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Zonn b08
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Jliluli di enn recinni
2
Autorizzazione del Tribunale di
Brescia n.25/2007 del
21 Giugno 2007.
Direttore responsabile:
Marco Toresini
Editore:
Act
(Associazione Carcere e Territorio)
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Redazione amministrativa:
c/o Act
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Via Rosmini, 12/b
23900 Lecco
Redazione:
Laura, Camilla,
Alessandra, Roberta, Paola,
Francesca, Marta, Andrea, Da-
niele, Marta, Fabio, Gaia, Omar,
Redouane, Marco, Antonio,
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Debora, Michele, Moreno, Fabio,
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Ed|lor|a|e 3
3pec|a|e: Le rar| 6
3pec|a|e: La rolle 15
3luderl| & delerul|:
d|a|ogo a d|slarza
28
Poes|e 29
R|celle 32
0roscopo 33

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Un percorso tracciato
Pensare positivo si pu. Anche su temi difficili, che sembrano sen-
za soluzioni, avvitati su se stessi, come quelli di una detenzione
che, per rispondere ai canoni garantiti dalla Costituzione, deve
poter offrire uno spiraglio per il futuro, un antidoto contro la
recidiva. Gli sforzi sono stati tanti da parte di tutti (anche que-
sto giornale e' un esempio di come si possano creare relazioni vir-
tuose tra due emisferi apparentemente lontani come quelli del car-
cere e del mondo libero) e qualche germoglio piantato ora sta dan-
do i suoi frutti.
Non stiamo parlando di sogni che solo mezzi, impegno e volont di
altri possono far diventare realt ( come un carcere di Verziano
ampliato a tal punto da poter garantire la dismissione di Canton
Mombello), ma di conquiste quotidiane fatte di piccoli risultati,
di tanta insperata disponibilit, di una cammino lungo il quale ci
si avviati da tempo. Mentre questo numero di Zona 508 era in al-
lestimento abbiamo assistito ad uno dei piccoli miracoli ai quali
le carceri bresciane ci hanno abituato: la creazione del primo re-
parto aperto all'interno di Canton Mombello e l'avvio di un labora-
torio di assemblaggio e manutenzione che da' lavoro, tramite una
cooperativa, a sedici detenuti. Operazioni che sembravano impossi-
bili, ma che sono diventate realt grazie al lavoro di chi in car-
cere si impegna su vari fronti: area educativa, polizia penitenzia-
ria, volontari e dirigenza. Un "dream team" , per usare un'iperbole
sportiva, che ha reso possibile l'impossibile come la realizzazione
di un angolo di umanit all'interno del carcere pi sovraffollato
d'Italia spendendo solo 700 euro e facendo affidamento sulla gene-
rosit di tanti benefattori, molti dei quali hanno voluto rimanere
anonimi. Quello che successo in queste settimane e' il segno di
un solco tracciato, di una strada senza ritorno verso un obiettivo
che semplice nelle definizioni, ma complesso nelle alchimie ne-
cessarie per raggiungerlo. Un obiettivo che si chiama dignit'.
Quante volte ne abbiamo parlato su queste pagine, dando spazio alle
riflessioni dei nostri redattori-testimoni? Quante volte l'abbiamo
inseguito come si insegue un sogno. Ora sappiamo che questo sogno
e' realizzabile, il percorso per coronarlo non sar n breve n fa-
cile, ma insieme si pu. C' ancora molto da fare, ma il cammino
per restituire dignit al carcere e a chi vi e' ospitato e' stato
intrapreso da molti, incominciando a diventare, almeno un po', pa-
trimonio comune di una citt, della sua anima sociale e di quella
politica. Non sar un percorso facile, ma l'importante e' che sia
condiviso.
Marco Toresini
4
Fare cultura significa aiutare a conoscere, a crescere, a collaborare al
bene comune, e anche a sopportare una pena.
Quest'interazione tra mondo esterno e carcere un esempio di
sorveglianza dinamica, uno strumento che consente la diversa gestione
degli spazi detentivi.
Dal Giornale di Brescia, 23/3/2013
Liberiamo larte stato il progetto che il FAI (Fondo ambiente italiano) e
lassociazione Carcere e territorio hanno promosso e proposto alla direzione della Casa di
Reclusione di Verziano, Brescia. Il progetto era teso a formare delle guide per un giorno
con il coinvolgimento di quattro ristretti della casa di reclusione, tre uomini ed una donna.
La mia fortuna stata quella di essere uno di questi.
Credetemi, dopo tanti anni di detenzione, mi sono sentito UNICO, importante ma anche
spiazzato dalla normalit delle piccole cose. Ad esempio, durante la pausa pranzo, sono
sprofondato su di un cuscino morbido che in modo agiato ha ospitato il mio leggero peso.
Davanti ai miei occhi un piatto di ceramica grande come un disco volante, per non parlare
delle posate in acciaio che tra le mie mani pesavano una quantit infinita. E poi il bicchiere,
di vetro o cristallo, era un corpo estraneo alle mie labbra. Circondato da grandi tavoli che
sembravano asteroidi pronti a minacciare quella poca tranquillit che mi era rimasta. Chi vi-
ve la vita libera probabilmente non si accorge dei cambiamenti che succedono giorno per
giorno, perch essi avvengono per gradi. Ma chi passa allimprovviso da una realt ad
unaltra, la differenza si nota eccome.
Guida per un giorno, un compito difficile ma emozionante. Il compito di raccontare la bel-
lezza del Centro Pastorale Paolo VI di Brescia. Per un giorno, arte e libert hanno cammina-
to a braccetto. S, larte, la pi alta espressione della libert raccontata in poche ore, le mie
ore, le ore di un permesso.
Non stato solo un giorno da Guida ma un giorno da uomo Libero che ha liberato larte
attraverso le sue parole. Attorno a me uno spazio grande e poco tempo per raccontarlo, sa-
pendo di dover tornare in uno spazio piccolo e tanto tempo per raccontarmi.
Mi sono prestato allarte come larte si prestata a me, una dicotomia che il risultato di un
solo corpo ed una sola anima: larchitettura.
La bellezza di una miriade di cose che questo paese, lItalia, ci offre e che grazie al FAI con-
tinuano a vivere ed essere patrimonio di tutti.
Mi sono sentito un confuso tra la gente, senza che nessuno se ne sia reso conto, mi sono
sentito tutto, ogni cosa ma soprattutto un Cenerentolo perch da l a poco sarebbe giunto il
fatidico momento del rientro alla realt, dellorologio in manette, di un tempo schiavo, di un
periodo chiamato pena. E stato solo un giorno, anzi, poche ore ma ore di libert.
Perch ci che ho provato stata la libert di essere padrone dei miei pensieri, escludendomi
dalla realt in cui vivo quotidianamente. Libero mentalmente.
Ogni secondo di quella esperienza vissuta da Guida stata una libert di amore, di crescere e
sognare, libert di sentirsi parte del mondo e credersi una persona vera per un giorno.
La libert di camminare e parlare lungo un percorso di arte e bellezza, grande ed armonioso.
Percorso che curava le mie ferite. Un percorso in nome della vita, la mia.
Liberiamo larte, il FAI, stata la libert di trascorrere ogni secondo come se fosse lultimo
del mondo.
Libert sapere di possedere la vita e la gioia quanto la mia forza di volont.
Liberiamo larte. Omar
5
Alla cortese attenzione di tutti i compagni di ZONA 508
Ciao a tutti, scusatemi se vi rubo 5 minuti ma non potevo evitare di ringra-
ziarvi...
siccome suppongo di uscire fra pochi giorni mi sento in dovere di dirvi GRAZIE, grazie per
avermi dato l'opportunit di confrontarmi con tutti voi, grazie per quello che mi avete rega-
