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Il tagete: dal dio etrusco della divinazione un fiore per vedere meglio Dott.

Fernando Piter Medico Chirurgo - Dottore in Scienze Biologiche h.c. Docente in Omeopatia, Fitoterapia e Bioterapie - Genova Numerosi lettori ci hanno scritto complimentandosi per la nostra rivista. In particolare un nostro abbonato, appassionato di botanica e fitoterapia, ci chiede insistentemente notizie sul Tagete, un fiore ornamentale di cui vorrebbe conoscere lorigine del nome, i suoi principi attivi, e sapere se possiede anche propriet terapeutiche. Abbiamo quindi pensato di dare adeguata risposta al nostro affezionato lettore con il lavoro del Dott. F. Piter, il quale, si era gi occupato di questa ed altre piante medicinali poco note per lo studio di nuovi gemmoterapici" che speriamo saranno oggetto di prossima pubblicazione da parte dellAutore. CLASSIFICAZIONE: Ordine:. Synandrales. Sottoclasse:.. Sympetalae. Classe:.. Dicotyledones. Sottodivisione:. Angiospermae. Divisione:. Spermatophyta. Famiglia:.. Compositae - Asteraceae. Specie:. Tagetes erecta L., Tagetes lacera Brogg., Tagetes patula L. e Tagetes minuta L. (sin. Tagetes glandulifera Schrank). Nomi stranieri Denominazioni internazionali Francia: Tagte; Rose dInde, Tagte leve, Tagte dresse ( T. erecta); Tagte luisante (T. lucida); Oeillet dInde, Tagte tale, Veloutine (T. patula); Tagtes des arbres (T. sarmentosa); Tagte mouchete, Tagte macule (T. tenuifolia). Germania: Aufrechte, Studentenblume, Sammetblume (T.erecta); Ausgebreitete, Studentenblume o Sammetblume (T. patula); India: Banti, Gultera, Genda, Genda Aztec, Gul-jafari, Jhandu, Makhmal, Rojiacha-phul ( T. erecta); Genda (T. patula); Inghilterra: Tagetes, African Marigold, Aztec Marigold, Big Marigold ( T. erecta); Mexican Marigold, Sweet-Scented Marigold (T. lucida); Mexican Marigold, Stinking-Roger (T. minuta); Big Marigold, French Marigold, Dwarf Marigold, Dwarf French Marigold (Tagetes patula); Single-Bush Marigold, Striped Marigold (T. tenuifolia). Italia: Calendula africana, Calendula azteca, Calta di Francia, Calta terrestre, Fior di morto, Puzzola, Puzzola gialla, Rosa dIndia, Rosari, Tagete, Viola gialla ( T. erecta); Calendula dolce, Dragoncello del Messico, Tagete, ( T. lucida); Calendula messicana, Tagete, Tagette (T. minuta); Calendula francese, Garofano dAfrica, Garofano cinese, Garofano dIndia, Garofano indiano, Garofano dItalia, Garofano messicano, Garofano messicano minore, Oeillet dIndia, Puzzolina, Rosa dIndia, Tagete (T. patula); Per: Chicho, chinchu, chikchimpa, chinchucsa, huacatay, sinsu, yacuchincho ( T. elliptica); aya sisa, rosario, rosa sisa ( T. erecta); ancillo, tuna ans ( T. filifolia); ans-ans, quita ans ( T. foeniculacea); mula huacatai (T. graevolens); chijchipa, chilche (T. mandonii); huacatai(y) (T. minuta); chikchinpay, chincho, chinchucsa, chigohipa, shaliak, shaliak-chichu, waca-waca ( T. multiflora); flor de muerto (T. patula); anicillo, pampa anis, tuna anis, supiquehua (T. pusilla); Kita huacatai (T. sp.). Spagna: Chinchilla (T. minuta). Catalano: camamilla americana, menta americana, te pudent, herba pudent, comi (T. minuta). Nomi dialettali italiani di Tagetes erecta L.: Antico: Garofano indiano maggiore. Abruzzo: Garofalo giallo (Larino). Campania: Carfano indiano (Napoli). Emilia Romagna: Fir di mort (Reggio Emilia); Gazan (Piacenza). Friuli: Veludin, Flor de muart. Liguria: Veltin, Sci de mortu (Genova, Chiavari). Sicilia: Garfalu di mortu, Garfaru di mortu. Toscana: Puzzole, Puzzole gialle, Puzzole grosse, Puzzole grandi, Calta di Francia, Calta terrestre, Fior da morto, Fior di morto, Fior indiano, Garofano maggiore, Garofano doppio, Garofano indiano; Rosoni, Viola gialla indiana; Puzzolone (Val di Chiana). Veneto: Veludini (Treviso); Bechi, Fior da morto, Veludini grossi (Verona); Cimero (Istria). Nomi dialettali italiani di Tagetes patula L.: Antico: Garofano indiano minore. Campania: Carfano indiano (Napoli). Emilia Romagna: Fiur di mort; Gazan (Piacenza). Friuli: Veludin, Flor di muart. Piemonte:Fior dIndia; Giroflada (Mondov); Spussit (Priocca). Sicilia: Galfaru di mortu, Garofaleddu di mortu, Garofaleddu indianu, Jarofilinu turcu. Toscana: Puzzole piccole, Puzzole scure, Puzzoline, Viola indiana, Viola vellutata, Fior da morto, Garofano dAffrica, Garofano dIndia, Garofano messicano, Garofano indiano minore. Veneto: Becco (Venezia); Beco, Veludino, Garofolino turco (Verona).

