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il “Fronimo’” rivista trimestrale di chitarra e liuto diretta da Ruggero Chiesa Incontri Parte seconda: ing for Guitar Manuel de Falla ¢ la chitatra di Angelo Gi- Manuel de Falla and the Guitar by Angelo lardino 27 Gilardino Storia della letteratura del liuto e della chi- History of the Literature of the Lute and tarra di Ruggero Chiesa Guitar by Ruggero Chiesa LITL, Tl Cinguecento LIL The Sixteenth Century ‘Alonso Mudazra 36 Alonso Mudarra Discografia di Fernando Sor secondo il nu- Recordings of Fernando Sor Arranged by mero dopera di Pietro Fancini e Nicolet- Opus Number by Pietro Fancini e Nico- 1a Caselli 40 detta Caselli Idee a confronto 51 Exchange of Ideas and Opinions Corsi e concorsi internazionali 56 International Courses and Competitions Recensioni Reviews Masica 59 Masie Dischi 61 Records I concerti in Italia 62 Concerts in Italy La bottega della chitarra 63 Guitar Shop Encounters Intervista a Leif Christensen di Ruggero Interview with Leif Christensen by Ruggero Chiesa 3 Chiesa ‘Wenzeslaus Thomas Matiegka di Francesco Wenzeslaus Thomas Matiegka by Francesco Gorio Gorio Le caratteristiche strumen Part Two: Aspects of bis Instrumental Writ wali 7 | DIRETTORE RESPONSABILE: RUGGERO CHIESA REDATTORE CAPO: SILVIO CERUITI SEGRETARIA DI REDAZIONE: PAOLA MAZZINE DIREZIONE, AMMINISTRAZIONE E PUBBLICITA’: EDIZIONI SUVINT ZERBONI 20138 MILANO - VIA MF. QUINTILIANO 40 « TEL, 50388.365 AUTORIZZAZIONE: TRIBUNALE DI MILANO N. 331 DEL 13 SETTEMBRE 1972 TUTTI I DIRITTI RISERVATI - ALL RIGHTS RESERVED - PRINTED IN ITALY MANOSCRITTI E FOTOGRAFIE ANCHE SE NON PUBBLICATI NON VERRANNO RESTITUITI UN NUMERO: ITALIA L. 6000 - ESTERO L000 ABBONAMENTO ANNUO: ITALIA L. 20000 - ESTERO L, 30.600 MEDIANTE VERSAMENTO IN CONTO CORRENTE POSTALE OCP 37871203 NUMERT ARRETRATI DISPONTBILI: ITALIA I. 6000 - ESTERO 1. 9.00 SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE GRUPPO 1 FINITO DI STAMPARE NEL MESE DI OTTOBRE 1985 CON 1 TIPL DELLA MUSICOGRAFICA LOMBARDA DI BRUGHERIO| Ruccrxo Crnesa a Lerr CurisTeNsEn Indubbiamente tu sei oggi il chitarrista ese piti conosciuto. La chitarra ba una tradi- zone nella tua patria, e se si, da quando? LC.: Una tradizione non esiste, poiché la chi- tarra si insegna nelle Accademie soltanto da vent'anni. Questo non significa che non ci fos- sero chitartisti_in passato. Coste ha dedicato il suo Studio n. 7 dellop. 38 a Mr. Holm di Co- penhagen, ma la professionaliti nel nostro set- tote & abbastanza recente RC: Come ti sei avvicinato alla chitarra? Chi sono stati i tuoi maestri? LC.: Ho cominciato da solo, verso i tredici an- xi, con una chitarra dalle corde di acciaio, che suonavo usando le cingue dita della mano de- stra, poiché mi sembrava naturale fare cost. Do- po due anni mi sono iscritto ad una scuola mu- sicale pubblica, non I’Accademia perd, ¢ il mio insegnante, Verner Simonsen, morto ottantenne qualche mese fa, era molto stupito per la mia tecnica, Simonsen, che suonava il fagotto nel- Vorchestra locale, era un grande appassionato della chitarra, e aveva seguito i corsi di Yepes e di Scheit. $i sentiva molto orgoglioso di es- setsi seduto vicino a Yepes, il quale stava fa- cendo colazione con un uovo, una mattina in Olanda, Simonsen mi diceva che ero un genio, che nessuno dopo Yepes era come me. Poi ho scopetto che dava lo stesso giudizio di tutti i suoi allievi RC: Dopo di lui, bai avuto altri maestri? LC: Ho cercato di entrare nell’ Accademia, ma on sono stato ammesso. Per ottencre cid ho stadiato privatamente con Ragossnig in Sviz- zeta per un anno. Dopo tre anni di permanen- za all’Accademia, perd, mi hanno bocciato, ¢ cost sono ritornato a studiare con Ragossnig. INCONTRI Rimant, 29 APRILE 1985. TERZO FESTIVAL CHITARRISTICO RIMINESE, INTERVISTA DI Come vedi, avevo una cattiva fama nel mio pae- se: continuavano a mandarmi via. R.C.: I! primo disco che ha reso celebre il tuo nome conteneva opere di Regondi. Per quale ragione hai scelto questo compositore, e perché hai deciso di suonare le sue musiche si una chi tarra dell’Ottocento? L.C.: B una storia tunga. Conoscevo le opete di Regondi dal 1976, quando le avevo viste nella Biblioteca di Vienna, ma mi sembravano impossibili da suonare. Nel 1980 feci la mia prima registrazione per la Paula (una Suite di Buxtehude, i Tentos di Henze, i Quattro pezzi di Martin, una Rossiniana), e, quando ascoltai il nastto, mi resi conto che i risuleato era trop- po insoddisfacente: suonavo un po’ come Bream, altre cose come Williams, altre ancora come Segovia. Il disco non poteva uscite in quelle condizioni! Nello stesso periodo di tem- po tenevo molti concerti, sempre con esiti che non mi lasciavano contento. Era il problema che tanti chitarristi devono affrontare quando finiscono le lezioni con un insegnante — io ave vo terminato da poco i contatti con Ragoss- nig — e si trovano soli senza sapere cosa fare. Per fortuna, quando. studiavo all’Accademia, avevo conosciuto un clavicembalista, Jesper Bo- yer Christensen, maestro eccezionale, che po: deva una straordinaria capacita di spingere le persone a interessarsi degli strumenti e delle no- vith musicali. Eravamo rimasti buoni amici e, pensando ai suoi consigli, ho ricordato di aver Tetto quelle bellissime opere di Regondi e ho de ciso di registrarle, scegliendo uno strumento del- Vepoca per garantire una maggiore fedelta al testo. Avevo pert solo tre mesi a disposizione, ed ® per questo che forse il disco poteva riuscire meglio. Comunque, penso che per un giovane chitarrista il risultato piti importante sia scopri- re da solo cosa vuol fare e come Io vuol fare. 3

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