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In tema di doppia Indennit Integrativa Speciale

Commento alle sentenze 79 e 119 del 2008 della Corte Costituzionale e alla recente pronuncia della sezione giurisdizionale per la Toscana della Corte dei Conti, sentenza 350/2008 A cura dell'Avvocato Ernani D'Agostino

Ritengo opportuno esporre il mio punto di vista in relazione alla questione del computo della indennit integrativa speciale su plurimi trattamenti di quiescenza, cos come oggi si prospetta alla luce della (delle) recenti pronunce della Corte Costituzionale nn. 79 e 119/2008. Quanto sopra, in particolare, con riferimento alla nota di commento del Collega Bava sulla prima sentenza emessa dalla Corte dei Conti della Toscana successivamente al recente intervento della Corte Costituzionale. (sent. n. 350/2008). A giudizio del Collega di Genova," ...l'unico lato negativo della questione risiede nella conclusione, fatta derivare da tale impostazione (da parte della Corte Costituzionale), della correlativa soluzione positiva del problema solo dalla data del 1 gennaio 1995, confermandosi dunque la non debenza del beneficio della duplice i.i.s. per i periodi anteriori ". L'Avv. Bava, nell'interpretare la predetta sentenza della Corte dei Conti per la Toscana, ritiene ancora pienamente sussistente la questione in relazione ai plurimi trattamenti di quiescenza accesi e liquidati anteriormente alla data del 1 gennaio 1995; quanto sopra, sulla base della negazione (??) del diritto de quo al ricorrente del caso specifico di cui alla sentenza. Non mi sento di aderire integralmente alla interpretazione offerta dal Collega di Genova per le seguenti considerazioni. Schematicamente, la Corte Costituzionale, con le sue recenti pronunce, nell'esame dello jus superveniens di cui alla legge finanziaria 2007, ha affermato che, attraverso il comma 776 dell'art.1 della legge 296/06, ABROGATIVO dell'art.15, comma 5, della legge n.724/94, si voluto sottolineare l'eliminazione della perdurante applicabilit - quanto alle pensioni dirette liquidate fino al 31 dicembre 1994 e a quelle di reversibilit ad esse riferite - delle disposizioni relative alla corresponsione dell'indennit integrativa speciale sui trattamenti di pensione previste dall'art. 2 della legge n.324 del 1959, ci comportando l'eliminazione del DIVIETO di cumulo dell'i.i.s. su due pensioni, oltrech su pensione e retribuzione. Dalla nota di commento, in definitiva, le pronunce della Corte Costituzionale, come anche la sentenza della Corte dei Conti per la Toscana (negativa per il ricorrente), lascerebbe completamente irrisolta la questione per tutte le situazioni giuridiche anteriori al 1 gennaio 1995. In replica ritengo opportuno osservare quanto segue.

1) La fattispecie esaminata e decisa dalla Corte dei Conti per la Toscana, riguardava un titolare di due trattamenti di pensione liquidati entrambi in epoca anteriore alla predetta data del 1 gennaio 1995; 2) Con la sentenza della citata Corte dei Conti stato riconosciuto il diritto del ricorrente al computo, in misura integrale, della doppia i.i.s. sulle due pensioni, con diritto alla percezione delle somme arretrate nel limite della prescrizione quinquennale dalla data di presentazione della domanda in via amministrativa. 3) La Corte dei Conti per la Toscana, in sede interpretativa-applicativa dell'orientamento espresso dalla Corte Costituzionale, ha fissato la data del 1 gennaio 1995 quale termine a quo per il riesame delle situazioni giuridiche anteriori. In altri termini, ha negato l'applicabilit della corresponsione della doppia i.i.s. per i periodi precedenti la suddetta data, riconoscendo, per, il beneficio con riferimento all'arco temporale successivo, sempre nel limite della prescrizione quinquennale decorrente dalla data di presentazione della domanda giudiziale o della domanda amministrativa. Si fa rilevare che, come si legge nella sentenza, l'INPDAP aveva eccepito la non applicabilit del conglobamento dell'i.i.s. nella pensione trattandosi di posizione definita in epoca anteriore alla intervenuta abrogazione dell'art.15, comma 5, della legge n. 724 del 1994, sulla base del principio del "tempus regit actum". Se la Corte dei Conti per la Toscana avesse aderito a tale interpretazione - come a quella che sembra emergere dalla nota dell'Avv. Bava - avrebbe dovuto RESPINGERE il ricorso e non - come stato accoglierlo. In conclusione, da una mia interpretazione delle sentenze della Corte Costituzionale (come al solito, inspiegabilmente non semplici e chiare, ma suscettibili di contrastanti interpretazioni, dannose nei confronti della categoria), e confortato, oltrech dalla sentenza della Toscana, da altre sentenze recentissime emesse dalla Corte dei Conti per la Regione Lazio, per i titolari di plurimi trattamenti di pensione sorti e liquidati anteriormente al gennaio 1995 ritengo che si stia addivenendo ad una conclusione positiva della annosa questione: conclusione positiva, tuttavia, da conseguire attraverso specifiche azioni giudiziarie individuali, non potendo immaginare una estensione erga omnes da parte dell'Istituto.