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17 aprile 2011 Comunicato n 1 degli ex del circolo 22 marzo di Roma Il segreto di Paolo Cucchiarelli LA STRATEGIA DELLA CONFUSIONE http://www.facebook.

com/notes/laboratorio-lapsus/la-strategia-dellaconfusione/10150214108043782 []La nostra impressione che su fatti cos importanti e decisivi per la storia dItalia regni una grande confusione, non del tutto casuale: un meccanismo comunicativo che tende a mettere sullo stesso piano terrorismi di destra e di sinistra, in realt nati da contesti storici diversi. Attraverso una miscela di confusione e rimozione, le nuove generazioni identificano fatti, personaggi, nomi e organizzazioni lontani tra loro, sotto la generica definizione di terrorismo o anni di piombo. Questa strategia della confusione determinata da diversi fattori: la mancanza di ricerca storica allinterno delle universit su quegli anni; la conseguente assenza di questi argomenti dalle scuole medie e superiori; la vulgata, volutamente superficiale, diffusa dai mezzi di comunicazione di massa. Tutto viene relegato per sempre nelloscurit dei misteri dItalia, fatti troppo torbidi per essere compresi e analizzati a pieno: la memoria nazionale si vorrebbe aggregata intorno alla condivisa condanna degli anni 70, cancellando colpe e ruoli di singoli e istituzioni. Allinterno di questa prospettiva crediamo che il concetto di memoria condivisa non sia un efficace strumento per superare tale confusione. Non pu esistere condivisione e pacificazione su quegli anni di aspro conflitto. Un Paese che voglia fare davvero i conti col proprio passato, potr farlo solo attraverso un profonda ricostruzione e divulgazione di fatti e responsabilit, perch conoscere quelle storie nel profondo, significa capire le ragioni delloggi. Solo in questo modo potremo saldare il doloroso debito con le vittime di quegli anni, tenere viva la loro memoria e comprendere il nostro presente. Il testo di Laboratorio-Lapsus qui sopra riportato sembra scritto apposta per illustrare il lavoro che stiamo portando avanti. Ormai da due anni, da quando stato dato alle stampe dal Ponte alle Grazie il libro Il segreto di Piazza Fontana di Paolo Cucchiarelli, abbiamo iniziato ad analizzare e smantellare le manipolazioni e falsit di questo giornalista, presunto storico e novello inquisitore. La prima cosa che balza agli occhi che tutta la costruzione del suo libro revisionista imperniata sui racconti fantasiosi di vari squallidi personaggi di estrema destra e dei servizi segreti. Cio le stesse persone, gli stessi ambienti, che hanno costruito su noi anarchici la strage o che lhanno coperta. Se Cucchiarelli avesse scritto questo libro in buona fede, magari manipolato nelle sue convinzioni ma senza rendersene conto, allora ci saremmo aspettati che come anche i giornalisti principianti sanno almeno il principio base, deontologico di ogni giornalista, e cio che una fonte, per essere valida, deve essere controllata e verificata, venisse applicato. Ma questo nel libro di Cucchiarelli non avviene mai, neppure quando una verifica sarebbe molto semplice da fare. Il tentativo di riscrittura della storia messa in atto dal Cucchiarelli si basa essenzialmente sulla quantit di documentazione che butta alla rinfusa nel libro, per creare confusione e allo stesso tempo per dare limpressione di aver svolto un grande lavoro di ricerca. Interessante notare anche lutilizzo disinvolto dei giornali dellepoca quelli delle primissime settimane dopo gli attentati, quelli del mostro Valpreda, degli anarco-fascisti bombaroli e assetati di sangue, - che il Cucchiarelli assume come fossero atti processuali, invece che indecenti falsit scritte da giornalisti imboccati dalle veline delle Questure.

Oppure come, partendo da sue (?) ipotesi interpretative si assista, nel corso della lettura del libro, alla trasformazione di queste teorie in ..fatti accertarti! Il libro, alla sua uscita, ha ricevuto delle pesanti stroncature da parte di importanti studiosi (primo per importanza sicuramente Aldo Giannuli) o da parte di chi si occupa da anni, e da sinistra, della materia (come Luciano Lanza, Saverio Ferrari). Nonostante ci, ed il chiaro contenuto revisionista del libro, abbiamo assistito in questi anni ad un fenomeno importante che ha visto oltre a organi di stampa apertamente di parte, anche molti siti web neutrali abbracciare acriticamente le tesi di riscrittura storica di Cucchiarelli espandendo cos tali disinformazione di massa sui fatti di Piazza Fontana, con un mezzo particolarmente sensibile perch fruibile soprattutto dai giovani. A questo tentativo di attacco alla verit storica - accertata oltretutto anche in sede giudiziaria la sinistra e gli anarchici in particolare cio la parte pi direttamente interessata - non hanno saputo dare, a nostro modesto parere, una risposta adeguata, immediata e articolata a livello nazionale. Questo spazio aperto lasciato al diffamatore Cucchiarelli ha portato ad una serie di atti volti alla chiusura definitiva del capitolo strage di Stato (inteso come occultamento degli organizzatori ed esecutori) come momento saliente della strategia della tensione, che scaricava sulla teoria degli opposti estremismi i sanguinosi attentati programmati da uno Stato complice di precisi interessi tesi a mantenere e consolidare quella democrazia Occidentale voluta dagli Stati Uniti. In questo quadro si inseriscono fatti in apparenza umanamente comprensibili, quali i libri di Gemma Capra Calabresi ed ancor pi di Mario Calabresi, lincontro in Quirinale di parti tra loro incompatibili quali Licia Rognini Pinelli (vittima) e Gemma Calabresi (moglie del carnefice!), o decisamente inaccettabili come il libro di Cucchiarelli e il film-romanzo, in lavorazione, su Piazza Fontana del regista Marco Tullio Giordana basato sulle nuove rivelazioni-verit di questultimo, o i reiterati tentativi da parte di storici compiacenti di sostenere la necessit di una memoria condivisa su quegli anni e del superamento del discrimine dellantifascismo su cui poi i fascisti, con nuove casacche e travestimenti, cercano di infiltrarsi culturalmente e politicamente. Da tempo i compagni dellex 22 marzo, il circolo a cui apparteneva PietroValpreda, sono impegnati singolarmente (con denunce, querele, diffide), unitariamente (con un proprio Blog e documenti http://stragedistato.wordpress.com/), e collettivamente, grazie allassistenza dei compagni dei circoli Carlo Cafiero di Roma e Ponte della Ghisolfa di Milano, a denunciare e mettere in guardia su questa mostruosa manovra. E chiaro che con le nostre sole forze non potremo vincere questa battaglia politica e culturale. Lanciamo quindi un appello a tutti i compagni, alle strutture di movimento, alle associazioni antifasciste, a tutti i sinceri democratici e agli uomini di cultura e intellettuali che non hanno mai abbandonato il sogno di una societ pi giusta e libera ad aiutarci in questa nostra battaglia di giustizia e verit. Roma 17 aprile 2011 Primi firmatari: Per gli ex del circolo 22 marzo di Roma: Roberto Gargamelli Emilio Bagnoli Emilio Borghese Enrico Di Cola Cosimo Caramia

Marco Pacifici Per i compagni di Milano: Lello Valitutti Paolo Braschi 17 aprile 2011 Il segreto di Paolo Cucchiarelli. Comunicato n 1 degli ex del circolo 22 marzo di Roma La corrispondenza tra noi, Marco Tullio Giordana e Curzio Maltese