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Metodi di datazione

Il tempo una ben strana grandezza, che tende a dilatarsi o ad accorciarsi in particolari situazioni ed apparentemente capace di scorrere nelle due direzioni, cio nel futuro e nel passato; ma cos non in quanto le equazioni del moto non tornano indietro (come in una film proiettato allinverso) e misurare il tempo a ritroso cosa ben diversa dalluso di un orologio. Lidea, apparentemente geniale, di creare un sistema di datazione assoluto molto pi complessa di quello che a tutta prima era sembrato negli anni cinquanta dello scorso secolo, quando fu scoperto il metodo del radiocarbonio. Misurare il tempo da sempre una delle attivit cui gli uomini hanno dato maggiore importanza, per cui hanno continuamente escogitato sofisticati metodi, a partire da quelli che usano i fenomeni astronomici che, con la loro periodicit, sono probabilmente la causa prima della nostra sensazione (tutta psicologica) del passare del tempo. In genere lidea sempre la stessa: individuare un fenomeno periodico e contare quante volte esso si ripete durante lintervallo di tempo che si desidera misurare. Tanto pi grande sar il periodo tanto meno sensibile lorologio, questa la ragione per cui i moderni orologi usano clock con 32768 oscillazioni al secondo, raggiungendo sensibilit veramente notevoli. Se lintervallo di tempo da misurare lungo occorre utilizzare sistemi di misura particolari e fare uso di un calendario per pianificare le attivit future, come viene fatto nei computer che hanno costantemente un orologio e un calendario disponibili. Per misurare un tempo che passato occorre una ben diversa strategia, si devono infatti usare metodi che si fondano sulla osservazione di fenomeni molto lenti, iniziati ben prima della data che si vuole stimare: di questo occorre essere certi. Caso emblematico quello della crescita di un sedimento, o anche quella di un albero, che ha uno sviluppo progressivo con una periodicit che determinata dalle stagioni, dipendendo anche dalle condizioni climatiche. Nel caso di un albero il conteggio degli anelli di accrescimento permette il calcolo del tempo che passato da un momento fissato; sembrerebbe per errato supporre che lindividuazione di un fenomeno periodico che si svolto nel passato permetta di fare una misura del tempo come facciamo con gli attuali orologi. Nella misura del tempo che sta passando ci si pu avvalere dellosservazione dellevento di cui si desidera misurare la durata (ad esempio un atleta che supera il traguardo) ci non possibile per eventi che sono gi avvenuti. Le datazioni infatti si riferiscono ad oggetti e non a eventi. E necessario quindi trovare un collegamento tra un evento e un oggetto che esisteva in quel momento, questa operazione non sar mai diretta ma richieder alcuni passaggi intermedi che faranno, spesso fortemente, aumentare lincertezza della stima. Gli uomini hanno continuamente sviluppato metodi per costruire cronologie (e quando possibile calendari) che sono strumenti essenziali per ricostruire gli eventi accaduti per un lungo intervallo di tempo nel passato, ma anche per comprendere ed organizzare meglio quelli a cavallo del presente. Una cronologia una scala cui si pu fare riferimento nella collocazione nel tempo di eventi di interesse, essa un importante strumento per uno storico, ma anche per quegli scienziati che studiano eventi avvenuti nel passato, come la formazione di strutture geologiche o eventi astronomici che sono di interesse per la storia della terra e degli uomini che in essa sono vissuti. E ben noto che per fare una misura occorre avere una scala, risulta evidente, quindi, come i metodi escogitati dagli storici sono, almeno nella loro logica di fondo, molto simili di quelli degli scienziati. Anche per le datazioni necessario, come vedremo, creare una scala di riferimento (che non definiremo calendario per non creare confusioni); quindi interessante studiare le caratteristiche di una scala che la rendono pi o meno utile nelleffettuare una misura. Prendiamo ad esempio un righello: esso composto da tanti intervalli adiacenti che indicano valori crescenti di lunghezza. Come nella stratigrafia i singoli strati corrispondono a intervalli temporali - qualche volta ben conosciuti altre volte meno - nel righello possibile prendere gli intervalli pi piccoli, aumentando cos la sensibilit. Non comunque possibile spingersi troppo in questo gioco in quanto sotto il millimetro locchio ha difficolt a individuare con esattezza il trattino cui far corrispondere la misura. Cose analoghe accadono anche per le cronologie (ma anche per le stratigrafie) che sono caratterizzate da intervalli che non possono essere troppo piccoli in quanto 1 G.E. Gigante capitolo di prova: metodo di datazione con radiocarbonio

spesso difficile disporre di una griglia dettagliata di eventi, soprattutto se si va troppo indietro nel tempo 1. Le scale hanno necessit di avere un valore minimo (in molti casi il valore nullo: ossia zero), un valore massimo e degli intervalli. Se gli intervalli sono tutti eguali si parla di una scala lineare. Questo accade anche per le cronologie che per potrebbero essere caratterizzate da intervalli di tempo non tutti eguali e da un punto di inizio arbitrario 2. Un eventuale errore sulla posizione del valore iniziale introduce un errore sistematico nel calcolo di tutti i valori che fanno riferimento a quella cronologia, comunque tale errore viene eliminato quando si determina un intervallo di tempo tra due eventi che fanno riferimento alla stessa cronologia. Unipotesi che accomuna scienziati e storici quella che la scala del tempo sia lineare; pu accadere per che gli intervalli non siano tutti esattamente eguali o , come accade in un righello che si dilata al crescere dalla temperatura, lintervallo tra due trattini non pi un millimetro. Si introduce cos un progressivo spostamento di tutti i risultati che difficile da correggere, come accaduto per i calendari che hanno preceduto quello attuale in cui erano stati accumulati nel tempo tanti piccoli errori per cui fu necessario nel 1582 riallineare le date cancellando dei giorni. E stato necessario correggere anche alcune cronologie antiche quando ci si accorti che alcuni dei loro elementi erano stati omessi o erroneamente valutati. Il sistema delle cronologie ha sempre avuto necessit di verifiche esterne per migliorare il suo funzionamento e guadagnare la fiducia degli studiosi. Non per facile entrare dallesterno in una cronologia, assegnando una data che sia pi credibile di quella calcolabile con la stessa cronologia. Occorre, infatti, usare un metodo che faccia riferimento ad una scala che sia in qualche misura pi credibile di quella costruita con pazienza dagli studiosi: ci quello che si pensato di fare negli ultimi sessantanni con il radiocarbonio e con gli altri metodi di datazione. Da queste considerazioni scaturisce la distinzione che si fa in ambito archeologico tra datazione assoluta e relativa, attribuendo alluso del radiocarbonio un valore assoluto che, come vedremo, non gli proprio. E utile comunque sottolineare il fatto che tutte le date poste allinterno di una stessa cronologia abbiano un valore relativo, mentre quella prodotta con un metodo indipendente possa essere considerata assoluta. Va, infine, compreso che cosa ben diversa datare un oggetto che non pu essere posto in relazione con una cronologia (o uno strato nel caso di un reperto di uno scavo); in questultimo caso il ricorso alla datazione pu essere quasi una scelta obbligata. Limpiego di tecniche di datazione per lautenticazione di manufatti sta divenendo pratica assai comune, anche se i rischi che si corrono non sono minori di quelli di utilizzare una cronologia senza fare verifiche indirette.

