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Caccia alla strega Francis di Valerio Bonsignore

Caccia alla strega Francis - di Valerio Bonsignore

Premessa Mi stato segnalato un articolo


http://www.indiscreto.info/2013/05/metodo-francis-la-parte-buona-e-la-seconda.html/comment-page-1

(Metodo Francis, la parte buona la seconda?) in cui Vittori si presta ad un gioco pericoloso discutendo di Charlie Francis. Dico pericoloso perch dubito che ne conosca il pensiero che ovviamente non pu essere riassunto nel citato less is more. Lo dico perch ad esempio pensare di costruire un rapporto serio con una donna dicendole solamente ti amo, nei tuoi occhi vedo linfinito mi pare assurdo. Ovviamente pu servire per un mese di fuoco ma cos come un rapporto tra persone si costruisce nel quotidiano, nella condivisione degli obiettivi, la lealt reciproca e via dicendo, un sistema di allenamento non pu essere sbeffeggiato prendendo uno slogan (seppure profondo) e costruirci castelli di carta.

Premessa n. 2 Come dichiarato di recente, non ce lho con Vittori, anzi! Associandomi alla visone di un mio amico, ho rispetto per le persone anziane vuoi perch sono in et per essere mio padre o nonno vuoi perch bisogna rispettarne let e quindi le implicazioni che essa comporta (il declino fisico e psicologico, i ricordi dei tempi che furono e via dicendo). Molto probabilmente in questo stato vedersi attaccati provoca sconcerto, fastidio e perch no, tristezza e paura. Ma la cosa peggiore sono evidentemente i cortigiani che non so per quale motivo esacerbano i toni (laddove bisognerebbe discutere per il bene dei ragazzi e non per non so quali status quo da difendere) e quindi creano discussioni inutili. Che poi, a me e ad altri non fanno n caldo n freddo ma evidentemente turbano gli animi a qualcuno.
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Personalmente ritengo il Vittori (per lo meno dalle letture di Come devi allenarti di P. Mennea ed Esperienze sulla distribuzione dello sforzo nelle gare di velocit di C. Vittori) degli anni 70 di livello buono in quanto le sue evidenze possono rapportarsi a quelle degli anni 80-90. Ma il Vittori degli anni 80, quello che ha condotto quasi ad una codifica di una squola (quella, tanto per citare due esempi, delle ampie e rapide non osservate negli allenamenti di Mennea degli anni 70 oppure delle 20 e oltre serie di squat e squattini mentre sempre Mennea faceva un lavoro assolutamente paragonabile a quello odierno) che pu, anzi , considerarsi totalmente fallimentare. Infine, nel Vittori degli anni 70 si ravvede il concetto di drive quando parla di verificare la lunghezza dei passi nei primi metri di accelerazione! E badate bene, nessuno pretende che si conosca il termine drive specie in un paese in cui i Run As vengono chiamati Skip (che sono un esercizio totalmente differente)! La sostanza al primo posto e poi (appena dopo) la forma.

Ma tolte queste considerazioni chiaro che se un addetto ai lavori voglia intrattenere un discorso serio sullargomento (beh, se si trova qualche giudice a Berlino) bisogna che abbia chiaro il concetto di sistema di allenamento nello sprint e quindi in che termini bisogna discutere (e su cosa!). Ecco, caro Vittori e soprattutto cortigiani, si chiama SISTEMA! Non lo dico con arroganza n mi riferisco ad esempio alla de finizione di metodo (per esempio in
http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/M/metodo.shtml)

per un motivo

semplice: evidente che trattasi di due cose differenti! Ed proprio questa mancanza di distinzione che crea male interpretazioni da parte della maggioranza di coach in Italia. Ma cosa significa metodo? Possiamo definirlo in una marea di modi ma ad esempio possiamo dire che con questo termine si intende il modo in cui combiniamo (per volume, intensit, densit, ordine) i vari mezzi di allenamento.

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Per esempio in sala pesi facendo squat potremmo pensare a serie scalari crescenti, decrescenti, carichi ad onde (di vario tipo), contrasto e via dicendo! Pensando a questo esempio il problema non tanto fare lo squat ma con che carichi, pause, buffer e se volessimo ingigantire il discorso prevedendo blocchi (stage) potremmo pensare a combinazioni High to Light oppure Light to High (ovvero da metodo con alti carichi a metodi con bassi e viceversa). Un esempio: squat pesante prima e squat di potenza dopo (high to light). Gli esempi banali mostrano come una cosa il metodo (cosa faccio in un dato momento con un esercizio o varianti di esso) e un'altra cosa il big picture (di cui non abbiamo parlato) dellallenamento ovvero un complesso di aspetti che non si limita solo allelencazione di esercizi e metodi (che ne so, per lo sprint le famose ampie e rapide). Questione allora semantica di chi vuole (cio io) appigliarsi ad un particolare per costruire un castello di critiche capziose? Ovviamente la risposta un sonante no perch proprio dalla miopia di un movimento che non ha creato granch (nonostante talenti pazzeschi come Pavoni, Tilli, Howe, Kaba Fantoni, lo stesso Cavallaro) si ravvede la mancanza di una spiegazione di cosa sia un sistema di allenamento ovvero il complesso di idee alla base delle decisioni di un coach, in questo caso di Charlie Francis. Se questi criticoni dilettanti (ancora: NULLA ASSOLUTAMENTE CONTRO VITTORI che invece di essere stressato con cavolate dovrebbe essere portato a conoscenza di ci che uno scrive e applica realmente) avessero sfogliato il libro.. anzi, mi scuso, se si fossero limitati al titolo si sarebbero accorti del nome: The Charlie Francis Training System in cui compare il termine system (lo traduco per chi abbia difficolt con la fantasia linguistica: ebbene s, significa sistema, allegria!) e non metodo (non traduco, qua servono reali conoscenze dellinglese). drop set, serie complesse, serie a

