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Il Rifugio

Ken Mc Leod

Che cos’è il Rifugio?

Lo scopo della pratica buddhista è quello di porre fine alla sofferenza.


Un rifugio è un luogo dove stare per essere liberi dal pericolo, dalla
paura e dalla sofferenza. Nel Buddhismo, il Rifugio è una metafora che
indica la consapevolezza o la presenza. E’ un ricordo dell’orientamento
di base della pratica, cioè che la fine della sofferenza si ottiene
essendo presenti e consapevoli.

Un altro modo di considerare il Rifugio è quello in cui si diventa dei


profughi. Un profugo è qualcuno che lascia la terra natale perchè la
vita non è più sostenibile. Quando si prende Rifugio, si riconosce che
la vita basata sui patterns dell’abitudine non è più sostenibile.
Si è pronti a entrare nel mistero e a contare sulla consapevolezza,
dovunque essa conduca.

Chi prende Rifugio?

La persona che cerca di porre fine alla sofferenza prende Rifugio.

Il Rifugio si esprime attraverso una semplice formula, da ripetere


almeno tre volte:

Prendo Rifugio nel Buddha


Prendo Rifugio nel Dharma
Prendo Rifugio nel Sangha
Il Rifugio può essere espresso anche come un voto.
Nella cerimonia officiata dal maestro, lo studente riconosce
formalmente la consapevolezza (nella figura del Buddha) come suo
principale orientamento nella vita.
Infine, il Rifugio è la conoscenza diretta in cui l’esperienza sorge come
movimento della mente senza che i processi della reazione e della
sofferenza abbiano più luogo.

In che cosa si prende Rifugio?

Si prende Rifugio nei Tre Gioielli: il Buddha, il Dharma e il Sangha.

I Tre Gioielli possono essere compresi a diversi livelli:

- come risorse esterne (Rifugio esterno)


- come comprensioni interiori (Rifugio interno)
- come esperienza diretta di ciò che è (Rifugio segreto)

BUDDHA DHARMA SANGHA


RISORSE
ESTERNE L’INSEGNANTE LA VIA LE GUIDE

COMPRENSIONI ESSERE COMPRENDERE FARE USO


INTERIORI CONSAPEVOLI ESPERENZIALMENTE DELL’ESPERIENZA

ESPERIENZA ESPERIENZA
DIRETTA VACUITA’ CHIAREZZA INCESSANTE
Il Rifugio come risorse esterne (Rifugio esterno)

Buddha: colui che indica la via

Il Rifugio nel Buddha significa prendere Rifugio in Buddha


Shakyamuni, il buddha storico. Senza il suo esempio, non avremmo
questa tradizione di insegnamenti e di pratica. E’ colui che ha
mostrato la via. E’ stato un essere umano che, spinto dalla questione
della sofferenza, della morte e della pace suprema, giunse ad una
comprensione al di là dell’intelletto, che ora chiamiamo risveglio.
Egli ha mostrato che ciò poteva essere realizzato, ed ha insegnato il
modo. Prendere Rifugio in Buddha Shakyamuni significa considerarlo
come maestro, come la persona che ha mostrato la via, non come un
essere divino o un profeta.

Dharma: la via

Il Dharma è l’insieme di insegnamenti che sono arrivati a noi


attraverso i secoli: gli insegnamenti di Buddha Shakyamuni, i sutra e i
tantra, i commentari composti dai maestri successivi, e tutti i testi, le
istruzioni orali, le linee guida, etc. Tutto questo è chiamato il Dharma
delle istruzioni. Prendere Rifugio nel Dharma è affidarsi a questo
corpo di insegnamenti come istruzione e guida sul sentiero del
risveglio.

Sangha: le guide

Il Sangha, tradizionalmente parlando, è costituito da quelle persone


che hanno preso l’ordinamento monastico e dedicano la loro vita al
sentiero del risveglio. Storicamente, esse hanno costituito il modello
di comportamento risvegliato. Il sangha monastico ha trasmesso
fedelmente l’insegnamento e la pratica del risveglio attraverso le
generazioni.
Fondamentalmente, il Sangha consiste nelle persone che condividono
la stessa intenzione e stanno compiendo lo stesso percorso. In
occidente, il termine sangha è spesso usato non correttamente per
riferirsi ad una particolare comunità di praticanti facenti capo ad un
determinato insegnante. In realtà c’è un solo Sangha, quello
composto da tutti coloro che seguono gli insegnamenti del Buddha.
Lo scopo della pratica non è quello di creare una comunità. Il Sangha
è molto di più di una compagnia. Possiamo dare e ricevere supporto e
guida gli uni con gli altri, ma la nostra pratica e il nostro benessere
non diventano dipendenti da questo.

Il Rifugio come comprensioni interiori (Rifugio interno)

Buddha: essere consapevoli

Buddha significa risvegliato: il sonno dell’ignoranza è spazzato via e


tutte le qualità sono pienamente sviluppate. Prendere Rifugio nel
buddha significa riconoscere e accettare che la pace può essere
trovata solo nella nostra mente, nella vuota, chiara consapevolezza
che è la nostra eredità in quanto umani. Nessun riferimento esterno,
sia esso denaro, potere, relazioni, benessere fisico, capacità
intellettuali, artistiche, psichiche possono liberare da una mente
disturbata.