Il radiocarbonio
Il metodo del radiocarbonio nato dallidea di creare un metodo di datazione apparentemente assoluto dipendente dai meccanismi con cui i nuclei degli atomi stanno insieme, che non possono facilmente essere modificati. La parte pi solida del metodo del radiocarbonio quella legata al fatto che solo uno degli isotopi 3 del carbonio - il 14C radioattivo per cui la sua presenza pu essere facilmente evidenziata

Attualmente viene utilizzato il calendario gregoriano di cui sono ben conosciute le relazioni con quelli che lo hanno preceduto nellimmediato. Vi sono anche calendari, utilizzati nel passato, costruiti spesso sulla base di conoscenze astronomiche, la cui esistenza risulta evidente dalle fonti (o da risultati di ricerche archeologiche), che possono essere posti in relazione a quelli pi recenti solo in maniera approssimata. 2 Come accade per il calendario gregoriano, che noi utilizziamo per datare un evento, che ha come punto iniziale quella che, per convenzione, viene ritenuta la data di nascita di Cristo. 3 Un isotopo una delle possibili configurazioni del nucleo di un elemento. Siccome i nuclei sono composti di protoni e neutroni ed i primi sono in numero costante per un determinato elemento i vari isotopi differiscono tra loro solo per il numero di neutroni. Nel caso dei tre isotopi del carbonio essi hanno un neutrone in pi passando dal 12C al 13C fino al 14 C che ha quindi due neutroni in pi del 12C.

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attraverso una misura di attivit. In seguito alla disintegrazione, infatti, il 14C si trasforma in 14N (isotopo stabile dellelemento con numero atomico superiore di ununit) con lemissione di una radiazione . La radioattivit o, pi semplicemente, attivit di una sorgente radioattiva il numero di disintegrazioni che avvengono al suo interno nellunit di tempo. Lunit di misura il Bequerel, che corrisponde ad una disintegrazione per secondo (1 Bq). La disintegrazione di un nucleo radioattivo un fatto casuale e quindi regolato da una ben precisa distribuzione di probabilit 4: di conseguenza non possiamo in nessun modo sapere quando, esattamente, un nucleo radioattivo si disintegrer. Poich si tratta di un fenomeno probabilistico, possiamo assumere che il numero di disintegrazioni per unit di tempo (e quindi lattivit) proporzionale al numero di nuclei radioattivi presenti: quindi pi elevato se la massa della sorgente maggiore. Risulter perci utile una grandezza che misuri lattivit per unit di massa: lattivit specifica (q/grammo o dpm/grammo). Tuttavia, anche in presenza di pochi milligrammi di sostanza e pur tenendo conto della rarit di alcuni radioisotopi, abbiamo sempre a che fare con milioni, se non miliardi di atomi, per cui possiamo sapere con buona precisione statistica quanti (anche se non quali) di essi si disintegreranno in un certo intervallo di tempo. I motivi per cui un nucleo risulta instabile, e quindi decade, sono legati ai meccanismi - ben noti - che tengono insieme le particelle che compongono un nucleo, logico quindi pensare che la probabilit che un determinato nucleo decada fissa costante e non cambia nel tempo. Da questa semplice considerazione, utilizzando un po di matematica, facile arrivare a quella che viene chiamata legge del decadimento radioattivo, che, in ultima analisi, fissa la legge temporale con cui dei nuclei instabili di un determinato elemento decadono (vedi figura 1): () = 0
t

(x.1)

dove A0 lattivit dellelemento radioattivo al tempo iniziale (fissato al valore zero) e la vita media del nucleo che legata, come detto sopra, alla probabilit che il nucleo decada in un certo intervallo di tempo. Quello che alla base della datazione con il 14C la convinzione che gli elementi radioattivi decadono ora, come nel passato, con una ben determinata legge temporale. Purtroppo essa non lineare in quanto essendo decrescente il numero di nuclei instabili, mentre la probabilit rimane costate, il numero di nuclei che decadono in un certo intervallo di tempo, poniamo ad esempio la vita media 5 , risulta sempre minore quanto pi tempo passa. Questa, ben fondata, convinzione porta a supporre che, se si conoscesse lattivit iniziale di una sorgente e se ne misurasse quella attuale, sarebbe possibile fare una specie di percorso a ritroso che ci permette di stimare il tempo che passato. Il calcolo semplice:

Una variabile casuale, come in questo caso il numero di disintegrazione, caratterizzata da una funzione, detta di distribuzione che fornisce per ogni possibile valore della variabile la probabilit che questultimo accada. 5 Risulta evidente che la vita media possa essere presa come unit di misura.

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Figura 1 Legge temporale del decadimento del 14C = log


() 0

(x.2)

Il 14C ha una vita media di 8267 anni che corrisponde ad un tempo di dimezzamento di 5730 anni 6. E necessario sottolineare il fatto che viene prodotto nellalta atmosfera da una particolare reazione che vede coinvolti atomi di azoto e neutroni (14N(n,p) 14C) prodotti da particelle nucleari di alta energia che provengono dagli spazi cosmici (i raggi cosmici). Il 14C infatti non - come la maggioranza degli isotopi prodotto in reazioni nucleari (per lo pi avvenute in un remoto passato) o nel decadimento di nuclei che fanno parte delle famiglie che costituiscono la radioattivit naturale: il 14C cosmogenico, cio continuamente prodotto come conseguenza della presenza dei raggi cosmici . Questo fatto ha conseguenze molteplici e non tutte positive. Il fatto per che sia continuamente prodotto positivo perch permette di ipotizzare che la sua concentrazione nellalta atmosfera sia pi o meno costante, anche se un elemento radioattivo. Se avviene quindi una sua segregazione in un compartimento, che non sia aperto a nuovi apporti di 14C dallesterno, la sua attivit comincer a diminuire con la legge che abbiamo descritto in precedenza. Occorre quindi stabilire quale sia lattivit iniziale (A0) e come possa avvenire questa cattura di 14C da parte di un sistema che poi non entri pi in contatto con carbonio che proviene dallatmosfera. A questo punto il metodo del radiocarbonio si complica, divenendo per affascinate per le diverse soluzioni adottate per rimuovere i vari ostacoli. Willard Libby era un radiochimico che lavorava in un laboratorio fortemente coinvolto nello sviluppo delle armi nucleari, in un periodo storico in cui si cercava di scoprire quali rischi si correvano con luso delle bombe atomiche. In quegli anni si facevano ricerche sui meccanismi con cui radioisotopi presenti nellatmosfera potessero finire sulla terra ed essere ingeriti dalluomo. Curiosamente tali ricerche, promosse per ragioni legate alla guerra, permisero di mettere a punto il metodo del radiocarbonio. Infatti lideatore del metodo Libby, che per questo guadagn il premio Nobel nel 1960. Gli esseri viventi sono una vera e propria pompa di carbonio in quanto tale elemento per loro necessario per produrre molte delle strutture molecolari di cui sono composti. A titolo di esempio possiamo dire che il carbonio praticamente inesistente sulla terra solida (minerali e rocce) mentre una frazione molto significativa dei sistemi biologici ( 21%), facile, quindi, supporre che se del carbonio arriva a contatto con la superficie della terra esso verr, in buona parte, catturato selettivamente dagli organismi viventi. Il cammino che porta il carbonio dai limiti superiori dellatmosfera agli organismi viventi ovviamente molto pi complesso di quanto uno possa supporre da questo semplice considerazione. Il primo passo quello che mette in contatto lalta atmosfera con la superficie della terra. La presenza di un continuo rimescolamento dei gas che compongono latmosfera dovuto in massima parte alla evaporazione dalla superficie dei mari (che occupano il 71% dellintera superficie) che fa si che lanidride carbonica (CO2) presente nellatmosfera si rimescoli continuamente con quella dei mari. In questo meccanismo hanno un ruolo significativo le piogge che trasferiscono continuamente acqua dallatmosfera verso i mari. Che sia la CO2 il principale veicolo del trasporto del carbono verso la superficie della terra facilmente giustificato dal fatto che praticamente tutto il carbone che si forma nellalta atmosfera si trasforma rapidamente in CO2 - attraverso la reazione C + O2 CO2 7 - per cui negli scambi sulla superficie del mare sia proprio questa a portare il 14C nellidrosfera (ossia nel grande serbatoio rappresentato dallacqua dei mari e degli oceani che immagazzinano circa il 95% del 14 C, vedi figura 2). Potrebbe sembrare fantascienza se non vi fossero moltissimi risultati sperimentali che dimostrano che atmosfera, che contiene una concentrazione di 0.03% in volume di CO2, e idrosfera sono veramente in equilibrio e che lo sono stati dal momento che latmosfera si formata nella sua composizione attuale circa tre milioni di anni orsono. Disciolta nellacqua la CO2 entra in equilibrio con gli ioni bicarbonici
Le date convenzionali sono comunque calcolate utilizzando il valore determinato da Libby che di 5568 30 anni . Nella formazione di CO2 intervengono i tre isotopi del carbonio, ciascuno in base alla propria abbondanza che del 98,9% per il 12C e dell 1.1% per 13C. Quella del 14C , come visto in precedenza, variabile.
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(HCO3-) e carbonici (CO32-) che possono veicolare carbone verso la fauna e la flora del mare. Come vedremo questo sar un problema nella datazione di materiali di origine acquatica (conchiglie, pesci, ecc.) e potranno influenzare anche la datazione di esseri viventi che li hanno ingeriti. Come sempre accade nella scienza quello che rappresenta un problema, quando viene risolto con una completa chiarificazione dei meccanismi, diventa successivamente una possibilit di fare nuovi studi ed aprire nuovi campi: in questo caso per lantropologia. La CO2 presente nellatmosfera entra in un meccanismo fondamentale per gli esseri viventi: la fotosintesi. Attraverso questo canale entra nei sistemi viventi (che sono parte della biosfera, vedi figura 2) la gran parte del carbonio: la fotosintesi pu quindi essere considerata la vera pompa del 14C verso gli esseri viventi.

Figura 2 Schema dei meccanismi di scambio del carbonio tra i compartimenti in cui pu logicamente essere suddivisa la terra. Per ciascun compartimento viene indicato anche quanto carbonio in esso contenuto 8 Nel caso degli animali ci avviene solo indirettamente: attraverso lalimentazione con vegetali. Per chiarificare meglio tutti questi passaggi necessario utilizzare uno schema (figura 3) che evidenzi tutti gli scambi che avvengono e come si possa con certezza affermare che la frazione di 14C presente in un animale conosciuta. Ognuno di questi passaggi solleva problemi che vanno risolti, come ad esempio se gli scambi di carbone tra laria e le piante permettono di creare un sostanziale equilibrio tra la frazione di 14C presente nellatmosfera e nei vegetali. Si pu dimostrare che, pur essendo dellordine del centesimo la massa di carbonio scambiata giornalmente, per tempi lunghi (quelli tipici delle piante), le concentrazioni di 14C nelle piante e nellaria sono fermamente legate tra loro.
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Figura 3 Schema logico degli scambi che permettono agli esseri viventi di assimilare 14C

La grande quantit di carbonio presente nella litosfera immagazzinato in serbatoi che non sono immediatamente disponibili per scambi con latmosfera e la biosfera. Come vedremo essi rappresentano un problema per le datazioni con radiocarbonio in quanto contengono grandi quantit di carbone praticamente privo di 14C, detto carbone spento in quanto il 14C in esso contenuto completamente decaduto.

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Gli ostacoli non sono finiti, vi infatti un problema nellassimilazione del carbonio da parte delle piante legato al fatto che il 12C, lisotopo di gran lunga pi abbondante, tende ad essere favorito nelle varie reazioni della fotosintesi per cui le piante contengono una frazione di 12C maggiore rispetto allatmosfera. Questo fenomeno non legato ai soli scambi derivanti dalla fotosintesi ma, in maniera diversa, accade per tutti gli scambi di carbone anche quelli con lidrosfera. Fortunatamente possibile dimostrare che la frazione di 13C, il terzo isotopo del carbonio, presente anchesso in natura in quantit molto inferiori a quelle del 12C, ha un comportamento simile per cui possibile correggere questo sistematico spostamento. Se esistesse questa condizione di equilibrio dinamico del 14C nei vari comparti (come delineato dalla figura 2) si potrebbe, anche ora, misurare lattivit iniziale utilizzando un opportuno standard e calcolarsi dallattivit misurata la data che corrisponde alla morte dellessere vivente o alla perdita di contatti con lesterno del sistema che contiene 14C. Questo appunto quello che viene fatto utilizzando il Modern Reference Standard (MRS) che un campione di acido ossalico ricavato, dal National Bureau of Standard di Washington, da una partita di barbabietole da zucchero prodotte in una certa regione in un determinato anno. Cos possibile calcolarsi la data convenzionale utilizzando un scala cronologica che parte dal momento in cui il metodo del radiocarbonio stato introdotto, ossia il 1950. La data convenzionale per il risultato di correzioni come quella dovuta al frazionamento isotopico di cui parleremo in seguito. Come si vede il radiocarbonio non un orologio di semplice lettura, nel seguito cercheremo di illustrare i diversi aspetti del metodo a partire dalla descrizione di come esso, nel concreto, viene applicato.

Come viene fatta una datazione con il radiocarbonio


La fase preliminare alla misura ha una importanza fondamentale nella qualit dei risultati che possono essere ottenuti con questo metodo. E innanzitutto molto importante lindividuazione del campione da datare in quanto esso deve essere rappresentativo dellinsieme che si vuole datare, sia esso uno strato (o un contesto) o un manufatto di cui si vuole determinare let. Ad esempio nel datare uno strato ci si deve accertare che il campione estratto appartenga con certezza allo strato. Nel caso di un oggetto il campione prescelto deve essere rappresentativo dei materiali che costituiscono tutto loggetto (cosa non sempre facile). Vi sempre in agguato il problema della contaminazione che pu alterare anche notevolmente i risultati di una datazione. Ad esempio se l1% del carbonio estratto dal campione da datare ha unorigine diversa, supponiamo che provenga da un serbatoio, come quello geologico 9 che contiene carbonio spento, la data calcolata risulter inferiore di circa 80 anni essendo la vita media del 14C di 8033 anni 10. Se venisse invece erroneamente addizionato del carbonio proveniente da resti organici recenti lerrore sarebbe decisamente inferiore al precedente, ma tanto maggiore quanto pi il campione da datare antico; per fare un esempio per un campione di et tardo repubblicana, poniamo 78 BC, lerrore, per una contaminazione dell1% di carbone recente, sarebbe di soli 6 anni. Da questi esempi scaturisce la considerazione che le contaminazioni pi pericolose sono quelle con materiali provenienti dalla geosfera. Linteresse per un risultato e le condizioni in cui si costretti ad operare spingono qualche volta a correre dei rischi, spesso, per, vengono in soccorso metodi di trattamento del campione che assicurano che il carbonio estratto parte di quello originario e non contiene carbonio che si aggiunto successivamente. Dal campione prelevato, con le dovute cautele, e portato in laboratorio, viene estratto il carbone in esso presente con tecniche, dette di pretrattamento, sviluppate notevolmente negli ultimi decenni, facendo spesso tesoro di precedenti errori, e utilizzando conoscenze sui materiali e i processi di crescita dei sistemi viventi, che sono fortemente aumentati con lo sviluppo della moderna scienza dei materiali e della biologia. Il pretrattamento del campione la fase che
I resti organici contenuti in giacimenti o inclusi in minerali che sono stati per lunghissimo tempo fuori dal contatto con latmosfera non contengono pi 14C in quanto si tutto trasformato nel processo radioattivo, il carbonio estratto da questi resti viene detto spento 10 E possibile dimostrare che se lerrore sul rapporto A0/A(t) (vedi lequazione x.2) lerrore sulla data sar , dove ovviamente la vita media del 14C.
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richiede pi fatica per cui ha spesso costi notevoli. Le tecniche da impiegare dipendono sia dalla natura del campione prescelto che dalla successiva tecnica sperimentale che si deciso di applicare. Ad esempio nella datazione delle ossa occorre saper estrarre il collagene che contiene il carbonio utile alla datazione, non ci si pu infatti fidare del carbonio rimanente che potrebbe provenire dalla diagenesi. Esistono naturalmente tecniche di trattamento che sono ben collaudate che permettono di guidare la scelta del campione. Nel seguito vengono indicate le quantit necessarie per datare i vari materiali mediate lAMS che la tecnica attualmente maggiormente impiegata: Carbone Torba Fossili e sedimenti lacustri Conchiglie, carbonati Fibre tessili Semi vegetali Resti alimentari Resti di pire funerarie Carbone da fornaci 50-100 g 50 g 100-1000 g 20-50 g 7 mg 0.15 mg 1.2 g 1.2 mg 0.4 mg

Come si vede si tende in genere a datare materiali non di pregio, forse di scarto, comunque reperibili in strati individuati nellindagine archeologica. Per la determinazione del 14C nel campione da datare si possono seguire due diverse strade che conducono ambedue a risultati analoghi. La pi tradizionale fa uso di una misura di attivit specifica del carbonio estratto utilizzando tecniche di misura molto raffinate, con limpiego di particolari contatori proporzionali a gas o di scintillatori in fase liquida. Il numero di disintegrazioni in una sorgente tanto maggiore quanto pi elevata la sua massa, quindi necessario effettuare una normalizzazione per poter utilizzare correttamente la legge del decadimento. Per impiegare il metodo radiometrico occorre quindi conoscere la massa della sorgente, che rappresenta una ulteriore piccola complicazioni. Un campione ha unattivit tanto minore quanto pi antico, in pratica nelleffettuare una misura con il metodo radiometrico ci si potrebbe trovare nella condizioni di contare meno di un conteggio al secondo (poniamo 0,01 Bq) per cui occorrerebbe aspettare un tempo di 106 s (11 giorni e mezzo) per ottenere una precisione dell1%, che corrisponde a 104 conteggi rivelati. La misura della radioattivit ha infatti un incertezza inerente nel fatto che, anche prescindendo dagli altri errori di misura, vi un limite statistico determinato dal fatto che i conteggi rivelati sono eventi casuali caratterizzati da una distribuzione di probabilit 11 che ha una deviazione standard pari alla radice quadrata dei conteggi misurati. Lincertezza relativa

per cui una precisione dell1%

corrisponde a 10000 conteggi: ne conseguono tempi molto lunghi di conteggio. Quando si dispone di molto materiale questo pu non essere un problema, anche se trattare grandi quantit di materiale non ne agevole ne economico. Si potrebbe pensare che la tecnica del radiocarbonio non ha limiti in quanto possibile andare a ritroso nel tempo quanto si vuole solo un problema di raggiungere una precisione statistica sufficiente. Invece le cose stanno diversamente in quanto esiste sempre la possibilit, seppur remota, che la radiazione di fondo (in gran parte dovuta alla presenza dei raggi cosmici, sempre loro!!), non eliminabile completamente con schermature dei contatori, possa produrre dei conteggi spuri nel contatore. Questo fatto ci permette anche di fissare un altro limite sperimentale delle datazioni con radiocarbonio che il limite superiore (cio a ritroso nel tempo) che possibile raggiungere. Partiamo dalla semplice considerazione che, dopo che sono passate quattro vite medie pari a 32132 anni - lattivit stimata di un grammo di carbonio di 0.0016 Bq, ossia di circa un conteggio ogni minuto. Per essere sicuri che un rateo 12 di conteggi cosi basso derivi veramente dal 14C il
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Distribuzione di Poisson Il rateo il numero di conteggi per unit di tempo

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fondo deve essere significativamente pi basso, ad esempio 2-3 conteggi ogni sedici minuti. Questo porta ad un limite superiore di 30000 anni che pu essere superato agevolmente disponendo di maggiori quantit di materiali o di sistemi molto ben schermati che hanno un numero di conteggi di fondo ancora pi bassi. In estrema sintesi pu essere impiegata la seguente relazione in cui viene impiegato il criterio detto del 2 che riduce al 13,5% la probabilit di un risultato casuale, cio spurio, e f la deviazione standard del fondo
A0 t max = ln 2 con = tf f

La frazione di un isotopo, in particolare del 14C rispetto al 12C, un grandezza molto utile che pu essere utilizzata per caratterizzare i materiali in quanto una sorta di impronta digitale nascosta che in molti casi permette di individuare quali siano stati i materiali di origine di un manufatto. Essa il rapporto tra le masse di due isotopi di un certo elemento che pu essere determinato mediante uno spettrometro di massa. Utilizzando uno spettrometro di massa con acceleratore (AMS) possibile misurare direttamente le frazioni isotopiche in un campione di carbonio: quindi possibile utilizzare tale misura per individuare la concentrazione di nuclei di 14C in un campione e quindi datarlo. Limpiego dellacceleratore necessario per avere le sensibilit che sono necessarie per determinare le piccole frazioni di 14C che sono presenti nei campioni da datare, lacceleratore permette infatti di rivelare un numero estremamente piccolo di atomi di 14 C e di misurare direttamente la frazione isotopica 14C/12C 13 in maniera da poterla confrontare direttamente con quella dello standard moderno ed ottenere cos la data convenzionale. In questo caso occorre notare che, essendo la frazione di atomi di 12C in un campione moderno ed antico eguale, in quanto tale isotopo stabile, risulter che:
14 12 14 12 0

mis

in cui tmis il tempo di misura.

14 ( 14 )0

(x.3)

essendo quindi lattivit specifica proporzionale al numero di atomi di 14C lequazione x.2 pu essere cos riscritta:\

Quindi attraverso la misura con lo spettrometro di massa delle frazioni isotopiche di campione da datare e nello standard moderno possibile calcolare la data convenzionale.

= log

14 0 14

(x.4)
14

C presenti nel

Il frazionamento isotopico
Tale problema ben noto e studiato, tanto da essere divenuto con il tempo una risorsa per lo studio dei comportamenti alimentari di singoli individui e popolazioni, ma anche per altri studi archeologici ed antropologici. Il lieve impoverimento dei due isotopi del carbonio presenti con frazioni isotopiche basse pu essere ben quantificato tramite il 13C facendo riferimento ad uno standard geologico costituito da calcite derivata da un fossile marino, la Belemnitella americana della formazione Pee Dee del South Carolina (PBD) che presenta una frazione C13/C12 di 0.011237:

I valori di 13C sono calcolati in per mille a partire dal valore per i carbonati marini (lo standard ha infatti tale origine). I valori sono in genere negativi, anche la CO2 dellatmosfera presenta una frazione di C13 lievemente (8) pi bassa. Come accennato in precedenza, la correzione sulla frazione di 14C pu essere
13

13 =

13 13 12 12

12

13

1000

(x.4)

In questo caso 14C ed 12C sono il numero di atomi dei due isotopi presenti nel campione.

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calcolata in quanto 14C = 2 13C, cio i valori di per i due isotopi sono esattamente luno di doppio dellaltro. Questo potrebbe sembrare strano se non si considerasse che il diverso comportamento degli isotopi legato unicamente al loro peso atomico, per cui essendo i tre isotopi del carbonio differenti tra loro per ununit di peso atomico (un neutrone in pi) lincremento per il 14C deve essere il doppio di quello del 13C che dovuto, a sua volta, ad una variazione di una unit di peso atomico rispetto al 12C. Lattivit misurata va quindi corretta per tener conto del frazionamento isotopico, che fa riferimento al valore di 13C del legno cui assegnato per convenzione il valore di 25. Lespressione con cui si applica tale correzione ha un forma alquanto involuta in quanto i valori di 13C sono espressi in per mille e la correzione non pu che essere un fattore moltiplicativo vicino allunit. In pratica pi utile osservare quanto pu incidere tale correzione t = ln 1 2
25+13 C 1000 2 1000 25 + 13 C = 2 8,033 25 + 13 C (x.5

Nella tabella I sono riportati i valori di 13C e le corrispondenti correzioni delle date (t) per alcuni tipici materiali utilizzati per le datazioni, le incertezze indicate in tabella si applicano solo nel caso delle misure con il metodo radiometrico in quanto nel caso delle misure AMS il 13C viene determinato sperimentalmente ed avr unincertezza associata alla misura. Tabella I - Valori di 13C e correzione in anni per campioni estratti da alcuni materiali Materiale Carbonati marini e PBD Idrossiapatite delle ossa conchiglie dacqua dolce Collagene dellosso CO2 dellatmosfera Cereali (mais, sorgo, ecc.) Piante marine Paglia e lino Piante dacqua dolce Collagene dellosso, cellulosa Frumento, avena, riso, ecc. Legno e carbone di legna Fogliame, paglia, torba e humus 13C 1 0 -6 -7 -8 -10 -12 -14 -16 -19 -23 -25 -27 t 429 50 412 70 311 50 295 50 278 35 245 50 212 70 179 70 145 130 97 35 32 70 0 70 32 95

Questa la ragione per cui nel calcolo della data convenzionale viene applicata la correzione per leffetto di frazionamento isotopico, mentre non vengono le calibrazioni per le variazioni di 14C in atmosfera (14C) di cui parleremo in seguito.

Errori nella misura della data convenzionale


Le varie relazioni con cui viene calcolata la data convenzionale sono tutte esponenziali, per cui lincertezza sulla data proporzionale allerrore relativo sulla misura dellattivit (A) del campione o, nel caso dellAMS, sulla determinazione della frazione isotopica 14C/12C: t = A/A = A/A. (x.6)

Quindi con un po di pazienza possibile contenere lerrore statistico e quindi ridurre lincertezza sulla data convenzionale, basta pensare che un errore dell1% porta ad una incertezza nella data convenzionale di circa 80 anni. E per evidente che quando lattivit di 14C diminuisce, e di conseguenza minore la sua frazione 9 G.E. Gigante capitolo di prova: metodo di datazione con radiocarbonio

isotopica, risulta pi difficile mantenere eguali i livelli di incertezza, tenendo anche presente che lerrore statistico di misura (stat ) si somma quadraticamente con quello sulla misura (mis) e dello strumento (srum):
2 2 2 = . + +

x.7

e che, mentre lerrore statistico pu essere ridotto contando per tempi pi lunghi, questo non avviene per gli altri errori. Lincertezza sulle date pi antiche, di conseguenza, tende a crescere anche se non possibile dare un valore numerico di questo incremento in quanto dipende fortemente dalle condizioni di misura.

Dalla data convenzionale a quella calibrata


Per passare dalla data convenzionale a quella calibrata occorre utilizzare alcuni metodi di calibrazione che sono spesso assi sofisticati e di non semplice comprensione. E bene sottolineare subito che nel fornire il risultato di una misura deve essere sempre riportata la data convenzionale con il suo intervallo di incertezza in modo da permettere di ricalcolare le correzioni di calibrazione, utilizzando metodi giudicati pi appropriati. In ogni caso utile sottolineare che le calibrazioni servono a migliorare laccuratezza dei risultati, permettono quindi di fare una stima pi vicina a quella effettiva, cio pi probabile in base alle misure effettuate e alle nostra conoscenza degli errori sistematici. Le calibrazioni sono ancheesse caratterizzate da intervalli di incertezza che determinano un incremento complessivo dellerrore da assegnare alla data, in particolare gli errori di misura (mis) si sommano quadraticamente a quelli introdotti con le calibrazioni (cal).

Calibrazione della concentrazione iniziale di 14C


Il metodo del radiocarbonio ha come fondamento il fatto che la concentrazione di atomi di 14C nellatmosfera sia rimastra costante nel tempo. Una sua eventuale variazione porta ad errori che sono facilmente quantificabili. Se ad esempio A0 variata dell1% ci produrr un sistematico spostamento di tutte le date stimate verso valori maggiori che percentualmente saranno dell1%, quindi in valore assoluto cresceranno linearmente andando indietro nel tempo. Ad esempio la data misurata sar di cinque anni superiore nel 1450 BP e di dieci anni nel 950 BP, quindi siamo di fronte ad un errore sistematico non trascurabile. Gi nel 1958 De Vries mise in evidenza che la concentrazione di radiocarbonio nel 1700 e nel 1500 era stata di circa il 2% pi alta di quella del XIX secolo, attribuendo tali variazioni a variazioni climatiche. Le successive ricerche portarono alla scoperta che le datazioni di reperti provenienti dallEgitto del terzo millennio a.C. risultavano spostate in avanti nel tempo di alcune centinaia di anni. Successive ricerche per verificare se tali errori si ripetessero anche per altre epoche, e quale ne fosse lorigine, fecero maturare lidea di ricostruire landamento della concentrazione del 14C nellatmosfera utilizzando sistemi biologici che conservassero traccia di tali variazioni. Quasi immediatamente vennero individuati gli anelli degli alberi che hanno la straordinaria caratteristica di formarsi e morire nel giro di un anno rimanendo poi intrappolati allinterno del fusto senza pi entrare in contatto con latmosfera: una vera fortuna. Di tutto ci vi sono numerose prove che i fisiologi vegetali potrebbero spiegare nel dettaglio, del resto limpiego della dendrocronologia per datare le piante una pratica ben stabilita da tempo che andata evolvendo negli ultimi decenni con lo sviluppo di metodi che permettono datazioni relative di grande qualit. La ricostruzione sistematica dellarchivio delle concentrazioni di 14C nel passato ha richiesto un lavoro di circa trentanni, con il coinvolgimento di numerosi gruppi di ricerca che hanno potuto verificare con misure incrociate lesattezza dei risultati cos ottenuti. Grazie alla presenza di alberi estremamente longevi, come ad esempio il Pinus Aristata, la Sequoia Gigantea e le querce, stato possibile determinare una serie ininterrotta di concentrazioni che arriva fino a 12.000 anni fa. Il quadro che ne deriva piuttosto complesso in quanto, come si pu vedere dalla figura 4, vi sono stati sia cambiamenti lenti, che sembrano delineare un andamento 10 G.E. Gigante capitolo di prova: metodo di datazione con radiocarbonio

periodico, e fluttuazioni in periodi brevi, anche molto significative. E evidente che le variazioni di lungo periodo possono essere spiegate con grandi cambiamenti avvenuti nel passato sulla Terra (come ad esempio le variazioni del suo campo magnetico, che in un remoto passato si anche invertito) mentre le fluttuazioni a tempi brevi sono da attribuirsi a variazioni dellattivit di stelle (tra cui principalmente quelle del Sole) che sono sicuramente accadute anche in un recente passato. In figura 4 il 14C, che esprime tali variazioni in per mille, e cos definito:

dove C0 le concentrazioni misurate tramite gli anelli degli alberi e C0* quella misurata nel Modern Reference Standard, di cui abbiamo gi parlato.

14 C =

C0 C 0 C 0

1000.

x.8

Figura 4 - 14C vedi equazione x.8) nellatmosfera della terra negli ultimi novemila anni. Una prima considerazione rassicurante - che negli ultimi 4000 anni le fluttuazioni sono state tutte inferiori al 3% per cui gli errori sono contenuti. La seconda che la presenza delle fluttuazioni crea una forte ambiguit nella ricerca della data da attribuire ad un campione in quanto la stessa data convenzionale, se si considera lincertezza dovuta agli errori di misura e di calibrazione, pu corrispondere a pi date calendariali. Utilizzando determinazioni cronologiche assolute su anelli di alberi provenienti dagli USA e dallEuropa stato possibile estendere le calibrazioni fino all8329 a.C., con un buon grado di accuratezza. Successive ricerche, utilizzando la cronologia dei coralli, datati con il metodo UranioTorio, hanno permesso di estendere la calibrazione fino al 13.635 a.C. ed infine mediante la cronologia fluttuante di sedimenti laminati (varve marine) provenienti dal bacino Cariaco stato possibile arrivare fino a 24.000 BP. Tali calibrazione si applicano, ovviamente, ai soli esseri viventi
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che sono stati per un lungo periodo di tempo in contatto con laria atmosferica, ma non pu essere applicata ad esseri viventi marini. Accurate ricerche utilizzando conchiglie, coralli ed altre specie marine hanno permesso di confermare che lipotesi che vi sia stato anche nel passato un equilibrio dinamico tra il pi grande serbatoio di 14C, ossia i mari, e latmosfera pienamente confermata, come anche il dato che la concentrazione nei mari sia leggermente inferiore (circa 5% in meno). Questa conferma indiretta dei risultati ottenuti con la dendrocronologia (figura 5) rafforza notevolmente la fiducia nella tecnica del radiocarbonio.

Fig.5 - 14C nel mare confrontato con quello nellatmosfera per dimostrare come siano fortemente legati
(correlati) tra loro.

La conoscenza della serie dei 14C ci permette di calcolare le date radiocarboniche calibrate, cio corrette
per la concentrazione di 14C nel periodo in cui il campione ha accumulato il carbonio. La data calibrata differisce da quella convenzionale (corretta anche per leffettivo valore della vita media) della quantit t cal = ln(1+14C/1000) 14C/1000 . In figura 6 riportata la curva di calibrazione costruita con i pi recenti dati reperibili in letteratura 14, ad essa stata sovrapposto la curva dei 14C in atmosfera per permettere di evidenziare meglio come le calibrazioni risultano pi critiche in corrispondenza di brusche variazioni delle concentrazioni di 14C.

Variazioni recenti della concentrazione del 14C in atmosfera


In qualche misura, come in un thriller, alla scoperta del metodo di datazione con radiocarbonio corrisposto un brusco cambiamento della situazione che rende pi difficile lapplicazione del metodo per date recenti e per limpiego di esso in un prossimo futuro. Per fare ordine occorre partire dalla parte finale della curva di calibrazione di figura 6. In una finestra inserita nella figura mostrato landamento della calibrazione negli ultimi 400 anni, si pu notare come questo tratto di curva sembra tutto tranne che una
PJ Reimer, MGL Baillie, E Bard, A Bayliss, JW Beck, C Bertrand, PG Blackwell, CE Buck, G Burr, KB Cutler, PE Damon, RL Edwards, RG Fairbanks, M Friedrich, TP Guilderson, KA Hughen, B Kromer, FG McCormac, S Manning, C Bronk Ramsey, RW Reimer, S Remmele, JR Southon, M Stuiver, S Talamo, FW Taylor, J van der Plicht, and CE Weyhenmeyer (2004), Radiocarbon 46:1029-1058.
14

12 G.E. Gigante capitolo di prova: metodo di datazione con radiocarbonio

calibrazione lineare, infatti si sono variazioni continue che creano ambiguit di non semplice soluzione. In particolare, vi una raccomandazione di non usare il metodo del radiocarbonio per gli ultimi tre secoli; sembrerebbe una drastica limitazione se non si tenesse conto che esso sarebbe pi usato per autentiche o altri impieghi non propriamente scientifici, in quanto le datazioni sono tanto pi utili quanto pi le fonti storiche si impoveriscono.

Fig.6 Curva di calibrazione delle et radiocarboniche negli ultimi settemila anni. Sovrapposta (con riferimento allasse verticale destro) la 14C nellatmosfera, per evidenziare come le variazioni di questultima influenzino la calibrazione. Sempre osservando la figura 6, ma sarebbe possibile farlo anche dalla figura 5 che riporta la medesima curva, si pu osservare che il 14C dallinizio del XX secolo diminuisce repentinamente; ci potrebbe essere causato dallincremento di carbone spento nellatmosfera, dovuto al massiccio aumento della combustione di carbone fossile e di idrocarburi avvenuto in quel periodo. Il fatto si fa notare perch subito dopo accade un fatto clamoroso che cambia drammaticamente la situazione: iniziano gli esperimenti nucleari che durano per circa ventanni. In figura 7 mostrato landamento del 14C fino al 2001: si pu notare come la concentrazione di 14C nellatmosfera cresce repentinamente arrivando a valori mai visti in passato. Appare subito evidente che larrivo del 14C nellatmosfera avviene con ritardo di qualche anno: infatti solo dopo il 1955 il 14C inizia rapidamente a crescere, quando alcune bombe erano gi esplose da tempo. Comunque dopo il 1968 la concentrazione comincia a decrescere con un andamento esponenziale che dovrebbe far prevedere che nel giro di pochi decenni le variazioni di carbonio saranno, come al solito, quelle dovute alla produzione da raggi cosmici e non quelle indotte dalluomo. La curva appare frastagliata in quanto negli ultimi decenni si sono fatte determinazioni assai frequenti di concentrazione di 14C in atmosfera, anche mensili, per cui sono evidenti anche piccole variazioni, forse anche dovute alle fluttuazioni statistiche.

13 G.E. Gigante capitolo di prova: metodo di datazione con radiocarbonio

Gli scienziati gente operosa, come i contadini della quercia caduta, non si sono dilungati troppo in lamenti per il grande disastro dellera nucleare, anzi hanno cercato nuovi metodi per sfruttare la nuova situazione che si era creata. In particolare la forte pendenza della curva per circa un decennio dopo gli anni cinquanta permette di individuare con elevata precisione lanno di produzione di generi di pregio (annate dei vini, partite di whisky, ecc.) attraverso la determinazione diretta della concentrazione di 14C che caratteristica, in quegli anni, di un particolare anno. Sia la curva di salita che quella di discesa hanno permesso di perfezionare la conoscenza delle dinamiche di equilibrio tra i grandi serbatoi di 14C, ad esempio tra atmosfera e idrosfera (dove sta finendo gran parte del 14C prodotto durante le esplosioni nucleari, a spiegazione della sua progressiva scomparsa dallatmosfera (fig.7).

Fig. 7 Variazione del 14C dovuto alle esplosioni nucleari in atmosfera (effetto bomba).

Come si determina la data di calendario


La scelta di introdurre una nuova scala di valori, quelli BP, pu sembrare inopportuna se non si considerassero una serie di circostanze che avrebbero creato confusione se si fosse deciso di assegnare fin dallinizio un valore di calendario alla data radiocarbonica. Occorre notare che le date convenzionali, frutto di una misura, sono spesso molto diverse da quelle ottenute dopo la calibrazione, come si pu desumere dalla figura 6 confrontando le date convenzionali (dette anche et radiocarboniche) con i corrispondenti valori, calibrati, posti sullasse orizzontale superiore. Proprio per questo nel sito web del laboratorio dellUniversit di Oxford 15 che una vera autorit nel settore della ricerca archeometrica - si afferma con puntiglio che la data prodotta con il metodo del radiocarbonio non una data di calendario. Sempre osservando la figura 6 possibile invece notare che vi un metodo semplice ed univoco per passare dalle date calibrate a quelle di calendario in quanto sufficiente sottrarre a 1950 le date calibrate espresse in anni BP. Si ottiene cos la data di calendario ponendo ai numeri negativi (presi in valore assoluto) il suffisso a.C. (o BC nella letteratura internazionale) mentre agli altri il suffisso d.C. (o A.D., pi usato a livello internazionale).

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http://C14.arch.ox.ac.uk/calibration.html

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Come detto in precedenza la data convenzionale caratterizzata da un errore, indicato dal segno , che permette di calcolare lintervallo in cui ricade il risultato con un determinato livello di confidenza16. In qualche misura questo un segno che marca la differenza tra una data di calendario ed il risultato dellapplicazione di un metodo di datazione 17. In particolare viene assunto che lincertezza sulla misura di una et radiocarbonica ha una distribuzione di probabilit normale (o gaussiana). Tale assunzione giustificata dal fatto che vi sono diversi fattori che contribuiscono a tale incertezza, non solo quello intrinseco dovuto alla distribuzione (del resto non normale ma di Poisson) dei decadimenti. La calibrazione, quindi, premette di individuare la corrispondenza tra risultato della misura con radiocarbonio e probabile data di calendario. Facendo un passo indietro vediamo come vengono presentati i dati per le calibrazioni: cos capiremo meglio come si deve procedere. Tabella II Dati per la calibrazione per il valore della concentrazione iniziale.
14 Data calibrata Et C Data di (BP) (BP) calendario (BP) . . . . 1975 2019 13 -25 1970 2014 14 -20 1965 2006 12 -15 1960 2014 13 -10 1955 2025 12 -5 1950 2012 12 0 1945 1992 12 5 1940 1991 13 10 1935 1994 13 15 1930 1988 14 20 1925 1977 13 25 . . . . Nella prima colonna mostrata la data calibrata (corretta cio per la variazione di concentrazione di 14C in atmosfera), nella seconda riportata la data convenzionale (o et radiocarbonica) e nella terza la deviazione standard che misura lincertezza sulla calibrazione. Nellultima colonna riportata, per completezza, la corrispondente data di calendario che corrisponde alla data calibrata.

Questi dati sono facilmente reperibili in rete in diversi siti, quelli della tabella sono presi dal gi citato articolo, Reimer et al. 2009. Per rimanere sempre aggiornati sui dati di calibrazione utile collegarsi ad uno dei diversi siti che fanno in linea la calibrazione dei dati, ad esempio quello del laboratorio dellUniversit di Oxford che ha sviluppato un programma per la calibrazione delle date convenzionali: OxCal 4.1. In figura 8 mostrata il men di interfaccia del programma, che si presenta con tre finestre che necessario riempire: nella prima occorre fornire un nome per il file in cui archiviare i dati della calibrazione, nella seconda in una finestra in cui c scritto DATE - va inserito il valore misurato di et radiocarbonica, nella terza (indicata dal segno ) va, infine, inserito lerrore di misura (attraverso la deviazione standard). Vi poi la possibilit, selezionandoli nella finestra denominata curve, di utilizzare altri dati di calibrazione invece dei
Se somma delle probabilit (detta anche probabilit cumulativa) che il valore osservato cada in un determinato intervallo, allora lintervallo di confidenza (ad esempio corrispondente a due deviazioni standard intorno al valor medio) quello allinterno del quale vi una probabilit cumulativa 1- di trovare il risultato di successive misure, fatte in condizioni identiche. Supponiamo che sia 0.046 (che pu essere considerata una quantificazione del rischio che si considera accettabile) allora la confidenza del 95,4%. 17 Anche gli storici, se le fonti sono incerte in qualche punto, utilizzano a volte un intervallo che in genere definito dai valori estremi entro cui la data deve necessariamente cadere. In tal caso lintervallo non ha, se non esplicitamente detto, un significato statistico, come invece per quello di una data stimata con un metodo di datazione.
16

15 G.E. Gigante capitolo di prova: metodo di datazione con radiocarbonio

pi recenti, scelti automaticamente. Il calcolo fornisce la data di calendario con lincertezza, che include ovviamente quella sulla calibrazione. Lincertezza sulla determinazione della data va infatti sommata quadraticamente con quella sulla calibrazione (riportata anche in tabella II, nella terza colonna):
2 2 = + .

(x.9)

Viene cos definito un intervallo nel quale cade la data di calendario cercata con una probabilit del 95,4%, ossia molto elevata. Una semplice considerazione che scaturisce da quello che abbiamo detto che la calibrazione aumenta lincertezza, in quanto aggiunge la parte dovuta alla calibrazione, per consente di ottenere un valore che il pi prossimo possibile a quello vero: il che per una data un fatto essenziale. La stima della data pu poi essere affinata - selezionando un apposito pulsante posto sulla sinistra della finestra che da il risultato della calibrazione, figura 8 in basso- calcolando gli intervalli in cui essa pu effettivamente ricadere, con le rispettive probabilit percentuali. A questo punto occorre fare un esempio concreto: prendiamo la procedura per stimare let della mummia di Similaun, fortuitamente scoperta nel 1991 nelle Alpi Venoste. La data convenzionale di 4550 19 BP. Inserendo tali dati nel programma OxCal 4.1 (versione pi recente del programma cui facciamo riferimento) si ottiene un intervallo 3366-3118 a.C. con confidenza del 95.4%. Se si attiva, come indicato prima, la procedura di analisi dettagliata, si rileva che vi la possibilit di una stima che lascia un margine di incertezza del 32% (scelta in genere sconsigliata) che individua tre intervalli di date: 3335-3360 a.C., con una probabilit del 34,1%, 3191- 3210 a.C., probabilit 20,2 % e 3137-3152 a.C., probabilit 13,9%. Vi poi una stima di quattro intervalli che nel complesso lasciano poco meno del 5% di incertezza che sono: 3324-3366 a.C., probabilit 40,9%, 3225-3231 a.C., probabilit 0.6%, 3173-3220 a.C., probabilit 29,4% e 3118-3162 a.C., probabilit del 24,5%. Come leggere tutte queste informazioni? la scelta consigliata quella di prendere un intervallo complessivo che includa tutti gli intervalli in cui pu ricadere la data cercata. I dati forniti dellanalisi dettagliata possono essere utilizzati per ulteriori considerazioni fatte in base ad altre evidenze o a risultati trovati con altre ricerche. La curiosit ci spinge ora a capire meglio come siano stati trovati questi intervalli. Per fare ci si deve necessariamente usufruire di un grafico (figura 9) che permetta di capire meglio il metodo seguito. Il grafico mostra un tratto della curva di calibrazione che permette di calcolare la data di calendario dalla data convenzionale. Si noter che la situazione si presenta alquanto complessa in quanto, data lincertezza sulla data misurata, non vi un unico intervallo di valori da considerare. Sulla sinistra del grafico mostrata la curva che fornisce la distribuzione delle probabilit per la data convenzionale, da cui possibile calcolare i due intervalli di valori evidenziati da rettangoli orizzontali, che corrispondono ad una e due deviazioni standard (). Tali rettangoli intersecano la curva di calibrazione in pi punti, in particolare quello pi largo (2 ) interseca la curva di calibrazione in sette punti con il lato inferiore ed in uno solo in quello superiore. Agli otto punti di intersezione corrispondono i quattro intervalli riportati in precedenza. In particolare i primi due punti di intersezione delimitano il primo intervallo, quello con maggiore probabilit (40,9%); per calcolare questa probabilit occorre, per, fare un altro passo. Il programma OxCal calcola, insieme ai dati di dettaglio, discussi in precedenza, una tabella che fornisce la probabilit di avere la data cercata in ciascuno dei cento intervallini in cui si suddiviso quello complessivo (3366-3118 a.C.) di date di calendario che in ipotesi sono possibili. Gli intervallini sono scelti in modo che corrispondano a quelli con cui sono stati determinati i valori per la calibrazione, ossia i valori di 14C (vedi ad esempio la figura 4), sceglierli pi piccoli significherebbe fare delle interpolazioni che non migliorerebbero la precisione della calibrazione, sceglierli pi grandi sarebbe possibile ma praticamente inutile ai fini dellanalisi.