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E qui parlo del libro pi importante seppure il Key Concepts Elite sia addirittura superiore ma ad ogni buon conto, il buon Gianluca De Luca ha tradotto il celeberrimo e quindi ci atteniamo per ora a questo. Il secondo passo da fare (attenzione, senza entrare nel merito) dovrebbe essere quello di sfogliare lindice (suggerimento, contents nellorgina le) e i nostri eroi avrebbero letto: Chapter 1: Talent identification and Athlete Development Chapter 2: Sprint Technique Chapter 3: Training Principles Chapter 4: Strength Training Chapter 5: Recovery/Regeneration Chapter 6: Planning and Periodization Chapter 7: Testing and Monitoring Chapter 8: Sport Psychology Chapter 9: EMS Chapter 10: Politics and Coaching Chapter 11: Financial Aspects

Ops, non parla di doping ma ovviamente essendo un libro di dopatori non serve a nulla.. Ok, gioco-partita-incontro allora (o come direbbero in inglese game-set-match)! No no.. non funziona cos! Premesso che considero il libro una iniziazione a chi volesse studiare largomento, come ho scritto sopra, il vero libro da tradurre il key concepts. Ad ogni buon conto, al nostro caro amico annoiato sarebbe bastato sfogliare lindice per capire che quando si parla di sistema di allenamento si intende un complesso di relazioni fra elementi differenti. Elementi tecnici, tattici, strategici, finanziari, politici, psicologici..

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Quindi affermare aprioristicamente che un sistema non funzionale ed efficace per nessuno perch lallenatore che lo ha elaborato ha avuto velocisti dopati significa che ad esempio: 1) Che non bisogna curare il recupero ad esempio (visto lattenzione metico losa posta dal canadese al problema); 2) Che non bisogna guardare agli aspetti psicologici del velocista come ad esempio i problemi in famiglia, impegni pressanti del momento e via dicendo (quando sappiamo dallesperienza che spesso gli infortuni arrivano pe rch si sono subiti eventi traumatici nella vita di tutti i giorni); 3) Che gli aspetti politici-istituzionali e finanziari non andrebbero guardati. In poche parole, se un atleta ha 4 soldi in pi non vale la pena di pensare di farsi 2-3 mesi al caldo piuttosto che allenarsi al freddo. 4) Se uno non ha disposizione i giusti soldi per una terapia di livello gioco forza dovr allenarsi di meno e quindi di converso, per logica perversa, per non seguire i consigli di Charlie Francis, uno che si massaggia solo 1 volta ogni 710 gg dovrebbe allenarsi con lo stesso volume di uno che fa terapia (massaggi ed altro) su base giornaliera! Etc etc etc! E badate bene, non entro nel merito della periodizzazione, di come allenare e concepire la tecnica e via dicendo! Come dire che Tumi non pu permettersi di partire (non lo fa comunque) come Asafa n correre come lui (lo fa come i Jamaicani)! Deduzione assurda e infatti Super Mike corre come i Jams e non mi pare sia sacrilegio, anzi! Teatro dellassurdo? Non sar teatro ma di sicuro siamo nellassurdo.

La discussione
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Veniamo al cuore della discussione per chi sia interessato allal lenamento e alla carriera dei ragazzi (e non alla superficie dove poggiare le proprie terga). fondamentale capire che quando parliamo di sistema di allenamento dobbiamo aver chiaro i vari aspetti perch compito di ogni coach prendere ci di buono che trova nella sua strada e adottarlo/adattarlo ai propri allievi. Facciamo dei piccoli esempi (tralasciando le discussioni sulle istituzioni, finanze e psicologia (aspetto in cui Charlie Francis era maestro).

Periodizzazione pluriennale Identificazione del talento a parte, che trattazioni ci sono in Italia su questo argomento? Zero! Aspetto qualche grafichetto e schema for dummies mentre in Canada la federazione (ops) e quindi seguita a livello mondiale (ops) si adoperata a dare linee guida. E la cosa che deve comprendersi che la lettura di tabelle, grafici e schemi racchiudere spesso una quantit di informazioni per cui tre paginette hanno la valenza di unintera trattazione. Quindi come prima cosa bisogna saper criticare un aspetto del genere! Ma bisogna avere gli strumenti giusti visto che a fronte di una proposta organica (quella del canadese) non abbiamo niente dallaltra parte. Nel mio libro per esempio con una miriade di grafici (la cui interpretazione meriterebbe un simposio) ho occupato 26 pagine! Nella trattazione di Charlie Francis tenendo conto dello sviluppo dellatleta si danno linee guide per mezzi di allenamento, intensit, tipi di periodizzazione (short to long oppure long to short), progressione dei mezzi di rigenerazione e sofisticatezza del piano nutrizionale e degli aspetti psicologici! Un esempio della miriade di schemi

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Oh, solo per questo schema serve una giornata di trattazione! RIPETO per chi superficialmente andato avanti: SOLO PER QUESTO SCHEMA serve una giornata di discussioni (e una raccolta pazzesca di dati ed esperienze..).

Esempio preso a caso (no, voluto!): distanza massima consigliata. Perch stare sotto i 150 metri per i 16enni (o di et inferiori)? Ovvio! Il sistema lattacido di un uomo matura dopo i 20 anni mentre la finestra (la seconda) di opportunit per lo sviluppo della velocit avviene tra i 12 e i 16 anni. Oh, con tanto di grafici e schemi ci sono delucidazioni pure per questo aspetto Cosa centra il doping? Semplicemente si pu essere daccordo oppure no.

S, lo so, avete visto ragazzini fare ripetute con le chiodate sui 500 metri e vi stupite come stallino nella loro VMax a 17-18 anni progredendo molto nei 400 metri ad inizio carriera per poi non avere pi progressi e addirittura passare il tempo a recuperare da infortuni piuttosto che allenarsi. Ammettendo che avessimo ragione, perch un coach italiano non debba avere uno schema equivalente e quindi giudicare da s se andare oltre i 150 m oppure no? Certo, ci sono qualche linea guida su balzi, rapide e via dicendo ma alla fine della fiera non esiste assolutamente un lavoro organico in materia presentato in Italia.
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Secondo esempio e tagliamo questo primo aspetto:


Volume

Intensit

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I numeri indicano gli anni di carriera dellatleta (presumendo incominci da ragazzino). E un grafichetto facile da comprendere e interpretare. Data la sua semplicit e credibilit, nel 2007 ebbi a dire che si ritagliava perfettamente su Collio. E che quindi avrebbe toppato il 2008 visto i presupposti dello schema (presumendo sia corretto in linea di principio seppure non in assoluto ma non questo il punto). Ma tutto questo perch volevo male al buon Saimon? No! Uno crede in qualcosa e prova a capire se ha ragione! Dopo una stagione con infortuni (significando che il corpo non ne voleva pi di quei carichi) una riduzione dei carichi ha condotto a quella meravigliosa batteria di Osaka che.. tutti sappiamo il grosso rammarico! Con vento a favore (e non brutalmente contrario) e senza una frenata nel finale degna di unentrata nella corsia dei pit stop quanto avrebbe corso? Dieci netti? Ecco Nel 2008 cosa fece in allenamento? Vedi grafico per la risposta, ops! Domanda Cosa centra il doping con queste cose? Niente O si contrari a queste idee o a favore oppure fify/fifty (o altre proporzioni). Il resto fuffa di chi ritiene che per allenare basta leggersi novella 2000 (old version..) e non confrontarsi.
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Periodizzazione annuale Dopo aver chiaro il big picture sulla periodizzazione pluriennale, visto che poi bisogna essere pratici, un piano di allenamento di allenamento bisogna scriverlo oppure no? Avete mai visto linee guida di una cert seriet in Italia? Certo! Delle tabelle (schedule) di sicuro ma la logica sottostante? Con Charlie Francis ci sono discussioni su short to long e long to short. I termini sono incomprensibili? Fate come noi, traducetevi gli articoli, i libri e interpretatevi gli schemi! Anche qua: cosa centra il doping nel prevedere programmi di allenamento in cui si incomincia la preparazione con lunghe distanze (anche 600 m) oppure si lavora sullaccelerazione e sugli split run? Oh, esistono anche versioni ibride ma il punto questo: questi criticoni hanno idea della figura barbina quando chiamano in causa il doping? Come dire che tutti coloro che in Italia incominciano la preparazione con dei 300 metri corsi al 75% e la terminano con prove al 95% dopino gli atleti.. Nemmeno un genio ne comprenderebbe il legame sul tipo di progressione (s, rispondo a questi sapientoni lacch, short to long e long to short riguarda il modo in cui far progredire intensit e distanze in allenamento.. un concetto talmente altisonante che non pu che richiedere del doping). Polemiche ed evidenze a parte, con Charlie Francis si trovano 4 schemi-esempio sullargomento (short to long oppure long to short) con relativi grafici per far comprendere le proporzioni tra i differenti lavori intensi. Quindi, deduco che discutere sul fatto che ci siano atleti che tollerano (tra i lavori intensi) lavori intensissimi (30-60m) meglio di altri (che possibilmente sono portati per quelli pi lunghi tipo 150-600m) non possa che implicare il doping!

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Anche qua la logica sfugge perch deve essere notorio che non possono esserci velocisti con attitudini differenti. Oppure no? Oppure il doping serve a capire questo arcano mistero? E come sempre la logica goes to south (va a putt) quando uno si chiede come mai Tumi (un toro di velocista) debba allenarsi alla stessa maniera di Riparelli (problemi fisici accumulati nel tempo a parte, pi pantera e meno torezza) o viceversa! E il fatto stesso che debbano allenarsi differentemente cosa centra con i discorsi di questo tipo di interventi che servono solo a turbare i sonni e le giornate del prof? Chiaramente a niente.. o forse a qualcosa! Per intenderci per quanto riguarda la periodizzazione e programmazione secondo Charlie Francis degli allenamenti ho dedicato (con una miriade di schemi e grafici) 78 pagine allargomento.. Prendo alcuni schemi a mo di esempio per dirimere la questione ancora su questo aspetto.

EMS 6 sessioni

EMS 6 sessioni

Rec. Accumulazione 3 weeks Intensificazione 1w Mantenim. 2 weeks

3 weeks

3 weeks

300 f.c./wk 240 f.c./wk 200 f.c./wk

Riguarda lo schema dellSPP1.


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Si osservi luso degli EMS e tenendo conto che Charlie Francis allena sempre ad alte intensit, si comprende che laumento dei carichi di allenamento durante il macrociclo sia ascrivibile al volume (piccola nota: nella seconda parte il volume stalla prima rispetto alla prima, lo schema una palese semplificazione). Ci premesso, cosa centra il doping con questo schema? Per caso solo perch si prescrivono scarichi e riprese di volumi di allenamento in maniera dolce (non repentina) bisogna rifiutarsi di seguirlo per partito preso? Si possono avere idee differenti ma con tutta la volont di questo mondo non si pu capire come questi suggerimenti siano inficiati dal doping! E infatti, interpretando per benino il grafico e la logica del recupero dei vari sistemi corporei (nonch unosservazione attenta della tecnica, allenamento dop o allenamento) si capisce perch molti si infortunano dopo blocchi di allenamento intensi o dopo le gare! Quindi mia opinione che lo schema denota un iper buonsenso visto i risultati nefasti di italica memoria! Il doping , il doping.. Dato che vogliamo abbondare, uno schema classico proposto dal canadese ovvero la periodizzazione che port Ben Johnson al WR a Roma 87.

TRAINING C ott. nov. dic. gen. feb.

w i Rc R mar.

TRAINING C apr. mag. giu. R

T R lug.

w C R CR c ago. set.

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Ops,

siamo

nel

cuore

del

problema,

ora

possiamo

divertirci!