lato in questo periodo, grazie per le risate e anche per le lacrime (a volte).
Grazie de corazn.
Soprattutto a voi care volontarie, che con molto impegno vi private del vostro tempo e riu-
scite sempre a coinvolgere noi, a farci sentire importanti anche solo per un'ora a settimana.
Sinceramente non vi dimenticher...
Quando il fine pena ce lo permetter, vorrei che ci ritrovassimo una sera per raccontarci
quello che abbiamo vissuto e stiamo vivendo.
Grazie
May Evelin
Che bella serata
Grazie Mimmo.
Che bella serata ci hai fatto passare, due ore indimenticabili ci hai donato laltra sera.
Adesso voglio passare al singolare in quanto ascoltando i commenti dei miei compagni di
detenzione non posso esimermi dal fare una riflessione personale.
Un successo cos grande, sicuramente, stato per la passione che ti contraddistingue e con la
quale ti sei impegnato per organizzare questo evento.
In questi 2 anni che sono qui ho assistito ad almeno altri 8 concerti, ma nessuno aveva rag-
giunto un cos alto grado di coinvolgimento emotivo, mai un interscambio di emozioni cos
forti.
Sicuramente perch tu ti sei dedicato anima e corpo coinvolgendo una parte di cittadini co-
muni i quali, penso, avranno ricevuto un piccolo assaggio del mondo carcerario che fatto s
di barriere ma anche di tanta umanit.
E stato un bellinterscambio tra musicisti, vari operatori carcerari, cittadini e detenuti.
Spero che questo episodio si ripeta magari con la possibilit di un nostro maggior coinvolgi-
mento.
Ora nel salutarvi non mi resta che estendere il mio ringraziamento anche alla Direttrice che
ha permesso tutto ci. JO 62
6
Le mani colme di terra per me raffigurano linizio di
una nuova vita, la consistenza, lodore, lumidit,
sono indice di forte crescita.
Bianca
Il contatto con la natura, che al giorno doggi
abbiamo perso, per pensare ad altre cose.
Evelin
Queste sono mani che creano, mani che amano. Ma-
ni e terra: l'unione pi antica e pura della storia
dell'uomo. La differenza tra un animale ed un uomo
soprattutto una : le mani. Mani che si stringono,
che uniscono, che salutano, che insultano.
Mani curate, mani sporche, mani pulite, mani libere : le
mani sono sempre le mani.
In questa immagine ci rendiamo conto
che la mano del bambino cerca il con-
tatto con il suo genitore, cerca il senso
di protezione, di amore. Gi fin da pic-
coli cerchiamo il contatto umano per-
ch, anche se non vogliamo ammetter-
lo, abbiamo bisogno delluno e
dellaltro per andare avanti.
Evelin
La dolcezza della mano paffutella di un bimbo cerca la sicurezza nella mano
della mamma e per tutta la vita si cerca quella mano tanto amata perch
lunica che ti aiuta e ti sostiene senza voler nulla in cambio. Sono due mani pie-
ne damore. Cimini
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La mano distesa della persona che offre sicurezza al bambino. Affidabilit. La
mano del bambino stringe le due dite come se capisse che di lui si pu fidare.
Mani, una maschile una femminile, una
fede sullanulare, che sembra solidificare
il rapporto. Ci sono rapporti legati tra lo-
ro semplicemente dal cuore.
Ununione tra religioni
Il Bergamasco
Questa immagine ci rievoca il sentimento di amore incondizionato del genito-
re verso il figlio. Il figlio sa di poter sempre contare su padre e madre e di es-
sere sempre sostenuto da loro. L'amore tra famigliari il sentimento pi im-
portante tra tutti perch quello che non finisce mai e che serve da rifugio al-
le difficolt della vita.
E un'immagine che allude a 2 persone
legate da un forte sentimento: giovani e
innamorate. L'amore dovrebbe essere
provato e vissuto da tutti, e tale possibili-
t non dovrebbe venire meno per nessu-
no. E un legame che unisce 2 anime in
modo profondamente eterno
l'amore un sentimento che va oltre qua-
lunque sbarra.
dammi la mano e tienimi vicino ...
Questa immagine delinea il rapporto presente
tra l'uomo e la divinit: un rapporto non tutta-
via completo, le mani raffigurate infatti si
sfiorano soltanto, senza toccarsi. Ritengo che
ogni uomo debba credere in un'entit trascen-
dentale: non si pu affrontare la vita affidan-
dosi solo a ci che vi di concreto. Ognuno
necessita di un appoggio che non provenga
dal reale, specialmente in quei momenti in
cui tutti ci voltano le spalle. Ognuno desidera
un'amicizia un po' speciale che sia di suppor-
to. Tra il tentato tocco delle mani e la ricerca
del divino, le mani si sfiorano senza per toc-
carsi, cos l'uomo conscio della presenza
del sovrannaturale anche se non concreta-
mente provata l'esistenza di un dio.
8
Le mani sembrano come se si preparassero a
fare un gioco di prestigio.
Il Bergamasco
Anche se siamo rinchiusi non potranno mai toglierci la libert e
con i gesti delle nostre mani possiamo esprimere tante cose.
Evelin
Questa immagine ci riporta alla mente un bi-
sogno di libert. Inoltre , le mani aperte, ci
fanno pensare alla disponibilit di un essere
umano a cambiare ed accettare aiuto per
reinserirsi in una societ.
Le manI
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Definizione:
Estremit degli arti superiori, fanno seguito agli avambracci comprendendo i palmi, i dorsi e le dita; hanno
la funzione di organi prensili e tattili.
Forse diamo per scontato l'utilizzo delle mani nella nostra quotidianit, potrei descrivere i molteplici usi di esse
a partite da una semplice stretta di mano come segno d'amicizia per presentarci, salutarci o complimentarci, alla
dolcezza di una carezza.
Tantissimi sono i modi di dire in cui vengono utilizzate le mani, per esempio "chiedere la mano di un donna",
ossia chiederla in sposa; "mettersi le mani nei capelli" come segno di disperazione o dolore; "stare con le mani
in mano" ossia oziare; "bagnarsi le mani di sangue" nel senso di uccidere.
La mano di Fatima usata come simbolo dai musulmani oppure l'espressione "con il cuore in mano" nel senso di
essere molto buoni.
Mordersi le mani per sfogare la propria rabbia o ira per delle occasioni perdute.
"Restare a mani vuote" nel senso di subire una delusione e non ottenere ci che si desiderava.
Alzare le mani verso l'alto in segno di resa oppure per prendere la parola, per esprimere un voto e tanti, tantissi-
mi altri modi di dire.
Le nostre mani sono anche un documento, ci rendono unici; ci prendono le nostre impronte che apparentemente
sembrano tutte uguali ma in realt sono uniche.
Le mani nella lingua di segni danno voce alle persone prive di udito, mentre danno il senso dello spazio delle
cose alle persone non vedenti!
Con le mani giunte si prega o simplora; battendo le mani si da vita ad una manifestazione spontanea di favore,
approvazione ed entusiasmo.
Utilizzate nelle diverse forme di lotta come arma di difesa oppure come strumento per fare del male o uccidere.
(Si consiglia di leggere le seguenti parole, tutte di getto e senza virgole...)
Destra, sinistra, magra, scarna, grassa, piccola, aperta, chiusa, gonfia, grossa, morbida, rugosa, attrappita, affu-
solata, tremolante, gentile, ferma, curata, agile,
asciutta, sudata, umidiccia, calda, fredda, bian-
ca, nera, gialla, screpolata, accarezzare, stringe-
re, manipolare, ammanettare, medicare, toccare,
tastare, afferrare, sfiorare, palpare, massaggiare,
schiaffeggiare, digitare... MANI... sono quattro
misere lettere, ma che potrebbero trasformarsi
in discorsi, sono una parte del nostro corpo, ma
potrebbero essere l'universo...
Bianca
10

