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Magna Charta numero 1 aprile 2013

Dopo molte peripezie ce labbiamo


fatta, il Giornalino del Nievo ha ripreso vita. passato molto tempo,
vero. In realt queste poche righe
volevo scriverle a settembre, quando ancora faceva caldo e la mia
mente era pi fresca, ma gli eventi
non me lhanno concesso. Tagli
alla scuola, proteste, scioperi, manifestazioni, il blocco delle attivit
extrascolastiche... quante cose sono
successe!
Ma ora eccomi qui, a scrivere
leditoriale del tanto agognato
primo numero del Magna Charta
di questanno. Numero che sicuramente diverso dagli altri, come
diversa la redazione: ebbene s,
sono quasi tutte facce nuove, facce
che per sembrano avere un gran
voglia di fare e di impegnarsi. Talmente tanta voglia e talmente tante
cose da dire che non c un tema ben
preciso che crei un filo conduttore
fra queste pagine. Non abbiamo
voluto metterlo perch ognuno di
noi fosse libero di esprimere la propria personalit e, perch no, per

farci conoscere da voi visto lormai


poco tempo che ci resta per farlo. Si
sono cos venute a creare molteplici
rubriche diverse, da quella scientifica a quella si attualit, passando
anche attraverso i giochi creati
dalla nostra Valentina, le perle dei
prof (pagina ormai immancabile)
e loroscopo che vi far scoprire il
vostro destino.
Anche il formato cambiato: abbiamo pensato di ritornare a quello
pi piccolino, dopo lesperimento
dellanno scorso per cui era grande
quanto un quotidiano, consci che
durante le ore di lezione (periodo
in cui il nostro giornalino viene pi
letto) pi pratico e pi facile da
nascondere agli occhi attenti dei
professori.
Allinterno, nelle pagine centrali, troverete anche un inserto sul
nostro liceo per celebrare i suoi
novantanni. Pensate: sono nove
decadi che generazioni di studenti
camminano per questi stessi corridoi, che si siedono su questi stessi
banchi (s, mi sa che i banchi non

sono mai cambiati), che cercano


disperatamente di strappare quella
lontana e desiderata sufficienza
per passare lanno senza debiti e
soprattutto lestate senza studiare.
In questo inserto abbiamo provato a ricostruire la storia del liceo,
omaggiando anche Ippolito Nievo,
lo scrittore che gli ha dato il nome
(e so benissimo che molti si chiedono come un letterato abbia dato
il nome a un liceo scientifico, me lo
chiedo anche io), e intervistando
insegnanti storici dellistituto,
che ci hanno raccontato come
lhanno visto cambiare, e gli studenti di prima, di terza e di quinta,
per tentare di capire come cambiano le nostre idee sulla nostra scuola
da quando ci iscriviamo a quando
usciamo con il diploma in mano.
Ora, senza troppi indugi, vorrei
lasciarvi liberi di leggere il resto,
sperando di rendere le vostre lezioni
un po meno noiose!
Sara Lenzi

Magna Charta numero 1 aprile 2013

INDICE
Editoriale
di Sara Lenzi

Oroscopo + Perle

Pag. 20

Pag. 5

Giochi!!!

Pag. 21

Pag. 6

10 motivi per non fare


sport
Pag. 22
di Sara Cavagnis

Professori: delinquenti
odi Alessandra
angeliCanella
custodi?

Pag. 4

Occhio
da Terminator
di Bianca Blajin

Vocaloid
di Bianca Blajin

Speciale Nievo

-10
motivi per fare sport
di Sara Lenzi

Pagg. 7-18

MAGNA CHARTA
Giornalino del Liceo Ippolito Nievo
Periodico anno 12 numero 1, Aprile
2013
REDAZIONE
Filippo Bertamini IV E
Bianca Blajin III D
Alessandra Canella IV H
Sara Cavagnis IV E
Gregorio Gambato IV C
Giulia Guardi IV E
Eleonora Hopfer V F
Sara Lenzi V C
Francesca Marani IV C
Valentina Ruocco IV C
Laura Scagnellato IV D
Corneliu Siscanu IV C
Simone Vassallo V E
Davide Vigiani V E

#Instamania, una comunicazione


ad immagini? Pag. 19
di Filippo Bertamini

Pag. 2

-Una promessa sportiva pag. 23


DESIGN
Bianca Blajin III D
Gregorio Gambato IV C
Eleonora Hopfer V F
Corneliu Siscanu IV C
Simone Vassallo V E
Davide Vigiani V E
IMPAGINAZIONE
Corneliu Siscanu IV C
Simone Vassallo V E
Davide Vigiani V E
RESPONSABILE
Anna Maria Rizzo
REVISIONE ARTICOLI
Anna Maria Rizzo

CONTATTI
http://www.liceonievo.it/
RIUNIONE REDAZIONE
Aula Informatica della sede centrale il
Venerd dalle 13.15 alle 14.15
CREDITI FOTOGRAFICI
Le immagini sono tratte dalla Rete
Le foto dello scalone sono state scattate
da Corneliu Siscanu IV C
Il numero stato chiuso in redazione il
13/04/2013.

Magna Charta numero 1 aprile 2013

Professori: angeli custodi o delinquenti?

Non far mai linsegnante. No,


mai. Devessere stupendo ma no,
mai. Non da tutti saper insegnare, non come fare limpiegato,
il commercialista, il bancario, il
geometra...Linsegnante lavora
con persone e deve sempre tenerlo
a mente. Una spiegazione + un
compito = bravo insegnante. No,
non funziona cos.
Minimo un professore ha due
classi allanno composte da circa
25 alunni ciascuna. Questultimo
ha la possibilit di migliorare o
danneggiare 50 persone in un solo
anno. Supponiamo ora che si tratti
di un professore che insegna inglese, francese o spagnolo, che abbia
quindi meno ore in ogni classe e che
perci arrivi ad insegnare anche in
sei classi differenti, per un totale di
circa 150 studenti allanno e 6000
in quarantanni di lavoro. Meraviglioso. Meraviglioso pensare a
quanti si pu giovare. Tremendo
pensare a quanti si pu nuocere.
Ad Alessandra, alle medie,
capitato di avere una professoressa di inglese che non smetteva di
ripeterle che non ce lavrebbe fatta.

Alessandra poteva reagire in due


modi: credendole o dimostrandole
il contrario. Scelse di dimostrarle il
contrario e ci riusc. Tre anni dopo
infatti la professoressa si scus per
la sua, per cos dire, avventatezza
nel giudicarla incapace. Ma, se
le avesse creduto, dove sarebbe
ora Alessandra? Magari avrebbe
lasciato la scuola e allora quella
professoressa sarebbe stata complice della sua insicurezza nel rubarle
il futuro. Per questo un cattivo
insegnante dovrebbe andare in
...carcere!
Alessandra, daltro canto, ha sempre potuto vantare degli impeccabili
professori di lettere. Impeccabili a
tal punto che il suo sogno pi grande laurearsi in lettere. Innanzi tutto questi amavano il loro mestiere
per un semplice motivo: amavano
la letteratura e nellamare le opere
delluomo, amavano luomo. Se
insegnare era quindi un modo per
migliorare luomo, di certo non si
tiravano indietro. Cos hanno trasmesso amore ad Alessandra che
a sua volta ora ama la letteratura
e il suo artefice: luomo. Ma se non

avesse avuto i professori di lettere


che ha avuto? Magari avrebbe
desiderato fare il medico.
Ogni insegnante ha quindi la
possibilit di cambiare centinaia di
studenti, centinaia di giovani che
saranno il futuro della Nazione,
centinaia di uomini e donne che
renderanno migliore o peggiore
il mondo in cui vivremo. Gli insegnanti infatti non hanno solo il
compito di istruire i loro allievi nelle loro discipline, ma hanno anche
il compito di formare il cittadino.
Per lavorare nel migliore dei modi
con la classe devono insegnare
agli alunni a collaborare rispettandosi e aiutandosi gli uni con
gli altri. Appreso questo, lo stesso
rispetto che gli studenti riservano
ai professori e ai compagni, sar
dovuto in futuro al datore di lavoro
e ai colleghi. Ecco perch un bravo
insegnante meriterebbe lo stipendio
di un calciatore: perch solo lui
migliorerebbe circa 6000 studenti
in quarantanni di lavoro!
Alessandra Canella