Ben Johnson era dopatissimo e quindi dietro questo schema si devono nascondere gli steroidi! Game-Set-Match? No, my dear baby! Sforzati e osservalo per quello che . Cosa dice? Che prendeva steroidi? E dove vedi la formula chimica? Dai, la do io la risposta! Si vedono due cose (ok, copiate e poi prendevi lidea.. tanto da anni fate cos): 1) Che ogni blocco di allenamento minore rispetto al precedente; 2) Che andando avanti nel programma, i mini blocchi di rigenerazione sono via via crescenti per numero! Seguendo la logista doperista ovvero di coloro che vedono solo formule chimiche sopra le idee di Charlie Francis (insomma, Homer Simpson vede solo scimmiette o criceti che girano la ruota quando prova a ragionare.. questi legami chimici invece!), un atleta dovrebbe caricare soprattutto a maggio-luglio per essere al top ad inizio agosto! Non vale! Mi metti in bocca ci che non ho mai affermato! E allora invece di blaterare fate un discorso serio e non legato ad un less is more che non comprendete! Venendo al secondo aspetto della questione, questo spiega tante cose e riguarda aspetti che ho trattato in un mio articolo su cui non mi soffermo qua. Con Google si pu trovare, sforzatevi.. Ma come vedete, lo schema di Charlie Francic c e canta. Ed io sono andato a vedere come nel tempo diversi tecnici si sono organizzati e teorizzato schemi o come gli studiosi (vedi Suslov) hanno esaminato gli schemi di allenamento dei campioni. Ma i genialoidi di turno in questi trentanni cosa hanno fatto in Italia? Zeru tituli potrebbe essere tradotto e interpretato in siciliano con un bello
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sta funcia!.

Programmazione Veniamo al sodo della questione, al famigerato schema HiLo (ovvero microblocchi di allenamento in cui a giornate intense si alternano quelle leggere). O se preferite hard-easy (HE). Quali sono i presupposti scientifici di questa idea? Beh, gli studi (vedi pure Siff in merito al recupero del sistema nervoso periferico) mostrano che il recupero di certi allenamenti avviene (e non in maniera completa in tanti casi) nellarco di 3 6-48h. Oh, sarebbero due giorni, che coincidenza! Esiste un memorabile articolo del prof. Verkhoshansky che mostra risultati analoghi ma spero che i nostri campioni del pensiero si prendano la bega di cercarlo sulla rete (sforzatevi, i polpastrelli non si usurano n leggere ogni tanto qualche buon articolo non fa male alla testa). Vale la pena cercarlo, trovarlo e studiarselo. A questo punto sparo le mie cartucce: 1) In Italia Verkhoshansky un esempio ma ricordiamo che un sovietico. Ma nessuna persona di buon senso penserebbe di derubricare i suoi risultati alla voce doping URSS mi pare che esistano risultati consolidati sugli effetti ritardati di adattamento a lungo termine e sullefficacia (e controindicazioni) della pliometria (e nella fattispecie dei salti in basso); 2) Il lavoro di schematizzazione di ampie e rapide si basa su studi di Tabachnik quindi di ex sovietici.. da qui a negarne la valenza ne passa seppure la loro applicazione apparsa al quanto inutile e inefficace (perdere tempo con certi volumi di schemi motori errati non stata una grande idea). Anche qua: la squola italica di sprint basandosi su questi studi come dovrebbe essere tacciata? Non sono cos stupido da fare un balzo concettuale cos ridicolo, un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per lumanit lo lascio allimmortale N. Armstrong.
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3) La schematizzazione del microciclo che prevede due giornate consecutive intense in cui nella prima si curano maggiormente gli aspetti alattacidi (di sprint) mentre nella seconda quelli lattacidi che da noi stata tradotta (sul campo) in una sequenza che prevede sprint il primo giorno e resistenza alal velocit il secondo (o meglio, la capacit di reiterare sprint.. anche se ad onoro del vero viene anche chiamata resistenza veloce ma anche in questo caso il nome non rispecchia la realt) la si trova benissimo nellesperienza sovietica (leggetevi V. Platonov in Allenamento sportivo: teoria e metodologia, ad esempio a pagina 160 di questo). Chiaro, uno dei tanti schemi possibili (spesso per in altri sport che non siano latletica leggera) per leggendo meglio il libro si capisce che dopo due sedute con questo carattere estensivo servono pi di 24 ore dopo la terza seduta (carattere aerobico in Platonov) per recuperare. Diciamo che cos operando servono microcicli di 8 gg per reggere la baracca. Quindi, se di doping bisogna parlare si deve raccontare per intero la storia. Il problema (premettendo che nel caso di Vittori e della squola per le troppe mancanze non si pu parlare di sistema ma di frammenti e che quindi tratteremo in questo caso solo laspetto della programmazione dei microcicli) che se uno si allena con una seduta in cui fa pesi in modo massacrante, poi plio estensiva e infine 1000 metri di sprint allora il fattore recupero va considerato in maniera particolare. A fronte di 2 torelli (beh, in 30 anni qualcuno si trova) il resto degli atleti sar schiacciato da uno schema assurdo. E lassurdit sta nel fatto di allenarsi in maniera intensa anche il giorno dopo! Non solo il corpo umano non recupera in genere nellarco di 24 ore ma molto spesso la costanza nellallenarsi in maniera intensa in modo scoordinato (s, la fatica scoordina i velocisti) conduce ad una maggiore incidenza di infortuni (stiramenti, problemi articolari e via dicendo). Domanda: allora Charlie Francis ha scritto sulla pietra che bisogna allenarsi intensamente in giorni alterni? da fessi credere ad una cosa del genere e infatti non lo ha scritto.
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Ma sappiamo che il mondo (beh, basta vedere il fatto che il 50% degli italiani vuole ancora l nonostante sia la causa del massacro della nostra economia.. ma che ci possiamo fare? Loro sono fuuuuurbi) pieno di fessi, in ogni campo concettuale. Lo stesso Charlie Francis prevede allenamenti intensi in gg consecutivi e spiega che si possono fare i pesi prima! Ma ovvio che esistono i distinguo e se uno si allena estensivamente in una giornata allora deve recuperare almeno 48 ore prima di poter affrontare unaltra giornata estensivamente intensa. E ci non dipende dal doping. E ovviamente ci non implica che il giorno dopo una seduta di sprint pi pesi non si possono inserire elementi intensi (pensiamo ai lanci, ai balzi) perch le sedute si influenzano le une con le altre e alcuni elementi di potenziamento possono influenzare positivamente alcune esercitazioni nonostante al stanchezza di alcuni

sistemi corporei. Schema mirabile di Charlie Francis:

Da osservare le giornate pari (quelle low per intenderci o easy che dir si voglia). Che andamento hanno? Wow! Prima crescano di intensit perch ad inizio preparazione latleta incomincia ad entrare in forma e migliora le sue capacit di recupero. Ma dopo che la fatica si accumula e le intensit delle sedute hard arrivano a certi livelli (leggasi tempi in allenamento) allora il recupero delle varie
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sedute intense diventa pi arduo e quindi bisogna tagliare il lavoro intenso delle sedute leggere (balzi, lanci, forza generale e via dicendo). un concetto di un dopatore? no! quello che ognuno ha osservato in 2 mesetti di lavoro. S, servono due mesetti con due atleti e si capisce la cosa. Strano che in 30 anni non lo abbia scritto nessuno in Italia. E questo perch anche in questo schema ingrandendo con lo zoom si legge la formula chimica degli steroidi.. Insomma, puzza pure questo. A questo punto riporto la chiosa del mio capilo sulla programmazione (quindi se doveste trovare delle ripetizioni di concetto.. beh, fatevene una ragione, un copia incolla!).

