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P E R I O D I C O D I C U LT U R A N E O - I L LU M I N I S TA

N u m e ro 1 9 , m ag g i o 2 0 1 3 ( A n n o V I I , n . 1 )

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A. la verit, vi prego, sullaborto


J. Mnemonic
Dellaborto si sa, meglio non parlare. Anche nei paesi dove legale come il nostro la parola aborto sufficiente a far calare il gelo e il silenzio su qualunque discussione. Ma a parte la citata serie ideata da Shonda Rhimes nessun sceneggiatore ha gli attributi per far dire a un suo personaggio si ho abortito, stata la scelta giusta e lo rifarei. O nel caso dovesse avere questi attributi intervengono le premuI laici che parlano del tema sono in gerose censure televisive a non mandare in nere sempre sulla difensiva, per aver onda gli episodi incriminati. una minima voce in capitolo devono prima ammettere che si sta parlando Eppure stando agli studi recenti citati di una cosa brutta della quale si spe- dalla brava e lucida Chiara Lalli, ben il ra non doverne mai fare ricorso. Solo 72% delle donne che ha abortito ha dicos possono permettersi di difendere chiarato che il beneficio stato maggioil diritto di scelta della donna su come re del danno, e solo il 20% di loro ha sofgestire il proprio corpo, altrimenti non ferto di depressione post-aborto. sarebbero mai presi in considerazione. La famigerata depressione post aborto, Come ricorda Chiara Lalli in questo libro o meglio definita SPA (Sindrome Post (A. La verit vi prego sullaborto, Ed. Abortiva) che viene propagandata dagli Fandango Libri 18.00) non passato attivisti medici prolife insieme ai rischi molto tempo da quando la donna che di tumore e sterilit causati dallaborto non voleva portare a termine la gravi- nonostante che di evidenze mediche in danza era automaticamente considera- proposito non ce ne siano. In alcuni stati ta pazza, degenerata e indegna di vivere Usa la legge obbliga la donna che vuole in una societ civile. abortire deve essere adeguatamente informata di tutti questi presunti rischi, in La situazione cambiata da allora? altri stati si arriva allobbligo di vedere il Difficile dirlo, a livello legale ovvia- feto dallecografia transvaginale (questo mente si, a livello di dramma sociale il Texas, baby). mutata in modo sottile in un contesto Allora fa benissimo Chiara Lalli a riportain cui dalla incriminazione di stato si re nel suo libro le parole di Italo Calvino passa alla subdola instaurazione di senche nel 1975 scriveva a Claudio Magris: si di colpa nella donna che ha scelto di Mettere al mondo un figlio ha un senso abortire. solo se questo figlio voluto, coscienteNon sar un caso che di tutte le serie mente e liberamente dai due genitori. della televisione una sola ha avuto il co- Se no un atto animalesco e criminoso. raggio di presentare la scelta della don- Un essere umano diventa tale non per il na come un diritto a cui non seguono casula verificarsi di certe condizioni biorimpianti (si parla di Greys anatomy) logiche, ma per un atto di volont e damentre in tutto il resto dei casi la que- more da parte degli altri. Se no lumanit stione innominabile viene affrontata diventa- come in parte gi una stalla solo per stigmatizzare uneventuale di conigli. non prosecuzione della gravidanza. A Un sincero plauso allautrice per aver volte per sbrogliare la trama di questi squarciato il velo di menzogne e di ipocrisia telefilm irrompe la soluzione aborto che artificiosamente si crea sempre quando spontaneo a semplificare le questioni e si parla di questi argomenti. a lavare le coscienze.

PROPRIETARIO ED EDITORE: Associazione Culturale Civilt Laica, Via Carrara, 2 - 05100 Terni e-mail redazione@civiltalaica.it tel: 348 4088638 DIRETTORE RESPONSABILE Sergio Moscatelli COMITATO DI REDAZIONE: Maurizio Magnani, Alessandro Petrucci, Massimiliano Brasile, Alessandro Chiometti, Marcello Ricci, Nicoletta Bernardi, Cecilia M. Calamani Stampato perlAss. Cult. Civilt Laica dalla Tipolitografia Visconti Terni Autorizzazione del tribunale di Terni n. 03/07 dell 8 Marzo 2007 Grafica:

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Agnieszka Gocowska

Katapulta Design di

Illustrazione in prima pagina Katapulta Design.

