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Diritto Niente pi distinzione tra droghe leggere e pesanti, sanzioni amministrative per chi fa uso di stupefacenti, pene dai

6 ai 20 anni per traffico e spaccio di droga. Queste in sintesi le novit introdotte dal decreto legge che contiene "Disposizioni per favorire il recupero di tossicodipendenti recidivi" approvato in via definitiva l8 febbraio 2006 dalla Camera dei Deputati. Ecco in dettaglio le novit: Abolizione distinzione tra droghe leggere (come Marijuana, Cannabis, Hashish) e droghe pesanti (come cocaina, eroina) Il consumo di qualsiasi sostanza viene punito con una sanzione amministrativa. Spetta a chi viene trovato con una dose che rientra nella quantit considerata "ad uso personale". Le sanzioni prevedono: ritiro patente, del passaporto o del permesso di soggiorno per gli stranieri Pene dai 6 i 20 anni di carcere per traffico e spaccio di droga. Nelle condanne inferiori ai 6 anni il tossicodipendente pu chiedere di tramutare la condanna in un periodo riabilitativo in una comunit disintossicante. Equiparazione enti pubblici e privati per il recupero dei tossicodipendenti
Le quote di stupefacente considerate ad uso personale 1000 milligrammi per cannabis

per cocaina 250 milligrammi per eroina 750 milligrammi per MDMA (ecstasy) 500 milligrammi per amfetamina 150 microgrammi per Lsd
750 milligrammi

Con il decreto Legge del 13 novembre 2006 viene innalzato da 500 a 1000 milligrammi il quantitativo massimo di cannabis espresso in principio attivo, detenibile ad uso esclusivamente personale. Pertanto i cittadini che saranno trovati in possesso di quantitativi al di sotto di tale limite potranno essere oggetto solo di sanzioni amministrative senza incorrere nella presunzione di spaccio e nei provvedimenti punitivi che, in base alla legge Fini-Giovanardi, potevano arrivare fino allarresto e al carcere anche per quantitativi realisticamente ascrivibili ad un uso personale. Il nuovo valore soglia di 1.000 milligrammi di principio attivo della cannabis deriva dalla moltiplicazione per 40, anzich per 20 come previsto dalla vecchia tabella varata dal precedente Governo, della "dose media singola" che pari a 25 milligrammi. Secondo lattuale legge sulla droga per "dose media singola" si intende la "quantit di principio attivo per singola assunzione idonea a produrre in un soggetto tollerante e dipendente un effetto stupefacente e psicotropo".

Ecco quanto proposto dal centro-sinistra come Programma di Governo 2006-2011 per quanto riguarda la droga.
"Educare, prevenire, curare. Non incarcerare. Per le tossicodipendenze non servono n il carcere n i ricoveri coatti. Alla tolleranza zero bisogna opporre una strategia dellaccoglienza sociale per la persona e le famiglie che vivono il dramma della droga, a partire dalla decriminalizzazione delle condotte legate al consumo (anche per fini terapeutici) e quindi dal superamento della normativa in vigore dal 1990. Occorre un reale contrasto dei traffici e la tolleranza zero verso i trafficanti. necessario rilanciare il ruolo dei SerT e dei servizi territoriali che in questi cinque anni sono stati sistematicamente penalizzati dai tagli alla spesa sociale; senza imporre un unico modello e salvaguardando il pluralismo delle comunit terapeutiche, queste dovranno essere messe in rete con il servizio pubblico a cui spetta la diagnosi della dipendenza. Vanno sostenuti quanti, con approcci culturali e metodologie differenti da anni sono impegnati a costruire percorsi personalizzati e perci efficaci di prevenzione, cura e riabilitazione considerando le strategie di riduzione del danno come parte integrante della rete dei servizi. Il decreto legge del governo sulle tossicodipendenze deve essere abrogato.

Innalzato da 500 a 1000 milligrammi il quantitativo massimo di cannabis espresso in principio attivo che pu essere detenuto per uso personale. In base al decreto ministeriale emanato da Livia Turco, i cittadini che saranno trovati in possesso di quantitativi sotto questo limite potranno essere oggetto solo di sanzioni amministrative. (Fonte Ansa). ''Con questo provvedimento - sottolinea il ministro - abbiamo operato al fine di una prima correzione amministrativa delle tabelle contenenti i valori massimi quantitativi delle sostanze stupefacenti per uso esclusivamente personale. Con cio' non si intende liberalizzare l'uso della cannabis ma, molto piu' responsabilmente, far rientrare tali comportamenti nocivi per la salute tra gli atti da prevenire e non da reprimere con pene che possono arrivare fino al carcere. Il problema della droga, e' bene sottolinearlo ancora una volta, sta nell'illegalita' diffusa attorno al traffico e al commercio e non nel consumo individuale, contro il quale non servono ne' il carcere ne' i ricoveri coatti. La cosiddetta 'tolleranza zero' verso i consumatori - conclude il ministro - non e' infatti riuscita a scardinare il business della droga in nessuna parte del mondo, mentre la via giusta e' quella dell'accoglienza sociale per le persone e le famiglie che vivono il dramma della droga, decriminalizzando le condotte legate al consumo e concentrando il lavoro delle Forze dell'ordine e della Magistratura verso i veri criminali che sono i trafficanti e gli spacciatori'' (Fonte ASCA) 13.11.06