<< Charlie Francis esprime bene cosa significa programmare. Ovvero: 1) Comprendere il percorso dellatleta ( ragazzino? intermedio? avanzato?). Ci conduce a decisioni che, tendendo conto del pregresso, influenzeranno il futuro. 2) Comprendere le caratteristiche di un velocista. esplosivo ed ha bisogno di esercitazioni pi rabbiose e quindi pi portato per la forza e il lavoro esplosivo in generale? Oppure un atleta pi da pliometria e prove lunghe? 3) Capire punti di forza e deboli (tecnici, atletici e fisici) e costruirci sopra un programma annuale di massima. 4) Stabilire una schedule che tenga conto della capacit di tolleranza dei carichi da parte dellatleta e del processo di recupero dellatleta, che dinamico e non fisso (ad esempio non si pu pensare che serviranno sempre 3 gg per tollerare tot carico). La capacit di recupero (e di tolleranza dei carichi) influenzato dal periodo dellanno, dallaccumularsi di carico sistemico, dallintensit degli allenamenti o dal periodo gare e dalle condizioni di vita (stress sociale). Ovviamente i mezzi fisioterapici aiutano ma ovvio che il discorso che si vuole
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esprimere che lo stato di forma e di recupero dellatleta cambia nel tempo e quindi i microcicli dovranno tenere conto di questa cosa. E inoltre.. 5) ..inoltre le sedute dovranno essere disegnate sempre in unottica generale ovvero guardano al piano di allenamento. Una seduta non clou non pu danneggiare (ad esempio con un grosso impegno) quelle clou. Inoltre la seduta dovr sempre essere monitorata ed eventualmente modificata se il recupero dellatleta dalle precedenti non dovesse essere pieno oppure se latleta dovesse raggiungere risultati eclatanti. 6) Bisogna pure considerare che gli elementi del training di una sessione devono essere disegnati in base alle caratteristiche dellatleta, in modo: a) da favorire sempre la parte principale (in linea di massima, per la maggior parte del tempo sono i lanci per i lanciatori, i salti per i saltatori e gli sprint per gli sprinter ovviamente) della sessione; b) da farlo progredire. Charlie Francis ha delle preferenze spiccate da cui i due esempi classici (pi varianti a tono). Per esempio Opzione 1 Sprint+pesi Tempo Sprint+pesi Tempo Sprint+pesi Tempo Rest Oppure Opzione 2
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Sprint+pesi Tempo Tempo Sprint+pesi Tempo Rest Una terza opzione potrebbe comprendere il terzo giorno power drills (dollies, skip balzati, sprint balzati, tempo run intensivi -> Spec End). Ma nei suoi scritti si evince che possono esserci varie opzioni. Oppure Tellez nellesempio preso da Burrell Luned SE Marted partenze Mercoled 90, 80, 70, 60 + plio (boxes) Il gruppo dellMVP a Lignano prima di partire per Daegu in due sedute consecutive ha utilizzato lo schema delle prime due sedute ovvero (per la Fraser): Giorno 3x120 Giorno 5x50
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I pesi per la parte inferiore sono stati svolti nel secondo giorno (dopo gli sprint se non ricordo male). In alcuni schemi di John Smith si propone: Giorno 1 Spec End Giorno 2 partenze Giorno 3 SE oppure Speed Con i pesi splittati. E pure altre combinazioni Chi ha ragione? Tutti e nessuno! Ci sono varie tipologie di atleti e quindi programmi diversi possono ritagliarsi bene per alcuni e non per altri. E poi bisogna tenere conto che la pratica applicazione pi importante di tanti schemi (che sono utilissimi comunque). Ogni programma deve avere insomma della logiche importanti e consistenti. Per esempio la cura dello stato di recupero dellatleta, le progressioni sostenibili nel tempo (senza salti di intensit tra i diversi blocchi), la cura della tecnica sin dallinizio, unattenzione maniacale alla fase di realizzazione e taper sono i tratti comuni a tutti i sistemi di allenamento di successo. Gli esempi riportati sono tanti e variegati: da Charlie Francis ideatore del concetto dei 100 metristi come dragsters a mister 400 metri (Clyde Hart). Gli approcci sono spesso differenti in toto tra di loro ma penso servano per dare idee di massima.
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1) Charlie Francis e Dan Pfaff curano maniacalmente la partenza, l'accelerazione e i meccanismi sul lanciato. I programmi in sala pesi di Dan Pfaff sono pi "moderni" ed eleganti (si formato un decennio dopo rispetto al canadese). Il canadese impiega la pliometria ai minimi sindacali mentre Dan Pfaff ne un sostenitore. Per il traino, Charlie Francis ne un grande sostenitore (con i vari tipi di isorbic) mentre nei programmi (e video del tubo) non si vede traccia di questo tipo di esercitazioni in John Smith; 2) gli approcci sui 400 metri tra Smith e Hart hanno delle similitudini ovvero volumi contenuti e intensit non eccessive. Molta enfasi posta sui 350 m (prove per atleti di alto livello sopra i 40" con sforzi ovviamente sub max). 3) Ogni sistema ha una sua logica di fondo. Per esempio Smith e Hart hanno avuto successi con 400isti con doti di velocit incredibili (Watts, Lewis, Perec, MJ e un po' meno Wariner ma pur sempre veloce). Ma questo suggerisce alcune cose di notevole importanza: non esistono i programmi validi al 100% (temporalmente). Molto spesso il successo di un programma deriva dalle basi (anche sbagliate) ricevute da programmi precedenti. Questa una parte del training pluriennale spesso sottovalutata ma che meriterebbe le maggiori attenzioni. Per esempio posso ipotizzare ragazzi che dopo i 16 anni anche se portati per i 400 metri curino i 100 metri (per avere potenza) e il lavoro generale da 400 metrista (volumi di tempo run estensivo, prove di strength endurance); successivamente potrebbe curare meglio i 200 metri utilizzando prove di Special Endurance 2 (350-600 m) e solo succesivamente potrebbe specializzarsi (quando il suo sistema lattacido pienamente sviluppato e le doti di velocit sono prossime a quelle massimali) nei 400 metri. Da questo punto in poi si potranno sviluppare i successivi (al primo) cicli olimpici ondulando le priorit dai 200 metri (velocit) ai 400 metri. [] Quindi sappiamo che gli allievi di Smith si allenano prima in sala pesi e poi in pista ma il lavoro in sala pesi non di tipo "hard"(anzi) e molto spesso trattasi di
