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RELAZIONE FINALE PER LA SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE ALL INSEGNAMENTO SECONDARIO INDICE Indice: p.

: 1 L esperienza del tirocinio in generale: Riflessione Critica: p.: 2 L esperienza del laboratorio in generale: Riflessione Critica: pag. 3 Capitolo Io La Scuola: Informazioni su: Tipologia, P.O.F, Organi Collegiali ed altro: pag.: 4 - 11 La Classe: Composizione, Programmazione e Consiglio di Classe pag.: 12 - 14 Capitolo IIo Esperienze didattiche: 1. Il Tutor: Scelte didattiche: p. 15 2. Le Competenze Chiave: pag.:16 17 Il Tirocinio in aula:Interrogazione e Prove Scritte pag.: 18 - 22 Riflessione Critica: pag. 23 Capitolo IIIo 1. Il Tirocinio indiretto pag.24 2. Riflessione Critica pag. 25 28 Conclusioni pag. 29 1. 2. 3 4. 5. 6. Motivazioni della Scelta pag. 30 Strutturazione: Obiettivi, Metodi, Temporizzazione. Pag. 31 34 Attivit di: docente, specializzando e alunni Riflessione Critica pag. 35 Criteri di valutazione e di verifica pag.36 Eventuali implicazioni interdisciplinari pag. 37 Il Tutor: Scelte Didattiche, la Programmazione Disciplinare Materiali usati

Bibliografia

1a. L Esperienza del Tirocinio: Una riflessione critica L istruzione un aspetto dell educazione e contribuisce in particolare alla formazione intellettuale e mentale dell individuo. L istruzione, quindi, appare indispensabile per realizzare un autentica e completa educazione. Per completare il processo dell educazione non sufficiente disporre solamente dei mezzi, delle fonti economiche e delle strutture, ma occorre che ci sia anche una formazione adeguata dei giovani laureati in discipline umanistiche e scientifiche che mirano all insegnamento nella scuola secondaria. La Scuola di Specializzazione all Insegnamento Secondario d la possibilit ai giovani laureati di svolgere il tirocinio presso gli istituti secondari, affinch essi siano in grado di comprendere le varie modalit d insegnamento e la psicologia degli alunni. Il tirocinio un periodo di pratica, durante il quale si fa esperienza della realt concreta in cui la professione dell insegnante viene esercitata. Possiamo dire che il tirocinio costituisce un momento molto importante, poich in questa maniera venogono sperimentate sul piano operativo le conoscenze e le competenze acquisite durante la propria formazione. Nel tirocinio abbiamo visto il mondo degli studenti, cos come si presenta oggi e abbiamo avuto l opportunit di confrontarci con le generazioni pi giovani. In questa maniera, abbiamo avuto la possibilit di scoprire i loro interessi, il loro modo di apprendere, la loro voglia di rapportarsi con gli altri e i loro suggerimenti, per rendere la scuola, una scuola migliore. Abbiamo notato i problemi e le difficolt degli studenti nei confronti dei loro coetanei, dei loro genitori e dei docenti che gi insegnano e abbiamo osservato le loro reazioni, durante i vari momenti (belli e brutti) della loro vita scolastica, ricordandosi con molta nostalgia e commozione i pi bei momenti della nostra vita scolastica. Inoltre, abbiamo notato sul piano scolastico le differenze e la continuit esistente tra teoria e pratica professionale, gli aggiustamenti reciproci, le modalit di traduzione di un sapere teorico in saper fare pratico e soprattutto situazionato. Tutti questi sono degli ambiti pertinenti alle attivit di tirocinio, la cui effettuazione considerata ormai imprescindibile all interno della formazione dei professionisti dell educazione.

1b. La Scuola: Informazioni su: Tipologia, P.O.F, Organi Collegiali ed altro Il Liceo Ginnasio Emanuele Duni di Matera l unico liceo classico di Matera ed la pi antica scuola di Matera. Fu istituito nel 1864, in seguito alla trasformazione dell antico seminario Lanfranchi (attualmente ospita il Museo Nazionale di Arte Moderna della Basilicata e la Sovrintendenza per i Beni Culturali della Regione Basilicata) in Liceo -Ginnasio che divenne Regio Liceo nel 1882. La scuola intitolata ad Emanuele Duni (Matera 1714 Napoli 1781) illustre giurista di Matera, appartenente ad una famosa famiglia che ha dato i natali ad altri insigni personaggi, quali Egidio Romualdo Duni, al quale intitolato il Conservatorio di Musica della citt di Matera. Emanuele Duni scrisse nel 1775 a Napoli il trattato di storia e di filosofia del diritto Sulla Giurisprudenza Universale o Sistema sul Diritto Universale, dedicato al Tanucci, famoso ministro di Carlo III di Borbone. Insegn anche Diritto Canonico e Civile presso l Universit di Roma. Il Liceo Classico E. Duni ha avuto tra i suoi docenti e tra i suoi allievi personaggi di spicco del panorama della cultura locale e nazionale. Negli anni 1882 1883 vi insegn latino e greco il poeta Giovanni Pascoli e fra gli altri allievi, fu brillante allievo di questo liceo il filosofo Eustachio Paolo Lamanna. Il Liceo Classico E.Duni si trova a Matera, in Via Delle Nazioni Unite, numero 6 (tel.: 0835- 385587) e ha anche un suo sito web: www. classicoduni.it. 1c. Il Piano dell Offerta Formativa Il Piano dell Offerta Formativa (P.O.F) del Liceo Ginnasio Statale E. Duni di Matera, in base all articolo 3 del Decreto Presidenziale num. 275 dell 8 3 1999, dal titolo Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell articolo 21 della Legge n. 59 del 15 3 1997, costituisce il documento fondamentale dell identit culturale e progettuale della scuola. Il Piano dell Offerta Formativa contiene la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa, onde si esplicano linee ed indirizzi formativi che si intendono attuare nell ambito dell autonomia scolastica. Il Piano dell Offerta Formativa coerente con gli obiettivi generali ed educativi del Liceo Classico E. Duni. Rappresenta e riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realt locale, tenendo conto della necessit di individuare i saperi essenziali ed irrinunciabili della formazione moderna dei giovani attraverso percorsi progettati e realizzati con il contributo di tutte le componenti interne ed esterne del sistema scolastico. La gamma dei percorsi formativi curricolari si intrinseca con gli insegnamenti facoltativi integrativi e con i progetti di attivit aggiuntive, creando un sistema interattivo in continua evoluzione.

1d. ORGANIZZAZIONE DEL LICEO CLASSICO E. DUNI Risorse Umane Classi: n. 28 Alunni: n. 639 di cui: n. 484 residenti a Matera di cui: n. 155 non residenti a Matera di cui: n. 453 di sesso femminile di cui: n. 186 di sesso maschile Docenti: n. 57 di cui: n. 52 a tempo indeterminato di cui: n. 1 a tempo determinato Personale A.T.A : n. 16 di cui: n. 1 Direttore Servizi Generali e Amministrativi di cui: n. 5 Assistenti Amministrativi di cui: n. 2 Assistenti Tecnici di cui: n. 8 Collaboratori Scolastici

1e. ORGANIGRAMMA DEL LICEO CLASSICO E. DUNI Dirigente Scolastico Prof.ssa Maria Concetta Santoro Collaboratori del Dirigente Scolastico Prof.ssa Marcella Mele (vicario) Prof.ssa Maria Locantore FUNZIONI STRUMENTALI AL P.O.F (SEZIONE EUROPA) Area 1: Prof.ssa Camilla Spada (Gestione del Piano dell Offerta Formativa) (SEZIONE MONITORAGGIO E VALUTAZIONE) Area 1: Prof.ssa Marina Rota (Gestione del Piano dell Offerta Formativa) (SOSTEGNO AL LAVORO DEI DOCENTI) Area 2: Prof.ssa M. Teresa Asprella Libonati (INTERVENTI E SERVIZI PER GLI STUDENTI) Area 3: Prof. Angelo Roberti Area 4: Prof.ssa Filomena Fabrizio (REALIZZAZIONE DI PROGETTI FORMATIVI D INTESA CON ENTI ED ISTITUZIONI ESTERNE ALLE SCUOLE)

