Sei sulla pagina 1di 177

8

I SUPPLEMENTI DI

ASSESSORATO AGRICOLTURA, AMBIENTE E SVILUPPO SOSTENIBILE

I disciplinari di produzione integrata


(sintesi)

Norme tecniche di coltura Parte agronomica


Orticole - Frutticole e vite - Erbacee - Colture da seme

EDIZIONE 2001

A cura del CENTRO RICERCHE PRODUZIONI VEGETALI, Cesena e di PAOLO PIRANI (Servizio Sviluppo Sistema Agro-Alimentare, Regione Emilia-Romagna)

I disciplinari di produzione integrata


(sintesi)

Norme tecniche di coltura Parte agronomica


Orticole - Frutticole e vite - Erbacee - Colture da seme

EDIZIONE 2001

I SUPPLEMENTI DI

Indice
COLTURE ORTICOLE
Aglio e Cipolla ........................................................................ Cocomero e Melone .............................................................. Colture protette ...................................................................... Fragola ..................................................................................... Lattuga ..................................................................................... Orticole da industria ............................................................... Patata ....................................................................................... Pomodoro a pieno campo ..................................................... pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. 6 14 21 31 37 41 53 59

COLTURE FRUTTICOLE
Actinidia .................................................................................. Albicocco e Susino ................................................................. Ciliegio ..................................................................................... Kaki .......................................................................................... Melo e pero ............................................................................. Pesco ....................................................................................... Vite ........................................................................................... pag. 68 pag. 74 pag. 80 pag. 85 pag. 88 pag. 95 pag. 101

COLTURE ERBACEE
Barbabietola da zucchero ...................................................... Cereali autunno-vernini ......................................................... Erba medica ............................................................................ Girasole ................................................................................... Mais ......................................................................................... Soia .......................................................................................... Sorgo ....................................................................................... pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. 122 128 134 141 146 154 160

COLTURE DA SEME
Barbabietola da zucchero (seme) ......................................... pag. 170

I SUPPLEMENTI DI

Presentazione
Questo supplemento alla rivista Agricoltura comprende la seconda parte delledizione 2001 della sintesi dei Disciplinari di produzione integrata, realizzati a cura del CRPV (Centro ricerche produzioni vegetali ) di Cesena. Il contenuto il riassunto, in forma divulgativa, delle note tecniche per ciascuna coltura riferite alle principali pratiche agronomiche: vocazionalit, successione colturale, gestione del terreno, semina e/o trapianto, fertilizzazione, irrigazione e raccolta. Per quanto si riferisce al diserbo ed alla difesa fitosanitaria, a parte brevi note di carattere agronomico qui contenute, si rimanda al supplemento n. 9 di Agricoltura (di prossima pubblicazione), interamente dedicato a questi due temi. Questo supplemento collegato strettamente al precedente (n. 7/2001), dedicato alla parte generale dei disciplinari, che viene opportunamente richiamato tutte le volte che dal dato tecnico di coltura pu essere necessario risalire al dato generale. Come gi ricordato nel supplemento n. 7, il testo che segue una sintesi divulgativa pi esatta possibile del testo integrale ed ufficiale dei disciplinari di produzione, al quale si rimanda per ogni esigenza di applicazione in azienda. In questo supplemento non sono state inserite tutte le colture trattate nel testo ufficiale, ma solo quelle di pi ampia diffusione; chi volesse avere informazioni specifiche per: * colture frutticole (castagno e olivo da olio); * colture orticole (asparago verde, cavoli, carota, cicorie ed endivie, finocchio, mais dolce, ravanello, sedano e zucca); * colture erbacee (graminacee foraggere, prati polifiti e riso); * colture sementiere (carota da seme, cavoli da seme, cicoria da seme, cipolla da seme, lattuga da seme, erba medica da seme, pisello da seme e ravanello da seme); pu consultare il testo integrale dei disciplinari di produzione integrata 2001 disponibile nella rete Internet: sul sito della Regione Emilia-Romagna (www.regione.emilia-romagna.it) e quindi alla pagina Agricoltura oppure al sito del CRPV (www.crpv.it) o nel sito www.gias.net nella sezione bollettini. Il testo integrale a stampa dei disciplinari pu essere richiesto al Servizio Sviluppo Sistema Agro-Alimentare Regione Emilia-Romagna, viale Silvani 6 - 40122 Bologna, tel. 051284843, fax 051284524, e-mail: agrissa@regione.emilia-romagna.it
I SUPPLEMENTI DI

Colture orticole Colture orticole Colture orticole Colture orticole Colture orticole Colture orticole Colture orticole Colture orticole Colture orticole Colture orticole Colture orticole Colture orticole Colture orticole Colture orticole Colture orticole Colture orticole Colture orticole Colture orticole Colture orticole Colture orticole Colture orticole
I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Aglio e Cipolla
VOCAZIONALIT
L ambiente pedologico. Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento 7/2001 di Agricoltura, pag. 9), si consiglia di attenersi ai valori dei parametri pedologici riportati in tabella 1. L ambiente climatico. Nella scelta della zona di coltivazione si consiglia di tenere conto di alcuni parametri i cui valori sono riportati in tabella 2. Tab. 2 - Valori consigliati per i parametri climatici nella coltivazione dellaglio e della cipolla.
VALORI CONSIGLIATI Aglio Cipolla

Tab. 1 - Valori consigliati per i parametri pedologici nella coltivazione dellaglio e della cipolla.
PARAMETRI PEDOLOGICI RIFERITI ALLO STRATO DI TERRENO ESPLORATO DALLE RADICI VALORI CONSIGLIATI Aglio Cipolla

PARAMETRI CLIMATICI

Temperatura minima

-10 C/-12 C in assenza di copertura nevosa

Buona tollerabilit a basse temperature. I ritorni di freddo determinano prefioritura 26 C

Tessitura

Franco, Franco-sabbioso Franco, Franco-argilloso Franco sabbioso (i bulbi devono svilupparsi Argilloso completamente e uniformemente) Buono (1) Buono (1) A non meno di 100 metri dal piano di campagna

Drenaggio Falda Profondit utile (2)

Mediamente 40 centimetri, 50-60 centimetri anche in considerazione dellapparato radicale contenuto Per la pianura generalmente Minore del 10% ininfluente 6,5-7,5 (da evitare terreni acidi e basici) Utile una buona dotazione (specialmente di zolfo) 6-7 evitare terreni acidi (tollerati i sub-alcalini) Evitare terreni con salinit superiore a 4 m/S cm Buona dotazione

Calcare totale e attivo pH

Temperatura ottimale di germinazione Temperatura ottimale di 15-25 C accrescimento Temperatura 30-35 C massima Umidit Lumidit media non d problemi quella alta, unita a rugiada, pu provocare la comparsa di funghi parassiti epigei Fotoperiodo necessario per formazioni bulbi

20-25 C 30 C nella fase di maturazione

12 ore luce per cultivar a semina estivo- autunnale 14 ore luce per cultivar a semina primaverile precoci 16 ore luce per cultivar a semina primaverile medio tardiva.

Microelementi Salinit Sostanza organica

ROTAZIONE
Per entrambe le colture ammessa una rotazione quadriennale, con inserimento di almeno tre colture diverse. Le rotazioni da rispettare per laglio e la cipolla sono riportate in tabella 3.

(1) L'acqua rimossa dal suolo prontamente e/o non si verificano durante la stagione vegeta-

tiva eccessi di umidit limitanti per lo sviluppo della coltura. (2) Intesa come profondit di strati che possono limitare gli apparati radicali.

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Aglio e Cipolla - 2001

Tab.3 - Rotazioni ammesse per laglio e la cipolla.


INTERVENTO MINIMO TRA DUE CICLI SUCCESSIVI COLTURE SCONSIGLIATE IN PRECESSIONE

Per la cipolla, le variet attualmente indicate per lEmilia-Romagna fanno riferimento alle liste regionali di raccomandazione varietale (tab. 4). Tab. 4 Cipolla: lista variet raccomandate per lEmilia-Romagna.
VARIET A SEMINA PRIMAVERILE (ciclo medio-tardivo) Bulbo giallo Bulbo bianco Bulbo rosso

SPECIE

Aglio

5 anni

Cipolla

2 anni (*)

Prato e altre colture che mantengono i parassiti dellaglio Patate, bietole e cavolo

(*) Sui terreni con problemi di fusariosi si consigliano rotazioni pi ampie o limpiego di variet tolleranti.

VARIET A GIORNO CORTO

Mitria Hy Borettana Borettana Sel. Sorriso Tamara Hy Dorata di Parma Density Daytona Hy Marica Morgana Legend Goldens Gladiator Densitor Delgado Vaquero

Blanco duro Himera Hy Primo blanco Hy Alabaster

PREPARAZIONE DEL TERRENO


Per laglio: si consiglia unaratura estiva a 40 centimetri con abbinata la ripuntatura, nel caso vi siano problemi di insufficiente drenaggio. Effettuare la preparazione del letto di semina, con erpici e frese, nei mesi di luglio-agosto per la semina estivo-autunnale. Per la cipolla: si consiglia unaratura a 30-40 centimetri oppure a 20 centimetri con abbinata la ripuntatura a 5060 centimetri. Effettuare la preparazione del letto di semina con erpici e frese ai primi di agosto, per le variet a semina estivo-autunnale, e in inverno, per quelle a semina primaverile.

Rossa di Firenze o Rossa dinverno Sanguigna di Milano Sel. Reddy Ramata di Milano Redwing Nigra Rossa dinverno sel. Rojo duro

Katty Saratoga Yellow Granex Globix Alix Granex Sonic Spring Sum Top Spring Sakura

SCELTA VARIETALE
Tenuto conto di quanto riportato nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 15) sullargomento per laglio, in assenza di liste di orientamento varietale della Regione Emilia-Romagna , in tabella 3 si riportano le variet raccomandate per lEmilia-Romagna. Tab. 3 - Aglio: lista variet raccomandate per lEmilia-Romagna.
VARIET

SCELTA DELLA TECNICA DIMPIANTO


AGLIO Deve essere fatta in base al tipo di seminatrice, al materiale di propagazione, al sesto di impianto ed alla densit dinvestimento. La semina. Si consiglia la semina manuale che d la migliore resa di produzione anche se, dal punto di vista economico, questa tecnica che consente una maggiore produzione nellordine di 13-14 quintali allettaro, non di facile attuazione. Per la semina meccanica si consiglia limpiego delle seguenti macchine:

Aglio precoce Piacentino bianco Serena

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

* seminatrice semi-automatica: prevede lutilizzo di 5 unit lavorative che fanno cadere i bulbilli a mezzo di tubi nei solchetti, che vengono quindi coperti; * seminatrice automatica di tipo pneumatico: distribuisce i bulbilli nei solchetti attraverso tubi e per mezzo di pressioni controllate. Mentre con la messa a dimora manuale il bulbillo viene disposto nel solchetto con la parte radicale rivolta verso il basso, con le seminatrici, di solito, il bulbillo si dispone orizzontalmente o talora capovolto, con la conseguenza che in fase di germinazione spesso le piantine hanno problemi ad ottenere la giusta posizione. Il materiale di propagazione. Come materiale di propagazione si consiglia luso di bulbilli ottenuti per sgranatura dei bulbi. Per la sgranatura, che va effettuata alcuni giorni prima della semina, si consiglia limpiego di apposite attrezzature. Un elemento essenziale di questa attrezzatura il riscaldamento dei bulbilli prima della sgranatura (operazione che limita i problemi di microferite). Una volta sgranati si consiglia di pulire i bulbilli da radici e tuniche esterne; eliminare i bulbilli centrali e quelli esterni al bulbo (denti). I bulbilli denominati denti non sono ammessi perch declassano la produzione. Disinfezione dei bulbilli. Una volta che i bulbilli sono stati ripuliti si consiglia di disinfettarli con prodotti specifici per evitare che nel terreno, specialmente se umido e con temperature non molto basse, vengano infettati da funghi parassiti (Penicillium spp) che li fanno morire. Si consiglia la disinfezione a secco oppure a bagno, secondo le indicazioni riportate sullargomento, nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 38). I sesti dimpianto, la densit dinvestimento e la profondit dimpianto. Se il terreno preparato per limpianto molto sciolto ed asciutto, prima di iniziare la messa a dimora dei bulbilli consigliabile effettuare una rullatura, per renderlo pi compatto e pi livellato e di conseguenza applicare la profondit dimpianto voluta. Le indicazioni relative ai sesti e alla profondit dimpianto sono riportati in tabella 5.

Tab. 5 - Sesti e profondit dimpianto consigliati per laglio.


DISTANZA TRA LE FILE (centimetri) DISTANZA SULLE FILA (centimetri) DENSIT DIMPIANTO (n. piante/ettaro) PROFONDIT DIMPIANTO (centimetri) (*) QUANTIT DI BULBI (quintali/ettaro)

30-33

12-15

250-270.000

5-6

7-8

(*) Se la profondit inferiore a 5-6 centimetri, in presenza di gelate invernali, i bulbilli possono essere spinti in superficie, mentre se molto superiore, specialmente nei terreni pi argillosi, le giovani piantine possono morire asfissiate.

Si sconsiglia la rullatura dopo la semina, per evitare possibili ferite ai bulbilli, specialmente se il terreno non ben sciolto. CIPOLLA La semina. Loperazione di semina in larga parte responsabile della dimensione dei bulbi e pu pregiudicare la commercializzazione, nel caso si effettuino scelte sbagliate. Il letto di semina deve essere preparato accuratamente e non deve presentare zollosit, mentre successivamente alla semina consigliabile una rullatura perch il terreno aderisca al seme. Il seme deve essere sano, esente da malattie. Per quanto riguarda la quantit di seme per ettaro, si deve tenere conto: * del tipo di macchina seminatrice; * della metodologia di semina; * della percentuale di germinabilit; * del peso unitario del seme. consigliabile per la semina seguire i parametri indicati nella tabella 6. Tab. 6 - Sesti dimpianto e densit dinvestimento per la cipolla.
PROFONDIT DI SEMINA (cm) INVESTIMENTO (n. piante/mq) DISTANZA TRA LE FILE (centimetri) DISTANZA SULLE FILE (centimetri) EPOCA DI SEMINA

GRUPPO DI VARIET

Precocissime Precoci Medie (bulbo grosso) Tardive (bulbo grosso) Medio-tardive (bulbo medio) Cipolline da industria

4-5 4-5 4-5 5-6 3-4 2-3

16-18

140

16-18 120 20 90-110 20 80-100 16-18 160-180 8-9 500-600

Met agosto inizio settembre Met febbraio Fine febbraio Fine febbraio Fine febbraio Fine febbraio primi marzo

2-3 2-3 2-3 2-3 2-3 2-3

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Aglio e Cipolla - 2001

FERTILIZZAZIONE
Si riportano in tabella 7 i valori di asportazione per laglio e la cipolla. Tab. 7 - Valori di asportazione per aglio e cipolla.
VALORI DI ASPORTAZIONE (in chilogrammi per 1 tonnellata di produzione raccolta) Aglio Cipolla

Tab. 8b - Apporti massimi nella concimazione fosfo-potassica della cipolla.


DOTAZIONE DEL TERRENO ELEMENTO FERTILIZZANTE APPORTI MASSIMI (kg/ha)

Bassa Normale Elevata

ELEMENTO

Azoto (N) Fosforo (P2O5) Potassio (K2O) Calcio (Ca) Magnesio (Mg)

15 1,5 3

2,7 1,3 2,7 3 0,6

P2O5 K2O P2O5 K2O P2O5 K2O

250 300 100 150 50 100

Concimazione azotata Le quantit da apportare sono pari alle asportazioni della presunta produzione e non possono comunque superare i valori contenuti nelle tabelle 9a e 9b; non ammesso distribuire concimi in epoche diverse da quelle riportate in tabella.

Concimazione fosfatica e potassica Gli apporti di P2O5 e K2O devono essere calcolati in base alle asportazioni presunte. Tali quantitativi costituiscono il limite a cui attenersi. Tali quantit non possono comunque superare i limiti massimi che sono stati fissati in relazione della dotazione di questi elementi nel terreno e che sono riportati nelle tabelle 8a e 8b. Per valutare la dotazione del terreno bisogna fare riferimento alle tabelle 4 e 5 della parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura), considerando che laglio e la cipolla sono colture molto esigenti in fosforo. Lepoca di distribuzione consigliata sempre in pre-semina. Tab. 8a - Apporti massimi nella concimazione fosfo-potassica (in pre-semina) dellaglio.
DOTAZIONE DEL TERRENO ELEMENTO FERTILIZZANTE APPORTI MASSIMI (kg/ha)

Tab. 9a - Apporto massimo nella concimazione azotata dellaglio.

APPORTI MASSIMI (kg/ha)

EPOCHE E MODALIT DI DISTRIBUZIONE

150

Frazionato dallemergenza delle piante, alla ripresa vegetativa primaverile e alla 5 e 6 foglia

Tab. 9b - Apporto massimo nella concimazione azotata della cipolla.

Bassa Normale Elevata

P2O5 K2O P2O5 K2O P2O5 K2O

250 300 70 100 80 70

APPORTI MASSIMI (kg/ha)

EPOCHE E MODALIT DI DISTRIBUZIONE

130

Frazionato dalla semina alla fase di ingrossamento bulbi

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Coefficiente tempo. Per laglio e la cipolla, il coefficiente tempo uguale a 0,5. IL COEFFICIENTE TEMPO Tale coefficiente, come indicato nelle norme generali dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 22), indica la quota (su base annua) di elementi nutritivi che si rendono disponibili per la coltura dalla mineralizzazione di matrici organiche (sostanza organica del terreno, ammendanti) e deve essere utilizzato per stimare correttamente le disponibilit effettive per la coltura di N, P2O5 e K2O, derivanti dallimpiego di ammendanti organici.

per gli approfondimenti sulla gestione dellirrigazione. CIPOLLA Le indicazioni relative ai volumi di adacquamento e ai turni irrigui di seguito riportate, a causa delle numerose variabili che necessario considerare per la loro formulazione, hanno valore indicativo e come tali devono essere considerate. Volumi di adacquamento e turni irrigui I volumi di adacquamento massimi ammessi per ogni intervento sono desumibili dalla tabella 10 e variano in funzione della tessitura del terreno. Per i turni irrigui si consiglia di seguire le indicazioni riportate nelle tabelle 10 e 10bis, tenendo conto che esse variano in funzione della fase fenologica in cui si trova la coltura.

IRRIGAZIONE
Si rimanda alla parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 29)

Tab. 10 - Turni irrigui ammessi nella coltura della cipolla.

TURNO FENOFASE 1 - SEMINA Non irrigare, salvo diversa indicazione dei Bollettini provinciali ed utilizzando i seguenti volumi: Terreno sciolto = 10 millimetri Terreno medio impasto = 13 millimetri Terreno argilloso = 14 millimetri
TURNO FENOFASE 3 - 2 FOGLIE VERE (giorni)
A 10 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

TURNO FENOFASE 2 - EMERGENZA Non irrigare, salvo diversa indicazione dei Bollettini provinciali ed utilizzando i seguenti volumi: Terreno sciolto = 10 millimetri Terreno medio impasto = 13 millimetri Terreno argilloso = 14 millimetri
TURNO FENOFASE 4 - INIZIO BULBIFICAZIONE (giorni)
A 10 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

S A B B I A

10

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

20 20 19 18 17 16 15 14 14 13 12 11 10 9 9

21 20 19 18 17 16 16 15 14 13 12 11 10 9 9

21 20 19 19 18 17 16 15 14 13 12 11 11 10 9

21 21 20 19 18 17 16 15 14 14 13 12 11 10 9

21 21 20 19 18 17 17 16 15 14 13 12 11 10 9

21 21 20 19 19 18 17 16 15 14 13 12 12 11

22 22 21 20 19 18 17 16 15 14 14 13 12

22 22 21 20 19 18 17 17 16 15 14 13

22 22 21 20 19 19 18 17 16 15 14

22 22 22 21 20 19 18 17 16 15

22 23 22 21 20 19 18 17 17

22 23 22 21 20 20 19 18

23 23 22 22 21 20 19

S A B B I A

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

11 11 10 10 9 9 8 8 7 7 6 6 5 5 4

11 11 10 10 9 9 8 8 8 7 7 6 6 5 5

11 11 11 10 10 9 9 8 8 7 7 6 6 5 5

11 11 11 10 10 9 9 8 8 7 7 6 6 5 5

11 11 11 10 10 9 9 8 8 8 7 7 6 6 5

12 12 11 11 10 10 9 9 8 8 7 7 6 6

12 12 11 11 10 10 9 9 8 8 7 7 6

12 12 11 11 10 10 9 9 8 8 8 7

12 12 12 11 11 10 10 9 9 8 8

12 12 12 11 11 10 10 9 9 8

12 12 12 11 11 10 10 9 9

12 12 12 12 11 11 10 10

12 13 12 12 11 11 10

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Aglio e Cipolla - 2001

TURNO SEMINA AUT. (APRILE-MAGGIO) (giorni)


A 10 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

VOLUME MASSIMO DI IRRIGAZIONE (millimetri)


A 10 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

S A B B I A

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

17 17 16 15 14 14 13 12 11 11 10 9 8 8 7

17 17 16 15 15 14 13 16 12 11 10 9 9 8 7

17 17 16 16 15 14 13 13 12 11 10 10 9 8 7

18 17 17 16 15 14 14 13 12 11 11 10 9 8 8

18 18 17 16 15 15 14 13 12 12 11 10 9 9 8

18 18 17 16 16 15 14 13 13 12 11 10 10 9

18 18 17 17 16 15 14 14 13 12 11 11 10

18 18 18 17 16 15 15 14 13 12 12 11

18 19 18 17 16 16 15 14 13 13 12

19 19 18 17 17 16 15 14 14 13

19 19 18 18 17 16 15 15 14

19 19 19 18 17 16 16 15

19 20 19 18 17 17 16

S A B B I A

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

34 33 32 30 29 27 26 24 23 21 20 18 17 15 14

35 34 32 31 29 28 26 25 23 22 20 19 17 16 14

35 34 33 31 30 28 27 25 24 22 21 19 18 16 15

35 35 33 32 30 29 27 26 24 23 21 20 18 17 15

36 35 34 32 31 29 28 26 25 23 22 20 19 17 16

36 36 34 33 31 30 28 27 25 24 22 21 19 18

36 36 35 33 32 30 29 27 26 24 23 21 20

37 37 35 34 32 31 29 28 26 25 23 22

37 37 36 34 33 31 30 28 27 25 24

37 38 36 35 33 32 30 29 27 26

37 38 37 35 34 32 31 29 28

38 39 37 36 34 33 31 30

38 39 38 36 35 33 32

Tab. 10a - Cipolla: restituzione idrica giornaliera per fenofase.


RESTITUZIONE IDRICA (millimetri/ giorno) KC (coefficiente colturale)

Gli incrementi di resa ottenibili per effetto dellirrigazione sono stimabili mediamente in 15 - 20 tonnellate/ettaro. Lirrigazione non influisce sulla serbevolezza del bulbo. AGLIO Il periodo da met maggio a tutto giugno molto delicato per la coltura. Infatti la presenza o lassenza di acqua condiziona in modo determinante la formazione del bulbo, specialmente per le variet pi tardive. Per tale motivo in assenza di piogge indispensabile effettuare una o due irrigazioni per aspersione. Lapprovvigionamento idrico occorrente per ciascun intervento (300-350 metri cubi/ettaro) pu essere effettuato: attraverso la canalizzazione effettuata dai Consorzi di irrigazione e bonifica, il pescaggio diretto nei torrenti ed i pozzi irrigui aziendali. Il pescaggio diretto dai torrenti pu essere valido se viene impiegata lacqua corrente. Lutilizzo dellacqua ristagnante in pozze invece da sconsigliare perch si incorre spesso in inquinamenti delle colture con conseguenti infezioni batteriche. Se si utilizza lacqua dai pozzi aziendali consigliabile una sua sosta in un bacino, per ottenere un leggero riscaldamento. Lirrigazione per aspersione con acqua fredda pu causare problemi fisiologici.

FASE FENOLOGICA

DATA

Semina Emergenza Due foglie vere Inizi di bulbificazione 20% di piante collassate

1/3-20/3 21/3-20/4 21/4-22/5 23/5-22/6 23/6

0,6 1,1 1,7 3,1 --

0,4 0,6 0,8 1,0 --

Piogge Indicativamente sono da considerarsi nulle le piogge inferiori a 5 millimetri. Le piogge superiori ai 5 millimetri, per ottenere il numero di giorni da aggiungere al turno riportato in tabella, vanno divise per il valore della restituzione idrica della fenofase. Eventi temporaleschi con intensit di pioggia oraria maggiore di 15 millimetri (lettura al pluviometro/durata del temporale in ore), sono da ritenersi utili al 50%. Massima sensibilit allo stress idrico CIPOLLA La cipolla si avvantaggia di irrigazioni frequenti e di bassi volumi di adacquata.

DISERBO
Si rimanda alla parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 37,

11

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

per gli approfondimenti riguardanti la gestione del controllo delle infestanti.

Modalit di impiego dei fitofarmaci Per la difesa delle colture ammesso l'uso dei soli principi attivi indicati nelle specifiche tabelle che saranno pubblicate nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura , dedicato alle sintesi dei disciplinari per la difesa fitosanitaria e il diserbo.

Per il controllo delle malerbe in funzione delle infestanti presenti non sono ammessi principi attivi e dosi superiori a quelli riportati nelle tabelle che verranno pubblicate nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura dedicato alle sintesi dei disciplianari per la difesa fitosanitaria e il diserbo.

DIFESA
Si rimanda alla parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 35), per gli approfondimenti riguardanti la gestione della difesa integrata di aglio e cipolla. I campionamenti visuali. Per laglio i rilievi sono da eseguire a cadenza mensile a partire dallemergenza e a cadenza quindicinale da aprile alla raccolta; consistono nellosservazione di unarea larga 6-8 metri per tutta la lunghezza del campo. Alleventuale presenza di sintomi, raccogliere un certo numero di bulbi per verificare lagente di danno. Alla raccolta si osserva un adeguato numero di bulbi per rilevare la presenza di eventuali danni e per trarre indicazioni utili allimpostazione della difesa per lanno successivo. Nel caso degli elateridi, al fine di impostare una efficace linea di difesa, si rende necessario un loro monitoraggio; per le indicazioni riguardanti questa importante pratica, si rimanda alla parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 41). Per la cipolla i rilievi sono da eseguire a cadenza settimanale durante lintero periodo vegetativo e consistono nellosservazione, su 4 punti per ettaro, di 25 piante lungo la fila di semina. Segnalare leventuale presenza di infezioni crittogamiche alla raccolta, per trarre indicazioni utili allimpostazione della difesa per lanno successivo. Nel caso degli elateridi vale quanto indicato sopra per laglio.

Le modalit di distribuzione. Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7 /2001 di Agricoltura, pag. 42), sullargomento: i volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione su aglio e cipolla sono di 600 litri/ettaro.

RACCOLTA
AGLIO Epoca. Laglio da consumo fresco (Precoce,Thermidrome, Messidrome), viene raccolto dalla seconda met di giugno in poi. Per il Bianco Piacentino ed il Cristo , che possono essere conservati in frigorifero per parecchi mesi, la maturazione fisiologica inizia durante la prima settimana di luglio e conseguentemente la raccolta si conclude, di regola, verso la met del mese. Il clone Serena mantiene il verde intenso delle sue foglie per 5-7 giorni in pi rispetto al Bianco Piacentino e quindi anche la sua raccolta dilazionata nel tempo di alcuni giorni. Modalit. La raccolta meccanica o semi-meccanica una pratica gi utilizzata da molti anni. Attualmente si consiglia lutilizzo di attrezzature trainate che, a mezzo di girelli, dispongono le piantine su file continue diminuendo cos la mano dopera occorrente. Ultimamente sono state collaudate macchine che, dopo aver tolto le piante di aglio dal terreno, le legano in mazzi, pronti per essere asportati dal campo. Questultima tecnica vale esclusivamente per aglio precoce che, caricato sui rimorchi, viene ritirato ed immesso subito sui mercati, specialmente del Meridione.

12

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Aglio e Cipolla - 2001

CIPOLLA Epoca. Lepoca di raccolta un momento fondamentale della filiera produttiva; essa influenza in maniera determinante la qualit globale e la serbevolezza del prodotto. Non per disponibile un metodo oggettivo, del tutto affidabile ed universalmente accettato, per valutare la maturit e di conseguenza lepoca di raccolta ottimale delle cipolle; queste si raccolgono quando la maggior parte delle piante hanno le foglie reclinate a terra. Nelle cipolle precoci la raccolta viene effettuata quando i bulbi hanno acquisito un diametro commercialmente accettabile e sono sufficientemente rivestite di tuniche devitalizzate. Modalit. Si consiglia di effettuare la raccolta in due modi:

tradizionale: i bulbi estirpati a macchina o raramente a mano, sono raggruppati in andane e lasciati in campo per 5 o 6 giorni, affinch si verifichi la piena essiccazione. diretta: loperazione totalmente meccanizzata; le foglie vengono tagliate ad una altezza variabile da 3 a 10 centimetri dal bulbo, dalla stessa macchina che effettua lestirpazione o da una che la precede. I bulbi sono quindi convogliati (subito o dopo 1 o 2 giorni di permanenza in campo) nei contenitori costituiti da pallet-box o carri (trasporto alla rinfusa) per il loro trasporto al magazzino. Lasportazione della maggior parte delle foglie aumenta la quantit del prodotto, stivabile nei contenitori e facilita la circolazione dellaria allinterno di essi.

13
I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Cocomero e Melone
VOCAZIONALIT
L ambiente pedologico. Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 9) si consiglia di attenersi ai valori dei parametri pedologici riportati in tabella 1. Tab. 1 - Valori consigliati per i parametri pedologici nella coltivazione del melone e del cocomero.
PARAMETRI PEDOLOGICI RIFERITI ALLO STRATO DI TERRENO ESPLORATO DALLE RADICI VALORI CONSIGLIATI Melone Cocomero

L ambiente climatico. Nella scelta dell'area di coltivazione si consiglia di tener conto di alcuni parametri climatici, i cui valori sono riportati in tabella 2.

ROTAZIONE
Non ammesso il ristoppio. Le rotazioni da rispettare nella coltivazione del melone e del cocomero, sono riportate in tabella 3. Su terreni che abbiano manifestato problemi di fusariosi si consiglia di attendere almeno 8 anni, utilizzare variet resistenti o piante innestate. Tab. 3 - Rotazioni ammesse per il melone e il cocomero.
COLTURE NON AMMESSE IN PRECESSIONE

Tessitura Drenaggio Falda Profondit (2) pH Salinit Calcare totale e attivo

Franco, Franco-sabbioso Franco-sabbioso-argilloso Buono (1) A non meno di 1 metro dal piano di campagna 60 centimetri 6-7 Moderatamente tollerante (3-5 mS/cm) Inferiore a 10

Larga adattabilit Preferibili i terreni torbosi Buono (1) A non meno di 1 metro dal piano di campagna 60-80 centimetri 5,5-6,5 Inferiore a 3 m/S cm

SPECIE

INTERVALLO FRA 2 CICLI

Melone

(1) Drenaggio buono: l'acqua rimossa dal suolo prontamente e/o non si verificano duran-

te la stagione vegetativa eccessi di umidit limitanti lo sviluppo della coltura.


(2) Intesa come profondit a strati limitanti gli apparati radicali.

1 anno, utilizzando variet resistenti Cucurbitacee o solanacee ad almeno 3 razze di Fusarium o piante innestate 4 anni (colture in pieno campo) o 4 cicli di altre specie (colture in serra) se si utilizzano variet sensibili a Fusarium Cocomero 4 anni Cucurbitacee o solanacee

Tab. 2 - Valori consigliati per i parametri climatici nella coltivazione del melone e del cocomero.
PARAMETRI CLIMATICI VALORI CONSIGLIATI Melone Cocomero

Temperatura minima letale Temperatura minima biologica Temperatura ottimale di accrescimento Intensit luminosa Fotoperiodo Temperatura massima Temperatura ottimale di allegagione

14

2 C Al di sotto di 12-14 C si riduce lattivit fisiologica 15-20 C Al di sopra di 35 C la pianta cessa lattivit fisiologica con conseguenti aborti fiorali e mancate allegagioni 20 C, a seconda dellintensit luminosa (condizioni di elevata temperatura e luminosit portano ad un maggior sviluppo di fiori maschili)

2,3 C 12-15 C 15-18 C di notte / 20-26 C di giorno Elevata Superiore o pari a 14 ore Al di sopra di 35 C la pianta cessa la produzione di fiori

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Cocomero e Melone - 2001

PREPARAZIONE DEL TERRENO


Si consiglia una aratura profonda 30-40 centimetri (cocomero) o 40-50 centimetri (melone), con terreno nelle migliori condizioni, che serve ad interrare la sostanza organica, ed una parte della concimazione minerale di fondo. Nei terreni argillosi con rischi di asfissia radicale, necessario associare all'aratura una ripuntatura a 70-80 centimetri che favorisce lo sgrondo delle acque. Qualora sia necessario, per la coltura del melone si consiglia un intervento di geodisinfestazione. Si raccomanda di livellare il terreno e di eseguire successivamente una leggera baulatura in corrispondenza delle file della coltura, per favorire lo sgrondo delle acque. In corrispondenza della baulatura il terreno dovr essere pacciamato con film di polietilene fum dello spessore di 0,05 millimetri, sotto i quali verr eventualmente collocato limpianto di irrigazione. Per le colture di melone in serra preferibile adottare la pacciamatura trasparente, che garantisce una maggior precocit inoltre, su terreni sciolti, si consiglia la pacciamatura totale della superficie mentre su terreni argillosi questa dovr essere solo parziale, per evitare problemi di asfissia radicale.

oidio e peronospora e nel contempo una migliore allegagione.

SCELTA VARIETALE
Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale dei disciplinari di produ zione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 15) si riportano (tab. 4) le variet di melone e cocomero consigliate dalle Liste di raccomandazione per lEmilia-Romagna.

SCELTA DEL TIPO DIMPIANTO


Attuare limpianto tenendo conto del materiale di propagazione e del sesto dimpianto. Come materiale di propagazione, nelle colture in serra e semiforzate, si consiglia lutilizzo di piantine preventivamente preparate in vivaio; per colture di pieno campo a coltivazione estiva, si pu effettuare la semina diretta in postarelle. Le piantine messe a dimora con pane di terra devono essere uniformemente sviluppate, robuste e sane. molto Tab. 4 - Melone e cocomero: lista delle variet raccomandate per lEmilia-Romagna.
V A R I E T Melone in coltura semiforzata Melone in coltura protetta Cocomero

STRUTTURE DI PROTEZIONE
Per quanto riguarda le indicazioni relative alle strutture di protezione: non sono ammesse strutture non dotate di aperture laterali e/o al colmo, che favoriscono larieggiamento. Nella coltura semi-forzata si consiglia limpiego di archetti di ferro o plastica che formano un piccolo tunnel su ciascuna fila pacciamata. La cubatura consigliata quella che offre un rapporto metri cubi/metri quadri di circa 0,60, corrispondente ad una altezza di 70-80 centimetri e ad una larghezza 80-90 centimetri.

REGOLAZIONE DEL CLIMA NELLA SERRA


Nella coltura protetta del melone si consiglia di attuare un buon arieggiamento, che favorisce una drastica riduzione di attacchi parassitari ad opera di agenti fungini quali

Baggio Bingo Brennus Capitol Dalton Drake Honey Moon Mambo Orlando Pamir Tobbia Proteo Flesh Mor Mirado

Brennus Capitol Creso Dalton Harper Mambo Orlando Proteo Qasar John Perseo Tobbia Luxo Trend (Ex ISI 721)

Ashai Mijako Crimson Sweet Crimson Sweet Sel. Auproducer Crisby Dumara Galery Sin Sympathy Tigre Trophy Vanity (1)

(1) Utilizzare impollinante Royal Flesh

15

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

importante curare laspetto sanitario, pertanto se vengono acquistate piantine da vivaisti specializzati, si consiglia di richiedere opportune garanzie circa la provenienza e la sanit del seme e le tecniche colturali utilizzate per il loro allevamento. Il sesto dimpianto Melone. Varia a seconda che la coltura sia effettuata in serra o in pieno campo e a seconda del sistema di allevamento che pu essere a terra o in verticale. In tabella 5a si riportano le distanze e le densit raccomandate. Cocomero. Il sesto dimpianto deve tener conto del tipo di terreno e delle caratteristiche varietali come evidenziato nella tabella 5b. consigliato limpiego della pacciamatura con polietilene fum dello spessore di 0,05 millimetri. Tab. 5a - Sesti dimpianto e densit dinvestimento per la coltura del melone.

Nel caso si attui la semina diretta, sotto la pacciamatura, saranno posti a dimora 4-5 semi per postarella alla profondit di 2 centimetri. L epoca d'impianto. Per la coltura in serra raccomandato il trapianto nella prima decade di marzo, utilizzando piantine seminate in serra riscaldata alla fine di gennaio. Nelle colture semiforzate si consiglia il trapianto dall'ultima decade di marzo alla prima o seconda decade di aprile, con piantine di almeno 35 giorni di et.

FERTILIZZAZIONE
Fermo restando quanto indicato nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 16) si riportano in tabella 6 i valori di asportazione relativi al melone ed al cocomero. Tab. 6 - Valori di asportazione per melone e cocomero.
VALORI DI ASPORTAZIONE (kg/ 1 tonnellata di prodotto tal quale) Melone Cocomero

ELEMENTO AMBIENTI DI COLTURA FERTILIT DEL TERRENO DISTANZA (centimetri) Tra le file (m) Sulla fila (m) N. PIANTE/MQ

Serra (a terra) 2P/B (1) Serra (verticale) 1P/B (2) Semiforzato 2P/B (1) Pieno campo 2P/B (1)

Elevata Media Elevata Media Elevata Media Elevata Media

2-2,5 1,5 1,5 1 2,5 2 2,5 2,5

1,5 1 0,8-1 0,8-1 1,4 1,2 1,2 1,5

0,5-0,7 1,5 0,7-0,8 1-1,2 0,6 0,8 0,7 0,9

Azoto (N) Fosforo (P2O5) Potassio (K2O) Calcio (Ca) Magnesio (Mg)

3 1,7 5 5 0,5

1,7 1,3 2,7 0,7

Concimazione fosfatica e potassica Gli apporti di P2O5 e K2O devono essere calcolati in base alle asportazioni presunte, e non possono comunque superare i limiti massimi che sono stati fissati in relazione della dotazione di questi elementi nel terreno e che sono riportati nelle tabelle 7 e 8. Per valutare la dotazione del terreno bisogna fare riferimento alle tabelle 4 e 5 della parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pagg. 19 e 20), considerando che il cocomero ed il melone sono colture mediamente esigenti in fosforo. Nelle tabelle 7 e 8 sono anche indicate le epoche di distribuzione consigliate.

LEGENDA: (1) 2P/B = 2 Piante/buca; (2) 1P/B = 1 Pianta/buca

Tab. 5b - Sesti dimpianto e densit dinvestimento per il cocomero.


DISTANZA FRA LE FILE (metri)

TIPOLOGIA DEL TERRENO E CULTIVAR

DISTANZA SULLA FILA

DENSIT piante/ettaro

16

Terreno di fertilit medio-scarsa e cultivar a frutto medio Terreno di buona fertilit e cultivar vigorose

1,5-2 2

2-2,5 3

2.000-3.000 1.700

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Cocomero e Melone - 2001

Tab. 7 - Apporti massimi ed epoche di distribuzione nella concimazione fosfo-potassica del melone.
DOTAZIONE DEL TERRENO ELEMENTO FERTILIZZANTE APPORTI MASSIMI (kg/ha) EPOCA DI DISTRIBUZIONE

Coefficiente tempo. Per il cocomero ed il melone, il coefficiente tempo (vedi riquadro a pag. 10) uguale a 0,5.

CURE COLTURALI
MELONE Arieggiamento. Particolare attenzione va posta nellarieggiamento delle strutture di protezione per mantenere la temperatura al di sotto del livello massimo indicato nella tabella 2. Nei piccoli tunnel delle colture semiforzate, eseguire graduali lacerazioni delle plastiche nella parte superiore del lato esposto a sud, fino alla rimozione completa della stessa quando la temperatura raggiunge valori idonei per la coltura (generalmente dopo 40-50 giorni dal trapianto). Cimatura. Questa tecnica un tempo utilizzata oggi sconsigliata in quanto non apporta vantaggi in termini di precocit, creando altres traumi alle piante. Ormonatura. Si sconsiglia limpiego di fitoregolatori alleganti che possono determinare deformazioni dei frutti. Una pratica oggi in corso di sperimentazione e che lascia intravedere buone prospettive, quella di porre allinterno della serra arnie di insetti pronubi (api).

Bassa Normale Elevata

P2O5 K2O P2O5 K2O P2O5 K2O

250 300 80 180 50 100

Pre-impianto Frazionato (1) Pre-impianto Frazionato (1) Pre-impianto Frazionato (1)

(1) Pre-impianto e post-trapianto in fertirrigazione. Apporti per via fogliare o al terreno con

fertirrigazione a partire dai primi frutti allegati.

Tab. 8 - Apporti massimi nella concimazione fosfo-potassica del cocomero.


DOTAZIONE DEL TERRENO ELEMENTO FERTILIZZANTE APPORTI MASSIMI (kg/ha)

Bassa Normale Elevata

P2O5 K2O P2O5 K2O P2O5 K2O

250 300 130 180 50 100

IRRIGAZIONE
Si rimanda alla parte generale dei disciplinari di produzione ( vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 29), per gli approfondimenti sulla gestione dellirrigazione. L impianto irriguo consigliato Melone in serra. Utilizzare sistemi irrigui posti sotto la pacciamatura, per evitare di creare un ambiente eccessivamente umido o di bagnare la vegetazione, favorendo linsorgenza delle malattie. Possono essere utilizzati preferibilmente impianti microirrigui o manichette forate; la scelta sar anche in funzione del tipo di acqua a disposizione. Melone e cocomero in pieno campo. Nelle colture di pieno campo irrigare per innalzamento della falda (limitatamente ai terreni sciolti della fascia costiere del Basso Ferrarese), con manichetta forata o, da ultimo, per aspersione. Sono consigliabili comunque i metodi che evitano bagnature delle foglie. Nelle aree dove viene praticato il ristoro da falda, si consiglia di osservare la tabella relativa al turno irriguo senza fare riferimento al volume. La gestione del ristoro idrico prevede un abbassamento del livello della falda, tramite il

NOTA: lepoca di distribuzione sempre pre-semina o pre-trapianto.

Concimazione azotata Per quanto riguarda la concimazione azotata, le quantit da apportare sono pari alle asportazioni della presunta produzione. In tabella 9 sono riportati gli apporti massimi e le epoche e modalit di distribuzione consentite.

Tab.9 - Concimazione azotata per il melone e il cocomero: apporti massimi ed epoche di distribuzione.
APPORTI MASSIMI (kg/ha) EPOCHE E MODALIT DI DISTRIBUZIONE

100

Frazionato a partire dalla semina o trapianto

17

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

recupero della funzione drenante delle affossature aziendali, nel periodo intercorrente tra le adacquate. Queste ultime verranno effettuate mediante innalzamento del piano di falda fino ad un valore indicativo di 4050 centimetri dal piano di campagna, per un periodo non superiore a tre giorni. Si consiglia di rilevare il livello freatico al centro dellappezzamento durante lintervento. Volumi di adacquamento e turni irrigui Melone in coltura protetta. Nella fase di produzione il melone necessita di frequenti interventi irrigui. Per le epoche e le quantit da somministrare, in coltura protetta si consiglia di seguire la tabella 10. Lapplicazione dello schema valida per colture trapiantate nella seconda met di marzo e su terreni tendenzialmente sciolti. Le irrigazioni possono essere eseguite indistintamente a goccia o a manichetta (con un interasse di circa 1,5 metri) misurando i volumi per mezzo di contatore volumetrico. COCOMERO I volumi di adacquamento massimi ammessi per ogni intervento sono indicati dalla tabella 10 e variano in funzione della tessitura del terreno. Per i turni irrigui si consiglia di seguire le indicazioni riportate nelle tabelle 11 e 11bis, tenendo conto che essi variano in funzione della fase fenologica in cui si trova la coltura. Tab. 10 - Irrigazione del melone in coltura protetta: quantit dacqua e turni irrigui.
QUANTIT DACQUA (litri/metro di manichetta) NUMERO DI INTERVENTI IRRIGUI FASE

Piogge Indicativamente sono da considerarsi nulle le piogge inferiori a 5 millimetri. Le piogge superiori ai 5 millimetri. vanno divise per il valore della restituzione idrica della fenofase, per ottenere il numero di giorni da aggiungere al turno riportato in tabella. Eventi temporaleschi con intensit di pioggia oraria maggiore di 15 millimetri (lettura al pluviometro/durata del temporale in ore) sono da ritenersi utili al 50%. Tab. 11 - Turni irrigui ammessi nella coltura del cocomero.
TURNO FENOFASE 1 - RIMOZIONE COPERTURA (giorni)
A 10 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

S A B B I A

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

18 18 17 16 15 14 14 13 12 11 10 10 9 8 7

18 18 17 16 15 15 14 13 12 12 11 10 9 8 8

19 18 17 16 16 15 14 13 13 12 11 10 9 9 8

19 18 18 17 16 15 14 14 13 12 11 10 10 9 8

19 19 18 17 16 15 15 14 13 12 12 11 10 9 8

19 19 18 17 17 16 15 14 13 13 12 11 10 9

19 19 18 18 17 16 15 14 14 13 12 11 11

19 19 19 18 17 16 15 15 14 13 12 12

19 20 19 18 17 17 16 15 14 13 13

20 20 19 18 18 17 16 15 14 14

20 20 19 19 18 17 16 16 15

20 20 20 19 18 17 17 16

20 21 20 19 18 18 17

TURNO FENOFASE 2 - DIAMETRO FRUTTI 10 CM (giorni)


A 10 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

PERIODO

S A B B I A

1 2 3 4 5 6 7

Marzo (pre-trapianto) Marzo (sino ad attecchimento) Aprile (post-attecchimento) Maggio (pre-allegagione) Maggio (post-allegagione) Giugno (prime raccolte) Luglio (durante la raccolta)

7,5-22,5 7,5-22,5 11 7,5 9 18 20

Unico 2-3 volte 1 per settimana 2 per settimana

18

ESEMPIO: Tunnel metri 70 x 4 pacciamature = metri 280 di manichetta; fase 5 (9 l/m), 280 x 9 = 2.520 litri di acqua -2 volte alla settimana (pi leventuale volume di riempimento delle linee).

0 10 10 10 10 11 11 11 11 5 10 10 10 10 10 11 11 11 10 9 9 10 10 10 10 10 10 15 9 9 9 9 10 10 10 10 20 8 9 9 9 9 9 9 10 25 8 8 8 8 9 9 9 9 30 8 8 8 8 8 8 8 9 35 7 7 7 8 8 8 8 8 40 7 7 7 7 7 7 8 8 45 6 6 7 7 7 7 7 7 50 6 6 6 6 6 7 7 7 55 5 6 6 6 6 6 6 6 60 5 5 5 5 6 6 6 65 5 5 5 5 5 5 70 4 4 4 5 5

11 11 11 10 10 9 9 8 8 7 7

11 11 11 10 10 9 9 9 8 8

11 11 11 10 10 10 9 9 8

11 11 11 11 10 10 9 9

11 12 11 11 10 10 9

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Cocomero e Melone - 2001

VOLUME DI IRRIGAZIONE (millimetri)


A 10 S A B B I A 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

DISERBO
46 45 43 42 40 38 36 34 32 30 28 26 25 23 46 46 44 42 40 38 37 35 33 31 29 27 25 46 47 45 43 41 39 37 35 33 32 30 28 47 47 45 43 42 40 38 36 34 32 30 47 48 46 44 42 40 38 37 35 33 47 49 47 45 43 41 39 37 35 48 49 47 45 44 42 40 38 48 50 48 46 44 42 40

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

44 42 40 38 36 35 33 31 29 27 25 23 21 19 18

44 43 41 39 37 35 33 31 30 28 26 24 22 20 18

44 43 41 40 38 36 34 32 30 28 26 25 23 21 19

45 44 42 40 38 36 35 33 31 29 27 25 23 21 20

45 45 43 41 39 37 35 33 31 30 28 26 24 22 20

Nella coltivazione del melone si raccomanda la pacciamatura fum che riesce a contenere il problema delle infestanti lungo la fila. La presenza di malerbe nellinterfila pu essere inizialmente effettuata con mezzi meccanici. Melone e cocomero in serra: il diserbo chimico non ammesso. Melone e cocomero semiforzati o in pieno campo: ammesso lutilizzo degli erbicidi riportati nella specifiche tabelle che saranno pubblicate nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura , dedicato alle sintesi dei disciplinari per la difesa fitosanitaria e il diserbo.

Tab. 12 - Cocomero e melone: restituzione idrica giornaliera per monofase.


RESTITUZIONE TURNO VOLUME IDRICA (millimetri/ MICROIRRIGUO MICROIRRIGUO (giorni) (giorni) giorno)

DIFESA
Si rimanda alla parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 35) per gli approfondimenti riguardanti la gestione della difesa integrata del melone e del cocomero. I campionamenti visuali. I campionamenti, che hanno lo scopo di verificare la situazione fitosanitaria del melone e leventuale necessit di un intervento, si riferiscono ad un programma di rilievi a cadenza settimanale. In coltura protetta i campionamenti vanno eseguiti dal momento del trapianto in almeno 20 piante e 100 foglie, ogni 500 metri quadrati. In coltura semiforzata, dal momento in cui vengono tolti i piccoli tunnel protettivi vanno controllate ogni 1.000 metri quadrati 15 piante e 3 foglie per pianta. Nel caso degli elateridi, per impostare una efficace linea di difesa, si rende necessario un loro monitoraggio; per le indicazioni riguardante questa importante pratica si rimanda alla parte generale (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 41). Modalit di impiego dei fitofarmaci ammesso luso dei soli principi attivi indicati nelle specifiche tabelle che saranno pubblicate nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura , dedicato alle sintesi dei disciplinari per la difesa fitosanitaria e il diserbo.

FASE FENOLOGICA

DATA

Rimozione copertura 16/5-30/5 Diametro frutti: 1/6-1/8 10 cm al 3 palco Fine raccolte 2/8

2,4 4,3

7 3

17 13

Fasi di massima sensibilit allo stress idrico Nel periodo tra il trapianto e la scopertura, sono previsti uno o pi interventi di soccorso a basso volume per garantire lattecchimento e lo sviluppo iniziale. Al momento della rimozione della copertura, in caso di primavera siccitosa, consigliabile intervenire con un intervento di soccorso. Tab. 13 - Interventi irrigui di soccorso per melone e cocomero.
PRESSIONE (atmosfere) TEMPO TEMPO INDICATIVO INDICATIVO FUNZIONAMENTO FUNZIONAMENTO FENOFASE 1 FENOFASE 2 FORATURA (centimetri) PORTATA (litri/ora/ metro)

TIPO

Manichetta PE cm 7 vuota, 25 m/kg T-Tape Ecodrip Ala gocciolante a l/h

0,8 0,5 0,7 2,0

30 20 40 40

100 5 5,5 10

0 h 30 min. 10 h 9 h 10 min. 5h

0 h 23 min. 7 h 40 min. 7h 3 h 50 min.

19

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Modalit di distribuzione Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 42), vengono riportati i volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione per trattamenti fitosanitari per cocomero e melone. Volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione su cocomero e melone: 1000 litri/ettaro.

RACCOLTA
MELONE Epoca. Solitamente viene individuata saggiando il distacco del frutto dal peduncolo facilitato, a maturazione, dalla formazione di un tessuto di separazione allinserzione del peduncolo sul frutto. I frutti dovrebbero avere i seguenti valori di qualit: * RSR (indice rifrattometrico) maggiore o uguale all11%; * durezza della polpa (puntale di diametro pari a 8 millimetri) fra 0,5 e 1,5 chilogrammi. Modalit. La raccolta a mano effettuata distaccando il frutto dal peduncolo, oppure tagliando lo stesso con appositi coltelli, a 1-2 centimetri dallinserzione nel frutto. COCOMERO Epoca. I criteri su cui si basa la determinazione della

maturit e perci della raccolta, sono diversi, anche se poco oggettivi: a) il colore della chiazza scolorita dellepidermide, nel punto ove il frutto rimane a contatto del terreno, deve apparire nella parte periferica di color crema o giallo pallido; b) la maggiore consistenza del peduncolo; c) lappassimento del cirro che si trova vicino al frutto; d) il parziale imbrunimento della foglia che accompagna il frutto; e) il leggero rammollimento apicale; f) il suono piuttosto cupo che emette il frutto percuotendolo; g) la minore cerosit dell'epidermide; h) la modificazione del colore delle striature, nelle cultivar aventi la buccia con questo carattere. Il valore di qualit del frutto un indice rifrattometrico maggiore o uguale al 9,5%. Il periodo di maturazione ottimale dellanguria molto breve e le modificazioni che avvengono nel frutto sono molto rapide; in una decina di giorni si passa da uno stadio di immaturit ad uno di sovramaturazione. Modalit. Conviene raccogliere i frutti recidendo il peduncolo quanto pi lungo possibile, per evitare che il corto moncone indurito possa causare lesioni traumatiche ad altri frutti.

20
I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Colture protette 2001

Colture protette
(POMODORO DA MENSA, CETRIOLO, MELANZANA, PEPERONE, ZUCCHINO)

VOCAZIONALIT
L ambiente pedologico. Tenuto conto di quanto riportato nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 9) sullargomento, si consiglia di attenersi ai valori dei parametri pedologici riportati in tabella 1. L ambiente climatico. Nella scelta dellarea di coltivazione si consiglia di tener conto di alcuni parametri climatici i cui valori sono riportati in tabella 2.

ROTAZIONE
Non ammesso il ristoppio. CETRIOLO. Non ammessa la coltivazione del cetriolo sullo stesso appezzamento prima che siano intercorsi almeno tre cicli colturali di altre specie. Non ammesso limpianto in terreni che abbiano evidenziato problemi di tracheofusariosi. Si sconsiglia di coltivare il cetriolo in successione ad altre cucurbitacee.

Tab. 1 - Colture protette: valori consigliati per i parametri pedologici.


PARAMETRI PEDOLOGICI RIFERITI ALLO STRATO DI TERRENO ESPLORATO DALLE RADICI V A L O R I Cetriolo Melanzana C O N S I G L I A T I Peperone Pomodoro Zucchino

Tessitura

Drenaggio Falda Profondit utile (2) Calcare totale e attivo pH Salinit

Franco, Franco Franco Franco-sabbioso Franco-sabbioso Franco-sabbioso Franco-sabbioso-argilloso Franco-sabbioso-argilloso Franco-sabbioso-argilloso Buono (1) Buono (1) Buono (1) A non meno di 100 cm A non meno di 100 cm A non meno di 100 cm dal piano di campagna dal piano di campagna dal piano di campagna 50-60 centimetri 50-60 centimetri 60-80 centimetri Minore del 10% Minore del 10% Minore del 10% 5,5 - 7 5,5 - 7 5,5 - 7 Inferiore a 5 ms/cm Inferiore a 5 ms/cm Inferiore a 5 ms/cm

Franco Franco-sabbioso Franco-sabbioso-argilloso Buono (1) A non meno di 100 cm dal piano di campagna 60-80 centimetri Minore del 10% 6,5 - 7 Inferiore a 5 ms/cm

Franco Franco-sabbioso Franco-sabbioso-argilloso Buono (1) A non meno di 100 cm dal piano di campagna 50-60 centimetri Minore del 10% 5,5 - 7 Inferiore a 5 ms/cm

(1) Drenaggio buono: lacqua rimossa dal suolo prontamente e/o non si verificano durante la stagione vegetativa eccessi di umidit limitanti per lo sviluppo della coltura. (2) Intesa come profondit a strati limitanti gli apparati radicali.

21

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Tab. 2 - Valori consigliati per i parametri climatici.


V A L O R I PARAMETRI CLIMATICI Cetriolo Melanzana C O N S I G L I A T I Peperone Pomodoro Zucchino (3)

Temperatura di germinazione Temperatura minima biologica

Temperatura di accrescimento Temperatura notturna pre-fioritura Temperatura minima per vitalit polline Temperatura di allegagione Temperatura massima biologica

Al di sotto dei 10-12 C cessa lattivit fisiologica. Tra 0 e 4 C la pianta muore 18 - 20 C di notte 24 - 28 C di giorno Al di sopra dei 35 C arresto dello sviluppo e scadimento qualitativo della produzione

25 C Al di sotto dei 10-12 C cessa lattivit fisiologica. Tra 0 e 4 C la pianta muore 20 -25 C con umidit del 60-65% (1) Al di sopra di 28 - 30 C sviluppo rallentato con elevata luminosit: cascola fiorale, deformazioni dei fruttii ingiallimenti fiorali Mantenere entro il 70-75% quando la temperatura supera i 26 C (per coltura in serra)

25 C Al di sotto dei 10-12 C cessa lattivit fisiologica. Tra 0 e 4 C la pianta muore 16 - 26 C Notturna 15-18 C; Diurna 25-28 C Al di sopra dei 30-35 C si ha cascola fiorale, deformazioni e cascola dei frutti

Al di sotto dei 10-12 C cessa lattivit fisiologica. Sotto i 2 C la pianta muore 20-24 C a seconda della intensit luminosa 11-13 C 13-15 C 13-16 C Al di sopra dei 35 C la pianta cessa lattivit fisiologica con conseguenti aborti fiorali, cascola dei fiori e mancata allegagione

Al di sotto dei 10 C cessa lattivit fisiologica

Media mensile 18 - 24 C

Umidit Relativa

Mantenere su valori del 70-80%

Illuminazione

Elevata sensibilit alla bassa intensit luminosa (inferiore a 6.000 lux)

In serra con buio di 8 ore almeno 5.000-6.000 lux; 10.000 lux per induzione (2) fiorale

(1) In serra, nelle colture precoci ed in mancanza delle condizioni ottimali di allegagione (temperature inferiori ai 12-15 C), si deve ricorrere allimpiego degli ormoni. (2) In presenza di polline vitale, si pu impiegare, in sostituzione della ormonatura chimica, la vibratura meccanica del palco fiorale o il Bombus terrestris come insetto impollinatore. (3) Per lo zucchino tener conto che:

- con temperature elevate e giorni lunghi (estate), si ha aumento dei fiori maschili; - con temperature medie a giorni corti (primavera), si ha aumento dei fiori femminili e dei frutti. favorito il portamento ad alberello.

22

MELANZANA. ammessa la coltivazione della melanzana sullo stesso appezzamento, intercalando un solo ciclo di altre specie, se si utilizzano piante innestate su portinnesto di pomodoro resistenti a V.F .N. (Virus Fusarium Nematodi). ammessa la coltivazione della melanzana sullo stesso appezzamento intercalando almeno tre cicli di altre specie (in coltura protetta) o adottando rotazioni almeno triennali (in colture in pieno campo) se non si utilizzano piante innestate.

Si sconsiglia di coltivare la melanzana dopo altre solanacee o cucurbitacee per motivi di stanchezza del terreno e per problemi sanitari comuni (tracheofusariosi).

PEPERONE. ammessa la coltivazione del peperone sullo stesso appezzamento intercalando almeno quattro cicli di altre specie (in coltura protetta) o adottando rotazioni quadriennali (in colture in pieno campo).

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Colture protette - 2001

da sconsigliare la successione del peperone a pomodoro, melanzana, patata, tabacco; per motivi di stanchezza del terreno e per problemi sanitari comuni (tracheofusariosi), si consiglia di intercalare almeno 2 colture non solanacee. Precessioni colturali consigliabili sono cereali autunnovernini, aglio, cipolla e leguminose da granella, che attenuano sensibilmente gli effetti della stanchezza del terreno. In successione al cavolfiore, il peperone fornisce effetti produttivi negativi al momento non ancora interpretabili. POMODORO DA MENSA. ammessa la coltivazione del pomodoro sullo stesso appezzamento intercalando un solo ciclo di altre specie se si utilizzano variet resistenti a V.F .N. ammessa la coltivazione del pomodoro sullo stesso appezzamento intercalando almeno quattro cicli di altre specie se non si utilizzano variet resistenti a V.F .N. Da sconsigliare la successione con altre solanacee o cucurbitacee. La coltivazione di variet di pomodoro suscettibili al nematode galligeno, ne incrementa lo sviluppo della popolazione. ZUCCHINO. Non ammessa la coltivazione dello zucchino sullo stesso appezzamento prima che siano intercorsi almeno tre cicli colturali di altre specie. Non ammesso limpianto in terreni che abbiano evidenziato problemi di tracheofusariosi.

Peperone. Nella lavorazione del terreno, si consiglia unaratura a 30-40 centimetri di profondit, associata eventualmente a ripuntatura a 50-60 centimetri, in caso di drenaggio insufficiente. In serra, laratura pu essere sostituita da una vangatura. Pomodoro da mensa a) Coltura su terreno. Preparare il terreno con un certo anticipo (uno o due mesi) prima della messa a dimora delle piante. Effettuare una vangatura che serve ad interrare la sostanza organica, a cui seguir una fresatura per linterramento della concimazione minerale di fondo. Il terreno dovrebbe essere leggermente baulato, in corrispondenza delle file della coltura, per favorire lo sgrondo dell acqua e successivamente pacciamato con film nero o fum, dello spessore di 0,05 millimetri sotto il quale verr collocato limpianto di irrigazione. Su terreni sciolti si consiglia la pacciamatura totale della superficie, mentre su terreni argillosi questa dovr essere solo parziale, per evitare problemi di asfissia radicale. b) Coltura su substrato artificiale. Anche se non ancora molto utilizzato in Italia, lesperienza belga e olandese ne fanno intravedere alcuni vantaggi. Si eliminano i problemi dovuti a stanchezza del terreno e la pianta mantenuta in condizioni di maggior equilibrio, con positivi riscontri in termini quali-quantitativi. Per la preparazione del substrato si consiglia la pacciamatura del terreno con film bianco latte, su cui vengono posti sacchi o lastre contenenti lana di roccia o altro substrato, in cui svilupper lapparato radicale del pomodoro. Ogni pianta dovr disporre di un gocciolatore alimentato da tubi in Pvc collocati sopra la pacciamatura. Zucchino. Nella lavorazione del terreno si consiglia unaratura a 30-40 centimetri con associata ripuntatura a 50-60 centimetri, in caso di drenaggio insufficiente. Per le coltivazioni in serra, laratura pu essere sostituita da una vangatura. Al momento della definitiva preparazione del terreno, creare una baulatura in corrispondenza della fila dello zucchino, per facilitare lo sgrondo dellacqua e ridurre i rischi di malattie.

PREPARAZIONE DEL TERRENO


Cetriolo. Per la lavorazione del terreno, operare con vangatrice, associando eventualmente una ripuntatura in caso di drenaggio insufficiente. Melanzana. Laratura a 30-40 centimetri di profondit, associata eventualmente a ripuntatura a 50-60 centimetri, deve essere effettuata nel periodo estivo-autunnale interrando la sostanza organica; a questa dovr seguire una frangizollatura e unerpicatura per preparare il terreno. Operando sotto tunnel o serra, laratura pu essere sostituita da vangatura.

23

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

STRUTTURE DI PROTEZIONE
Per la coltura del peperone, qualora si temano attacchi di piralide durante la fase di maturazione dei frutti, si consiglia di applicare, in corrispondenza delle aperture, una rete di plastica a maglia fitta che impedisca lingresso dellinsetto.

Tab. 3b - Pomodoro da mensa: lista delle variet raccomandate.


V A R I E T Pomodoro raccolto a bacca rossa Pomodoro raccolto a bacca invaiata Pomodoro raccolto a bacca rossa determinato

REGOLAZIONE DEL CLIMA NELLA SERRA


NellItalia settentrionale, la coltivazione in ambiente protetto effettuata quasi esclusivamente in serra fredda, dove non sono necessarie particolari attrezzature per il condizionamento del clima. Nel caso di trapianti anticipati, ricorrere a impianti di riscaldamento di soccorso costituiti da generatori ad aria calda da utilizzare prevalentemente nelle ore notturne. Ove sia possibile disporre di acqua calda a bassa temperatura (38-40 C) e a basso costo, senzaltro consigliabile il riscaldamento del terreno, attuato facendo circolare lacqua entro tubi di Pvc del diametro di 2 centimetri posti parallelamente alle file della coltura e interrati ad una profondit di 15-20 centimetri.

Kikka Union Monika Naomi Cencara Alambra Duplo Gabriela Brillante Petula Tomira Yuri Cherelino Champion

Italdor Arletta Kastalia Fedra Sofiador Oskar Giulia Calida Lorybell Jama Lido Carson Corianne (Ex DRH2068)

Aden Tomito

SCELTA VARIETALE
Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 15) si riportano nelle tabelle 3a e 3b le Liste delle variet raccomandate per lEmilia-Romagna. Tab 3a - Liste delle variet raccomandate.
V A R I E T Melanzana Peperone

SCELTA TECNICA DIMPIANTO


Effettuare limpianto con una opportuna scelta del materiale di propagazione e del sesto dimpianto. Il materiale di propagazione Cetriolo e zucchino. Per coltivazioni in serra si consiglia limpiego di piantine aventi due o tre foglie, prodotte in contenitori alveolati o in vasetti del diametro variabile da 8 a 12 centimetri. Per il pieno campo possibile la semina diretta in postarelle con seme di buona qualit, intesa come elevata percentuale di germinabilit e sanit. Melanzana, peperone e pomodoro da mensa. Come materiale di propagazione si consiglia limpiego di piantine previamente coltivate in vivaio. Le piantine, di almeno 50 giorni di vita e messe a dimora con pane di terra, devono essere uniformemente sviluppate con altezza di 15-20 centimetri, robuste, sane e con il primo palco fiorale gi abbozzato. molto importante curare laspetto sanitario: pertanto

Cetriolo

Zucchino

Darina Jazzer Tanner Akito Frontera

Miranda Rondona Giulietta Violetta di Firenze Megal Longo Nilo Tirrenia

Valdor Montero Brilor Sienor Gordo Sirco Cancun Eolo Cesario Kent Aristocrate (ex DRP5170)

24

Bolognese Grezyni Ipanema Diamant Elite President Consul Afrodite Sofia Velvia Roberta Pamela Niebla

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Colture protette - 2001

se vengono acquistate piantine da vivaisti specializzati, necessario che questi forniscano le opportune garanzie circa la provenienza e la sanit del seme e le tecniche colturali utilizzate per il loro allevamento. Il sesto dimpianto La scelta del sesto di impianto dipende dalla variet utilizzata o dal sistema di allevamento. Si consiglia di seguire le indicazioni riportate nella tabella 4.

maggio per quelle in pieno campo, evitando il pericolo di gelate tardive. consigliabile allevare le piante ad alberello avendo cura, in particolare per quelle innestate, di porre lateralmente dei sostegni (fili paralleli al terreno ad unaltezza di 50-60 centimetri da terra) per evitare la frattura nel punto dinnesto o la rottura delle branche. Peperone. Si consiglia che il trapianto venga effettuato generalmente attorno al 20-25 marzo per colture in serra oppure fine aprile-primi di maggio per quelle in pieno campo, con piantine di almeno 50-60 giorni. Evitare il pericolo di gelate tardive. Per i trapianti a pieno campo possono essere impiegate le trapiantatrici utilizzate per il pomodoro da industria, che possono essere munite di irrigatore per la distribuzione di acqua contemporaneamente al trapianto. Pomodoro da mensa. Si consiglia di effettuare il trapianto. Zucchino. Per colture in serra si consiglia di effettuare il trapianto a fine febbraio - met marzo, mentre per il pieno campo la semina pu convenientemente essere effettuata da fine marzo a met aprile. Evitare il pericolo di gelate tardive.

Tab. 4 - Sesti dimpianto e densit di investimento.


DISTANZA TRA LE FILE DISTANZA SULLA FILA DENSIT (n. piante/ettaro)

SPECIE

TIPO DIMPIANTO

Pomodoro

Peperone

Melanzana

Cetriolo Zucchino

A sviluppo indeterminato A sviluppo determinato A terra o piatto Serra - fila binata - fila semplice Pieno campo - fila binata - fila semplice Serra - allevamento ad alberello - allevamento monofusto Pieno campo Una pianta per buca Due piante per buca Serra (variet ad alberello) Pieno campo (variet prostrate)

90-120 80-100 100-120 40-50 100 75-90 90-100

35-40 30 - 35 50-100 25-30 40-50 25-30 30-40

21.000-32.000 29.000-42.000 8.500-20.000 (1) 24.000-31.000 20.000-25.000 25.000-36.000 25.000-37.000

100 100 80-100 100-150 100-150 100 100

80-100 30-40 40-60 40-50 40-50 50-60 90-110

10.000-12.000 25.000-33.000 16.000-31.000 13.500-25.000 27.000-50.000 17.000-20.000 9.000-11.000

FERTILIZZAZIONE
Fermo restando quanto indicato nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 16), si riportano in tabella 5 i valori di asportazione per cetriolo, melanzana, peperone, pomodoro da mensa e zucchino. Tab. 5 - Valori di asportazione.
VALORI DI ASPORTAZIONE (kg/ 1 tonnellata di prodotto tal quale) Cetriolo Melanzana Peperone Pomodoro Zucchino

NOTA: limpiego della pacciamatura sempre consigliato. (1) In funzione dello sviluppo vegetativo della variet

Le modalit di impianto Cetriolo. Si consiglia il trapianto alla seconda met di marzo e lallevamento in verticale utilizzando come tutori apposite reti in plastica o fili. Melanzana. Il trapianto consigliabile generalmente attorno al 10 aprile per colture in serra, oppure dal 5 al 15

ELEMENTO

Azoto (N) Fosforo (P2O5) Potassio (K2O) Calcio (Ca) Magnesio (Mg)

1,6 0,8 2,6 0,5 0,5

5,4 2,1 6,0 0,2 0,6

3,9 1,0 5,0 2,0 0,2

2,5 1,0 4,0

3,8 1,6 9,0 1,0

25

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Concimazione fosfatica e potassica Gli apporti di P2O5 e K2O devono essere calcolati in base alle asportazioni presunte. Tali quantitativi costituiscono il limite a cui attenersi, e non possono comunque superare i limiti massimi che sono stati fissati in relazione della dotazione di questi elementi nel terreno e che sono riportati nella tabella 6.

ra, pagg. 19 e 20), considerando che, tra le colture esaminate le solanacee (pomodoro, peperone e melanzana) sono colture molto esigenti in fosforo, mentre le cucurbitacee (cetriolo e zucchino) sono mediamente esigenti. Nella tabella 6 sono indicate anche le epoche di distribuzione consigliate. Concimazione azotata Per quanto riguarda la concimazione azotata, le quantit da apportare sono pari alle asportazioni della presunta produzione. In tabella 7 sono riportati gli apporti massimi e le epoche e modalit di distribuzione consentite.

Tab. 6 - Concimazione fosfo-potassica: apporti massimi ed epoche e modalit di distribuzione consentite.


APPORTI MASSIMI (kg/ha)

DOTAZIONE DEL TERRENO

ELEMENTO FERTILIZZANTE

EPOCA E MODALIT DI DISTRIBUZIONE

Bassa Cetriolo Normale Elevata Bassa Melanzana Normale Elevata Bassa Peperone Normale Elevata Bassa Normale Elevata Bassa Zucchino Normale Elevata

P2O5 K2O P2O5 K2O P2O5 K2O P2O5 K2O P2O5 K2O P2O5 K2O P2O5 K2O P2O5 K2O P2O5 K2O P2O5 K2O P2O5 K2O P2O5 K2O P2O5 K2O P2O5 K2O P2O5 K2O

250 300 100 250 50 200 250 300 150 250 100 200 250 300 80 180 50 100 250 300 150 250 100 200 150 300 100 280 50 250

In tutti i casi: pre-semina o pre-trapianto

Tab. 7 - Apporti massimi nella concimazione azotata ed epoche e modalit di distribuzione.


APPORTI MASSIMI DI AZOTO (kg/ha)

EPOCA E MODALIT DI DISTRIBUZIONE

Cetriolo In tutti i casi: pre-trapianto Melanzana Peperone Pre-trapianto Pre-trapianto o frazionato in fertirrigazione In tutti i casi: frazionato pre-trapianto pi fertirrigazione Pomodoro da mensa Zucchino

150 250 150 190 150

Frazionato a partire dalla semina o trapianto Frazionato a partire dal trapianto con ricorso alla fertirrigazione Frazionato a partire dal trapianto e/o in fertirrigazione Frazionato a partire dal momento del trapianto con fertirrigazione Frazionato a partire dalla semina o trapianto

Pomodoro da mensa

Coefficiente tempo. Per le colture protette, il coefficiente tempo (vedi riquadro a pag. 10 sullargomento), uguale a 0,5.

CURE COLTURALI
In tutti i casi: pre-semina o pre-trapianto

26

Per valutare la dotazione del terreno bisogna fare riferimento alle tabelle 4 e 5 della parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltu-

CETRIOLO Per le colture in serra praticare la cimatura dellasse principale a due metri di altezza, allo scopo di allevare 2 steli per pianta e realizzare una maggior densit, si consiglia inoltre di sopprimere i primi germogli ascellari ed effettuare in seguito la cimatura dei germogli, a 2 foglie sopra la comparsa del frutticino.

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Colture protette - 2001

PEPERONE E MELANZANA Per le colture di pieno campo che non si avvalgono della pacciamatura, trascorse tre settimane dal trapianto, effettuare una sarchiatura e rincalzatura delle piante. Questultima operazione di grande importanza per: * sostenere le piante; * interrare i concimi azotati distribuiti in copertura; * facilitare lo sgrondo delle acque di irrigazione, proteggendo il colletto delle piante dal contatto diretto con lacqua, che pu determinare marciumi. Possono consigliarsi ulteriori interventi di sarchiatura, nei terreni tendenzialmente limosi, che formano crosta in seguito alle frequenti irrigazioni. Nella melanzana in serra, per favorire lallegagione, si consiglia limpiego di bombi a partire dal mese di aprile, utilizzando unarnia su una superficie coperta di circa 1000 metri quadri. Se in prossimit della serra vi siano colture in fiore appetite ai bombi, si consiglia di applicare reti alle aperture onde evitare che gli insetti escano dalle serre. POMODORO DA MENSA La maggior parte delle coltivazioni effettuata in verticale su sostegni (canna o spago) che hanno lo scopo di mantenere eretta la pianta. Con tale sistema assumono grande importanza due pratiche: la scacchiatura e la cimatura. Scacchiatura . Questa operazione definita anche sfemminellatura , consente di eliminare i getti ascellari che crescono allinserzione delle foglie. Deve essere effettuata quando i germogli sono ancora piccoli per non creare lesioni profonde che possono diventare sede di infezioni. Cimatura. Consiste nelleliminazione dellapice vegetativo e serve ad indurre precocit alla coltura. Si consiglia di eseguirla al di sopra del 5-6 palco fiorale, ma pu essere effettuata anche al 2-3 palco, quando si vogliono produzioni fortemente anticipate o quando vi necessit di effettuare nella stessa serra una produzione di secondo raccolto. La cimatura di regola si sconsiglia per variet a sviluppo indeterminato, tipiche dei sistemi colturali olandesi e belga che prevedono lo sviluppo di circa 20 palchi fiorali. Ormonatura. Per avere lallegagione dei fiori, la tem-

peratura notturna non deve scendere al di sotto di 12-13 C con umidit relativa del 70% e luminosit nelle ore diurne superiore ai 10.000 lux. Poich nelle colture precoci, quando sono in fioritura i primi palchi fiorali, queste condizioni non si verificano, si consiglia di intervenire con vibratura meccanica da effettuare nelle ore pi calde della giornata o con trattamenti fiorali utilizzando regolatori dellallegagione, quali lacido betanaftossiacetico (NOA) o lacido parafenossiacetico (PCPA). Lormonatura manuale al fiore, alla dose consigliata, deve essere effettuata in serra nelle ore pi fresche della giornata e comunque con temperature inferiori a 24; nel caso di temperature superiori indispensabile diluire con acqua le soluzioni impiegate. Recentemente iniziato anche in Italia lutilizzo di insetti pronubi (bombi), che svolgono unottima azione impollinante. Si consiglia il loro impiego a partire da aprile, utilizzando unarnia su una superficie coperta di circa 1000 metri quadrati. Qualora in prossimit della serra vi siano colture in fiore appetite ai bombi, si consiglia di applicare reti alle aperture, per evitare che i bombi escano dalle serre.

IRRIGAZIONE
Si rimanda alla parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 29) per gli approfondimenti riguardanti la gestione dellirrigazione. Volumi di adacquamento e turni irrigui consigliati Cetriolo. Nella fase di produzione il cetriolo necessita di frequenti interventi irrigui. Per le epoche e le quantit da somministrare, si consiglia di seguire la tabella 8a. Melanzana. Nella fase di produzione la melanzana necessita di frequenti interventi irrigui. Per le epoche e le quantit da somministrare, in coltura protetta si consiglia di seguire la tabella 8b. Peperone. In Emilia-Romagna mancano le indicazioni sperimentali inerenti lirrigazione del peperone. Ci non consente di fornire consigli sui volumi e turni irrigui.

27

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Tab. 8a Irrigazione del cetriolo in coltura protetta: quantit dacqua e turni.


QUANTIT DACQUA (litri/metro di manichetta)

Tab. 8c Irrigazione del pomodoro da mensa in serra fredda: quantit dacqua e turni.
QUANTIT DACQUA (litri/metro di manichetta)

PERIODO

NUMERO DI INTERVENTI IRRIGUI

PERIODO

NUMERO DI INTERVENTI IRRIGUI

1 2 3 4 5 6

FASE

Pretrapianto Fino ad attecchimento Fino alla 1 raccolta Durante le raccolte di maggio Durante le raccolte di giugno Durante le raccolte di luglio

13,0 15,6 20,8 16,9 27,0 31,0

Unico 1 per settimana 2 per settimana

ESEMPIO: tunnel metri 70 x 4 pacciamature = metri 280 di manichetta; fase 3 (20,8 l/m), 280 x 20,8 = 5.824 litri di acqua, 1 volte alla settimana (pi leventuale volume di riempimento delle linee). Lapplicazione dello schema valido per colture trapiantate nella seconda met di marzo e su terreni tendenzialmente sciolti. Le irrigazioni possono essere eseguite indistintamente a goccia o a manichetta (con un interasse di 1,3 metri) misurando i volumi per mezzo di contatore volumetrico.

1 2 3 4 5 6 7

Marzo (pretrapianto) Aprile (sino ad attecchimento) Aprile (fioritura 1 e 2 palco) Maggio (pre-raccolta) Maggio (inizio produzione) Gigno (produzione) Luglio (produzione)

5-10 5-10 13,5 11,6 15,5 19,8 22

Unico 2-4 volte 1 per settimana 2 per settimana

ESEMPIO: tunnel metri 70 x 4 pacciamature = metri 280 di manichetta; fase 5 (15,5 l/m), 280 x 15,5 = 4.340 litri di acqua, 2 volte alla settimana (pi leventuale volume di riempimento delle linee). Lo schema trae origine da prove sperimentali condotte su colture trapiantate a met marzo in terreni tendenzialmente sciolti. Le irrigazioni possono essere eseguite indistintamente a goccia o a manichetta (con un interasse di circa 1 metro) misurando i volumi per mezzo di contatore volumetrico.

Tab. 8b Irrigazione della melanzana in serra fredda: quantit dacqua e turni.


QUANTIT DACQUA (litri/metro di manichetta)

PERIODO

NUMERO DI INTERVENTI IRRIGUI

ZUCCHINO Nella fase di produzione lo zucchino necessita di frequenti interventi irrigui. Per le epoche e le quantit da somministrare, in coltura protetta si consiglia di seguire la tabella 8d.

1 2 3 4 5 6 7

Marzo (pretrapianto) Aprile (sino ad attecchimento) Aprile (fase vegetativa) Maggio (fase vegetativa) Maggio (inizio produzione) Gigno (produzione) Luglio-Agosto (produzione)

7-14 7-14 9,1 16,1 21,7 27,7 30,8

Unico 2-5 volte 2 per settimana 1 2 3 4 5

Tab. 8d Irrigazione dello zucchino in coltura protetta: quantit dacqua e turni.


QUANTIT DACQUA (litri/metro di manichetta) NUMERO DI INTERVENTI IRRIGUI

PERIODO

ESEMPIO: tunnel metri 70 x 4 pacciamature = metri 280 di manichetta. fase 5 (21,7 l/m), 280 x 21.7 = 6.076 litri di acqua, 2 volte alla settimana (pi leventuale volume di riempimento delle linee). Lo schema valido per colture trapiantate a fine marzo in terreni tendenzialmente sciolti. Le irrigazioni possono essere eseguite indistintamente a goccia o a manichetta (con un interasse di circa 1,4 metri) misurando i volumi per mezzo di contatore volumetrico.

Marzo-Aprile (prefioritura) Aprile (fioritura) Maggio (fioritura) Maggio (dalla 1 raccolta) Giugno (dalla 1 raccolta)

2,2 3,7 5,3 8,0 10,5

2 2 2 2 2

28

POMODORO DA MENSA Nella fase di produzione il pomodoro necessita di frequenti interventi irrigui. Per le epoche e le quantit da somministrare, si consiglia di seguire la tabella 8c.

ESEMPIO: tunnel metri 70 x 4 pacciamature = metri 280 di manichetta; fase 3 (5,3 l/m), 280 x 5,3 = 1.484 litri di acqua, 2 volte alla settimana (pi leventuale volume di riempimento delle linee). Lapplicazione dello schema valido per colture trapiantate nella seconda met di marzo e su terreni tendenzialmente sciolti. Le irrigazioni possono essere eseguite indistintamente a goccia o a manichetta, con un interasse di 1,3 metri, misurando i volumi per mezzo di contatore volumetrico.

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Colture protette - 2001

DISERBO
Si rimanda alla parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 1/2001 di Agricoltura, pag. 37) per gli approfondimenti riguardanti la gestione del controllo delle infestanti. In serra generalmente le colture vengono pacciamate parzialmente od integralmente con film di PE (polietilene) ed il controllo delle malerbe risulta abbastanza facile. Non ammesso alcun intervento di diserbo chimico. In pieno campo si rende spesso necessario effettuare un controllo chimico delle malerbe. Non sono ammessi principi attivi e dosi superiori a quelli riportati nella specifiche tabelle pubblicate prossimamente nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura , dedicato alle sintesi dei disciplinari per la difesa fitosanitaria e il diserbo.

sempre riferimento al campione sopra indicato.

Le modalit di impiego dei fitofarmaci ammesso luso dei soli principi attivi indicati nelle nella specifiche tabelle che saranno pubblicate nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura , dedicato alle sintesi dei disciplinari per la difesa fitosanitaria e il diserbo. Le modalit di distribuzione. Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 3/2001 di Agricoltura, pag. 42), vengono riportati i volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione per trattamenti fitosanitari per colture protette.

DIFESA
Si rimanda alla parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 35) per gli approfondimenti riguardanti la gestione della difesa integrata delle specie trattate. I campionamenti visuali. I campionamenti, che hanno lo scopo di verificare la situazione fitosanitaria delle colture e leventuale necessit di un intervento, si riferiscono ad un programma di rilievi a cadenza settimanale da eseguire durante lintero periodo vegetativo e consistono nellosservazione, ogni 500 metri quadrati, di: Cetriolo, melanzana, peperone: almeno 20 piante, 100 foglie o frutti e 50 fiori nel caso specifico dei tripidi. Pomodoro da mensa: almeno 20 piante e100 foglie composte o frutti. Zucchino: almeno 20 piante e 100 foglie. Inoltre importante, nel caso si introducano ausiliari, verificarne lattivit attraverso losservazione del livello di parassitizzazione o del rapporto preda-predatore, facendo

Volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione su: Pomodoro da mensa = 1.000 litri/ettaro Cetriolo, melanzana, peperone e zucchino = 800 litri/ettaro

RACCOLTA
CETRIOLO Epoca. Il momento della raccolta viene stabilito in base allo sviluppo del frutto e in rapporto alla cultivar. Deve essere raccolto a sviluppo parziale, quando il colore ancora verde intenso. La raccolta ritardata comporta lingiallimento del frutto (inizio della senescenza), che lo squalifica commercialmente. Modalit. Nel corso della raccolta occorre manipolare con attenzione i frutti per evitare danni. MELANZANA Epoca. Il momento della raccolta viene individuato in rapporto allo sviluppo del frutto, nellambito della forma tipica della cultivar (calibro minimo 40 millimetri per la forma lunga, 70 millimetri per quella globosa). Sostanzialmente la melanzana raccolta ancora immatura, cio quando ha raggiunto circa i 2/3 dello sviluppo. In questo stadio la polpa soda e il colore brillante. Un ritardo nel momento del-

29

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

la raccolta pu comportare la riduzione della brillantezza del colore, la comparsa di fibrosit nella polpa, un eccessivo sviluppo dei semi e una consistenza spugnosa. Modalit. Nel corso della raccolta si consiglia di manipolare con cura i frutti ad evitare che si determinino lacerazioni della buccia causate, tanto frequentemente, dai processi spinosi presenti nel calice. PEPERONE Epoca. Il peperone viene raccolto a sviluppo completo, in funzione della forma della bacca. Il calibro minimo per lesportazione varia infatti in rapporto alla forma: appuntita 30 mm, quadrata 50 millimetri, trottola 40 millimetri, topepo 55 millimetri. Il colore spesso ancora verde quando raccolto immaturo, oppure frequentemente rosso o giallo a piena maturazione. Modalit. Durante la deposizione nei contenitori, devono essere adottate le precauzioni necessarie per non provocare contusioni o ferite. La raccolta delle bacche dovrebbe essere effettuata con forbici, asportando una breve porzione di peduncolo. POMODORO DA MENSA Epoca. Sono stati individuati, a livello pratico, cinque stadi di maturazione: I Stadio - comparsa dellalone rosa; attorno al residuo stilare la buccia assume le prime tonalit rosate. I tessuti sottostanti (mesocarpo) hanno un colore pi marcatamente rosa. II Stadio - viraggio del colore; cio non pi del 30% della superficie della bacca rosa. III Stadio - maturazione rosa; la bacca ha un colore rosa sul 30-60% della superficie. IV Stadio - maturazione rosso-chiaro; il colore rosa-rosso esteso al 60-90% della superficie.

V Stadio - maturazione rossa; colore rosso oltre il 90% della superficie. La maturazione di raccolta solitamente coincide con il I e il II stadio, ad eccezione delle variet commercializzate a rosso la cui maturazione di raccolta coincide con il V stadio. Nel I stadio di maturazione i frutti hanno una maggiore serbevolezza e possono essere destinati alla conservazione o ad un iter di distribuzione commerciale piuttosto lungo. Modalit. Nella fase di distacco delle bacche e nella successiva deposizione nei contenitori, devono essere adottate le precauzioni necessarie per non provocare contusioni o ferite ai frutti. ZUCCHINO Epoca. Lepoca di raccolta viene stabilita in rapporto al colore (verde striato chiaro e verde scuro) ed in base allo sviluppo del frutto che in alcuni casi viene richiesto con il fiore ancora aperto. Le cultivar destinate alla conservazione sono quelle di colore verde scuro, le quali devono essere raccolte quando il frutto ben sviluppato, dopo la caduta del fiore, ma prima che inizi il rigonfiamento del frutto stesso. Una raccolta ritardata comporta una riduzione della brillantezza del colore, un eccessivo sviluppo di semi e la comparsa di spugnosit nella polpa, che squalificano commercialmente il prodotto. Modalit. La raccolta degli zucchini viene effettuata scalarmente (ogni 1-2 giorni) nelle ore meno calde della giornata, recidendo manualmente i frutti. Nel corso della raccolta occorre manipolare con molta cura i frutti al fine di evitare ammaccature, lesioni o abrasioni che favoriscono la penetrazione e la diffusione di agenti patogeni.

30
I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Fragola - 2001

Fragola
VOCAZIONALIT
L ambiente pedologico. Tenuto conto di quanto riportato sullargomento, nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 9), sono riportati in tabella 1 i valori ottimali dei parametri pedologici per la coltivazione della fragola. Tab. 1 - Valori ottimali dei parametri pedologici per la coltivazione della fragola.
PARAMETRI PEDOLOGICI RIFERITI ALLO STRATO DI TERRENO ESPLORATO DALLE RADICI

L ambiente climatico. Il parametro climatico che influenza maggiormente la coltivazione della fragola la temperatura di cui si riportano in tabella 2 i valori ritenuti ottimali e critici.

ROTAZIONE
La coltura della fragola risulta negativamente influenzata dal ristoppio, che determina gravi problemi fitosanitari. Si consigliano ampie rotazioni (3-4 anni) ed una accurata scelta delle colture in precessione. sconsigliabile coltivare la fragola in successione con una solanacea (patata, pomodoro) per i gravi problemi fitosanitari che pu trasmettere (verticillium, phytophtora, ecc.), mentre sono da consigliare colture come pisello e fagiolino, miglioratrici sia della struttura che della fertilit del terreno. Rotazioni consigliate Quadriennale: bietola-ortive-frumento-fragola. Triennale: frumento-ortive-fragola; ortive-leguminose da granella o da sovescio-fragola. Una tecnica interessante, consigliata soprattutto per terreni particolarmente stanchi, quella della messa a riposo del terreno nellanno precedente limpianto della fragola. In questo periodo si pu attuare il sovescio che permette di: * ridurre i tempi di rotazione a tre anni; * apportare notevoli quantitativi di sostanza organica; * migliorare la vita microbiologica e la struttura del terreno; * risanare il terreno. Le essenze consigliate per il sovescio sono: brassica juncea che ha funzione di parziale disinfezione del terreno, orzo pi veccia, orzo pi colza. Nelle aziende impossibilitate ad attuare queste tecniche (rotazione, sovesci), ed in attesa di unulteriore conferma della validit della tecnica della solarizzazione nei nostri ambienti, dove si accertata la presenza sulla coltura precedente di funghi terricoli, consentito effettuare la sterilizzazione del terreno con bromuro di metile o dazomet (a questo riguardo,

VALORI OTTIMALI

Profondit utile (1) Drenaggio Tessitura (3) pH Calcare totale attivo Salinit

Maggiore di 50 cm Buono (2) Media, Moderatamente grossolana 5,5-7 Inferiore al 6% Inferiore a 2 mS/cm

(1) Intesa come profondit di strati che possono limitare gli apparati radicali. (2) Lacqua rimossa dal suolo prontamente e/o non si verificano durante la stagione vegeta(3) Media: franco-limoso, limoso; moderatamente grossolana: franco, franco-sabbioso.

tiva eccessi di umidit limitanti per lo sviluppo della coltura.

Tab. 2 - Valori di temperatura ritenuti ottimali e critici nelle diverse fasi vegetative.
TEMPERATURA VALORI

Ottimale per lattivit vegetativa Critica per lattivit vegetativa Minima letale Critica alla fioritura Massima alla fioritura in coltura protetta

10-13 C la notte, 18-22 C il giorno 6 C (minima biologica) -12 C -20 C 25-30 C

NOTA: sbalzi termici nella fase di fioritura possono essere causa della produzione di frutti malformati.

31

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

si rimanda alla difesa pre-impianto, che verr pubblicata nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura , dedicato alle sintesi dei disciplinari per la difesa fitosanitaria e il diserbo). La sterilizzazione del terreno non consentita per le aziende che aderiscono alla azione 1 del Reg. Ce 1257/99.

SCELTA DEL MATERIALE DI PROPAGAZIONE


Lo stato sanitario. Si consiglia di utilizzare piante virus esenti certificate per le avversit pi diffuse (crittogame, batteriosi, acari, nematodi galligeni e fogliari) e provenienti da vivai opportunamente controllati. Il tipo di pianta. Attualmente si pu disporre di piantine frigoconservate o di piante vegetanti provenienti direttamente da vivaio. Si consiglia di adottare piante frigoconservate in quanto essendo pi vigorose assicurano una maggiore resistenza ai collassi, nella fase successiva al trapianto. Le piante fresche si possono adottare in quelle aziende con scarsa disponibilit idrica, con terreni molto sciolti, per cultivar molto resistenti ai parassiti dellapparato radicale e caratterizzate da frutti di grossa pezzatura come Dana e Cesena. La qualit del materiale Piante frigoconservate. Al termine della frigoconservazione, le piante devono presentare lapparato radicale sano, turgido, integro, esente da marciumi (neppure a livello del colletto) e non devono mostrare segni di attivit vegetativa (apice vegetativo eziolato). Se alla sezione verticale il germoglio e le radici presentano zone scure o necrotiche, oppure si osservano germogli deformi e arrossati, le piante vanno eliminate, in quanto possono avere subito danni da freddo o essere affette da patogeni. Piante fresche. Le piante devono presentare gli apparati radicali e fogliari integri, essere ben mature, non avere piccioli fogliari troppo lunghi (piante filate , indice di vivai troppo fitti) e radici di colore nero.

PREPARAZIONE DEL TERRENO


Le lavorazioni. Nei terreni sabbiosi e di medio impasto effettuare laratura quando il terreno in tempera, alla profondit di circa 35-40 centimetri. Nei terreni compatti si consiglia di far precedere una ripuntatura a 50-60 centimetri. Dopo laratura occorre passare immediatamente allaffinamento della superficie colturale con erpice e fresa. Le sistemazioni in prode. Predisporre le prode ad unaltezza di circa 25 centimetri soprattutto in quei terreni dove possono esserci pericoli di ristagni idrici. La pacciamatura. Va effettuata con teli di polietilene nero dello spessore di 0,05-0,07 millimetri. Con questa tecnica si impedisce lo sviluppo di erbe infestanti, si riducono gli attacchi di marciumi ai frutti e si garantisce una maggiore pulizia dei frutti alla raccolta.

SCELTA VARIETALE
Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 15) si riportano nella tabella 3 le variet raccomandate per lEmilia-Romagna. Tab. 3 - Fragola: lista delle variet raccomandate per lEmilia-Romagna.
VARIET IN PIENO CAMPO MATURAZIONE (giorni da Miss) (*) VARIET IN COLTURA PROTETTA MATURAZIONE (giorni da Miss)

Miss Maya Madeleine Patty Marmolada Onda Idea

0 +5 +5 +6 +10 +10 +12

Miss Maya Madeleine Patty Marmolada Onda Don

0 +4 +5 +6 +10 +10 +8

TECNICA DIMPIANTO
Modalit, densit, epoca di piantagione. Si consiglia di effettuare limpianto a file binate su telo pacciamante. Il periodo di impianto varia a seconda del materiale utilizzato (piante fresche o frigoconservate). Vengono riportate nella tabella 4 le forme di allevamento e le distanze di impianto consigliate.

32

NOTE: (*) Data media di inizio raccolta. Miss si raccoglie in Emilia-Romagna nella seconda decade di maggio.

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Fragola - 2001

Tab. 4 - Sesti dimpianto ed epoche di piantagione.


DISTANZA (centimetri) Tra le file Sulla fila

TIPO DI COLTURA

TIPO DI PIANTA

EPOCA DI IMPIANTO

Tunnel Pieno campo

Frigoconservata Frigoconservata Fresca

20/7-10/8 20/7-5/8 20/8-30/8

30-35 (*) 30 30-35 (*)

30-35 (*) 35-40 (*) 30-35 (*)

Valido solo nellambito del Reg. Ce 2200/96 e delle leggi regionali 28/98 e 28/99.

In considerazione dellelevata frammentariet aziendale, per le aziende con dimensione minore di 1 ha, ammesso non effettuare lanalisi del terreno, ma bisogner rispettare le dosi massime di P2O5 e K2O previste per i terreni a dotazione elevata.

(*) Le distanze maggiori sono consigliate per i terreni a elevata fertilit.

FERTILIZZAZIONE
Fermo restando quanto indicato nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7 /2001 di Agricoltura, pag. 16) in riferimento al campionamento dei suoli, laboratori e analisi del terreno si riportano in tabella 5 i valori di asportazione per la fragola.

Tab. 6 - Concimazione fosfo-potassica per la fragola: apporti massimi, epoche e modalit di distribuzione (*).
DOTAZIONE DEL TERRENO ELEMENTO FERTILIZZANTE APPORTI MASSIMI AMMESSI (kg/ha)

Bassa Normale

Tab. 5 - Valori di asportazione per la fragola.


VALORI DI ASPORTAZIONE (kg per tonnellata di prodotto raccolto)

Elevata

P2O5 K2O P2O5 K2O P2O5 K2O

250 300 120 260 50 100

ELEMENTO

(*) Lapporto deve essere frazionato e le epoche di distribuzione sono: pre-trapianto, fertirrigazione estivo autunnale e fertirrigazione primaverile.

Azoto (N) Fosforo (P2O5) Potassio (K2O)

3,5 2,5 6,5

Concimazione fosfatica e potassica Gli apporti di P2O5 e K2O devono essere calcolati in base alle asportazioni presunte. Tali quantitativi costituiscono il limite a cui attenersi, e non possono comunque superare i limiti massimi fissati in relazione alla dotazione di questi elementi nel terreno che sono riportati in tabella 6. Per valutare la dotazione del terreno bisogna fare riferimento alle tabelle 4 e 5 della parte generale, dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pagg. 19 e 20), considerando che la fragola una coltura mediamente esigente in fosforo. Nella tabella 6 sono indicate le epoche di distribuzione consigliate.

Nei terreni sottoposti a fumigazione, si consiglia di ridurre i quantitativi di P2O5 e K2O in funzione della dotazione del terreno: ridurre del 20-30%; * bassa ridurre del 30-40%; * normale ridurre gli apporti di K2O del 40-50% * elevata e non somministrare P2O5.
............................................... ................................... ........................................

Concimazione azotata Le quantit da apportare sono pari alle asportazioni della presunta produzione e non possono comunque superare i valori della tabella 7. Per quanto riguarda le epoche e le modalit di distribuzione si consiglia di seguire le indicazioni riportate in tabella. Non si fissano vincoli specifici, ma valido quanto indicato nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 24). Nei terreni sottoposti a fumigazione, si consiglia di ridurre gli apporti azotati, eliminando il quantitativo distribuito in pre-trapianto.

33

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Tab. 7 - Concimazione azotata per la fragola.


APPORTI MASSIMI (kg/ha)

EPOCHE DI DISTRIBUZIONE

120

Frazionata: pre-trapianto; fertirrigazione estivo-autunnale; fertirrigazione primaverile.

Coefficiente tempo. Per la fragola, il coefficiente tempo (vedi riquadro a pag. 10), uguale a 1.

La regolazione dei fattori climatici allinterno del tunnel. Il tunnel pu rimanere chiuso fino a quando non si raggiungono, nelle ore pi calde, temperature superiori ai 25-30 C oppure si forma una forte condensa, dopodich consigliabile arieggiare. Si consiglia di curare particolarmente larieggiamento per evitare sbalzi termici, causa principale della produzione di frutti deformati. inoltre essenziale per evitare la formazione di condensa, una fonte di scottature fogliari e diffusione di marciumi dovuti a Botritys, in grado di attaccare fiori e frutti.

CURE COLTURALI
L asportazione delle infiorescenze. La pianta frigoconservata emette, subito dopo la piantagione, 1 o 2 infiorescenze (pi la pianta grossa al colletto pi infiorescenze emette), che vanno asportate al pi presto per favorire la precoce formazione di nuove radici. L asportazione degli stoloni. In genere il mantenimento degli stoloni (nel sentiero fra le bine) comporta una riduzione di produttivit ed un indebolimento delle piante stesse. Per questo motivo se ne consiglia lasportazione (con 2-3 interventi) in tutti gli impianti di Dana, Cesena, Honeoye, Gea e Addie (piantata tardi, 5-10 agosto). Solo nelle piantagioni precoci di Addie (entro luglio) gli stoloni possono essere mantenuti vantaggiosamente. L asportazione delle foglie alla ripresa vegetativa. Si consiglia di effettuare unintensa asportazione di tutto il fogliame, ad eccezione di quello verde in formazione. Questa pratica fondamentale per ridurre eventuali focolai di infezioni fungine nonch le forme svernanti di acari e lepidotteri. Tutto il materiale asportato, erba compresa, deve essere accuratamente portato fuori dalla serra o dal campo e bruciato giornalmente.

IRRIGAZIONE
Si rimanda alla parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 29) per gli approfondimenti sulla gestione dellirrigazione. I volumi di adacquamento e i momenti di intervento. Il regime idrico richiesto dalla coltura della fragola deve essere il pi possibile regolare e costante, quindi non si pu pensare ad una razionale coltivazione con soli interventi di soccorso. opportuno distinguere le esigenze idriche della fragola a seconda dei momenti stagionali e del tipo di coltura (pieno campo o tunnel). Dopo la piantagione. In questa fase si consiglia di irrigare frequentemente per assicurare lattecchimento delle piantine. Dalla ripresa vegetativa alla raccolta in coltura di pieno campo. La coltura in piena aria svolge il proprio ciclo vegetativo e produttivo nella stagione primaverile, per cui le gi ridotte esigenze idriche sono ampiamente compensate dalle piogge. Nei casi in cui non si disponga delle informazioni fornite dai Servizi regionali irrigazione , in grado di realizzare un programma irriguo adeguato, pu essere necessario effettuare almeno un intervento irriguo durante la fase dei frutti bianchi , avendo lavvertenza di non superare i volumi dintervento di seguito riportati. Volumi di adacquamento massimi ammessi per ogni intervento, in funzione del tipo di terreno: terreno sciolto 300 m3/ha (30 mm) terreno franco 400 m3/ha (40 mm) terreno argilloso 500 m3/ha (50 mm)

COPERTURA DELLIMPIANTO (TUNNEL)


I materiali di copertura e lepoca di copertura. Si consigliano film plastici termici di Pvc ed Eva, ad alta trasparenza, dello spessore di 0,15-0,20 millimetri. La copertura del tunnel consigliabile avvenga nel mese di gennaio: nella prima met si coprono gli impianti di Marmolada, poi quelli di Addie e Gea, mentre per Honeoye si pu ritardare a fine mese.

34

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Fragola - 2001

Non vi sono divieti per luso di volumi inferiori. Dalla ripresa vegetativa alla raccolta in coltura protetta. Lapplicazione delle norme di tabella 8, permette di ottenere le massime produzioni con il minor impiego di acqua. Le irrigazioni vanno eseguite a goccia o manichetta sotto pacciamatura, adottando il turno indicato in presenza di terreni pesanti, mentre necessario aumentare il numero degli interventi nei terreni sciolti. Tab. 8 - Fragola: volumi di irrigazione in litri per metro di manichetta.
VARIET A SVILUPPO VARIET A SVILUPPO VEGETATIVO CONTENUTO VEGETATIVO ESPANSO Volumi (litri/metro) Irrigazione per sett.ne Volumi (litri/metro) Irrigazione per sett.ne

cati nelle specifiche tabelle che saranno pubblicate nel supplemento n. 9 di Agricoltura , dedicato alle sintesi dei disciplinari per la difesa fitosanitaria e diserbo. ammesso luso dei soli principi attivi indicati nelle tabelle sopra indicate.

DIFESA
Modalit di impiego dei fitofarmaci. Per il controllo fitosanitario, si possono applicare le indicazioni indicate nelle specifiche tabelle che saranno pubblicate nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura , dedicato alle sintesi dei disciplinari per la difesa fitosanitaria e il diserbo. ammesso luso dei soli principi attivi indicati nelle tabelle sopra indicate. Volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione su fragola: 800 litri/ettaro.

FASE

PERIODO

1 Fino a 7 giorni dopo il risveglio vegetativo 2 Fino ai primi fiori 3 Fino ai primi frutti bianchi 4 Fino alla 1 raccolta 5 Durante la raccolta in aprile 6 Durante la raccolta in maggio

0 2,4 3,1 3,6 3,7 6,4

0 1 1 2 2 2

0 3,0 4,1 4,5 4,8 7,0

0 1 1 2 2 2

RACCOLTA
Epoca. Per valutare lo stato di maturazione delle fragole non si hanno a disposizione metodi oggettivi validi. Il parametro pi usato rappresentato dallo sviluppo ed intensit del colore. Si raccomanda di eseguire la raccolta quando i frutti hanno assunto la colorazione rossa tipica della cultivar su almeno i due terzi della loro superficie (apice chiaro). La raccolta pu essere leggermente anticipata quando si devono raggiungere mercati lontani o quando si dispone di variet a polpa non molto soda. Altri metodi quali la compattezza della polpa (durezza), il contenuto in zuccheri e acidit non risultano adatti alle esigenze operative. Modalit. La raccolta per il consumo fresco eseguita manualmente. I frutti devono essere staccati con il calice (rosetta) e con una piccola porzione di peduncolo (5-10 millimetri) e posti entro dei contenitori, in plateaux. Data la delicatezza del prodotto la selezione e il confezionamento avviene direttamente alla raccolta, evitando con questo successive manipolazione in magazzino. Per contro, le fragole destinate allindustria di trasformazione devono essere prive di calice e peduncolo; nel caso si utilizzino eccedenze di mercato, lasportazione avvie-

Esempio: tunnel di metri 70; 4 pacciamature; metri 280 di manichetta; Variet: Idea; fase 3 (4,1 litri/metro); 280 x 4,1 = 1148 litri di irrigazione una volta alla settimana (pi leventuale volume di riempimento linea).

Irrigazioni con lausilio del tensiometro * Posizionare correttamente tra le piante almeno 2 tensiometri a 25-30 centimetri di profondit. * Irrigare quando la media delle 2 letture indica 25-30 centibar. * Applicare un volume irriguo calcolato con lo schema della tabella. * Ripetere lintervento se 24 ore dopo lirrigazione, la media delle letture non scesa ad almeno 18 centibar. * Continuare ad irrigare con tali regole fino al termine della raccolta.

DISERBO
Si consiglia di effettuare il controllo meccanicamente nei sentieri di passaggio fra le bine e manualmente vicino alla pianta. Per il controllo delle malerbe in funzione delle infestanti presenti si possono applicare gli schemi di diserbo indi-

35

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

ne in magazzino manualmente o mediante delle macchine depicciolatrici, se invece la raccolta viene fatta direttamente per lindustria i frutti vengono depicciolati in campo. Trasporto azienda-centrale di lavorazione. Data lelevata deperibilit delle fragole opportuno che i contenitori

con i frutti raccolti non vengano lasciati esposti al sole, in particolare nelle ore pi calde del giorno. Entro poche ore dalla raccolta (6-8 ore) opportuno che i frutti vengano portati alla centrale di conferimento per es sere prerefrigerati.

36
I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Lattuga - 2001

Lattuga
VOCAZIONALIT
L ambiente pedologico. Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 9), si consiglia di attenersi ai valori dei parametri pedologici riportati in tabella 1. L ambiente climatico. Si consiglia di tenere conto dei valori riportati in tabella 2. Tab. 1 - Valori consigliati per i parametri pedologici nella coltivazione della lattuga.
PARAMETRI PEDOLOGICI RIFERITI ALLO STRATO DI TERRENO ESPLORATO DALLE RADICI

ROTAZIONE
Si consiglia di non attuare il ristoppio e di intercalare almeno tre cicli colturali con altre specie, prima del ritorno della lattuga sullo stesso appezzamento. Non consigliabile la successione con colture di endivia, cicorie, cavolo e barbabietole.

PREPARAZIONE DEL TERRENO


La lattuga ha un apparato radicale superficiale che esplora i primi 30-40 centimetri di terreno; pertanto consigliabile una lavorazione del terreno con vangatrice o fresa. Nel caso di colture primaverili, si consiglia tuttavia di effettuare unaratura nellautunno precedente, per interrare la sostanza organica. Prima del trapianto affinare e livellare il terreno. consigliabile inoltre una sistemazione a solchi singoli, distanziati di 40-50 centimetri o a proda, della larghezza di 120-140 centimetri che consenta un pi facile sgrondo dellacqua di irrigazione e minori problemi di attacchi patogeni.

VALORI CONSIGLIATI

Drenaggio Tessitura Profondit utile Calcare totale e attivo pH Salinit

Buono(1) Franco, Franco-sabbioso, Franco-sabbioso-argilloso 40 - 50 cm(2) Inferiore al 10% 6-7 Moderatamente tollerante (3-5 mS/cm)

(1) Drenaggio buono: lacqua rimossa dal suolo prontamente e/o non si verificano durante

STRUTTURE DI PROTEZIONE
Per la lattuga allevata in coltura protetta adottare serre con una volumetria pari a 2,5 metri cubi per ogni metro quadrato coperto, preferibilmente a parete verticale, a campata semplice o multipla, con larghezza non inferiore ai 5,5-6 metri. Non sono ammesse strutture che non siano dotate di aperture poste lateralmente e/o al colmo, che favoriscono larieggiamento delle piante.

la stagione vegetativa eccessi di umidit limitanti lo sviluppo della coltura. (2) Intesa come profondit di strati limitanti gli apparati radicali.

Tab. 2 Valori consigliati di temperatura nella coltivazione della lattuga.

TEMPERATURA

VALORI CONSIGLIATI

Minima

Danni da gelo al di sotto di -2 C. Per la crescita e la formazione del cappuccio temperatura notturna da 3 a 12 C Minima biologica 6 C Ottimale Diurna 16-20 C - Notturna 10-12 C Massima Temperature notturne superiori ai 16 C e diurne superiori a 25 C determinano induzione a fiore

MATERIALI DI COPERTURA
Di estrema importanza la trasparenza dei film plastici di copertura, in quanto ad una minore trasparenza corri-

37

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

sponde un aumento del contenuto di nitrati nelle foglie. Per le colture in pieno campo, nei periodi pi freddi, consigliabile la copertura della coltura con film in tessuto non tessuto che garantisce una migliore tenuta termica.

SCELTA VARIETALE
Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 15) si riportano, in tabella 3, le variet di lattuga raccomandate per lEmilia-Romagna.

Il sesto dimpianto varia a seconda che la coltura sia allevata in serra o in pieno campo e in funzione del tipo di terreno. A seconda dei casi, si consiglia di seguire le indicazioni della tabella 4. Si consiglia di appoggiare i cubetti allinterno di buchette create da rulli improntatori, avendo cura che il colletto resti fuori terra; fare seguire unirrigazione.

FERTILIZZAZIONE
Fermo restando quanto indicato nella parte generale (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 16), si riportano in tabella 5 i valori di asportazione per la lattuga. Concimazione fosfatica e potassica Gli apporti di P2O5 e K2O devono essere calcolati in base alle asportazioni presunte. Tali quantitativi costituiscono il limite a cui attenersi, e non possono comunque superare i limiti massimi fissati in relazione della dotazione di questi elementi nel terreno e riportati in tabella 6.

SCELTA DELLA TECNICA DIMPIANTO


Nella scelta del tipo di impianto si consiglia di prestare attenzione: * al materiale di propagazione; * al sesto dimpianto. Come materiale di propagazione si consiglia limpiego di piantine allevate in contenitori alveolati di plastica o in cubetti di torba pressata. Lo stadio ottimale delle piantine da trapiantare in serra in autunno-inverno di 3-4 foglioline, mentre per i trapianti primaverili-estivi si possono utilizzare piantine con 2-3 foglioline.

Tab. 3 Lattuga - Lista variet raccomandate in Emilia-Romagna.


V A R I E T Lattuga Iceberg Lattuga romana Lattuga tipologie diverse Lattuga Cappuccio per colture protette Lattuga Cappuccio pieno campo PRIMAVERA ESTATE AUTUNNO

38

Roxette Lorso Indus Calgary Manital Edmonton Rocco Dublin Regina dei ghiacci Sel. Lipari Fiorette Barcelona Blizard Rubette

Melissa Donatus Terlnana Manital Bacio Chilim Alisia Remus Almadin Barrina

Camaro (Batavia) Tilina (Gentilina) Luzon (Gentilina) Gentilina (Gentilina) Rolina (Gentilina) Funly (Gentilina) Bohemia (Gentilina) Gentle Giant (Gentilina) Kristine (Foglia di quercia) Valdai (Foglia di quercia) Raisa (Foglia di quercia) Smile (Foglia di quercia)

Tibet Nalys Manita Norma Audrey Dustin (LM1520) Eloise Mindoro Nacre

Nadine Tatiana Titan Limax Excelsa Fiorella Catalina Dario Eintein Caliente Volga (Ex GX 106)

Audran Justine Ballerina Green Sun Crufia Solaris Fatima

Nadine Titan Volga (Ex GX 106) Caterina Fiorella Sorenza Gulliver Hades Caliente

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Lattuga - 2001

Tab. 4 Sesti dimpianto e densit dinvestimento consigliati per limpianto della lattuga.
DISTANZA DISTANZA TRA LE FILA SULLA FILA (cm) (cm)

Tab. 6 - Apporti massimi nella concimazione fosfo-potassica della lattuga e relative epoche di distribuzione.
APPORTI MASSIMI (kg/ettaro) EPOCA DI DISTRIBUZIONE (*)

TIPO DI COLTURA

DENSIT (n. piante/ettaro)

DOTAZIONE DEL TERRENO

ELEMENTO FERTILIZZANTE

Coltura in serra Coltura in pieno campo/sabbioso Coltura in pieno campo/medio impasto Colture di Iceberg

30-35 35 30-35 40

25-30 35 30-35 35-40

95.000-133.000 81.500 81.500-111.000 62.500-71.500

Bassa Normale Elevata

P2O5 K2O P2O5 K2O P2O5 K2O

250 300 130 180 50 100

Pre-semina/trapianto Pre-semina/trapianto Pre-semina/trapianto Pre-semina/trapianto Pre-semina/trapianto Pre-semina/trapianto

Tab. 5 - Valori di asportazione della lattuga.


VALORI DI ASPORTAZIONE (kg/t di prodotto)

(*) per lattughe Iceberg le distribuzioni possono essere effettuate in epoche successive al fine di favorire la chiusura cespo.

ELEMENTO

Azoto (N) Fosforo (P2O5) Potassio (K2O)

2,3 0,8 4,8

Tab. 7 - Apporti massimi nella concimazione azotata della lattuga.


ELEMENTO APPORTI MASSIMI (kg/h) EPOCA E MODALIT DI DISTRIBUZIONE

Per valutare la dotazione del terreno bisogna fare riferimento alle tabelle 4 e 5 della parte generale (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pagg. 19 e 20), considerando che la lattuga una coltura mediamente esigente in fosforo. Nella tabella 6 sono indicate le epoche di distribuzione consigliate. Concimazione azotata Per quanto riguarda la concimazione azotata, le quantit da apportare sono pari alle asportazioni della presunta produzione. In tabella 7 sono riportati gli apporti massimi e le epoche e modalit di distribuzione consentite. Non ammessa la distribuzione dellazoto in epoche diverse da quelle indicate in tabella 7. Coefficiente tempo. Per la lattuga, il coefficiente tempo (vedi riquadro a pag. 10) uguale a 0,25.

Azoto (N)

100

In copertura o frazionato a partire dal trapianto

La lattuga non presenta elevati fabbisogni idrici essendo breve il ciclo colturale, tuttavia si consiglia di mantenere il terreno in condizioni di elevata umidit. La scelta dellimpianto irriguo. Si consiglia di adottare la microirrigazione come metodo di rifornimento idrico alla pianta per una razionalizzazione dei consumi di acqua. In serra associare tale metodo alla pacciamatura del terreno. Per colture di pieno campo consigliabile anche il sistema ad aspersione con ugelli a bassa portata. I metodi ad aspersione non pongono particolari problemi nelle prime fasi di sviluppo, mentre nella fase di formazione del cespo la bagnatura delle foglie pu portare ad uno sviluppo di funghi patogeni, quali botrite e peronospora.

IRRIGAZIONE
Si rimanda alla parte generale (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 29), per gli approfondimenti riguardanti la gestione dellirrigazione.

DISERBO
Si rimanda alla parte generale (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 37), per gli approfondimenti riguardanti la gestione del controllo delle infestanti.

39

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Nelle colture in serra non ammesso il diserbo chimico. Nelle colture in pieno campo, qualora venga utilizzata la pacciamatura, non sono necessari trattamenti erbicidi. Negli altri casi si ammette il diserbo chimico seguendo le indicazioni della tabella che verr pubblicata nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura. Non sono ammessi principi attivi diversi da quelli riportati nella specifica tabella del supplemento n. 9/2001 di Agricoltura, che verr pubblicato, dedicato alle sintesi dei disciplinari per diserbo e difesa fitosanitaria.

rimanda alla parte generale (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 41). Modalit di impiego dei fitofarmaci ammesso luso dei soli principi attivi indicati nella specifica tabella del supplemento n. 9/2001 di Agricoltura, che verr pubblicato, dedicato alle sintesi dei disciplinari per diserbo e difesa fitosanitaria. Le modalit di distribuzione. Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 42), vengono riportati i volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione per trattamenti fitosanitari per lattuga. Volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione su lattuga: 800 litri/ettaro.

DIFESA
Si rimanda alla parte generale (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 35), per gli approfondimenti riguardanti la gestione della difesa integrata della lattuga. Le note che seguono hanno lo scopo di fornire le indicazioni fondamentali per limpostazione di un programma di difesa integrata per la coltura della lattuga. I campionamenti visuali. I campionamenti, che hanno lo scopo di verificare la situazione fitosanitaria della lattuga e leventuale necessit di un intervento, si riferiscono ad un programma di rilievi a cadenza settimanale da eseguire durante il periodo dal trapianto alla raccolta. Considerando che i trapianti di lattuga si susseguono a cadenza ravvicinata tale da non comportare diversificazioni di carattere fitosanitario, si prendono in considerazione solo i trapianti distanziati di 15 giorni. I campionamenti consistono nellosservazione di 30 piante ogni 1.000 metri quadrati. Nel caso degli elateridi, si rende necessario un loro monitoraggio al fine di impostare una efficace linea di difesa; per le indicazioni riguardante questa importante pratica, si

RACCOLTA
Epoca. Si consiglia di effettuare la raccolta quando le piante hanno raggiunto uno sviluppo (peso) ed un aspetto commercialmente accettabili, variabili fra laltro, in funzione della cultivar. Lallungamento dellasse vegetativo (precoce fioritura), imputabile frequentemente ad un eccesso termico, squalifica il prodotto. Lo stesso avviene se nelle lattughe a cespo chiuso (tipo Iceberg) la nervatura centrale delle foglie si rompe per effetto di eccessivo turgore o maturit . Modalit. La raccolta deve essere possibilmente effettuata la mattina presto e comunque non nelle ore pi calde della giornata. Si consiglia di effettuare in campo la prelavorazione al fine di eliminare le foglie esterne ed i cespi difettosi. opportuno che il tempo intercorso tra la raccolta e il conferimento al magazzino non superi le sei ore, al fine di evitare accen tuate perdite qualitative e la riduzione della shelf-life .

40
I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Orticole da industria - 2001

Orticole da industria
(FAGIOLO, FAGIOLINO, PISELLO, SPINACIO)
VOCAZIONALIT
L ambiente pedologico. Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 9) allargomento, si consiglia di attenersi ai valori dei parametri pedologici riportati in tabella 1. L ambiente climatico. Nella scelta dellarea di coltivazione si consiglia di tener conto di alcuni parametri climatici, i cui valori sono riportati in tabella 2.

Tab. 1 - Valori consigliati per i parametri pedologici.

PARAMETRI PEDOLOGICI RIFERITI ALLO STRATO DEL TERRENO ESPLORATO DALLE RADICI

VALORI OTTIMALI Fagiolo Fagiolino Pisello Spinacio

Tessitura Drenaggio Profondit utile (2) Calcare attivo pH Salinit Sostanza organica

Franco Buono (1) Non deve essere inferiore a 40 cm Inferiore al 10% 6-7,5 Inferiore a 2 mS/cm

Franco Buono (1) Non deve essere inferiore a 40 cm Inferiore al 10% 6-7,5 Inferiore a 2 mS/cm

Franco Buono (1) Non deve essere inferiore a 40 cm Inferiore al 10% 6,5-7,5 Inferiore a 3 mS/cm Buona dotazione

Franco Franco sabbioso Buono (1) Non deve essere inferiore a 40 cm Inferiore al 10% 7-7,8 Inferiore a 5 mS/cm Buona dotazione

(1) Lacqua rimossa dal suolo prontamente e/o non si verificano durante la stagione vegetativa eccessi di umidit limitanti per lo sviluppo della coltura. (2) Intesa come profondit a strati limitanti gli apparati radicali.

Tab. 2 - Valori consigliati per i parametri climatici.

VALORI OTTIMALI PARAMETRI CLIMATICI Fagiolo Fagiolino Pisello Spinacio

Temperatura di germinazione: valore ottimale valore minimo valore massimo Temperatura minima Temperatura massima

20-29 C 10 C 35 C Non inferiore a 10 C Non superiore a 35 C

20-29 C 10 C 35 C Non inferiore a 10 C Non superiore a 35 C

15-18 C 4 C Non inferiore a -2 C Non superiore a 30 C

15-20 C 4 C 24 C Non inferiore a -7 C Non superiore a 25 C

41

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

ROTAZIONE
Non ammesso il ristoppio. Le rotazioni da rispettare nella coltivazione delle specie in esame sono riportate nella tabella 3.

Tab. 3 - Rotazioni ammesse nelle colture di fagiolo, fagiolino, pisello e spinacio.

SPECIE

INTERVALLO FRA 2 CICLI SUCCESSIVI

Fagiolo Fagiolino

Pisello Spinacio

2 anni 3 cicli di altre specie, se si effettua un solo ciclo di fagiolino nellarco dellanno. 3 anni se si effettuano due cicli di fagiolino o fagiolo nellarco dellanno. 2 anni 3 cicli di altre specie, se si effettua un solo ciclo di spinacio nellarco dellanno. 3 anni se si effettuano due cicli di spinacio nellarco dellanno.

lemergenza uniforme, lo sviluppo omogeneo e la concentrazione di maturazione che influenzano la qualit della produzione. Inoltre, il livellamento agevola la raccolta meccanica. Prima della semina si consigliano apposite lavorazioni superficiali per garantire lamminutamento del terreno. Spinacio. Aratura alla profondit di 40 centimetri circa , da eseguirsi prima del periodo estivo-autunnale. Si consiglia un buon livellamento del terreno ai fini della raccolta meccanica, per evitare perdite alla raccolta nel caso di avvallamenti del suolo e per consentire un razionale impiego della falcia-caricatrice. Prima della semina effettuare apposite lavorazioni superficiali, per garantire lamminutamento del terreno e una rullatura molto leggera, che in alcuni casi pu essere effettuata in post-semina.

SCELTA VARIETALE
Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 15), si riportano (nelle tabelle 4a e 4b) le variet di fagiolo, fagiolino, pisello e spinacio consigliate per lEmilia-Romagna, che fanno riferimento alle liste regionali di raccomandazione varietale. I caratteri da tener presenti sono: FAGIOLO * idoneit alla raccolta meccanica; * resistenza alla sovramaturazione; * concentrazione di maturazione; * stabilit produttiva; * resistenza o tolleranza a batteriosi e virosi; * idoneit alla trasformazione industriale (in funzione del tipo di prodotto). FAGIOLINO * caratteri agronomici: stabilit produttiva, rese elevate, scarsa sensibilit alle malattie, tolleranza alle temperature elevate, buona concentrazione di maturazione, buona resistenza alla sovramaturazione, idoneit alla raccolta meccanica; * caratteri qualitativi: legume diritto, a sezione circolare dal colore verde intenso, uniformit di calibro ed assenza di filo. PISELLO * idoneit alla raccolta meccanica;

PREPARAZIONE DEL TERRENO


Le sistemazioni. Si consiglia una sistemazione del terreno molto accurata; deve facilitare lo sgrondo delle acque ed il livellamento del suolo per ottenere la migliore efficacia da parte dei trattamenti erbicidi, in particolare per terreni argillosi, deve essere assicurata la presenza di efficaci fossi lungo la testata e di scoline laterali. Le lavorazioni. Fagiolo e fagiolino da industria. Aratura di circa 40 centimetri, da effettuarsi nellestate precedente limpianto, oppure, nel caso delle colture intercalari, una lavorazione superficiale di circa 25 centimetri. Si consiglia un buon livellamento del terreno, importante ai fini della raccolta meccanica. Prima della semina effettuare lavorazioni superficiali per garantire lamminutamento del terreno. Pisello. Aratura di 40 centimetri circa, da eseguirsi prima del periodo invernale. Un buon livellamento del terreno serve per garantire

42

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Orticole da industria - 2001

* contemporaneit di maturazione; * resistenza o tolleranza a determinate malattie; * sviluppo vegetativo determinato; * idoneit alla trasformazione industriale (prodotto appertizzato o surgelato); * calibro della granella (tab. 4); * lenta evoluzione del grado tenderometrico; * unit di calore (U.C.). Nella scelta varietale del pisello, si consiglia di considerare il calcolo delle Unit di Calore (U.C.) che viene effettuato sommando le temperature medie giornaliere dalla semina alla raccolta diminuite di un valore giornaliero costante indicato in 4,4 C, che rappresenta la temperatura di arresto dello sviluppo vegetativo della pianta. In base al fabbisogno di U.C. le cultivar vengono ritenute: * precoci (U.C. 680); * medio-precoci (U.C. 740); * medie (U.C. 800); * medio-tardive (U.C. fino a 850); * tardive (U.C. oltre 850). I valori sopra indicati sono orientativi; rimangono tuttavia valide le differenze di U.C. indicate per le diverse variet. Tab. 4 - Pisello: denominazione merceologica del prodotto in relazione al diametro della granella fresca.
DIAMETRO (millimetri) CALIBRO DENOMINAZIONE APPERTIZZAZIONE (conservazione in scatola) SURGELAZIONE (*)

* caratteri morfologici: basso rapporto picciolo/lembo fogliare, foglia di colore verde scuro, di spessore elevato e con alto contenuto di sostanza secca.

Tab. 4a - Fagiolo e fagiolino: lista delle variet raccomandate per lEmilia-Romagna.

FAGIOLO BORLOTTO

FAGIOLINO DA INDUSTRIA

FAGIOLINO DA CONSUMO FRESCO

Etna Giulia King Kirena Minia Talento

Autan Ferrari Jamaica Carlo Celtic Cleo Flevoro (1) Lasso (1) Masai Mondeo

Paulista Saporro Sigma Sonate Twiggy Xavo Xera Jessica Alicante (RS 1510)

Alicante Balbo Bronco Cleo Trofeo Saporro Festina Tema Xera

(1)

Idonea per appertizzazione (conservazione in scatola).

Tab. 4b - Pisello e spinacio: lista delle variet raccomandate per lEmilia-Romagna.

PISELLO DA MERCATO FRESCO

PISELLO DA INDUSTRIA

SPINACIO

Espresso Progress 9 Utrillo

I II III IV V

Extra fini Finissimi Fini Mezzi fini Medi

Inferiore a 7,5 7,6-8,2 8,3-8,75 8,76-9,3 9,4-10,2

Inferiore a 7,5 7,6-8,2 8,3-9,3 9,4-10,2 Maggiore di 10,2

(*) Per i surgelati, di norma, la suddivisione in calibri viene effettuata post-congelamento contemporaneamente alla selezione ottica per eliminare i grani chiari, secondo la seguente scala: Fini: inferiori a 8,75; Medi: 8,75-10,2; Grossi: superiori a 10,2

SPINACIO * caratteri agronomici: precocit, produttivit, portamento, tolleranza allingiallimento fogliare ed alla emissione dello scapo fiorale e scarsa suscettibilit alle malattie;

Abador Ambassador Coral (1) Fristo (1) Hunter Karina Lambado (1) Lynx (1) Curico Minado (1) Quantum Rainer Resal Revolution Span

Spring Vada Valverde Waverex Wolf Talbot Dakota (FP 2101) Cabro (EX 360) Cabree Gallant (FP 2094) Regina

Avanti Ballet Chica Clemont Correnta Kerdion Palco Pavana S. Felix Flamenco Puma Santana Spanda Springfield Vivos Nunco Bella

(1) Idoneo per appertizzazione (conservazione in scatola).

43

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

SCELTA DELLA TECNICA DIMPIANTO


Fagiolo. In Emilia-Romagna si consiglia di effettuare la semina del fagiolo da granella semisecca per lindustria dai primi di aprile a met luglio. Il ciclo colturale dura, in media, circa 90 giorni. Nellambiente emiliano-romagnolo, caratterizzato da elevate temperature estive, i migliori risultati si hanno in epoca estivo-autunnale. Effettuare la semina con seminatrici di precisione pneumatiche, utilizzando seme con adeguate garanzie sanitarie. In presenza di terreni molto soffici si consiglia una rullatura pre-semina. La densit dimpianto ottimale pu variare in funzione della variet e dellambiente di coltivazione. Di seguito (tabella 5a) si riportano alcuni consigli relativi alla tecnica di semina. Tab. 5a - Indicazioni sulle tecniche dimpianto consigliate per il fagiolo da industria (tipo borlotto nano).
DENSITA DISTANZA DI SEMINA TRA LE FILE (semi/ettaro) (cm) DISTANZA PROFONDIT SULLA FILA DI SEMINA (cm) (cm) QUANTIT DI SEME (kg/ettaro)

Tab. 5b - Indicazioni sulle tecniche dimpianto consigliate per il fagiolino da industria.

EPOCA DI SEMINA

DENSITA DISTANZA DI SEMINA TRA LE FILE (semi/ettaro) (cm)

DISTANZA PROFONDIT SULLA FILA DI SEMINA (cm) (cm)

QUANTIT DI SEME (kg/ettaro)

Dai primi di aprile 400450.000 ai primi di agosto (*)

45-50

4-5

2-3

70-130

(*) Le semine in giugno sono quelle che danno complessivamente pi problemi per la conduzione degli impianti.

EPOCA DI SEMINA

Dai primi di aprile 280-400.000 a met luglio

45-50

6-7

2-3

150-220

Pisello. La pianificazione della coltura per luso industriale viene effettuata utilizzando una scalarit delle semine, in funzione delle caratteristiche varietali (ciclo precoce, medio o tardivo), della natura del terreno e del periodo di lavorazione dellindustria (capacit di lavoro delle raccoglitrici e degli impianti). Le epoche di semina consigliate in Emilia-Romagna, considerando la durata media del ciclo colturale (80-100 giorni), sono: febbraio-marzo (variet precoci-medie); prima decade di aprile (variet tardive). Si sconsiglia la semina autunnale in quanto, in EmiliaRomagna, non fornisce risultati apprezzabili dal punto di vista quali-quantitativo. Le tecniche dimpianto consigliate sono riportate nella tabella 5c. Tab. 5c - Indicazioni sulle tecniche dimpianto consigliate per il pisello.

44

Fagiolino. Si consiglia di effettuare la semina del fagiolino da industria dai primi di aprile allinizio di agosto. Il ciclo colturale dura, in media, circa 60 giorni. Le condizioni climatiche dellEmilia-Romagna consentono migliori risultati con le coltivazioni in epoca estivo-autunnale (raccolta in settembre-ottobre). Effettuare la semina con seminatrici di precisione pneumatiche, utilizzando seme dotato di adeguate garanzie sanitarie. In presenza di terreni molto soffici si consiglia una rullatura pre-semina. La densit dimpianto pu variare in funzione della variet e dellambiente di coltivazione. Nella tabella 5b si riportano alcuni consigli relativi alla tecnica di impianto.

DISTANZA TRA LE FILE (cm)

DISTANZA SULLA FILA (cm)

DENSITA DI SEMINA (semi/ettaro)

PROFONDIT DI SEMINA (cm)

QUANTIT DI SEME (kg/ettaro)

18-20

4-5

0,9-1,2 milioni

4-5

150-200

Si consiglia limpiego di seminatrici meccaniche, utilizzando seme che abbia le necessarie garanzie sanitarie. Spinacio. Lepoca di coltivazione concentrata in due periodi: primaverile ed autunnale.

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Orticole da industria - 2001

Per la coltura primaverile si consiglia di effettuare la semina in febbraio-marzo, mentre per quella autunnale da fine agosto a fine settembre. Il ciclo colturale mediamente di 45-65 giorni. Le tecniche dimpianto consigliate sono riportate nella tabella 5d.

di concimazione per fosforo e potassio (tab. 7), con indicate le epoche di distribuzione consigliate. Tab. 7 - Apporti massimi nella concimazione fosfo-potassica per fagiolo, fagiolino, pisello e spinacio.
APPORTI MASSIMI (kg/ettaro)

Tab. 5d - Indicazioni sulle tecniche dimpianto consigliate per lo spinacio.

DOTAZIONE ELEMENTO DEL TERRENO FERTILIZZANTE

EPOCA E MODALIT DI DISTRIBUZIONE

DISTANZA TRA LE FILE (cm)

DISTANZA SULLA FILA (cm)

DENSITA DI SEMINA (semi/ettaro)

PROFONDIT DI SEMINA (cm)

QUANTIT DI SEME RICHIESTO (kg/ettaro)

P205 Bassa K20 P205 Normale

15-25

2,8-3,5

1,5-2,5 milioni

4-5

30-40

Si consiglia di effettuare la semina con seminatrici meccaniche, le quali dovranno essere opportunamente tarate, al fine di ottenere le densit desiderate, data lelevata variabilit esistente fra lotti di seme e variet.

Elevata

K20 P205 K20 P205

FERTILIZZAZIONE
Fermo restando quanto indicato nella parte generale dei disciplinari (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 16), si riportano in tabella 6 i valori di asportazione per quanto riguarda fagiolo, fagiolino, pisello e spinacio.

Bassa K20 P205 Normale K20 P205 K20 P205 K20 P205 K20 P205 K20 P205 K20 P205 K20 P205 K20

FAGIOLO 250 Localizzata alla semina. Se si apportano pi di 50 kg/ha distribuire il 50% in pre-semina 300 Pre-semina 100 Localizzata alla semina. Se si apportano pi di 50 kg/ha distribuire il 50% in pre-semina 100 Pre-semina 50 Localizzata alla semina 50 Pre-semina FAGIOLINO 250 Localizzata alla semina. Se si apportano pi di 50 kg/ha distribuire il 50% in pre-semina 300 Pre-semina 100 Localizzata alla semina. Se si apportano pi di 50 kg/ha distribuire il 50% in pre-semina 70 Pre-semina 50 PISELLO 250 300 70 70 50 50 SPINACIO 250 300 50 110 50 Pre-semina Pre-semina Pre-semina Pre-semina Pre-semina Pre-semina Pre-semina

Tab. 6 - Valori di asportazione per fagiolo, fagiolino, pisello e spinacio.

Elevata

Bassa
VALORI DI ASPORTAZIONE (kg/1 tonnellata di prodotto raccolto) ELEMENTO Fagiolo Fagiolino Pisello Spinacio

Normale Elevata

Azoto (N) Fosforo (P2O5) Potassio (K2O)

7,5 2,0 6,0

7,5 2,0 6,0

11,0 3,0 3,0

4,7 1,7 5,0

Bassa

Concimazione fosfatica e potassica. Sulla base dei risultati delle analisi, tenuto conto delle tabelle 4 e 5 della parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pagg. 19 e 20), che individuano i valori della dotazione del terreno, si pu formulare il piano

Normale Elevata

45

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Concimazione azotata Tab. 8 - Apporti massimi nella concimazione azotata. Per quanto riguarda la concimazione azotata, le quantit da apportare sono pari alle asportazioni della presunta produzione. In tabella 8 sono riportati gli apporti massimi e le epoche e modalit di distribuzione consentite. Coefficiente tempo. Per le orticole industriali, il coefficiente tempo (vedi riquadro a pag. 10), uguale a 0,5.

ELEMENTO

APPORTI MASSIMI (kg/ettaro)

EPOCA E MODALIT DI DISTRIBUZIONE (*)

Azoto (N) Azoto (N) Azoto (N) Azoto (N)

30 30 30 110

CURE COLTURALI
Fagiolo e fagiolino. Durante il ciclo colturale, effettuare adeguate lavorazioni al terreno (sarchiature) in funzione delle necessit, iniziando indicativamente 10-15 giorni dopo lemergenza. Spinacio. Particolarmente in prossimit della raccolta, asportare le eventuali erbe infestanti (scerbatura) per garantire una completa pulizia del prodotto.

FAGIOLO In copertura, allo stadio di 4-5 foglie vere FAGIOLINO In copertura, allo stadio di 4-5 foglie vere PISELLO In copertura, dopo lemergenza SPINACIO In copertura. Frazionare in due interventi le dosi se si apportano pi di 100 kg/ha

(*) Per una corretta concimazione, oltre alle indicazioni sopra riportate, si dovr tenere conto dello stato vegetativo della coltura, della piovosit, e della fertilit lasciata dalla coltura precedente per avere quelle informazioni utili a mantenere un equilibrato sviluppo della coltura.

IRRIGAZIONE
Si rimanda alla parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 29) per gli approfondimenti riguardanti la gestione dellirrigazione. Pisello. Normalmente questa coltura non necessita di apporti irrigui, in quanto il suo ciclo si svolge per lo pi in primavera. In casi eccezionali, in presenza di coltura tardiva, intervenire con irrigazioni di soccorso, utilizzando preferibilmente il metodo di irrigazione per aspersione. A questo scopo si consigliano gli irrigatori semoventi (rotoloni), o gli impianti mobili a pioggia lenta. Spinacio. Per lo spinacio non sono tuttora disponibili indicazioni specifiche. Vengono pertanto fornite informazioni di valore indicativo. I volumi di adacquamento e i turni irrigui Fagiolo e fagiolino: i volumi di adacquamento massimi ammessi per ogni intervento sono indicati nella tabella 9 per il fagiolo e nella tabella 11 per il fagiolino e variano in funzione della tessitura del terreno.

Per i turni irrigui si consiglia di seguire le indicazioni riportate nelle tabelle 9 e 9bis per il fagiolo e 11, 11bis per il fagiolino, tenendo conto che essi variano in funzione della fase fenologica in cui si trova la coltura.

FASI DI MASSIMA SENSIBILIT ALLO STRESS IDRICO


Fagiolo. Alla semina il terreno deve essere sufficientemente umido per garantire una rapida ed uniforme germinazione del seme. Va evitata la formazione di crosta superficiale che pu compromettere lemergenza delle plantule. Stress idrici durante la fase di fioritura ed allegagione si ripercuotono gravemente sulle rese. Per la produzione di granella secca opportuno sospendere lirrigazione circa 20 giorni prima della raccolta, per favorire il disseccamento dei baccelli e delle foglie. Spinacio. Nelle colture primaverili si consigliano solo interventi di soccorso, mentre nelle colture estivo-autunnali bene praticare interventi irrigui 4-5 giorni prima della semina e subito dopo la semina. Nella gestione dellirrigazione applicare al dato di evapotraspirazione giornaliera i seguenti coefficienti colturali: Semina 0,38 Emergenza 0,5 Chiusura delle file 0,8 Massima copertura 1,0 Raccolta 0,6

46

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Orticole da industria - 2001

Tab. 9 - Turni irrigui ammessi nella coltura del fagiolo.


TURNO FENOFASE 1 - SEMINA TURNO FENOFASE 2 - EMERGENZA

Eventuali irrigazioni di soccorso in presemina ed allemergenza con volumi di circa 15 millimetri.


TURNO FENOFASE 3 - 4 FOGLIE VERE (giorni)
A 10 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

Eventuali irrigazioni di soccorso in post-emergenza con volumi di circa 15 millimetri.


TURNO FENOFASE 4 - ABBOZZI FIORALI (giorni)
A 10 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

S A B B I A

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

22 21 20 19 18 17 16 15 14 13 13 12 11 10 9

22 21 20 19 19 18 17 16 15 14 13 12 11 10 9

22 22 21 20 19 18 17 16 15 14 13 12 11 10 9

22 22 21 20 19 18 17 16 15 14 14 13 12 11 10

23 22 21 20 19 19 18 17 16 15 14 13 12 11 10

23 23 22 21 20 19 18 17 16 15 14 13 12 11

23 23 22 21 20 19 18 17 16 15 14 14 13

23 23 22 21 20 20 19 18 17 16 15 14

23 24 23 22 21 20 19 18 17 16 15

24 24 23 22 21 20 19 18 17 16

24 24 23 22 21 20 20 19 18

24 25 24 23 22 21 20 19

24 25 24 23 22 21 20

S A B B I A

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

16 15 15 14 13 13 12 11 11 10 9 9 8 7 6

16 16 15 14 14 13 12 12 11 10 9 9 8 7 7

16 16 15 15 14 13 12 12 11 10 10 9 8 8 7

16 16 15 15 14 13 13 12 11 11 10 9 9 8 7

17 16 16 15 14 14 13 12 12 11 10 9 9 8 7

17 17 16 15 15 14 13 12 12 11 10 10 9 8

17 17 16 16 15 14 13 13 12 11 11 10 9

17 17 16 16 15 14 14 13 12 12 11 10

17 17 17 16 15 15 14 13 13 12 11

17 18 17 16 16 15 14 13 13 12

17 18 17 16 16 15 14 14 13

18 18 17 17 16 15 15 14

18 18 18 17 16 16 15

Tab. 9 bis - Fagiolo: volume di irrigazione (millimetri).

A 10 15 20 25

R 30

G 35

I 40

L 45

L 50

A 55

% 60 65 70

S A B B I A

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

54 53 50 48 46 43 41 38 36 34 31 29 27 24 22

55 53 51 49 46 44 42 39 37 35 32 30 27 25 23

56 54 52 49 47 45 42 40 38 35 33 31 28 26 24

56 55 53 50 48 46 43 41 39 36 34 31 29 27 24

57 56 53 51 49 46 44 42 39 37 35 32 30 28 25

57 57 54 52 50 47 45 42 40 38 35 33 31 28

58 57 55 53 50 48 46 43 41 39 36 34 32

58 58 56 54 51 49 46 44 42 39 37 35

58 59 57 54 52 50 47 45 43 40 38

59 60 57 55 53 50 48 46 43 41

59 61 58 56 54 51 49 47 44

60 61 59 57 54 52 50 47

60 62 60 58 55 53 50

47

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Tab. 10 - Fasi fenologiche e indicazioni per la gestione dellintervento irriguo del fagiolo.

RESTITUZIONE IDRICA GIORNALIERA PER FENOFASE E PER EPOCA DI SEMINA FASI COLTURALI Semina Emergenza 4 Foglie vere Abbozzi fiorali Raccolta

Semina primaverile-estiva

Semina estivo/autunnale

Data Restituzione (millimetri/giorno) + Giorni Data Restituzione (millimetri/giorno) + Giorni

10/5-20/5 0,9 10/7-18/7 1,4

21/5-5/6 1,5 19/7-3/8 2,1

6/6-22/6 2,5 4/8-20/8 2,5

23/6-10/8 3,4 21/8-30/9 2,5 +4

11/8 1/10

NOTE: indicativamente sono da considerarsi nulle le piogge inferiori a 5 millimetri. Le piogge superiori a questo valore vanno divise per il valore della restituzione idrica della fenofase, per ottenere il numero di giorni da aggiungere al turno riportato in tabella. Eventi temporaleschi con intensit di pioggia oraria maggiore di 15 millimetri (lettura al pluviometro/durata del temporale in ore) sono da ritenersi utili al 50%.

Richiedere eventuali informazioni specifiche per il calcolo del fabbisogno idrico giornaliero alla Sezione agrometeorologica locale.

DISERBO
Si rimanda alla parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 37) per gli approfondimenti riguardanti la gestione del controllo delle infestanti. Nelle specifiche tabelle che saranno pubblicate nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura , dedicato alle sintesi dei disciplinari per la difesa fitosanitaria e il diserbo vengono riportate le linee di diserbo ammesse per le colture oggetto del disciplinare. Non sono ammessi principi attivi diversi e dosi superiori a quelle indicate nelle tabelle sopra indicate.

DIFESA
Si rimanda alla parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 35) per gli approfondimenti riguardanti la gestione della difesa integrata di fagiolo, fagiolino, pisello e spinacio. I campionamenti visuali. I campionamenti, che hanno lo scopo di verificare la situazione fitosanitaria della coltura e leventuale necessit di un intervento, si riferiscono ad un programma di rilievi a cadenza settimanale da eseguire du-

rante lintero periodo vegetativo. Fagiolo e pisello. Consistono nellosservazione su 4 punti di 5 metri lineari di coltura per ettaro, al fine di controllare la percentuale di piante colpite. Alla raccolta controllare circa 100 baccelli per ogni 1.000 metri quadrati, per rilevare la presenza di eventuali danni e per trarre indicazioni utili allimpostazione della difesa lanno successivo. Fagiolino. Consistono nellosservazione su 4 punti di 5 metri lineari di coltura per ettaro, al fine di controllare la percentuale di piante colpite. Alla raccolta controllare lintera produzione di 10 piante su 4 punti di rilevamento per ettaro (in caso di attacchi di piralide indicare il livello di attacco come numero di baccelli/peso). Spinacio. Consistono nellosservazione su 4 punti di 10 metri quadrati di coltura per ettaro. Queste modalit di campionamento vanno adattate alle singole esigenze che possono essere modificate a seconda della necessit, pur senza eccessiva, arbitrariet da parte del tecnico o del produttore. Modalit di impiego dei fitofarmaci ammesso luso dei soli principi attivi indicati nelle specifiche tabelle che saranno pubblicate nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura , dedicato alle sintesi dei disciplinari per la difesa fitosanitaria e il diserbo.

48

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Orticole da industria - 2001

Tab. 11 - Turni irrigui ammessi nella coltura del fagiolino.


TURNO FENOFASE 1 - SEMINA TURNO FENOFASE 2 - EMERGENZA

Eventuali irrigazioni di soccorso in presemina ed allemergenza con volumi di circa 15 millimetri.


TURNO FENOFASE 3 - 4 FOGLIE VERDE (giorni)
A 10 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

Non irrigare, salvo diversa indicazione dei Bollettini provinciali ed utilizzando i volumi in essi riportati.
TURNO FENOFASE 4 - ABBOZZI FIORALI (giorni)
A 10 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

S A B B I A

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

17 16 15 15 14 13 12 12 11 10 10 9 8 7 7

17 16 15 15 14 13 13 12 11 10 10 9 8 8 7

17 16 16 15 14 14 13 12 11 11 10 9 9 8 7

17 17 16 15 15 14 13 12 12 11 10 10 9 8 7

17 17 16 15 15 14 13 13 12 11 10 10 9 8 8

17 17 16 16 15 14 14 13 12 11 11 10 9 9

17 17 17 16 15 15 14 13 12 12 11 10 10

18 18 17 16 16 15 14 13 13 12 11 11

18 18 17 16 16 15 14 14 13 12 11

18 18 17 17 16 15 15 14 13 12

18 18 18 17 16 16 15 14 13

18 19 18 17 16 16 15 14

18 19 18 17 17 16 15

S A B B I A

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

12 12 11 11 10 10 9 9 8 8 7 7 6 6 5

13 12 12 11 11 10 9 9 8 8 7 7 6 6 5

13 12 12 11 11 10 10 9 9 8 8 7 6 6 5

13 13 12 11 11 10 10 9 9 8 8 7 7 6 6

13 13 12 12 11 11 10 9 9 8 8 7 7 6 6

13 13 12 12 11 11 10 10 9 9 8 8 7 6

13 13 13 12 11 11 10 10 9 9 8 8 7

13 13 13 12 12 11 11 10 9 9 8 8

13 13 13 12 12 11 11 10 10 9 9

13 14 13 13 12 11 11 10 10 9

13 14 13 13 12 12 11 11 10

14 14 13 13 12 12 11 11

14 14 14 13 13 12 11

TURNO FENOFASE 5 - BACCELLO DI 2 CM (giorni)


A 10 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

S A B B I A

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

14 14 13 13 12 11 11 10 10 9 8 8 7 6 6

14 14 13 13 12 12 11 10 10 9 8 8 7 7 6

15 14 14 13 12 12 11 11 10 9 9 8 7 7 6

15 14 14 13 13 12 11 11 10 10 9 8 8 7 6

15 15 14 13 13 12 12 11 10 10 9 8 8 7 7

15 15 14 14 13 12 12 11 11 10 9 9 8 7

15 15 14 14 13 13 12 11 11 10 10 9 8

15 15 15 14 13 13 12 12 11 10 10 9

15 16 15 14 14 13 12 12 11 11 10

16 16 15 15 14 13 13 12 11 11

16 16 15 15 14 13 13 12 12

16 16 16 15 14 14 13 12

16 16 16 15 15 14 13

Tab. 11 bis - Fagiolino: volume di irrigazione (millimetri).

A 10 15 20 25

R 30

G 35

I 40

L 45

L 50

A 55

% 60 65 70

S A B B I A

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

54 53 50 48 46 43 41 38 36 34 31 29 27 24 22

55 53 51 49 46 44 42 39 37 35 32 30 27 25 23

56 54 52 49 47 45 42 40 38 35 33 31 28 26 24

56 55 53 50 48 46 43 41 39 36 34 31 29 27 24

57 56 53 51 49 46 44 42 39 37 35 32 30 28 25

57 57 54 52 50 47 45 42 40 38 35 33 31 28

58 57 55 53 50 48 46 43 41 39 36 34 32

58 58 56 54 51 49 46 44 42 39 37 35

58 59 57 54 52 50 47 45 43 40 38

59 60 57 55 53 50 48 46 43 41

59 61 58 56 54 51 49 47 44

60 61 59 57 54 52 50 47

60 62 60 58 55 53 50

49

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Tab. 12 - Fasi fenologiche e indicazioni per la gestione dellintervento irriguo del fagiolino.

RESTITUZIONE IDRICA GIORNALIERA PER FENOFASE E PER EPOCA DI SEMINA FASI COLTURALI Semina Emergenza 4 Foglie vere Abbozzi fiorali Baccello di 2 cm Raccolta

Semina

Semina 15/4 Semina dall1/5 all1/6 Semina dal 15/6 all1/7

Semina 15/7

Semina 1/8

Data Restituzione (millimetri/giorno) + Giorni Data Restituzione (millimetri/giorno) + Giorni Data Restituzione (millimetri/giorno) + Giorni Data Restituzione (millimetri/giorno) + Giorni Data Restituzione (millimetri/giorno) + Giorni Data Restituzione (millimetri/giorno) + Giorni

1/4-15/4 0,8 15/4-25/4 0,8 15/5-25/5 1,2 15/6-23/6 1,6 15/7-22/7 1,9 1/8-8/8 1,7

16/4-30/4 1,6 26/4-12/5 1,6 26/5-5/6 2,1 24/6-12/7 2,7 23/7-5/8 2,8 9/8-23/8 2,6

1/5-15/5 2,4 +4 13/5-30/5 2,4 +4 6/6-20/6 3,3 13/7-27/7 3,8 6/8-20/8 3,4 24/8-7/9 3,0 +1

16/5-2/6 3,0 +5 31/5-18/6 4,1 +1 21/6-10/7 4,4 28/7-10/8 4,4 21/8-9/9 3,7 +2 8/9-20/9 3,0 +4

3/6-15/6 3,3 +2 19/6-25/6 3,3 +2 11/7-15/7 3,8 11/8-20/8 3,4 +3 10/9-15/9 2,4 +7 21/9-30/9 2,4 +7

16/6 26/6 16/7 21/8 16/9 1/10

NOTA: Vedi nota a tabella 10.

Modalit di distribuzione. Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 42), vengono riportati i volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione per trattamenti fitosanitari per orticole da industria. Volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione: spinacio: 700 litri/ettaro; fagiolo, fagiolino, pisello: 800 litri/ettaro.

RACCOLTA
FAGIOLO Epoca. molto importante individuare lepoca ottimale di raccolta perch raccolte anticipate o posticipate compromettono irrimediabilmente la qualit del prodotto. Infatti nel prodotto surgelato, allatto del consumo post-cottura, se raccolto troppo maturo, il fagiolo tende ad assumere colori di tonalit scura, con buccia tendenzialmente grinzosa;

50

se raccolto immaturo le screziature risultano poco o per nulla differenziate, la buccia tendenzialmente bruna ed in parte grinzosa. Lindividuazione del momento ottimale di raccolta si basa sul contenuto in acqua (mediamente 45-50%), sulla differenziazione delle screziature, sulla percentuale di semi sovramaturi o immaturi. Si consiglia pertanto che la coltura sia strettamente seguita da tecnici altamente specializzati, per conciliare le esigenze dei produttori e dellindustria e che si individui il momento ottimale di raccolta, in funzione della cultivar. Dopo la raccolta i fagioli, mantenuti a temperatura ambiente, sono soggetti a rapidi decadimenti qualitativi (imbrunimento dei tessuti lesionati e della zona dellilo, indurimento dei tessuti, eventuale sviluppo di microrganismi batterici o fungini, surriscaldamento del prodotto con possibile sviluppo di fenomeni di anaerobiosi, ecc.).

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Orticole da industria - 2001

Per tali motivi in condizioni normali e con temperature esterne abbastanza elevate, si consiglia di non lasciare intercorrere pi di 3-5 ore tra la raccolta e linizio della trasformazione. Se il tempo superiore ricorrere alla refrigerazione del prodotto. Modalit. Il fagiolo semisecco per lindustria si raccoglie a macchina in un unico intervento. Si consigliano raccoglitrici semoventi che provvedono a separare in modo ottimale i semi dal resto dei baccelli e dai frammenti vegetali. Al fine di ottenere un prodotto omogeneo per grado di maturazione e caratteristiche qualitative, durante il ciclo colturale, mettere in atto tutte quelle pratiche agronomiche che permettono di mantenere il pi uniforme possibile la coltura. Movimentazione del prodotto. Dopo la raccolta il fagiolo semisecco soggetto a rapide modificazioni (ossidazioni, fermentazioni, azioni enzimatiche e trasformazioni degli zuccheri in amido). In assenza di refrigerazione si consiglia che il tempo intercorrente tra la raccolta e linizio della trasformazione non sia superiore alle 5 ore. In previsione di tempi pi lunghi adottare la prerefrigerazione ad acqua, per limitare gli inconvenienti sopracitati. Il trasporto dalla campagna allo stabilimento industriale di norma effettuato con mezzi a cassone aperto, dove laltezza di carico non dovrebbe superare 80-90 centimetri, per evitare fenomeni di schiacciamento e surriscaldamento del prodotto alla base. Deve essere evitata, per quanto possibile, la sosta al sole dei mezzi caricati. Il trasporto ottimale dovrebbe essere effettuato in contenitori chiusi, con acqua refrigerata. FAGIOLINO Epoca. Per ottenere un prodotto di elevata qualit necessario individuare lepoca ottimale di raccolta tenendo presente che, entro limiti variabili da cultivar a cultivar, al progredire della maturazione aumenta la resa unitaria ma diminuisce la qualit del prodotto. Lindicazione del momento della raccolta rimane pertanto prerogativa del tecnico. Tecnico che oltre a seguire passo passo la coltura, deve conoscere le caratteristiche delle singole cultivar, per individuare il momento ottimale che concili le esigenze dei

produttori e quelle dellindustria. Le caratteristiche maggiormente considerate sono la dimensione dei semi; la formazione di membrane pergamenacee e del filo nei baccelli; la marcatura dei semi nei baccelli (fagiolini a rosario); la distanza tra i semi nei baccelli. Dopo la raccolta il prodotto soggetto a fenomeni degradativi quali: azioni enzimatiche che portano ad imbrunimenti delle ferite, respirazione molto intensa con possibilit di incorrere in attacchi batterici o fungini, ecc. Per tale motivo si raccomanda che in condizioni normali e con temperature esterne abbastanza elevate, il tempo intercorrente fra raccolta e inizio trasformazione non superi le 5- 8 ore. Se il tempo superiore, necessario ricorrere alla refrigerazione del prodotto. Modalit. Il fagiolino per lindustria si raccoglie a macchina in un unico intervento. Sono utilizzate raccoglitrici semoventi (pettinatrici) che provvedono, mediante ventilazioni successive, alleliminazione delle foglie e dei frammenti vegetali. Movimentazione del prodotto. Il trasporto dalla campagna allo stabilimento industriale di norma effettuato con mezzi a cassone aperto, dove laltezza di carico non dovrebbe superare i 100-150 centimetri, per evitare fenomeni di schiacciamento alla base e surriscaldamento al centro. Deve essere evitata, per quanto possibile, la sosta al sole, dei mezzi caricati. PISELLO Epoca. Il periodo di raccolta, in Emilia-Romagna, normalmente compreso tra il 25 maggio e la fine di giugno. Lepoca di raccolta pu condizionare sensibilmente la qualit del prodotto, in quanto sono sufficienti pochi giorni di ritardo in condizioni di temperature elevate per avere la rapida trasformazione degli zuccheri in amido e, quindi, una forte riduzione di qualit. Si consiglia di adottare il grado tenderometrico (G.T.) del seme, quale indice di maturazione per la valutazione dellepoca di raccolta. Landamento della maturazione presenta una correlazione inversa tra produzione unitaria e qualit. Di norma lincremento produttivo si verifica fino a valori di 130-160 gradi tenderometrici. A seconda della destinazione e delle diverse metodologie di trasformazione adottate, il grado tenderometrico

51

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

ottimale pu oscillare tra i seguenti valori: * per la surgelazione = 90-105 G.T. * per lappertizzazione (conservazione in scatola) = 100-125 G.T. Modalit. Il pisello per lindustria si raccoglie con trebbiatrici semoventi, in un unico intervento. Movimentazione del prodotto. Dopo la raccolta il pisello soggetto a rapide modificazioni (ossidazioni, fermentazioni, azioni enzimatiche e trasformazioni degli zuccheri in amido). In assenza di refrigerazione si consiglia che il tempo intercorrente tra la raccolta e linizio della trasformazione non sia superiore alle 5 ore. In previsione di tempi pi lunghi si consiglia di adottare la prerefrigerazione ad acqua, per limitare gli inconvenienti sopracitati. Il trasporto dalla campagna allo stabilimento industriale di norma effettuato con mezzi a cassone aperto, dove laltezza di carico non dovrebbe superare 80-90 centimetri, per evitare fenomeni di schiacciamento e surriscaldamento del prodotto alla base. Deve essere evitata, per quanto possibile, la sosta al sole dei mezzi caricati. Il trasporto ottimale dovrebbe essere effettuato in contenitori chiusi con acqua refrigerata. SPINACIO Epoca. Per lo spinacio da industria rivestono grande importanza la scelta varietale ed il periodo di coltivazione. In Emilia-Romagna la specie coltivata prevalentemente nel periodo autunnale, anche se quote consistenti sono presenti nel periodo primaverile. La coltivazione in questultimo periodo necessita di variet in cui linduzione alla formazione e allallungamento

dello scapo fiorale sia molto lenta. Questo per evitare la formazione di parti fibrose scarsamente commestibili. inoltre necessario che la scelta varietale sia indirizzata verso cultivar scarsamente suscettibili allingiallimento delle foglie e alle malattie, con portamento assurgente, con picciolo scarsamente fibroso e dello stesso colore (verde scuro) del lembo, con elevato contenuto di sostanza secca, ecc.. La durata ottimale di raccolta variabile da pochi giorni (1-3) nel periodo tardo-primaverile a molti giorni (7-10) nel periodo tardo-autunnale. Modalit. Lo spinacio per lindustria si raccoglie con falciatrici-raccoglitrici apposite in un unico intervento. Il prodotto raccolto, la cui intensit respiratoria con temperature medio-alte elevatissima, necessita di opportune precauzioni per evitare nel breve volgere di poche ore il surriscaldamento e linstaurarsi di processi di fermentazione. Per tale motivo entro poche ore (5-8) dalla raccolta il prodotto, accumulato alla rinfusa sui carri di raccolta, deve essere portato alla centrale di lavorazione (surgelazione, disidratazione, ecc.) e qui avviato entro breve tempo alle linee. In previsione di tempi pi lunghi si consiglia di refrigerare il prodotto, per limitare il pericolo di surriscaldamento e quindi i danneggiamenti. Movimentazione del prodotto. Il trasporto dalla campagna allo stabilimento industriale di norma effettuato con mezzi a cassone aperto, ove laltezza di carico non dovrebbe superare i 150-180 centimetri, per impedire fenomeni di schiacciamento e surriscaldamento del prodotto alla base. Deve essere evitata, per quanto possibile, la sosta al sole dei mezzi caricati.

52
I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Patata - 2001

Patata
VOCAZIONALIT
L ambiente pedologico. Tenuto conto di quanto riportato nella parte generale dei disciplinari di produzione integrata (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 9) si consiglia di attenersi ai valori dei parametri pedologici riportati in tabella. 1. Tab. 2 - Valori dei parametri climatici per la coltivazione della patata.

PARAMETRI CLIMATICI

VALORI CONSIGLIATI

Tab. 1 - Valori ottimali dei parametri pedologici per la coltivazione della patata.

Temperatura di germogliazione Temperatura minima biologica

14-16 C Temperature inferiori a 2 C pregiudicano la sopravvivenza delle piante. Evitare zone caratterizzate da gelate tardive

PARAMETRI PEDOLOGICI RIFERITI ALLO STRATO DI TERRENO ESPLORATI DALLE RADICI

VALORI CONSIGLIATI

Tessitura Franco - franco sabbioso Drenaggio Buono (1) Profondit 60-70 centimetri pH 6-6,5. Evitare terreni acidi (tollerati i sub alcalini) Salinit Da evitare terreni con salinit superiore a 4 mS/cm Calcare totale attivo Inferiore al 10% Dotazione sostanza organica Buona
(1) Drenaggio buono: lacqua rimossa dal suolo prontamente e/o non si verificano durante

Temperatura ottimale 18-20 C di maturazione Temperature massime Prolungate temperature superiori ai 30 C impediscono laccumulo dei carboidrati nel tubero con diminuzione del peso specifico. Aumenta il rischio di tuberomania Piovosit Lalternanza di periodi piovosi e siccitosi porta gravi deformazioni ai tuberi. Indispensabile disporre di impianti di irrigazione

PREPARAZIONE DEL TERRENO


Si consiglia una accurata sistemazione del terreno per facilitare lo sgrondo dellacqua; i ristagni per un periodo di 24-30 ore portano a morte le piante. La lavorazione del terreno ha lo scopo di preparare il letto di semina che consente un buon sviluppo dellapparato radicale e un uniforme ingrassamento dei tuberi. Per le operazioni si consiglia di seguire le indicazioni della tabella 3. Si consiglia, nei terreni pi pesanti, di evitare il passaggio delle macchine dopo linverno.

la stagione vegetativa eccessi di umidit limitanti lo sviluppo della coltura.


(2) Intesa come profondit a strati limitanti gli apparati radicali.

L ambiente climatico. Nella scelta dellarea di coltivazione si consiglia di tener conto di alcuni parametri climatici i cui valori sono riportati nella tabella 2.

ROTAZIONE
ammesso il ritorno della patata sullo stesso appezzamento dopo 2 anni di altre colture. Non ammessa la successione ad altre solanacee. Si consiglia di far precedere alla patata i cereali autunno-vernini e alcune orticole.

SCELTA VARIETALE
Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale, si riportano nella tabella 4 le variet di patata contenute nella Lista di raccomandazione varietale per lEmilia-Romagna.

53

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Tab. 3 - Operazioni di preparazione del terreno per la coltivazione della patata.

intorno ai 14-15 C, unilluminazione a luce diffusa e una umidit interna pari all80-90%. I germogli in un periodo di 20-40 giorni devono raggiungere una lunghezza di 1-1,5 centimetri ed essere molto robusti. Taglio dei tuberi. Il taglio consigliato per dividere i tuberi in 2 o talvolta in 4-6 parti. I vantaggi sono: una minor spesa per lacquisto dei tuberi-seme e una maggiore presenza di steli principali. Per evitare linsorgenza di malattie si consiglia che il locale sia arieggiato, con temperatura di 15 C circa, cos da consentire una cicatrizzazione della superficie tagliata in 2-3 giorni. Sesto dimpianto. Varia in funzione del tipo di terreno e della variet. pi importante considerare il numero di steli principali per unit di superficie, piuttosto che il quantitativo o il numero di tuberi. Per i sesti dimpianto si consiglia di seguire le indicazioni della tabella 5. Epoca dimpianto. Lepoca dimpianto consigliata la prima decade di marzo, si deve tuttavia tener conto che allemergenza delle piantine non ci siano pericoli di brinate o gelate tardive.

OPERAZIONE

EPOCA

NOTE

Aratura Estirpatura Formazione dei solchi

Luglio-agosto Tardo autunno Tardo autunno

Profondit 40-50 centimetri Pareggio del terreno distruzioni di eventuali malerbe

Tab. 4 - Patata: lista delle variet raccomandate per lEmilia-Romagna.

VARIET

Agata Liseta Monalisa Primura Vivaldi Cicero Imola Kuroda

Tab. 5 - Sesti dimpianto raccomandati per la coltivazione della patata.

SCELTA DELLA TECNICA DIMPIANTO


Si consiglia di attuare limpianto tenendo conto del materiale di propagazione e del sesto dimpianto. Non ammesso lutilizzo di tuberi-seme non certificati. I tuberi non debbono essere lesionati, ammaccati, congelati o con germogli lunghi e filati. Si consiglia limpiego di tuberi-seme piccoli (calibro 28-35, 35-45). Per la conservazione dei tuberi-seme si consigliano ambienti asciutti, freschi e ben aerati, dove la conservazione stessa pu essere effettuata per brevi (una o poche settimane) o medi periodi (un mese e oltre). Si consiglia di eseguire la pregermogliazione dei tuberi che ha lo scopo di affrettare lo sviluppo della vegetazione e di conseguenza stimolare la precocit della tuberificazione. Le condizioni ambientali consigliate sono: temperatura

DISTANZA TRA LE FILE (centimetri)

DISTANZA SULLA FILA (centimetri)

DENSIT (n tuberi/ettaro)

NUMERO STELI/ettaro

75-90

16-25

5070.000

150200.000

Modalit dimpianto. Si consiglia di preparare i solchi prima dellinverno; i tuberi verranno leggermente ricoperti, nel caso di semina tradizionale, o definitivamente rincalzati con 20 centimetri di terra nel caso di semina completamente meccanizzata.

FERTILIZZAZIONE
Fermo restando quanto indicato nella parte generale dei disciplinari di produzione integrata (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 16) si riportano nella tabella 6 i valori di asportazione per la patata. Le asportazioni per i diversi livelli produttivi sono invece riportate nella tabella 7.

54

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Patata - 2001

Tab. 6 - Valori di asportazione della patata.

ELEMENTO

VALORI DI ASPORTAZIONE (kg/tonnellata di prodotto)

Azoto (N) Fosforo (P2O5) Potassio (K2O) Calcio (Ca) Magnesio (Mg)

4,0 1,5 6,0 5,0 0,5

Dotazione elevata: in questo caso ammesso un apporto di potassio pari al 70% della quantit asportata. Per il fosforo, considerando che nelle prime fasi vegetative ed in particolare in concomitanza con andamenti climatici sfavorevoli, si possono ferificare carenze temporanee, si ammettono gli apporti indicati in tabella 8. Dotazione insufficiente: si consiglia un arricchimento dei terreni e quindi la quota di mantenimento calcolata come nel caso di dotazione normale andr opportunamente maggiorata, valutando anche i possibili fenomeni di immobilizzazione e di lisciviazione.

Tab. 7 - Assorbimento teorico medio (kg/ha) degli elementi nutritivi principali in funzione della produzione presunta di tuberi (t/ha).
PRODUZIONE TUBERI (tonnellate/ettaro di prodotto) 25 30 35 40 45 50

Tab. 8 - Apporti massimi nella concimazione fosfo-potassica della patata.

ELEMENTI NUTRITIVI

Azoto (N) Fosforo (P2O5) Potassio (K2O)

100 37,5 150

120 45 180

140 52,5 210

160 60 240

180 67,5 270

200 75 300

DOTAZIONE DEL TERRENO

ELEMENTO

APPORTI MASSIMI (kg/ettaro)

Bassa Normale Elevata

Concimazione fosfo-potassica. Sulla base delle asportazioni presunte e dei risultati delle analisi, tenuto conto delle tabelle 4 e 5 della parte generale dei disciplinari di produzione integrata (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pagg. 19 e 20), che individuano i valori della dotazione del terreno e che la patata una coltura molto esigente in fosforo, si pu formulare il piano di concimazione per il fosforo e il potassio. Su questa base si possono verificare tre ipotesi. In caso di dotazione normale sono ammessi apporti di concimi limitati al quantitativo strettamente necessario a mantenere il livello attuale di vertilit del terreno (quota di mantenimento). Per quanto riguarda il fosforo sono ammessi apporti pari alle asportazioni colturali. Anche per il potassio, considerato che la patata una coltura particolarmente avida di questo elemento, ammesso reintegrare completamente le asportazioni.

P2O5 K2O P2O5 K2O P2O5 K2O

250 300 100 250 80 150

NOTA: lepoca di distribuzione consigliata sempre in pre-semina.

Concimazione azotata Per il calcolo del fabbisogno dellazoto si deve effettuare lesecuzione del bilancio secondo le indicazioni riportate nella parte generale dei disciplinari di produzione integrata (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 24). Per ridurre al minimo le perdite dovute ai fenomeni di lisciviazione non ammesso in presemina un apporto di azoto superiore ai 60 kg/ha. Per dosaggi superiori obbligatorio frazionare almeno in due interventi (ad esempio un 50% subito prima dellimpianto ed il rimanente in copertura).

55

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Coefficiente tempo. Per la patata, il coefficiente tempo (vedi riquadro a pag. 10), uguale a 0,66.

ti nella specifica tabella che sar pubblicata nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura, dedicato alla sintesi delle norme tecniche per il diserbo e la difesa. Non sono ammessi principi attivi e dosi superiori a quelli riportati nella tabella sopra indicata.

CURE COLTURALI
Si consiglia di effettuare la rincalzatura, allo scopo di proteggere i tuberi dalla luce ed evitare cos linverdimento , se non stata effettuata al momento della semina.

DIFESA IRRIGAZIONE
Si rimanda alla parte generale dei disciplinari di produzione integrata (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 29), per gli approfondimenti riguardanti la gestione dellirrigazione. I volumi di adacquamento e i turni irrigui I volumi di adacquamento massimi ammessi per ogni intervento sono indicati nella tabella 9 e variano in funzione alla tessitura del terreno. Per i turni irrigui si consiglia di seguire le indicazioni riportate nelle tabelle 9 e 9bis, tenendo conto che essi variano in funzione della fase fenologica in cui si trova la coltura. Fasi di massima sensibilit allo stress idrico. La patata risponde economicamente ed agronomicamente al meglio agli apporti irrigui nella fase che va dalla tuberizzazione allingrossamento tubero. Eccessi o carenze idriche, cos come bruschi sbalzi di umidit o temperatura allinterno del monticello, sono causa di rilevanti perdite di produzione dovute al minore numero di tuberi/pianta od alla maggiore quota di scarto. Si rimanda alla parte generale dei disciplinari di produzione integrata (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 35), per gli approfondimenti riguardanti la gestione della difesa integrata della patata. Le note che seguono hanno lo scopo di fornire le indicazioni fondamentali per limpostazione di un programma di difesa integrata per la coltura della patata. I campionamenti visuali. I campionamenti che hanno lo scopo di verificare la situazione fitosanitaria della patata e leventuale necessit di un intervento, si riferiscono ad un programma di rilievi a cadenza settimanale da eseguire durante lintero periodo vegetativo e consistono nellosservazione di 10 piante ogni 1.000 metri quadrati. Dopo aver effettuato il trattamento per la dorifora, verificarne lefficacia nelle due settimane successive, facendo sempre riferimento al campione sopra descritto. Alla raccolta si osservano 100 tuberi per 1.000 metri quadrati per rilevare la presenza di eventuali danni e per trarre indicazioni utili allimpostazione della difesa lanno successivo. Nel caso degli elateridi, al fine di impostare una efficace linea di difesa, si rende necessario un loro monitoraggio, per le indicazioni riguardanti questa importante pratica, si rimanda alla parte generale (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 41). Le modalit di impiego dei fitotarmaci ammesso luso dei soli principi attivi indicati nella specifica tabella che sar pubblicata nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura , contenente le sintesi dei disciplinari di produzione integrata dedicati alla difesa ed al diserbo.

DISERBO
Si rimanda alla parte generale dei disciplinari di produzione integrata (vedi supplemento n.7/2001 di Agricoltura, pag. 37), per gli approfondimenti riguardanti la gestione del controllo delle infestanti. Per il controllo delle malerbe in funzione delle infestanti presenti sono ammessi gli schemi di diserbo indica-

56

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Patata - 2001

Tab. 9 - Turni irrigui ammessi nella coltura della patata.

TURNO FENOFASE 1 - SEMINA

TURNO FENOFASE 2 - EMERGENZA

Non irrigare, salvo diversa indicazione dei Bollettini provinciali ed utilizzando i seguenti volumi: Terreni sciolti: 19,0 millimetri Terreni medio impasto: 21,0 millimetri Terreni argillosi: 23,0 millimetri

Non irrigare, salvo diversa indicazione dei Bollettini provinciali ed utilizzando i seguenti volumi: Terreni sciolti: 19,0 millimetri Terreni medio impasto: 21,0 millimetri Terreni argillosi: 23,0 millimetri

TURNO FENOFASE 3 - INIZIO TUBERIZZAZIONE (giorni)


A 10 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

TURNO FENOFASE 4 - MASSIMO SVILUPPO VEGETATIVO (giorni)


A 10 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

S A B B I A

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

20 20 19 18 17 16 15 14 14 13 12 11 10 9 8

21 20 19 18 17 16 16 15 14 13 12 11 10 9 9

21 20 19 19 18 17 16 15 14 13 12 11 11 10 9

21 21 20 19 18 17 16 15 14 14 13 12 11 10 9

21 21 20 19 18 17 17 16 15 14 13 12 11 10 9

21 21 20 19 19 18 17 16 15 14 13 12 12 11

22 22 21 20 19 18 17 16 15 14 14 13 12

22 22 21 20 19 18 17 17 16 15 14 13

22 22 21 20 19 19 18 17 16 15 14

22 22 22 21 20 19 18 17 16 15

22 23 22 21 20 19 18 17 17

22 23 22 21 20 20 19 18

23 23 22 22 21 20 19

S A B B I A

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

11 11 11 10 10 9 9 8 8 7 7 6 6 5 5

12 11 11 10 10 9 9 8 8 7 7 6 6 5 5

12 11 11 10 10 9 9 8 8 7 7 6 6 5 5

12 12 11 11 10 10 9 9 8 8 7 7 6 6 5

12 12 11 11 10 10 9 9 8 8 7 7 6 6 5

12 12 11 11 10 10 9 9 8 8 7 7 6 6

12 12 12 11 11 10 10 9 9 8 8 7 7

12 12 12 11 11 10 10 9 9 8 8 7

12 12 12 11 11 10 10 9 9 8 8

12 13 12 12 11 11 10 10 9 9

12 13 12 12 11 11 10 10 9

13 13 12 12 11 11 10 10

13 13 13 12 12 11 11

VOLUME DI IRRIGAZIONE (millimetri)


A 10 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

S A B B I A

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

49 47 45 43 41 39 37 35 32 30 28 26 24 22 20

50 48 46 44 42 40 37 35 33 31 29 27 25 23 20

50 49 47 45 42 40 38 36 34 32 30 28 25 23 21

50 50 47 45 43 41 39 37 35 33 30 28 26 24 22

51 50 48 46 44 42 40 38 35 33 31 29 27 25 23

51 51 49 47 45 42 40 38 36 34 32 30 28 26

52 52 50 47 45 43 41 39 37 35 33 30 28

52 52 50 48 46 44 42 40 38 35 33 31

53 53 51 49 47 45 43 40 38 36 34

53 54 52 50 47 45 43 41 39 37

53 55 52 50 48 46 44 42 40

54 55 53 51 49 47 45 43

54 56 54 52 50 48 45

57

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Tab. 9bis - Patata: Restituzione idrica giornaliera per fenofase.

FASE FENOLOGICA

DATA

RESTITUZIONE IDRICA (millimetri/giorno)

KC
(1)

Semina Emergenza Inizio tuberizzazione Massimo sviluppo vegetativo Ingiallimento fogliare


(1) Kc = coefficiente colturale.

1/3-14/4 15/4-30/4 1/5-22/5 23/5-1/7 2/7

0,6 1,1 2,4 4,3

0,4 0,6 0,8 1,1

PIOGGE: Indicativamente sono da considerarsi nulle le piogge inferiori a 5 millimetri. Le piogge superiori a questo valore vanno divise per il valore della restituzione idrica della fenofase, per ottenere il numero di giorni da aggiungere al turno riportato in tabella Eventi temporaleschi con intensit di pioggia oraria maggiore di 15 millimetri (lettura al pluviometro/durata del temporale in ore) sono da ritenersi utili al 50%.

Le modalit di distribuzione. Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale dei disciplinari di produzione integrata (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 42), vengono riportati i volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione per trattamenti fitosanitari per patata. Volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione su patata: 1.000 litri/ettaro.

RACCOLTA
Epoca. Lepoca di raccolta un momento fondamentale della filiera produttiva, che caratterizza sostanzialmente la qualit globale e la serbevolezza del prodotto. Non disponibile un metodo oggettivo, del tutto affidabile ed universalmente accettato per valutare la maturit e di conseguenza lepoca di raccolta delle patate. Fra i metodi di valutazione che possono essere adottati vi sono il peso spe-

cifico (peso in acqua) o il contenuto di sostanza secca, la consistenza della buccia, la senescenza del fogliame e degli steli, la dimensione dei tuberi, il contenuto di zuccheri riduttori. Hanno trovato diffusione sia per la facilit di applicazione che per sufficiente rispondenza fisiologica, la consistenza della buccia (valutata esercitando una pressione tangenziale sul tubero con il pollice), il peso specifico o la sostanza secca, il grado di senescenza del fogliame e degli steli. Nelle patate novelle lepoca di raccolta viene determinata valutando la consistenza della buccia e le dimensioni dei tuberi. Per le patate destinate al mercato per il consumo fresco e allindustria il primo parametro da considerare ai fini della raccolta, il contenuto di sostanza secca. Si consiglia di raccogliere le patate quando questo valore sia rispettivamente: minore o uguale al 18% (per le patate destinate al mercato per il consumo fresco) e minore o uguale al 20% (per le patate destinate allindustria di trasformazione). sottinteso che la buccia deve essere completamente formata e ben consistente. Modalit. La raccolta loperazione pi importante nel ciclo produttivo della patata. Tale operazione effettuata con macchine automatiche e semiautomatiche, pu essere causa di gravi danni ai tuberi e di rilevanti perdite. Raccogliere con terreno in tempera (ottenibile anche con una leggera irrigazione qualche giorno prima della raccolta), moderare la velocit della macchina, ridurre laltezza di caduta nei contenitori consente di attenuare i danni meccanici ai tuberi. Nelle fasi successive di trasporto e svuotamento dei pallet-box e dei carri (trasporto alla rinfusa) presso limpianto di lavorazione e conservazione, debbono essere adottate le precauzioni necessarie per non provocare contusioni e ferite. Occorre altres limitare dopo lestirpazione e durante la successiva movimentazione, lesposizione dei tuberi alla luce, in quanto questo determina inverdimenti ed accumulo di alcaloidi tossici.

58
I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Pomodoro a pieno campo - 2001

Pomodoro a pieno campo


(DA INDUSTRIA O DA CONSUMO)
VOCAZIONALIT
L ambiente pedologico. Tenuto conto di quanto riportato nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 9), si consiglia di attenersi ai valori dei parametri pedologici riportati in tabella 1. Tab. 1 - Valori consigliati per i parametri pedologici nella coltivazione del pomodoro a pieno campo (da industria e da mensa).
PARAMETRI PEDOLOGICI RIFERITI ALLO STRATO DI TERRENO ESPLORARO DALLE RADICI

Tab. 2 - Valori consigliati dei parametri climatici nella coltivazione del pomodoro a pieno campo (da industria e da mensa).

PARAMETRI CLIMATICI

VALORI CONSIGLIATI

VALORI CONSIGLIATI

Temperatura media annua Temperatura minima Temperatura massima Temperatura in fase di germinazione (semina) Umidit

Maggiore di 10 C Non deve scendere al di sotto di -2 C (1) Non deve superare i 35 C Valore ottimale: 18-26 C Evitare zone particolarmente umide

Profondit utile (1)

Drenaggio Tessitura pH Calcare totale e attivo Salinit

Non inferiore a 40-50 centimetri, in funzione della tessitura del terreno e della tecnica di impianto (semina o trapianto) Buono (2) Franco, franco-argilloso 67,5 Inferiore al 10% Inferiore a 3 mS/cm

(1) Se la temperatura scende al di sotto di -2 C si arriva alla morte della pianta. A temperatu-

re vicine o inferiori a 0 C la pianta si trova in uno stato dinerzia.

Si consiglia di far precedere al pomodoro i cereali autunno-vernini o la bietola.

PREPARAZIONE DEL TERRENO


Le lavorazioni. Per la lavorazione del terreno effettuare una ripuntatura, seguita da unaratura leggera di 30 centimetri, da effettuarsi preferibilmente nellestate precedente limpianto. Per semine e trapianti precoci si consiglia inoltre, una lavorazione superficiale in autunno, mentre per i trapianti tardivi questa sar effettuata durante linverno. Curare con attenzione il livellamento superficiale del terreno, molto importante ai fini della raccolta meccanica. Prima dellimpianto si consigliano con sufficiente anticipo (circa 2-3 settimane) apposite lavorazioni superficiali per garantire lamminutamento del terreno, onde evitare la perdita di umidit negli strati superficiali.

(1) Intesa come profondit a strati limitanti gli apparati radicali. (2) Lacqua rimossa dal suolo prontamente e/o non si verificano durante la stagione vegeta-

tiva eccessi di umidit limitanti per lo sviluppo della coltura.

L ambiente climatico. Nella scelta dellarea di coltivazione si consiglia di tener conto di alcuni parametri climatici i cui valori sono riportati in tabella 2.

ROTAZIONE
ammessa una rotazione quadriennale con linserimento di almeno tre colture diverse. Il ristoppio del pomodoro ammesso solamente a condizione che lappezzamento interessato, dopo i due cicli di pomodoro, venga destinato a colture diverse e non solanacee per almeno tre anni (tale possibilit ammessa anche per le aziende aderenti al Reg. Ce 1257/99).

SCELTA VARIETALE
Pomodoro da mensa allevato a terra in coltura di pieno campo. Mancando una lista di raccomandazione regio-

59

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

nale per questa coltura ed una adeguata sperimentazione, si ritiene di lasciare ai singoli produttori la scelta delle variet pi idonee, sia in funzione delle esigenze pedoclimatiche, sia del mercato. Pomodoro da industria. Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 15), si riportano in tabella 3 le variet di pomodoro da industria raccomandate per lEmilia-Romagna.

mina non deve essere eccessiva e varia in relazione alla struttura del terreno. Si pu ricorrere sia allimpianto a file singole che binate. consigliabile, qualora si effettui la semina utilizzare seminatrici di precisione. Lepoca di semina consigliata compresa tra la terza decade di marzo e la seconda di aprile. Seguire le indicazioni della tabella 4 (pomodoro da industria) e della tabella 5 (pomodoro da mensa). Il trapianto. Il trapianto permette di migliorare la contemporaneit di maturazione e di ottenere una pianificazione pi elastica della coltura. particolarmente consigliato per variet a elevato costo unitario del seme (ibridi). Lepoca consigliata per il trapianto normalmente compresa tra met aprile e fine maggio. Nella tabella 5 (pomodoro da mensa) e nella tabella 6 (pomodoro da industria) sono indicate le rispettive distanze dimpianto.

Tab. 3 - Pomodoro da industria: lista delle variet raccomandate per lEmilia-Romagna

VARIET Pomodoro da industria CONCENTRATO E ALTRE DESTINAZIONI PELATO Pomodoro da raccogliere con bacche rosse PER IL CONSUMO FRESCO

Brigade Hy Isola Hy Perfect peel Hy Snob Hy Trajan Hy Speedy Hy Magnum Hy Carato Simeone Hy Heinz 9478 Hy Falcorosso Hy Fastel Joy Hy Alican Hy Early Nemapride Montego

Red Fighter Hy (Nun 7850) Pavia Hy (EPTX 690) Ruphus Hy (96-100) Frantic (97-100) Solerosso Hy Heinz 9553 Hy Golf Hy Ricos Premium Donald Guadalete Miracle Sansone

Oxford Coimbra Dart Logan Ulisse Alphapeel Italpeel Ercole Talent Caleido

Season Ortigia Dart Shelton Calgary Missouri Montego

Tab. 4 - Indicazioni sulle tecniche dimpianto del POMODORO DA INDUSTRIA.


DENSIT DI IMPIANTO FINALE (piante/ettaro)

QUANTIT DI SEME (kg/ettaro)

PROFONDIT (cm)

DISTANZA DIMPIANTO DEFINITIVA (dopo il diradamento) Fila singola (cm) Fila binata (cm)

0,3-1
(1)

2-4
(2)

Sulla fila: 13-16 Tra le file: 130-150

Sulla fila: 17-20 Tra le file: 30 Interbina: 150

Fila singola: 4060.000 Fila binata: 6080.000

(1) Variabile a seconda delle condizioni del terreno e della seminatrice; lutilizzo di seme con-

fettato permette di ridurre le dosi, ma va effettuato con cautela per i maggiori rischi, in particolare nei terreni che tendono a formare crosta superficiale. (2) Le profondit pi elevate sono indicate per i terreni sciolti.

Tab. 5 - Indicazioni sulle tecniche dimpianto del POMODORO DA MENSA.


DISTANZA DIMPIANTO DEFINITIVA (cm)

SCELTA TECNICA DIMPIANTO


Semina e trapianto vengono usate in combinazione fra loro, onde garantire una efficace pianificazione della coltura in funzione della raccolta meccanica.
SEMINA Quantit di seme (kg/ettaro) Profondit (cm) TRAPIANTO Numero di piante (per ettaro)

60

La semina. Si consiglia l utilizzo di seme certificato, che abbia le necessarie garanzie sanitarie. La profondit di se-

0,3-1 (1)
Nota (1) e (2) vedi tabella 4.

2-4 (2)

22-26.500

Sulla fila: 25-30 Tra le file: 150

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Pomodoro a pieno campo - 2001

Tab. 6 - Indicazioni sulle tecniche di trapianto (pomodoro da industria).

DISTANZE DIMPIANTO DEFINITIVE Fila singola (cm) Fila binata (cm)

DENSIT DIMPIANTO (piante/ettaro)

Sulla fila: 20-26 Tra le file: 130-150

Sulla fila: 26-38 Tra le file: 30 Interbina: 150

Fila singola: 2535.000 Fila binata: 3550.000

Concimazione fosfo-potassica. Sulla base delle asportazioni presunte e dei risultati delle analisi tenuto conto delle tabelle 4 e 5 della parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pagg. 19 e 20) che individuano i valori della dotazione del terreno e che il pomodoro una coltura molto esigente in fosforo, si pu formulare il piano di concimazione per fosforo e potassio. Su questa base si possono verificare tre ipotesi. Dotazione normale: sono ammessi apporti di concimi limitatamente al quantitativo strettamente necessario a mantenere il livello attuale di fertilit del terreno (quota di mantenimento). Per quanto riguarda il fosforo sono ammessi apporti pari alle asportazioni colturali. Relativamente al potassio, considerato che il pomodoro una coltura particolarmente avida di questo elemento ma che spesso si verificano, in caso di buona disponibilit potassica consumi di lusso non opportuno reintegrare completamente le asportazioni. Si ammettono apporti massimi pari al 70% delle asportazioni, ed in ogni caso non si possono superare i 200 kg/ha di K2O. Dotazione elevata: per il fosforo, considerando che nelle prime fasi vegetative ed in particolare in concomitanza con andamenti climatici sfavorevoli, si possono verificare carenze temporanee, verr ugualmente attivato un apporto anche se in quantitativi limitati, preferibilmente localizzato sulla fila; non comunque ammesso apportare dosi superiori a 80 kg/ha di P2O5. Relativamente al potassio, il suo apporto pu essere temporaneamente sospeso o fortemente ridotto; tenendo per presente che le asportazioni colturali sono consistenti, si ammette la possibilit anche in questi casi di distribuire potassio fino ad un massimo di 100 kg/ha di K2O. Dotazione insufficiente: si consiglia un arricchimento dei terreni e quindi la quota di mantenimento, calcolata come nel caso di dotazione normale, andr opportunamente maggiorata, valutando anche i possibili fenomeni di immobilizzazione e di lisciviazione. In tabella 9 sono indicati, per i diversi casi, gli apporti massimi.

FERTILIZZAZIONE
Fermo restando quanto indicato nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 16), si riportano in tabella 7 i valori di asportazione per il pomodoro coltivato a pieno campo (da industria e da mensa). Le asportazioni per diversi livelli produttivi sono riportate invece, nella tabella 8. Tab. 7 - Valori di asportazione della coltivazione del pomodoro a pieno campo (da industria e da mensa).

ELEMENTO

VALORI DI ASPORTAZIONE (kg/tonnellata di prodotto)

Azoto (N) Fosforo (P2O5) Potassio (K2O)

2,5 1,0 4,0

Tab. 8 - Assorbimento teorico medio (kg/ha) degli elementi nutritivi principali in funzione della produzione presunta di bacche tal quali (t/ha).
PRODUZIONE DI BACCHE (tonnellate/ettaro di prodotto) 40 50 60 70 80 90

ELEMENTO

Azoto (N) Fosforo (P2O5) Potassio (K2O)

100 40 160

125 50 200

150 60 240

175 70 280

200 80 320

225 90 360

61

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Tab. 9 - Apporti massimi ammessi per la concimazione fosfo-potassica del pomodoro coltivato a pieno campo (da industria e da mensa).

IRRIGAZIONE
Si rimanda alla parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 29) per gli approfondimenti riguardanti la gestione dellirrigazione. Volumi di adacquamento e turni irrigui I volumi di adacquamento massimi ammessi per ogni intervento sono indicati nella tabella 10 e variano in funzione della tessitura del terreno. Per i turni irrigui si consiglia di seguire le indicazioni riportate nelle tabelle 10 e 10bis, tenendo conto che essi variano in funzione della fase fenologica in cui si trova la coltura. Devono essere considerate nulle le piogge inferiori ai valori che ritardano lirrigazione; nello stesso modo sono nulli i millimetri di pioggia eccedenti il volume di adacquamento prescelto. Lirrigazione del pomodoro deve essere sospesa quando il 10-30% delle bacche risulta maturo.

DOTAZIONE DEL TERRENO

ELEMENTO

APPORTI MASSIMI AMMESSI (kg/ettaro)

Bassa Normale Elevata

P2O5 K2O P2O5 K2O P2O5 K2O

250 300 100 200 80 100

NOTA: lepoca di distribuzione sempre in pre-semina.

Concimazione azotata Per il calcolo del fabbisogno dellazoto si deve effettuare lesecuzione del bilancio secondo le indicazioni riportate nelle norme generali dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 24).

DISERBO
Si rimanda alla parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 37) per gli approfondimenti riguardanti la gestione del controllo delle infestanti. Il ciclo piuttosto lungo, specialmente in coltura seminata e la ridotta concorrenza, almeno allinizio, nei confronti delle infestanti, associati alle elevata sensibilit della coltura ai prodotti erbicidi, consigliano unintegrazione tra luso di erbicidi e lavorazioni meccaniche, durante tutto il ciclo colturale. La lotta alle infestanti condizionata integralmente dalla necessit di controllare Solanum nigrum verso cui, a dosi tali da non procurare effetti fitotossici sulla coltura, nessun intervento erbicida si dimostra risolutivo. Per il diserbo chimico del pomodoro coltivato a pieno campo (da industria e da mensa): non sono ammessi principi attivi diversi e dosi superiori a quelle indicate nella specifica tabella pubblicata nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura di prossima pubblicazione, dedicato alle sintesi dei disciplinari per la difesa fitosanitaria e il diserbo.

Per ridurre al minimo le perdite dovute ai fenomeni di lisciviazione, non ammesso in pre-semina o in pre-trapianto un apporto di azoto superiore ai 60 kg/ha. Per dosaggi superiori obbligatorio frazionare almeno in due interventi (ad esempio il 50% subito prima dellimpianto ed il rimanente in copertura). Coefficiente tempo. Per il pomodoro a pieno campo, il coefficiente tempo ( vedi riquadro a pag. 10), uguale a 0,75.

CURE COLTURALI
Durante il ciclo colturale, effettuare adeguate lavorazioni meccaniche al terreno (1 o 2 sarchiature) in funzione delle necessit; nel caso del pomodoro seminato si consiglia di effettuare il diradamento quando le piante sono nello stadio di 3-4 foglie vere.

62

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Pomodoro a pieno campo - 2001

Tab. 10 - Turni irrigui ammessi nella coltura del pomodoro coltivato a pieno campo (da industria e da mensa).
TURNO FENOFASE 1 - SEMINA/TRAPIANTO (giorni)
A 10 S A B B I A 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70 10 S A B B I A 15 20

TURNO FENOFASE 2 - PRIMI FRUTTI (giorni)


A 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

31 30 29 28 26 25 24 22 21 19 18 17 15 14 13

32 31 29 28 27 25 24 23 21 20 19 17 16 15 13

32 31 30 29 27 26 25 23 22 20 19 18 16 15 14

32 32 30 29 28 26 25 24 22 21 20 18 17 15 14

33 32 31 30 28 27 25 24 23 21 20 19 17 16 15

33 33 31 30 29 27 26 25 23 22 20 19 18 16

33 33 32 30 29 28 26 25 24 22 21 20 18

34 34 32 31 30 28 27 25 24 23 21 20

34 34 33 31 30 29 27 26 25 23 22

34 35 33 32 30 29 28 26 25 24

34 35 34 32 31 30 28 27 26

35 36 34 33 31 30 29 27

35 36 35 33 32 31 29

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

17 17 16 15 14 14 13 12 11 11 10 9 8 8 7

17 17 16 15 15 14 13 12 12 11 10 9 9 8 7

17 17 16 16 15 14 13 13 12 11 10 10 9 8 7

18 17 17 16 15 14 14 13 12 11 11 10 9 8 8

18 18 17 16 15 15 14 13 12 12 11 10 9 9 8

18 18 17 16 16 15 14 13 13 12 11 10 10 9

18 18 17 17 16 15 14 14 13 12 11 11 10

18 18 18 17 16 15 15 14 13 12 12 11

18 19 18 17 16 16 15 14 13 13 12

19 19 18 17 17 16 15 14 14 13

19 19 18 18 17 16 15 15 14

19 19 19 18 17 16 16 15

19 20 19 18 17 17 16

TURNO FENOFASE 3 - 2 PALCO CON FRUTTI (giorni)


A 10 S A B B I A 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

TURNO FENOFASE 4 - 10% BACCHE ROSSE (giorni)


A 10 S A B B I A 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

0 13 13 5 12 13 10 12 12 15 11 12 20 11 11 25 10 10 30 10 10 35 9 9 40 9 9 45 8 8 50 7 8 55 7 7 60 6 6 65 6 6 70 5 5

13 13 12 12 11 11 10 9 9 8 8 7 7 6 6

13 13 12 12 11 11 10 10 9 9 8 7 7 6 6

13 13 13 12 12 11 10 10 9 9 8 8 7 7 6

13 13 13 12 12 11 11 10 9 9 8 8 7 7

14 14 13 12 12 11 11 10 10 9 9 8 7

14 14 13 13 12 12 11 10 10 9 9 8

14 14 13 13 12 12 11 11 10 9 9

14 14 14 13 12 12 11 11 10 10

14 14 14 13 13 12 12 11 10

14 15 14 13 13 12 12 11

14 15 14 14 13 12 12

0 15 15 5 14 15 10 14 14 15 13 13 20 12 13 25 12 12 30 11 11 35 11 11 40 10 10 45 9 9 50 9 9 55 8 8 60 7 8 65 7 7 70 6 6

15 15 14 14 13 12 12 11 10 10 9 8 8 7 6

15 15 14 14 13 12 12 11 11 10 9 9 8 7 7

15 15 15 14 13 13 12 11 11 10 9 9 8 8 7

16 15 15 14 14 13 12 12 11 10 10 9 8 8

16 16 15 14 14 13 12 12 11 11 10 9 9

16 16 15 15 14 13 13 12 11 11 10 9

16 16 16 15 14 14 13 12 12 11 10

16 16 16 15 14 14 13 13 12 11

16 17 16 15 15 14 13 13 12

16 17 16 16 15 14 14 13

16 17 16 16 15 14 14

TURNO FENOFASE 5 - 25% BACCHE ROSSE (giorni)


A 10 S A B B I A 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

VOLUME DI IRRIGAZIONE (millimetri)


A 10 S A B B I A 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

27 26 25 24 23 21 20 19 18 17 16 14 13 12 11

27 26 25 24 23 22 21 19 18 17 16 15 14 12 11

27 27 26 25 23 22 21 20 19 18 16 15 14 13 12

28 27 26 25 24 23 21 20 19 18 17 16 14 13 12

28 28 26 25 24 23 22 21 19 18 17 16 15 14 12

28 28 27 26 25 23 22 21 20 19 18 16 15 14

28 28 27 26 25 24 23 21 20 19 18 17 16

29 29 28 27 25 24 23 22 21 20 18 17

29 29 28 27 26 25 23 22 21 20 19

29 30 28 27 26 25 24 23 21 20

29 30 29 28 27 25 24 23 22

30 30 29 28 27 26 25 23

30 31 30 28 27 26 25

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

57 55 52 50 47 45 42 40 38 35 33 30 28 25 23

57 56 53 51 48 46 43 41 38 36 33 31 29 26 24

58 56 54 51 49 47 44 42 39 37 34 32 29 27 25

58 57 55 52 50 47 45 43 40 38 35 33 30 28 25

59 58 56 53 51 48 46 43 41 38 36 34 31 29 26

59 59 56 54 52 49 47 44 42 39 37 34 32 29

60 60 57 55 52 50 47 45 43 40 38 35 33

60 61 58 56 53 51 48 46 43 41 39 36

61 61 59 56 54 52 49 47 44 42 39

61 62 60 57 55 52 50 48 45 43

62 63 61 58 56 53 51 48 46

62 64 61 59 57 54 52 49

63 65 62 60 57 55 52

63

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Tab. 10bis - Fasi fenologiche e indicazioni per la gestione dellintervento irriguo del pomodoro coltivato a pieno campo (da industria e da mensa).
RESTITUZIONE IDRICA GIORNALIERA PER FENOFASE E PER EPOCA DI SEMINA FASI COLTURALI Semina/Trapianto Primi frutti 2 Palco con frutti 10% Bacche rosse 25% Bacche rosse Raccolta

Semina 15/3

Semina 30/4

Trapianto 20/4

Trapianto 10/5

Trapianto 30/5

Data Restituzione (litri/giorno) + Giorni Data Restituzione (litri/giorno) Data Restituzione (litri/giorno) + Giorni Data Restituzione (litri/giorno) Data Restituzione (litri/giorno) + Giorni

15/3-14/5 1,1 + 16 30/4-29/5 1,8 20/4-9/5 1,5 +5 10/5-29/5 1,8 30/5-9/6 2,5 -7

15/5-29/5 2,4 +4 30/5-14/6 3,3 10/5-24/5 2,4 +4 30/5-9/6 3,3 10/6-19/6 3,3

30/5-9/7 4,2 +1 15/6-19/7 4,4 25/5-4/7 4,3 10/6-14/7 4,4 20/6-24/7 4,5

10/7-24/7 3,8 20/7-4/8 3,7 5/7-19/7 3,8 15/7-30/7 3,8 25/7-9/8 3,8

25/7-5/8 2,3 +2 5/8-15/8 2,1 20/7-1/8 2,3 +1 1/8-10/8 2,1 10/8-20/8 2,1

6/6 16/8 2/8 11/8 21/8

PIOGGE: Indicativamente sono da considerarsi nulle le piogge inferiori a 5 millimetri. Le piogge superiori a questo volume vanno divise per il valore della restituzione idrica della fenofase, per ottenere il numero di giorni da aggiungere al turno riportato in tabella Eventi temporaleschi con intensit di pioggia oraria maggiore di 15 millimetri (lettura al pluviometro/durata del temporale in ore) sono da ritenersi utili al 50%. VOLUME MASSIMO. Il volume massimo irriguo consigliato di 110 millimetri/ettaro/anno, al netto delle irrigazioni per lattecchimento al trapianto ed eventuali soccorsi allemergenza nella semina. Il superamento di tale soglia pu causare un serio peggioramento delle caratteristiche qualitative della bacca e/o risultare antieconomico.

DIFESA
Si rimanda alla parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 35) per gli approfondimenti riguardanti la gestione della difesa integrata del pomodoro da industria. I campionamenti visuali. I campionamenti, che hanno lo scopo di verificare la situazione fitosanitaria del pomodoro da industria e leventuale necessit di un intervento, si riferiscono ad un programma di rilievi a cadenza settimanale da eseguire durante lintero periodo vegetativo e consistono nellosservazione su 4 punti di 5 metri lineari di coltura per ettaro. Alla raccolta controllare circa 100 frutti per ogni 1.000 metri quadrati, per rilevare la presenza di eventuali danni e per trarre indicazioni utili allimpostazione della difesa lanno successivo. Nel caso degli elateridi, al fine di impostare una effica-

ce linea di difesa, si rende necessario un loro monitoraggio. Per le indicazioni riguardante questa importante pratica si rimanda alla parte generale (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 41). Modalit di impiego dei fitofarmaci ammesso l'uso dei soli principi attivi indicati nella specifica tabella che sar pubblicata nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura, dedicato alle sintesi dei disciplinari per la difesa fitosanitaria e il diserbo. Devono essere osservate tutte le modalit e le eventuali limitazioni di impiego. Modalit di distribuzione dei fitofarmaci Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 42), vengono riportati i volumi di irro-

64

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Pomodoro a pieno campo - 2001

razione massimi in piena vegetazione per trattamenti fitosanitari per pomodoro a pieno campo. Volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione su pomodoro a pieno campo: 1.000 litri/ettaro.

RACCOLTA
POMODORO DA INDUSTRIA Trattamenti maturanti. Per agevolare la pianificazione e le operazioni di raccolta, esclusivamente per il prodotto a maturazione precoce la cui raccolta prevista entro il 15 agosto, ammesso limpiego di prodotti maturanti (Etephon), alle dosi di 1,5-4 chilogrammi/ettaro di prodotto commerciale, in funzione: dello sviluppo delle piante, dello stato sanitario della coltura e delle temperature e umidit medie giornaliere. Il trattamento va eseguito una o due volte, quando la percentuale di frutti maturi sul 30%, avendo cura di trattare nelle ore fresche della giornata con elevati volumi (10-12 quintali/ettaro). Modalit. Il pomodoro da industria si raccoglie in un unico intervento, utilizzando macchine trainate o semoventi. I mezzi semoventi consentono di ottenere rese orarie medie di raccolta pi elevate. In ogni caso occorre garantire che gli organi di taglio e scuotimento non provochino lesioni alle bacche. La selezione del prodotto deve avvenire in campo, in fase di raccolta, eliminando il prodotto assolato, verde, spaccato, marcio e leventuale materiale inerte. Il mezzo di raccolta, inoltre, deve presentare la massima semplificazione di tutte le operazioni di manutenzione e pulizia. Epoca. Il periodo di raccolta, in Emilia-Romagna, di norma compreso tra gli ultimi giorni di luglio e la seconda decade di settembre; i tempi e le modalit di raccolta vengono, inoltre, programmati tenendo conto delle esigenze delle industrie di trasformazione. Il pomodoro va raccolto al giusto stadio di maturazione, caratterizzato dalluniforme colore rosso vivo della buccia, assicurandosi che la raccolta avvenga prima di riscontrare non pi del 10% di prodotto marcio in campo.

Sarebbe opportuno che, soprattutto nei periodi pi caldi, si evitasse di raccogliere il pomodoro nelle ore di maggiore insolazione (dalle 12 alle 18). Movimentazione e trasporto. Terminate le operazioni di raccolta e cernita, occorre assicurare una corretta movimentazione e trasporto del prodotto al fine di contenere possibili danneggiamenti. Occorre ridurre al minimo indispensabile i travasi. Lo scarico del prodotto, nei cassoni o nei rimorchi, preferibile venga effettuato in campo e deve prevedere il ricorso ad appositi accorgimenti (altezza di scarico inferiore ai 100 centimetri, impiego di mezzi di convogliamento dei frutti che riducano al minimo la possibilit di urto e di spaccature o ammaccature interne) per impedire il deprezzamento qualitativo del prodotto, che deve giungere allo stabilimento industriale in perfetto stato, con soste minime (sia nei tradizionali punti di raccolta, sia nei piazzali delle industrie). Le soste minime e i tempi ridotti di trasporto si giustificano con il fatto che indispensabile evitare lo sviluppo di microrganismi fungini che si riflette negativamente sulla qualit del prodotto trasformato. Tra la raccolta e la consegna finale del prodotto allindustria si raccomanda di non fare trascorrere un tempo superiore a 12 ore. POMODORO DA MENSA ALLEVATO ATERRA IN PIENO CAMPO Epoca. Sono stati individuati, a livello pratico, cinque stadi di maturazione: I Stadio - comparsa dellalone rosa; attorno al residuo stilare la buccia assume le prime tonalit rosate. I tessuti sottostanti (mesocarpo) hanno un colore pi marcatamente rosa. II Stadio - viraggio del colore; cio non pi del 30% della superficie della bacca rosa. III Stadio - maturazione rosa; la bacca ha un colore rosa sul 30-60% della superficie. IV Stadio - maturazione rosso-chiaro; il colore rosa-rosso esteso al 60-90% della superficie. V Stadio - maturazione rossa; colore rosso oltre il 90% della superficie. La maturazione di raccolta solitamente coincide con il I e il II stadio, ad eccezione delle variet commercializzate a rosso la cui maturazione di raccolta coincide con il V stadio.

65

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Nel I stadio di maturazione i frutti hanno una maggiore serbevolezza e possono essere destinati alla conservazione o ad un iter di distribuzione commerciale piuttosto lungo. Modalit. Nella fase di distacco delle bacche, che pu

essere effettuata sia manualmente che meccanicamente e nella successiva deposizione nei contenitori, devono essere adottate le precauzioni necessarie per non provocare contusioni o ferite.

66
I SUPPLEMENTI DI

Colture frutticole Colture frutticole Colture frutticole Colture frutticole Colture frutticole Colture frutticole Colture frutticole Colture frutticole Colture frutticole Colture frutticole Colture frutticole Colture frutticole Colture frutticole Colture frutticole Colture frutticole Colture frutticole Colture frutticole Colture frutticole Colture frutticole Colture frutticole Colture frutticole
I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Actinidia
VOCAZIONALIT
L ambiente pedologico. I criteri per individuare lattitudine dei suoli alla coltivazione dellactinidia sono riportati in tabella 1. La valutazione fatta ipotizzando che la coltivazione avvenga in condizioni irrigue e che il clima non sia un fattore limitante. Le caratteristiche del terreno considerate sono quelle non modificabili dalle normali operazioni agricole.

CARATTERISTICHE DEI TERRENI


Molto adatto: assicura produzioni non inferiori all80% di quella massima senza particolari pratiche colturali o di conservazione. (1) Moderatamente adatto : Classe di attitudine produzione fino al 60% di quella massima e/o richiedono particolari pratiche colturali o di conservazione. Non adatto: precludono lutilizzazione per la coltura in esame. (2) Profondit delle radici (in centimetri) Profondit di strati limitanti gli apparati radicali esclusi gli strati ghiaiosi, se penetrabili dalle radici. Buono: lacqua rimossa dal suolo prontamente senza eccessi di umidit che limitano la coltura. (3) Drenaggio Moderato: in alcuni periodi lacqua rimossa lentamente e il suolo resta bagnato abbastanza a lungo da interferire negativamente sulla crescita delle piante. (4) Tessitura (3) Drenaggio Imperfetto: il suolo bagnato per alcuni periodi durante la stagione vegetativa. Lento : il suolo periodicamente saturo durante la stagione vegetativa o rimane bagnato per lunghi periodi. Molto lento: suolo saturo per la maggior parte della stagione vegetativa. Media: franco-limosa, limosa. Moderatamente fine: franco-sabbiosa-argillosa, franco-argillosa, franco-limosa-argillosa. Moderatamente grossolana: franca, franco-sabbiosa. Grossolana: sabbiosa, sabbiosa-franca. Fine: argillosa, argilloso-sabbiosa, argilloso-limosa.

68
I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Actinidia - 2001

SCELTA VARIETALE
Tab. 1 - Criteri per individuare il livello attitudinale del suolo alla coltivazione dellactinidia. Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 15), si riporta in tabella 3 la variet raccomandata per lEmilia-Romagna.