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sedute che molti atleti classificherebbero come "riscaldamento". Oppure il fatto che Charlie Francis facendo seguire i pesi al lavoro di sprint debba prevedere il giorno successivo una seduta leggera (di tempo e forza generale). Se invece si distribuiscono gli elementi intensi durante il ciclo settimanale e con volumi non elevati ci si pu allenare anche pi giorni consecutivi in modo intenso. Quindi se corressi 2 x 600 m (seduta intensa s ma non come un 2 x 4 x 60 m) pi pesi in modo contenuto (riscaldamento squat, sollevamento olimpico e panca ovvero cura della parte superiore), il giorno dopo posso prevedere una seduta pi intensa (ad esempio salite o accelerazione) rispetto ad una di tempo run. Oppure si possono fare drills tecnici un giorno oltre ad un sollevamento olimpico e sprintare con pi impegno il giorno successivo. Ancora: una decisione presa oggi ha delle implicazioni sia a breve (seduta) sia a media (giorni) sia a lungo (ciclo annuale). Il famoso big picture da analizzare ogni volta. Un altro appunto che rende giustizia a questa mole di informazioni: aiuta a comprendere il fatto che gli allenamenti non sono solo sprint o squat ma prendono in considerazione varie sfaccettature. Per esempio da Charlie Francis prima e poi con gli scritti di Pfaff e Shaver sappiamo che un posto importante nel training bisogna darlo al lavoro generale. Quanto lavoro generale (forza generale, tempo, flessibilit dinamica ovvero mobilit, terapia, core training, rudimentals) si prevede nei programmi? Questa cosa va valutata con atleti di un certo livello. In ultima analisi: gli esempi dei programmi mostrati non servono come copia-incolla dei propri e probabilmente nemmeno come ispirazione.
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Come prima cosa sono una sfida nel comprenderne a tavolino le ragioni e logiche di fondo. Come seconda cosa, molto spesso sono esempi (eleganti) di come grandi coach sviluppano il loro training prevedendo progressioni lungo i mesi. Alcuni esempi: - Hart progredisce nelle prove di overdistance riducendo le distanze (e quindi incrementando lintensit) mentre per i 200 e 350 m progredise a gradini variando nel ciclo solo la pausa (che via via si riduce). - Charlie Francis fa progredire i programmi nello short to long allungando la distanza di accelerazione. La sfida comprendere se le varie distanze sono comunque tollerabili da parte dei vari atleti (su base costante); - negli esempi di Tellez la componente Long to Short delle prove di Spec End evidente.. Un tecnico pu elaborare progressioni originali, ritagliate sulle esigenze dei propri atletia anche attingendo agli esempi proposti sulla ciclicizzazione dei carichi in sala pesi (pur sempre modi di far progredire i carichi). Cos per esempio se pu progredire nei 60 m (distanza di accelerazione) ogni 10 gg si possono inserire sedute intermedie (ad esempio con distanze inferiori), ciclicizzando insomma lintensit. Gli esempi sono infiniti. E in questo spazio pare non ci sia niente da dire su come tanti e tanti ragazzi italiani si siano allenati in questi 30 anni. Velocemente ci che penso: 1) ad inizio carriera probabilmente lincremento dei valori di FExpl e FReatt aiutano fortemente il miglioramento delle prestazioni; 2) corollario al punto 1) che bisogna stare attenti a spremere i ragazzi in determinate annate e quindi vedere sempre in prospettiva (molte volte capitato che nellanno successivo al boom arrivato linfortunio grave);
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3) gli atleti di super talento evidentemente rispondono meglio a programmi totalmente differenti da quelli italiani classici; 4) densit pi elevate e pesi prima degli sprint (non come in Italia da programmi degli anni 90 ovviamente) forse permettano una migliore innervazione (reclutamento muscolare) e quindi aiutano la performance anche in forti velocisti; 5) corollario al punto 4) che anche in questo caso lincremento di intensit (miglioramento delle performance) costringe a variazioni nellallenamento; 6) molti atleti beneficiano di lavori lattacidi prima di lavori brevi. Interessante comprendere lesperienza dei velocisti di college americani che molte volte arrivano al PB sui 200 m dopo una gara sui 400. Negli schemi di Tellez e Smith abbiamo visto questa cosa in giorni differenti e sappiamo pure che nel taper, giorni prima della gara clou, Carl Lewis correva in allenamento un 400 m. Pfaff interessato del problema dal punto di vista fisiologico (come abbiamo visto) ma anche questa considerazione ci dice come i settaggi Short to Long e Long to Short vanno sempre predisposti in base al livello e attitudini degli atleti. Esempio: se ho un atleta che dopo una prova con lisorbic migliora nelle successive prove oppure che il suo SN viene eccitato dopo alcune rps di power clean o lanci oppure da pesi eseguiti nei gg precedenti come possiamo considerarlo allo stesso livello di un atleta che invece reagisce bene a prove lunghe per dare il meglio in quelle successive (brevi)?[..] Morale I coach devono avere in mente sia il piano annuale sia le prospettive future di ogni allievo. Compito della programmazione annuale quello di individuare gli obiettivi e quindi dettagliare le qualit che si vogliono enfatizzare di volta in volta. Ma sino a questo punto ci siamo e ne abbiamo discusso allinfinito. Ci che spesso sfugge nelle varie discussioni il modo con cui diversi tecnici
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interpretano i diversi cicli (e sotto cicli o mesocicli che dir si voglia) di allenamento e di come settano i vari microcicli (espliciti ed impliciti). Si spendono tante parole sulorganizzazione dei microcicli ma il succo, la domanda pu essere invece rivolta in questa maniera: come interpretano gli allenatori e conducono alle sedute di picco? Qual quella esercitazione o seduta che favorisce la successiva (che si considera focale) per quel periodo di allenamento? Quante sedute cardine sono previste (o auspicabili) per determinati periodi? Queste sono importanti domande a cui ognuno (anche indirettamente) deve darsi una risposta. Corollario a queste considerazione ci sono quelle che riguardano come progredire (frequenza implicita, vedi programmazione day-by-day). Per Charlie Francis un atleta di livello stimola abbastanza il SN per cui i pesi sollevati il mercoled aiutano la seduta del venerd (ad esempio). E pi avanzato latleta pi lo stimolo si prolunga nel tempo*. Anche lorganizzazione della seduta serve per svolgere al meglio la componente pi importante. Altri coach (vedi Tellez, Doc Patton, Smith) inseriscono pure esercitazioni di Special Endurance [] Charlie Francis in tal senso spiega che per gli atleti di alto livello (che stanno bene fisicamente) allenarsi al 95% permette di recuperare (via via, la forma) o meglio, continuare con gli allenamenti. Supponiamo di prendere uno schema simile Giorno 1 Spec End (ad esempio 400, 300, 200) + UB Giorno 2 Accelerazioni (ad esempio 3x30, 2x50) + LB
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il