1f. FINALITA DELL OFFERTA FORMATIVA Il Piano dell Offerta Formativa un atto pubblico che presenta le scelte pedagogiche, organizzative e gestionali delle scuole di un determinato territorio, esplicitando le finalit educative, gli obiettivi generali relativi alle attivit didattiche e le risorse previste per essere realizzate. Le novit stabilite dalla Legge del 20 marzo n. 53 e successivamente il Dlgs n.59 del 19 marzo 2004 hanno introdotto sul piano pratico un regime di flessibilit all interno dei P.O.F. Le novit introdotte con le leggi sovramenzionate rendono i P.O.F flessibili e adattabili alle esigenze dell insegnante e degli studenti. Le finalit dell Offerta Formativa sono: 1. Raggiungere una formazione culturale articolata, propedeutica agli studi universitari. 2. Acquisire la consapevolezza dell identit culturale europea ed i valori della democrazia, della legalit, del pluralismo e del rispetto per la diversit. 3. Riconoscere la diversit etnica, culturale e religiosa come fonte di arricchimento ed elemento fondante della societ moderna. 4. Favorire scambi culturali, stage, gemellaggi per potenziare le competenze d uso della lingua straniera e l interculturalit, imparando anche a dialogare con popoli ed etnie che hanno una cultura diversa. 5. Raggiungere un equilibrio della persona nell integrazione delle componenti affettivo sociale, percettivo motoria e logico razionale. 6. Creare un ambiente sereno e favorevole all apprendimento. 7. Favorire il dialogo con le famiglie per poter costruire in sinergia il benessere ed il successo formativo degli studenti. 8. Assicurare agli alunni l accoglienza, la continuit e l orientamento. 9. Favorire la flessibilit dei curricoli, l interdisciplinariet, la ricerca e la pratica di laboratorio. 10. Sviluppare le capacit di astrazione, riflessione, collegamento, discernimento critico, decisione e progettazione. 11. Portare gli studenti alla conoscenza di s stessi e aiutarli ad essere intraprendenti e consapevoli delle loro scelte. 12. Conoscere l orizzonte storico e il valore della tradizione dei Greci e dei Romani mediante l accesso diretto alle fonti della cultura occidentale. 13. Comprendere e produrre linguaggi verbali e non verbali anche attraverso un approccio creativo e multimediale. 14. Fare propria la cultura delle Nuove Tecnologie, per utilizzarle in maniera consapevole e creativa al fine di arricchire il sapere e le forme della comunicazione. 15. Interagire con il territorio attraverso le risorse pubbliche e private.

1g. Riflessione Critica L autonomia organizzativa e didattica ha avviato un radicale cambiamento della scuola italiana nelle sue strutture portanti. Per esempio, lo stesso accaduto nel 2000 anche nel sistema scolastico greco, il quale grazie all applicazione delle leggi dell Unione Europea, inerenti alla scuola e all autonomia didattica, cambiato totalmente e da cattedratico che era, divenne flessibile ed autonomo. Questo miglioramento ha portato delle conseguenze positive sia sul piano dell istruzione, sia sul piano sociale. Infine, all istruzione scolastica si chiede un impegno forte ed incisivo per coniugare la richiesta formativa dei suoi utenti e le esigenze sociali ed economiche della realt locale con le indicazioni generali del corso di studi, cos come sono state determinate a livello nazionale. Per questo motivo la Scuola: 1. deve assumere la responsabilit di dare conto delle scelte, di saperle modificare ed integrare in un processo di continuit e miglioramento dell offerta formativa ed educativa. 2. deve dare alla proposta formativa il carattere della flessibilit, affinch le attivit curricolari ed extracurricolari si integrino in modo organico e coerente. 3. occorre che effettui delle scelte adeguate ai processi di cambiamento culturale in atto, per offrire agli studenti la possibilit di dilatare i propri orizzonti culturali e di valorizzare le loro potenzialit. 4. deve essere in grado di realizzare un integrazione armonica di tutte le componenti del sistema della Scuola (docenti, personale A.T.A, genitori, alunni) con i vari rappresentanti della realt locale, al fine di rendere pi organica e condivisa la gestione delle risorse umane, didattiche e strumentali.

Tabella 1: Gli Organi Collegiali nella Scuola Secondaria

ORGANI COLLEGIALI

COLLEGIO DEI PROFESSORI CONSIGLIO DI PRESIDENZA

CONSIGLIO D ISTITUTO

CONSIGLIO DI CLASSE

1h. IL COLLEGIO DEI PROFESSORI Il Collegio dei Professori costituito, oltre che dal Capo d Istituto che lo presiede, da tutti i professori dell istituto, di cui uno, eletto nella prima adunanza di ogni anno scolastico, svolge le funzioni del segretario (art. 27 del R.D n. 965/1924). Il Collegio dei Professori ha il governo dell istituto, insieme al Preside (art. 12 del R.D n. 1054/1923) e sono di competenza specifica, oltre agli affari che riguardano le leggi e i vari regolamenti, tutti quelli che investono l indirizzo generale didattico e disciplinare dell istituto (art. 28 del R.D n. 965/1924). Esso elegge, nella prima riunione ordinaria di ogni anno scolastico, il Consiglio di Presidenza (art. 9 del Dlgs.C.P.S. n. 629/1947). Le adunanze ordinarie del Collegio dei Professori sono quelle tenute al principio dell anno per gli accordi sull indirizzo generale dell istituto.Esiste l adunanza che si tiene per la scelta dei libri di testo; quella che si tiene alla fine dell anno per procedere agli scrutini (art. 30 del R.D n. 965/1924). Le adunanze straordinarie hanno luogo quando il preside, o il Provveditore, o il Ministero lo rintengano necessario; oppure a richiesta scritta di un terzo dei professori (art. 31 del R.D n. 965/1924); oppure a richiesta della maggioranza del Consiglio di Presidenza (art. 10 del Dlgs C.P.S. n. 629/1947). Le adunanze vanno tutte tenute in ore estranee all orario delle lezioni; sono valide nel caso che vi sia la presenza di un numero superiore alla met dei professori. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei voti (salvo diversa esplicita prescrizione), con prevalenza del voto del preside in caso di parit, e con votazione segreta nel caso in cui si faccia questione di persone. I verbali delle riunioni sono trascritti in apposito registro a pagine numerate firmate dal preside, sottoscritti dal presidente e dal segretario e approvati dal collegio nella stessa adunanza o dall aprirsi di quella immediatamente successiva. Il preside esegue le deliberazioni del Collegio, ma pu anche sospenderne l esecuzione, purch ne dia immediata notizia al Provveditore, il quale decide in maniera definitiva (art. 36 del R.D n. 965/1924). La partecipazione alle adunanze del Collegio dei Professori uno dei doveri d ufficio degli insegnanti, espressamente sancito dall art. 39 del R.D n. 965/1924. Tale obbligo sussiste per gli insegnanti non di ruolo, anche se si trovino in servizio solo per supplenze di breve durata.

1i. COMPETENZE DEL COLLEGIO DEI PROFESSORI In particolare il Collegio dei Professori compete di: 1. Deliberare sulla possibilit di riammissione all istituto dell alunno punito con l espulsione. 2. Infliggere le punizioni disciplinari agli alunni, su proposta del preside o del Consiglio di Classe, nei limiti e con le modalit indicate nell art. 22 del R.D. n. 653/1925. 3. Ratificare i provvedimenti di esonero dalle tasse scolastiche concessi dal preside. 4. Adottare le determinazioni definitive sui programmi d insegnamento predisposti dai professori per le singole discipline e sul loro coordinamento, olre che in materia di libri di testo.

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1m. IL CONSIGLIO D ISTITUTO Il Consiglio di Circolo o d Istituto uno degli organi di governo della scuola che previsto dai Decreti Delegati (D.P.R. 31 05 1974, n. 416) che ha il potere di deliberare, fatte salve le competenze del collegio dei docenti e dei consigli di classe, per quanto riguarda l organizzazione e la programmazione della vita e dell attivit della scuola nelle materie seguenti: 1. Acquisto, rinnovo e conservazione delle attrezzature tecnico scientifiche e dei sussidi didattici. 2. Criteri per la programmazione e per l attuazione di delle attivit parascolastiche, interscolastiche o extrascolastiche. Il Consiglio indica anche i criteri generali realtivi alla formazione delle classi, all orario delle lezioni ed esprime i pareri che riguardano l andamento generale, didattico e amministrativo, del circolo d istituto. 3. Approvazione di progetti fatti in collaborazione con altre scuole statali della stessa regione, della stessa provincia o di un altra regione e di un altra provincia. 4. Approvazione del bilancio di spese dell anno scolastico corrente per la realizzazione di tutte le attivit. Il Consiglio di Circolo composto da rappresentanti del personale insegnante, non insegnante (studenti SSIS), dal personale A.T.A., dai genitori degli alunni, dal direttore didattico o dal preside e da uno o due rappresentanti degli studenti. E presieduto da uno dei suoi membri eletto tra i rappresentanti dei genitori e degli alunni.