CARATTERISTICHE PEDOLOGICHE DELLO STRATO ESPLORATO DALLE RADICI

CLASSE DI ATTITUDINE (1) Molto adatto Moderatamente adatto

Non adatto

MATERIALE VIVAISTICO
E SCELTA DEL PORTINNESTO

Profondit utile alle radici, in centimetri (2) Drenaggio (3)

Maggiore di 100 Buono

50-100 Moderato

Tessitura (4)

Media (solo franco-limosa), moderatamente fine, moderatamente grossolana 6-6,5 Minore di 2 Minore di 2

Media (solo limosa), grossolana, fine

Reazione (pH) Calcare attivo (%) Salinit (mS/cm)

5,5-6 6,5-8 2-8 2-4

Minore di 50 Imperfetto, lento, molto lento Molto fine (massiva), con caratteri vertici (presenza di crepe profonde quando il suolo asciutto) Minore di 5,5 Maggiore di 8 Maggiore di 8 Maggiore di 4

NOTE: vedi riquadro Caratteristiche dei terreni a pag. 68.

La propagazione dellactinidia pu avvenire sia con materiale autoradicato che innestato. Materiale autoradicato: consigliabile soprattutto in ambienti soggetti ai danni da freddo. Nel caso si utilizzino piante ottenute per talea, porre a dimora materiale conservato in vivaio almeno per un anno. Utilizzando piante micropropagate, impiegare piante provenienti da espianti appartenenti allo stesso clone, caratterizzati da elevata stabilit genetica (meristemi apicali o apici di germogli in accrescimento) e conservati in vivaio per almeno due anni. Materiale innestato: utilizzarlo solo in ambienti poco soggetti ai danni da freddo. Nella tabella 4 sono riportate alcune informazioni sulladattamento alle condizioni pedologiche dei portinnesti consigliati. Tab. 3 Actinidia: lista variet raccomandate per lEmilia-Romagna.

L ambiente climatico. Si consiglia di procedere ad una indagine dei parametri climatici e di confrontarli con quelli riportati nella tabella 2.

Tab. 2 - Condizioni critiche dei parametri climatici per lactinidia.


Lista A Hayward
PARAMETRI CLIMATICI CONDIZIONI CRITICHE

VARIET

EPOCA DI RACCOLTA

25/10 - 15/11

Temperatura Ventosit Piovosit (2)

Inferiore a -15 C durante il riposo vegetativo. Inferiore a 0 C nel periodo primaverile ed autunnale (1) Zone eccessivamente ventose (soprattutto se con venti salsi) Piogge abbondanti e persistenti nel corso della fioritura

Tab. 4 - Portinnesti consigliati per lactinidia.

PORTINNESTO

ADATTAMENTO ALLE CONDIZIONI PEDOLOGICHE

(1) Vanno evitate le zone di fondovalle esposte a geli primaverili tardivi, ma anche le condizioni in cui favorita la precocit di ripresa vegetativa. (2) Negli ambienti di coltivazione emiliano-romagnoli, la scarsa piovosit in primavera ed estate tale da non permettere la coltivazione dellactinidia se non si dispone di elevati quantitativi di acqua di irrigazione.

Franco di Bruno D1

Preferisce terreni di medio impasto tendenti allo sciolto e sani; evitare terreni calcarei (calcare inferiore al 5%, con pH maggiore di 7,6). Preferisce terreni di medio impasto, pi tollerante del precedente e del materiale autoradicato, al calcare attivo (inferiore all8%).

69

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

SISTEMA DIMPIANTO,
DENSIT DI PIANTAGIONE, FORMA DI ALLEVAMENTO

Fase di allevamento Azoto: negli impianti in allevamento (1 e 2 anno) sono ammessi solo apporti localizzati di fertilizzanti. Le quantit apportate devono essere ridotte rispetto alla dose massima prevista nella fase di produzione, in particolare: 1 anno: max 55 chilogrammi/ettaro 2 anno: max 85 chilogrammi/ettaro Fase di produzione. Azoto: la concimazione deve essere definita sulla base dei valori riportati nella tabella 7. La quantit da distribuire deve essere cos definita: quantit di azoto (kg/ha di N): [(Produzione stimata x 1,4) + 80] x 1,2 dove la produzione stimata viene espressa in tonnellate/ettaro. Non sono comunque ammessi apporti annuali di azoto superiori a 150 kg/ha. Per apporti di azoto minerale superiori a 60 chilogrammi/ettaro non ammessa ununica distribuzione ( sono consigliabili 2-3 interventi frazionati). Non sono ammesse distribuzioni di azoto minerale prima della fase fenologica di inizio germogliamento ed oltre il 15 ottobre. Fosforo e potassio. Per quanto riguarda lapporto di fosforo e di potassio: La concimazione di mantenimento va definita sulla base dei valori riportati nella precedente tabella 6. Non ammesso superare i seguenti quantitativi: dotazione scarsa: 250 kg/ha P2O5 / 300 kg/ha K2O dotazione normale: 50 kg/ha P2O5 / 150 kg/ha K2O dotazione elevata: 30 kg/ha P2O5 / 75 kg/ha K2O

Allo stato attuale, la forma di allevamento pi razionale per lactinidia la pergoletta doppia classica. I sesti dimpianto consigliati sono riportati in tabella 5.

Tab. 5 - Densit di piantagione per lactinidia.


DISTANZA DIMPIANTO (metri) Tra le file Sulla fila

FORMA DI ALLEVAMENTO

PIANTE/ETTARO

Pergoletta doppia (con pergolette laterali di centimetri 80-100)

666-747

4,5-5,5

3-4

FERTILIZZAZIONE
Fertilizzazione di fondo. Prima dellimpianto del frutteto, distribuire ammendanti organici per migliorare le caratteristiche fisico-chimiche e microbiologiche del terreno. Per quanto riguarda lapporto di fosforo e di potassio, si rimanda alle indicazioni contenute nella parte generale dei disciplinari di produzione allargomento: Concimazione con fosforo e potassio - calcolo della dose (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 20) . Non ammesso effettuare apporti superiori a 250 kg/ha di P2O5 e 300 kg/ha di K2O. Per evitare perdite di azoto lungo il profilo del suolo, non sono ammessi apporti di concimi minerali azotati, prima della messa a dimora delle piante.

Tab. 6 - Quote unitarie (kg/t di produzione) di asportazione da parte dei frutti e coefficienti correttivi.
Coefficiente correttivo per fosforo Coefficiente correttivo per potassio

COLTURA

FOSFORO (P2O5)

POTASSIO (K2O)

POTATURA
La fase di allevamento. Curare nei primi due anni sia la formazione del fusto, che deve essere unico e diritto, sia la

70

Actinidia

0,53

2,70

1,6

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Actinidia - 2001

Tab. 7 - Valori unitari di asportazione, quota di base e quantitativi di azoto massimi ammessi (kg/ha).
ASPORTAZIONI FRUTTI (kg di azoto per tonnellata di prodotto) QUOTA DI BASE (kg/ettaro di azoto) QUANTITATIVO DI AZOTO MASSIMO AMMESSO (kg/ettaro)

IMPOLLINAZIONE
Unadeguata impollinazione di fondamentale importanza per ottenere buone produzioni, con pezzatura dei frutti soddisfacente. Una buona impollinazione, oltre che dalla scelta della cultivar impollinatrice pi adatta, dipende da molti fattori; quelli pi importanti sono indicati di seguito. La distribuzione degli impollinatori nellimpianto. Le sorgenti di polline devono essere nel maggior numero possibile e distribuite in modo uniforme nellappezzamento. Si consiglia quindi di disporre le piante impollinatrici in tutte le file, allevate alla stessa altezza delle piante in produzione. Negli impianti a pergoletta doppia di media densit (500-600 piante/ettaro), si consiglia un rapporto piante femminili/impollinatori di 7:1. Tale rapporto va comunque aggiustato in base alle condizioni meteorologiche medie della zona e alleventuale disponibilit di manodopera per lintegrazione manuale dellimpollinazione in caso di cattivo tempo. Per aumentare il numero delle fonti di polline, si consiglia di innestare limpollinatore anche sulla pianta femminile. In questo caso il rapporto sopraindicato si riferisce alla chioma e non alle piante. La carica di gemme per unit di superficie. Unadeguata carica di gemme favorisce una buona impollinazione; si consiglia di non superare le 150-180 mila gemme/ettaro. La presenza e lattivit dei vettori dellimpollinazione. Al momento della fioritura si consiglia di predisporre nellimpianto almeno 8-10 alveari/ettaro. Nel caso siano presenti reti antigrandine, ripiegarle durante la fioritura per favorire il volo delle api. Landamento climatico durante il periodo della fioritura. Nelle annate in cui linizio della fioritura sia caratterizzato da maltempo, oppure la fioritura delle piante maschili sia eccessivamente anticipata rispetto a quella delle piante femminili, ricorrere allimpollinazione artificiale.

COLTURA

Actinidia

1,4

80

150

formazione dei cordoni permanenti, in modo da evitare negli anni successivi continue emissioni di germogli dalle curvature. La fase di produzione. Per ottenere produzioni soddisfacenti da un punto di vista quantitativo e qualitativo, la carica di gemme da lasciare nel corso della potatura invernale, va stabilita in relazione allet della pianta, alla densit di piantagione, alle caratteristiche pedoclimatiche della zona di coltura e allefficacia dellimpollinazione. Per gli impianti a pergoletta doppia, si consiglia di lasciare con la potatura invernale 150-160 mila gemme per ettaro, mantenendo tralci di media lunghezza (14-16 gemme) e comunque di non superare le 20 gemme. Non sono ammesse cariche superiori alle 200 mila gemme per ettaro. Potatura verde. Eseguire alcuni interventi di potatura verde valutandone tempi e modalit in relazione alle diverse situazioni di impianto (densit di piantagione, carica di gemme, disposizione dei tralci, ecc.). Scopo principale di questi interventi quello di arieggiare e dare luce dove la vegetazione pi densa, al fine di ottenere frutti di migliore qualit e per non favorire gli attacchi di Botritys. Potatura degli impollinatori. Con la potatura invernale si provveder a diradare, con tagli di ritorno, i tralci di un anno per mantenere lequilibrio tra attivit riproduttiva e vegetativa. Immediatamente dopo la fioritura asportare i tralci che hanno assicurato la produzione del polline. Eseguire i tagli in modo da eliminare non pi del 50% della superficie fogliare, salvaguardando i nuovi germogli che iniziano a svilupparsi in prossimit della struttura permanente.

DIRADAMENTO DEI FRUTTI


Per ottenere effetti positivi sulla qualit dei frutti occorre procedere al loro diradamento manuale. Durante questa operazione si consiglia di rispettare le seguenti regole: * eliminare i frutti o i fiori che daranno origine a frutti doppi e ventagli; questi si trovano generalmente nella parte basale del germoglio fruttifero;

71

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

* eliminare i frutti laterali dellinfiorescenza. Questa operazione si pu eseguire in prossimit della fioritura o dopo la caduta dei petali, durante i primi stadi di sviluppo del frutticino; * eliminare nella fase di accrescimento i frutti malformati per insufficiente impollinazione; * non lasciare pi di quattro frutti centrali per ogni germoglio fruttifero.

IRRIGAZIONE
I vincoli da applicare per questa pratica variano in funzione del metodo irriguo adottato rispettando le indicazioni riportate nelle norme generali dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 29). Nella tabella 9 si riportano i calendari di irrigazione (turni irrigui) per gli impianti microirrigui, riferiti a piante in piena produzione; negli impianti in allevamento, fino al terzo anno, ridurre i valori di restituzione idrica del 25%. I dati si riferiscono a situazioni produttive cos caratterizzate: vigoria e densit di piantagione medie, falda freatica ininfluente. Tab. 9 - Actinidia: volumi di adacquamento e turni irrigui con impianti microirrigui (suolo inerbito).
TURNO (giorni) RESTITUZIONE IDRICA Impianto Impianto a goccia (millimetri/giorno) a spruzzo (litri) (1)

GESTIONE DEL SUOLO E DISERBO


La tecnica ottimale di conduzione del terreno rappresentata dallinerbimento, perch nellactinidia la maggior parte delle radici efficienti situata nello strato superficiale del terreno e la sua coltivazione viene effettuata in aziende dotate di acqua irrigua. Linerbimento controllato, da eseguire passati i primi due anni dallimpianto, permette di conservare una buona struttura del terreno, di arricchirlo di sostanze organiche e di limitare la compattazione dei mezzi meccanici. Nelle situazioni in cui necessario effettuare linerbimento solo dellinterfila, sulla striscia occupata dal filare si consiglia di eseguire una pacciamatura utilizzando materiali organici disponibili (erba falciata, materiale paglioso, residui di potatura, ecc.). Se non fosse possibile, invece della pacciamatura si pu intervenire con delle lavorazioni meccaniche molto superficiali, oppure con il diserbo chimico, da effettuare nel periodo estivo. Nelle aziende in cui vi scarsa disponibilit idrica e negli impianti nella fase di allevamento, si consiglia di intervenire con la lavorazione totale del terreno. opportuno in questi casi che gli interventi siano molto superficiali in modo da non danneggiare gli apparati radicali, evitando limpiego di attrezzature che determinano una eccessiva frantumazione del terreno. Non ammesso limpiego di principi attivi e di dosi diverse da quelle indicate nella specifica tabella che sar pubblicata nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura , dedicato alle sintesi dei disciplinari per la difesa fitosanitaria e il diserbo. La dose in tabella riferita alla sola superficie effettivamente coperta dal diserbante, che deve essere sempre inferiore almeno al 50% della superficie complessiva.

MESE

Pioggia (millimetri) (2)

Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre

1,0 2,0 4,0 5,0 4,5 3,5 2,0

2 1-2 1-2 1 1-2 1-2 2

3-4 3-4 2-3 2-3 2-3 3-4 3-4

1,0 2,2 4,0 5,0 4,5 3,5 2,0

(1) Con limpianto a goccia non superare per ogni intervento i 6-7 millimetri. (2) Millimetri di pioggia misurati con il pluviometro che fanno ritardare di un giorno linterven-

to irriguo. Devono essere considerate nulle le piogge inferiori ai valori che ritardano lirrigazione; allo stesso modo sono nulli i millimetri di pioggia eccedenti il volume di adacquamento prescelto.

DIFESA
Le modalit di impiego dei fitofarmaci ammesso luso dei soli principi attivi indicati nella specifica tabella che sar pubblicata nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura, dedicato alle indicazioni di difesa fitosanitaria e diserbo. Le modalit di distribuzione. Tenuto conto dellobbligo di giustificare il superamento sistematico dei volumi di distribuzione, come indicato nella parte generale dei disciplinari

72

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Actinidia - 2001

di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 42), vengono riportati in tabella 10 i volumi dirrorazione massimi, in piena vegetazione, per gli interventi fitosanitari.

Tab. 10 Actinidia: volumi dirrorazione massimi in piena vegetazione per gli interventi fitosanitari.
VOLUMI (ettolitri) FORMA DI ALLENAMENTO FASE PRODUTTIVA Densit di chioma (vigoria) Scarsa Normale Elevata

Allevamento Pergoletta doppia Produzione

10

8 13

15

RACCOLTA
Epoca. Nellambito della filiera produttiva il momento della raccolta molto importante, perch caratterizza e condiziona la qualit globale e la serbevolezza del prodotto. accertato che il momento della raccolta determinante ai fini della consistenza della polpa durante la conservazione. Tuttavia i valori della durezza alla raccolta, sebbene siano preferibili quelli superiori a 6,5 chilogrammi (puntale da 8

millimetri), hanno scarsa influenza sulla riduzione della consistenza di frutti nel corso della conservazione. Il fattore determinante invece il residuo solubile rifrattometrico (RSR) raggiunto alla raccolta. Il prodotto staccato con residuo secco rifrattometrico (RSR) inferiore a 6,2-6,5% risulta di qualit alquanto scadente ed destinato nel breve periodo (3-4 mesi) a rammollire sotto i limiti di commerciabilit del prodotto (durezza circa un chilogrammo). Si consiglia di effettuare la raccolta quando i frutti hanno RSR maggiore di 6,5. Si ricorda che il RSR va misurato entro 8-10 ore dalla raccolta, perch la sosta dei frutti per 24-48 ore a temperatura ambiente, fa innalzare i valori di RSR mediamente dell1-2%. Modalit. Lactinidia raccolta in una sola volta mediante il distacco del picciolo. Ai fini della conservabilit indifferente che rimanga o meno parte del picciolo attaccato ai frutti. Lactinidia un frutto abbastanza resistente alle manipolazioni, tuttavia opportuno operare in modo da evitare ferite nella fase della raccolta e durante lo svuotamento nei contenitori.

73
I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Albicocco e Susino
VOCAZIONALIT
L ambiente pedologico. I criteri per individuare il livello di attitudine dei suoli alla coltivazione dellalbicocco e del susino sono riportati in tabella 1. La valutazione fatta ipotizzando che la coltivazione avvenga in condizioni irrigue e che il clima non sia un fattore limitante. Le caratteristiche pedologiche considerate sono quelle non modificabili dalle normali operazioni agricole e prevedono limpiego del portinnesto Mirabolano . L ambiente climatico. Lalbicocco e il susino non sembrano avere particolari esigenze climatiche.Tuttavia, nella scelta degli ambienti in cui effettuare i nuovi impianti sono da preferire le posizioni collinari, meno soggette alle gelate e ai ristagni di umidit, luminose e ben aerate, evitando invece i fondovalle e le zone umide di pianura. Tab. 1 - Criteri per individuare il livello attitudinale del suolo alla coltivazione dellalbicocco e del susino.
CARATTERISTICHE PEDOLOGICHE DELLO STRATO ESPLORATO DALLE RADICI CLASSE DI ATTITUDINE (1) Molto adatto Moderatamente adatto

SCELTA VARIETALE
Tenuto conto di quanto riportato nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 15), si riportano nelle tabelle 2a, 2b e 2c le variet raccomandate per lEmilia-Romagna.

Tab. 2a Albicocco: lista delle variet raccomandate per lEmilia-Romagna.

Tab. 2b Susino cino-giapponese: lista delle variet raccomandate per lEmilia-Romagna.

VARIET

MATURAZIONE*

VARIET

MATURAZIONE*

Aurora Ninfa Carmen Pink Cot

-33 -27 -17 -15 -11 -10 -7 -4 -0 +2 +2 +6 +16 +17 +18

Non adatto

Antonio Errani Orange Red Bella dImola (clone M. Neri) Goldrich SAN CASTRESE Palummella Vitillo Portici Pisana Tardif De Tain Lady Elena

Profondit utile alle radici (cm) (2) Drenaggio (3)

Maggiore di 80 Buono

50 - 80 Moderato

Minore di 50 Imperfetto, lento, molto lento Molto fine (massiva), con caratteri vertici (presenza di crepe profonde quando il suolo asciutto) Minore di 5,4 Maggiore di 8,8 Maggiore di 12 Maggiore di 3

Tessitura (4)

Reazione (pH) Calcare attivo (%) Salinit (mS/cm)

Media (solo francoMedia limosa) (solo limosa) moderatamente grossolana fine, fine mod. grossolana 5,4-6,5 6,5-7,5 7,5-8,8 Minore di 8 8-12 Minore di 2 2-3

Carmen Sorriso di Primavera (1) Obilnaja SHIRO Anna Black Amber Black Gold Golden Plum Fortune Friar Songold T.C. Sun Bella di Barbiano Angeleno October Sun Autumn Giant
(1) Impollinatore.

-13 -12 -0 -0 +2 +13 +14 +24 +25 +30 +40 +42 +44 +56 +64 +70

74

N.B. Per le note (1), (2), (3) e (4) fare riferimento al riquadro a pag. 68.

* Giorni dalla maturazione della variet * Giorni dalla maturazione della variet Shiro, che matura in Emilia-Romagna il 15 San Castrese. luglio.

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Albicocco e Susino - 2001

Tab. 2c - Susino europeo: lista delle variet raccomandate per lEmilia-Romagna.


VARIET MATURAZIONE (Giorni dalla maturazione di Shiro)

Tab. 3 - Elenco dei portinnesti consigliati per la coltura dellalbicocco e del susino.

DEnte 707 Stanley Empress (sinonimo Grossa di Felisio) President

-3 -0 -0 +11

PORTINNESTO

ESIGENZE PEDOLOGICHE

RESISTENZA ALLE AVVERSIT

COMPORTAMENTO AGRONOMICO

SCELTA DEL PORTINNESTO


Vengono riportati nella tabella 3 i portinnesti consigliati.

MATERIALE VIVAISTICO
Gli astoni devono essere possibilmente diritti, radicati, con saldatura integra allinnesto; altezza minima dal colletto pari a 120 centimetri lignificati; punto dinnesto compreso tra 10 e 30 centimetri dal colletto; calibro minimo a 10 centimetri sopra il punto dinnesto pari a 12 millimetri.

Adatto a vari tipi di terreno, in particolare quelli argillosi, limosi, tendenzialmente asfittici Mirabolano B Adatto a vari tipi (solo per susino) di terreno, in particolare quelli argillosi, limosi, tendenzialmente asfittici Mirabolano 29C Si adatta bene a tutti i tipi di terreno

Mirabolano da seme

Resistente alla siccit

Vigoroso Non affine con tutte le cultivar Induce eterogeneit di sviluppo Molto vigoroso

Resistente al cancro batterico (Pseudomonas siringae) Moderatamente resistente allAgrobacterium tumefaciens

Vigoroso Precoce fruttificazione Buona efficienza produttiva

SISTEMA DI IMPIANTO,
DENSIT DI PIANTAGIONE, FORMA DI ALLEVAMENTO

Tab. 4 - Forme di allevamento e distanze dimpianto consigliate (in metri).

Vengono riportate nella tabella 4 le forme di allevamento e le distanze di impianto consigliate.

FERTILIZZAZIONE
Fertilizzazione di fondo. Prima dellimpianto del frutteto, distribuire ammendanti organici per migliorare le caratteristiche fisico-chimiche e microbiologiche del terreno. Per quanto riguarda lapporto di fosforo e di potassio, si rimanda alle indicazioni contenute nella parte generale dei disciplinari di produzione allargomento: Concimazione con fosforo e potassio - calcolo della dose (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 20). Non ammesso effettuare apporti superiori a 250 kg/ha di P2O5 e 300 kg/ha di K2O. Per evitare perdite di azoto lungo il profilo del suolo, non sono ammessi apporti di concimi minerali azotati prima della messa a dimora delle piante.

FORMA DI ALLLEVAMENTO

VIGORIA DELLALBERO Elevata Media

Scarsa

Vaso ritardato

Palmetta

Albicocco: 5,5 x 4-3,5 Susino: 6 x 5-5,5 4,7 x 4-3,5

Albicocco: 5,5 x 3,5-3 Susino: 5,5-6 x 4-4,5 4,5 x 3,5-3

Susino: 5,5 x 3

Susino: 4 x 3-2,5

Fase di allevamento Azoto: negli impianti in allevamento (1 e 2 anno) sono ammessi solo apporti localizzati di fertilizzanti. Le quantit apportate devono essere ridotte rispetto alla dose massima prevista nella fase di produzione, in particolare: 1 anno: max 40 chilogrammi/ettaro; 2 anno: max 60 chilogrammi/ettaro.

75

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Tab. 5 - Quote unitarie (kg/t di produzione) di asportazione da parte dei frutti e coefficienti correttivi.

COLTURA

FOSFORO (P2O5)

Coefficiente correttivo per fosforo

POTASSIO (K2O)

Coefficiente correttivo per potassio

Valori intorno a 8 ppm (parti per milione) di azoto nitrico (N-NO3) nello strato del filare compreso tra 5 e 50 centimetri di profondit, sono ampiamente sufficienti per le esigenze azotate del frutteto nella fase di post-raccolta e determinano la sospensione di qualsiasi apporto di azoto in questo periodo. Non sono ammesse distribuzioni autunnali superiori a 40 kg/ha di azoto effettuate oltre il mese di settembre, nonch in terreni con contenuto idrico elevato, prossimo alla saturazione. Fosforo e potassio. Per quanto riguarda lapporto di fosforo e di potassio: la concimazione di mantenimento deve essere definita sulla base dei valori riportati nella precedente tabella 5. In particolare, non ammesso superare i seguenti quantitativi: dotazione terreno scarsa 250 kg/ha P2O5 300 kg/ha K2O dotazione terreno normale 50 kg/ha P2O5 150 kg/ha K2O dotazione terreno elevata 30 kg/ha P2O5 50 kg/ha K2O

Albicocco Susino

0,44 0,23

2 2

3,55 2,06

1,6 1,6

Fase di produzione. Azoto: La concimazione deve essere definita sulla base dei valori riportati in tabella 6. La quantit da distribuire deve essere cos definita: Albicocco - Quantit di azoto (kg/ha di N): [(Produzione stimata x 1,2) + 50] x 1,2 Susino - Quantit di azoto (kg/ha di N): [(Produzione stimata x 0,9) + 50] x 1,2 dove la produzione stimata espressa in tonnellate/ettaro. Non sono comunque ammessi apporti annuali di azoto superiori a 90 kg/ha. Per apporti di azoto minerale superiori a 60 kg/ha non ammessa ununica distribuzione; occorre, pertanto, effettuare concimazioni frazionate. Non sono ammesse distribuzioni di azoto minerale prima della fase fenologica di inizio fioritura . Per la concimazione di fine estate (autunnale), eseguita per favorire la costituzione di sostanze di riserva nelle strutture permanenti dellalbero, utile la stima del livello dei nitrati nel terreno. Tab. 6 - Valori unitari di asportazione (kg/t di frutti) per coltura, quota di base e quantitativi di azoto massimi ammessi (kg/ha).
ASPORTAZIONE QUOTA FRUTTI DI BASE (kg di azoto/tonnellata (kg/ettarodi azoto) di prodotto) QUANTITATIVO DI AZOTO MASSIMO AMMESSO (kg/ettaro)

POTATURA
Gli interventi al verde , da eseguirsi preferibilmente in maggio ed in giugno, devono essere finalizzati allasportazione dei germogli vigorosi (succhioni) e al diradamento di quelli mal disposti, per favorire una razionale intercettazione della luce in tutta la chioma e una migliore lignificazione dei rami. Interventi di potatura con taglio di ritorno e di sfoltimento, eseguiti dopo la raccolta (fine luglio-inizio agosto), favoriscono una migliore cicatrizzazione dei tagli e riducono la comparsa di emissioni gommose rispetto agli abituali interventi invernali.

IMPOLLINAZIONE
(SOLO PER SUSINO)

COLTURA

76

Albicocco Susino

1,2 0,9

50 50

90 90

Si consigliano rapporti di consociazione tra le cultivar del 10-15% di piante impollinatrici, intercalate lungo la fila (es.: Laroda, Morettini 355, Sorriso di Primavera, Mirabola-

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Albicocco e Susino - 2001

no), mentre nel caso di filari monovarietali tale rapporto dovrebbe risultare almeno del 20-25%. Dove possibile si consiglia di introdurre 7-8 arnie di api per ettaro. Per non distrarre le api dai fiori del susino e per favorire limpollinazione, si consiglia di sfalciare leventuale cotico erboso, qualora le essenze presenti siano in fiore.

Tab. 8 - Turni irrigui per impianti ad aspersione sottochioma.


GESTIONE SUOLO
(1)

MESE

RESTITUZIONE IDRICA (millimetri/giorno)


(2)

IRRIGARE OGNI (numero di giorni) Terreno sciolto Terreno franco Terreno Pioggia argilloso (millimetri) (3)

DIRADAMENTO DEI FRUTTI


Effettuare il diradamento manuale con la massima tempestivit, prima dellindurimento del nocciolo. Per lalbicocco le cultivar precoci dovranno essere diradate prima di quelle a maturazione media e tardiva.

Apr. Mag. Giu. Lug.

DISERBO
Ago.

Non ammesso limpiego di principi attivi e di dosi diverse da quelle indicati, per lalbicocco ed il susino, nella specifiche tabelle che saranno pubblicate nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura dedicato alle sintesi dei disciplinari per la difesa fitosanitaria e il diserbo. La dose in tabella riferita alla sola superficie effettivamente coperta dal diserbante, che deve essere sempre inferiore almeno al 50% della superficie complessiva.

Sett.

I L I L I L I L I L I L

0,8 0,7 2,0 1,4 3,5 2,5 4,0 3,5 3,7 3,0 3,0 2,0

irrigare solo se necessario impiegando i volumi ammessi 15 20 25 21 26 35 8 11 14 12 16 20 7 10 12 8 11 14 9 11 14 10 13 16 10 13 17 15 20 25

1,0 1,0 2,0 2,0 3,0 3,0 4,0 4,0 3,5 3,5 2,5 2,5

(1) I = inerbimento; L = lavorazione. (2) Si intende il quantitativo di acqua da restituire alla coltura in base al suo fabbisogno idrico. (3) Millimetri di pioggia misurati con il pluviometro che fanno ritardare di un giorno lintervento irriguo. Devono essere considerate nulle le piogge inferiori ai valori che ritardano lirrigazione; allo stesso modo sono nulli i mm di pioggia eccedenti il volume di adacquamento prescelto. Note generali Impianti in allevamento: fino al terzo anno aumentare il numero di giorni del turno irriguo del 20%. Post-raccolta: in assenza di piogge opportuno proseguire lirrigazione anche dopo la raccolta irrigando con i volumi ammessi. Sospensione dellirrigazione: in post-raccolta da settembre.

IRRIGAZIONE
I calendari di irrigazione (turni irrigui) sono riportati nelle tabelle 8, 9 e 10 rispettivamente per gli impianti ad aspersione, e microirrigui. I dati si riferiscono a: piante in piena produzione, portinnesto Mirabolano, vigoria e densit di piantagione medie, falda freatica ininfluente.

Tab. 9 - Susino: volumi di adacquamento (restituzione idrica) e turni irrigui per impianti microirrigui.
GESTIONE SUOLO
(1)

MESE

RESTITUZIONE IDRICA (millimetri/giorno)


(2)

INTERVALLO Impianti a goccia Impianti a spruzzo

PIOGGIA (millimetri)
(3)

DIFESA
Le modalit di impiego dei fitofarmaci

Apr. Mag. Giu.

ammesso luso dei soli principi attivi indicati, per lalbicocco ed il susino, nella specifiche tabelle che saranno pubblicate nel supplemento n. 9 di Agricoltura , dedicato alle sintesi dei disciplinari per la difesa fitosanitaria e diserbo.

Lug. Ago. Sett.

I L I L I L I L I L I L

0,8 0,7 2,0 1,4 3,5 2,5 4,0 3,5 3,7 3,0 3,0 2,0

1 1 1 1 1 1

4 4 4 3 3 4

1,0 2,0 3,0 4,0 3,5 2,5

N.B. - Le note (1), (2), (3), e le note generali sono quelle della tabella B.

77

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Tab. 10 - Albicocco: volumi di adacquamento (restituzione idrica) e turni irrigui per impianti microirrigui.
GESTIONE SUOLO
(1)

Tab. 11 Albicocco e susino: volumi dirrorazione massimi in piena vegetazione per gli interventi fitosanitari.
VOLUMI (ettolitri) FORMA DI ALLLEVAMENTO FASE PRODUTTIVA Scarsa DENSIT DI CHIOMA Normale Elevata

MESE

RESTITUZIONE IDRICA (millimetri/giorno)


(2)

INTERVALLO (giorni) Impianti a goccia Impianti Pioggia a spruzzo (millimetri) (3)

Aprile Maggio Giugno Luglio Luglio (post-raccolta) Agosto (post-raccolta)

I L I L I L I L I L I L

0,8 0,7 2,0 1,4 3,5 2,5 4,0 3,5 2,4 2,1 2,1 1,9

1 1 1 1 2 2

4 4 4 3 4 4

1,0 2,0 3,5 4,0 2,4 2,0

Parete Volume

Allevamento Produzione Allevamento Produzione

12 16

10 15 12 18

18 20

Tab. 12 - Indici di maturit consigliati per la raccolta delle susine.


RESIDUO RIFRATTOMETRICO ( Brix)

CULTIVAR

Note (1), (2), (3): vedi in calce a tabella 8. Note generali Impianti in allevamento: fino al terzo anno, dimezzare i valori di restituzione idrica. Post-raccolta: in assenza di piogge opportuno proseguire lirrigazione anche dopo la raccolta riducendo i valori indicati del 66%. Sospensione dellirrigazione da settembre. Con impianto a goccia non superare per ogni intervento i 6-7 millimetri.

Le modalit di distribuzione. Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 42) vengono riportati nella tabella 11 i volumi dirrorazione massimi, in piena vegetazione per gli interventi fitosanitari.

Minore o uguale a 10,5 Minore o uguale a 11 Minore o uguale a 12 Minore o uguale a 12,5 Minore o uguale a 13 Minore o uguale a 14 Minore o uguale a 14,5 Minore o uguale a 16 Minore o uguale a 17

Goccia doro, Morettini 355, Sorriso di Primavera Black Beaut, Golden Plum, Obilnaja Fortune, Ozark Premier Black Gold, Calita, Green Sun, Ruth Gerstetter Angeleno, Autumn Giant Bluefree, Friar, Laroda, Stanley Bella di Barbiano, Santa Rosa, T.c. Sun President Regina Claudia

RACCOLTA
Epoca. Lepoca di raccolta rappresenta un momento fondamentale della filiera produttiva, perch caratterizza e condiziona la qualit globale e la serbevolezza del prodotto. La definizione dellepoca di raccolta, tenendo conto della scalarit di maturazione dei frutti, della forte variabilit delle cultivar e della diversa reazione ai fattori pedoclimatici, abbastanza difficile, tuttavia alcuni indici si sono dimostrati di facile applicazione e di sufficiente rispondenza fisiologica. Per lalbicocco, si ricordano il colore della buccia e la durezza della polpa; a ci si possono aggiungere il residuo

secco rifrattometrico, lacidit e il loro rapporto. Poche indicazioni si posseggono, oggi, sui valori di questi indici riferiti alle diverse cultivar. Il colore dovrebbe corrispondere allo stadio virante (passaggio dal colore verde al giallo), per assicurare la necessaria serbevolezza mercantile. Stadi di maturazione pi arretrati sono assolutamente da scartare, in quanto i frutti non raggiungono la piena maturazione ed avvizziscono. Stadi di maturazione pi avanzati sono da rapportare alle situazioni distributive. Per il susino, tra gli indici di maturazione ricordiamo il residuo rifrattometrico (tab. 12) e il colore della buccia; a questi si possono aggiungere lacidit e la durezza della polpa. Modalit. Affinch larga parte della produzione raggiunga standard di qualit elevati necessario, per la maggior parte delle cultivar, effettuare almeno due raccolte.

78

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Albicocco e Susino - 2001

Nella fase di distacco dei frutti, di deposizione nei contenitori di raccolta e nel successivo trasferimento negli imballaggi, debbono essere adottate le precauzioni necessa-

rie per non provocare contusioni e ferite. Da evitare possibilmente la raccolta nelle ore pi calde della giornata e lesposizione al sole dei frutti raccolti.

79
I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Ciliegio
VOCAZIONALIT
L ambiente pedologico. I criteri per individuare il livello attitudinale dei suoli alla coltivazione del ciliegio sono riportati in tabella 1. La valutazione fatta ipotizzando che la coltivazione avvenga in condizioni irrigue e che il clima locale non sia un fattore limitante. Le caratteristiche considerate sono quelle non modificabili dalle normali operazioni agricole e prevedono limpiego del portinnesto franco . Tradizionalmente vocate alla coltivazione del ciliegio sono alcune aree della provincia di Modena e Bologna (comprensorio ciliegia tipica di Vignola) ed alcune zone collinari della provincia di Forl. L ambiente climatico. Il ciliegio una specie particolarmente esigente durate lepoca della fioritura e della maturazione dei frutti. Una elevata umidit durante questo periodo provoca facilmente infezioni di monilia; inoltre le stesse gemme, i fiori e poi i frutticini appena allegati, possono subire danni da basse temperature. Infine, piogge di una certa entit in vicinanza della maturazione provocano il problema della spaccatura dei frutti. Si sconsiglia, pertanto, di realizzare nuovi impianti in zone caratterizzate da primavere fredde, umide o piovose e in quelle in cui si verificano frequentemente gelate tardive.

SCELTA VARIETALE
Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 15), si riportano in tabella 2 le variet raccomandate per lEmilia-Romagna.

Tab. 1 - Criteri per individuare il livello attitudinale del suolo alla coltivazione del ciliegio.
CARATTERISTICHE PEDOLOGICHE DELLO STRATO ESPLORATO DALLE RADICI CLASSE DI ATTITUDINE (1) Molto adatto Moderatamente adatto

SCELTA DEL PORTINNESTO


Non adatto

Vengono di seguito riportati (tab. 3) i portinnesti consigliati per la coltura del ciliegio.

Profondit utile alle radici, in centimetri (2) Drenaggio (3)

Maggiore di 100 Buono

Tessitura (4)

Media (solo franco-limosa), Moderatamente Fine, Moderatamente grossolana 6,5-7,5 Minore di 7 Minore di 2

Reazione (pH) Calcare attivo (%) Salinit (mS/cm)

Minore di 50 Buono Moderato Imperfetto Lento, Molto lento Media Molto fine (solo limosa), (massiva), Grossolana, con caratteri Fine vertici (presenza di crepe profonde quando il suolo asciutto) 5,4-6,5 Minore di 5,4 7,5-8,8 Maggiore di 8,8 7-12 Maggiore di 12 2-3 Maggiore di 3 50-100

MATERIALE VIVAISTICO
Gli astoni devono essere possibilmente diritti, radicati e con saldatura integra allinnesto; laltezza minima dal colletto deve essere pari a 120 centimetri lignificati; il punto dinnesto devessere compreso tra 10 e 30 centimetri dal colletto ed il calibro minimo, a 10 centimetri sopra il punto dinnesto, deve essere pari a 12 millimetri.

SISTEMA DI IMPIANTO,
DENSIT DI PIANTAGIONE, FORMA DI ALLEVAMENTO

80

Per le note (1), (2), (3), (4), fare riferimento al riquadro a pag. 68.

Nei moderni impianti necessario adottare forme di allevamento che permettano di contenere lo sviluppo delle

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Ciliegio - 2001

Tab. 2 - Ciliegio dolce: lista delle variet raccomandate per lEmilia-Romagna.


MATURAZIONE* (Giorni dalla maturazione della variet B. Burlat)

Tab. 3 - Elenco dei portinnesti consigliati per il ciliegio.


ADATTAMENTO ALLE CONDIZIONI PEDOLOGICHE RESISTENZA ALLE AVVERSIT

VARIET

PORTINNESTO

VIGORIA

Early Lory BIGARREAU BURLAT Bigarreau Moreau Early Star Celeste Giorgia Adriana Samba New Star Blaze Star Cristalina Linda (1) Sunburst Van Sylvia Lala Star Durone dellAnella tardivo Ferrovia Germersdorfi Orias 3 (1) Nero II Lapins Katalin (1) Sweet Heart
(1) Idonea per trasformazione industriale.

-2 0 0 +04 +10 +11 +11 +13 +14 +15 +17 +17 +18 +19 +20 +22 +24 +24 +24 +25 +26 +28 +35

Franco di Prunus avium Franco clonale Mazard F12/1 Colt

Preferisce terreni freschi, profondi, di medio impasto; Sensibile alla stanchezza del terreno Terreni di medio impasto o pesanti se drenati.

Elevata

Elevata

Cab 6P SL 64 Prunus Mahaleb

Tollerante stanchezza del terreno Adatto a diversi tipi Resistente di terreno al freddo Adatto per terreni calcarei, Resistente siccitosi, ricchi di scheletro; allAgrobacterium Non adatto a terreni pesanti tumefaciens e poco permeabili

Terreni di medio impasto o irrigui

Elevata Scarsa (-20%) Media

Tab. 4 - Forme di allevamento e distanze dimpianto (in metri) consigliate per il ciliegio.

FORMA DI ALLEVAMENTO

DISTANZA DIMPIANTO Tra le file Sulle fila

* In Emilia-Romagna Bigarreau Burlat matura il 25 maggio a Vignola (MO).

piante e anticipare lentrata in produzione. I sistemi da allevamento consigliati sono, pertanto, i seguenti: * forme in volume: vaso basso e vaso ritardato adatte soprattutto per le zone collinari; * forme in parete: palmetta libera , bandiera e altre varianti, consigliate per terreni pianeggianti. Le distanze di impianto consigliate sono riportate in tabella 4 (esse vanno adeguate al grado di fertilit del terreno ed alla vigoria delle variet impiantate). Sistemi di allevamento intensivi, finora realizzati, quali lastone colonnare (con sesti di 6 x 1 o 6 x 1,5) hanno dato risultati discordanti, comportando spesso laumento della suscettibilit dei frutti ai marciumi e una maturazione scalare, causata dallelevata densit della vegetazione.

Vaso basso Vaso ritardato Palmetta libera Bandiera

6-7 6-7 5,5-6 5-5,5

5-6 5-6 5-6,5 4,5-6

FERTILIZZAZIONE
Fertilizzazione di fondo. Prima dellimpianto si consiglia di distribuire ammendanti organici per migliorare le caratteristiche fisico-chimiche e microbiologiche del terreno. Per quanto riguarda lapporto di fosforo e di potassio, si rimanda alle indicazioni contenute nella parte generale dei disciplinari di produzione allargomento: Concimazione con fosforo e potassio - calcolo della dose (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 20).

81

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Tab. 5 - Quote unitarie (kg/t di produzione) di asportazione da parte dei frutti e coefficienti correttivi.

Tab. 6 - Valori unitari di asportazione (kg/t di frutti) per coltura, quota di base e quantitativi di azoto (N) massimi ammessi (kg/ha).
ASPORTAZIONE FRUTTI (kg di N/t di prodotto)

COLTURA

FOSFORO (P2O5)

Coefficiente correttivo per fosforo

POTASSIO (K2O)

Coefficiente correttivo per potassio

COLTURA

Ciliegio

0,44

1,91

1,6 Ciliegio

QUOTA DI BASE (kg/ha N)

QUANTITATIVO DI AZOTO MASSIMO AMMESSO (kg/ha)

1,3

50

80

Non ammesso effettuare apporti superiori a 250 kg/ha di P2O5 e 300 kg/ha di K2O. Al fine di evitare perdite di azoto lungo il profilo del suolo, non sono ammessi apporti di concimi minerali azotati prima della messa a dimora delle piante. Fase di allevamento Azoto: negli impianti in allevamento (1 e 2 anno) sono ammessi solo apporti localizzati di fertilizzanti. Le quantit apportate devono essere ridotte rispetto alla dose massima prevista nella fase di produzione, in particolare: 1 anno: max 40 chilogrammi/ettaro; 2 anno: max 60 chilogrammi/ettaro. Fase di produzione. Azoto: la concimazione deve essere definita sulla base dei valori riportati in tabella 6. La quantit da distribuire deve essere cos definita: quantit di azoto (kg/ha): [(Produzione stimata x 1,3) + 50] x 1,2 La produzione stimata espressa in tonnellate/ettaro. Non sono comunque ammessi apporti annuali di azoto superiori a 80 kg/ha. Per apporti di azoto minerale superiori a 60 kg/ha non ammessa ununica distribuzione; occorre, pertanto, effettuare concimazioni frazionate. Non sono ammesse distribuzioni di azoto minerale prima della fase fenologica di bottoni bianchi .

Si consiglia di apportare azoto a dosi non superiori a 40 kg/ha/anno appena terminata la raccolta e di distribuire la rimanente quota al momento della fioritura. Non sono ammesse distribuzioni autunnali superiori a 40 kg/ha di azoto effettuate oltre il mese di settembre, nonch in terreni con contenuto idrico elevato, prossimo alla saturazione. Fosforo e potassio: per quanto riguarda lapporto di fosforo e di potassio: la concimazione di mantenimento deve essere definita sulla base dei valori riportati nella precedente tabella 5. Non ammesso superare i seguenti quantitativi: dotazione terreno scarsa 250 kg/ha P2O5 300 kg/ha K2O dotazione terreno normale 50 kg/ha P2O5 150 kg/ha K2O dotazione terreno elevata 30 kg/ha P2O5 50 kg/ha K2O

POTATURA
Eseguire gli interventi di potatura da allevamento durante la stagione vegetativa (1 o 2 interventi nel periodo maggio-agosto), poich il ciliegio reagisce spesso ai tagli invernali con emissioni gommose e scarsa cicatrizzazione. La potatura al verde riduce la vigoria contenendo lo sviluppo delle piante, favorendo lentrata in produzione e stimolando lemissione dei rami anticipati. Nella fase produttiva la potatura avr il duplice scopo di

82

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Ciliegio - 2001

mantenere le piante entro le dimensioni contenute e favorire una sufficiente illuminazione nella parte basale della chioma. Lepoca di potatura consigliata quella estiva (dopo la raccolta). Nel caso in cui le piante non realizzino una sufficiente vegetazione e per variet ad elevata e costante allegagione, si consiglia di effettuarela potatura a fine inverno (a gemma ingrossata). Per favorire un adeguato rinnovo vegetativo e per evitare eccessi produttivi che peggiorerebbero la qualit dei frutti, si consiglia di diradare le formazioni fruttifere.

Tab. 8 - Ciliegio: volumi di adacquamento (restituzione idrica) e turni irrigui per impianti microirrigui.
GESTIONE SUOLO
(1)

MESE

RESTITUZIONE IDRICA (millimetri/giorno)


(2)

INTERVALLO (giorni) Impianti a goccia

PIOGGIA Impianti (millimetri) (3) a spruzzo

Aprile Maggio Giugno Luglio Luglio (post-raccolta) Agosto (post-raccolta)

DISERBO
ammesso il diserbo chimico del filare solo negli impianti specializzati. Non ammesso limpiego di principi attivi e di dosi diverse da quelle indicate per il ciliegio, nella specifica tabella contenuta nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura, di prossima pubblicazione, dedicato alle sintesi dei disciplinari per la difesa fitosanitaria e il diserbo. La dose indicata in tabella riferita alla sola superficie effettivamente coperta dal diserbante, che deve essere sempre inferiore almeno al 50% della superficie complessiva.

I L I L I L I L I L I L

1,0 0,7 2,2 1,3 4,1 2,5 5,1 3,1 2,5 1,2 2,4 1,1

1 1 1 1 2 2

4 4 4 3 4 4

1,0 2,2 4.0 5,0 2,5 2,4

(1) I = inerbimento; L = lavorazione dellinterfila. (2) Si intende il quantitativo di acqua da restituire alla coltura in base al suo fabbisogno idrico. (3) millimetri di pioggia misurati con il pluviometro che fanno ritardare di un giorno linter-

vento irriguo. Devono essere considerate nulle le piogge inferiori ai valori che ritardano lirrigazione; allo stesso modo sono nulli i millimetri di pioggia eccedenti il volume di adacquamento prescelto.

DIFESA
Le modalit di impiego dei fitofarmaci

IRRIGAZIONE
I calendari di irrigazione (turni irrigui) per gli impianti microirrigui sono riportati nella tabella 8. I dati si riferiscono a situazioni cos caratterizzate: piante in piena produzione, portinnesto franco, vigoria e densit di piantagione medie, falda freatica ininfluente. Note generali Impianti in allevamento: fino al terzo anno dimezzare i valori di restituzione idrica. Post-raccolta: in assenza di piogge opportuno proseguire lirrigazione anche dopo la raccolta riducendo i valoriindicati del 66%. Sospensione dellirrigazione: in post-raccolta da settembre. Con impianto a goccia non superare per ogni intervento i 6-7 millimetri. ammesso luso dei soli principi attivi indicati per il ciliegio, nella specifica tabella contenuta nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura, di prossima pubblicazione, dedicato alle sintesi dei disciplinari per la difesa fitosanitaria e il diserbo. Le modalit di distribuzione. Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale, dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 42) vengono riportati in tabella 10 i volumi dirrorazione massimi in piena vegetazione per gli interventi fitosanitari.

RACCOLTA
Epoca. Lepoca di raccolta rappresenta un momento fondamentale della filiera produttiva, perch caratterizza e condiziona la qualit globale e la serbevolezza del prodotto.

83

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Tab. 10 Ciliegio: volumi dirrorazione massimi in piena vegetazioneper gli interventi fitosanitari .
DENSIT DI CHIOMA Scarsa Normale Elevata

FORMA DI ALLLEVAMENTO

FASE PRODUTTIVA

Analoga cura occorre mettere in atto nella disposizione dei frutti nei contenitori di raccolta e nel successivo loro svuotamento. Lesposizione al sole dei frutti raccolti da evitare. Vanno inoltre scartati i frutti affetti da spaccature per eccesso dacqua. Trasporto dallazienda alla centrale di lavorazione. Lelevata deperibilit dei frutti, abbinata alle temperature ambientali tendenzialmente elevate nel periodo di raccolta e commercializzazione, rendono necessario ridurre al minimo (6-8 ore) il tempo tra raccolta e consegna alla centrale di lavorazione. Entro tale periodo di tempo sono utilizzabili tutti i mezzi di trasporto, ompresi i rimorchi aziendali, purch su gomme e purch siano evitate soste prolungate al sole per le operazioni di carico e scarico. Qualora le distanze da percorrere tra lazienda di produzione e la centrale di lavorazione richiedano tempi superiori alle 4-6 ore, necessario ricorrere a mezzi di trasporto dotati di impianto di refrigerazione.

In parete In volume

Allevamento Produzione Allevamento Produzione

12 16

10 15 12 18

18 20

La definizione del momento ottimale della raccolta delle ciliege legato allassunzione da parte della buccia del tipico colore varietale. Modalit. Di norma le ciliege sono raccolte in ununica volta, anche se ci pu comportare laumento dello scarto. Nella fase di distacco dei frutti necessario procedere con cura, per evitare il distacco del picciolo e lesioni traumatiche sui frutti (particolarmente frequenti nelle cultivar a polpa tenera).

84
I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Kaki - 2001

Kaki
VOCAZIONALIT
L ambiente pedologico. Le esigenze del kaki in fatto di terreno sono piuttosto limitate, in quanto qualunque terreno adatto ad alberi da frutto, con pH subacido o subalcalino, purch non eccessivamente asfittico o siccitoso, pu ospitare con successo un impianto di kaki. I migliori risultati produttivi si ottengono tuttavia in terreni di medio impasto, tendenzialmente sciolti dotati di costante freschezza, fertili e con pH neutro. Effetti negativi alla coltura, sono dovuti ad eccessi di sodio (con pi di 100 parti per milione), di boro (con pi di una parte per milione) e di manganese (con pi di 10 parti per milione). L ambiente climatico. Si consiglia di procedere ad unindagine dei parametri climatici che influenzano maggiormente il risultato della coltura (vedi tab. 1). Tab. 1 - Condizioni critiche dei parametri climatici pi importanti presi in considerazione per il kaki.
PARAMETRI CLIMATICI

Tab. 2 Kaki: lista variet raccomandate per lEmilia-Romagna.

LISTA A3

EPOCA DI RACCOLTA (1)

Kaki tipo (2)

5/10

(1) Data media di inizio raccolta in Emilia-Romagna (Faenza). (2) Cultivar variabile (presenza alla raccolta di frutti astringenti se non fecondati e non astrin-

genti se fecondati con presenza di semi).

SCELTA DEL PORTINNESTO


Il portinnesto consigliato il Diospyrus lotus, tollerante alle basse temperature e alla siccit, mediamente sensibile al tumore batterico (Agrobacterium tumefaciens).

SISTEMA DIMPIANTO,
DENSIT DI PIANTAGIONE, FORMA DI ALLEVAMENTO

CONDIZIONI CRITICHE

Temperatura

Ventosit Piovosit

Inferiore a -15 C durante il riposo vegetativo Inferiore a 0 C nel periodo primaverile ed autunnale Inferiore a -3 C per unora, poco prima della schiusura delle gemme Zone eccessivamente ventose Zone di scarsissima piovosit estiva (1)

Le forme di allevamento consigliate per il kaki sono la piramide e la palmetta; la scelta delluna o dellaltra forma viene fatta in funzione dellorganizzazione aziendale (possibilit di meccanizzare le operazioni di potatura e raccolta) in quanto entrambe da un punto di vista fisiologico offrono ampie garanzie. Per la scelta della forma e densit di piantagione della cultivar Kaki tipo valgono le indicazioni riportate in tabella 3. Tab. 3 - Sesti dimpianto consigliati per la cultivar kaki tipo.
DISTANZE (metri) Tra le file Sulle file

(1) Una eccessiva siccit, se non compensata da irrigazioni di soccorso, pu rendere antieco-

nomica la coltura in seguito ad una riduzione delle dimensioni dei frutti.

SCELTA VARIETALE
Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale dei disciplinari di produzione ( vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 15), si riporta in tabella 2 la variet raccomandata per lEmilia-Romagna.

FORMA DI ALLEVAMENTO

FERTILIT DEL TERRENO

Piramide Palmetta

Media Elevata Media Elevata

5,5 5,5 4,5 4,5

5,0 5,5 3,5 4,0

85

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

FERTILIZZAZIONE
Fertilizzazione di fondo. Prima dellimpianto, si consiglia di distribuire ammendanti organici per migliorare le caratteristiche fisico-chimiche e microbiologiche del terreno. Per quanto riguarda lapporto di fosforo e di potassio, si rimanda alle indicazioni contenute nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 20). Non ammesso effettuare apporti superiori a 250 kg/ha di P2O5 e 300 kg/ha di K2O. Al fine di evitare perdite di azoto lungo il profilo del suolo, non sono ammessi apporti di concimi minerali azotati prima della messa a dimora delle piante. Fase di allevamento Azoto: negli impianti in allevamento (1 e 2 anno) sono ammessi solo apporti localizzati di fertilizzanti. Le quantit apportate devono essere ridotte rispetto alla dose massima prevista nella fase di produzione, in particolare: 1 anno: max 35 chilogrammi/ettaro; 2 anno: max 60 chilogrammi/ettaro. Fase di produzione Azoto: non sono ammessi apporti annuali di azoto superiori a 80 chilogrammi/ettaro. Per apporti di azoto minerale superiori a 60 kg/ha non ammessa ununica distribuzione; occorre, pertanto, effettuare concimazioni frazionate. Non sono ammesse distribuzioni di azoto minerale prima della fase fenologica di inizio fioritura . Non sono ammesse distribuzioni autunnali superiori a 40 kg/ha di azoto ed effettuate oltre il mese di settembre, nonch in terreni con contenuto idrico elevato, prossimo alla saturazione. Fosforo e potassio: relativamente alla concimazione con fosforo e con potassio, le quantit da apportare vanno calcolate facendo riferimento alla dotazione del terreno.

In particolare, non ammesso superare i seguenti quantitativi: dotazione terreno scarsa 250 kg/ha P2O5 300 kg/ha K2O dotazione terreno normale 50 kg/ha P2O5 150 kg/ha K2O dotazione terreno elevata 30 kg/ha P2O5 50 kg/ha K2O Occorre tenere conto delle eventuali quote somministrate con la concimazione di fondo.

POTATURA
La fase di allevamento. Nel caso si adotti come forma di allevamento la piramide, la potatura di allevamento non richiede accorgimenti particolari, mentre nel caso della palmetta, per favorire la formazione dei palchi (3 o 4 distanti 80-100 centimetri uno dallaltro), spuntare la freccia centrale nel corso della potatura invernale. La fase di produzione. La potatura di produzione deve essere finalizzata ad un equilibrato rinnovo della vegetazione, in modo da evitare lalternanza di produzione ed assicurare lomogenea distribuzione dei frutti nella chioma.

GESTIONE DEL SUOLO E DISERBO


Nei terreni pi fertili e dove maggiori sono le possibilit di intervenire con apporti idrici, adottare linerbimento controllato a partire dal terzo anno. Nelle situazioni in cui scarsa la disponibilit idrica, eseguire periodiche lavorazioni al terreno che dovrebbero essere quanto mai superficiali. Non ammesso il diserbo chimico.

IRRIGAZIONE
Tuttora non si conoscono con precisione le esigenze idriche del kaki n i suoi coefficienti colturali, che consentirebbero una stima dellevapotraspirazione massima del frutteto e quindi, tenuto conto delle piogge, del deficit idrico da integrare con lirrigazione. Gli interventi irrigui si effettuano prevalentemente in luglio e in agosto. Considerando lepoca di maturazione del kaki, la stagione irrigua si estende anche al mese di settembre.

86

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Kaki - 2001

DIFESA
Le note che seguono hanno lo scopo di fornire le indicazioni fondamentali per limpostazione del programma di difesa integrata per la coltura del kaki. Le modalit di impiego dei fitofarmaci ammesso luso dei soli principi attivi indicati, per il kaki, nella specifica tabella che sar pubblicata nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura , dedicato alle sintesi dei disciplinari per la difesa fitosanitaria e il diserbo. Le modalit di distribuzione. Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 42), vengono riportati in tabella 4 i volumi dirrorazione massimi in piena vegetazione per gli interventi fitosanitari. Tab. 4 Kaki: volumi dirrorazione massimi in piena vegetazione per gli interventi fitosanitari.

RACCOLTA
Epoca. La raccolta con riferimento al kaki tipo, che largamente rappresentato in Emilia-Romagna, non pu essere eseguita a completa maturazione. La scelta del momento pi idoneo basata esclusivamente sulla variazione del colore di fondo della buccia. Sulla base di questo parametro si possono considerare tre stadi: verde , giallo e arancio . La raccolta si deve effettuare quando i frutti sono allo stadio virante (giallo-arancio), quando cio la colorazione di fondo della buccia ha perso completamente la tonalit verde della clorofilla, per far posto a quella dei pigmenti carotenoidi. Se i frutti vengono raccolti troppo precocemente, quando cio si trovano ancora nel primo stadio (verde), non raggiungono dopo maturazione soddisfacenti caratteristiche organolettiche e di colorazione e non si prestano a conservazione refrigerata. Modalit. La raccolta viene eseguita manualmente e, tenuto conto della scalarit di maturazione nellambito della stessa pianta, opportuno farne pi di una. I frutti devono essere staccati con il calice e posti nei contenitori di raccolta; in questa fase debbono essere adottate le precauzioni necessarie per non provocare contusioni o ferite. Il prodotto disposto entro plateaux o vassoi ad uno strato, per impedire il danneggiamento dei frutti nella fase di maturazione.

FORMA DI ALLEVAMENTO

FASE PRODUTTIVA

VOLUMI (ettolitri) Densit di chioma normale

In parete In volume

Allevamento Produzione Allevamento Produzione

10 18 12 24

87
I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Melo e Pero
VOCAZIONALIT
L ambiente pedologico. I criteri per individuare il livello attitudinale dei suoli alla coltivazione del melo e del pero sono riportati in tabella 1. La valutazione fatta ipotizzando che la coltivazione avvenga in condizioni irrigue e che il clima locale non sia fattore limitante. Le caratteristiche considerate sono quelle non modificabili dalle normali operazioni agricole e prevedono limpiego dei portinnesti clonali (serie M) per il melo e del cotogno per il pero. L ambiente climatico. Il melo e il pero mostrano una noTab. 1 - Criteri per individuare il livello attitudinale del suolo alla coltivazione delle pomacee.
CARATTERISTICHE PEDOLOGICHE DELLO STRATO ESPLORATO DALLE RADICI CLASSE DI ATTITUDINE (1) Molto adatto Moderatamente adatto

tevole adattabilit ai diversi ambienti di coltivazione; tuttavia opportuno che le condizioni climatiche dellarea interessata al nuovo impianto siano quelle in grado di esaltare le caratteristiche genetiche dellalbero e la qualit dei frutti. In particolare per quanto riguarda il pero, considerata lepoca di fioritura relativamente precoce, si sconsiglia di realizzare nuovi impianti in zone soggette a frequenti gelate tardive.

SCELTA VARIETALE
Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale, dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 15), si riportano (nelle tabelle 2a e 2b) le variet raccomandate per lEmilia-Romagna.

SCELTA DEL PORTINNESTO


Vengono di seguito riportati (nelle tabelle 3a e 3b) i portinnesti consigliati per la coltura del melo e del pero.

Non adatto

Profondit utile alle radici (cm) (2) Drenaggio (3) Tessitura (4)

Maggiore di 80 Buono Media (solo franco-limoso) Moderatamente fine Moderatamente grossolana 6,5-7,5 Minore di 10 per il melo Minore di 7 per il pero Minore di 2

Reazione (pH) Calcare attivo (%)

Salinit (mS/cm)

40-80 per il melo Minore di 40 per il melo 50-80 per il pero Minore di 50 per il pero Moderato Imperfetto lento Molto lento Media Molto fine (solo limoso) (massiva), Grossolana con caratteri vertici Fine (presenza di crepe profonde quando il suolo asciutto) 5,4-6,5 Minore di 5,4 7,5-8,8 Maggiore di 8,8 10-15 per il melo Maggiore di 15 7-12 per il pero per il melo Maggiore di 12 per il pero 2-3 Maggiore di 3

MATERIALE VIVAISTICO
Per le variet e i portinnesti di pero per i quali possibile reperire il materiale, non sono ammessi nuovi impianti con materiale vivaistico sprovvisto di certificato genetico-sanitario. Gli astoni devono essere possibilmente diritti, radicati e con saldatura integra allinnesto; con altezza minima dal colletto allultima gemma lignificata pari a 110 centimetri (melo: 100 per gli spur; pero: 90 per il cotogno C) e altezza minima dal colletto al punto dinnesto pari a 15 centimetri (5 se spur per il melo e di almeno 5 centimetri per il pero). Il calibro minimo a 10 centimetri sopra il punto dinnesto, deve essere pari a 11 centimetri per il melo (10 per gli spur) e a 12 centimetri per il pero (10 per il cotogno C).

88

N.B. Per le note (1), (2), (3), (4), fare riferimento al riquadro a pag. 68.

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Melo e Pero - 2001

Tab. 2a - Melo: lista variet raccomandate per lEmilia-Romagna.

SISTEMA DI IMPIANTO,
DENSIT DI PIANTAGIONE, FORMA DI ALLEVAMENTO

VARIET

MATURAZIONE* (giorni)

VARIET

MATURAZIONE* (giorni)

Vengono di seguito riportate in tabella 4 le forme di allevamento e le distanze di impianto consigliate. ammesso solo luso di principi attivi naturali (es. auxine, giberelline), anche se sintetizzati chimicamente. Allo scopo prevalente di prevenire gli attacchi di colpo di fuoco batterico, ammesso inoltre limpiego di fitoregolatori di sintesi a basso impatto eco-tossicologico.

ESTIVE Golden Supreme Galaxy Mondial Gala Brookfield Obrogala Schniga

-30 -25 -24 -22 -22 -22

AUTUNNALI (Gruppo Red Delicious) Red Chief - 5 (Gruppo Golden Delicious) GOLDEN DELICIOUS 0 Smoothee 0 INVERNALI Imperatore Dallago + 15 Superstayman + 18

Staymared + 20 Law Red Rome Beauty + 20 Granny Smith + 20 Fuji Naga-Fu 6 + 25 Fuji Naga-Fu 12 + 25 Fuji Naga-Fu 8 + 25 Pink Lady + 42 RESISTENTI ALLA TICCHIOLATURA Summer Free -35 Goolden Lasa 0 Golden Orange +8 Florina +8 Primiera +9 Delorina +12 Golden Mira +13 Gold Rush +28

FERTIZZAZIONE
Fertilizzazione di fondo. Prima dellimpianto del frutteto, si consiglia di distribuire ammendanti organici per migliorare le caratteristiche fisico-chimiche e microbiologiche del terreno. Tab. 3a - Portinnesti consigliati per il melo.
PORTINNESTI RESISTENZA ALLE AVVERSIT

* Da Golden Delicious, che si raccoglie in Emilia-Romagna dal 16 settembre.

VARIET ADATTE

ESIGENZE PEDOLOGICHE

COMPORTAMENTO AGRONOMICO

Tab. 2b Pero: lista variet raccomandate per lEmilia-Romagna.


VARIET GIORNI DI MATURAZIONE (dalla variet William*)

Etrusca Tosca Carmen Santa Maria WILLIAM Rosada Sensation Max Red Bartlett Conference Harrow Sweet (resistente al Colpo di Fuoco) Abate Fetel Decana Del Comizio Packams Triumph Kaiser
* William si raccoglie in Emilia-Romagna dal 12 agosto.

-34 -23 -20 -12 0 +10 +10 +13 +19 +22 +24 +26 +28 +31

Predilige terreni fertili, permeabili e irrigui; Standard si adatta ai diversi M9 (1) e terreni purch non Spur soggetti al ristagno idrico e non troppo siccitosi Si adatta ad una ampia gamma di territori Standard pur preferendo quelli M26 (2) e terreni purch non Spur senza ristagni idrici, irrigui e fertili Idoneo per tutti i terreni in cui non si M106 Spur manifestano ristagni idrici

Piuttosto resistente a Phytophtora spp. (marciume del colletto); riduce i danni da gelate tardive Mediamente resistente a Phytophtora spp.

Nanizzante Conferisce elevata efficienza produttiva e precoce entrata in produzione

Pi vigoroso di M9 Conferisce buona efficienza produttiva

Piuttosto Di medio vigore sensibile a Conferisce buona Phytophtora spp. efficienza produttiva mediamente resistente allafide lanigero

(1) Attualmente sono disponibili cloni ottenuti da selezione o libera impollinazione di M9 con (2) LM 26 sostituisce lM 9 con le cultivar standard nei terreni meno fertili e non irrigui; pu

caratteristiche simili a questo portinnesto virus-controllati (Pajam 1 e 2, Mark 9, EMLA 9).

essere usato per le variet spur solo nelle condizioni migliori e con irrigazione localizzata.

89

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Tab. 3b - Elenco dei portinnesti consigliati per il pero.


RESISTENZA ALLE AVVERSIT

Tab. 5 - Quote unitarie (kg/t di produzione) di asportazione da parte dei frutti e coefficienti correttivi.

PORTINNESTO

ESIGENZE PEDOLOGICHE

COMPORTAMENTO AGRONOMICO

Adatto per diversi tipi di terreno Franco Non sensibile (Pyrus communis) alla clorosi da calcare

Cotogno CTS 212

Cotogno BA 29

Resistente a freddi invernali e alla siccit Tollerante al deperimento Adatto per diversi tipi Resistente di terreno purch alla butteratura non eccessivamente delle foglie calcarei (CaCO3 attivo Scarsamente max 8%) o siccitosi suscettibile a virus e microplasmi Buona adattabilit ai terreni siccitosi Mediamente sensibile al calcare Sensibile alla clorosi (CaCO3 attivo max 4-5%)

Conferisce un notevole vigore agli alberi Induce una lenta messa a frutto Induce elevata produttivit buona qualit dei frutti e vigoria medio-elevata Conferisce elevata vigoria agli alberi Induce elevata produttivit e pezzatura dei frutti Riduce del 30% la taglia rispetto al franco Anticipa lentrata in produzione e conferisce una buona produttivit Riduce del 30% la taglia rispetto allEMA. Anticipa la fruttificazione e induce elevata produzione nelle cultivar vigorose

COLTURA

FOSFORO (P2O5)

Coefficiente correttivo per fosforo

POTASSIO (K2O)

Coefficiente correttivo per potassio

Melo Pero

0,23 0,21

2 2

1,68 1,74

1,6 1,6

Per quanto riguarda lapporto di fosforo e di potassio, si rimanda alle indicazioni contenute nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 20) allargomento Concimazione con fosforo e potassio - calcolo della dose . Non ammesso effettuare apporti superiori a 250 kg/ha di P2O5 e 300 kg/ha di K2O. Al fine di evitare perdite di azoto lungo il profilo del suolo, non sono ammessi apporti di concimi minerali azotati prima della messa a dimora delle piante. Fase di allevamento Azoto: negli impianti in allevamento (1 e 2 anno) sono ammessi solo apporti localizzati di fertilizzanti. Le quantit apportate devono essere ridotte rispetto alla dose massima prevista nella fase di produzione, in particolare: 1 anno: max 40 chilogrammi/ettaro 2 anno: max 60 chilogrammi/ettaro Fase di produzione. Azoto: la concimazione deve essere definita sulla base dei valori riportati in tabella 6. Tab. 6 - Valori unitari di asportazione (kg/t di frutti) per coltura, quota di base e quantitativi di azoto massimi ammessi (kg/ha).
ASPORTAZIONE QUOTA FRUTTI DI BASE (kg di azoto/tonnellata (kg/ettarodi azoto) di prodotto

Cotogno EMA

Terreni poco calcarei, freschi e fertili Cotogno EMC (1)

(1) Particolarmente adatto alle cultivar Decana del Comizio e General Leclerc, poco adatta per Williams, Conference e Abate Ftel. Nota: limpiego di piante autoradicate (micropropagate) consigliabile solo per le variet Williams e Conference.

Tab. 4 - Forme di allevamento e distanze dimpianto (metri) consigliate per le pomacee.