Etimologia Il Tagete, spesso indicato con i nomi impropri di Garofano cinese o Garofano indiano, dovrebbe in realt chiamarsi Garofano messicano in quanto originario del continente americano ed in particolare del Messico. Alcuni autori tra cui lArctander (5) indicano lAfrica come habitat originario e naturale della pianta, da dove in seguito venne propagata negli altri continenti (T. minuta). Per quanto riguarda lorigine del nome, in botanica capita spesso che ricercare letimologia di una pianta sia impresa tuttaltro che semplice. Talora lorigine del nome non viene menzionata, altre volte gli autori dichiarano esplicitamente di ignorarla, altrove, anche in testi autorevoli risulta essere inesatta. Quando poi si riusciti a decifrare il significato del nome capita che sia impossibile spiegare perch la pianta in questione sia stata battezzata proprio con quel nome. Di certo sappiamo che il termine Tagete deriva dal latino Tages o Tagus, che il nome di una divinit etrusca minore. Tagus era infatti figlio di un Genius Jovialis e nipote di Giove. Egli fu il fondatore e il maestro dellarte divinatoria in Etruria, il primo che insegn agli Etruschi larte di indovinare. La storia di Tagete ci stata tramandata sia da Cicerone che da Ovidio. Narra la leggenda che un giorno, un contadino etrusco, mentre stava arando un campo nel territorio di Tarquinii, nello scavare un solco profondo, allimprovviso vide stupito la terra smuoversi e gonfiarsi; una zolla portentosa si mise a muoversi da sola, per poi assumere sembianze umane e schiudere le labbra appena nate per rivelare il destino (10-37). Alle grida dellagricoltore accorsero gli Etruschi e Tagete si mise a profetare istituendo gli Aruspici. Quellessere straordinario uscito dalla zolla aveva le sembianze di fanciullo, ma era dotato di uno straordinario e profondo sapere. Questa in sintesi la storia della nascita di quellessere che gli indigeni chiamarono Tagte, il primo che insegn al popolo etrusco il modo di prevedere lavvenire. Le sue parole vennero affidate alla scrittura e conservate in quei libri della divinazione che gli Etruschi possedevano. Il racconto ci ricorda come sin dallantichit era diffusa lidea che non solo gli esseri straordinari come Tagte, ma luomo stesso, fosse nato attraverso la terra per divenire poi essere umano attraverso forme intermedie vegetali. Per stabilire per come mai questo fiore messicano abbia meritato il nome etrusco di un maestro della divinazione, bisognerebbe risuscitare il Tournefort che cos lo denomin. Eppure un qualche recondito motivo o unantica superstizione o un significato collegato a qualche leggenda popolare che unisca il fiore a un dio della divinazione deve tuttavia esistere, se anche nel linguaggio dei fiori il Tagete sempre il simbolo della divinazione. Altrettanto alloscuro siamo sullorigine del nome tedesco Studentenblume, che significa fiore degli studenti. Potremmo azzardare lipotesi che tale nome derivi dal fatto che lempirismo popolare attribuisce ai fiori di Tagete propriet oftalmiche generiche, ed in particolare il potere di aumentare lacutezza della vista. E spesso accaduto che nel mito o nella rappresentazione simbolica di una pianta, cos come nella tradizione popolare, vi fosse racchiusa anche lindicazione dellattivit terapeutica della pianta stessa; come se nella lettura simbolica di quella credenza, di quella leggenda o di quel mito, vi fosse gi la chiave di accesso e di comprensione di un lontano sapere. Molti sono gli esempi che si potrebbero citare a tal riguardo. Se studiamo una pianta di interesse medicinale in tutti i suoi aspetti chimicofarmacologici, troviamo il pi delle volte che la conoscenza delle attuali indicazioni forniteci dalla pi avanzata ricerca in farmacologia e fitoterapia, la ritroviamo tale e quale, spiegata e narrata attraverso il mito ed il simbolo, oppure gi utilizzata a tale scopo dalla pi antica tradizione popolare. Se poi abbiamo sufficiente pazienza e fortuna, e andiamo pi a ritroso nel tempo, osserviamo stupiti e meravigliati che nelle storie e leggende che interessano quella stessa pianta, anche presso culture lontanissime tra di loro e popolazioni che nellantichit non potevano avere nessun tipo di scambio, le indicazioni di quella stessa pianta medicinale, narrate in forma leggendaria o simbolica, presentano non solo una sconcertante analogia tra di loro, ma ci che pi lascia attoniti che il messaggio era gi chiaro allora come adesso, offuscato soltanto dalle nebbie del tempo e dalla presunzione scientista. Talvolta il mito sembra proprio avere la forza di anticipare il futuro sconcertando il presente. Affermava Orazio: Rinasceranno molte cose da tempo dimenticate. Ritornando al nostro Tagete c da chiedersi se solo una fortuita combinazione il fatto che lo stesso nome sia stato attribuito ad un essere dotato della capacit di vedere pi in l di quanto possano fare altri, ovvero di predire il futuro, e ci che la moderna ricerca scientifica pu dirci circa le propriet del fiore Tagete di migliorare la vista dove altri non vedono, ovvero nelloscurit, al buio! Oppure di vedere l dove altri non possono pi guardare perch abbagliati da troppa luce. La questione se analizzata in questi termini si fa davvero interessante, ma siccome per un medico importante attenersi a fatti concreti, a dati chimici, farmacologici e di laboratorio, torneremo sullargomento vista pi avanti. Il rischio infatti per un uomo di scienza che si avventuri o si diletti in tali considerazioni nella migliore delle ipotesi quella di passare appunto per visionario, visto che siamo in tema. Pi evidente invece la ragione per cui in Italia, nellOttocento, il Tagete stato chiamato Puzzola o Puzzolina, nome oggi caduto in disuso. Questultimo appellativo dovuto al fatto che tutte le parti di queste piante, e particolarmente le foglie, specialmente se stropicciate, emanano un acuto odore, penetrante, robustamente selvatico, un po resinoso, molto aromatico e caratteristico, non grato a tutti, da taluni ritenuto addirittura sgradevole, mentre altri lo trovano invece gradevole. In effetti lodore del Tagete, se forse pu dispiacere quando il fiore racchiuso tra le mura di casa, allaperto quasi inebriante. Spiacevolissimo invece il suo odore quando macera nellacqua o si decompone: in questo caso si addice perfettamente al Tagetes erecta laltro suo nome volgare di Fior di morto. Descrizione botanica Il Tagete appartiene alla famiglia delle Composite e comprende circa 50 specie di piante erbacee, annuali e perenni, di cui si coltivano, nelle bordure e nelle aiuole, alcune specie e ibridi orticoli, dotate di capolini semplici, simili a quelli delle margherite, o doppi, simili ai fiori del garofano. Sono piante eccellenti per produrre fiori da taglio, che durano a lungo immersi nellacqua. Le foglie, se vengono spezzate, emanano un odore pungente. Tutti i Tagete da noi coltivati sono originari del Messico. La pianta molto rustica e si adatta facilmente a qualsiasi terreno ed ambiente; viene perci impiegata per abbellire luoghi spogli, particolarmente infelici e poco ospitali. Il genere Tagetes rappresentato nei nostri giardini principalmente da tre specie, particolarmente popolari e tutte originarie del Messico: T. erecta, T. patula e T. signata, note comunemente coi nomi di garofani delle Indie o di puzzole. Queste sono coltivate come annuali e ben note nei giardini, sia per la loro rusticit, sia per la vigoria, sia per labbondanza e la lunghissima

durata della fioritura. Laspetto piuttosto grossolano, lodore non sempre piacevole e limpossibilit di far uso dei loro fiori recisi per linterno delle abitazioni, sono inconvenienti che, tuttavia, vengono largamente compensati dagli innegabili pregi che esse presentano, non ultimo quello di non essere mai attaccate da insetti, n divorate da altri animali. Infatti, indipendentemente dalla specie, il forte odore del Tagete allontana gli insetti e gli animali fillofagi. Secondo quanto afferma lo Sweet nel suo Hortus Britannicus, il Tagete fu importato in Europa nel XVI secolo; sappiamo inoltre dal Cibo che la pianta era gi coltivata in Italia gi nel 1532. Il botanico Mathiolus, prima che il Tagete ricevesse il suo nome attuale, lo chiam originariamente Caryophyllus indicus (da qui il nome Garofano dIndia), dato che lAmerica fu originariamente creduta lIndia. Anche Castor Durante descrive i Tagete come Garofani indiani maggiori e minori (16). Il Tagete ha avuto, specialmente lungo tutto il XIX secolo e agli inizi del XX, un periodo di gran voga, spiegabile con la facilit della coltivazione e la profusione con cui fiorisce; poi, col decadere del gusto umbertino per aiuole e mosaici, esso caduto in disgrazia ed successivamente tornato in auge solo col diffondersi del gusto del giardino allinglese. La pianta infatti pu essere piantata a ciuffi su rialzi del terreno o accanto a petraie o in un avvallamento o in vasi e conche di coccio, per ravvivare un paesaggio troppo spento con una nota di vivace colore (44). Di questo fiore esistono anche variet mostruose a forma di pallone, o specie male addomesticate, create da un gusto decisamente discutibile. TAGETES ERECTA L.: (Fior di morto, Puzzola, Rosa dIndia ) unerba annuale alta da 30 cm ad 1 metro, fortemente odorosa, a portamento eretto, vigorosa, rustica, ramificata, formante cespuglio, pi alta di T. patula, adatta per le bordure, per le aiuole e per produrre fiori da taglio. Considerata nativa del Messico, ha fusti vigorosi, diritti, semplici alla base, ramificati e cespugliosi allapice. Le foglie sono alterne od opposte, imparipennate, oblungo-lanceolate, irregolarmente e radamente dentate, numerose, grandi, elegantemente intagliate, sono profondamente divise in segmenti lanceolati e dentellate, alterne od opposte, lucide e di un bel verde scuro, un po grassette e molto fragili, lunghe 6-10 cm. e larghe 4-5 cm. che emanano un odore pungente. La Tagetes erecta ha i capolini pi grandi fra le tre specie (diametro da 5 a 10 cm. e talvolta 12-15 cm.); simili a quelli delle margherite, solitari e terminali, voluminosi, sempre doppi, a forma di pompon arricciati, quasi globosi, hanno un diametro di 3-5 cm o poco pi, con fiori del raggio grandi, formati da numerosi fiori a linguetta a lembo ovatotriangola, vellutati, di color giallo chiaro, giallo-limone, o citrino, o dorato e fino allaranciato, a seconda della cultivar considerata. Linvolucro del fiore campanulato e ventuto, percorso nel senso della lunghezza da solchi. Sbocciano da luglio allautunno. I colori sono, come nel Tagetes patula, i gialli, il giallo bruno, larancione, secondo le variet. Essendo una pianta alta, pi che per le aiuole, si presta per il mixed border, o addirittura per formare una siepe. Ha bisogno di molto spazio per le radici, di aria e, diversamente dal Tagetes patula e dal Tagetes tenuifolia, di un terreno pi ricco, se si desiderano fiori molto grandi e pieni. I cataloghi distinguono spesso, secondo la forma, i Tagetes erecta a fior di garofano da quelli a fiore di peonia e a fiore di crisantemo. Fra le variet alte si ricordano quelle del gruppo Climax F1, alte 80 cm., con capolini doppi, globosi, larghi 13 cm., a colori singoli o in miscuglio; Yellow Climax la variet pi ornamentale di questo gruppo, con capolini giallo-dorati, primula e arancio. Il gruppo Gold Coin F1 comprende piante compatte, ramificate, alte circa 60 cm., che portano capolini larghi fino a 15 cm.; la variet pi ornamentale di questo gruppo Double Eagle, con capolini arancio-dorati, formati da fiori sfrangiati e increspati. La variet Creckerjack, alta 80 cm. una pianta a fioritura precoce e produce numerosi capolini di vari colori. Fra le variet nane si ricordano: First Lady F1, alta 40 cm., compatta, che produce numerosi capolini colore giallo-primula chiaro, larghi fino a 10 cm., e Spun Gold, alta 30 cm., a fioritura precoce, con capolini simili a quelli del crisantemo, larghi 8 cm. Tagetes erecta coltivata o si trova spontanea in tutto il mondo, compresa Etiopia, Kenya, Nigeria, Australia ( Tagetes minuta), Europa, India e Cina (Tagetes erecta e Tagetes patula). Distanza fra le piante 30-40 cm. TAGETES LUCIDA, Cav.: originaria del Messico una pianta erbacea perenne, semiru-stica, alta 30-50 cm., che si coltiva generalmente come annuale. I suoi fusti sono diritti, riuniti a cespuglio raccolto e si ramificano alla sommit. Le foglie sono lisce, lanceolate, a margini dentati, di colore verde scuro, alterne od opposte, lanceolate, intere e regolarmente dentellate; a toccarle esalano un profumo, e in questo caso sembra che siano tutti daccordo, molto gradevole. I capolini, profumati, dorati o giallo-arancio sono larghi 1-1,5 cm. e riuniti in corimbi, compaiono in agosto. Ha i fiori molto piccoli, color giallo oro e arancio oro, generalmente a tre petali, a volte anche a due, in corimbi terminali. una pianta rusticissima, che fiorisce per un lungo periodo di tempo, anche fino a Novembre inoltrato, qualora il clima lo consenta. Viene spesso usata per comporre mazzi, ma da noi non molto diffusa. A volte viene impiegata come sostituta dellArtemisia, del Dracunculus o del Tarragone, che hanno un delicato aroma simile allanice e si utilizzano per condire linsalata e per dar profumo allaceto, ai capperi a alla mostarda. La variet Floridus, che la pi diffusa in cultura, porta fiori pi grandi della pianta tipo e ha di solito tre petali. Distanza fra le piante 30 cm. TAGETES MINUTA, L. (Sin. Tagetes glandulifera Schrank) considerata originaria dellAmerica centrale, ora diffusissima in tutta lAmerica settentrionale ed in quella meridionale sino allArgentina. La si ritrova anche nellAfrica meridionale, orientale ed occidentale, in Australia e in Europa. E una specie importante da cui si ricava lolio essenziale di Tagete. TAGETES PATULA, L.: (Garofano dIndia) originaria del Messico, una pianta annuale semirustica, folta, compatta, di altezza e diametro di circa 30-40 cm. Questa specie ghiandolosa, ed esala, se la si maneggia, un odore forte e sgradevole. I fusti sono provvisti di un gran numero di rami divergenti fin dalla base e formano densi cespuglietti. Le diramazioni sono spesso percorse da venature violette o rosso bruno. Le foglie sono alterne od opposte, lisce, intagliate, profondamente divise al centro, a segmenti lanceolati lineari, di colore verde scuro, lunghe 6-8 cm e larga 2,5-4 cm. I capolini sono semplici, colore

cremisi-marrone o gialli, hanno un diametro medio di 4-6 cm. linvolucro del capolino un po allungato, campanuliforme, rigonfio ed angoloso. I fiori a linguetta, sono solitari, poco numerosi nelle forme semplici e numerosissimi in quelle ad infiorescenze doppie o semidoppie, disposti allapice di peduncoli rigonfi e cavi, lunghi 6-8 cm., vellutati sulla faccia superiore, di color giallo pallido o aranciato, unicolori o striati, che si succedono senza interruzione da luglio ad ottobre, con una macchia, allinserzione di color bruno-rosso. In alcune variet questa macchia si fa bruno-porporina, sovente molto scura, e pu talvolta occupare gran parte della linguetta floreale. I petali esterni sono arricciati e si sviluppano in linguette estese, quelli del disco o centro in tubetti. Sbocciano da luglio allinizio dellautunno. Diversamente dal Tagetes erecta, una specie molto coltivata nelle forme semplici. Ve ne sono diverse variet orticole: molto note la Dainty e la Naughty Marietta, variet nane, di colore giallo e marrone. La variet nana si adatta benissimo per fare i bordi delle aiuole e ha fiori raggiati, i cui petali portano nel centro una striscia arancia. Fra le numerose variet si ricordano anche la Butterscotch, alta 20-30 cm., compatta, con capolini semplici, colore mogano, a centro increspato, dorato; la Harmony, alta 25 cm., con capolini semplici, a disco centrale dorato e fiori del raggio colore mogano; Monarch Mixed , alta 25 cm., compatta, con capolini doppi, globosi, di colore variabile dal giallo al mogano carico; la Naughty Marietta, alta 30 cm., con capolini semplici, giallo-dorati, macchiati di marrone; il gruppo Petite, comprendente numerose variet nane, alte 15 cm., sia a capolini semplici, sia doppi, con colori molto vivaci; la Spanish Brocade, alta 30 cm., a fioritura precoce, con numerosi capolini doppi, colore mogano e dorati, larghi 8 cm.; la Sunbeam, alta 15-25 cm., con capolini semplici, gialli, a disco increspato. TAGETES SARMENTOSO (Tagetes des arbres): una pianta annuale che pu raggiungere anche i tre metri di altezza. Ha fiori e foglie simili a quelli del Tagetes patula, ma appunto sarmentoso e la sua fioritura molto tardiva, dautunno fino alle prime gelate. Ideale coltivare questo Tagete contro un muro coperto da una rete metallica facendolo arrampicare attraverso le maglie: in breve tempo coprir con le sue belle foglie e con i suoi fiori vivaci lintera parete, e continuer a fiorire per tutto linverno. Forse proprio a causa della sua fioritura cos tardiva che ha impedito a questa pianta di diventare pi popolare; infatti sarebbe proprio tale caratteristica a raccomandarla nei paesi a clima temperato, come la Riviera dItalia meridionale. Si semina in marzo-aprile ripicchettando le piantine in vasetti e collocandole a dimora allinizio dellestate, a una distanza di cm. 75 luna dallaltra, in un buon terreno fertile e in esposizione soleggiata. In Ottobre cominceranno a fiorire e i fiori colore arancio daranno un caldo colore allautunno. La pianta per non di facile reperibilit: solo pochi la coltivano, altri la ignorano completamente. I semi non si trovano facilmente in commercio e anche i testi pi autorevoli non ne fanno menzione: neppure la monumentale Encyclopedia od Annual & Biennal Garden Plants, di C.O. Booth, che descrive ben 1.200 specie (44). TAGETES TENUIFOLIA, Bartl. (sinonimo: Tagetes signata): originaria del Messico una bella specie annuale semirustica a fogliame frastagliato, elegantissima, che forma cespuglietti alti cm. 50-60 cm., molto ramificati fin dalla base, a ramoscelli sottili delicatissimi. Le foglie sono alterne od opposte, finemente divise ed elegantemente intagliate in segmenti filiformi, dentellati; di colore verde chiaro che emanano un aroma dolciastro. Fiori piccoli a margherita, color giallo oro o giallo arancio, con macchie porporine. I piccoli capolini, gialli, del diametro massimo di 2-3 cm., sono semplici e molto numerosi, portano 4 o 5 linguette ovali petaloidi, lunghe circa cm. 1,50 e larghe cm. 0,700,80, solitamente chiazzate alla base con una macchia porpora o aranciata. Il disco giallo e pi sporgente. Esiste una variet pumila, a portamento nano e compatto forse la pi diffusa nei nostri giardini che una delle pi preziose piante per formare bordi attorno alle aiuole, avendo una fioritura abbondante che dura tutta lestate: dal mese di luglio sino talora al gelo. Oggi si coltivano soltanto gli ibridi della variet nana Tagetes signata pumila, molto pi piccola e compatta. La variet nana Tagetes tenuifolia pumila ha dato origine a tutte le variet orticole di questa specie, fra cui si ricordano Lemon Gem, alta 25 cm., a capolini giallo-limone chiaro, e Golden Gem, alta 20 cm., a capolini arancio vivo, con una macchia arancio scuro alla base dei fiori del raggio. Distanza tra le piante 30 cm. Distribuzione e habitat Il genere, che comprende una cinquantina di specie, per lo pi annuali, appartiene alle regioni pi calde del continente americano ed diffuso in una vasta area compresa tra il Messico del Nord, lArizona e lArgentina. Considerate native del Messico (T. erecta e T. patula) e del Sud America (T. minuta) sono coltivate o si trovano spontanee in tutto il mondo, compresa Etiopia, Kenia, Nigeria, Australia (T. minuta), Europa, India e Cina (T. erecta e T. patula). Si coltivano come piante rustiche e ornamentali. Spesso la pianta si rinviene spontaneizzata nelle discariche, fra le macerie, lungo le strade, ecc. Coltivazione e riproduzione Piante rustiche e molto fiorifere, crescono spontanee ed abbondantissime e sono utili per la decorazione delle aiuole di grande effetto perch prolungano la loro fioritura da luglio a ottobre. Sono coltivate a scopo ornamentale nei giardini, nelle bordure di aiuole, ecc. per semina primaverile. La coltivazione del Tagete delle pi facili: cresce bene in terra normale e qualsiasi terreno; va nutrito, ma con moderazione, se non si vuole che si sviluppino troppe foglie a danno della fioritura. Soprattutto importante dargli una buona esposizione: una pianta proveniente da zone secche e assolate, e senza sole non prospera. Quanto alle annaffiature, non necessario abbondare: il Tagete abituato a vivere con poca acqua. Anzi, le precipitazioni troppo frequenti e abbondanti nuocciono, specialmente alle variet nane che, in questo caso, tendono a marcire. Il Tagete si semina in primavera, dalla fine di Febbraio fino a tutto Aprile, a seconda del clima, in aiuole o meglio su letto caldo e le piantine vanno trapiantate non appena possibile a dimora. Quando sbocciano i fiori si trapiantano a dimora a conveniente distanza tra di loro, in modo che si possano sviluppare convenientemente. Il seme si schiude dopo una-due settimane. Alcuni consigliano di allevare le piante in vaso e poi trapiantarle, perch sembra che questo accorgimento serva a frenare lespandersi delle radici e offra, quindi, il vantaggio di una fioritura pi precoce e pi ricca durante i primi mesi estivi. Un altro notevole

vantaggio del Tagete che si presta molto bene a essere trapiantato col suo pane di terra, gi quasi fiorito, senza risentirne. In condizioni di climi favorevoli il Tagete si risemina spontaneamente con discreta facilit. Il Tagetes lucida, oltre che allepoca gi detta, si pu seminare in autunno, in piantinaio; si ripichettano quindi le piante e si mettono a ibernare in cassone o serra fredda, al riparo dalle brinate e dalle gelate, per metterle a dimora la primavera successiva. Del Tagetes lucida si possono fare anche talee primaverili, tolte a piante che siano state conservate in cassone o serra fredda; in climi molto miti le piante madri potranno anche essere lasciate allaperto, coprendole con foglie o torba; bisogna tenere sempre presente, per, la facilit che hanno i Tageti a marcire. Le talee possono essere praticate altrettanto bene destate o dautunno, in serra. Il Tagete nelle sue variet alte si presta magnificamente come fiore da taglio, e come tale sembra tornare in voga, specialmente nelle composizioni. In casa si conserva bene anche per due settimane. Queste piante si coltivano in tutti i terreni ben drenati, asciutti, non troppo fertili, al sole. I fiori di Tagetes erecta sono molto popolari come fiori da giardino, per ornamento e per cerimonie religiose. Gli ibridi F1 di Tagetes erecta fioriscono precocemente e per un periodo di tempo pi lungo, se, dopo la semina, alle piantine si danno otto ore di luce al giorno, per trenta giorni. Si semina sotto vetro in marzo-aprile, coprendo i semi, alla temperatura di 18C; la germinazione avviene rapidamente. Quando le piantine sono abbastanza grandi si ripicchettano in vassoi e si fanno irrobustire in cassone freddo. Si mettono poi a dimora alla fine di maggio, ben esposte al sole in terreno prosciugato e povero, di qualsiasi tipo, comunque non troppo fertile. Malattie del tagete Il Tagete pur essendo attaccato difficilmente dagli insetti, pu essere infestato dalla Phytophthora cryptogena, parassita responsabile del marciume radicale che provoca lappassimento e il marciume del gambo, il marciume del colletto delle giovani piante e zone di color bruno scuro dei gambi e delle radici che causano avvizzimento delle piante. Altro possibile nemico del Tagete la Sclerotinia sclerotiorum la quale provoca fenomeni di marciume bianco alla base dei gambi e successivamente feltratura lanuginosa con sclerosi nera. La Botrytis cinerea provoca invece macchie brune le quali possono invadere la totalit della foglia che si ricopre col tempo umido di una muffa grigiastra che in breve tempo portano la pianta a marcire completamente. Altro inconveniente dato dal Fusarium oxysporum che determina appassimento della parte aerea della pianta alla base dei gambi provocando alterazioni delle zone vascolari visibili al taglio. Infine la Clorosi, consistente in un progressivo e pi o meno pronunciato ingiallimento delle foglie dovuto alla Septoria tageticola la quale provoca macchie ovali o irregolari sulle foglie. Medicina tradizionale Il Tagete, pi noto per il suo olio essenziale utilizzato in profumeria, ormai a torto quasi del tutto ignorato come pianta medicinale. infatti assente da quasi tutti i testi erboristici e di fitoterapia moderna. Le sue indicazioni terapeutiche si trovano, dopo faticosa ricerca bibliografica, in testi di etnomedicina, in lavori specialistici o in antichi testi (6,7,12,17,22,23,28,30,32,38,43,44,45,46,47,54). Scrive Pietro Andrea Matthioli: I Garofani, che si portano dIndia, sono come fioretti dun albero, duri modo di festuchi, neri, lunghi quasi un dito, odoriferi, acuti, amaretti, caldi e secchi quasi nel terzo ordine, buoni in molte cose, non solamente nei medicamenti; ma anchora nei condimenti dei cibi. Vagliono (per quanto dice Serapione) al fegato, allo stomaco, al cuore, fanno digerire, e ristagnano i flussi del corpo. Bevutone quattro dramme con latte aumentano le forze di Venere. Assottigliano (secondo Avicenna) la vista, e levano i fiocchi e le nuvole degli occhi. (33). Il Castor Durante descrive due tipi di Tagete, rispettivamente come Garofani indiani maggiori ( T. erecta) e minori (T. patula) e li considera velenosi per uso interno. Nel suo Herbario Novo, riferendosi al Garofano Indiano maggiore cita testualmente: Scalda questa pianta e dissecca essendo ancora un poco amaretta, ove sia bisogno daprire, dastergere e dassottigliare. Ma di dentro pericolosa a usarla perch velenosa, se ben non tanto quanto la minore . A riguardo invece del Garofano indiano minore egli cos scrive: Riscalda, dissecca, assottiglia, incide, asterge e apre pi efficacemente questa pianta che la maggiore, e col suo grave odore offende la testa. Et velenosa, e s visto che si son gonfie le labbra fanciulli che inadeguatamente havevan masticati questi fiori, e si son morti i gatti che insieme col cascio hanno mangiato di quelli fiori, e il rimedio del lor veleno sono i medicamenti che si convengono al veleno della cicuta (16). Negli usi della medicina domestica e popolare, nei luoghi di spontaneit, Tagetes minuta stato utilizzato in infusioni per le sue propriet carminative e stomachiche, nonch diuretiche e diaforetiche. Per distillazione, allorquando la pianta sia nella fase di formazione dei semi, se ne ricava un olio essenziale che ha propriet repellenti per insetti e parassiti; esso in effetti anche larvicida (2). I capolini e il fogliame di Tagetes erecta sono antielmintici ed emmenagoghi e sono utilizzati nel trattamento della colite. Lerba della T. minuta serve come carminativo, diaforetico, diuretico e stomachico (30). NellAFRICA dellEst, la popolazione Swahili utilizza le radici di T. erecta, consumata assieme alle noci di scorzanera (Telfairia pedata), per alleviare il dolore degli organi genitali (28). In AMERICA del Sud la Tagetes tenuifolia H. B. e K adoperata come insetticida. In CINA, con il decotto di capolini della Tagetes erecta, si curano pertosse, tosse, raffreddori, coliche, orecchioni, mastiti, oftalmie e ulcerazioni oculari. Le foglie vengono impiegate per curare ulcere e ulcerazioni. (29,30). La pianta intera di Tagetes patula assunta in forma di decotto o in polvere utilizzata nella tosse convulsa e nella dissenteria (30). In INDIA Il Tagete considerata una pianta ad azione alterativa. Con il succo delle foglie di Tagetes erecta, si tratta leczema (30,52); i petali dei fiori appena soffritti nel burro sono utilizzati per la cura di emorroidi sanguinanti e dellerisipela. Il succo dei fiori viene occasionalmente prescritto come cura depurativa del sangue e per le emorroidi sanguinanti (38). I fiori di Tagetes minuta sono impiegati come stomachici, aperitivi, carminativi, diuretici e diaforetici e vengono somministrati in vari