Fcdc. amorc. opcrc. il domani. ooppia. io c c. cmozioni. primo :c_no damorc. _c
:i. aIIco. violcnza. pcr:onaliu. c:prc::iviu. unionc. Iorza. :olidaricu. aiuo. pro
czionc. :ini:ra cnazionc. arc. dolorc. riu:oia. parola. ri:pco. morc guc:c
:ono :olano alounc dcllc parolc ohc danno un :i_niIioao allc mani _iaooh. in
rcalu. porchhcro c::crc incrprcac in ani modi divcr:i c pcr:onali.
!arcndo dall inIanzia. lc mani :on uno dci primi _c:i damorc dcl himho vcr:o il
padrc o vcr:o la mamma guana cncrczza provooa l imma_inc di una pioooli::ima
mano avvola dalla mano prociva dcl _cniorc. inoamminando:i vcr:o il Iuuro. la
:oiando:i _uidarc da ohi ha un po piu dc:pcricnza nclla :iourczza ohc o :cmprc
ohi nc :a di piu non dimcniohiamooi ohc inclli_cnza vuolc dirc rioono:ocrc la
propria i_noranza.
!arliamo adc::o dcll amorc. non in _cncralc ma di gucllo ra una donna c un uomo
pcroh guc:o amorc ohc oi i:pira ano nclla via c lc mani ohc :ono il :imholo
dcll unionc. dcl lc_amc aIIcivo. c non raramcnc :i parla di pcr :cmprc. !cn:a a
guando :rin_i nclla ua mano guclla dclla pcr:ona amaa. ohc oumulo di cmozioni
aravcr:a il uo c::crc pcroh lc mani ra:mcono c riocvono ani :cnimcni. Lc
mani amano cd aooarczzano. parlano u:ando un lin_ua__io ohc non ha hi:o_no di
parolc.
!urroppo non :cmprc oi dioono hcllc parolc pcroh in ani oa:i :ono :olano :ru
mcni ohhcdicni. pcro. pcn:aoi. ad o_ni incrIcrcnza anomala dclla loro c:i:cnza
loro. :i. lc mani. :oIIrono! !croh :ono nac pcr aooarczzarc. pcr amarc. proc__crc.
oo:ruirc cd alrc hcllc oo:c non di ocro pcr violcnzc.
Qucllo ohc diro adc::o puo :cmhrarc :upido. pcro vorrci prcndcrc in oon:idcrazio
nc unipoc:i la rcli_ionc oi in:c_na ohc il Fi_lio :cdc alla dc:ra dcl !adrc. _iu:o'
Quando oi :po:iamo la Icdc va :ull anularc dclla mano :ini:ra. Looo gua la mia
coria la dc:ra ri:crvaa allc oo:c purc. mcnrc la :ini:ra a gucllc crrcnc. alla
cnazionc. !ioordiamooi ohc damo :ao da :uhio indoo in cnazionc dalla :ua
Lva. Chi piu ohi mcno. ui orcdiamo ohc o un lio oon oui :iamo :po:ai . pcr
oo:i dirc prima _iu dclla no:ra na:oia c po::iamo dirc ohc :ull anularc dc:ro o
_iu praioamcnc una Icdc invi:ihilc. :piriualc inIai ho noao ohc i prci porano
:ull anularc dc:ro una Icdc. :aru ohc la mia coria non oo:i :ha_liaa'
Lc mani :imholc__iano ano pcr lc pcr:onc :ordomuc. lc mani :ono la vcra oomu
nioazionc c ric:oono ad c:primcrc c ra:mccrc anc cmozioni. hi:o_ni il modo in
oui u:iamo lc mai u_ualc anohc pcr noi ohc ma:ohcriamo la no:ra pcr:onaliu
na dcllc primc oo:c ohc _uardo in una pcr:ona :ono lc mani pcroh po::iamo oa
pirc ano di lci rihadi:oo. lc mani parlano. L non :cmprc raooonano dcllc hcllc
:oric.
na :rca di mani oi parla di ri:pco. di onorc. vuol dirc oo:ruirc oon la pcr:ona
davani a c un rapporo di Iiduoia. oamminarc vcr:o il Iuuro ipocioo oon :iourczza
11
Lc mani oompiono una Iunzionc oo:i imporanc nclla no:ra via pcroh :ono gua:i
indi:pcn:ahili pcr il huon :vol_imcno dclla pcr:ona :c::a. Iaooiamonc guindi un
huon u:o! !rcndii oura dcllc uc mani. amalc oomc loro amano c. raalc hcnc ol'
Li_icnc dcllc uc mani molo imporanc oonrihui:oc ad una mi_liorc gualiu dclla
ua via.
:i porchhc parlarc all inIinio di guc:o ar_omcno. di guc:a parc dclioaa dcl no
:ro io. pcro vi:o ohc ho uno :pazio limiao vorrci Iarc un ulimo riIcrimcno non
dimcnioac LL MNl :ONO !L! CON LL MNl :L \Ol !Ol ll!L ll :l!
Laura

