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MUSSOLINI BENITO Da L’Avvenire del Lavoratore, N. 10, 11 marzo 1909, V.

IL RISULTATO DELLE ELEZIONI GENERALI IN ITALIA Da uno spoglio attento dei giornali che sono giunti oggi, constatiamo con gioia di non esserci ingannati nelle nostre previsioni circa i risultati della lotta elettorale. Il Corriere della Sera comincia il suo articolo di fondo con queste testuali parole : « Non crediamo che Giolitti debba essere molto soddisfatto dell’esito delle elezioni » e continua in tono agro-dolce a constatare che l’orientazione di gran parte del corpo elettorale è decisamente anti-governativa. II Secolo inneggia alla vittoria dell’Estrema Sinistra che esce rafforzata di una trentina di seggi; il Giornale d’Italia, organo dei sonniniani, nota l’incremento dei deputati anti-costituzionali socialisti e repubblicani; la radicale Vita dice che tenendo conto dei risultati di quasi tutta la penisola, anche dove non si sentì l’obbligo dell’unione democratica, si è riconfermata la dimostrazione della povertà clericale; il nostro Avanti! infine dichiara con gioia che l’Estrema Sinistra esce dal cimento di questa elezione grandemente accresciuta di forza, rinvigorita, rinfrescata, fiduciosa in sé, tutta vibrante, per il consenso della pubblica coscienza. « La vittoria — prosegue il nostro confratello maggiore — è tanto più benefica, in quanto erompe da questo intimo convincimento che l’ha maturata nella coscienza del paese; il convincimento che un sistema di governo, non può, né deve mai adattarsi giolittianamente nel quietismo meccanico di un'amministrazione burocratica ». Riportati i commenti dei giornali che sono l’esponente di opinioni politiche, passiamo alle cifre. I socialisti hanno vinto in trentun collegi e entrano in ballottaggio in circa una quarantina di collegi. I repubblicani, specie in Romagna, conservano le posizioni antiche. I radicali hanno subito qualche perdita di vecchi deputati, compensata però da nuovi acquisti. I costituzionali — ministeriali giolittiani — perdono molti seggi. I cattolici che pur gridano vittoria, hanno invece documentato ancora una volta la loro impotenza. Malgrado alcuni successi notevoli, i clericali non sono riusciti a battere quel Ferdinando Martini al quale avevano mosso una furiosissima guerra a cagione di un discorso sull'insegnamento religioso. I clericali avevano dichiarato di essere padroni del Veneto eppure quasi nessuno dei candidati è riuscito. Perfino il signor Tono cavaliere di cappa e di spada del pontefice è caduto di fronte a un radicale; a Venezia, Vicenza, a Verona i loro campioni sono rimasti in minoranza. E che dire della caduta di Santini al secondo collegio di Roma? Nel collegio, ha detto lo stesso Santini, che comprende il Quirinale e la Corte. Si poteva pensare una più solenne trombatura? Sintomatica poi e confortantissima l’elezione di Budrio. In questo collegio Guido Podrecca è stato eletto a grande maggioranza. Il direttore dell' Asino, il giornale maledetto, scomunicato, infamato da tutti i fogli e foglietti dei ciarlatani neri, entrerà nel Parlamento italiano. Riassumendo non crediamo di esagerare affermando che il numero dei voti socialisti sarà quasi raddoppiato in confronto delle elezioni generali del 1904. Ed ora quale sarà l’atteggiamento della nuova Camera di fronte al Governo e alle istituzioni? Noi non sappiamo se Giolitti vorrà ancora dirigere il barcone della politica italiana, ma ci sembra che il primo atto dell’Estrema Sinistra debba essere un atto che significhi sfiducia negli uomini che governano oggi, un atto che sia l’inizio di una campagna contro le clientele elettorali che inquinano l’Italia al Nord e al Sud, un atto tale da costringere le alte classi a mutar direttiva politica. Nel paese la sfiducia nel Parlamento è assai diffusa. Noi attendiamo dagli onorevoli neo-eletti che condividono le nostre idee o ammettono l’assoluta necessità di un governo democratico, qualche cosa di totalmente diverso dal sistema di dedizioni, di compromessi e di viltà per cui si rese tanto celebre l’ultima legislatura. E ci auguriamo infine che le forze sovversive continuino alacremente la battaglia. I socialisti sopratutto non si addormentino sugli allori conquistati. Se non vogliono che le grandi energie consumate in questi giorni di agitazione elettorale siano irreparabilmente perdute, tornino al lavoro di propaganda e d’organizzazione. La lotta elettorale è un incidente, un episodio della nostra vita di partito. S’inganna chi attende la rivoluzione sociale da un’assemblea di deputati, è la massa operaia invece che farà la « sua » rivoluzione sociale, non appena avrà raggiunto la forza necessaria per sovvertire le istituzioni economiche, politiche, morali della civiltà borghese. Anche

dopo la lotta elettorale bisogna continuare la preparazione rivoluzionaria. Solo coll’approvazione, col concorso, coll’ausilio morale e materiale delle associazioni economiche e politiche, possono i deputati rappresentare una forza. Quando quest’accordo manchi, la politica diventa un gioco più o meno divertente che coinvolge nello stesso ridicolo uomini e idee. Noi aspettiamo l’Estrema Sinistra italiana rinnovellata di novelle fronde, alla prova del fuoco e speriamo che il futuro non vorrà darci un’altra smentita e toglierci un’altra illusione.