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2. LA CLASSE: COMPOSIZIONE, PROGRAMMAZIONE, CONSIGLIO DI CLASSE Il termine classe utilizzato per indicare nell ambito della scuola un gruppo di alunni che, riuniti nella medesima aula, seguono lo stesso programma di studio e lavorano sotto la supervisione dello stesso maestro o degli stessi insegnanti. Per estensione, si definisce come classe anche l aula in cui quel gruppo di alunni svolge la sua attivit scolastica. Da questo punto di vista, ovvio che ai fini delle attivit educative che si svolgono all interno della classe, hanno una certa inportanza l ampiezza, la configurazione e persino l estetica del locale adibito ad aula. Durante il tirocinio, abbiamo notato che la scuola d agli alunni la possibilit di organizzare delle attivit culturali con le altre classi della scuola o addirittura con classi di scuole italiane ed europee differenti. Questo si fa per poter aiutare gli studenti di ciascuna classe a superare l isolamento, la chiusura e la noia che sono considerati dei fattori che ostacolano i processi di apprendimento. Quindi, abbiamo la possibilit di organizzare: a. Attivit di interclasse tra classi parallele (ad esempio: le prime con le seconde) b. Attivit di interclasse tra classi differenziate verticalmente (ad esempio: la prima con la seconda; la terza con la quarta ecc.). Questa metodologia favorisce la socializzazione degli alunni, crea dei legami di amicizia con altri alunni e stimola i processi di apprendimento. Nel Liceo Classico E. Duni sono previste anche delle esperienze didattiche di classi aperte (in orizzontale e in verticale), gi realizzate nel passato, per la trattazione di tematiche di interesse comune o per lo svolgimento di alcune sezioni di attivit didattiche curricolari ed extracurricolari, come si rileva dalla programmazione dei singoli consigli classe oppure dai progetti che prevedono tali strategie.

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1l. IL CONSIGLIO DI CLASSE I professori di una determinata classe formano il Consiglio di Classe, presieduto dal Preside o da uno dei professori delle materie pi importanti da lui designato (art. 37 del R.D. n. 965/1924). Negli istituti d istruzione tecnica e professionale fanno parte del Consiglio anche gli insegnanti tecnico pratici, con voto deliberativo. Oltre alle attribuzioni demandate in ogni istituto al Consiglio Classe dalle leggi e dai regolamenti, l art.2 della Legge n. 1859/1962 chiarisce che nelle scuole medie il Consiglio si riunisce almeno una volta al mese, al fine di assicurare, con la partecipazione attiva di tutti i professori, la necessaria unit d insegnamento. Il Consiglio di Classe costituisce l organo di coordinamento, di incontro e di rapporto delle attivit dei singoli insegnanti. Deve assolvere tra l altro anche i seguenti compiti: 1. Formulare il programma generale delle attivit da svolgere durante l anno scolastico e nei singoli periodi di esso. 2. Controllare ci che stato fatto ed i risultati ottenuti. In tutti gli istituti di istruzione secondaria, il Consiglio di Classe ha le seguenti attribuzioni: 1. Decide inappellabilmente sull accoglimento delle domande degli alunni che chiedono di trasferirsi all istituto nel corso dell anno scolastico. 2. Esprime parere vincolante sull iscrizione per classifica di alunni. 3. Delibera sulla possibilit di iscrizione nell istituto di alunni provenienti da scuole italiane all estero, o da scuole estere. 4. Consente l iscrizione per la terza volta degli alunni ad una stessa classe. 5. Delibera le concessioni dell esonero dalla frequenza delle lezioni di lingua straniera. 6. Infligge agli alunni la punizione disciplinare della sospensione sino a quindici giorni, oppure propone al Collegio dei professori l approvazione di sanzioni pi gravi. 7. Assegna agli alunni i voti trimestrali e finali. 8. Decide l ammissibilit alla sessione del primo esame degli alunni, ai quali non sia stato assegnato voto in una o pi materie, a causa di assenze. 9. Negli istituti dove funzionano sezioni serali per studenti lavoratori, d pareri al preside, circa la possibilit di ridurre gli orari delle lezioni per quelle materie, come la religione o l educazione fisica, le cui finalit formative lo studente lavoratore ha la possibilit di perseguire al di fuori della scuola. 10. Il Consiglio delibera quali siano le parti dei programmi degli anni precedenti che non devono costituire oggetto di prove degli esami di maturit o di abilitazione.

Il Consiglio di Classe costituito dal preside che lo presiede e dagli insegnanti che hanno competenza ad attribuire il voto negli scrutini trimestrali (compreso l insegnante di religione, il quale non partecipa al giudizio sull alunno che sia esonerato dal relativo insegnamento). Ciascuno di essi deve formulare un giudizio, positivo o negativo, senza attribuzione di voto.

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Questo giudizio deve esprimere la valutazione del grado di preparazione di ciascun candidato, con riguardo al profitto ed il comportamento (inteso, questo, come partecipazione attiva oppure come interesse al dialogo educativo), alle capacit e alle attitudini. La sintesi dei giudizi determina il giudizio motivato di ammissione o di non ammissione, da parte del consiglio di classe. L ammissione non subordinata al voto di condotta. Il qualdro da esporre all albo dell istituto deve riportare solo la deliberazione finale di ammesso, ovvero non ammesso, senza altra indicazione. Uno dei membri del Consiglio ha le funzioni del segretario; le riunioni vanno verbalizzate su apposito registro a fogli numerati. Nella programmazione di ciascun Consiglio di Classe si possono inserire attivit di approfondimento o di integrazione ai contenuti curricolari. Le tematiche proposte, ove possibile, saranno inserite in un impianto modulare che faciliti le interconnessioni e i richiami pluridisciplinari ed interdisciplinari. L attuazione di tali strategie e la creazione di percorsi pi flessibili nel processo di insegnamento/apprendimento, che potr essere personalizzato, risultano particolarmente funzionali alla nuova formula degli Esami di Stato. La programmazione didattica dell attivit curricolare, in linea con l orientamento generale stabilito in sede collegiale, si colloca come uno dei momenti fandanti delle attivit dei singoli docenti, per le rispettive discipline d insegnamento. L attivit didattica dei vari insegnamenti, comprese le iniziative relative ai viaggi d istruzione, alle visite guidate e agli scambi culturali, collegialmente condivisa ed organizzata dai Consigli di Classe, di cui sono portavoce i rispettivi coordinatori.

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Il Tutor: Scelte didattiche Durante il tirocinio in aula, i nostri tutor ci hanno illustrato tutte le programmazioni con i loro dettagli e ci hanno aiutati molto a comprendere la funzione dell insegnante durante la lezione. Alle programmazioni individuali e collegiali spetta formalizzare e prospettare in maniera dettagliata: 1. 2. 3. 4. 5. 6. Obiettivi cognitivi ed operativi Abilit di Studio Contenuti Disciplinari Metodologie Didattiche Criteri, Strumenti, e tempi per le verifiche degli apprendimenti Strategie di Recupero

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LE COMPETENZE CHIAVE La proposta educativa del Liceo Classico intende rispondere alla necessit di coniugare la tradizione culturale con la continua innovazione tecnologica, con la formazione dell uomo contemporaneo e con la dimensione europea dell uomo (promozione dell identit europea). Per ottenere questi risultati, occorre che ci sia una qualificazione degli itinerari didattici, delle metodologie, dell organizzazione, dell ampliamento e del perfezionamento della progettazione formativa. In linea con quanto stabilito nella 1Gazzetta Ufficiale dell Unione Europea, l offerta formativa del Liceo Classico finalizzata all acquisizione delle otto competenze chiave: 1. Comunicazione nella madrelingua 2. Comunicazione nelle lingue straniere 3. Competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia 4. Competenza Digitale 5. Imparare a imparare 6. Competenze sociali e civiche 7. Spirito di iniziativa e di imprenditorialit 8. Consapevolezza ed espressione culturale