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Qjpwb!65!
Le tue mani
Quando le tue mani toccano le mie, un brivido attraversa
tutto il mio corpo, perch riesci a trasmettermi le tue emo-
zioni attraverso questo tocco.
Quando le tue mani mi circondano, amata e protetta, di-
mentico tutti i mali e sogno il futuro, insieme a te.
Quando le tue mani accarezzano il mio corpo, tocco il cielo. indecifrabile come mi
fai sentire, so solo che vorrei non ti fermassi mai.
Quando le tue mani sfiorano il mio viso, divento rossa, perch mi sento persa e sento
bruciar in fuoco dellamore.
Quando guardo le tue mani, mi sillumina lanima, perch tornano in mente le mille
sensazioni che mi hai fatto vivere toccandomi.
Quando penso alle mani, penso a te, penso alle tue mani insieme alle mie, in un ab-
braccio damore.
Quando penso alle tue mani penso allamore e quando penso allamore vedo i tuoi
occhi che annegano nei miei.
Laura
13
Viva le mani
La rwa co,a cIc w vcc wcc ,oo c wa rvrc c ]or cIc avc-
va wo oo Eqco. Prroo c vco a wacarc qaro avcvo 8
a. Pcorro cIc qaro o a wa oa , ,crcvao a raccoarc
,cqarow co,a cra a qcrra, o q qarravo c wa c wwaqavo co-
,a ocvao avcr ,rco c orao qcc wa cIc cwaavao ororc
c,o, ,wc a'ororc cIc a,ca a ,]a a cqa rc,cc qca c-
ca wa co rcq arow ]or. l,owwa, c rcorro acora qcc wa-
. 5c voqawo c,arc cIc, a voa ar c o,rc wa vvoo cr
awco 5O a ,cza waczoc, coc ,c ,awo ac o,,awo a-
vorarc, wwcrqcrc acqa, c,orc a ]rcrro c a caro c , rova ,oo
o' a cc. ,oo ravvcro caoavoro r qccra. Lc wa cIc
qarro r ,oo qcc r a roal Cavo, ,cwc ar arc co,c w
]ao ravvcro wazzrc. ra qIc c ao ,c,,o cwo o' cccoc-
c co qIc crac c o roo qIc . c a ]c rc woro. E cr ]-
rc, c wa ,oo owo ,rwco cr a cowcazoc . qaro c
,cro , avoo ,oo roo ar a,coarc; qaro, ,cwrc ,c,c ,
avoo c avvco c c ,rqo a a'ara ,q]ca cIc ,oo roo ar
rarcrcrc r,cor,o acIc o c o ac arc co,c cIc o ,cqo,
o vorrc orarc wc cor a coo,ccrw rooll l coc,oc, qa
a cI occa c wc wa a wco cIc o ]acca cr accarczzarc o cr ]arc
rc cowwc. vva c ^ANll
Cao raqazz, ]orc aracco ra vo,ro Ew ra ^ao
LE TUE MANI
Queste tue mani a difesa di me
Mi fanno sera sul viso.
Sentendole sfiorarmi nel sogno
Mi danno sensazioni e sfumature
Di una fantasia
Che toccheranno ancor pi il mio cuore.
Oggi le tocco con lemozione dei bei ricordi
Domani pi nulla.
Quando lente le schiuderai
L davanti a quellarco di fuoco
Sar ancor pi, il mio calore
E sfiorare il tuo viso ed i tuoi occhi.
Cos nascer in te un sorriso amorevole
Che ci far assaporare la nostra felicit.
A Mira da Piova
14
Se Ii abbraccio non avere paura

