire allora che secondo quellidea nietzschiana che un educatore deve essere colui che ci porta oltre il
presente, e libera il pensiero dai lacci del presente, non perch voglia negare il presente, ma perch lo vuole
attraversare criticamente e criticamente ricostruire.
Adorno possiamo considerarlo per noi oggi un modello di educatore, nel senso nietzschiano, non come guru che ci
guida verso la saggezza e la verit, non come maestro di scuola che ci prende per mano e ci distilla il sapere
necessario.
No, ma come grande orientatore ideale in relazione a una concezione dellindividuo, del mondo, della cultura, e aun
ruolo dialettico dialettico da assegnare allindividuo in questa congiuntura storica.
Quindi educatore va inteso come una voce filosofica che ci pu guidare a comprendere meglio e pi criticamente il
presente, e al tempo stesso a liberare le nostre capacit di libero pensiero critico.
Certo Adorno non il solo grande filosofo del 900, la prima met del 900 ha prodotto una serie di figure eccezionali dal
punto di vista filosofico. Basterebbe solo pensare a wittgenstein, heidegger che riprende direttamente la lezione di e
cerca di riportarla a esecuzione in una forma radicale di oltrepassamento definitivo del pensiero ..
Quindi siamo di fronte a altre due figure di spicco, ma Adorno ha qualcosa in pi, non solo un grande intellettuale
della filosofia, la sua filosofia pu essere una filosofia vissuta, vuole essere una guida per lindividuo, per collocarsi in
una maniera pi libera, pi autentica allinterno di una realt contraddittoria ma nella quale lindividuo rischia di essere
costantemente soffocato.
Infatti il primo punto da mettere in rilievo che non esiste esperienza per ogni individuo che non sia esperienza
sociale. Luomo un animale sociale, dipende dalla societ, non pu vivere al di fuori se non perdendo la propria
umanit.
La funzione dellinguaggio e quella distinzione tra langue e parole: noi costruiamo il nostro parlare sulle strutture
profonde della lingua (grammaticali,lessicali,sintattiche) possedendo quelle strutture entriamo nella dimensione del
parlare, possiamo usare il linguaggio anche in maniera personale creativa, innovativa, ma perch c una comptenza di
base che legata alla struttura del linguaggio, che ci permette di parlare, comprendere ecc .
Quel linguaggio ci viene dalla societ (altrimenti il ragazzo dellaveiron).
Questo ci dice che noi siamo animali radicalmente sociali, un punto di base del pensiero adorniano, la societ il
nostro habitat.
Si, ma come strutturata la societ, questo il punto. Quindi se la sciet ci avvolge anche ci condiziona, allora le
strutture della societ divengono delle strutture nostre, che si impongono a noi.
Qual il volto della societ? E qui scatta Marx:il volto della societ contemporanea, che Adorno studia in maniera
attenta proprio negli USA, come modello pi avanzato di societ moderna, la societ attuale la societ del
neocapitalismo che ha al centro il principio della merce, il valore primario produrre.
Il principio animatore della societ il mercato.
Il denato occupa in questa dialettica produttiva della societ un ruolo fondamentale. Lavere pi che lessere (Fromm
non a caso uno degli autori che collabora direttamente alla rivista di quellistituto della ricerca sociale di Francoforte
che accoglier i testi di questi filosofi che fanno capo alla scuola di Francoforte. Psicanalista pi che filosofo, per
elabora il suo pensiero partendo da questi presupposti comuni con la scuola di Francoforte e infatti scrive sulla rivista e
collabora ad alcune iniziative editoriali di questa).

Nel neocapitalismo, soprattutto che cosa rischia di scomparire: la cultura che diventa merce, non per niente nasce la
cultura di massa, che regolata dal consumo. Il jazz lindice della degradazione della musica secondo Adorno,
proveniente da una cultura musicale aristocratica.
Per al tempo stesso opera una diagnosi attenta di quello che sta accadendo alla cultura della societ di massa. Qual
il destino della cultura: innalzare lindividuo, di portarlo ad una lettura pi complessa e pi dialettica della realt, cio
che ne coglie le contraddizioni, i contrasti, problemi aperti.
Possiamo dire che la cultura ci apre un terzo occhio, quello caro a Platone, quellocchio che ci fa vedere quella
dimensione di superiorit che la cultura assegna a s stessa come terzo occhio, locchio della mente che ci fa vedere
quello che invisibile con gli occhi del corpo.
