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Il Sole-24 Ore

Luned 29 Marzo 2010 - N. 87

Welfare
LEPROIEZIONI2010-2050

Lelaborazione. La Ragioneria aggiorna


le stime sul tasso di sostituzione

Il sistema. La crisi pesa sulla previdenza:


grazie alle riforme garantita la stabilit

Le previsioni

LA SIMULAZIONE

Andamento delle principali grandezze previdenziali nel periodo 2010-2050

IL NUMERO DI PENSIONATI (in migliaia)

LA SPESA TOTALE (miliardi di euro, prezzi 2000)

LA SPESA SUL PIL (in %)


2010 2015 2020 2025 2030 2035 2040 2045 2050

16,00

2010

2015

2020

2025

2030

2035

2040

2045

2050

Et superiore a 65 anni

2050

2010

19.522

12.085

95.307 212.412 234.387 257.748 285.279 309.298 330.387 344.221 348.459

Et inferiore a 65 anni

15,75

TOTALE

TOTALE

15.812

21.452

15,50
15,25

3.727

Di cui:

15,00

Maschi

7.334

Maschi

Femmine

8.478

Femmine

14,75
14,50

1.933

Di cui:

9.913

Il dati di riferimento
Letabelleriguardanoun
dipendentedelsettoreprivato
eunartigiano,senzaconiuge
acarico.Iltassonominaledi
crescitadelPil,dal2010,
parial3,53%(inflazionedel
2%).Ladinamicadicarriera
lastessadellincrementodella
produttivit(inmedia,poco
menodell1,6%allanno)

11.539

Fonte: ministero dellEconomia e delle finanze - Ragioneria generale dello Stato

Solo il fondo pu salvare la pensione


In 40 anni assegni pi bassi del 30% - Per i giovani trattamenti integrativi indispensabili
Salvatore Padula

Gioved sar il primo giorno da


"ex" per molti lavoratori dipendenti
eautonomi.Il 1aprile,infatti, siapre
la finestra di pensionamento sia per
chiharaggiuntoirequisitiperlavecchiaia,siaperchihamaturatounanzianitcontributivadi40anni.Acontifatti,per un lavoratore dipendente
di65annichesitrovainquestultima
condizione, limporto lordo della
pensione potr arrivare fino all80%
dellultimo stipendio, quota che al
netto di contributi e di imposte progressive che incidono meno supererancheil90%.Checosa accadr,
invece, a un giovane neoassunto di
25-30 anni che, per ipotesi, proprio
gioved prossimo inizier la sua carriera lavorativa? Che cosa lo aspetta
nel2050,quandodopo40annidiattivit sar nella medesima condizione in cui si trova chi oggi accede
alpensionamento?
Labuonanotiziachequestogiovane potr dormire sonni (relativamente)tranquilli.Almenostandoalle ultime stime del ministero
dellEconomiasulletendenzedimedio-lungo periodo della previdenza
aggiornate agli andamenti demografici e macroeconomici del 2009
chediconocheilsistemagodediuna
salute accettabile, nonostante la crisi. Certo, molto dipender dalla crescita economica, ma ipotizzando incrementi nellordine dell1-1,5% lanno,laspesadovrebbemuoversisulivellisostenibili(trail14eil15%).
Tutto bene, quindi? Non esattamente. Perch, in agguato, c anche
lacattivanotizia:quandoquestogio-

vane avr compiuto 65 anni e andr


in pensione con 40 anni di contributi,il tasso di sostituzione dellaprevidenza obbligatoria ossia il rapportotralultimaretribuzioneelaprima
ratadellasuapensionesardipoco
superiore al 60%, che diventer circail70%netto.
In pratica, da qui al 2050, sempre
secondoicalcoliaggiornatidellaRagioneria dello Stato, le pensioni tenderanno a ridursi fino a punte del
30% rispetto ai livelli attuali. Con
unadoppiaconsiderazione:daunlatochequestesemplicisimulazioniriguardano un lavoratore "teorico"
che mantiene stabilmente loccupazione a tempo indeterminato per 40
annienonconsideranoeventualiperiodi non coperti da contributi o coperti solo parzialmente. Dallaltro,
che in ogni caso si dovr prima o
poi affrontare il problema della "tenuta" nel tempo del potere dacquistodellepensioni,oggispessogarantitodatassidisostituzionemoltoelevati,impensabiliperilfuturo.
Situazionecriticaancheperilavoratori autonomi. In questo caso
(lipotesisemprequelladiunanzianit contributiva di 35 o 40 anni e
unetdi63-65anni)iltassodisostituzione netto scender via via dallattuale90%al45-50%del2050.
Questi risultati sono il mix di diversifattori.Perprimacosa,cilmetododicalcolodellapensioneinteramentecontributivo, maanche anzi
soprattutto lapplicazione dei nuovicoefficientichevengonoutilizzati
per trasformare in rendita il capitale
viaviaaccumulatodurantelavitala-