Vedi: Gazzetta Ufficiale dell Unione Europea del 30 12 2006. Key Competencies

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Sul piano curricolare, il percorso formativo portante dell indirizzo classico mira a fornire ai giovani le conoscenze imprescindibili e qualificanti delle risorse logico linguistiche antiche e moderne, tali da sviluppare le capacit di analisi, di valutazione, di rielaborazione dei contenuti disciplinari, al fine di decidere, progettare e costruire in piena consapevolezza il proprio futuro. Allo studio del passato, nei suoi aspetti linguistico letterari e storico filosofici, si affianca l analisi dei processi scientifico matematici: un nucleo omogeneo di saperi, inserito in una visione unitaria e globale, in grado di contribuire autenticamente alla crescita interiore. Per ottenere il successo formativo degli studenti, necessario che ci siano delle aree tematiche, le quali potranno rendere organiche e integrate le diverse aree formative e i progetti relativi. Tali aree sono le seguenti: 1. 2. 3. 4. 5. 6. Benessere e Diritti Fondamentali Educazione ai Linguaggi Potenziamento delle Lingue Straniere Potenziamento dell Area Scientifica Nuove Tecnologie e Comunicazione Scuola e Territorio

Le attivit annuali di ampliamento dell Offerta Formativa sono programmate sulla base delle esigenze espresse dai docenti e dagli alunni. Esse sono attivate in orario curricolare o extracurricolare e intendono dare spazio alla creativit, all approfondimento, alla specificit dell indirizzo scolastico e alle risorse del territorio. I progetti sono destinati a tutti gli alunni dell istituto che aderiscono all iniziativa, ad esclusione, in linea di massima, delle classi terze, impegnate nelle attivit di approfondimento per la preparazione agli Esami di Stato e di orientamento alla scelta post diploma.

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Capitolo II 2.1 Sequenza e tipologia delle esperienze didattiche Durante il tirocinio in aula abbiamo avuto la possibilit di usare tutte le tipologie didattiche, per insegnare il greco antico, il latino ma anche alcune nozioni fondamentali di greco moderno. Abbiamo utilizzato le tipologie didattiche seguenti: 1. Lezione Cattedratica 2. Lezione svolta in collaborazione fra studenti e professori Cooperative Learning 3. La Lezione Frontale 4. Lezione Multimediale Uso del computer e del videoproiettore durante l insegnamento per l approfondimento delle tematiche inerenti alla lingua greca e alla dialettologia greca. La lezione cattedratica stata utilizzata durante le prime lezioni di tirocinio a scuola. La lezione cattedratica ci ha permesso di comprendere il ruolo dell insegnante in classe e di conoscere da vicino la realt della classe e gli studenti che la compongono. Il ruolo dell insegnante centrale in questo modello didattico e in esso lo studente ha un ruolo passivo. Si limita ad ascoltare, a ripetere o ad esporre quello che sa o quello che vuole chiedere. E un modello didattico antico ed ormai superato. Durante la lezione cattedratica, abbiamo osservato l interrogazione degli studenti dalla parte del docente, la lettura di brani letterari in lingua greca e latina e la loro traduzione in lingua italiana. Certe volte, gli studenti si bloccavano durante gli esercizi grammaticali e lo stesso accadeva anche durante gli esercizi di comprensione che riguardavano un testo latino o greco, poich alcuni di loro non avevano appreso bene le strutture grammaticali o sintattiche. E questo dovuto anche al fatto che alcuni di loro non hanno avuto la possibilit di imparare ad usare i programmi che sono utili per apprendere con l aiuto del computer la grammatica e la sintassi. Molti studenti, inoltre, durante la lezione frontale si sentivano annoiati, perch mancavano degli stimoli che potevano rendere la lezione pi piacevole. Per stimolarli ad apprendere meglio, abbiamo usato il lettore cd durante la lezione di letteratura latina, per far ascoltare a loro alcune poesie di Saffo musicate in greco. Nel liceo ancora oggi si usa di pi la lezione frontale e la lezione cattedratica, sia durante le lezioni di grammatica, sia durante le lezioni di letteratura. Dato che gli studenti di oggi sono molto influenzati dai mass media e dal mondo di Internet, occorre che ci sia un graduale inserimento dei multimedia e di Internet durante i corsi, affinch gli studenti siano in grado di apprendere meglio le strutture morfosintattiche e lessicali della lingua greca, della lingua latina e della lingua italiana.

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Durante le ore di letteratura greca, per stimolare gli studenti ad apprendere meglio, abbiamo sperimentato anche l Apprendimento in Collaborazione Cooperative Learning. Abbiamo sperimentato la lezione frontale anche con gli stessi studenti nella stessa aula, la quale non accademica e monotona, ma aperta al dialogo e al confronto con gli studenti. Tutti gli studenti della classe si sono messi intorno ad un tavolo grande e seduti l uno accanto all altro, sono stati molto contenti, perch si sentivano in un ambiente familiare e amichevole. Durante questa lezione, abbiamo dato due poesie: una di Kavafis e un altra di Saba e abbiamo chiesto a loro di leggerle. Poi, abbiamo dato a loro la possibilit di fare un confronto fra queste due poesie e di commentarle. Abbiamo osservato che gli studenti si sono trovati a loro agio, erano pi concentrati e pi stimolati a leggere e hanno appreso meglio gli elementi fondamentali della poesia sia di Kavafis che di Saba. Durante il corso della lezione, ci siamo resi conto che gli studenti erano diventati dei soggetti attivi e che tutto il processo di apprendimento veniva facilitato, a causa dell arredo e della decorazione dell aula (l arredo era nuovo, la decorazione consisteva di quadri che raffiguravano diversi paesaggi dell Europa e varie immagini pubblicitarie colorate). Da questo si deduce che l ambiente di insegnamento esercita un ruolo fondamentale nel processo di apprendimento. L ambiente di apprendimento esercita una grande influenza sull anima dell individuo. Se l ambiente d insegnamento pieno di luce, pulito, decorato con dei quadri colorati e arredato con mobili colorati e funzionali, allora l ambiente attira l attenzione dello studente e lo predispone in modo positivo ad imparare. Se, invece, l ambiente d insegnamento squallido, con delle sedie rotte, con dei muri sporchi e senza molta luce, allora l ambiente non attira l attenzione dello studente e gli trasmette ansia, negativit e paura. Anche la presenza della cattedra in classe svolge un ruolo importante, poich segna il limite immaginario fra gli alunni e il professore e quindi costituisce il punto dal quale il professore esercita il suo ruolo, cio quello di assicurare il successo formativo degli studenti e di aiutarli a trovare la strada per arrivare alla conoscenza di se stessi, cos come usava dire Socrate di Atene, nell antichit, durante le sue lezioni ai suoi discepoli nell Agor ( / nosci te ipsum). Il professore deve essere se stesso con gli studenti, deve trasmettere affetto e umanit a loro, dev essere affabile, sicuro di se e pieno di entusiasmo per la sua funzione. Di conseguenza, gli alunni troveranno nella figura del professore una fonte d ispirazione, arriveranno alla conoscenza di se stessi e in seguito anche al successo formativo.

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Oltre ai due metodi d insegnamento sovracitati, abbiamo sperimentato anche la lezione multimediale. Durante la lezione di Letteratura Greca e dopo l interrogazione su Catullo e Saffo, abbiamo utilizzato il computer per far ascoltare agli alunni alcune poesie di Saffo. Queste poesie sono state musicate da due cantautori greci nel 2007 (cio da Eleftheria Arvanitaki e da Thodoris Gonis). Dopo aver fatto ascoltare i brani di Saffo agli alunni, gli alunni hanno dimostrato una maggiore attenzione verso lo studio di Saffo e di Catullo e anche verso lo studio della lingua greca, in genere. Da questo si deduce che l utilizzo del computer e dei multimedia pu essere un sussidio molto utile per l insegnante. Da una parte egli riesce a far immergere gli alunni nel mondo della musica e della letteratura, in una maniera divertente ed educativa, mentre dall altra, la musica con i suoi codici (note, testo) stimola la fantasia degli alunni, la creativit e la loro voglia di imparare. E stato dimostrato da un gruppo di studiosi americani dell Universit di Indianapolis che quando l insegnamento coinvolge la sfera emotiva e i sensi dell uomo, allora il sapere che viene trasmesso viene appreso con pi facilit e resta per molto tempo nella sua memoria. Abbiamo fatto anche un altra lezione con il computer e stavolta abbiamo utilizzato anche il proiettore di immagini, per illustrare a loro la storia dei dialetti greci dall antichit sino ad oggi. Per poter fare questo, abbiamo utilizzato anche il proiettore di immagini e abbiamo proiettato le immagini delle cartine della Grecia Antica con i suoi gruppi dialettali pi importanti e cos siamo riusciti ad illustrare agli studenti i vari gruppi dialettali della Grecia Antica (Lineare A, Lineare B, dialetto miceneo, ionico, ionico attico, eolico, dorico, acheo) e della Grecia Moderna. Per rendere la lezione meno pesante, abbiamo spiegato agli alunni con degli esempi tratti dalla vita quotidiana l origine di alcune parole oppure di alcuni toponimi greci della Basilicata (in pratica, siamo partiti dalla realt pi vicina a loro, per arrivare ad illustrare a loro la realt greca). Gli studenti sono rimasti affascinati dalle cartine dialettali della Grecia e molti di loro hanno posto delle domande sulla situazione linguistica in Grecia dall antichit fino ad oggi. La maggior parte degli alunni, soprattutto gli alunni pi curiosi, chiedeva qual la situazione linguistica in Grecia oggi. Questa domanda fece diventare la nostra lezione un dialogo di caratterescientifico. L unit linguistica che avvenuta in Grecia in epoca ellenistico romana fu rafforzata ulteriormente in epoca medievale, a causa dell annessione del paese all Impero Bizantino, il quale influ sull evoluzione degli antichi dialetti greci. Durante il Medioevo, il greco si diviso in due principali gruppi di dialetti, vale a dire il Gruppo dei Dialetti Neogreci del Nord e il Gruppo dei Dialetti Neogreci del Sud. La divisione avvenuta per fattori politici e anche per fattori culturali. Essa avvenuta sulla base del vocalismo. Nel Gruppo dei Dialetti Greci Meridionali, tutte le vocali conservano il loro valore fonetico e se talvolta alcune di esse, specialmente le pi deboli, subiscono dei mutamenti, questi sono dovuti ad assimilazione da parte delle vocali pi forti o ad influenze analoghe, mentre nei dialetti settentrionali, la chiusura delle vocali atone e ed o e l ammutolimento della i atona preceduta da consonante, avvengono sistematicamente.

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L interrogazione in classe e le prove scritte Gli alunni durante l interrogazione sono seduti al primo banco in tre. In seguito, l insegnante pone a loro delle domande sul programma del loro corso, chiedendo in maniera esplicita le correnti letterarie, i nomi degli autori, le loro opere e il contesto storico politico. Mentre loro parlano, il professore cerca di aiutare gli studenti spiegando dei concetti che riguardano il mondo contemporaneo e che hanno una certa affinit con i valori del mondo antico. Quando uno degli studenti si blocca, il professore cerca di dargli degli stimoli (cita dei nomi di alcuni autori oppure delle parole chiave), affinch essi possano fare dei collegamenti con altri periodi storici oppure anche con altre discipline. Riassumendo, possiamo dire che nel corso dell interrogazione: 1. Gli studenti e il professore fanno dei confronti con altri periodi della storia 2. Gli studenti leggono il brano che stato assegnato dal professore, illustrano la biografia di ogni personaggio della letteratura, le sue opere e con le sue carattesristiche, facendo dei collegamenti interdisciplinari, i quali servono a potenziare il loro pensiero critico. 3. Infine, il professore valuta su una scala da 1 a 10 il grado della loro conoscenza e insieme anche la conoscenza della grammatica, del lessico e della sintassi della lingua greca, latina e italiana. L insegnante quando se ne accorge che i ragazzi si comportano male durante l interrogazione oppure nel corso della lezione, allora li rimprovera e in seguito mette una nota sul suo registro. Quando viene convocato il Consiglio di Classe, egli chiama i genitori dei ragazzi che si comportano male e li invita a venire al consiglio. Durante il consiglio, il professore espone i suoi giudizi nei confronti di uno studente e fa presente ai suoi genitori tutto ci che riguarda il comportamento e la personalit del loro figlio. Alla fine, d dei consigli ai genitori su come fare per aiutare il loro figlio e in seguito si rivolge al loro figlio, raccomandandogli costanza, impegno e volont nello studio e facendogli notare che se non seguir questi suggerimenti, egli avr delle sanzioni disciplinari e rimarr indietro nello studio. Prima dell interrogazione, l insegnante bisogna far capire agli studenti con l aiuto della lavagna e in modo laconico le regole della grammatica e della sintassi. Durante la lezione, il docente occorre fare sempre riferimento alle fonti latine e greche e in base a quelle fonti, egli deve illustrare i paradigmi dei verbi, i modi, le declinazioni, le coniugazione e le caratteristiche dei tempi. Quindi, il testo il punto di partenza, dal quale inizia il processo di apprendimento del greco, del latino e anche dell italiano. Inoltre, insieme ai fenomeni grammaticali, il docente deve insegnare agli studenti il concetto di etimologia e ogni volta che trova una parola fondamentale della lingua greca e della lingua latina, egli deve illustrare agli alunni anche la radice di quella parola, facendo anche dei collegamenti con la lingua italiana. Questo importante, poich essi si abituano a costruire il loro bagaglio lessicale non in maniera confusa ma in maniera ordinata e cos saranno in grado di poter migliorare le loro capacit intellettive. Durante l interrogazione, abbiamo notato che il professore verificava la conoscenza del vocabolario e della grammatica ponendo delle domande del tipo: da quale verbo deriva il verbo ? qual la forma del verbo nel presente indicativo? Che cosa significa in italiano? un verbo composto? .

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Tutte queste domande venivano poste per aiutare il docente a verificare se gli alunni hanno studiato o no e anche per aiutare gli studenti (soprattutto quelli non avevano una buona conoscenza e che si sforzavano di pi a capire) a saper individuare le forme grammaticali, le forme lessicali e a saper tradurrle bene nella lingua italiana. La traduzione dei termini dal greco e dal latino all italiano veniva fatta con l aiuto anche del vocabolario. E importante questo, poich gli studenti devono apprendere ad usare il vocabolario, per poter imparare meglio le lingue. Nella traduzione, i tempi e i modi del latino e del greco vengono tradotti con quelli dell italiano. Occorre che il docente spieghi agli studenti che l italiano ha una struttura molto semplice, poich una lingua neolatina e quindi nata dall evoluzione del latino classico, in epoca medievale. Una volta fatto questo, gli alunni avranno chiarito nella loro mente il concetto di lingua antica (latino, greco; lingue che hanno una struttura complessa e con varie sfumature) e il concetto di lingua moderna (italiano, francese, spagnolo, greco moderno ecc.: lingue che hanno una struttura semplice). I tempi e i modi delle lingue antiche esprimono diverse sfumature temporali, le quali non si trovano nei tempi dell italiano. Quindi, gli studenti devono tenere presente che i tempi dell italiano corrispondono approssimativamente a quelli del latino e del greco antico (ad es.: Passato Remoto Aoristo del greco). L insegnante deve scrivere sulla lavagna una frase e in seguito deve spiegare le parti che compongono la frase, vale a dire: il soggetto, il verbo, il complemento oggetto, il predicato nominale. Solo in questa maniera gli studenti saranno in grado di comprendere le parti della sintassi e inizieranno a riflettere sul modo di scrivere. Dopo aver fatto questo, bisogna dare delle frasi agli alunni per esercitarsi. Cio, essi devono saper individuare le parti del discorso, devono saper analizzare la struttura della frase e devono essere in grado di esprimere le loro scelte. In seguito, l insegnante quando se ne accorge che alcuni studenti hanno sbagliato, allora, egli deve chiedere a loro che ragionamento logico hanno seguito. Questo serve per sviluppare in loro il senso della comunicazione e della responsabilit delle loro scelte e attraverso il dialogo essi saranno in grado di poter esprimere o di giustificare le proprie scelte. Abbiamo osservato anche durante il tirocinio che alcuni ragazzi non hanno delle basi buone sia dalla scuola elementare che dalla scuola media. Questo dovuto al fatto che essi hanno avuto dei problemi familiari oppure i loro docenti non erano bene preparati per trasmettere a loro i concetti fondamentali. Per questo, abbiamo riscontrato in classe che essi commettevano degli errori grammaticali e sintattici nell orale (specialmente durante il code switch, cio durante il passaggio dal latino all italiano e viceversa) e inoltre abbiamo riscontrato che essi trovavano delle difficolt ad esprimersi per iscritto nelle versioni dal latino all italiano oppure nei compiti d italiano, poich essi, a loro insaputa a volte, utilizzavano strutture tipiche del linguaggio orale nel loro scritto. Questo errore dovuto in parte all influenza che esercita su di loro il linguaggio televisivo, quello di Internet e quello dei telefoni cellulari (sia il linguaggio televisivo, sia il linguaggio di Internet che quello dei telefonini fanno parte del linguaggio orale). Durante il tirocinio in aula abbiamo notato che gli studenti che apprendono bene il greco e il latino, lo apprendono con passione, quando essi sono riusciti a decodificare le parole chiave di quelle lingue, facendo contemporaneamente anche dei collegamenti con l italiano, con il francese, con l inglese o con il greco moderno ma anche con altra discipline (informatica, matematica, geometria, biologia, fisica).

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Da questo si deduce che i collegamenti interdisciplinari e multidisciplinari sono necessari per migliorare la capacit di apprendimento degli alunni e per potenziare la loro conoscenza, rendendogli degli individui maturi, consapevoli ed estroversi In questa maniera essi saranno in grado di apprezzare il sapere, di amare se stessi e gli altri e di sviluppare un senso di apertura verso il diverso, cogliendone l essenza. Le Prove Scritte Il docente deve verificare il grado di conoscenza degli studenti attraverso l uso dei test scritti, i quali devono essere simili alle prove per l esame di maturit. Gli studenti devono sostenere delle prove in latino, in greco e in italiano che si chiamano Prove Semistrutturate. La prova semistrutturata dura un ora. Durante la prova gli studenti devono essere in grado di rispondere a delle domande a risposta multipla. Le domande a risposta multipla servono per verificare il grado di conoscenza della lingua, il grado di competenza grammaticale e il grado di competenza sintattica. Inoltre, gli studenti devono scomporre delle forme verbali e in seguito devono procedere alla loro analisi grammaticale, indicando con una crocetta la risposta esatta fra quelle presenti. Esistono anche le prove scritte di latino e di greco. Esse vengono fatte in classe, durante le ore curricolari e consistono nella traduzione in italiano di un brano di uno scrittore latino e greco. La prova scritta dura 1 o 2 ore. Durante questa prova scritta, lo studente deve utilizzare il vocabolario per poter tradurre il brano. E consentito anche un piccolo aiuto dalla parte del docente o anche dalla parte del supervisore.

Riflessione Critica Dopo l esperienza del tirocinio, abbiamo notato l interesse degli studenti verso lo studio dei dialetti e ci siamo resi conto che nessun libro di storia greca o di letteratura greca conteneva delle informazioni sullo stato della lingua greca oggi, sul greco moderno, sui dialetti neogreci o perlopi sulle differenze fra il greco classico, il greco medievale e il greco moderno. La stessa mancanza l abbiamo riscontrata per la storia della lingua latina, per cui sui libri di testo non viene riportata la storia della lingua latina con le sue fasi evolutive pi importanti fino alla creazione delle lingue neolatine.

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Di conseguenza, gli studenti non hanno una visione diacronica della lingua greca e latina e inoltre non sono degli individui linguistici forti. In un mondo multiculturale, multilingue e globalizzato, dove esiste il pericolo della perdita della propria identit culturale, lo studente deve essere in grado non solo di parlare e di scrivere bene nella sua lingua madre ma deve possedere anche le nozioni fondamentali della storia della sua lingua materna e anche del concetto di dialetto. Tutte queste nozioni sono indispensabili per uno studente, poich servono per formare un identit linguistica forte. E questo si ottiene anche con l insegnamento delle altre lingue europee. Ma ogni individuo ha le sue radici, ha la sua storia, ha la sua identit culturale che va rispettata e va conosciuta attraverso lo studio della lingua, del dialetto e della storia. La lingua sempre una realt complessa. E una struttura composta da un insieme eterogeneo di piani che si sovrappongono, si intersecano, si implicano continuamente, nelle dimensioni del tempo, in diacronia, e dello spazio, in sincronia, sul piano sociale, sul piano culturale, sul piano psicologico. Il dialetto ( . ) un idioma della lingua, quindi una particolarit tipica della lingua, secondo Esichio di Alessandria di Egitto. Bisogna educare gli alunni a rispettare il dialetto, perch esso il veicolo della lingua regionale e nazionale, che ha una estensione pi ampia, per cui persone che hanno pure dialetti locali diversi si riconoscono in un uso locale pi ampio. E necessario, dunque, insegnare ai ragazzi le origini della loro lingua madre e la sua storia, affinch essi possano sviluppare durante la loro adolescenza un senso di appartenenza al passato e contemporaneamente un senso di rispetto verso le proprie radici e verso la diversit. In questa maniera riusciranno a organizzare meglio le loro conoscenze linguistiche e a sviluppare la capacit di esprimere delle riflessioni critiche sui vari fatti sociali.

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Capitolo II Il Tirocinio Indiretto Il Tirocinio Indiretto ha lo scopo di illustrarci come funzionano gli organi collegiali e in particolare come si svolgono i consigli di classe, gli scrutini, le assemblee degli alunni, le elezioni dei rappresentanti di classe e d istituto nella consulta, le assemblee della Commissione P.O.F e d istituto. Inoltre, grazie al Tirocinio Formativo, abbiamo avuto la possibilit di seguire dei corsi di aggiornamento per insegnanti e anche dei corsi di aggiornamento per l uso dei dati informatici e per il diritto alla privacy. Attraverso il Tirocinio Indiretto noi siamo in grado di vedere come vengono effettuate le valutazioni degli studenti, come vengono messi i voti, come vengono risolti i problemi degli studenti, i quali possono impedire molte volte il processo di apprendimento degli studenti e possono ostacolare anche il lavoro dell insegnante. Il Tirocinio Indiretto ci ha permesso di avere un idea completa riguardo alle varie tematiche (amministrative, economiche, formative, legislative). Abbiamo appreso quali sono le funzioni del personale A.T.A, quali sono le funzioni dei vari rappresentanti degli studenti e dei professori durante il consiglio d istituto e abbiamo notato che la scuola ha stretto un legame forte non solo con i genitori degli studenti, con gli studenti e con i docenti ma anche con altre scuole dello stesso territorio oppure con altre scuole di altre regioni italiane e addirittura con delle scuole dell Unione Europea, le quali sono gemellate con il Liceo Classico Duni di Matera e hanno una stretta collaborazione via Internet ( Progetto dell Unione Europea E - TWINNING Materas On Line Newspaper). Da questa nostra esperienza, ci siamo resi conto che la Scuola per essere competitiva nel mondo di oggi, deve avere dei legami con il suo territorio di appartenenza. In questo modo, la Scuola pu attirare l attenzione di altre scuole, di altri enti statali o privati (come Universit, Centri di Ricerca, emittenti radio televisive, Biblioteche, Musei, Giornali e anche le amministrazioni comunali, provinciali e regionali). Da queste collaborazioni fra la scuola e i vari enti nascono dei progetti (Comenius, E Twinning ed altri), i quali costituiscono una vera e propria occasione per la formazione dell identit europea, la quale costituisce uno dei principali obiettivi dell istruzione secondaria nei paesi dell Unione Europea. Abbiamo anche assistito anche agli scrutini di classe, dove abbiamo notato che i professori utilizzano delle cartelle per scrivere i voti di ciascun studente. Queste cartelle si chiamano anche pagelle scolastiche e portano il nome di ciascun studente con tutte le sue generalit. Durante gli scrutini i professori assegnano allo studente il voto non solo in base al suo rendimento scolastico, ma anche in base al suo comportamento nei confronti degli altri studenti. Lo scrutinio importante, poich un metodo di valutazione del percorso formativo dello studente e costituisce anche un momento di autoverifica per il docente, il quale avr la possibilit di ricalibrare il percorso didattico pogettato (feed back), se questo pu essere utile al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