VIGORIA DELLALBERO Elevata Media

FORMA DI ALLLEVAMENTO

Scarsa
COLTURA

Palmetta Fusetto

Pero: 4,5 x 3,5-3

90

Melo: 4 x 2,5-2 Melo: 4 x 2-1,8 Pero: 4,5 x 3,5-3 Pero: 4 x 2,5-2 Melo: 4,2-4,5 x 2-1,5 Melo: 4 x 1,5-1 Pero: 4,5 x 2-1,5

QUANTITATIVO DI AZOTO MASSIMO AMMESSO (kg/ettaro)

Melo Pero

0,6 0,7

50 50

90 90

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Melo e Pero - 2001

La quantit da distribuire deve essere cos definita: Melo - Quantit di azoto (kg/ha di N): [(Produzione stimata x 0,60) + 50] x 1,2 Pero - Quantit di azoto (kg/ha di N): [(Produzione stimata x 0,70) + 50] x 1,2 Dove la produzione stimata espressa in tonnellate/ettaro. Non sono comunque ammessi apporti annuali di azoto superiori a 90 kg/ha. Per apporti di azoto minerale superiori a 60 kg/ha non ammessa ununica distribuzione; occorre, pertanto, effettuare concimazioni frazionate. Non sono ammesse distribuzioni di azoto minerale prima della fase fenologica dei bottoni fiorali per il pero e bottoni rosa per il melo. In riferimento alla concimazione di fine estate (autunnale), eseguita per favorire la costituzione di sostanze di riserva nelle strutture permanenti dellalbero, utile la stima del livello dei nitrati nel terreno. Valori intorno a 8 parti per milione di azoto nitrico (N-NO3) nello strato del filare compreso tra 5-50 centimetri di profondit, sono ampiamente sufficienti per le esigenze azotate del frutteto nella fase di post-raccolta e presuppongono la sospensione di qualsiasi apporto di azoto in questo periodo. Non sono ammesse distribuzioni autunnali superiori a 40 kg/ha di azoto ed effettuate oltre il mese di settembre, nonch in terreni con contenuto idrico elevato, prossimo alla saturazione. Fosforo e potassio. Per quanto riguarda lapporto di fosforo e di potassio: la concimazione di mantenimento deve essere definita sulla base dei valori riportati nella precedente tabella 5. Non ammesso superare i seguenti quantitativi: dotazione terreno scarsa 250 kg/ha P2O5 300 kg/ha K2O dotazione terreno normale 50 kg/ha P2O5 150 kg/ha K2O dotazione terreno elevata 30 kg/ha P2O5 75 kg/ha K2O

La concimazione fogliare. Sono consentiti trattamenti a base di sali di calcio per migliorare la qualit dei frutti (riduzione della butteratura, aumento della consistenza della polpa, ecc.). Il risultato finale di queste applicazioni comunque legato alla corretta gestione di altre pratiche colturali quali la concimazione azoto-potassica, lirrigazione, la potatura, ecc.. Nel pero si riscontrano facilmente gravi sintomi di clorosi quando il portinnesto utilizzato il cotogno; pertanto in aggiunta agli interventi agronomici (apporto di sostanza organica e inerbimento del frutteto), sono ammesse le distribuzioni al terreno o alla chioma di prodotti a base di ferro chelato, anche se inducono effetti di limitata durata. In particolare negli impianti di melo, per attenuare lincidenza della rugginosit dei frutti, ammessa lapplicazione di prodotti cosmetici a base di caolino o di giberelline; tuttavia da ricordare che tale manifestazione pu essere evitata facendo attenzione alle modalit di esecuzione e alla scelta dei prodotti antiparassitari, nonch allindividuazione di zone di coltivazione idonee e di cloni resistenti.

POTATURA
Evitare, allinterno della chioma, la presenza di zone improduttive e lesaurimento-invecchiamento delle formazioni fruttifere (es. lamburde). Sono consigliati, inoltre, interventi di potatura verde eseguiti nel periodo fine maggio-primi di giugno.

IMPOLLINAZIONE
Si consigliano rapporti di consociazione tra le cultivar del 10-15% di piante impollinatrici ed intercalate lungo la fila, mentre nel caso di filari monovarietali tale rapporto dovrebbe risultare almeno del 20-25%. Dove possibile, introdurre 3-4 arnie di api in per ettaro per il melo e 7-8 per il pero. Per non distrarre le api dai fiori e per favorire limpollinazione, si consiglia di sfalciare il cotico erboso qualora le essenze presenti siano in fiore.

91

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

L impiego di fitoregolatori alleganti ammesso solo in casi particolari, quali danni da freddo ai fiori (brinate primaverili) e con andamento stagionale avverso al buon esito dellimpollinazione.

le tabelle 8 e 9 rispettivamente per gli impianti ad aspersione e microirrigui. I dati si riferiscono a situazioni cos caratterizzate: piante in piena produzione, portinnesto standard per il melo e cotogno per il pero, vigoria e densit di piantagione medie, falda freatica ininfluente, interfilare inerbito. Tab. 7 - Schema orientativo per lirrorazione diradante di meli Delicious (Golden e Red).
CLONI STANDARD E SPUR DI: PRINCIPIO ATTIVO GOLDEN DELICIOUS RED DELICIOUS
Dose di princ. attivo Epoca diametro Dose di princ. attivo Epoca diametro (parte per milione) frutto centrale (millimetri) (parte per milione) frutto centrale (millimetri)

DIRADAMENTO DEI FRUTTI


La pratica del diradamento necessaria per attenuare lalternanza di produzione e fornire frutti di buona pezzatura e di elevate caratteristiche organolettiche. In particolare: nel pero, in annate di forte carica produttiva, per alcune cultivar (es. Conference, Dr. J. Guyot) si consiglia di avvalersi del diradamento manuale, da eseguirsi dopo la cascola fisiologica dei frutti; nel melo limpiego dei prodotti chimici (tab. 7) fornisce risultati soddisfacenti, ma si consiglia, negli anni di forte carica, una integrazione manuale da effettuarsi comunque entro la met di giugno.

NAD

Da caduta petali a 5-6 millimetri NAA 10-15 9-12 NMC 1.000-1.250 9-15 NAD + NMC 50+500 8-11 NAA + NMC 10+250 9-12

80-100

15 750-1.000 10+250

8-10 8-11 8-11

GESTIONE DEL SUOLO


Negli impianti in produzione ed irrigui non ammessa la lavorazione dellinterfilare, ad eccezione di interventi straordinari finalizzati alla ricostituzione dellinerbimento. Non ammesso il diserbo chimico dellinterfila.

Tab. 8 - Turni irrigui per impianti ad aspersione.


RESTITUZIONE IDRICA (millimetri/giorno)
(1)

IRRIGARE OGNI (numero di giorni) Terreno sciolto Terreno franco Terreno argilloso

MESE

Pioggia (millimetri)
(2)

DISERBO
Non ammesso limpiego di principi attivi e dosi diverse da quelle indicate, per il melo e per il pero, nella specifiche tabelle che saranno pubblicate nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura , dedicato alle sintesi dei disciplinari per la difesa fitosanitaria e il diserbo. La dose in tabella riferita alla sola superficie effettivamente coperta dal diserbante, che deve essere sempre inferiore almeno al 50% della superficie complessiva.

Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre

0,8 2,1 4,2 5,1 4,6 3,4

Irrigare solo se neccessario impiegando i volumi ammessi 14 19 24 7 10 12 6 8 10 7 9 11 9 12 15

1,0 2,0 3,5 4,5 4,0 3,0

(1) Si intende il quantitativo di acqua da restituire alla coltura in base al suo fabbisogno idrico. (2) Millimetri di pioggia misurati con il pluviometro che fanno ritardare di un giorno linter-

vento irriguo. Devono essere considerate nulle le piogge inferiori ai valori che ritardano lirrigazione; allo stesso modo sono nulli i millimetri di pioggia eccedenti il volume di adacquamento prescelto.

IRRIGAZIONE
Si rimanda alla parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 29) per gli approfondimenti riguardanti lirrigazione. I calendari di irrigazione (turni irrigui) sono riportati nel-

92

Note generali Negli impianti in allevamento (escluso variet Spur per il melo): fino al 3 anno aumentare il numero dei giorni del turno irriguo del 20%. In post-raccolta: nelle cultivar a maturazione estiva, in assenza di piogge, opportuno proseguire lirrigazione anche dopo la raccolta impiegando i volumi ammessi. Sospensione dellirrigazione: in post-raccolta da settembre.

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Melo e Pero - 2001

Tab. 9 - Volumi di adacquamento (restituzione idrica) e turni irrigui per impianti microirrigui.
RESTITUZIONE IDRICA (millimetri/giorno)
(1)

INTERVALLO (giorni) Impianti a goccia Impianti a spruzzo

MESE

Pioggia (millimetri)
(2)

Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre

0,8 2,1 4,2 5,1 4,6 3,4

1 1 1 1 1 1

4 4 4 3 3 4

1,0 2,0 3,5 4,5 4,0 3,0

N.B. (1) e (2) vedi tabella 8.

dellepoca di raccolta pu essere effettuata con diverse metodologie (giorni intercorsi fra piena fioritura e raccolta, unit di colore, ecc.) fra le quali tuttavia ha trovato diffusione, da un lato per facilit di applicazione e dallaltro per sufficiente rispondenza fisiologica, luso di indici oggettivi di maturit. Per il pero sono utilizzati soprattutto la durezza, il test dello iodio e talora il residuo secco rifrattometrico, acidit e reciproci rapporti. Nella tabella 11a sono riportati, per alcune cultivar di pero, i valori consigliati dei parametri da adottare. Per facilitare la programmazione e lorganizzazione della raccolta, nella tabella 11b riportato il numero di giorni necessario perch si verifichi la diminuzione di 1 kg nellintervallo di durezza consigliato per la raccolta.

Note generali Negli impianti in allevamento (escluso variet Spur per il melo): fino al 3 anno dimezzare i valori di restituzione idrica. In post-raccolta: nelle cultivar a maturazione estiva, in assenza di piogge, opportuno proseguire lirrigazione anche dopo la raccolta riducendo i valori indicati del 66%. Con impianto a goccia non superare per ogni intervento i 6-7 millimetri.

Tab. 10 Pomacee: volumi dirrorazione massimi in piena vegetazione per gli interventi fitosanitari.
VOLUMI (ettolitri) FORMA DI ALLLEVAMENTO FASE PRODUTTIVA Scarsa DENSIT DI CHIOMA Normale Elevata

In parete In volume

DIFESA
Le modalit di impiego dei fitofarmaci ammesso luso dei soli principi attivi indicati nelle specifiche tabelle che saranno pubblicate nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura, dedicato alle sintesi dei disciplinari per la difesa fitosanitaria e il diserbo. Le modalit di distribuzione. Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 42) vengono riportati in tabella 10 i volumi dirrorazione massimi in piena vegetazione per gli interventi fitosanitari.

Allevamento Produzione Allevamento Produzione

12 16

10 15 12 18

18 20

Tab. 11a - Indici di maturit consigliati per la raccolta delle pere destinate alla conservazione ed alla eventuale successiva trasformazione industriale.
ADATTE ALLA TRASFORMAZIONE DUREZZA IN CHILOGRAMMI TEST ALLO IODIO CON PUNTALE DI 8 (media ponderata per categorie) MILLIMETRI DI DIAMETRO

CULTIVAR

RACCOLTA
Epoca. L epoca di raccolta un momento fondamentale della filiera produttiva; sostanzialmente essa caratterizza la qualit globale e la serbevolezza del prodotto. La definizione

Abate Ftel Cascade Conference Solo per cremogenati Decana del Comizio Generale Leclerc Guyot Solo per cremogenati Kaiser Max Red Bartlett Packhams Triumph Passa Crassana Per crem. e cubettato Red Sensation Rosada Rosired Bartlett William Per tutte

5,00,5 5,70,5 5,50,5 4,50,5 5,50,5 6,50,5 5,70,5 6,70,5 5,70,5 6,30,5 7,70,5 5,00,5 6,80,5 6,50,5

2,30,2

1,80,1 1,20,1

1,40,2

93

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Tab. 11b - Giorni necessari per la diminuzione di 1 kg nellintervallo di durezza.


CULTIVAR GIORNI (*) CULTIVAR GIORNI (*)

tusioni o ferite. Si rende altres necessario per le pere, data la deperibilit dei frutti, il loro trasferimento, entro 6-8 ore, alla centrale di lavorazione e di conservazione. Qualora si renda necessario, tollerata in preraccolta lapplicazione di prodotti anticascola fra zionati a bassi dosaggi (es. NAA).

William Guyot Abate Ftel

7,5 10 10

Conference Decana del Comizio

13,5 21

(*) I dati si riferiscono a medie di 4 anni; possono verificarsi variazioni dovute a fattori meteorologici e colturali.

Per il melo sono utilizzati soprattutto: il test allo iodio, il colore della buccia e, talora, durezza, residuo secco rifrattometrico, acidit e reciproci rapporti. Nella tabella 12 sono riportati per alcune cultivar di melo i valori consigliati dei parametri da adottare. Modalit. Per il raggiungimento delle migliori caratteristiche organolettiche, tenuto conto della scalarit di maturazione nellambito della stessa pianta, sarebbe opportuno effettuare pi di una raccolta. Nelle fasi di distacco dei frutti, di deposizione nei contenitori di raccolta e nel successivo trasferimento nei pallet-box e/o casse, debbono essere adottate le precauzioni necessarie per non provocare con-

Tab. 12 - Indici di maturit consigliati per la raccolta delle mele destinate alla conservazione ed alla eventuale successiva trasformazione industriale.
DUREZZA (CHILOGRAMMI CON PUNTALE DI 11 MILLIMETRI) TEST ALLO IODIO (MEDIA PONDERATA PER CATEGORIE)
(1)

CULTIVAR

Golden e simili Granny Smith Gruppo Red D. Gruppo Stayman Imperatore e simili

6,50,5 7,50,5 6,50,5 7,00,5 7,00,5

3,00,2 (*) 2,50,2 2,30,2 2,50,2 2,80,2

(1) Categorie: 1 massima presenza di amido; - 5 completa scomparsa di amido.

(*) Lidrolisi dellamido frequentemente irregolare.

94
I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Pesco - 2001

Pesco
VOCAZIONALIT
L ambiente pedologico. Per individuare il livello di attitudine dei suoli alla coltivazione del pesco vedi la tabella 1. La valutazione fatta ipotizzando che la coltivazione avvenga in condizioni irrigue e che il clima locale non sia fattore limitante. Le caratteristiche considerate sono quelle non modificabili dalle normali operazioni agricole e prevedono limpiego del portinnesto franco . L ambiente climatico. Il pesco si adatta a diverse situazioni climatiche, tuttavia opportuno che le condizioni dellarea interessata al nuovo impianto siano quelle in grado di esaltare le caratteristiche genetiche dellalbero e la qualit Tab. 1 - Criteri per individuare il livello attitudinale del suolo alla coltivazione del pesco.
CARATTERISTICHE PEDOLOGICHE DELLO STRATO ESPLORATO DALLE RADICI CLASSE DI ATTITUDINE (1) Molto adatto Moderatamente adatto

dei frutti. Considerata la precoce epoca di fioritura di questa specie, si sconsiglia di realizzare nuovi impianti in zone soggette a gelate tardive.

SCELTA VARIETALE
Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale, dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 15) si riportano (nelle tabelle 2a e 2b) le variet raccomandate per lEmilia-Romagna. Tab. 2a - Pesche: lista variet raccomandate per lEmilia-Romagna.
VARIET MATURAZIONE* giorni VARIET MATURAZIONE giorni (*)

Non adatto

Profondit utile alle radici (cm) (2) Drenaggio (3)

Maggiore di 100 Buono

50-100 Moderato

Minore di 50

Tessitura (4)

Reazione (pH) Calcare attivo (%)

Salinit (mS/cm)

Imperfetto Lento Molto lento Moderatamente Media Molto fine fine (solo limosa) (massiva), (solo franco- Moderatamente con caratteri vertici sabbiosofine (solo franco- (presenza di crepe argillosa) limosa-argillosa) profonde quando Mod. grossolana Fine il suolo asciutto) 5,4-6,5 Minore di 5,4 6,5-7,5 7,5-8,8 Maggiore di 8,8 Minore di 5 5-8 Minore di 8 (maggiore di 13 comporta innesto GF677) minore di 2 2-3 Maggiore di 3

A POLPA GIALLA Early Maycrest Queen Crest Francoise Rich May May Crest Springcrest Spring Lady Springbelle Crimson Lady Rubirich Royal Gem Royal Glory Flavorcrest Redhaven Rich Lady Vistarich Redmoon Lara Star Maria Marta Summer Rich Diamond Princess Romestar

-38 -35 -34 -33 -30 -24 -19 -17 -15 -14 -12 -5 -3 0 +2 +3 +4 +6 +8 +8 +11 +17

Elegant Lady Suncrest Symphonie Summer Lady Fayette Padana A POLPA BIANCA Manon Maria Bianca Melina Rosa del West Benedicte Tendresse White Maeba Maria Delizia Douceur DA INDUSTRIA Romea Carson Andross Jungerman Babygold 9

+18 +19 +20 +30 +32 +40 -24 +9 +9 +13 +17 +27 +33 +44 +51 +2 +15 +31 +36 +45

N.B. Per le note (1), (2), (3), (4), fare riferimento al riquadro a pag. 68.

* Data media di inizio raccolta rispetto a Redhaven, che si raccoglie in Emilia-Romagna dal 15 al 20 luglio.

95

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Tab. 2b Nettarine: lista variet raccomandate per lEmilia-Romagna.


VARIET MATURAZIONE* (giorni)

SCELTA DEL PORTINNESTO


Vengono riportati in tabella 3 i portinnesti consigliati per la coltura del pesco.

A POLPA GIALLA Adriana Rita Star Laura Ambra Supercrimson Big Top Gioia Spring Red Spring Bright Guerriera Maria Carla Independence Maria Elisa Star Bright Maeba Top Red Jewel Diamond Ray Stark Red Gold Nectaross Maria Aurelia Venus Orion Max Maria Dolce Sweet Red Morsiani 60 Sweet Lady Lady Erica August Red Morsiani 90 Max 7 A POLPA BIANCA Early Silver Jade Caldesi 2000 Silver Splendid Emeraude Sweet Silver Silver Ray Silver Star Silver Giant Zephir

MATERIALE VIVAISTICO
Le piante a gemma dormiente devono essere ben radicate; avere almeno una gemma dormiente saldata e un calibro a 10 centimetri dal colletto non inferiore a 10 millimetri. Gli astoni devono essere diritti, ben radicati, con saldatura integra allinnesto; con altezza minima dal colletto pari a 100 centimetri; lignificati; con punto dinnesto compreso tra 10 e 30 centimetri dal colletto; con calibro minimo a 10 centimetri sopra il punto dinnesto e pari a 12 millimetri.

-26 -19 -17 -15 -10 0 0 +2 +4 +4 +5 +7 +7 +8 +9 +12 +14 +20 +24 +25 +29 +31 +32 +33 +35 +37 +40 +46 +52 +54 +60 -19 -13 -8 -6 +8 +10 +25 +31 +34 +38

Tab. 3 - Elenco dei portinnesti consigliati per il pesco.

PORTINNESTO

ADATTAMENTO ALLE CONDIZIONI PEDOLOGICHE

RESISTENZA ALLE AVVERSIT

COMPORTAMENTO AGRONOMICO

Franco

Terreno vergine di medio impasto Tendenzialmente sciolto Non soggetto a ristagni idrici fresco o irriguo pH 6,6-7,5 CaCO3 attivo fino 5% Terreno sciolto Ben drenato, calcareo (CaCO3 attivo fino 12%) pH elevato Adatto per terreni ristoppiati Terreni irrigui di pianura pH fino a 7,5 CaCO3 attivo fino a 9% Buona attitudine al ristoppio

Vigoroso (*), influisce positavamente su produttivit e qualit dei frutti

Ibrido pesco per mandorlo GF 677

Tollerante a Meloidogyne incognita (nematode galligeno) Resiste alla siccit meglio del franco

Molto vigoroso (+10% rispetto al franco) Ritarda la maturazione

Mr.S. 2/5

Riduce del 15-20% la vigoria, rispetto al franco poco pollonifero

96

* Data media di inizio raccolta rispetto a Redhaven che si raccoglie in Emilia-Romagna dal 15 al 20 luglio.

(*) La selezione PSA5 di pesco franco riduce per del 15-20 % la vigoria.

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Pesco - 2001

SISTEMA DI IMPIANTO,
DENSIT DI PIANTAGIONE, FORMA DI ALLEVAMENTO

Tab. 5. Quote unitarie (chilogrammi/tonnellate di produzione) di asportazione da parte dei frutti e coefficienti correttivi.

Vengono riportate in tabella 4 le forme di allevamento e le distanze di impianto consigliate.

FERTILIZZAZIONE
Fertilizzazione di fondo. Prima dellimpianto, si consiglia di distribuire ammendanti organici per migliorare le caratteristiche fisico-chimiche e microbiologiche del terreno. Per quanto riguarda lapporto di fosforo e di potassio, si rimanda alle indicazioni contenute nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 20) allargomento Concimazione con fosforo e potassio - calcolo della dose . Non ammesso effettuare apporti superiori a 250 kg/ha di P2O5 e 300 kg/ha di K2O. Al fine di evitare perdite di azoto lungo il profilo del suolo, non sono ammessi apporti di concimi minerali azotati prima della messa a dimora delle piante. Fase di allevamento Azoto: negli impianti in allevamento (1 e 2 anno) sono ammessi solo apporti localizzati di fertilizzanti. Le quantit apportate devono essere ridotte rispetto alla dose massima prevista nella fase di produzione, in particolare: 1 anno: max 50 chilogrammi/ettaro; 2 anno: max 70 chilogrammi/ettaro.

COLTURA

FOSFORO (P2O5)

Coefficiente correttivo per fosforo

POTASSIO (K2O)

Coefficiente correttivo per potassio

Pesco

0,57

2,40

1,6

Fase di produzione. Azoto: la concimazione deve essere definita sulla base dei valori riportati in tabella 6. La quantit da distribuire deve essere cos definita: quantit di azoto (kg/ha di N): [(Produzione stimata x 1,3) + 70] x 1,2 dove la produzione stimata espressa in tonnellate/ettaro. Non sono comunque ammessi apporti annuali di azoto superiori a 130 kg/ha. Per apporti di azoto minerale superiori a 60 kg/ha non ammessa ununica distribuzione; occorre, pertanto, effettuare concimazioni frazionate. Non sono ammesse distribuzioni di azoto minerale prima della fase fenologica di inizio fioritura . In riferimento alla concimazione di fine estate (autunnale), eseguita per favorire la costituzione di sostanze di riserva nelle strutture permanenti dellalbero, utile la stima del livello dei nitrati nel terreno. Valori intorno a 8 parti per milione di azoto nitrico (N-NO3) nello strato del filare comTab. 6 - Valori unitari di asportazione (kg/t di frutti) per coltura, quota di base e quantitativi di azoto massimi ammessi (kg/ha).
ASPORTAZIONE QUOTA FRUTTI DI BASE (kg di azoto/tonnellata (kg/ettarodi azoto) di prodotto

Tab. 4 - Forme di allevamento e distanze dimpianto (metri) consigliate per il pesco.


VIGORIA DELLALBERO Elevata Media

FORMA DI ALLLEVAMENTO

Scarsa

Vaso ritardato Palmetta Fusetto

6 x 4-3,5 4,7 x 4-3,5 Non consigliata

5,5 x 3,5-3 4,5 x 3,5-3 5x2

5,5 x 2,5 4,3 x 3-2,5 4,5 x 1,5

COLTURA

QUANTITATIVO DI AZOTO MASSIMO AMMESSO (kg/ettaro)

Pesco

1,3

70

130

97

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

preso tra 5-50 centimetri di profondit, sono ampiamente sufficienti per le esigenze azotate del frutteto nella fase di post-raccolta e presuppongono la sospensione di qualsiasi apporto di azoto in questo periodo. Non sono ammesse distribuzioni autunnali superiori a 40 kg/ha di azoto ed effettuate oltre il mese di settembre, nonch in terreni con contenuto idrico elevato, prossimo alla saturazione. Fosforo e potassio. Per quanto riguarda lapporto di fosforo e di potassio: la concimazione di mantenimento deve essere definita sulla base dei valori riportati nella precedente tabella 5. Non ammesso superare i seguenti quantitativi: dotazione terreno scarsa 250 kg/ha P2O5 300 kg/ha K2O dotazione terreno normale 50 kg/ha P2O5 150 kg/ha K2O dotazione terreno elevata 30 kg/ha P2O5 75 kg/ha K2O

DIRADAMENTO DEI FRUTTI


Allo stato attuale delle conoscenze ancora indispensabile il diradamento manuale da eseguirsi con la massima tempestivit, prima dellindurimento del nocciolo. Le cultivar precoci andranno diradate prima di quelle a maturazione media e tardiva. Per stabilire lintensit del diradamento si consiglia di valutare la capacit produttiva dellalbero e, in base al peso medio dei frutti che dipende dalle caratteristiche varietali e dalle esigenze commerciali, calcolare il numero di frutti da asportare con il diradamento.

DISERBO
Non ammesso limpiego di principi attivi e di dosi diverse da quelle indicate nelle specifiche tabelle che saranno pubblicate nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura dedicato alle sintesi dei disciplinari per la difesa fitosanitaria e diserbo. La dose in tabella riferita alla sola superficie effettivamente coperta dal diserbante, che deve essere sempre inferiore almeno al 50% della superficie complessiva.

IRRIGAZIONE
Si rimanda alla parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 29) per gli approfondimenti riguardanti lirrigazione. I calendari di irrigazione (turni irrigui) sono riportati nelle tabelle 8 e 9 rispettivamente per gli impianti ad aspersione e microirrigui. I dati si riferiscono a situazioni cos caratterizzate: piante in piena produzione, portinnesto franco, vigoria e densit di piantagione medie, falda freatica ininfluente.

POTATURA
Gli interventi al verde , da eseguirsi preferibilmente in maggio ed in giugno, devono essere finalizzati allasportazione dei germogli vigorosi (succhioni) e al diradamento di quelli mal disposti, allo scopo di favorire una razionale intercettazione dellenergia radiante in tutta la chioma e una migliore lignificazione dei rami. Si rammenta che, in presenza di una eccessiva densit del fogliame, viene favorita la comparsa di marciumi a carico dei frutti posti nelle parti pi interne ed in ombra della chioma. Sono consigliati, inoltre, interventi di pre-potatura a fine estate (tagli di ritorno e asportazione dei succhioni) per favorire la lignificazione dei rami posti allinterno della chioma e spostare il completamento della potatura in unepoca pi prossima alla fioritura (o dopo la fioritura in variet a rischio).

DIFESA
Le modalit di impiego dei fitofarmaci ammesso luso dei soli principi attivi indicati, per il pesco, nelle specifiche tabelle che saranno pubblicate nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura , dedicato alle sintesi dei disciplinari per la difesa fitosanitaria e il diserbo.

98

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Pesco - 2001

Le modalit di distribuzione. Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 42) vengono riportati in tabella 10 i volumi dirrorazione massimi in piena vegetazione per gli interventi fitosanitari fungicidi, insetticidi o acaridi.

Tab. 9 Volumi di adacquamento (restituzione idrica) e turni irrigui per impianti microirrigui.
GESTIONE SUOLO
(1)

MESE

RACCOLTA
Epoca. Lepoca di raccolta rappresenta un momento fondamentale della filiera produttiva, perch caratterizza e condiziona la qualit globale e la serbevolezza del prodotto.
Aprile Maggio Giugno

RESTITUZIONE IDRICA (millimetri/giorno)


(2)

INTERVALLO (giorni) Impianti a goccia

PIOGGIA Impianti (millimetri) (3) a spruzzo

Tab. 8 - Turni irrigui per impianti ad aspersione sottochioma.

Luglio Luglio (post-raccolta)

MESE

GESTIONE SUOLO
(1)

RESTITUZIONE IDRICA (millimetri/giorno)


(2)

IRRIGARE OGNI (numero di giorni) Terreno sciolto Terreno franco Terreno argilloso

PIOGGIA (millimetri)
(3)

Agosto (post-raccolta)

I L I L I L I L I L I L

0,8 0,7 2,0 1,4 3,5 2,5 4,0 3,5 3,7 3,0 3,0 2,0

1 1 1 1 1 1

4 4 4 3 3 4

1,0 2,0 3,0 4,0 3,5 2,5

Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre

I L I L I L I L I L I L

0,8 0,7 2,0 1,4 3,5 2,5 4,0 3,5 3,7 3,0 3,0 2,0

Irrigare solo se neccessario impiegando i volumi ammessi 15 20 25 21 26 35 8 11 14 12 16 20 7 10 12 8 11 14 9 11 14 10 13 16 10 13 17 15 20 25

1,0 1,0 2,0 2,0 3,0 3,0 4,0 4,0 3,5 3,5 2,5 2,5

(1) I = inerbimento; L = lavorazione dellinterfila. (2) Si intende il quantitativo di acqua da restituire alla coltura in base al suo fabbisogno idrico. (3) Mm di pioggia misurati con il pluviometro che fanno ritardare di un giorno lintervento irri-

guo. Devono essere considerate nulle le piogge inferiori ai valori che ritardano lirrigazione; allo stesso modo sono nulli i millimetri di pioggia eccedenti il volume di adacquamento prescelto.

(1) I = inerbimento; L = lavorazione. (2) Si intende il quantitativo di acqua da restituire alla coltura in base al suo fabbisogno idrico. (3) Mm di pioggia misurati con il pluviometro che fanno ritardare di un giorno lintervento ir-

Note generali Per impianti in allevamento: fino al terzo anno dimezzare i valori di restituzione idrica. In post-raccolta: in assenza di piogge opportuno proseguire lirrigazione anche dopo la raccolta riducendo i valori indicati del 66%. Sospensione dellirrigazione: in post-raccolta da settembre. Con impianto a goccia: non superare per ogni intervento i 6-7 millimetri. Nel caso di impianti con portinnesto GF 677, ridurre i consumi del 20% a partire da giugno in avanti. Tab. 10 Pesco: volumi dirrorazione massimi in piena vegetazione per gli interventi fitosanitari.
VOLUMI (ettolitri) FORMA DI ALLLEVAMENTO FASE PRODUTTIVA Scarsa DENSIT DI CHIOMA Normale Elevata

riguo. Devono essere considerate nulle le piogge inferiori ai valori che ritardano lirrigazione; allo stesso modo sono nulli i millimetri di pioggia eccedenti il volume di adacquamento prescelto.

Note generali Per impianti in allevamento: fino al terzo anno aumentare il numero di giorni del turno irriguo del 20%. In post-raccolta: in assenza di piogge opportuno proseguire lirrigazione anche dopo la raccolta irrigando con i volumi ammessi. Sospensione dellirrigazione: in post-raccolta da settembre. Nel caso di impianti con portinnesto GF 677, ridurre i consumi del 20% a partire da giugno in avanti.

In parete In volume

Allevamento Produzione Allevamento Produzione

12 16

10 15 12 18

18 20

99

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

La definizione dellepoca di raccolta, tenendo conto della scalarit della maturazione dei frutti, delle forti variabilit tra le diverse cultivar e della diversa reazione ai fattori pedoclimatici, alquanto problematica; tuttavia alcuni indici si sono dimostrati di facile applicazione e di sufficiente rispondenza fisiologica. Si ricordano il colore della buccia e la durezza della polpa; a ci si possono aggiungere il residuo secco rifrattometrico, lacidit e il loro rapporto. Per le percoche, il colore della polpa e quello di fondo della buccia rappresentano in-

dici di primaria importanza. Ai fini della conservazione prolungata, il prodotto dovrebbe essere raccolto a una durezza compresa fra 5 e 6 chilogrammi (puntale del penetrometro di 8 millimetri). Per la commercializzazione immediata, la durezza va rapportata alle esigenze della distribuzione e dello standard di qualit e comunque non dovr essere superiore a tali valori. Modalit. Per effetto della scalarit della maturazione, pi o meno accentuata sulle diverse cultivar, necessario eseguire almeno 3 raccolte per pesche, nettarine e percoche.

100
I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Vite - 2001

Vite ad uva da vino


NUOVI IMPIANTI
VOCAZIONALIT
L ambiente pedologico. La vite, anche grazie alluso di diversi portinnesti, si adatta un po a tutti i terreni coltivati in Emilia-Romagna. per evidente che la produzione ottenuta pu risentire dal punto di vista quantitativo e qualitativo delle diverse caratteristiche pedologiche. Quando ci si accinge allimpianto di un vigneto bisogna considerare la possibile presenza di nematodi. In Emilia-Romagna, al momento, sono state rinvenute, associate alla vite, diverse specie di nematodi. Fra queste, le specie che principalmente possono arrecare un grave deperimento vegetativo alla vite sono: Xiphinema index: oltre ad un danno diretto, pu provocarne anche uno indiretto come vettore della virosi nota come degenerazione infettiva della vite . Questo nematode pu essere presente in diversi tipi di terreno, ma con maggior frequenza in quelli sabbiosi, che rappresentano lhabitat pi favorevole al suo sviluppo. Meloidogyne sp. (nematodi galligeni): sono generalmente presenti nei terreni prevalentemente sabbiosi (zona costiera dellAdriatico). Per la difesa contro i nematodi si consiglia: lacquisto di materiale di moltiplicazione proveniente da vivai che ne garantiscono la sanit; di effettuare il reimpianto del vigneto solo in terreni che nei due anni precedenti siano stati coltivati con cereali autunno-vernini allo scopo di esporre il terreno, con lavorazioni estive, ad unazione solarizzante che pu favorire un abbassamento della carica di nematodi. L ambiente climatico. I limiti di diffusione della vite nello spazio e la sua produttivit, sono notevolmente influenzati dai fattori climatici ed in particolare dalla temperatura dellaria, della luce e dalla disponibilit di acqua. Gli effetti della temperatura, sulla vocazionalit, sullo sviluppo e sulla produzione della vite sono strettamente legati alle diverse fasi fenologiche e dipendono, oltre che dalle somme termiche, anche dai valori minimi e massimi. In particolare, va ricordato che bisogna evitare le aree ove la temperatura minima dinverno si mantiene per una certa durata sotto i -15 C e le aree soggette a frequenti brinate primaverili. Le diverse somme termiche esistenti in Emilia-Romagna influenzano la scelta varietale.

SCELTA DEL PORTINNESTO


I portinnesti della vite vanno individuati sulla base della natura del terreno, cercando di risolvere con la loro scelta anche eventuali problemi nutrizionali o di eccezionale vigoria. Creare un perfetto equilibrio vegeto-produttivo con il vitigno e la forma di allevamento prescelti, la condizione necessaria a determinare un buon risultato dal punto di vista quantitativo e qualitativo. Per effettuare una corretta scelta il fattore terreno va studiato in rapporto alla tessitura, alla capacit di ritenzione idrica e alla presenza di fattori limitanti (salinit, calcare, ecc.). Tab. 1 - Tolleranza dei portinnesti della vite alla clorosi da calcare.

PORTINNESTI

CALCARE ATTIVO (%)

I.P.C. (*)

Riparia Gloire 101-14 3309 110 R, 1103P, SO4 K5BB, 420A, 34EM 41B 140 R Fercal

6 9 11 17 20 40 40

5 10 30 50 60 90 120

(*) I.P.C. = Indice di potere clorosante (CaCO3 x 104/Fe)2

101

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Tab. 2 - Resistenza alla siccit di diversi portinnesti della vite.


MOLTO SCARSA SCARSA BUONA O MEDIA ELEVATA

3309 3306 Schwarzmann

K5BB 161-49 SO4 101-14 Riparia 34 EM A x RG1 8B

41B 333 EM 99R 31R 1045 P 1616 Rupestris du Lot 420 A

140 R 1103 P 779 P 110 R 44-53 17-37 775 P 1447 P

110 R: vigoria media, per terreni tendenzialmente siccitosi e mediamente calcarei. Limitatamente allarea del litorale ferrarese, data lelevata presenza di sabbia, si possono consigliare variet franche di piede (per zone e terreni composti da sabbia per almeno il 90-95%).

SCELTA VARIETALE
La scelta varietale va effettuata sulla base di criteri normativi, agronomici ed economici secondo lordine di priorit indicato. Criteri normativi. Per ogni provincia esistono elenchi delle variet raccomandate (R) e autorizzate (A) allimpianto (tab. 3). Inoltre, sulla base della nuova Ocm (Organizzazione comune di mercato) del vino (Reg. Ce 1493/99) stata deliberata dalla Regione Emilia-Romagna, la possibilit di mettere a dimora variet temporaneamente autorizzate (tab. 4) per la sola produzione di vini da tavola e previa autorizzazione ministeriale. I vigneti realizzati con variet di vite temporaneamente autorizzate che entro cinque anni dallimpianto non sono promosse alla categoria superiore o che non sono reinnestate con variet ammesse, vanno estirpati a spese del produttore entro 15 anni dalla data di eliminazione delle variet medesime dalla classificazione.

Portinnesti consigliati. K5 BB: vigoria elevata, per terreni tendenzialmente freschi e mediamente fertili. SO4: vigoria medio-elevata, per terreni freschi e fertili (induce buon equilibrio e anticipa la maturazione) non idoneo per Albana e Biancame. 1103 P: vigoria elevata, per terreni compatti, siccitosi e salini (ritarda la maturazione). 420 A: vigoria media, per terreni mediamente siccitosi e mediamente fertili (non adatto al ristoppio). 140 R: vigoria elevata, per terreni poveri, calcarei, siccitosi (ritarda la maturazione).

Tab. 3 Elenco delle variet raccomandate e autorizzate nelle province dellEmilia-Romagna.


PROVINCE VITIGNO PC PR RE MO BO FE RA FC RN VITIGNO PC PR RE MO BO FE RA FC RN PROVINCE

102

Albana B. Alicante N. Alionza B. Ancellotta N. Barbera N. Bervedino B. Biancame B. Bombino bianco B. Bonarda N. Cabernet franc N. Cabernet Sauvignon N. Canina nera N. Chardonnay B. Ciliegiolo N.

R A R R

R A A R

R A A R R A R A A R A

R R R R

A A

A R R A R A A R A

A R R R R R R A R R R A A A R A R R A A A A R A A R A

Croatina N. Dolcetto N. Ervi N. Fortana N. Groppello gentile N. Lambrusco di Sorbara N. Lambrusco grasparossa N. Lambrusco Maestri N. Lambrusco Marani N. Lambrusco Montericco N. Lambrusco oliva N. Lambrusco salamino N. Lambrusco viadanese N. Malbo gentile N.

R R A A

A R

A R R A A R R A R A

A R A A R A R A A

A R A R

R A A

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Vite - 2001

PROVINCE VITIGNO PC PR RE MO BO FE RA FC RN VITIGNO PC PR

PROVINCE RE MO BO FE RA FC RN

Malvasia bianca di Candia B. Malvasia di Candia aromatica B. Malvasia rosa Rs. Marsanne B. Marzemino N. Melara B. Merlot N. Montepulciano N. Mont B. Moscato bianco B. Mostosa B. Mller Thurgau B. Negretto N. Ortrugo B. Pignoletto B. Pinot bianco B. Pinot grigio G.

R A A A R

A R

R A

R R R R R R R R R R R R R R A R R R A A A A A A A A R R A A A R A R A R A R R R A A A R A A R A R R

Pinot nero N. Raboso veronese N. Riesling italico B. Riesling B. Sangiovese N. Santa Maria B. Sauvignon B. Sgavetta N. Terrano N. Tocai friulano B. Trebbiano modenese B. Trebbiano romagnolo B. Trebbiano toscano B. A Uva Longanesi N.A Uva tosca Verdea B. Verdicchio bianco B.

R R

R A

R A R R R A

A R A

A R R A R R A A

A A A A R A A

A A A R A A

A R A A R A

R A A A R A

R R

R R A A

R A

R A

A A

Tab. 4 Elenco delle variet temporaneamente autorizzate (TA) per macroaree: pianura emiliana (aree di pianura del Modenese, Reggiano, Parmense e zona Doc Reno); pianura romagnola e litoranea (aree di pianura di BO, RA e FC, zona del Bosco Eliceo); collina (da Rimini a Piacenza).
VARIET TEMPORANEAMENTE AUTORIZZATE PIANURA EMILIANA PIANURA ROMAGNOLA VARIET TEMPORANEAMENTE AUTORIZZATE PIANURA EMILIANA PIANURA ROMAGNOLA

COLLINA

COLLINA

Albario B. Alicante N. Barbesino B. Carmenre N. Falanghina B. Fiano B. Fogarina N. Gamay N. Garganega B. Gravarena N. Grenache Lambrusco Benetti N. Lambrusco a foglia frastagliata N. Lambrusco di Fiorano N. Malbo gentile N. Malvasia dIstria Manzoni bianco B.

TA TA

TA TA TA TA TA TA TA TA

TA TA TA TA TA TA

TA TA TA TA TA TA TA TA

TA TA TA

TA

Mostarino N. Mller Thurgau B. Nero dAvola N. Petit verdot N. Pinot grigio G. Rebo N. Refosco dal peduncolo rosso N. Rugginosa (Ruznintena) B. Sauvignon rosso N. Semeillon B. Syrah N. Spergola B. Tempranillo N. Teroldego N. Tinta del Pays N. Traminer aromatico B. Viognier B.

TA TA TA TA TA TA TA TA TA TA TA TA TA TA TA TA TA TA TA TA TA TA TA TA TA TA

TA

103

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Criteri agronomici. Il principale elemento di integrazione ambientale si ottiene abbinando le variet legalmente utilizzabili alle potenzialit climatiche e pedologiche del luogo di coltivazione. Nel caso delle variet di uva da vino, le caratteristiche climatiche hanno in generale importanza maggiore, perci si indicano nelle tabelle seguenti i migliori abbinamenti tra variet, zone viticole ed indici bioclimatici (indice di Winkler) per la Regione Emilia-Romagna (vedi la cartina di figura 1 e le tabelle 5a, 5b, 5c, 5d, 5e, 5f, 5g, 5h e 5i). Per la scelta dei portinnesti invece pi importante verificare le caratteristiche del suolo. Criteri economici. Nel rispetto degli obiettivi economici di questo disciplinare, la scelta varietale, soddisfatti entrambi i vincoli precedenti, va riferita alla richiesta di mercato del prodotto trasformato per il medio-lungo periodo. Questa va verificata con le strutture di trasformazione alla

luce delle potenzialit enologiche dei vitigni. Per garantire una migliore integrazione ambientale e per soddisfare le esigenze di identificazione dellenologia regionale, in genere opportuno preferire vitigni autoctoni o di provata coltivazione. Vitigni miglioratori, in generale cosmopoliti, vanno introdotti solo di fronte a stringenti motivazioni economiche ed enologiche. Va tenuto presente comunque che alcune variet, sono soggette pi di altre a particolari malattie (Lambrusco salamino, Albana, Sangiovese al mal dellesca; Chardonnay, Pinot bianco e Sangiovese alla flavescenza dorata; Sauvignon alle cicaline). Nel caso di impianti accorpati ed interessanti vaste superfici buona norma, l dove esistono, utilizzare pi cloni della stessa variet per salvaguardare la variabilit della popolazione.

Fig. 1

Carta delle aree vocate alla viticoltura in Emilia-Romagna, secondo lindice Winkler.

6 4 3 1 2a 6 2b 5

ZONA 1 2a 2b

DESCRIZIONE Costa adriatica Pianura orientale Zona a nord della via Emilia Pianura orientale Zona a sud della Via Emilia

ZONA 3 4 5 6

DESCRIZIONE Pianura centrale Pianura occidentale Zona pedecollinare Zona collinare

104

Nelle tabelle a seguire (dalla tabella 5a alla tabella 5i) sono indicati per ogni singolo ambito provinciale: Lista A - Vitigni che entrano nella composizione dei maggiori vini di qualit e tipici regionali, nonch le variet autoctone; Lista B - Variet di pi recente introduzione che necessitano di ulteriori verifiche e variet ammesse alla coltivazione, ma di interesse economico ed enologico minore.
I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Vite - 2001

Tab. 5a - Lista variet e cloni consigliati per la provincia di PIACENZA.


ZONA LISTA VARIET ATTITUDINE (*) CLONI V.Q.P.R.D. (**)

Barbera Croatina Malvasia di Candia aromatica Ortrugo Sauvignon Moscato bianco Chardonnay Cabernet Sauvignon Pinot bianco Pinot nero Pinot grigio Marsanne Bervedino Trebbiano romagnolo Riesling italico Cabernet franc Ervi Malvasia rosa Dolcetto Mller Thurgau Melara Merlot Bonarda Verdea Santa Maria Fortana

1-7-6 1-4 3-4-5-8 1-4 1-3-4 3-4-5-8 1-3-4 1-7-6 1-3-4-6 1-3-6 1-3-4 1-4-8 1-8 1-3-4 1-3-4 1 1-7 1-3-4-5 1 1-3-4 1-3-4 1-6 1 1-4 1-3-4 1-6

PCBa 9; PC Ba 26; AT84; CVT AL 115; CVT AT 171 PC Bo1; PC Bo 16; MICR 9; MICR 10 PC MACA 62; PC MACA 66 PC ORT 80; PC ORT 81 PC SAU 8; PC SAU 10; R3; ISV-F2; 108; 242; 297; 376 CN4; Fedit 6CSG SMA 130; SMA 108; VCR10; 77; 96; 277; 548 337; R5; 338; 341; ISV-F-V5 LB 16 114; 115; 292; 667; 677 105 SMA 505 TR 3T Fedit 10 CSG 1SV - F-V4 CN 69; R3 ISV - F-V5; R3; R12 CAB 1; CAB 13

Colli Piacentini Colli Piacentini Colli Piacentini Colli Piacentini Colli Piacentini Colli Piacentini Colli Piacentini Colli Piacentini Colli Piacentini Colli Piacentini Colli Piacentini Colli Piacentini Colli Piacentini

(*) Attitudini enologiche - 1 produzione di vini tranquilli; 2 produzione di vini da distillazione; 3 produzione di vini base spumante; 4 produzione di vini frizzanti; 5 produzione di vini aromatici; 6 produzione di vini novelli per macerazione carbonica; 7 produzione di vini da invecchiamento; 8 produzione di vini da dessert; 9 produzione di vini da taglio per il colore. (**) V.q.p.r.d.= Vini di qualit prodotti in regioni determinate

Tab. 5b - Lista variet e cloni consigliati per la provincia di PARMA.


ZONA LISTA VARIET ATTITUDINE (*) CLONI V.Q.P.R.D.(**)

B 6 A

Lambrusco Marani Lambrusco Maestri Fortana Malvasia bianca di Candia Trebbiano romagnolo Barbera Croatina Malvasia di Candia aromatica Sauvignon Moscato bianco Pinot bianco Pinot grigio Cabernet Sauvignon Chardonnay Bonarda Pinot nero

4 4 4-6 1-4 1-3-4 1-4-7-6 1-4 3-4-5-8 1-3-4 1-3-4-8 1-3-4 1-4 1-7-6 1-3-4 1-4 1-3-6

CAB 8A CAB 6; CAB 16 CAB 1; CAB 13 R2 TR3T PCBa 9; PCBa 26 PC Bo1; PC Bo 16 PC MACA 62; PC MACA 66 R3; PC SAU 10 CN4; Fedit 6 CSG LB 16 SMA 505 337; R5; 338; 341; ISV-F-V5 SMA 130; SMA 108; VCR 10; 77; 96; 277; 548 114; 115

Colli di Parma Colli di Parma Colli di Parma Colli di Parma Colli di Parma

105

(*) e (**) vedi note alla tabella 5a.


I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Tab. 5c - Lista variet e cloni consigliati per la provincia di REGGIO EMILIA.

ZONA

LISTA

VARIET

ATTITUDINE (*)

CLONI

V.Q.P.R.D. (**)

Lambrusco salamino Lambrusco Marani Ancellotta Lambrusco di Sorbara

3-4 4 4-9 3-4 1-4 1-4 1-4 1-4 3-4-6 4-6 4-6 3-4-6 4-6 4-6-9 1-3-4 1-4 1-4-6-8 1-4 1-4 1-3-6-7 1-3-4 1-3-4 1-4 1-4 1-4 1-3-4 1-4-6-8 4 3-4-5-8 1-7 1-3-4 1-3-4 1-3 3-4-5-8 1-3-4 1 1

CAB 1 CAB 8A Fedit 18 CSG; R2 CAB 21 G R2 CAB 1; CAB 13 Rauscedo 3 CAB 1; CAB 3; R5 CAB 8A CAB 6; CAB 16 CAB 21 G Fedit 18 CSG; R2 R3; ISV-F5 SMA 18 CAB7; CAB14 PCBo1; PC Bo16 SG12T TR3T R3; ISV-F5 PC MACA 62 337; R5 SMA 13O; SMA 108 LB 16 114; 115 CN4; Fedit 6CSG SMA 505 ISV-F-V5; R12

Reggiano Reggiano Reggiano Reggiano Reggiano Reggiano Reggiano Reggiano Reggiano Reggiano Colli di Scandiano e di Canossa Colli di Scandiano e di Canossa Colli di Scandiano e di Canossa Colli di Scandiano e di Canossa Colli di Scandiano e di Canossa Colli di Scandiano e di Canossa Colli di Scandiano e di Canossa Colli di Scandiano e di Canossa Colli di Scandiano e di Canossa Colli di Scandiano e di Canossa Colli di Scandiano e di Canossa Colli di Scandiano e di Canossa

Malvasia bianca di Candia Fortana Groppello gentile Lambrusco oliva

Lambrusco salamino Lambrusco Marani Lambrusco Maestri Lambrusco di Sorbara Lambrusco Montericco Ancellotta Sauvignon Marzemino Malbo gentile Lambrusco grasparossa

Croatina Sangiovese Trebbiano modenese Trebbiano romagnolo Groppello gentile Sgavetta Lambrusco oliva

Sauvignon Malbo gentile Lambrusco Montericco Malvasia di Candia aromatica Cabernet Sauvignon Chardonnay Pinot bianco Pinot nero

Moscato bianco Pinot grigio Merlot Uva Tosca

106

(*) e (**) vedi note alla tabella 5a.

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Vite - 2001

Tab. 5d - Lista variet e cloni consigliati per la provincia di MODENA.

ZONA

LISTA

VARIET

ATTITUDINE (*)

CLONI

V.Q.P.R.D. (**)

Lambrusco di Sorbara Lambrusco salamino Mont Lambrusco Marani Pignoletto Alionza Trebbiano romagnolo

3-4 3-4 1-4 4 1-3-4 1-4 1-3-4 4-9-6 4 1-4 1-4-6 1-9 1-4 3-4-6 3-4-6 1-4-6-8 1-3-4 1-4 1-3-4 1-3-4 1-4-5 1-7 1-3-6 4 4 1-4 1-4 1-3-4 1-4-6 1-3-4 1-4-6-8 1-6 1-3-4 1 1 1-3-4

CAB 21G CAB 1; CAB 3; R5 CAB 14 CAB 8A CAB 3; CAB5 TR 3TTR 8T Fedit 18 CSG; R2 CAB 1; CAB 13 ISV-V1 CAB 7; CAB 14 CAB 1; CAB 3; R5 CAB 21G CAB 3; CAB 5 TR 3T; TR 8T AL 14T 337; R5 SG 12T CAB 8A CAB 6; CAB 16 Fedit 28 CH; Fedit 29 CH AT 84; PC Ba 26 LB 16 IV-F-V5; R12 R3; ISV-F-5 CL CAB 8 SMA 130; SMA 108; VCR 10; 77; 96; 277; 548

Lambrusco di Sorbara Lambrusco S. Croce Reno Colli Bolognesi Lambrusco Grasparossa Lambrusco S. Croce Lambrusco di Sorbara Colli Bolognesi Colli Bolognesi Colli Bolognesi Colli Bolognesi Colli Bolognesi Colli Bolognesi Colli Bolognesi

Ancellotta Lambrusco viadanese Lambrusco oliva Fortana Raboso veronese

Lambrusco grasparossa Lambrusco salamino Lambrusco di Sorbara Malbo gentile Pignoletto Alionza Trebbiano modenese

Trebbiano romagnolo Albana Cabernet sauvignon Sangiovese Lambrusco Marani Lambrusco Maestri Lambrusco oliva Sgavetta Trebbiano toscano Barbera

Pinot bianco Malbo gentile Merlot Sauvignon

Uva Tosca Ciliegiolo Chardonnay

(*) e (**) vedi note alla tabella 5a.

107
I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Tab. 5e - Lista variet e cloni consigliati per la provincia di BOLOGNA.

ZONA

LISTA

VARIET

ATTITUDINE (*)

CLONI

V.Q.P.R.D. (**)

2a +2b

2b

Mont Trebbiano romagnolo Albana Pignoletto Alionza Terrano Malvasia bianca di Candia Ancellotta Lambrusco di Sorbara Lambrusco salamino Lambrusco Marani Raboso veronese Fortana Canina nera Sangiovese Montuni Mostosa Albana Pignoletto Albana Trebbiano romagnolo Sangiovese Alionza Cabernet Sauvignon Sauvignon Riesling italico Pinot bianco Chardonnay Barbera Cabernet franc Pinot nero Ancellotta Lambrusco grasparossa Trebbiano toscano Chardonnay Pinot bianco Merlot Pinot grigio Mller Thurgau Ancellotta Pinot nero Tocai friulano Riesling Negretto Ciliegiolo

1-4 1-2-3-4 1-3-4-5-8 1-3-4 1-4 8 1-4 1-9 3-4-6 3-4-6 4 1-9 1-4-6 1 1-3-7-6 1-4 1-4 1-3-4-5-8 1-3-4 1-3-4-5-8 1-2-3-4 1-3-6 1-7-6 1-3-4 1-3-4 1-3-4 1-3-4 1-7-6 1-7 1-3-4-6 1-9 1-4 1-2-3-4 1-3-4 1-3-4 1-6 1-4 1-3-4-6 1-9 1-3-4-6 1 1-3-4-5 1-9 1-6

CAB 14 TR 3T; TR 8T AL 14T; AL 7T CAB3; CAB5 ISV-F2 R2 Fedit 18 CSG; R2 CAB 21G CAB 1; CAB 3; R5 CAB 8A ISV-V1 CAB 1; CAB 13 SG 12T; R24, Fedit 20 CH, Fedit 21 CH, Fedit 22 CH, VCR 19, VCR 23 CAB 14 AL 14T; AL 7T CAB 3; CAB 5 AL 14T; AL 7T TR 8T; TR3T SG 12T; R24 337; R5 R3 Fedit 10 CSG LB 16 SMA 130; SMA 108 Fedit 3 CSG; AT 84 ISV-F-V4; Fedit 14 CSG 114; 115 Fedit 18 CSG; R2 CAB 7; CAB 14 Fedit 28 CH; Fedit 29 CH SMA 130; SMA 108 LB 16 ISV-F-V5; R12 SMA 505 Fedit 18 CSG; R2 114; 115 Fedit 19 CSG; R14 ISV-3 CL CAB 8

Reno Trebbiano di Romagna

Sangiovese di Romagna Montuni del Reno

Colli Bolognesi Albana di Romagna Trebbiano di Romagna Sangiovese di Romagna Colli Bolognesi Colli Bolognesi Colli Bolognesi Colli Bolognesi Colli Bolognesi Colli Bolognesi

Colli Bolognesi Colli Bolognesi Colli Bolognesi

108

(*) e (**) vedi note alla tabella 5a.

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Vite - 2001

Tab. 5f - Lista variet e cloni consigliati per la provincia di FERRARA.


ATTITUDINE (*)

Tab. 5g - Lista variet e cloni consigliati per la provincia di RAVENNA.


ATTITUDINE (*)

LISTA

VARIET

CLONI

V.Q.P.R.D. (**)

LISTA

ZONA

ZONA

VARIET

CLONI

V.Q.P.R.D. (**)

Sauvignon Fortana Merlot Cabernet franc

1-3-4 1-4-6 1-6 1 1-2-3-4 1-2-3-4 1-4 1-4 3-4-6 4 3-4-6 1-4-5-8 1-3-4

R3; ISV-F5 CAB 1; CAB 13 TR 3T; TR 8T Fedit 28 CH; Fedit 29 CH R2 CAB 14 CAB 21G CAB 6; CAB 16 CAB 1; CAB 3; R5 AL 14T; AL 7T SMA 130; SMA 108; VCR 10; 77; 96; 277; 548 337; R5; 338; 341; ISV-F-V5 CAB 3; CAB 5 ISV-V1 AT 84; Fedit 3 CSG SG 12T; R24 CL CAB 8 ISV-F2 Fedit 19 CSG

Bosco Eliceo Bosco Eliceo Bosco Eliceo Bosco Eliceo

Trebbiano romagnolo Trebbiano toscano Malvasia bianca di Candia Mont Lambrusco di Sorbara Lambrusco Maestri Lambrusco salamino Albana Chardonnay

Bosco Eliceo

A Fortana B Merlot Sauvignon Pinot bianco Malvasia bianca di Candia 2a A Trebbiano romagnolo B Mont Malvasia di Candia Canina nera Fortana 2b A Albana -5 Trebbiano romagnolo Sangiovese

1-4 1 1-3-4 1-3-4 1-4

CAB 1; CAB 13 Fedit 1 CSG; R12 R3; ISV-F5 LB 16 R2

Bosco Eliceo Bosco Eliceo Bosco Eliceo Bosco Eliceo Trebbiano di Romagna Albana di Romagna Trebbiano di Romagna Sangiovese di Romagna

1-2-3-4 TR 3T; R5 1-4 1-4 1 1-4-6 1-3-4-5-8 1-3-4 CAB 14 R2 CAB 1; CAB 13 AL 7T; AL 14T TR 8T; TR 3T

Cabernet Sauvignon Pignoletto Raboso veronese Barbera Sangiovese Ciliegiolo Terrano Tocai friulano
(*) e (**) vedi note alla tabella 5a.

1-6 1-3-4 1-9 1-6 1-6 1-6 8 1

Terrano Bombino bianco Mostosa Uva Longanesi B Cabernet Sauvignon Montepulciano Pignoletto Ciliegiolo Cabernet franc Ancellotta Barbera Merlot Chardonnay Sauvignon B Chardonnay Pinot bianco Sauvignon Pinot nero Negretto Tocai friulano

1-3-7-6 SG 12T; R24, Fedit 20 CH, Fedit 21 CH, Fedit 22 CH, VCR 19, VCR 23 8 ISV-F2 1-4 1-4 1-7 1-7-6 1-7-9 1-3-4 1-6 1-7 1-9-6 1-6 1-6 1-3-4 1-3-4 1-3-4 1-3-4 1-3-4 1-3-6 1-9 1

337; R5 APMP1; APMP 3 CAB 3; CAB 5 CL CAB 8 Fedit 4 CSG; R9 Fedit 18 CSG; R2 Fedit 3 CSG; AT 84 Fedit 1 CSG; R3; R12 SMA 130; SMA 108 R3; ISV-F5 SMA 130; SMA 108 LB 16 R3; ISV-F5 114; 115 Fedit 19 CSG

Cagnina di Romagna Pagadebit di Romagna Pagadebit di Romagna

(*) e (**) vedi note alla tabella 5a.

109

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Tabella 5h - Lista variet e cloni consigliati per la provincia di FORL-CESENA.


ATTITUDINE (*)

Tabella 5i - Lista variet e cloni consigliati per la provincia di RIMINI.


ATTITUDINE (*)

LISTA

VARIET

CLONI

V.Q.P.R.D. (**)

LISTA

ZONA

ZONA

VARIET

CLONI

V.Q.P.R.D. (**)

2a A Trebbiano romagnolo 1-2-3-4 TR 3T; TR 8T; R5 +2b B Mont Malvasia bianca di Candia Canina nera Ancellotta 2b A Albana +5 Bombino bianco Sangiovese Mostosa Biancame Terrano Pignoletto Uva Longanesi B Montepulciano Cabernet franc Merlot Barbera 6 A Sangiovese 1-4 1-4 1-4 1-9 CAB 14 R2 Fedit 18 CSG; R2

Trebbiano di Romagna Albana di Romagna Pagadebit di Romagna Sangiovese di Romagna Pagadebit di Romagna Cagnina di Romagna

2a A Trebbiano romagnolo 1-2-3-4 TR 3T; TR 8T +2b B Mont Malvasia bianca di Candia Canina nera A Sangiovese 1-4 1-4 1-4 1-3-7 CAB 14 R2 SG 12T; R24, Fedit 20 CH, Fedit 21 CH, Fedit 22 CH, VCR 19, VCR 23

Trebbiano di Romagna e Colli di Rimini Sangiovese di Romagna e Colli di Rimini

1-3-4-5-8 AL 7T; AL 14T 1-4 1-3-7 1-4 1-3-4 8 1-3-4 1-7 1-7-9 1-7 1-6 1-7-6 1-3-7 APMP1; APMP 3 377; R5 Fedit 4 CSG; ISV-F-V4 Fedit 1 CSG; R12 Fedit 3 CSG; R4 SG 12T; R24, Fedit 20 CH, Fedit 21 CH, Fedit 22 CH, VCR 19, VCR 23 CAB 1; CAB 5 SMA 130; SMA 108 LB 16 R3; ISV-F5 Fedit 10 CSG CL CAB 8 SG 12T; R24 CAB 19; CAB 20 CAB 3; CAB 5

Cabernet Sauvignon 1-7-6

Pignoletto B Chardonnay Pinot bianco Sauvignon Riesling italico Riesling Mller Thurgau Ciliegiolo

1-3-4 1-3-4 1-3-4 1-3-4 1-3-4 1-3-4 1-6

1-3-4-5 ISV-3

Pagadebit di Romagna e Colli di Rimini Biancame 1-3-4 CAB 19 Colli di Rimini Bombino bianco 1-4 Pagadebit di Romagna Terrano 8 Cagnina di Romagna e Colli di Rimini Pignoletto 1-3-4 CAB 3; CAB 5 Colli di Rimini Montepulciano 1-7-9 APMP 1; APMP 3 Colli di Rimini Cabernet Sauvignon 1-7-6 337; R5 Colli di Rimini Trebbiano 1-2-3-4 TR 3T; TR 8T Trebbiano romagnolo di Romagna e Colli di Rimini Albana 1-3-4 AL 14T; AL 7T Albana 5-8 di Romagna Merlot 1-6 Colli di Rimini Barbera 1-7-6 Fedit 3 CSG; R4 Colli di Rimini Chardonnay 1-3-4 SMA 130; SMA 108 Colli di Rimini Pinot bianco 1-3-4 LB 16 Colli di Rimini Sauvignon 1-3-4 R3; ISV-F5 Colli di Rimini Riesling italico 1-3-4 Fedit 10 CSG Colli di Rimini Riesling 1-3-4-5 ISV-3 Colli di Rimini Mller Thurgau 1-3-4 Colli di Rimini Ciliegiolo 1-6 CL CAB 8 Colli di Rimini Ancellotta 1-9 Fedit 18 CSG; R2 Colli di Rimini B Cabernet franc 1-7 Fedit 4 CSG; ISV-F-V4 Alicante 1-6 Pinot nero 1-3 114; 115 Verdicchio bianco 1-3 CSV-AP-VE2
(*) e (**) vedi note alla tabella 5a.

Mostosa

1-4

110

(*) e (**) vedi note alla tabella 5a.

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Vite - 2001

MATERIALE VIVAISTICO
Per la legge italiana (Dpr 1164/69) i materiali di moltiplicazione relativi alla vite si dividono in: materiale di base: vietato alla vendita per la realizzazione di vigneti produttivi (identificato da un cartellino bianco); materiale certificato: il materiale destinato allimpianto dei vigneti ad uva da vino con le migliori garanzie qualitative dal punto di vista genetico e sanitario (identificato da un cartellino azzurro); materiale standard: il materiale per il quale le garanzie genetiche e sanitarie sono offerte esclusivamente dal vivaista (identificato da un cartellino giallo scuro). In particolare, il materiale di moltiplicazione dovrebbe essere esente da virosi, presunte virosi e micoplasmosi o comunque dalle malattie degenerative pi gravi tra queste. Tali malattie sono di natura infettiva e, a seconda del tipo di organismo nonch della gravit di attacco, possono causare seri problemi a livello produttivo e qualitativo per la vite. La trasmissione e la diffusione avvengono direttamente mediante propagazione vegetativa, oppure mediante vettori animali, quali i nematoti o gli insetti. Il controllo di queste malattie si effettua solo con interventi preventivi, che consistono esclusivamente nella selezione, produzione e quindi utilizzazione di materiali per la moltiplicazione, esente da tali affezioni. Oltre alle categorie ufficiali, in Emilia-Romagna, disponibile materiale dotato di marchio di qualit Esave , in gran parte proveniente dalla ricerca regionale e prodotto da vivaisti posti sotto il controllo di Catev in collaborazione con Cav.

FORME DI ALLEVAMENTO E DENSIT DIMPIANTO


Area del Piacentino e Parmense. Date le caratteristiche di queste aree vi la necessit di standardizzare al massimo la scelta della forma di allevamento, che pu essere ricondotta al Guyot semplice (sesto 2,3-3 x 1-1,2 metri) con un unico palco produttivo, per la totalit dei vitigni o, in alternativa, il Cordone libero (sesto 2,3-3 x 1 metri) per Sauvignon, Chardonnay, Pinot nero e Pinot grigio. inoltre consigliabile il Cordone speronato basso con le stesse indicazioni per il sesto. Nelle zone meno fertili, dove pu essere opportuno stimolare lattivit vegetativa, pu essere scelto il Guyot, mentre in quelle pi fertili, per ridurre lattivit vegetativa, bene puntare su Cordone libero o GDC, questultimo con sesto di 3,8-4 x 0,50-1 metri.

Area del Modenese e del Reggiano. Non sono pi proponibili i sistemi di allevamento che hanno fatto la storia di queste aree come il Raggi in pianta o il Semi-Bellussi, che comportano un elevato dispendio di tempo sia nellimpianto sia nella gestione, inoltre non permettono adeguate densit di impianto e la meccanizzazione di vendemmia e potatura. Vengono perci proposti nelle aree fertili dei Lambruschi il GDC ed il Sylvoz. GDC: sesto 3,8-4,2 x 0,75-1,5 metri. Dove si riscontra da parte del produttore la difficolt a realizzare la pettinatura per contemporaneit di lavori con altre colture, si pu consigliare il Cordone libero con sesto 2,3-3,3 x 1-2 metri. Casarsa e Sylvoz: sesto 3-3,6 x 2-2,5 metri. Le conseguenze negative di questa forma per tali aree, caratterizzate da terreni fertili e vitigni vigorosi, sono la scalarit di maturazione lungo il capo a frutto e la necessit di assecondare la vigoria della stessa, garantendo un adeguato spazio di sviluppo in altezza ai tralci di rinnovo. Ne deriva ladozione di pali di almeno 3,5-4 metri di altezza, poco adatti alla meccanizzazione, nonch alla limitazione della densit di impianto, con i sesti indicati a 1.100-1.500 piante/ettaro. Quindi consigliabile questa forma nelle aree pi argillose o meno fertili. Nelle aree collinari, i sistemi consigliati, opportunamente dimensionati nei sesti di impianto, possono essere affiancati anche dal Guyot con sesto di 2,3-3 x 1-1,2 metri e dal Cordone speronato con sesto di 2-3,3 x 0,8-1,3 metri. Area dei Colli bolognesi. Si consigliano il GDC con sesto 3,8-4,20 x 0,50-1 metri e il Cordone libero (sesto 2,3-3,3 x 0,8-1,3 metri) nelle aree pi fertili; oppure il Guyot e il Cordone speronato nei terreni pi poveri con sesto di 2-3,3 x 0,8-1,2 metri. Pianura del Ravennate, Forlivese, Bolognese e Ferrarese. La maggior parte di questarea, per rimanere competitiva, deve produrre uve con le specifiche caratteristiche richieste dal mercato che si procurata e a bassi costi di produzione. Quindi devono assolutamente essere utilizzate forme di allevamento integralmente meccanizzabili. Vanno pertanto abbandonate la Pergoletta romagnola e il classico Capovolto. Vengono consigliati il GDC: nelle aree pi fertili, con sesto 4-4,20 x 1-1,20 metri; e il Casarsa nelle aree pi argillose, con sesto 3,3-3,5 x 1,5-2 metri. Nellarea del litorale ferrarese si pu utilizzare, in terreni poveri, pure il Guyot con sesto 3-3,2 x 1-1,2 metri. Colline da Castel San Pietro al Cesenate. Leteroge-

111

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

neit dei terreni e degli ambienti tale da consigliare una rosa di sistemi di allevamento. GDC: sesto 3,8-4,2 x 0,5-0,75 metri, su terreni pi freschi e fertili di fondovalle e dove non ci sono pendenze accentuate. Guyot, Cordone libero: sesto 2-3,3 x 0,8-1,3 metri, per vitigni rossi o bianchi precoci, in terreni tendenzialmente fertili. Cordone speronato: sesto 2-3,3 x 0,8-1,2 metri, in terreni poveri. Casarsa: sesto 2,5-3,5 x 1,3-1,5 metri, su terreni mediamente freschi e fertili (soprattutto perTrebbiano romagnolo). Un discorso a parte merita lAlbana che, per le caratteristiche del prodotto da ottenere nonch per le difficolt produttive riscontrate con certi sistemi di allevamento, pu essere allevata a Guyot leggermente inclinato (sesto 3-3,3 x 1,3-1,5 metri) nelle aree meno fertili. Pu pure essere consigliata la tradizionale Pergoletta romagnola, per con schioppi di lunghezza massima 1,31,5 m e sesto di 5,5-6 x 1-1,20 metri. Area del Riminese. Per la situazione ambientale (scarsa piovosit) e per i tipi di terreno, i sistemi di allevamento proponibili sono: Cordone libero, Guyot e Cordone speronato: sesto 2-3,3 x 0,8-1,3 metri.

GESTIONE DELLA FASE DI IMPIANTO E ALLEVAMENTO


(primi 3 anni) Questa fase deve essere guidata correttamente, in quanto squilibri di qualsiasi natura si ripercuoteranno poi nella successiva fase di produzione. Potatura di allevamento. Deve essere orientata a formare la struttura della pianta nel minor tempo possibile senza creare squilibri vegetativi.

Essenze utilizzabili per inerbimento. Miscuglio di Festuca ovina, Festuca rubra, Festuca arundinacea (per zone ad alta piovosit, in quanto molto competitiva con la vite), Agrostis tenuis, Poa pratensis e Lolium perenne. In aree meno piovose si consigliano lavorazioni meccaniche superficiali oppure inerbimento naturale o artificiale a filari alterni, a partire dal terzo anno di impianto, regolando la fascia da trattare sulla fila, da 80 a 200 centimetri, a seconda della minor o maggior competizione idrica da parte delle erbe e della distanza tra le file, in modo da consentire comunque il passaggio dei mezzi meccanici sulla zona inerbita. Fertilizzazione. Da correlare allanalisi del terreno ed a ci che stato fatto allimpianto. La concimazione deve essere eseguita in maniera localizzata. Fertilizzazione di fondo. Prima dellimpianto del vigneto, si consiglia di distribuire ammendanti organici per migliorare le caratteristiche fisico-chimiche e microbiologiche del terreno. Per quanto riguarda lapporto di fosforo e di potassio, si rimanda alle indicazioni contenute nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 20) allargomento Concimazione con fosforo e potassio - calcolo della dose . Al fine di evitare perdite di azoto lungo il profilo del suolo, non sono ammessi apporti di concimi minerali azotati prima della messa a dimora delle piante. Fertilizzazione in fase di allevamento Azoto: negli impianti in allevamento (1 e 2 anno) sono ammessi solo apporti localizzati di fertilizzanti. Le quantit apportate devono essere ridotte rispetto alla dose massima prevista nella fase di produzione; in particolare: al 1 anno max. 30 chilogrammi/ettaro; al 2 anno max. 50 chilogrammi/ettaro.

GESTIONE DEL SUOLO


Fra le file, inerbimento artificiale fin dal primo anno in aree con buona piovosit ed in terreni argillosi o franco argillosi, abbinato sulla fila alla pacciamatura con film plastico nero lunga vita (spessore 0,10-0,12 millimetri) o a diserbanti consentiti (Oxifluorfen, Glifosate, Glifosate trimesio, Glufosinate): vedi nelle specifiche tabelle che saranno pubblicate nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura dedicato alle sintesi dei disciplinari per la difesa fitosanitaria e il diserbo.

DIFESA
Una corretta gestione della difesa deve partire con la scelta del materiale da impiantare che dovrebbe essere indenne, oltre che da malattie virali e virus simili, anche da al-

112

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Vite - 2001

tre infezioni contratte nel vivaio o addirittura nel campo di piante madri (escoriosi, botrite, mal dellesca, acariosi). Detto ci le malattie da controllare attentamente in fase di allevamento sono: Crittogame: peronospora, oidio (in annate molto piovose anche la botrite, sia sui germogli che sui grappoli, quando c produzione). Si deve intervenire con le stesse modalit e gli stessi

prodotti previsti per la difesa dei vigneti in produzione. Fitofagi: Calepitrimerus vitis, tripidi (quando c produzione anche tignoletta). Sono previsti interventi in caso di infestazione medio grave; nessuna segnalazione per trattamento generalizzato, ma solo caso per caso previo accertamento del grado di infestazione. Si interviene con le stesse modalit e gli stessi prodotti previsti per la difesa dei vigneti in produzione.

113
I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Vigneti in produzione
Per arrivare al risultato desiderato, applicando le tecniche ed i criteri della produzione integrata, sarebbe meglio poter progettare fin dallinizio il vigneto, tenendo cos conto di tutte le possibili variabili che interagiscono fra loro. Infatti, agire su un vigneto che era stato progettato con altri criteri e privilegiando altri scopi (soprattutto la produttivit) per ricondurlo nellalveo della produzione integrata non risulta unopera semplice. Premesso questo, possibile, comunque, attraverso lintroduzione e lottimizzazione di alcune tecniche colturali, opportunamente integrate fra loro, cercare di avvicinarsi allobiettivo. Innanzitutto si dovr effettuare la modificazione e la trasformazione di alcuni sistemi di allevamento. LArchetto o il Capovolto delle aree collinari dovr essere modificato in un Guyot con tralcio leggermente inclinato o in Guyot tradizionale (con tralcio orizzontale). In aree collinari fertili, per vitigni rossi di pregio, il Guyot dovr essere trasformato in Cordone speronato. Il Capovolto espanso della pianura, soprattutto nelle zone fertili, dovr essere trasformato in Casarsa bilaterale. Area del Modenese e del Reggiano Non superare le 80-100 mila gemme per ettaro nei sistemi di allevamento espansi della pianura. inoltre consigliabile nei sistemi a Raggi e Semibellussi raggiungere questi valori con un maggior numero di tralci potati pi corti, fino a tendere ad una specie di Cordone speronato. GDC 12-16 gemme/metro Casarsa/Sylvoz 16-20 gemme/metro Cordone libero 10-15 gemme/metro Cordone speronato 14-18 gemme/metro Raggi-Semibellussi 70-90 gemme/pianta Area dei Colli bolognesi GDC Cordone libero Cordone speronato Guyot Capovolto 10-15 gemme/metro 10-15 gemme/metro 12-15 gemme/metro 12-15 gemme/metro 12-20 gemme/pianta

POTATURA
Di seguito sono indicati i carichi di gemme consigliati a seconda della forma di allevamento e del sesto dimpianto nelle sei zone omogenee in cui stata suddivisa lEmiliaRomagna (vedi cartina a pag. 104). Area del Piacentino e Parmense Non superare un massimo di 15-20 gemme per pianta (12-15/metro) anche per basse densit dimpianto. Chi supera questa soglia in annate con elevata carica di produzione deve sottoporsi al diradamento dei grappoli. Guyot 12-15 gemme/metro Cordone libero 10-15 gemme/metro Cordone speronato 12-15 gemme/metro GDC 12-15 gemme/metro

Pianura del Ravennate, Forlivese, Bolognese e Ferrarese GDC 12-16 gemme/metro Casarsa/Sylvoz 15-24 gemme/metro Guyot 12-15 gemme/metro Pergoletta romagnola 50-60 gemme/pianta Capovolto 60-70 gemme/pianta Collina da Castel San Pietro al Cesenate GDC 10-15 gemme/metro Casarsa/ Sylvoz 15-18 gemme/metro Guyot 12-15 gemme/metro Cordone speronato 12-15 gemme/metro Capovolto 15-30 gemme/metro Pergoletta romagnola 30-50 gemme/pianta Area del Riminese Guyot Casarsa/Sylvoz Cordone libero Capovolto 8-12 gemme/metro 15-18 gemme/metro 10-12 gemme/metro 12-20 gemme/metro

114

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Vite - 2001

FERTILIZZAZIONE
Azoto. Lapporto di azoto dovrebbe tenere conto di diversi fattori che considerino le caratteristiche fisico-chimiche del terreno e delle condizioni vegeto-produttive del vigneto. In linea generale si fa riferimento ai valori di asportazione indicati nella tabella 6. Tab. 6 - Valori unitari di asportazione (kg di azoto/t di uva) per coltura, quota di base e quantitativi di azoto (N) massimi ammessi (kg/ha ).
ASPORTAZIONE DI AZOTO NEI FRUTTI (chilogrammi/tonnellate) QUANTITATIVO QUOTE DI AZOTO MASSIMO DI BASE AMMESSO (chilogrammi/ettaro) (chilogrammi/ettaro)

di profondit, sono ampiamente sufficienti per le esigenze azotate del frutteto nella fase di post-raccolta e presuppongono la sospensione di qualsiasi apporto di azoto in questo periodo. Non sono ammesse distribuzioni autunnali superiori a 40 kg/ha di azoto ed effettuate oltre il 15 ottobre, nonch in terreni con contenuto idrico elevato, prossimo alla saturazione. Fosforo e potassio. Per quanto riguarda lapporto di fosforo e di potassio, si rimanda alle indicazioni (contenute nel supplemento n. 7/2001 di Agricoltura, pag. 20) al capitolo Concimazione con fosforo e potassio - calcolo della dose. La concimazione di mantenimento deve essere definita sulla base dei valori riportati in tabella 7.

COLTURA

Vite 2,7 30 Solo nei vigneti di Trebbiano romagnolo delle zone 2 e 5

60 80

La quantit da distribuire deve essere cos definita: quantit di azoto (kg/ha di N): [(Produzione stimata x 2,7) + 30] x 1,2 dove la produzione stimata espressa in tonnellate/ettaro. Non sono comunque ammessi apporti annuali di azoto superiori a 60 kg/ha (80 kg/ha nei vigneti di Trebbiano romagnolo delle zone 2-5). Per apporti di azoto minerale inferiori a 60 kg/ha ammessa ununica distribuzione; per le zone ove sono ammessi apporti superiori, occorre effettuare concimazioni frazionate. L azoto deve essere apportato in primavera tra le fasi fenologiche foglie distese e allegagione . In riferimento alla concimazione di fine estate (comunemente indicata come autunnale), eseguita per favorire la costituzione di sostanze di riserva nelle strutture permanenti dellalbero, utile la stima del livello dei nitrati nel terreno. Valori intorno a 8 parti per milione di azoto nitrico (N-NO3) nello strato del filare compreso tra 5-50 centimetri

Tab. 7 - Quote unitarie (kg/t di produzione) di asportazione da parte dei frutti e coefficienti correttivi.

COLTURA

FOSFORO (P2O5)

Coefficiente correttivo per fosforo

POTASSIO (K2O)

Coefficiente correttivo per potassio

Vite

0,69

1,6

La concimazione con fosforo e potassio, essendo questi elementi poco mobili, va effettuata essenzialmente prima dellimpianto del vigneto, durante la preparazione del terreno. Lapporto in fase di produzione deve limitarsi a quei casi in cui i valori analitici del terreno risultano inferiori rispetto a quelli normali. Non ammesso effettuare apporti superiori a 250 kg/ha di P2O5 e 300 kg/ha di K2O. Non ammesso superare i seguenti quantitativi: dotazione terreno scarsa: 250 kg/ha P2O5 - 300 kg/ha K2O dotazione terreno normale: 50 kg/ha P2O5 - 150 kg/ha K2O dotazione terreno elevata: 30 kg/ha P2O5 - 50 kg/ha K2O

115

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

GESTIONE DEL SUOLO E DISERBO


Nella gestione del suolo, si deve tendere ad introdurre la pratica dellinerbimento fra le file (naturale o artificiale) in tutte le condizioni in cui esso sia giustificabile ed attuabile (terreni declivi per evitare fenomeni erosivi, terreni argillosi di difficile sgrondo, terreni non strutturati, terreni poveri di sostanza organica). Linerbimento artificiale (consigliato nei nuovi vigneti fin dalla fase di allevamento) andr attuato in quelle aree in cui non si riesce a sviluppare un prato naturale composto da flora poco competitiva con lapparato radicale della vite. Come per i nuovi vigneti anche in questo caso linerbimento artificiale verr effettuato con miscugli di essenze composti prevalentemente da Festuca ovina, Festuca arundinacea, Festuca rubra, Agrostis tenuis, Poa pratensis, Lolium perenne. Tale tecnica di gestione del suolo, nei vigneti gi in produzione, deve essere applicata gradualmente nel tempo ed adattando ad essa altre pratiche colturali (potatura, concimazione) in quanto induce un minor rigoglio vegetativo ed una minor produzione. Nel diserbo sono da preferirsi interventi in funzione delle infestanti presenti ed in base al loro sviluppo, anche in epoca precoce (novembre, dicembre). Intervenire possibilmente con bassi dosaggi, ripetendo le applicazioni ed alternandole con lavorazioni. Si consigliano applicazioni con attrezzature schermate, specie per limpiego di Glifosate e GlifosateTrimesio. Le dosi pi alte sono da utilizzare solo per la risoluzione di problemi particolari (es. vilucchio e Cynodon dactilon); il Glufosinate ammonio ha unazione su malva, equiseto, geranio e potentilla. Non ammesso limpiego di principi attivi e di dosi diverse da quelle indicate, per la vite, nella specifica tabella che sar pubblicata nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura dedicato alle sintesi dei disciplinari per la difesa fitosanitaria e il diserbo. La dose in tabella riferita alla sola superficie effettivamente coperta dal diserbante, che deve essere sempre inferiore almeno al 50%, della superficie complessiva.

IRRIGAZIONE
In considerazione dei ridotti consumi idrici della vite, della breve stagione irrigua, dei bassi volumi necessari e dei positivi riflessi sulla difesa, si consiglia ladozione di impianti microirrigui a goccia. sconsigliato viceversa luso di impianti per aspersione soprachioma o microirrigui a spruzzo. Pertanto le tabelle utili al calcolo del turno e del volume irriguo per adacquata sono suddivise a seconda della tipologia di impianto, mantenendo in comune solo il valore di restituzione idrica giornaliera. Per quanto riguarda la microirrigazione disponibile una tabella che riporta il turno irriguo in giorni (tab. 8). Per lirrigazione per aspersione disponibile una tabella per la determinazione del volume irriguo in funzione della tessitura del terreno (tab. 9). L irrigazione per scorrimento non ammessa. In condizioni siccitose possibile effettuare, sotto la responsabilit del tecnico, lirrigazione di soccorso per scorrimento, utilizzando tubi a manichetta e comunque non superando il volume dadacquamento.

Tab. 8 - Restituzione idrica giornaliera.

FASE FENOLOGICA

RESTITUZIONE IDRICA TURNO IRRIGUO (millimetri) (giorni) DATA

VOLUME MICROIRRIGUO (millimetri)

Inerbito Lavorato Inerbito Lavorato Inerbito Lavorato

1 Pre-chiusura grappolo 2 Inizio invaiatura

4/7 7/8 8/8

3,8

2,8

23

116

Piogge: indicativamente sono da considerarsi nulle le piogge inferiori ai 5 millimetri. Le piogge superiori ai 5 millimetri vanno divise per il valore della restituzione idrica della fenofase per ottenere il numero di giorni da aggiungere al turno riportato in tabella. Eventi temporaleschi con intensit di pioggia oraria maggiore di 15 millimetri (lettura al pluviometro/durata del temporale in ore) sono da ritenersi utili al 50%.

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Vite - 2001

Tab. 9 - Volume di irrigazione per la vite (millimetri).


A 10 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

Non sono ammesse irrigazioni con volumi superiori a quelli indicati nellapposita tabella (tab. 9). Tabelle di determinazione del turno irriguo: per ciascuna fenofase identificata riportata una tabella indicante il turno in funzione delle caratteristiche del terreno. Per determinare il numero di giorni intercorrenti tra due interventi irrigui (salvo pioggia) sufficiente interpolare i valori percentuali di sabbia ed argilla derivanti dallanalisi del terreno. Tabella del volume irriguo ottimale: per ciascun tipo di terreno possibile determinare, interpolando i valori percentuali di sabbia e argilla, il volume irriguo ottimale da distribuirsi alla coltura oggetto del disciplinare di produzione. Il volume stato calcolato ipotizzando una distribuzione per aspersione con ali mobili o con semoventi muniti di aspersori o barre nebulizzatrici. La tabella non idonea alla determinazione di volumi irrigui per la microirrigazione. Il volume indicato per i terreni con forte componente limosa (maggiore del 50%) pu risultare eccessivo a causa della bassa permeabilit del suolo o richiedere tempi di distribuzione troppo lunghi, in questo caso si consiglia di frazionare il volume in due interventi ravvicinati.

S A B B I A

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

53 52 50 49 47 45 44 42 40 38 36 33 31 29 26

53 51 50 48 47 45 44 42 40 38 36 34 32 30 27

52 51 50 48 47 45 44 42 40 38 36 34 32 30 27

52 51 49 48 47 45 44 42 40 38 36 34 32 31 28

51 50 49 48 47 45 44 42 40 38 37 35 33 31 28

51 50 49 48 46 45 43 42 40 39 37 35 33 31

51 50 48 47 46 45 43 42 40 39 37 35 33

50 49 48 47 46 45 43 42 40 39 37 35

50 49 48 47 46 44 43 42 40 39 37

49 48 47 46 45 44 43 42 40 39

48 48 47 46 45 44 43 41 40

48 47 46 45 45 43 42 41

47 47 46 45 44 43 42

Note per luso delle tabelle di determinazione del turno e del volume irriguo Data di inizio delle irrigazioni: la data della prima irrigazione viene comunicata su scala territoriale mediante i Bollettini provinciali. Sospensione dellirrigazione: deve avvenire al raggiungimento dellultima fenofase indicata, alla quale non corrisponde nessun valore di restituzione idrica giornaliera. Rilievo della fenofase di riferimento: per poter effettuare una corretta determinazione delle necessit irrigue della coltura e dellefficacia delle piogge indispensabile riferirsi ad un preciso stadio di sviluppo della pianta. Il passaggio da una fase fenologica alla successiva avverr quando questa sia riconoscibile su di almeno l80% delle piante in una area di saggio. Data: a fianco di ciascuna fase fenologica sono riportate le date indicative di inizio e fine del periodo da essa interessato. Qualora si riscontrasse una differenza tra la fenofase rilevata e le date indicate si far comunque riferimento al turno ed alla restituzione idrica tipici della fase fenologica. Restituzione idrica: rappresenta il valore del consumo giornaliero in mm stimato per ciascuna fenofase utilizzato per determinare il turno irriguo. Il turno verr quindi calcolato dividendo il valore di intervento irriguo per il dato di restituzione idrica giornaliero indicato nellapposita tabella. Il rapporto pioggia/restituzione idrica determina il numero di giorni da aggiungere al turno calcolato per effetto delle precipitazioni. Piogge: indicata la metodologia da seguire per una stima della porzione utile delle acque meteoriche. Il valore ottenuto va diviso per la restituzione idrica della fenofase. Qualora levento piovoso si verificasse in prossimit del passaggio alla fenofase successiva, il numero di giorni di sospensione va calcolato utilizzando comunque il valore di restituzione idrica del momento.

DIFESA
Le modalit di impiego dei fitofarmaci ammesso luso dei soli principi attivi indicati indicati, per la vite, nella specifica tabella che sar pubblicata nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura , dedicato alle sintesi dei disciplinari per la difesa fitosanitaria e il diserbo. Le modalit di distribuzione. Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale (vedi supplemento n.7/2001 di Agricoltura, pag. 42), vengono di seguito riportati i volumi dirrorazione massimi in piena vegetazione per gli interventi fitosanitari. Tab. 10 Tipologia dei volumi in relazione alle forme di allevamento.
DENSIT DI CHIOMA Medio-scarsa Medio-alta

FORMA DI ALLLEVAMENTO DELLA VITE

Cordone libero Doppia cortina (GDC) Parete (Capovolto, Sylvoz, Guyot, ecc.) Espansa (Bellussi e Pergoletta)

13 12

12 15 15 18

117

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Nel caso della viticoltura non esistono attrezzature specifiche e quindi i trattamenti fitosanitari andranno eseguiti con le normali attrezzature aziendali. Per le modalit di distribuzione vanno tenuti presenti gli schemi 1, 2 e 3. Nella viticoltura integrata auspicabile anche il ricorso alle applicazioni a basso volume . Le prestazioni ottimali si hanno con volumi compresi tra i 2 ed i 4 ettolitri/ettaro; sconsigliabile scendere a volumi inferiori per evitare problemi nella riduzione della portata del liquido, per effetto dellelevata concentrazione. Schema 1 - Modalit di distribuzione dei prodotti fitosanitari in funzione dei formulati.
FORMULATI ATTREZZATURE DI DISTRIBUZIONE AVVERSIT

RACCOLTA
L importanza della individuazione della giusta epoca di vendemmia legata alle caratteristiche delluva ed alla conseguente composizione del mosto e del vino che ne deriver. Poich nellambito della stessa cultivar talvolta possibile elaborare vini diversi per composizione e per caratteristiche organolettiche, ne consegue che, in funzione del tipo di uva e del tipo di vino che si vuole ottenere, possono esistere momenti ottimali diversi nei quali effettuare la raccolta, nonch differenti condizioni di consegna delle uve e modalit di raccolta condizionate dalle esigenze della trasformazione. ammessa tanto la raccolta manuale quanto quella meccanica. Lepoca di raccolta va perci definita sulla base di una composizione minima riferita ad alcuni parametri essenziali (la cui evoluzione si consiglia di verificare in campo: curve di maturazione, vedi di seguito) e riferita agli obiettivi tecnologici ammissibili da soddisfare (tab. 10).

Polveri Prodotti liquidi

Impolveratori ad aeroconvezione Oidio Atomizzatori pneumatici Per tutte le altre avversit

Tab. 10 - Indici di maturazione del vino. Schema 2 - Modalit di distribuzione dei prodotti fitosanitari in funzione della localizzazione.
TIPOLOGIA DI VINO TIPO DI APPLICAZIONE AVVERSIT TITOLO ALCOLOMETRICO ACIDIT TOTALE VOLUMICO POTENZIALE MINIMA NATURALE MINIMO (grammi/litro) (% vol.)

pH max

Generalizzata Localizzata (fascia produttiva)

Oidio, Peronospora, Acari, ecc. Botrite, Tignola

Schema 3 - Caratteristiche dei sistemi di erogazione in funzione delle forme di allevamento della vite.
FORME DI ALLEVAMENTO SISTEMA DI EROGAZIONE OSSERVAZIONI

Vino tranquillo Vino base spumante Vino base frizzante Vino aromatico Vino novello Vino da invecchiamento: - Rosso - Bianco Vino da dessert Vino da distillazione Vino da taglio per il colore

9,0 9,0 9,0 9,5 10,0 12,0 11,5 10,5 8,5 (max 10) 8,5

6,0 7,0 7,0 6,0 7,0 6,5 7,0 6,5 8,0 8,0

3,35 3,20 3,20 3,30 3,30 3,40 3,40 3,20 3,10 3,30

Forme in parete (Capovolto, Sylvoz, Guyot, Cordone speronato) Cordone libero

Pergoletta e Bellussi

Flussi orizzontali (ventola assiale o radiale con convogliatori) Flussi orizzontali (a regolazione orizzontale o verticale) Sistemi con ventola assiale o radiale

Preferire le ventole con aspirazione anteriore Preferire le ventole con aspirazione anteriore Lintroduzione di opportuni convogliatori facilita la copertura nelle zone a maggiore densit fogliare

118

Modalit di prelievo di campioni di acini per la realizzazione di curve di maturazione per uva da vino Modalit di intervento. Per ottenere campioni di acini rappresentativi dellintero vigneto occorre scegliere e contrassegnare un certo numero di viti aventi caratteristiche medie (vigoria, giacitura, esposizione, ecc.). Epoche di prelievo degli acini. 1 o 2 volte a settimana a

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Vite - 2001

partire dai giorni successivi allinvaiatura fino a maturazione completa. Entit del campione. Numero di acini variabile fino a raggiungere i 100-150 grammi di peso. Modalit di prelievo degli acini. Sei acini vanno prelevati da un grappolo per pianta, che deve essere scelto alternativamente nella zona basale, mediana o distale della fascia produttiva. Gli acini devono essere sani e vanno staccati integri, recidendo il pedicello a livello del cercine, alternativamente dalla punta, dal centro o dallala del grappolo. I campioni vanno conservati in vasi di vetro, di peso noto, da riporre in frigorifero portatile se si opera in localit distanti dal laboratorio. Pratiche di laboratorio. Misura del peso netto del campione nel pi breve tempo possibile. Estrazione del mosto con torchietto da laboratorio fino ad ottenere una resa standard del 70% peso/volume (da 100 grammi di acini 70 millilitri di mosto). Filtrazione (filtro a pieghe) del succo e determinazione sul limpido della concentrazione zuccherina, del pH e dellacidit titolabile. Fasi precedenti la consegna in cantina. opportuno far precedere la consegna delluva in cantina dalle seguenti fasi: Valutazione dei parametri utili alla realizzazione di curve di maturazione eseguite per tipo di vitigno e per tipo di vino, nelle aziende singole o per comprensori omogenei. Per comprensorio omogeneo si intende unarea definita, compresa in una delle sei zone in cui stata suddivisa la regione, che abbia caratteristiche ambientali (principali caratteri climatici e natura dei terreni) e scelte agronomiche omogenee. Pi cantine possono associarsi per eseguire collettivamente le curve di maturazione per i singoli vitigni di loro interesse. In questo caso occorre identificare il comprensorio, le caratteristiche di omogeneit e chi incaricato dellesecuzione delle curve di maturazione. In rapporto allestensione e allubicazione del comprensorio, le curve di maturazione possono essere delegate ai Servizi provinciali di assistenza tecnica e diffuse tramite bollettino. Gli stessi Servizi valuteranno la possibilit di mettere a disposizione degli interessati un software specifico di elaborazione delle curve. In alternativa si pu provvedere alla registrazione dei dati ricavati nel corso di almeno 4 prelievi eseguiti in campo, dallinvaiatura alla raccolta.

Tale registrazione potr riguardare uno o pi dei seguenti parametri: * grado rifrattometrico (gradi Brix); * acidit totale (grammi/litro); * pH; * indice di Winkler (gradi centigradi) calcolato da aprile alle varie date di prelievo. Le uve destinate alla trasformazione possono essere raccolte sia a macchina che a mano. I tempi di consegna saranno condizionati dal tipo di contenitore e dal tipo di vendemmia. Nel caso della vendemmia meccanica le uve vanno consegnate in cantina entro 4 ore dallinizio della vendemmia. Nel caso di vendemmia manuale la consegna deve avvenire entro 12 ore dallinizio della vendemmia. La raccolta in cassette obbligatoria per la produzione di vino base spumante, vino novello e vino da dessert (passito). Ogni conferimento o consegna alla cantina dar origine ad una partita con propri estremi identificativi. La partita indica luva proveniente da un vigneto e dalla medesima variet, posta nello stesso mezzo di trasporto. Lidentificazione della partita (scheda di consegna uve) avverr secondo le norme previste dalla vigente legislazione ed in base alle consuetudini della cantina, ma la scheda di consegna dovr necessariamente contenere elementi di identificazione del vigneto di provenienza delle uve, la data e lora di inizio vendemmia, la data e lora di ingresso in cantina. Consegna uve in cantina Le partite di uva provenienti da produzione integrata per le quali autorizzato luso del marchio collettivo regionale (QC - Qualit Controllata) istituito ai sensi della legge regionale 28/99, dovranno essere lavorate separatamente dalle altre, impiegando linee specifiche o in turni di lavorazione esclusivi. Dovranno essere dislocate in aree ben individuate del piazzale di sosta, in attesa di essere avviate alla linea di lavorazione, dopo aver subto le registrazioni ed i controlli previsti.

119

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Presa in carico delle uve. Le uve provenienti da produzione integrata andranno iscritte nei registri di cantina in modo distinto rispetto alla normale produzione. Oltre alla registrazione prevista dalla normativa obbligatoria, le singole partite di uva, identificate come sopra, andranno iscritte in specifiche schede di classificazione per ogni tipologia commerciale (IGT, VQPRD, ecc.). In queste schede saranno indicati: il codice identificativo della partita, una classificazione qualitativa dinsieme

delle uve basata su tre livelli di giudizio (ottima, buona, soddisfacente) che tenga conto dello stato di maturazione, dellintegrit delluva e del suo stato sanitario; il codice della linea di trasformazione a cui sono destinate; la quantit; la percentuale di infezione rilevata (muffa grigia e marciume acido); il grado rifrattometrico; il pH e lacidit totale (per questi 2 parametri per almeno il 10% delle partite); leventuale effettuazione del prelievo per la determinazione dei residui di antiparassitari.

120
I SUPPLEMENTI DI

Colture erbacee Colture erbacee Colture erbacee Colture erbacee Colture erbacee Colture erbacee Colture erbacee Colture erbacee Colture erbacee Colture erbacee Colture erbacee Colture erbacee Colture erbacee Colture erbacee Colture erbacee Colture erbacee Colture erbacee Colture erbacee Colture erbacee Colture erbacee Colture erbacee
I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Barbabietola da zucchero
VOCAZIONALIT
Ambiente pedologico. La coltivazione della barbabietola si avvantaggia di terreni profondi e permeabili, capaci di trattenere elevate quantit di acqua ma ben drenati, ben strutturati ed in cui siano assenti suole di lavorazione e costipamenti. La tessitura influenza il risultato nelle sue componenti produttive e qualitative in quanto nei terreni limosi -sabbiosi (terreni freddi) si conseguono tenori zuccherini contenuti ma elevate rese in peso, mentre nei terreni argillosi si verifica un andamento opposto; di ci va tenuto conto, riguardo alla tipologia produttiva, nella scelta varietale. In riferimento alla salinit del terreno opportuno ricordare come la coltura risulti tendenzialmente tollerante sviluppandosi bene anche in presenza di valori elevati come quelli riportati in tabella 1. Tab. 1 - Valori ottimali dei parametri pedologici.
VALORI OTTIMALI VALORI LIMITE

Agricoltura , dedicato alle sintesi dei disciplinari per la difesa fitosanitaria e il diserbo) oltre la quale la coltivazione sar sconsigliata; deve essere noto inoltre il grado di infestazione da rizomania. Ambiente climatico. I parametri climatici considerati ottimali sono riportati in tabella 2. La temperatura minima in fase di germinazione ed emergenza non deve essere inferiore a 4 C. Nella fase di germinazione si hanno danni con temperature inferiori a -2 C. Temperature comprese tra 10 C e 20 C favoriscono laccumulo dello zucchero nel fittone, mentre tale attivit cessa con temperature di 35 C. Perch il processo germinativo si verifichi, la temperatura del terreno non dovrebbe essere inferiore a 8 C. Temperature di 3-5 C nelle prime fasi (4-6 foglie vere), protratte per alcuni giorni consecutivi, possono indurre la prefioritura.

Tab. 2 - Valori ottimali dei parametri climatici.

PARAMETRI

PARAMETRI CLIMATICI

VALORI OTTIMALI

Spessore del profilo Drenaggio Tessitura pH Calcare attivo Salinit

Profondo Buono Franco 6,5-8 Inferiore al 10% Minore di 7 mmhos

Poco profondo Scarso Sabbioso-Sabbioso-franco Minore di 6 maggiore di 8 Superiore al 20% Maggiore di 11 mmhos

Temperatura media Temperatura minima Temperatura massima Umidit

15-20 C Superiore a 10 C Inferiore a 28 C Valori medi

SUCCESSIONI COLTURALI
Lavvicendamento colturale una pratica essenziale per la coltivazione della barbabietola. ammessa la sola rotazione quadriennale (il ritorno della barbabietola sullo stesso appezzamento pu avvenire solo dopo che siano succedute altre 3 colture annuali). Non sono ammesse rotazioni che includano colture di colza o crucifere in generale (ad esclusione di rafano, senape o altre crucifere, se resistenti ai nematodi).

122

Sono da consigliarsi terreni ben strutturati, con giacitura di piano, in cui eventuali apporti di sostanza organica dovranno essere stati somministrati alle colture coltivate prima della barbabietola. Al momento della scelta del terreno opportuno sia nota la presenza di nematodi cisticoli ( Heterodera schacthii); tenendo presente la soglia (vedi la specifica tabella che sar pubblicata nel supplemento n. 9/2001 di

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Barbabietola da zucchero - 2001

GESTIONE DEL TERRENO


Lavorazioni. Il fittone deve poter penetrare in profondit nel terreno senza trovare strati che ne limitino lo sviluppo; al riguardo opportuno ricordare come nei primi due mesi di vita lallungamento della radichetta sia di molte decine di centimetri. La bietola risulta inoltre molto sensibile ai ristagni di acqua, per cui le operazioni di affossatura e/o drenaggio sono opportune come regola, ma in special modo nei terreni argillosi o tendenti allargilloso. Lavorazione principale. La preparazione del terreno per la barbabietola richiede lesecuzione di lavorazioni principali sulla base della precessione colturale e della tessitura dei terreni, tenendo in particolare conto la necessit che i diversi tipi di terreno hanno relativamente allimmagazzinamento di acqua. Le scelte relative alle lavorazioni del terreno riguardano: epoca di esecuzione: quella consigliata dovr essere tanto pi anticipata quanto pi la tessitura del suolo argillosa, mentre per tali terreni sono da sconsigliare le lavorazioni principali in epoca autunnale, che potranno essere riservate esclusivamente ai terreni a tessitura sciolta. lavorazioni principali: quelle consigliate nei terreni argillosi o molto argillosi consistono nelle operazioni di aratura e lavorazione a 2 strati (ripuntatura + aratura); nei terreni tendenti al medio impasto una ara-ripuntatura (30 centimetri circa di aratura + 20 centimetri di ripuntatura), al fine di concentrare il contenuto di sostanza organica nello strato arato e di contenere i consumi energetici. sempre consigliabile che le lavorazioni principali siano eseguite con terreni in tempera, in epoca estiva, derogando per i soli terreni sciolti. Lavorazioni secondarie. In epoca autunnale si consiglia una operazione di amminutamento delle zolle ed appianamento del terreno con attrezzature apposite (frangizollatura), a cui pu seguire in epoca tardo-autunnale una ulteriore lavorazione (estirpatura), effettuata per aumentare la porosit del terreno favorendo larieggiamento e limmagazzinamento delle precipitazioni autunnali. Lavorazioni di rifinitura. In epoca invernale si consigliano operazioni di ulteriore amminutamento del terreno, sfruttando la possibilit di evitare il costipamento ed il calpestamento, intervenendo su terreni che in superficie si pre-

sentino asciutti e gelati nello strato che si vuole smuovere.Nei terreni pi sciolti opportuno ritardare gli interventi. Preparazione del letto di semina. Lo stato di aggregazione ottimale del terreno per la semina si presenta con zollette delle dimensione di chicchi di mais. Lepoca della rifinitura del letto di semina dipende dalla natura del terreno e dagli andamenti climatici. In terreni argillosi la rifinitura si deve fare, in maniera definitiva, gi nellinverno e se, per landamento climatico, ci non fosse possibile bisogner intervenire con mezzi leggerissimi ed attrezzi che smuovano uno strato di terreno per una profondit massima pari a quella di semina, evitando il calpestamento. Questi sono i presupposti per una emergenza uniforme e regolare delle piantine, che risulta importantissima anche ai fini della applicazione delle moderne tecniche di diserbo. Nei terreni inerbiti attuare la preparazione definitiva del letto di semina tramite il disseccamento con prodotti ad azione sistemica.

SEMINA
Scelta varietale ammessa la coltivazione di variet dotate di tolleranza genetica alla cercospora media (M), secondo la classificazione CTN (Commissione Tecnica Nazionale del seme bietola). Epoca, profondit e densit di semina. Le indicazioni in merito agli aspetti della tecnica di impianto della coltura sono riportate sinteticamente nella tabella 3. Tab. 3 - Epoca, densit e profondit di semina consigliate per la barbabietola da zucchero.
SEMINA VALORI

Densit (n. unit seme/ha) Distanza sulla fila (cm) Distanza tra le file (cm) Profondit (cm) Epoca (decadi)

1,5-1,8 12,5-15 45-50 2-3/3-4 II, III febbraio - I, II marzo

Le semine nella parte sud-orientale dellEmilia-Romagna potranno essere avviate entro la 1-2 decade di feb-

123

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

braio; quelle nella parte nord-occidentale entro la 3 decade. La scelta relativa allepoca di semina correlata alla natura dei terreni: infatti nei terreni freddi, che presentano inizialmente uno sviluppo rallentato della vegetazione, risulta opportuno posticipare le semine alla prima decade di marzo. Negli altri terreni le semine procedono dalla 2 met di febbraio. La profondit ottimale di semina legata allepoca nella quale la si realizza: nelle semine pi precoci adottare profondit pari a 2-3 centimetri, in quelle pi tardive aumentarla a 3-4 centimetri. Gli investimenti hanno lobiettivo finale di 10-12 piante/metro quadro; in condizioni ottimali si pu conseguire seminando circa 160.000 semi/ettaro (corrispondenti, per interfila a 45 centimetri, ad un distanziamento alla semina di circa 15 centimetri sulla fila). Il peggioramento delle condizioni di semina consiglia invece di adottare investimenti progressivamente superiori fino a 180.000 semi/ettaro nelle condizioni pi disagiate (corrispondenti per bietole a 45 centimetri ad un distanziamento di circa 12,5 centimetri sulla fila). Se, per cause avverse, non dovessero raggiungersi gli investimenti prefissati, il numero minimo di piante sotto il quale da valutare la possibilit di risemina 4-4,5/metro quadro. Un buon investimento consente una rapida copertura del terreno che ha leffetto di contenere lo sviluppo delle erbe infestanti e ombreggiando il terreno, ne limita la evaporazione.

Tab. 4 - Assorbimento (kg/ha) dei principali elementi nutritivi in rapporto alla produzione presunta (t/ha).
ELEMENTI NUTRITIVI PRODUZIONE RADICI (t/ha) 40 50 60 70

Radici Foglie e colletti Totale Radici Foglie e colletti Totale Radici Foglie e colletti Totale

K2O P2O5

80 28 108 88 33 121 40 10 50

100 35 135 110 42 152 50 13 63

120 42 162 132 50 182 60 16 76

140 49 189 154 58 212 70 18 88

FERTILIZZAZIONE
Di seguito vengono presi in considerazione i tre principali macroelementi (azoto, fosforo e potassio). Fosforo e potassio. Per la concimazione fosfo-potassica si dovr confrontare il valore dellanalisi con le soglie di sufficienza caratterizzanti quel tipo di terreno riportate nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura) alle tabelle 4 e 5. ammessa per la concimazione fosfatica la localizzazione di parte della P205 entro il solco di semina con funzioni starter. Tale possibilit viene ad articolare maggiormente la tecnica di distribuzione della concimazione fosfo-potassica rispetto alle tre ipotesi di seguito riportate.

Dotazione elevata: per la P2O5 ammessa la localizzazione alla semina (max 50 unit) eliminando invece la concimazione di fondo. Per K2O viene sospesa la concimazione. Dotazione normale: per la P2O5 si possono soddisfare ottimamente i fabbisogni inferiori ai 70 kg/ha col solo intervento localizzato, mentre opportuna la distribuzione frazionata (di fondo + localizzato) per quantitativi superiori alle 70 unit (apporto massimo 150 kg/ha). Per K2O i quantitativi saranno calcolati in ogni caso non scendendo sotto il livello di mantenimento (apporto massimo 200 kg/ha); Dotazione insufficiente: opportuno prevedere un arricchimento e mantenimento dei terreni (apporto massimo 250 kg/ha). Per la P2O5 verranno utilizzati in localizzazione i dosaggi massimi fino a 70 kg/ha, mentre i quantitativi da distribuire sulle stoppie o con le lavorazioni autunnali saranno calcolati preferendo un frazionamento nelle due epoche per portare la disponibilit del terreno al livello di sufficienza. Anche per la K2O i quantitativi saranno calcolati per portare la disponibilit del terreno al livello di sufficienza (apporto massimo 300 kg/ha). Criteri di distribuzione dei fertilizzanti Fosforo: tutto o in parte dovr essere localizzato alla semina entro solco Potassio: totalmente alla preparazione del terreno

124

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Barbabietola da zucchero - 2001

Azoto. Il metodo ammesso per il calcolo dellazoto quello del bilancio semplificato. Criteri di distribuzione dellazoto Non ammesso in epoca estiva ed autunnale. Non ammesso in presemina, in presenza di precipitazioni inferiori alla media nel periodo ottobre-febbraio (fanno fede le indicazioni dei Bollettini tecnici dei comitati provinciali di coordinamento dei Servizi di sviluppo agricolo). In presenza di precipitazioni superiori alla media o in presenza di un calcolo di fabbisogno di azoto superiore a 60 kg/ha, ammessa una distribuzione, in immediata presemina (massimo 15 giorni), limitatamente ad una quota non superiore al 60% della dose da bilancio e comunque non superiore ai 45 kg/ha. Con precipitazioni maggiori di 100 millimetri dalla semina allo stadio di 4 foglie vere ammesso un intervento aggiuntivo di soccorso non superiore ai 30 kg/ha di azoto. La distribuzione dellazoto non deve essere effettuata oltre la fase della 8 foglia vera.

mente alla definizione delle quantit dacqua necessaria al regolare sviluppo della coltura (tab. 5), al volume massimo di acqua da distribuire in ogni intervento (tab. 6) ed ai turni irrigui in funzione della fenofase a cui si fa riferimento (tabb. 7, 8, e 9). Il tutto (turno e volume irriguo) per correlato alla natura del terreno (contenuto percentuale di sabbia ed argilla) in cui si opera. Lapporto irriguo delle piogge deve essere attentamente valutato secondo le modalit descritte nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura). La barbabietola da zucchero risponde in maniera scarsamente economica agli apporti irrigui che devono avere carattere di soccorso. Si sconsiglia leffettuazione di pi di due irrigazioni ed apporti idrici in presenza di apparati fogliari in cattive condizioni. Da sottolineare che, qualora si riscontrasse una differenza fra fenofase rilevata e le date indicate, si dovr far riferimento al turno e allepoca di restituzione idrica tipica della fase fenologica.

Tab. 5 - Restituzione idrica giornaliera per fase fenologica con estirpazione dopo il 15 agosto.

Ammendanti organici. sconsigliato luso di ammendanti organici. Pur migliorando la struttura del terreno, finiscono per peggiorare la qualit in quanto liberano la maggioranza dellazoto a partire dalla primavera inoltrata. Qualora si utilizzino, la dose di azoto dovr essere opportunamente conteggiata nel bilancio. Coefficiente tempo. Per la barbabietola il coefficiente tempo (vedi riquadro a pag. 10), uguale a 0,66.

FASE FENOLOGICA

DATA

RESTITUZIONE IDRICA GIORNO (m3/ettaro)

COEFFICIENTI COLTURALI (Kc)

Semina 6 foglia 8 foglia 12 foglia 16 foglia

10/3-9/4 10/4-1/5 2/5-1/6 2/6-30/6 1/7

0,6 1,2 2,4 4,1

0,4 0,6 0,8 1,0

IRRIGAZIONE
I criteri e le modalit che sono la base della pratica irrigua in un sistema agricolo a produzione integrata sono illustrati nella parte generale dei disciplinari di produzione (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura). Di seguito sono riportate le tabelle specifiche relativa-

Relativamente alle piogge, qualora questo evento si verificasse in prossimit del passaggio alla fenofase successiva, il numero di giorni di sospensione va calcolato utilizzando comunque il valore di restituzione idrica del momento. Non ammesso superare i volumi indicati nella tabella 6, che per non idonea alla determinazione di volumi irrigui per la microirrigazione.

125

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Tab. 6 - Volume massimo di irrigazione (millimetri).


A 10 S A B B I A 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

Tab. 8 - Fenofase 3: 8 a foglia - turno (giorni).


A 10 S A B B I A 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

49 47 45 43 41 39 37 35 32 30 28 26 24 22 20

50 48 46 44 42 40 37 35 33 31 29 27 25 23 20

50 49 47 45 42 40 38 36 34 32 30 28 25 23 21

50 50 47 45 43 41 39 37 35 33 30 28 26 24 22

51 50 48 46 44 42 40 38 35 33 31 29 27 25 23

51 51 49 47 45 42 40 38 36 34 32 30 28 26

52 52 50 47 45 43 41 39 37 35 33 30 28

52 52 50 48 46 44 42 40 38 35 33 31

53 53 51 49 47 45 43 40 38 36 34

53 54 52 50 47 45 43 41 39 37

53 55 52 50 48 46 44 42 40

54 55 53 51 49 47 45 43

54 56 54 52 50 48 45

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

20 20 19 18 17 16 15 14 14 13 12 11 10 9 8

21 20 19 18 17 16 16 15 14 13 12 11 10 9 9

21 20 19 19 18 17 16 15 14 13 12 11 11 10 9

21 21 20 19 18 17 16 15 14 14 13 12 11 10 9

21 21 20 19 18 17 17 16 15 14 13 12 11 10 9

21 21 20 19 19 18 17 16 15 14 13 12 12 11

22 22 21 20 19 18 17 16 15 14 14 13 12

22 22 21 20 19 18 17 17 16 15 14 13

22 22 21 20 19 19 18 17 16 15 14

22 22 22 21 20 19 18 17 16 15

22 23 22 21 20 19 18 17 17

22 23 22 21 20 20 19 18

23 23 22 21 21 20 19

Tab. 7 - Fenofase 1 e 2: semina - 6 a foglia turno


Non irrigare salvo diversa indicazione dei Bollettini provinciali ed utilizzando i seguenti volumi: Terreno sciolto = 19 millimetri Terreno medio impasto = 21 millimetri Terreno argilloso = 23 millimetri

Tab. 9 - Fenofase 4: 12 a foglia - turno (giorni)


A 10 S A B B I A 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

DISERBO
Opportuni avvicendamenti colturali riducono il potenziale di infestazione delle malerbe, si consigliano: * lavvicendamento con cereali a raccolta estiva e aratura precoce; * gli avvicendamenti che permettano un controllo delle infestanti difficili (soia e mais per Abutilon, cereali invernali e mais per le perennanti).
I programmi di diserbo chimico per il controllo delle infestanti della barbabietola sono riportati in tabella 12. ammesso luso dei soli principi attivi e delle dosi massime indicate in tabella, salvo deroghe specifiche. Pre-emergenza (Programma A): si interviene quando il letto di semina infestato. Pre-emergenza (Programma B): si interviene con uno dei prodotti indicati nella tabella, o con loro miscele, in funzione delle malerbe presenti, con trattamenti localizzati sulla fila (bande di circa 25 cm). Sono ammessi interventi a pieno campo utilizzando glufosinate ammonio alle dosi riportate in tabella, o gli altri

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

12 12 11 11 10 9 9 8 8 7 7 6 6 5 5

12 12 11 11 10 10 9 9 8 8 7 7 6 6 5

12 12 11 11 10 10 9 9 8 8 7 7 6 6 5

12 12 12 11 11 10 9 9 8 8 7 7 6 6 5

12 12 12 11 11 10 10 9 9 8 8 7 7 6 6

13 12 12 11 11 10 10 9 9 8 8 7 7 6

13 13 12 12 11 11 10 10 9 8 8 7 7

13 13 12 12 11 11 10 10 9 9 8 8

13 13 12 12 11 11 10 10 9 9 8

13 13 13 12 12 11 11 10 10 9

13 13 13 12 12 11 11 10 10

13 13 13 12 12 11 11 10

13 14 13 13 12 12 11

126

prodotti solo ai dosaggi minimi indicati. Nel caso in cui si intervenga con miscele estemporanee dei singoli prodotti la somma delle dosi dei prodotti singoli, deve risultare complessivamente ridotta del 30%. Post emergenza (Programmi C, D, E): si prevedono differenti programmi di intervento: trattamenti a microdosi (Programma C) per infestanti ai primi stadi di sviluppo; trattamenti con dosaggi crescenti (Programma D) stabiliti in funzione dello sviluppo delle malerbe, delle bietole e del relativo rapporto tra le stesse; trattamenti per la risoluzione di casi particolari (Programma E).

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Barbabietola da zucchero - 2001

Il diserbo chimico pu essere completato da operazioni di sarchiatura o fresatura nella interfila effettuate entro lo stadio di 6-8 foglie per interrare lazoto distribuito in copertura.

DIFESA
Si rimanda alla parte generale(vedi supplemento n. 7/2001 ad Agricoltura), per quanto riguarda i criteri fondamentali per la gestione di un programma di difesa integrata. Non sono ammesse le geodisinfestazioni a pieno campo. Campionamenti. I campionamenti, che hanno lo scopo di verificare la situazione fitosanitaria della coltura riguardano: Altica, mamestra, afide nero e nottue terricole. I rilievi devono essere effettuati con cadenza settimanale, su una superficie di circa un ettaro, nel cui interno verranno prescelte 3 aree, in diagonale allappezzamento, comprendenti 2 tratti di fila di barbabietole di 10 metri di lunghezza. Per altica e nottue terricole il campionamento deve essere effettuato nel periodo che va dallemergenza alla chiusura delle interfile; per afide nero e mamestra i controlli devono iniziare a partire dalla met di maggio. Elateridi. Si ricorda i rischi di attacco sono proporzionati alle difficolt di drenaggio e al conseguente ristagno di umidit del terreno e che sconsigliato coltivare barbabietola in successione alla medica ed al prato. Utilizzare le trappole specifiche posizionate nelle testate degli appezzamenti secondo il numero riportato nella parte generale (tabella 22 del supplemento n. 7/2001 ad Agricoltura). Cleono. Se si utilizzano i vasi trappola per la cattura degli adulti controllare almeno due ripetizioni di 5 vasi-trappola posti alle distanza di 3 metri luno, dal lato da cui si presume arriveranno gli adulti di cleono (quello pi vicino allappezzamento coltivato a barbabietola nellanno precedente). Il campionamento ha cadenza settimanale e deve essere effettuato nel periodo inizio aprile-fine giugno. Nel caso in cui non vengano installate le trappole, i rilievi di attacchi fogliari da parte di adulti di cleono vanno eseguiti sulle prime tre file del perimetro dellappezzamento, su tratti di fila di 10 metri per lato. Cercospora. I campionamenti vengono eseguiti a cadenza settimanale, fissando inizialmente nellappezzamento 4

aree in un appezzamento rappresentativo di aree omogenee allinterno delle aziende (il numero dei punti di osservazione non va stabilito in base alla superficie investita a bietola). Per ogni area devono essere osservate almeno 50 piante rilevando la presenza delle prime macchie e, successivamente, verificando in quante piante venga raggiunta, almeno su una foglia, la confluenza delle macchie stesse. Le modalit di distribuzione. Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura) vengono riportati i volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione per trattamenti fitosanitari per barbabietola da zucchero. Volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione su barbabietola da zucchero: 500 litri/ettaro.

PIANTE PREFIORITE
obbligatorio, a norma della specifica legge della Regione Emilia-Romagna, procedere allestirpazione delle piante prefiorite. La mancata estirpazione comporta lesclusione dal disciplinare.

RACCOLTA
La qualit della barbabietola da zucchero influenzata fortemente anche dalle modalit di raccolta delle radici. La tara per terra, le modalit di scollettatura, le ferite o rotture dei fittoni e la conservazione sono fattori che influenzano fortemente il prodotto finale. Lelevata uniformit della distribuzione delle piante il presupposto necessario per poter effettuare le operazioni di raccolta in maniera efficiente, tramite una adeguata regolazione degli organi delle macchine. Una velocit di estirpo moderata, inferiore ai 5 chilometri orari, la condizione per contenere le rotture e la tara. Nella scollettatura il punto di taglio contrattuale si colloca 1 centimetro sopra le cicatrici picciuolari pi basse. Per una corretta cavatura delle bietole necessario regolare gli organi estirpatori relativamente ad apertura, profondit, allineamento e velocit di avanzamento. La conservazione in cumulo deve essere la pi breve possibile (massimo 2 giorni), tanto pi quanto pi i fittoni sono stati danneggiati nella fase di raccolta.

127

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Cereali autunno-vernini
VOCAZIONALIT
I cereali autunno-vernini si adattano bene a tutti i tipi di terreno, purch adeguatamente dotati di elementi fertilizzanti e di acqua, della quale, per contro, debbono essere accuratamente evitati i ristagni. Orzo. Si adatta meglio del frumento alle aree con limitate disponibilit idriche. Preferisce i terreni neutri o sub-alcalini: non tollera invece lacidit mentre sopporta bene la salinit del suolo. Per quanto riguarda lambiente climatico, lorzo non presenta particolari esigenze, anche se in generale sopporta meno bene del frumento le basse temperature; mentre, per contro, tollera quelle alte in condizioni di scarsa umidit. La temperatura minima per la germinazione 1C, quella massima 37 C; temperature superiori 32 C o inferiori 10 C in fioritura possono causare sterilit. Si ricorda inoltre che per tutte e tre le colture, dopo 7580 giorni dalla germinazione, si perde la possibilit di vernalizzare una cultivar tipicamente autunnale.

Tab. 1 - Valori ottimali di temperatura alle diverse fasi fenologiche.

FASI FENOLOGICHE

VALORI OTTIMALI DI TEMPERATURA Grano tenero Grano duro Orzo

Germinazione Levata (soglia termica) (optimum) Antesi (fioritura) Vernalizzazione (cv autunnali) (cv primaverili)

20-25 C

20-25 C

20-25 C Da meno di 5 a 10 C 15-22 C 18-24 C Inferiore a 3 C Inferiore a 10 C

SUCCESSI COLTURALI
I cereali autunno-vernini si collocano correttamente dopo le leguminose da foraggio e da seme, le foraggere (loiessa, prati oligofiti o polifiti) e le colture da rinnovo (patata, pomodoro, barbabietola da zucchero, girasole, ecc.). I risultati favorevoli di una eterosuccessione nel caso dellorzo, sono pi spesso legati a vantaggi derivanti da una preparazione ottimale del letto di semina (a questo fine meglio che sia preceduto dal frumento piuttosto che dal mais) pi che agli effetti nutrizionali residuali. Anzi, a questo riguardo opportuno ricordare che non consigliabile far seguire lorzo ad una leguminosa, per i rischi connessi ad una possibile eccessiva disponibilit azotata. Sono in ogni caso sempre da sconsigliare nella successione i ristoppi (la specie che succede a s stessa); la monosuccessione penalizza pesantemente lo sviluppo della pianta come conseguenza, a volte, di problemi connessi a possibili attacchi di mosaico giallo dellorzo portati da infezioni di Polimixa graminis. Ai fini del ristoppio, i cereali autunno-vernini (frumento tenero e duro, orzo, ecc.) sono considerati colture analoghe. Viceversa, ai fini della rotazione (calcolo delle tre coltu-

Da meno di 5 a 10 C 15-22 C 18-24 C 18-24 C Inferiore a 3 C Inferiore a 10 C Inferiore a 3 C Inferiore a 10 C

Grano tenero. Il frumento tenero non presenta particolari esigenze. Esistono variet che riescono a sopportare temperature di -25 C senza copertura nevosa, cos come altre che riescono a sopportare alte temperature e siccit. La temperatura limite per la germinazione 1 C, quella massima 37 C. Nel periodo della fioritura alte temperature (superiore a 32 C) o troppo basse (inferiori a 10 C) possono causare sterilit. Grano duro. Generalmente il grano duro resiste meno bene del tenero alle basse temperature, attualmente per sono state costituite variet di duro particolarmente resistenti al freddo. La temperatura ottimale per la germinazione 1 C, quella massima 37 C; temperature superiori a 32 C e inferiori a 10 C possono causare sterilit nel periodo della fioritura.

128

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Cereali autunno-vernini - 2001

re nei quattro anni) tali cereali autunno-vernini sono da considerare come colture diverse: quindi ammissibile ad esempio la rotazione frumento tenero - bietola - frumento tenero-soia. Esclusivamente per larea omogenea di collina, ammessa la monosuccessione (grano tenero o duro-orzo) tenendo conto che pu essere effettuata una sola volta nellarco del quinquennio di impegno e solo a seguito della rottura di prati di erba medica o altro prato poliennale.

stiche delle singole variet si rimanda al testo integrale del disciplinare di produzione. Epoca e modalit di semina. Le semine in Emilia-Romagna debbono essere effettuate preferibilmente nella seconda quindicina di ottobre. Esistono comunque differenze di

Tab. 2 - Grano tenero - Annata agraria 2000-01: variet raccomandate per lEmilia-Romagna.

CLASSE ISQ-FF (Frumento di forza)

GESTIONE DEL TERRENO


Lavorazioni. sempre da preferire una preparazione del terreno leggera un intervento minimo capace di produrre un buon letto di semina attuabile anche la non lavorazione. Lintervento di aratura pu rendersi necessario solo se la coltura che era in precessione stata diserbata con prodotti che possono risultare fitotossici sul frumento, se si vogliono interrare eventuali residui colturali o se il terreno stato maltrattato in fase di raccolta della coltura precedente. In tutti i casi e in particolare per lorzo, occorre evitare possibili aree di ristagno idrico.

CLASSE ISQ-FPS (Frumento panificabile superiore)

CLASSE ISQ-FP (Frumento panificabile)

CLASSE ISQ ALTRI USI

Colfiorito Golia Sagittario Salgemma

Enesco Genio Guadalupe Serio Sirmione Soissons

Bilancia Eridano Marvao Sibilla Tibet

Eureka Pascal Tremie Victo

Tab. 3- Grano duro - Annata agraria 2000-01: variet raccomandate per lEmilia-Romagna.

SEMINA
Scelte varietali. Si deve procedere alla scelta delle variet conoscendo la destinazione del raccolto. Oltre alle caratteristiche qualitative, nella scelta della variet si devono considerare, per i loro riflessi sulla qualit e sulla difesa: la fertilit della pianta, la resistenza allallettamento e la sensibilit ai parassiti, che vanno correlate alle caratteristiche dellambiente in cui si opera. La scelta delle variet da coltivare va fatta, prioritariamente, nellambito della lista di raccomandazione regionale (tabb. 2, 3 e 4). Per quanto riguarda il grano tenero, la classificazione delle cultivar in lista stata realizzata adottando il criterio ISQ (Indice Sintetico di Qualit) in base al loro comportamento prevalente nei campi di confronto varietale coordinati dal Centro ricerche produzioni vegetali di Cesena (CRPV). In tabella sono indicate, per il frumento tenero, le variet distinte in base alla classificazione ISQ; mentre per lorzo la distinzione fatta in base al tipo di spiga. Per informazioni di maggiore dettaglio sulle caratteri-

Duilio Ixos Nefer Parsifal San Carlo Vitron

Gianni Lloyd Neodur Provenzal Solex

Tab. 4 - Orzo - Annata agraria 2000-01: variet raccomandate per lEmilia-Romagna.

A SPIGA DISTICA

A SPIGA POLISTICA

Amillis Baraka Kelibia Nure Vertige

Abondant Federal Gotic Sereno Sonora

129

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

rilievo tra le provincie orientali e quelle occidentali: negli ambienti pi freddi consigliabile anticipare lepoca di semina. Le semine pi tardive sono indicate per le variet pi precoci e per quelle meno resistenti allallettamento. Di seguito vengono indicate per ogni coltura, la densit ottimale, a fine inverno e la relativa quantit di cariossidi da porre a dimora. Grano tenero Densit ottimale (n. piante/m2) Quantit seme (n. cariossidi/ m2) Grano duro Orzo
N

Tab. 6 - Grano duro: assorbimento teorico medio (kg/ha) degli elementi nutritivi principali in funzione della produzione presunta (t/ha).
PRODUZIONE GRANELLA (tonnellate/ettaro) ELEMENTI NUTRITIVI 4 5 6 7 8 9

350-400 300-350 240-280 400-450 350-400 300-350


K2O

Definita la densit che si intende adottare, il quantitativo della semente da acquistare si calcola sulla base delle modalit indicate nella parte generale dei disciplinari (vedi supplemento n. 7/2001 ad Agricoltura).

P2O5

Granella Paglia Totale Granella Paglia Totale Granella Paglia Totale

80 29 109 20 34 54 34 6 40

100 36 136 25 42 67 43 8 51

120 43 163 30 51 81 52 10 62

140 50 190 35 59 94 60 11 71

160 58 218 40 68 108 69 13 82

180 65 245 45 76 121 77 14 91

Fosforo e potassio Sulla base della dotazione del terreno si possono verificare le tre ipotesi di dotazione: elevata, normale e scarsa che sono descritte nella parte generale. In particolare, non ammesso superare i seguenti quantitativi. Dotazione terreno scarsa P2O5: dose di mantenimento + arricchimento e comunque non oltre i 250 chilogrammi/ettaro; K2O: dose di mantenimento + arricchimento e comunque non oltre i 300 chilogrammi/ettaro. Dotazione terreno normale P2O5: dose pari al mantenimento e comunque non oltre i 150 chilogrammi/ettaro; K2O: dose pari al mantenimento e comunque non oltre i 200 chilogrammi/ettaro. Dotazione terreno elevata Non ammessa la distribuzione di questi elementi.

FERTILIZZAZIONE
Sulla base della produzione che ragionevolmente si ritiene di raggiungere devono essere stimati i quantitativi di elemento fertilizzante che saranno assorbiti dalla pianta (tabb. 5, 6, e 7), e da qui calcolati, attraverso un bilancio, quelli che si dovranno distribuire alla coltura. Tab. 5 - Grano tenero: assorbimento teorico medio (kg/ha) degli elementi nutritivi principali in funzione della produzione presunta (t/ha).
PRODUZIONE GRANELLA (tonnellate/ettaro) ELEMENTI NUTRITIVI 4 5 6 7 8 9

K2O

P2O5

130

Granella Paglia Totale Granella Paglia Totale Granella Paglia Totale

79 19 98 20 34 54 32 6 38

99 24 123 25 42 67 40 7 47

119 29 148 30 51 81 48 9 57

139 34 173 35 59 94 56 10 66

158 38 196 40 68 108 64 12 76

178 43 221 45 76 121 72 13 85

Non sono ammesse distribuzioni in copertura con concimi minerali che contengono questi elementi.

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Cereali autunno-vernini - 2001

Tab. 7 - Orzo: assorbimento teorico medio (kg/ha) degli elementi nutritivi principali in funzione della produzione presunta (t/ha).
PRODUZIONE GRANELLA (tonnellate/ettaro) ELEMENTI NUTRITIVI 4 5 6 7 8 9

K2O

P2O5

Granella Paglia Totale Granella Paglia Totale Granella Paglia Totale

47 15 62 16 32 48 24 5 29

64 20 84 21 43 64 32 7 39

80 25 105 27 53 80 40 9 49

89 30 126 32 64 96 48 11 59

112 35 147 37 74 111 56 13 69

128 40 168 42 85 127 64 14 78

di fondamentale importanza la concimazione allinizio della levata, nella fase di spiga alta un centimetro, quando la pianta differenzia i fiori e sta per iniziare la levata: in questa fase va somministrata la quota maggiore di azoto. In condizioni particolari di sofferenza della coltura, causate da condizioni climatiche autunno-invernali critiche, pu essere opportuno anticipare, alla fase di accestimento, una quota di azoto in copertura. Da ricordare infine che una adeguata e corretta distribuzione del concime azotato migliora non solo la produttivit ma anche i parametri qualitativi delle farine, purch gli apporti tardivi avvengano entro lemissione dellultima foglia. Ammendanti organici. Luso dei fertilizzanti organici deve essere calibrato ponendo attenzione in via prioritaria, per gli aspetti nutrizionali, al loro contenuto in azoto. Vanno poi considerate attentamente le norme igienicosanitarie vigenti, in quanto lutilizzo dei reflui zootecnici regolato da norme specifiche di legge. ammessa la letamazione con un apporto annuo dimezzato rispetto ai limiti massimi indicati in tabella 13 delle norme generali (vedi supplemento n. 7/2001 ad Agricoltura). per preferibile realizzare questa pratica solo ogni 2-3 anni, collocandola opportunamente allinterno della rotazione o successione colturale che vi si realizza. Per quanto riguarda limpiego di liquame si deve tene-

Azoto Il quantitativo di azoto di cui ammessa la distribuzione equivale alla dose calcolata con il bilancio. Stimato il bisogno di azoto, per ridurre al minimo le perdite e rendere disponibile il concime in funzione del ritmo di assorbimento della coltura, frazionarlo in pi distribuzioni in copertura (tab. 8), normalmente, a partire dal mese di febbraio.

Tab. 8 - Quando effettuare le concimazioni azotate su cereali autunno-vernini.

CONDIZIONE

EPOCA E DOSE

Per apporti inferiori a 100 kg/ha Per apporti superiori a 100 kg/ha Dopo cereali (mais, ecc.) se sono stati interrati stocchi. Epoca: 1/10-31/1, piovosit: maggiore 250 mm In zone dove vi possono essere condizioni di difficile praticabilit dei terreni (argilla inferiore al 40%)

Unica distribuzione nella fase di spiga a 1 centimetro. Prima distribuzione pari al 70% del fabbisogno di azoto nella fase di spiga a 1 centimetro. Seconda distribuzione pari al 30% del fabbisogno di azoto nella fase di levata entro lemissione dellultima foglia. possibile anticipare una prima quota, pari al 30% del fabbisogno di azoto, dallinizio gennaio. A partire dallaccestimento possibile anticipare una quota di azoto pari al lequivalente dellazoto pronto. possibile anticipare il 30% del fabbisogno di azoto a partire dalla fase 3 foglie vere ed in ogni caso non prima della met di dicembre, quindi somministrare il restante 70% nella fase di spiga a 1 centimetro.

131
I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

re conto delle considerazioni riportate nel riquadro seguente e degli approfondimenti riferiti nella parte generale (vedi supplemento n. 7/2001 ad Agricoltura). Liquamazione: aspetti da considerare Le esigenze nutritive del grano tenero non sempre giustificano apporti consistenti di liquami. Il ciclo colturale si sviluppa in un periodo caratterizzato da precipitazioni anche abbondanti; si possono verificare lisciviazioni dellazoto. Il periodo in cui ammessa la distribuzione sul grano tenero (fine inverno, in prossimit dellinizio della levata), non sempre favorevole per la portanza spesso ridotta dei terreni. Coefficiente tempo. Per i cereali autunno-vernini, il coefficiente tempo (vedi riquadro a pag. 10), uguale a 0,6.

Agricoltura), vengono riportati i volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione per trattamenti fitosanitari fungicidi, insetticidi o acaricidi per cereali autunno-vernini. Volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione su cereali autunno-vernini: 500 litri/ettaro.

RACCOLTA
La raccolta dei cereali deve essere effettuata al giusto grado di maturazione delle cariossidi, quando le loro condizioni e quelle dellambiente in cui si opera sono tali da garantire la produzione di derivati al maggior livello qualitativo. La raccolta si esegue a maturazione piena della granella, quando lumidit della stessa inferiore al 13,5%, che il suo limite massimo per una buona conservazione. Ritardare la trebbiatura non mai conveniente per il timore della grandine e per non incorrere in perdite di prodotto dovute agli attacchi di uccelli o fitofagi, oppure a sgranatura e rottura delle spighe durante la raccolta e per ridurre le lesioni delle cariossidi causate dagli elementi trebbianti. Per questultimo aspetto risulta determinante una buona regolazione degli elementi trebbianti, quali la velocit di rotazione del battitore e la distanza fra battitore e controbattitore, in quanto le velocit di rotazione (6001.000 giri al minuto) vanno regolate in funzione dellumidit della pianta. In particolare, passando dalle ore pi calde della giornata a quelle pi fresche notturne, si deve passare da un basso numero di giri ed una distanza elevata fra gli elementi trebbianti, ad un numero di giri pi elevati e distanze pi contenute. Nel caso del frumento duro va tenuta una distanza tra battitore e controbattitore superiore a quella media per il frumento tenero, a causa della maggiore tenacit della spiga del primo. Per lorzo, specie se la destinazione del prodotto la malteria, occorre operare con particolare cura per non compromettere la germinabilit della granella. Infine un ritardo della trebbiatura fa aumentare il rischio di piogge che sulle cariossidi mature ha un effetto ne-

DISERBO
Sono ammessi solo i trattamenti di postemergenza, salvo gli interventi di pulizia del letto di semina, con i principi attivi e alle dosi riportate nella specifica tabella che sar pubblicata nel supplemento n. 9/2001 ad Agricoltura , dedicato alla sintesi dei disciplinari per diserbo e difesa.

DIFESA
Il rischio di danno da attacchi parassitari maggiore nelle colture molto fitte, in quelle che hanno ricevuto forti concimazioni azotate, nelle zone con particolari condizioni climatiche, nelle variet pi sensibili. Sono ammessi solo gli interventi contro i fitofagi e le avversit crittogamiche riportati nelle tabelle che saranno pubblicate nel supplemento n. 9/2001 ad Agricoltura , dedicato alla sintesi dei disciplinari per diserbo e difesa. Le modalit di distribuzione.Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale (vedi supplemento n. 7/2001 di

132

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Cereali autunno-vernini - 2001

gativo perch ne provoca la slavatura; se abbinato a forti abbassamenti termici, il ritardo provoca anche il pregermogliamento con conseguente scadimento qualitativo e deprezzamento del prodotto. In ogni caso la raccolta deve essere effettuata solo quando sono scaduti i tempi di sospensione previsti dalluso dei presidi sanitari (ammissibili) eventualmente utilizzati sulla coltura. Prima di iniziare la trebbiatura assicurarsi, nel caso si tratti delle prime operazioni di raccolta da parte di quella macchina, che la mietitrebbia arrivi dal deposito pulita e non possa risultare una pericolosa fonte di infestazione per i cereali che verranno mandati allo stoccaggio.

Le partite di cereali provenienti dai campi a produzione integrata vanno raccolte e consegnati rigorosamente separate da tutte le altre. Caratteristiche minime della materia prima. I requisiti minimi della materia prima proveniente da campi di produzione integrata e destinata alla valorizzazione nellambito dellapplicazione della legge regionale n. 29/92 sono riportati nella tabella 9. I valori limite qui indicati sono relativi ad alcuni aspetti qualitativi di interesse merceologico che debbono essere rispettati, pena lesclusione della merce dal circuito commerciale al quale deve essere destinata per una sua valorizzazione.

Tab. 9 - Requisiti qualitativi minimi per lammissione della merce allo stoccaggio nellambito della legge regionale 29/92.

VALORI LIMITE PARAMETRI Tenero (%) FRUMENTO Duro (%) ORZO Foraggio (%)

Umidit Peso specifico Elementi che non sono cereali di qualit perfetta 1. Cariossidi spezzate (r. visivo) 2. Impurit (r. visivo) relative alle cariossidi: cariossidi di altri cereali (r. visivo) 3. Impurit varie (r. visivo) 4. Cariossidi volpate (1) 5. Cariossidi fusariate (r. visivo) 6. Cariossidi germinate (r. visivo) Semi bianconati (r. visivo) Proteine Indice di Hagberg
(1) escluse le cariossidi annerite solo a livello di germe.

Minore di 13,5 Minore di 78 Minore di 5 Minore di 3 Minore di 1 Minore di 1,5 Minore di 0,5 Maggiore di 11,5 Maggiore di 240

Minore di 13,5 Minore di 78 Minore di 5 Minore di 3 2 Minore di 1 Minore di 5 Minore di 1,5 Minore di 0,5 Minore di 25 Maggiore di 11,5 Maggiore di 240

Minore di 13,5 Minore di 62 Minore di 5 Minore di 7 Minore di 5 Minore di 1 Minore di 0,5

Le percentuali (%) sono espresse sul peso.

133
I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Erba medica
VOCAZIONALIT
Ambiente pedologico. Sotto il profilo pedologico la medica presenta le seguenti esigenze: suolo profondo, affinch le radici possano penetrare negli strati inferiori; terreno ben drenato, per limitare il rischio di ristagno idrico (a questo scopo indispensabile curare le sistemazioni del terreno e la manutenzione delle scoline); tessitura da franca a argillosa, anche se pu essere coltivata con buoni risultati in terreni ricchi di sabbia purch sufficientemente dotati di calcare e ossido di potassio. La medica pu tollerare la siccit anche per periodi prolungati; va segnalato che i terreni argillosi tendono in tali condizioni a formare crepe che possono danneggiare gli apparati radicali delle piante. La medica non tollera invece i terreni a reazione acida; con valori di pH inferiori a 6-6,5 la simbiosi rizobica si instaura con difficolt e viene compromessa la durata del prato. Tab. 1 - Valori ottimali dei parametri pedologici per lerba medica. basse temperature un carattere che cambia in funzione delle variet.