Adorno molto attento a questa tradizione:la cultura o cultura alta o non cultura,perch solo la cultura alta ti
permette di dominare la realt, di sperarne la contingenza, di porsi in una condizione di giudizio.
Qui dentro c tutta una tradizione pedagogica, quella della tradizione della pedagogia della Bildung (=formazione
spirituale); luomo in quanto spirito, che non vuol dire negazione del corpo, ma costruzione del corpo e dello spirito
secondo unottica che privilegia quella capacit di libert, di riflessivit, di costruzione di valori squisitamente umani.
Larte un valore umano, a differenza degli animali luomo costruisce universi immaginari, unaltra realt.
Larte ha anche questa funzione;Adorno su questo dice che larte soprattutto quella forma che ci permette di leggere
le strutture profonde del proprio tempo, un espressionista, e quindi larte la manifestazione di questa lacerazione
dal fondo delluomo e di cui il 900 si fatto interprete. Quindi tra le forme dellarte del 900 lespressionismo quella
forma pi significativa ed alta.
Certo, anche unarte di tipo astratto (teatro di Beckett) che per ugualmente interpreta le strutture profonde del
nostro vissuto, le fa emergere e ci rende consapevoli.
Secondo altri, Marcuse ad es, larte ha anche unaltra funzione:quella di indicarci un mondo altro che noi dovremmo
costruire, un mondo della bellezza, dellarmonia, della quiete, del gioco, un mondo costruito a dimensione estetica.
Si ma tutto questo nella societ di massa, della cultura di massa, quale il fine della cultura di massa, risvegliare e
custodire la spiritualit delluomo,che vuol dire questa tensione verso il significato,la sua scoperta, la sua costruzione,
lesercizio di una riflessione critica. No, la cultura di consumo vuole semplicemente divertire, non far pensare, una
cultura del loisir,del godimento.
Molte volte lo fa agganciandosi agli aspetti anche pi animaleschi e meno spirituali delluomo, questa la tesi di
Adorno sul jazz. Musica carica di istintualit, ma che non la sublima, non riesce a sublimarla, ci mantiene dentro
questo circuito animale senza sollevarci alla dimensione della spiritualit che comprensione e riflessione e
superamento. una musica che tende alla ripetizione e che quindi ripresenta, non ci fa superare quella dimensione
istintuale, ma ci rende sempre pi immanenti a questa realt che ci pressa, e che basata sulla centralit degli istitnti
e non della riflessione a livello spirituale.

Altro punto pi delicato:in questa societ dove tutto viene mercificato e reificato, schiacciato ad essere una molla
dentro uningranaggio, anche il soggetto tende a scomparire, soprattutto come individuo, cio come una soggettivit
singola, originale, capace di pensiero autonomo, capace di contrapposizione. Perch? Non c individuo (qui torna la
pedagogia della bildung) costruito nella sua pienezza, individualit, se non nutrito dalla cultura, poich la cultura che
lo libera, lo porta oltre la sua animalit, oltre quella sua immersione nel sociale, gli d gli strumenti per giudicare s
stesso, la realt, e progettare linteriorit.
Ma nella cultura di massa quello che scompare proprio una dimensione spirituale-formativa della cultura, la cultura
divertimento,loisir, consumo, godimento, fruizione istintuale.
Allora rischiamo di veder scomparire il fulcro su cui un giudizio sulla realt,una trasformazione della realt e una
proiezione verso unaltra realt sono resi possibili.
Se noi perdiamo lindividuo perdiamo il fulcro del pensiero critico e perdiamo anche il fulcro del pensiero utopico.
Forse Adorno esagera, per sappiamo qual la potenza avvolgente, anestetica, della cultura di massa. Siamo tutti
ormai irretiti dentro questa cultura, cos capace di entrare nel nostro vissuto quotidiano. Es la tv: ci cattura perch
entrata a far parte del nostro vissuto quotidiano, e quindi ci possiede, se non scatta da parte nostra una possibilit di
decollo da questa cattura del mezzo mediatico noi rimaniamo imprigionati dentro un modello di comunicazione, un
modello di informazione, di struttura del pensiero di tipo empirico-autoritario (mcluhan il mezzo il messaggio:nella tv
quello che fluisce dallo schermo importante, ma quello che importantissimo la scatola, perch il primo messaggio
nella scatola, la sua autorit, dellimmagine. Quindi il 1messaggio il mezzo).