Magna Charta numero 1 aprile 2013

Occhio da Terminator
Lenti a contatto per correggere i problemi alla vista? Ormai sono superate. Ecco a voi le lenti bioniche.
Queste lenti a contatto attualmente in grado di produrre solo piccole immagini, come per esempio il simbolo del
dollaro ad intermittenza, come mostrano alcuni video, sono progettate per correggere tutti i difetti della retina
o malattie varie degli occhi, ridare la vista ai ciechi, guardare film in 3D o full HD, creare pannelli e schermi
proprio davanti allocchio, permettendo quindi di leggere email o navigare su internet. Inoltre si potranno usare
come cannocchiale, ed ognuno di noi sar rintracciabile tramite GPS.
I primi prototipi sono stati provati sui conigli, i quali non hanno sofferto e la cui retina e sistema nervoso non ha
riportato danno. Si suppone che per prime saranno pronte quelle in grado di vedere i film in 3D, infatti i prototipi
sono pronti gi dalla fine del 2012 ed il prodotto dovrebbe essere commercializzato entro il 2014.
Attualmente queste lenti consentono di visualizzare un solo pixel, il problema principale a cui stanno lavorando i
diversi team coinvolti nel progetto quello di trovare il modo di ottenere una risoluzione e nitidezza dellimmagine
sufficiente nonostante la distanza ravvicinata (pressoch nulla); per ovviare a questo si stanno sperimentando
delle lenti particolarmente sottili, denominate Fresnel.
Oltre allutilizzo in campo medico, queste lenti sono anche progettate per i militari, i quali potranno avere con s
un computer appoggiato comodamente sulla pupilla e rimanere in comunicazione con facilit.
Restano per alcuni ostacoli da superare, come per esempio la trasmissione dei dati e dellenergia. La batteria,
allo stato attuale di ricerca, non pu essere pi distante di 2 cm, ci suscita molte critiche, per cui si parla di
lavoro morto in partenza. Probabilmente questa stata per unopinione affrettata, di persone intimorite da
queste nuove scoperte scientifiche ed ancorate alla tradizione, questo per non fermer gli studiosi convinti della
loro ricerca. Altri critici sostengono che queste lenti ci trasformeranno in cyborg chiusi nel proprio mondo interattivo, escludendo qualsiasi comunicazione umana.
Dal lato opposto si schierano quelli che sostengono questa ricerca affermando la sua validit per curare tutti i
difetti della retina e ridare la vista ai ciechi.
Nonostante i pro ed i contro, la ricerca a buon punto e sta avanzando in maniera fulminea: il prossimo passo
quale sar? Il teletrasporto?

Bianca Blajin

Magna Charta numero 1 aprile 2013

Vocaloid
Dimenticate le file per prendere il posto migliore sotto il palco al fine di vedere bene il cantante, dimenticate i vari
imprevisti per i quali un concerto viene rimandato.
Spostiamoci in Giappone, la Yamaha Corporation sviluppa Vocaloid, un sintetizzatore software. Questo programma utilizza uninterfaccia roll su cui si possono inserire note congiunte alle sillabe.
Con questo Sofware, mano a mano vennero creati veri e propri cantanti inesistenti. Primi ad avere immagine
furono Meiko e Kaito, ma il vero successo si avr con Hatsune Miku, una cantante dalle codine azzurre e gli
acuti irraggiungibili. Il suo debutto avverr con la canzone World is Mine che la lancer sul mercato come
nuova moda. Il suo nome il risultato ottenuto dallunione di Hatsu (primo), Ne (suono), e Miku (futuro), che
pu essere tradotto come Prima voce del futuro.
Appariranno poi i gemelli Rin e Len, anche se alcune ipotesi affermano che questi non sono altri che una lo speculare dellaltro. Essendo uno dei primi Vocaloid (infatti vengono identificati come numero 2, mentre Miku porta il
numero 1) la loro voce ha come base quella della doppiatrice giapponese Asami Shimoda.
Usciranno poi Kamui Gakupo e Megurine Luka. Luka fu la prima vocaloid in grado in cantare in due lingue,
giapponese ed inglese, nascendo infatti come sistema per insegnare linglese ai bambini giapponesi. Il suo cognome combina la parola Meguri (intorno) e Ne (suono), mentre il nome Luka invoca le omonime parole
giapponesi di nagare (flusso) e ka (canzone) o ka (profumo). Il risultato dellunione di queste
parole pu quindi essere canzoni da tutto il mondo che si diffondono come profumo.
Nasceranno poi anche Gumi, Haku, Lily e molti altri Vocaloid minori, oltre che a tutte le versioni di sesso opposto a
quelle gi esistenti, o ai Vocaloid fanmade.
Una particolarit di questi Vocaloid il fatto che a ciascuno verr assegnato un cibo identificativo. Per Meiko
una bottiglietta di Sak (liquore giapponese), per Kaito un gelato, Miku il porro, Rin unarancia, Len una banana, Gakupo una melanzana e Luka un pesce o un polipo. Non si spiega il perch di queste scelte, se non in base
al colore caratterizzante dei personaggi.
Posteriore al Software, nascer un gioco per raggruppare tutti questi Vocaloid: Hatsune Miku: Project DIVA
Arcade. Il gioco, prodotto dalla SEGA, consister nel premere i tasti a ritmo, non appena il gioco li richieder al
fine di cantare la canzone con il personaggio prescelto.
Il gioco non prender tanto piede quanto i cantanti veri e propri. Inizieranno infatti a nascere le prime canzoni,
mano a mano diventando un fenomeno sempre pi accentuato in Giappone. Appariranno i primi cosplay (ragazzi e ragazze che si travestono da un personaggio), i primi fan di questi cantanti inesistenti.
Ecco quindi i primi veri e propri concerti di questi software, immensi ologrammi alti circa 3 metri che ballano e
cantano, arrivando ad acuti impossibili e bassi inimmaginabili, sopra una folla urlante di gente, venuta apposta
ad ascoltare questo nuovo fenomeno.
Cosa si pu dire a riguardo? E davvero questa levoluzione della musica? Cantanti rimpiazzati da ologrammi con
voci create da un software?
Bianca Blajin

Magna Charta numero 1 aprile 2013

Magna Charta numero 1 aprile 2013

Ab Nievo Condito
Chiunque legga questo articolo passa
met della sua giornata allinterno
del complesso architettonico del liceo
scientifico Nievo. Ma dove ci troviamo?
Che cosa nascondono le mura della nostra scuola? Che storia, che avvenimenti
impregnano le nostre aule?

ladiacente giardino. Dapprima viene


acquistato da un impresario ma poco
dopo, nel 1828, lo cedette alle Comunit
Ebraiche del Lombardo-Veneto.

Let dOro: il Collegio Rabbinico


in questo momento che quella che la
nostra scuola prende laspetto esterno
Le Origini
che ha ora.
Pochi di noi sanno che questo Palazzo Le comunit ebraiche di Venezia,
dei Cumani, unantica e potente fami- Padova Mantova, Verona e Rovigo
glia che si era stabilita in Veneto fin
acquistarono il lotto con il preciso
dallepoca dellinsediamento longoscopo di farne una scuola rabbinica, un
bardo, che nel 600, allapice della sua Istituto Convitto Rabbinico. Una novit
ricchezza, prese in considerazione la
assoluta in Europa. In un interessante
costruzione di una dimora degna del
saggio di Maddalena Del Bianco
suo rango. Diverse ricerche e analisi Costrozzi, Il Collegio rabbinico ( instoriche hanno attribuito a Giuseppe
serito in Gli ebrei e Padova, il cammiViola Zanini il progetto di questo pa- no della speranza, a cura di Claudia
lazzo, che rimase tuttavia incompiuto, De Benedetti, ed. Papergraf, 2000),
probabilmente a causa della peste che viene analizzata liniziativa in maniera
stravolse lEuropa a partire dal 1628. molto soddisfacente: sottolineato
Ci che fu completato comunque, aveva come nella prima met dellOttocento,
un aspetto molto differente da quello
lambiente socio-culturale dellebraiche ha oggi: il fabbricato vantava di un smo sotto lImpero Asburgico fosse tra
vasto giardino; il cornicione era dentel- i pi avanzati e integrati, e ci fosse una
lato e le finestre sottostanti non erano pressante esigenza di modernizzazione
squadrate ma ovate, primo e ultimo
da parte degli intellettuali. Il collegio
esempio a Padova ispirato a Palazzo venne infatti istituito per rispondere
Corner di Venezia, opera del Sansovino; al bisogno di uneducazione morale
dettagli scultorei percorrevano elegan- e religiosa tradizionale e allo stesso
temente tutta la facciata sulla strada e tempo di dar voce ad uno slancio
quella posteriore. Nonostante incompiu- riformatore, promosso in quegli anni
to, il palazzo fu riccamente arredato, dalla Wissenschaf des Judentums, la
tanto che stato accertato contenesse versione ebraica dellIlluminismo, che
opere di artisti del calibro di Tiziano, rappresenta, tra laltro, ladeguamento
Mantegna e Palma il Giovane.
per eccellenza alla cultura europea.
Lera doro della aristocrazia veneziana Limperatore Francesco I stesso -sogiunse al termine e Giacomo de Cuma- stenitore del tentativo di raggiungere
ni, visibilmente in difficolt economiche lemancipazione e laccettazione nel
(il palazzo viene definito decadente
mondo non ebraico di questi circoli
e vengono notati rovi inerpicanti ed
intellettuali- si espresse a favore della
attorcigliati su pei fusti delle colonne, fondazione di centri di studi superiori
come pure pendenti dalle volte stonaca- ebraici, attraverso la sovrana risoluziote), costretto a vendere lo stabile con ne del 29 gennaio 1820, in cui, oltre a

rendere obbligatoria anche per gli ebrei


listruzione laica, esigeva per i rabbini
la certezza delle cognizioni fondamentali nelle scienze filosofiche e nellistruzione religiosa ebraica. Dopo una
decina di anni di dibattiti sul tipo di
programma formativo e sullapproccio
da seguire, una commissione composta
da esponenti di importati famiglie ebree
furono incaricati di provvedere ad una
sede dimmagine, degna dl livello
accademico che si voleva attribuire e
adatta alla sua prossima funzione di
convitto. Il luogo ideale venne identicato in Padova per la centralit della
posizione, per la presenza dellillustre
ateneo patavino, sede universitaria
da secoli preferita dagli Ebrei di tutta
Europa per intraprendervi i (pochi)
corsi di laurea loro permessi, e sede di
una rilevante yeshivah (scuola ebraica
tradizionale), famosa da tempi immemori e incline sin dallepoca medievale
ad una visione razionalistica.
Furono individuati ben dieci edifici:
per via de ubicazione, vicinanza,
periferia, salubrit daere (e prezzo!
Il palazzo stato venduto per 30mila
lire, contro le 120mila dellaltra offerta
privilegiata) fu scelto alla fine lantico
palazzo dei Cumani. Inizialmente ci
si era rivolti al prestigioso architetto
Giuseppe Japelli, che aveva predisposto
un progetto di collegio in stile neoclassico, che prevedeva labbattimento del
fabbricato precedente. Tuttavia, il costo
e i tempi di costruzione superavano le
disponibilit e necessit delle Comunit
Ebraiche coinvolte. Si decise allora per
la sola ristrutturazione e adattamento,
sotto la direzione dellingegner Giuseppe Maria Pivetta, che nonostante non
conclusi permisero linaugurazione del
collegio nellanno scolastico 1829-30.
Il risultato finale fu una sede moderna

Magna Charta numero 1 aprile 2013

e funzionale, con 14 stanze singole,


chiuse definitivamente.
aule di lezione, aula magna, biblioteca, Tuttavia lesperienza padovana, che ha
vari locali di servizio e un alloggio per avuto il suo centro caldo nel Palazzo
il custode: un convitto molto simile ai Cumano, la nostra scuola, non segn
seminari cattolici.
affatto un fallimento: anzi, pose i preI professori, vero spirito del collegio,
supposti per la fondazione, pochi anni
erano due, uno per esegesi, linguistica dopo, del Collegio Rabbinico Italiano,
ebraica, storia, teologia dogmatica e
tuttoggi in funzione con sede a Roma
morale, laltro per la materia cosiddet- (dal 1934, prima si trovava a Firenze),
ta tradizionale, ovvero teologia rituale e fece da esempio per molte altre Comue pastorale, sacra oratoria e omiletica; nit Ebraiche in tutta Europa.
gli alunni ammessi nellarco di tempo
in cui la scuola funzion (dal 1829 al E finalmente il Liceo
1872), furono 45, e tutti quelli che si
Il palazzo fu a questo punto vendudiplomarono ebbero posizioni di spicco to alla Provincia di Padova, nella
allinterno delle comunit del Lombar- mira di destinarlo a scopo di pubblica
do-Veneto e fama prestigiosa a livello istruzione. Non si hanno per docueuropeo.
mentazioni sulleffettivo utilizzo della
Questa epoca di grande vitalit era
struttura fino al 1904, quando invece
tuttavia destinata a finire. Al mocerto che il lotto fu interamente ceduto
mento del passaggio della regione
al Comune di Padova, che lo concep
sotto i Savoia nel 1866 venne messo in come destinato ad ospitare la scuola
discussione il ruolo della scuola, che si elementare Sperone Speroni. Diversi
proponeva ora come istituzione unitaria progetti di conversione cominciarono,
a livello nazionale per la gestione della furono approvati ma poi non furono
vita e delle attivit intellettuali. Nel
mai completati o messi in atto per via
saggio di cui sopra si afferma che le
di continui interventi da parte di altre
varie comunit ebraiche del neo-stato autorit pubbliche e lo scoppio della
italiano presentavano ancora alcune Prima Guerra Mondiale. Solo dopo la
diversit difficili da superare e che il guerra la scuola elementare fu spostata
collegio pareva troppo legato al passa- nellex convento di SantAnna in via
to asburgico per essere trasformato in Brondolo e il palazzo che ospitava il
un organo a carattere nazionale. Poco Collegio Rabbinico fu definitivamente
valsero gli sforzi di molti ebrei lombardi adibito a Liceo Scientifico, in quee veneti, di istituzioni comunitarie, del sto caso intitolato a Ippolito Nievo,
nuovo Consorzio istituito specificatainnovazione istituzionale della Riforma
mente per il mantenimento del collegio Gentile del 1923. Il primo ottobre 1923 i
e del periodico Leducatore Israelita, primi studenti liceali divennero Nievini.
che cercarono di coinvolgere maggiormente le altre Comunioni israelitiche
La scuola, consolidata per il suo elevato
dItalia: nel 1872 la scuola, anche
livello di insegnamento, accolse sempre
probabilmente per tensioni interne ri- pi studenti, tanto che nel 1948 divent
guardo alla gestione dellistituto e per i indispensabile ed indifferibile lamcosti divenuti praticamente insostenibili, pliamento delledificio. In fretta e furia

fu approvata liniziativa, presentato il


progetto e dato in appalto. Il corpo di
fabbrica realizzato nello stesso anno
il risultato di un periodo di emergenza,
dove grandi erano i bisogni ma inadeguate le pubbliche finanze: ci che ne
venne fuori infatti fu ledificio attuale,
di mediocre aspetto e scandente qualit
di materiali. Ci che viene pi criticato
dal punto di vista puramente architettonico laccostamento del nuovo
fabbricato a quattro piani al palazzo
del XVII secolo: oltre ad essere stata
spezzata nella sua armonia, la facciata
posteriore sacrificata nellimmagine
visiva dallincombente volume dellultimo ampliamento, che ha inoltre declassato il giardino a squallido cortile.
Rimane comunque lo Scalone Monumentale, custodito e venerato con cura e
orgoglio dallistituzione scolastica.
Sar un palazzo, vecchio, brutto, noioso, ma rimarr comunque un pezzo di
Storia e soprattutto, last but not least,
il nostro Liceo Scientifico, il pi anziano di Padova.
Laura Scagnellato
Bibliografia:
Palazzo de Cumani, Ieri e Oggi, Mario
Battalliard
Il Collegio rabbinico, Maddalena
Del Bianco Costrozzi ( inserito in Gli
ebrei e Padova, il cammino della speranza, a cura di Claudia De Benedetti,
ed. Papergraf, 2000)

Magna Charta numero 1 aprile 2013

La prof Marcellan racconta


Forse non tutti sanno che..
Nel corso dei lavori di risistemazione dellimpianto elettrico, durante la torrida estate del 2012, stata scoperta in una
intercapedine della parete sud del laboratorio di fisica, una serie di importanti reperti, di cui alcuni in caratteri cuneiformi.
Solo ora abbiamo a disposizione le traduzioni, in una pregevole edizione critica del dotto Heinrich Von Tzscherasy. Ecco
quali informazioni abbiamo ricavato sul NIEVO NEI SECOLI
1.
NEOLITICO: la cattedra fossile rinvenuta nel cortile di via Brondolo non apparteneva al professor Milan, come si era
inizialmente ipotizzato per le incrostazioni di lacrime e sangue di studente rinvenute nel primo cassetto insieme ad alcuni
compiti graffiti in lastre di lavagna. Pare che fosse in realt nella caverna riservata a coloro che non si avvalevano dellinsegnamento della religione animista.
2.
ETA ANTICA: il Nievo stato sicuramente sede di una scuola gladiatoria. Sotto la sferza delle celebri istruttrici
Sempronia Ventronia e Livia Veterogladia i giovani venivano addestrati ai terribili combattimenti con le belve feroci: grosse
perifrastiche pelose, gerundivi rostrati e anacoluti velenosi. Pochi superavano la soglia fatale dei dodici combattimenti (comprensivi peraltro del recupero in forma scritta)
3.
ETA IMPERIALE: lo scalone della sede centrale fu usato per il trionfo dellimperatore Pignatellus dopo la vittoriosa
campagna contro gli Asintoti (bellicosa popolazione situata a nord del fiume Adidas, che, come si sa, si trova in Germania). In quelle occasioni su ogni gradino si trovava un miles studiosus recante le insegne del potere: fascio di rette parallele
intersecate da due diagonali, e guarnite con fettina di limone. Da qui poi indebiti collegamenti tra i docenti di matematica e i
feroci dittatori.
4. ETA MEDIEVALE: il Nievo partecipa alle crociate con una schiera di giovani guidati da nobili cavalieri provenienti dOltralpe, Koppus e Rokkus. Il Koppus si distingue per lo stemma con Palla ovale rampante. Anche altri tentano di partire
per le crociate, ma con esiti a volte drammatici: perch la beata Nicolina Napoliona stata denunciata allInquisizione e
condannata per stregoneria e anacronismo impenitente (anticipo di circa settecento anni sulla campagne militari pi consone al suo casato). Si mormora che, reincarnatasi nel XXI secolo, abbia dato sfogo al suo desiderio organizzando crociate
antifumo, antialcool e anticalcare.
5. ETA RINASCIMENTALE: si consiglia di consultare il celebre Ghiribizzose maniere del CAD del Boskardo o Vita degli
architetti del Rabacchio da Rorschak per informazioni sul ciclo di affreschi, oggi perduto, che impreziosiva il refettorio
del Nievo. Pare che raffigurasse una Ultima Cena in cui il Pulchroviro era ritratto come Cristo e Bruno Vespa nelle vesti di
Giuda. Altri sostengono invece che il Vespa viene ritratto come devoto recante un modellino della casa dellUltima Cena.
Mah?!??
6. ILLUMINISMO: il Nievo ospita la sede dellAccademia del Carniello (vedi nota). Partecipano alle sessioni di studio i pi
bei nomi della cultura di quel tempo: McCheese, dalla Scozia, Marie Volpin dalla Sorbona, Frack Sordelli cui si deve peraltro
la composizione dellinno del Nievo Girano, girano, oh quanto girano gli elettroni
Nel prossimo numero dal Romanticismo ai giorni nostri
NOTA: Il Carniello un animale mitico il cui canto sarebbe in grado di ammansire il Brontolosauro docens, quando
questultimo interroga le sue vittime con furore.

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Magna Charta numero 1 aprile 2013


Interviste ai professori su Ippolito Nievo
R1: Professoressa Vanna Napolitano
R2: Professoressa Silvia Campana
R3: Professoressa Laura Bertola

D: Ippolito Nievo, un personaggio


padovano la cui importanza nella
storia, da cittadino e letterato, fu
tale che oggi il nostro liceo porta il
suo nome.
Ma quanto, al giorno doggi, la
figura del Nievo conosciuta?
R1: Ha mai provato a inserire
Nievo su Google, il nostro oracolo
odierno? Oltre ogni disambiguazione, la prima pagina cui si viene
indirizzati quella del nostro Liceo
Nievo, appunto, e la seconda
quella di Wikipedia che rassicura:
Ippolito Nievo (Padova, 30 novembre 1831 mar Tirreno, 4 marzo
1861) stato uno scrittore e patriota
italiano dellOttocento. Sembra un
curioso gioco di specchi e di prospettive a distanza: a novantanni
dalla fondazione del Liceo sorto
allombra del suo nome, lo scrittore e patriota Ippolito Nievo, nel
motore di ricerca pi visitato del
mondo compare al secondo posto.
Circa la sua attivit di scrittore, il
suo capolavoro, Le confessioni di un
Italiano, pubblicato postumo nel
1867, suscit alla sua uscita scarsa
attenzione: solo nel Novecento fu apprezzato come meritava ed lopera
letteraria grazie alla quale attualmente Nievo pi conosciuto. Certo,
soprattutto a scuola meno letta
purtroppo rispetto ai Promessi

Sposi di Manzoni Riguardo al lato


patriottico, senzaltro nel 2011 le
celebrazioni dei 150 anni dellunit
dItalia hanno contribuito a rendere
pi nota la sua esperienza risorgimentale. Un esempio su tutti, che
intreccia le due dimensioni, per
Nievo strettamente correlate: in
occasione della ricorrenza dei 150
anni dellUnit dItalia e della sua
scomparsa, la Fondazione Ippolito
e Stanislao Nievo e il Ministero per
i Beni e le Attivit Culturali hanno
promosso un Convegno e una
Mostra a Roma, dedicata alle opere
in autografo di Ippolito Nievo; la stessa esposizione subito dopo stata
ospitata a Padova, presso i Musei
Civici. Da alcuni anni, stiamo assistendo ad una riscoperta di Nievo a
livello europeo con traduzioni de Le
Confessioni in varie lingue si pensi
che ledizione in catalano del 2008
risultata al 33 posto, tra i 50 libri
pi venduti in Spagna.
R2: Freschi del ricordo delle celebrazioni tenutesi nel corso del 2011
in tutto il nostro Paese in onore
del 150 anniversario dellUnit
dItalia, verrebbe spontaneo affermare che la figura di Ippolito Nievo,
giovane patriota garibaldino, deceduto nello stesso anno 1861 mentre
inseguiva ed era in procinto di realizzare il suo sogno, sia sempre stata

oltremodo conosciuta e valorizzata,


tanto a livello locale che nazionale.
In realt limpressione che proprio tale occasione abbia almeno in
parte restituito allillustre scrittore
padovano la dovuta fama, in passato non sempre riconosciutagli. Le
innumerevoli pubblicazioni sulla sua
figura di patriota e prolifico scrittore, le manifestazioni e le iniziative
organizzate, in particolare nella
nostra citt e nella nostra regione,
per celebrare lanniversario della
sua morte, hanno offerto soprattutto
ai giovani la possibilit di approfondire la conoscenza di questo
nostro eroe risorgimentale, tanto
entusiasta e appassionato quanto
affascinante e complesso. Si potrebbe dunque parlare di una sorta di
dovuto, postumo risarcimento.
R3: -Al giorno doggi la figura di
Nievo conosciuta davvero poco,
probabilmente alcuni studenti non
ne hanno neppure sentito parlare,
figurarsi chi non frequenta questa
scuola.
D: Lei personalmente ha letto la sua
opera pi celebre, le confessioni di
un italiano? Se s, per suo personale interesse o a scuola? Crede che
sia unopera valorizzata al punto
giusto allinterno del programma
scolastico?

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Magna Charta numero 1 aprile 2013


R1: Ho letto Le confessioni di un
Italiano, certo. Lho letto prima, in
minima parte, a scuola e poi per personale interesse (come dovrebbe essere per qualsiasi lettura, in realt,
e per ogni studente di ogni scuola!):
integralmente, lho letto dopo aver
avuto il tempo di dimenticare a chi
appartenesse quella pagina stupenda dellantologia delle medie, il
cui protagonista era un bambino che
provava un abbagliante piacere e
quasi uno sbigottimento di meraviglia nello scoprirsi a confondere
infinite linee azzurre e dargento,
di acqua e di cielo. Era Carlino,
il protagonista de Le Confessioni,
che scopriva il mare. Una potenza
tale, lho ritrovata sono nella corsa
disperata di Antoine Doinel, ne I
Quattrocento colpi.
A proposito della seconda domanda: per quanto Nievo sia in genere
dalle antologie considerato come
il romanziere di maggior rilievo
fra Manzoni e Verga e uno degli
interpreti pi autentici della cultura italiana negli anni cruciali tra
Risorgimento e avvio dello Stato
unitario, di fatto le poche pagine
che de Le confessioni di un Italiano
si possono leggere nelle antologie
in genere quelle relative a Carlino
che scopre il mare, o alla cucina del
castello di Fratta o al ritratto della
Pisana finiscono per assottigliarsi
quasi allinvisibilit, contornate,
come sono, dalla mole di pagine
dedicate alla narrativa romantica.
Purtroppo, ahim, come si sa, la
logica dellistruzione sembra essere,
per motivi di tempo, una logica
dellesclusione, dellaut-aut, e non
una logica additiva, dellet-et
perci in genere ci si concentra sugli

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autori maggiori o ritenuti convenzionalmente tali. Tuttavia propongo: si provi a leggere il ritratto
della Pisana e poi a confrontarlo con
quello di Lucia Mondella: la prima,
dolce e crudele, materna e ribelle,
solare e lunatica, affascinante e
inquieta, bella e spregiudicata, in
sostanza, pericolosamente moderna;
la seconda (si pensi alla sua presentazione nel secondo capitolo de
I Promessi Sposi) lesatto opposto.
Senza nulla togliere alla straordinariet del romanzo manzoniano
che amo moltissimo, se dovessimo
operare un mero confronto legato
ad una rappresentazione di genere,
non sarebbe difficile capire come
mai il Ministero abbia scelto come
testo base del biennio il secondo...
R2: Anche nel mondo della scuola,
infatti, Nievo e le sue Confessioni
non sono mai stati adeguatamente
valorizzati, io credo sostanzialmente per lampiezza dei programmi previsti per gli ultimi anni del
ciclo superiore, che portano inevitabilmente i docenti ad attuare delle
scelte, scelte che, nel caso specifico,
inducono troppo spesso a sacricare lopera dello scrittore padovano a favore del nostro Romanzo
per eccellenza, I Promessi Sposi, e
della immane, talvolta quasi ingombrante figura di Alessandro Manzoni. Penso che in questo continuo
confronto, nel merito del quale in
questa sede non certo il caso di
entrare, stia la causa pi evidente
di un certo misconoscimento piuttosto diffuso del primo rispetto al
secondo.
Io stessa, nel corso dei miei studi
liceali, conobbi la figura di Nievo
in maniera che definirei frettolosa