SUCCESSIONI COLTURALI
ammesso il reimpianto solo dopo almeno un anno di pausa o di altra coltura. La successione della medica a s stessa porta al cattivo insediamento e al diradamento precoce a causa di accumulo di secrezioni tossiche per la coltura e di accumulo di patogeni (batteri e funghi) tipici della coltura. Non esistono invece controindicazioni per quanto riguarda la successione ad altre colture; particolarmente consigliata la successione ai cereali autunno-vernini. Effetti positivi dellerba medica sulle caratteristiche fisico-chimiche del terreno Aumento del contenuto in sostanza organica Presenza di residui dellazoto fissato per via simbiotica Aumento della microflora e microfauna del terreno Azione rinettante dalle malerbe Miglioramento strutturale proprio del sistema sodivo inerbito

PARAMETRI PEDOLOGICI

VALORI

Drenaggio Tessitura pH Calcare totale Calcare attivo Salinit

Molto buono Da franca a argillosa 6,6 8.0 2,5 10 Inferiore al 10% 6 mS/cm

GESTIONE DEL TERRENO


Sistemazioni. Assicurare un efficace sgrondo delle acque mediante predisposizione e accurata manutenzione delle scoline, per evitare fenomeni di ristagno, anche di breve durata. In ambienti collinari, dove si verifichino problemi di erosione superficiale o di instabilit delle pendici, consigliabile ridurre il numero delle lavorazioni del terreno optando per una praticoltura di pi lunga durata; in tali situazioni consigliabile sostituire il medicaio in purezza con consociazioni bifite (di due specie) del tipo medica-graminacea o nei casi pi difficili con prati polifiti.

134

Ambiente climatico. La temperatura minima di germinazione di 5 C; lattivit fisiologica della pianta si blocca al di sotto dei 5 C e al di sopra dei 35 C; in fase di riposo vegetativo sopporta temperature molto al di l di questi limiti (anche -20 C e +40 C rispettivamente); la resistenza alle

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Erba medica - 2001

Lavorazioni. La lavorazione principale consiste in unaratura profonda non pi di 30 centimetri o, dove possibile, in una lavorazione a doppio strato (ripuntatura a 40-50 centimetri seguita da unaratura superficiale). La lavorazione principale devessere effettuata durante lestate o lautunno precedente limpianto del prato; le lavorazioni secondarie devono essere effettuate nel periodo immediatamente precedente la semina ponendo particolare attenzione al livellamento del terreno. Il letto di semina deve essere ben affinato, ma non eccessivamente, soprattutto nei terreni ricchi di limo, nei quali maggiori sono i rischi di formazione di crosta superficiale.

Sulla resistenza al freddo necessario precisare che le variet commercializzate appartengono a due categorie: semidormienti (da utilizzare su tutto il territorio regionale) e non dormienti (pi sensibili al freddo delle precedenti, poich vegetano pi a lungo in autunno e pi precocemente in primavera), da utilizzare negli ambienti con inverno pi mite. Elementi da considerare nella scelta della variet. Produzione in termini quantitativi e qualitativi Resistenza alle malattie Resistenza alle basse temperature Longevit Velocit di ricaccio dopo il taglio (carattere importante in regime di utilizzazioni frequenti) Modalit. Rullare prima della semina per uniformare la profondit e dopo per favorire il contatto del seme con il terreno. Tale pratica per sconsigliabile nei terreni pesanti nei quali lelevata umidit che generalmente si riscontra nel terreno in primavera pu causare difficolt nelle successive operazioni di semina. Nei terreni soggetti a formazione di crosta superficiale, utilizzare rulli tipo cultipaker al posto di quelli lisci. Seminare a file distanti 12-15 centimetri. La profondit di semina riveste una particolare importanza: in condizioni ottimali (terreno ben preparato, adeguato contenuto di umidit) posizionare il seme alla profondit di 1 centimetro, quando lo strato superficiale troppo asciutto approfondire fino ad un massimo di 2 centimetri. La velocit di avanzamento non deve superare i 4-5 chilometri/ora. Epoca. Le migliori condizioni per la semina si verificano nel mese di marzo. Semine precoci aumentano il rischio di gelate tardive, mentre il ritardo della semina pu comportare il rischio di stress idrico e termico a causa dellinsufficiente grado di sviluppo dellapparato radicale. Le semine si anticipano nei terreni sciolti, che si scaldano pi rapidamente, mentre si posticipano in quelli pesanti, pi freddi. In collina le semine sono pi tardive e possono protrarsi anche nella prima met di aprile.

SEMINA
Scelta varietale. Utilizzare semente certificata, preferendo le variet sintetiche agli ecotipi locali. La scelta va fatta fra le variet presenti nelle Liste di raccomandazione varietale pubblicate dalla Regione Emilia-Romagna , riportate nella tabella 2. In tabella sono indicate le variet distinte in: lista A, lista B e variet emergenti; per informazioni di maggiore dettaglio sulle caratteristiche delle singole variet si rimanda al testo integrale del disciplinare di produzione. La gamma di precocit non costituisce un criterio di scelta, in quanto estremamente limitata (5-6 giorni) fra le variet presenti sul mercato.

Tab. 2 - Variet di erba medica (Medicago sativa L.) consigliate per lEmilia-Romagna.

LISTA A

LISTA A

VALORI OTTIMALI

Delta Garisenda La Torre Prosementi Selene 4 Cascine Superba

Eletta Bresaola Equipe Gea Giulia Goldgreen Legend Robot Pomposa Triade

Classe Ferri Linfa Sierra Zenith

135

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Densit. Per ottenere un investimento ottimale (300-400 piante/metro quadrato) nellanno di impianto si consiglia di impiegare dosi di seme comprese tra 30 e 40 chilogrammo/ettaro, utilizzando i valori pi bassi nelle migliori condizioni di preparazione e umidit e temperatura del terreno.

siste ad un accorciamento della vita economica del medicaio e raramente si supera il terzo anno. Essendo una coltura poliennale, la concimazione verr distinta nei due sottocapitoli: * concimazione nellanno di impianto; * concimazione negli anni successivi.

FERTILIZZAZIONE
Per determinare le dosi di nutrienti da apportare occorre conoscere la quantit assorbita di ciascun elemento fertilizzante, stimata utilizzando i dati della tabella 3 secondo il metodo indicato nella parte generale del disciplinare.

FERTILIZZAZIONE ALLIMPIANTO
Ammendanti organici. Si consiglia di anticipare la somministrazione degli ammendanti alla coltura da rinnovo che precede la medica nella rotazione. Tuttavia, nel caso di somministrazioni di letame allimpianto del medicaio, non superare i quantitativi indicati nella parte generale (vedi tab. 13, supplemento n.7/2001 di Agricoltura). Per calcolare gli elementi nutritivi apportati fare riferimento ai valori di composizione riportati nellapposita tabella della parte generale (vedi tab. 14, supplemento n. 7/2001 di Agricoltura); gli elementi apportati con il letame debbono essere considerati nel bilancio. L apporto di liquami appare ingiustificato e pericoloso dal punto di vista ambientale. Generalmente, infatti, le distribuzioni avvengono nellestate precedente limpianto del medicaio o lungo linverno su terreno arato e rispondono pi alla logica dello smaltimento che a quella dellutilizzazione agronomica. Se per il fosforo e per il potassio si possono ipotizzare comportamenti similari a quelli apportati con il letame, per lazoto, invece, presente nei liquami in gran parte in forma minerale e facilmente disponibile, si evidenzia un rischio di lisciviazione di questo nutriente verso le falde durante il periodo invernale. Non sono ammessi ammendanti in copertura. Azoto. Nonostante le elevate asportazioni, lerba medica non abbisogna di somministrazioni azotate, che anzi, si ripercuotono sulla durata del prato. L apporto di concimi azotati sul medicaio non pertanto ammesso.

Tab. 3 - Assorbimento teorico medio (kg/ha) dei principali elementi nutritivi in rapporto alla produzione presunta di sostanza secca (t/ha).

PRODUZIONE (tonnellate/ettaro di sostanza secca) ELEMENTI 6 8 10 12 14

Azoto (N) Fosforo (P2O5) Potassio (K2O) Calcio (CaO) Magnesio (MgO) Zolfo (S)

162 36 114 162 27 24

216 48 152 216 36 32

270 60 190 270 45 40

324 72 228 324 54 48

378 84 266 378 63 56

importante considerare le due seguenti caratteristiche peculiari dellerba medica: lazotofissazione e la poliennalit. Lazotofissazione. Grazie alla simbiosi con Rhizobium meliloti la medica in grado di soddisfare le proprie esigenze azotate prendendo questo elemento direttamente dallatmosfera. Questo significa che per quanto riguarda la nutrizione azotata, lerba medica pu considerarsi autosufficiente. Maggiore importanza potranno avere invece gli apporti di altri elementi, in particolare di fosforo e di potassio. La poliennalit. La medica nelle migliori gestioni arriva al 4-5 anno di produzione. Oggi, proprio perch la tecnica di coltivazione poco attenta ai bisogni di questa pianta, si as-

136

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Erba medica - 2001

Fosforo e potassio. Per quanto riguarda la nutrizione fosfatica, lerba medica considerata una coltura esigente. Le soglie di sufficienza per le diverse tipologie di suolo sono indicate nelle apposite tabelle (4 e 5) della parte generale (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura), ed a queste si rimanda per gli aspetti metodologici. Sulla base della dotazione dei due elementi nel terreno si possono verificare tre situazioni. Dotazione scarsa: lo schema di concimazione si basa sul reintegro delle asportazioni pi gli apporti di arricchimento da realizzare tramite la concimazione di fondo (i fertilizzanti dovranno essere interrati allaratura o durante i lavori complementari di preparazione del terreno, ad esempio lerpicatura), e con apporti annuali in copertura. Non comunque possibile superare i limiti massimi indicati nella parte generale Dotazione sufficiente: lo schema di concimazione prevede anche la possibile distribuzione allimpianto delle asportazioni dellintero ciclo colturale, ma comunque senza superare i limiti massimi indicati nella parte generale. Dotazione elevata: non sono ammessi apporti di questi nutrienti.

Se, a partire dal 4 anno, la presenza delle graminacee avventizie acquista un rilievo eccessivo, il medicaio non risulta pi conveniente e se ne programma la rottura. In questo caso pu essere utile incrementare la produzione complessiva favorendo le graminacee, con un apporto massimo di 100 chilogrammi/ettaro di azoto in funzione della composizione botanica che si venuta determinando nel prato. L apporto verr effettuato alla fine dellinverno a vantaggio del primo sfalcio, nel quale predominano le graminacee. L azoto pu provenire sia da concimi di sintesi sia da liquami zootecnici, secondo le modalit indicate nella parte generale. Fosforo e potassio. Sempre confrontando i dati analitici dellappezzamento con le soglie riportate nelle apposite tabelle della parte generale, si possono verificare tre situazioni: Dotazione scarsa: in queste situazioni di carenza il medicaio dimostra di giovarsi delle somministrazioni di copertura realizzate a fine inverno. I quantitativi da distribuire terranno conto delle asportazioni annue calcolate sulla base delle produzioni e della quota anticipata allimpianto. Dotazione sufficiente: i quantitativi da distribuire negli anni successivi terranno conto delle asportazioni annuali e delle quote anticipata allimpianto. Dotazione elevata: non sono giustificati apporti di questi nutrienti. Ammendanti organici Non sono ammessi ammendanti in copertura. Coefficiente tempo. Il coefficiente tempo (vedi riquadro a pag. 10) per la medica uguale a 1.

FERTILIZZAZIONE NEGLI ANNI SUCCESSIVI


Azoto. Una volta insediato, il medicaio non necessita di apporti azotati che, anzi, porterebbero al diradamento della cotica per la progressiva scomparsa della medica e allaumento dellinfestazione, riducendo la durata economica del prato. Un discorso a parte merita la concimazione del medicaio alla fine del ciclo produttivo, che dovrebbe essere di almeno tre anni. Col procedere degli anni di coltivazione, il prato cambia la sua composizione floristica e, nei casi migliori, il diradamento della cotica consente linsediamento di graminacee di buono o medio valore foraggero. Dopo il terzo anno il medicaio assimilabile, in molti casi, a una consociazione pi che a una cotica in purezza, per cui pu risultare giustificata la concimazione azotata.

IRRIGAZIONE
Le esigenze idriche dellerba medica risultano molto elevate a causa del lungo periodo vegetativo, e vengono per in buona misura soddisfatte dalla grande efficienza e profondit dellapparato radicale. La pianta possiede unelevata resistenza alla siccit, che le deriva dalla capacit di

137

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

rallentare, sino a sospendere, lattivit vegetativa durante il periodo siccitoso. Molto dannoso alla coltura risulta viceversa leccesso di umidit del suolo. Il cattivo sgrondo delle acque piovane, eccessive od intempestive irrigazioni o presenza di falda troppo superficiale causano un rapido deperimento della pianta, con conseguente diradamento del medicaio a favore delle infestanti. In considerazione della modesta risposta fornita dal medicaio allirrigazione (la maggior produzione quantificabile in 4-5 tonnellate/ettaro di sostanza secca nellarco di un triennio), questa pratica da intendersi come soccorso nelle annate siccitose o nellanno di impianto, per favorire il rapido sviluppo delle giovani piante e garantire una elevata densit di investimento. Sui terreni di medio impasto o argillosi e profondi, generalmente la medica risponde agli apporti irrigui soprattutto Tab. 4 - Restituzione idrica giornaliera per fenofase.
FASE FENOLOGICA DATA RESTITUZIONE IDRICA GIORNO (metri cubi/ettaro)

nei primi due anni di impianto, mentre sui terreni sciolti e poco profondi lirrigazione fornisce risultati soddisfacenti nellarco di tutto il ciclo produttivo. Si sconsigliano gli interventi irrigui oltre il 3 sfalcio per la perdita di produzione che causano nel primo sfalcio dellanno successivo. Il foraggio verde ottenuto in coltura irrigua ha un minor contenuto in sostanza secca ed un pi alto rapporto foglie/steli; con lirrigazione diminuisce inoltre la fibra grezza, aumentano le proteine e gli estrattivi in azotati e cresce linfestazione di graminacee. Tab. 6 - 1 sfalcio: turno irriguo (giorni).
A 10 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

S A B B I A

1 Sfalcio 2 Sfalcio 3 Sfalcio 4 Sfalcio

15/5-14/6 15/6-15/7 15/7-15/8 16/8

1,5 1,7 1,7

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

41 39 38 36 34 32 30 29 27 25 23 22 20 18 16

41 40 38 36 35 33 31 29 28 26 24 22 21 19 17

41 40 39 37 35 33 32 30 28 29 25 23 21 19 18

42 41 39 38 36 34 32 31 29 27 25 23 22 20 18

42 42 40 38 36 35 33 31 29 28 26 24 22 21 19

43 42 41 39 37 35 33 32 30 28 26 25 23 21

43 43 41 39 38 36 34 32 31 29 27 25 24

43 43 42 40 38 36 35 33 31 29 28 26

44 44 42 41 39 37 35 34 32 30 28

44 45 43 41 39 38 36 34 32 31

44 45 44 42 40 38 36 35 33

45 46 44 42 41 39 37 35

45 46 45 43 41 39 38

Tab. 5 - Volume massimo di irrigazione (millimetri).


A 10 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

Tab. 7 - 2 e 3 sfalcio: turno irriguo (giorni).


A 10 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

S A B B I A

138

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

61 59 56 54 51 48 46 43 40 38 35 33 30 27 25

62 60 57 55 52 49 47 44 41 39 36 33 31 28 26

62 61 58 55 53 50 48 45 42 40 37 34 32 29 26

63 62 59 56 54 51 48 46 43 41 38 35 33 30 27

63 63 60 57 55 52 49 47 44 41 39 36 33 31 28

64 63 61 58 55 53 50 48 45 42 40 37 34 32

64 64 62 59 56 54 51 48 46 43 41 38 35

65 65 63 60 57 55 52 49 47 44 41 39

65 66 63 61 58 56 53 50 48 45 42

66 67 64 62 59 56 54 51 49 46

66 68 65 63 60 57 55 52 49

67 69 66 64 61 58 56 53

67 70 67 64 62 59 57

S A B B I A

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

33 32 30 29 28 26 25 23 22 20 19 18 16 15 13

33 32 31 29 28 27 25 24 22 21 19 18 17 15 14

34 33 31 30 29 27 26 24 23 21 20 19 17 16 14

34 33 32 30 29 28 26 25 23 22 20 19 18 16 15

34 34 32 31 30 28 27 25 24 22 21 20 18 17 15

35 34 33 31 30 29 27 26 24 23 21 20 19 17

35 35 33 32 30 29 28 26 25 23 22 21 19

35 35 34 32 31 30 28 27 25 24 22 21

35 36 34 33 31 30 29 27 26 24 23

36 36 35 33 32 31 29 28 26 25

36 37 35 34 32 31 30 28 27

36 37 36 34 33 31 30 29

36 38 36 35 33 32 31

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Erba medica - 2001

Metodo irriguo. Il metodo irriguo migliore per la medica, in considerazione della sporadicit degli interventi e della sensibilit al ristagno, quello per aspersione con ali mobili o con irrigatori semoventi (rotoloni). Nellanno di impianto si dovr prestare molta attenzione, nellesecuzione degli interventi irrigui, ad evitare il pi possibile leffetto battente della pioggia per non scalzare o danneggiare le giovani piante. Irrigazione allimpianto Si consigliano frequenti interventi irrigui con bassi volumi se la piovosit mensile inferiore a 40 millimetri. Per ottenere una elevata densit dimpianto sono consigliati 2 o 3 interventi estivi. Eccessivi apporti irrigui possono causare il mancato approfondimento degli apparati radicali. Non effettuare irrigazioni quando la coltura ha raggiunto una altezza di 26 centimetri. Eventuali interventi irrigui da eseguirsi oltre i 26 centimetri di altezza sono da posticiparsi allo sfalcio.

Per quanto riguarda i fitofagi pi avanti riportati si consiglia di intervenire anticipando lesecuzione dello sfalcio quando la loro presenza sia tale da penalizzare lo sviluppo della coltura: fitonomo (Hipera variabilis), apion (Apion pisi), afide (Aphis craccivora), fitodecta (Gonyoctema = Phytodecta fornicata). Le modalit di distribuzione. Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura), vengono riportati i volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione per trattamenti fitosanitari per erba medica . Volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione su erba medica: 500 litri/ettaro.

CONSOCIAZIONE BINARIA
La consociazione della medica con una specie graminacea consigliabile soprattutto nei terreni collinari. La presenza di una graminacea in aggiunta alla medica presenta infatti alcuni vantaggi di ordine agronomico particolarmente importanti in tali ambienti: * contenimento dei fenomeni erosivi in seguito alla presenza dellapparato radicale fascicolato delle graminacee; * aumento della durata del prato grazie alla maggiore longevit delle graminacee utilizzate. Vantaggi delle consociazioni medica-graminacea per lallevamento della vacca da latte un alimento molto appetito dagli animali Si evita il pericolo di gonfiori, frequenti nel caso del prato in purezza La conservazione del foraggio semplificata, sia nel caso della fienagione (diminuzione delle perdite), sia nel caso dellinsilamento (minori rischi di alterazione) Scelta delle specie e delle variet. Il criterio di scelta delle specie da consociare alla medica si basa prevalentemente sulle esigenze climatiche: Festuca arundinacea da preferire in climi siccitosi, Phleum pratense (fleolo o coda di topo) in ambienti freschi, Dactylis glomerata (erba mazzolina) in situazioni intermedie; Festuca arundinacea e erba

DISERBO
Modalit di impiego dei diserbanti Nella specifica tabella che sar pubblicata nel supplemento n. 9/2001 ad Agricoltura , dedicato alle sintesi dei disciplinari per il diserbo e la difesa, sono riportati prodotti e modalit ammessi per condurre una corretta pratica di diserbo. Per quanto attiene alle norme non specifiche per lapplicazione del diserbo si rimanda a quanto riportato nella parte generale (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura). Durante lintero ciclo della medica sono ammessi due soli interventi di diserbo a pieno campo.

DIFESA
In caso dinfestazione di cavallette, gli interventi specifici dovranno essere espressamente autorizzati dal Servizio fitosanitario regionale.

139

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

mazzolina hanno, rispetto alla coda di topo, pi ampie possibilit di adattamento a situazioni diverse da quelle di elezione. necessario utilizzare variet di graminacee con epoca di spigatura coincidente con linizio fioritura dellerba medica (tardive o medio-tardive per lerba mazzolina e la festuca arundinacea, precoci per la coda di topo) scegliendo tra quelle proposte dalle Liste di raccomandazione varietale pubblicate dalla Regione Emilia-Romagna. Semina. Modalit. Seminare le due componenti a file alternate distanti 15-20 centimetri, nel caso si disponga di seminatrici a due tramogge. Nel caso ci non sia possibile, seminare il miscuglio sulla stessa fila, avendo cura di tenere miscelato il seme nella tramoggia durante la semina. Epoca. Le migliori condizioni per la semina si verificano nel mese di marzo. Semine precoci aumentano il rischio conseguente al verificarsi di gelate tardive, mentre il ritardo della semina pu comportare il rischio di stress idrico e termico a causa dellinsufficiente grado di sviluppo dellapparato radicale. Le semine si anticipano nei terreni sciolti, che si scaldano pi rapidamente, mentre si posticipano in quelli pesanti, pi freddi. In collina le semine sono pi tardive e possono protrarsi anche nella prima met di aprile. Densit. Per ottenere una composizione floristica equilibrata, con una buona presenza della graminacea, si consi-

glia di utilizzare per le singole specie dosi di seme dimezzate rispetto a quelle utilizzate per le relativa purezze: 20 chilogrammi/ettaro per medica, erba mazzolina e festuca arundinacea; 10 chilogrammi/ettaro per coda di topo. Fertilizzazione. Lo schema generale di fertilizzazione analogo a quello proposto per lerba medica. Una differenza di rilievo costituita dalla necessit di apportare significative quantit di azoto, in particolare negli anni successivi allimpianto, a causa della presenza della graminacea. La contemporanea presenza di una specie graminacea ed una leguminosa rende complessa la quantificazione della dose di azoto da distribuire, dal momento che un eccesso di questo elemento comporta un riequilibrio della composizione botanica del prato a favore della graminacea. La presenza della medica, specie azotofissatrice, impedisce inoltre unesatta determinazione della dose di fertilizzante sulla base delle asportazioni, perch una quota pi o meno rilevante viene ricavata direttamente dallatmosfera. Allimpianto consigliabile anticipare una modesta quantit di azoto, non superiore alle 50 unit. Negli anni successivi si consigliano apporti annuali alla ripresa vegetativa compresi tra le 80 e le 150 unit: le dosi maggiori quando ci si attendono produzioni elevate e le graminacee costituiscono una parte rilevante della produzione (indicativamente il 50% della produzione del primo taglio).

Questo capitolo stato realizzato grazie alla collaborazione del Centro ricerche produzioni animali di Reggio Emilia.

140
I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Girasole - 2001

Girasole
VOCAZIONALIT
Ambiente pedologico. Il girasole non presenta particolari problemi, pu essere coltivato sia in terreni pesanti che in quelli sabbiosi, il cui limite rappresentato dalla disponibilit idrica. Per quanto riguarda la reazione predilige terreni sub-acidi, ma si pu adattare entro un ampio intervallo di valori (5,5-8). Relativamente alla salinit, la coltura moderatamente tollerante. Ambiente climatico. La temperatura minima in fase di germinazione non deve essere inferiore a 5 C ed al di sotto della temperatura di 10 C la germinazione procede lentamente. Se la temperatura scende al di sotto di -5 C le plantule emerse subiscono gravi danni. Tab. 1 - Valori ottimali dei parametri climatici per il girasole. nomico nelle lavorazioni del terreno. Il ristoppio della coltura pu determinare attacchi di sclerotinia; alcune successioni quali, ad esempio, soia-girasole o colza-girasole possono perpetuare diversi patogeni comuni al girasole.

GESTIONE DEL TERRENO


Lavorazioni. Occorre considerare le lavorazioni effettuate sulla precedente coltura e quindi il tipo di rotazione adottata, oltre alle caratteristiche del terreno in cui avviene la coltivazione del girasole. Tradizionalmente la preparazione del terreno avviene partendo da una aratura abbastanza profonda, per consentire migliori possibilit di approfondimento per la radice fittonante tipica di questa oleaginosa e, quindi, con pi garanzie di superamento degli stress idrici.

SEMINA
Scelta varietale. La produttivit di questa oleaginosa, in relazione allambiente di semina, tendenzialmente pi alta utilizzando variet relativamente pi tardive. Considerando che le variet che si adattano meglio allambiente emiliano-romagnolo hanno un ciclo colturale compreso tra 100 e 130 giorni (intervallo emergenza-maturazione), bene utilizzare le cultivar pi tardive per i terreni fertili di pianura e quelle pi precoci per le zone pi siccitose o di collina. In tabella 2 sono indicate le variet distinte in base al ciclo; per informazioni di maggiore dettaglio sulle caratteristiche delle singole variet si rimanda al testo integrale del disciplinare di produzione. Le sperimentazioni condotte in Emilia-Romagna indicano anche che le variet tardive raggiungono la maturazione in tempo utile per effettuare senza problemi la raccolta entro la met di settembre, anche se va sottolineato che negli ambienti regionali questa specie caratterizzata da risposte vegeto-produttive assai variabili nelle diverse annate.

PARAMETRI CLIMATICI

VALORI OTTIMALI

Temperatura media Temperatura minima Temperatura massima Umidit

19-21 C Maggiore di 15 C Minore di 30 C Medio-bassa

SUCCESSIONI COLTURALI
ammessa la sola rotazione quadriennale e lavvicendamento con cereali estivi o autunnovernini, oppure con colture da rinnovo. Non sono ammessi ristoppio e le seguenti successioni: colza/girasole, soia/girasole e fagiolo/girasole. La collocazione pi razionale del girasole quella sopra indicata. Con le colture da rinnovo, il girasole si avvantaggia sensibilmente, richiedendo un minor impegno eco-

141

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Tab. 2 - Variet di girasole consigliate per lEmilia-Romagna.

CICLO MEDIO-PRECOCE

CICLO MEDIO-TARDIVO

Nikil Isardo Ameril Gloriasol Hercules Pointer Flora

Forte Odil Bengal Griffon

Se le condizioni pedoclimatiche sono ottimali, il girasole non presenta particolari difficolt nellemergenza, che spesso veloce e regolare; occorre per prestare particolare attenzione alla profondit di semina, che deve essere molto omogenea, intorno ai 3-4 centimetri. Profondit superiori possono ridurre lemergenza, in particolare su terreni pesanti o con presenza di crosta superficiale. Le seminatrici da utilizzare sono quelle pneumatiche di precisione dotate degli appositi dischi da girasole. Distanza tra le file. Sono consigliate interfile di 75 centimetri, ma risultano idonee anche quelle a 45 centimetri. Le distanze pi elevate consentono di limitare i danni dovuti ad attacchi da malattie fungine e permettono di raggiungere i massimi livelli produttivi. Con uninterfila di 75 centimetri la distanza di semina pu variare dai 15 ai 20 centimetri a seconda dellepoca di semina e delle condizioni del terreno. Con questo tipo di spaziatura anche possibile impostare la lotta alle malerbe con un diserbo chimico localizzato lungo la fila in pre-emergenza, seguito da un controllo meccanico della infestazione in post-emergenza. Densit. Diverse prove sperimentali, volte ad individuare lottimale investimento di questa oleaginosa, hanno fornito indicazioni contrastanti. In linea di massima il girasole riesce a recuperare, almeno in parte, le fallanze che eventualmente si presentino nei seminati, sviluppando di pi le calatidi delle piante presenti. Non possibile fornire valutazioni definitive e generalizzabili circa il miglior investimento da adottare; in generale questo pu variare da un minimo di 4,5 fino ad un massimo di 7 piante/metro quadrato. Considerando una emergenza media dell80%, gli investimenti finali consigliati per variet a struttura tradizionale e il relativo numero di semi necessario per ottenerli sono indicate in tabella 3.

Caratteristiche importanti nella valutazione delle cultivar, oltre alla tolleranza alle avversit fungine, sono la resistenza allo stroncamento ed allettamento, nonch la fertilit della calatide. La produttivit infatti non correlata alla grandezza della calatide, ma dipende dal peso e dal numero totale di acheni prodotti. Ultimamente sono state poste in commercio variet ad alto contenuto di acido oleico, che dovrebbero spuntare un prezzo maggiore al quintale. Queste variet hanno per evidenziato risposte produttive non sempre equivalenti alle altre. Epoca e modalit. Lepoca ottimale di semina va definita in funzione delle caratteristiche climatiche e dellandamento meteorologico. Particolarmente importante la temperatura del suolo, che deve essere di almeno 5 C per permettere la germinazione, e di almeno 8-9 C per ottenere una rapida e soddisfacente emergenza. In linea di massima, quindi, la semina va effettuata prima di quella del mais. In pratica nelle condizioni climatiche della nostra regione essa pu avvenire dalla met di marzo in poi, anche se in condizioni sperimentali si sono ottenuti ottimi investimenti e rese produttive, con semine effettuate nei primi giorni di marzo. Anticipando troppo la semina si ottiene generalmente unemergenza irregolare e un lento sviluppo delle plantule, che possono essere sopravanzate dalle erbe infestanti. Indicativamente si consiglia la semina dal 15 di marzo in condizioni pedoclimatiche prevedibilmente siccitose e dal 25 di marzo in condizioni idriche migliori o in coltura irrigua.

Tab. 3 - Girasole: densit di semina consigliata in funzione dellambiente di coltivazione.

AMBIENTE DI COLTURA

EPOCA DI SEMINA

PIANTE (n/m2)

SEMI (n/m2)

142

Ambienti poveri, asciutti Ambienti fertili, irrigui

Precoce Media

5-6 6,5-7,5

6-7,5 8-9,5

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Girasole - 2001

FERTILIZZAZIONE
Dai dati riportati nella tabella 4 si vede che il girasole mediamente esigente in azoto e fosforo e presenta un fabbisogno complessivo elevato in potassio, anche se una cospicua parte di questo elemento si localizza nel fusto e ritorna quindi al terreno coi residui colturali. Fosforo e potassio. Non sono ammesse distribuzioni in copertura con concimi minerali che contengono questi elementi. Sulla base dei dati dellanalisi del terreno si possono verificare le tre ipotesi formulate nella parte generale e a queste si rimanda per il calcolo ed il comportamento da seguire. In particolare, non ammesso superare i seguenti quantitativi: Dotazione terreno scarsa P2O5: dose di mantenimento + arricchimento e comunque non oltre i 250 chilogrammi/ettaro; K2O: dose di mantenimento + arricchimento e comunque non oltre i 300 chilogrammi/ettaro. Dotazione terreno normale P2O5: dose pari al mantenimento e comunque non oltre i 150 chilogrammi/ettaro; K2O: dose pari al mantenimento e comunque non oltre i 200 chilogrammi/ettaro. Dotazione terreno elevata non ammessa la distribuzione di questi elementi. Per quanto riguarda gli apporti di fosforo si raccomanda la distribuzione localizzata alla semina che, rispetto a quella a pieno campo, consente un risparmio ed una migliore utilizzazione del concime. Operando in questo modo bisogna aver cura di evitare che i granuli di fertilizzante vadano a diretto contatto del seme e distribuire quantitativi non superiori alle 50-70 unit di P2O5. Azoto. Il quantitativo di azoto di cui ammessa la distribuzione equivale alla dose calcolata con il bilancio. Il periodo pi critico per la nutrizione azotata del girasole si verifica nelle prime fasi di sviluppo (dalla 3-4 foglia

Tab. 4 - Girasole: assorbimento teorico medio (kg/ha) dei principali elementi nutritivi in rapporto la produzione presunta (t/ha).
PRODUZIONE ACHENI (tonnellate/ettaro) 1,5 2,5 3,5 4,5

ELEMENTI NUTRITIVI

Azoto (N) Acheni Stocchi e calatidi Totale Potassio (K2O) Acheni Stocchi e calatidi Totale Fosforo (P2O5) Acheni Stocchi e calatidi Totale

45 30 75 22 124 146 20 9 29

75 50 125 36 207 243 33 14 47

105 70 170 51 290 341 47 20 67

135 90 225 66 372 438 60 26 86

alla piena fioritura). In questa fase un adeguato assorbimento di azoto consente un ottimale sviluppo della superficie fogliare e, indirettamente, un aumento del numero di acheni per calatide. Successivamente, dopo la fioritura, lassorbimento dellazoto rallenta ed avviene in prevalenza ad opera del fittone, che in grado di accedere con una certa facilit alle riserve azotate del terreno anche a ragguardevole profondit. Il girasole viene considerato una pianta capace di ben sfruttare le riserve azotate del suolo e del sottosuolo. In condizioni ottimali per lo sviluppo della coltura un eccesso di disponibilit azotate favorisce la crescita in altezza del fusto (piante filanti) e, specie se linvestimento elevato, pu predisporre la coltura a stroncamenti ed allettamenti. Tenendo presente quanto sopra detto e che numerose risultanze sperimentali hanno indicato una debole risposta del girasole alle concimazioni azotate, opportuno contenere gli apporti di questo elemento. Con dose di azoto maggiore di 50 kg/ha, si distribuisce una quota alla semina (max 50 kg/ha) e il rimanente in copertura; con dose di azoto minore di 50 kg/ha, si effettua ununica distribuzione a pieno campo oppure nelle prime fasi di sviluppo della coltura (3-4 foglie vere).

143

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

La localizzazione in copertura sempre consigliata. Ammendanti organici. Al girasole si attribuisce buona capacit di utilizzare gli ammendanti organici. Per il loro uso fare riferimento alla parte generale. Coefficiente tempo. Per il girasole, il coefficiente tempo (vedi riquadro a pag. 10), uguale a 0,75.
S

Tab. 6 - Volume massimo di irrigazione (millimetri).

A 10 15 20 25

R 30

G 35

I 40

L 45

L 50

A 55

% 60 65 70

IRRIGAZIONE
La coltura del girasole, pur rispondendo agronomicamente in maniera soddisfacente allirrigazione, tuttavia spesso non raggiunge incrementi di resa che giustifichino tale pratica sotto il profilo economico. Si consiglia pertanto, ove possibile, di concentrare lintervento irriguo ( bene non eseguire pi di una irrigazione allanno) nel periodo compreso tra la comparsa della calatide e la fioritura e comunque ad esclusivo carattere di soccorso. Il volume di adacquamento massimo che opportuno non superare in funzione del tipo di terreno riportato nella tabella 6, tenendo conto degli apporti derivanti dalle piogge che si verificano nel periodo della coltura. In terreni con falda estiva inferiore ai due metri di profondit consigliato non irrigare. Per tutti gli altri aspetti connessi alla pratica irrigua (turni, volumi, ecc.) si rimanda al capitolo specifico della parte generale (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura), ricordando che limpianto irriguo consigliato per il girasole quello mobile a pioggia.

A B B I A

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

61 59 56 54 51 48 46 43 40 38 35 33 30 27 25

62 60 57 55 52 49 47 44 41 39 36 33 31 28 26

62 61 58 55 53 50 48 45 42 40 37 34 32 29 26

63 62 59 56 54 51 48 46 43 41 38 35 33 30 27

63 63 60 57 55 52 49 47 44 41 39 36 33 31 28

64 63 61 58 55 53 50 48 45 42 40 37 34 32

64 64 62 59 56 54 51 48 46 43 41 38 35

65 65 63 60 57 55 52 49 47 44 41 39

65 66 63 61 58 56 53 50 48 45 42

66 67 64 62 59 56 54 51 49 46

66 68 65 63 60 57 55 52 49

67 69 66 64 61 58 56 53

67 70 67 64 62 59 57

Tab. 7 - Fenofase 1: semina - turno (giorni)

Non irrigare, salvo diversa indicazione dei bollettini provinciali ed utilizzando i seguenti volumi: terreno sciolto = 19,0 millimetri terreno medio impasto = 21,0 millimetri terreno argilloso = 23,0 millimetri

Tab. 5 - Girasole: restituzione idrica giornaliera per fenofase.

Tab. 8 - Fenofase 2: emergenza - turno (giorni)

FASE FENOLOGICA

DATA

RESTITUZIONE IDRICA GIORNALIERA (m3/ha)

COEFFICIENTI COLTURALI (Kc)

Semina Emergenza Comparsa calatide Fioritura Allegagione

25/3-14/4 15/4-4/6 5/6-30/6 1/7-14/7 15/7

1,3 3,1 5,4 4,7

0,5 0,8 1,2 1,0

Non irrigare, salvo diversa indicazione dei bollettini provinciali ed utilizzando i seguenti volumi: terreno sciolto = 19,0 millimetri terreno medio impasto = 21,0 millimetri terreno argilloso = 23,0 millimetri

144

N.B.: concentrare lintervento irriguo (di soccorso) nella fenofase 3.

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Girasole - 2001

Tab. 9 - Fenofase 3: comparsa calatidi - turno (giorni).

A 10 15 20 25

R 30

G 35

I 40

L 45

L 50

A 55

% 60 65 70

S A B B I A

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

14 13 13 12 11 11 10 10 9 8 8 7 7 6 6

14 13 13 12 12 11 10 10 9 9 8 7 7 6 6

14 13 13 12 12 11 11 10 9 9 8 8 7 6 6

14 14 13 13 12 11 11 10 10 9 8 8 7 7 6

14 14 13 13 12 12 11 10 10 9 9 8 7 7

14 14 14 13 12 12 11 11 10 9 9 8 8 7

14 14 14 13 13 12 11 11 10 10 9 8 8

14 14 14 13 13 12 12 11 10 10 9 9

15 15 14 14 13 12 12 11 11 10 9

15 15 14 14 13 13 12 11 11 10

15 15 15 14 13 13 12 12 11

15 15 15 14 14 13 12 12

15 15 15 14 14 13 13

Al fine di stimolare lemergenza delle infestanti, preparare con un certo anticipo il letto di semina e quindi intervenire con uno dei prodotti indicati o, specie nei terreni sabbiosi, con una leggera sarchiatura. Tale intervento consentir di ridurre sensibilmente il potenziale di malerbe. In pre-emergenza si raccomanda di intervenire con trattamenti localizzati sulla fila (bande di circa 25 centimetri) con uno dei prodotti indicati in tabella o con loro miscele, in funzione delle malerbe presenti. Il completamento del diserbo chimico pu essere effettuato con operazioni di sarchiatura e fresature dellinterfila consigliabili in corrispondenza della distribuzione dellazoto in copertura, cos che si possa convenientemente interrarlo. Inoltre le operazioni di sarchiatura devono essere sempre tempestive, per evitare danneggiamenti allapparato radicale del girasole, che quello che ne permette un adeguato ancoraggio al terreno.

DIFESA
Nella specifica tabella che sar pubblicata nel supplemento n. 9/2001 ad Agricoltura, dedicato alla sintesi dei disciplinari per diserbo e difesa, saranno riportati i prodotti e le modalit duso ammessi per la difesa integrata del girasole. Le modalit di distribuzione. Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura) vengono riportati i volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione per trattamenti fitosanitari per girasole. Volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione su girasole: 400 litri/ettaro.

Tab. 10 - Fenofase 4: fioritura - turno (giorni).

A 10 15 20 25

R 30

G 35

I 40

L 45

L 50

A 55

% 60 65 70

S A B B I A

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

32 31 30 28 27 25 24 23 21 20 19 17 16 14 13

32 31 30 29 27 26 25 23 22 20 19 18 16 15 13

33 32 31 29 28 26 25 24 22 21 19 18 17 15 14

33 32 31 30 28 27 25 24 23 21 20 19 17 16 14

33 33 32 30 29 27 26 25 23 22 20 19 18 16 15

34 33 32 31 29 28 26 25 24 22 21 19 18 17

34 34 32 31 30 28 27 26 24 23 21 20 19

34 34 33 32 30 29 27 26 25 23 22 20

34 35 33 32 31 29 28 26 25 24 22

35 35 34 32 31 30 28 27 26 24

35 36 34 33 32 30 29 27 26

35 36 35 33 32 31 29 28

36 37 35 34 33 31 30

RACCOLTA
Per individuare il momento ottimale di raccolta si fa riferimento allaspetto esteriore della pianta ed allumidit posseduta dagli acheni. Le piante devono avere la calatide completamente disseccata. Il fusto pu rimanere parzialmente verde. La percentuale di umidit degli acheni deve essere intorno al 10% (il 9% lumidit commerciale di riferimento). Per la raccolta si possono usare mietitrebbiatrici da frumento opportunamente regolate. raccomandabile sostituire la piattaforma di taglio con apposite testate da girasole.

DISERBO
Nella specifica tabella che sar pubblicata nel supplemento n. 9/2001 ad Agricoltura, dedicato alla sintesi dei disciplinari per diserbo e difesa,saranno elencati i prodotti e le modalit duso ammessi per il diserbo del girasole.

145

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Mais
VOCAZIONALIT
In assenza di disponibilit idriche sufficienti a consentire almeno due interventi irrigui si sconsiglia la coltivazione del mais. Ambiente pedologico. necessario disporre di informazioni sulle caratteristiche pedologiche dellarea di coltivazione per controllare se esse rispondono alle esigenze della specie (tab. 1). Tab. 1 - Valori ottimali dei parametri pedologici per il mais. Tab. 2 - Valori ottimali dei parametri climatici.

PARAMETRI PEDOLOGICI

VALORI (C)

Temperature per la crescita minima massima minima in germinazione (semina) Umidit

24-30 10 32 8 Medio-alta

PARAMETRI PEDOLOGICI

VALORI

Profondit utile Drenaggio Tessitura Indici dincrostamento pH Calcare attivo Salinit

Maggiore di 0,5 metri Buono Franca; Franco-argillosa; Franco-sabbiosa Basso: minore di 1,2 6,17,8 Inferiore al 10% Non salino

Ambiente climatico. Si riportano in tabella 2 i valori ritenuti ottimali per alcuni parametri climatici. Il processo di germinazione si avvia con temperature superiori a 8 C, mentre fortemente danneggiato da valori inferiori. Lo sviluppo della pianta ritardato da temperature che scendono sotto i 15 C. A temperature vicine o inferiori a 10 C la pianta si trova in uno stato di inerzia.

siche, effetti negativi sulla struttura del terreno, diffusione delle infestanti resistenti ai diserbanti e dei patogeni, soprattutto quelli responsabili dei marciumi dello stocco e della spiga. Lavvicendamento, in particolare, impedisce laffermazione della cosiddetta flora avventizia di sostituzione , il cui controllo con erbicidi diviene via pi problematico. Lavvicendamento con un cereale vernino favorisce inoltre la mineralizzazione dellazoto nel terreno, consentendo in tal modo di ridurre gli apporti di azoto chimico. Per questi motivi il ristoppio sconsigliabile, ad eccezione dei terreni sciolti, dove proponibile per un massimo di tre anni. La successione consigliata pone invece il mais dopo i cereali autunno-vernini o dopo leguminose annuali o poliennali. Per ottenere la copertura invernale del terreno dopo arature estive o autunnali bene, ad esclusione dei terreni argillosi (argilla inferiore al 35%), far precedere il mais da erbai intercalari a semina autunnale o da colture di copertura da sovescio (cover crops).

SUCCESSIONI COLTURALI
Il mais non presenta problemi di ristoppio, per cui possibile anche la monosuccessione. Tuttavia lavvicendamento colturale una pratica necessaria al fine di evitare, in terreni difficili per condizioni fi-

GESTIONE DEL TERRENO


Sistemazioni. In relazione al tipo di terreno si consiglia di porre particolare attenzione alle sistemazioni, al fine di consentire un efficace sgrondo delle acque in eccesso.

146

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Mais - 2001

In terreni pesanti occorre prevedere fossi di scolo lungo le testate e scoline laterali; queste ultime possono essere evitate se il terreno dotato di drenaggio sotterraneo. Particolare attenzione va posta nei terreni poco permeabili, per evitare inconvenienti in fase di raccolta. Lavorazioni. Riducendo lintensit di lavorazione, diminuisce limpegno energetico, ma aumentano le difficolt di controllo delle malerbe. La lavorazione raccomandata consiste in una ripuntatura, seguita o combinata con una lavorazione leggera non superiore a 30 centimetri di profondit; tali operazioni sono da eseguire nellestate o nellautunno precedente. consigliata una lavorazione primaverile leggera quando la coltura segue un erbaio intercalare autunno-vernino, una cover crop o un medicaio, tenuto conto anche della natura del terreno in cui si opera. Prima della semina si dovranno effettuare apposite lavorazioni superficiali per garantire lamminutamento del terreno.

superiore alla media di campo nelle media delle prove nazionali coordinate dallIstituto Sperimentale per la Cerealicoltura. Per la produzione di trinciato si consigliano gli ibridi indicati per la granella e quelli risultati superiori alla media di campo, nelle specifiche prove nazionali per trinciato. Sono consigliati anche i mais di qualit (vitrei, semivitrei e a granella bianca) che, pur non ottenendo rilevanti risultati produttivi, compensano la ridotta produzione con migliori caratteristiche qualitative e commerciali. Per i mais speciali (waxy, opachi, oleaginosi, pop-corn, ecc.) si rimanda invece agli specifici contratti di coltivazione indispensabili per avviare convenientemente tali colture. Tab. 3 - Mais: scelta della classe di precocit in funzione dellepoca di semina e del terreno.
TERRENI Sabbiosi Argillosi

DESTINAZIONE ED EPOCA DI SEMINA

SEMINA
Scelta varietale. Per questa scelta (tab. 3), come primo passo occorre individuare la classe di precocit degli ibridi da impiegare secondo i seguenti criteri. Non consigliabile limpiego di ibridi a ciclo eccessivamente lungo con epoche di semina ritardate per non rischiare di raccogliere il prodotto in epoca troppo tardiva e, quindi, con elevata probabilit di scarsa portanza del terreno e conseguenti danni alle caratteristiche fisiche dello stesso. In terreni argillosi o che comunque risentano spesso degli inconvenienti sopra citati, si consiglia di optare per le classi pi brevi. Si sconsiglia, inoltre, di impiegare ibridi a ciclo troppo breve con epoca di semina precoci, in quanto ci non permetterebbe di sfruttare nel modo migliore il tempo utile per la coltura e lascerebbe inutilmente scoperto il terreno a causa di raccolte eccessivamente anticipate. In casi particolari, per specifici e documentati problemi ambientali o di organizzazione aziendale, sono consigliabili cicli pi brevi, mai comunque inferiori alla classe FAO 300. Per la produzione di granella gli ibridi consigliati sono quelli che negli anni precedenti sono risultati di produttivit

Granella 1 epoca di semina (aprile) Semina ritardata (maggio) 2 epoca di semina (giugno) Foraggio 1 epoca di semina (aprile) Semina ritardata (maggio) 2 epoca di semina (giugno)

FAO 600 FAO 500 FAO 400 FAO 700 FAO 600 FAO 500

FAO 500 FAO 400 FAO 300 FAO 600 FAO 500 FAO 400

Epoca di semina. In linea di massima si dovranno evitare semine troppo anticipate; nella parte orientale dellEmiliaRomagna le semine potranno iniziare a partire dal 10 aprile, in quella occidentale dal 15 aprile. In terreni sciolti si potr anticipare tali date di 3 giorni, nei terreni argillosi si dovranno ritardare di 5 giorni. Per identificare meglio il momento ottimale per la semina, in relazione allandamento meteorologico, si consiglia di fare riferimento ai bollettini tecnici dei comitati provinciali di coordinamento dei servizi di sviluppo agricolo. Densit. Sono consentite interfile variabili da 45 a 75 centimetri in funzione dei cantieri aziendali di semina e raccolta. Le densit consigliate, per semine con file a 75 centimetri, sono indicativamente riportate nella tabella 4. Per ottenere tali densit di piante si consiglia di impiegare fino al

147

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

15% in pi di semi, in funzione dellepoca di semina e delle difficolt di emergenza che caratterizzano il terreno (tab. 5). Se si restringe linterfila a 45-50 centimetri si pu ragionevolmente aumentare la densit fino ad un massimo del 10%. Tab. 4 - Densit di semina consigliate in funzione della destinazione della coltura e della classe di maturazione dellibrido.

Fosforo e potassio Non sono ammesse distribuzioni in copertura con concimi minerali che contengono questi elementi. Sulla base dei dati dellanalisi del terreno si possono verificare le tre ipotesi formulate nella parte generale e a queste si rimanda per il calcolo ed il comportamento da seguire. In particolare, non ammesso superare i seguenti quantitativi: Dotazione terreno scarsa P2O5: dose di mantenimento + arricchimento e comunque non oltre i 250 chilogrammi ettaro; K2O: dose di mantenimento + arricchimento e comunque non oltre i 300 chilogrammi ettaro. Dotazione terreno normale P2O5: dose pari al mantenimento e comunque non oltre i 150 chilogrammi ettaro; K2O: dose pari al mantenimento e comunque non oltre i 200 chilogrammi ettaro. Dotazione terreno elevata non ammessa la distribuzione di questi elementi.

DESTINAZIONE

1 EPOCA (piante/m2)

2 EPOCA (piante/m2)

Granella Classe FAO 300 Classe FAO 400 Classe FAO 500 Classe FAO 600 Trinciato Classe FAO 400 Classe FAO 500 Classe FAO 600 Classe FAO 700

7,2 6,9 6,7 8,0 7,7 7,2

6,7 6,5 7,2 6,9

Tab. 5 - Densit di semina (numero di semi/m2) da realizzare per ottenere linvestimento finale desiderato in funzione delle condizioni del terreno.
CONDIZIONI DI SEMINA OTTIMALE (semi/m2) MEDIA (semi/m2) DIFFICILI (semi/m2)

DENSIT FINALE (piante/m2)

Tab. 6 - Mais da granella: assorbimento teorico medio (kg/ha) dei principali elementi nutritivi in rapporto la produzione presunta (t/ha).
PRODUZIONE GRANELLA (tonnellate/ettaro) 8 9 10 11 12

6,5 6,7 6,9 7,2 7,7 8,0 8,4 8,8

6,9 7,2 7,4 7,7 8,2 8,6 9,0 9,4

7,2 7,4 7,6 7,9 8,5 8,8 9,2 9,7

7,5 7,7 7,9 8,3 8,9 9,2 9,5 9,9

ELEMENTI NUTRITIVI

FERTILIZZAZIONE
Per calcolare i fabbisogni nutritivi della coltura necessario conoscere quanto viene asportato in funzione della produzione che si presume di ottenere (tabb. 6 e 7).

148

Azoto (N) Granella Stocchi e foglie Totale Potassio (K2O) Granella Stocchi e foglie Totale Fosforo (P2O5) Granella Stocchi e foglie Totale

120 58 178 32 134 166 56 19 75

135 65 200 36 151 187 63 22 85

150 72 222 40 168 208 70 24 94

165 79 244 44 185 229 77 26 103

180 86 266 48 202 250 84 29 113

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Mais - 2001

Tab. 7 - Mais da trinciato: assorbimento teorico medio (kg/ha) dei principali elementi nutritivi in rapporto la produzione presunta (t/ha).
PRODUZIONE TRINCIATO (tonnellate/ettaro) 30 40 50 60 70

IRRIGAZIONE
Si consiglia, dove possibile, di concentrare gli interventi irrigui nel periodo immediatamente antecedente la fioritura maschile ed in quello tra la fine della fioritura maschile ed il completo imbrunimento delle sete. Il volume irriguo massimo consentito di 110 millimetri/anno. Limpianto irriguo consigliato quello mobile a pioggia. Nei terreni sciolti sospendere le irrigazioni alla fine della maturazione lattea; in tutte le altre situazioni possibile anticipare la fine della stagione irrigua. Per definire pi precisamente il momento in cui sospendere gli interventi irrigui si consiglia di fare riferimento ai bollettini tecnici dei comitati provinciali di coordinamento dei servizi di sviluppo agricolo. Le indicazioni relative ai volumi di adacquamento e ai turni irrigui riportate nelle tabelle 8, 9, 10, 11, 12 e 13 vanno utilizzate secondo le norme riportate nella parte generale delle sintesi dei disciplinari (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura). Si consiglia comunque di concentrare gli interventi irrigui nelle fenofasi 4 e 5.

ELEMENTI NUTRITIVI

Azoto (N) Fosforo (P2O5) Potassio (K2O)

111 48 105

148 64 140

185 80 175

222 96 210

259 112 245

Azoto. Il calcolo della quantit di azoto da distribuire viene fatto sulla base di un bilancio (vedi parte generale delle sintesi dei disciplinari, nel supplemento n. 7/2001 di Agricoltura). La concimazione azotata deve essere effettuata o in presenza della coltura o immediatamente prima della semina. Non si ammette in presemina una distribuzione superiore al 30% dellintero fabbisogno e comunque non superiore ai 50 kg/ha di azoto. La restante quota potr essere distribuita in uno o pi interventi in copertura entro la fase di inizio levata della coltura. Quando la dose da applicare in copertura supera i 100 chilogrammi/ettaro, per evitare consistenti fenomeni di lisciviazione lintervento di concimazione dovr essere obbligatoriamente frazionato in due distinti apporti. Ammendanti organici. Fatto salvo quanto indicato nella parte generale (vedi supplemento n. 7 di Agricoltura), al mais, come a molte colture da rinnovo, si attribuiscono ottime capacit di utilizzare ammendanti organici e liquami in particolare. Per le modalit dimpiego di tali prodotti e le relative quantit si dovr comunque tenere conto delle norme riportate nella parte generale. Per il liquame sono ammessi gli interventi in autunno solamente se viene programmata la coltivazione di erbai intercalari o di colture di copertura (cover crops). Coefficiente tempo. Per il mais, il coefficiente tempo (vedi riquadro a pag. 10), uguale a 0,75.

Tab. 8 - Mais: restituzione idrica giornaliera per fase fenologica.

FASE FENOLOGICA

DATA

RESTITUZIONE IDRICA GIORNO (m3/ha)

COEFFICIENTE COLTURALE (Kc)

Semina 6 foglia Levata Emissione pennacchio Imbrunimento sete Fine maturazione lattea

1/4-13/5 14/5-1/6 2/6-29/6 30/6-30/7 31/7-15/8 16/8

0,9 1,8 3,3 5,6 3,5

0,4 0,6 0,8 1,2 0,8

149

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Tab. 9 - Fenofase 1 e 2: semina - 6 a foglia - turno


Non irrigare salvo diversa indicazione dei bollettini provinciali ed utilizzando i seguenti volum: terreno sciolto = 19,0 millimetri terreno medio impasto = 21,0 millimetri terreno argilloso = 23,0 millimetri

Tab. 10 - Fenofase 3: levata-turno (giorni).

Tab. 11 - Fenofase 4: emissione pennacchio - turno (giorni).


A R 25 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

A 10 15 20 25

R 30

G 35

I 40

L 45

L 50

A 55

% 60 65 70 10 15 20

S A B B I A

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

17 16 15 15 14 13 12 12 11 10 10 9 8 7 7

17 16 15 15 14 13 13 12 11 10 10 9 8 8 7

17 16 16 15 14 14 13 12 11 11 10 9 9 8 7

17 17 16 15 15 14 13 12 12 11 10 10 9 8 7

17 17 16 15 15 14 13 13 12 11 10 10 9 8 8

17 17 16 16 15 14 14 13 12 11 11 10 9 9

17 17 17 16 15 15 14 13 12 12 11 10 10

18 18 17 16 16 15 14 13 13 12 11 11

18 18 17 16 16 15 14 14 13 12 11

18 18 17 17 16 15 15 14 13 12

18 18 18 17 16 16 15 14 13

18 19 18 17 16 16 15 14

18 19 18 17 17 16 15

S A B B I A

0 10 10 10 10 10 10 10 10 10 5 9 10 10 10 10 10 10 10 11 10 9 9 9 9 10 10 10 10 10 15 9 9 9 9 9 9 9 10 10 20 8 8 8 9 9 9 9 9 9 25 8 8 8 8 8 8 9 9 9 30 7 7 8 8 8 8 8 8 8 35 7 7 7 7 7 8 8 8 8 40 6 7 7 7 7 7 7 7 8 45 6 6 6 6 7 7 7 7 7 50 6 6 6 6 6 6 6 7 7 55 5 5 5 6 6 6 6 6 60 5 5 5 5 5 5 6 65 4 4 5 5 5 5 70 4 4 4 4 4

11 11 10 10 9 9 9 8 8 7

11 11 10 10 10 9 9 8 8

11 11 11 10 10 9 9 8

11 11 11 10 10 9 9

Tab. 12 - Fenofase 5: imbrunimento sete - turno (giorni).


A 10 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

Tab. 13 - Volume massimo di irrigazione (millimetri).

A 10 15 20 25

R 30

G 35

I 40

L 45

L 50

A 55

% 60 65 70

S A B B I A

150

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

16 15 14 14 13 12 12 11 10 10 9 8 8 7 6

16 15 15 14 13 13 12 11 11 10 9 9 8 7 7

16 15 15 14 13 13 12 11 11 10 9 9 8 7 7

16 16 15 14 14 13 12 12 11 10 10 9 8 8 7

16 16 15 15 14 13 13 12 11 11 10 9 9 8 7

16 16 16 15 14 13 13 12 11 11 10 9 9 8

16 16 16 15 14 14 13 12 12 11 10 10 9

17 17 16 15 15 14 13 13 12 11 11 10

17 17 16 16 15 14 14 13 12 11 11

17 17 16 16 15 14 14 13 12 12

17 17 17 16 15 15 14 13 13

17 18 17 16 16 15 14 14

17 18 17 16 16 15 14

S A B B I A

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

54 53 50 48 46 43 41 38 36 34 31 29 27 24 22

55 53 51 49 46 44 42 39 37 35 32 30 27 25 23

56 54 52 49 47 45 42 40 38 35 33 31 28 26 24

56 55 53 50 48 46 43 41 39 36 34 31 29 27 24

57 56 53 51 49 46 44 42 39 37 35 32 30 28 25

57 57 54 52 50 47 45 42 40 38 35 33 31 28

58 57 55 53 50 48 46 43 41 39 36 34 32

58 58 56 54 51 49 46 44 42 39 37 35

58 59 57 54 52 50 47 45 43 40 38

59 60 57 55 53 50 48 46 43 41

59 61 58 56 54 51 49 47 44

60 61 59 57 54 52 50 47

60 62 60 58 55 53 50

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Mais - 2001

CURE COLTURALI
Durante la fase di levata della coltura viene consigliata leffettuazione di due interventi di sarchiatura. Il secondo intervento pu essere abbinato o sostituito da rincalzatura oppure evitato a seconda delle condizioni climatiche e dello stadio vegetativo del mais. Le concimazioni in copertura dovranno comunque essere sempre abbinate agli interventi di sarchiatura per provvedere tempestivamente allinterramento dei fertilizzanti.

Elateridi. Si ricorda i rischi di attacco sono proporzionati alle difficolt di drenaggio e al conseguente ristagno di umidit del terreno e che sconsigliato coltivare il mais in successione alla medica ed al prato. obbligatorio utilizzare le trappole specifiche posizionate nelle testate degli appezzamenti secondo il numero riportato nella parte generale (vedi supplemento n.7/2001 di Agricoltura). Le modalit di distribuzione. Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale, vengono riportati i volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione per trattamenti fitosanitari per mais. Volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione su mais: 400 litri/ettaro.

DISERBO
Nella specifica tabella che sar pubblicata supplemento n. 9/2001 di Agricoltura , dedicato alle sintesi dei disciplinari di produzione per il diserbo e la difesa fitosanitaria, saranno riportati i prodotti e le modalit di impiego ammessi per il diserbo del mais. Per stimolare lemergenza delle infestanti, preparare con un certo anticipo il letto di semina e quindi intervenire con uno dei prodotti indicati nella tabella sopra indicata o, specie nei terreni sabbiosi, con una leggera sarchiatura. Tale intervento consentir di ridurre sensibilmente il potenziale di malerbe. In pre-emergenza buona norma intervenire con uno dei prodotti indicati in tabella, o con loro miscele, in funzione delle malerbe presenti, con trattamenti localizzati sulla fila (bande di circa 25 centimetri). In post-emergenza integrare il trattamento in pre-semina o in pre-emergenza, scegliendo i prodotti in funzione delle malerbe presenti. Si consiglia di alternare negli anni limpiego dei diversi formulati. In caso di infestazioni localizzate, trattare solo quelle parti del campo in cui si evidenziano specifici problemi di infestazione.

RACCOLTA
L epoca e le modalit di raccolta variano in funzione della destinazione della coltura. Granella La granella pu essere raccolta allo stato umido, con circa il 25-30% di umidit, e quindi conservata in silos, oppure, con umidit inferiore e successivamente essiccata prima o dopo il conferimento sino a valori inferiori al 15,5% (umidit commerciale di riferimento). In questultimo caso si consiglia di raccogliere con umidit non superiore al 25%. Per la produzione di trinciato integrale (silomais) si interviene alla maturazione cerosa della granella con macchine falcia-trincia-caricatrici trainate o semoventi. Al fine di ottimizzare il processo di insilamento si raccomanda di regolare la lunghezza di trinciatura su valori prossimi a 1 centimetro. Per individuare lapprossimarsi del momento ideale per la raccolta si pu fare riferimento allaspetto esteriore della pianta: foglie sotto la spiga parzialmente essiccate, brattee della spiga leggermente ingiallite, granella lucida con dentatura pronunciata e consistenza cerosa, scalfibile con lunghia. Per definire precisamente il momento ideale per la raccolta occorre invece determinare il tenore in sostanza secca della pianta: si consiglia la raccolta con tenori di sostanza secca compresi tra il 35 e il 37%. Alla raccolta le piante devono comunque presentarsi sane ed ancora vitali, ossia con lo stocco e tutte le foglie sopra la spiga ancora completamente verdi.

DIFESA
Nella specifica tabella che sar pubblicata nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura , dedicato alle sintesi dei disciplinari di produzione per il diserbo e la difesa fitosanitaria, saranno riportati i prodotti e le modalit di impiego ammessi per la difesa contro le avversit del mais.

151

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Insilato Parlando oggi di mais da foraggio, si fa riferimento allerbaio in coltura rada per la produzione di silomais. Dal punto di vista della qualit dellinsilato di mais ceroso per essere considerato un buon silomais deve possedere i seguenti requisiti: * essere ben conservato, nel senso di non presentare ammuffimenti; * non essere contaminato da terra; * possedere un buon livello energetico. I primi due punti sono del tutto ovvii; del resto essi non sono tanto frutto di scelte strategiche, quanto il risultato di un corretto comportamento tecnico sempre auspicabile. Per il terzo punto necessario precisare che tra i diversi parametri qualitativi del foraggio (tenore energetico, proteico, salino, vitaminico, ecc.), il contenuto calorico rappresenti il termine pi qualificante in quanto esso, pi di ogni altro, influenza sia le performance animali, che il costo di alimentazione. Sarebbe perci opportuno privilegiare le scelte che determinano il pi alto livello energetico del foraggio e cio massimizzare il contenuto di U.F . (unit foraggere) per chilogrammo di sostanza secca. Si deve tuttavia far presente che per realizzare il suddetto obiettivo occorre adottare scelte tecniche che deprimono la produzione di sostanza secca (bassa densit di semina, ibridi a taglia relativamente bassa, raccolta allo stadio fenologico di maturazione latteo-cerosa, raccolta eseguita a 5070 centimetri di altezza dal suolo); per cui per massimizzare le U.F . per unit di sostanza secca giocoforza rinunciare a massimizzare le U.F . per unit di superficie. INDICAZIONI PER L INSILATO Tagliare le piante ad almeno 15-20 centimetri da terra Impiegare una lunghezza di trinciatura non superiore a 1 centimetro Ultimare il silo in massimo sei giorni Comprimere adeguatamente il foraggio Isolare scrupolosamente la massa dallambiente Non impiegare additivi Prevedere un prelievo giornaliero di almeno 10 centimetri sullintero fronte di taglio Non entrare nel silo con pneumatici imbrattati di terra

152

Dal punto di vista dellimprenditore non ben chiaro quale delle due ipotesi sia la pi conveniente: tutto dipender infatti dalle condizioni di mercato. Si pu affermare che negli ultimi 20-25 anni sono state nettamente pi frequenti le situazioni in cui risultato pi vantaggioso massimizzare le U.F. per unit di superficie. Peraltro non si vedono, in questo ambito, motivi di tutela ambientale che possano interagire con le scelte dellimprenditore. Qualunque sia la scelta operata in relazione allaltezza di raccolta standard o alta deve essere fatta salva la condizione di ridurre al minimo la contaminazione del foraggio con terra per cui, in condizioni ordinarie, non si dovr mai scendere al di sotto di unaltezza di taglio pari a 15-20 centimetri dal suolo. La lunghezza di trinciatura influenza la capacit di lavoro della macchina operatrice, la comprimibilit del foraggio in silo e la risposta degli animali. Circa i primi due punti, pi si taglia corto minore il rendimento della macchina e meglio si comprime il foraggio. Per quanto riguarda la risposta degli animali si rilevano elementi contraddittori: pi fine il foraggio e meglio viene digerito, ma meno efficiente si rivela ai fini della motilit ruminale. Il miglior compromesso tra le diverse esigenze si realizza con una lunghezza di trinciatura di circa 1 centimetro. Il mais ceroso un foraggio molto facile da insilare, in quanto presenta una composizione chimica particolarmente idonea affinch si possa instaurare la fermentazione lattica. Lobiettivo che si deve pertanto porre il foraggicoltore di ridurre al minimo la fase aerobica, dalla cui durata dipendono le perdite di respirazione le quali, come ben noto, rappresentano la gran parte delle perdite complessive di conservazione. Le perdite di respirazione iniziano con la raccolta e terminano poco dopo la chiusura del silo con film di polietilene. perci evidente lesigenza di eseguire le operazioni di raccolta del foraggio e di allestimento del silo nel modo pi celere possibile, di non utilizzare silo di dimensioni eccessive rispetto alle potenzialit di lavoro del cantiere di raccolta, di comprimere adeguatamente il foraggio e di isolare scrupolosamente la massa dallambiente. La dimensione del fronte di taglio dovr anchessa rispondere a precisi requisiti di dimensionamento. infatti auspicabile che, per evitare un eccessivo deterioramento del foraggio, si possa

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Mais - 2001

estrarre dal silo uno strato giornaliero di almeno 10-15 centimetri, il che significa che se un silo viene utilizzato per tutto lanno dovr essere lungo almeno 40-50 metri. Da sottolineare inoltre linopportunit di effettuare dei

trattamenti allinsilamento con prodotti particolari: inoculi batterici, acidificanti, sostanze zuccherine. Tali trattamenti infatti aggravano i costi del foraggio, senza fornire alcun tangibile beneficio e quindi non sono consigliati.

153
I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Soia
VOCAZIONALIT
Ambiente pedologico. La soia pu essere coltivata sia in terreni pesanti, sia in terreni sabbiosi. In questultimo caso il limite di coltivazione rappresentato dalla disponibilit idrica. Per quanto riguarda la reazione del terreno, la coltivazione pu avvenire entro un ampio intervallo di valori, da 5,5 a 8, senza nessun problema. La coltura moderatamente tollerante alla salinit. Se ne sconsiglia la coltivazione in terreni che contengono pi del 15% di calcare attivo. Ambiente climatico. I valori ritenuti ottimali per i parametri climatici considerati sono riportati in tabella n 1. La temperatura ottimale per la germinazione di 18-20 C e comunque in tale fase non deve scendere sotto i 7,5 C. Nelle fasi successive la crescita viene rallentata da temperature di 8-10C, ma in fioritura abbassamenti al di sotto dei 10 C provocano danni alla coltivazione. Tab. 1 - Valori ottimali dei parametri climatici.

PARAMETRI CLIMATICI

VALORI OTTIMALI

Temperatura media Temperatura minima Temperatura massima Umidit

19 21 C Maggiore di 8-10 C Inferiore a 30 C Valori medi

to. La preparazione del terreno pu avvenire secondo modalit tradizionali, utilizzando la minima lavorazione o anche la semina su sodo; per quanto concerne il dettaglio sulluso di queste tecniche si rimanda allo specifico capitolo riportato nella parte generale dei disciplinari di produzione integrata).

SEMINA
Scelta varietale. Esperienze realizzate in Emilia-Romagna indicano che le migliori variet appartengono al gruppo di maturazione 1 e 1+. Sinteticamente la scelta della classe di maturazione da impiegare deve seguire i criteri seguenti: 1 epoca di semina (aprile-maggio): gruppo di maturazione 1 e 1+; 2 epoca di semina (giugno-inizio luglio): gruppo di maturazione 0+ e 1. Non invece consigliabile lutilizzo di cultivar tardive, appartenenti al gruppo di maturazione 2 e oltre. Queste variet, oltre a non consentire di raggiungere generalmente le produzioni pi elevate, presentano problemi durante la raccolta, quali leccessiva massa vegetativa, la presenza di piante molto alte che tendono quindi ad allettare, una umidit del seme troppo elevata a causa del ciclo vegetativo che procrastina la raccolta in periodi nei quali per giunta

SUCCESSIONI COLTURALI
ammessa la sola rotazione quadriennale, con linserimento di un intervallo di un anno dopo colza, fagiolo e girasole; ammesso lavvicendamento con cereali estivi o autunno-vernini. Non sono ammessi il ristoppio e le seguenti successioni: colza/soia, girasole/soia e fagiolo/soia. Occorre infatti considerare che la rotazione agraria attualmente il mezzo di prevenzione pi sicuro per evitare le perdite produttive dovute agli attacchi delle crittogame pi pericolose (Diaportha, Phytophtora, Sclerotinia).