giorno

prima

una

seduta

intensa

(sprint

brevi).

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Giorno 3 Tempo Giorno 4 UB+Drills Giorno 5 Speed + LB Giorno 6 Tempo Progredendo nel mesociclo come si potrebbe variare lallenamento? Ad esempio Giorno 1 Spec End/SE (ad esempio un classico 300, 200, 100) + UB Giorno 2 LB+Tempo Giorno 3 Accelerazioni (ad esempio 5x50) Giorno 4 UB+Tempo Giorno 5 Resistenza alla velocit (si allungano le distanze rispetto alla seduta della I settimana del ciclo)+LB Giorno 6 Tempo Come si vede, via via che gli elementi consistenti diventano pi ardui e quindi una loro maggiore separazione temporale potrebbe permettere di allenarsi sempre con 3 sedute intense. Il lavoro con i pesi LB del marted potrebbe essere leggero (wu di squat e OLs) in
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maniera da non stressare la successiva seduta di accelerazione. Il volume ridotto delle esercitazioni permette comunque di essere al top il venerd (lavoro di velocit o resistenza alla velocit). Le filosofie possono essere differenti ma penso che il senso bisogna vedere ci che si ritaglia al meglio per i vari atleti e come settare le sedute in maniera da prevedere progressioni plausibili nel corso delle settimane. E il tutto capendo come le varie sedute si stimolano (o danneggiano) a vicenda avendo sempre in mente quali considerare pi importanti. Potendo riassumere: 1) ogni seduta va affrontata con un recupero tale che permette di svolgere con un minimo di qualit il lavoro programmato. Per minimo va inteso anche un valore elevato ma comunque uno standard (per CF il 95% in generale); 2) ogni seduta va affrontata con uno stato di recupero che permetta di minimizzare il rischio infortuni; 3) ogni seduta va affrontata (e quindi nello specifico pure ciascuna sessione o parte di sessione) con il giusto tono muscolare e nervoso. Da cui le differenze tra i lavori di Charlie Francis e Tellez ad esempio. Un velocista di livello olimpico molto potente stimola in sala pesi il suo sistema nervoso cos tanto che pu ricevere benefici per giorni a seguito di sollevamenti. chiaro che in questo caso il sistema di Charlie Francis in cui si alternano sedute pesanti (sprint pi pesi) con sedute leggere (tempo e lavoro generale) pu coesistere benissimo. Ma se si pensa di stimolare differentemente gli atleti (splittando il lavoro) oppure che una seduta full (per volume) di sprint in pista e di pesi (parte superiore e inferiore) in palestra sia eccessiva allora splittare il lavoro oppure trovare soluzioni accomodanti (split per i pesi per esempio e non solo per il lavoro in pista) la soluzione pi intelligente (efficiente). Per questo nessuno esclude a priori il fatto di sollevare prima degli sprint e/o balzare. Come al solito: se si accelera meglio perch avere aprioristicamente idee differenti e non cambiarle? Alla fine della fiera lo stesso Ben Johnson faceva
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panca prima di sprintare oppure il gruppo di Greene faceva Squat (non pesante, a mo di warm up) prima di sprintare. E lo stesso Charlie Francis inserisce lavori di BTA (Bounce, toss e acceleration) nella parte specifica del warm up oppure lisorbic (vedi avanti) per stimolare le capacit di accelerazione. Ovviamente il tono muscolare tra lavori di accelerazione, velocit e resistenza alla velocit o speciale differente di volta in volta. Ma qui entriamo nel fino (che infine larte di allenare); 4) ogni seduta deve avere chiari i focus tecnici (pochi e non contrastanti) e il giusto approccio psicologico; 5) infine, come scritto tante volte, ogni seduta va visto nel suo contesto generale e mai in maniera disgiunta.

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Posso aver sintetizzato male e scritto fregnacce ma sfido chiunque a trovare le formule chimiche in queste considerazioni.