e superficiale e lessi solo qualche


estratto della suo romanzo, che
mi restitu lidea di unopera piuttosto frammentaria e disarticolata,
quando disarticolato e frammentario era invece lapproccio. Solo
dopo molti anni e per mia curiosit
personale, ho intrapreso la lettura integrale delle Confessioni,
rimanendone sorpresa, affascinata
e assolutamente coinvolta.
R3:-Lessi per interesse personale
lopera di Nievo, nonostante questa
non mi sia piaciuta molto. Le
confessioni di un italiano per
viene veramente poco valorizzata
nel programma scolastico, alcuni
professori non laffrontano neppure.
D: Inoltre, nella persona di Nievo
convergono valori in ambito di
impegno politico che vengono poi
espressi nelle Confessioni. Quanto
ritiene che il messaggio di Nievo sia
attuale e attuabile nella societ e
realt di oggi?
E in che modo pensa che Nievo, o
Carlino, possano essere da esempio
per i giovani?
R1: Lanziano narratore de Le confessioni di un Italiano, Carlino Altoviti, racconta retrospettivamente la
propria vita a partire dallinfanzia,
fino al raggiungimento dellet
adulta, in uno schema tipico del
romanzo di formazione. Le vicende
che Carlino vive da adulto sono
rievocate secondo una duplice
direttiva: una affettiva e una storico
politica: nella formula del celeberrimo incipit del romanzo - Io
nacqui Veneziano ai 18 ottobre 1775
[] e morr per la grazia di Dio
Italiano- non solo sono segnalati
i limiti cronologici del racconto (la
grande stagione risorgimentale),

Magna Charta numero 1 aprile 2013


ma soprattutto indicata la convergenza tra vicenda individuale e
storia collettiva, che il tratto pi
originale delle Confessioni, anche
rispetto al precedente manzoniano.
Le peripezie personali del protagonista si intrecciano infatti ai grandi
avvenimenti che segnano la storia
italiana tra rivoluzione francese e
lotta per lindipendenza nazionale.
A differenza di Carlino Altoviti,
Nievo morir non ancora italiano
(morir il 4 marzo 61; il 17 marzo
viene proclamato il regno dItalia),
ma la sua vita ugualmente impegnata politicamente e scandita dalla
partecipazione ai maggiori eventi
che porteranno allUnit dItalia:
partecipa alla prima guerra di
Indipendenza del 48, termina gli
studi giuridici nel 1855 proprio
allUniversit di Padova, allepoca
covo di sentimenti patriottici e
ideali liberali, nel 1859 si arruola
volontario nei Cacciatori delle Alpi
a seguito di Garibaldi, lo stesso
anno dellarmistizio di Villafranca,
quando il Veneto resta agli Austriaci. Sempre lo stesso anno concepisce
un breve trattato, Rivoluzione politica e Rivoluzione nazionale, in cui
si interroga sul carattere elitario del
risorgimento italiano. E senzaltro
il padovano pi illustre che nel 1860
sbarca a Marsala con Garibaldi, che
lo nomina Preposto allIntendenza.
Tornato al nord a fine anno e
rientrato in Sicilia ai primi del 61,
proprio durante il viaggio di ritorno
dalla Sicilia, nella notte tra il 4 e
il 5 marzo 1861, trov la morte, nel
naufragio avvenuto al largo della
costa sorrentina del vapore Ercole
sul quale viaggiava.
Quella di Nievo, come quella di

Carlo Altoviti, fu una vita di impegno civile, vissuta allinsegna di un


ideale di appartenenza intelligente,
nel senso etimologico del termine
inter-legere: la ricerca dellunit
politica della Nazione, che oggi a
152 anni di distanza, esiste, pur nel
suo anzi, grazie al suo - incontenibile pluralismo.
Il punto della questione, perci, a
mio parere, non se il messaggio di Carlino e il messaggio di
Nievo siano attuali: il problema
se lo siamo noi rispetto a loro. Loro
lo sono sempre, basta leggerli, noi
non sempre: basta sottoporci alla
stessa prova per scoprirci talora non
allaltezza.
Eppure, se vero che la memoria
agisce davvero, etimologicamente e
simbolicamente, come monumento
e ammonimento, la tensione verso
lunit, fin dai tempi del celebre
mito delle due met di Platone,
un paradigma individuale e collettivo che accompagna ogni uomo
e che accompagna ogni giovane.
Una volta trovata ununit ce ne
sar sempre unaltra da ricercare,
in base a sempre nuove forme di
appartenenza, al di l di localismi
particolaristici: ciascuno di noi,
in fondo, per parafrasare NievoAltoviti, nasce qualcosa e morir
qualcosaltro: limportante che
in mezzo ci sia passione, pazienza,
costanza, convinzione, impegno,
aderenza tra parole e azioni, vita.
R2: La vita del protagonista, Carlo
Altoviti Ippolito Nievo, lo specchio della grande storia e in questo
senso essa si carica di un valore
assolutamente esemplare: il percorso di formazione individuale e
la crescita umana e sentimentale

si affiancano alla formazione


politica e culturale del cittadino e
della nazione. Valori umani, civili
e politici, in primis lamore per la
vita e lanelito alla libert politica,
ci vengono trasmessi con la passione, lentusiasmo e la freschezza
che sono da sempre patrimonio dei
giovani.
Quasi superfluo, alla luce di quanto
detto, sottolineare lattualit del
messaggio e dellesempio fornitici
da Nievo. Viviamo in unepoca di
disaffezione rispetto alla politica,
di sfiducia e smarrimento, di oblio
dei pi alti valori civili e morali che
devono necessariamente costituire
le fondamenta di un Paese degno
di questo nome. Apolitica, antipolitica, disimpegno sono termini
dai quali a mio parere noi tutti, ma
i giovani in particolare, dobbiamo
rifuggere, non fosse altro che per
onorare la memoria di coloro che ci
hanno preceduto e che, con il loro
sacrificio, questo Paese lo hanno
voluto e ce lo hanno affidato. Nievo
insegna la fiducia, la tenacia, la
strenua volont di riprendere in
mano le redini della propria vita,
nonch del nostro destino, individuale e collettivo. La storia di
questi giorni ci dimostra che siamo
di fronte a cambiamenti epocali
che peccato sarebbe chiamarsene
fuori.lui di certo non lo fece!
R3:-Probabilmente il pensiero di
Nievo abbastanza attuale nella
societ doggi, vedendo anche la
situazione italiana. Il suo messaggio trasmette ai giovani limpegno e
la partecipazione che a loro manca.

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Magna Charta numero 1 aprile 2013

Cari nievini, vi racconto Ippolito

Cera una volta il giovane Nievo, dal nome di Ippolito, che nacque proprio qui a Padova, il 30 novembre 1831. Per quanto
riguarda la morte, le circostanze in cui questa avvenne sono bizzarre quasi quanto il suo nome. Se infatti provate a cercare
la sua biografia, per il luogo dove mor indicato mar Tirreno, 4 Marzo 1861. Da queste informazioni possiamo dedurre
tre cose assai interessanti:
1. Il povero Ippolito mor in circostanze misteriose proprio nel mar Tirreno. Avendo partecipato alla spedizione dei Mille e
incaricato di portare dalla Sicilia alcuni documenti amministrativi circa la spedizione stessa, durante la navigazione da
Palermo a Napoli trov la morte in un naufragio. E sappiamo che n cadaveri n relitti dellimbarcazione furono ritrovati.
2. Se con un leggero sforzo matematico calcoliamo let a cui morto il risultato sar 30. A trentanni questo giovane perse
la vita, un novellino. Eppure altro che un trentenne di oggi, Ippolito aveva gi vissuto una vita ricca dei pi svariati avvenimenti: studi anche lui al Liceo, ebbe due storie damore, con la sua amata Matilde e poi con Bice, cos come si innamor delle
ideologie democratiche di Mazzini e Cattaneo, tanto che intraprese una vera e propria politica attiva partecipando a varie
insurrezioni, prima fra tutte quella di Mantova ma poi anche a Livorno contro gli Austriaci, fino a diventare uno dei Mille.
Inoltre si impegn in una vasta produzione letteraria che comprende lettere alle sue amanti, romanzi come il suo capolavoro
Le confessioni di un italiano e tanto altro. Lavor anche come pubblicista, sempre circa largomento politico, collaborando con molte riviste.
3. Proprio perch il suo era un animo completamente persuaso da un profondo amor patrio, proprio perch si impegn con
tutto se stesso per far nascere la nostra Italia, non possiamo non notare lanno in cui mor: 1861. Ci dice qualcosa? Ebbene
s, proprio lanno dellunificazione. Ma andiamo a vedere bene il giorno della sua morte: 4 Marzo. Di nuovo ebbene s, mor
esattamente 11 giorni prima delleffettiva unificazione. Mi viene da dire, che sfortunato! In ogni caso che sia stato presente o
no quel fatidico 15 Marzo, se questa Italia oggi lo Stato che tutti conosciamo, anche merito suo.
Pertanto, evitando di essere prolissi, ecco perch il nostro liceo porta il suo nome. Perch Ippolito non fu un giovane qualunque ed giusto che proprio noi, che ci definiamo Nievini (senza forse la completa consapevolezza di cosa questo nome si porti
con s) conosciamo la sua storia.
Francesca Marani

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Magna Charta numero 1 aprile 2013

Interviste ai professori sul liceo Nievo

R1: Professoressa Rita Spadavecchia


R2: Professore (in pensione) Giuseppe Zamarin

D: Da quanto insegna al Nievo?