Sentenze Cedu e libert religiosa


Dagoberto Frattaroli
Di recente la Corte Europea per i diritti delluomo (Cedu), organo giurisdizionale del Consiglio dEuropa, si pronunciata su quattro casi riguardanti presunte violazioni dei diritti umani nei confronti di alcuni cittadini di religione cristiana in Gran Bretagna. Il Consiglio dEuropa, organismo internazionale (da non confondere con lUnione Europea) costituito da 47 Stati con il fine di promuovere la democrazia e i diritti delluomo, si dotato di una corte di giustizia, la Cedu appunto, per decidere sui casi di presunta violazione dei diritti umani in danno di cittadini degli Stati membri. I quattro casi allesame della Corte hanno in comune il fatto che si tratta di controversie tra lavoratori e datori di lavoro, che avrebbero applicato ingiuste sanzioni in alcuni casi anche il licenziamento a causa del comportamento tenuto dai dipendenti sul posto di lavoro, comunque riconducibile a motivi religiosi. Due di questi ricorsi riguardavano dipendenti che indossavano simboli religiosi mentre negli altri due casi i lavoratori hanno tenuto, in applicazione delle proprie convinzioni religiose, comportamenti in contrasto con lincarico professionale loro assegnato. In tutti i casi, di fronte alla contestazione del datore di lavoro i lavoratori avevano reagito appellandosi alla libert di espressione religiosa, secondo loro gravemente lesa dal comportamento discriminatorio tenuto in loro danno. Uno solo di questi ricorsi stato accolto, mentre gli altri hanno visto soccombere il lavoratore. La Corte europea sembrerebbe non aver tenuto un atteggiamento uniforme nei confronti dei quattro casi in esame ma la contraddittoriet solo apparente poich le sentenze riflettono la diversit delle fattispecie sottostanti. In dettaglio, la Corte ha accolto il solo ricorso presentato da unimpiegata della compagnia aerea inglese British Airways alla quale era stato proibito di indossare i propri simboli religiosi, in particolare il crocefisso, in quanto un regolamento interno della compagnia vietata a tutti i dipendenti di indossare spille, catenine o gioielli. In tale divieto la Corte di Strasburgo ha ravvisato una violazione della Convenzione europea sui diritti delluomo sulla libert di pensiero, coscienza e religione e ha dato ragione allimpiegata. Negli altri casi, uno solo era direttamente confrontabile con il precedente ed quello di una infermiera che insisteva nellindossare il crocefisso nonostante lospedale ove lavorava lo vietasse per evidenti motivi igienico-sanitari. Di fronte al persistere del comportamento lospedale ha preso dei provvedimenti contro i quali ricorsa linfermiera, vedendosi per dare torto dalla Corte europea. Gli altri due casi, anchessi rigettati dalla Corte, erano in parte diversi perch si trattava di un ufficiale di stato civile addetto alla tenuta dei registri anagrafici che si era rifiutato di registrare una coppia omosessuale in quanto atto contrario alla sua fede personale e il caso di un assistente sociale che, nellespletamento del suo lavoro, non aveva trattato le coppie omosessuali allo stesso modo di quelle eterosessuali. Ora resta da capire quali sono i motivi per cui la Corte europea ha deciso diversamente tra casi molto simili: qual stato il criterio che ha fatto s che una sentenza fosse favorevole a chi indossava simboli religiosi e le altre tre sentenze fossero invece contrarie? La posizione dei giudici europei non stata semplicemente quella di scegliere tra due opposte e distanti posizioni: la prima che impone laffermazione piena e incondizionata del diritto di espressione religiosa e la seconda consistente invece nellapplicazione di un principio laico stretto che fa divieto di mostrare ostentatamente nei posti di lavoro pubblico il proprio credo religioso, soprattutto quando attuato con intenti intimidatori o di proselitismo, oppure di modificare la propria mansione lavorativa in relazione al credo praticato. La scelta non stata cos semplice e tranciante, ma pi articolata e sfumata. La Corte ha cos ragionato: la libert di espressione religiosa un diritto fondamentale dellindividuo che pu per trovare limitazioni in presenza di gravi ragioni e con senso della misura. Si tratta quindi di un principio non assoluto, ma applicabile caso per caso, e il giudizio pu esprimersi in soluzioni diverse. La Corte ha quindi confrontato il diritto religioso della lavoratrice inglese con la necessit per la compagnia aerea di mantenere una divisa uniforme per i propri dipendenti e ha deciso che il diritto individuale fosse pi importante. Viceversa nel caso dellinfermiera dove la Corte ha invece ritenuto che i rischi per la salute dei pazienti fossero ragione sufficiente per vietare monili pericolosi in corsia, come ad esempio le croci pendule, e quindi alla lavoratrice ha dato torto. Negli altri due casi, in realt diversi dai precedenti, la Corte ha ritenuto che il dovere di espletare il proprio incarico di dipendente pubblico non permettesse al dipendente di esercitare lobiezione di coscienza nei confronti di comportamenti ritenuti contrari alla propria fede. Delle sentenze Cedu non potr fare a meno di tenerne conto anche la nostra magistratura ove chiamata a decidere su casi simili, perch non dobbiamo credere che le vicende giudiziarie trattate siano cos lontane e diverse dalle nostre. In realt nei casi inglesi si ritrovano i lineamenti di vicende analoghe verificatesi in casa nostra. Ricordo per esempio la valutazione derogatoria applicata da un p.m. al velo che copre il volto di una donna rispetto allapplicazione delle leggi di pubblica sicurezza e il ben pi importante e diffuso fenomeno dellobiezione di coscienza in materia di aborto che ha condotto a gravi limitazioni del servizio pubblico da parte di parecchi ospedali italiani dove non pi possibile praticare linterruzione della gravidanza oppure farlo solo con gravi disagi. Il principio riaffermato dalla Cedu mi sembra condivisibile e andr declinato