16 G.E. Gigante capitolo di prova: metodo di datazione con radiocarbonio

Figura 9 Esemplificazione del metodo seguito nella calibrazione della data convenzionale nel caso della mummia di Similaun. Sempre nella figura 9, in basso, riportato listogramma di probabilit della data, utilizzando la tabella fornita dal programma di calibrazione. Si pu osservare che nellistogramma sono presenti tre picchi che corrispondono, grossomodo, a tre dei quatto rettangoli verticali i cui lati corrispondono ai punti in cui la curva di calibrazione interseca il rettangolo orizzontale, che delimita lintervallo 2 che riduce lincertezza sul risultato della calibrazione a meno del 5%. Si comprende che ci si possa perdere in questo ragionamento ma bisogna solo riflettere un momento e cercare da soli di generare i quattro rettangoli verticali. In particolare il quarto rettangolino non corrisponde ad un picco dellistogramma ma ad un accidentale risalita della curva di taratura, che fa si che essa intersechi il rettangolo dei 2 . Il calcolo delle probabilit per ciascun intervallo di date fatto sommando gli elementi dellistogramma (ossia i relativi valori) compresi al suo interno, quindi se lintervallo di date corrisponde ad un pronunciato picco dellistogramma la probabilit sar maggiore. E evidente che pi intervalli di date, che pur appartengono a quello complessivo indicato come risultato della datazione, hanno probabilit basse (del resto la probabilit residua minore del 5% nel suo complesso), quindi fortemente improbabile che la data cerca ricada al loro interno. Riassumendo la calibrazione, che un passo imprescindibile quando si usa il metodo del radiocarbonio, permette di stimare un intervallo di valori in cui ricada la data cercata con una probabilit stabilita (per consuetudine quella corrispondente a un intervallo di 2 ). E interessante riflettere sulla marcata differenza con quanto accade per la data convenzionale in cui si pu parlare di un errore, rappresentando lincertezza con una distribuzione ben conosciuta quella normale o di Gauss mentre nel caso dellintervallo fornito con la calibrazione non del tutto ragionevole parlare di errore: piuttosto di incertezza sulla stima. E chiaro che sembrano sottigliezze ma invece sono utili riflessioni che permettono di approfondire un modo di ragionare che potremo chiamare probabilistico che quello con cui si lavora nel campo delle datazioni.

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Laboratori per analisi radiocarboniche.


LAMS sta progressivamente divenendo la tecnica di riferimento nelle datazioni con radiocarbonio, ci malgrado lelevato costo del sistema e l ingombro della strumentazione necessaria. Sta accadendo che la produzione di date divenuto un servizio di alta qualit offerto solo da alcuni centri molto specializzati, che possono avere costi di esercizio molto competitivi in quanto possono economizzare sulla gestione, avendo anche un notevole numero di utenti. A questo si associa il fatto che un grande centro pu fare pi controlli sulla qualit dei risultati e rimanere sempre aggiornato sui miglioramenti tecnici e sperimentali che, continuamente, permettono di migliorare laffidabilit dei risultati ottenuti. I costi per ottenere una data si sono cos notevolmente ridotti per cui non ha alcun senso creare un centro per le datazioni con strumentazione propria per economizzare sui costi. Questo non significa che non sia utile creare centri specializzati che utilizzino al meglio i servizi offerti a livello internazionale e forniscano agli utenti finali risultati di migliore qualit. Siamo in una logica, che potremo chiamare di globalizzazione, che presenta luci e ombre ma che orami quella che prevale nel settore dei servizi di altissima qualit. Una descrizione degli apparati sperimentali pu essere quindi considerata una mera curiosit: molto meglio focalizzarsi sulle tecniche di misura e come evitare gli errori che sono sempre in agguato. E infatti evidente che una strumentazione, per quanto sofisticata essa sia, non rimedia certo agli errori che si sono commessi nella fase di selezione dei campioni e di loro preparazione prima dellinvio al centro specializzato. Non sar, infine, facile correggere errori concettuali commessi nella fase di pianificazione della ricerca, dovuti ad una carente conoscenza dei limiti e delle caratteristiche della tecnica di datazione. Sono ormai numerosissimi i laboratori nel mondo che forniscono datazioni radiocarboniche, sia col metodo radiometrico, sia con lAccelarator Mass Spectrometry (AMS). Ne do qui un breve elenco (aggiornato al 2004): Austria VERA: Vienna Environmental Research Accelerator. Australia Australian National University - Accelerator Mass Spectrometry. Canada Geological Survey of Canada (GSC) - Radiocarbon Dating . IsoTrace - The Canadian Centre for Accelerator Mass Spectrometry. Brock University (LSC). Danimarca University of Aarhus - AMS Radiocarbon Dating Laboratory . Francia Centre de datation par le RadioCarbone - Universit Claude Bernard I, Lyon. Germania Deutsches Archologisches Institut - Berlin. Erlangen-Nrnberg University AMS Group. Institut fr Bodenkunde - Isotopendatierungslabor - University of Hamburg. University of Heidelberg Institute for Environmental Physics. Leibniz Labor for Radiometric Dating and Isotope Research - Christian Albrechts University, Kiel. Kln Radiocarbon Laboratory - Cologne University - Institute of Prehistoric Archaeology, Kln-Lindenthal. Grecia Laboratory of Archaeometry, National Center for Scientific Research Demokritos. Irlanda Radiation Physics Research Laboratory, University College, Dublin. Italia CEDAD, AMS Radiocarbon Dating Facility, Universit di Lecce. Corea Inter-University Center for Natural Science Research Facility, Seoul National University. Olanda Centre for Isotope Research, Groningen. 18 G.E. Gigante capitolo di prova: metodo di datazione con radiocarbonio

Utrecht University AMS Facility. Nuova Zelanda Rafter Radiocarbon Laboratory (AMS). University of Waikato Radiocarbon Dating Laboratory (AMS). Polonia Gliwice Radiocarbon Laboratory. Poznan Radiocarbon Laboratory. Sudafrica Quaternary Dating Research Unit (QUADRU). Svezia University of Lund Department of Quaternary Geology. Svizzera University of Zurich Dep't of Geography Radiocarbon Laboratory. Regno Unito NERC Radiocarbon Laboratory, East Kilbride, Scotland. Oxford University - Research Lab for Archaeology and Radiocarbon Accelerator Unit. Queen's University of Belfast - Radiocarbon Laboratory. SURRC Radiocarbon Laboratory, Glasgow, Scotland. USA Beta Analytic Radiocarbon Dating -Radiometric, AMS, Stable Isotopes and SEM . Center for Applied Isotope Studies - University of Georgia. Desert Research Institute Radiocarbon Laboratory - Las Vegas, Nevada. Geochron Laboratories - Cambridge, Massachussets . Lawrence Livermore National Laboratory Center for Accelerator Mass Spectrometry (CAMS). NOSAMS, National Ocean Sciences Accelerator Mass Spectrometer Facility at Woods Hole Ocean. Inst. T.M.B.Group Inc, Stable Isotope Ratio Laboratory - Miami, Florida. NSF - University of Arizona AMS Facility. University of Colorado-INSTAAR Laboratory for AMS Radiocarbon Research. University of Minnesota, Limnological Research Center. University of Washington Quaternary Isotope Lab.

Roma, settembre 2010

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