Non avere paura se quaIcuno II porge Ia mano. Non avere paura se quaIcuno II abbraccIa. Non avere
paura e basIa. "Io non :ono nntto otc"... quesIo mI sono senIIIo dIre II gIorno che mI porse Ia sua
mano: sempIIcemenIe Ie sorrIsI...
La mIa vIIa non e soIo raccogIIere I coccI che abbIamo IascIaIo per sIrada, magarI per rImeIIerII InsIe
me, perche se cosi Iosse, beh, Io sanno Iare IuIII. Un po' dI coIIa dI qua, e un po' dI Ia, un po' dI "non
Ia nIenIe", "passera", "non ImporIa", come dIre: eccomI dI nuovo In pIedI.
SI sa, Ia vIIa non nasce con Ie IsIruzIonI ma non per quesIo bIsogna aver paura deI prossImo, dI chI II
sIa vIcIno, dI chI II ama o sI appresIa a IarIo.
Come dIre, cI sono sguardI che durano un IsIanIe ma anche sguardI che durano una vIIa, daI prImo
gIorno sono sempre gII sIessI. Si, esIsIono, sono gII sguar
dI IucIdI, occhI sIncerI, sguardI che Io chIamo sempIIce
menIe deII'anIma: sguardI...
SguardI che sanno dare senza chIedere nuIIa In cambIo.
DaI deIIo: scrIvI neIIa sabbIa cI che daI, IncIdI neIIa roccIa
cI che rIcevI.
NeIIa nosIra mano e marcaIo II desIIno dI ognuno dI noI. A
voIIe vogIIamo soIo sIuggIrgII, a voIIe decIdIamo dI cono
scerIo, In enIrambI I casI non sIamo consapevoII che II de
sIIno e cI che cI Iega aIIa nosIra vIIa quoIIdIana... non
possIamo cambIarIo, ma soIo comprenderIo.
SI sa, Ia vIIa non acconIenIa sempre e subIIo; ad aIcunI
dona Ia IeIIcIIa su dI un pIaIIo d'argenIo, ad aIIrI dona Ia
IaIsIIa dI un amore naIo per gIoco.
AI aIcunI, proprIo come me, dona Ia Iorza dI IoIIare, dI
combaIIere, dI sudare per arrIvare aI Iraguardo da rag
gIungere.
Non vI e mano che Ienga, perche Ia Iua vIIa e neIIe Iue
sIesse manI. No, non e IacIIe, non Io e maI. Se cosi non
Iosse sarebbe IuIIo pI sempIIce: nIenIe doIore, nIenIe deIusIone, nIenIe soIIIudIne... ma quesIa e Ia
vIIa, scrIIIa neI paImo dI una mano. Si Ia mano; dI quanIe cose e responsabIIe Ia mano. IaIIa dI cInque
dIIa che hanno daIo caIore, amore e IaIIo soIIrIre. La mano e come un'avvenIura, s'InIruIoIa In parII
che possono dar pIacere ma aIIo sIesso Iempo pu dIvenIare una spIna, se quesIa mano che ha acca
rezzaIo un amore appena naIo, con Ie sIesse dIIa gII ha daIo Ia morIe.
Ma sI sa, con Ie manI puoI dIsIruggere, conIondere, dIvIdere e non IarII pI Irovare, puoI IndIcare una
sIrada o chIedere se II seI perso.
AIcune manI amano, aIIre dIsprezzano, aIIre ancora IncanIano.
IIdarsI dI una mano e quasI un sacrIIIcIo, ma cI sono anche manI che sanno scrIvere beIIe paroIe, pa
roIe perIeIIe, IavoIe che IncanIano ed hanno IncanIaIo.
VI sono manI persIno che II promeIIono: Ii aspeIIero... e Invece II IaIe verbo non resIIIuIsce II seguIIo
dI queIIa promessa. Sono manI che se prIma II hanno daIo gIoIa, adesso hanno schIaccIaIo Ia vIIa e Ia
Iua speranza.
Sono Ie manI che crescono, non gII uomInI.
QueIIo che cI e sIaIo IncuIcaIo da bambInI non pu essere vero: non cI sono IavoIe, ne eroI, ne grandI
Imprese. Credo IuIIavIa che esIsIano uomInI capacI dI credere e dare queIIo che quaIche aIIro uomo
non pu e non sa dare. Se rIescI a Irovare quesIo IIpo dI uomo, se ne rIescI a caIIurare gII occhI, II suo
sguardo, non IascIarIo andare perche e e sara parIe dI queI desIIno scrIIIo neI paImo deIIa Iua mano.
CII evenII possono cambIare, Iorse queIII si ma II proprIo desIIno queIIo no.
Credo neIIa deIermInazIone dI essere sempIIcemenIe un uomo che non sI arrende maI.
Se II abbraccIo non avere paura.
Omar
15
La notte?
osa raccontare? Jnizio col dire che qna molto limitata: la notte seglio a
dimenarti sdraiato snlla terza Iranda ti da molto d pensare e ti ricorda la
realt del carcere.
Jo nell`arco della giornata sono molto impegnato. ho nn mio programma
carcerario per ammazzare il tempo ma qnando cala il Inio iniziano gli scom-
pensi ed i sensi di colpa che ti fanno ripensare a tntto ci che il senso di
qnesta ita. osa dire.a me fa molta panra restare solo e riflettere sni miei
sensi di colpa. cos cerco di eitare qnesto salasso e cerco di concentrarmi snl
giorno che iene. Qnesto
il mio pensiero della notte.
Angelo
La notte in eareere

Jo la notte in carcere la passo
a far le parole crociate se non
c` nn Iel film nemmeno in
seconda serata. Jn cella o-
gnnno fa qnel che nole nel rispetto degli altri: in genere la lnce la
spegniamo a mezzanotte.
L`atmosfera pesante. sento il rnmore delle macchine fnori e mi
iene nostalgia. cerco di non pensarci. Ancora pi pesanti sono le
notti in cni senti le grida dei detennti che litigano in cella: mettono
ansia. come mettono ansia le richieste di ainto all`assistenza qnan-
do qnalcnno sta male e dee andare in infermeria. Spesso mi metto
le cnffie della radio. cos ascolto la mnsica e non ci penso.e mi ad-
dormento.
Vito e Hartin
16
aro cro vooaro ,occorrorc ar Arczzo caava r rovcr corrc ro
r oc. Ccrc o o , ]accva racawcc a. , qocava a carc, , cIac-
cIcrava rc c rc wco. ^a v crao rcc o cc qa c'cra ra crvc-
rc cr coo rc 118.
Ua oc w rovavo cowc crzo ,occorrorc awaza c ]accwwo cr-
vco ao,rara. A qqcrc , o,o vcrcwwo a ,cca raccarccac.
awoawco a caca r qaro waccIc cr a v cra a coa r ,o-
,. Lc cra ca. La ,cca w ]ccc ,ar wac. La roa cra ,cIaccaa rcro c
awcrc ,cza va. E w ,oo cIc,o ,c qc,a c,,cza c co, q,a ra ocr o-
qcrc rc vc cocworacawcc.
1rovo ,cza ,c,o` rrc cIc carccrc c a ,o]]crcza. c ,oo co,c rc]-
vc qao ]o carccrc ,c cro c c vvo cr vccc, rrac a oc, ,
,cqc a va cIc ocva avcrc ]ro cr a ]awqa
Fraco

Roma molto bella, sia di notte che di giorno.


Il mio argomento tratta di Roma di notte, che magica da vivere, vedere tutti gli edifici illuminati
con i lampioni o con la luce della luna. E incantevole incontrare tanti turisti, vagare senza meta o
in cerca delle vie dei pensionati; il vociferare in una citt antica d una sensazione fuori dal comu-
ne.
Pi di una volta mi sono trovato fuori di casa per mia scelta e mi sono lasciato coccolare dai ru-
mori della notte, sotto la pioggia, il continuo tintinnio delle gocce che battono sui sampietrini e
vedere le persone ubriache fuori dal pub o dai cornettai a fare colazione, i persi `strafatti in cerca
di uno spinello o di qualche mezzo grammo ed i turisti che si godono i monumenti di notte in una
citt caotica come Roma.
Roma vive di vita propria, a volte nella notte, seduto su una panchina ai Fori Imperiali o fuori dal
Colosseo scorgi il rumoreggiare della folla allinterno dellanfiteatro che incita il proprio gladiatore
o il rumore delle bighe e il frastuono dellincontro di due gladiatori.
Ti senti parte della citt anche se non sei romano.
Ci sono molti locali e molti ritrovi per ragazzi, ci sono dei centri sociali dove puoi trascorrere le
nottate con persone sconosciute bevendo e suonando quattro note musicali.
Passi delle nottate sulla scalinata della Trini-
t dei Monti con turisti, barboni, artisti uniti
da uno spinello e da una bottiglia di vino,
che aspettano il sorgere dellalba e del pro-
prio raggio di sole che bacia la citt pi bella
del mondo, la citt eterna.
Avrei tante altre cose da raccontare, molti
posti da illustrare, tanto da emozionare per
chiunque non avesse il tempo e il modo per
visitare la mia citt: Roma. Angelo
17
LA H077Et
uondo || bu|o ouuo|qe |o :tonzo
5e| ouuo|to do||e coerte.
1| ouuo|qe un teore co|do,
t| uenqono |n mente | r|cord| d|
quondo u|ueu| ne| q|orn| tro:cor:|,
dorm| un :onno oq|toto,
quondo t| :ueq|| uorre:t|
tornore o| teore |n|z|o|e
doue |o reo|t non t| d.


FRANCO
La notte

La noiic in carccrc Ia ianic faccc, u csscrc coria cr i dcic-
nuii cIc rcndono la icraia" (cioc asiiglic o goccc varic} cr
addorncniarsi suliio, c u csscrc lunga cr cIi, conc nc,
assa la noiic a scrivcrc, ad ascoliarc nusica cnsando alla
roria donna cd innaginando quando un giorno saranno lilc-
ri. Si guarda il soffiiio (o la lranda sora la sua}c si fanno ro-
gciii, con la scranza di non dclinqucrc iu, con l'idca di irova-
rc un lavoro (ancIc con qucsia crisi}. Ccrio, guardando la iclc-
visionc c lcggcndo i giornali, lc scranzc si afficvoliscono, so-
raiiuiio a dci rcgiudicaii conc noi.
La noiic d luoni consigli na ancIc caiiivi cnsicri, crcIc
uriroo in un nodo o ncll'aliro dolliano nangiarc ancIc
noi rcgiudicaii o ni slaglio?
E doo iuiii qucsii roosiii, luoni o caiiivi cIc siano, asciiia-
no di andarc ira lc lraccia di Morfco, asciiando un'alira gior-
naia dcniro qucsia rcali di slarrc c ccncnio, asciiando la li-
lcri.
Qucsio c il nio cnsicro dclla noiic in carccrc, vi nando un
cordialc saluio dal vosiro
Drcsciano in irasfcria in
qucl di Dusio Arsizio (VA}.