disturbi. I fiori di Tagetes patula hanno propriet medicinali stimolanti e antielmintiche; il succo dei fiori contiene iodio e viene applicato esternamente su tagli, ferite e piaghe. Il decotto dei fiori anche utilizzato come carminativo. LOlio estratto dai fiori freschi utilizzato come antisettico, repellente per insetti e come agente modificante per lozioni per capelli; esso sembra inoltre possedere effetto paralizzante sul midollo spinale. Lestratto acquoso dei fiori attivo contro batteri Grampositivi (35,38). Le sommit fiorite di Tagetes patula, ivi spontanea, vengono distillate in un recipiente contenente un solvente, spesso olio di sandalo citrino, per produrre Attar Genda, una sostanza profumata molto comune in India (17,29,30). In PER le parti aeree della Tagetes minuta sono usate sotto forma di decotto come digestive, vermifughe, colagoghe, sedative nei disturbi gastrici e come antiabortive (13,30,54). Sempre in Per le diverse specie di T. elliptica, T. mandonii e T. minuta sono utilizzate come condimento. T. minuta viene anche impiegata come carminativa e linfuso serve per lavare e detergere le ferite e le piaghe maligne (54). Il decotto di T. patula viene invece usato in casi di asma, affezioni delle vie respiratorie e dolori del ventre; mente T. pusilla utilizzata come diuretica (30,54). LEmpirismo popolare attribuisce ai fiori di Tagete propriet oftalmiche generiche, ed in particolare il potere di aumentare lacutezza della vista (45,46). Nel Commentario della Farmacopea Italiana del 1897, Vol II, parte seconda, a pag. 488 si trova un accenno alle propriet medicinali del Tagetes: La Tagetes erecta L. e Tagetes lucida Cav., delle Composte, crescono in Messico, e sono usate contro la febbre, e la prima anche come purgante (1). Parti utilizzate Del Tagete si utilizzano a scopo terapeutico e commerciale i fiori e le parti aeree, i semi e le radici. Le forme duso pi comuni sono lestratto, linfuso (fiori), il decotto (radice) e lolio essenziale. Una nuova e vantaggiosa forma di utilizzazione il gemmoderivato ottenuto da macerazione idrogliceroalcolica dei boccioli (43). Propriet medicinali Le diverse specie di Tagetes (T. patula e T. erecta) hanno propriet antielmintiche, antisettiche, antispasmodiche, aromatizzanti, battericide, carminative, cicatrizzanti, diaforetiche, diuretiche, emmenagoghe, febbrifughe, fungicide ( T. erecta e T. lucida ), profumanti, purgative (T. erecta), stimolanti, stomachiche. Altri usi Lestratto acquoso di Tagetes patula (pianta intera) tossico per alcuni tipi di scarafaggio quali la Blatta germanica e quella americana (38), mentre Tagetes lucida Cav. viene usata nei repellenti contro le zanzare. Le radici e la pianta possiedono attivit nematodicide; le foglie contengono alcune sostanze ad azione irritante per la pelle e sembra che la pianta sopprima la crescita delle erbacce, tanto da essere utilizzata come concime verde a vantaggio di coltivazioni di altre specie di Tagete. Costituenti e principi attivi Lolio di Tagete ottenuto dalla Tagetes minuta contiene: tagetoni, ocimene, -mircene, linalolo, limonene, - e -pineni, carvone, citrale, camfene e salicitaldeide come componenti principali, con feniletanolo, acido valerico, ocimenoni es. (5)-ocimenone, geraniolo, -cimene, sabinene, cineolo, linalil acetato, monossido di linalolo, aromadendrene e -terpineolo (9,27,30,47). Gli oli volatili ottenuti da Tagetes erecta e Tagetes patula hanno composizioni simili a quella della Tagetes minuta (23,24). I petali fiorali di Tagetes erecta (margherita azteca) contengono come pigmenti principali carotenoidi, particolarmente la Luteina (isomero strutturale della Xantofilla) e suoi esteri (dipalmitato, dimiristato e monomiristato); inoltre presente l-tertienile (7,30,41). Nei primi fiori di stagione sono anche presenti la Quercetagetrina e la Quercetagetina (38). Il succo dei I fiori di Tagetes patula contiene iodio e pigmenti colorati come Patulletina e Patulitrina diglicoside che sono presenti solo nei primi fiori allinizio della stagione di fioritura e nei boccioli (30,38). La Patulina, ottenuta dalla Tagetes patula, stata in grado di ridurre la permeabilit capillare; possiede anche attivit antispasmodica e ipertensiva (7). Le diverse variet di fiori presentano considerevoli differenze nel contenuto di carotenoidi come ad esempio per la Quercetagetrina e la Quercetagetina isolate da piante raccolte in Romania (38). I fiori contengono Eleniene, una sostanza considerata benefica per alcune funzioni della retina. I petali dei fiori di Tagetes lacera e Tagetes patula contengono infatti il principio attivo dipalmitato di Xantofilla od Eliniene che dopo labbagliamento dellocchio, favorisce limmediato ripristino della sensibilit della retina al normale adattamento alloscurit che si aveva prima dellabbagliamento. La Tagetina, invece, una sostanza prodotta dalla Tithonia tagetiflora, una pianta indiana della famiglia delle Composite. Questa sostanza possiede propriet antitumorali nei confronti di P-388, Carcinoma Lewis, linfosarcoma P 1798, sarcoma Walker ed altri (11). Tagete e pigmenti oculari veramente sorprendente ritrovare nel fiore di una sola pianta come il Tagete importanti elementi preposti ai meccanismi della visione umana come: Carotenoidi, Luteina, Patulina e Xantofillina. I Carotenoidi presenti nel Tagete hanno infatti funzione antiossidante e sono protettivi per l'area maculare. La Luteina un importante pigmento (carotenoide) che si accumula nella macula lutea, quella parte di retina pi ricca di fotorecettori che ha unimportante funzione di filtro naturale e serve a proteggere la retina dagli effetti nocivi delle radiazioni luminose; protegge la macula formando uno scudo cromatico che assorbe le lunghezze donda corrispondenti alla luce blu e protegge le cellule retiniche dallossidazione dei fosfolipidi di membrana. La Luteina, oltre alla funzione protettiva ha anche funzione antiossidante. La protezione dai radicali liberi essenziale per i sistemi cellulari ed assicurata dall'interazione di sistemi di origine endogena, come la produzione di enzimi, e di elementi di origine esogena che vengono introdotti con l'alimentazione con il ruolo di cofattori di enzimi o direttamente di molecole ad azione antiossidante (vitamine, carotenoidi). Oltre che nel Tagete la Luteina presente nei broccoli, cavoli, nel

kiwi, nel mais, negli spinaci, nella zucca e nel tuorlo d'uovo, mentre assente nelle carote. La Patulina invece, una sostanza in grado di ridurre la permeabilit capillare (7). I mammiferi ed in particolare luomo, non sono capaci di sintetizzare n la vitamina C n i carotenoidi, e dipendono per essi dal mondo vegetale. La quantit di pigmento maculare in rapporto all'alimentazione ma regolata geneticamente; infatti solo la maggioranza dei soggetti (ma non tutti) elevano il loro livello ematico di carotenoidi dopo supplementazione alimentare. Se la dieta, in modelli animali, viene privata di carotenoidi, si ha la perdita del pigmento maculare cui conseguono difetti dei coni retinici dovuti a deterioramento delle membrane cellulari con accumulo di lipofuscina nellepitelio pigmentato. Nell'uomo si verifica la riduzione del pigmento maculare, a cui si associano tipiche alterazioni fluorangiografiche quali liperfluorescenza e la comparsa di drusen o corpi colloidi degenerativi. La concentrazione ematica dei carotenoidi e la concentrazione di Luteina nella retina dei fumatori molto bassa o ridotta: si pensa che l'impatto ossidante del fumo consumi i carotenoidi ematici, come avviene per la Vitamina C. La degenerazione maculare senile associata con la carenza di protezione contro il danno ossidativo cellulare e i pigmenti maculari sono i pi potenti fattori protettivi. La supplementazione di carotenoidi, e soprattutto dei pigmenti maculari, tramite l'alimentazione riduce la quantit di luce che raggiunge i fotorecettori ed associata ad un rischio ridotto di degenerazione maculare senile. Esistono correlazioni, anche se ampiamente variabili, tra la assunzione alimentare dei vari carotenoidi, le loro concentrazioni nel sangue ed i livelli tissutali. Tramite una supplementazione mirata possibile modificare il livello serico dei vari carotenoidi. verosimile inoltre che limpiego del Tagete abbia una reale efficacia in condizioni di sofferenza retinica per la presenza nei petali del pigmento detto Xantofilla (C40H56O2) il quale, assieme ad un altro affine pigmento giallo, la Carotina (C 40H56), sono in unione nei plastidi vegetali col pigmento verde clorofilla. Infatti trattando una soluzione alcolica dei pigmenti delle foglie successivamente con etere di petrolio (benzina rettifificata) e benzene, si possono separare pigmenti verdi (Clorofilla), pigmenti gialli (Xantofilla) e pigmenti arancio (Carotenoidi). La Xantofilla il primo pigmento che fu distinto dalla clorofilla, mentre la carotina un idrocarburo non saturo autossidabile che assorbe notevoli quantit di ossigeno tanto che allaria il suo peso pu elevarsi del 35% e sino al 41% in aria umida. La Xantofilla assai affine alla carotina ma ne differisce per essere ossigenata. Mentre la Vitamina A svolge nellocchio una marcata azione protettiva ( infatti detta vitamina antixeroftalmica) e lo protegge dalla cecit notturna (emeralopia), la Xantofilla protegge locchio dallabbagliamento notturno rendendolo pi pronto ladattamento al buio e la rigenerazione della porpora retinica agli sbalzi violenti dellintensit luminosa . La cosa pi interessante che la macula, quella porzione di retina che comprende la fovea e si estende con un diametro di 3 mm. rispetto ad essa, ha un colore bruno-giallastro proprio a causa del riflesso dovuto alla presenza della Xantofilla, lo stesso pigmento vegetale che ritroviamo essere contenuto in abbondanza nei coni della retina e che ha la specifica e importante funzione di filtro per le radiazioni luminose di bassa lunghezza donda. Infatti, poich la fovea essenziale per la visione, essa provvista di meccanismi di difesa per evitare danni che possono essere prodotti da radiazioni luminose troppo intense e, soprattutto dalle radiazioni ultraviolette. Nella retina sono contenuti due tipi di fotorecettori: i coni e i bastoncelli, speciali cellule capaci di trasformare la luce in impulso nervoso. I coni sono particolari cellule nervose che funzionano in condizioni di piena illuminazione e sono concentrati nella fovea. La loro funzione quella di produrre immagini molto dettagliate a colori. I bastoncelli, invece, sono cellule specializzate nella visione notturna, o comunque in condizioni di scarsa illuminazione e sono assenti nella fovea, mentre sono molto concentrati nella parte periferica della retina. Lo strato dei fotorecettori situato nella parte pi profonda della retina e appoggia su di uno strato che in stretto contatto con la coroide, detto epitelio pigmentato. Come suggerisce il suo nome, questo tessuto contiene molto pigmento, cio materiale biologico di colore scuro che serve a schermare la parte interna dellocchio evitando la diffrazione eccessiva della luce. Infine, in connessione con i fotorecettori si trovano le cellule bipolari e le cellule ganglionari da cui si dipartono dei prolungamenti cellulari detti assoni che andranno a formare il nervo ottico. I pigmenti maculari contenuti nel corpo cellulare dei fotorecettori sono la Luteina e la Zeaxantina: si tratta di carotenoidi derivati polari idrossilati dalla Xantofilla, due isomeri strutturali difficili da distinguere chimicamente (39). Il pigmento maculare sembra essere pi rappresentato nei maschi che nelle femmine a parit di concentrazione ematica di Luteina e Zeaxantina. Infatti entrambi i pigmenti sono presenti in tutti i fotorecettori ma la Luteina maggiormente presente nei bastoncelli (visione notturna), mentre la Zeaxantina nei coni. La Zeaxantina nei coni presente per in quantit molto pi elevata della Luteina nei bastoncelli. Nelle piante la Zeaxantina viene prodotta in presenza di eccesso di luce e viene eliminata dopo il ritorno alle condizioni basali. logico supporre che l'accumulo di Zeaxantina nella fovea sia un adattamento evolutivo mutato dal regno vegetale (39). I pigmenti maculari assorbono la luce prima che essa raggiunga i substrati ossidabili nei fotorecettori e nell'epitelio pigmentato. Grazie alla presenza del radicale idrossile al termine della catena carotenica, Luteina e Zeaxantina si dispongono perpendicolarmente rispetto alle membrane cellulari. In tal modo risultano pi efficienti nello schermare la luce che se fossero orientati casualmente; forse vengono preferenzialmente incorporati nei fotorecettori proprio per questa ragione. Sia la Luteina che la Zeaxantina sono relativamente resistenti alla distruzione da parte di processi ossidativi. Neutralizzano l'ossigeno singoletto ed altri possibili radicali dell'ossigeno. Inoltre sono in grado di bloccare lo stato di tripletta dell'ossigeno cio gli stati molecolari eccitati nelle molecole sensibili all'ossidazione; per questo possono agire interrompendo il processo di perossidazione dei fosfolipidi di membrana (39). La funzione pi importante dei pigmenti maculari dunque la protezione dal danno fotochimico ossidativo. Queste sostanze sono infatti di fondamentale importanza per le difese metaboliche dal danno ossidativo nell'occhio e rappresentano la difesa dall'effetto fototossico e da alcune modifiche che avvengono con l'et ed in alcune malattie. Preparazioni commerciali

Xantofille e Luteina sono utilizzate come fitonutrienti catrotenoidi e come integratori alimentari con propriet antiossidanti per la protezione degli occhi e per patologie retiniche. Vengono pure impiegati come pigmenti e additivi alimentari privi di effetti nocivi noti. Per la Luteina i dosaggi consigliati sono di 6 mg/die nel bambino e di 15-20 mg/die nelladulto per patologie oculari legate alla luce, cataratta e degenerazione maculare. Xantofilla o Eliniene in dosi opportune, utile per automobilisti, aviatori, persone che viaggiano con il buio, guardie e vigili notturni, minatori, macchinisti e conduttori, ecc. Forze armate impegnate di notte. Non esistono infatti sinora dati che supportino un effetto tossico dovuto allassunzione di Luteina.

Olio di tagete (oleum tagetis) Denominazioni straniere: Essence de Tagetes, Oil of Tagetes, Tagetesoel. Estrazione: la pianta viene raccolta dopo la fioritura quando ha inizio la formazione dei semi e distillata in diversi stati africani quali il Kenia, in Sudafrica e Nigeria; in Europa la distillazione ha luogo in Francia, e in grado minore anche negli altri continenti. Esistono due modi di estrazione: A) Olio essenziale ottenuto per distillazione in corrente di vapore della pianta fiorita fresca; B) Essenza assoluta ed essenza concreta per estrazione con solvente da pianta fresca in fiore. A) Per distillazione in corrente-vapore rende dallo 0,3 allo 0,4% circa di olio essenziale liquido di colore giallo-rosastro, odore caratteristico e sgradevole di rancido con una nota di menta piperita: esposto allaria, alla luce ed allumidit solidifica in una gelatina quasi solida. Lessenza ottenuta da piante originarie del Kenia contiene dal 50 al 60% di tagetone, chetone molto instabile che molto probabilmente la causa della facile resinificazione dellolio essenziale e del suo odore. Altri costituenti sono: d-limonene, o-cimene, 2,6-dimetil-7-otten-4-one. G. A. Fester e Coll. mediante distillazione in corrente-vapore di alcune piante di Tagetes minuta dellArgentina ottennero una resa variabile dallo O,25% allo O,30% di essenza. Lessenza che era di colore giallo conteneva gli stessi costituenti sopra indicati. Questa variet di Tagete viene chiamata in Argentina suico; unaltra variet il squiquillo che corrisponde al Tagetes pilifolia Lagasca che, secondo Fester, Marinuzzi e Gargallo, rende per distillazione in corrente-vapore dallo 0,7 allo 0,9%. Lessenza che se ne ottiene ha lodore dellestere dellacido butirrico e i suoi costituenti sono: d-kimonene, citral ed unaltra aldeide non identificata, ma che ha la probabile formula C10H16O. In India cresce spontaneo ed abbondante il Tagetes patula L., pianta che si accosta alla nostra calendula. La pianta indiana erbacea, perenne ed ha fiore color arancio. Da essi, e spesso dallintera pianta fiorita, si ottiene per distillazione in correntevapore unessenza caratterizzata da un forte odore erbaceo e di lavanda. Anche questessenza cristalizza allaria ed alla luce. Invecchiando diviene vischiosa, di colore pi scuro e perde la caratteristica nota fruttata. S. B. Dhingra e D. R. Dhingra ottennero da fiori, foglie e steli, per distillazione in corrente-vapore e susseguente raccolta dei vapori in benzolo con la resta dello 0,137% unessenza che conteneva il 6% di ocimene; il 21,8% di d-limonene; il 16,57% di alcoli calcolati come linalolo, l11% di esteri calcolati come acetato di linalile ed il 42,53% di chetoni calcolati come tagetone. Gli stessi Autori ottennero dai soli fiori (con il medesimo metodo) lo 0,027% di olio essenziale. I suoi costituenti erano: ocimene 8,5%, limonene 14,03%, linalolo 22,14%, acetato di linalile 13,75% e tagetone (15). B) Dal tagete si ricava anche unessenza assoluta costituita da una massa semiliquida o vischiosa di colore verde-arancio o verde-brunastro e di odore erbaceo intenso con note fruttate ed amare. In profumeria deve essere impiegata notevolmente diluita: si amalgama bene con le essenze di fieno, di salvia, di esperidee e di tabacco. Allo stesso scopo si impiega anche lolio essenziale. Caratteristiche: A) liquido mobile color giallo intenso o arancio scuro, che solidifica lentamente con lesposizione allaria e alla luce, con odore intenso erboso verde-amaro; B) massa semiliquida color arancio, olivastra o marrone, con odore fruttato verde-dolce e intenso. Si armonizza bene in miscela con salvia sclarea, lavanda, gelsomino, bergamotto e altri agrumi in percentuali molto basse. Composizione e costituenti principali: prevalentemente Tagetoni con ocimene, mircene, linalolo, limonene, pinene, carvone, citrale, canfene, acido valerico, aldeide salicilica, ecc. . LOlio essenziale di Tagetes minuta quello con la pi alta concentrazione di principi attivi delle specie che crescono in India. Grado di sicurezza: il Tagetone, principale costituente dellolio di Tagete, potenzialmente dannoso e tossico per lorganismo umano. Deve essere usato con moderazione e precauzione anche per uso esterno. Sono stati riferiti casi di dermatiti provocate dalle diverse specie di Tagete. LOlio di Tagete tossico per uso interno in medicina umana. Propriet: lolio di Tagete, ottenuto da Tagetes minuta, ha propriet calmanti, ansiolitiche, antidepressive, ipotensive, broncodilatatorie, spasmolitiche e antinfiammatorie negli animali da esperimento (7,12,30) dove esercita una modulazione negativa sulla funzione GABAergica (32). Quello ricavato da piante fresche fiorite e selvatiche ha un piacevole odore dovuto alla presenza di tagetone e ocimeneIl (5)-ocimenone e possiede attivit larvicida contro le larve delle zanzare (30,31). Ltertienile ottenuto dalla Tagetes erecta nematocide e larvicida (7). Lolio di Tagete prodotto dalla pianta fresca fiorita di Tagetes erecta possiede un odore forte, dolciastro e durevole, dal colore rosso-giallastro. Lolio estratto dai fiori, dalle foglie e dai gambi di Tagetes patula, ottenuto da separate distillazioni possiede il tipico e pungente odore della pianta; lolio distillato dai fiori di color ambra ed principalmente prodotto in Francia dove tenuto in ottima considerazione in profumeria per ottenere diverse fragranze vegetali. Lolio di Tagete (ottenuto da Tagetes minuta) un componente delle fragranze nei profumi e si ottiene per distillazione in corrente di vapore delle parti epigee di tutte e tre le specie (particolarmente di Tagetes minuta). Lolio di Tagetes minuta impiegato nel trattamento delle ferite da larve. Lolio di Tagete viene utilizzato in alcuni prodotti farmaceutici. Lo si usa come aromatizzante in molti prodotti alimentari, comprese bevande alcoliche e analcoliche, prodotti caseari congelati, dolciumi, prodotti da forno, gelatine, condimenti e salse. Il massimo livello medio duso negli Stati Uniti di circa lo 0,003% nei condimenti e nelle salse (30). Lessenza assoluta e lolio essenziale sono utilizzati in quantit limitate in

profumi erbacei e floreali. Trova impiego come aromatizzante di tabacchi e di molti importanti generi alimentari, tra cui le bevande alcoliche e analcoliche (29). Lolio essenziale di Tagete pregevole in composizioni tipo fougre, lavanda, cipro e floreale. In India si usa distillare le cime fiorite con essenza di legno di sandalo o altri solventi per produrre lAttar Genda molto usato nella profumeria locale. Lessenza di Tagetes patula non un prodotto commerciale; in commercio si trova lassoluta di calendula che viene preparata in Europa. Indicazioni per uso esterno: in dermatologia per infezioni fungine, micosi e processi infiammatori dei piedi, calli, duroni.

I fiori Epoca di raccolta. In estate, allinizio della fioritura. Da Giugno ad Ottobre. Conservazione: si essiccano allombra e si conservano in vasi di vetro scuro ben chiusi. Propriet. I Fiori esaltano lacutezza visiva diurna e proteggono contro labbagliamento visivo delle luci notturne accelerando la rigenerazione delle porpora retinica che presiede alladattamento al buio. I fiori di Tagetes patula hanno propriet medicinali stimolanti e antielmintiche; il succo dei fiori contiene iodio e viene applicato esternamente su tagli, ferite e piaghe. Il decotto dei fiori anche utilizzato come carminativo. LOlio estratto dai fiori freschi utilizzato come antisettico, repellente per insetti e come agente modificante per lozioni per capelli; esso sembra inoltre possedere effetto paralizzante sul midollo spinale (38). Gli estratti acquosi dei fiori sia di Tagetes erecta che di T. patula sono attivi contro batteri Gram-positivi. I fiori di Tagetes minuta hanno propriet aperitive, diaforetiche, diuretiche e stomachiche. Contengono un olio volatile dalle propriet sedative, ipotensive, broncodilatatrici, spasmolitiche e antiinfiammatorie. I petali essiccati di Tagetes patula sono occasionalmente impiegati per adulterare lo Zafferano, anche se essi producono una minore intensit di colorazione gialla a contatto con lacqua (38). I fiori della Tagetes erecta sono utilizzati come insetticida. La farina di Tagete si ottiene dai petali fiorali essiccati e macinati della margherita azteca ( Tagetes erecta). Lestratto di Tagete si ottiene dallestratto esanico dei petali del fiore (30). Uso esterno. Un infuso ottenuto da una miscela di petali essiccati di fiori di Tagete, associati a quelli di Eufrasia, Garofano selvatico, Meliloto e Rosa canina, in parti eguali (un cucchiaio per una tazza di acqua bollente e infusione per dieci minuti), serve per rafforzare gli occhi soggetti ad abbagliamento notturno e ha dato notevolissimi risultati in svariate oftalmie (45). Alimentari. Altri usi. La farina e gli estratti di Tagete si impiegano nellalimentazione del pollame, per dare il caratteristico colore giallo al guscio e al rosso delluovo. Effetti collaterali: Per uso interno dosi incongrue possono provocare nausea, vomito e disturbi addominali. Per uso esterno le specie di Tagetes possono provocare dermatiti da contatto (16,30,34,49).

Floriterapia Dopo i pionieristici studi di Edward Bach della prima met del XX secolo, la floriterapia ha continuato a suscitare un grande interesse in tutto il mondo. Altri fiori, oltre a quelli utilizzati da Bach sono stati successivamente utilizzati per la cura di diversi stati emotivi e gruppi di ricercatori si sono dedicati allo studio delle essenze floreali locali in diverse parti del mondo, dallInghilterra al Nord America fino allentroterra australiano. La tecnica di preparazione per il rimedio floreale Tagete la stessa utilizzata da E. Bach. In floriterapia il Tagete utilizzato per coloro che non percepiscono realmente il significato di ci che viene detto loro; per individui nervosi e per coloro che non hanno fiducia nelle loro intuizioni e non prestano attenzione ai messaggi inviati dal loro corpo (Nuova Zelanda). Per chi ha una negazione della personale dimensione psichica e spirituale a conseguenza di un approccio alla vita rigido e materialistico (Europa). Per chi ossessionato dal senso di colpa a causa di uneccessiva libert sessuale; per chi ha problematiche di identit sessuale e di confusione sui ruoli sessuali. Il Tagete armonizza gli aspetti maschili e femminili dellessere, cos che ogni individuo riesca ad accettare entrambi con serenit. Viene anche consigliato per limpotenza, lo squilibrio ormonale, i disturbi alla prostata, la sterilit e la frigidit. Il Tagete del deserto invece utilizzato come essenza del plesso solare che aiuta a controllare il proprio potere, ad assumersi le proprie responsabilit e a trasformare le coscienze vittimistiche (Stati Uniti e Canada) (25).

I boccioli di tagete: il gemmoderivato Prima dora il Tagetes non era mai stato utilizzato come gemmoderivato e in letteratura non si trova alcun riferimento della possibile utilizzazione come gemmoterapico del Tagete (42). Ritengo che il grande vantaggio di utilizzare i boccioli del Tagetes sia motivato, oltre che dagli stessi principi di base della Gemmoterapia, anche dal fatto che alcuni principi attivi di questa pianta contenuti nei petali dei fiori, non sono pi presenti a fioritura avvenuta o in fioriture pi tardive. Infatti solo nei primissimi momenti della fioritura sono presenti nei petali di Tagete la Quercetagetrina e la Quercetagetina. Il succo dei fiori di Tagetes patula, oltre allolio essenziale, contiene iodio e pigmenti colorati come la Patulletina e la Patulitrina diglicoside, anche questi principi attivi sono presenti solo nei primi fiori allinizio della stagione di fioritura e nei boccioli (25,32). Possiamo considerare il bocciolo del fiore, lequivalente della gemma fiorale non ancora schiusa che racchiude in s tutta lenergia vitale e tutti i principi attivi che presiedono alla schiusura del fiore. La soluzione idrogliceroalcolica, tipica del gemmoderivato permette di estrarre la maggior concentrazione di principi attivi e di stabilizzarli e conservarli per una durata di cinque anni. Ci consente una facile conservazione del prodotto e una pratica utilizzazione delle propriet terapeutiche di