Dharma: comprendere esperenzialmente

Il Dharma è la conoscenza della compassione, dell’impermanenza,


dell’assenza di un io, della vacuità, etc. in noi stessi. Non ci sono
concetti teorici, ma solo qualità da conoscere tramite l’esperienza. Le
istruzioni del Dharma esterno rimangono semplici parole finchè non
sono comprese internamente attraverso l’esperienza.

Sangha: fare uso dell’esperienza

Il Sangha è fare uso di tutto ciò che deriva dall’esperienza per


coltivare, sviluppare, ed approfondire la comprensione
dell’impermanenza, della compassione e della vacuità. Prendere
Rifugio nel Sangha come comprensione interiore significa
abbandonare ogni resistenza all’esperienza.
Il Rifugio come esperienza diretta (Rifugio segreto)

Buddha: vacuità

La mente stessa, la natura di buddha, è vuota, chiara, incessante


consapevolezza. Quando si sperimenta che la mente è vuota, priva di
esistenza intrinseca, si prende rifugio nel buddha.

Dharma: chiarezza

Prendere Rifugio nel Dharma è sperimentare la chiarezza della


consapevolezza stessa, una chiarezza che non viene da nessuna
parte, non va da nessuna parte e non è in nessun luogo.

Sangha: esperienza incessante

Quando l’esperienza insorge e scompare liberamente, senza


restrizioni, senza controllo o sforzo, si prende Rifugio nel Sangha.

Il Rifugio Vajrayana: le Tre Radici

Nella tradizione Vajrayana, si prende Rifugio anche nelle Tre Radici.


Come I Tre Gioielli, anche le Tre Radici operano su livelli multipli.

Lama o guru: la radice dell’energia

Il guru è il contatto umano con la mente risvegliata. L’energia del


guru è ispiratrice, stimolante e di supporto. In presenza del guru si
percepisce direttamente l’effetto della mente risvegliata. La sua
presenza risveglia qualcosa, un senso dell’essere differente dalla
modalità di funzionamento della personalità basata sulle abitudini.
Il riconoscimento esplicito di questa possibilità è l’essenza della
trasmissione. Quando essa ci è chiara, è difficile non percorrere il
sentiero. Rifugio nel guru significa non solo nel guru personale, ma in
tutti i guru appartenenti al lineage della trasmissione, dato che
ciascuno di essi gioca un ruolo nel risveglio del proprio potenziale.
Con l’approfondirsi del riconoscimento della natura della mente, il
Rifugio nel guru diventa prendere Rifugio nella natura della mente, la
propria mente è il guru.

Yidam: la radice del conseguimento

Gli yidam, le divinità di meditazione, sono espressioni della mente


risvegliata. Nella pratica meditativa, ci si identifica con una particolare
espressione: compassione risvegliata (Avalokiteshvara), per esempio,
o purezza risvegliata (Vajrasattva). Riorganizzando la propria
esperienza del mondo e di ciò che si è attorno a questa espressione di
risveglio, i nodi dell’abitudine e della confusione si sciolgono. Si cessa
realmente di essere sè stessi e si diventa l’yidam, con tutti i suoi
ottenimenti, capacità e qualità. Così, l’yidam è la radice del
conseguimento della conoscenza e della capacità di vivere risvegliati.
Protettori: la radice dell’attività

I protettori sono ulteriori espressioni della mente risvegliata, di come


la propria esperienza del risveglio si manifesta nel mondo circostante.
Con la pratica, la condizione risvegliata si manifesta nel ricordarci di
esserlo. Il gioco incessante del risveglio crea le condizioni che
supportano la pratica. Allo stesso tempo, allontana le condizioni che
limitano lo sforzo di rsvegliarsi. L’attività può essere molto diretta ed
efficace, oppure molto subdola ed apparentemente scollegata.
Tuttavia, più messaggi si perdono e più forti essi diventano. Di
conseguenza, questa manifestazione della mente risvegliata è spesso
raffigurata in forme irate che rappresentano il suo terribile potere e
l’immediatezza dell’intuizione quando si manifesta direttamente nel
proprio mondo.
Perchè prendere Rifugio?

Il Rifugio si basa su tre qualità:

rinuncia
orientamento
determinazione

Rinuncia è la qualità dell’essere stanchi della mancanza di significato


della vita, il senso che qualcosa manca. Può manifestarsi come un
senso di essere una non persona, un senso di incompletezza, di
fallimento, di separazione o alienazione. Qualsiasi forma essa assuma,
diventa così forte che non la si può più ignorare e si desidera cercare
altri modi di essere.

Orientamento significa che si riconosce che l’unica alternativa


possibile è la chiarezza e l’apertura della stessa mente. Rifugiarsi in
qualsiasi altra cosa sarebbe inutile. Denaro, potere, bellezza,
educazione, etc. non possono portare pace e significato alla vita.
Questa comprensione e il conseguente cambio di direzione porta al
prendere Rifugio.

Determinatione significa fede e convinzione nel perseguire questa


alternativa. Fede è la volontà di aprirsi a qualsiasi cosa insorga
nell’esperienza. Si è desiderosi di aprirsi all’insoddisfazione che si sta
sperimentando e di andare dovunque essa conduca. Prendere Rifugio
richiederà, alla fine, che si abbandonino tutti gli aspetti della propria
vita basati sull’abitudine.

La Grande Via non è difficile


per coloro che non sono attaccati alle loro preferenze.
Abbandonando attaccamenti ed avversioni,
tutto sarà perfettamente chiaro.

Seng-Tsan
Rifugio e Buddhismo

Devo prendere il voto del Rifugio per praticare il Buddhismo?


Quando si pratica il Buddhismo, si prende Rifugio. Formalizzare il
proprio impegno nel Rifugio mediante la cerimonia del voto è una
libera scelta. Tuttavia molte persone trovano che prendere il voto
rafforza la loro otivazione e la loro pratica.

Qual’è il significato e lo scopo del voto?


Prendere il voto del Rifugio significa che si vuole continuare a
prendere Rifugio nei Tre Gioielli fino al risveglio, cioè fino alla
originazione in se stessi della comprensione esperenziale dei Tre
Gioielli stessi. Nel voto, si esprime anche l’intenzione di risvegliarsi
per poter essere d’aiuto agli altri nella liberazione dalla sofferenza.

Quali sono gli impegni che si prendono con il voto?


Gli impegni del voto del Rifugio si dividono in:

Tre attività da cessare


Tre attività da sviluppare
Tre punti generici

1. Tre attività da cessare


Prendere rifugio negli ottenimenti mondani
Si smette di guardare a tutto ciò che non sia la aperta e chiara
consapevolezza della propria mente come fonte di definitiva sicurezza
e pace (denaro, fama, benessere fisico, relazioni, potere, abilità
magiche, stati di beatitudine o chiarezza, etc.).

Danneggiare altri esseri


L’idea fondamentale qui è l’intento. Il punto essenziale è quello di non
danneggiare intenzionalmente gli esseri per quanto possibile. Dove
questo sia chiaramente necessario per motivi di salute, nutrizionali o
altre ragioni, si fa quello che si deve con piena consapevolezza e
accettazione della propria responsabilità.
Associarsi a persone non spirituali
L’essenza di questo punto è di riconoscere il fatto che, avendo preso
Rifugio, il proprio orientamento di base nella vita è cambiato. Si è
internamente impegnati alla coltivazione della consapevolezza o
natura di buddha, e così i propri scopi ed intererssi sono
significativamente diversi da quelli di chi pone per esempio sopra ogni
cosa il denaro. Così, mentre si possono fare affari e intrattenere
amicizie con tali persone, non si deve permettere che la loro
prospettiva influenzi ciò che è il nucleo della propria vita.

2. Tre attività da sviluppare

Onorare il Buddha
Tutte le rappresentazioni del Buddha ricordano istantaneamente ciò
che ha significato. Così, è appropriato trattarle con il dovuto rispetto e
considerazione.

Confidare nel Dharma


Confidare nel Dharma è di sostegno nella pratica. La vera fiducia
sorge quando si conosce il Dharma attraverso la propria esperienza.

Rispettare e sostenere il Sangha


Onorare, rispettare e supportare coloro che hanno preso l’ordinazione
monastica indipendentemente dal loro livello e dalla loro natura. Il
sangha monastico ha mantenuto la continuità del Buddhismo
attraverso i secoli e continuerà ad avere un ruolo centrale nel
mantenimento delle trasmissioni, dei rituali, dell’apprendimento e di
altri elementi fondamentali. Inoltre si deve onorare, rispettare e
supportare coloro dai quali si riceve guida ed istruzione. Molte delle
persone da cui impariamo vivono vite normali. Questa ordinarietà non
sminuisce in alcun modo il loro valore. L’insegnante in forma umana è
il più importante, perchè è il tramite con gli insegnamenti e il sentiero
della pratica.
3. Tre punti generici

Offerte e rispetto per i Tre Gioielli


La forma in cui si manifesta questo punto è una questione di
inclinazione personale. Organizzare un piccolo altare in casa è
sicuramente meritorio. Altrettanto importante è riflettere
giornalmente sul Rifugio e sul ruolo che i Tre Gioielli hanno assunto
nella propria vita. Fare offerte monetarie o di altro genere, come
anche esprimere fisicamente il proprio rispetto con le prostrazioni,
sono anche punti importanti; essi impediscono il consolidamento di
patterns più o meno subdoli di orgoglio ed attaccamento.

Ripetere il voto giornalmente


Il punto più importante del Rifugio è quello di non dimenticare che si è
preso questo impegno di fronte all’insegnante. Il voto serve a
ricordare che si è preso il risveglio spirituale come scopo della propria
vita.

Lavorare con gli amici spirituali e seguire la via del Dharma


Questi sono punti pratici. Ogni insegnante ha le proprie idee, ma il
punto chiave è che il rifugio è una parte del sentiero, piuttosto che un
entusiastica risposta ad un impulso iniziale.