Adorno in quelle pagine della dialettica dellilluminismo dedicate allindustria culturale, duro nella condanna, ma
sappiamo oggi che non tutto cos, non tutto omologato agli USA, leuropa mantiene una sua dimensione di capacit
di passare da pi registri, per cui si pu essere spettatori di un prodotto di massa, per al tempo stesso passare a
fruire di cultura alta.
Adorno per si chiede fino a quando riusciremo a mantenere questo atteggiamento di immersione e al tempo stesso di
critica rispetto ai mass media, cos potenti , anche perch alle spalle ormai hanno unindustria che li organizza, li
propone, li nutre,li gestisce, in funzione soprattutto di una conformazione collettiva, di una omologazione delle
identit, dei gusti, e quindi di uno spengimento graduale dellindividuo come nucleo di resistenza che in quanto
pensiero critico e portatore di istanze che vanno oltre il presente.
Si detto siamo di fronte a quei pensatori , e questo stato Luckac che malignamente non parlando proprio della
scuola di Francoforte, infatti si riferiva a Schelling, ma poi la critica era applicabile in particolare alla scuola, quindi
parlava del passato per criticare il presente.
Li definisce partendo proprio da Adorno, i filosofi che abitano il grand hotel dellabisso:un hotel a strapiombo su un
abisso, per un hotel di lusso, l vi sono abitanti che da questo luogo protetto e sicuro, nobile, si affacciano hanno un
brivido davanti allabisso, denunciano la presenza dellabisso ma poi si ritirano nel confort dellhotel.
Certamente sono dei pensatori estremamente aristocratici, hanno una visione dellindividuo che contraria alla societ
di massa, ma dicono anche che in quella societ di massa spengendosi lindividuo si spenge anche quel binomio che
contrassegna la grandezza della cultura e della societ che ha prodotto quella cultura, e della societ che fa vivere
quella cultura, e che di essa si nutre: pensiero critico & spinta utopica. Questi sono i 2 punti che dobbiamo tenere
presenti.

Adorno ci invita a leggere la realt attraverso dispositivi radicalmente critici, perch questo sia reso possibile
necessario che noi teniamo al centro della cultura in generale e del pensiero in particolare, tutte le forme del pensiero,
dalla sociologia alla musica, un pensare dialettico.
Qui si apre un confronto necessario con il grande modello della dialettica,rilanciato nella modernit da Hegel. Che cos
la dialettica per Hegel: la contrapposizione tra tesi, antitesi che produce il superamento che fusione. La tesi e
lantitesi si superano nella sintesi, che qualcosa che contiene e la tesi e lantitesi, ma contemporaneamente produce
qualcosa di ulteriore e di nuovo.
La dialettica pensata in Hegel secondo la logica del superamento, ma adorno dice, e non ha torto ( fra lltro ha scritto
3 studi su hegel che sono forse uno dei testi pi belli sulla filosofia hegeliana, dove coglie il succo del pensiero
hegeliano e i limiti di quella dialettica) che quella dialettica per la sintesi una falsa dialettica, poich dellopposizione
vuole arrivare al superamento, mentre la dialettica non gestita dalla sintesi, ma animata dallopposizione.
Che cosa che sta al centro della dialettica (gi detto da marx): c opposizione, il contrasto, la sintesi lo spenge con
questidea di costruire un pensiero che va avanti in maniera progressiva, noi bisogna liberarci da questimmagine della
dialettica e invece restaurare una visione oppositiva della dialettica.
Adorno la chiama la dialettica senza sintesi gi dai suoi primi studi, gi da quello del 1933 kieerkgard, la costruzione
dellestetica, certo kieerkgard fu lautore che insieme a marx pi sbeffeggi hegel: aveva messo il mondo in filastrocca
e cos aveva creduto di costruire un pensiero filosofico.
Aveva fatto questa dialettica delle idee dimenticando la cosa fondamentale, ci che sta prima delle idee, cio quella
testa di ogniuno , individuo singolo e irripetibile.
una grande dialettica delle idee vuote che non hanno nessun portatore ideale, mentre le idee stanno nella testa degli
individui. Se noi togliamo gli individui non abbiamo pi le idee. Quindi kieerkgard era gi su quella posizione
antihegeliana della dialettica senza sintesi.
Ma alla fine della sua carriera filosofica, 1966, pubblica quello che stato considerato il capolavoro di adorno dal punto
di vista filosofico: dialettica negativa.