R1: Insegno qui dallanno scolastico
87-88, quindi sono 26 anni.
R2: Per 26 anni: dallautunno 1985
allautunno 2011.
D: E cambiato qualcosa allinterno del
Liceo nellarco di questi anni?
R1: Chiaramente sono cambiate molte
cose, sia per la scuola italiana, che ha
vissuto una perdita di importanza come
istituzione nella societ, sia per il Nievo
in particolare. Il cambiamento pi importante secondo me, derivato da una
scommessa del Dipartimento di Lettere,
stato che si raggiunto un equilibrio
fra area scientifica ed umanistica, che
ora sono ben armonizzate; quando
sono arrivata cera una netta preponderanza dellarea scientifica, ma ora
potete avere una preparazione a 360
gradi, che ha ampliato la possibilit di
scelta universitaria. Il Nievo comunque,
in questi anni di cambiamenti sociali,
storici e politici, riuscito a mantenere
unidentit precisa, quella di un liceo
con unimpostazione seria e, per certi
aspetti, tradizionale; ad esempio abbiamo messo uno sbarramento per le
scienze applicate, volendo difendere un
liceo pi tradizionale, con la fruizione
del latino.
R2: Moltissimo, dal settore logistico
a quello organizzativo, dal didatticopedagogico a quello relazionale. E
stato un quarto di secolo che, strutturalmente, ha conosciuto lautonomia
delle sedi staccate di Conselve e di

Caselle di Selvazzano (diventate rispettivamente Licei scientifici E. Mattei


e G.Galilei); sono stati risanati e
recuperati ai fini didattici importanti locali del Palazzo secentesco De Cumani, con il risanamento/recupero delle
adiacenze, che hanno messo in luce
elementi di valore archeologico, meglio
identificati nel successivo appropriato
intervento di ripristino dello scalone
nobile. Prima ancora, la trasformazione aveva interessato lintero ammezzato/sottotetto, da cui stato ricavato
il laboratorio polifunzionale di fisica,
chimica, geografia, informatica. Come
si capisce, la continua rimodulazione testimonia il ritmo incessante di
crescita del Nievo, fin dal 1923, anno
in cui divenne operante il Regio Decreto, istitutivo del nuovo ordine di scuola
superiore, a seguito della cosiddetta
Riforma Gentile. Tralasciando gli
interventididattico-pedagogici, legati
allo sviluppo della popolazione scolastica dal secondo dopoguerra e alla
introduzione della Scuola media unica
obbligatoria (anno 1963), posso dire
che il periodo da me vissuto ha conosciuto sempre pi spesso le novit, pi
sovente le originalit: variazioni
sul calendario scolastico, sullorario
delle lezioni, sulla programmazione,
possibilit di sperimentazioni, divisione
in trimestri, quadrimestri, pentametri,
sulle modalit di comunicazione delle
valutazioni alle famiglie, sulla variet
delle iniziative parascolastiche dai

viaggi/gite agli scambi culturali alle visite guidate, agli incontri con lautore
Per evitare un discorso troppo lungo,
voglio concludere senza ricordando
che i cambiamenti ricordati sono stati
accolti e introdotti dopo ampi e articolati confronti fra tutte le componenti
scolastiche; a cui voglio rivolgere la
mia gratitudine, per la comprensione e
collaborazione.
D: Lei perci crede che la scuola riesca
effettivamente a dare una buona preparazione per lUniversit?
R1: Certamente, abbiamo ragazzi che
sono andati allestero e che ci hanno
ringraziati, perch la preparazione che
d la scuola italiana pi approfondita
e critica rispetto a molte altre, anche se
poi magari difetta su altre cose.
R2: Ritengo che il Liceo scientifico,
per lunga tradizione, in generale
riuscito meglio nel suo obiettivo di
formazione/preparazione al futuro
(basterebbe scorrere i registri degli
alunni che lhanno frequentato, fin dai
primi anni, per convincerci del livello di
formazione e competenze conseguito).
Non c dubbio, tuttavia, che per diversi
aspetti il ritmo del progresso culturale,
scientifico e tecnico della nostra societ
non ha sempre trovato nella scuola il
luogo e lo strumento adeguati per una
giusta decantazione e una riflessione
critica appropriate: ladozione di nuovi
mezzi (ricordo le LIM, ma non solo)
s importante, ma occorre, secondo me,
agire ancora di pi sulla logica/dia-

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Magna Charta numero 1 aprile 2013


lettica (oltre che sui contenuti) di ogni
singola disciplina.
D: Sempre parlando dei cambiamenti
avvenuti nel corso degli anni, sono
cambiati anche gli studenti?
R1: Anche gli studenti sono cambiati,
come naturale che sia: impossibile
che un ragazzo degli anni 80 sia come
quello del 2013, e i cambiamenti sono
molto veloci, perch la societ di oggi
in rapida evoluzione, anche a causa
degli strumenti di comunicazione che
sono a nostra disposizione. Non posso
fare una distinzione in meglio e peggio,
siete solo diversi; ad esempio voi tendete
a non considerare pi lo studio come
un essenziale strumento di formazione personale, si studia perch si deve,
perch lo vogliono i genitori, per il voto..
mancano grandi e vere motivazioni
personali allo studio. Una volta si dava
per scontato che la scuola fosse la cosa
pi importante, oggi avete cos tanti interessi che portano a una dispersione di
energia. Mancano perci le motivazioni. Mi riferisco ad esempio a quello che
fanno alcuni studenti: frequentare qui
quattro anni e mezzo e poi trasferirsi in
unaltra scuola dove si pu prendere un
voto pi alto. Questo un atto per me
moralmente sbagliato, anche se in fondo vero che dal Nievo non si esce con
voti alti; siamo tirati con i voti e le presentazioni che facciamo per la maturit
non sono mai enfatizzate, come succede
in altre scuole. Ci rendiamo conto che
il voto spesso serve per entrare in una
facolt a numero chiuso, e per questo
stiamo facendo un lavoro di autocritica
e stiamo cercando di orientarci verso
una gratificazione maggiore.
R2: Essi pi di tutti e non poteva che
essere cos. Il contesto familiare, quello
sociale e culturale, quello politico e

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relazionale hanno fortemente influito,


quasi modellando, sulle scelte degli studenti, come degli insegnanti e di ogni altra componente scolastica.Per rimanere
nellambito richiesto, posso ricordare il
progressivo passaggio in molti studenti
da comportamenti partecipativi sulla
conduzione della scuola, in senso
lato, ad altri meno interessati; coglierei
una diminuita partecipazione anche
nel livello di convinzione/motivazione:
spesso mi sembrato che molti studenti
percepissero pi il peso del dovere/imposizione che la spinta del senso di quanto
avevano scelto (con ci non intendo
affermare che in passato si andasse a
scuola come ad una festa). I ragazzi,
inoltre, fanno pi fatica a impegnarsi e
a concentrarsi, a fronte di un bagaglio
di conoscenze meglio nozioni progressivamente pi ampio, ma decisamente settoriale. Forse lacquisizione
di un maggior senso critico, capace
di vagliare la realt nelle componenti
anche non immediatamente percepibili,
e soprattutto la riappropriazione dello
spazio dove il desiderio (pi del bisogno, spesso indotto) e il sogno trovino
modo di esprimersi, potranno consolidare maggiormente attese, speranze e
scelte, per una formazione pi completa.
D: Per quanto riguarda le famiglie
latteggiamento diverso?
R1: S, latteggiamento pi protettivo,
pi giustificativo: voi siete sicuramente pi fragili, perch il mondo che
vi circonda che vi rende cos, per a volte
mi chiedo se questa fragilit non sia il
prodotto anche di uneducazione troppo
protettiva. Lo spianarvi la strada vi
rende pi fragili, non vi d la possibilit
di misurarvi con voi stessi e quindi di
combattere le vostre battaglie, soffrire
e uscirne vincitori e pi forti. Latteg-

giamento delle famiglie risente poi del


fatto che a livello sociale il prestigio
della scuola e dellinsegnante si molto
abbassato e quindi a volte i genitori
sono presuntuosi.
R2: Sarebbe fin troppo facile rispondere
di s ma, personalmente, ho sempre
cercato, in parallelo, di capire le cause,
fin dove potevo, dei cambiamenti sia
delle famiglie sia dei figli. I sociologi
ci parlano di obnubilamento (se non
scomparsa) del modello, dellindebolimento della figura del padre, delloccupazione sempre pi dispotica dello
spazio personale e sociale da parte
dellimmagine, dellapparire; della
riduzione della prospettiva temporale al
qui e ora Sinceramente credo che
qualcosa o molto di ci unitamente
alla crisi finanziaria ed economica
abbia nel tempo aumentato un diffuso
senso di precariet spesso unito ad un
disorientamento fastidioso. Bisogna
daltra parte riconoscere che per i genitori non sempre facile far sintesi tra i
propri impegni e attenzioni nei confronti
del figlio e la delega alla scuola
della funzione didattica e pedagogica.
I momenti e le forme di comunicazione
scuola-famiglia dovrebbero facilitare
anche questo.
D: Come vede lavvento della digitalizzazione nel sistema scolastico?
R1: Finch linformatica uno strumento essa molto valida, quando troppo
invasiva rischia di far perdere il contatto umano, che fondamentale. Anche
per quello che riguarda il registro
elettronico ho molte riserve, perch mi
sembra una deresponsabilizzazione per
voi, che dovete rendere conto ai vostri
genitori anche di una giustificazione.
R2: Positivo e improcrastinabile. La
nuova realt, che ha fatto passi da