Massinino UDS


18


19
Attraversare le tenebre
Piocedi con calma tia il iastuono e la ietta e iicoida quale pace
possa esseivi nel silenzio. Pei quanto puoi, senza cedimenti, man-
tieniti in buoni iappoiti con tutti. Isponi la tua opinione con tian-
quilla cliaiezza e ascolta gli altii: pui se noiosi ed incolti, lanno
ancl'essi una loio stoiia. Ivita le peisone volgaii e piepotenti: co-
stituiscono un toimento pei lo spiiito. 8e insisti nel coniontaiti
con gli altii iiscli di diventaie boiioso ed amaio, peicle sempie
esisteianno individui miglioii e peggioii di te.
codi dei tuoi successi e ancle dei tuoi piogetti. Mantieni inteiesse
pei la tua pioessione, pei quanto umile: essa costituisce un veio
patiimonio nella mutevole oituna del tempo. Lsa piudenza nei
tuoi aaii, peicle il mondo e pieno d'inganno. Ma questo non ti
ienda cieco a quanto vi e di viitu: molti sono coloio cle peiseguo-
no alti ideali e dovunque la vita e colma di eioismo.
8ii te stesso. 8opiattutto non ingeie negli aetti. Non ostentaie ci-
nismo veiso l'amoie, peicle, pui di ionte a qualsiasi delusione e
aiidita, esso iesta peienne come il sempieveide.
Accetta docile la saggezza dell'eta, lasciando con seienita le cose
della giovinezza. coltiva la oiza d'animo, pei diendeiti nelle cala-
mita impiovvise. Ma non toimentaiti con delle antasie: molte
pauie nascono da stanclezza e solitudine.
Al di la d'una sana disciplina, sii tolleiante con te stesso. 1u sei i-
glio dell'univeiso non meno degli albeii e delle stelle, ed lai pieno
diiitto d'esisteie. I, convinto o non convinto cle tu ne sia, non v'e
dubbio cle l'univeiso si stia evolvendo a
doveie.
Peicio sta in pace con Dio, qualunque
sia il concetto cle lai di Iui. I quali cle
siano i tuoi aanni e aspiiazioni, nella
cliassosa conusione dell'esistenza,
mantieniti in pace col tuo spiiito. Nono-
stante i suoi inganni, tiavagli e sogni in-
ianti, questo e pui sempie un mondo
meiaviglioso. 8ii piudente. 8oizati d'es-
seie elice.
MANO8ckI11O DII !0u2, 1kOVA1O A IAI-
1IMOkA NIII'AN1IcA cHII8A DI 8AN PAO-
IO.
Bianca
20

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a. viv. t.mokr ui qt.tsi.si iro t...

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PENSIERI FORTI , PECCATO CHIUDERLI "DENTRO"
CAPI LETTOPI,
MI CHIAMO MAPIO PEPPETTA E SOMO ATTUALMEMTE "OSPITE" DELLA CASA CIPCOM-
DAPIALE DI 8PESCIA. SOMO QUI DAL b FE88PAIO Z0I3, PPOVEM0O DALLA CASA DI PE-
CLUSIOME DI OPEPA, DOVE HO TPASCOPSO I PPECEDEMTI o MESI DI PECLUSIOME E,
MELLA VITA DA "LI8EPO" VIVO E LAVOPO A 8PE-
SCIA.
PUPTPOPPO HO 0IA AVUTO ESPEPIEMZE DI CAPCE-
PE ME0LI AMMI SCOPSI, MEI CAPCEPI DI : 0OP0O-
MA, LIVOPMO E CPEMOMA, MA OPA VO0LIO PAC-
COMTAPVI DI UMESPEPIEMZA CHE MI HA SE0MA-
TO MOLTO A LIVELLO EMOTIVO, TAMTO CHE O0MI
VOLTA CHE CI PEMSO E IMEVITA8ILE CHE IL MIO
S0UAPDO SEPEMAMEMTE ACCEMMI AD UM SOPPI-
SO, UM MALIMCOMICO SOPPISO, UM PIACEVOLE
PICOPDO. SI, PICOPDI POSITIVI DELLAVEP PAPTE-
CIPATO AL "LA8OPATOPIO DI LETTUPA E SCPITTU-
PA CPEATIVA" DELLA CASA DI PECLUSIOME DI OPE-
PA.
DEVO DIPE CHE UMAMAMEMTE LA C.P. DI OPEPA E
MOLTO PIU VIVI8ILE A COMFPOMTO DI CAMTOM
MOM8ELLO : LA LE CELLE "OSPITAMO" MOM PIU DI
Z PEPSOME E SOMO ADDIPITTUPA, A MIO PAPEPE,
PIU SPAZIOSE A COMFPOMTO DI UMA CELLA QUI
DI CAMTOM MOM8ELLO, DOVE MIMIMO SOPPAVVI-
VOMO b DETEMUTI MELLO SPAZIO DI UMA PEPSOMA SOLA. QUAMDO PEMSO A TUTTA
QUESTA SITUAZIOME MI CHIEDO: COME POSSI8ILE CHE ESISTA QUESTA EMOPME
DIFFEPEMZA DI LUO0HI E COMDIZIOMI ESISTEMZIALI TPA ISTITUTI DI PEMA CHE
HAMMO COME O8IETTIVO LA PIA8ILITAZIOME DI UM PECLUSO77 ECCO, UMA DELLE
COSE POSITIVE DELLA C.P. DI OPEPA E LA VIVI8ILITA, E SE POI FPEQUEMTI IL
"LA8OPATOPIO DI LETTUPA E SCPITTUPA CPEATIVA", PAPTECIPAPVI TI APPICCHISCE
MELLAMIMA, IL COMDIVIDEPE PEMSIEPI ED EMOZIOMI TPA PEPSOME PECLUSE E PEP-
SOME CHE VEM0OMO DA "FUOPI", AD O0MI IMCOMTPO TI ASSALE UMA PIMMOVATA
CUPIOSITA, LATMOSFEPA CHE SI CPEA TI COIMVOL0E E TI IMVITA AL DIALO0O, AL-
LA SCPITTUPA DI POESIE E ALLA PIELA8OPAZIOME DI SEMTIMEMTI VISSUTI, O0MU-
MO MELLA SUA DIMEMSIOME, O0MUMO MELLE SUE LIMITATE CAPACITA. E PEMSAPE
CHE QUAMDO MI EPA STATA PPOPOSTA LIMIZIATIVA, EPO COMVIMTO DI TPOVAPMI
DAVAMTI AD UMA 8AMALE SEDUTA COLLETTIVA, COM UM IMIZIO ED UMA FIME. ED IM-
VECE, 0IA DAL PPIMO IMCOMTPO DEL 0PUPPO, SOMO STATO ACCOLTO COM EMTUSIA-
SMO E HO VISTO ME0LI OCCHI DEI PAPTECIPAMTI UMESPPESSIOME POSITIVA, SPI-
PITO DI COLLA8OPAZIOME E, DA PAPTE DE0LI ESTEPMI, UMUMAMITA IMUSUALE.
IM CAPCEPE, PEP FAPE QUALSIASI COSA, DEVI PPESEMTAPE PE0OLAPMEMTE UMA
"DOMAMDIMA". CAPI LETTOPI, QUELLA DOMAMDIMA CHE AVEVO IMOLTPATO PEP AC-
CEDEPE AL LA8OPATOPIO, PIMAPPA SEMPPE IM PPESSA MEI MIEI PEMSIEPI PEPCHE
MI HA DATO LOCCASSIOME DI COMOSCEPE SILVAMA CEPUTI, 8AP8APA POSSI, PAOLA
MAFFEIS (8PESCIMA MA PEP OPA VIVE A MILAMO), AL8EPTO FI0LIOLA, CAPLO E MAP-
0HEPITA LAZZATI, AMTOMIO E LUISELLA ED ALTPI COMPOMEMTI CHE VEMIVAMO DA
"FUOPI".
23
SILVAMA E LA FOMDATPICE DEL LA8OPATOPIO DI LETTUPA E SCPITTUPA CPEATIVA
CHE ESISTE OPMAI DA I9 AMMI, MEL Z0IZ LE E STATO COMFEPITO IL PPEMIO DI EC-
CELLEMZA A MILAMO "AM8PO0IMO DOPO". UM PICOMOSCIMEMTO AM8ITO DA TUTTI
I MILAMESI DOC, AUTPICE DI LI8PI SCOLASTICI, HA CUPATO AMTOLO0IE DI POESIE.
8AP8APE E PPESIDEMTE OMOPAPIO DEL CEMTPO ITALIAMO SVILUPPO E PSICOLO0IA
PEP ATTIVITA DIDATTICHE, AUTPICE DI DIVEPSE PU88LICAZIOMI DI PSICOLO0IA E
CUPATPICE DI DIVEPSI SA00I, TPA CUI "8I8LIOTEPAPIA" E "LE00EPE FIMESTPA APEP-
TA" ED ALTPI IMTEPESSAMTI LI8PI DI TESTO COM TEMATICA "LA LETTUPA ALLIM-
TEPMO DELLE CAPCEPI". AL8EPTO E UM EX AZLLEMATOPE DI 8ASIETIOPMALISTA E
AUTOPE DI OLTPE VEMTI LI8PI TPA POESIA, MAPPATIVA E LETTEPATUPA SPOPTIVA,
AMA LA LETTUPA E O0MI ESPPESSIOME CULTUPALE CHE OFFPA DI0MITA A0LI ESSE-
PI UMAMI, MOM PEPDE MAI UM APPUMTAMEMTO COM IL LA8OPATOPIO ,
A MIO PAPEPE E IMSOSTITUI8ILE. MAP0HEPITA, FOTO0PAFA AFFEPMATA, E EM-
TPATA DA POCHI MESI MEL 0PUPPO MA 0IA SI SEMTE LA SUA POSITIVA COLLA8OPA-
ZIOME. CAPLO, FPATELLO DI MAP0HEPITA, E UM 0PAFICO PU88LICITAPIO COM SPE-
CIALI DOTI DI CPEATIVITA. AMTOMIO E LUISELLA, MAPITO E MO0LIE, SOMO EX DO-
CEMTI DI UM LICEO DI MILAMO, AMAMTI DELLA POESIA IM TUTTE LE SUE FOPME.
VO0LIO MEMZIOMAPE AMCOPA MAP0HEPITA: COM LEI E MATO IL PPO0ETTO DEL CA-
LEMDAPIO Z0I3, CPEATO DAL LA8OPATOPIO. AMCHE QUESTA IMIZIATIVA, DI CUI HO
FATTO PAPTE, E STATA UM 0PAMDE SUCCESSO. TUTTO E MATO DOPO AVEP AMMIPA-
TO DELLE CAPTOLIME COM LE PIPPODUZIOMI DELLE FOTO0PAFIE DI MAP0HEPITA E
COSI A88IAMO SCPITTO COMMEMTI E PIFLESSIOMI POETICHE SU O0MI CAPTOLIMA,
O0MUMA DIVEPSA DALLALTPA (MIPA00I DI PAESA00I DI LOMDPA, DU8AI, PAPI0I ,)
ED E MATO IMSIME IL PPO0ETTO CALEMDAPIO: AD O0MI IMMA0IME COPPISPOMDEVA
UM MESE DELLAMMO COM AMMESSE POESIE DEI DETEMUTI. PEMSATE CHE E STATO
PPESEMTATO A MOVEM8PE Z0IZ ALLA SALA COMFEPEMZE DI PALAZZO PEALE A MILA-
MO, DOVE SOMO IMTEPVEMUTE AUTOPITA ISTITUZIOMALI DI MOTEVOLE IMTEPESSE
MEDIATICO E CI SOMO STATE PECEMSIOMI SUL COPPIPE DELLA SEPA ED ALTPI OP0A-
MI DI STAMPA. PEMSAPE AMCOPA DI ESSEPE STATO PAPTECIPE COM UM MIO SCPITTO
A QUESTO CALEMDAPIO SPECIALE (POESIA DAL TITOLO "IL CEPCHIO DELLA VITA") MI
PEMDE FELICE ED OP0O0LIOSO, MA AMCOP DI PIU, AVEP LAVOPATO COM ADDETTI AI
LAVOPI UMILI E DISPOMI8ILI A COMDIVIDEPE LA PPOPPIA ESPEPIEMZA COM MOI DE-
TEMUTI CHE, COM I MOSTPI SCPITTI, CI SIAMO SEMTITI LI8EPI DI ESPPIMEPE I PPO-
PPI SEMTIMEMTI , PA0AZZI, CHE MALIMCOMIA CHE MI ASSALE MEMTPE SCPIVO, E
PEMSIEPI FOPTI MI CATTUPAMO : PECCATO CHIUDEPLI DEMTPO. CPEATE AMCHE VOI
STESSI ALLIMTEPMO DEL TEMPO "VUOTO", DEL TEMPO "IMUTILE" CHE O0MUMO DI
MOI VIVE ALLIMTEPMO DEL CAPCEPE, UM AUTEMTICO, AMCHE SE PICCOLO, SPAZIO DI
AUTOMOMIA E DI LI8EPTA, O0MI FOPMA DI LI8EPTA, LI8EPTA DI SCE0LIEPE.
CPITICAPE, DISCUTEPE, FAMTASTICAPE, IMMA0IMAPE, SO0MAPE, TPASCPIVEPEPE IM
VEPSI CPEAMDO UM COLLE0AMEMTO AL DI LA DELLE S8APPE.
POSSOMO LA SCPITTUPA E LA LETTUPA CAM8IAPE LA VITA7