Dal Tramonto dei diritti a Giorgio II


Cecilia M. Calamani
Ora che con la rielezione di Giorgio Napolitano al Quirinale siamo usciti dallimbarazzante terno al lotto politico che ha portato al suicidio il pi grande partito di centrosinistra italiano, possiamo ragionare su quella formidabile occasione - per la democrazia, i diritti e la stessa politica - persa con la bocciatura della candidatura di Stefano Rodot. Giurista insigne, costituzionalista raffinato, persona di rara caratura etica e istituzionale, Rodot sarebbe stato, nella rosa dei nomi pi o meno presentabili proposti dalle varie coalizioni, il candidato naturale per un centrosinistra teso al rinnovamento e allabbandono di una vecchia politica di palazzo - per altro gi bocciata dai cittadini nelle elezioni del 24 e 25 febbraio - piuttosto che di popolo. E invece no. E naturale cercare di capire come mai quella sinistra garante, almeno a parole, dei diritti di tutti, gli abbia preferito personaggi pi o meno nominabili ma certamente cos lontani dai valori che essa stessa dice di rappresentare e da quella fase nuova che lo stesso Bersani ha millantato fino alla sconfitta finale che gli costata la testa. E ancora, lecito chiedersi perch, dopo aver visto cadere i suoi candidati ufficiali uno a uno, il Pd non abbia tentato la convergenza su quello proposto dai Cinque stelle - tanto ormai non cera pi nulla da perdere - piuttosto che tornare con la coda tra le gambe da Napolitano a chiedere di salvargli, in extremis, una faccia gi irrimediabilmente persa. Nessuno del Pd, in questi due giorni di indecente balletto per le elezioni presidenziali, ha spiegato con chiarezza perch Rodot non fosse adatto. Bisbigli, frasette di circostanza del tipo non rappresenta tutto il partito (come se invece Marini o Prodi lo rappresentassero) ma nulla di pi concreto. Non una motivazione. Che invece c, ed lampante. Rodot un laico, anzi, un vero laico. Il che non significa, come da sempre certa politica vorrebbe far passare, mangiapreti e antireligioso. Rodot semplicemente un garante del diritto e dei diritti, individuali e collettivi, secondo quanto stabilito dalla nostra carta costituzionale. Come tutti i laici veri, Rodot crede in un ordinamento legi-