questo fiore medicinale che in parte andrebbero in parte persi nel processo di fioritura completa. Il gemmoderivato, inoltre, per la sua particolare diluizione, riduce nettamente eventuali problemi collegati alla relativa tossicit del fiore per uso interno. Tecnica di preparazione Il metodo di preparazione di questo nuovo Gemmoterapico non si discosta da quello gi noto per tutti gli altri gemmoderivati e come tale dettagliatamente descritto nella monografia Preparazioni Omeopatiche contenuta nella Farmacopea Francese del 1965 e in successive edizioni. In essa sono descritte le varie fasi del procedimento di estrazione e preparazione che riassumiamo qui di seguito. 1) - Epoca di raccolta : a scopo terapeutico si utilizzano i boccioli di Tagetes patula e/o Tagetes lacera non ancora schiusi o subito dopo la loro precoce apertura (sommit fiorite), raccolti nel loro habitat naturale, rigorosamente freschi, prelevati da piante sane situate lontane da strade litoranee o da fonti inquinanti. Si raccolgono prima della fioritura perch in seguito perdono parte di principi attivi e diventano pi amari e di odore sgradevole, ma soprattutto perch prima della fioritura sono pi ricchi di principi attivi e medicamentosi. Si deve inoltre evitare la raccolta durante condizioni climatiche o ambientali sfavorevoli che potrebbero costituire motivo di deterioramento e marcescenza sia della pianta che dei boccioli stessi. 2) - Esame macroscopico accurato del materiale vegetale raccolto il quale deve essere sottoposto a identificazione botanica e ad una attenta ispezione per evitare la lavorazione di parti vegetali avariate o affette da malattie parassitarie, fungine ecc. Una parte rappresentativa della partita di vegetale deve essere conservata essiccata in erbario come riferimento botanico riportante il nome latino della specie, la provenienza, lepoca di raccolta ecc. 3) - Pulitura: le parti fresche appena raccolte che sono state sottoposte a ispezione vengono accuratamente ripulite. 4) - Determinazione del grado di umidit e del peso secco : un campione medio di vegetale fresco viene utilizzato come campionatura per determinare il grado di umidit (tenore in acqua della droga disidratata) ponendolo a disidratare in stufa a 105 C per un periodo di tempo sufficiente al raggiungimento di un peso costante (peso disidratato). 5) - Triturazione: la parte di materiale vegetale fresco, che gi stata ispezionata, pulita e selezionata, viene sottoposta ad appropriata triturazione per agevolare loperazione estrattiva da parte del solvente. 6) - Macerazione: i boccioli ancora freschi, puliti, determinati e triturati, vengono messi a macerare per un periodo di tre settimane in una soluzione di alcool a 90 e glicerolo in parti uguali (1:1) la cui quantit calcolata in modo da ottenere un macerato glicerinato a 1/20, affinch il prodotto finale corrisponda a 20 volte il peso della materia prima rapportata a quella della campionatura allo stato secco. Il fine di ottenere un prodotto costante e riproducibile sia negli effetti terapeutici che nelle percentuali di principi attivi. Il tutto viene agitato quanto basta. 7) - Decantazione, Filtrazione e Spremitura : a macerazione conclusa si decanta e quindi si filtra. Ci che resta dopo la filtrazione viene ancora spremuto con una pressione costante di circa 10 -7 Pascal (vicina a 100 Bar). Si uniscono e si mescolano quindi il filtrato al prodotto della spremitura e si lascia riposare il tutto per altre 48 ore ed infine si filtra nuovamente. A questo punto si ottenuto il MACERATO GLICERICO (M.G.) di base. Dal Macerato di base, con opportuna e successiva diluizione, si otterr il prodotto finale. 8) - Diluizione: il Macerato Glicerico di base viene a questo punto diluito in proporzione di 1:10 (1X) o prima diluizione decimale, con una nuova miscela, questa volta formata da acqua + alcool + glicerina preparata a parte e composta da 50 parti di peso in glicerina, 30 parti in alcool e 20 parti di acqua. Si ottiene cos il Macerato Glicerico alla prima diluizione decimale hahnemanniana (1 DH) che viene meglio definito come M.G. 1 DH. Su 100 grammi di macerato alla 1 DH devono essere presenti 0,50 gr. di prodotti di estrazione di boccioli disidratati. Di norma il grado alcolico finale raggiunto dal gemmoderivato oscilla tra i 36-38. 9) - Controlli: il prodotto finito, prima di essere messo in commercio, deve essere sottoposto a ulteriori controlli atti a verificare e stabilire lodore, il sapore, la densit, la gradazione alcolica ed eventuali residui. Un ulteriore saggio serve ad individuare la presenza di eventuali contaminanti quali il metanolo e il 2-propanolo. 10) - Conservazione: il Gemmoterapico va infine imbottigliato e conservato in recipienti di vetro scuro ben chiusi, conservati al fresco e al riparo dalla luce. 11) - Scadenza: tutti i Macerati Glicerinati devono essere utilizzati entro 5 anni dalla data di fabbricazione. Organotropismo del gemmoterapico: occhio e retina, sistema nervoso centrale; apparato digestivo e intestinale. Propriet: per quanto riguarda lazione sullocchio del gemmoterapico, i boccioli, al pari dei fiori, contengono il principio attivo dipalmitato di xantofilla o eliniene che dopo labbagliamento luminoso dellocchio favorisce limmediato ripristino della sensibilit retinica al normale adattamento alloscurit che si aveva prima dellabbagliamento. Il Tagetes (lacera e patula) accelera la rigenerazione della porpora retinica che presiede alladattamento al buio. A scopo terapeutico utilizzato per esaltare lacutezza visiva diurna, mentre di notte protegge conto labbagliamento. Indicato per automobilisti e aviatori che viaggiano con il buio, guardie e vigili notturni, macchinisti e conduttori, minatori, vigili del fuoco, forze armate e civili impegnate in operazioni di notte. Tagetes protegge la retina e la macula da effetti dannosi delle radiazioni luminose e in soggetti costantemente esposti a radiazioni solari. Agisce a livello dei coni e dei bastoncelli retinici stimolando la rigenerazione dei pigmenti maculari migliorando ladattamento alla visione notturna e allabbagliamento da luce intensa. Le principali indicazioni cliniche del gemmoderivato Tagete possono essere cos riassunte: Arteriopatia retinica (con Cercis siliquastrum, Cornus sanguinea, Ginkgo biloba e Olea europaea). Atrofia del nervo ottico (con Acer campestre e Ribes nigrum). Cataratta, esiti di intervento per (con Betula pubescens gemme, Ginkgo biloba e Salix alba linfa). Danni retinici da luce intensa e da radiazioni ultraviolette. Danni retinici da esposizione a luce di saldatura elettrica.

Danni retinici da tabagismo (con Cercis siliquastrum, Cornus sanguinea, Populus nigra e Vaccinium myrtillus). Degenerazione e intorbidamento del cristallino e del corpo vitreo (con Salix alba linfa). Degenerazione fibrinoide e polimerizzazione del corpo vitreo (con Salix alba linfa). Degenerazione maculare (con Ribes nigrum e Vaccinium myrtillus). Degenerazione maculare senile (con Ribes nigrum e Vaccinium myrtillus). Degenerazioni tappeto-retiniche periferiche (con Fraxinus excelsior e Vaccinium myrtillus). Diminuzione dellacuit visiva (con Ribes nigrum, Salix alba linfa, Ginkgo biloba e Vaccinium myrtillus). Distacco retinico parcellare (con Ribes nigrum). Disturbi visivi da processi infiammatori e degenerativi della porzione anteriore e posteriore dellocchio (con Buddleja Davidii). Emeralopia (con Ribes nigrum e Vaccinium myrtillus). Fotofobia. Infiammazioni oculari (con Salix alba linfa). Iridociclite (con Prunus spinosa e Ribes nigrum). Maculopatia. Miodesopsie (con Salix alba linfa e Vaccinium myrtillus). Miopia (con Salix alba linfa e Vaccinium myrtillus). Nevrite ottica (con Prunus spinosa, Ribes nigrum e Vaccinium myrtillus). Nictalopia o cecit crepuscolare (con Vaccinium myrtillus). Offuscamenti della vista (con Salix alba linfa). Retinite pigmentaria (con Ribes nigrum, Fraxinus excelsior e Vaccinium myrtillus). Retiniti (con Ribes nigrum e Vaccinium myrtillus). Retinopatia alba (con Ribes nigrum e Vaccinium myrtillus). Retinopatia diabetica (con Ginkgo biloba, Morus nigra e Vaccinium myrtillus). Retinopatia ipertensiva (con Olea europaea e Vaccinium myrtillus). Retinopatia senile (con Ginkgo biloba e Vaccinium myrtillus). Uveite anteriore e posteriore (con Ribes nigrum, Salix alba linfa e Vaccinium myrtillus). Visus senile (con Salix alba linfa). Utile in soggetti che lavorano costantemente ai terminali e computers. Rinforza la vista e aumenta la capacit visiva (con Vaccinium myrtillus). Prescrivere a dosi di dieci-trenta gocce di Macerato Glicerico 1 DH da una a tre volte al giorno, per cicli ripetuti di brevi periodi. Ha secondariamente unazione sul fegato, sistema nervoso centrale (ansiolitica e antidepressiva), libido, apparato gastroenterico. Sinergie: Il gemmoterapico Tagetes sinergizza lazione terapeutica di Buddleja davidii e Ilex aquifolium per la cura delle oftalmie e dei processi infiammatori e degenerativi a carico del segmento anteriore dellocchio. Con Vaccinium myrtillus potenzia invece gli effetti terapeutici nelle malattie e nei disturbi della retina, migliorando ulteriormente ladattamento della visione notturna e riducendo i danni ossidativi a carico delle strutture retiniche. Lazione di sinergia terapeutica rivolta anche al sistema vascolare della retina in quanto sia Tagetes patula che Vaccinium myrtillus riducono entrambi la permeabilit capillare (37,38).

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