vorativa(sivedalarticolosotto).
Le previsioni, naturalmente, dipendono da molte variabili, tra cui
pesa landamento della carriera: secondolaRagioneria,adesempio,dinamiche retributive "veloci" subiscono una flessione pi marcata del
tasso di sostituzione (quindi, pi lo
stipendio cresce, pi si amplia il gap
con la pensione). Decisiva sar, poi,
let al pensionamento. Si prenda il
lavoratore dipendente che raggiunge i 35 anni di contribuzione a 65 annidietpiuttostochea60:lariduzione dellimporto medio della pensione,rispettoal2010,avruntagliodel
20% nel primo caso, e di oltre il 30
nelsecondo.
Proprioperquestimotividiventano cruciali le successive elaborazioni del ministero dellEconomia. E
cio quelle che mostrano come solo
la combinazione tra previdenza obbligatoria e previdenza integrativa
potrridurrelenormedivariotraultimaretribuzioneeprimaratadipensione. Se il giovane neo assunto del
nostroesempioscegliessediversare
il proprio Tfr al fondo pensione, nel
2050, al momentodel pensionamento,sullabasedelleipotesidellaRagioneria,avrebbeunassegnocomplessivo(pensioneobbligatoria+integrativa) vicino all80-85% dellultimo stipendio. Lennesima conferma di come quello dei fondi sia il vero snodo
dellaprevidenzacheverr.
RIPRODUZIONE RISERVATA

www.rgs.mef.gov.it
Le tendenze di medio-lungo periodo del
sistema previdenziale

Il mosaico della copertura per chi lascia il lavoro

Lavoratore dipendente
Et
(anno
di nascita)
60(1950)
65(1945)
63(1952)
65(1950)
63(1957)
65(1955)
63(1962)
65(1960)
63(1967)
65(1965)
63(1977)

ANALISI

65(1975)

Il difficile equilibrio dei conti


di Elsa Fornero

arigorosaanalisidellaRagioneria Generale dello Stato


sullandamento della spesa
previdenzialeneiprossimidecenni si presta a una lettura in chiaroscuro:mentreinfattilasostanziale
"sostenibilitfinanziaria"dilungo
periodo del sistema ne esce confermata, si scorgono ombre sulla
sua"sostenibilitsociale".
La conferma della sostenibilit
finanziariarisultadallarelativastabilizzazione, almeno nel mediolungo termine, della spesa in rapporto al Pil e da un sostanziale
equilibriotraleentratecontributiveeleusciteperpensioni(alnetto
della spesa assistenziale); le ombre sulla sostenibilit sociale riguardanoladeguatezzadellivello
delleprestazioni.
Ilcollegamentotraidueaspetti
evidente:sipusempremigliorare ladeguatezza delle pensioni alzandolealiquoteacaricodeilavoratori attivi oppure creando disavanzi che le generazioni giovani e
future saranno chiamate a sanare.
Percontro, almeno inteoriasi potrebbe facilmente difendere la sostenibilit finanziaria abbassando
illivellodellepensioni.
compitodellapoliticacercare
unequilibriotraquesticardinidel
sistema previdenziale, ma affinch tale equilibrio sia accettabile,
glioneriacaricodellegenerazioni
futurenonpossonoesseretroppo
superioriaquelliacaricodellegenerazioniche oggi percepiscono i
beneficipensionistici.
Le riforme, sin dai primi anni
'90,sonostateispiratedallanecessit di ripristinare gli equilibri finanziariediridurresialedisparit
di trattamento, sia le distorsioni a
favore del pensionamento antici-