Basta il titolo per capire: la vera dialettica basata sulla negazione, non sulla sintesi, cio una dialettica che si
concentra sullopposizione. Qual loposizione fondamentale (anche qui c tutta la parte dellintroduzione dove
descrive quella struttura della dialettica negativa. La dialettica negativa una contrapposizione costante tra concetto e
cosa, il concetto non pu mai pensare di esaurire la cosa, il concetto sempre una lettura parziale della cosa, quindi la
cosa sfida costantemente il concetto, il vero pensiero sta in questa tensione perpetua, inagirabile, irriducibile, tra la
cosa e il concetto. un esercizio di confronto critico, tra ci che dato e ci che viene pensato, ma il dato inquieta il
pensare e il volere di rinnovarsi come il pensiero legge il dato, ci d un immagine del dato ma che non mai un
possesso completo, perch la cosa sempre di pi rispetto al concetto.
Siamo nei paraggi dellermeneutica, un pensiero che dialetticamente si pone come struttura interpretativa anche in
Adorno, solo che in Adorno c questo, che il pensiero come interpretazione deve essere capace di spiazzare la cosa
interpretandola, di non mettersi al servizio della cosa ma di dominarla e di andare oltre la cosa stessa.
Proprio attraverso il principio della negazione. Si ma, la dialettica negativa noi dobiamo abituarci a pensarla, come?
Mettendo al centro le contraddizioni, i contrasti, i conflitti. Il vero pensiero non quello che supera il contrasto ma
quello che li porta in emersione, li vive, ce li fa leggere, proprio rifacendosi a quella visione espressionistica dellestica
adorniana, uno dei filosofi pi brillanti che abbiamo oggi in Italia, Remo Bodei, in un saggio dedicato proprio alla
dialettica di Adorno, dice : al centro di quella dialettica c la negazione come grido, poich la negazione la
testimonianza di una lacerazione, di una contraddizione vissuta, di una sofferenza, di un dolore. Quella dialettica non
vuole nascondere la sofferenza, di cui tutta la realt intrisa, non vuole nascondere le contraddizioni ma collocarsi
proprio l, dove si crea la contraddizione, poich l il pensiero svolge la sua funzione, di farci comprendere la cosa e di
oltrepassarla.
Allora noi bisogna costruire un modello di pensiero che sia capace di cogliere le contraddizioni, di permanere nel
contrasto, e che si faccia carico della sofferenza. Quella dialettica negativa come un grido, un urlo poich manifesta
proprio la tragicit della contraddizione.
Una visione pessimistica? No, non vuole occultare ci che di contraddittorio presente nella realt, e ci vuol dare uno
strumento per pensare la contraddizione, portarla ad emersione e spingere verso una consapevolezza della
contraddizione e una consapevolezza del bisogno di superarla.
Questa la dialettica negativa, formalmente dal punto di vista teoretico sta in quella opposizione tra cosa e concetto,
da un punto di vista antropologico sta nella tematizzazione della contraddizione, perch nella contraddizione noi
siamo testimoni della nostra non realizzazione, della nostra sofferenza, di ci che abbiamo perduto, o che non
possediamo e dallaltra nella contraddizione siamo spinti a pensare il superamento della contraddizione stessa, che
cosa deve essere postulato oltre la contraddizione.
un pensiero raffinato, con un grande bagaglio di tipo filosofico, ma che vuole proprio raggiungere alcuni obiettivi di
tipo formativo.
1:valorizzare lindividuo, al massimo: senza lindividuo non c la dialettica negativa perch solo lindividuo che pu
emettere quellurlo, che pu sentire quella contraddizione, che la vive come contrasto lacerante. Il dolore, lingiustizia,
la mancanza di senso, il fallimento dellesistenza, la cattura da parte della societ massmediatica che spenge o tende a
spengere lindividualit. Dobbiamo resistere. Si detto che quella di Adorno una pedagogia della resistenza
2 bisogna che nellindividuo sia coltivata lautonomia, la libert, la sua spiritualit, perch fuori di quella sua
formazione spirituale non c n libert, n gestione consapevole di un pensiero critico che il terzo dispositivo.
3noi bisogna allenare questo soggetto risvegliato nella sua spiritualit ad esercitare un pensiero critico. Qual il
pensiero critico? Quello basato sulla dialettica negativa, che sa leggere nella contraddizione, la sa interpretare, la sa
comprendere come lacerazione,ma al tempo stesso anche come bisogno di un superamento della lacerazione.
Per se la dialettica dovesse guardare solo alla sintesi perde la sua forza e significativit conoscitiva.