caso per caso senza prevaricazioni e con equilibrio. Il diritto di espressione religiosa in Italia previsto dalla Costituzione ma esso non dogmaticamente incomprimibile ma pu e deve essere temperato e contenuto laddove particolari circostanze facciano prevalere interessi collettivi o di rango pi elevato. Da ultimo vorrei ricordare che prendendo lo spunto dalle sentenze Cedu le frange cattoliche pi integraliste e la stampa sensazionalista hanno subito gridato alla persecuzione religiosa in danno dei cristiani, ri-

presentando il consueto messaggio di una emarginazione o persecuzione in atto verso la religione ed il cristianesimo anche nei paesi europei. Ragionevolmente non mi pare esista alcun preconcetto attacco laicista, n in Italia n in Europa, contro i simboli religiosi, come dimostrano i milioni di persone che ostentano indisturbati una croce sul posto di lavoro e i crocefissi che, in Italia, continuano a presenziare al pubblico insegnamento nelle aule scolastiche e alle sentenze nelle aule di giustizia.

slativo in cui siano tutelati le idee e i diritti di tutti senza preferenze e prevaricazioni ideologiche o religiose. Sostiene la scuola pubblica e si batte contro i finanziamenti che lo Stato, incostituzionalmente, elargisce a quella paritaria (e infatti uno dei primi firmatari del referendum bolognese che si terr a maggio proprio su questo tema); difende lautodeterminazione della persona sulle scelte affettive, riproduttive e di salute; promotore delluguaglianza dei diritti di tutti i cittadini a prescindere dal loro orientamento sessuale. Chi guardasse da fuori le aberranti vicende di casa nostra potrebbe pensare che questi, in fondo, sono valori da sempre difesi dalle sinistre europee: giustizia e uguaglianza sociale contro ogni discriminazione. Invece non da noi, dove una deriva ideologica di stampo confessionale ha permeato talmente il tessuto politico, da destra a sinistra, da esserne parte inscindibile. Tra i paesi civili solo in Italia il parlamento - da qualsiasi compagine politica composto - antepone una visione di parte alla stretta normazione dei comportamenti che emergono dalla societ. Solo da noi, in base a una presunta morale superiore, si decreta che gli omosessuali non abbiano gli stessi diritti degli eterosessuali, si stabiliscono le regole ideologiche (e non scientifiche) su contraccezione, aborto e fecondazione assistita e, peggio ancora, si scatena tra un embrione (una persona che ancora non ) e una donna (una persona che ) una guerra di diritti con lo scopo di affermare che quelli del primo sono paritetici, e anzi superiori, a quelli della seconda (si pensi alla legge 40 sulla fecondazione assistita). Solo in Italia legislature di centrodestra e centrosinistra hanno chiuso entrambi gli occhi di fronte agli articoli 32 (Nessuno pu essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non pu in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona

umana) e 33 (Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato) della Costituzione, boicottando a priori lapplicazione delle volont di fine vita espresse dai cittadini e continuando a conferire finanziamenti a pioggia alle scuole paritarie a scapito di quelle pubbliche. Triste conseguenza di ci la sperequazione sociale indotta dal turismo dei diritti, riservato a chi pu permettersi di realizzare allestero quel che in patria gli viene negato, si tratti di un matrimonio omosex, di una fecondazione eterologa o di una morte dignitosa. In questo abbattimento sistematico dei diritti di tutti per salvare lideologia di alcuni, il Pd non innocente. Non lo stato quando era al governo (anni di liti su Pacs, Cus e Dico concluse col nulla di fatto dovrebbero ricordarci qualcosa) e neanche quando era allopposizione, avallando scelte scriteriate sul diritto al lavoro e alla salute. Ecco perch Rodot no. Ecco perch questo centrosinistra nato dalla fusione di due anime contrapposte non ha voluto alla presidenza della Repubblica chi gli avrebbe ricordato in ogni momento che la Costituzione non si tira in ballo solo quando fa comodo, che il rispetto