pato.Cihacomportatounariduzione della precedente generosit, evidente sia nel pensionamento di anzianit (che implica una
scarsa correlazione, a livello individuale,dell'ammontaredellapensioneconicontributiversatiecon
l'et al pensionamento) sia nella
"formula retributiva" - che portava(eancora porta, pereffettodella lunga transizione), a pensioni
parial70-80%dell'ultimaretribuzione per anzianit contributive
trai35ei40anni.Inoltre,ilavoratori con le carriere pi dinamiche
(solitamenteipi"ricchi")beneficiavano, con laggancio della pensione ai redditi - pi elevati - degli
ultimiannidiungenerosotrasferimento a loro favore dalle casse
pubbliche,equindidaglialtricontribuenti. Una generosit "paradossale" si accompagnava dunqueaglisquilibrifinanziari.
Questo sistema stato profondamentemodificatoconlintroduzione del metodo contributivo,
che-comeconfermal'analisidella
Ragioneria - porter progressivamente a tassi di sostituzione moltopibassi,soprattuttoperigiovani e per i lavoratori autonomi. Di
qui,perl'appunto,nasconolepreoccupazionisulla sostenibilitdel
sistemadalpuntodivistasociale.
Siamo dunque di fronte a un
pendolocheoscilla,oraafavoredi
tagli,epercidegliequilibrifinanziari, ora a favore di nuove elargizioni, scarsamente compatibili
con il mantenimento del metodo
contributivo, e perci della sostenibilitfinanziaria?
Questa concezione va in realt
respinta per una serie di ragioni,
che inducono a mantenere ferma
la rotta verso l'applicazione piena
delmetodocontributivo.
Anzitutto,laformulacontributi-

vainduceautomaticamenteaprolungarelavitalavorativa,eliminando le distorsioni a favore del pensionamento anticipato implicite


nellepensioniretributive,inparticolaredianzianit.Insecondoluogo, la previdenza integrativa, oggi
scarsamente popolare a seguito
dellacrisifinanziaria,potrsopperireaunapartedellariduzionedei
tassi di sostituzione del pilastro
pubblico. Infine, le iniquit e le distorsionidellaformularetributiva,
cancellate dal sistema contributivo, erano socialmente tollerabili
soltantoperchrelativamentepocopercepite.
Lasostenibilitsocialedelsistemapensionisticononsiottieneelaborando una formula magica che
consenta di pagare buone pensioni anche quando leconomia, e in
particolarelaproduttiviteilmercato del lavoro, hanno andamenti
dilungoperiododeltuttoinsoddisfacenti. La vera formula magica
(che, a ben vedere, solo frutto di
ragionevolezzaebuonsenso)consiste nel riuscire a ricreare condizioni di ragionevole crescita della
produttivit e del prodotto che
puesseredistribuito.
Ciimplica,inprimoluogo,una
vita lavorativa pi lunga, in sintonia con quanto sta avvenendo in
tuttiipaesiavanzati,eunanettaseparazionetrapensioniperilavoratori "normali" e sussidi, da porre a
carico della fiscalit generale, per
chi non stato fortunato e non ha
potuto avere una vita lavorativa
continua. Ogni altra soluzione sa
di dubbia alchimia, e fa presagire
unoscenarioincuigiovanieanziani, lavoratori e pensionati continueranno ad azzuffarsi per strapparsi l'un l'altro pezzi di una torta
comunquetroppopiccola.
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63(1987)
65(1985)

Anno
pensione

2010
2015
2020
2025
2030
2040
2050

PERCENTUALE DI PENSIONE SULLULTIMO STIPENDIO SE HAI VERSATO:


30 anni di contributi
35 anni di contributi
40 anni di contributi
% lorda
% netta
% lorda
% netta
% lorda
% netta

55,4

65,4

70,2

79,6

80,2

89,2

59,4

69,2

70,2

79,6

80,2

89,2

52,9

63,0

62,6

72,4

78,5

87,7

55,0

65,0

64,7

74,2

78,5

87,7

50,4

60,5

60,1

69,9

69,8

79,3

52,9

63,0

62,6

72,3

72,3

81,7

47,7

58,0

57,3

67,3

67,0

76,6

50,6

60,8

60,2

70,1

69,9

79,4

46,5

56,7

55,0

65,1

64,5

74,2

49,6

59,6

58,4

68,3

67,8

77,4

45,2

55,5

52,4

62,5

59,8

69,7

47,9

58,1

55,5

65,6

63,4

73,2

44,4

54,7

51,8

61,9

58,9

68,9

47,0

57,3

54,8

64,9

62,4

72,2

Lavoratore autonomo
Et
(anno
di nascita)
60(1950)
65(1945)
63(1952)
65(1950)
63(1957)
65(1955)
63(1967)
65(1965)
63(1977)
65(1975)
63(1987)
65(1985)

