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J. EVOLA IL CAMMINO DEL-CINABRO ALL’INSEGNA DEL PESCE D’ORO MILANO - MCMLXIII © 1963 by Vanni Scheiwiller, Milano PRINTED IN ITALY | | NOTA DELL'EDITORE L'intenzione originaria dell’autore era che questo libro uscisse postumo; ma dopo la pubblicazione di « Cavaleare la ‘Tigre » (Orientamenti esistenziali per un’epoca della dissolu- zione, 1961), che ha causato all’editore non poche incompren- sioni, ho ritenuto utile pubblicarlo gia ora per chiarire tanti equivoci e sfatare tante leggende. Questo libro pud fornire anzitutto una utile quida per me- glio orientarsi nell’insieme assai complesso e vario delle ope- re e dellattivita di Evola: dall’arte d’avanguardia (arte astratta e dadaismo) alla filosofia speculativa, dagli studi orientali alla critica dell’attuale civiltd, dalle discipline eso- teriche alla filosofia della storia e alla dottrina dello Stato. Il libro pud avere, inoltre, il valore di un «documento ‘umano » e di testimonianza di uno spirito libero, in ogni senso (non é stato mai iscritto a un partito), attraverso i suoi tempi. Mentre descrive il formarsi graduale di un pensiero, rievoca esperienze, lotte e situazioni di un periodo lungo pit decenni, senza l'autocompiacimento o la tendenziosita di odierni autori. Da qui wna specie di congiura del silenzio intorno a Evola da parte della cultura e critica ufficiale, nonostante che un pubblico attento (e non tutto composto di improvvisati disce- poli) segua ogni sua nuova opera e nonostante che diversi suoi libri siano noti e tradotti anche allestero, dove Evola viene considerato una delle figure pii: significative, anche se discus- se, della cultura italiana. Liostracismo nostrano deriva essenzialmente da aleuni mt- tio luoghi comuni intorno all’autore, senza esaminarne seria- mente la base, tutto riducendo al sentito dire (la nostra cara tradizione orale, di un caro paese dove tutti scrivono, e pub- blicano, ma nessuno legge) o all’applicazione di facili etichet- te. In ogni caso, accusando sempre senza nessuna conoscenza diretta delle opere di Evola. Per esempio, la taccia di « razzi- sta»; anche se Evola ha cura di distinguere «razzismo» da «antisemitismo », é& quest’ultimo che gli si vuole rinfacciare. Eppure Renzo De Felice nella sua « Storia degli ebrei italiani 7