Magna Charta numero 1 aprile 2013


gigante in pochi decenni, stata paragonata da alcuni storici ad una nuova
rivoluzione di Gutenberg: in ogni caso,
le nuove modalit espressive, i vantaggi
nel campo dellinformazione e della creativit sono enormemente superiori a
quelli offerti dalla tradizione. Concretamente, nella nostra scuola ben vengano
le nuove tecnologie, anche se non tutte le
discipline si trovano con pari opportunit di fronte allofferta digitale; forse
nel tempo anche il ramo umanistico
potr fruirne di pi e meglio.
D: Per finire, cosa manca allinsegnante di oggi?
R1: La passione; non c un lavoro, se
non quello del medico, che richiede
come linsegnamento passione, capacit di darsi allaltro, umilt: linsegnante deve ricordarsi che ha imparato
anche lui. La vera trasmissione non
avviene solo mai a livello razionale e
intellettuale, ma sempre attraverso una
via affettiva: se non c una sollecitazio-

ne di tipo affettivo non passa linsegnamento. Il rapporto umano e la passione con cui si insegnano le cose sono
determinanti e questi due fattori oggi a
volte mancano. Spesso per arrivare ad
essere un insegnante di ruolo ci vogliono ventanni, e i professori si sfibrano, si
demotivano. Per me linsegnamento ha
seguito la mia crescita come persona,
se penso alla mia vita passata collego
ogni avvenimento importante allinsegnamento, le due cose sono andate di
pari passo. La scuola stata una delle
grandi esperienze della mia vita: il
matrimonio, le mie figlie, la scuola.
R2: La domanda, rivolta al sottoscritto,
da poco in pensione, potrebbe avere il
sapore dell In cauda venenum, e non
me la sento di sentenziare sui colleghi
o sulla classe docente in generale.
Semmai mi permetto di esprimere
unimpressione, che una certezza: gli
insegnanti, non da oggi, non hanno il
giusto riconoscimento che meritano

come professionisti qualificati (a prescindere se qualcuno non risponde completamente al dovuto). Si pu, e si deve
secondo me, ripensare lintera funzione
docente sia in quantit sia in qualit
(scansione oraria, di calendario delle
varie discipline), non fosse altro che
per sfatare, una volta per sempre, la
convinzione diffusa che linsegnante
lavora solo mezza giornata e per 9
mesi e viene pagato per 13; che cosa
vuole?. Ci sono buone pratiche in molti
Paesi europei, a cui si potrebbe guardare per migliorarci: per me questione di
volont politica, seria; in un Paese come
il nostro, con una tradizione culturale
e, segnatamente, di scuola (di ogni
ordine e grado, passando per la bottega
dellartigiano/artista) lobiettivo
delleccellenza non ci assolutamente
precluso.

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Magna Charta numero 1 aprile 2013


Interviste agli studenti sulla loro esperienza al Nievo

R1: Lorenzo Carniello V B


R2: Michele Rappazzo III G
R3: Virgina Scapolo I G
D: Perch hai scelto il Nievo?
R1: Perch cera mia sorella e
perch una scuola megafiga, pure
i piccioni hanno la permanente da
quanto figa !!!
R2: Perch era vicino casa e perch
la migliore.
R3: Perch sono comoda, abito
vicino. Ho scelto lo scientifico perch fornisce una preparazione pi
globale (inveisce contro il Tito)
D: E come te lo aspettavi?
R1: Meglio
R2: S
R3: S
D:Cosa vuoi fare quando esci?
R1: Aprire lombrello (sta piovendo), scherzi a parte vorrei fare
provare medicina.
R2: Sono ancora indeciso sinceramente...
R3: Vorrei diventare giornalista
ma con lo scientifico mi tengo molte
strade aperte...
D: Credi che il Nievo ti abbia fornito
orientamento e preparazione adatte
per luniversit?
R1: Orientamento no, ma in quanto
a preparazione nulla da dire, ottima.
R2: S, very good!
R3: Credo di S.
D: Cosa pensavi di questa scuola
prima di entrarci?
R1:La vedevo molto difficile e meno
accogliente di quanto poi risultata.
R2: Pensavo che fosse alquanto

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dura.
R3: Mio fratello era venuto qui ed
era stato bocciato quindi di certo
non pensavo fosse una passeggiata,
per questo ho scelto una sezione
semplice, una scuola tosta ma ci
sono!
D: La tua opinione cambiata
adesso?
R1: Assolutamente s, in meglio.
R2: Mi trovo decisamente meglio di
quanto pensassi.
R3: Un po meno tosta di quanto
me laspettassi, sono in una sezione
soft ma matematica comunque
dura...
D: Pensi che scegliendo questa
scuola tu abbia gi impostato il tuo
futuro?
R1: S poich la scelta di un liceo mi
ha obbligato ad un futuro di studi
universitari.
R2: S perch secondo me fornisce
una buona istruzione.
R3: S
D:Si potrebbe migliorare la situazione della nostra scuola?
R1: S
R2: S
R3: S
D: Se s con quali cambiamenti?
R1: Nei due anni nei quali sono stato
nel consiglio distituto della nostra scuola ho potuto comprendere
meglio le difficolt gestionali della
stessa e ho notato un miglioramento
tra studenti, docenti e scuola; questo

non che linizio di un processo che


spero proseguir quando io non
ci sar pi...(faccia molto triste
allidea di dover andarsene)
R2: Cercando di usufruire dei laboratori non come aule ma per il loro
scopo originale...
R3: Manca la carta igienica nei
bagni e per fare delle pratiche serve
molta burocrazia quindi spero in
una informatizzazione del sistema e
che la carta venga messa nei servizi...
D: Credi che le attivit extrascolastiche e non siano abbastanza appoggiate dalla scuola?
R1: Nonostante questanno ce ne
siano poche ci che il Nievo fa partire lo gestisce in maniera ottima.
R2: No, ero interessato al corso di
informatica (ritardato da Novembre a Gennaio) ma non mi stato
concesso laccesso...
R3: Aldil del casino iniziale di
questanno direi di s.
D: Unultima domanda, vuoi venire
a fare giornalino?
R1: No grazie anche se un ottimo
periodico scolastico senza eguali in
padova (piccola captatio benevolentiae)
R2: No.
R3: S volentieri grazie mille, ci
vediamo in redazione!

Magna Charta numero 1 aprile 2013


#Instamania, una comunicazione ad immagini?