Oh, fine? Jamais! Prendiamo ad esempio la tecnica. I sostenitori del caccia alluntore come distinguerebbero la tecnica e la relativa didattica di un dopato da un atleta pulito? Con tutti gli sforzi di questo mondo non ci arrivo.. sar tonto io? Nei suoi libri Charlie Francis d una trattazione completa su come concepire la tecnica, la rilassatezza, la didattica e ovviamente i motivi. Spiega benissimo i concetti che io definisco rumori residui, il concetto di forza netta (relativamente alla rilassatezza) e dellanticipazione motoria nel gestire la tecnica. E tutto questo oltre alla mera spiegazione di come settarsi sui blocchi, su cosa focalizzarsi in partenza, accelerazione e lanciato e a schematizzare la biomeccanica!
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In pratica in Italia un dialogo, un articolo sulla tecnica dello sprint (ecco, un altro punto della discussione) non lho mai letto. E non mi riferisco a Di Mulo quando afferma che la flessione della spalla in accelerazione la mera conseguenza riflessa della spinta dei piedi a terra (ok, il contrario ma non soffermiamoci su questi piccoli, insignificanti particolari che rendono la vita di un coach di provincia molto pi ardua perch alla fine nemmeno lui sa come si deve allenare questo o quellaltro aspetto). Mi riferisco al semplice fatto che la tecnica viene spiegata nelle sue componenti (seppure elementari) biomeccaniche, neurofisiologiche e quindi c una sua descrizione e una proposta di didattica. Altrimenti non saremmo stati anni ad ascoltare il consiglio dello step down per avere lo stepping over. E sia chiaro: non una frase ad effetto per colpire il lettore! Qua non siamo in discoteca dove vogliamo rimorchiare qualche bella ragazza! Personalmente sono interessato al training e il resto non mi interessa. Ritornando alla seconda parte, cosa centra il doping con tutte queste cose? Perch da Charlie Francis in poi esiste la tecnica del moderno sprinter? Purtroppo i meriti ci sono e gli vanno dati. Che poi ci sono state le evoluzioni prima dellHSI (con Greene soprattutto) e poi dei Jamaicani (su tutti Asafa Powell) un altro conto. Prendiamo questa figura:

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E di converso questa:

Oppure:

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Dove vedete il doping? Perch hanno le mani larghe? Si vedono tante ragazzine con posizioni alla Ben Johnson e che non riescono a sollevare nemmeno un bastone di una scopa! Il problema perch dovrebbe essere di Charlie Francis? Ora guardate questa immagine:

Didattica della clearance dai blocchi. Da noi insegnano a spingere contro i blocchi mentre Charlie Francis non lo fa. Ne deduco che per smontare punto su punto il suo sistema che la sua didattica (della prima mano) sia inficiata dal doping o no? Ecco, un altro santo quantico del mio pensiero. E tutto questo senza citare lo step back.. Infine Charlie Francis spiega pure la differenza di meccanica in base alla velocit (e direi allo stato di affaticamento).

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E un suo mantra! E questo ha ripercussioni fondamentali sulla strat egia di allenamento, delle singole sedute. Ancora: in Italia si aperto un discorso relativamente a questa cosa? Ci sono discussioni in merito? Se qualcuno lo conosce che faccia un fischio. Ma chiaramente mica si pu discutere di biomeccanica in base ai differenti livelli dellatleta n dello stesso atleta in condizioni di stanchezza perch altrimenti dovremmo citare il doping e in questa stessa figura vedere le famosi formule chimiche. Certo, gli articoli si trovano in Italia ma dove sta il discorso generale? Cosa si insegna ai coach? E comunque mai riferito ad una strategia generale. Nota curiosa: nel mio libro la parte dedicata alla tecnica supera abbondantemente le 200 pagine (la parte di circa 300).
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Rigenerazione Ultimo argomento dei pi potabili.. la rigenerazione e il recupero che poi viene sbeffeggiato dallarticolo (non comprendo i motivi n la fisiologia dietro queste affermazioni.. bah). Charlie Francis ha dedicato intere trattazioni sullargomento (s, chi fa la sauna sicuramente si dopa) e.. non voglio dilungarmi sullargomento e quindi mostro uno stralcio di una figura da lui elaborata (un pezzo, compratevi il libro!).

In poche parole, spiega le priorit (i numeri indicano questo!) sui massaggi da fare (la loro collocazione temporale), il tipo (deep, assists in..). Non vi piace? Vi fa schifo? Fatemi vedere in Italia uno schema simile (e per simile intendo che tratti lo stesso argomento)! Ecco, farsi massaggiare cosa da dopati ahim e la cosa nota pure su Orione. Ma visto che qualcuno, con due neuroni non scollegati si trova, guardando lo schema capirebbe che si parla pure di aspetti finanziari, ma va, chi lo avrebbe mai detto?
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Charlie Francis si riferisce pure agli squattrinati sprinter italiani che non hanno unassistenza terapeutica 16 ore al giorno? E come possibile visto che i nostri sono puliti? Misteri da kazzanger!

Conclusioni Le conclusioni sono semplici. Ripremetto che non ho nulla contro il prof visto il profondo rispetto che ho per gli anziani e le persone che hanno messo (e mettono) passione in ci che fanno (e hanno fatto) e che i cortigiani farebbero meglio a studiare.. Ma tolto questo non pu che criticarsi questo atteggiamento superficiale. E non perch parliamo del migliore allenatore di sprint all of time ma perch discutiamo di idee. E le idee sono tali, senza colore. Il fatto stesso di parlare di metodo e non di sistema denota la mancanza di visione del problema. E visto la mancanza di visione si capisce bene perch questo movimento ha totalmente distrutto 6 generazioni di sprinter (sei per cinque uguale trenta). E badate bene per chi avesse saltato lintero articolo: non sono entrato nel merito di nulla! Non ho parlato della stravaganza di ampie e rapide, di assurdit metodologiche relative alla pliometria (basta vedere quanti nel centro Italia, ad esempio, si sono operati ai piedi mentre Francis vanta allattivo un numero inferiore a zero.. lo so, state pensando alla meccanica quantistica e quindi al gatto mezzo vivo e mezzo morto..) oppure al lavoro in sala pesi che poteva essere preso da un film di Dario Argento.. E di tecnica? E di periodizzazione con i tecnici che non sanno nemmeno di cosa si tratta (con i ragazzi non si periodizza? ma ne sei sicuro? Non penso che micky mouse parlasse di periodizzazione!)? Non ho discusso di niente di tutto ci!

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Semplicemente fatto notare che parlando di sistema e volendosi confrontare bisogna mettere sul tavolo le proprie idee. Lo so che sono poche e quelle che ci sono anche confuse ma chi vuole discutere deve fare ci.

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