Anno
pensione

2010
2015
2020
2030
2040
2050

Lo scenario macroeconomico
Leprevisioni
sullandamentodeitassidi
sostituzionepresentatea
fiancosonoeffettuatesulla
basediunoscenario
macroeconomicodefinito
"nazionalebase"(la
Ragioneriaeffettuai
medesimicalcolianchesulla
basedelloscenario"Epc-Wga
baseline").

PERCENTUALE DI PENSIONE SULLULTIMO STIPENDIO SE HAI VERSATO:


30 anni di contributi
35 anni di contributi
40 anni di contributi
% lorda
% netta
% lorda
% netta
% lorda
% netta

45,4

63,7

69,4

90,1

79,1

100

47,9

66,4

69,4

90,1

79,1

100

40,1

57,8

49,6

68,4

77,7

99,4

41,4

59,2

50,8

69,8

77,7

99,4

34,9

52,0

44,2

62,3

53,5

72,7

36,4

53,7

45,7

64,0

55,0

74,4

28,2

44,5

34,1

51,1

43,4

61,5

30,0

46,5

36,1

53,3

45,4

63,7

27,4

44,1

31,8

48,5

36,3

53,6

29,1

45,5

33,7

50,6

38,5

56,0

27,0

43,4

31,4

48,1

35,8

53,0

28,5

44,9

33,3

56,0

37,9

55,3

I risultati
Lepercentualiindicatea
latoindividuanolaquotadi
pensionerispettoallultima
retribuzione.Vieneriportato
siailtassodisostituzione
lordo(cio,primadella
tassazione)siailnetto.Alcune
combinazionetraete
contributi,rappresentano
soloipotesiteoriche

Dopo la revisione

Pesa leffetto
dei nuovi
coefficienti
di calcolo
Da qui al 2060 il tasso
di sostituzione del sistema pensionistico obbligatorio subir una flessione
tra il 25 e il 30 punti percentuali, a seconda della tipologia di lavoratore. solo
colpa del nuovo meccanismo di calcolo delle pensioni, basato sui contributi effettivamente versati
durante lintera vita lavorativa? Non esattamente.
Certo, il sistema contributivo si fa sentire quando
il momento di stabilire il
quantum dellassegno. Ma
va detto che la reale responsabilit di questo risultato da attribuire ai
coefficienti di trasformazione delle pensioni che
cos prevede la legge dovranno essere rivisti e aggiornati ogni tre anni.
Il coefficiente di trasformazione il valore per il
quale devono essere moltiplicati tutti i contributi
versati e rivalutati (montante) dal lavoratore durante lintera vita lavorativa, al fine di determinare
limporto della pensione
annua. Laggiornamento
deve essere effettuato
principalmente per tenere
conto delle dinamiche macroeconomiche, demografiche e migratorie. Ad
esempio, se la durata media della vita aumenta, i coefficienti dovranno essere
ridimensionati perch la
pensione verr corrisposta allex lavoratore per
un numero maggiore di annualit.
A conti fatti, secondo
lanalisi della Ragioneria
sulle tendenze del sistema
pensionistico, la forte riduzione del tasso di sostituzione tra il 2010 e il 2060
imputabile per ben cinque sesti (oltre l80%) alla
revisione triennale dei coefficienti, aggiornati per
la prima volta proprio a decorrere da questanno. In
particolare, per un lavoratore dipendente, con 63 anni di et e 35 anni di contribuzione al momento pensionamento, nel 2060, la
revisione triennale ridurr il tasso di sostituzione
di circa 15 punti percentuali, portando la quota di sostituzione dal 65,9% a poco pi del 50% della sua ultima retribuzione. Per un
lavoratore autonomo con
le stesse caratteristiche, la
riduzione di circa 10 punti percentuali (dal 50 al
40% dellultimo reddito
percepito).
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