La fotografia ti permette di fermare lattimo - diceva G.Amodio - di cogliere un istante e fermare il tempo. E
quale modo migliore di eternare un proprio frammento di esistenza se non con una pellicola ad impressione?
proprio questa la rivoluzione insita nellinvenzione della macchina fotografica, pronta in uno scatto a dare tregua
a quella frustrante sensazione di caducit del tempo, pronta ad immortalare sulla carta le sensazioni prodotte da
un paesaggio, da una persona cara, da un momento irripetibile. Vi potreste stupire se vi dicessi che dietro ad ogni
fotografia vi una potenziale opera darte, ma basti pensare alla non intenzionale genialit di chi osservava i Beatles attraversare Abbey Road o alla sensazione di onnipotenza nellimmortalare per la prima volta la terra dalla
luna, per capire quanto ancora oggi una fotografia possa farci emozionare, ricordare o immaginare. Sicuramente la sapeva lunga chi ha inventato la prima digital camera, portando cos gli scatti a disposizione di tutti in
qualsiasi momento, e sicuramente la sapevano altrettanto lunga Kevin Systrom e Mike Krieger decidendo di fare
della fotografia uno strumento di comunicazione accessibile da cellulari e condivisibile globalmente. Nasce cos
Instagram, il primo social network che promette di rivoluzionare il modo di comunicare attraverso il world wide
web. E se la vostra colazione vi apparir particolarmente fotogenica, se vi trovate di fronte ad uno di quei tramonti
mozzafiato, se avete voglia di condividere le vostre immagini pi disparate con il resto del mondo, non vi servono
che un paio di click dal vostro cellulare ovunque voi siate. Non c da sorprendersi se la trattativa per lacquisto
da parte di Facebook, il social network di gran lunga pi in voga al momento, venuta a costare al suo fondatore
ben 741 milioni di dollari, la app infatti pu gi festeggiare 40 milioni di iscritti a solo tre anni dalla sua invenzione. Ed cos che la mania di instagram ha fatto il giro del mondo, tra ragazzi e adulti, tra fotogra amatoriali
e professionisti, accomunati dal desiderio di esprimere visualmente le proprie emozioni, sostituendo alle parole le
immagini, le prospettive, i colori. Nonostante ci, come daltra parte in tutto quello che ci circonda, resta sempre il
pericolo di poter cadere nellesagerazione, farsi prendere la mano, cominciare a confondere - per citare Calvino
- il fotografare tutto ci che bello con il rendere tutto bello per fotografarlo, o meglio, condividerlo. il caso dei
turisti giapponesi, per fare un esempio banale, il caso di chi fotografa tazzine da caffe, pavimenti, insignificanti
oggetti per strada quasi come se con uno scatto volesse farli diventare belli. Ed qui che ci che voleva essere unico
e irripetibile rischia di diventare banale e scontato. Viene da domandarsi a questo punto quale sar il futuro di
Instagram, se originale modo di esprimersi o banale escamotage per sembrare artista piuttosto che esserlo; ma
dietro a questo c un altra storia, o meglio, un altro scatto.
Filippo Bertamini

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Oroscopo
Ariete: lAriete un segno cornuto, uomini e donne statene
alla larga. Ai ragazzi consigliabile depilarsi di gioved.
Vergine: state lontani dal
Leoni. Prima di andare
a letto lavatevi i denti, le
carie sono in agguato.
Cancro: il coraggio e
la autodeterminazione
sono la sua forza! Il 4
e mezzo in matematica porta bene.

Leone: altro che leone, il


ruggito del coniglio! Attenti a non figliare troppo.

Gemelli: troppi interessi lasciati per aria. Buttatevi da una


scogliera senza paracadute
appena possibile.

Scorpione: utilizzate nella


vita la stessa foga che mettete
a letto. Ricordatevi che non
una gara di velocit.

Acquario: il pesce palla rimbalza schizzando lo specchio


del salotto. Mangiate verze!

Bilancia: il
centro estetico
manicomiale vi
aspetta. Valenti
pensa ai cacchi
tuoi!

Sagittario: fidarsi
bene e non fidarsi
Pesci: lasciate perdere
meglio. Se sognate
push-up e rotoloni Recapitoni, occhio ad at- gina si VEDE!
traversare la strada.
Toro: quando si impunta finita: premunitevi
di muleta. Iniziate da
ora a mangiare lenticchie in previsione del
prossimo capodanno.

Capricorno: se dovete
concludere un affare,
investite i pulcini. Un
pio-pio festante vi
preceder!

Perle
Parte un cellulare con la suoneria Whistle, tutti ridono. Prof. Sorio: Ragazzi non fatevi distrarre dal primo
che passa per la strada fischiettando
Bertola: Non sono mica cos stupidi i latini, sono molto pi intelidioti
Pillepich: ...Se uno inciampa in un osso di formica
Pignatelli sulle tangenti: Ed uno inizia subito a capire che questo esercizio un bagno di sangue
Pignatelli: Se prendete una parabola e la inclinate, lequazione diventa una bolgia
Alunno: Un punto perpendicolare al fuoco
Pignatelli: Un punto perpendicolare ad un altro punto non lho mai visto
Sorio: Non posso dire che lessere non , altrimenti il pensiero si suicida
Alunno: Due punti che intersecano...
Pignatelli: I punti non intersecato in genere

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10 motivi per NON fare sport


Tu, sportivo, che ogni giorno fatichi credendo di fare la cosa giusta: preparati a ricrederti e a seguire il grande principio del
DLC: Divano, Letto, Cucina.
Ecco le 10 ragioni per cui cambierai le tue abitudini:
1) PERCHE GRASSO E BELLO:
Chi potrebbe resistere ad una ragazza formosa o a un ragazzo con la cosiddetta pancetta?
2) PERCHE ALLENARSI PROVOCA LACIDO LATTICO:
Quando alle 8 di mattina devi fare ben tre rampe di scale per arrivare in classe potresti pentirti di esserti allenato il giorno
prima!
3) IL TUO TEMPO PUO ESSERE SPESO IN MODI MIGLIORI:
Dormire, mangiare, giocare alla play, leggere, guardare la TV, studiare..
4) PERCHE I MUSCOLI NON VANNO PIU DI MODA:
Se non lo sapevate, il genere del palestrato non pi in cima alla lista dei pi cool.
5) PER LA FINE DEL MONDO:
Come ben sanno gli Apocalittici, la fine del mondo vicina: risparmiate la vostra scorta di calorie, ben presto ne avrete bisogno!
6) ESISTE LA PLAY STATION PER UN MOTIVO:
Perch praticare uno sport se si possono provare le stesse emozioni senza una goccia di sudore, stando comodamente seduti
sulla propria poltrona?
7) PER DIMINUIRE IL RISCALDAMENTO GLOBALE:
Non avete idea di quanta energia termica venga liberata dai vostri corpi ogni volta che vi allenate! Insomma, siate pi ecologisti!
8) PER LE ENDORFINE:
Esistono modi pi interessanti per stimolare la produzione dellormone della felicit.. non pensate male, parlo della cioccolata! Giuro!
9) PER LA VOSTRA VECCHIAIA:
Come noto, tutti gli sportivi da anziani hanno male ai legamenti!
10) ANCHE I MOBILI HANNO SENTIMENTI:
Non vorrete mica abbandonare il vostro divano: anche lui prova nostalgia!
Sara Cavagnis

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10 motivi per fare sport


Tu che giaci inflaccidito sul tuo divano, la tua vita sta per cambiare. Ecco le dieci ragioni che ti convinceranno senza alcun
dubbio a praticare del sanissimo sport (e a non ascoltare mai i discorsi della Sara).
1. AUMENTARE LA TUA AUTOSTIMA:
Raggiungere i tuoi obiettivi a prezzo di fatica e sforzi la migliore iniezione di fiducia in assoluto. Potrai imparare perfino
landatura fiera e baldanzosa del vero sportivo.
2. CURARE IL TUO FISICO:
Ogni reticolato di addominali o tonico lato B che si rispetti sfornato nientemeno che da un costante impegno sportivo.
3. DORMIRE MEGLIO:
Addio insonnia, addio pensieri che frullano in testa come fastidiose api ronzanti. Alla sola vista del letto piomberai nel
sonno pi profondo e avvolgente.
4. MENS SANA IN CORPORE SANO:
Lunico due in uno senza truffa. Probabilmente anche lunica frase che ricorderai in latino quando avrai bisogno di una
scusa per uscire.
5. SFOGARSI:
Lalternativa migliore rispetto a pugni contro il muro, mitragliate di parolacce, diluvi di lacrime, per digerire ogni lite,
dispiacere, delusione, stress.
6. SOCIALIZZARE:
La squadra quasi una grande famiglia, insuperabile per unione e coesione, in cui si condividono ansie, tensioni, difficolt,
sogni, e si spera anche un uso diligente del deodorante.
7. MANGIARE DI PIU:
Potrai finalmente immergere corpo e anima in enormi barattoli di Nutella senza essere divorato dai sensi di colpa.
8. RISULTATI SCOLASTICI MIGLIORI:
Uno studio svedese (a opera di Maria A.I.Aberg, dellIstituto di Neuroscienze e Fisiologia dellUniversit di Goteborg)
dimostra chiaramente che lattivit fisica ha ricadute positive sul rendimento scolastico: provare per credere.
9. NON ROVINARE IL DIVANO:
Giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese, il solco lasciato sui cuscini del divano dal tuo deretano,
flaccido antisportivo, diviene sempre pi marcato. Il terrore di ogni suppellettile. Salva un divano e alzati, puoi fare la differenza.
10. CONOSCERE SE STESSI:
lo sport metter a nudo ogni tuo limite, paura, debolezza, ma far emergere anche le tue capacit e talenti. Tutti i sacrifici e
gli ostacoli superati con tenacia e determinazione ti permetteranno di gustare pienamente ogni conquista, in una fondamentale e insostituibile scuola di vita.
Giulia Guardi

Una promessa sportiva. Un vanto per il Nievo!!


Virginia Morassutti, IV G Liceo Nievo, ha partecipato ai campionati italiani di atletica al Palaindoor di Ancona nei giorni 23-24 Febbraio. Dopo un infortunio alla caviglia, che le ha fatto perdere un mese di preparazione invernale, arrivata seconda
nella categoria Juniores (94/95), nonostante fosse la pi giovane tra i partecipanti.
Campionessa uscente dellanno scorso, una vittoriosa questanno!
La professoressa di lettere lieta partecipa.

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