vale per i diritti di tutti, che il compito del parlamento non quello di legiferare secondo morale, ma di disciplinare i fenomeni sociali garantendo a tutti i cittadini la stessa libert di espressione, scelta e coscienza. Ma il problema sollevato dalla bocciatura di Rodot da parte di chi avrebbe dovuto sostenerlo non si limita al Pd, non riguarda solo il centrosinistra o quel che oggi ne rimane. E molto pi ampio e insidioso, subdolo e drammatico. Se anche i naturali sostenitori politici dei diritti costituzionali si sono tirati indietro al punto di ricorrere a vecchi rappresentanti di nomenclature dubbie e stantie, significa non solo che non siamo un paese laico nella sua accezione pi ampia e antica del termine, quella che riguarda libert e diritti della persona contro ogni sopraffazione di tipo ideologico, ma che la strada per la civilt ancora lunga e tutta in salita. Non siamo pronti, e a questo punto chiss quando lo saremo mai. La speranza di laicit, che morta con il tramonto dellipotesi Rodot al Quirinale, ammazza di conseguenza quella di democrazia. Perch nessuna democrazia pu prescindere dalla piena attuazione dei diritti dellindividuo e dallindipendenza istituzionale da qualsiasi ideologia. Religioni incluse.

AGOSTINO
Discussione sulla Filosofia

DOMANDE Alessandro Chiometti e Federico Piccirillo RISPOSTE

Dato il grande successo della prima puntata della discussione sulla filosofia abbiamo deciso di proseguire. Tuttavia a causa dei molteplici impegni il Prof. Marcello Ricci rimane solo come supervisore del progetto ma a rispondere alle mie domande sar il Dott. Federico Piccirillo laureato in Filosofia allUniversit di Siena.
Agostino dIppona, padre dottore e santo della Chiesa Cattolica stato secondo molti il pi grande pensatore cristiano del primo millennio e uno dei geni dellumanit in assoluto. Nellavvicinarsi a lui tramite i testi degli autori che ne parlano mi sembra di toccare con mano la devozione nei suoi confronti e quasi il timore di parlarne. So che corro il rischio di sembrare sfacciato e ignorante ma preferisco sapermi sincero, leggere questi suoi testi non mi ha fatto molta impressione a differenza di tanti che continuano a citarlo come fonte di ispirazione in ogni ambito. Perch Agostino considerato cos importante nello studio della Filosofia? Agostino considerato un grande perch la sua speculazione filosofico-teologica va a toccare una serie di tematiche di natura religiosa, teoretica, morale ed esistenziale, che verranno riprese e riaffrontate con approcci sia laici che religiosi da filosofi a lui posteriori come Lutero, Calvino, Erasmo, Cartesio, Pascal, Leibniz, Kant, ecc., ecc. Tali temi sono la libert, la grazia, il dubbio, la caducit dellesistenza umana, le possibilit conoscitive delluomo , il problema del male ed il tempo. Agostino non risolve la sua filosofia in una mera ricerca di Dio, ma riflette anche su problematiche che vanno al di l della religione, pur cercando sempre di ricondurre tutto alla teologia. Un altro aspetto che rende Agostino interessante per molti lettori, la totale compenetrazione tra filosofia e vita, tant vero che leggere le Confessioni di Agostino non vuol dire leggere solo un trattato di teologia, ma bens leggere la biografia di un uomo e del suo rapporto con Dio, non sempre semplice e lineare ma caratterizzato da dubbi, incertezze e momenti di confusione. Ci rende avvincente la lettura di Agostino, in quanto possiamo vedere attraverso essa come un uomo si renda nudo, ovvero si spogli da qualsivoglia maschera ed esponga s stesso mostrando i suoi lati deboli e le sue incertezze, una dimensione di cui tutti noi siamo partecipi, ed questo che ci fa sentire lautore vicino e che lo rende interessante. Ovviamente tale discorso non applicabile allAgostino teologo del De Civitate Dei, ovvero un Agostino che ha superato tutti i suoi dubbi e che avendo (meglio dire credendo di avere) la verit assoluta divide il mondo in buoni e cattivi. Inoltre ci che rende Agostino importante il fatto che egli si sia sforzato di conciliare la filosofia greca con il cristianesimo, non cestinando e rifiutando aprioristicamente la prima. Il tentativo di far assumere alle verit di fede un profilo un po pi razionale, tramite la mediazione di Platone ed i neoplatonici, ha di certo contribuito alla alta considerazione che molti, studiosi e non, hanno di Agostino dIppona. Il fatto che non sia comunque riuscito a razionalizzare la fede un altro discorso. Del resto cercare di razionalizzare lirrazionale come convincere un re a fare la repubblica. Initium ut esset, creatus est homo questa frase di Agostino stata tradotta in modi diversi ma il concetto praticamente unico, luomo stato creato perch ci fosse linizio. Leggendola con le nostre conoscenze attuali sappiamo che una posizione assolutamente sbagliata, da fanatico dellantropocentrismo. Verreb-