GESTIONE DEL TERRENO 154


Lavorazioni. La coltura non richiede lavorazioni particolarmente profonde o un letto di semina particolarmente cura-

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Soia - 2001

peggiorano le caratteristiche dei terreni emiliano-romagnoli. Nella tabella 2 sono sinteticamente elencate le variet di soia che, sulla base dei risultati delle prove sperimentali, hanno fornito mediamente una pi sicura e costante produttivit nei vari ambienti di coltivazione dellEmilia-Romagna. Per un maggiore dettaglio consultare il testo integrale dei disciplinari di produzione. Tab. 2 - Variet di soia consigliate sulla base dei risultati dei campi sperimentali realizzati dal CRPV in lEmilia-Romagna.
GRUPPO 0 GRUPPO 1 GRUPPO 2

Cresir Quick

Ardir Amelia Diadema Albir Genebeta Atlantic Sapporo Nikir Patty

Ocean Genealfa Nankino Lory Rambo Taira Casa Okkaido

col batterio specifico (Bradirizobium japonicum) e la conseguente comparsa dei noduli nelle radici. Linoculazione avviene invece naturalmente se la leguminosa ritorna, entro un lasso di tempo di 3/4 anni, su un terreno in precedenza gi coltivato a soia. In relazione al basso costo delloperazione dinoculazione e al fine di evitare eventuali problemi nutrizionali legati a una debole attivit batterica pu essere utile, in ogni caso, procedere a tale operazione. La concia del seme in linea generale una pratica sempre da consigliare, perch consente di devitalizzare eventuali patogeni presenti sul seme e perch protegge le piantine nei primi stadi di sviluppo. Pu comportare per rischi di tossicit per il rizobio, riducibili se simpiegano i prodotti inoculanti granulari che non vanno a diretto contatto con il seme, e/o scegliendo opportunamente i prodotti concianti. Epoca e modalit. Per lepoca di semina riveste particolare importanza la temperatura del suolo, che deve essere superiore ai 12 C. Quindi, in linea generale, la semina va effettuata in unepoca pi tardiva rispetto a quella del mais. Varie indagini sperimentali hanno evidenziato che le rese produttive di questa specie sono poco influenzate dalla data di semina: comunque la prima met del mese di maggio , nella maggioranza dei casi, il periodo ideale per la semina, sia per le temperature ottimali che per le condizioni favorevoli di umidit del terreno. Volendo anticipare si consiglia di iniziare non prima del 20 aprile in condizioni pedoclimatiche prevedibilmente siccitose, e verso il 30 aprile ove le condizioni idriche si presumono pi favorevoli. Se le condizioni pedologiche sono buone, la soia non ha particolari difficolt nellemergenza, che spesso veloce e regolare. Occorre evitare per la polverizzazione del terreno onde ridurre il rischio di formazione di croste superficiali. Per ottenere i migliori risultati si consiglia limpiego di seminatrici di precisione. La semina con seminatrici da frumento sempre da evitare per limperfetta distribuzione del seme sulla fila e per i danni che queste arrecano al seme con conseguente diminuzione della germinabilit. La profondit di semina deve essere sempre molto regolare e pu variare dai 3 ai 5 centimetri in relazione al tipo di terreno ed al suo stato di umidit.

possibile utilizzare seme aziendale per la semina, accertandosi che il seme riprodotto sia caratterizzato da ottima germinabilit ed elevata energia germinativa e soprattutto che presenti un buono stato fitosanitario. A tal proposito va ricordato che la qualit del seme influenzata dallambiente di produzione, ma soprattutto dalle condizioni in cui lo si raccoglie e lo si conserva. Alta umidit per periodi prolungati su seme gi pronto per essere raccolto provocano un abbassamento della germinabilit e dellenergia germinativa; analogamente, se il seme raccolto troppo asciutto si verificano delle lesioni di origine meccanica che finiscono per provocare gli stessi effetti. Per realizzare una buona conservazione del seme occorrono ambienti asciutti e temperature non superiori ai 20 C. comunque consigliabile non ricorrere al reimpiego del seme aziendale per pi di una volta. Inoculazione e concia. Nei terreni mai coltivati a soia e senza linoculazione del seme non si manifesta la simbiosi

155

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Distanza fra le file e densit. Sono consigliate interfile variabili da 45 a 50 centimetri. In casi particolari si possono ritenere idonee distanze pi ampie (75 centimetri) che permettono un pi agevole controllo meccanico delle infestanti e creano ottime condizioni fitosanitarie, ma che inducono per contro un eccessivo sviluppo delle ramificazioni laterali che possono portare a maturazioni disomogenee e perdite produttive, anche rilevanti, per la rottura dei rami laterali lungo linterfila. Si sconsigliano invece distanze fra le file pi ridotte (intorno ai 20-25 centimetri) che semplificherebbero le problematiche legate al diserbo, ma aggraverebbero i problemi fitosanitari. La densit di semina, considerata una emergenza media pari all80%, riportata in tabella 3. La soia presenta una forte capacit di compensare le fallanze con lo sviluppo delle ramificazioni laterali. Una semina rada favorisce lo sviluppo di rami laterali: al contrario seminando fitto si ottiene una produzione pi ridotta con baccelli portati totalmente sul fusto principale. Anche se la soia possiede questa capacit tampone, opportuno cercare di ottenere sempre linvestimento ottimale tenendo eventualmente presente altri parametri importanti che interagiscono con la densit di impianto come lepoca di semina e il tipo di variet coltivata. Nella parte generale specificato la modalit di calcolo della quantit del seme da utilizzare per conseguire la densit desiderata.

lassorbimento di elementi nutritivi effettuato dalla coltura in relazione alla produzione presunta; la dotazione in elementi e le caratteristiche chimico - fisiche del terreno. Nella tabella 4 sono stati calcolati i fabbisogni nutritivi per diversi livelli di resa per ettaro (nel calcolo della produzione la granella viene considerata al 14% di umidit). Da questi dati si desume che la soia assai esigente in azoto, in relazione al fatto che la granella possiede un alto contenuto in proteine, ma minore in fosforo e potassio. Le elevate esigenze azotate vengono in buona parte soddisfatte dalla simbiosi coi batteri del genere Bradirhizobium japonicum, capaci di fissare questo elemento dallatmosfera. Tab. 4 - Soia: assorbimento teorico medio (chilogrammi/ettaro) dei principali elementi nutritivi in rapporto alla produzione presunta (tonnellate/ettaro).
PRODUZIONE GRANELLA (tonnellate/ettaro) 2 3 4 5

ELEMENTI NUTRITIVI

FERTILIZZAZIONE
Per impostare un corretto piano di concimazione della coltura occorre considerare preliminarmente due aspetti: Tab. 3 - Soia: densit di semina consiglaita in funzione dellepoca di semina e del tipo di variet coltivata.

Azoto (N) Granella Residui colturali Totale Potassio (K2O) Granella Residui colturali Totale Fosforo (P2O5) Granella Residui colturali Totale

120 50 170 44 26 70 30 10 40

180 75 255 66 39 105 45 15 60

240 100 340 88 52 140 60 20 80

300 125 425 110 65 175 75 25 100

EPOCA DI SEMINA

GRUPPO MATURAZIONE

PIANTE (n/m2)

SEMI (n/m2)

Semine precoci Semine medie (1-20 maggio) Semine tardive (oltre il 20 maggio)

156

0+ 1 - 1+ 0+ 1 - 1+ 0+ 1

32 - 37 24 - 29 36 - 41 32 - 37 44 - 49 40 - 45

40 - 46 30 - 36 45 - 51 40 - 46 55 - 61 50 - 56

Fosforo e potassio. Sulla base dei risultati delle analisi, tenuto conto delle tabelle 4 e 5 della parte generale (vedi supplemento n. 7/2001 ad Agricoltura), che individuano i valori della dotazione del terreno, si possono verificare le tre ipotesi di dotazione elevata, normale e scarsa e si pu formulare il piano di concimazione per il fosforo e il potassio. Non sono ammesse distribuzioni in copertura con concimi minerali che contengono questi elementi.

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Soia - 2001

Sulla base dei dati dellanalisi del terreno si possono verificare le tre ipotesi formulate nella parte generale e a queste si rimanda per il calcolo ed il comportamento da seguire. In particolare, non ammesso superare i seguenti quantitativi. Dotazione terreno scarsa P2O5: dose di mantenimento + arricchimento e comunque non oltre i 250 chilogrammi/ettaro; K2O: dose di mantenimento + arricchimento e comunque non oltre i 300 chilogrammi/ettaro. Dotazione terreno normale P2O5: dose pari al mantenimento e comunque non oltre i 150 chilogrammi/ettaro; K2O: dose pari al mantenimento e comunque non oltre i 200 chilogrammi/ettaro. Dotazione terreno elevata non ammessa la distribuzione di questi elementi. Azoto. La concimazione azotata per la soia, come per le altre leguminose, deve tenere conto dellazoto atmosferico che perviene alle piante tramite la fissazione dei batteri simbionti. Se le radici risultano inoculate correttamente, non deve essere somministrato alcun apporto neanche nelle prime fasi vegetative, poich la quantit di ioni azotati presenti in un terreno di media fertilit sufficiente a soddisfare le esigenze della coltura. Applicazioni in copertura sono ammesse solo se linoculazione non si verificata e le foglie presentano evidenti sintomi di ingiallimento. In questo caso lapporto di azoto non deve superare i 100 chilogrammi/ettaro di azoto. Ammendanti organici. Si rinvia alla parte generale ( vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura ) per lutilizzo di ammendanti organici. Coefficiente tempo. Per la soia il coefficiente tempo (vedi riquadro a pag. 10), uguale a 0,75.

IRRIGAZIONE
La coltura della soia risponde agronomicamente ed economicamente agli apporti irrigui nelle fasi 3 e 4 (tab. 5). Si consiglia pertanto, ove ci sia possibile, di concentrare gli interventi irrigui nel periodo compreso tra la fioritura del 1 palco ed il riempimento del baccello al 7 palco. Nelle altre fasi fenologiche non irrigare, salvo diversa indicazione dei bollettini provinciali ed utilizzando i volumi in essi riportati. Le indicazioni relative ai volumi di adacquamento sono riportati nella tab. 6 mentre i turni irrigui nelle tabelle 7, 8, 9, 10 e 11. Tab. 5 - Soia: restituzione idrica giornaliera per fase fenologica.
RESTITUZIONE IDRICA GIORNO (m3/ha) COEFFICIENTE COLTURALE (Kc)

FASE FENOLOGICA

DATA

Semina Foglia Fioritura 1 palco Riempimento baccello 5 palco Completamento ingrossamento semi Inizio maturazione

15/5 - 30/5 31/5 - 20/6 21/6 - 20/7 21/7 - 31/7 1/8 - 10/8 11/8

1,0 2,4 3,6 4,7 3,4

0,4 0,6 0,8 1,0 0,8

Tab. 6 - Volume massimo di irrigazione (millimetri).

A 10 S A B B I A 15 20 25

R 30

G 35

I 40

L 45

L 50

A 55

% 60 65 70

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

54 53 50 48 46 43 41 38 36 34 31 29 27 24 22

55 53 51 49 46 44 42 39 37 35 32 30 27 25 23

56 54 52 49 47 45 42 40 38 35 33 31 28 26 24

56 55 53 50 48 46 43 41 39 36 34 31 29 27 24

57 56 53 51 49 46 44 42 39 37 35 32 30 28 25

57 57 54 52 50 47 45 42 40 38 35 33 31 28

58 57 55 53 50 48 46 43 41 39 36 34 32

58 58 56 54 51 49 46 44 42 39 37 35

58 59 57 54 52 50 47 45 43 40 38

59 60 57 55 53 50 48 46 43 41

59 61 58 56 54 51 49 47 44

60 61 59 57 54 52 50 47

60 62 60 58 55 53 50

157

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Tab. 7 - Fenofase 1: semina

Tab. 10 - Fenofase 4: riempimento baccello 5 palco - turno (giorni).


A 10 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

Non irrigare salvo diversa indicazione dei bollettini provinciali ed utilizzando i seguenti volumi. terreno sciolto = 19,0 millimetri terreno medio impasto = 21,0 millimetri terreno argilloso = 23,0 millimetri

S A B B I A

Tab. 8 - Fenofase 2: 4 a foglia


%

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

12 11 11 10 10 9 9 8 8 7 7 6 6 5 5

12 11 11 10 10 9 9 8 8 7 7 6 6 5 5

12 12 11 11 10 10 9 9 8 8 7 7 6 6 5

12 12 11 11 10 10 9 9 8 8 7 7 6 6 5

12 12 11 11 10 10 9 9 8 8 7 7 6 6 5

12 12 12 11 11 10 10 9 9 8 8 7 7 6

12 12 12 11 11 10 10 9 9 8 8 7 7

12 12 12 11 11 10 10 9 9 8 8 7

12 13 12 12 11 11 10 10 9 9 8

13 13 12 12 11 11 10 10 9 9

13 13 12 12 11 11 10 10 9

13 13 13 12 12 11 11 10

13 13 13 12 12 11 11

Non irrigare salvo diversa indicazione dei bollettini provinciali ed utilizzando i seguenti volumi. terreno sciolto = 19,0 millimetri terreno medio impasto = 21,0 millimetri terreno argilloso = 23,0 millimetri

Tab. 11 - Fenofase 5: completamento ingrossamento semi.

Non irrigare salvo diversa indicazione dei bollettini provinciali ed utilizzando i volumi in essi riportati.

Tab. 9 - Fenofase 3: fioritura 1 palco - turno (giorni). Si consiglia, inoltre, linstallazione di freatimetri per poter valutare se si verificano eventuali apporti idrici utili ipogei. Nei terreni con falda estiva inferiore a 1,2 metri di profondit infatti inutile irrigare. Limpianto irriguo consigliato quello mobile a pioggia, purch con buona polverizzazione, per evitare il rischio di allettamento della coltura.

A 10 15 20 25

R 30

G 35

I 40

L 45

L 50

A 55

% 60 65 70

S A B B I A

158

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

15 15 14 13 13 12 11 11 10 9 9 8 7 7 6

15 15 14 14 13 12 12 11 10 10 9 8 8 7 6

15 15 14 14 13 12 12 11 10 10 9 9 8 7 7

16 15 15 14 13 13 12 11 11 10 9 9 8 7 7

16 16 15 14 14 13 12 12 11 10 10 9 8 8 7

16 16 15 14 14 13 12 12 11 10 10 9 9 8

16 16 15 15 14 13 13 12 11 11 10 9 9

16 16 16 15 14 14 13 12 12 11 10 10

16 16 16 15 14 14 13 12 12 11 11

16 17 16 15 15 14 13 13 12 11

16 17 16 16 15 14 14 13 12

17 17 16 16 15 14 14 13

17 17 17 16 15 15 14

CURE COLTURALI
Nel caso del diserbo a bande o con presenza di crosta superficiale sono sempre consigliate operazioni di sarchiatura tra le file, allo scopo di contenere lo sviluppo delle infestanti. Ci consente anche di arieggiare il terreno per favorire il corretto sviluppo della batterizzazione. Tali operazioni si possono effettuare anche in prossimit

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Soia - 2001

della chiusura dellinterfila da parte della coltura, in relazione allo sviluppo delle infestanti. La soia infatti sopporta molto bene eventuali danneggiamenti dellapparato fogliare. In assenza di infestanti ed in presenza di terreno compattato in superficie opportuno luso di rulli rompicrosta.

delle malerbe presenti. Con trattamenti precoci e quindi su infestanti ancora di modeste dimensioni si possono fare sensibili riduzioni di dose. Sono possibili e consigliabili, miscele varie fra i prodotti indicati.

DISERBO
Attenersi al programma per il controllo delle infestanti di sorgo indicato nella specifica tabella che sar pubblicata nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura, dedicato alla sintesi dei disciplinari di produzione per diserbo e difesa fitosanitaria. Al fine di stimolare lemergenza delle infestanti, preparare con un certo anticipo il letto di semina e quindi intervenire con uno dei prodotti indicati o, specie nei terreni sabbiosi, con una leggera sarchiatura. Tale intervento consentir di ridurre sensibilmente il potenziale di malerbe. In pre-emergenza la tecnica raccomandata quella che prevede trattamenti localizzati sulla fila (bande di circa 25 centimetri), intervenendo con uno dei prodotti indicati in tabella, o con loro miscele, in funzione delle malerbe presenti. Quando questo non fosse possibile ammesso lintervento a pieno campo riducendo le dosi. Nel caso in cui si intervenga con miscele, le dosi dei singoli prodotti devono essere sempre sensibilmente ridotte. In post-emergenza intervenire a integrazione del trattamento di pre-emergenza, scegliendo i prodotti in funzione

DIFESA
Nella specifica tabella che sar pubblicata nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura, dedicato alla sintesi dei disciplinari di produzione per diserbo e difesa fitosanitaria, sono riassunti prodotti e modalit ammessi nella difesa della soia. Per verificare linfestazione da ragnetto rosso comune o bimaculato si deve raccogliere settimanalmente in diversi punti dello appezzamento, a partire dalla met di giugno, un campione di foglie (100 per ettaro) e determinare su di esse, con laiuto di una lente dingrandimento, il numero di acari presenti. Le modalit di distribuzione. Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale dei disciplinari (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura) vengono riportati i volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione per trattamenti fitosanitari per soia. Volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione su soia: 600 litri/ettaro.

159
I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Sorgo
VOCAZIONALIT
La coltura da granella pu essere effettuata anche in assenza di disponibilit irrigue, mentre per quella da foraggio devono essere disponibili almeno due interventi irrigui. Ambiente pedologico. necessario disporre di informazioni sulle caratteristiche pedologiche dellarea interessata al fine di controllare se esse rispondono alle esigenze della specie (tab. 1). Il sorgo pu essere coltivato entro una gamma molto ampia di reazione del terreno (da pH 6.1 sino a 8.5) e sopporta meglio del mais la salinit. Tab. 1 - Sorgo: valori ottimali dei parametri pedologici.
PARAMETRI PEDOLOGICI VALORI OTTIMALI

SUCCESSIONI COLTURALI
Il sorgo non presenta problemi di ristoppio, per cui possibile anche la monosuccessione. Tuttavia lavvicendamento colturale una pratica necessaria per evitare in terreni difficili per condizioni fisiche effetti negativi sulla struttura del terreno, diffusione delle infestanti resistenti ai diserbanti e dei patogeni, soprattutto quelli responsabili del marciume dello stocco. Lavvicendamento con il cereale vernino favorisce la mineralizzazione dellazoto nel terreno e pu consentire di ridurre gli apporti di azoto chimico. Per questi motivi non consigliato il ristoppio, ad eccezione dei terreni sciolti, dove proponibile per un massimo di tre anni. La successione ideale pone invece il sorgo dopo i cereali autunno-vernini o dopo le leguminose annuali o poliennali. Per ottenere la copertura invernale del terreno, dopo arature estive o autunnali bene, ad esclusione dei terreni argillosi (argilla inferiore al 35%), far precedere il sorgo da erbai intercalari a semina autunnale o da colture di copertura (cover crops). Come colture intercalari a semina estiva, dopo cereali vernini raccolti a maturazione cerosa oppure dopo il primo sfalcio di prati annuali o poliennali consigliato limpiego di ibridi di sorgo da foraggio o da granella precocissimi.

Profondit utile Drenaggio Tessitura Indici dincrostamento pH Calcare attivo Salinit

Superiore a 0,5 metri Buono Moderatamente grossolano, moderatamente fine Basso: inferiore 1,6 6.1 8.5 Superiore al 15% Ece superiore a 4 mS/cm

Tab. 2 - Valori ottimali dei parametri climatici.


PARAMETRI CLIMATICI VALORI

GESTIONE DEL TERRENO


Lavorazioni. Riducendo lintensit di lavorazione diminuisce limpegno energetico, ma aumentano parallelamente sia le difficolt di controllo delle malerbe, sia la domanda di fertilizzanti, soprattutto azotati. La lavorazione consigliata consiste in una ripuntatura, seguita da una lavorazione leggera non superiore a 30 centimetri di profondit; tali operazioni sono da eseguire nellestate o nellautunno precedente. opportuna una lavorazione primaverile anche legge-

Temperature per la crescita minima massima minima in germinazione (semina) Umidit

27-28 C 16 C 30 C 10 C Medio-elevata

160

Ambiente climatico. In tabella 2 sono riportati i valori ritenuti ottimali per i parametri climatici. Se la temperatura scende sotto i 12-15 C, i processi di crescita della pianta rallentano fino a bloccarsi al di sotto della soglia di 10 C.

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Sorgo - 2001

ra (quando la coltura segue un erbaio intercalare autunnovernino, una cover crop o un medicaio) e quella estiva (quando si pratica la coltura intercalare del sorgo). Prima della semina si dovranno effettuare apposite lavorazioni superficiali per garantire un ottimo amminutamento del terreno. Le difficolt di germinazione ed emergenza che caratterizzano questa coltura sconsigliano il ricorso alla semina diretta.

Tab. 4 Sorgo: da granella (variet consigliate) e da foraggio (ibridi consigliati) per lEmilia-Romagna.
CICLO PRECOCE CICLO MEDIO CICLO TARDIVO DA FORAGGIO

Armonia Argold Taxus

SEMINA
Scelta varietale. Per il sorgo da granella come primo passo occorre individuare la classe di precocit degli ibridi da impiegare secondo i criteri indicati in tabella 3. In ogni caso, opportuno ricordare che, almeno in linea generale, gli ibridi a ciclo breve (FAO 200 e 300) vanno impiegati in ambienti a bassi livelli di fertilit e non irrigui, oppure per semine tardive o di secondo raccolto, mentre gli ibridi a ciclo lungo (FAO 400/500 e 500) vanno impiegati in ambienti ad elevata fertilit ed in particolare in quelli irrigui.

Kalblanc X331 Dk 34 Argence Canargo

Aralba Bianco Velox 701 Regulus 705

Grazer Monarch V Speedfeed Sudan Sx 17 Sweet Sioux Trudex

Tab. 3 - Scelta della classe di precocit.


CLASSI DI MATURAZIONE Minimo Massimo

DESTINAZIONE ED EPOCA DI SEMINA

Granella 1a epoca di semina (aprile-maggio) Semina ritardata (maggio-giugno) 2a epoca di semina (giugno-luglio) Foraggio Non esistono particolari limitazioni in funzione del ciclo

FAO 400 FAO 300 FAO 200

FAO 500 FAO 400 FAO 300

Epoca di semina. Viene definita in ragione delle caratteristiche climatiche della zona, dellandamento meteorologico e delle caratteristiche termiche dei terreni. Occorre ricordare che con temperature medie inferiori ai 15 C non si ottiene una buona emergenza della coltura e la pianta blocca lo sviluppo; onde evitare tali situazioni occorre attendere che le temperature atmosferiche e quelle nei primi strati del terreno si siano stabilizzate oltre tale soglia. Indicativamente si consiglia di seminare 10-12 giorni dopo lepoca ottimale per il mais; per le colture da foraggio si consiglia di posticipare ulteriormente le semine, onde permettere lo sviluppo pi rapido possibile e la miglior competizione con le infestanti. Nella parte orientale dellEmilia-Romagna le semine potranno iniziare a partire dal 25 aprile, in quella occidentale dal 30 aprile. In terreni sciolti si potr anticipare tali date di 3 giorni, nei terreni argillosi si dovranno ritardare di 5 giorni. Per identificare meglio il momento ottimale per la semina in relazione allandamento meteorologico, si consiglia di fare riferimento ai Bollettini agrometeorologici redatti settimanalmente dalle Sezioni agro-meteorologiche locali. Densit. Relativamente allinterfila, sono consigliate distanze di 40-50 centimetri per i sorghi da granella, e di 20-40 centimetri per quelli da foraggio, in funzione della tipologia della pianta. Per gli ibridi di Sudangrass (sorgo gentile) si consigliano le interfile pi ravvicinate, per gli ibridi Sudangrass x Sorghum conveniente impiegare le spaziature pi elevate. Le densit consigliate sono indicate nelle tabelle 5 e 6. In altre condizioni lemergenza media pu essere leg-

Tra gli ibridi inseriti nelle liste regionali di raccomandazione (vedi tab. 4 per le indicazioni di sintesi, mentre per informazioni di maggiore dettaglio consultare il testo integrale dei disciplinari di produzione integrata) vengono consigliati preferibilmente quelli che si caratterizzano per elevata qualit, ossia basso tenore in tannini nella granella. Per la produzione di foraggio non esistono particolari limitazioni in funzione della durata del ciclo e per la scelta si rimanda alla specifica lista regionale di raccomandazione.

161

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

germente superiore, o viceversa in situazioni avverse; in questi casi opportuno ricalcolare la dose di seme con fattori di emergenza adeguati.

FERTILIZZAZIONE
Ladozione di un corretto piano di fertilizzazione si basa sulla conoscenza delle caratteristiche del terreno, evidenziate da una sua analisi completa, e sullasportazione della coltura (tabb. 7 e 8).

Tab. 5 - Densit di semina (semi/m2) da realizzare per ottenere linvestimento finale desiderato in funzione delle condizioni del terreno.
DENSIT FINALE (piante/m2) CONDIZIONI DI SEMINA Ottimali (semi/m2) Medie (semi/m2) Difficili (semi/m2)

Tab. 7 - Sorgo da granella: assorbimento teorico medio (kg/ha) dei principali elementi nutritivi in rapporto alla produzione presunta (t/ha).
PRODUZIONE GRANELLA(1) (tonnellate/ettaro) 5 6 7 8 9

30 35 40 45 120

43 50 57 64 170

50 58 67 75 200

60 70 80 90 240

ELEMENTI NUTRITIVI

N.B.: stata considerata unemergenza media del 60%.

Tab. 6 - Densit di semina consigliate in funzione della destinazione.


DESTINAZIONE DENSIT (piante/m2)

Granella Classe FAO 200 Classe FAO 300 Classe FAO 400 Classe FAO 500 Foraggio da sfalcio

45 40 35 30 120

Azoto (N) Granella Stocchi e foglie Totale Potassio (K2O) Granella Stocchi e foglie Totale Fosforo (P2O5) Granella Stocchi e foglie Totale
(1) Umidit della granella al 15%.

80 49 129 20 56 76 35 14 49

96 59 155 24 67 91 42 17 59

112 69 181 28 78 106 49 20 69

128 79 207 32 89 121 56 23 79

144 89 233 36 100 136 63 26 89

Si considerata la seguente composizione media: N = 1,60%; P2O5 = 0,70%; K2O= 0,40%. Per la paglia, N = 0,70%; P2O5 = 0,20%; K2O = 0,80% e con rapporto stocchi/foglie 11,4.

162

Letto di semina e profondit. Il sorgo, in ragione delle piccole dimensioni del seme e del ridotto contenuto di sostanze di riserva, ha spesso unemergenza difficoltosa. Per facilitarla occorre preparare un letto di semina fine ed uniforme, evitando per di polverizzare troppo il terreno per ridurre il rischio di formazione di croste superficiali. Una particolare importanza riveste anche la profondit di semina: il seme deve essere collocato a profondit costante comprese tra 2 e 4 centimetri. Per ottenere buoni risultati occorre impiegare seminatrici pneumatiche di precisione; si sconsiglia invece la semina con seminatrici da frumento e limpiego di velocit di avanzamento superiori ai 6 chilometri/ora.

Tab. 8 - Sorgo da foraggio: assorbimento teorico medio (kg/ha) dei principali elementi nutritivi in rapporto alla produzione presunta (t/ha).
PRODUZIONE FORAGGIO(1) (tonnellate/ettaro) 30 40 50 60 70

ELEMENTI NUTRITIVI

Azoto (N) Fosforo (P2O5) Potassio (K2O)


(1) Umidit del foraggio 80%.

75 90 24

100 120 32

125 150 40

150 180 48

175 210 56

Si considerata la seguente composizione media: N = 0,25%; P2O5 = 0,08%; K2O = 0,30%.

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Sorgo - 2001

Fosforo e potassio Non sono ammesse distribuzioni in copertura con concimi minerali che contengono questi elementi. Sulla base dei dati dellanalisi del terreno si possono verificare le tre ipotesi formulate nella parte generale (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura); a queste si rimanda per il calcolo ed il comportamento da seguire. In particolare, non ammesso superare i seguenti quantitativi. Dotazione terreno scarsa P2O5: dose di mantenimento + arricchimento e comunque non oltre i 250 chilogrammi/ettaro; K2O: dose di mantenimento + arricchimento e comunque non oltre i 300 chilogrammi/ettaro. Dotazione terreno normale P2O5: dose pari al mantenimento e comunque non oltre i 150 chilogrammi/ettaro; K2O: dose pari al mantenimento e comunque non oltre i 200 chilogrammi/ettaro. Dotazione terreno elevata Non ammessa la distribuzione di questi elementi.

Per la produzione di foraggio si raccomanda di frazionare la dose totale in funzione del numero di raccolte previste, prevedendo una distribuzione dopo ogni sfalcio, ad esclusione dellultimo, con dosi pari a circa 40-60 kg/ha di azoto. La quota restante potr essere distribuita in presemina e non dovr comunque essere superiore ai 100 kg/ha di azoto.

Ammendanti organici. Fatto salvo quanto indicato nella parte generale dei disciplinari (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura), un adeguato contenuto in sostanza organica migliora la struttura e le condizioni del terreno. Al sorgo, come a tutte le colture da rinnovo, si attribuiscono ottime capacit di utilizzare i liquami, in quanto realizza elevate produzioni di sostanza secca e forti asportazioni azotate. Le esigenze nutritive particolarmente elevate possono giustificare apporti consistenti di liquami, ma sempre da conteggiare allinterno del bilancio. Per evitare rilevanti fenomeni di lisciviazione, vengono ammesse solamente le distribuzioni in vicinanza della semina o in copertura e, quindi, caratterizzate da alta e media efficienza. Sono ammessi gli interventi in autunno solamente se viene programmata la coltivazione di erbai intercalari o di cover crops. Liquamazione: aspetti da considerare. Il sorgo sfrutta bene il flusso dei nitrati che si producono nel terreno col procedere della stagione vegetativa. Le distribuzioni in presemina sono facilitate dalla migliore portanza del terreno verso i pesanti mezzi di distribuzione. Nelle colture ben distanziate si riesce agevolmente anche ad interrare il liquame contestualmente alla sarchiatura, migliorando cos lefficienza in conseguenza della riduzione della volatilizzazione. L assenza di surplus idrici durante la stagione vegetativa del sorgo consente di indicare potenzialmente a basso rischio di inquinamento ambientale la liquamazione su questa coltura. Il carattere di pratica a basso rischio di inquinamento ambientale trova giustificazione solo allinterno di una corretta tecnica colturale. Se infatti la concimazione fosse superiore

Azoto Il calcolo della quantit da apportare deve essere fatto sulla base di un bilancio. Stabilito il fabbisogno di azoto, occorre decidere come e quando somministrarlo. La concimazione azotata deve essere effettuata o in presenza della coltura o immediatamente prima della semina. Visto il sesto di impianto ristretto che limita gli interventi in copertura e le forti capacit di assorbimento della coltura, si consiglia di procedere secondo le seguenti modalit a seconda della tipologia della coltura. In pre-semina si ammette una distribuzione di non oltre 100 kg/ha di azoto.

163

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

alle necessit colturali, si realizzerebbero residui consistenti. Il frazionamento delle dosi consente di aumentare lefficienza di utilizzazione dellazoto solo se la quantit complessiva da distribuire particolarmente elevata. Relativamente ai residui di nitrati nel profilo, la conduzione del terreno successivamente alla raccolta ne determina le reali condizioni di pericolosit, in particolare per quanto riguarda la monocoltura. La monocoltura lascia scoperto il terreno per tutto il periodo invernale, predisponendo i nitrati residui nel profilo alla possibile lisciviazione. Coefficiente tempo. Per il sorgo, il coefficiente tempo (vedi riquadro a pag.10), uguale a 0,75.

ni di mietitrebbiatura e riduce le perdite di granella alla raccolta. Dopo la maturazione lattea non si dovr pi intervenire con apporti irrigui. Riassumendo, le operazioni consigliate per la pratica irrigua sono le seguenti. Sorgo da granella. * Pu essere coltivato anche in assenza di interventi irrigui. * Pu essere praticata una irrigazione, o due nel caso di ibridi molto tardivi e in assenza di precipitazioni utili. * Nel caso si proceda in regime irriguo effettuare lintervento nella fase di botticella. * Viste le difficolt di emergenza pu rendersi necessario un intervento di soccorso per favorire tale fase, soprattutto per semine ritardate o in seconda epoca. Sorgo da foraggio. * Deve essere coltivato in irriguo. * Se le precipitazioni sono scarse e si nota un rallentamento della crescita, intervenire con una irrigazione gi precedentemente alla prima raccolta. * Dopo ogni sfalcio, se non sono intervenute precipitazioni superiori ai 20 millimetri entro dieci giorni dalla raccolta, intervenire con una irrigazione. * Per non provocare allettamenti, non irrigare con vegetazione pi alta di 60 centimetri. In ogni caso, gli interventi irrigui dovranno essere realizzati secondo quanto riportato nelle tabelle del volume irriguo (tab. 10) e dei turni di irrigazione (tabb. 11, 12, 13 e 14). Tab. 9 - Sorgo: restituzione idrica giornaliera per fenofase.
RESTITUZIONE IDRICA GIORNO (m3/ha) COEFFICIENTE COLTURALE (Kc)

IRRIGAZIONE
Il sorgo, pur essendo una coltura che utilizza consistenti volumi dacqua durante il suo ciclo produttivo, ha tuttavia la possibilit di resistere alla siccit ponendosi in uno stato di quiescenza, senza che ci comprometta il suo livello produttivo; cosa che invece avviene con altre colture anche in caso di carenze occulte, ossia non evidenziate manifestamente. Tale fenomeno permette la coltivazione del sorgo anche senza sussidio idrico, ma ovviamente ci si ripercuote sulla durata del ciclo che pu, in caso di perdurante siccit, allungarsi considerevolmente. Per questi motivi la coltura seccagna pu essere praticata per la produzione di granella, ma non pu essere impiegata per quella da foraggio, per la quale la rapidit di crescita essenziale allesecuzione dei pi sfalci previsti. Il sorgo trae comunque indubbi vantaggi produttivi da una adeguata disponibilit idrica. Quindi qualora risulti possibile e necessario in funzione delle precipitazioni atmosferiche, si potranno praticare da uno a due interventi irrigui, a seconda anche del ciclo di precocit dellibrido, privilegiando per gli interventi la fase di botticella e di fioritura, immediatamente prima dellepoca di massima esigenza idrica della coltura (tab. 9). Una buona disponibilit idrica durante la fase di emissione del panicolo garantisce un completo allungamento dellultimo internodo e si ottiene quindi un sufficiente distanziamento del panicolo dalle foglie; tale caratteristica, detta carattere Combine o eserzione, facilita le operazio-

FASE FENOLOGICA

DATA

Semina 6 foglia Botticella Fioritura Maturazione cerosa

20/4-25/5 26/5-24/6 25/6-8/7 9/7-31/7 1/8

1,3 3,1 5,4 4,7

0,5 0,8 1,2 1,0

164

N.B.: concentrare gli interventi irrigui nelle fenofasi 3 e 4.

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Sorgo - 2001

Tab. 10 - Volume massimo di irrigazione (millimetri).


A 10 S A B B I A 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

Tab. 13 - Fenofase 3: Botticella - Turno irriguo (giorni).


A 10 S A B B I A 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

65 63 60 57 55 52 49 46 43 40 38 35 32 29 26

66 64 61 58 56 53 50 47 44 41 39 36 33 30 27

67 65 62 59 57 54 51 48 45 42 40 37 34 31 28

67 66 63 60 58 55 52 49 46 43 41 38 35 32 29

68 67 64 61 58 56 53 50 47 44 42 39 36 33 30

68 68 65 62 59 57 54 51 48 45 42 40 37 34

69 69 66 63 60 58 55 52 49 46 43 41 38

70 70 67 64 61 59 56 53 50 47 44 42

70 71 68 65 62 60 57 54 51 48 45

71 72 69 66 63 60 58 55 52 49

71 73 70 67 64 61 59 56 53

72 74 71 68 65 62 60 57

72 75 72 69 66 63 61

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

12 12 11 11 10 10 9 9 8 7 7 6 6 5 5

12 12 11 11 10 10 9 9 8 8 7 7 6 6 5

12 12 12 11 10 10 9 9 8 8 7 7 6 6 5

12 12 12 11 11 10 10 9 9 8 8 7 6 6 5

13 12 12 11 11 10 10 9 9 8 8 7 7 6 6

13 13 12 12 11 10 10 9 9 8 8 7 7 6

13 13 12 12 11 11 10 10 9 9 8 8 7

13 13 12 12 11 11 10 10 9 9 8 8

13 13 13 12 12 11 11 10 9 9 8

13 13 13 12 12 11 11 10 10 9

13 13 13 12 12 11 11 10 10

13 14 13 13 12 12 11 11

13 14 13 13 12 12 11

Tab. 11 - Fenofase 1: semina - Turno irriguo (giorni).


A 10 S A B B I A 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

Tab. 14 - Fenofase 4: fioritura - Turno irriguo (giorni).


A 10 S A B B I A 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

50 49 46 44 42 40 38 36 33 31 29 27 25 22 20

51 49 47 45 43 41 38 36 34 32 30 28 25 23 21

51 50 48 46 44 41 39 37 35 33 30 28 26 24 22

52 51 49 46 44 42 40 38 36 33 31 29 27 25 23

52 52 49 47 45 43 41 38 36 34 32 30 28 25 23

53 52 50 48 46 44 41 39 37 35 33 31 28 26

53 53 51 49 46 44 42 40 38 36 33 31 29

54 54 52 49 47 45 43 41 39 36 34 32

54 54 52 50 48 46 44 41 39 37 35

54 55 53 51 49 47 44 42 40 38

55 56 54 52 49 47 45 43 41

55 57 55 52 50 48 46 44

56 57 55 53 51 49 47

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

14 13 13 12 12 11 10 10 9 9 8 7 7 6 6

14 14 13 12 12 11 11 10 9 9 8 8 7 6 6

14 14 13 13 12 11 11 10 10 9 8 8 7 7 6

14 14 13 13 12 12 11 10 10 9 9 8 7 7 6

14 14 14 13 12 12 11 11 10 9 9 8 8 7 6

15 14 14 13 13 12 11 11 10 10 9 8 8 7

15 15 14 13 13 12 12 11 10 10 9 9 8

15 15 14 14 13 12 12 11 11 10 9 9

15 15 14 14 13 13 12 11 11 10 10

15 15 15 14 13 13 12 12 11 10

15 15 15 14 14 13 12 12 11

15 16 15 14 14 13 13 12

15 16 15 15 14 13 13

Tab. 12 - Fenofase 2: 6a foglia - Turno irriguo (giorni).


A 10 S A B B I A 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

CURE COLTURALI
Vista le interfile ristrette e la rapidit con la quale il sorgo copre di vegetazione il terreno, non sempre possibile intervenire con operazioni di sarchiatura. comunque consigliata, qualora sia possibile, leffettuazione di una sarchiatura o fresatura dellinterfila.

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70

21 20 19 19 18 17 16 15 14 13 12 11 10 9 9

21 21 20 19 18 17 16 15 14 13 12 12 11 10 9

21 21 20 19 18 17 16 16 15 14 13 12 11 10 9

22 21 20 19 19 18 17 16 15 14 13 12 11 10 10

22 22 21 20 19 18 17 16 15 14 13 12 12 11 10

22 22 21 20 19 18 17 16 16 15 14 13 12 11

22 22 21 20 19 19 18 17 16 15 14 13 12

22 23 22 21 20 19 18 17 16 15 14 13

23 23 22 21 20 19 18 17 16 16 15

23 23 22 21 20 20 19 18 17 16

23 23 23 22 21 20 19 18 17

23 24 23 22 21 20 19 18

23 24 23 23 22 21 20 20

DISERBO
Nella specifica tabella che sar pubblicata nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura , dedicato alle sintesi dei disciplinari di produzione per il diserbo e la difesa fitosanitaria, saranno riportati i prodotti e le modalit di intervento ammessi per la difesa contro le principali avversit del sorgo.

165

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

In pre-semina, al fine di stimolare lemergenza delle infestanti, preparare con un certo anticipo il letto di semina e quindi intervenire con uno dei prodotti indicati o, specie nei terreni sabbiosi, con una leggera sarchiatura. Tale intervento consentir di ridurre sensibilmente il potenziale di malerbe. In pre-emergenza si raccomanda di intervenire con i prodotti indicati in tabella in funzione delle malerbe presenti, con trattamenti a tutto campo. In post-emergenza, integrare il trattamento in pre-semina, scegliendo i prodotti in funzione delle malerbe presenti. In caso di infestazioni localizzate, trattare solo quelle parti del campo in cui si evidenziano specifici problemi di infestazione.

DIFESA
Nella specifica tabella che sar pubblicata nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura , dedicato alle sintesi dei disciplinari di produzione per il diserbo e la difesa fitosanitaria, saranno riportati i prodotti e le modalit di intervento ammessi per la difesa contro le principali avversit del sorgo. Le modalit di distribuzione. Tenuto conto di quanto indicato nella parte generale (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura) vengono riportati i volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione per trattamenti fitosanitari per sorgo. Volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione su sorgo: 300 litri/ettaro.

mento, sino a valori inferiori al 15,5% (umidit commerciale di riferimento). In questultimo caso si consiglia di raccogliere con umidit pari o inferiore al 23%. Con percentuali di umidit pi alte, si possono avere rotture delle cariossidi, con presenza di sfarinato nella granella; questo fenomeno abbassa il valore merceologico del prodotto, in quanto facilita le fermentazioni ed portatrice di flora batterica dannosa o comunque non utile per lalimentazione del bestiame. Per la raccolta si adotta la comune mietitrebbia da frumento, modificando i giri del battitore e lo spazio tra battitore e contro battitore, al fine di ottenere la massima efficienza operativa. Una caratteristica del sorgo che offre notevoli vantaggi alla raccolta leserzione (carattere Combine), cio la distanza della base del panicolo dallultima foglia. Quanto maggiore questa distanza tanto pi pulito sar il prodotto raccolto e minori le perdite di trebbiatura, poich la macchina potr operare senza ricorrere ad un taglio eccessivamente basso, che coinvolgerebbe una parte di stelo e di foglie. Leserzione una caratteristica genetica, ma pu essere influenzata dalla fertilit del suolo, dalla densit di impianto e dalle disponibilit idriche, soprattutto nella fase di botticella-spigatura. La tecnica di raccolta del sorgo da foraggio molto variabile in funzione dellutilizzo che se ne vuole fare. Foraggio. Durante la raccolta dei sorghi da foraggio occorre sfalciare alto lasciando 7-9 centimetri di stocco a terra, onde permettere un rapido e abbondante ricaccio. Occorrer evitare inoltre limpiego di macchine operatrici eccessivamente pesanti, per evitare di danneggiare le stoppie e deprimere la ricrescita e laccestimento. La tecnica di raccolta del sorgo da foraggio molto variabile in funzione dellutilizzo che se ne vuole fare, come di seguito indicato. Insilato. Si raccoglie quando le piante hanno raggiunto lo stadio latteo-ceroso della granella. Si dovr fare, riferimento ad un valore medio, data la vistosa scalarit di maturazione a cui si gi accennato. Consumo verde. Si sfalciano le piante quando hanno raggiunto unaltezza di almeno 80-100 centimetri. Si consiglia comunque di effettuare la raccolta non oltre lo stadio di botticella-spigatura; dopo tale stadio, infatti, la qualit del foraggio decresce rapidamente e risulta necessario effettuare una trinciatura per ridurre gli scarti in man-

RACCOLTA
Granella. difficile individuare il momento ottimale per la raccolta, che resa problematica dalla maturazione scalare che caratterizza questa specie. La maturazione infatti procede gradualmente dalla punta del panicolo verso la base e ci maggiormente evidente in ibridi con panicolo compatto. Ulteriore scalarit si ha tra i panicoli principali e quelli portati dai culmi di accestimento. La granella pu essere raccolta allo stato umido, con circa il 28-33% di umidit, e quindi conservata tal quale, macinata o schiacciata in silos, oppure, con umidit inferiori e successivamente essiccata, prima o dopo il conferi-

166

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Sorgo - 2001

giatoia. Una pratica di grande utilit quella dellappassimento in campo, in quanto si opera con foraggi molto umidi, soprattutto se sfalciati in stadi vegetativi precoci; lappassimento consente di ridurre il valore dingombro del foraggio, aumentando la capacit di ingestione dellanimale. Fienagione. Si sfalciano le piante quando hanno raggiunto unaltezza di almeno 70-80 centimetri; anche in questo caso si consiglia di raccogliere prima del raggiungimento degli stadi di botticella-spigatura. Il condizionamento meccanico al momento dello sfalcio risulter particolarmente utile, spesso indispensabile, per abbreviare lessiccazione e la permanenza del fieno in campo e, quindi, lo si raccomanda sia nel caso della fiena-

gione, che dellappassimento parziale: il tipo di attrezzatura pi adatta la condizionatrice a rulli. Limiti al consumo verde. Il consumo verde di sorgo da foraggio va evitato qualora si verifichino le seguenti condizioni: * stress idrico; * gelate o comunque temperature che tendono a scendere sotto gli 8 C; * raccolta di piante troppo giovani (sotto i 70 centimetri di altezza). In questi casi si riscontra la presenza di un alcaloide tossico per il bestiame nel foraggio. I rischi vengono ridotti affienandolo per almeno 72 ore.

167
I SUPPLEMENTI DI

Colture da seme Colture da seme Colture da seme Colture da seme Colture da seme Colture da seme Colture da seme Colture da seme Colture da seme Colture da seme Colture da seme Colture da seme Colture da seme Colture da seme Colture da seme Colture da seme Colture da seme Colture da seme Colture da seme Colture da seme Colture da seme
I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Barbabietola da seme
(Fase di produzione dei fittoni)
VOCAZIONALIT
Ambiente pedologico. La coltivazione della barbabietola si avvantaggia particolarmente di terreni profondi e permeabili, capaci di trattenere elevate quantit di acqua ma ben drenati; dovranno poi essere terreni ben strutturati in cui siano assenti suole di lavorazione e costipamenti. Tab. 1 - Valori ottimali dei parametri pedologici.
PARAMETRI PEDOLOGICI VALORI OTTIMALI VALORI LIMITE

Ambiente climatico. Nella scelta dellarea di coltivazione si consiglia di tenere conto di alcuni parametri i cui valori sono riportati in tabella 2.

Tab. 2 - Valori ottimali dei parametri climatici.

PARAMETRI CLIMATICI

VALORI OTTIMALI

Spessore del profilo Drenaggio Tessitura pH Calcare attivo Salinit

Profondo Buono Sciolto 6,5-8 Inferiore al 10% Minore di 7 mmhos

Poco profondo Scarso Franco Inferiore a 6 superiore a 8,6 Superiore al 20% Maggiore di 11 mmhos

Temperatura media Temperatura minima Temperatura massima Umidit

15-20 C Superiore a 10 C Inferiore a 28 C Valori medi

SUCCESSIONI COLTURALI
Lavvicendamento colturale una pratica essenziale per la coltivazione della barbabietola da seme. Non ammissibile che la coltura ritorni sullo stesso terreno ad intervalli inferiori ai 10 anni. Sono consigliate precessioni di cereali autunno-vernini. Sono invece sconsigliate nella rotazione con bietola, coltivazioni di colza o crucifere, poich queste ultime piante sono ospiti del nematode cisticolo, nonch la medica in precessione o colture a raccolta autunnale (dalla 3a decade di settembre nei terreni con un contenuto di argilla inferiore al 20%). possibile invece porre in precessione in coltura primaverile alla bietola, il rafano e la senape (resistenti al nematode) da set-aside ed altre cover crops (colture di copertura) con caratteristiche analoghe.

In riferimento alla salinit del terreno opportuno ricordare come la coltura risulti tendenzialmente tollerante sviluppandosi bene anche in presenza di valori elevati quali quelli riportati in tabella 1. Allinterno delle vocazionalit menzionate sono da consigliarsi, come ricordato, terreni ben strutturati, con giacitura di piano, in cui eventuali apporti di sostanza organica dovranno essere stati somministrati alle colture coltivate in precessione alla barbabietola. Al momento della scelta dei terreni necessario effettuare unanalisi dello stesso per assicurare che non vi sia una presenza di nematodi cisticoli (Heterodera schacthii) superiore alla soglia stabilita nelle tabelle della difesa (che saranno pubblicate nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura) oltre la quale la coltivazione non potr essere effettuata; deve essere inoltre assente linfestazione da rizomania.

GESTIONE DEL TERRENO


Lavorazioni. Il fittone deve poter penetrare in profondit nel terreno senza trovare strati che ne limitino lo sviluppo;

170

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Barbabietola da seme - 2001

al riguardo opportuno ricordare come nei primi 2 mesi di vita lallungamento della radichetta sia di molte decine di centimetri. La barbabietola risulta inoltre molto sensibile ai ristagni di acqua, per cui le operazioni di affossatura e/o drenaggio si rendono opportune come regola ma in special modo nei terreni argillosi o tendenti allargilloso. Lavorazione principale. La preparazione del terreno per la barbabietola richiede lesecuzione di lavorazioni principali che saranno predisposte sulla base della precessione colturale e della tessitura dei terreni, tenendo in particolare conto la necessit che i diversi tipi di terreno hanno relativamente allimmagazzinamento di acqua. Le scelte relative alle lavorazioni del terreno riguardano: * lepoca di esecuzione: quella consigliata dovr essere tanto pi anticipata quanto pi la tessitura del suolo argillosa, mentre per tali terreni sono da sconsigliare le lavorazioni principali in epoca autunnale che potranno essere riservate esclusivamente ai terreni a tessitura sciolta; * le lavorazioni principali: quelle consigliate nei terreni argillosi o molto argillosi consistono nelle operazioni di aratura e lavorazione a 2 strati (ripuntatura+aratura); nei terreni tendenti al medio impasto una ara-ripuntatura (30 centimetri circa di aratura+20 centimetri di ripuntatura) al fine di concentrare il contenuto di sostanza organica nello strato arato e di contenere i consumi energetici. sempre consigliabile che le lavorazioni principali siano eseguite con terreni in tempera in epoca estiva, derogando per i soli terreni sciolti. Lavorazioni secondarie. In epoca autunnale si consiglia una operazione di amminutamento delle zolle ed appianamento del terreno con attrezzature apposite (frangizollatura) cui far seguire un ulteriore amminutamento del terreno. Prima della semina opportuno effettuare una rullatura.

FERTILIZZAZIONE
Di seguito vengono presi in considerazione solo gli aspetti della concimazione riguardanti i tre principali macroelementi (azoto, fosforo e potassio). Concimazione fosfatica e potassica. Per valutare la dotazione del terreno in P2O5 e K2O bisogna fare riferimento alle tabelle 4 e 5 delle norme generali, (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura) considerando che la barbabietola una coltura molto esigente in fosforo. Sulla base dei risultati delle analisi, si pu formulare il piano di concimazione per il fosforo e il potassio di seguito riportato. Dotazione molto elevata e elevata: per la P2O5 frazionare la distribuzione dellapporto (max 100 kg/ha) in due interventi: di fondo e localizzata al trapianto. Per K2O ammesso lapporto di 50 kg/ha per la concimazione di fondo. Dotazione normale: per la P2O5 frazionare la distribuzione dellapporto (max 150 kg/ha) in due interventi: di fondo e localizzata al trapianto. Per K2O ammesso lapporto di 100 kg/ha per la concimazione di fondo. Dotazione insufficiente: opportuno prevedere un arricchimento dei terreni. Per la P2O5 frazionare la distribuzione dellapporto (max 250 kg/ha) in due interventi: di fondo e localizzata al trapianto. Per K2O ammesso lapporto di 300 kg/ha per la concimazione di fondo. Criteri di distribuzione dei fertilizzanti Fosforo: frazionato in pi interventi (alla preparazione del terreno e allimpianto). Potassio: totalmente alla preparazione del terreno. Concimazione azotata La distribuzione deve essere effettuata in copertura, frazionandola in almeno 3 interventi, comunque entro ottobre, apportando al massimo 180 kg di azoto/ettaro.

Tab. 3 - Epoca e densit di semina consigliate.


SEMINA VALORI

Densit (n. semi/ha) Distanza sulla fila (cm) Distanza tra le file (cm) Epoca Germinelli ad ettaro

30-40.000 3-4 20-25 Fine luglio-met agosto 1.000.000-1.300.000

171

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Ammendanti organici. sconsigliato luso di ammendanti organici. Pur migliorando la struttura del terreno, finiscono per peggiorare la qualit, in quanto liberano la maggioranza dellazoto a partire dalla primavera inoltrata. Coefficiente tempo. Per la bietola da seme (fase produzione fittoni) il coefficiente tempo uguale a 1.

Tab. 4 - Volume massimo di irrigazione (millimetri).


A 10 15 20 25 R 30 G 35 I 40 L 45 L 50 A 55 % 60 65 70

0
S A B B I A %

48 47 47 47 46 46 46 45 45 44 44 43 42 46 46 46 46 45 45 45 44 44 43 43 42 42

CURE COLTURALI
L eliminazione di piante spontanee di barbabietola risulta indispensabile al fine di evitare possibili inquinamenti genetici della coltura che ne comprometterebbero laspetto qualitativo e quindi la possibilit di commercializzazione. Questa pratica regolamentata dalla legge regionale 30 del 6 luglio 1977, successivamente aggiornata dalla legge regionale 2 del 19 gennaio 1998.

10 45 45 45 44 44 44 44 43 43 43 43 42 41 15 44 44 43 43 43 43 43 42 42 42 41 41 40 20 42 42 42 42 42 42 41 41 41 41 40 40 40 25 41 41 41 41 41 40 40 40 40 40 39 39 39

DIFESA E DISERBO
Si vedano le tabelle riportate nel supplemento n. 9 di Agricoltura , di prossima pubblicazione, dedicato alla sintesi dei disciplinari di produzione per diserbo e difesa fitosanitaria.

IRRIGAZIONE
I criteri e le modalit che sono la base della pratica irrigua in un sistema agricolo a produzione integrata sono illustrati in modo esaustivo nelle norme generali del disciplinare. Non ammesso superare i volumi indicati nella tabella 4.

ESTIRPAMENTO
fatto divieto di asportare dal vivaio, per successivo trapianto, fittoni che manifestino attacchi di nematodi, phoma e virus.

172
I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Barbabietola da seme - 2001

Barbabietola da seme
(Fase di produzione dei portaseme)
VOCAZIONALIT
Ambiente pedologico. La coltivazione della barbabietola si avvantaggia particolarmente di terreni profondi e permeabili, di medio impasto-argilloso capaci di favorire lancoraggio ed il rigoglioso sviluppo delle piante. Dovranno poi essere terreni ben strutturati in cui siano assenti suole di lavorazione e costipamenti ed in grado di trattenere elevate quantit di acqua ma ben drenati. In riferimento alla salinit del terreno opportuno ricordare come la coltura risulti tendenzialmente tollerante sviluppandosi bene anche in presenza di valori elevati quali quelli riportati in tabella 1. Territorio di coltivazione. La coltivazione deve essere attuata nelle zone di preuso in ottemperanza alla legge regionale n. 30 del 6 luglio 1977 e successivo aggiornamento (legge regionale n. 2 del 19 gennaio 1998). Nella scelta dellarea di coltivazione si consiglia di tenere conto di alcuni parametri i cui valori sono riportati in tabella 2.

Tab. 2 - Valori ottimali dei parametri climatici.

Tab. 1 - Valori ottimali dei parametri pedologici.


PARAMETRI PEDOLOGICI VALORI OTTIMALI VALORI LIMITE

PARAMETRI CLIMATICI

VALORI OTTIMALI

Spessore del profilo Drenaggio Tessitura pH Calcare attivo Salinit

Profondo Buono Franco 6,5-8 Inferiore al 10% Inferiore a 7 mmhos

Poco profondo Scarso Sabbioso, franco-sabbioso Inferiore a 6 superiore a 8,6 Superiore al 20% Superiore a 11 mmhos

Temperatura media Temperatura minima Temperatura massima Umidit

15-20 C Superiore a 10 C Inferiore a 28 C Valori medi

SUCCESSIONI COLTURALI
Lavvicendamento colturale una pratica essenziale per la coltivazione della barbabietola da seme. Non ammissibile che la coltura ritorni sullo stesso terreno ad intervalli inferiori ai 4 anni. Sono consigliate precessioni di cereali autunno-vernini. Sono invece sconsigliate nella rotazione, coltivazioni di colza o crucifere, poich queste ultime piante sono ospiti del nematode cisticolo, nonch la medica in precessione o colture a raccolta autunnale (dalla 3a decade di settembre nei terreni con un contenuto di argilla superiore al 35%). possibile invece porre in precessione in coltura primaverile alla bietola, il rafano e la senape (resistenti al nematode) da set-aside ed altre cover crops con caratteristiche analoghe.

Allinterno delle vocazionalit menzionate sono da consigliarsi, come ricordato, terreni ben strutturati, con giacitura di piano, in cui eventuali apporti di sostanza organica dovranno essere stati somministrati alle colture coltivate in precessione alla barbabietola. Al momento della scelta dei terreni necessario effettuare unanalisi dello stesso per assicurare che non vi sia una presenza di nematodi cisticoli (Heterodera schacthii) superiore alla soglia stabilita dalle norme per la difesa, oltre la quale la coltivazione non potr essere effettuata; deve essere inoltre assente linfestazione da rizomania.

173

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

GESTIONE DEL TERRENO


Lavorazioni. Il fittone deve poter penetrare in profondit nel terreno senza trovare strati che ne limitino lo sviluppo; al riguardo opportuno ricordare come nei primi 2 mesi di vita lallungamento della radichetta sia di molte decine di centimetri. La bietola risulta inoltre molto sensibile ai ristagni di acqua, per cui le operazioni di affossatura e/o drenaggio si rendono opportune come regola ma in special modo nei terreni argillosi o tendenti allargilloso. Per quanto riguarda le lavorazioni principali e secondarie, vedi a pag. 171. sempre consigliabile che le lavorazioni principali siano eseguite con terreni in tempera in epoca estiva, derogando per i soli terreni sciolti.

Tab. 3 - Epoca e densit di trapianto consigliate.

SEMINA

VALORI

Densit (n. piante/ha) Distanza sulla fila (cm) Distanza tra le file (cm) Epoche

30.000-38.000 38-42 70-75 Febbraio-marzo

Criteri di distribuzione dei fertilizzanti Fosforo: frazionato in pi interventi (alla preparazione del terreno e allimpianto) Potassio: totalmente alla preparazione del terreno. Dotazione molto elevata e elevata: per la P2O5 frazionare la distribuzione dellapporto (max 100 kg/ha) in due interventi: di fondo e localizzata al trapianto. Per K2O ammesso lapporto di 50 kg/ha per la concimazione di fondo. Dotazione normale: per la P2O5 frazionare la distribuzione dellapporto (max 150 kg/ha) in due interventi: di fondo e localizzata al trapianto. Per K2O ammesso lapporto di 100 kg/ha per la concimazione di fondo. Dotazione insufficiente: opportuno prevedere un arricchimento dei terreni. Per la P2O5 frazionare la distribuzione dellapporto (max 250 kg/ha) in due interventi: di fondo e localizzata al trapianto. Per K2O ammesso lapporto di 300 kg/ha per la concimazione di fondo. Concimazione azotata La distribuzione deve essere effettuata in copertura, frazionandola in almeno 3 interventi apportando al massimo 200 kg di azoto/ettaro. Ammendanti organici. sconsigliato luso di ammendanti organici. Pur migliorando la struttura del terreno, finiscono per peggiorare la qualit in quanto liberano la maggioranza dellazoto a partire dalla primavera inoltrata. Coefficiente tempo. Per la bietola da seme (fase portaseme), il coefficiente tempo uguale a 0,75.

TRAPIANTO E ISOLAMENTO
Il trapianto pu essere eseguito manualmente o meccanicamente con trapiantatrice a taglio o a buco. Il piantone dovr essere posizionato a livello del piano di campagna. Dopo il trapianto si consiglia di effettuare una rullatura per consentire una migliore adesione del terreno al fittone. Le distanze disolamento da colture di bietola di popolazioni e specie diverse deve essere pari ad almeno 1.000 metri, o 600 metri nel caso di barbabietola da zucchero (legge regionale dellEmiliaRomagna n. 30 del 6 luglio 1977 successivamente aggiornata dalla legge regionale n. 2 del 19 gennaio 1998).

FERTILIZZAZIONE
Di seguito vengono presi in considerazione solo gli aspetti della concimazione riguardanti i tre principali macroelementi (azoto, fosforo e potassio). Concimazione fosfatica e potassica. Per valutare la dotazione del terreno in P2O5 e K2O bisogna fare riferimento alle tabelle 4 e 5 delle norme generali (vedi supplemento n. 7/2001 di Agricoltura) considerando che la barbabietola una coltura molto esigente in fosforo. Sulla base dei risultati delle analisi, si pu formulare il piano di concimazione per il fosforo e il potassio di seguito riportato.

174

I SUPPLEMENTI DI

Norme tecniche agronomiche / Barbabietola da seme - 2001

CURE COLTURALI
Sarchiatura. In primavera inoltrata sono indispensabili una o pi sarchiature per completare lazione erbicida e per interrare il concime azotato. Cimatura. In maggio quando la pianta comincia a salire a seme, va eseguita una cimatura dellastone ad unaltezza di 40-50 centimetri da terra al fine di uniformare la contemporaneit di fioritura delle linee femminili e maschili. Eliminazione impollinanti. Va eseguita a fine giugnoprimi di luglio, per favorire gli ultimi trattamenti aficidi e la successiva trebbiatura; se molto anticipata diminuisce la protezione contro inquinamenti tardivi da prefiorite. L eliminazione di piante prefiorite di barbabietola da zucchero o spontanee risulta indispensabile al fine di evitare possibili inquinamenti genetici della coltura, che ne comprometterebbero laspetto qualitativo e quindi la possibilit di commercializzazione.

altres consigliabile la tecnica di uniformare linfestazione tramite interventi circoscritti a zone o fasce al fine di facilitare poi gli interventi di post emergenza. I programmi di diserbo chimico per il controllo delle infestanti della barbabietola sono riportati nellapposita tabella che verr pubblicata sul supplemento n. 9/2001 di Agricoltura , dedicato alle sintesi dei disciplinari per diserbo e difesa fitosanitaria). E ammesso luso dei soli principi attivi e delle dosi massime indicate in tabella, salvo deroghe specifiche. 1. Pre-trapianto (Programma A) - ammesso intervenire qualora il letto di semina sia infestato. 2. Pre-trapianto (Programma B) - ammesso lintervento con uno dei prodotti indicati nella tabella, o con loro miscele, in funzione delle malerbe presenti, con trattamenti localizzati sulla fila (bande di circa 25 centimetri). Sono ammessi interventi a pieno campo utilizzando, in questo caso, solo i dosaggi minimi indicati in tabella. Nel caso in cui si intervenga con miscele estemporanee dei singoli prodotti, la somma delle dosi dei prodotti singoli deve risultare complessivamente ridotta del 30%. 3. Post-trapianto (Programmi C, D, E) : ammesso lintervento ad integrazione del trattamento in pre-trapianto. Trattamenti a microdosi (programma C). Sono comunque ammessi anche interventi con dosaggi crescenti nei limiti espressi in tabella 12 nel programma D. In ogni caso si precisa che la dose dovr essere stabilita in funzione dello sviluppo delle malerbe, delle bietole e del relativo rapporto tra le stesse. Qualora si presentassero problemi particolari, ammesso intervenire in funzione delle malerbe presenti, con i prodotti indicati in tabella nel programma E. Sono in ogni caso da consigliarsi formulazioni che minimizzino il contenuto di solventi organici, lutilizzo di additivi a bassa tossicit in alternativa agli olii minerali nonch limpiego di formulati commerciali con contenitori idrosolubili o riciclabili. Sono consigliati gli olii di origine vegetale.

IRRIGAZIONE
I criteri e le modalit che sono la base della pratica irrigua in un sistema agricolo a produzione integrata sono illustrati in modo esaustivo nella parte generale del disciplinare. La barbabietola da seme risponde in maniera scarsamente economica agli apporti irrigui che devono avere carattere di soccorso; quando effettuata preferibile sia eseguita nelle ore notturne per evitare labbattimento del polline nellappezzamento. Non ammesso superare i volumi indicati nella tabella 4.

DISERBO
Primo presupposto per un controllo efficace delle malerbe la presenza di un potenziale di infestazione contenuto: da ci si comprende limportanza delle tecniche agronomiche che ne controllano la diffusione. Al riguardo possono essere consigliate: * lavvicendamento con precessione di cereali a raccolta estiva e aratura precoce; * lidentificazione di avvicendamenti che permettano un controllo delle infestanti difficili (soia e mais per Abutilon, cereali invernali e mais per le perennanti).

175

I SUPPLEMENTI DI

Produzione integrata

Tab. 4 - Volume massimo di irrigazione (millimetri).


A 10 S A B B I A % 15 20 R G 25 I 30 L L 35 A 45 % 40 50

0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50

48 46 45 44 42 41 39 37 36 34 32

47 46 45 44 42 41 39 38 36 34 32

47 46 45 43 42 41 39 38 36 34 33

47 46 44 43 42 41 39 38 36 34 33

46 45 44 43 42 41 39 38 36 35 33

46 45 44 43 42 40 39 38 36 35 33

46 45 44 43 41 40 39 38 36 35 33

45 44 43 42 41 40 39 38 36 35 33

45 44 43 42 41 40 39 38 36 35 33

Il completamento del diserbo chimico consiste in operazioni di sarchiatura o fresatura nella interfila; non esistono controindicazioni in merito mentre consigliabile praticarle entro lo stadio di 6-8 foglie per effettuare leventuale interramento dellazoto distribuito in copertura.

DIFESA
Le note che seguono hanno lo scopo di fornire le indicazioni fondamentali per limpostazione di un programma di difesa integrata per la coltura della barbabietola da seme. Per una descrizione pi completa vedere anche le indicazioni che saranno riportate nel supplemento n. 9/2001 di Agricoltura dedicato al diserbo ed alla difesa fitosanitaria. Modalit di impiego dei fitofarmaci ammesso luso dei soli principi attivi indicati nella specifica tabella del sopra citato supplemento n. 9 di Agricoltura . Devono essere osservate tutte le modalit e le eventuali limitazioni dimpiego. Non sono ammesse le geodisinfestazioni a pieno campo. Non sono ammessi trattamenti in fioritura. Campionamenti visivi. I campionamenti che hanno lo scopo di verificare la situazione fitosanitaria della coltura riguardano: * altica, mamestra, afide nero e nottue terricole. I rilievi de-

vono essere effettuati con cadenza settimanale, su una superficie di circa un ettaro, nel cui interno verranno prescelte 3 aree, in diagonale allappezzamento, comprendenti 2 tratti di fila di barbabietole di 10 metri di lunghezza. Per altica e nottue terricole il campionamento deve essere effettuato nel periodo che va dallemergenza alla chiusura delle interfile; per afide nero e mamestra i controlli devono iniziare a partire dalla met di maggio. * Cleono. Esistono due tipi di rilievi da effettuare a seconda che vengano usati o meno vasi-trappola per la cattura degli adulti. Nel primo caso il campionamento deve essere effettuato attraverso il controllo di almeno due ripetizioni di 5 vasi-trappola posti alle distanza di 3 metri luno dallaltro. I vasi (tipo vasi da fiori in materiale plastico) devono avere un diametro di 16 centimetri e devono essere interrati con lapertura superiore a livello del terreno, sulla seconda fila di bietole, dal lato da cui si presume arriveranno gli adulti di cleono (quello pi vicino allappezzamento coltivato a barbabietola nellanno precedente). Il campionamento ha cadenza settimanale e deve essere effettuato nel periodo inizio aprile-fine giugno. Nel caso in cui non vengano installate le trappole, i rilievi di attacchi fogliari da parte di adulti di cleono, vanno eseguiti sulle prime tre file del perimetro dellappezzamento, su tratti di fila di 10 metro per lato. * Cercospora. I campionamenti vengono eseguiti a cadenza settimanale, fissando inizialmente nellappezzamento 4 aree in un appezzamento rappresentativo di aree omogenee allinterno delle aziende (il numero dei punti di osservazione non va stabilito in base alla superficie investita a bietola). Per ogni area devono essere osservate almeno 50 piante, rilevando la presenza delle prime macchie, e successivamente verificando in quante piante venga raggiunta, almeno su una foglia, la confluenza delle macchie stesse.

RACCOLTA
La qualit del seme influenzata fortemente anche dalle modalit di raccolta: pertanto occorre prestare la massima attenzione. Il taglio della vegetazione deve essere effettuato quando si evidenzia limbrunimento dei glomeruli mediani, preferibilmente nelle prime ore del mattino o serali al fine di limitare al massimo la crodatura del seme. La trebbiatura deve essere effettuata entro 5-7 giorni dallo sfalcio della vegetazione, salvo problemi di carattere climatico.

176

I SUPPLEMENTI DI

ASSESSORATO AGRICOLTURA, AMBIENTE E SVILUPPO SOSTENIBILE

I disciplinari di produzione integrata (sintesi) Norme tecniche agronomiche - Edizione 2001


Supplemento ad AGRICOLTURA N. 7/8 - Luglio/Agosto 2001 Direttore responsabile: Franco Stefani Sito internet: http://www.regione.emilia-romagna.it
Reg. Trib. di Bologna N. 4269 del 30-3-1973 Progetto grafico e impaginazione: Alessandro De Angeli (Studio Sintesi - Bs) Impianti litografici e stampa: Promodis - Brescia