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Riflessione Critica Durante il consiglio di classe sia usa confrontare i voti degli studenti, si parla del loro comportamento e si cerca con l aiuto della preside, dei genitori e degli studenti che hanno dei probemi, di porre rimedio ai problemi che nascono nell ambito del processo formativo. Tutti insieme, genitori, studenti e professori si riuniscono e con uno spirito di collaborazione e di buona volont discutono e cercano di trovare delle soluzioni ai problemi che riguardano la classe e gli studenti. Durante il consiglio di classe i professori tengono in considerazione il comportamento degli studenti durante le ore curricolari, la loro partecipazione durante il corso delle lezioni, la loro produttivit, il loro modo di confrontarsi con i loro compagni di classe, la loro intraprendenza, le loro carenze, le loro qualit e i loro interessi. In seguito, i professori esprimono dei giudizi positivi o negativi e cercano di tovare attraverso il dialogo dei modi per coinvolgere gli studenti pi disinteressati nello studio oppure cercano di trovare delle iniziative extrascolastiche che potranno coinvolgere gli alunni pi bravi della classe. Inoltre, i professori durante il consiglio di classe decidono di premiare i ragazzi e cercano di organizzare anche delle attivit extra - curricolari (ad es.: nel Progetto Comenius o Interreg), coinvolgendo in esse gli studenti pi bravi oppure quelli che manifestano una predilezione particolare per il canto, la musica, la danza, la pittura e la letteratura. Infine, possiamo dire che il consiglio di classe aiuta molto i gli alunni, i genitori e i docenti, poich come organo favorisce la comunicazione, la socializzazione, la solidariet, il dialogo, la cooperazione e la volont di lavorare insieme per il bene collettivo della scuola. Ha quindi anche un carattere educativo, poich gli studenti che hanno un comportamento brutto e che si mostrano disinteressati verso lo studio dialogano con i membri del consiglio, piangono, si aprono attraverso il dialogo e cos trovano la forza di migliorare. Quindi, il consiglio di classe funziona anche come una seduta psicanalitica, dove i professori agiscono come se fossero degli psicologi e cercano con la forza dell amore di aiutare lo studente o la famiglia che ha bisogno di sostegno psicologico. E qui trova piena affermazione il detto di Ippocrate di Cos, secondo il quale: 2.

La Parola considerata dagli uomini come rimedio contro i mali

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Greco

Arte

Latino

Conoscenza di se stesso STUDENTE Successo Formativo

Lingue Europee

Italiano

Filosofia

Tabella 2: Il Sapere Reticolare. E aperto, interdisciplinare, multidisciplinare e in continua evoluzione. Lo studente al centro del processo didattico. Questo modello ha come nucleo principale la conoscenza di se stesso e il successo formativo.

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Lingua Madre

Variet Regionale

Dialetto

Tabella 3: Le affinit fra Dialetto Variet Regionale e Lingua Madre

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Capitolo III - Conclusioni 1. 2. 3. 4. 5. 6. Motivazioni della Scelta Strutturazione: Obiettivi, Metodi, Temporizzazione. Attivit di: docente, specializzando e alunni Riflessione Critica Criteri di valutazione e di verifica Eventuali implicazioni interdisciplinari Il Tutor: Scelte Didattiche, la Programmazione Disciplinare Materiali usati

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1. Motivazione della scelta La cultura greco romana costituisce una delle radici, anche se non l unica, la pi importante della cultura europea. Da questo si deduce che la finalit disciplinaria dello studio della cultura classica promuovere la consapevolezza dell identit culturale e del carattere uniitario della civilt europea in senso diacronico. Le motivazioni della scelta sono strettamente connesse a delle finalit formative generali, previste dai programmi Brocca, le quali sono: 1. Ampliamento dell orizzonte storico, con l accesso diretto alle testimonianze pi antiche della cultura occidentale. 2. Utilizzazione delle categorie che consentono l analisi del patrimonio letterario, artistico, filosofico, politico e scientifico. 3. Acquisizione delle competenze esegetiche e traduttive che sono indispensabili per il potenziamento dei mezzi espressivi sul piano lessicale, sintattico e stilistico. Queste competenze servono anche per effettuare un confronto tra modelli linguistici e realt culturali diverse. 4. Formazione della capacit di astrazione, di riflessione e discernimento critico, sviluppando abilit propedeutiche a studi superiori.

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2. Strutturazione: Obiettivi, Metodi, Temporizzazione Obiettivi A conclusione del percorso formativo, lo studente deve: 1. Saper collocare in una time line storica non il mito, il quale ha un valore universale, bens le opere, in quanto esse costituiscono delle espressioni storiche vere e proprie che lo hanno attualizzato. 2. Saper individuare le radici classiche di temi etici e politici contemporanei che rinviano al mito, per esempio: il rapporto fra tecnica e politica, fra libert individuale e rispetto delle leggi. Dal punto di vista linguistico, lo studente deve: 1. Saper leggere e comprendere dei brani tratti da testi narrativi o poetici di media difficolt e bisogna che lo studente abbia le competenze adatte per tradurre questi, utilizzando l italiano medio. Inoltre, lo studente dev essere in grado di individuare i personaggi e i luoghi del racconto. Ci presume che debba saper riassumere oralmente o in forma scritta il racconto. 2. Saper svolgere un analisi testuale e linguistica essenziale e dev essere in grado di riconoscere le strutture fondamentali (morfosintattiche, retoriche e metriche). L insegnante deve: 1. Avvicinare gli studenti alla lettura dei testi antichi, affinch essi siano in grado di spiegare e di interpretare i testi moderni. 2. Far acquisire gli strumenti, perch essi diventino dei lettori consapevoli, cercando di valutare la distanza che ci separa e la continuit che ci unisce al passato. 3. Esercitare gli allievi ad una particolare ricezione delle opere letterarie che consenta di cogliere attraverso il riconoscimento dell intertestualit, la letteratura non come statica manifestazione artistica di un contesto storico culturale, bens come una rete dinamica di rapporti, un vero sistema di relazioni reciproche tra testi diversi nello spazio, nel tempo e nei generi.

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Obiettivi Cognitivi Interdisciplinari L insegnante deve tenere in considerazione i seguenti obiettivi: 1. Sviluppare le abilit linguistiche sia di ricezione che di produzione 2. Ampliare il lessico 3. Individuare le parole chiave e i concetti chiave 4. Potenziare le capacit di logica 5. Sviluppare le capacit di intuizione e lo spirito di ricerca 6. Potenziare le capacit di interiorizzazione e comunicazione dei concetti 7. Sviluppare la capacit di riflettere in maniera autonoma e di esercitare un maturo senso critico necessario per orientarsi nella vita 8. Promuovere il gusto del sapere nel discente e stimolarlo ad ampliare spontaneamente le proprie conoscenze per fare un dialogo costruttivo, confrontandosi con gli altri. Obiettivi Socio affettivi L insegnante si prefigge di: 1. Sollecitare ed orientare il pieno sviluppo della personalit di ogni studente, promuovendone una crescita armonica. 2. Favorire l intercomunicazione al fine di raggiungere una crescita collettiva, maggiore sicurezza di s, autocontrollo ed apertura serena e consapevole verso gli altri. 3. Rendere ogni intervento non fine a se stesso, ma tale da coinvolgere emotivamente i ragazzi, rendendoli soggetti attivi e responsabili del loro apprendimento e del loro divenire, lasciando ampio spazio all iniziativa personale. 4. Aiutare i discenti a comprendere l importanza sociale del mondo della scuola, rendendoli membri consapevoli ed assi portanti della realt classe, evitando l insidioso pericolo della sterile competitivit con la corsa al volo come presupposto, il quale crea ansia e tensione al discente. 5. Favorire nell adolescente la scoperta della propria identit umana 6. Ampliare le conoscenze dell orizzonte storico antropologico al fine di ritrovare nella tradizione classica le radici della cultura occidentale. 7. Aiutare l alunno ad aprirsi al mondo, a capire il valore dellumanit, trasmettendo i valori dell accettazione, del rispetto, della comprensione delle esperienze altrui (umane, religiose e culturali).

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Metodi Il docente non dovrebbe essere un mero trasmettitore di dati e nozioni, ma dovrebbe educare, ovvero tirare fuori da loro quanto di meglio essi hanno, cio le loro potenzialit e l insegnante dovrebbe metterli in grado di leggere la realt, di comprenderla e di interpretarla, avviando quei processi di analisi e sintesi atti a promuovere comportamenti, capaci di incidere positivamente sul tessuto sociale. Bisogna che il docente sia in grado di instaurare con i ragazzi un buon rapporto a livello umano, nonostante le difficolt iniziali e andando alla ricerca continua di tecniche di insegnamento che vedano come protagonisti gli alunni. Il docente deve utilizzare la lezione frontale e la tecnica del Cooperative Learning. Grazie a queste due nuove strategie di insegnamento si avvieranno lavori di gruppo, laboratori relativi alle diverse discipline, attivit creative e giochi di simulazione, attivit che di solito, hanno successo con i ragazzi, aiutandoli in questo modo ad accrescere in loro l autostima, la motivazione allo studio, in modo da favorire il saper fare del discente nella prospettiva dell insegnamento apprendimento. Tutti i contenuti curriculari (Educazione alla mondialit Educazione alla Salute Ulisse: il mito e la memoria) devono essere presentati e analizzati in classe con il metodo della lezione frontale. In questa maniera il dialogo sar reso pi vivace e costruttivo mediante la partecipazione interattiva degli alunni. L attivit didattica, di conseguenza, cercher di stimolare continui interessi, potenzier l attivit di ricerca, attraverso l impiego di tutti gli strumenti s disposizione, in particolare attingendo le informazioni anche dalle reti informatiche e telematiche.

