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CULTURA E SPETTACOLI

IL GIORNO - il Resto del Carlino - LA NAZIONE

MARTED 28 MAGGIO 2013

Venti anni fa moriva il filosofo urbinate. Convegno internazionale per ricordarlo


Piergiorgio Grassi *
URBINO

Teologi a confronto su Italo Mancini


Hermeneutica in una delle pagine intense con cui riusciva a fissare i tratti dei tanti intellettuali incontrati, si dichiarava spettatore delle attivit di don Italo, perch scriveva Carlo Bo passavo di notte sotto le sue finestre illuminate e finivo per avere un appuntamento ideale con lui che studiava, o scriveva o intratteneva ancora gli amici e i discepoSACERDOTE RIGOROSO A lato, don Italo Mancini. Celebri le sue omelie

LA MEMORIA di Italo Mancini rimasta viva a Urbino. Lo ricordano in molti come docente di filosofia nella Facolt di Magistero e di filosofia del diritto in quella di Giurisprudenza; o come vice presidente dellErsu, impegnato a individuare le condizioni ottimali perch gli studenti sperimentassero a Urbino un soggiorno di studio e di amicizie; oppure come persona generosa nell aprire agli allievi, sempre numerosi, la sua biblioteca specializzata, ricca di mi-

li. Notava ancora: C sempre in tutte le citt dello spirito uno di questi lumi simbolici: rimasta famosa a Madrid nel periodo fra le due guerre la finestra illuminata di Ramon Gomez della Serna, per gli urbinati penso lo sia la luce della stanza dangolo in alto del palazzo Antaldi, proprio di fronte allUniversit. MANCINI stato uno dei pi importanti filosofi della religione della secon-

da met del Novecento ed ha profondamente innovato la filosofia del diritto nellimpianto e nel metodo. Con Luigi Pareyson a Torino e con Alberto Caracciolo a Genova, a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso, ha dato fondamento scientifico alla filosofia della religione, una disciplina sino ad allora poco presente in Italia. Come filosofo del diritto ha suscitato consensi e discussioni accese. I RISCONTRI sono numerosi: oltre cento i saggi a lui dedicati, una decina le monografie, in corso la ristampa, presso leditrice Morcelliana di Brescia, delle sue opere fondamentali; tesi di laurea su aspetti del suo pensiero continuano ad essere proposte e discusse in diverse universit italiane. LIstituto Superiore di scienze religiose che porta il suo nome, lo ricorder nella giornata domani ad Urbino, in una sessione di studi pensata con una precisa intenzionalit: indagare aspetti della sua ricerca non ancora sufficientemente presi in esame e che tuttavia hanno costituito strutture portanti della sua lunga e appassionata riflessione. Di pensatori come Kant, Hegel, Heidegger, Carl Schmitt, Kelsen, Lvinas, e sono solo alcuni di quelli da lui studiati, Mancini ha dato interpretazioni che resistono al tempo, traendone significati per elaborare una forma di pensiero che ha fatto sino in fondo i conti con la modernit. A DARE testimonianza di

questo dialogo ininterrotto con le forme di pensiero contemporanee ci saranno a palazzo Petrangolini i discepoli (ora docenti universitari) che sono cresciuti alla sua scuola e ci saranno monsignor Bruno Forte (arcivescovo di Chieti Vasto), teologo di fama internazionale e Carmelo Vigna, ordinario di filosofia morale alluniversit di Venezia. Entrambi hanno incontrato Mancini come docente, rispettivamente alla Facolt teologica di Napoli e alla Universit Cattolica di Milano; entrambi gli sono stati colleghi e nellelaborare la loro personale prospettiva teori-

DA KANT AD HEIDEGGER Gli studi del sacerdote hanno segnato il Novecento In ristampa i suoi libri
gliaia di volumi, accumulati lungo gli anni con pazienza certosina (e donata dalla famiglia allUniversit). AGLI STUDENTI che frequentavano la biblioteca aveva dedicato un volume fortunato (Scritti cristiani, presso leditore Marietti) con queste parole A tutti gli afferrati e gli affacciati della Biblioteca Ca Fante, laudando insieme la compagnia del libro. IL RETTORE Carlo Bo con il quale Mancini aveva messo in piedi lIstituto superiore di scienze religiose, una delle eredit pi preziose assieme alla rivista internazionale di filosofia e teologia,

HERMENEUTICA La rivista da lui fondata diventata un riferimento oltre i confini europei


ca hanno dialogato a lungo con lui, con la sua imponente produzione editoriale. SI TRATTA in definitiva, a ventanni dalla scomparsa, di continuare a scandagliare il pensiero di Italo Mancini che, nel suo quarantennale percorso di studioso, si confrontato con le grandi questioni sorte dal secondo dopoguerra in poi, ed ha aperto la strada ad ulteriori approfondimenti, incrociando criticamente le maggiori correnti filosofiche e teologiche che hanno segnato il secolo breve. * direttore dellIstituto Scienze Religiose Italo Mancini Universit di Urbino