CIAO DA MAPIOLIMO PEPPETTA
24
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25
Quando il dolore ti annienta
5ono in cacss da un anno s dus
ms:i
HIIa Iins di mazo dsIIo :co:o an-
no, una vi:ita ina:sttata di mia
mamma ad un coIIoquio, mi an-
nuncia cIs Is :tato diano:tica-
to un tumos s cIs s:to dov
:ottoo:i ad un intsvsnto
0sdo :ia :tato uno dsi momsnti
sioi dsIIa mia vita, csco di
Isnas Is Iacims ma inutiImsnts,
msnts una Iitta aI stto mi
taIis coms un coItsIIo s mi :smba di mois
!si, con Ia :ua vocs autoitaia, msnts mi :tins Is mani, mi dics di :tas
tanquiIIa, cIs ns Ia a::ats tants s a::s ancIs qus:ta
!I tsmo :smba cIs non ta:coa mai, oni i:tants iI mio sn:iso Ii con
IsiiI 2O aiIs visns osata s mi Ianno :ass cIs tutto andato bsns s
cIs comincs Ia cIsmiotsaia
!I 3 iuno mi visns concs::o un sms::o :sciaIs s andas a IaIs vi:ita
a ca:a
!a tovo moIto ovata s :tanca ma :ono IsIics di avsIa vi:ta, iI sio
:smba s::ss a::ato
5tas con Isi ancIs :s :oIo s ocIs os, mi Ia :sntis iu :ssna sd iI i-
snto in cacss qua:i coms un tonas a ca:a; ancIs :s vi :smbs :ta-
no, aII'intsno, :i in:tauano dsIIs amicizis dovs :i condividono iois s doIoi
!I tsmo a::a s mia mamma Ia aIti s ba::i, iI tumos tona sotsnts s
oni voIta cIs mi concsdono i sms::i, Ia vsdo imiccioIi:i, iI :uo vi:o Ia
un's:s::ions di doIos intsn:o, :oIIo moIto, mi :snto inutiIs, imotsnts,
incaacs di ots Ias quaI:ia:i co:a, msnts un doIos Iots dsnto, mi im-
sdi:cs di s:ias H voIts coIIo s iano s os Ai ba:tssbbs :taIs
vicino
Fsbbaio 2O/3 vado in sms::o in o:sdaIs, omai aIIa Iins sn:o a
coms :a s ms vivss :snza iI :uo amos, non :sntis iu Ia :ua vocs
mi mancIs tanto, mi :smba di imazzis
!a vsdo Iamsnta:i daI doIos nono:tants Is ma::iccs do:i di moIina, Ia :ua
msnts Iucida s mi cIiama in continuazions, :o cIs una dsIIs co:s cIs Ia
Ianno iu :oIIis cIs io non :ia accanto a Isi :s non s dsi momsnti
:oadici losi ots s::ss a ca:a :oIo s aIIsvias un o' di qusI doIos,
ma Ia vita non :sms ti da I'ootunit di Ias ci cIs ds:idsi
Ps concIudss o::o :oIo aIIsmas cIs iI doIos dsI di:tacco :a di:umano,
ma I'amos Ia di noi mi aiuts a :ootas Ia :ua sdita s s tutta Ia
vita Is aoIs cIs mi u:cianno daI cuos s daII'anima :aanno 0PH2!F
AHAAH azis s tutto qusIIo cIs Iai :auto dami
Bianca
26
|| ca.ce.e e !e.~ |. a.c|c~|a. ~!~ e. e.a !~..a. se.c~ |a |a .ec~.|ca .~ce !|
ea|ce.~ c|e a||e.a. ce |~ e| e.|cac~.. |eo !a.|... e ~cc~||.e~ ee| eo
!a.|.
/! ~.| ~!~. |a a|~. .e~ccea:|~.e !| ~.e.~ !| .~| |. eec~ c~.cec~ e
ee||a !| ||ea.e || ce~ c~. |~||ecc|.~ !| e.a.e || e.~ ~||||e.
s.e||a a||e ~.e . ca||e e||:|a e.~.a|e e !e||a ce||a. ce~|a (e.c|e ce.c||a~
c~e.ee !| |a.a.e ea|c~a,. .a.:~ e ~|... |e. .e.a e. c~.~ ~e.|
!|a.~.
|a e.a | |a |e..e|a e||:|a !e| |cc~|~ a:|~ |. ce| | !~.e e ~| | ce.ca !|
ce!|a.e ~ |ee.e ea|c~a. c~.ce|||.a e.ecce.!~.
|. ||.e a |ecc~ c~. |a e.a.:a !| a!!~.e.ca.| .a|!ae.ce. |a .~cce e || ~
e.c~ |. ce| | e.|e.| .eac|.| c| aa|~.~.
re|. n~a.| e e. a|c.~ |~..~ e... a..o !| .e~.~ !a |a.e e.c|e. a|.a!~ cecc~.
.~. .~||~ e.!e.e || |~ ce~ e |a |a .|ca.
re: aoa o:i:e ia ca:ce:e
27
Progetto Genitorialit
L'essere ger|lor| |r carcere ror e cosa lac||e, corporla ura ro|l|lud|re d| d|sag| s|a
per || ger|lore delerulo cre per || l|g||o e |a lar|g||a |r gerera|e.
l| rarcalo eserc|z|o de||a ger|lor|a||la |r carcere e ur proo|era cre co|p|sce lull| | de-
lerul| e, po|cr, se ror lull| soro ger|lor|, lull| soro cerlarerle l|g||.
La lurz|ore de| ger|lore ra ura lorl|ss|ra |rc|derza su||o sv||uppo de| l|g|| e |'asserza
d| uro de| ger|lor| o d| erlraro| puo provocare re| oaro|ro ur lorle d|sag|o. 0|lre a||e
d|verse d|ll|co|la re||e qua|| s| v|ere a lrovare ura lar|g||a a| rorerlo |r cu| uro o p|u
de| suo| reror| vergoro arreslal|, v| e ura pera||zzaz|ore p|u soll||e cre r|guarda |a
re|az|ore lra | s|rgo|| reror| a||'|rlerro de| gruppo lar|g||a, cor || recessar|o rod|l|-
cars| d| ruo|| a||'|rlerro d| quesla.
l| progello de||a ger|lor|a||la e |rcerlralo su| rapporlo lra ger|lore delerulo ed || pro-
pr|o l|g||o. L'|r|z|al|va ra |o scopo d| esar|rare |e proo|eral|cre re|al|ve a| v|ssul| d|
pr|vaz|ore |rposl| s|a a| padre/radre cre a| l|g||o core corseguerza de||a carcera-
z|ore, e d| proruovere |r|z|al|ve ed az|or| cre possoro cordurre arcre |r v|a red|ala
a||a sers|o|||zzaz|ore ed a||a va|or|zzaz|ore d| ur recupero de||a rea|e |rporlarza de|
ruo|o ger|lor|a|e.
l| progello s| pore core l|ra||la pr|rc|pe, que||a d| a|ulare | delerul| e |e |oro lar|g||e a
r|scopr|re |'|rporlarza lordarerla|e de| |egar| lar|||ar|, arcre e soprallullo re| cor-
leslo carcerar|o, e d| lavor|re ura resporsao||e gesl|ore de||'allell|v|la. Tullo c|o per
lare |r rodo cre |'|rcorlro lra ger|lor| e l|g|| |r carcere ror s| esaur|sca re||a serp||ce
pral|ca de| co||oqu|o, ra d|verl| ur rorerlo d|verso, d| evas|ore sp|r|lua|e da| |uogo
d| delerz|ore. A|lrellarla allerz|ore s| vuo|e dare a| rarler|rerlo/ rallorzarerlo de|-
|a re|az|ore.
Le all|v|la de| progello cors|sloro re||a preparaz|ore d| lesle a lera, durarle |e qua|| |
ger|lor| aoo|aro |a poss|o|||la d| r|cercare |'alroslera lar|||are; re||a v|s|ore d| rale-
r|a|e c|reralogral|co all|rerle a| lera de||a ger|lor|a||la; re||a propos|z|ore d| ur ro-
rerlo lorral|vo vo|lo a sers|o|||zzare | ger|lor| delerul| a| proo|era ed ass|sler|| a
gesl|re |a separaz|ore da| l|g||o; re||'all|vaz|ore d| uro 'sporle||o ger|lor|a||la presso
|a sede de||' Assoc|az|ore Carcere e Terr|lor|o, cor |a lurz|ore d| lorr|re ur soslegro
a||e lar|g||e.
ura vo|orlar|a
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16/01/2012
Ciao Ragazzi,
siamo degli alunni del Liceo V.Gambara e abbiamo seguito uno stage di 3 giorni
presso lAssociazione Carcere e Territorio. Durante questi giorni abbiamo conosciu-
to una realt lontana da noi che neanche immaginavamo.
I volontari ci hanno spiegato in cosa consiste la loro attivit e ci hanno mostrato un filmato grazie al qua-
le abbiamo capito in cosa consiste il problema del sovraffollamento delle carceri.
Il lavoro dei volontari non facile come si pu pensare, ma grazie al loro impegno e al loro lavoro cer-
cano di alleggerire una realt molto difficile.
Crediamo nei progetti proposti da questa associazione perch allesterno non si pu avere una visione
completa di come voi scontate la pena.
Questa esperienza ci ha sensibilizzato e ci ha fatto riflettere e cercheremo di diffondere anche allesterno
quello che abbiamo appreso.
Ci piacerebbe vedere le vostre riflessioni in merito su Zona508 che leggeremo periodicamente.
SIumo degII sLudenLI dI V superIore coInvoILI neI progeLLo Ne VuIe Iu Penu deII`ussocIuzIone Curce-
re e TerrILorIo dI BrescIu. ALLruverso quesLo sLuge, ubbIumo uvuLo modo dI scoprIre Iu vosLru reuILu
quoLIdIunu, IuLLu dI dIIIIcoILu e rInunce, mu cIe nonosLunLe LuLLo poLrebbe esservI d`uIuLo uI IIne
deII`ussIcururvI un IuLuro mIgIIore.
n eIIeLLI, eruvumo poco consupevoII deIIu vosLru condIzIone, essendo IeguLI ugII sLereoLIpI ImposLI duI
medIu come ud esempIo II coIIoquIo con I IumIgIIurI sepuruLI du un veLro unLIproIeLLIIe.
GruzIe uII`AssocIuzIone, ubbIumo poLuLo percepIre, uImeno In purLe, cI cIe doveLe uIIronLure ognI
gIorno e, per quesLo, ubbIumo modIIIcuLo II nosLro pensIero InIzIuIe.
SIumo sLuLI coIpILI duIIe condIzIonI dIsumune In cuI sIeLe cosLreLLI u vIvere, mu nonosLunLe LuLLo cre-
dIumo neII`uIuLo deI voIonLurI cIe, con Iu Ioro dIsponIbIIILu possono uIuLurvI u mIgIIorure Iu vosLru
condIzIone dI vILu, per gurunLIrvI un possIbIIe rIscuLLo, IonLuno duI pregIudIzI cIe vI uccompugnerun-
no unu voILu uscILI duI curcere.
Comunque sIu, II segreLo queIIo dI Lruscorrere II Lempo mIgIIore sIruLLundo Ie opporLunILu cIe vI
vengono oIIerLe senzu ubbundonure Iu sperunzu cIe rIsIede denLro ognuno dI voI. SoIo cosi sI pu IoL-
Lure conLro quesLo mondo dI m.. cIe uIIe voILe (spesso) uppure IngIusLo. Per concIudere, vI porgIumo
II nosLro sosLegno (per quunLo possu essere uLIIe) e sperIumo cIe quesLu IeLLeru vengu LenuLu In consI-
deruzIone e non uLIIIzzuLu come curLu IgIenIcu .
Un enorme suIuLo, Dagli Studenti della Scuola Superiore Cristoforo Marzolidi Pa-
lazzolo sullOglio
29
A Fede
Stelle che ballano
Stelle che cadono
Stelle comete
Stelle che sorgono
Stelle che illuminano
Stelle nascoste che, quando meno te laspetti, appaiono nella notte proprio
come te. Vito
SOGNAVO
5onavo iI Iutuo isno d'amos
F ad oi Ia vita mi avvoIs
0on iI caIos dsi tuoi occIi ba-
nati di :incsit
F msnts :tino Ia tua mano
Un snsia caica di o:itivit
Ai ismis i :sntimsnti di bsI-
Iszza inIinita.
!a cuio:it di :sntis iI iacss
:uIIs Iabba
5i ta:Iomata in una :csIta
s amos
Fd iI icodo dsIIs :tois di i-
ma,
oa :smba Iontano
Hds::o voIio :oIo :sntimi Iibsa
di voIas
!n:isms a ts
F csas iI oio ioco di ds:i-
dsi
AsIIa :smIicit di una bsIIa can-
zons
5onavo iI Iutuo isno d'amos
F ad oi iI Iutuo non iu :o-
no
Oa divsntato Ia saIt di oni
iono "i amo !aua
Sete di certezze
Ossessionato dalla stella
Che mi ricorda
Quanto sei bella
Che ci spiava
Ogni qualvolta
Che ti baciavo
Che illuminava ideali
Gi sussurrati
Da queste labbra
Che hanno sete di certezze
Stella con un'anima
Che si vuol nutrire
Di un sano futuro
Stella, regina indiscussa
Di notturni variegati
Che ci invita alla pace
Alla gioia di vivere
Amori incondizionati
Mario Perretta
30
LALBERO DEL PIANTO
Innanzi a me, tra fredde sbarre, si erge imponente un grande albero. Sembra
privo di forza, alimentato da milioni delle nostre lacrime di dolore, di ango-
scia e tanta rabbia.
Tutto intorno il verde primaverile primeggia, meno che lui, l fermo, immobi-
le, in attesa, come noi del mitico giorno quando udiremo lassistente che ci
dir:liberate!
Libero di germogliare per una nuova vita, piena di una linfa nuova, fresca,
che scorre dalle radici agli alti rami. Ma ancora tutto tace.
La disperazione palpabile come lodore di mille sigarette fumate fino al fil-
tro per non sprecare niente; qui dentro tutto necessario, soprattutto quelle
cose che fuori sembravano cos scontate e normali. Ma quando arriver la mia
libert!
Bianca