be quasi da dire che i mali della nostra umanit cominciano da questa frase. Era veramente impossibile nel Quattrocento rendersi conto del male che portava con se questaffermazione? In Agostino luomo imago Dei, in questo risiede la sua grandezza. Una grandezza che luomo ha tuttavia perduto con il peccato originale. Soltanto riconciliandosi con Dio egli ha la possibilit di ritrovare la sua grandezza che a lui conferisce un primato sulle altre creature. Non appropriato parlare nemmeno di antropocentrismo, poich Agostino non valuta luomo per le sue qualit intrinseche, ma soltanto in virt del fatto che tra tutte le creature imperfette egli lunico che, per taluni aspetti, partecipa alla dimensione del divino. Luomo quella realt del creato in cui manifesta il divino. Naturalmente Agostino allude alluomo creato da Dio prima del peccato e non alluomo storico, peccatore che deve riscattarsi. Lantropocentrismo di Agostino si risolve quindi nel teocentrismo. Non credo che Agostino, in quel momento storico dove tutto era dominato da una visione teocentrica, avrebbe potuto e voluto elaborare un etica antispecista che andasse oltre lantropocentrismo teo-

centrico. Lostesso Francesco dAssisi vissuto tra il XII ed il XIII secolo, loder gli animali per il solo fatto di essere creature di Dio. Anche in Francesco la visione delluomo e della nature sempre improntata al teocentrismo. Una delle cose per cui Agostino considerato geniale la sua concezione del rapporto fra Dio e il tempo. Leggo e rileggo le sue parole (Se poi prima del cielo e della terra non esisteva tempo, perch chiedere cosa facevi allora? Non esisteva un allora dove non esisteva un tempo) e non vedo genialit, ma solo laffermazione arbitraria che il tempo inizia con la creazione delluomo e della terra, cosa che oggi sappiamo totalmente sbagliata. Forse il problema che sappiamo troppe cose per apprezzare Agostino? Indubbiamente noi lettori del XXI secolo, culturalmente figli di Galileo, Newton e Einstein non possiamo che disapprovare le teorie agostiniane sul tempo. Prima di leggere un qualsiasi autore sempre necessario saperlo ben contestualizzare al livello storico-culturale, ed altrettanto necessario essere consapevoli dei cambiamenti avvenuti nellarco di tempo che separa il filosofo che vogliamo studiare. Il bene (Dio) lessere, il male (il diavolo) il non essere. Ogni nostra scelta, anche la pi piccola, in realt una scelta fra questi due poli, in ogni decisione un elemento di conversione verso lessere o il nulla. Poi per lo stesso Agostino ci dice che il nostro Dio ha fatto tutte le cose buone assai . Mi sembra facile rivelare una grossa contraddizione in termini, se le cose fatte da Dio sono tutte buone anche la mia scelta verso il nulla sar una scelta buona e non un sinonimo di dannazione. Perch Dio dovrebbe aver creato il male per poi intervenire e illuminarci su cosa il bene e cos permetterci di sceglierlo? Questo un problema del cristianesimo stesso a prescindere da Agostino: luomo libero, Dio ha creato solo il bene; come possibile che luomo scelga il male e che abbia la capacit di fare tale scelta, in netto contrasto con la volont di Dio? La risposta che Dio ama a tal punto luomo da lasciarlo libero di scegliere senza imporgli nulla. Ma che senso ha non imporre il bene per troppo amore, e poi castigare luomo quando sceglie responsabilmente, senza essere eterodiretto, il male? Se Dio non ha imposto la sua volont alluomo per amore, dovrebbe rispettarla invece di punire luomo! E una questione da cui non si esce, perch limpianto stesso di tale dogma cristiano illogico e irrazionale. Nessuna filosofia pu risolvere il dilemma. E puramente folle cercare di trovare coerenza, logicit e raziocinio in dogmi che ne sono completamente privi, lunica cosa da fare riconoscere lassurdit e linconsistenza della concezione cristiana del male, di Dio, e del libero arbitrio.

Homo Sapiens la mostra


Alessandro Chiometti
Curata da Luigi Luca Cavalli Sforza e da Telmo Pievani, la mostra Homo Sapiens - la grande storia della diversit umana in questi giorni a Novara dopo essere stata allestita a Roma e poi a Trento. Stiamo parlando di una bellissima mostra, nata da unidea originale e curata scientificamente nei minimi dettagli; una mostra che non tralascia alcuna delle scoperte pi recenti della biologia e affronta la diversit umana sia dal punto di vista biologico sia da quello etnologico. Il lungo percorso del genere Homo comparso circa 200mila anni fa in Africa, estremamente affascinante. Dai primi passi dellumanit impressi sulla cenere di uneruzione vulcanica, alle migrazioni fuori dallAfrica che hanno portato alla colonizzazione di tutto il pianeta, allincontro con i cugini neanderthaliani, fino ai primi manufatti umani e le sfide di colonizzazione degli ambienti pi estremi come lArtico, la mostra curata in ogni dettaglio colpisce in primo luogo per la mole impressionante di informazioni che riesce a fornire al visitatore. estremamente educativa e fornisce molti tinuare a giocare con le citazioni cinematografiche, spunti di riflessione, scientifici e filosofici. ricordiamo che Telmo Pievani paragona levoluzione Partendo dal punto forse pi controverso della nostra delluomo al film Sliding doors, dove un semplice evoluzione, la coabitazione nel pianeta con altre specie evento (il riuscire a entrare nelle porte del treno della Homo, la domanda a cui si cerca di dare una risposta : metropolitana che si chiudono o il dover aspettare il che fine hanno fatto tutti quanti? Fino a 40mila anni treno successivo) mostra due storie completamente fa condividevamo il pianeta con altre quattro specie diverse dei protagonisti. Homo, poi improvvisamente siamo rimasti solo noi Ecco, levoluzione (non solo quella umana) una seSapiens a diffonderci sul pianeta. Perch? rie interminabile di sliding doors dove ad ogni bivio Riferendosi in particolare allUomo di Neanderthal, gli le cose sarebbero potute andare in maniera completaorganizzatori della mostra mettono in evidenza la riflesmente differente. Oggi, per dire, il pianeta Terra potesione di John Darnton: Era pi forte. Era intelligente va ritrovarsi come specie dominante un sauro-sapiens come noi. vissuto attraverso gli orrori dellera glaciao un aracno-sapiens. le, in ogni parte dellEuropa e dellAsia Occidentale per circa 200mila anni, poi scomparso. Perch noi siamo Questo ovviamente non deve far altro che farci apqui e lui sparito? Per citare Jack Nicholson in Lonore prezzare ancora di pi la nostra particolarit e redei Prizzi, se era cosi maledettamente in gamba, com sponsabilizzarci maggiormente a trattare con rispetto che irrimediabilmente morto?. La questione non tutti i nostri compagni di viaggio nella strada del no di poco conto tenendo presente anche che gli ultimi stro futuro. Senza per cadere nel gioco di divinizzare studi genetici ci dicono che lHomo Sapiens odierno , la natura e ricordando sempre una citazione di David Raup, anchessa messa ben in evidenza nella mostra: probabilmente, ibridato con il Neanderthal. Se lestinzione fosse un gioco del tutto leale, noi non Insomma una storia, quella della diversit umana, tutta saremmo qui. da scoprire e da ammirare come fosse un film. E per con-