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Temporizzazione I contenuti del programma di letteratura greca vanno divisi come di seguito: I e II BIMESTRE Letteratura: le tappe dell attivit letteraria. I generi letterari. La questione omerica. Omero: l Iliade e l Odissea. Esiodo. Classico: Omero. Scelta di passi dall Iliade e dall Odissea. Nozioni di prosodia e metrica greca. L Esametro Dattilico. III e IV BIMESTRE La poesia giambica ed elegiaca. Archiloco, Iponatte, Mimnermo e Solone. Classico: Erodoto, Tucidide, Senofonte: scelta di alcuni passi dalle opere. Grammatica: Aggettivi Verbali. Nozioni di Sintassi.

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3. Attivit di docente, specializzando e alunno e riflessione critica Durante il corso della Scuola di Specializzazione all Insegnamento Secondario abbiamo avuto l opportunit di vedere la realt scolastica attraverso il tirocinio in aula con gli occhi di un docente della scuola secondaria, di apprendere le tecniche moderne di insegnamento, di utilizzare diversi strumenti didattici (la lavagna, il registratore, il video, il videoproiettore, il computer, Internet) e di osservare da vicino lo svolgimento degli esami, delle assemblee e in generale tutte le attivit curricolari ed extracurricolari.. Dall altra parte abbiamo avuto anche la possibilit di vedere come si insegna all universit e durante le i corsi che abbiamo fatto come specializzandi abbiamo visto anche all universit che ogni docente utilizza un suo metodo didattico (abbiamo visto all inizio della SSIS la lezione frontale, poi quella tradizionale, quella multimediale e infine quella frontale). Abbiamo constatato che all universit si applicano le stesse metodologie didattiche che si applicano anche nella scuola secondaria. Dal punto di vista del specializzando dobbiamo dire che si poteva dare pi spazio alla sperimentazione didattica all interno di una lezione universitaria. Per quanto riguarda la classe A052, possiamo dire che nel corso degli studi della SSIS non c stato nessun corso o seminario che ci potesse illustrare il collegamento fra il greco antico, il greco medievale e il greco moderno. Se intendiamo parlare di interdisciplinariet o di multidisciplinariet, necessario fare dei collegamenti con altre lingue, con altre variet linguistiche e anche con le lingue europee che si parlano oggi e che hanno svolto un ruolo fondamentale nella formazione dell Europa. Per esempio, non c stato nessun riferimento alla letteratura greca moderna e contemporanea, una letteratura che viene insegnata nelle principali universit italiane ed europee e costituisce per un docente di greco antico un ponte fra la Grecia antica e quella moderna. Quindi, non dobbiamo solo conoscere l antico ma bisogna confrontarsi con il presente. Altrimenti, il nostro sapere non aggiornato e non pu avere un riscontro nella vita di oggi, dove in fra i paesi dell Unione Europea si stanno creando dei legami culturali, economici e politici, legami che porteranno nel futuro alla formazione graduale dell identit comune europea. Durante il corso della SSIS abbiamo rielaborato i contenuti acquisiti, in maniera soggettiva e critica. Abbiamo esposto i contenuti acquisiti con rigore dimostrativo e con capacit di sintesi. Abbiamo imparato dai docenti universitari e dai docenti della scuola gli strumenti di lavoro che dobbiamo usare nella scuola. Infine, abbiamo acquisito tutte le tecniche che ci permettono di concettualizzare e gerarchizzare i saperi attraverso la costruzione di mappe concettuali e di grafici. In conclusione, possiamo dire che l esperienza della SSIS ci ha portati alla conoscenza dei nuovi linguaggi multimediali, delle nuove metodologie di insegnamento e al miglioramento dell nostro profilo umano e professionale.

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4. Criteri di valutazione e verifica Si procede alla verifica per quantificare gli obiettivi realmente raggiunti attraverso colloqui, prove aperte strutturate e semistruttrate, eventuali altre esercitazioni con l attribuzione di un punteggio; coerentemente con il percorso prestabilito, esse saranno diverse nella forma e nelle finalit. Le prove scritte serviranno per misurare le competenze linguistiche relative al greco e le abilit logico interpretative degli alunni. Quelle orali, invece, se relative ai testi classici, accerteranno la capacit di intendere i testi proposti, di commentarli, di collocarli nel contesto storico e di riconoscerne il valore letterario. Per quanto concerne l aspetto storico letterario, le verifiche saranno utilizzate per accertare l acquisizione delle tematiche culturali proposte, la padronanza nell operare collegamenti fra queste e la capacit di elaborazione critica personale. Le verifiche scritte saranno nel numero di due per quadrimestre, quelle orali almeno tre per quadrimestre (in itinere, formative, finali e sommative). Per rendere la programmazione pi elastica, il numero delle verifiche dipender dai reali tempi di assimilazione da parte degli allievi e dalle loro risposte agli insegnamenti impartiti. Il momento di verifica, secondo gli esiti raggiunti, potr evidenziare anche la necessit di un ritorno sugli argomenti gi affrontati oppure su argomenti di approfondimento oppure entrambe le cose. La verifica costituisce un momento importante di autoverifica per il docente, il quale avr la possibilit di ricalibrare il percorso didattico progettato, se questo necessario per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Atto finale del percorso formativo la valutazione effettuate secondo una griglia, la quale risponde a dei criteri tassonomici, e mediante l uso di indicatori e descrittori, essa sar in grado di associare, per esempio, al giudizio di sufficiente un impegno costante, una partecipazione accettabile, una conoscenza completa, anche se non approfondita dei contenuti essenziali, una esecuzione quasi corretta dei compiti assegnati, autonome capacit di affrontare situazioni nuove. In ogni caso la valutazione degli alunni deve anche servire come occasione per la valutazione dell azione didattica: di fronte ad evidenti e significativi esiti negativi delle valutazioni degli alunni si dovr valutare anche l intera azione didattica, per individuarne i punti deboli (obiettivi non opportunatamente calibrati alla situazione di partenza, strategie metodolgiche non adatte agli interessi degli alunni e quindi poco efficaci). In questa maniera, il discorso della valutazione acquista un carattere ciclico, in modo che ogni punto di arrivo sia contemporaneamente un nuovo punto di partenza.

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5. Eventuali implicazioni interdisciplinari Durante il tirocinio presso il Liceo Classico Duni abbiamo avuto la possibilit di sperimantare in una lezione frontale con l aiuto del professore di Educazione Fisica, il quale ha spiegato agli alunni la storia della danza moderna. In seguito, abbiamo tenuto insieme al docente di Educazione Fisica, nella palestra della scuola, una lezione sulla storia delle danze greche, partendo dall antichit sino ai nostri giorni. Verso la fine della lezione, abbiamo utilizzato il registratore per far ascoltare ai ragazzi il sirtaki, la danza del partigiano greco di Creta, Alexis Zorbas. La musica di questa danza stata composta dal compositore cretese Mikis Theodorakis negli anni Sessanta e costituisce ancora oggi la danza greca pi importante e pi amata dai greci e non solo. Per educare i ragazzi alla mondialit e alla conoscenza della cultura greca, la quale sta alla base della cultura europea, abbiamo insegnato a loro i passi di questa danza e alla fine della lezione, i ragazzi hanno ballato il sirtaki. Questa lezione rientrava nell ambito dell attivit interdisciplinare del Liceo Classico Duni di Matera e aiut gli studenti a conoscere meglio la storia della danza greca e a scoprire un lato poco conosciuto della cultura greca. 6. Il Tutor: Scelte Didattiche, la Programmazione Disciplinare Materiali usati 1. 2. 3. 4. Programmazioni Didattiche 2 CD con i materiali multimediali utilizzati durante il tirocinio Test Le versioni usate durante i compiti di latino e di greco

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