Guardo i tuoi occhi


Guardo i tuoi occhi e vedo il mare,
Guardo i tuoi occhi e vedo il cielo,
Guardo i tuoi occhi e vedo azzurro,
Quando vedo azzurro penso ai tuoi occhi,
Gli occhi di una splendida birichina,
Che si chiama Cristiana
La mia bella bambina
Valciu Doina
31
Tcvvvv v picvc ico Tcvvvv v picvc ico Tcvvvv v picvc ico Tcvvvv v picvc ico

Oni iono ni ..civ.o nvvino vv .ivio Tcvpino Tcvpino Tcvpino Tcvpino
^v .nc cv v nvinv v pcvvvc in Iivnpinv Iivnpinv Iivnpinv Iivnpinv
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(on vno .vn.io vv vnino ni ovo vn po vn Ivv.ino vn Ivv.ino vn Ivv.ino vn Ivv.ino
Tv..o vv (vninc (vninc (vninc (vninc v piv::v )o.cv )o.cv )o.cv )o.cv ..ni::vnvo .iv .onc vnv .vcv
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Tcvvo onvi .pv.vvo cv ino..o piv::vc /nvvo /nvvo /nvvo /nvvo
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Ivni i.ovi ncv niv ncnoiv vv.c.vnvo piv::v (ioiv piv::v (ioiv piv::v (ioiv piv::v (ioiv
Toi ni v..oo .nc nvnno inno.vo vn.nc piv::v vc nc.vo piv::v vc nc.vo piv::v vc nc.vo piv::v vc nc.vo
(o. poi vv von .i.i.v ni inco vn.ov in pi.v
(oninvo .on .on.in:ionc cv c..oni in .v:ionc v:ionc v:ionc v:ionc
(iv .vi vi pc.onc .on incn:ionc piv o ncno vonc
^i ivninv i i.ovo vi nio pvvc
cpoo v (vninivno (vninivno (vninivno (vninivno c vivno .iv ^ivno .iv ^ivno .iv ^ivno .iv ^ivno
1 vnv .iv .nc no nc .voc pc.nc .i v.ov vn nio vnvc vnoc
Ov .on.vvo .cn:v {cv .nc c..iv c..iv c..iv c..iv
cv in i.i.cv
1 .vic .v pc i .v.co .v.co .v.co .v.co ovii i pvc.v
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FILETTO DELICE
Tempo di preparazione 2h e1/2
Ingredienti:
4 filetti di manzo
pepe bianco a grani
pomodori da sugo freschi
2 spicchi d'aglio intero
6 foglie di mentuccia
sale q.b.
cognac
Preparazione
Cuocere il pomodoro e passarlo.
Soffriggere l'aglio in olio di oliva extravergine quanto basta, aggiungere la salsa
di pomodoro e la mentuccia.
Salare quanto basta, far riposare per 2 ore.
Bucare i filetti con il coltello (3 buchi a filetto), e mettere un granello di pepe bianco per ogni buco.
Grigliare per circa 5 minuti su entrambe i lati e ricoprire con 2 o 3 cucchiai di sugo.
Infine, aggiungere un cucchiaino di cognac e... servire in tavola!
Franco

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b:i|ca
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ArIete: :|ete o| :o||to |nfuocot| do un co|ore r|mouer||e, rocedete con ru-
denzo e moderote |o uo:tro e:uberonzo.

7ere: |o uo:tro cooc|t |nte||ettuo|e :| :to ||euemente off|euo|endo, cercote
uno moqq|ore concentroz|one e ||m|tote |e u:c|te f|nonz|or|e.

0emeIII: doo un er|odo d| :to:| e d| :combu::o|omento emot|uo douete
|morore o frenore | uo:tr| |:t|nt| on|mo|e:ch| e r|ort|re do u| :te::|.

Cocre: q|unto || uo:tro er|odo, non erdete |e occo:|on| che :| roon-
qono. L'omore bu::o o||o orto non tenete|o ch|u:o.

Leee: er|odo d| r|f|e::|one e r|o:o, coq||ete |'occo:|one er r|ord|nore |e
uo:tre |dee e concentroteu| :u| ro::|mo futuro.

VergIe: |n|z|ote o fore meno | |qno|| e cercote d| trouore de||e dec|:|on|
:enzo donneqq|ore q|| o|tr|.

8IIocIo: ondr tutto er || meq||o :o|o :e c| crederete ueromente, || e::|-
m|:mo deue e::ere o||ontonoto. ' |n orr|uo un futuro d| q|o|o e fe||c|t.

tcerpIee: | uo:tr| roqett| :oronno reo||zzot| :o|tonto :e :orete | qenero:|
e comren:|u|. Abb|ote curo de| uo:tro o:etto f|:|co.

togIttorIe: |o fortuno do||o uo:tro orte, :orottutto |n omore, non o-
tre:te de:|derore nu||o d| |. Conf|dote ne| uo:tro ortner.

CoprIcere: non no:condete | uo:tr| :ent|ment| e non dote n|ente er :con-
toto, |o fortuno u| ottende, douete :o|o oz|entore.

AcquorIe: cercote d| def|n|re |o uo:tro uero |dent|t, :|ote | |ndu|qent|
con uo| :te::| e |o:c|ote fuor| do||o orto |e cr|t|che.

etcIt |o uo:tro :en:|b|||t otrebbe e::ere donno:o, :tote mo|to ottent| o||e
er:one che retendono troo do uo|, non o:co|tote|e.

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L'oroscopo cinese e corposlo da 12 segr| zod|aca||: rascr||| all|v| e
lerr|r||| pass|v| ogruro de| qua|| |egalo a ur e|ererlo (rela||o, luoco,
acqua, |egro, lerra).
l segr| zod|aca|| rascr||| soro: Topo, T|gre, 0rago, Cava||o, 3c|rr|a e Ca-
re .
l segr| zod|aca|| lerr|r||| soro: 8ula|o, Cor|g||o, 3erperle, Capra, 0a||o e
C|rgr|a|e.
L'aslro|og|a c|rese e d|v|sa |r segr| zod|aca|| cre r|porlaro || rore d| ur
ar|ra|e. A d|llererza de||'oroscopo adollalo |r occ|derle, cre der|va da||a
slor|a greca, ad ogr| segro zod|aca|e v|ere allr|ou|lo ur arro.
La |eggerda raccorla cre || 8uddra, serlerdo |a rorle avv|c|rars|, cr|aro
a racco|la lull| g|| ar|ra|| de||a lerra, ra so|o 12 d| |oro ardaroro a sa|ular-
|o. Core prer|o per |a |oro lede|la dec|se d| cr|arare cor | |oro ror| |e
las| |urar| e rerder|| cosi |rrorla||.
l| pr|ro ad arr|vare lu || lopo, ve|oce e luroo, || secordo lu || d|||gerle oue,
segu|lo da||'|rlrep|da l|gre e || pac|l|co cor|g||o. l| drago lu || qu|rlo, segu|lo
da suo lrale||o r|rore, || serperle. l| sell|ro lu |'al|el|co cava||o, segu|lo
da||'e|egarle pecora. 3uo|lo dopo arr|vo |'aslula sc|rr|a, segu|la da| co|o-
ralo ga||o, || lede|e care e |rl|re || lorluralo ra|a|e, cre lece appera |r
lerpo a sa|ulare || 8uddra.
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redazione invia una mail a:
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ti risponderanno le redazioni di
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percorsi di formazione professionale e di
progetti sperimentali per linserimento lavo-
rativo dei detenuti, il reinserimento sociale
del detenuto al termine della pena.
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Rivista realizzata nellambito del Progetto Oltre le sbarre,
con il contributo di: